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LEZIONE 3 LA SOCIOLOGIA HA LA SUA STORIA.

LA FORMAZIONE
DEL PENSIERO SOCIOLOGICO.
A partire dal 1760 in Gran Bretagna prende vita la RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
e si sviluppano nuove forme di organizzazione della vita SOCIALE E POLITICA.
Ci richiede per che si sviluppino strumenti di conoscenza ed analisi adeguati
a questi nuovi contesti e a tal fine nascono le SCIENZE SOCIALI. Luomo gi
durante il XVIII secolo comincia ad essere studiato come homo sociologicus
e quindi come soggetto agente al centro di una rete di rapporti sociali. per
opportuno chiedersi come fa Raymond Aron quando nasce la sociologia? Quali
autori meritano di essere considerati gli antenati o i fondatori della sociologia?
Quale definizione adottare per questultima? Io ho adottato una definizione che
riconosco vaga ma non ritengo arbitraria. La sociologia lo studio che pretende
di essere scientifico della realt sociale in quanto tale, sia al livello elementare
delle relazioni interpersonali, sia a quello macroscopico dei vasti insiemi, classi,
nazioni, civilt o, per far uso dellespressione corrente, societ globali. Questa
stessa definizione premette di capire perch sia arduo scrivere una storia della
sociologia , sapere dove incominci, e dove finisca. Tanto lintenzione scientifica
quanto loggetto sociale possono essere intesi in pi modi. La sociologia esige
nel contempo questa intenzione e questo oggetto, o comincia a esistere luno o
laltro di questi due caratteri? Tutte le societ hanno avuto una certa
consapevolezza
pretendevano

di

se

stesse.

Pi

societ

hanno

concepito

studi,

che

dessere obiettivi, delluno o dellaltro aspetto della vita

collettiva. Nella misura in cui lintenzione di cogliere la realt sociale in


quanto tale costitutiva del pensiero sociologico, Montesquieu merita di
figurare in questo libro come fondatore1.
CHARLES L. de MONTESQUIEU (1689 1755), uno dei pi grandi filosofi
dellIlluminismo, nei suoi studi tenta di individuare le uniformit e le leggi che
governano la societ. In quanto sociologo Montesquieu ha cercato di
combinare due idee, nessuna delle quali pu essere abbandonata, ma che
difficile tenere insieme. Da una parte egli sostiene, implicitamente, la pluralit
indefinita delle spiegazioni parziali. Ha mostrato quanto numerosi siano gli
1

R.Aron, Le tappe del pensiero sociologico, Milano, Mondadori, 1972, p. 21.

aspetti di una collettivit che devono essere spiegati e quanto numerose le


determinanti alle quali si possono ricondurre i diversi aspetti della vita
collettiva. Dallaltra ha cercato il modo di superare la pura giustapposizione
delle relazioni parziali, di afferrare qualcosa che costituisca lunit degli insiemi
storici.
Montesquieu parte dalla diversit e arriva allunit della specie umana.
Auguste Comte, al contrario, prima di tutto e soprattutto il sociologo
dellunit umana e sociale, dellunit della storia umana.
AUGUSTE COMTE (1798 1857) considerato il padre fondatore della
sociologia avverte la necessit di trasportare larmonia, il metodo e lordine
che regnano nel mondo tecnico scientifico, allinterno della FILOSOFIA
SOCIALE. Egli si pone come obiettivo di organizzare una vera e propria
SCIENZA SOCIALE
Comte convinto che attraverso la SOCIOLOGIA sia possibile individuare le
leggi che hanno presieduto il progresso dellumanit e sulla base di queste
leggi prevedere e dominare il corso del futuro savoir puor prvoir et prvoir
pour pouvoir2. Auguste Comte, come molti dei suoi contemporanei, ritiene
che la societ moderna in crisi, e trova la spiegazione dei disordini sociali
nella contraddizione tra un ordinamento sociale teologico e militare che sta
per scomparire e un ordinamento sociale scientifico e industriale che sta per
nascere. La sociologia diventa lo strumento per recare rimedio alla mancanza
di

coerenza,

evidentemente

sistematicit
Comte

omogeneit

chiede

fra

pretende

le

diverse

troppo

dalla

scienze.

Ma

sociologia,

trasformandola in una religione laica dellumanit, altrettanto dogmatica e


intollerante delle religioni rivelate, fino a vedere in essa, nel suo affermarsi ed
estendersi, il segno e la chiave del destino delluomo3.
Per Comte lindividuo non ha una realt autonoma, ma si realizza in strutture
a lui superiori come la FAMIGLIA, la CHIESA, lo STATO che sono gli
elementi fondamentali di qualsiasi SOCIETA.
Auguste Comte ha elaborato una teoria di quella che egli chiamava la societ
industriale. Lopposizione essenziale, nel suo pensiero tra le societ del
2
3

M. Nocenzi, Vivere lincertezza sociologia politica e cultura del rischio, Milano, FrancoAngeli, 2002, p. 35.
F. Ferrarotti, Lineamenti di storia del pensiero sociologico, Roma, Donzelli, 2002, Introduzione p. XIII-XIV.

passato, feudali, militari e teologiche, e le societ moderne, industriali e


scientifiche, in contrapposizione a quelle militari e teologiche. Ma anzich
porre al centro della sua interpretazione lantinomia tra le societ del passato
e le societ del presente, pone al centro del suo pensiero la contraddizione
inerente alla societ moderna che definisce capitalismo.
Il terzo teorizzatore del pensiero sociologico nasce venti anni dopo Comte ed
KARL MARX (1818 1883). Marx, come aveva fatto anche Comte, lavora
osservando la societ nella quale si trova a vivere.
Per Marx la storia umana caratterizzata dalla lotta di quei gruppi umani che
noi chiamiamo classi sociali, la cui definizione resta, per il momento equivoca,
ma

che

hanno

la

duplice

caratteristica

di

comportare

da

una

parte

lantagonismo tra oppressori e oppressi, e dallaltra di tendere a una


polarizzazione in due blocchi e due soltanto 4. Per questo si pu affermare che
il modello marxiano DICOTOMICO. Ogni societ viene descritta attraverso
due classi in opposizione poggiate sul possesso o il non possesso della
propriet, ci sono gli sfruttatori e gli sfruttati, gli oppressori e gli oppressi.
Per Marx la societ non pu essere compresa partendo dallo Stato, ma deve
essere interpretata facendo riferimento alla sua stessa struttura, considerando
larticolazione in classi. Marx ha una visione conflittuale della societ. Infatti,
per lui i fenomeni determinanti della storia sono caratterizzati dal conflitto,
soprattutto il conflitto di classe.
Ferrarotti nel libro Lineamenti di storia del pensiero sociologico scrive: Bench
profondamente divisi quanto al metodo di indagine e al generale orientamento
politico, sia Comte che Marx, come del resto tutti i grands individus che
costituiscono la tradizione classica della sociologia da Proudhon e Spencer fino
a Weber, Pareto e Durkheim, hanno unimmagine della societ come realt
globale e in movimento, sono sociologi che non aspettano dal mercato o dalla
congiuntura politica o dalle mode intellettuali i loro temi di ricerca; seguono un
loro itinerario che pu porre al centro del loro interesse i primordi del
capitalismo moderno per far loro prevedere il proletariato come forza
organizzativa determinante5.
4
5

R.Aron, Le tappe del pensiero sociologico, op.cit, p. 145.


F. Ferrarotti, Lineamenti di storia del pensiero sociologico, op.cit., Introduzione p. XVI-XVII.

Su posizioni notevolmente diverse si trova il contemporaneo britannico di


Marx, HERBERT SPENCER (1820 1903). Infatti per lui la societ un
organismo e pi ancora una realt superorganica. La legge dello sviluppo della
societ simile a quella che governa lorganismo animale. Per lui il progresso
della societ MONOLINEARE, senza eccezioni n drammi, anzi segue il ritmo
dellevoluzione organica.
Lultimo periodo del XIX secolo caratterizzato da un profondo mutamento
nella storia del pensiero, e nella storia civile e politica dellEuropa. Si verifica
una radicale trasformazione nellaffrontare i problemi sia nelle scienze naturali
che in quelle sociali.
La sociologia diventa studio del comportamento delluomo che per non viene
considerato pi solo come essere RAZIONALE; viene, infatti, meno il
PENSIERO SISTEMICO orientato alla visione ottimistica del futuro. Luomo
viene considerato prevalentemente come essere IRRAZIONALE.
NIETZSCHE e FREUD sono gli studiosi che meglio di tutti analizzano il
comportamento irrazionale dellindividuo.
FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 1900) analizza lindividuo come soggetto
agente tentando di scoprire la frammentazione dellIO che si nasconde dietro
lapparente unit e razionalit.
SIGMUNT FREUD (1856 1936) compie unanalisi pi sperimentale
rispetto a Nietzsche e riporta tutto il sociale alla dinamica delle forze interiori
che condizionano lindividuo. Proprio per questo Freud viene considerato come
il fondatore della PSICOANALISI.
Negli ultimissimi anni dell800 il pensiero sociologico si evolve dal tentativo di
una TEORIA DELLA SOCIETA a quello di spiegare lAZIONE SOCIALE.
MILE DURKHEIM (1858-1917) filosofo delluniversit francese da buon
discepolo di Comte convinto che una societ ha bisogno di consenso,
consenso che pu nascere solo da credenze assolute, e pone al centro della
sua riflessione lesigenza del consenso sociale. Nella sua opera La divisione del
lavoro sociale6, che la sua tesi di dottorato, Durkheim si domanda come un
gruppo di individui pu costituire una societ? Come gli individui possono
6

. Durkheim, La divisione del lavoro sociale, Milano, Edizioni di Comunit, 1962.

realizzare quella condizione dellesistenza sociale che il consenso? A questi


quesiti risponde con la distinzione tra due forme di solidariet: la solidariet
meccanica e la solidariet organica. La solidariet meccanica una solidariet
per somiglianza. La forma di solidariet opposta, detta organica, quella nella
quale il consenso, cio lunit coerente della collettivit, nasce da o si esprime
con la differenziazione. Gli individui non sono pi simili, ma differenti, e, in un
certo senso, proprio perch sono diversi, si realizza il consenso.
Un altro dei padri della sociologia che ha centrato la sua analisi sullazione
sociale indubbiamente MAX WEBER (1864 1920). Weber definisce la
sociologia come lo studio dellAGIRE SOCIALE, cio di quellagire che si riferisce
come conseguenza dellagire di altri individui.
Studiando il significato profondo delle azioni delluomo in interazione con gli
altri uomini si pu capire lagire sociale e perci spiegare il suo ITER ed i suoi
EFFETTI. Mongardini nel manuale La conoscenza sociologica scrive:
Lazione sociale per Weber e un agire che e riferito allatteggiamento di altri
individui e orientato nel suo corso in base a questo. Ogni azione azione
dotata di senso, ma questo senso viene sempre riferito e orientato sugli altri:
quello che si prevede che gli altri attribuiranno allazione. Occorre quindi
sempre considerare il senso delle azioni che si instaura tra gli individui quando
questi interagiscono. Weber elabora una famosa tipologia dellazione sociale. Le
azioni degli individui possono essere:
a)

Azioni razionali rispetto allo scopo, nelle quali chi agisce si preoccupa

dellefficacia degli strumenti rispetto ad uno scopo determinato e voluto;


b)

Azioni razionali rispetto al valore, nelle quali lagire orientato da un

valore accettato incondizionatamente;


c)

Azioni affettive, dovute a stati emotivi;

d)

Azioni tradizionali dovute allinfluenza del passato e perci ad abitudini

acquisite7.
Per GEORG SIMMEL (1858 1918), la SOCIOLOGIA lo studio delle forme
e delle interazioni, vale a dire di quei processi attraverso i quali lindividuo
diviene membro e partecipa della vita associata. La societ perci il prodotto
7

C. Mongardini, La conoscenza sociologica, Genova, ECIG, 2002, p. 587.

delle interazioni tra gli individui. Qualunque relazione sociale presuppone


lesistenza

negli

individui

di

premesse

necessarie

per

consentire

la

socializzazione. Tali premesse sono definite da Simmel con il termine di


apriori sociologici. Tali APRIORI sono, citando testualmente lautore:
condizioni che sono poste apriori negli elementi stessi attraverso le quali
essi si connettono realmente alla sintesi societ.
VILFREDO PARETO (1848 1923), ci ha fornito invece una complessa
teoria dellazione sociale. Allinizio dei suoi studi riprende la DICOTOMIA
minoranza governante maggioranza governata, affrontata gi da Simmel ma
ripresa anche da GAETANO MOSCA (1858 1941), e lha trasformata in
TEORIA DELLE ELITES. Cosa sono le lites? Llite una categoria sociale,
oggettivamente percepibile. Non ci si deve chiedere se llite vera o falsa, e
chi ha il diritto di farne parte. Sono tutte questioni senza senso: llite fatta
da quelli che hanno meritato buoni voti nellesame della vita, o hanno estratto
numeri fortunati dalla lotteria dellesistenza sociale 8.
Per Pareto ogni tipo di azione rivela labilit degli individui e questa abilit
provoca in tutti i campi, dal gioco alla politica, la selezione dei migliori, che
sono poi quelli che vanno a formare lelite. Da qui viene formulata la teoria
delle lites.
La maggior parte dei sociologi classici ha avuto unesistenza difficile e
disagiata. Questo fa riflettere sul fatto che forse linsuccesso personale
garantisca la distanza necessaria per capire il funzionamento degli organismi
collettivi. Oggi la situazione sembra essere anche peggiorata perch la crisi
investe non pi e non tanto il singolo sociologo bens la sociologia nel suo
complesso sia come disciplina che come insieme di tecniche diagnostiche e di
intervento. Ci si domanda se vi sia una crisi nella sociologia. Ma linterrogativo
ovviamente mal posto. La sociologia nata da una crisi e vive, si nutre di
crisi. La crisi reale Per la sociologia di oggi la sociologia assume la
forma di un dilemma puro e semplice: specializzarsi in senso professionale, e
quindi scadere a mera tecnica operativa, una fra le tante, ridursi a ingegneria
sociale, oppure mantenersi fedele al proprio impulso filosofico originario, alla
8

R.Aron, Le tappe del pensiero sociologico, op.cit, p. 416.

propria autonomia, e rischiare quindi di restare indefinitamente prigioniera di


una posizione genericamente filosofeggiante e ambiguamente moralistica
(La sociologia) lultima, la pi recente e quindi la meno collaudata delle
scienze sociali; non pu contare su una tradizione solida come gli studi di
diritto,

storia,

economia.

In

secondo

luogo

stata

fondata,

almeno

ufficialmente, da un uomo che scambiava la paranoia per igiene mentale e si


proibiva di leggere per lunghi periodi qualsiasi cosa nel timore di venire
intellettualmente inquinato, ossia fuorviato dai suoi progetti intellettuali di
maggior impegno. In terzo luogo, un ibrido persino nel nome, composto da
una parola latina e da una greca, accettato da molti, fra gli altri da Herbert
Spencer, semplicemente perch non si trovato di meglio. Eppure, sono
queste disgrazie a decretare, rispetto alle altre scienze, una sorta di primato
della sociologia, a costituirla legittimamente come scienza del presente e del
vivente scienza, in altri termini, in continua tensione 9.
Se ci vogliamo interrogare sulle ragioni del successo odierno della sociologia,
allora la domanda che va posta la seguente: a quale bisogno della societ
odierna, cio delle societ risponde la sociologia? Si tratta, in realt, di un
bisogno duplice o addirittura contraddittorio. un bisogno cos forte e cos
critico che solo dalla soddisfazione di esso dipende la tenuta, la non
disgregazione delle istituzioni. Lambiguit della sociologia sostanzialmente
determinata dalla duplicit di questo bisogno sociale, che rimanda alle due
pulsioni fondamentali costitutive degli esseri umani, quella adattiva e quella
contestativa. Queste due pulsioni danno luogo, sia nellindividuo che nella
societ ad una condizione di equilibrio instabile e di perenne tensione fra
elementi statici ed elementi dinamici. In questa ottica la crisi della societ e la
crisi, ambiguit della sociologia sono correlative, ed vano, se non dannoso,
illudersi di poterle un giorno superare e vincere per sempre. Perch quel
giorno sarebbe probabilmente anche lultimo della vicenda umana.

F. Ferrarotti, Lineamenti di storia del pensiero sociologico, op.cit., Introduzione p. XXIII- XXXII.