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COMUNICATO STAMPA

Milano, 13 ottobre 2015

Per la prima volta uno spettacolo teatrale nelle mense dei poveri

Lultima cena_LA CENA DEGLI ULTIMI


Dal 24 ottobre 2015 il Teatro Officina sar al Refettorio Ambrosiano, alla Casa della Carit e
alla Casa dellAccoglienza Enzo Jannacci di viale Ortles perch questi luoghi diventino anche e
sempre di pi spazi di scambio culturale.

La citt di Milano vedr per la prima volta uno spettacolo teatrale portato allinterno
delle mense dei poveri: il Teatro Officina presenta il debutto dello spettacolo
LULTIMA CENA_LA CENA DEGLI ULTIMI in prima nazionale il 24 ottobre 2015
presso la struttura del Refettorio Ambrosiano, il nuovo servizio offerto a chi si trova
in difficolt, inaugurato in occasione di EXPO su volont della Diocesi di Milano e della
Caritas. A seguire lo spettacolo verr portato anche in altre due mense per i poveri: La
Casa della Carit di Crescenzago (26 novembre ore 21) e la Casa dellAccoglienza
Enzo Jannacci di viale Ortles (20 dicembre ore 16). Lo spettacolo viene presentato in
occasione della nascita dellAssociazione Refettorio Ambrosiano che si occuper di
continuare a proporre nella mensa per i pi bisognosi, incontri e conferenze, ma anche
concerti, spettacoli teatrali, momenti letterari.
Il progetto sottolinea Massimo De Vita, direttore artistico del Teatro Officina - apre
al territorio tre mense milanesi, luoghi ove unumanit spesso privata di affetti, di
casa e di sostentamento economico ogni giorno trova almeno il conforto di un pasto
caldo. Agli spettacoli accederanno i cittadini di Milano e, in modo specifico, dei tre
quartieri periferici che ospitano i refettori (Greco, Crescenzago, Vigentino) con
lambizione quindi di far divenire questi luoghi anche degli spazi di scambio culturale.
Lo spettacolo
In chiusura di Expo il Teatro Officina ripropone, come monito etico e lascito morale, il
tema della mancanza di cibo per gran parte dellumanit.
Autori della letteratura internazionale (tra cui Neruda, Prevert, Szymborka) sono
intrecciati con la tradizione italiana di Manzoni, Gadda ed Eduardo, fino a quella
popolare racchiusa nella Commedia dellarte e nei grandi autori comici come
Scarpetta, Campanile e Tot: tutti raccolti intorno al cibo o, spesso, alla mancanza di
cibo. Video proiezioni mostrano licona de LUltima cena di Leonardo nei suoi molteplici
significati e interpretazioni, per stringere poi sui miseri pasti degli ultimi del mondo.
Gli attori si muovono fra il pubblico in un clima di convivialit, in cui la riflessione
profonda sgorga come frutto del lavoro silenzioso che ogni spettatore compie dentro di
s.

Il luogo del debutto Refettorio ambrosiano


Secondo lultimo Rapporto sulle povert, realizzato da Caritas Ambrosiana, dal 2008 al 2012
sono aumentate di circa un terzo le persone che hanno chiesto il pacco viveri ai centri di
ascolto di Milano e della diocesi ambrosiana.

Per rispondere a questa esigenza nasce il Refettorio ambrosiano, che ha sede nellex teatro
annesso alla parrocchia San Martino nel quartiere Greco di Milano, una sala risalente agli anni
30 e ormai in disuso. Questo spazio stato completamente ristrutturato e trasformato in un
refettorio aperto alla solidariet, ma anche un luogo di arte e bellezza.
Il Refettorio ambrosiano nasce dalle intuizioni dello chef Massimo Bottura e del curatore del
Padiglione Zero e del Palinsesto eventi di Expo 2015 Davide Rampello, che insieme alla Diocesi
di Milano e in particolare alla Caritas hanno tradotto in concreto questa originale idea di
solidariet alla quale si sono unite le eccellenze dellarte, della cultura e della cucina. Per un
mese, durante linizio di Expo, alcuni tra i migliori chef del mondo hanno ideato e preparato
menu a partire dalle eccedenze alimentari raccolte ogni giorno in Expo. Ci che era destinato a
essere gettato via, stato trasformato in piatti di alta cucina. Il Refettorio ambrosiano ora
unesperienza stabile che continua a funzionare anche oltre la conclusione di Expo. Caritas
Ambrosiana garantisce la continuit del progetto, inserendolo in una rete integrata di servizi
alla persona. Il Refettorio conta in tutto 95 posti.
LAssociazione Refettorio Ambrosiano
Per offrire eventi culturali al quartiere e alla citt e continuare, anche dopo Expo, a riflettere sul
valore del cibo e sugli sprechi da evitare, nasce lAssociazione Refettorio Ambrosiano. Nella
mensa per i pi bisognosi lassociazione proporr una serie di incontri e conferenze, ma anche
concerti, spettacoli teatrali, momenti letterari per rendere il Refettorio un luogo di creativit e
uno spazio dove poter sognare, ispirandosi ai valori dell'accoglienza, dell'ospitalit e del dialogo
tra culture. Tutte le iniziative saranno curate e allestite dai volontari dell'associazione.
Il Teatro Officina
Il TEATRO OFFICINA nasce come teatro di sperimentazione nel 1973, a Milano, in viale Monza
140. Negli anni '70 uno dei punti di riferimento per i quartieri della citt, per le compagnie
sperimentali che approdano a Milano (da Mem Perlini a Remondi e Caporossi), per le prime
Cooperative Teatrali (dal Gruppo della Rocca al Teatro dellElfo a Nuova Scena), per i Canzonieri
di cultura popolare (capitanati da Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Gualtiero Bertelli e Ivan
della Mea). Nel 1976, Massimo de Vita assume la Direzione Artistica del Teatro Officina e
inaugura la produzione di spettacoli, di cui si ricordano in quegli anni Maccheronea e Il comico
e il suo contrario. Nel 1984 la vecchia sala viene dichiarata inagibile e il Teatro Officina si
sposta nell'attuale sede in via S. Erlembardo, in un cortile di case popolari. Qui il Teatro
Officina ristruttura un vecchio padiglione al centro di questo storico insediamento abitativo e
opera nella parte invisibile di Milano, quella delle periferie. Negli anni '90 la vocazione al lavoro
culturale sul territorio si ridefinisce ulteriormente: il Teatro Officina elabora un proprio metodo
di raccolta delle narrazioni popolari e di restituzione sociale delle stesse. Nel 1997 produce in
Lomellina Memoria di Terre contadine, coinvolgendo il paese di Olevano. Nel 1998 allestisce lo
spettacolo Cuore di fabbrica sul mondo operaio di Sesto San Giovanni, ormai scomparso; tra il
2004 e il 2007 realizza diversi progetti con la Casa della Carit per favorire lingresso della
nuova struttura nel quartiere di Crescenzago, mettendo in comunione le narrazioni degli
anziani del luogo con quelle degli stranieri Ospiti della Casa; nel 2011 con lo spettacolo Via
Padova e oltre, allestito al Piccolo Teatro di Milano in collaborazione con lOrchestra di Via
Padova, restituisce le gioie e le fatiche della via pi multietnica di Milano, via Padova appunto;
nel 2012 rende omaggio alla figura di Padre David Maria Turoldo con lo spettacolo I volti della
povert. Negli ultimi anni radicalizza la sua vocazione al lavoro sul territorio, intercettando
diversi contesti sociali - mondo della sanit, rifugiati politici, adolescenti rispetto ai quali
compie un importante operazione teatrale. Dopo un percorso di formazione teatrale porta
questi semplici cittadini su un palco ove si assumono la responsabilit di dire. Ed ecco quindi il
ciclo di Medicina narrativa, che ha portato eventi allIEO Istituto Europeo di Oncologia,
allHospice Cascina Brandezzata, alla Comunit di recupero Alisei del CeAS, allUniversit
Bicocca; inoltre il Laboratorio annuale per rifugiati politici che ha prodotto Io, rifugiato politico
nel 2014 e La voce dei rifugiati politici nel 2015, presentati al Teatro Officina e al chiostro del
Piccolo Teatro; infine d spazio agli adolescenti del quartiere che frequentano da anni il
Laboratorio del Teatro Officina a loro dedicato, formandoli attorialmente fino a portarli
allinaugurazione della Casa della Memoria il 25 aprile 2015 con lo spettacolo Futuro aprile,

allinterno di una collaborazione che da tre anni il Teatro Officina sviluppa con il Teatro ATIRRinghiera e il Teatro della Cooperativa (TTT - Tre Teatri di Territorio).

REFETTORIO AMBROSIANO (Piazza Greco 11 Bus 43, 87)


24 ottobre 2015 ore 21.00
LULTIMA CENA_LA CENA DEGLI ULTIMI
Regia Massimo de Vita
Con Massimo de Vita, Tano Avanzato, Francesco Arioli, Lorenza Cervara, Maria Letizia Dorsi,
Tiziana Fogli, Stefano Grignani, Anna Lisa Iodice, Sebastian Loque Herrera, Adriano Rizzo
Testi scelti da Maurizio Meschia
Video istallazioni Antonio Grazioli
Scenografia Alice Benazzi
Luci Beppe Sordi
Produzione Teatro Officina in collaborazione con Expo in citt.

INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti


Prenotazioni: info@teatroofficina.it - tel. 02.2553200

LUltima cena_la cena degli ultimi


Il progetto LULTIMA CENA_LA CENA DEGLI ULTIMI porta per la prima volta uno spettacolo
teatrale nelle mense dei poveri, luoghi ove unumanit spesso privata di affetti, di casa e di
sostentamento economico ogni giorno trova almeno il conforto di un pasto caldo.
In chiusura di Expo, che ha vivificato la citt grazie anche alla miriade di iniziative promosse
da Expoincitt, ci sembrato importante e doveroso rimette la barra al centro sul grande tema
della mancanza di cibo che inutile negarlo spesso non ha trovato il giusto rilievo non tanto
tra gli operatori del settore quanto piuttosto tra gli artisti e il mondo dello spettacolo. Eppure
di questo che si dovrebbe parlare. Questo il senso profondo di Expo 2015, cos era stato
originariamente concepito ed su questo che si misureranno le ricadute nel futuro.
Il progetto apre tre mense milanesi al territorio: agli spettacoli accederanno i cittadini di Milano
e, in modo specifico, dei tre quartieri periferici che ospitano i refettori (Greco, Crescenzago,
Vigentino) con lambizione quindi di far divenire questi luoghi anche degli spazi di scambio
culturale. Un modo, infatti, per mitigare lo stigma del povero includerlo nella vita comune,
quella di tutti; abbiamo concepito uno spettacolo facilmente fruibile, estraneo a ogni vezzo
intellettualistico, che faccia quindi sentire a casa anche coloro che a teatro non vanno mai.
Il debutto dello spettacolo collocato entro il bellissimo Refettorio Ambrosiano, voluto dalla
Caritas, uno dei frutti migliori di Expo e che continuer a permanere oltre Expo, l in piazza
Greco, esattamente dove prima cera un teatro. Ora il teatro torna esattamente l e si mischia
con la vita. Gli attori recitano tra quegli stessi nove tavoli che ogni sera vengono serviti
novantacinque pasti. Ci si sposta poi in Casa della Carit, un altro luogo dellaccoglienza, la cui
mensa frequentata non solo da stranieri e da profughi, ma grazie alla straordinaria
capacit inclusiva di don Colmegna anche da alcuni anziani del quartiere. Terminiamo la
manifestazione a dicembre con la storica struttura comunale dellaccoglienza milanese: lasilo
notturno di viale Ortles, recentemente dedicato al cantautore Enzo Jannacci, un luogo ove i
servizi sono particolarmente articolati e spaziano dalla mensa alla biblioteca, agli sportelli di
ascolto e orientamento fino ai molteplici eventi culturali.
Il Teatro Officina negli anni sempre pi interessato a costruire non tanto spettacoli che
calcano le assi del palcoscenico, quanto situazioni teatrali ove il confine tra la vita quotidiana e
il teatro si dissolve e luno entra dentro laltro (luoghi di cura, luoghi di transito per emigranti e
profughi, luoghi di socialit giovanile, mercati comunali, feste di cortile, sono i posti dove
abbiamo fatto teatro nel 2015). Questo ci consente di connettere la cultura alla vita, di fare

dello spettacolo non un fenomeno di consumo, ma unoccasione di crescita della comunit.

Il Direttore Artistico

Il Teatro Officina
presenta un'anteprima de L'Ultima cena_LA CENA DEGLI ULTIMI,
illustrando lintero progetto
mercoled 14 ottobre 2015 alle ore 18
al Piccolo Teatro di Milano
Chiostro Nina Vinchi, via Rovello 2
INGRESSO LIBERO
Il Piccolo Teatro da sempre riserva un'attenzione particolare ai lavori sul
territorio che il Teatro Officina ha svolto negli anni; ha infatti ospitato al
Teatro Studio lo spettacolo Via Padova e oltre (2011), al Chiostro Via
Padova angolo via Rovello (2010), i saggi del Laboratorio con i Rifugiati
politici (2014 e 2015) e ora questa anteprima.
SCHEDA Refettorio Ambrosiano
Secondo lultimo Rapporto sulle povert, realizzato da Caritas Ambrosiana, dal 2008 al 2012
sono aumentate di circa un terzo le persone che hanno chiesto il pacco viveri ai centri di
ascolto di Milano e della diocesi ambrosiana. Si stima, invece, che in Italia venga gettato via il
25% del cibo acquistato ogni settimana, pari ad un valore di 1600 euro allanno a famiglia,
lequivalente di un mese di stipendio di medio livello. Lo spreco alimentare, prodotto dagli
italiani solo allinterno delle mura domestiche, vale 8,7 miliardi di euro, ovvero oltre mezzo
punto di PIL.
Chi costretto a risparmiare sul cibo e chi il cibo lo spreca: una contraddizione che ha spinto la
Diocesi di Milano e la Caritas Ambrosiana a promuovere il progetto Refettorio ambrosiano, un
nuovo servizio offerto a chi si trova in difficolt e insieme un gesto educativo nei confronti del
cibo e dellesperienza umana del nutrirsi in vista di Milano Expo 2015.
Il progetto: il Refettorio ambrosiano
Il Refettorio ambrosiano ha sede nellex teatro annesso alla parrocchia San Martino nel
quartiere Greco di Milano, una sala risalente agli anni 30 e ormai in disuso. Questo spazio dalle
pregevoli linee architettoniche stato completamente ristrutturato e trasformato in un
refettorio aperto alla solidariet.
Come negli antichi refettori di cui proprio Milano vanta esempi mirabili - si pensi alla sala del
convento accanto al santuario Santa Maria delle Grazie sulla cui pareti Leonardo Da Vinci
affresc lUltima Cena la mensa sar anche un luogo di arte e Bellezza.
Il Refettorio ambrosiano nasce dalle intuizioni dello chef Massimo Bottura e del curatore del
Padiglione Zero e del Palinsesto eventi di Expo 2015 Davide Rampello, che da subito hanno
coinvolto la Diocesi di Milano e in particolare la Caritas per tradurre in concreto questa originale
idea di solidariet alla quale si sono unite le eccellenze dellarte, della cultura e della cucina.
Il Refettorio Ambrosiano ha visto in azione il Politecnico di Milano che ha curato la
ristrutturazione. Gli ambienti sono stati impreziositi da opere darte create per loccasione da

alcuni dei principali artisti contemporanei: Enzo Cucchi, Carlo Benvenuto, Maurizio
Nannucci, Mimmo Paladino, Giuseppe Penone. Nel grande salone centrale sono stati disposti
12 grandi tavoli realizzati dai pi importanti designer italiani: Mario Bellini, Pierluigi Cerri,
Aldo Cibic, Michele De Lucchi, Giulio Iacchetti, Piero Lissoni, Alessandro Mendini, Fabio
Novembre, Franco Origoni, Gaetano Pesce, Italo Rota, Dwan Terry, Matteo Thun, Patricia
Urquiola.
Al progetto hanno aderito i pi noti marchi italiani: Alessi, Artemide, Eataly, Kartell, KME
Group, Lavazza, Riva1920, Sanpellegrino.
Leditore Skira ha documentato tutte le fasi delliniziativa in una pubblicazione.
Liniziativa stata sostenuta anche dal Ministero dellAmbiente, Expo 2015 spa, lAlma
Graduate School dellUniversit di Bologna, lAssociazione Nazionale Gallerie dArte
Moderna e Contemporanea.
Liniziativa: carit e bellezza
Proprio questo luogo di carit e bellezza, regalato dalle migliori espressioni del genio e della
creativit italiane alla Milano che fa fatica, ha ospitato durante il primo trimestre dellExpo,
uniniziativa unica per la citt.
Il Refettorio ambrosiano stato inaugurato il 3 giugno 2015. Per un mese, durante i primi tre
di Expo, alcuni tra i migliori chef del mondo hanno ideato e preparato menu a partire dalle
eccedenze alimentari raccolte ogni giorno in Expo nel pieno rispetto delle normative vigenti
sulla sicurezza alimentare. Ci che sarebbe destinato a essere gettato via, stato trasformato
in piatti di alta cucina, grazie al talento e alla creativit.
Il dopo Expo: il lascito alla citt
Il Refettorio ambrosiano ora unesperienza stabile che continuer a funzionare anche oltre la
conclusione di Expo. Caritas Ambrosiana che lo gestir da subito, garantir la continuit del
progetto, inserendolo in una rete integrata di servizi alla persona capace di offrire un percorso
completo di accompagnamento e promozione umana. Il Refettorio conter in tutto 90 posti e
distribuir pasti caldi agli utenti dei centri di ascolto della Caritas, dei servizi specifici, del
Rifugio per senza tetto della Stazione Centrale. La gestione sar affidata a una cooperativa
sociale ma si avvarr anche del contributo dei volontari.

SCHEDA La Casa della carit


La Fondazione Casa della carit "Angelo Abriani" nasce nel 2002 per iniziativa dellallora
Arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini, che ha voluto destinare limportante
somma ricevuta come lascito dallimprenditore Angelo Abriani allapertura di una struttura
daccoglienza per le persone pi bisognose. Grazie allimmobile messo a disposizione dal
Comune di Milano e adeguatamente ristrutturato, il 24 novembre 2004, alla presenza di
Martini, dellArcivescovo Dionigi Tettamanzi e del sindaco Gabriele Albertini e del presidente
della Fondazione don Virginio Colmegna, viene inaugurata la sede della Casa della carit in via
Francesco Brambilla nel quartiere di Crescenzago, periferia nord-est di Milano.
Ogni giorno alla Casa della carit ci si prende cura di centinaia di persone in difficolt: famiglie
senza casa, giovani migranti, mamme con bambini e persone con problemi di salute mentale.
Dal novembre 2004, ai posti riservati allaccoglienza maschile e femminile si sono via via
aggiunti quelli della Comunit So-stare, per persone con particolari necessit, e quelli di Casa
Nido, mini appartamenti per mamme sole con bambini e famiglie sfrattate. Mentre, allesterno
di via Brambilla, alcune decine di appartamenti in gestione hanno reso possibile ospitare
singole persone o interi nuclei familiari.
Fin dai suoi primi giorni di attivit, su indicazione del cardinal Martini, la Casa della carit non
solo un luogo di ospitalit e di cura per i pi poveri, ma anche un laboratorio sociale nel quale
trovano spazio attivit culturali, di ricerca, di spettacolo e di confronto con tutte le diverse
anime della citt.
Riunite nellAccademia della carit, operano il Souq, il Centro Studi Sofferenza Urbana,
presieduto da Benedetto Saraceno che studia le dinamiche psicologiche e sociali che si creano
tra le grandi metropoli e i soggetti che le abitano; la Biblioteca del confine intitolata al Cardinal

Martini, dove adulti, bambini e ragazzi, ospiti della Casa e non, possono trovare opere della
letteratura mondiale ma anche video, dvd e unit multimediali, quotidiani e riviste e un centro
documentazione; lOrchestra dei popoli esperienza musicale ed artistica, che segue quelle
precedenti della Banda del Villaggio Solidale e dei Nuovi Trovadori, resa possibile dalla
collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, lIbva e la Fondazione Casa dello
spirito e delle arti.
In dieci anni di attivit la Casa della carit ha ospitato 2.507 persone di 95 diverse nazionalit.
Negli stessi anni ha promosso, organizzato e realizzato importanti momenti di riflessione
sociale e politica cui hanno partecipato alcuni tra i maggiori pensatori contemporanei, da
Zygmunt Bauman che nel 2004 con il convegno internazionale "Fiducia e Paura nella citt" ha
inaugurato le attivit culturali della Fondazione, a Marc Aug, Michel Wieviorka, Bronislaw
Geremek, Miguel Benasayag, Arthur Kleinman, Arjung Appadurai, Johan Galtung e Romano
Prodi.NellAuditorium della Casa, lo stesso che in pi occasioni (dagli sgomberi dei campi rom
del 2005 alle emergenze Nord Africa e Siria) ha ospitato profughi e migranti, sono stati
organizzati spettacoli musicali e teatrali che hanno visto protagonisti lOdin teatret di Eugenio
Barba, linventore della clownterapia Patch Adams, il Teatro Officina con molti progetti sul
territorio e grandi scrittori italiani e stranieri come il nigeriano Wole Soyinka, Nobel per la
letteratura, la poetessa finlandese Merja Virolainen, il greco Nasos Vaghens e gli italiani Alda
Merini e Franco Loi, Joseph Tusiani e Pierluigi Cappello.

SCHEDA La Casa dellAccoglienza Enzo Jannacci


La Casa dellAccoglienza Enzo Jannacci di viale Ortles 69 ha come primaria finalit istituzionale
dare accoglienza temporanea a persone adulte in difficolt.
Le persone ospitate vengono supportate mediante lerogazione di servizi socio educativi e
sanitari tesi a consentire lacquisizione, a ciascun soggetto, della massima autonomia
individuale.
Nella Casa vengono accolti 374 uomini e 100 donne e ogni anno, nel periodo dal 15 Novembre
al 31 Marzo i posti vengono incrementati a 606. Gli ospiti della casa sono per il 25,01%, italiani
e per il 74,09% stranieri.
La Casa Offre: mensa serale, docce, centro diurno, sale soggiorno con televisore, deposito
bagagli e custodia valori, guardaroba, servizio lavanderia, biblioteca, servizio sociale e
psicologico, servizio di assistenza sanitaria medica e infermieristica, servizio educativo.
Offre inoltre attivit di animazione culturale: cinema, musica, laboratorio di taglio e cucito,
laboratorio di scultura, laboratorio per la realizzazione di arazzi, laboratorio per la realizzazione
di gioielli. Allinterno della Casa operano assistenti sociali, educatori, psicologo, psichiatra,
medici, infermieri.
Dallanno 2011 in corso una profonda trasformazione della Struttura che lha portata ad
abbandonare il precedente modello di Dormitorio pubblico per acquisire caratteristiche e
contenuti propri di un centro polifunzionale per la popolazione adulta. Si incrementato il
numero degli operatori sociali (6 assistenti sociali, 6 educatori, 1 psicologo e 1 psichiatra)
costituendo una equipe multidisciplinare che affronta in modo integrato i diversi aspetti della
persona lavorando in rete con i Servizi pubblici e privati presenti sul territorio cittadino e con
il volontariato singolo e associato. Su ogni persona che viene ospitata e che aderisca alla
proposta, lequipe sviluppa un progetto individualizzato che vede la persona, nelle sue diverse
possibili aree, al CENTRO dellintervento.
Se il clochard in senso classico ormai stimabile solo nel 5% di tutti coloro che si rivolgono ai
Centri di assistenza (ultimo rapporto dellOsservatorio Regionale sullEsclusione Sociale), anche
alla Casa dellAccoglienza Enzo Jannacci, che precedentemente si occupava quasi
esclusivamente della grave emarginazione, sempre pi si rivolgono ora persone escluse dal
mercato del lavoro o che non vi sono mai entrate, che lavorano ma con una paga insufficiente
o troppo saltuaria, persone indebitate, sfrattate, che rischiano di dormire in strada o che gi
hanno dovuto farlo. Sono persone con buone risorse individuali che possono, adeguatamente
supportate dagli operatori sociali e dai servizi interni alla Casa, uscire dalla condizione di
povert nella quale molto spesso si trovano allatto dellammissione. Negli ultimi quattro anni
molti sono stati gli ospiti che hanno migliorato le loro condizioni, rispetto a quelle dingresso,
nelle diverse aree che sono oggetto dintervento da parte degli operatori sociali.

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