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Guida al Diritto
30.4.2014

CINQUE PERIODI SCANDISCONO IL SISTEMA DI LIQUIDAZIONE


di Condello Domenico
Lemodalitperladeterminazionedelcompensodovutoall'avvocatoperl'attivitprofessionalesvoltacontinuanoaessereregolamentate
dall'articolo 2233 del codice civile, come modificato prima dalla "legge Bersani" (legge 248/2006), poi parzialmente, dall'articolo 9 della legge
27/2012 di conversione del Dl 1/2012 insieme all'articolo 13 previsto dalla legge 247/2012 .
Le disposizioni legislative in cinque periodi - opportunopremetterepercheilsistemaperladeterminazioneeliquidazionedel
compensoall'avvocatodeveesserecollocatoincinqueperiodipoichogniperiodoregolamentatodadifferentidisposizionilegislative.
I periodi:
l

dal 1933 fino al 2006: vigenza della legge professionale del 1933 come successivamente modificata;
dal 2006 fino al 2012: applicazione della legge Bersani (248/2006);
dal 2012 fino al 2013: abrogazione del sistema tariffario e nascita dei parametri;
dal 2 febbraio 2013: entrata in vigore della legge 247/2012 - applicazione dell'articolo 13 e utilizzazione del Dm 140/2012;
dalla entrata in vigore del nuovo Dm 10 marzo 2014 n. 55 - 23 aprile 2014 - sui parametri previsto dall'articolo 13 della legge 247/2012,
inizia il quinto periodo.

L'articolo13dellalegge247/2013,chehafissatoleultimedisposizioni,entrateinvigoredal2febbraio2013,oggicompletamenteattuatoconla
pubblicazione del Dm 10 marzo 2014 n. 55 con i nuovi parametri.
Il Consiglio nazionale forense, con delibera del 3 maggio 2013, in ottemperanza a quanto disposto dal legislatore, con il comma 6 dell'articolo 13
della citata legge professionale, ha predisposto i nuovi parametri e la normativa di riferimento e ha trasmesso il tutto al ministero della Giustizia
per quanto di sua competenza e per la predisposizione del nuovo decreto ministeriale da pubblicare sulla Gazzetta ufficiale.
Superati i passaggi dinanzi al Consiglio di Stato, davanti alle Commissioni giustizia della Camere e del Senato e ottenuto il visto dalla Corte dei
ContiilDm55/2014approdatosulla"GazzettaUfficiale"del2aprile2014dopooltredueanni.
necessarioricordareche,finoall'entratainvigoredeinuoviparametri,lanormativahaspecificatamentestabilitoche,inassenzadiuncontratto
tral'avvocatoeilcliente,gliOrganigiurisdizionalicontinuerannoadapplicare,perladeterminazionedelcompenso,cicheprevistodalDm
140/2012.
Laconoscenzadeiperioditemporaliimportantepoichconsentediindividuarelarelativanormativavigenteeilconseguentesistemadi
parcellazione utilizzato. L'articolo 28 del nuovo decreto ministeriale, ad esempio, stabilisce che le disposizioni (il regolamento e i parametri) si
applicano alle liquidazioni successive alla sua entrata in vigore.
La giurisprudenza ha affrontato molte volte il problema della vigenza della normativa con specifico riferimento alla parcellazione degli avvocati.
Sull'argomento infatti sono intervenute le sezioni Unite della Corte di cassazione (sentenza 17406/2012) e anche la Corte costituzionale con la
sentenza 261/2013.
SecondoiGiudicidilegittimitinuoviparametriperlaliquidazionedellespeselegaligiudizialisidevonoapplicare ogni qual volta la liquidazione
giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un
professionistache,aquelladata,nonabbiaancoracompletatolapropriaprestazioneprofessionale,ancorchtaleprestazioneabbiaavutoinizioesi
sia in parte svolta in epoca precedente, quando ancora erano in vigore le tariffe professionali abrogate.
Il quadro normativo - Nella legislazione italiana il tema del compenso dovuto ai professionisti, - professioni intellettuali - perl'attivitsvolta,
trattato in diversi settori:
l

dalle disposizioni legislative;


dal codice civile;
dal codice di procedura civile;

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dalla legislazione speciale collegata alle leggi professionali;


dal codici deontologici.

Le prime disposizioni per gli avvocati sono collocate nella vecchia legge professionale. Una serie di decreti ministeriali con le deliberate dal
Consiglionazionaleforense,hannopoiregolamentatolemodalitperlaquantificazionedelcompensofinoal2012.
La normativa prevista nel codice civile - Il codice civile libro quinto del lavoro, con il capo II, "Delle professioni intellettuali" fissa i principi
generali riguardanti l'esercizio di tutte le professioni e i principi per la determinazione del compenso.
L'articolo 2229 demanda ai Consigli dell'Ordine (Associazioni professionali) le funzioni per l'accertamento dei requisiti per la iscrizione all'albo ed il
potere disciplinare. Il richiamo dei Consigli dell'Ordine per gli avvocati oggi deve essere collegato al nuovo ordinamento professionale (legge
247/2012).
Codice civile, articolo 2229
Esercizio delle professioni intellettuali
1.Laleggedeterminaleprofessioniintellettualiperl'eserciziodellequalinecessarial'iscrizioneinappositialbioelenchi.
2. L'accertamento dei requisiti per l'iscrizione negli albi o negli elenchi, la tenuta dei medesimi e il potere disciplinare sugli iscritti sono
demandati alle associazioni professionali sotto la vigilanza dello Stato, salvo che la legge disponga diversamente.
3. Contro il rifiuto dell'iscrizione o la cancellazione dagli albi o elenchi, e contro i provvedimenti disciplinari che importano la perdita o la
sospensionedeldirittoall'eserciziodellaprofessioneammessoricorsoinviagiurisdizionaleneimodieneiterministabilitidalleleggispeciali.
L'articolo2230precisapoi,alprimocomma,cheilcontrattochehaperoggettounaprestazionedioperaintellettualeregolatodalcodicecivilee
al secondo comma richiama espressamente l'articolo 13 del nuovo ordinamento professionale forense (legge 247/2012).
Codice civile, articolo 2230
Prestazione d'opera intellettuale
1.Ilcontrattochehaperoggettounaprestazionedioperaintellettualeregolatodallenormeseguentie,inquantocompatibiliconquestee
con la natura del rapporto, dalle disposizioni del capo precedente.
2. Sono salve le disposizioni delle leggi speciali.
L'articolo 2231 stabilisce che l'esecuzione di una prestazione d'opera professionale di natura intellettuale, effettuata dal non iscritto nell'apposito
alboprevistodallalegge,privailcontrattodiqualsiasieffettopoichdluogoanullitassoluta,rilevabileanched'ufficio,delrapportotra
professionista e cliente.
Codice civile, articolo 2231
Mancanza d'iscrizione
1.Quandol'eserciziodiun'attivitprofessionalecondizionatoall'iscrizioneinunalbooelenco,laprestazioneeseguitadachinoniscrittonon
glidazioneperilpagamentodellaretribuzione.
2. La cancellazione dall'albo o elenco risolve il contratto in corso, salvo il diritto del prestatore d'opera al rimborso delle spese incontrate e a un
compensoadeguatoall'utilitdellavorocompiuto.
L'articolo 2235 precisa che il professionista non può "ritenere" le cose e i documenti ricevuti, se non per il periodo strettamente necessario
alla tutela dei propri diritti secondo le leggi professionali.
Codice civile, articolo 2235
Divieto di ritenzione
Ilprestatored'operanonpuritenerelecoseeidocumentiricevuti,senonperilperiodostrettamentenecessarioallatuteladeipropridiritti
secondo le leggi professionali.
L'articolo2961disciplinainveceitempifissatiperlarestituzionedeidocumenti:l'avvocatoesonerato dal rendere conto degli incartamenti
relativi alle liti dopo tre anni da che queste sono state decise o sono altrimenti terminate.
Codice civile, articolo 2961
(Restituzione di documenti)
I cancellieri, gli arbitri, gli avvocati, i procuratori e i patrocinatori legali sono esonerati dal rendere conto degli incartamenti relativi alle liti
dopo tre anni da che queste sono state decise o sono altrimenti terminate.
Tale esonero si verifica, per gli ufficiali giudiziari, dopo due anni dal compimento degli atti ad essi affidati.
Ancheallepersonedesignateinquestoarticolopuesseredeferitoilgiuramentoperchdichiarinoseritengonoosannodovesitrovano gli
atti o le carte.
Si applica in questo caso il disposto dell'articolo 2959.
Anche le problematiche collegate al compenso sono affrontate specificatamente in una serie di articoli del codice civile.
L'articolo2233(Compenso)fissaiprincipifondamentaliperladeterminazionedelcompensodovutoalprofessionistaperl'attivitsvolta.
L'articolo 2234 prevede che il cliente, salvo diversa pattuizione, deve anticipare al prestatore di opera le spese occorrenti al compimento
dell'opera e corrispondere, secondo gli usi, gli acconti sul compenso.

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Codice civile, articolo 2234


Spese e acconti
Il cliente, salvo diversa pattuizione, deve anticipare al prestatore d'opera le spese occorrenti al compimento dell'opera e corrispondere,
secondo gli usi, gli acconti sul compenso.
Gli articoli 2956 e 2957 del Cc evidenziano le criticità relative alla prescrizione stabilendo in tre anni il termine e precisando che detto
decorre, per gli avvocati dalla decisione della lite, dalla conciliazione delle parti o dalla revoca del mandato; per gli affari non terminati, la
prescrizione decorre dall'ultima prestazione.
Codice civile, articolo 2956
Prescrizione di tre anni
Si prescrive in tre anni il diritto:
1) dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi superiori al mese (*);
2) dei professionisti, per il compenso dell'opera prestata e per il rimborso delle spese correlative;
3) dei notai, per gli atti del loro ministero;
4)degliinsegnanti,perlaretribuzionedellelezioniimpartiteatempopilungodiunmese.
---------(*)LaCortecostituzionaleconsentenza10giugno1966n.63hadichiaratol'illegittimitcostituzionaledelpresentenumero,limitatamente
alla parte in cui consente che la prescrizione del diritto alla retribuzione decorra durante il rapporto di lavoro.
Codice civile, articolo 2957
Decorrenza delle prescrizioni presuntive
Il termine della prescrizione decorre dalla scadenza della retribuzione periodica o dal compimento della prestazione.
Per le competenze dovute agli avvocati, ai procuratori e ai patrocinatori legali il termine decorre dalla decisione della lite, dalla conciliazione
delle parti o dalla revoca del mandato; per gli affari non terminati, la prescrizione decorre dall'ultima prestazione.
L'articolo 1703 definisce il mandato in un contratto colqualeunapartesiobbligaacompiereunoopiattigiuridicipercontodell'altra.
Codice civile, articolo 1703
Nozione
Ilmandatoilcontrattocolqualeunapartesiobbligaacompiereunoopiattigiuridicipercontodell'altra.
L'articolo 2237 fissa i principi generali riguardanti il recesso stabilendo che:
1 )Ilclientepurecederedalcontratto,rimborsandoalprestatored'operalespesesostenuteepagandoilcompensoperl'operasvolta.
2)Ilprestatored'operapurecederedalcontrattopergiustacausa.Intalcasoeglihadirittoalrimborsodellespesefatteealcompensoper
l'opera svolta, da determinarsi con riguardo al risultato utile che ne sia derivato al cliente.
3) Il recesso del prestatore d'opera deve essere esercitato in modo da evitare pregiudizio al cliente.
Codice civile, articolo 2237
Recesso
Ilclientepurecederedalcontratto,rimborsandoalprestatored'operalespesesostenuteepagandoilcompensoperl'operasvolta.
Ilprestatored'operapurecederedalcontrattopergiustacausa.Intalcasoeglihadirittoalrimborsodellespesefatteealcompensoper
l'opera svolta, da determinarsi con riguardo al risultato utile che ne sia derivato al cliente.
Il recesso del prestatore d'opera deve essere esercitato in modo da evitare pregiudizio al cliente.
Conriferimentoadettoistitutonecessariounrichiamoall'articolo14delnuovoordinamentoprofessioneforensepoichdettoarticolofissai
seguenti principi:
l

libertperl'avvocatodiaccettareunincarico
obbligo per l'avvocato solo per le difese di ufficio e per il patrocinio a spese dello Stato;
l'incarico si perfeziona con l'accettazione;
incaricodell'avvocatosussisteunaresponsabilitpersonaleillimitata
l'avvocatopurecederedalmandatofacoltativamentemanondevearrecarepregiudizialcliente
l'incaricoperlosvolgimentodell'attivitprofessionalesemprepersonale.Nonrilevalapartecipazioneinunaassociazioneoinunasociet
professionale;
l'avvocatopufarsisostituiredaaltroavvocatoancheconincaricoverbale.Lasostituzionedapartediunpraticantenecessitaunadelega
scritta;
l'avvocatopunominaresostitutiprocessualipressoogniufficiogiudiziariomadevedepositarelanominapressoilproprioOrdine
l'avvocato che si fa sostituire o coadiuvare resta sempre personalmente responsabile nei confronti del cliente

Legge 247/2013, articolo 14


Mandato professionale. Sostituzioni e collaborazioni

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1.Salvoquantostabilitoperledifesed'ufficioedilpatrociniodeimenoabbienti,l'avvocatohapienalibertdiaccettareomenoogniincarico.
Ilmandatoprofessionalesiperfezionaconl'accettazione.L'avvocatohainoltresemprelafacoltdirecederedalmandato,conlecautele
necessarie per evitare pregiudizi al cliente.
2.L'incaricoperlosvolgimentodiattivitprofessionalepersonaleanchenell'ipotesiincuisiaconferitoall'avvocatocomponentedi
un'associazioneosocietprofessionale.
Conl'accettazionedell'incaricol'avvocatoneassumelaresponsabilitpersonaleillimitata,solidalmenteconl'associazioneolasociet.Gli
avvocati possono farsi sostituire da altro avvocato, con incarico anche verbale, o da un praticante abilitato, con delega scritta.
3. L'avvocato che si fa sostituire o coadiuvare da altri avvocati o praticanti rimane personalmente responsabile verso i clienti.
4.L'avvocatopunominarestabilmenteunoopisostitutipressoogniufficiogiudiziario,depositandolanominapressol'ordinedi
appartenenza.
Altro importante articolo del codice civile - articolo1261 - prevede il divieto di cessione, anche per interposta persona, didirittisuiqualisorta
contestazionedavantil'autoritgiudiziariadicuifannoparteonellacuigiurisdizioneesercitanolelorofunzioni,sottopenadinullitedeidanni.La
disposizionedelcommaprecedentenonsiapplicaallecessionidiazioniereditarietracoeredi,naquellefatteinpagamentodidebitioperdifesa
di beni posseduti dal cessionario.
Codice civile, articolo 1261
Divieti di cessione
I magistrati dell'ordine giudiziario, i funzionari delle cancellerie e segreterie giudiziarie, gli ufficiali giudiziari, gli avvocati, i procuratori, i
patrocinatorieinotainonpossono,neppureperinterpostapersona,rendersicessionarididirittisuiqualisortacontestazionedavanti
l'autoritgiudiziariadicuifannoparteonellacuigiurisdizioneesercitanolelorofunzioni,sottopenadinullitedeidanni.
Ladisposizionedelcommaprecedentenonsiapplicaallecessionidiazioniereditarietracoeredi,naquellefatteinpagamentodidebitioper
difesa di beni posseduti dal cessionario.
La normativa di riferimento nel Cpc - Il capo IV del libro primo - Disposizioni generali - del codice di procedura civile con gli articoli 90 e
seguenti fino all'articolo 98 affronta il problema dellaresponsabilitdellepartiperlespeseeperidanniprocessuali. Una specifica
regolamentazioneprevistarelativamenteallaproceduraperilrecuperodelcompensononpagatodalclienteagliarticoli633,636e637.
L'articolo 75 delle disposizioni di attuazione al Cpc stabilisce, infine, che il difensore deve unire al fascicolo di parte la nota spese.
La legislazione speciale - La legge 247/2012, approvata recentemente ed entrata in vigore dal 2 febbraio 2013, ha sostituito quasi tutto il
precedente ordinamento forense risalente al 1933. La nuova normativa all'articolo 64 ha delegato il Governo concedendo un termine di
ventiquattro mesi per accertare la vigenza delle norme, per individuare quelle abrogate e per elaborare un testo unico.
La normativa di base del sistema tariffario forense era collocata nel Rdl 27 novembre 1933 n. 1578 - Ordinamento della professione di avvocato,
convertito con la legge 22 gennaio 1934 n. 36. Detto Rdl 1578/33, ha subito numerose modifiche dalla legge 13 giugno 1943 n. 794 e poi dalla legge
3 agosto 1949 n. 538, e al Titolo VI fissava i principi base sugli onorari degli avvocati e del rimborso delle spese.
La normativa antecedente alla nuova legge professionale del 2012 - Le prime sostanziali modifiche al sistema di tariffazione speciale
previstoperleattivitdelleprofessioniregolamentatesonostateapportatedallalegge4agosto2006n.248,diconversionedeldecretoBersani
(Dl 223/06), pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 186 del 11 agosto 2006 ed entrata in vigore dal giorno successivo. L'articolo 2 di questa legge
avevastabilitoche,dalladatadientratainvigore,eranoabrogateledisposizionilegislativeeregolamentari,conriferimentoalleattivitlibero
professionali e intellettuali, che prevedevano le seguenti disposizioni:
a)l'obbligatorietditariffefisseominimeovveroildivietodipattuirecompensiparametratialraggiungimentodegliobiettiviperseguiti
b)ildivieto,ancheparziale,disvolgerepubblicitinformativacircaititolielespecializzazioniprofessionali,lecaratteristichedelservizioofferto,
nonchilprezzoeicosticomplessividelleprestazionisecondocriteriditrasparenzaeveridicitdelmessaggioilcuirispettoverificato
dall'ordine;
c)ildivietodifornireall'utenzaserviziprofessionaliditipointerdisciplinaredapartedisocietdipersoneoassociazionitraprofessionisti,fermo
restandochel'oggettosocialerelativoall'attivitlibero-professionaledeveessereesclusivo,cheilmedesimoprofessionistanonpuparteciparea
pidiunasocietechelaspecificaprestazionedeveessereresadaunoopisociprofessionistipreviamenteindicati,sottolapropriapersonale
responsabilit.
Detto articolo aveva, inoltre, precisato che:
1 ) Sono fatte salve le disposizioni riguardanti le eventuali tariffe massime prefissate in via generale a tutela degli utenti;
2) Il giudice provvede alla liquidazione delle spese di giudizio e dei compensi professionali, in caso di liquidazione giudiziale e di gratuito
patrocinio, sulla base della tariffa professionale.
La legge Bersani aveva modificato l'articolo 2233 del Cc, sostituendo il comma: Gli avvocati e i patrocinatori non possono, neppure per interposta
persona, stipulare con i loro clienti alcun patto relativo ai beni che formano oggetto delle controversie affidate al loro patrocinio, sotto pena di
nullitedeidannicon il seguente comma: Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i
loro clienti che stabiliscono i compensi professionali(articolo 2-bis della legge 248/2006).
Infine, questa nuova normativa aveva, infine, precisato che: Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le
prescrizionidicuialcomma1sonoadeguate,ancheconl'adozionedimisureagaranziadellaqualitdelleprestazioniprofessionali,entroil1o

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gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in
ogni caso nulle(articolo 2 della legge 248/2006).
La legge n. 27/2012 di conversione del decreto legge n. 1/2012 - Con il penultimo intervento legislativo, legge n. 27 del 2012 di
conversione del decreto legge n. 1 del 2012, il legislatore ha definitivamente abrogato, dall'ordinamento italiano, le tariffe previste per gli avvocati
e per tutte le altre professioni regolamentate. Con la definitiva formulazione dell'articolo 9 fatta in sede di conversione il legislatore ha fissato i
seguenti rivoluzionari principi:
l

collocazione,dellemodalitdideterminazionedelcompensonell'ambitodellanormativaprevistadalcodicecivile
obbligo di pattuire il compenso al momento del conferimento dell'incarico;
obbligodiinformareilclientesullacomplessitdell'incarico
obbligo di fornire al cliente informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento dell'incarico fino alla conclusione;
obbligodiindicareidatidellapolizzaassicurativaperlaresponsabilitprofessionale.IlDprn.137del2012,pubblicatosulla"Gazzetta
Ufficiale"del14agostodel2012,haprorogatodidodicimesil'obbligoperilprofessionistadimunirsidiunapolizzaperlaresponsabilit
professionale;
obbligo di comunicare al cliente la misura del compenso con un preventivo di massima;
necessitdideterminareuncompensoadeguatoall'importanzadell'operasvolta
necessitdiindicare,perlesingoleprestazioni,tuttelevocidicostocomprensivedispese,oneriecontributi.

Il Dm 140/2012 ha poi fissato i principi per la determinazione del compenso in difetto di specifico accordo tra professionista e il cliente.
La nuova legge professionale - La nuova legge professionale, legge 247/2012, affronta il problema del compenso e delle questioni collegate
con l'articolo 13, con l'articolo 2 ai commi 5 e 6 e con gli articoli 14 e 7. n

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