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9788863640397

PRIMO BIENNIO

WALKER
Corso di

WALKER

FISICA

Corso di

FISICA

a cura di Vincenzo Barone

a cura di Vincenzo Barone

Liceo Scientifico
Liceo Scientifico - Scienze applicate
WALKER

Il corso si compone di:


ISBN 9788863640397 Volume primo biennio
Volume secondo biennio e Volume quinto anno in preparazione
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Guida per linsegnante con DVD-ROM

Corso di

il sistema aperto di prodotti e servizi per lattivit didattica, che parte dal libro
di testo e ne amplica le potenzialit formative grazie alla tecnologia digitale.

FISICA

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Questopera, secondo le disposizioni di legge, ha forma mista cartacea e digitale, parzialmente disponibile
in internet e rimarr immutata, nella sua parte cartacea, per il periodo di tempo indicato dalle normative.
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con ulteriori strumenti per la lezione.

Tutte le informazioni sulle estensioni digitali del libro su: www.pearson.it

www.linxedizioni.it

97
88
64
9

Volume primo biennio

03

Fisica

63

Walker
Corso di

7
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(D.P.R. 26.10.1972, n. 633, art. 2, comma 3, lett. d). Vendita e
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PRIMO BIENNIO

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Corso di

FISICA
a cura di Vincenzo Barone

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Liceo Scientifico
Liceo Scientifico - Scienze applicate

Tutti i diritti riservati


2010, Pearson Italia spa, Milano-Torino
www.pearson.it
Authorized translation from the English language edition, entitled Physics, 4th Edition by James Walker, published by Pearson Education,
Inc, publishing as Addison-Wesley, Copyright 2010 by Pearson Education, Inc. or its affiliates.
All rights reserved. No part of this book may be reproduced or transmitted in any form or by any means, electronic or mechanical, including photocopying, recording or by any information storage retrieval system, without permission from Pearson Education, Inc.
Italian language edition published by Pearson Italia, Milano-Torino. Copyright 2010

A cura di

Vincenzo Barone

Responsabile editoriale

Valeria Cappa

Coordinamento redazionale

Laura Pastore

Ricerca iconografica

Simona Picco

Impaginazione e adattamento
dei disegni da edizione originale

EsseGi, Torino

Coordinamento tecnico grafico


e controllo qualit

Michele Pomponio

Copertina

Italik, Milano

Immagine di copertina

iStockphoto LP

Referenze iconografiche:
Archivio iconografico Pearson Italia; catalogo Phywe;
Capitolo 1: CERN; Y. Gora, Kaycone/Dreamstime.com; J. Crihfield, draconus, Lsantilli, J. Johnson, A. Tokarski/Fotolia; ICP on
line; Challenging Tomorrow Pty Ltd, C. Mueller, P. Van Gelder/iStockphoto LP; NASA; T. Harvey.
Capitolo 2: CERN; K Roach/Fotolia; G. Menozzi; National Maritime Museum, Greenwich, London; J. Benet, T. Dailey, Dinnys
Designs, D4Fish Photography, sebastianvera.com, Sun Chan/iStockphoto LP.
Capitolo 3: Andresr/Dreamstime.com; D. Pesce, K. Junker/Fotolia; W. Davidian, E. Ferguson/iStockphoto LP; NASA.
Capitolo 4: ICP on line;K. Bodrov, G. Chutka, Phototrolley/iStockphoto LP; A. Paredes, yoyo/Marka; NASA.
Capitolo 5: Otnaydur, Zts/Dreamstime.com; ICP on line; Clown and the King, Konstantin Kamenetskiy/iStockphoto LP.
Capitolo 6: Arundo, Ribe/Dreamstime.com; P. Schinck, vision images/Fotolia; ICP on line.
Capitolo 7: T. Haiek/Dreamstime.com; S. Pilman/iStockphoto LP; A. R. Moller; NASA.
Capitolo 8: T. Arbour/iStockphoto LP; U.S. Navy.
Capitolo 9: E. Rivera, R. Kraft/Dreamstime.com; T. Olson/Fotolia.
Capitolo 10: photoCD/Fotolia; C. Rogers, C. Martnez Bans/iStockphoto LP; Bilderbox, K.Lpple/Marka.
Capitolo 11: T. Goydenko/Dreamstime.com; R. Sigaev/Fotolia; M. Toyoura/Getty Images; NoDerog/iStockphoto LP.
Capitolo 12: R. Lindie/Dreamstime.com; DenGuy/iStockphoto LP.
Gli strumenti di laboratorio utilizzati negli esperimenti fanno parte del catalogo Materiale Didattico Paravia Phywe.
www.materialedidattico.it o mail materiale.didattico@pearson.it

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Stampato per conto della casa editrice presso:
La Fotocromo Emiliana, Osteria Grande (Bo), Italia
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Anno
11 12 13 14 15 16

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III

Indice

IL METODO DELLA FISICA


CAPITOLO

Definizioni operative

4. Le grandezze fondamentali
Il Sistema Internazionale di Unit
Tempo
FISICA INTORNO A NOI
Gli orologi al quarzo
Lunghezza
Massa
Conversione di unit di misura

3
4
6
6
7
7
8
9

8. Dimensioni fisiche

10
12
13
14
14
15
16
17
17
18
20
20
22
23

LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI DI FISICA

24

5. Le grandezze derivate
Area
Volume
Densit

6. Notazione scientifica e ordini di grandezza


Notazione scientifica
Ordini di grandezza

7. Cifre significative
Le cifre significative nelle operazioni
Errori di arrotondamento

2 Le misure fisiche

1. Gli strumenti di misura


2. Errori di misura
3. Il risultato di una misura

1 Che cos la fisica

1. La fisica e le leggi della natura


2. Di che cosa si occupa la fisica
3. Le grandezze fisiche e la loro misura

Pearson Italia spa

CAPITOLO

SINTESI DEL CAPITOLO

25

ESERCIZI E PROBLEMI

26

In English

31

5. Propagazione degli errori

35
36
38
38
39
40
41
42
42
43
44

SINTESI DEL CAPITOLO

46

ESERCIZI E PROBLEMI

47

In English

50

Valore attendibile
Errore assoluto
Accordo entro lerrore
La rappresentazione dei risultati: le tabelle

4. Errore relativo ed errore percentuale


Errore relativo
Errore percentuale

LABORATORIO
3. Misura di unarea per confronto con un campione 51
4. Misura del periodo di un pendolo
52

CAPITOLO

3 La rappresentazione
matematica delle leggi fisiche

1. Le equazioni e la loro risoluzione


Risoluzione delle equazioni
Formule inverse

2. Le proporzioni
Similitudine
FISICA INTORNO A NOI
I modelli in scala
Percentuali

3. I diagrammi cartesiani
LABORATORIO
1. Misura di un volume
2. Additivit della massa

Rappresentazione grafica dei dati sperimentali


32
33

4. Le funzioni matematiche
5. La proporzionalit diretta

54
55
57
58
60
62
62
64
66
67
68

IV I n d i c e

FISICA INTORNO A NOI


Lindice di massa corporea
Le relazioni lineari

6. La proporzionalit inversa
7. La proporzionalit quadratica

CAPITOLO

70
72
73

1. Lequilibrio statico
2. Lequilibrio di un punto materiale

SINTESI DEL CAPITOLO

74

ESERCIZI E PROBLEMI

75

In English

80

LABORATORIO
5. Relazione tra tempo di efflusso
e volume di un liquido
6. Rappresentazione grafica di dati
con il foglio elettronico

5 Lequilibrio dei solidi

69

Lequilibrio su un piano inclinato

3. Corde e carrucole
4. Momento torcente
Momento di una coppia

5. Lequilibrio di un corpo rigido


Composizione di forze agenti su un corpo rigido

6. Le leve
Leve di primo genere
Leve di secondo genere
Leve di terzo genere

81
82

FISICA INTORNO A NOI


Statica e anatomia

7. Centro di massa ed equilibrio

MECCANICA
CAPITOLO

1. Grandezze scalari e grandezze vettoriali


2. Operazioni con i vettori
Somma di vettori
Differenza di due vettori
Moltiplicazione di un vettore per un numero

3. Componenti cartesiane di un vettore


Scomposizione di un vettore lungo due rette qualsiasi
Scomposizione di un vettore lungo gli assi cartesiani
Somma vettoriale per componenti

4. Le forze
La misura delle forze
Risultante di pi forze

5. La forza peso
6. La forza elastica
FISICA INTORNO A NOI
I cerotti nasali

Pearson Italia spa

7. Forze di attrito

85
86
86
88
88
89
89
89
92
94
95
95
97
98

139
143

SINTESI DEL CAPITOLO

144

ESERCIZI E PROBLEMI

145

In English

153

CAPITOLO
1.
2.
3.
4.

154
155

6 Lequilibrio dei fluidi

I fluidi
La pressione
La pressione atmosferica
Pressione e profondit nei fluidi
Il barometro a liquido

5. I vasi comunicanti
6. Il principio di Pascal
FISICA INTORNO A NOI
Il torchio idraulico

7. Il principio di Archimede e il galleggiamento


101

139

La stabilit dellequilibrio

LABORATORIO
19. Equilibrio su un piano inclinato
10. Equilibrio di unasta

4 I vettori e le forze

119
120
122
123
126
129
131
135
137
138
138
138

Immersione completa
Galleggiamento

157
158
160
162
164
165
167
167
168
170
171

102
102
104

FISICA INTORNO A NOI


Il diavoletto di Cartesio

172

SINTESI DEL CAPITOLO

106

SINTESI DEL CAPITOLO

175

ESERCIZI E PROBLEMI

108

ESERCIZI E PROBLEMI

176

In English

115

In English

183

Attrito dinamico
Attrito statico

LABORATORIO
7. Somma vettoriale di forze
8. Costante elastica di una molla e legge di Hooke

116
117

LABORATORIO
11. Misura della spinta di Archimede
12. Legge di Stevino

184
185

Indice V

CAPITOLO

1. Il moto di un punto materiale


2. Sistemi di riferimento
3. Distanza percorsa e spostamento
Diagrammi spazio-tempo

4. La velocit
Interpretazione grafica della velocit media
Velocit istantanea
Interpretazione grafica della velocit istantanea

5. Il moto rettilineo uniforme


6. Laccelerazione
Interpretazione grafica dellaccelerazione media
e dellaccelerazione istantanea

7. Il moto uniformemente accelerato


FISICA INTORNO A NOI
Lo spazio di frenata

8. La caduta libera
Caduta con partenza da fermo
Oggetto lanciato verso lalto
SINTESI DEL CAPITOLO

CAPITOLO

207
208
209
210
212

In English

221

253
254

9 Lavoro ed energia

1. Il lavoro di una forza costante


Forza nella direzione dello spostamento
Forza che forma un angolo con lo spostamento

256
256
258
259
262

2. Lenergia cinetica
3. Il lavoro di una forza variabile
4. La potenza

264

FISICA INTORNO A NOI


La bolletta dellenergia elettrica

265

202
203

214

LABORATORIO
13. Misura della velocit media
14. Moto uniformemente accelerato

5. Forze conservative ed energia potenziale


Energia potenziale gravitazionale
Energia potenziale elastica

6. La conservazione dellenergia meccanica


7. Lavoro di forze non conservative
e conservazione dellenergia totale
La conservazione dellenergia totale

222
223

267
269
270
271
274
275

SINTESI DEL CAPITOLO

276

ESERCIZI E PROBLEMI

277

In English

285

LABORATORIO
17. Conservazione dellenergia meccanica

286

8 Le leggi della dinamica

1. La dinamica newtoniana
2. La prima legge della dinamica
I sistemi inerziali
Il principio di relativit galileiano

3. La seconda legge della dinamica


Sistemi non inerziali e forze apparenti

4. La terza legge della dinamica


5. Applicazioni delle leggi della dinamica

Pearson Italia spa

187
188
189
191
192
194
195
196
198
200

ESERCIZI E PROBLEMI

CAPITOLO

LABORATORIO
15. Verifica della seconda legge di Newton (I)
16. Verifica della seconda legge di Newton (II)

7 La descrizione del moto

Moto lungo un piano inclinato


Moto in presenza di attrito
FISICA INTORNO A NOI
La resistenza dellaria
Oggetti a contatto
Oggetti collegati

225
226
227
228
229
234
235
237
237
238
239

OTTICA
CAPITOLO
1.
2.
3.
4.

10 Ottica geometrica

I raggi luminosi
La riflessione
Gli specchi piani
Gli specchi sferici
Costruzione delle immagini
Lequazione degli specchi

240
241

5. La rifrazione

SINTESI DEL CAPITOLO

245

6. Le lenti

ESERCIZI E PROBLEMI

246

In English

252

La riflessione totale
Costruzione delle immagini
Equazione delle lenti

7. Locchio umano

289
290
292
293
294
295
297
299
301
302
302
304

VI I n d i c e

FISICA INTORNO A NOI


I difetti della vista

8. Strumenti ottici composti


La lente di ingrandimento e il microscopio
Il telescopio

9. La dispersione della luce e i colori

6. La propagazione del calore


305
306
306
307
308

FISICA INTORNO A NOI


Larcobaleno

308

SINTESI DEL CAPITOLO

309

ESERCIZI E PROBLEMI

311

In English

316

LABORATORIO
18. Riflessione su specchi
19. Rifrazione

317
318

Conduzione
Convezione
Irraggiamento
SINTESI DEL CAPITOLO

337

ESERCIZI E PROBLEMI

339

In English

344

LABORATORIO
20. Dilatazione termica lineare
21. Misura del calore specifico

CAPITOLO

Evaporazione e condensazione
Ebollizione
FISICA INTORNO A NOI
Pressione e punto di ebollizione dellacqua

CAPITOLO

11 Temperatura e calore

1. Temperatura ed equilibrio termico


2. La misura della temperatura
La scala Celsius
La scala Fahrenheit
Lo zero assoluto
La scala Kelvin

3. La dilatazione termica
La dilatazione lineare
FISICA INTORNO A NOI
Le lamine bimetalliche
La dilatazione volumica
Il comportamento dellacqua

Pearson Italia spa

4. Calore e lavoro meccanico


5. Capacit termica e calore specifico
La capacit termica
Il calore specifico
Calorimetria

321
322
322
322
322
323
324
324
325
326
327
328
330
330
331
332

345
346

12 Gli stati della materia


e i cambiamenti di stato

1. La struttura atomica della materia


2. Gli stati di aggregazione
3. I cambiamenti di stato

TERMOLOGIA

333
333
335
335

Fusione e solidificazione
Diagramma di fase

4. Il calore latente
5. Cambiamenti di stato
e conservazione dellenergia

348
350
351
351
353
353
354
355
356
359

SINTESI DEL CAPITOLO

361

ESERCIZI E PROBLEMI

362

In English

366

LABORATORIO
22. Fusione e solidificazione
23. Calore latente di fusione

367
368

Soluzioni

369

Indice analitico

373

Tavole

375

VII

Presentazione
Il corso di fisica per Licei Scientifici di James S. Walker si presenta con un coinvolgente progetto didattico che integra perfettamente la parte teorica e la parte operativa, stimolando un apprendimento attivo dei concetti attraverso la risoluzione quantitativa dei problemi.
Lapproccio teorico caratterizzato da sintesi e immediatezza.
La trattazione corredata da numerosi strumenti didattici che conducono passo passo lo studente nello studio degli argomenti.

Per lo studio
Veleggiando nellEgeo

PROBLEMA

Andrea e Barbara stanno veleggiando nel Mar Egeo. Un giorno partono dallisola di Milos e si dirigono a nord,
verso lisola di Srifos, a 24 miglia di distanza (un miglio nautico, nmi, corrisponde a 1852 m). Il giorno dopo partono da Srifos e puntano su Mykonos, che dista 42 miglia, con rotta 60 (il che vuol dire, nel linguaggio navale,
che la rotta forma un angolo di 60 con la direzione nord in senso orario). Qual il modulo dello spostamento
complessivo di Andrea e Barbara?

Nord
y

Mykonos

By

PROBLEMA
Fornisce un modello per la risoluzione di un problema.
Tutti i problemi propongono una strategia risolutiva
che comprende: Descrizione del problema, Strategia,
Soluzione, Osservazioni, Prova tu.

60
30
Bx

p porzionalit m viene
detta coefficiente di attrit
s
o statico

Srifos

Lattrito statico pu avere

intensit uguale a 0
Mattone fermo

A
Milos

x Est

fs 0

o maggiore di 0

DESCRIZIONE DEL PROBLEMA

fs F1

!
!
In figura sono tracciati i vettori spostamento da Milos a Srifos (A) e da Srifos a Mykonos (B). I moduli di questi vettori sono 24 nmi e 42 nmi, rispettivamente. Continueremo a usare le miglia
come unit di misura della lun!
! nautiche
!
ghezza. Dobbiamo determinare il modulo dello spostamento totale C A B da Milos a Mykonos.

Mattone fermo
0

F1

fino a un valore massi

S T R AT E G I A

Poniamo lorigine di un sistema di assi cartesiani nel punto di partenza (Milos). Gli assi
che
! !sono orientati in modo
!
le ascisse puntino a! est e le ordinate a nord. Calcoliamo le componenti cartesiane di A !e B , osservando che A diretto lungo lasse
y! e B forma con lasse orizzontale un angolo di 30. Le componenti di C sono la somma delle compo!
nenti di A e di B. A partire da Cx e Cy determiniamo C usando il teorema di Pitagora.

SOLUZIONE

!
Le componenti di A sono:

Ax 0 nmi
Ay 24 nmi

!
Le componenti di B sono:

FIGU RA 26 Il limite massi


mo
dellattrito statico
Man mano che la forza applic
oggetto fermo su un piano ata a un
aumenta,
aumenta anche la forza di
attrito
statico, il cui valore cresce
fino a
un certo limite. Oltre quest
o valore
massimo, lattrito statico
non pu
pi trattenere loggetto,
che inizia a
scivolare sul piano; da quest
o momento
in poi subentra lattrito
dinamico.

fs,max F2

mo.
Mattone sul punto di
muoversi

F2

Appena loggetto inizia


a scivolare sul piano, lattri
ed minore del massi
to diventa dinamico
mo attrito statico.
Mattone in moto
fd
0
F

Bx (42 nmi) cos 30 36 nmi


By (42 nmi) sen 30 21 nmi

!
!
Le componenti
di C si ottengono sommando quelle di A e quelle
!
di B, Cx Ax Bx e Cy Ay By:
!
Il modulo di C dato da C 2C2x + C2y:

Cx (0 36) nmi 36 nmi


Cy (24 21) nmi 45 nmi
2

C 2(36 nmi) + (45 nmi) 58 nmi

O S S E R VA Z I O N I

FIGURE ANNOTATE
Le spiegazioni in blu aiutano lo studente
a comprendere le figure e a integrare
informazioni testuali e grafiche.

Il modulo dello spostamento non uguale alla distanza percorsa dalla barca, che (24 42) nmi 66 nmi.

P R O VA T U

Se da Mykonos Andrea e Barbara veleggiassero su Patros, 80 nmi a est di Mykonos, quale sarebbe in modulo il loro
spostamento totale da Milos a Patros?
[124 nmi]

FISICA INTORNO A NOI

IZIO

ESERC
u di 25,0,
1,50 cm. Se langolo
!
in figura ha modu! lo r
Il vettore r disegnato
ti cartesiane di r?
quali sono le componen
oni
!
gono applicando le relazi
r e ry del vettore r si otten
Le componenti cartesiane x
u. Abbiamo quindi:
rx r cos u e ry r sen
cos (25,0) 1,36 m
rx r cos u (1,50 m)
sen (25,0) 0,634 m
r r sen u (1,50 m)
y

ca
d
S

posto da due molle piatte di poliestere, inserite in una


fascetta adesiva. Quando viene applicato al naso, le
molle esercitano una forza verso lesterno, che allarga le
narici e riduce la resistenza che il flusso daria incontra
durante linspirazione.
Per misurare il comportamento di questi cerotti si utilizza il dispositivo mostrato nella figura a). Ponendo sulla
piattaforma mobile una certa massa, il cerotto si comprime. La forza elastica che esso esercita uguaglia il peso
della massa posta sulla piattaforma. La figura b) un tipico grafico che illustra la relazione tra la massa applicata
(proporzionale alla forza elastica) e la compressione di
un cerotto. Dal grafico si vede che, sebbene la relazione
non sia lineare, ci sono tre regioni (I, II, III) in cui il comportamento quello previsto dalla legge di Hooke.

Massa
50
Riga graduata

Piattaforma
mobile

Cerotto nasale

rx

m e dor 1,36 m ed ry 0,634


cessimo le componenti x
Se, al contrario, conos
mo:
lo r e langolo u, avrem
vessimo calcolare il modu
2
m
2
2
m)2 + (0,634 m) 1,50
r 2rx + ry 2(1,36
m
1,36
r
1 a
b 25,0
1 x
u cos a r b cos
1,50 m
y

Molte persone usano i cerotti nasali per alleviare una


serie di problemi respiratori. Inizialmente introdotti
per eliminare il russamento, ora vengono utilizzati anche per numerose altre funzioni; ad esempio, i dentisti
hanno scoperto che i cerotti nasali consentono ai pazienti di respirare meglio durante le operazioni di cura
dentale, rendendo le sedute decisamente meno sgradevoli sia per il dottore sia per il paziente; anche gli allevatori di cavalli ne hanno scoperto i vantaggi e hanno
cominciato ad applicare cerotti di grandi dimensioni ai
cavalli da corsa per ridurre laffaticamento e lo stress
polmonare.
Uno dei pi grandi vantaggi dei cerotti nasali che non
richiedono lutilizzo di alcun tipo di farmaco. Un cerotto nasale un dispositivo puramente meccanico, com-

ry
O

FISICA INTORNO A NOI


Mette in evidenza le
applicazioni della fisica nel
mondo reale. Sono spunti
interessanti per discussioni
in classe.

I cerotti nasali

Molle di poliestere

Massa applicata (g)

Pearson Italia spa

ESEMPIO
Presenta brevi calcoli che illustrano
lapplicazione di nuove importanti relazioni.

40

a)

II

20
10
0

Linguetta adesiva

III

30

10
20
30
40
Compressione (mm)
b)

50

La parte esercitativa caratterizzata da originalit e variet.


Numerose sezioni preparano gli studenti ad affrontare con successo le verifiche.
Il corso si completa con schede di Laboratorio, che propongono una ricca selezione di esperienze
facilmente realizzabili nei laboratori scolastici.
Leditore ringrazia tutti gli insegnanti e gli studenti che vorranno segnalare eventuali inesattezze e fornire suggerimenti per le future edizioni.

Per la verifica
PROBLEMI
Ricca offerta di problemi, tutti con soluzione, che si riferiscono
spesso a situazioni reali (biologia, ingegneria, medicina, ).
Per ogni problema indicato il livello di difficolt.

QUESITI
Domande a risposta aperta che hanno
lo scopo di verificare la comprensione
dei concetti, stimolando lo studente a
unanalisi critica dellargomento.

PROBLEMI
!

48 Prevedi/Spiega Considera i vettori! A, di componen

QUESITI
!

1 Indica se ciascuna delle seguenti grandezze scalare

9 Due forze F1 ed F2 hanno modulo F1 8 N e F2 5 N.


Se il modulo
! della
! risultante R 3 N, come sono
orientate F1 ed F2 luna rispetto allaltra?

13 Quando un alpinista scala una vetta, che cosa succe-

Ay 0. Langolo che individua la direzione di A

14 Qual lunit di misura della costante elastica di


una molla?

3 Sapendo che A B 0, che cosa puoi dire:

15 Due molle hanno una diversa costante elastica. Se si

a) del modulo dei due vettori?


b) della direzione e del verso dei due vettori?

applica la stessa forza, quale delle due molle si comprime di pi?

TEST
Domande a risposta chiusa, di risoluzione immediata,
riferite ai concetti chiave del capitolo.

116 C A P I T O L O 4 I v
ettori e le forze

LABORATORIO

T EST
1 Quale delle seguenti grandezze fisiche una gran-

9 Una forza F ha componenti cartesiane Fx 100 N,

Fy 100 N. Langolo che essa forma con lasse delle


ascisse vale:
A 45
C 90
B 0
D 30

!
A se le code dei due vettori coincidono?
A 90
C 360
B 0
D 180
!

costante g sulla Luna allincirca un sesto di quella


terrestre, quale sarebbe il peso approssimativo del
ragazzo sulla Luna?
A 60 N
C 360 N
B 100 N
D 10 N

Pearson Italia spa

B luno rispetto allaltro?


A Hanno la stessa direzione e verso opposto.
B Hanno la stessa direzione e lo stesso verso.
C Sono perpendicolari.
D Formano un angolo di 45.

LABORATORIO
Schede di laboratorio strutturate,
che consentono lo svolgimento
ragionato di facili esperienze.

IN ENGLISH
Problemi proposti per
avvicinare lo studente
allinglese come lingua
veicolare della disciplina.
orizz ontal me
150 N/m che poi tirata
mostrato in figura.

Procedimento
!
!
Disegna sul foglio due
vettori F1 ed F con la
coda coincidente, lungh
2
spettivamente 8 cm e 12
i ricm. Questi vettori, che
formano tra loro un certo
angolo (ad esempio 60)
rappresenteranno due
forze. Applica la regol
del parallelogramma
a
!
per disegnare la loro
!
!
risultante R. Il vettore
sto, E R, per costru
oppozione la forza equilibrant
!
!
e, cio la forza che sommata a F1 ed F d zero:
2
!
!
!
F1 F2 E 0
!
Disegna E. Con un righe
llo misura la sua lungh
ezza.
Fissa il foglio sulla base
di legno.
Metti lanello sul punto
di applicazione delle forze
e aggancia allanello i
tre dinamometri.
Chied
! i a due compagni di tirare due dinamometr
i lungo la direzione di !
ed F2 applicando rispet
F
tivamente delle forze di
4 N e 6 N. Tieni fisso lanel1
lo sopra il punto di applic
azione servendoti di una
matita.
Prendi il terzo dinamometr
!
o e tiralo nella direzione
di E fino a che lanello non rimane fermo sul
punto di applicazione
anche togliendo la matit
Leggi sul dinamomet
a.
ro lintensit della forza
equilibrante e confronta
questo valore con la lungh
!
ezza precedentemente
misurata di E. Le due
misure sono compatibil
i, tenendo conto delle
incertezze legate alla sensibilit degli strumenti?

F1
R

In English

di circa 130 ; )

ing
!
down the court, follow

the path indicated by the


m,
three vectors are A 10,0
The magnitudes of these
and dim. Find the magnitude
B 20,0 m and C 7,0
player using:
the
of
ment
place
dis
rection of the net
d;
a) the graphical metho
d of vector addition.
b) the component metho
30

What are the magnitude

B
[S 20,2 m; u 1,8]

F2

Osservazioni

! 5 m.
s A 12 m and Ay

onent x
58 A vector A has comp
and the direction of A?

[A 13 m; u 22]

vertical
is placed on top of a
59 When a 2,5 kg mass resses 1,5 cm. Find the force

spring, the spring comp


[k 1,6 kN/m]
.
constant of the spring
a

een
of kinet ic frictio n betw
60 Find the coefficient orizontal surface on which it

C
45

Somma vettoriale di for


ze

!
57 A basketball player runsvectors A! , B, and C in figure.

Materiale occorrente

o Tre dinamometri a molla


uguali, di sensibilit 1 N
o Foglio di carta da disegn
o
o Righello
o Anello metallico
o Base di legno
o Matita

10 Un ragazzo ha una massa di 60 kg. Sapendo che la

3 Se! A B C e A B C, come sono orientati A e

Verificare la regola del paralle


logramma per la somma vettor
iale delle forze.

Quanto vale lintensit della risultante delle due forze?


A 2F
C 22F
B 0
D F

2 Qual
! langolo compreso fra il vettore A e il vettore

Obiettivo

8 Due forze perpendicolari hanno uguale intensit F.

dezza vettoriale?
A Massa.
B Volume.
C Velocit.
D Temperatura.

si allunga di 2,50 cm prima che lo zaino di 52,0 N cominci a scivolare, qual il coefficiente di attrito statico tra il tavolo e lo zaino?
[ms 0,072]

PREVEDI /SPIEGA
Problemi costituiti da due domande collegate: la prima
chiede allo studente di prevedere il risultato di una
situazione, la seconda di scegliere, fra quelle proposte,
la corretta spiegazione fisica.

de al suo peso?

12 Qual la differenza tra massa e peso?

J
K

[a) fs 3 N; b) no]

54 Se la molla del problema precedente (k 150 N/m)

50 Le componenti del vettore A sono tali che Ax 0! e

produrre alcun effetto?

rico lunga 10,0 m. In cima alla rampa la scatola si trova a unaltezza di 3,00 m. Quanto misura langolo
formato dalla rampa e dal piano orizzontale?
[u 17,5]

11 possibile che su un corpo agiscano pi forze senza


E

fs

49 Supponi di spingere una scatola su una rampa di ca-

di due forze di intensit diversa non pu essere nulla, mentre la risultante di tre forze di intensit diversa pu essere nulla.

[a) minore; b) la 1]

10 Utilizza un disegno per dimostrare che la risultante

e B luno rispetto allaltro?

2 Quali dei vettori disegnati in figura sono uguali?


A

8 Se !A B C e A2 B2 C2, come sono orientati A

o vettoriale:
a) il tempo che impieghi per andare da casa a scuola;
b) lo spostamento da casa al cinema;
c) la forza peso di questo libro;
d) larea di questa pagina.

a) Se la molla tirata fino a che si allunga di 2,00 cm


e lo zaino rimane fermo, qual la forza di attrito
esercitata sullo zaino dal tavolo?
b) La risposta alla domanda a) cambia se la massa
dello zaino viene raddoppiata?

ti A x 1,2 m, A y 0 m, e B , di componenti
Bx 3,4 m, By 0
! m.
a) Il modulo di
! A maggiore, minore o uguale al
modulo di B?
b) Quale fra le seguenti la spiegazione migliore per
la risposta?
1) Il numero 3,4 maggiore
del numero 1,2.
!
2) La componente
di B negativa.
!
3) Il vettore A nel verso positivo delle x.

3,85 kg block and the


a
acting on the block has
rests if the frictional force
[md0,64]
magnitude fd 24 N.

Per confrontare linten


sit della forza equilibrant
e con la lunghezza del
forza, occorre tener prese
vettore che rappresent
nte che, ad esempio,
a questa
un vettore lungo 8 cm
Quindi sul foglio da diseg
rappresenta una forza
no 1 cm corrisponde a
di 4 N.
0,5 N.

Quesiti
Quali sono le possibili
fonti di errori sistematici
in questo esperimento?
Ripeti lesperimento
disegnando questa volta
!
!
due vettori perpendico
e 12 cm. Quanto lungo
lari F1 ed F2 di lunghezza
il vettore che rappresent
8 cm
a la forza equilibrante?
ma (1 cm : 0,5 N), a quale
Usando la stessa scala
intensit corrisponde
di priquesta lunghezza?

IL METODO
DELLA FISICA
CAPITOLO 1
Che cos la fisica

CAPITOLO 2
Le misure fisiche

CAPITOLO 3

Pearson Italia spa

La rappresentazione matematica
delle leggi fisiche

CAPITOLO

Che cos la fisica

Di che cosa fatto il mondo? Come ha avuto origine tutto ci che esiste? Le domande sono le stesse dagli albori
della civilt umana, ma la fisica, da Galileo in poi, ha sviluppato nuove strategie per ottenere le risposte.
Queste strategie costituiscono il metodo scientifico.
Oggi siamo in grado di ricostruire la storia delluniverso fin dalla sua nascita. La figura mostra una mappa delluniverso
neonato, cos comera pi di 13 miliardi di anni fa. Le fluttuazioni di temperatura, indicate dalla differenza di colore,
evidenziano i punti in cui nascevano le galassie, compresa la nostra.

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o scopo della fisica raggiungere una


comprensione sempre pi profonda del mondo
in cui viviamo. Le leggi della fisica ci permettono,
in linea di principio, di prevedere il comportamento
di ogni cosa, dal razzo inviato sulla Luna, ai circuiti
integrati nei computer, ai laser utilizzati negli interventi
di oculistica. In effetti, tutto ci che esiste in natura,
dalle particelle subatomiche alle galassie, obbedisce
alle leggi della fisica.
Questo capitolo un invito alla fisica.
Parleremo di leggi di natura, di grandezze fisiche,
di infinitamente grande e di infinitamente piccolo.
Alla fine, avremo sviluppato un linguaggio
che utilizzeremo nel resto del libro e che sar utile
anche nello studio delle altre discipline scientifiche.

CONTENUTI
1.
2.
3.
4.
5.
6.

La fisica e le leggi della natura

Di che cosa si occupa la fisica

Le grandezze fisiche e la loro misura

Le grandezze fondamentali

Le grandezze derivate

14

Notazione scientifica
e ordini di grandezza

17

7. Cifre significative
8. Dimensioni fisiche

20
23

1. La fisica e le leggi della natura 3

1. La fisica e le leggi della natura


La fisica lo studio delle leggi fondamentali della natura, cio delle leggi che governano tutti i fenomeni delluniverso.
A prima vista il mondo appare irrimediabilmente complicato e caotico,
ma, selezionando alcune sue caratteristiche, si possono scoprire tra di esse delle regolarit nascoste, esprimibili attraverso relazioni matematiche.
Queste regolarit prendono il nome di leggi fisiche. Richard Feynman,
uno dei pi grandi scienziati del Novecento, diceva che le leggi fisiche
sono i ritmi della natura.
Leggi fisiche
Una legge fisica una regolarit della natura esprimibile in forma
matematica.
Le leggi fisiche sono universali, nel senso che:
1) non descrivono un singolo fenomeno, ma tutti i fenomeni di uno stesso tipo;
2) sono valide dappertutto e sempre.
La fisica che studiamo nei nostri laboratori la stessa fisica che vale su
una lontana galassia. Lidentit tra fisica terrestre e fisica celeste, affermata da Galileo, fu uno degli atti fondanti della scienza moderna.

Richard Feynman (1918-1988),


premio Nobel per la fisica nel 1965,
stato uno dei fisici teorici pi geniali
del XX secolo e un abile suonatore
di bongo.

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A Galileo si deve anche lidea centrale del metodo scientifico, secondo


cui la natura va interrogata attraverso gli esperimenti, facendosi guidare
da ipotesi e modelli teorici. Poich le leggi fisiche sono espresse da relazioni matematiche, possibile effettuare confronti di tipo quantitativo tra
ci che predice la teoria, e che pu essere dedotto matematicamente dalle
leggi, e quanto si osserva negli esperimenti. La fisica, quindi, una scienza fondata sia sulla teoria sia sulle osservazioni sperimentali; alla luce dei
nuovi risultati sperimentali i fisici verificano costantemente la teoria e, se
necessario, la modificano per renderla coerente con le osservazioni.
Il fascino e leleganza della fisica stanno nel fatto che essa ci mostra che la
complessit e la variet del mondo sono manifestazioni di poche, semplici,
leggi fondamentali. In questo corso esploreremo il significato e le applicazioni di alcune di queste leggi.

Tutti i fenomeni naturali sono soggetti alle leggi della fisica, dai fenomeni dellinfinitamente grande (a sinistra
la splendida galassia Sombrero, o NGC 4594) a quelli dellinfinitamente piccolo (al centro, atomi di iodio osservati
con il microscopio a effetto tunnel), passando per i fenomeni della vita quotidiana (a destra).

4 CAPITOLO 1 Che cos la fisica

2. Di che cosa si occupa la fisica


Tutti i fenomeni naturali, come abbiamo detto, sono soggetti alle leggi
fisiche. Lambito di interesse e di ricerca della fisica quindi molto
ampio.
Tradizionalmente la fisica classica, cio la fisica che si sviluppata tra il
Seicento (con Galileo e Newton) e la fine dellOttocento, si suddivide in
cinque parti:
la meccanica, che studia il moto dei corpi e lequilibrio;
la termologia e termodinamica, che studiano i fenomeni legati al calore;
lacustica, che studia le propriet del suono;
lottica, che studia la luce e i fenomeni che la riguardano;
lelettromagnetismo, che studia i fenomeni elettrici e magnetici.
Nel corso del Novecento si sono verificate due grandi novit: da un lato,
sono state elaborate delle teorie, la relativit e la meccanica quantistica,
che hanno rivoluzionato limmagine fisica del mondo e sono diventate
gli strumenti di lavoro abituali dei fisici; dallaltro, sono stati enormemente estesi i confini delle indagini sperimentali, sia verso linfinitamente piccolo (atomi, nuclei, particelle subnucleari) sia verso linfinitamente
grande (dalle galassie allintero universo). Sono nati cos nuovi settori
della fisica: la fisica atomica, la fisica dello stato solido, la fisica nucleare, la fisica delle particelle, lastrofisica, la cosmologia.

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La sonda spaziale WMAP, lanciata


nel 2001, ha permesso di costruire
la mappa delluniverso mostrata
nella prima pagina di questo capitolo.

La materia e gli astri non sono gli unici oggetti di indagine della fisica.
Lapplicazione della fisica ai fenomeni che riguardano il nostro pianeta
(la sua struttura interna, lambiente, latmosfera, ecc.) ha dato vita a una
serie di importanti discipline: la geofisica, la fisica ambientale, la fisica
dellatmosfera, la meteorologia, la climatologia.

Le tracce di due fenomeni fisici molto diversi: a sinistra, moti di particella in una camera a bolle;
a destra, una tromba daria.

2. Di che cosa si occupa la fisica 5

Numerosi sono i punti di contatto della fisica con le altre scienze.


La biofisica, ad esempio, si occupa delle propriet fisiche delle cellule e
delle molecole di interesse biologico (proteine e DNA). Una disciplina di
recente nascita, la bioinformatica, utilizza metodi della fisica statistica
per studiare linformazione genetica.
La chimica quantistica descrive le reazioni chimiche mediante le leggi
della meccanica quantistica. La chimica fisica usa tecniche sperimentali
della fisica per lo studio di molecole e processi chimici. Le nanotecnologie, cio le tecnologie su scala molecolare, sono un terreno comune di ricerca per fisici e chimici.
Negli ultimi anni, alcune metodologie della fisica sono state applicate anche allanalisi di fenomeni non naturali, come ad esempio i mercati finanziari, che costituiscono loggetto di indagine delleconofisica.
Oltre a essere la pi fondamentale delle scienze, la fisica intorno a noi.
I suoi risultati si sono infatti concretizzati in numerose invenzioni e tecnologie che fanno parte del mondo quotidiano. Oggetti come i telefoni cellulari, le fotocopiatrici, i forni a microonde, i lettori CD e DVD, gli schermi a
cristalli liquidi, le fotocamere digitali, ecc., traggono origine da scoperte
della fisica. Persino quelle parti della fisica che potevano apparire pi lontane dallesperienza comune sono entrate definitivamente a farne parte:
la meccanica quantistica, ad esempio, alla base di tecnologie mediche di
uso corrente, come lRMN (risonanza magnetica nucleare) e la PET (tomografia a emissione di positroni), mentre la relativit incorporata nel funzionamento dei navigatori satellitari, sempre pi diffusi sulle nostre auto.
Anche la fisica delle particelle, che pure non ha scopi pratici, ha prodotto
una serie di applicazioni di grande utilit: dai magneti super conduttori
agli acceleratori di protoni per la terapia contro il cancro, fino al World
Wide Web, inventato nel 1989 da Tim Berners-Lee al CERN di Ginevra
per permettere ai fisici di scambiare e condividere dati, e oggi usato da
tutti noi per lo studio e il divertimento.

Pearson Italia spa

Non bisogna dimenticare comunque che la fisica , prima di ogni altra


cosa, una grande avventura intellettuale, che gli uomini intraprendono innanzi tutto per soddisfare la loro curiosit sul mondo e la loro innata sete di conoscenza.

Linventore del World Wide Web, Tim Berners-Lee,


con la prima pagina web.

La fisica ha ampliato il proprio


campo di indagine fino a includervi
i mercati finanziari.

La lettura dei dati sugli hard disk


dei nostri computer avviene sfruttando
un fenomeno fisico noto come
magnetoresistenza gigante, scoperto
nel 1988 dal francese Albert Fert e dal
tedesco Peter Grnberg, che nel 2007
hanno ricevuto il premio Nobel per
la fisica.

6 CAPITOLO 1 Che cos la fisica

3. Le grandezze fisiche e la loro misura


La fisica una scienza quantitativa: essa si occupa di caratteristiche e
propriet del mondo che possono essere misurate e quantificate, le grandezze fisiche.
Grandezze fisiche
Una grandezza fisica una caratteristica di un oggetto o di un fenomeno che pu essere misurata.
Esempi di grandezze fisiche sono la lunghezza, la massa, la durata, la velocit, la temperatura. Una propriet come la bellezza, invece, non una
grandezza fisica perch non pu essere n misurata n quantificata in
modo oggettivo.
AT TENZIONE

Misura di una grandezza


La misura di una grandezza fisica
un rapporto:
misura 

grandezza
unit di misura

Per misurare una grandezza fisica bisogna confrontarla con una grandezza
campione, detta unit di misura, e stabilire quante volte lunit di misura
contenuta nella grandezza data. Il valore numerico ottenuto la misura della grandezza e deve essere sempre accompagnato dallunit di misura.
Lunit di misura della lunghezza, ad esempio, il metro (m); quindi,
quando diciamo che una persona alta 1,82 m, intendiamo dire che la
sua altezza corrisponde a 1,82 volte questa unit di misura.

Definizioni operative
Come si definiscono le grandezze fisiche? Ad esempio, che cos la lunghezza?
La fisica adotta un tipo particolare di definizioni, le definizioni operative, molto diverse da quelle che si incontrano in altri contesti.
Definizione operativa di una grandezza fisica
Per definire operativamente una grandezza fisica bisogna:
1) stabilire un procedimento di misura per quella grandezza;

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2) scegliere un campione (cio ununit di misura).

La scelta delle unit di misura del


tutto convenzionale ed dettata da
ragioni di comodit. Le unit di misura
devono essere invariabili e riproducibili.
Nel 1958 la lunghezza del ponte che
collega il centro di Boston al
Massachusetts Institute of Technology
(MIT) venne misurata in smoot.
Oliver Smoot era uno studente del MIT
che fu disteso per terra per misurare
il ponte. La lunghezza risult essere
di 364,4 smoot  1 orecchio. chiaro
che lo smoot non ununit di misura
facilmente riproducibile.

Il procedimento di misura consiste in un insieme di norme, applicabili da


qualunque sperimentatore, che specificano come misurare una data grandezza. Il campione deve soddisfare due requisiti fondamentali: deve essere accessibile a tutti (e quindi facilmente riproducibile) e invariabile, cio
non deve cambiare da un luogo allaltro e nel tempo, in modo che sia garantito lo stesso risultato tutte le volte che lo si confronta con la medesima grandezza.
Dunque, la risposta alla domanda che cos la lunghezza? la seguente: la lunghezza la grandezza fisica che si misura, ad esempio, per mezzo di un regolo graduato, e che ha un campione chiamato metro. Questo, come vedremo, pu essere un oggetto materiale oppure una quantit
definita in termini di operazioni di laboratorio.

4. Le grandezze fondamentali 7

4. Le grandezze fondamentali
Tra le grandezze fisiche possibile individuarne alcune, dette grandezze fondamentali, dalle quali sono derivabili tutte le altre (che per questo prendono il nome di grandezze derivate). Le grandezze fondamentali pi comuni sono la lunghezza, il tempo e la massa. In effetti, in
molti dei prossimi capitoli queste sono le uniche grandezze fondamentali che intervengono; pi avanti, ne verr introdotta una quarta, la temperatura.

Il Sistema Internazionale di Unit


Un sistema di unit di misura fissa le grandezze fondamentali e le rispettive unit di misura. Il sistema di unit di misura adottato per convenzione internazionale stato stabilito nel 1960 dalla XI Conferenza Generale
dei Pesi e delle Misure di Parigi ed chiamato Sistema Internazionale
di Unit (abbreviato con SI). Il SI costituito da sette unit fondamentali,
riportate nella tabella 1, da cui si ottengono tutte le altre unit di misura
delle grandezze fisiche. Le unit SI di lunghezza, tempo e massa sono, rispettivamente, il metro (m), il kilogrammo (kg) e il secondo (s).
TABELLA 1 Unit di misura fondamentali del SI

Grandezza
Lunghezza
Tempo
Massa
Intensit di corrente
Temperatura
Quantit di materia
Intensit luminosa

Unit

Simbolo

metro
secondo
kilogrammo
ampre
kelvin
mole
candela

m
s
kg
A
K
mol
cd

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Per indicare i multipli e i sottomultipli di una certa unit di misura si usano dei prefissi standard, che indicano la potenza di 10 per la quale viene
moltiplicata quellunit. Ad esempio, il prefisso kilo (simbolo k) significa
1000, cio 103. Perci 1 kilogrammo equivale a 103 grammi e 1 kilometro
103 metri. In modo analogo, milli (simbolo m) il prefisso per indicare
un millesimo, cio 103; cos, 1 millimetro 103 metri, e cos via. I prefissi pi comuni sono elencati nella tabella 2.

Un nanotubo un tubo di carbonio


del diametro di qualche nanometro e di
lunghezza variabile tra il micrometro
(o micron) e il millimetro.

TABELLA 2 Prefissi standard

Potenza

Prefisso

Simbolo

Potenza

Prefisso

Simbolo

1015  1 000 000 000 000 000


1012  1 000 000 000 000
109  1 000 000 000
106  1 000 000
103  1000
102  100
101  10

peta
tera
giga
mega
kilo
etto
deca

P
T
G
M
k
h
da

101  0,1
102  0,01
103  0,001
106  0,000001
109  0,000000001
1012  0,000000000001
1015  0,000000000000001

deci
centi
milli
micro
nano
pico
femto

d
c
m
m
n
p
f

8 CAPITOLO 1 Che cos la fisica

ESERCIZIO

AT TENZIONE

Potenze di 10
La potenza 10 n , con lesponente n
positivo, rappresenta il prodotto:
10  10  10   10
n volte
Ad esempio:
103  10  10  10  1000
Se lesponente zero, la potenza vale, per definizione, 1:

Il batterio Escherichia Coli misura circa 5 micrometri (o micron) di lunghezza.


Qual la sua lunghezza in metri?
Un micrometro, o micron, vale:
1 mm  106 m
Quindi 5 mm sono:
5 mm  5  106 m  0,000005 m
cio 5 milionesimi di metro.

100  1
La potenza 10n, con lesponente negativo, uguale allinverso della
corrispondente potenza con esponente positivo. Ad esempio:
1
1
10 4 
 0,0001
=
4
10
000
10
Ricorda che:
mn

10  10  10
10m
 10m  n
10n
(10m)n  10m  n
m

Tempo
Sebbene si parli comunemente di misura del tempo, la grandezza fisica
che in realt misuriamo lintervallo di tempo tra due eventi, o la durata di
un fenomeno.
Lintervallo di tempo la grandezza che si misura con gli orologi. Qualunque fenomeno che si ripete periodicamente pu essere utilizzato come
orologio: per misurare un certo intervallo di tempo si conta il numero di
volte in cui il fenomeno si ripete durante quellintervallo di tempo.
La natura ci mette a disposizione un orologio abbastanza accurato: il moto di rotazione della Terra. Fino al 1967, lunit di misura dellintervallo
di tempo, il secondo, era definita come 1/86 400 del giorno solare medio,
che consiste di 24 ore, con 60 minuti per ogni ora e 60 secondi per ogni
minuto, per un totale di 24  60  60  86 400 secondi. Tuttavia, poich la
rotazione della Terra non perfettamente regolare, si impose la necessit
di una nuova definizione del secondo.
Al giorno doggi i pi accurati misuratori di tempo conosciuti sono gli
orologi atomici, il cui funzionamento basato sulle oscillazioni della radiazione emessa da certi atomi.
Lorologio atomico usato per definire il secondo opera con atomi di cesio
133; in particolare, il secondo definito come segue:
Secondo

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Il secondo il tempo occorrente alla radiazione emessa da un atomo


di cesio 133 per completare 9 192 631 770 oscillazioni.

Attualmente lorologio atomico


di riferimento il NIST-F1 che si trova
nei laboratori del National Institute of
Standards and Technology (NIST) in
Colorado. Questo orologio al cesio ha un
errore di circa 1 secondo ogni 60 milioni
di anni. In quanto tempo potrebbe
ritardare o avanzare di unora?

In ogni nazione esiste un orologio atomico di riferimento per la misura del


tempo e delle frequenze standard. Il riferimento internazionale fornito
dallorologio atomico al cesio che si trova presso il National Institute of
Standards and Technology (NIST) di Boulder, in Colorado. Questo orologio atomico, chiamato NIST-F1, produce una fontana di atomi di cesio
che vengono proiettati verso lalto nel vuoto, a unaltezza di circa un metro; gli atomi impiegano circa 1 secondo per salire e ricadere e durante
questo intervallo di tempo relativamente lungo la frequenza delle loro
oscillazioni pu essere misurata con grande precisione. Laccuratezza raggiunta di circa un secondo ogni 60 milioni di anni; ci significa che questo orologio pu perdere o guadagnare non pi di un secondo ogni 60 milioni di anni. Lorologio standard italiano, simile a quello del NIST, si trova
presso lIstituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) di Torino.

4. Le grandezze fondamentali 9

Recentemente, nuovi prototipi di orologi atomici, basati sulle oscillazioni di singoli ioni di mercurio e di
alluminio in campi elettromagnetici, hanno raggiunto unaccuratezza di un secondo ogni 2-3 miliardi di
anni, decine di volte superiori a quella degli orologi a
fontana atomica. Questi nuovi orologi sono chiamati
ottici perch sfruttano la luce, invece delle microonde, per sondare le transizioni atomiche.
Nella tabella 3 sono riportati alcuni intervalli di tempo caratteristici espressi in secondi.

TABELLA 3 Valori di alcuni intervalli di tempo

Tempo (s)
5  1017
1,3  1017
6  1013
2  109
3  107
8,6  104
0,8
0,1
5  105
106
2  1015

Et dellUniverso
Et della Terra
Esistenza della specie umana
Vita media delluomo
Un anno
Un giorno
Intervallo tra due battiti cardiaci
Tempo di reazione nelluomo
Periodo di unonda sonora acuta
Periodo di unonda radio
Periodo di unonda luminosa visibile

FISICA INTORNO A NOI

Gli orologi al quarzo


Ogni fenomeno periodico pu essere sfruttato, in linea
di principio, per costruire un orologio. Tuttavia, affinch
lorologio abbia una buona accuratezza, il periodo del fenomeno (cio lintervallo di tempo in cui il fenomeno si
ripete) deve essere stabile e noto con grande precisione.
Molti orologi da polso sono orologi al quarzo, cos chiamati perch il fenomeno periodico su cui sono basati la
vibrazione di un cristallo di quarzo. Il primo orologio al
quarzo fu costruito nel 1927 presso i Laboratori Bell, negli
Stati Uniti, ma ci vollero alcuni decenni prima che questi
orologi entrassero in commercio (negli anni Settanta).
1

Pearson Italia spa

Imprecisione (secondi al giorno)

101
102
103
104

Compensazione
barometrica

H4

10

108

11

1927

Orologio
al quarzo

106

12

Batteria

Cristallo
di quarzo

10

1955

Orologio atomico
al cesio

02_B_C1.eps

109
NIST-F1

10

10

10

12

Orologi ottici

10

1800

1850

1900

1950

Circuito
integrato

2000

11

1013
1750

Anche gli orologi atomici, sviluppati a partire dal 1955,


pur non essendo orologi da polso, sono ormai oggetti
abbastanza comuni. Ad esempio, i satelliti che fanno
parte del Global Positioning System (GPS) trasportano
al loro interno un orologio atomico che consente di effettuare misure di tempo molto precise, necessarie per
unaccurata determinazione della posizione.

1921

Orologio a
pendolo libero

105

Il principio del loro funzionamento il seguente. Una piccola batteria produce una differenza di potenziale che
mette in vibrazione il cristallo, il quale oscilla con una frequenza molto ben definita: circa 32 000 oscillazioni al secondo. Un circuito integrato conta queste oscillazioni e
aziona conseguentemente le varie lancette.

2010
2000

2050

Il grafico mostra levoluzione della precisione degli orologi


a partire dalla met del 1700, quando con lH4 di John
Harrison lerrore giornaliero degli orologi scese sotto
il secondo. Attualmente, lultima versione dellorologio
standard di riferimento, il NIST-F1, pu sbagliare per
meno di 0,05 nanosecondi al giorno, e con gli orologi ottici
recentemente sviluppati si arrivati a 0,001 nanosecondi
al giorno.

Magnete

8
7

Bobina

Schema di un orologio
al quarzo.
Il cristallo di quarzo di un orologio,
modellato in forma di diapason.

10 C A P I T O L O 1 C h e c o s l a f i s i c a

Lunghezza

FIGURA 1 Campioni di metro


A destra: la barra usata come campione
materiale di metro fino al 1960.
A sinistra: una raffigurazione del
campione naturale di metro usato dal
1960 al 1983: il metro era definito come
la lunghezza pari a 1 650 763,63 volte
la lunghezza donda della radiazione
emessa dallatomo di kripton 86.
Lunghezza donda

Le prime unit di misura di lunghezza furono spesso associate al corpo


umano. Gli egiziani utilizzavano il cubito, definito come la distanza fra il
gomito e lestremit del dito medio. In modo simile il piede fu definito
originalmente come la lunghezza del piede reale di Luigi XIV. Queste
unit, tuttavia, non erano facilmente riproducibili, almeno non con grande precisione. Nel 1793, lAccademia francese delle scienze, cercando uno
standard pi oggettivo, decise di definire lunit di lunghezza come la
quarantamilionesima parte di un meridiano terrestre; la nuova unit fu
chiamata metro (dal greco mtron che significa misura).
Nel 1889 fu prodotto un campione materiale di metro standard, costituito da una barra di platino-iridio sulla quale erano incise due tacche distanti un metro luna dallaltra. Riproduzioni fedeli di questa barra erano
conservate nei vari uffici nazionali di pesi e misure. La definizione di metro basata sul campione materiale rimase in vigore fino al 1960, quando si
decise di adottare un campione naturale: la lunghezza donda di una particolare radiazione emessa dallatomo di kripton 86.

Radiazione
del kripton 86

Dal 1983 usiamo una definizione di metro basata sulla velocit della luce
nel vuoto:
Metro
Il metro definito come la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in
1/299 729 458 di secondo.
AT TENZIONE

Velocit

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La velocit definita come la distanza


percorsa nellunit di tempo e nel SI
si misura in metri al secondo (m/s).

La velocit della luce nel vuoto una costante fondamentale della natura
e vale:
velocit della luce  299 729 458 metri al secondo
La definizione attuale di metro suggerisce un procedimento di misura della lunghezza diverso dal confronto con un campione materiale (un righello graduato, la scala di un calibro, un metro da falegname, ecc.) o naturale (la lunghezza donda di un particolare tipo di radiazione). Se vogliamo
determinare la distanza tra due punti, ad esempio, possiamo misurare
lintervallo di tempo che un segnale luminoso impiega per andare da un
punto allaltro e usare poi la definizione di metro per convertire questa
misura di tempo in una misura di lunghezza.
La distanza sar data dal prodotto della velocit della luce per lintervallo di tempo:
distanza (m)  299 729 458 (m/s)  intervallo di tempo (s)

Un distanziometro laser converte


la misura del tempo impiegato da
un impulso luminoso per percorrere
una certa distanza in una misura
di quella distanza.

Questo il principio di funzionamento dei distanziometri laser, che vengono comunemente usati nei cantieri edili per misurare le distanze.
Nella tabella 4 sono riportate alcune lunghezze caratteristiche espresse in
metri.

4 . L e g r a n d e z z e f o n d a m e n t a l i 11

TABELLA 4 Valori di alcune lunghezze

Lunghezza (m)
Distanza tra la Terra e la galassia
Andromeda M31
Diametro della nostra galassia (Via Lattea)
Distanza tra la Terra e la stella pi vicina
Un anno-luce
Distanza tra la Terra e il Sole
Raggio della Terra
Altezza della Tour Eiffel
Lunghezza di una station wagon
Diametro di un CD
Diametro di un globulo rosso
Raggio di un atomo di idrogeno
Raggio di un protone

2  1022
8  1020
4  1016
9,46  1015
1,5  1011
6,37  106
324
4,5
0,12
8,6  106
5,3  1011
1015

Il diametro di questi virus HIV,


mostrati mentre attaccano una cellula,
circa 107 m.

ESERCIZIO
Il metro fu introdotto nel 1793 come la quarantamilionesima parte della lunghezza di un meridiano terrestre. Usando lattuale definizione di metro, un meridiano risulta essere lungo 40 009 152 m. Di quanto differiscono le due definizioni di
metro?
Se dividiamo 40 009 152 per quaranta milioni otteniamo la lunghezza l del metro del 1793 espressa in metri (secondo la definizione attuale):
l

40 009 152 m
 1,0002288 m
40 000 000

Quindi la differenza tra il vecchio metro e 1 m :


l  1,0000000 m  0,0002288 m
Il diametro di questa galassia circa
1021 m.

cio poco pi di 2 decimi di millimetro.

PROBLEMA

Lesperimento Lunar Laser Ranging

Lesperimento Lunar Laser Ranging ha lo scopo di misurare la distanza tra la Terra e la Luna per mezzo di fasci
laser. Un segnale laser, inviato da una stazione terrestre, viene riflesso da uno specchio collocato sulla superficie
lunare dagli astronauti delle missioni Apollo. Il tempo di andata e ritorno del segnale, che viaggia alla velocit
della luce, 2,56488 s. Qual in kilometri la distanza Terra-Luna?

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Terra

Luna
Raggio
laser

12 C A P I T O L O 1 C h e c o s l a f i s i c a
DESCRIZIONE DEL PROBLEMA

Viaggiando alla velocit della luce, 299 729 458 m/s, il segnale impiega un tempo t  2,56488 s per percorrere in andata e in ritorno (cio due volte) la distanza Terra-Luna, come mostrato in figura.
Dobbiamo determinare questa distanza, che chiameremo l.
S T R AT E G I A

La distanza Terra-Luna data dal prodotto della velocit della luce v per il tempo impiegato dal segnale per andare
dalla Terra alla Luna. Questo tempo pari alla met del tempo t di andata e ritorno del segnale.
SOLUZIONE

Il tempo che il segnale impiega per andare dalla Terra alla Luna t/2:

t/2  2,56488 s/2  1,28244 s

La distanza percorsa in questo tempo, cio la distanza TerraLuna l, si ottiene moltiplicando la velocit della luce v per t/2:

l  v  (t/2)  (299 729 458 m/s)  1,28244 s 


l  384 385 046 m  384 385 km

O S S E R VA Z I O N I

La distanza Terra-Luna pu variare di alcune decine di migliaia di kilometri a causa del moto di rivoluzione della
Luna attorno alla Terra.
P R O VA T U

Se il tempo di andata e ritorno del segnale fosse 2,56368 s, la Luna sarebbe pi vicina o meno vicina alla Terra? Di
quanti kilometri?
[pi vicina di 180 km]

Massa
La massa definita operativamente come la grandezza che si misura con
una bilancia a bracci uguali.
Nel SI la massa misurata in kilogrammi (kg). A differenza del metro e
del secondo, il kilogrammo ancora definito sulla base di un campione
materiale:
Kilogrammo
Il kilogrammo la massa di un particolare cilindro di una lega di
platino-iridio depositato presso lUfficio Internazionale dei Pesi e
delle Misure a Svres, in Francia.

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Multipli del kilogrammo di uso comune sono il quintale  100 kg e la


tonnellata  1000 kg.

Una bilancia a bracci uguali con la sua massiera, un insieme di cilindri


di massa diversa.
Il kilogrammo standard, un cilindro di platino-iridio di altezza e diametro pari
a 0,039 m, conservato in condizioni attentamente controllate a Svres, in Francia.
Copie identiche sono conservate in altri laboratori in tutto il mondo.

4 . L e g r a n d e z z e f o n d a m e n t a l i 13

La massa di un oggetto non va confusa con il peso di quelloggetto. Massa


e peso sono grandezze diverse, anche se spesso, nel linguaggio comune,
vengono confuse. La massa una propriet intrinseca e immutabile di un
oggetto; il peso, invece, come vedremo nel capitolo 4, una misura della
forza gravitazionale che agisce sulloggetto e che pu variare in funzione
della sua posizione.
Nella tabella 5 sono riportate alcune masse caratteristiche espresse in
kilogrammi.

ESERCIZIO
Un motoscafo di massa 28 000 kg incrocia una balena azzurra, il pi grande animale esistente sulla Terra, la cui massa circa 100 tonnellate. maggiore la massa del motoscafo o la massa della balena?
Poich 1 tonnellata  1000 kg, la massa della balena :
mbalena  100 tonnellate  100  1000 kg  100 000 kg

TABELLA 5 Valori di alcune masse

Massa (kg)
Galassia
(Via Lattea)
Sole
Terra
Space Shuttle
Elefante
Automobile
Essere umano
Palla da basket
Ape
Globulo rosso
Batterio
Atomo di
idrogeno
Elettrone

4  1041
2  1030
5,97  1024
2  106
5400
1200
70
0,6
1,5  104
1013
1015
1,67  1027
9,11  1031

Quindi la massa della balena pi grande di quella del motoscafo.

Conversione di unit di misura


Spesso necessario eseguire una conversione da ununit di misura a
unaltra. Negli Stati Uniti, ad esempio, sono ancora in uso delle unit di
misura di lunghezza e massa diverse da quelle del SI. Supponiamo di
aver scaricato dalla rete un articolo in inglese che riporta una lunghezza
misurata in piedi (simbolo ft) e di voler convertire 316 ft nel suo equivalente in metri.
Dalle tabelle che riportano i fattori di conversione leggiamo che:
1 m  3,281 ft
Se 1 metro equivale a 3,281 piedi, un piede equivarr a 1/3,281 metri:
1 ft 

1
m  0,3048 m
3,281

Quindi 316 piedi, espressi in metri sono:


316 ft  (316  0,3048) m  96,3 m

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ESERCIZIO
Il prezzo delloro normalmente espresso in dollari USA alloncia. Unoncia
(simbolo oz) vale 31,10 g. Se il prezzo 1128,95 $/oz, qual la quotazione in dollari al grammo ($/g)?
Se 1 oz di oro, che equivale a 31,10 g di oro, costa 1128,95 $, un grammo di oro
coster:
1128,95
 36,30 $
31,10
La quotazione quindi 36,30 $/g.

Dalle distanze riportate su questo


segnale possibile calcolare il fattore
per convertire miglia (mi) in kilometri
(km) e viceversa. Perch i fattori
di conversione sembrano diversi per
le differenti destinazioni?

14 C A P I T O L O 1 C h e c o s l a f i s i c a

5. Le grandezze derivate
Le grandezze derivate possono essere definite a partire dalle grandezze
fondamentali. In questo capitolo ci limiteremo a considerare le pi semplici grandezze derivate: larea, il volume, la densit. Nel resto del corso
ne incontreremo molte altre.

Area
Rettangolo

Quadrato

h
b

Al

Triangolo

A bh

Cerchio

r
h

bh
2

Lunit di misura dellarea il metro quadro (simbolo m2): 1 m2 larea


di un quadrato il cui lato lungo 1 m, cio:
1 m2  (1 m)(1 m)
Misurare larea di una superficie in m2 significa determinare quanti quadrati di lato 1 m sono contenuti in quella superficie.
Quando si passa dal metro quadro ai suoi multipli e sottomultipli, bisogna stare attenti al fattore di conversione. Ad esempio, 1 cm2 il prodotto di 1 cm per 1 cm, e quindi in metri quadri vale:

b
A

Larea di una superficie il prodotto di due lunghezze. Ad esempio: larea di una superficie rettangolare il prodotto della lunghezza della base
per la lunghezza dellaltezza; larea di una superficie circolare il quadrato della lunghezza del raggio per un coefficiente numerico, p; larea di
una superficie triangolare il prodotto delle lunghezze della base e dellaltezza diviso per un numero, 2.

A pr2

FIGURA 2 Area

Larea di alcune figure piane.

1 cm2  (1 cm)(1 cm)  (0,01 m) (0,01 m)  0,0001 m2


e non 0,01 m2, come potremmo erroneamente pensare. Analogamente:
1 mm2  0,000001 m2

1 km2  1 000 000 m

e cos via.

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PROBLEMA

I pixel

La superficie attiva dello schermo di un PC o di un televisore suddivisa in un insieme di elementi quadrati, i


pixel (dallinglese picture element). Limmagine si presenta sullo schermo come un mosaico, le cui tessere sono
rappresentate dai pixel. A parit di area dello schermo, un numero maggiore di pixel segnala una migliore risoluzione. In genere linformazione che viene fornita commercialmente il numero di pixel in orizzontale per il
numero di pixel in verticale.
Supponiamo che uno schermo abbia lati di lunghezza
38,6 cm e 29,0 cm e che il numero di pixel sia 800  600.
Quanto vale larea di un pixel?
DESCRIZIONE DEL PROBLEMA

In figura abbiamo rappresentato lo schermo, che un


rettangolo i cui lati hanno lunghezze a  38,6 cm e
b  29,0 cm.
Sappiamo che esso suddiviso in quadratini, i pixel, il
cui numero totale Np dato dal prodotto 800  600.
Dobbiamo calcolare larea Ap di un singolo pixel.

5 . L e g r a n d e z z e d e r i v a t e 15

S T R AT E G I A

Determineremo larea Ap di un pixel dividendo larea As dello schermo, ottenuta come prodotto delle lunghezze a e
b dei suoi lati, per il numero totale Np di pixel.
SOLUZIONE

Larea As dello schermo rettangolare data dal prodotto


delle lunghezze dei suoi lati:

As  a  b  (38,6 cm)(29,0 cm)  1119 cm2

Il numero totale di pixel Np dato da:

Np  800  600  480 000

Larea Ap di un singolo pixel si ottiene dividendo As per Np:

Ap 

As
1119 cm2
=
 0,00233 cm2
Np
480 000

O S S E R VA Z I O N I

La lunghezza del lato di un pixel l  2Ap 0,0483 cm. Nota che avremmo potuto ottenere questo valore dividendo la lunghezza del lato orizzontale dello schermo per il numero di pixel in orizzontale, cio a/800, oppure dividendo la lunghezza del lato verticale per il numero di pixel in verticale, cio b/600.
P R O VA T U

Se lo schermo del problema avesse 1024  768 pixel, quale sarebbe larea di un pixel?

[0,00142 cm2]

Volume
Il volume di un corpo, di una regione di spazio o di un contenitore il
prodotto di tre lunghezze. Ad esempio: il volume di un parallelepipedo
il prodotto delle lunghezze dei suoi tre spigoli; il volume di una sfera il
cubo della lunghezza del suo raggio per un coefficiente numerico, 4p/3.
Lunit di misura del volume il metro cubo (simbolo m3): 1 m3 il volume di un cubo il cui spigolo lungo 1 m, cio:
1 m3  (1 m)(1 m)(1 m)
Misurare un volume in m3 significa determinare quanti cubi di spigolo
1 m sono contenuti in quel volume.
Ununit di misura del volume comunemente usata il litro (simbolo l),
con i suoi multipli e sottomultipli. Un litro equivale a un decimetro cubo:

Cubo

Parallelepipedo
rettangolo

a
c
b
V l3

V abc

Cilindro

Sfera

r
r

1 l  1 dm3
La relazione tra 1 l e 1 m3 :
1 l  1 dm3  (1 dm)(1 dm)(1 dm)  (0,1 m)(0,1 m)(0,1 m)  0,001 m3
3

Pearson Italia spa

Quindi 1 m contiene 1000 litri.


Un sottomultiplo del litro adatto a descrivere il volume di piccole quantit di liquido il millilitro (ml), che equivale a un centimetro cubo:
1 ml  0,001 l  0,000001 m3  1 cm3
ESERCIZIO
Un fusto cilindrico per il trasporto e lo stoccaggio di materiale ha un diametro tipico di 0,572 m e unaltezza di 0,810 m. Qual il suo volume in litri e in galloni
USA (1 gal  3,785 l)?
Il volume V di un cilindro di raggio r e altezza h dato da V  pr2h.
Il raggio del fusto r  0,572 m/2  0,286 m.

V pr2h

4 3
pr
3

FIGURA 3 Volume

Il volume di alcune figure solide.

16 C A P I T O L O 1 C h e c o s l a f i s i c a

Il volume del fusto in litri quindi:


V  p(0,286 m)2  0,810 m  0,208 m3  208 l
Il volume in galloni si ottiene dividendo 208 l per il numero di litri in un gallone
(3,785 l):
V  (208/3,785) gal  55,0 gal

Densit
La densit di un corpo definita come la massa del corpo per unit di volume, cio il rapporto fra la sua massa m e il suo volume V:
Un classico fusto da 55 galloni.

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TABELLA 6 Densit di alcune


sostanze comuni

Sostanza

Densit
(kg/m3)

Oro
Mercurio
Piombo
Argento
Ferro
Alluminio
Legno (ebano)
Sangue (a 37 C)
Acqua di mare
Acqua dolce
Olio doliva
Ghiaccio
Alcol etilico
Legno (ciliegio)
Legno (balsa)
Polistirolo espanso
Ossigeno
Aria
Elio

19 300
13 600
11 300
10 500
7860
2700
1220
1060
1025
1000
920
917
806
800
120
100
1,43
1,29
0,179

Densit, d
m
d
V
Nel SI la densit si misura in kilogrammi al metro cubo (kg/m3).
Pi denso un materiale, maggiore la massa contenuta in un determinato volume.
Dalla definizione di densit segue algebricamente che la massa m di un
corpo di cui conosciamo il volume V e la densit d, data da:
m  dV
Se invece conosciamo la massa del corpo e la sua densit, il volume del
corpo si ottiene attraverso la relazione:
V

m
d

Vediamo qual la densit di alcune sostanze di uso comune, iniziando


con lacqua. Per riempire un recipiente cubico di lato uguale a un metro,
occorre una tonnellata di acqua, cio:
densit dellacqua  1000 kg/m3
Lelio che riempie un pallone aerostatico ha una densit di appena
0,179 kg/m3 e la densit dellaria nella nostra stanza circa 1,29 kg/m3;
una delle sostanze pi dense loro che, allo stato solido, ha densit pari
a 19 300 kg/m3. Altri esempi di densit dei materiali comuni sono riportati nella tabella 6.

ESERCIZIO
Un flacone di sciroppo ha un volume di 120 ml. Sapendo che la massa dello sciroppo 136 g, qual la sua densit?
La densit d dello sciroppo data da d  m/V dove m la massa dello sciroppo
e V il suo volume (cio il volume del flacone che lo contiene). Sostituendo i valori numerici (ricorda che 1 ml  1 cm3), si trova:
d

136 g
m
=
 1,13 g/cm3
V
120 cm3

6 . N o t a z i o n e s c i e n t i f i c a e o r d i n i d i g r a n d e z z a 17

6. Notazione scientifica
e ordini di grandezza
Unit di misura come il metro e il kilogrammo sono comode nella vita di
tutti i giorni, ma rappresentano quantit enormi su scala atomica e subatomica e minuscole su scala astronomica e cosmica. Di conseguenza, le lunghezze e le masse degli oggetti microscopici, misurate in metri e in kilogrammi, sono espresse da numeri molto piccoli, mentre le lunghezze e le
masse dei corpi celesti, misurate in metri e in kilogrammi, sono espresse
da numeri molto grandi. Ad esempio, la massa dellatomo di idrogeno :
mH  0,000 000 000 000 000 000 000 000 001 67 kg
mentre la massa della Terra :
mT  5 970 000 000 000 000 000 000 000 kg
Numeri di questo tipo sono piuttosto ingombranti e difficili da trattare.
Conviene allora ricorrere, come in realt abbiamo gi fatto nelle tabelle 3, 4
e 5, alla cosiddetta notazione scientifica.

Notazione scientifica
La notazione scientifica consiste nello scrivere un valore numerico come
il prodotto di un numero decimale compreso tra 1 e 10 per unopportuna
potenza di 10.
La massa dellatomo di idrogeno diventa allora:
mH  0,000 000 000 000 000 000 000 000 001 67 kg  1,67  1027 kg
27 posizioni

Nei numeri minori di 1, lesponente della potenza di 10 negativo. La virgola va spostata dopo la prima cifra decimale diversa da zero. Per ottenere il valore assoluto dellesponente di 10 si conta di quante posizioni viene spostata la virgola.
La massa della Terra si riscrive come:
mT  5 970 000 000 000 000 000 000 000 kg  5,97  1024 kg

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24 posizioni

Nei numeri maggiori di 1, lesponente della potenza di 10 positivo. La


virgola va inserita (o spostata) dopo la prima cifra diversa da zero. Per ottenere lesponente di 10 si conta di quante posizioni viene spostata la virgola. Se il numero intero, si immagina che ci sia alla fine una virgola seguita da zero, ad esempio 125 000 : 125 000,0  1,25  105.
ESERCIZIO
Il raggio dellatomo di idrogeno RH  0,0000000000529 m. Riscrivi questo valore in notazione scientifica.
Poich il numero minore di 1, lesponente della potenza di 10 negativo. La virgola va spostata di 11 posizioni dopo la prima cifra decimale diversa da zero, il 5.
Quindi, il raggio dellatomo di idrogeno pu essere scritto come RH  5,29  1011 m.

Lidrogeno sar probabilmente


il carburante pi diffuso delle auto del
futuro. Gi oggi cominciano a circolare
i primi modelli.

18 C A P I T O L O 1 C h e c o s l a f i s i c a

ESERCIZIO
Il raggio della Terra allequatore RT  6378,14 km. Riscrivi questo valore in notazione scientifica, prima in kilometri, poi in metri.
Poich il numero maggiore di 1, lesponente della potenza di 10 positivo. La
virgola va spostata di 3 posizioni, dopo la prima cifra, il 6. Quindi, in kilometri
abbiamo:
RT  6,37814  103 km
mentre in metri il valore :
RT  6,37814  106 m
Il raggio dalla Terra allequatore
di 6378,14 km.

Ordini di grandezza
Non sempre necessario calcolare esattamente il valore di una certa
grandezza. Talvolta basta averne solo unidea approssimata. Supponiamo, ad esempio, che sia sufficiente sapere se una certa massa vale allincirca un grammo oppure un ettogrammo. In questo caso, possiamo accontentarci di stimare il valore della massa con unaccuratezza di un
fattore 10, cio di calcolare il suo ordine di grandezza.
Ordine di grandezza di un numero
Lordine di grandezza di un numero la potenza di 10 pi vicina a
quel numero.
Esaminiamo alcuni esempi.
Lordine di grandezza della lunghezza di un divano 1 m (cio non 0,1 m,
n 10 m).
La lunghezza della penisola italiana dellordine di 103 km (non 102 km,
n 104 km).
La durata di un giorno in secondi 86 400 s. Il suo ordine di grandezza
105 s. La potenza di 10 pi vicina a 86 400 infatti 100 000.
La massa dellelettrone 9,11  1031 kg. Il suo ordine di grandezza
1030 kg. Questa potenza stata ottenuta approssimando 9,11 con 10 e
poi moltiplicando 10 per 1031.

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La massa del Sole 1,99  1030 kg. Il suo ordine di grandezza 1030 kg.
Questa potenza stata ottenuta approssimando 1,99 con 1.

Enrico Fermi (1901-1954), premio


Nobel per la fisica nel 1938, era noto per
la sua abilit nel proporre interessanti
problemi sullordine di grandezza.
Egli chiedeva spesso ai suoi studenti di
dare una stima dellordine di grandezza
di quantit relative alla vita quotidiana.
Una sua tipica domanda era:
Quanti accordatori di piano ci sono
a Chicago?. Quesiti come questo sono
oggi noti come problemi di Fermi.

Il calcolo dellordine di grandezza molto utile quando per varie ragioni


(incompletezza dei dati, mancanza di una teoria rigorosa, ecc.) non possibile determinare in maniera esatta un certo valore.
ESERCIZIO
Quasi tutta la massa della materia ordinaria concentrata nei costituenti dei nuclei atomici, i protoni e i neutroni. La massa del protone allincirca uguale a
quella del neutrone e vale 1,67  1027 kg. Sapendo che la massa della Terra
5,97  1024 kg, qual lordine di grandezza del numero di protoni e neutroni
contenuti nel nostro pianeta?

6 . N o t a z i o n e s c i e n t i f i c a e o r d i n i d i g r a n d e z z a 19

Il numero N di protoni e neutroni contenuti nel nostro pianeta dato dal rapporto tra la massa della Terra e la massa del protone o del neutrone:
N

5,97  1024 kg
MT
5,97
 1051
=
=
27
mp
1,67
1,67  10
kg

dove abbiamo usato il fatto che 10a/10b  10a  b. Poich il rapporto 5,97/1,67
dellordine di 1, lordine di grandezza di N N 1051.
Il numero di protoni e neutroni contenuti nel nostro pianeta dellordine dei milioni di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi.

PROBLEMA

AT TENZIONE

Uguaglianza approssimata
Il segno indica unuguaglianza
approssimata.

Stima quante gocce cadono durante un temporale

Durante un temporale, su Roma cade 1 cm di pioggia. Sapendo che la superficie di Roma dellordine di 109 m2
e supponendo che le gocce dacqua siano sferette di raggio 2 mm, stima il numero di gocce di pioggia cadute sulla citt.
DESCRIZIONE DEL PROBLEMA

La figura mostra unarea A  109 m2 coperta da uno strato


di pioggia di spessore d  0,01 m. Consideriamo ogni goccia di pioggia come una piccola sfera di raggio 2 mm.

2 mm

S T R AT E G I A

Per calcolare il numero delle gocce, prima calcoliamo il volume di acqua necessario per coprire unarea di 109 m2 con
uno spessore di 0,01 m, poi calcoliamo il volume di una singola goccia di pioggia, ricordando che il volume di una
sfera di raggio r V  4pr3/3. Infine, dividendo il volume di acqua caduto durante il temporale per il volume di una
goccia, otteniamo il numero delle gocce.

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SOLUZIONE

Calcoliamo lordine di grandezza del volume di acqua caduta durante il temporale:

Vacqua  Ad  (109 m2)(102 m) 107 m3

Calcoliamo lordine di grandezza del volume di una goccia


dacqua:

Vgoccia  43 pr3 34 p(2  103 m)3 108 m3

Dividiamo il volume dellacqua per il volume della goccia,


per determinare lordine di grandezza del numero di gocce
cadute durante il temporale:

Ngocce

Vacqua
Vgoccia

107 m3
108 m

 1015

O S S E R VA Z I O N I

Poich il raggio delle gocce dacqua viene elevato al cubo, il risultato finale dipende molto da esso. Puoi facilmente
verificare che se il raggio viene aumentato o diminuito di 1 mm, il risultato finale aumenta o diminuisce rispettivamente di un ordine di grandezza.
P R O VA T U

Durante un temporale cadono su Roma 1016 gocce di pioggia. Quanti centimetri di pioggia cadono sulla citt?
[circa 10 cm]

20 C A P I T O L O 1 C h e c o s l a f i s i c a

7. Cifre significative
Come vedremo nel capitolo 2, quando in un esperimento vengono misurate delle grandezze, il risultato noto solo con una certa precisione. Lincertezza intrinseca dei valori ottenuti da misure di grandezze deve essere sempre tenuta in considerazione quando si effettuano dei calcoli con
tali valori.
Supponiamo di misurare il volume di un liquido mediante un recipiente
graduato con divisioni di 0,1 dm3 e di ottenere V  1,6 dm3. La cifra della parte intera certa, mentre lincertezza sulla cifra decimale. utile introdurre a questo riguardo il concetto di cifra significativa.
Cifre significative
Le cifre significative del risultato di una misura sono le cifre note
con certezza e la prima cifra incerta.
Il valore V  1,6 dm3 ha quindi due cifre significative.
Eventuali zeri a destra del numero sono cifre significative, mentre non lo sono
gli zeri a sinistra. Ad esempio: 0,0037 ha due cifre significative; 7,250 ha
quattro cifre significative; 0,0230 ha tre cifre significative, ecc.
Se avessimo scritto il volume come V  1,60 dm3, le cifre significative sarebbero state tre. Ma 1,6 dm3, a dispetto delle apparenze, non equivalente a 1,60 dm3: scrivendo 1,60 dm3 sottintendiamo infatti di aver misurato il volume con unincertezza di 0,01 dm3.
Il numero di cifre significative pu essere ambiguo a causa della presenza di zeri alla fine di un certo valore. Ad esempio, se una data distanza 2500 m, i due zeri possono essere cifre significative oppure possono essere semplicemente zeri che indicano la posizione delle cifre
decimali. Se i due zeri sono cifre significative, lincertezza nella misura
della distanza di 1 metro; se non sono cifre significative, lincertezza
invece di 100 m. Possiamo eliminare questa ambiguit esprimendo la
distanza in notazione scientifica. Scriveremo quindi 2,5  103 m se ci sono solo due cifre significative, 2,500  103 m per indicare invece quattro
cifre significative.

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Le cifre significative nelle operazioni


Immaginiamo ora di voler determinare la densit del liquido di cui abbiamo misurato il volume. Per farlo, abbiamo bisogno di conoscere la massa m
del liquido, in modo da poter poi calcolare la densit come il rapporto m/V.
Supponiamo di misurare la massa con una bilancia sensibile alle decine
di grammi e di ottenere m  2,33 kg. Questo valore noto con tre cifre significative.
Utilizzando i valori ottenuti per m e V, calcoliamo la densit d:
d

2,33 kg
m
=
 1,45625 kg/dm3
V
1,6 dm3

7 . C i f r e s i g n i f i c a t i v e 21

Ovviamente, una tale precisione per il valore della densit ingiustificata se si considerano i limiti delle nostre misure. Infatti, non possiamo
aspettarci che il risultato di un calcolo che coinvolge alcune grandezze
sia pi preciso, cio abbia pi cifre significative, delle misure delle singole grandezze.
In generale, il numero di cifre significative che deve avere il risultato della moltiplicazione o divisione di due grandezze stabilito dalla seguente
regola:
Il risultato della moltiplicazione o divisione di due grandezze deve avere lo stesso numero di cifre significative della grandezza che
ne ha di meno.
Nel nostro calcolo della densit, ad esempio, la massa nota con tre cifre
significative e il volume solo con due; di conseguenza il valore della densit deve essere dato con due sole cifre significative:
d  1,5 kg/dm3
Nota che non ci siamo limitati a prendere le prime due cifre del risultato,
tralasciando il resto. Abbiamo arrotondato il risultato del calcolo, 1,45625,
a 1,5. Infatti, essendo la prima cifra da trascurare (5) maggiore o uguale a
5, abbiamo aumentato la cifra precedente (4) di una unit.
Arrotondamento
Arrotondare un numero significa scriverlo riducendo il numero di
cifre significative.
Se la prima cifra che si trascura minore di 5, la cifra che la precede rimane invariata.
Se la prima cifra che si trascura maggiore o uguale a 5, la cifra che
la precede viene aumentata di ununit.
Esempi di arrotondamento:
425,07 : 425,1
0,115 : 0,12
3,662 : 3,66

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Quando si addizionano o si sottraggono delle grandezze, la regola :


Il risultato delladdizione o sottrazione di due o pi grandezze deve avere un numero di decimali uguale al minor numero di decimali presenti in ogni addendo.
Ad esempio, supponiamo di misurare un intervallo di tempo di 16,74 s e
successivamente uno di 5,1 s e di voler calcolare lintervallo di tempo totale. Il secondo valore ha un solo decimale. Quindi anche il risultato deve
avere un solo decimale. Arrotondiamo allora 16,74 a 16,7 ed effettuiamo
laddizione; la somma :
16,7 s  5,1 s  21,8 s