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A distanza di tre anni dall'inizio della collana Teologia


iniziamo l'edizione di Teologia/Fonti riguardante opere di Padri
della Chiesa e di Teologi al quali siamo debitori per l'attuale impostazione della teologia e per la possibilit di riattua!izzare la loro
esperienza culturale fatta a partire dalla novit che la Chiesa di
Dio pone nell'uomo e nel mondo. In questo senso non esiste distinzione sostanziale fra Padri e Teologi: nella misura e per quanto gli uni e gli altri esercitarono, in momenti diversi della storia
della Chiesa, il loro carisma dell' insegnamento al di dentro
della realt che ne forma e ne indirizza la dinamica, I Padri hanno
avuto ed hanno funzione dogmatica, teoretica ed ecumenica il cui
arco si muove dalla costituzione del canone della scrittnra alla
formalizzazione razionale dei simboli della fede, prima che nell'unica Chiesa si distinguessero confessioni cristiane diverse (J.
Ratzinger, Storia e Dogma, pp. 49-70). I Teologi ne sono prolungamento nel senso di ripresa della metodologia di fede, che non
s'illude o si trincera nella strumentazione intellettuale e persino
scritturistica, ma si conosce alla luce della libert dello Spirito,
che spira dove vuole (Gv 3,8) ed vita della Verit. La sua
presenza costituisce un luogo d'imprevedibile, permanente
novit che inizia con una chiamata e seguita con radicali, anche
se impercettibili, rivoluzioni: il progetto umano scompare di fronte all'ef!cacia dell'atto di Dio. La Chiesa la storia del disegno di
salvezza che la potenza del Padre ha reso visibile nel Figlio, morto e resuscitato per .noi . La novit di questa storia diventa perci novit di coscienza, che dev'essere detta sopra i tetti (Mt
10,27).
La teologia si presenta quindi come iniziativa di rigorosa
esplicitazione del fatto di Ges Cristo cheJ partendo dall'esperienza del suo luogo, affronta la realt non tanto per un'istanza sistematica quanto, sul fondamento della nuova 'storicit che

connota il cristiano, per un'istanza intriseca di verit della fede


che si pone nel mondo come ann~ncio di liberazione radicale. La
rilettura di esperienze di Chiesa sta quindi sulla linea metodologica (fede) e nella proposizione contenutistica (storia della salvezza) dalle quali erompe la vitalit della Chiesa stessa. Sarebbe
altrettanto scorretto soffermarsi esclusivamente sia sulla riflessione teoretica della Parola di Dio che sul momento dell'interlocuzione comunitaria, perch il luogo della teologia non sta n
nella storia, n nella filosofia, n nell'evoluzione dell'umanit, della comunit e della persona - strutture assunte dalla grande affermazione cristologica: pose in mezzo a noi la sua dimora, pieno di grazia e di verit (Gv 1,14)-, ma nella fede della Chiesa,
che deve emergere costantemente al di sopra di tutte le concretizzazioni. Cosl l'esperienza di fede e di obbedienza (vita di Chiesa)
registrano continuamente l'equivoco dell'assolutizzazione o dell'autoriduzione - facce della stessa tentazione umana di sostituirsi a
Dio - , specificando criticamente la propria genesi e la propria
dinamica d'incarnazione, come del Verbo di Dio fatto uomo (H.
Urs von Balthasar, Verbum Caro, pp. 165-177).
La Chiesa come luogo di storia nuova (dinamismo
nuovo di conoscenza e di azione) trova nella riproposizione di questi testi un punto di riferimento ineludibile ed att1.iale. La compilazione di una sorta di antologia infatti non avrebbe alcun senso,
dato che i suoi criteri - in ultima analisi filologici e neutrali conferirebbero cristallizzazione definitiva a ci che da troppe parti visto con occhio nostalgico ed acquiescente proprio riconoscendone il valore. L'unico modo corretto di rilettura partire
dalla vita della Chiesa per fa Chiesa di oggi.

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Red. Hugo R~hner


Mater Ecclesia
Inni di lode alla Chiesa, tratti dal primo millennio della letteratuta
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Jaca Book

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teologia/fonti

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Titolo originale
Traduzione

Indice

Mater Ecclesia
Donato Perron

1944
Verlagsanstalt Benziger & Co. AG.,
Einsiedeln

1972
Coop. Edizioni Jaca Book, Milano

Prefazione

11

Introduzione

41

Canto iniziale
Signora dell'universo - Liturgia ambrosiana

43

Madre dei viventi

I.
I. Eva e la Chiesa - Ambrogio di Milano
II. Il nuovo Paradiso - Gottschalk di Limburg
III. Madre mistica - Clemente di Alessandria
IV. La santa ancella - Paolino da Nola
49 V. Il giglio nel terreno della valle - Ambrogio di Milano
50 VI. Chi lo sposo? - Quodvultdeus di Cartagine

51 VII. Madre e vergine - Ambrogio di Milano


52 VIII. Matrimonio nel sangue - Efrem Siro
54 IX. Il grande mis~ero - Giacomo di Sarug
56 X. La donna sotto la croce - Ildegarda di Bingen
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5 9 Chiesa dei dofori
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XI. Le mammelle della Chiesa - Aimone di Halberstadt


XII. La nascita dal battesimo - Iscrizione battesimale romana .
XIII. La donna al mulino - Massimo di Torino
XIV. Professione di fede - Alcuino di ,York
XV. Stare nella Chiesa - Ambrogio di Milano
XVI. Colei che rende felici - Quodvultdeus di Cartagine
XVII. Il tripudio pasquale della Chiesa - Sacramentario Gelasiano
XVIII. Luminosa notte pasquale - Asterio di Amasea
XIX. Colei che gioca sotto la vigna - Notker der Stammler
XX. Immagine delle realt terrene - Eusebio di Cesarea
XXI. Il cielo sulla terra - Notker der Stammler
XXII. Maestra degli uomini - Agostino

Prefazione

Indice

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XXIII. La roccia nella persecuzione - Ps.-Atanasio


XXIV. Consolatrice delle madri - Epitaffio del 5 secolo
XXV. Colei che prega ogni giorno - Cirillona
XXVI. Festa gotica della vittoria - Leandro di Siviglia
XXVII. Canto dopo la lotta iconoclasta - Epifanio di Catania
XXVIII. La .Chiesa e l'imperatore - Papa Leone II
XXIX. Le colonne della Chiesa - Ps.-Agostino
XXX. O Roma nobilis - Poesia del 10 secolo
XXXI. Umilt e grandezza - Sacramentario Leoniano
XXXII. Roma beata - Paolino di Aquileia
XXXIII. Cesare e Pietro - Hildebert di Le Mans
XXXIV. Susanna in ml!'zzo ai lupi - Ippolito di Roma
XXXV. Il canto della madre in punto di morte - Cirillo Aless.
XXXVI. Vergine che piange - Notker der Stammler
XXXVII. La Chiesa nel torchio - Il senatore Cassiodoro
XXXVIII. Lamento contro i preti - Ildegarda di Bingen
XXXIX. In attesa della gloria - Quodvultdeus di Cartagine
XL. La vincitrice terrena - Giovanni Crisostomo

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III.
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Regina etema

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XLI. Benedetta tra le donne - Anastasio Sinaita


XLII. Donna apocalittica - Metodio di Filippi
XLIII. Regina di Saba - Efrem Siro
XLIV. Madre celeste - Il senatore Cassiodoro
XLV. La patria delle anime - Ps.-Agostino
XLVI. La sposa del Libano - Epifanio di Salamina
XLVII. Visione della pace - Inno dell'8 secolo
XLVIII. Il compimento delle immagini - Canto armeno del 9
secolo
XLIX. Celeste consacrazione della Chiesa - W aldram di Sankt
Gallen
L. Ognissanti nell'eternit - Helisachar di Trier

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Canto finale
Il nuovo canto - Metodio di Filippi

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Elenco delle fonti e osservazioni storico-letterarie'

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Mater Ecclesia. Questa l'esclamazione gioiosa della cri'


stianit primitiva. Questa espressione familiare sorta innanzitutto sulle labbra dei martiri. Essa sta scritta su quei mosaici nei
quali incede il passo dei santi. I padri. della Chiesa non si stancarono di annunciarla ai loro fedeli, e nella notte di Pasqua dalle
voci giovanili dei diaconi si innalzava il canto alla madre-Chiesa.
Chi vi ha generati, voi, ai quali io parlo, che siete le
membra di Cristo? , cos Agostino interroga i suoi uditori, e d
egli stesso la risposta: sento la voce del vostro cuore: la madre
Chiesa 1 ! .
In queste pagine vogliamo cantare per gli uomini dei nostri giorni quegli inni del primo amore cristiano per la Chiesa. Infatti, in mezzo a tutte le sofferenze terrene, noi siamo pure diventati stanchi della Chiesa, e ci necessaria la parola che Giovanni Crisostomo dovette dire una volta ai suoi fedeli: vero
che la Chiesa non sempre mi fissa in quanto essa ancora pelle
grina sulla terra, ma certamente per il fatto che essa gi di casa
nel cielo, mi guarda'! . Anche la Chiesa dei primi cristiani era
una pellegrina che cammina faticosamente, offuscata dall'oscurit
del mondo, che procede in mezzo alla polvere della debolezza umana. Per nei suoi occhi brillava la luce del futuro splendore. E
ogniqualvolta i cristiani dei tempi passati scoprivano questa luce,
dai loro cuori si eleva uno di quegli inni immortali alla Chiesa,
dei quali sono pieni i primi libri dei padri della Chiesa. Su questa
terra la Chiesa come una nave sbattuta dalle tempeste, per i
passeggeri cantano presagendo un felice approdo, dice Pietro Crisologo, e con degli inni i marinai placano ogni minaccia dell'alta marea, un cantico marcia in testa agli eserciti vittoriosi distogliendo la loro attenzione dall'aspra guerra, e tutto ci che
arduo e. faticoso, ecco, superato da un dolce canto'! . Questi
inni sono pieni della lirica divina del Cantico dei Cantici, nel
quale la primitiva cristianit usava salutare la madre Chiesa con

Prefazione

queste parole: amica mia, bellezza mia, colomba che _stai _negli
anfratti della roccia, fammi vedere il tuo volto, fammi udire la
tua voce 4! .
Noi vogliamo ascoltare questa voce e sentire la lode che
stata cantata nei primi mille anni di amore cristiano per la Chiesa.
Intenzionalmente abbiamo scelto solo le voci del primo millennio.
Infatti ci che i tempi posteriori hanno cantato a lode della madre Chiesa solo un'eco di quello che hanno prodotto ~ padri
della Chiesa e i teologi dell'epoca carolingia e del primo medioevo. Il periodo ristretto, spiritualmente e teologicamente unitario, di cui noi facciamo echeggiare le_ lodi alla Chiesa, si estende
dal secondo al dodicesimo secolo, dal tempo dei martiri fino al
medioevo, dalle ~atacombe alle cattedrali, ai cui .Portali fa da
guardia l'imponente figura della Ecclesia. un millennio tumultuoso e meraviglioso, dalle cui profondit si innalza al cielo il cantico della Chiesa. frastagliato come i monti sia nella sommit
che al fondo. Il sangue dei martiri consacra il suo inizio, il trionfo
di Costantino e la caduta dell'Impero cristiano, lo splendore e
l'abissale crollo del papato, il fragoroso ingresso di nuovi popoli e
la paziente formazione della cultura occidentale, la lacerante esperienza della guerra e la insignificanza del quotidiano: tutto questo vi presente e indica difetti e rughe nel volto dei cristiani di
questi mille anni. Per come la luce del sole, come una deliziosa
melodia, come un profumo, su tutto ci si libra il canto sublime
della madre Chiesa, della genitrice degli uomini, della regina dei
secoli. I popoli passano, ma la Chiesa rimane, i re scompaiono
ma la regina troneggia. Td fai perdere la luce al sole prima di
far scomparire la Chiesa , dice Crisostomo in un momento dl
profondissima umiliazione della Chiesa 5 Questo sole risplende
pure sopra il nostro millennio. Che anche oggi noi possiamo cantare di nuovo i cantici del primo millennio!
Una parola sul modo della scelta. Abbiamo attribuito una
importanza primaria al fatto di riportare un canto corale veramente
cattolico, raccogliendo delle voci di tutte le terre e di tutte le
lingue dell'antichit cristiana. Accanto ai Greci e ai Latini, che
naturalmente formano il blocco principale, hanno la parola anche i Siri e gli Armeni. Non dovevano essere presentati solo i
grandi tra i padri della Chiesa e i teologi, e neppure solo i testi
comunemente noti, ma anche quelli sconosciuti; i' valori segreti,
totalmente nascosti, che solo una ricerca paziente e faticosa stata
in grado di scoprire, noi li vorremmo difendere come gioielli preziosi. E tutto questo in maniera tale che i testi, nella loro dispo-
sizione da noi operata, possano fornire in certo qual modo una
teologia del cristianesimo primitivo sulla Chiesa.

Prefazione

L'esperto noter nella nostra scelta la mancanza di una


quantit di testi cristiani primitivi per l'ecclesiologia. Per senz'altro egli potr pure vedere come sia impossibile presentare anche
i gioielli pi preziosi dall'abbondante ricchezza della Chiesa primitiva, di questa madre in possesso d tutto, che Anastasio il Sinaita una volta ha definito lo scrigno pieno del -genuino oro
imperiale 6 Ci che ci ha guidati nella scelta stato il concetto
agostiniano 7 del genus grande , del linguaggio sublime dell'antica dizione, che quindi sgorga sempre dalle labbra quando il
cuore pieno di passione e la stessa prosa della predicazione o
delle lettere riempita di una magnificenza poetica che altrimenti
tl'aspare solo nelle opere poetiche. Zenone di Verona ha definito
questo modo di esprimersi come il linguaggio trionfante ', Perci abbiamo voluto scegliere questi brani a preferenza _su tutti gli
altri. In questa linea si spiega anche il modo con cui abbiamo distribuito in versi dei brani di per s prosaici cio, per rendere percettibile nella forma esterna della parola lo slancio che informa
il linguaggio entusiastico della Chiesa. Cos pure sF motiva la
precedenza che diamo nella nostra scelta alla parola propriamente
poetica. La traduzione, dove non viene indicato espressamente

qualcosa d'altro, proviene da noi per tutti i brani.


Infine, questi canti, che il primo millennio ha cantato a
lode della madre Chiesa, siano dedicati alla stessa madre eh~ sta
con noi oggi alla fine insanguinta ed oscura del secondo millennio. Essa ancora oggi rimane la Chiesa dei martiri e dei confessori. Essa sia anche la Chiesa dei fanciulli che possono ancora
cantare! E valga tuttora ci che un grande del periodo carolingio
ha scritto mille anni fa: sia benedetta la _Chiesa nella forza del
Signore, perch per mezzo di essa il Signore ha annientato il potere del demonio. Sia benedetta fra tutte le donne della terra, poich la sua fede e la sua adorazione d Dio regna sovrana in tutto
il mondo. E non venga mai a cessare sulle labbra degli omini l'inno di lode alla Chiesa 9 .
Sitten, maggio 1944

Hugo Rahner

Introduzione

Nell'espressione madre Chiesa contenuta come in


un fecondo grembo materno la pienezza del pensiero teologico,
che innumerevoli testimoni e numerose lingue per la durata di
mille anni sanno esporre intorno alla Chiesa. Questa teologia riguardante la dignit materna della Chiesa come lo sfondo dorato dei mosaici cristiani primitivi, che raccoglie in una meravigliosa unit la variet di colori delle figure. Come tutta la grazia e
tutto il fulgore di Maria si fondano nel suo titolo di madre di Dio,
cos la sublime grandezza della Chiesa ha origine dalla sua posizione di madre del corpo mistico di Cristo, di mediatrice della vita
divina, di genitrice verginale degli uomini che sono in Cristo.
Maria ha dato alla luce il vostro capo; voi siete stati generati
dalla Chiesa. Perci anch'essa nello stesso tempo madre e vergine: . madre attraverso il seno dell'amore, vergine nella incolumit della fede devota. Essa genera dei popoli che per sono
membra di una sola persona, di cui essa contemporaneamente
corpo e sposa, anche in questo paragonabile a quell'unica vergine
Maria, perch essa fra i ;tanti la madre dell'unit 1 . Cos Agostino compendia il mistero dogmatico di fondo della Chiesa. Da
ci noi vogliamo cercare di capire la ecclesiologia quale vissuta
nei cuori di tu1Jti quegli uomini che ci cantano i loro cantici di
lode alla Chiesa.
Il preludio e il motivo conduttore di tutti gli inni alla
Chiesa che sorto stati cantati sulla terra ce li fornisce san Paolo,
quando scrive ai Galati: ~<La Gerusalemme dell'alto invece la
nostra madre, ed libera. Sta scritto infatti: Esulta, o sterile,
che non hai figli, prorompi in grida di gioia, tu che non hai doglie.
Infatti molti sono i figli della abbandonata, pi di quelli di colei
che ha marito 2! . Ora si adempie la visione del profeta Isaia
riguardo alla madre sovrana di tutti i popoli che deve venire. Ma
Paolo va ancora oltre; gli stessi misteri che stanno all'origine dell'umanit trovano il loro compimento ora nella pienezza dei tem-

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Introduzione

Introduzione

madre, un grido di gioia che esprime la sicurezza filiale. Tutti gli


eroi della storia della Chiesa hanno compiuto le valorose imprese
della loro vita solamente per amore alla madre Chiesa. Secondo
le parole di san Gregorio di Nazianzo, nella vita di san Basilio
avvenuta la svolta quando egli si decise a vivere unicamente per
la madre Chiesa 13 E Ignazio di Loyola negli esercizi spirituali
fa s che il fervore della prontezza di servizio per Cristo si esplichi nel semplice lavoro per. la nostra santa madre, la Chiesa ge, rarchica 14 . No, non esiste nessuna persona grande nel Regno
del Dio incarnato che non sia grande per il fatto, che ha voluto essere un piccolo figlio della grande madre Chiesa.
L'aspetto intimo della teologia che vive nei nostri testi si
sviluppa proprio da qui, e cio dalla veri\ della Domina M~tr
Ecclesia.
'
Essa signora, perch le vicende della vita del Signore
hanno compimento in lei: provenendo dal grembo immacolato
della grazia, essa cammina nella forma umile ed oscura dei suoi
giorni terreni attraverso il territorio angusto della storia umana,
sempre incontro alla croce, sempre gi crocifissa, per risuscitare
dopo tre giorni e prepararsi ad ascendere al cielo e a sedersi alla
destra del Padre. In quanto genitrice essa la madre dei viventi, in quanto morente essa la Chiesa dei dolori, in quanto
vive sospir.ando essa gi ora e lo sar presto pet sempre la regina dell'eternit; Essa ha origine dalla grazia, il suo passaggio
avviene attraverso la croce, la sua dipartita la conduce alla gloria: in questa linea racchiuso il dramma divino della sua esistenza. Essa la madre che cammina verso la morte ed entra
cosl nel Regno; signora perch proviene dal Signore, perch
crocifissa col Signore, perch con lui regna: se vero che noi rigiriamo continuamente la pietra preziosa della ecclesiologia dei
primi cristiani, essa per brilla sempre nella luce di questo mistero
che si rinfrange in un triplice raggio.
Per questo all'inizio della nostra raccolta di inni dev trovare posto, come un canto di ingresso, un antico inno cristiano.
del quinto secolo che stato giustamente definito una perla di
insuperabile bellezza 15 : il prefazio della liturgia ambrosiana di
Milano per la festa della consacrazione delle chiese. Questo inno,
che loda la bellezza della nostra madre, la Chiesa, nella classica
sobriet della lingua latina, lo abbiamo intitolato Regina dell'universo .
A questo inno iniziale corrisponde l'illustrazione della
copertina. Una miniatura del decimo secolo ci rappresenta la Mater Ecclesia come Signora che troneggia in maniera regale, sotto
l'arcale aperto dell'edificio della chiesa visibile sulla terra. Ma

pi: <come il marito il capo della donna, cos Cristo il capo


della Chiesa, il Salvatore del suo corpo. E l'uomo lascer il padre
e la madre e si unir alla moglie, e i due saranno una sola carne.
grande questo mistero, ed io dico che grande in Cristo e nella
sua Chiesa 3 ! .
Nella teologia e nella preghiera dei secoli successivi non
ci si mai -pi dimenticati di questa verit. I grandi della storia
della Chiesa vivono nell'amore per la madre Chiesa. La comunione
della grazia, l'amore fraterno, nel quale le singole comunit del
cristianesimo primitivo si sono viste unificate in Cristo, il sentimento della sicurezza filiale, sono stati espressi nel modo migliore
con la dolce espressione di madre Chiesa. Per questo gi Giovanni nella sua seconda lettera indica la comunit cristiana alla
quale scrive col nome di Domina, la Signora materna'. Tertulliano ai martiri che sono in carcere scrive del commovente amore
con cui la Chiesa di Cartagine, come Domina Mater Ecclesia
pensa ai suoi figli che soffrono'. E quando i, cristiani perseguitati'
di Lione nel lerciume e nell'oscurit del carcere salutano il ritorno
dei fratelli apostati, allora essi non lo sanno esprimere in un quadro pi bello di questo: ci stato per la vergine madre Chiesa
nna gioia solenne. Gli stessi figli, che in precdenza aveva perso
come un aborto, ora sono di nuovo per cos dire ritornati in vita
nel suo grembo materno 6 . Nel giorno del battesimo proprio
la madre Chiesa che insegna ai rinati in Cristo a conginngere le
mani in preghiera, come dice Tertulliano 7 E attraverso. tutti i
secoli risuona la parola di san Cipriano: Affinch ognuno possa
avere Dio per padre, deve avere innanzitutto la Chiesa per madre 8 . Agostino 9 ha predicato in questi termini al secolo che
vissuto del suo pane, i grandi della teologia medioevale, Alberto 10
e Tommaso 11 hanno glorificato la madre Chiesa, e lo stesso Calvino, che ha abbandonato il seno della originaria madre Chiesa,
alla cristianit evangelica deve offrire testimonianza dell'insegnamento della Chiesa materna quando egli scrive: nel grembo
della Chiesa i suoi figli devono essere radunati secondo la volont di Dio, e questo non solo perch ricevano alimento dalla sua
fatica e dal suo servizio fintanto che sono minorenni, ma anche
perch siano guidati dalla sua sollecitudine materna fino a che
siano diventati grandi ed abbiano raggiunto il traguardo della fede. Infatti l'uomo non deve separare ci che Dio ha congiunto.
Pertanto chi ha Dio come Padre, deve pure avere la Chiesa come
madre, e ci non vale soltanto con la legge ma anche con la venuta di Cristo. Cos ci testimonia Pa,olo, il quale ci dice che siamo figli della nuova Gerusalemme celeste 12 . Ci che qui suona
come nostalgia diventato, nei grandi che sono rimasti fedeli alla

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;

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Introduzione

15

perch non fraintendiamo l'essenza della sna signoria, ella tiene.


nelle mani la croce del suo Signore e il vaso d'incenso profumato
della sua preghiera. La madre Chiesa Signora del mondo solo
nella croce e nella grazia.

1. Madre dei viventi


una delle caratteristiche essenziali

dell'ecclesi~lo~ia dei

primi mille anni quella di vedere nella Chiesa la madre dei viventi , in cui si adempie nella pienezza di significato ci che nel
passato era attribuito alla prima. madre dei viventi, Eva, e ci
che nella nuova creazione della vita divina tra gli uomini iniziato
in Maria, la quale col parto verginale ci. ha donato il Dio vivente.
'Eva, Maria, la Chiesa: la teologia antica vede sempre queste tre
grandezze l'una nell'altra, quasi come in un quadro trasparente,
Che questa visione sia tipica delle origini della te~logia cristiana
lo sappiamo gi scorgere nel secondo secolo dalle parole famose
di Ireneo cli Lione, che vanno applicate sia a Maria che alla Chiesa: come pu l'uomo andare a Dio se prima Dio non venuto
tra gli uomini? Per come potr egli lasciare l'origine della n;i9rte
se non viene rigenerato nella nuova nascita, che in maniera meravigliosa e misteriosa stata data da Dio nella vergine attravctso
la .fede, come segno della salvezza "? . Da Eva, che ha tratto
origine dalla vergine terra, che nata dal fianco di Adamo in'
sieme con la nascita corporale anche la vita divina stata destinata al genere umano. Dalla vergine Maria nato l'uomo nuovo
che in forza della sua natura divina ricapitola in una nuova unit
i discendenti di Adamo. Dalla Chiesa nascono i figli di questa fa-
miglia divina, e cos la fine si innesta di nuovo al principio: la
Chiesa Eva, madre dei viventi, poich essa proviene dal fianco
dell'Adamo morente nella morte salvifica, cio da Cristo. Dal
grembo materno della Chiesa discendono i popoli della vita divina, che in Cristo sono raccolti in un unico corpo: per questo la
Chiesa simile. a Maria, che ha generato in modo verginale il capo. Essa colei che viene salutata dall'angelo: ave, gratia piena.
Essa colei che stata prefigurata da Eva, dalla madre dei viveriti, la quale in questo modo col suo nome, come per un piano
misterioso, ha segnalato il futuro. Dalla vergine Maria nata la
vita in persona e. perci Maria diventata la madre dei viventi.
Vale quindi per Maria ed nello stesso tempo applicabile alla
Chiesa ci che ha prodamat",, la Scrittura: i due diverranno una
sola carne. Il Signore si formato il corpo da Maria, dal suo fianco ha dato origine alla Chiesa, quando la lancia gli ha trapassato

Introduzione

il costato 11 . Cos Epifanio di Salamina nel quarto secolo riassume la teologia riguardante l'origine della Chiesa. E nello stesso
periodo Agostino annuncia -l'identica dotttina, che non mai pi
stata dimenticata, e che risuona di nuovo come un meraviglioso
canto corale sulle labbra dei nuovi popoli all'inizio del primo medioevo, e viene raffigurato ancora nei semplici ma affascinanti
. quadri delle miniature gotiche. Qui soltanto .si colloca il nostro
primo inno di lode alla Chiesa. Ambrogio contempla Eva e la
Chiesa come in un unico quadro. Come Dio ha edificato Eva
dal fianco di Adamo, cos egli edifica la Chiesa, la madre dei viventi; e nella esptessione edificare Ambrogio vede immediatamente laltra immagine della Chiesa, l'immagine della citt, della Gerusalemme celeste, che lentamente si innalza fino al giorno
.in cui trascinata in alto nell; amore, nella trasfigurazione con Cristo, come una sposa entra nella stanza del!' amato. In questo ca~
to che ha accenti lirici profetici noi scorgiamo come sono indissolubilmente fuse insieme le immagini della madre', della citt,
della sposa, proprio come appare gi nell'Apocalisse di Giovanni,
in Paolo_ e nei profeti dell'Antica Alleanza. Il fondamento originario da cui sorge tale abbondanza di immagini e da cui deriva
nello' stesso tempo tutto il suo significato, la teologia cristiana
primitiva sull'origine della Chiesa dal fianco di Cristo, il nuovo
Adamo.
Il primitivo piano di Dio, che consisteva nel dare a tutto
il genere umano la grazia attraverso Eva, la madre dei viventi,
stato distrutto col peccato d'origine, ma solo perch l'amore previdente di bio gi prevedeva la ristrutturazione in Cristo. stata
la provvidenziale colpa di cui canta l'espressione ardita dell'Exu!tet pasquale e con cui esprime un pensiero, che la teologia
della Chiesa primitiva declina in stupende variazioni: il piano
salvifico di Dio talmente vittorioso the tutti gli avvenimenti della creazione del mondo e del peccato originale diventano il paradigma di ci che il Salvatore in Cristo gi dispone per cos dire in
modo anticipato. Ecco perch sta scritto: prima della creazione
del mondo egli ci ha eletti in Cristo, nell'amore ci ha stabiliti come suoi figli per mezzo di Ges Cristo " . Ci che accaduto nel _
Paradiso, si compie nella Chiesa: essa il riuovo paradiso. Un
autore del primo medioevo, Gottschalk di Limburg, ha reso in
un canto qu~sto pensiero patristico che . presente dovunque nel
mondo della teologia primitiva. una sequenza per l'Ottava del
giorno dell'Epifania, per quel periodo perci durante il quale nella Chiesa primitiva si commemorava l'unione nuziale tra Cristo e
la Chiesa. Oggi la Chiesa si unisce allo Sposo celeste , dice ancor ora lAntifona delle Lodi di questa festa. Oggi, in cui viene

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Introduzione

17

la manifestazione dello splencelebrata la santa epiphaneia


dore divino nell'involucro umano, si adempie quanto dice la sequenza: Tu, figlio unigenito del Padre, che ci hai resi fratelli
nell'amore, ora forll!i il corpo della Chiesa. In un significativo
accostamento, come nei quadri delle Bibbie gotiche, si allineano
uno accanto all'altro i fatti della creazione e della redenzione, e
tutto ci con un'arte perfetta nella formazione delle parole, un'arte che con queste sequenze veramente costituisce il punto massimo che il Medioevo latino ha raggiunto nella poesia con il fervido movimento spirituale. Questi canti religiosi si elevano all'altezza della lirica vetero-testamentaria, e mostrano una grandissima vitalit religiosa e un'eccezionale ricchezza di pensiem 19 .
Dalla Chiesa proviene la vita nuova ai membri dell'umanit decaduta in Adamo e salvata in Cristo .. Essa la madre mistica della grazia. Come tale pensiero sia stato in vigore glt nella
teologia pi antica ce lo indica Clemente di Alessandria alla fine
del secondo secolo. Ci che accaduto a Maria, quando partorl
rimanendo vergine e diede il latte a suo figlio senza che venisse
infranto il sigillo, trova il suo compimento nella Chiesa, che madre e vergine. Ed mia gioia poterla chiamare: Chiesa , risuona il grido di giubilo del grande Alessandrino. La Chiesa ci nutre
con latte materno, e il suo nuttimento Cristo stesso. Questo
canto profondo abbraccla, come con un gesto ilnmenso, tutti i mi-

steri della fede cristiana, in quanto proviene dalla Trinit e si


spinge fino all'umilt del cibo eucaristico. Nel punto centrale
per si trova, come primo accenno del mistero cos ampiamente
sviluppato in seguito, il crocifisso che ha generato il nuovo popolo nelle doglie del sangue .
Prima di meditare questo mistero, noi volgiamo ancora
una volta lo sguardo alla donna che, stando sotto la croce, ud
la parola: ecco, il tuo figlio . Maria fin dalla origini della
teologia cristiana, il prototipo della Chiesa, perch essa madre
vergine, la santa ancella. Dal suo sangue puro Dio prese il sangue
per la redenzione, il santo abito da culla del nuovo popolo
della Chiesa. Il poeta Paolino da Nola ha cantato il rapporto tra
Maria e la Chiesa nei versi che noi riproduciamo dal suo bel epitalamio composto per un amico. Maria come un impluvio della
grazia, come la loggia scoperta di un tempio in cui il cielo viene
gi in maniera torrenziale. Cos essa pure la grandiosa immagine mistica per le nozze della Chiesa con Cristo . Essa , come dice Ambrogio in una esclamazione piena di tutta la lirica del
Cantico dei .Cantici, il giglio nel te~reno della valle, dal cui profumo incantevole scende Dio stesso: ma ci lo pure la Chiesa
eh.e ora, dopo la venuta di Dio, emana nella valle di questo mondo

j\

Introduzione

terreno il profumo delizioso della sua incessante preghiera: nobilmente bella procede la Chiesa ed annuncia il messaggio della
gioia. Come Maria essa attraversa i monti, essa , come ama
dire il commento greco al Cantico dei Cantici, la Chiesa portatrice di Cristo "' .
Per il fondamento originario di ogni grazia per Maria e
per la Chiesa la morte in croce del Signore. Come Maria stata
prescelta ad essere madre, vergine ed immacolata solo per l'efficacia anticipata del sangue sparso, che essa stessa fu in grado di
procurare al suo figlio, cos la morte dello sposo l'ora di nascita
della Chiesa. Qui noi tocchiamo il mistero pi intimo della prima
ecclesiologia, e solo da questo punto di vista si comprendono tutti
gli inni e i cantici di lode che da ora in poi seguono. Il mistero
della storia salvifica di Dio, che racchiuso nei due nomi di Eva
e Maria; si adempie nel momento in cui dal fianco aperto del Redentore morto sgorga un torrente d'acqua e sangue per la salvezza e la santificazione di tutti i discendenti di Adamo, che devono essere ricongiunti in una nuova unit, cio nella Chiesa.
Perci i padri della Chiesa vedono nel!' apertura del costato di
Cristo il compimento di quella derivazione della prima madre dei
viventi dalla costola di Adan10 dormiente: solo perch essa
nata da questo sangue divinamente fecondo, 'essa divenuta ma<lre prolifera <lei popoli. E co1rie Maria diventata madre di Dio
unicamente per l'efficacia del sangue che stato originato dalla
sua maternit feconda, cos anche la Chiesa: essa vive, essa
madre del genete umano, perch ha ricevuto il sangue preparato
da Maria. Nelle sculture d'avorio carolingie 21 si rappresenta il
modo con cui Maria e la Chiesa stanno sotto la croce: Maria come
offerente, la madre che sacrifica il sangue del cuore di suo figlio;
la Chiesa, colei che raccoglie in un calice questo stesso sangue come una sorgente viva - una profonda rappresentazione dello
scambio mistico di questa, per cos dire, divina circolazione del
sangue per la rianimazione dei figli di E va in Maria e per mezzo
della Chiesa.
Questa teologia sull'origine della Chiesa dal costato trafitto di Cristo propria del patrimonio originario del primitivo
insegnamento cristiano. Gi alla fine del secondo secolo presupposta come ben nota da Tertulliano quando egli, come per inciso
e di passaggio, nei suoi ragionamenti psicologici contenuti nel
libro Sull'anima , dice: Poich Adamo stato un'immagine
di Cristo cos il sonno di Adamo stato un'immagine del sonno
'
di Cristo, che si assopito nella morte, affinch per mezzo di
un'identica trafittura del fianco venisse formata la vera madre dei
viventi, la Chiesa 22 . Questa la forma pi bella dell'antica de2

18

19

Introduzione

vozione cristiana .al Cuore di Ges, e un meraviglioso coro di


voci si innalza in tutti i periodi e in tutte le terre del primo millennio a lode di quella ferita al costato dispensatrice di vita, da
cui nata la vergine madre Chiesa. Cos predica Giovanni Crisostomo nella splendida basilica di Antiochia: Cristo ha costruito
la Chiesa dalla sua ferita al costato, come un tempo la prima madre Eva era st~ta formata da Adamo. Per questo Paolo dice: siamo della sua carne e delle sue ossa! Egli si riferisce infatti alla
ferito al costato di Ges. Come Dio, per formare la donna, prese
la costola del costato di Adamo, cos Cristo, per formare la Chiesa,
ci trasmette sangue e acqua dal suo costato trafitto 23 . E con un
meraviglioso accordo di insegnamento cattolico, Agostino .predica
negli stessi termini ai semplici fedeli di Ippona Regio: Adamo
dorme perch nasca Eva. Cristo muore, affinch abbia origine la
Chiesa. Eva proviene dal fianco di colui che .dorme, Cristo dopo
la morte viene trafitto con la lancia cosicch ora sgorgano i sacramenti, da cui si innalza la Chiesa 24 . E ancora altrove: La pri
ma donna e madre dei viventi stata chiamata vita. Col capo inclinato morto in croce il secondo Adamo perch si formasse una
sposa da ci che usciva dal fianco del dormiente. O morte, per
mezzo della quale i morti risorgono a nuova vita! Che cosa pi
puro di questo sangue, pi salutare di questa .ferita 25 ? .
Questo insegnamento sempre rimasto vivo, soprattutto
nello stampo agostiniano delle parole. Nelle prediche carolingie,
nelle miniature romaniche, nella teologia dei grandi Scolastici,
nella preghiera mistica della devozione al Cuore di Ges iniziata
nell'undicesimo secolo: dappertutto si parla di questo mistero e
lo si raffigura in qualche modo. L'amore per la madre Chiesa tro
va qui il suo fondamento originario pi profondo. La regale Ecclesia, che raccoglie in un calice d'oro il sangue del cuore dello
sposo, che brilla nella serena dignit~ materna derivatale da tale
sangue, la sovrana dei popoli: questo il quadro preferito, che
gli artisti del primo medioevo continuano a rappresentare. E nelle iscrizioni che essi dipingono o incidono noi percepiamo quella
che forse la tonalit pi delicata dell'amore per la Chiesa. Ecco la Chies, come umile, ma tuttavia degna di tale grazia da
raccogliere il fiotto di sangue dell'Agnello , scritto sulla copertina di un libto del nono secolo 26 Ed ancora in un intaglio in legno del tardo medioevo, sulla Chiesa, che porta il calice col san
gue di Dio, si trovano scritte queste magnifiche parole:
La sua forza ti data
Tu sei la vita eterna "
Nel. mistero della sua provenienza dal sangue del cuore di
Dio si fonda perci la fecondit materna della Chiesa. Essa Eva

.,

..

_i

Introduzione

solo in Adamo, madre di tutti i popoli solamente in Cristo, che


Dio. In questa connessione si dispongono ora i due inni seguenti.
Chi lo sposo? Questo . l'interrogativo che pone il vescovo di
Cartagine Quodvultdeus, il quale vive dello spirito di Agostino,
in una delle sue appassionate prediche ai neo-battezzati: . salga
il nostro' sposo sulla crcice, vi monti sopra e ivi dorma nella
morte, si apra il suo fianco e da esso ~sca la vergine sposa: come
un tempo Eva stata formata dal fianco di Adamo, cos ora sia
formata la Chiesa dal fianco del Cristo morente sul legno della
croce" , cos egli aveva predicato, ed ora inizia l'inno che cn
una profonda dialettica dell'accostamento descrive il mistero della
Chiesa proveniente dal sangue di Cristo. Chi questo sposo e
in che cosa consiste la feconda efficacia del suo sangue, che d
dei figli alla Chiesa su tutta la terra? Dio in forma umana, il
re della gloria nonostante la morte in croce e l'umiliazione.
Con' questo pensiero la teologia compie un passo ancor pi profondo: il mistero della maternit della Chiesa un mistero divino,
perch viene realizzato dalla parola comparsa in forn:1a umana,
che ora in forza della sua morte in croce dispensa lo Spirito Santo del Padre, lo Spirito che ricopre con la sua ombra, lo Spirito
che sulle acque cova la nuova vita, lo stesso Spirito che un tempo
sceso sulla vergine Maria e l'ha tesa madre senza infrangere il
sigillo verginale. Ci ha luogo tuttora in modo foistico nella Chie
sa. Il suo abbraccio lo Spirito perch il suo amato Dio ,
cos aveva gi cantato Paolino da Nola. Ora Ambrogio si eleva in
un canto di lode, espresso con slancio innico, alla Chiesa come
vergine e madre. La Chiesa vergine perch essa, come custode
della verit portata da Cristo, mantiene intatta la fedelt allo
sposo, perch essa non pu e non vuole pi, come una volta Eva,
allontanarsi da Dio. Il primitivo concetto cristiano della vergi
nit della Chiesa ha un significato profondo e difficile. Ma noi
lo possiamo chiarire se ci rifacciamo alla parola di Paolo: io vi
ho fidanzati ad un solo sposo, .per presentarvi a Cristo come vergine p.ura. Ora io temo che, come il serpente con la sua scaltrezza sedusse Eva, cos anche il vostro cuore possa corrompersi
allontanandosi. dalla sincera dedizione a Cristo 29 . La teologia
cristiana primitiva vuole affermare questo: ci che a questo ri
guardo possibile per i singoli cristiani,. impossibile per tutta
quanta la Chiesa: essa non pu venir meno, essa rimane perennemente vergine in forza della sua origine dal sangue della ferita al
costato. Per questo il primo autore cristiano Egesippo presenta
la Chiesa di Gerusalemme come una vergine pura ed illibata fintanto che essa non era ancora intaccata dalle eresie 30 Perci questa dottrina della verginit della Chiesa non nient'altro che l'e

20

Introduzione

spressione cristiana originaria di ci che noi oggi chiamiamo !'infallibilit della Chiesa: essa la madre che sola dispensa il latte
genuino della dottrina apostolica, come dice Ambrogio nel nostro
inno, come gi lo descrisse Clemente di Alessandria nell'immagine
della madre mistica, come Crisostomo lo predic, inoltrandosi
fin nelle profondit: osservate con quanta tenerezza Cristo si
legato alla sua sposa, con quale cibo egli ci ha saziati: egli stesso
il nostro cibo e il nostro alimento, e nello stesso modo con .cui
una donna nutre il figlio col latte materno e col proprio sangue,
cos Cristo nutre col suo proprio sangue tutti coloro che ha restituito alla vita nella rigenerazione 31 . L'insegnamento che la Chiesa Ci d per nutrimento, dispensandocelo come madre e conservandolo puro in quanto vergine, in maniera pi profonda Cristo, la verit in persona.
Nella tnorte in croce di Cristo si fonda perci l'essenza
della Chiesa come vergine della verit e come madre dei popoli.
Le nozze nel sangue sono state celebrate nella ferita al cuore di
Dio. :B stata in primo luogo la devozione della Chiesa siriaca ad
avvicinarsi con predilezione a questo mistero della Chiesa derivata dal cuore di Ges: essa ha assunto un'importanza rlotevole
anche per l'Occidente nel primo millennio, quando dei papi siriaci introdussero a Roma nella liturgia del venerd santo il dolce
lamento degli Improperi, e quando dei cristiani della Siria fecero
conoscere nelle Gallie l'immagine insanguinata della croce del Signore 32 Efrem Siro divenuto il poeta classico dell'amore siriaco
per la croce e nello stesso tempo il cantore della madre Cbiesa, a
cui fa dire queste parole: E la mia bellezza ora manda in visibilio la terra . Sotto la croce sta la Chiesa, e dietro di essa il popolo redento, il coro dei suoi santi, le belle creature nate verginalmente dal bagno battesimale, prescelto per la stanza nuziale della
luce, chiama te con Cristo a regnare per sempre. Tutto ci che un
tempo era stato riservato a Eva viene compiuto, e ancora una volta si innalza, di nuovo dalla devozione siriaca, un canto di lode ai
misteri della storia salvifica di Dio, al grande mistero e.saltato
nel passato da Paolo. In un'omelia sviluppata in forma drammatic~ il poeta Giacomo di Sarug descrive le nozze fra Cristo e la
Chiesa, in cui trova compimento ci che Mos in una profezia
velata ha preannunciato sull'unit tra l'uomo e la donna. Ora,
dopo le nozze sulla croce, la tenebra si diradata, ora il velo,
che nascondeva il volto di Mos e della parola veterotestamentaria, tolto.
Con questo pensiero entriamo in un mondo di immagini teologiche che furono care ai padri della Chiesa e al primo medioevo, soprattutto alla sua mistica e alla sua arte: la vergine

21

~
'

,,.

"
\

Introduzione

madre Chiesa tton sta da sola sotto la croce dello sposo, dall'altra
parte, a sinistra, sta la Sinagoga, la sposa chiamata d'un tempo,
che'non ha conserv~to la verginit della sua fedelt alla rivelazione del Signore ed stata perci rigettata. La croce diventata
il verdetto, e cos le due figure della Ecclesia e della Sinagoga vogliono essere una espressione figurata semplice e profonda della
rovina e resurrezione in Cristo, del passaggio del messaggio di
Dio dai Giudei pagani. Questo accostamento della Chiesa e della
Sinagoga, la cosiddetta Concordantia Veteris et Novi Testamenti appartiene al nucleo originario della teologia cristiana 33
Un contemporaneo di sant'Agostino ha espresso questo in una
disputa tra la Chiesa e la Sinagoga ;un libro che perci diventato di estrema importanza per lo sviluppo della teologia del!' arte
del Medioevo 34 In esso la Cbiesa pa.rla alla Sinagoga: Ascolta,
o sinagoga, ascolta, tu che sei vedova, ascolta, tu che sei abbandonata: io sono ora ci che tu non potevi essere, io sono ora la
regina che ti ha rovesciata dal trono, io sono ora la sposa che ha
ripudiato i suoi idoli ed scesa dai suoi monti e dalle foreste.
Gi il tuo patriarca lo ha predetto: "ecco, il profumo di mio figlio
come il profumo di un campo benedetto dal Signore". E il mio
sposo dice: "da dove vieni dunque tu, vergine con latte materno,
ancella intatta che indossi una corona di fiori, tu che provieni dal
boschetto ombreggiato, semplice creatura, gioiosa, col tuo mantello che risplen4e come neve?". Ed io gli rispondo: "il mio sposo pi bello di tutti i figli degli uomini, il re dei re, che mi
incorona il capo con una corona, che mi avvolge con un mantello
di porpora, che mi prende nelle sue braccia quando io gli corro
incontl'o 35 ! '' >>.
Cosl proprio in queste immagini una profonda dogmatica
si collega con la lirica pi sublime, e in questo modo l'immagine
della Ecclesia rimasta preziosa per i secoli seguenti. Nei mosaici di santa Sabina a Roma, sulle copertine d'avorio dei libri
del periodo carolingio, nelle miniature romanicl1e e gotiche, sui
portali dei solenni duomi: dappertutto ci si presentano le due
sublimi figure del grandioso dramma di Dio. Permane ancora qualcosa dell'efficacia della teologia cristiana primitiva nella rappresentazione dell'anticristo che si svolge nel Togernseer (12 secolo),
quando nella scena finale il fulmine abbatte l'avversario di Dio e
la sinagoga pentita ritorna dalla vittoriosa regina Ecclesia che
conclude la rappresentazione con queste solenni parole: ecc~,
cos finisce l'uomo che non ripone la sua speranza in Dio. Io per
sono nel vestibolo del Signore, verdeggiante come un olivo ricco
di frutti. Cantate una lode al nostro Dio 36 ! . E uno scultore tardo-gotico, accanto alle due bellissime statue di arte gotica, la

22

Introduzione

Chiesa e la Sinagoga, nella cattedrale di Strasburgo, ha inciso le


seguenti frasi, una accanto alla ,Chiesa, l'altra accanto alla Sinag0ga 37 :
Col sangue di Cristo io ti domino.
Lo stesso sangue mi acceca .
Con questo inno di lode alla Chiesa da questo mondo di
pensieri noi concludiamo perci questa prima parte dei nostri
inni. Quanto sia stato prezioso tale amore alla Chiesa per il medioevo che viveva del. patrimonio della teologia cristiana antica,
ce lo indica Alberto Magno, particolarmente conosciuto ne( passato, quando descriveva un quadro della croce con la Chiesa e la
Sinagoga: alla destra del crocifisso rappresentata una vergh1e
dal volto di una bellezza serena, con una corona sul capo: la figlll'a della Chiesa che, piena di sacro rispetto, raccoglie il sangue
di Cristo in un calice 38 . D~ questo sangue, cosl egli specifica ulteriormente il contenuto teolcigko dell'immagine, la Chiesa ottiene per tutti i suoi figli credenti un triplice bene: la vera luce, la
gioia del cuore, la corona della gloria. Questa la donna sotto la
croce di cui gi un secolo prima di Alberto ha parlato la mistica
Ildegarda di Bingen nelle sue ardite visioni profetiche: la sposa del Signore, la madre del popolo, che rigenera le anime nella
salvezza con acqua e spirito ~>.

23

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2. Chiesa dei dolori


Con quanto stato detto finora, noi abbiamo indicato le
linee fondamentali. di una ecclesiologia, come si espressa negli
spiriti del primo millennio. La Chiesa madre dei viventi perch
essa la donna che sta sotto la croce.
Ci che ora segue semplicemente il dispiegarsi di questa legge fondamentale nel mondo delle vicende storicamente percettibili della Chiesa. Possiamo perci presentare pi brevemente
anche l'introduzione agli inni e alle doti che celebrano questa sorte terrena della Chiesa. Infatti in ognuno di questi canti provenienti dalla valle delle lacrime si trover una melodia smarrita del
canto di giubilo sull'origine divina della Chiesa.
Fintanto che la Chiesa colei che genera il nuovo popolo in Cristo, perci fino alla fine del mondo, essa si trova ancora nelle
doglie, una Chiesa dei dolori. Questo il suo compito di madre.
Essa non prova le sofferenze soltanto a causa della persecuzione
ad opera dei nemici, da Nerone fino all'anticristo. Il suo dolore
pi pro(ondo, e lo si pu comprendere solo quando lo paragoniamo al continuo oltraggio subito dal Signore fattosi uomo: do-

Introduzione

!ore per la vita che quaggi non ancora trasfigurata, per la lontananza di Dio fino all'abbandono in croce, per l'mfedelt del suo
popolo, per il fallimento apparente di tutto il suo insegnamento
e delle sue istruzioni, per il tradimento degli apostoli e delle
masse, per essere stato coinvolto sul piano penale nel vortice del~
lo sviluppo storico e delle questioni politiche, per i discepoli addormentati e i preti venali, per il disgusto provato al giardino
degli olivi e i supplizi della croce. Anche la Chiesa soffre per tutto
questo nel suo cammino verso il monte dell'ascensione, che prima
era un monte degli olivi.
Ma anche in mezzo' a tutti i dolori la Chiesa.non ha dimenticato i canti, perch la sua sofferenza non tragica, non
sempre soltanto eroica, ma di solito semplice come la sofferenza
quotidiana sopportata da Ges di Nazareth: infatti solamente
cosl, soltanto perch non ha mai dimenticato la gioia, la Chiesa
pu pure con Cristo resistere alle tre ore di sofferenza eroica. L'mizio di questi inni, che si elevano anche dal cuore della Chiesa pellegrina, stanca, coperta di polvere e perseguitata, lo ha composto
il primo papa quando scriveva: Carissimi, non vi sembri strano
se si incomincia a bruciare per mettervi alla prova, come se vi capitasse qualcosa di straordinario. No, rallegratevi se potete partecipare alle sofferenze di Cristo! Allora voi potete pure esultate e
gioire in occasione della manifestazione della sua gloria. E se ora
ricevete degli insulti per il nome di Cristo, beati voi perch in
questo modo riposa su di voi lo Spirito della gloria, lo Spirito
di Dio"! . Di questo soffio dello Spirito Santo, del presentimen- .
to che sotto tutte le sofferenze terrene della Chiesa si nasconde
la trasfigurazione, traspare qualcosa anche nei canti in cui ora
deve, c~mparirci davanti la vita della Chiesa non ancora glorificata;
La sofferenza terrena si dispone attorno alla Chiesa come cerchi di bronzo che si restringono in maniera concentrica:
dalle doglie sacramentali della nascita e della resurrezione dei suoi
figli, essa si ripresenta ogni anno nella rotazione dell'anno liturgico, di questo cammino di croce e.be non termma mai; prosegue
poi nella ordinaria ferialit che la Chiesa, nella sua sapienza materna, aiuta i suo\ figli a sopportare; si introduce ancor pi a fondo nel contatto con la politica mondana, a cui la Chiesa non pu
e non ha il diritto di sottrarsi, perch essa una vera madre degli
uomini e deve pure contribi.1ire a formare tutto ci che terrestre; e scende fino alla presenza visibile spesso penosa nel destmo
della Chiesa di Roma e dei papi; e infine: ogni dolore si concentra nei giorni della persecuzione, quando la Chiesa viene pe-

24

Introduzione

stata, piange, si trova in agonia, e i suoi figli rischiano la vita


per lei.
. Cosl si raggruppano anche i nostri canti, che noi attingiamo dalla Chiesa dei dolori. Sono degli inni di lode, raccolti
da mille anni di pellegrinaggio terreno, che cantano la Chiesa delle doglie sacramentali, la Chiesa dei giorni feriali, la Chiesa della
politica, la Chiesa di Roma, la madre dei dolori che piange, che
. perseguitata e che attende la gloria.
a. La Chiesa delle doglie sacramentali
Giorno per giorno, dalla Pentecoste dello Spirito fino
alla parusia del Signore trasfigurato, il corpo mistico di Cristo
si edifica nel sacramento del santo battesimo che la Chiesa dispensa. Anche oggi la donna viene costruita, oggi formata,
oggi creata, anche oggi si ergono i muri della casa spirituale ,
cosl si era espresso Ambrogio. Ma ci avviene in quelle doglie
che Isaia previde nella profezia sulla nuova nascita del popolo di
Dio e che si trasformano nel grido di giubilo: Gioite con Gerusalemme, voi tutti, che la amate. Bevete a saziet alla sua mammella ricca di consolazioni 40 ! . Ci vale per la Chiesa, la madre
che nutre tutti i popoU. Sulla miniatura semplice ma stupenda di
un manoscritto del monastero di Engelberg 41 rappresentata la
madre Chiesa nell'atto di porgere la sua mammella ad un vescovo
e ad un laico. La spiegazione ce la d il commentario carolingio
che si attribuisce ad Aimone di Halberstadt: la parola profetica
di Isaia si adempie con la Chiesa che chiamata, al posto della
Sinagoga divenuta infedele, a nutrite i popoli al suo seno e ad
offrire agli uomini la fede filiale in. Cristo . Questo per si ve. tifica nel battesimo, nel momento in ct{i la liturgia prevede la
domanda al battezzato: che cosa desiderf dalla Chiesa? La
fede! .
Uno dei monumenti pi belli dell'epigrafia e della teologia cristiana primitiva ci fa conoscere pi a fondo il significato di
,questa nascita per il battesimo. Si tratta dell'iscrizione che il papa
Sisto III nel quinto secolo ha fatto apporre nel peristilio a colonne della Chiesa battesimale romana, e che probabilmente ha
come autore Leone Magno. Tutti i misteri di cui abbiamo parlato
nella prima parte di questa introduzione, risuonano di nuovo qui.
La Chiesa come Maria madre vergine. L'acqua del battesimo una figura del grembo verg!)ale, e lo stesso Spirito Santo,
che feconda la sorgente battesimale, ha reso feconda pure la vergine , cosl predica il papa Leone un paio di anni dopo che era
stata apposta questa iscrizione 42 E con termini ancor pi sug-

25

Introduzione

gestivi: L'origine che egli prese dal seno materno della vergine,
egli la colloc pure nella sorgente del fonte battesimale; Egli ha
dato all'acqua ci che diede alla madre 43 . Ma questa forza generativa dello Spirito .in Maria e nel fonte battesimale efficace
solo per mezzo del sangue della croce, la sorgente di vita che scaturisce dalla ferita al costato del Signore, e perci il principio di
vita della Chiesa terrena non ancora glorificata racchiuso in queste parole: la vita proviene solamente da una ferita. Ci che
stato inciso nella trabea delle colonne in porfiria del Laterano,
che esistono ancor oggi, la Chiesa dei nostri giorni lo canta nella
festa del Cuore di Ges: La Chiesa nasce come sposa di Cristo
da un cuore aperto 44 . Gi battezzando ed istruendo i suoi figli
battezzati, essa la Chiesa dei dolori.
Nell'immagine biblica della donna al mulino il vescovo
Massimo di Torino rileva questa funzione educatrice della Chiesa.
Essa vorrebbe preparare per noi il solido pane della vita eterna:
ma ci riesce solo quando il lievito della passione del Signore, il
lievito del sangue e della fede, 'tiene unita la farina. Massimo paragona il gesto con cui si spula e si macina con la iniziazione dei
candidati al battesimo. La Chiesa consegna loro, prima del battesimo, in un momento celebrato con solennit liturgica, la professione di fede apostolica, per essi si d premura il prete che predica ed il vescovo nelle catechesi, come Cirillo di Gerusalemme,
Agostino, Quodvultdeus, Cesario e tutte quelle persone sconosciute per le quali arde nel cuore la frase paolina: io mi trovo
nelle doglie per voi, finch Cristo non sia formato in voi 45 . Ma
la lode ha veramente inizio quando interviene la spiegazione della professione di fede: Io credo la Chies una, santa, cattolica!.>>. Ci che Alcuino, ancora nel periodo carolingio, ha detto a
lode della Chiesa, ci che Ambrogio ha scritto in una lettera di
esortazione, ci che l'appassionato vescovo di Cartagine Quodvultdeus ha proclamato in mezzo al periodo delle persecuzioni ad
opera dei vandalici Ariani, appartiene al patrimonio di pensiero
pi bello del primo millennio cristiano.
Di tutto ci risuona il canto di giubilo pasquale che la
Chiesa intona quando nella santa notte dei battesimi pu condurre alla sorgente di vita del sacramento i suoi figli che si
procurata nelle doglie. Di nuovo essa .vede Maria, la vergine,
quale suo specifico modello, di nuovo essa contempla la beata
fonte, che sgorga luminosa dal costato del Signore . Ci che qui
nel prefazio della notte di Pasqua, tratto dal Gelasianum, trova
un'espressione cosl profonda, viene manifestato in modo altrettanto suggestivo anche in altre liturgie: come se questa Chiesa
dei dolori non si sia mai stancata di elevarsi continuamente alla

26

Introduzione

bellezza del suo particolare mt1mo splendore. Qui sorgono i


figli della luce che la madre Chiesa per la grazia dello Spirito
Santo genera nel bel parto mattutino, esprime11do in s ['immagine della vergine madre di Dio Maria , si dice nell'antica liturgia spagnola"'. E caro a noi tutti il tripudio dell'Exultet pasquale riguardo alla madre Chiesa. Nelle illustrazioni dei rotoli
dell'Exultet 47 essa avanza verso di noi come una donna sontuosa,
sotto il portale della sua casa spirituale, avvolgendo con braccia
protese tutti i popoli che accorrono a lei. Un psso greco parallelo al nostro inno pasquale latino ci mostra come gi nel quarto
secolo anche nel!'Asia Minore si usava celebrare il mistero della
splendente notte di Pasqua. Il vescovo di Amasea nel Ponto,
Asterio, ci ha trasmesso questo canto pieno di vigore poetico.
Per come segno della perenne efficacia dell'ecclesiologia cristiana primitiva, a questo canto pasquale greco noi facciamo seguire
la incantevole sequenza che il monaco di Sankt Gallen, Notker
der Stammler, ha composto per la festa di Pasqua. Con una abbondanza di immagini genialmente accostate viene n;iesso in Luce
il mistero della gioia che rimane in fondo al cuore della Chiesa
ancora peregrinante nel dolore: essa pertanto colei che gioca
sotto la vigna, poich Cristo risorto, poich essa raccoglie il
sangue dal cuore del Signore,, essa canta il suo canto nella nave
sicura fatta col legno della croce ". Cristo il Sansone vittorioso
che ha abbattuto le torri di Gaza, il Davide che con il sassolino
della sua umilt ha ucciso Golia. Perci ogni sofferenza della
Chiesa sulla terra in fin dei conti solamente come un gioco, e
i padri della Chiesa hanno visto in Isacco e Rebecca i simboli eloquenti della gioia e pazienza ; Clemente di Alessandria per
primo ha descritto l'immagine della Chiesa che si diverte, quando scriveva: O meraviglioso gioco di fanciulli! E stato un sorriso sorretto dalla pazienza, e il re faceva da spettatore. Si rallegra lo spirito dei figli nati in Cristo, che ancora camminano nella
pazienza; e proprio questo il gioco divino 49 ! .
Cos) dunque per la Chiesa la sua vita terrena, il suo cammino lungo l'anno liturgico, come un viaggio verso la festa della
consacrazione della chiesa, festa che conclude questo anno. Perfino
l'aspetto esterno dell'edificio della chiesa, lo splendore delle basiliche e la bellezza del servizio liturgico, sono solamente una prefigurazione anticipata dell'immagine della citt di Gerusalemme
.che gi ora . installata nei cieli. Eusebio, immediatamente dopo il
sanguinoso terrore della persecuzione di Diocleziano, in occasione
della consacrazione della nuova basilica di Tiro, ha parlato di questa immagine delle realt terrene, che egli in una visione platonica trasfigurata cristianamente contempla al di l di quanto vi-

27

Introduzione

sibile. E per il monaco di Sankt Gallen l'edificio semplice e robusto della chiesa carolingia del suo monastero il cielo sulla
terra. Nella ristrettezza delle mura e nella limitatezza dei giorni,
nelle combinazioni del divenire storico, nell'osservazione delle reliquie che si sfasciano e delle luci di cera e di olio che si consumano, lo spirito si innalza a quella citt nella quale non diventa mai sera .
b. 'La Chiesa della ferialit

'

La Chiesa ai suoi figli non insegna soltanto a lasciare ci


che terreno o a trasfigurarlo elevandolo all'immagine divina.
Essa li afferra coraggiosamente, e con le abili mani di una madre
premurosa, in mezzo alla vita quotidiana. Essa la maestra degli
uomini. Agostino ha esposto questo aspetto in uno dei suoi canti
di lode pi belli alla Chiesa. Egli rivolge questo inno di lode
mentre ancora sotto l'impressione recente della 'sua conversione
personale e del suo battesimo, dopo l'agitazione di Milano e di
Roma, dopo l'uragano delle passioni sensuali. E il canto di un
uomo che ha trovato la via di casa che conduce alla madre. Egli
lo canta mentre vive ancora la dolce solitudine di Tagaste: ma
presto uscir fuori per mostrare agli uomini che solo la Chiesa
custode <lel buon costt1me, una forza che trasfigura il quotidiano, organizzatrice sociale dello Stato, della societ, del mattimonio.
Ma proprio per questo la Chiesa viene perseguitata, percl1 essa cammina nella ferialit, fuori dalla cerchia protetta del
territorio del tempio, e a tempo opportuno ed inopportuno si reca
nei gabinetti dei re e nelle camere matrimoniali per cercare e salvaguardare il mistero di Cristo, nel nucleo pi profondo di tutte
le realt terrene. La Chiesa la sgradita amante della verit, essa
non conosce n menzogna n travismento , come si esprime
cosl bene in una sua lode alla Chiesa uri autore ignoto, quando
designa la Chiesa quale roccia nella persecuzione. Da dove viene
quindi la lotta interminabile contro la Chiesa? Questa domanda
di carattere storico-mondano riceve una risposta eccellente nei
seguenti termini: la Chiesa sola custodisce pura e genuina l'immagine di Cristo, essa non pu permettere che gli uomini contraffacciano le loro inclinazioni effeminate e distorte col volto intransigente e perci solo degno di amore del Signore. Cristo la roccia, e la Chiesa deve sempre riconoscersi nell'entusiasmo delle
parole di Paolo: egli per deve regnare 50 ! .
La teologia dei padri della Chiesa ha perci applicato volentieri alla madre Chiesa l'immagine delle espressioni veterotesta-

28

Introduzione

29

mentarie sulla donna forte. In essa infatti sono compresenti in


maniera stupenda la forza e la grazia, la dignit regale e la premura materna. La Chiesa Domina Mater, nello stesso tempo Signora e Madre, e non mai l'una senza l'altra. La donna forte
la santa Chiesa cattolica 51 , dice nel quinto secolo Salonio, il vescovo di Genf, riprendendo idee agostiniane. Essa chiamata
donna in quanto genera a Dio, nell'acqua e nello Spirito Santo, dei
figli spirituali. E detta forte in quanto giudica insignificanti, disprezzandoli, tutti i dolori e i divertimenti di questo mondo terreno, per salvare la fedelt e l'amore al suo creatore e salvato52
re . n basso e l'alto medioevo hanno cantato volentieri questo
sublime canto alla Chiesa vista come la dopna forte, e in una scultura d'avorio carolingia la Chiesa rappresentata come mulier
fortis, con un volto virile austero, con lo scettro della croce in una
mano e nell'altra i simboli della sua bont materna, la conocchia
e il fuso 53
Per questo il cristiano in tutte le necessit della sua vita
terrena si ricorda di questa amorevole premura materna. La madre
che piange perch il suo figlio morto, quando si rivolge alla
Chiesa, la consolatrice delle madri, si asciuga le lacrime. In modo
commovente ci testimonia questo epitaffio del quinto secolo che
stato scoperto a Roma. Con delle parole che chiaramente rievocano il pensiero di san Cipriano, una cuppia di genitori in lutto
si consola al pensi.er che la madre Chiesa corsa incontro al figlio morto con le braccia spalancate. E nella lontana Siria il poeta
Cirillona eleva un canto pieno di magnificenza poetica, che presenta la madre Chiesa mentre, in mezzo alle necessit politiche e
alla paura dei contadini di fronte alle cavallette e alla siccit si
' Il
accosta al tribunale di Dio come colei che prega ogni giorno ..
motivo pi profondo del suo ardito linguaggio dinanzi a Dio
questo: <ecco, la sposa custodisce il calice del tuo sangue! .
Con tutti i suoi figli angustiati dal dolore essa giace nlla polvere
davanti a Dio, e questo ancora oggi, e prega per la pace sulla terra, per un buon raccolto, per un'estate serena. Non v' nulla che
sia troppo insignificante per questa donna in preghiera, e la piccolezza del quotidiano per cui essa eleva le sue mani diventa significativa e grande perch essa ci insegna a vedere con i suoi occhi acuti di madre come tutto il mondo riposa sul fondamento
dell'amore divino .
c. La. Chiesa della politica
Poich la Chiesa cattolica, non pu stare in dispart~
con modi distinti e neppure pu vivere soltanto pregando nelle.

<'-,

Introduzione

sue basiliche, ma essa va fuori nel Forum, nei mercati di ogni


giorno e nel movimento dei popoli che noi chiamiamo storia. S,
le sue sorti proprie sono strettamente congiunte con la vittoria e
la morte degli stati: certamente a lei promessa l'immortalit,
non per per un periodo determinato o per un particolare popolo,
e quando in qualche posto nella storia il sangue di un popolo si
spossato e si depravato, allora anche la Chiesa di questo popolo morta. L'Asia Minore, la terra di Paolo e di Giovanni e
dei grandi padri della Chiesa, sepolta sotto la sahhia dell'Islam;
l'Africa di Cipriano e di Agostino morta. Perci la Chiesa come
madre dei popoli si difende fino al sangue, quando .ci serve a sostenere la vita sociale e statale .di un popolo, quando essa deve
aiutare i figli provati dal dolore a lottare per il pane e per il lavoro. Essa infatti sa che non pu esservi affatto vita prospera per
il pane di Dio quando manca il pane degli uomini. Essa per sa
pure che questa lotta per il pane e la libert, e questo per l'appunto la politica, priva di senso quando un popolo si dimentica del pane soprannaturale del Padre nostro di Cristo. La politica della Chiesa perci sempre duplice: la madre dei popoli
si prende cura della giusta posizione delle premesse per la vita divina, e nello stesso tempo si preoccupa con il suo inserimento sempre attento che questa posizione non avvenga senza i principi della
vita divina che essa sola custodisce e spiega. Quanto alto si innalza dunque il giubilo dal suo cuore quando essa vede un popolo ritornare di nuovo nei suoi atrii! Cos avvenne un tempo quando i
Goti in Spagna trovarono la strada del ritorno alla Chiesa dalla
aridit dogmatica e politica dell'eresia ariana. Ci costitul una
festa di vittoria, e nel primo millennio non mai stata cantata alla
Chiesa quale vera e divina Lega delle nazioni una lode pi bell
di questo inno del vescovo Leandro di Siviglia. Due secoli pi
tardi giunge un identico grido di gioia da parte del mondo: O
Chiesa, tu che sei cattolica, esulta piena di gioia su tutta quanta
terra! . Quando l'Oriente greco ritorna nel grembo della madre
dopo che si era separato dall'unit con. Roma durante !'orribile
furia iconoclasta, il secondo Concilio di Nicea celebra questo fatt~
insieme con la madre, e tutto deve ritornare nella pace. Non si
pu ascoltare senza sofferenza l'esultanza del diacono Epifanio,
quanto al resto del tutto sconosciuto, che pu pronunciare il discorso ufficiale. Infatti la storia del secolo successivo ha mostrato
che l'Oriente ridiventato infedele alla madre romana rimanendo
cos fino ad oggi, e che tutti i popoli sono andati in rovina per
questo: in mezzo alle sue celebrazioni gioiose sulla terra la Chies~
rimane pur sempre la Chiesa dei dolori. Ma il suo amore per i
popoli non si lascia affatto disingannare neppure dalle esperienze

30

Introduzione

amare. Essa cerca incessantemente di stipulare con gli stati e coi


sovrani, con i capi e gli imperatori, un patto del cuore, un
concordato. Chiesa ed imperatore devono trovare un accordo perch Stato e Chiesa procedono dalla mano di Dio. Cosl ci pu an'che sembrare tipico di una devozione bizantina il canto di tripudio che il papa Leone II intona in onore dell'imperatore d'Oriente quando questi si compiacque di fare nuovamente ritorno
alla Chiesa: una testimonianza della prontezza sempre desta della Chiesa nel dare a Cesare queilo che di Cesare 54 Tuttavia essa
rimane Chiesa del dolore, perch la sicura libert per cui essa
prega non si raggiunge mai sulla terrn, e perch la storia con i
s.uoi' disinganni riconduce continuamente la Chiesa alla croce
'
quando essa diventa troppo entusiasta delia terra.
.d. La Chiesa di Roma
La Chiesa di Cristo talmente inserita nella realt del
mondo che Pietro, come apostolo di Cristo, stabilisce la sua cattedra nel punto centrale dell'impero, e che da allora per tutti i
tempi si possono indicare i confini della verit di Dio custodita
nella Chiesa guardando all'unit col vescovo di Roma. Cosi la
Chiesa di Roma in particolare diventa ci che tutta quanta la
Chiesa: madre dei viventi, ma anche Chiesa dei dolori. Pietro, il
pescatore di uomini, l'ha fondata, Paolo, il dottore delle genti,
l'ha custodita. Per questo la si chiama madre di tutte le Chie55
se e grembo materno cattolico 56 . Ma i fondatori hanno
sparso il loro sangue a Roma, e da allora Roma il terreno fecondo dei martiri 57 , la visibile Chiesa dei dolori che quasi reca
del male, in cui si deve leggere la misura e il rischio della trasmissione della vita divina agli uomini. Secondo la legge di fondazione, che inseri queste colonne della Chiesa nel territorio di
Roma, da allora si costituisce fa struttura di tutta q~anta la
Chiesa, e l'ignoto autore della predica di Paolo, da cui attingiamo
il suo canto alla Chiesa, esclama a ragione: O mistero divino,
il modo meraviglioso con cui Pietro e Paolo hanno edificat la
Chiesa! . I suoi destini sono tracciati dalla debolezza e dalla
forz di Pietro, che mentisce e ammaestra; ai suoi inizi rimane
sempre ancora ci che il predicatore diee di Paolo: come fu
dolorosa la sua nascita, . come tremarono prima delle doglie le
membra della madre Chiesa! . Eppure alla Chiesa romana
promessa la verginit della fede pura, essa rimarr sempre la signora dei popoli. Il papa Leone ha incominciato il canto di lode
alla Chiesa di Roma dicendo: O Roma, questi apostoli sono gli
uomini attraverso i quali ti apparsa la luce del vangelo di Cristo.

31

s'

~"

Introduzione

Per mezzo loro ru sei divenuta la discepola della verit, tu che un


tempo fosti la maestra dell'errore 58 ! . E tutti i secoli banno ripreso questo canto di lode. O Roma nobilis, inizia l'immortale
poesia del decimo secolo, e la nobilt di Roma si fonda nel fatto
che le palme dei martiri si intrecciano intorno alla fronte di q11esta sublime donna, nel fatto che la sua grandezza si dimostra nell'umilt, come canta gi l'antichissimo prefazio per la festa di
Pietro del quinto secolo, nel fatto che essa Roma beata perch
i suoi fondatori principeschi vengono consacrati nel loro proprio
sangue e il loro abito di porpora non quello. dei Cesari, ma quel'
lo del sangue. Il poeta dell'undicesimo secolo, stando davanti allo
splendore sommerso del Foro, paragona Cesare a Pietro. Ancora
una volta risuonano le commosse parole che un tempo Agostino
disse con tutto il cuore ai suoi fedeli in occasione della caduta
della Roma superba ad opera dei Goti: quindi morto e sepolto Pietro per il fatto che nessuna pietra cade dall'anfiteatro 59 ? .
Ed ora un poeta degli inizi dell'alto medioevo mette sulle labbra
della stessa Roma la risposta: Tutto finito. Perch? O-Romani, possa io costruire non sperando nello splendore terreno, ma
solamente nella croce! . :La croce l'ultima parola della Chiesa,
che Pietro ha fondato sul Vaticano, il colle della sua morte in
croce.
e. La vergine che piange
Gi Papa Clemente, che ha ancora conosciuto gli apostoli,
riferisce del grande numero dei martiri che sono stati associati ai
valorosi apostoli Pietro e Paolo nella coraggiosa lotta per Cristo"'.
All'inizio del terzo secolo, immediatamente dopo la persecuzione
della Chiesa ad opera dell'imperatore Se;timio Severo, un presbitero romano di nome Ippolito predica ai fedeli sulla sofferenza
che contraddistingue la Chiesa di Cristo, e le sue parole sono come un commento alle semplici pitture con cui un tempo si inizi
a decorare le oscure catacombe. La Chiesa, cosi dice, come Susanna tra i lupi,' incalzata da tutte le parti, da Giudei e pagani e
da falsi fratelli. E cosa singolare: proprio Ippolito un paio di anni pi tardi dovette diventare un antipapa, che combatt la Chiesa
romana e il successore di Pietro come un lupo: ma la grazia 'di
Cristo lo trasform. di nuovo in un agnello, come trasform un
tempo Paolo. Queste parole monitorie del prete romano sono la
migliore spiegazione al concetto della verginit della Chiesa che si
fonda nella verit e nella fedelt della fede, e la sua predica sulla
sofferenza, che si eleva dalla catacombe romane, raggiunge la luce
del paradiso celeste. Ci che accaduto qui all'inizio della stoia

Introduzione
della Chiesa continua necessariamente fino alla per~ecuzione della
fine dei giorni. La Chiesa sempre la madre che sta in punto di
morte per amore alla vita dei suoi figli, e l'umanit redenta il
figlio dei suoi dolori . Lasciateci quindi cantare il canto della
Chiesa morente , scrive Cirillo di Alessandria. Con queste parole egli indica il mistero pi profondo della Chiesa, che dispensa
la vita solo grazie al fatto che muore essa stessa, e diventa per
cosi dire inutile perch essa ora ha dato tutta la vita che lo sposo
le ha posto nel grembo sulla croce. Ma questo morire fino alla
fine dei .giorni solo un ingresso nella nuova vita dell'eternit, il
pianto sempre gi gioia, il naufragio ascesa in Dio, e il canto
della Chiesa morente si trasforma .in uno stupendo inno a coloro
che vivono eternamente. Col simbolo analogo di Rachele che muore alla nascita dell'ultimo figlio, Notker der Stammler d forma
alla sua lodatissima sequenza che porta questo titolo: la vergine
che piange. In un dialogo pieno di semplice drammaticit tra la
Chiesa e uno dei suoi figli credenti, la madre piange la morte di
uno dei suoi figli caduto quale martire. Sempre i migliori vanno
in rovina, permane tale e quale solo la massa dei figli insensati,
dei quali, ahim, ne ho partoriti cosi tanti , in questo modo
essa piange. Quale profonda spiegazione della sofferenza pi atroce
che la madre Chiesa deve sopportare su questa terra! Veramente
essa la Chiesa nel torchio, che calpestata dalla soiferenza perch l'umanit abbia il vino della gioia. E per lei il dolore pi intimo consiste nel fatto che cosl spesso sono proprio i pastori qualificati della Chiesa a stracciare il suo abito e a macchiare il suo
volto. La mistica profetica del dodicesimo secolo, Ildegarda di
Bingen, eleva nel nome della Chiesa qlJesto lamento contro i
preti, ella vede la spada sospesa della vendetta divina, ma contempla pure la schiera dei fedeli che non hanno piegato le ginocchia dinanzi a Baal. E cosi tutti questi canti delle lacrime t<lrminano sempre con lo sguardo beato alla gloria futura, che gi in
azione nel cuore pi profondo della Chiesa terrena. Essa infatti
in attesa della gloria e, in mezzo alla necessit e alla morte, eleva
il suo dolce canto allo sposo che ha sopportato personalmente la
nudit ed il supplizio della morte. Perci essa vincitrice terrena
gi ora, gi nella oscurit, gi nella sua storia.
Al giardino degli olivi avviene l'ascensione. E la croce
l'albero del paradiso;

33

Introduzione

3. Regina eterna

'',

Madre dei viventi fino all'ultimo nato della storia terrena, portatrice della croce fino alla morte finale: questa la Chiesa
ora perch essa regina eterna. Con questo pensiero l'ecclesiologia del primo millennio raggiunge il punto culminante. Di questo
debbono parlarci gli ultimi canti di lode, che ora ascoltiamo.
La Chiesa regina eterna, non solo nel senso che essa
un giorno, dopo il compimento delle faccende terrene, entra in
quella unione definitiva con il re Cristo, per la quale unione essa
costruisce quale genitrice il corpo del Signore, e verso la quale
anela nel pianto e nella sofferenza. La teologia dei padri e del primo medioevo va pi a fondo, in quanto l'escatologia della Chiesa
inizia gi ai primordi. Regina cattolica la chiama in una occasione un discepolo di sant' Agostino 61 , ed Agostino d questa interpretazione: cattolica perch essa. di questa terra e dell'al
di l 62 , perch il futuro 1pistero della sua gloria regale gi racchiuso nel fondo della sua oscurit terrena. La Chiesa gi di
casa nel Paradiso, in Maria essa la donna che come sovrana
schiaccia il capo del serpente: e questo perch essa la madre del
vivente, del suo seme, che sconfigge Satana; e questo perch il
serpente danneggia il suo akagno e ne fa la Chiesa dei dolori.
Una miniatura semplice, ma densa di significato, del dodicesimo
secolo, ha dato a questa teologia della rem'ata antichit una espressione figurata. Accanto al peccato originale dei progenitori sta la
Chiesa, armata di un crocifisso, come colei che uccide il serpente,
mentre di dietro si innalza l'albero della croce da cui ha origine
la vita che la Chiesa, vestita come una regina, pianta nel paradiso
al posto dell'albero del peccato 63 Con perfezione artistica una
miniatura gotica rappresenta la stessa idea: non Eva nella sua nudit priva della grazia, ma la Chiesa nella forma della verginale
madre di Dio vestita da nobile regina, distribuisce all'umanit dall'albero della vita il pane dell'immortalit"'.
Ci che gui continua ancora a vivere nella Tradizione vivente fno al medioevo, Anastasio, il monaco del remoto convento
del monte Sinai, ce lo ha descritto nel settimo secolo con parole
di lirica greca, che appartengono a quanto di pi bello sia stato
detto a lode della Chiesa. La Chiesa benedetta tra le donne, perch in essa raggiungono la pienezza tutti i misteri di Eva e Maria.
Ci che nella creazione di Dio sempre bello e puro, per il poeta
diventa immagine della Chiesa: essa la colomba e l'usignolo, la
luna chiara e la sorgente zampillante, la tesoriera e la giardiniera,
la madre dei viventi e la addolorata; per cui vale la pena morire.
Perci non viene qui esaltata la Chiesa dell'eternit futura, ma la

34

Introduzione

Chiesa quale vive tra di noi, quella umile, quella disprezzata, quella non ancora trasfigurata: in essa l'occhio di fede e d'amore gi
contempla l'intima gloria. Essa la luce che intercetta la luce del
sole futuro e gi ora la trasmette nella nostra oscurit 65 Ci .che
Giovanni riferisce nell'Apocalisse riguardo alla sua visione della
donna apocalittica, i padri lo applicano alla chiesa e alle sue vicende terrene. Essa perci gi ora, come spiega Metodio, rivestita del sole che Cristo, ma nello stesso tempo si trova ancora
nelle doglie, mette al mondo il re che governa con una dura verga, viene perseguitata dai draghi la cui coda spazza le stelle dal
cielo. La Chiesa in quanto regina , come dice Metodio con un
pensiero platonico, la immagine divina che agisce su questa terra della Chiesa terrena, e allo sguardo sapiente dell'uomo che
crede diventa in certo qnal modo trasparente la forma terrena
della Chiesa, la sua oscurit diventa misteriosa manifestazione che
nasconde e svela nello stesso tempo. Infatti la Chiesa la regina
di Saba, a cni Salomone nella sua sapienza divina ha risolto tutti
i problemi ed ha mostrato tutti i tesori 66 Essa colei che stata
prescelta quale confidente del pi stupendo tra tutti i misteri, la
rivelazione della Trinit di Dio. Anche Cassiodoro elogia in lei
questo aspetto nel suo inno alla Chiesa quale madre del cielo. In
questa donna sontuosa non si adempiono soltanto i prototipi del
paradiso, ma anche tutto ci che si trova nella patola di Dio della
Antica Alleanza applicato a lei: essa l'arca di salvezza, il deposito del grano, la sposa del Cantico dei Cantici, la regina dei
salmi. Essa la piramide dell'unit tra i popoli, il solido edificio,
la lampada della pace - non esiste parola che non sia stata utilizzata per cantare la sua lode, e tutte quante vogliono dire questa
unica cosa: . .la Chiesa di questa terra gi la regina dei cuori,
quanto di pi stupendo hoi possiamo avere, la patria delle anime in cui noi, poveri figli di Eva, troviamo sempre un rifugio
familiare. Ci che dice a parole questo ardente grido alla madre
Chiesa nel secolo dodicesimo, nello stesso periodo espresso in
una magnifica scultura. Vi troneggia, nella semplicit saldamente
ordinata della Chiesa conventuale di Priifen, la Ecclesia quale regale donna che, in mezzo alle tenebre di quel secolo pieno di ap-
passionanti controversie ecclesiastiche, annuncia ai figli della madre Chiesa, che stanno in preghiera e sono oppressi dalla fatica, la
seguente iscrizione:
Tra le gemme della virt risplende qui la vergine eterna,
unita in matrimonio col Signore, essa regna in eterno con lo
[sposo 61 .
La signoria regale della Chiesa produce perci in primo
luogo nel cuore credente dei suoi figli il senso cattolico della sicu-

'1.~.

35

Introduzione

rezza, dell'essere accompagnati, e questo suo regno sulla terra


una delle irradiazioni pi percettibili della luce della sua gi trascendente dignit di regina. La principale rappresentante della
teologia allegorica del dodicesimo secolo, Herrad di Landsberg,
nelle stupende descrizioni del suo Hortus deliciarum ha rappresentato la Chiesa come regina, quale troneggia nella pi alta
sala dell'edificio terreno della cristianit, e la postilla cosi com:
menta: La regina, che qui troneggia nel tempio, simbolizza la
Chiesa che chiamata vergine e madre. Essa la personificazione
di tutti coloro che governano nella Chiesa, cio degli apostoli, dei
vescovi di Roma e degli altri vescovi, degli abati, dei preti e dei
prelati, che nel fonte d'acqua della rinascita e nell'insegnamento
salvifico dell!' predicazione ogni giorno generano dei figli spirituali
nel tempio del Signore, cio nella Chiesa 68 . La Chiesa perci
regina, .ed madre che difende, che guida, che riprende e che dirige, perch essa sposa di un re, perch essa chiamata vergine
e madre. Di conseguenza il mistero della Chiesa si riconduce continuamente alla sua dignit di madre e di vergine .. Essa la sposa
del Libano, come una nuvoletta sull'arena della temporalit, il
porto della pace nel mare agitato del mondo.
Il sentimento pi profondo del cristiano alla vista della
Chiesa regina quindi la nostalgia. La celeste Gerusalemme chiamata visione della pace, e l'inno della Chiesa merovingia, che si
cantava entrando nella vasca battesimale e nella festa della consacrazione della chiesa, immette l'inizio nella fine: la stessa Chiesa
che genera con acqua e Spirito i figli per Ccisto, il figlio del Padre,
in Cristo fanno ritorno al cuore del Padre. Nella Chiesa v' la
realizzazione di tutte le immagini, cosl la religiosit armena magnifica in modo appassionato, quasi esaltato, 'I' Arca santa e la
Chiesa ecumenica, poich, come la ricerca nella preghiera da
parte dei cristiani armeni dell'antichit ha fissato una vera devozione per la Katholik , press' a poco cosi nella commovente
relazione del valoroso condottiero armeno Wahan Amatuni ( 9 secolo), di cui si narra che prima di una battaglia si sia ancora rivolto alla Chiesa pregando: il coraggioso, W ahan gett uno
sguardo sulla Katholik e disse: aiutami"! .
Ma la stessa nostalgia vive pure nelle ordinate e composte forme delle sequenze latine, che provengono dalla stessa epoca in cui sorse il lontano fervore dell'amore armeno per la Chiesa.
La consacrazione terrena dell'edificio della chiesa fa si che lo spirito beato si innalzi alla divina consacrazione della Chiesa, e il
poeta della cella monastica di Sankt Gallen, in maniera analoga
al poeta armeno, loda la madre catholica , verso il cui trono

36

Introduzione

luminoso. noi alziamo lo sguardo, anche se siamo anco!'a pellegrini


della terra e cenere cupa, come le reliquie siamo cenere e tuttavia
al sicuro in scintillanti reliquiari. Presto viene la festa di tutti i
santi nell'eternit, festa che il predicatore carolingio Elisachar descrive in modo cosl semplice e tuttavia nella grandiosit delle
espressioni di Cipriano; Presto la madre di coloro che vivono eternamente, che non sar pi una Chiesa dei dolori, allargher le
sue braccia per condurre al trono dell'agnello i figli del suo seno.
Allora si adempir la preghiera che saliva al cielo durante il periodo pasquale nella liturgia gallica antica e nella liturgia irlandese:
concedi che noi tutti possiamo un tempo trovare riposo nel seno

della madre Chiesa con una felicit duratura 70 ! .


La fine sar come il principio: il Paradiso. I discendenti
di Eva, rinati in Maria vergine, uniti alla Chiesa regina, berranno
eternamente alle acque di vita che sgorgano abbondanti dal Paradiso divino. La teologia immaginifica del primo . medioevo ha
trovato per dire questo un'espressione che contiene in s tutta la
sapienza dei padri. La Chiesa vi troneggia come regina del cielo.
Intorno ad essa girano, come una ruota mistica, i quattro fiumi
del paradiso, i quattro evangelisti, i quattro dottori della Chiesa
e le quattro virt cardinali. Sul suo grembo per riposa Cristo Signore, il quale porta uno striscione con queste parole: Se qualcuno ha sete, venga e beva 71 . Questa lei, la regina eterna, la
Chiesa portatrice di Cristo, il paradiso dei viventi. Di lei sta scritto nell'ultima parte del!' Apocalisse divina: Lo Spirito e lo Sposo
dicono: vieni! Chi ascolta, dice: vieni! Chi ha sete venga e chi
ne vuole prenda gratuitamente l'acqua di vita 72 ! .
E quando tutti i figli della Chiesa hanno trovato la via
della casa, allora inizia il nuovo canto, il canto conclusivo di tutti
i canti terreni alla madre Chiesa, l'inizio interminabile del canto
eterno, che simile allo scroscio di acqua abbondante e al rimbombo di un poderoso tuono, simile ai canti di arpisti 73 . Il
poeta cdstiano antico Metodio, nei ritmi che procedono in modo
sublime del so inno di lode alle vergini, ha cercato di venire a
sapere qualcosa di questo canto paradisiaco alla Chiesa regina.
Di lei vale eternamente questo:
Il paradiso degli uomini ora non pi vedovo come un tempo,

no, di nuovo risuona la parola di Dio del tempo primitivo:


[abitaci! .
Noi per, cpe apparteniamo ancora alla madre Chiesa non
glorificata, carica di dolori, che sediamo lungo i fiumi di Babilonia e cantiamo i canti del Signore in terra straniera, guardiamo in
alto alla madre che troneggia, alla regina eterna, e dal nostro cuo-

37

Introduzione

re sgorga l'ultima preghiera di questo inno di lode di mille anni


alla santa madre Chiesa:

fa' che anche noi con il tuo figlio


possiamo andare verso casa, attraverso la porta della vita! .
Padre, ti preghiamo,

:I ' ,
~

''
'e

J ,

Canto iniziale

41

Canto iniziale

Signora dell'universo
veramente cosa degna e giusta renderti grazie, Signore
santo, Padre onnipotente, eterno Dio, per mezzo di Cristo nostro
Signore.
Egli infatti ha deposto nelle mani della Chiesa il potere
sublime che spettava a lui personalmente.
In forza della sua personale nobilt la chiam regina e
sposa.
Alla sua augusta autorit egli ha sottomesso il mondo
intero.
Il suo giudizio, secondo il suo comando, deve valere nel
cielo.
Essa madre di tutti i viventi, donna beata nell'abbondanza dei figli.
Ogni giorno essa genera dei figli per Dio nello Spirito
Santo.
Tutta la terra riempita del germoglio delle sue viti.
I suoi rami, sostenuti dal tronco del legno della croce, si
arrampicano in alto fino al regno dei cieli.
Essa la citt innalzata, edificata sulla montagna, visibile
a tutti poich essa illumina ognuno.
Il suo fondatore e nello stesso tempo colui che la abita
Ges Cristo, nostro Signore e tuo figlio.
A lui noi cantiamo insieme con te l'inno della gloria, dicendo con tutti gli angeli e gli arcangeli:
santo, santo, santo.

Liturgia ambrosiana ,del quinto secolo

I.
Madre dei viventi

~'

44

Mater Ecclesia

i, -

45

Madre dei viventi

II. Il nuovo Paradiso

I. Eva e la Chiesa
Venga dunque Dio e creila donna.
Crei Eva quale collaboratrice di Adamo, costruisca la
Chiesa quale collaboratrice di Cristo.
Non perch Cristo abbia avuto bisono dell'aiuto, no, ma
perch noi cerchiamo ardentemente di trovare la sua grazia attraverso la mediazione della Chiesa .. Anche oggi la donna continua
ad essere edificata, plasmata, formata e creata. Perci la Scrittura dice con una parola nuova: Siamo edificati sul fondamento
degli apostoli e dei profeti . Sl, ancora oggi le mura della casa
spirituale si alzano verso il sacerdozio santo.
.
Vieni quindi, Signore Dio, e costruisci la donna, edifica la
citt!
E venga il tuo servo, poich io credo alle parole della
Scrittura: Il mio servo mi costruir la citt .
Ecco la donna, madre di tutti i viventi.
Ecco la casa spirituale.
Ecco la citt che permane in eterno perch si scordata
della morte. Questa la citt di Gerusalemme.
Essa pare ancora costruita sulla terra, ma essa rapita,
in modo pi sublime di Elia, trascinata in cielo pi in alto di
Enoch, che scomparve senza morire, poich stato rapito affinch la malizia non avesse pi a turbargli il cuore .
Essa amata da Cristo poich gloriosa e santa, immacolata e senza rughe.
Come sar bello .quando il corpo di Cristo sale verso
il cielo, pi bello che nel giorno della sua personale ascensione al
cielo.
Questa la speranza della Chiesa: essere innalzata nella
verit, essere rapita e portata nella sua casa del cielo.
Elia stato rapito in un carro di fuoco. Cosl viene rapita
anche la Chiesa. Non mi credi? Credi dunque a Paolo, poich in
lui parla Cristo: saremo rapiti una volta nei cieli, incontro a
Cristo, e per sempre noi vivremo presso il Signore! .
Ambrogio di Milano

Lode a te, o Cristo,


marito della sposa,
per mezzo tuo sia lode
alla santa Trinit.
Tu sei il plasmatore del mondo,
sei la sua salvezza, perch
un giorno sei stato liberatore.
Poich con la forza dello Spirito
sigilli il cuore,
tu angelo e tu creatura umana.
Sorgente che sgorga da bont,
Eterno ritorno in patria,
Origine prima
delle cose, termine di ogni evento.
Tu hai congiunto a te
la natura umana,
e hai dato al figlio della terra
un sentimento divino.
Un tempo il Padre
ci ha guardati e creati
amandoci per mezzo tuo
nello Spirito.
Disponendo,
plasmando,
tu ci formi come un artista
in una bellezza variopinta,
Tu formi le creature per
irradiare l'ombra
del tuo pensiero.
L'esistenza cristallina dell'angelo
solida per mezzo tuo,
tu rendi robusta la vita umana che come vaso di terracotta.
Tu figlio unigenito
generato nel cuore del Padre,
ci hai resi fratelli
nell'amore.
Tu lo costituisci erede
della luce divina,
in modo che le tenebre
non danneggino il cuore dell'uomo.
, Ora tu formi il corpo
della Chiesa.

46

Mater Ecclesia

47

Noi siamo rami di vite attaccati al ceppo


e membra unite al capo.
Limitati per il peccato,
consunti,
tu ci rendi puri nella fede
e freschi nello Spirito.
Fiorellino del ramoscello di ]esse,
tu sei per la tua
Chiesa l'olio di pace,
Unzione data sette volte,
. che la colomba di No
effuse sul Giordano.
Tu solo sei la pace
nel profondo del cuore, o Cristo,
in quanto redentore tu sei stato
povero ed af!litto,
buono e sofferente.
I peccati ci inducono in tentazione,
rimetti a noi i nostri debiti,
tu che sei il pane quotic!iano,
guidaci nel
Regno del Padre.
Gottschalk di Limburg

Madre dei viventi

III. Madre mistica


O mistico prodigio.
Uno solo il Padre di tutto,
uno solo il Logos del mondo,
lo Spirito Santo, che opera dappertutto,
rimane fermamente unito a s.
Ma esiste pure una creatura che madre e vergine,
ed mia gioia poterla chiamare: Chiesa.
D'altro canto ella pienamente madre, anche se non ha mariti.
Ella nello stesso tempo genitrice e vergine,
pura quale una promessa sposa e piena d'amore come una madre.
Ella attira a s i figli che le appartengono,
e li allatta con misteriose mammelle
di un latte - il Logos, che stato un figlio.
Per questo ho detto che ella non ha latte. Infatti
produce come bevanda materna il suo bel figlioletto,
e con la forza della parola sostenta il corpffdi Cristo,
il popolo rinato, per il quale il Signore si trovato
in d1>glie sulla croce e nel suo grande amore ci ha avvolti,
come bambini nella culla, con l'abito del sangue stesso di Dio.
O parto sublime,
santo vestito da culla.
Il Logos ha donato tutto al figlio,
per lui padre madre,
nello stesso tempo colui che insegna ed allatta.
Mangiate ,dice lui, la mia carne come pane,
inoltre bevete il calice del mio sangue .
Il Signore ci d il cibo che giova,
ci offre il suo proprio corpo,
e versa il suo sangue per noi.
Non manca nulla ai figli per una crescita felice.
O mistico prodigio.
Clemente di Alessandria

48

Mater Ecclesia

49

Madre dei viventi

IV. La santa ancella

V. Il giglio nel terreno della valle

Dio ha creato la santa ancella come il cortile interno di un tempio:


rispettosamente circondato di venerazione, aperto alla pioggia e
alla rugiada.
Poi venuto egli stesso dalle nuvole del cielo con un volo
silenzioso,
lieve e sommesso come un tempo sopra il vello di Gedeone.
Mai nessuno venuto a conoscere questo mistero che si
compiuto in modo silenzioso,
quando Dio divenuto un uomo nel seno d'una vergine.
O profonda premura del Signore per salvezza dell'uomo:
la vergine ci offre il figlio senza collaborazione dell'uomo.
Sublime immagine mistica per le nozze della Chiesa con Cristo!
Essa pure infatti sorella del Signore e sposa amorevole,
e come madre riceve il seme della parola eterna,
porta i popoli nel grembo, e li mette alla luce.
La sposa rimane veramente sorella nel!' amore che nessuno ha.

Figli miei, imitate Maria. Anche per lei infatti vale l' espressione che profeticamente fa riferimento alla Chiesa:
Come sono belli i passi dei tuoi sandali, o figlia principessa! .
Nobilmente bella la Chiesa cammina annunciando il messaggio della gioia. Nobilmente bella anche l'anima, nei sandali della sua corporeit terrena, poggia liberamente il piede dovunque

vada.
Bella come principessa Maria cammina nei suoi sandali,
poich essa senza contatto di amore corporale ha generato in
modo verginale l'autore della salvezza. Per questo la parola di
Giovanni piena di profondo significato: Non sono degno di
sciogliergli i legacci dei calzari . Egli ci dice questo: non sono
in grado di captare nella limitatezza del pensiero umano il mistero
della incarnazione, e neppure con parole umane miserabilmente
fragili. Cos sta scritto in Isaia: "Chi pu annunciare la sua na-

toccato,

il suo abbraccio lo Spirito, poich colui che la ama Dio.


Questa madre genera pure perfino il vecchio quale tenero bimbo,
per tale nascita non contano n l'et n la razza.
Beata generazione da Dio, per la quale non la volont dell'uomo
a destare la vita eterna, ma la forza divina!
Per questo dice l'Apostolo: in Cristo non esiste pi n uomo n
donna,
ma solo pi un unico corpo, un'unica fede.
Dal momento che noi tutti siamo in Cristo un corpo solo,
noi siamo le membra del corpo, Cristo il capo sublime.
Cristo il nostro abito e sono scomparsi i brandelli di Adamo.
bello come essere un angelo l'essere tirati su cos poderosamente.
E una sola cosa necessaria ai figli della Chiesa che battezza:
raggiunge l'et del pieno vigore, ma nell'uomo Cristo.
In tutto il nostro capo comune sia solamente il re Cristo,
fino a quando egli consegni al suo Padre la Chiesa come Regno.

scita?''.

S, Maria e la Chiesa camminano nobilmente belle. Infatti sono belli i piedi di colui che annuncia il messaggio di gioia .
Ascolta, '?,.Yl'rgine, ci che dice Cristo: Io sono come il
giglio nella valle .. Io sono il giglio delle anime che presentano
un terreno umile. Tu sei mite ed umile, poich Cristo fiorisce in
te come un giglio, Per questo la Chiesa dice: Io sono come un
fiore di campo, cone un giglio nella valle . Infatti nella valle di
questo mondo terreno essa emana il profumo -delizioso della sua
preghiera incessante. E per questo motivo dice la Chiesa:
<<
mio diletto
.
entrato nei suoi giardini,
nelle aiuole di balsamo,
a dilettarsi nel boschetto,
per raccogliere gigli.
Mio !'amore ed io sono suo,
egli pastore nei campi di gigli .

ri

Ambrogio di Milano
Paolino da Nola

50

Mater Ecclesia

51

VI. Chi lo sposo?

Madre dei,. viventi

VII. Madre e vergine

Giubila, giubila, o Chiesa, tu che sei la sposa! .


Se Cristo non avesse sopportato la sua passione, tu non
saresti nata da lui.
.
Egli stato venduto per liberarti,
stato ucciso perch ti ha amata.
Poich egli ti ama infinitamente, ha voluto morire per te.
Tale unit nuziale un mistero veramente grande.
Le parole umane non hanno espressioni adeguate
per esprimere il sublime mistero di questo sposo, di questa sposa.
La sposa nata dall'uomo amato,
e l'ora della nascita l'ora delle nozze.
Ella si dona alla persona amata nel momento in cui muore,
ed egli la abbraccia quando si libera dalla condizione mortale.
Da allora, da quando egli si innalza sopra tutti i cieli,
ella comincia a proliferare figli su tutta la terra.
Che dunque questo? Chi lo sposo, lontano e vicino?
Chi lo sposo, vicino, eppure cos nascosto,
che la sposa Chiesa pu riconoscere solo in una fede pura
e genera ogni giorno i suoi membri senza un abbraccio palpabile?
Chi colui che nato, cresciuto
ed morto in questo modo?
Egli che, ancora bambino in culla, mise in allarme il re,
da ragazzo sbaragli i dottori giudei,
da uomo mise in imbarazzo Pilato?
Chi costui? Lo volete sapere?
Il Signore delle schiere, il re della gloria! .
Quodvultdeus di Cartagine

'

Questa la Chiesa:
Non toccata da favore di uomo.
Prolifica nel parto.
Vergine in purit.
Madre nella gioia dei figli.
Ci ha generati pur essendo vergine,
incinta non ad opera dell'uomo, ma dello Spirito.
Ci ha generati pur essendo vergine,
non provando i dolori delle doglie del parto,
ma nel giubilo delle schiere angeliche.
Ella ci allatta, ma non con latte umano,
bens con il latte di cui parla !'Apostolo,
col quale egli ha sonetto la tenera. et del pop~!~ i~ cre~cita.
Dove troviamo una donna che abbia una quantlta di figh come la
Chiesa?
Vergine nel mistero,
madre di popoli,
talmente feconda che la Scrittura proclama:
La abbandonata avr pi figli di colei che ha marito .
La nostra madre non sposata,
eppure ha uno sposo.
Infatti la Chiesa tra i popoli
e le anime al suo interno,
si danno alla parola di Dio in un rapporto nuziale,
senza infrangere la vulva verginale,
come allo sposo eterno.
La Chiesa non viene toccata dal male,
e rimane feconda. nello Spirito.
Ambrogio di Milano

52

Mater Ecclesia

VIII. Matrimonio nel sangue


Ti voglio cantare una lode nel coro dei miei santi,
o figlio del re, sposato con me alla croce dei dolori.
Voglio andare pellegrino al tempio, ad adorarti,
e a sussurrarti continuamente in modo urgente e dolce:
Quanto delizioso, o .amato, il profumo dei tuoi unguenti!
Il mio balbettio ti dia lode, poich esso sgorga .
festoso dalla bocca dei miei figli per te, o augusto
sacerdote del Signore, che non hai bisogno di nessuno lode.
Accogli la mia preghiera come sacrificio, che la fiamma. non
consuma,

le rhie preghiere sono come un animale immolato,


e le mie lacrime sono come abbondante versamento di sangue
di un'offerta sacrificale delle solennit festive.
i O mio liberatore, tu che sei santo e grande, accogli, ti prego,
'".con benevolenza il mio sacrificio spirituale,
ascolta la mia preghiera; ecco, il mio amore,
,.t;;yo maestro, spera soltanto questo: che la mia preghiera ti allieti!
h Il tuo fianco trafitto dalla lancia del soldato,
.
e la passione che tu hai sopportato per me,
mi dicono una sola cosa: guarda come egli ti ha amato!
Tu mi hai ricondotto nella casa della tua patria,
da cui io sono fuggito. Tu hai pregato per me povero,
mi hai procurato del vino, hai mitigato con olio le mie ferite,
mi hai spezzato il tuo pane. Ed ora con gioia sicura
io dimoro come sposo nella stanza del tuo. amore.
O Signore buono, le umili ancelle ti amano,
tu solo sei santo, per questo le vergini ti seguono.
I tuoi apostoli, come lucerne ardenti,

illuminano tutti i popoli dei pagani e trasformano i peccatori


. in un unico popolo di uomini santi.
Il fonte battesimale genera verginalmente delle belle creature,
prescelte per la camera nuziale della tua luce,
chiamate a regnare con te per l'eternit.
Il Signore mi ha preparato uno squisito banchetto.
Ma egli mi ha visto venire con un misero mantello,
per cui mi riveste in nobile bellezza
con !'abito fragrante del suo sangue prezioso.
lo non dovevo pi essere deriso e sgradito.
No, lui in persona il mio ornamento, dal suo fianco santo
sgorgano acqua e sangue come un bianco vestito e come dei rubini.
E la mia bellezza ora affascina la terra.
Chi ha mai visto uno sposo che si sacrifichi

53

Madre dei viventi

in occasione del banchetto nuziale? Chi ha mai visto


una spo.sa re~a felice dalla morte della persona amata?
Solo Cristo si.dona in cibo agli eletti,
versa nel calic il suo sangue per i figli della Chiesa.
La s.ua eroe: un trionfo e una vittoria della salvezza
per 1 redenti. O amato, ricevi eterna lode,
tu che col tuo proprio sangue hai chiesto la mano della sposa!
Efrem Siro

54

55

Mater Ecclesia

~\

ci detto riguardo a Cristo e alla sua Chiesa,


e dei due ne diventato uno solo! .

IX. Grande mistero


Il velo tolto dal volto di Mos.
Infatti venuto il figlio stesso di Dio.
Prima di allora il volto di Mos era come velato,
e nessuno comprendeva il balbettio del suo messaggio.
Ora per il mondo contempla la parola di Dio senza involucri,
poich la Nuova Alleanza si riverbera sulla Antica.
Il sole del Signore sorto per noi
ed illumina tutto il mondo e tutti gli uomini.
Ora il mistero e l'immagine vengono spiegati,
i segreti sono tutti svelati, ed il velo,
che si trovava sopra i libri, tolto.
Il figlio di Dio e il mondo stanno faccia a faccia.
Il Padre, nascosto dall'eternit, ba fidanzato
col suo figlio unigenito una vergine,
ed ha additato fin dall'inizio del mondo
con immagini profetiche il futuro giorno di festa.
Egli ha edificato una casa di bellezza principesca
per la sposa della luce. E le gaie stanze
sono state ornate con immagini dello sposo.
L'esperto artista stato Mos. Egli ha raffigurato
la sposa e lo sposo, per ha coperto
il quadro con un velo che lo avvolgeva.
Egli infatti annota: L'uomo lascer
il padre e la madre, per aderire totalmente
alla donna in un unico amore .
Cerca di comprendere in modo profetico queste parole.
Mos parla soltanto della donna e dell'uomo,
per egli intende la Chiesa e Cristo.
Con l'occhio acuto del profeta
egli ha preannunciato Cristo, che nell'acqua
del battesimo si unisce con la vergine Chiesa.
Ma la parola rimasta ancora oscura
,in quanto non c'era nessuno che interpretasse quel quadro.
Solo dopo lo sposalizio venuto Paolo il quale
ha levato via il velo che ricopriva la bellezza,
spiegando al mondo intero questa immagine,
indicata dallo Spirito profetico.
Egli grid con voce possente:
Veramente grande questo mistero!
Ci che nel presagio era solo l'uomo e la donna,
ecco che ora davanti a lui rimuove il velo:
Ora so quello che significa,

Madre dei viventi

Giacomo di Sarug

,\

56

57

Mater Ecclesia

Madre dei viventi

ed ha condotto nel regno divino le anime fedeli. Da ora in poi


la fede incomincia a spuntare e a crescere nei suoi discepoli e in
tutti coloro che si pongono fedelmente al loro seguito. Essi pure
devono diventare eredi del regno divino. Per questo tu hai visto
quella figura di donna inondata dal sangue della sua ferita al costato e nello stesso tempo elevata in alto, e l'hai vista unita a lui
dalla volont del Padre supremo per una lieta comunione nuziale.
Infatti la forza che scaturisce dalla passione del figlio di Dio la
inonda come un torrente di fuoco e la fa sparire in modo meraviglioso nella grandezza dei misteri divini, cosl come il profumo di
buoni aromi sale fragrante verso l'alto.
La Chiesa colei che ogni giorno diventa pi robusta
nella schiera luminosa degli eredi del Regno divino. Ella la sposa che dalla parola del Padre eterno congiunta in un amore fe.
delissimo al figlio unigenito di Dio. Ma come avviene ci? Nello
stesso modo con cui la sposa si dona allo sposo in un'obbedienza
umile e servizievole, per ricevere da lui il dono della fecondit e
dell'amore incrollabile al foe di generare la vita filiale, cos la
Chiesa unita in umilt e affettuosa fedelt al figlio di Dio, da
cui riceve la forza per rigenerare in spirito ed acqua la nuova crea-.
zione della vita, portando le anime alla casa del Regno che si trova
nell' al di l.
Per questo la sua nobile dote carne e sangue, in quanto
l'Unigenito di Dio d la sua propria crne ed il suo sangue, in una
trasformazione meravigliosa, ai suoi fedeli, ai fedeli che sono la
Chiesa e i figli della Chiesa, affinch essi possiedono per mezzo suo
la vita nella citt beata di Dio .

X. La donna sotto la croce

Io contemplavo il figlio di Dio appeso alla croce, ed ecco


che io vidi che gli era stata presentata dalla forza divina una donna imponente, che era come un bagliore luminoso, saltato fuori
dalle profondit del disegno eterno come una sorgente precipitosa.
E il sangue, che sgorgava dal suo fianco ferito, la inondava elevandola a s. Ella era stata affidata a lui dalla parola del Padre celeste
per una beata comunione nuziale, ed aveva come dote preziosa
la carne e il sangue del figlio.
Ed io udii come una voce dal cielo che gli diceva: Figlio
mio, ella deve essere tua sposa per la liberazione del mio popolo.
Ella sia madre del popolo, rigenerando le anime nella salvezza
per mezzo dello Spirito e dell'acqua .
Allora la figura della donna acquist forza e bellezza, ed
io vidi qualcosa come un altare di sacrifici, verso il quale la donna accedeva incessantemente, ed ammirai con atteggiamento devoto la dote della sposa che stava sull'altare, ed ella umilmente
spiccava di fronte al Padre del cielo e ai suoi angeli ...
E una voce provenne dal cielo, che mi diceva: Ges
Cristo, il vero figlio di Dio, appeso al legno della sua passione.
Per la sposa, che gli era stata assegnata nel segreto del mistero
divino, la Chiesa, la cui veste nuziale costituita dal purpureo
sangue di Dio. Ed ecco, tutto ci ha luogo davanti ai tuoi occhi:.
ella continua a presentarsi all'altare dei sacrifici, e da l si preleva.
la dote di sposa, e con amore premuroso osserva per vedere se
anche i suoi figli accorrono devoti alla celebrazione di tali misteri.
Questo ci che tu hai contemplato: quando il figlio di
Dio pendeva dalla croce, gli stata condotta nella potenza divina
la Chiesa quale sposa, la augusta figura di donna che proveniva
dalle profondit del disegno divino come un bagliore luminoso,
come una rapida sorgente. Infatti nello stesso momento in cui l'innocente agnello di Dio veniva innalzato sull'altare della croce, improvvisamente, come un profondo mistero, dall'oscurit del piano
di Dio emergeva la Chiesa nell'abito smagliante della sua fede e
di tutta la bellezza della virt. La grandiosa volont di Dio la dava
come sposa al figlio.
Ma questo che cosa significa? Che proprio nel momento
in cui dalla ferita al cuore di mio figlio sgorgato il fiotto di sangue, ha preso avvio il ritorno a casa delle anime: Da ora in poi
la gloria, della quale Satana col suo seguito stato privato, viene
comunicata all'uomo per il fatto che il mio figlio unigenito, sopportando sulla croce la morte temporale, ha depredato l'inferno

Ildegarda di Bingen

II.
Chiesa dei dolori

61

Chiesa dei dolori

XI. Le mammelle della chiesa

Rallegratevi con Gerusalemme ed esultate per la citti;:


voi tutti che la amate. Giubilate con lei voi tutti che un tempo
avete pianto per lei. Bevete a saziet alla su.a mammella confortante. Sorseggiate, ristoratevi alla sua pienezza di gloria .
Nel passato gli angeli piansero per la nostra caduta, mentre oggi gioiscono per la nostra ricchezza. Prima infatti eravamo
schiavi del demonio.
Gli Apostoli hanno pianto e si sono rattristati nel vedere l'ostinata incredulit del popolo giudaico ed hanno previsto la distruzione di Gerusalemme ad opera dei Romani e la scomparsa del
suo popolo, poich il Signore lo ha predetto.
Ma la consolazione degli angeli e degli apostoli stata
questa: gi erano disposti a credere i popoli pagani, e da essi si
edifica una nuova Gerusalemme: la Chiesa sulla terra, la Chiesa
nei cieli.
Per questo la parola dice agli angeli e agli apostoli che
piangevano sulla citt e sul popolo: gioite e rallegratevi per la
-Gerusalemme celeste, per la Chiesa terrena che si costruisce dall'insieme di tutti i popoli nell'unit della fede.
Gli apostoli devono succhiare e bere il latte del suo seno: questa la fede filiale dei cristiani, il cui retto agire costituisce la gioia degli apostoli. Le mammelle sono i due Testamenti, da
cui gocciola come il latte per il bimbo l'insegnamento semplice e
dolce dello Spirito Santo.
Esultate quindi, o apostoli, con la Chiesa e saziatevi della
fede e delle opere dei credenti! Bevete in abbondanza alla consolante mammella della Chiesa, alla parola dei due Testamenti! Inebriatevi dell'abbondanza dello Spirito Santo, sorseggiate, esultate
di gioia per i vostri figli che credono, entusiasmatevi per la loro
fede semplice e per la loro maturazione fino all'et perfetta! Ristoratevi alla loro pienezza di gloria, che consiste nell'avere conoscenza di Cristo quale uomo e Dio!
La Chiesa una ed unanime. Eppure essa ha dei fanciulli che stanno ancora nel suo seno con la semplice conoscenza
della fede, ed ha dei figli che sono gi grandi nella ricchezza doviziosa della conoscenza profonda di Cristo, che Dio e uomo.
Aimone di Halberstadt

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Mater Ecclesia

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Chiesa dei dolori

,\

XIII. La donna al mulino

XII. La nascita dal battesimo


Un popolo consacrato al cielo germogliato qui da un se~e sublime,
lo Spirito che lo genera da una sorgente fecondata.
Immergiti qual peccatore, e ti lavano i flutti santi,
la piscina ti accoglie quando sei vecchio, e ne esci con aspetto

La donna mette il lievito nella pasta, cos sta scritto.


C~i. questa donna se non la Chiesa santa che ogni gior-

no cerca di immettere nelle profondit dei nostri cuori la dottrina


di Cristo?"
S, la Chiesa questa donna, ed essa pure quell'altra
donna che sta seduta al mulino e di cui il Signore ha detto: Due
si trovano a macinare, ma, mentre una viene ammessa, l'altra rimane indietro .
.
Al mulino si trova la santa Chiesa, e le sue pietre da macina sono la Legge, gli apostoli e i profeti. Quando essa educa i
suoi catecumeni, allora spula e raffina il ruvido grano di natura
pagana.
Poi essa macina gli uomini per farli diventare farina pastosa, affinch sia disposta ad accogliere il lievito cbe fa presa del
sangue .divino.
. . Il lievito, cos ritengo io, tutta la passione del Signore.
Il lievito della salvezza la professione di fede che si consegna al
battezzando.
Senza il 1lievito del sangue e senza il lievito della fede nessuno ha la grazia di partecipare al solido parie della vita eterna.
Per, poich il mi:ssaggio della gioia parla di due donne
che macinano, e visto che una di esse la Chiesa, la quale fa girare le pietl'e da macina della salvezza eterna, l'altra donna non
forse la sinagoga?
Anch'essa macina il mulino di Mos e dei profeti, ma essa macina invano, come dice l'Aposto riguardo ai Giudei: essi
hanno zelo per Dio, ma uno zelo senza criterio .
Invano . macina la sinagoga, poich essa nella sua pasta
non mescola il lievito dell'insegnamento di Cristo.
.
La santa Chiesa accolta nel riposo eterno perch ha
preparato per il Signore il pane della santit.
La sinagoga crudele invece viene lasciata al suo mulino
maledetta per sempre, a far girare le pietre rotanti della sua in'.
credulit.

giovanile.
.
.
. ...
Non c' pi nulla che separa i rigenerati, perch sono stati cost1tmt1
in unit dall'unica fonte, da una sola fede, da un solo Spirito.
La Chiesa che genera in modo verginale da queste acque rilascia
dei figli,
dopo averli concepiti come embrione per il soffio divino. .
Tu aspiri ad essere senza colpa, ed ecco che queste acque t1
purificano
se sei tormentato dal peccato di Adamo o dai tuoi propri peccati.
Qui la sorgente della vita, che si diffonde su tutta quanta la terra,
e che scaturisce in maniera sublime dalla ferita di Cristo.
Aspirate al Regno dei cieli, voi che qui nel fonte siete stati
rigenerati,
.
poich una sola nascita non introduce nella terra beata.
Nessuno si spaventi per il numero e la specie dei suoi peccati;
chi riceve la vita da questa acqua un uomo santo.
Iscrizione nel battesimo dd Laterano a Roma

Massimo di Torino

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Chiesa del dolori

Mater Ecclesia
XV. Stare nella Chiesa
XIV. Professione di fede

Io credo la Chiesa santa,


che apostolica, universale e ortodossa,
e che ci annuncia la dottrina intatta.
Non la credo come credo in Dio,
tuttavia io credo che essa in Dio e Dio in lei.
Essa non una grandezza delimitata di Dio,
tuttaVia Dio senz'altro 1o spazio della Chiesa.
Essa perci la casa di Dio e la sposa di Cristo Signore.
Essa la comunit corporea dei santi,
di tutti i giusti che sono, sono stati e verran~o. .
.
.
:E vero qualcosa di ancor pi grande: anche 1 con degh angeh
si radunano beati nell'unica Chiesa.
Infatti l'Aposto insegna: Tutto rico~ciliat~ i~ ~risto,
non solo sulla terra, ma anche ci cbe vive nel c1eh. >>.
Citt di Dio viene chiamata tale sublime unit,
fornace ardente che fonde tutto l'oro.
Essa la mia fede, la Chiesa una,
cattolica, perch su questa terra nel cielo,
diffusa nel mondo e tuttavia chiamata
ad essere un giorno raccolta in un beato covone,
quando regner eternamente con Cristo.
Lui il capo e la Chiesa il corpo.
Di questo corpo anch'io sono un membro,
puro per grazia divina,
. .
.
sebbene io sia soltanto uno dei pi piccoli e del pi deboli.
lo voglio sempre restare fedele alla Chiesa
nella fede e nelle opere,
e questo spero di ottenerlo dal datore di ogni grazia.
Nella Chiesa, che santa ed una,
in questa madre cattolica
che riempie tutto della lode di Dio
fino ai confini della terra,
io credo fermamente
di ereditare la comunione della grazia.
lo non confido nelle mie opere,
ma nel santo fiotto di sangue del Cristo,
e nella preghiera meritevole di grazia
della mia santa madre, la Chiesa.

"I

State quindi saldi nel fondo del vostro cuore! State saldi,
affinch nessuno vi porti in rovina e vi sopraffagga.
Ci cbe significa stare ce lo ha insegnato l'Apostolo ce
,
lo ha scritto Mos: il luogo in cui stai terra santa . Ness~no
sta se non rimane saldo nella fede e non fondato nello statuto
del $UO cuore.
Ed ancora una parola noi troviamo scritta: Tu per rimani saldo con me .

Tu rimani saldo con me, se stai nella Chiesa. La Chiesa


la terra santa, in cui dobbiamo stare, la terra che d frutti in
santit, la terra colma del prezioso raccolto delle virt.
Rimani quindi fermo, stai saldo nella Chiesa.
Stai saldo l dove io ti sono apparso, dove io rimango
presso di te.
Dove la chiesa, l il luogo sicuro del tuo cuore.
Nella Chiesa poggiano le fondamenta della tua anima.
Nella Chiesa infatti mi sono presentato a te come uri
tempo nel roveto.
Il roveto sei tu, io sono il fuoco.
Nel roveto io sono fuoco per la tua carne.
,
Io sono fuoco per illuminarti, per bruciare completamente le spine dei tuoi peccati, per darti il favore della mia grazia.
Ambrogio di Milano

Alcuino di York

'

66

67

Mater Ecclesia

Chiesa dei dolori

XVII. Il tripudio pasquale della Chiesa

XVI. Colei che rende felici


Dio abita nel cuore dell'uomo che crede ed ama.
E l;uomo abita in Dio, che la vita eterna, vita quale ricompensa
a coloro che amano.
Ma Dio pu amare e prediligere chi nella Chiesa.
Chi .non nella Chiesa, non abita in Dio,. nella vita eterna.
Per questo l'ultima parola della nostra santa fede la Chiesa.
Essa madre feconda, intatta e verginale, diffusa sulla terra.
Essa nello Spirito genera i figli per Dio, nello Spirito allatta i piccoli
col latte del suo insegnamento ed educa i giovani nella saggezza
santa.
Il suo esempio di purit protegge i giovani da una condotta
scostumata.
Agli uomini essa d una forza vigorosa nella lotta contro Satana.
Essa saggia per le persone che sono giunte a maturit.
Essa rende at1cora venerabili i vecchi me sono affaticati dagli anni.
Per mezzo della Chiesa tutte le generazioni danno lode al nome
del Signore,
i giovani e le vergini, i vecchi e i bambini.
Essa richiama i figli che sbagliano.
Essa piange lacrime amare per i morti.
Come pastora difende ininterrottamente tutti i suoi fedeli.
La Chiesa, l'amata, noi tutti la vogliamo amare.
Noi rimania1no incrollabilmente fedeli ad essa come ad una madre,
che cosl amorevole, cosl premurosa e benigna.
Affinch noi con lei e per mezzo suo possiamo meritare di
essere di casa presso Dio, il nostro Padre.

: veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte

di sal~ezza, renderti grazie, Signore santo, Padre onnipotente, eterno Dio, per mezzo di Cristo nostro Signore.
Infatti di nuovo arrivato il giorno della nostra gioia,
e una luce splende nella notte dei nostri sospiri.
Dove c' qualcosa di talmente sublime e dolce quanto il
fatto di cantare la forza meravigliosa del Signore, me risorto dai
morti?
Egli colui che ha fatto saltare i catenacci dell'inferno.
Essendo risorto, oggi egli agita per noi il suo vessillo
raggiante.
Oggi egli fa ritorno nella patria, ed ora fa abitare sopra
le stelle sbalordite quegli uomini me un tempo la gelosia del nemico aveva scagliato negli abissi,
O santo scambio mistico di questa notte!
O santa madre Chiesa, come sei beatamente ed eternamente colmata di grazia:
Egli non vuole pi condannare i malvagi, ma desidera liberarli tutti.
.
Maria un tempo ha esultato di gioia per la sua nascita.
La Chiesa esulta. di gioia perch contempla la nascita dei
suoi figli.
La sorgente beata, che luminosamente zampillante dal
fianco del Signore, ha spazzato via la melma pesante dei peccati.
Sugli altari consacrati ora viene spezzato ai rigenerati il
pane robusto della vita eterna.
Per questo noi con gli angeli e gli arcangeli, i Troni e le
Dominazioni e tutte le legioni celesti, cantiamo con voce incessante l'inno di lode della tua gloria: santo, santo, santo.

Quodvultdeus di Cartagine

Prefazio pasquale dal Sacramentario Gelasiano

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68

Mater Ecclesia

69

XVIII. Luminosa notte pasquale


Canta un inno di gioia, o Chiesa sposa,
poich il tuo amato risorto dai morti,
e in lui fa risorgere anche te,
che pesti coi piedi la polvere della terra!
Gli altari diaholici non rompono pi l'alleanza dei tuoi figli,
no, la Chiesa di Cristo ahbraccia maternamente gli illuminati al
battesimo.
Gli idoli non si pongono pi come tiranni,
no, ora regna quale re solo il Cristo sacrificato.
I flauti magici non costringono pi al culto delle immagini d'oro,
no, i dolci cantici dei salmi insegnano a pregare l'unico Dio.
I piedi della ragazza non hallano pi intorno alla testa di Giovanni,
no, i piedi della Chiesa da ora in poi schiacciano la morte.
Sono finiti i giorni della ribellione e dello scherno,
ora si piega il ginocchio davanti alla gloria di Dio.
Il canto tragico d'un tempo scomparso,
il suono dei salmi profuma come i fiori.
disperso il fumo dei sacrifici,
la nuova preghiera si innalza come incenso! .
Il sacrificio degli animali insignificanti non pi significativo
da quando morto l'Agnello che porta i peccati del mondo.
O prodigio dei prodigi!
L'inferno ha inghiottito il Signore e Cristo,
ma non ha potuto trattenere tale cibo.
Il leone ha divorato l'agnello,
ma le sue fauci lo hanno restituito.
La morte ha agguantato la vita,
ma la preda le sfuggita,
con coloro che aveva divorato prima.
Il mostro non si impadronito di Cristo morto,
anzi il morto ha spaventato il gigante.
Un solo chicco caduto nella terra,
ed ora il mondo ha l'abbondanza del pane.
Il guscio stato spezzato e la perla costituisce l'ornamento nuziale
della Chiesa.
Egli stato sacrificato come un agnello,
ma ora egli, come pastore, si oppone alla schiera dei demoni
col bastone di legno della sua croce.
Egli si estinto sulla croce come una luce fioca nella lampada,
ma emerge dalla tomba come sole raggiante.
O notte beata,
pi splendente del sole,

Chiesa dei dolori

o notte,

pi pura della neve fresca


pi chiara della fiamma d~lla fiaccola
pi bella del paradiso.
'
O notte,
senza oscurit,

tu scacci gli incubi,


e ci rendi desti come gli angeli,
O beata notte pasquale,
nostalgia di tutto l'anno
'
madre dei neo-battezzati:
tu sei la pataninfa
della santa Chiesa!
Asterio di Amasea

i.

7o

71

Chiesa dei dolori

Mater Eclesia
XX. Immagine delle realt terrene

XIX. Colei che gioca so,tto la vigna


Un canto di lode al suo amato
canta la Chiesa
del Cristo, che per lei
non considera affatto
il padre e la madre.
O Cristo, dal tuo
santo marchio al cuore
sgorgano i sacramenti
della Chiesa.
Mentre tu ami la sposa,
Gaza ti affascina,
tuttavia tu hai sfondato le porte del -carcere
Osserva sotto la dolce
vigna, o Cristo,
tutta la Chiesa si intrattiene
in giochi tranquilli.
.
Dio ha indossato un vestito
dalla carne che siamo noi.
Egli ha disdegnato
la sinagoga
E il tuo legno della croce
si trasformato in navicella,
che trasporta con sicurezza
attraverso i flutti del mondo.
Per strapparla alla schiera
.
dei suoi nemici,
ti poni davanti al tiranno Golia,
lo colpisci mortalmente
con un sassolino.
Nel giardino sei comparso
dalla tomba, o Cristo,
ci hai dischiuso
dei boschetti pieni di fiori, .
il Paradiso rimasto a lungo chiuso,
0 Signore re dei re.

La Chiesa il tempio grandioso che il Logos, creatore su~


blime di tutto l'universo, ha edificato quaggi su tutto il mondo
che esiste sotto il sole. Egli per l'ha formata in modo tale che essa
divenisse quaggi un'immagine spirituale di quei misteri che si
trovano al di l della volta del cielo. In essa si doveva adorare e
venerare il suo Padre attraverso le creature ed ogni essere che ha
l'anima.
Per dov' il mortale che sappia cantare degnamente della terra che sopra i cieli? quelle immagini delle realt terrene che
ivi giacciono? quella Gerusalemme di lass? quella celeste montagna di Sion? quella divina citt del Dio vivente?
Lass miriadi di angeli cantano l~ lodi, e la Chiesa dei primogeniti che sono scritti nel cielo esulta dinanzi al Creatore degli
angeli e degli uomini, dinanzi al Signore di tutto, in forme teologiche che noi terrestri non possiamo dire n sussurrare. Poich
11essun occhio ha visto e nessnn orecchio ha udito e non penetrato nel cuore di nessun uomo ci che Dio ha preparato per coloro
che lo amano .
E tuttavia anche noi quaggi in maniera imperfetta partecipiamo a questi misteri. Perci, voi uomini, donne e bambini,
voi tutti piccoli e grandi, non cessate di amare con un unico spirito e con un cuore solo, di lodare la sorgente originaria di tale
grazia celeste! Egli infatti colui che guarisce ogni malattia e perdona ogni colpa. Egli preserva la vita dalla rovina, egli ci incorona
con la sua benevolenza e la sua misericordia, e appaga l'anima di
bene. Egli non ha agito con noi secondo i nostri peccati, non ci ha
ripagati secondo il male cheabbiamo fatto. Quanto l'aurora lontana dal tramonto, cosi egli ha allontanato le nostre colpe. Come
un padre si commuove per i suoi figli, cos il Signore si commuove
per i suoi devoti .

Notker der Stammler

Perci pensate a questa grazia ora e nei giorni futuri, lasciate che sempre si accenda in voi come w1 fuoco ardente! Di gior-
no e di notte, in ogni istante, conservate nel cuore Dio, il donatore
e il direttore di coro di questa festa gioiosa e splendida! Amate lui
solo, con tutta la forza dell'anima adorate lui solo. Ed ora apritevi
alla preghiera, gridate forte con la voce del cuore:
Custodiscici e proteggici sempre nel recinto della Chiesa,
donaci, quale premio divino per la battaglia terrena,
la pace in Ges Cristo Signore e Salvatore,

f,,~
-'~.
'.11.

72

Mater Ecclesia

la pace che non si spezza pi, n vacilla n finisce.


Per mezzo suo a te spetti la gloria per l'eternit .
Amen.
Eusebio di Cesarea

73

Chiesa dei dolori

XXI. Il cielo sulla terra


Canti l'Ecclesia,
la madre immacolata
e la vergine senza macchia,
un canto alla nostra Chiesa:
Questa casa,
immagine che ha parte
al vestibolo del cielo,
nella luce della lampada sempre accesa,
vorrei che fosse
come la citt, nella quale
non viene mai sera.
Possa custodirti la mano di Dio
nella lode del re
del cielo,
nel servizio dell'altare,
Nel suo seno questa casa racchiude
i corpi
delle anime sante, che
stanno nel cielo.
In ogni momento, per la sua lode.
Qui la grazia elargisce
la vita alla nuova prole,
fecondata dallo Spirito Saoto.
Tutto ci che nuoce ai corpi
viene scacciato.
Qui il canto si inpalza
con toni di gioia.
Qui gli angeli
visitano cordialmente gli amici,
qui si mangia il corpo del Signore Ges.
Ogni delitto delle anime peccatrici
viene estirpato.
Qui sgorga la fonte .
colma di {'ace.
Gli atrii di questa Chiesa
devono risuonare

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75

Mater Ecclesia

Chiesa dei dolori

XXII. Maestra degli uomini

della lode alla Trinit.


Amen.

Veramente, o Chiesa cattolica, tu sola sei la madre dei cri-

Notker der Stammler


stiani.

Tu ci insegni come si adora Dio in modo limpido e puro,


e ci dici che la vita bata consiste nel tornare a casa t\rn. Infatti tu
ci mostri che uon esiste alcuna creatura di fronte alla quale dovremmo inchinarci in un sottomesso atteggiamento di adorazione.
Tu annunci che non c' pi niente di creato, niente che si
dissolv e niente che abbia bisogno di tempo in quella eternit verginale ed intatta, di fronte alla quale soltanto l'uomo si piega, lui
che si libera di tutti i dolori soltanto per mezzo dell'anima dotata
di spirito. .
Tu non mescoli ci che l'eternit, la verit e la pace stessa
tengono ordinatamente separato, tu non disgiungi ci che la stessa
maest di Dio ha riunito.
Tu hai un tale amore per il fratello e per il prossimo -che
solo in te possibile trovare la medicina che agisce in modo_ energico contro ogni infermit da cui sono affette le anime per i loro
peccati.
Tu indirizzi ed ammaestri i fanciulli con semplicit, i giovani con vigore, i vecchi con benevolenza, cosi come giova per il
corpo e l'anima ad ogni et.
Tu sottometti le donne agli uomini in un'obbedienza casta
e fedele, ma non per soddisfare la concupiscenza bensl perch fio~isca la vita.
Tu disponi che gli uomini siano quale capo per le donne,
ma non in modo che essi scherniscano il sesso debole, bensl perch
lo comandino con un amore sincero.
Tu assoggetti i figli ai genitori allo stesso modo dei servi,
per essi rimangono liberi, tu rendi i genitori padroni dei figli, ma
per servirli.
Tu stringi il fratello al fratello col legame della religione,
e:I esso pi resistente e pi stretto del vincolo di sangue.
Tu circondi con amore la fusione delle razze, che ger. mogliata dal sangue o da libera scelta, e tu non ~dogli mai il vin
colo dato dalla discendenza e dalla stirpe.
Tu insegni agli schiavi la fedelt al padrone, non nel giogo
costrittivo della loro situazione sociale, ma nella gioia del legame
professionale.
Tu fai sl che i padroni siano buoni verso gli schiavi, perch essi si ricordano che il sommo Dio il Signore dei padroni e
degli schiavi, tu insegni loro a dare agli schiavi un'assistenza amorevole invece delle bastonate.

76

Mater Ecclesia

Tu unifichi i cittadini tra loro, come pure le nazioni, tu


fai degli uomini una famiglia dal momento in cui essi si ricordano
dei progenitori comuni; tu non li unifichi solamente in unit sociali,
ma in una vera fratellanza.
Tu indichi ai re come essi devono provvedere al popolo,
ma tu esorti pure il popolo all'obbedienza .verso i sovrani.
Solo tu fai capire in maniera instancabile a chi spetta l'onore e a chi dovuto l'amore, a chi si deve rispetto e reverenza, chi
ha bisogno di conforto e di esortazione, a chi necessario il rimprovero, il biasimo e la punizione.
Tu indichi che non tutto spetta ad ognuno, ma che per a
tutti dovuto l'amore e a nessuno l'ingiustizia.
Quando per una volta il tuo cordiale amore per gli uomini ha nutrito lo spirito, che si getta a questo seno, e lo ha reso forte
e capace di andare verso Dio, e quando poi la maest di Dio gli si
scopre tanto quanto giova all'uomo, finch egli ancora pellegrino
su questa terra, allora in lui s'accende una fiamma d'amore, allora
divampa verso l'alto un fuoco del cuore, che riduce in cenere tutto
ci che peccaminoso e purifica e santifica gli uomini.
Allora diviene quasi manifesto ci che sta scritto divinamente: Io sono un fuoco ardente e Io sono venuto a portare
il fuoco sulla terra . Sono due frasi che l'unico Dio ha inciso in entrambi i Testamenti, ed esse proclamano con una testimonianza
concorde che in te le anime si devono santificare, affinch si compia
ci che di nuovo passato dall'Antica Alleanza alla Nuova: La
morte divorata nella vittoria. Dov' ora il tuo pungiglione, o morte? Dov', o morte, la tua vittoria? .
Oh, se coloro che si sono separati dalla Chiesa potessero
comprendere questo! Solamente presso di, o Chiesa, solo nel tuo
seno materno adorerebbero Dio senza tanto orgoglio e con un'umilt che ricol~a di pace.
Veramente, solo in te si obbedisce totaltnente e generosamente alle leggi di Dio.
Veramente solo in, te si pu capire che una. colpa pi
grave disprezzare unalegge conosciuta che una legge di cui non si
venuti a conoscenza.
Il pungiglione della morte il peccato, al peccato per sospinge la legge . Ecco perch punge pi acutamente e ferisce pi
mortalmente la cattiva coscienza di aver trasgredito una legge che
si conosceva.
Veramente, in te solo si riconosce pure che ogni azione
compiuta sotto la legge vuota fintanto che la concupiscenza brucia nel cuore, contenuta solo dal timore della pena, ma non estinta
dall'amore del bene.

77

Chiesa dei dolori

Infine pure vero questo: che solo in te esistono molte


persone le quaH sono veramente buone, servizievoli e compassionevoli. Solo in te vi sono molte persone che sono sagge, caste e sante,
Soltanto in te, o Chiesa, vi sono quelle numerose persone
le quali si sono talmente accese d'amore per Dio che rinunciano a
tutto con un disprezzo inaudito del mondo terrestre, cercando la
loro felicit pi dolce nella solitudine.
Agostino

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Mater Eccle~ia

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Chiesa dei dolori

XXIII. La roccia nella persecuzione

XXIV. Consolatrice delle madri

La Chiesa si presenta davanti a Cristo, essa che non conosce n la menzogna n il tradimento. L'Unigenito la guarda e dice:
che cosa ti succede dunque, o mia sposa, mia stupenda figlia, vergine senza macchia? .
E la Chiesa incomincia: La tristezza mi affligge e posso
solo invocare una cosa: giudica tu, o Signore, coloro che mi giudicano, dichiara la guerra a tutti coloro che mi combattono! .
Ed aggiunge l'Unigenito: Dimmi apertamente, chiariscimi perch mai si conduce una guerra contro di te .
E la Chiesa inizia: O mio diletto, si scende in campo di
battaglia contro di me perch io mantengo una fedelt incrollabile
al dogma del vangelo, perch io celebro la pasqua genuina e .non
falsificata, perch io conservo santa la tua immagine e senza distorsioni, come me l'hanno affidata gli apostoli, messaggeri di Dio, affinch io la custodissi come la quintessenza e il deposito della tua
opera santa di sai vezza nella carne .
Allora l'Unigenito riprende a parlare: non essere triste,
se per questo motivo si inizia la guerra contro di te, non permettere
che venga meno il coraggio, il tuo spirito non si stanchi!
Ecco, tu gi lo sai: chi mi rinnega a motivo della resrrezione, chi non protegge la mia immagine da macchie e falsit, costui io intendo rinnegarlo davanti al Padre mio nel cielo e a tutti
i suoi angeli santi. Chi soffre con me per la mia Pasqua, sar pure
glorificato con me! .
Chi non adora il nostro Signore Ges Cristo nella carne,
costui sia anatema. Maranatha, Amen.
Tu, per, mia sposa, annuncia questo ai tuoi figli: Rimanete fedeli ai suoi comandi, non temete l'ira dei re, la minaccia
dei tiranni, la rabbia adirata dei propugnatori dell'errore!
Non abbiate paura dinanzi al fuoco e alla spada e all'incalzare delle bestie!
Se vi depredano e vi espropriano i beni, la casa e tutto
ci che vi caro, sappiate che gli infedeli i quali vogliono sfracellarvi saranno essi stessi scagliati nelle profoqdit!
Ci che i nemici escogitano costantemente, anche in maniera astuta, contro di te, io lo mander tutto quanto in frantumi! .
Infatti tu, o Chiesa, stai su una roccia salda e piena di
vita. Amen.
Ps.-Atanasio

Magus, amato e santo fanciullo,


tu sei ora nel cielo coi beati fratelli.
Oh! come la tua vita immutabilmente felice,
come t puoi essere lieto, per il fatto che
la nostra santa madre, la Chiesa
ti ha abbracciato con amore
in occasione del tuo ritorno da questo mondo
alla vera patria.
No, amore mio, non puoi pi lamentarti,
occhi, cessate di piangere cosl amaramente.
Epitaffio per bambini, del quinto secolo.

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Mater Ecclesia

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XXV. Colei che prega ogni giorno


La Chiesa compare davanti al tribunale di Dio,
per invocarlo con la preghiera quale madre piena di compassione.
Fratelli, ascoltate quindi la sua pressante preghiera.
La Chiesa viene con tutti i suoi figli,
gli apostoli e i martiri e gli amici del re
le stanno attorno, per disporre all'indulgenza l'animo del Signore.
Fratelli, ascoltate perci le parole con le quali la Chiesa
dei dolori si impegna per noi presso n giudice:

Poni un freno alla giustizia, o Signore del mondo,


la tua forza' deve cessare! Gli uomini sono troppo deboli.
La bont ti ha ispirato alle origini a fondare la terra,
l'amore ha guidato la tua mano quando formasti l'uomo,
ora che egli Il, formato da te, sii indulgente verso lui.
Vedi, un padre sopporta addirittura l'ingiuria del :figlio,
e una madre calma quando i figli parlano con toni duri,
cos, mio Dio, sopporta pure tu i peccati degli uomini!
Mio Signore, non percuotere gli uomini cos come essi si meritano,
altrimenti essi vanno in rovina. La tua bont potrebbe pentirsi.
Poich le loro azioni peccaminose si sono poste apertamente e
chiaramente
davanti ai tuoi occhi sapienti, ancor prima che tu abbia creato gli
uomini,
tu non hai bisogno di aspettare fino a quando esse avvengono,
poich tu gi sai tutto prima che sia messo in opera.
Metti insieme tutta l'ostilit del mondo verso Dio:
essa non nulla in confronto con la tua santa grazia.
Richiedi il prezzo di riscatto alla famiglia umana:
di fronte al tuo riscatto tutto come un sogno fuggente!
O Signore, non guardare sempre coloro che ti suscitano lo sdegno,
bada pi volentieri a quelli che sono disposti a riconciliarsi con te.
Vedi, o mio Signore, anche ai nostri giorni la nostra terra

conta numerosi tuoi fedeli che si affaticano solo per la verit.


Sono stati edificati dei monasteri, e dietro le loro mura
vivono gli uomini dal cuore forte e perfetto.
Osserva, nella fessura delle rocce abitano gli eremiti
e nel de.serto i grandi uomini di preghiera i quali fanno cos opera
di riconciliazione.
Non li vedi tu, lass sui monti deserti
e nelle lontane isole, gli eroi della tua scelta?
Stai a sentire, i tuoi salmi risuonano da ricche stanze,

,,

Chiesa dei dolori

e la tua lode si leva dai campi dei contadini.


A te si offre un servizio premuroso sul mare, le navi echeggiano
la preghiera,
le citt proclamano la tua santa parola, e i giudici
emettono un giusto verdetto per timore delle tue sentenze.
Ecco, la tua santa luce trabocca perfino nei cuori fangosi,
e davanti a te una strana scossa afferra le ragazze.
Le masse pagane hanno abbandonato i simulacri
e i sacerdoti dei falsi idoli li hanno allontanati da s.
La Persia ha udito la tua parola, e il tuo vangelo
fiorisce nella terra degli Assiri portando .frutti multiformi.
Tommaso ha ammaestrato gli Indiani, mentre a Roma ha predicato
Pietro.
I Greci spiegano il senso delle tue profonde realt mistiche,
i Romani ci commentano ci che di te scritto nei libri.
Vedi, il segno della croce domina oggi sugli imperatori,
il tuo amore intesse il cuore delle donne principesche.
O mano onnipotente, tu trasformi la creazione tutta,.
e tutto il mondo si riposa sul terreno del tuo amore.
Guarda, il tuo corpo che dispensa la vita dimora in mezzo alla
Chiesa,
e la sposa custodisce il calice del tuo proprio sangue.
Cos tutta quanta la natura e tutto ci che essa ha generato
per te come un trionfale tripudio, un grido unico che chiede
compassione:
o Signore, non permettere che sibili la spada della tua ira,
la nostra forza troppo debole per i colpi divini!
Poni un termine alla guerra che infuria sotto di noi,
d alla terra la salvezza e la pienezza della pace.
Liberaci dall'orrore della terra tremante,
mandaci finalmente l'ultimo dei messaggeri di calamit,
che gi cos spesso ci ha spezzato il cuore davanti alle disgrazie!
L'uomo sia di nuovo lieto dopo i giorni della tribolazione,
dona un'estate serena e benedici il raccolto.
Metti da parte 1'arco della stizza, e riponi
le frecce nella faretra della clemenza e della misericordia!.
Per questo, o Signore, la santa Chiesa prega davanti a te,
essa prostrata nella polvere supplica con tutti i suoi figli:
la tua nascita nella carne, che avvenuta per amore alla Chiesa,
possa ancor oggi generare misericordia per le tue creature!
Cirillona

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Mater Ecclesia

XXVI. Festa gotica della vittoria


Esulta e rallegrati, santa Chiesa di Dio! Gioisci, alzati, tu
che sei !;unico corpo di Cristo, circondati di forza, canta il tuo
canto di vittoria!
Infatti la tua sofferenza si tramutata in gioia, il tuo
abito da lutto diventato un vestito da festa,
Dimentica la tua sterile povert, poich inaspettatamente tu hai donato al tuo Cristo con un unico parto innumerevoli
schiere di popoli.
Sembrava che tu ti dileguassi, ma in questo modo che
tu cresci. Tu hai subito delle perdite, ma questa la tua crescita.
Veramente, il tuo sposo grande e potente, e tu sei alle
dipendenze delle sue milizie regali: egli lascia tranquillamente
che tu sia depredata per un tratto di tempo dal nemico, per poi '
ridarti tutti i suoi bottini e per condurre nel tuo campo i nemici
prigionieri.
Cosl fanno pure il contadino ed il pescatore. Ci che essi,
nella speranza del futuro ricavo buttano nella terra o gettano nelle profondit del mare, non lo considerano una perdita.
Ora non piangere pi, non essere pi triste, per il fatto
che un numero cos grande di popoli divenuto infedele a te.
Oggi infatti tu vedi come essi ritornano a te con un ricavo magnifico.
No, canta il tuo inno di giubilo con la forza vigorosa della tua fiducia, nell'impeto della tua fede, che affluisce a te dal tuo
capo.
Infatti tu vedi come in te ora si compiono le antichissi- .
me promesse. La verit in persona dice nel lieto messaggio: Cristo dov morire per il suo popolo, ma non solo per il suo in particolare, bens per raccogliere in unit i figli di Dio che erano dispersi .
E tu stessa, o Chiesa, canti con le parole dei salmi contro
tutti coloro che odiano la pace: Lodate con me il Signore, lasciateci cantare al suo nome nella comunit , e l'altra frase:
ogni qualvolta i popoli e i regni si radunano in unit, per servire
il Signore ,
Tu sola conosci nel pi profondo ci che significa la dolcezza dell'amore e lanelito all'unit.
Tu lo sai dalle profezie dei profeti, dalle parole divine
del vangelo, dagli scritti degli apostoli.
Tu conosci solo un annuncio: l'unit d'amore tra i popoli.

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Chiesa dei dolori

Tu hai un solo desiderio: la solidariet delle nazioni; tu


spargi un 8olo seme: i beni dell'amore e della pace,
l?erci gioisci nel Signore! Il tuo desiderio infatti non
rimasto senza ascolto. I popoli che tu hai portato nel tuo seno materno con un dolore ed una preghiera che sono durati a lungo,
ora li hai inaspettatamente generati.
Ed ora avviene come quando dopo un rigido inverno,
dopo un freddo che intirizzisce ed una neve intensa, i prati fiori. scono in modo incantevole nella gioiosa magnificenza di maggio
e i nuovi germogli spuntano nella vecchia vigna come in un dolce
sorriso.
Miei fratelli, irrompiamo con tutto l'amore del nostro
cuore in questo canto di giubilo, lodiamo Dio, il nostro Salvatore!
Da ci che oggi si compiuto noi dobbiamo togliere la
verit in quanto ancora aspettiamo con ansia. ci che viene predetto nella parola del Signore: io ho ancora altre pecore che
. non sono di questo ovile, anche quelle io devo ricondurre, perch vi sia un solo ovile e un solo pastore .
Perci noi non abbiamo dubbi: un tempo tutto il mondo creder in Cristo e si unir nell'unica Chiesa!
Questo ce lo insegna nel vangelo la testimonianza del Signore: quando questa lieta notizia del Regno annunciata in
tutto il mondo come testimonianza per tutti i pagani, allora viene
il compimento .
Perci non dubitiamo mai: anche se ora la fede in Cristo
non si ancora irradiata in qualche' parte remota del mondo,
presso qualche popolo barbaro, una volta per tutti verranno alla
fede e tutti si raccoglieranno nell'unica Chiesa! cos vero ci
che ha detto il Signore.
Infatti, fratelli miei, la bont si alzata contro il male,
e la verit vittoriosa si mossa incontro all'errore.
Un tempo la superbia ha confuso le lingue ed ha spezzato
l'unit dei popoli.
Ma !'amore li riunir di nuovo insieme, come i bimbi nel
seno della madre.
Esiste un unico Signore in tutto il mondo. Per il cuore
e l'anima del suo dominio sul mondo questa parola: Rivolgimi
solamente la preghiera, ed io voglio darti in eredit i popoli, e
come tuo possesso personale i confini della terra! .
Tutto il genere umano derivato da un unico uomo.
Tutti perci devono meditare la stessa cosa, cercare l'unit e
amare ...
Fratelli, alziamoci dunque con gioia e di tutto cuore.
Infatti Cristo ha di nuovo ricondotto all'abbraccio dell'amore i

',1

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Mater Ecclesia

1'

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Chiesa dei dolori

XXVII. Canto dopo la lotta iconoclasta


O Chiesa, balza in piedi piena di gioia, tu che sei cattolica su tutta la sfera della terra, guida il ballo dei tuoi figli che qui
sono radunati insieme!
Butta via i miseri stracci della visione, mettiti il vestito
senza cuciture dell'unit nella fedel
Tu non devi pi essere Io zimbello per il vicino, e i popoli che ti stanno intorno non devono pi beffeggiare e deridere il
' tuo popolo.
:: finito il tempo in cui gli uomini empi e senza compren-

sione dei tuoi misteri ti definivano una spregevole nullit.

..
~

'

Come se non fossi tu sola a possedere il dono degli apostoli, il mistero tutto ed intatto della dottrina della fede!
La bocca dei temerari eretici non deve pi rinfacciarti di
esserti separata dall'unico Dio, perch tu tributi l'onore agli amici
di Dio.
Non ti si deve pi rimproverare di essere idolatra per il
fatto che nelle tue chiese collochi delle immagini di santi a cui
spetta venerazione.
Tu hai ragione, o sposa del re del mondo, del Figlio, della Parola, a rappresentare la sua venuta nella carne con immagini
umanamente intelligibili, poich solo cosl ti si riconosce quale
sposa di questo ,re.
Tu hai ragione a ritrarre sulle sacre parett m splendidi
mosaici !'immagine della vergine madre del tuo ,sposo Cristo,
poich annuncia al popolo con voce sommessa il bagliore della
grazia che per mezzo di Maria ti avvolge della sua luce.
Se Dio non fosse divenuto carne in Maria, dove avresti
trovato, o Chiesa, lo sposo incantevole per le nozze spirituali?
Tu hai ragione quando plasmi con un'arte stupenda le
iconi di tutti i santi, degli apostoli e dei profeti, dei patriarchi e
dei progenitori, degli asceti e dei martiri, le iconi di tutta la schiera
illustre, poich esse in tutto il loro splendore indicano soltanto
che sei tu colei per la quale il sole dell'Oriente divino si levato
radioso.
'
I profeti in certo qual modo non potevano tacere sulla
tua santa vocazione, e la loro parola profetica fu la dote del mattino da parte del tuo amato in un matrimonio anticipato.
Gli apostoli sono i tuoi diaconi con la parola evangelica,
e portano a casa nel tuo recinto le pecore che erano disperse in
tutto il mondo.
I padri della Chiesa tutelarono per te, con sudore santo

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Mater Ecclesia

e in una chiara uniformit della dottrina, l'unit che nessuno pu


rompere.
Tutti i martiri hanno mantenuto la fedelt fino alla morte
versando il sangue, ed hanno confermato che solamente in te la
verit granitica.
Ora tu porti la corona di tutti i santi e perci tu marci
in trionfo con il numero infinito di anime beate.
Proclama ora la bellezza dello sposo che ti ha chiamata
dalla illusione degli idoli alla sua meravigliosa luce santa,
professa con gioia la fede in Cristo e nel suo Padre eterno e nel suo Santo Spirito di uguale natura divina,
dl, o Chiesa, e canta: Onore e, lode a Dio ora e per
sempre. Amen.
Epifanio di Catania

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Chiesa dei dolori

XXVIII. La Chiesa e l'Imperatote


O santa madre Chiesa, sorgi, deponi labito della mesti-'
zia, gettati sulle spalle il mantello della gioia serena!
Guarda, sta venendo il tuo figlio, il pi potente fra gli
imperatori, il tuo vendicatore e il tuo difensore. Non avere pi
paura!
Vedi, egli si cinto della parola di Dio quale spada, con
cui separa con un colpo tagliente gli increduli dai credenti. Egli
sta l pronto con la corazza della fede, e il suo capo coperto con
l'elmo della speranza della salvezza.
Osserva, egli sta venendo qui, lui che il tuo valoroso
campione, il David dei nostri giorni.
Via la paura, sii di nuovo coraggioso! Il tuo David infatti
non solamente re del piccolo popolo dei Giudei, no, il tuo re
l'imperatore illustre del popolo di tutto il mondo che ama Cristo,
e il suo mantello di porpora per il sangue dell'uomo di Nazareth.
Egli ha stroncato il tuo nemico, il Golia dal linguaggio
borioso, egli ha disperso in tutte le direzioni le sue schiere armate. Con un sasso da fionda ha colpito la sua fronte che non era
segnata col sigillo della salvezza, gli ha tagliato la testa, e la sua
forza potente cessata. Dappertutto ora trionfa la sua vittoriosa
lancia da guerra!
Pertanto correte qui in fretta, venite in massa, voi nazioni timorate di Dio, e cori voi devono venire le sante Chiese di
Dio diffuse su tutta la terra!
Cantate con voce squillante questo canto: ha vinto il
nuovo David, il pi valoroso discendente di Augusto!
Egli non ha vinto sui nemici mille volte, poich chi potrebbe racchiudere nella limitata forma dei numeri anche la vittoria cattolica universale del messaggio evangelico?
Egli ha trionfato su Satana, il capo e il fomentatore del
male, il diavolo dell'inganno con .tutte le sue milizie e il suo seguito, egli lo ha annientato con un unico colpo di spada inferto dal
vero, giusto ed apostolico annuncio di fede!
Esultate quindi, santa madre Chiesa, tu che non hai pi
preoccupazioni e sei nella gioia! Rallegrati per la tua libert, tu che
sei sempre osteggiata ma non sei'mai sconfitta!
Cristo, il tuo re imbattuto, ha suscitato per te un propugnatore, l'imperatore amante di Cristo, un protettore, un difensore, e per mezzo del suo zelo nella retta fede tu divampi nella luce
originaria ed effondi il suo splendore su tutto il mondo.
Tutti i fedeli innalzano al cielo un cantic di ringrazia:

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Mater Ecclesia

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mento, un mesto dolore riduce al silenzio gli infedeli come se fossero morti.
Le Chiese di Dio respirano di sollievo dopo cos numerose persecuzioni, la benevolenza dell'imperatore le protegge, la
legge del supremo sovrano accorda loro difesa, e la tua maest, o
imperatore, imita Cristo, perch tu gridi alle Chiese le parole del
Signore: Io sono con voi fino alla fine dei giorni .
Con voi sia il nostro Signore Ges Cristo. Voi dovete crescere secondo i suoi insegnamenti. Voi dovete partecipare alla sua
regalit eterna, alla sua gloria imperitura.
Il dominio regale di Cristo Signore si dispiega senza fine .e
senza confini, su tutta l'estensione dell'orbe. terrestre.
Papa Leone II

Chiesa dei dolori

XXIX. Le colonne della Chiesa


La Chiesa del Signore, la sposa di Cristo, che l'unica e
vera regina, ha generato Pietro, ha gener.ato Paolo, da lei costoro
sono nati, al suo seno sono stati allattati. E quando sono diventati
grandi, essi stessi hanno dato nutrimento e difesa alla Chiesa.
Non stata forse la Chiesa a generarci Paolo, affinch da
lupo che era diventasse un agnello?
. Sotto la sua luce Paolo ha camminato, cresciuto ed
diventato grande.
stata la Chiesa a generarlo, e come stata dolorosa la
nascita, come hanno tremato le membra di questa madre in occasione delle doglie!
Egli stato generato nel battesimo per mezzo del fratello
cristiano, con la illuminazione del Padre celeste, egli diventato il
combattente in difesa della madre.
E Paolo ha desiderato di vedere Pietro. E quando Pietro
apprese che Paolo lo cercava, fu preso da timore.
O beato Pietro, non avere paura, poich a te stato generato un grande fratello! Ora tu hai un uomo che ti onora, un uomo
che lavora co~ te. Non Saulo che ti cerca, ma Paolo che ansioso di vederti, lui che il vaso di elezione. Loda pertanto Dio
Padre e stendi le braccia verso il fratello: ora viene il tuo compagno d'armi per la battaglia a favore della madre!
O beato Pietro, ti stupisci riguardo al convertito Saulo?
Egli sar ci che tu sei, e un unico giorno vi generer entrambi per
il cielo. Tu sei il primo, ma egli uguale a te. Il Dio che ha trasformato Saulo in Paolo, ha fatto di te Pietro da Simone che eri.
Uno solo vi ha convertiti, uno solo vi ha onorati, uno solo vi ha
incoronati. Dio che ha cambiato il persecutore ed il pescatore. E
anche se lo ha fatto dapprima per te e poi per lui, egli vi ha per
riservato lo stesso onore.
Ors, san Paolo, vieni, vieni e segui Pietro. Segui colui
che ammaestra, non colui che rinnega. Vedi, lui fuggito dinanzi
a te, quando ancora non ti conosceva. Ora per egli sa come tu
annunci quella fede che hai perseguitato. E per te egli esalta la gloria di Dio.
S, io ho fatto ci dice san Paolo, lo confesso, ma
certamente non stato un peccato poich l'ho compiuto nell'igno
ranza. Io ho collaborato a lapidare Stefano, ma quando ho ricevuto
dal cielo di Cristo un nuovo nome ho riconosciuto il mio peccato .
Saulo si comportato cos, ma ha agito anche Paolo allo
stesso modo? C' molta differenza tra Saulo e Paolo. Volete sapere,
miei fratelli, qual' la differenza tra Saulo e Paolo?

90

Mater Ecclesia

91

Saulo ha lapidato, Paolo stato lapidato.


Saulo ha perseguitato la Chiesa, Paolo ha sofEerto la per
secuzione per la Chiesa.
Saulo ha fustigato i cristiani, Paolo per Cristo riceve quaranta colpi meno uno.
Saulo ha disperso lassemblea dei santi, Paolo f~ggito in
una cesta attrverso la finestra.
Veramente c' molta distanza tra Saulo e Paolo; infatti egli
stato chiamato Saulo dai suoi genitori secondo la lettera della legge, mentre Paolo il nuovo nome dato da Cristo ora e per sempre.
E ancora una parola, o fratelli, riguardo a san Pietro.
Un tempo egli era un pescatore ed aveva occasione di sentire ogni signore ed ogni servitore di cucina. Ed oggi davanti a lui
il potente imperatore piega il ginocchio in segno di venerazione.
Per questo svaniscono come ombre i saggi del mondo, essi
sono come privati del senso, poich piaciuto a Dio salvare l'uomo
che crede per mezzo di una predicazione stolta.
Pietro e Paolo, il primo chiamato e l'ultimo nato, sono i
due soli che illuminano la tenebra di tutti i popoli, dispensando a
tutti coloro che li venerano doni meravigliosi. Essi sono uguali, e
nessuno pi grande, noi lo sappiamo. Il primo si chiamava Simone
e sapeva annodare e sciogliere le reti dei pescatori. Fu chiamato
Pietro e cominci a legare e sciogliere i legami dei peccatori.
L'ultimo si chiamava Saulo, e perseguit un numero notevole di cristiani, uccidendoli crudelmente. Egli divenne Paolo e
sofEr poi per Cristo in modo pi crudele di quanto aveva fatto lui.
O piano divino, mistero divino, bont divina, segreto divino! In
che modo stupendo Pietro e Paolo hanno edificato la Chiesa!
E oggi noi possiamo celebrare con un grandioso inno 'di
lode la festa di questi due uomini, grazie alla bont del nostro Signore Ges Cristo che vive e regna col Padre in unit con lo Spirito, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Ps. Agostino

Chiesa dei dolori

XXX. O Roma nobilis


O Roma, nobile signora del mondo intero,
tu sollevi il tuo capo splendore di tutte le citt,
il sangue rosa dei martiri ti abbellisce come rubini,
le vergini ti intrecciano una luminosa corona di gigli.
Il nostro cuore, ed ogni respiro ti proclamano con gioia,
noi ti benedicimo, ti salutiamo in eterno!
O Pietro, potente portinaio del regno dei cieli,
guarda verso di noi che preghiamo, ascoltaci sempre,
e quando pronunci il giudizio sulle dodici trib,
agisci con somma indulgenza, giudicaci con bont.
Guarda, gi sulla terra noi ti supplichiamo:
aiutaci, santo avvocato della clemenza di Dio!
Paolo, ascolta tu pure la filiale preghiera di domanda,
tu che hai sconfitto i saggi pieni di orgoglio terreno,
ed ora alla corte del re sei detentore delle grazie,
servici il nutrimento della benevolenza d'amore di Dio;
affinch quella sapienza che una volta ha saziato te
per mezzo del tuo insegnamento costituisca il pane anche per il
nostro cuore!
Autore ignoto del X secolo

,
:

92

:.

Mater Ecclesia

~~'.

XXXI. Umilt e grandezza


veramente cosa degna e giusta, conveniente e salutare,
renderti grazie, Signore santo, Padre onnipotente, eterno Dio, per
mezzo di Cristo nostro Signore,
perch tu non hai scelto dei principi e dei 'signori, e
neppure.degli oratori o delle persone ricche, ma dei rifiuti e della
gente povera senza una cultura e senza doti rilevanti, per manifestare ad essi la forza della tua maest e il mistero del tuo figlio
coeterno.
Perci risult manifesto che tale scelta non dipende dal
volere umano ma dal dono divino.
Risult pure evidente come tutto ci che a questo mondo pare grandioso una stoltezza senza di te, o Dio.
Abbiamo inoltre imparato come tutto ci che insensato diventa sublime per mezzo tuo.
Cosl ha disposto la tua forza di volont: che le realt
umili non dovevano essere soggette a quella grandiosa, ma le
grandiose dovevano sottostare alle umili.
Perci anche Pietro, che nel passato fu convertito in apostolo da vile pescatore qual era, non dovette essere sottomesso ai
potenti di questa terra, ma prese anch'essi nella sua rete salvifica.
E nessuno dubiti del diritto di Pietro, fondato nel mistero divino, di rimettere i peccati ai mortali, poich egli vede come
il merito del defunto viene regalmente celebrato gi sulla faccia
visibile della terra.
O Signore, con pari onore tu rendi grande Paolo, il beato
apostolo.
Scagliato a terra, egli stato rapito in cielo, abbagliato
negli occhi del corpo egli ha contemplato la luce eterna, nello
stesso istante il tuo ostinato servitore ha sperimentato il giudizio e
la grazia.
Beato a causa di tale vendetta, egli diventato degno di
far penitenza e di prendere parte alla gloria divina, per mezzo di
Cristo nostro Signore.

Prefazio per la festa di Pietro e Paolo


(dal Sacramentario Leoniano)

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93

Chiesa dei dolori

XXXII. Roma beata


Da tutti gli stipiti di questo mondo risuona sommamente beato
un lieto canto festivo ai due principi degli apostoli,
a san Pietro, all'uomo giusto Paolo,
poich Cristo li ha consacrati nel proprio sangue
e li ha stabiliti principi della sua Chiesa.
Essi sono i due alberi d'olivo davanti al Signore,
i due candelabri, le cui fiamme sprizzano un fuoco luminoso,
ed essi brillano come due stelle nella volta celeste.
Essi stracciano in due pezzi i binari dei peccati
ed aprono le porte del cielo a' coloro che credono.
O Roma, te beata, che nel sangue di tali principi
sei cambiata come un abito purpureo regale,
come sei bella sopra ogni bellezza di questo mondo!
Tu non ti lodi pi da sola, ora ti esaltano i santi,
che tu una volta hai ucciso con spada spietata.
Cosl, voi martiri nella gloria splendente,
o Pietro beato, o Paolo, gigli di questo mondo,
voi combattenti trionfatori alla corte del cielo,
con la vostra pia preghiera rendeteci invulneral;>ili di fronte
all'inganno malvagio
e guidateci alla casa che sta sopra le stelle.
Paolino di Aquileia

94

95

Mater Ecclesia

XXXIII'. Cesare e Pietro

Chiesa dei dolori

Le dispute e i combattimenti dei romani mi. hanno guadagnato i


,
'
,
paesi dalla terra.
Ma solo la croce mi ha donato il cielo.

Ah! nel passato gli idoli sontuosi mi sono cosl a lungo piaciuti,
la spada, le mura e la nazione mi hanno dato una forza altezzosa.
Ma quando ho rovesciato gli idoli e i falsi altari
di fronte all'unico Dio, sono divenuta una serva.
Le fortezze si sono sprofondate nella polvere, i palazzi dei regni
si sono infranti,
,

il popolo diventato schiavo, il sangue aristocratico si esaurito.


So ancora chi sono stata io? Roma si dimenticata di Roma,
un mucchio di rovine sgretolate mi ricopre l'animo pensoso.
Tuttavia allo splendore pagano preferisco la mia caduta,
essendo pvera sono pi grande che se fossi ricca, sono pi nobile
nella caduta che non nella sicurezza.
Sull'aquila trionfa la croce e Pietro pi grande di Cesare,
il popolo senza spada mi pi gradito di un forte esercito.
Un tempo conquistavo territori, ora sfondo le porte dell'inferno,
una volta io comandavo i corpi, ora mi obbediscono le anime.
Prima mi serviva il popolo, allo stesso modo ora mi servono i
demoni,
io un tempo assaltavo le citt, ora il cielo il mio bastione.
Perch io non debba la mia celebrit alla forza degli imperatori e
delle armi,
e nessuna gloria terrena inganni la mia nuova stirpe,
la mia spada si guastata, e la fama del senato venuta meno,
i templi sono crollati, i teatri sono completamente distrutti.
I mercati sono abbandonati e la legge muta, l'esercito non ha
pi mercenari,
i diritti del popolo sono scomparsi, la terra non ha chi la coltivi.
I nobili e i giudici sono furibondi ed il popolo, che nel passato
era libero,
ora ride e strilla nella schiavit, desidera soltanto libert e giochi.
Tutto finito. Perch? O Romani, che io non speri di costruire
su parvenze terrene, ma soltanto sulla croce.
La croce ci promette una gloria diversa ed altri onori,
chi la abbraccia combattendo di persona si procura un regno
eterno.
Sotto la croce il re un servo e l'uomo libero legato,
perfino il capo incoronato' ora teme ed ama la giustizia.

Hildebert di Le Mans

Gli avari si danno per poveri, ma quella ricchezza celeste,


poich si procurano dell'oro come interesse per !'al di l delle stelle.
La spada di un imperatore, il governo di un console,
la loquacit di un oratore, mi hanno forse procurato
quella grandezza?
i,

96

Mater Ecclesia

XXXIV. Susanna in mezzo ai lupi


A mezzogiorno Susanna si recava nel parco del suo
sposo e fi si metteva a passeggiare. Due anziani per la vedevano
ogni giorno quando entrva e si infiammarono di un'ardente passione per lei .
Susanna la figura della Chiesa, il suo sposo Gioacchino
l'immagine di Cristo. Il parco la comunit dei santi eletti che
sono piantati nella Chiesa come alberi carichi di frutta. Babilonia
il mondo. I due anziani per sono immagini che prefigurano i
due popoli che perseguitano la Chiesa, il popolo della circoncisione e il popolo dei pagani.
Ed essi la desideravano ardentemente e si vergognavano
di palesarsi l'uno all'altro le loro brame. Vedi come questa figura corrisponde del tutto con l'odierna realt. I due popoli sono
ininterrottamente spinti con il pungolo da Satana che li ossessiona,
e meditano soltanto di apportare alla Chiesa persecuzione e tribolazione, di privarla della sua casta innocenza, sebbene essi normalmente non abbiano in alcun modo le stesse idee.
E Susanna entr nel parco con due ancelle per fare il
bagno poich faceva caldo ed era un giorno propizio .
C' un giorno che sia pi opportuno del giorno della festa di Pasqua? Nel giorno di Pasqua la piscina battesimale pronta nel parco per tutti coloro che sono oppressi dal caldo. Questo
il giorno in cui la Chiesa, come Susanna, si fa il bagno e esce
dall'acqua con una purezza pi bella come una sposa per Dio.
E le due ancelle che la seguono, non sono la fede e l'amore, che portano l'olio e preparano gli unguenti profumati per
gli uomini nella vasca battesimale?
Che cosa sono gli unguenti profumati se non i comandamenti del
Logos?
Che cos' l'olio se non la forza divina dello Spirito Santo?
I credenti dopo il battesimo sono unguentati con il Logos e lo
Spirito come con prezioso mirro.
Ci gi stato preannunciato per amore nostro nei giorni
antichi attraverso la beata Susanna, affinch noi, che siamo i credenti in Dio di oggi, non ci meravigliamo di quanto avviene oggi
nella Chiesa, ma nella fede sappiamo che tutto gi reso noto in
segni santi dal tempo dei Patriarchi. Per questo dice 1' Apostolo:
Tutto ci che avvenuto ad essi, stato una figura, stato scritto come avvertimento per noi, per i quali sopraggiunta la fine
dei secoli.
Quando perci la Chiesa, spinta dallo Spirito, desidera
sempre questo bagno, devono seguirla queste due ancelle. Infatti

97

Chiesa dei dolori

nella fede in Cristo e nell'amore per Dio la Chiesa cresce in tale


bagno con inni di lode ...
Quando per le due aocelle erano partite, si fecero
avanti i due anziani e dissero: ecco, le porte del giardino sono
chiuse, nessuno ci vede. Noi ardiamo di passione per te, acconsenti
alle nostre voglie .
La beata Susanna udl tale discorso che le tocc il cuore
e dalla sua bocca non usci alcuna parola. Infatti ella non voleva
essere violentata da questi uomini senza legge. Ma quanto qui
successe a Susanna, ecco si verifica realmente anche oggi con la
Chiesa, tutto, cos ti accorgerai, si compie in lei.
Anche oggi i due popoli hanno complottato di carpire la
purezza della fede a molti santi figli della Chiesa. Essi aspettano
un giorno adatto e poi penetrano nella casa di Dio, dove tutti si
sono ritrovati insieme per pregare e cantare inni a Dio. Essi ne
catturano un paio affascinandoli con queste parole: venite, fate
causa comune con noi e adorate i nostri dei! Se no, noi testimonieremo contro di voi! . E se i santi non danno il loro assenso,
vengono trascinati davanti al tribunale e accusati di violazione
delle leggi imperiali e condannati a morte.
Allora Susanna mand un sospiro profondo e disse: i~
sono incalzata da tutte le parti. Infatti se io cedo, la morte per
me. Se rifiuto, non posso sfuggire alle loro 'mani. meglio per
per me non cedere e cadete nelle loro ma11i che .peccare di fronte
al volto di Dio! .
Udite voi queste parole della donna casta ed amata da
Dio? Sono incalzata da tutte le parti, diceva. Cosl pure la Chiesa.
Essa non offesa e messa alle strette solamente dai Giudei, ma
anche dai pagani, e addirittura da uomini che si chiamano cristiani
e per in verit non sono cristiani. Quando costoro vedono la
condotta casta e ferma della Chiesa, hanno una gran voglia di
privarla della purezza di fede. Allora dice la Chiesa: Se io faccio ci per me la morte! Infatti non obbedire a Dio e sottostare
al volere degli uomini genera la morte e la pena eterna .
Per, cos prosegue la Chiesa, se non lo faccio, non
posso sfuggire alle vostre mani . Anche questo si avvera con pienezza in lei. Quando coloro che sono condotti davanti al tribunale per amore del nome di Cristo fanno ci che gli uomini loro
prescrivono, muoiono di fronte a Dio, anche se vivono di fronte
al mondo. Se essi non lo fanno, certamente non sfuggono alle
mani dei giudici, ma sono condannati e condotti a morte. Veramente meglio per loro essere uccisi dall'ingiustizia degli uomini
e rimanere in vita presso Dio piuttosto che porsi dalla loro parte,
meglio diventare liberi - e cadere nelle mani del Dio vivente!

98

Mater Ecclesia

99

Perci anche il nostro Signore Ges Cristo morto ed

li vostro corpo sar verginalmente bello per Dio, e voi


prenderete le vostre lampade luminose ed aspetterete lo sposo.
E quando egli bussa alle vostre porte, gli aprirete, ed
allora intonerete a Dio l'inno eterno per mezzo di Cristo, a cui
sia l'onore per l'eternit. Amen.

ritornato in vita, per r.egnare quale re sui vivi e sui morti .


Questo ci insegna la beata Susanna, che la figura dei misteri della Chiesa, la cui fede e la cui purit del corpo, in fedelt a Dio,
viene proclamata su tutta la terra fino a questo giorno odierno ...
Ed ora io prego voi tutti che leggete queste parole, donne e vergini, piccoli e grandi: abbiate davanti agli occhi i giudizi
di Dio, affinch pme voi pcissia te ricevere la ricompensa da Dio e
siate liberati dalla seconda morte per mezzo del Logos che abitava in Daniele! Voi uomini, emulate la castit di Giuseppe, voi
donne la purezza e la fede di Susanna!
Non tollerate nulla di quanto merita una giusta disapprovazione, affinch non risulti vero per voi ci .che hanno affermato i due anziani.
Anche oggi infatti sono venuti dei seduttori bugiardi, che
ingannano le anime dei santi, con la stoltezza di inutili pettegolezzi, con la corruzione di una falsa fede, in tutto avidi del loro
amore.
L'Apostolo, avendo previsto questo, disse: Io ho soltanto temuto che, come un tempo il serpente ha sedotto Eva, cosi
anche il vostro. cuore potesse corrompersi nel!' amore puro per
Ges Cristo .
Perci vigilate, voi santi, vi supplico! Amate la giustizia, considerate attentamente la purezza di Susanna che non ha
obbedito agli anziani neppure sotto la schiavit della concupiscenza, ma dal pi profondo del cuore rimasta timorata del Signore.
Ella ha scelto la morte che dura solo per un attimo, per
evitare il tormento del fuoco eterno.
Diletti, manteniamo dunque tntti la fedelt. Camminate
nel rispetto, affinch nessuno di noi, sopraffatto dai peccati, diventi corruttore della sua stessa anima.
Noi lo sappiamo bene: Dio giudice vendicativo per ogni
azione peccaminosa. Egli un occhio completamente spalancato,
di tutto ci che avviene sulla terra nulla rimane a lui nascosto.
Ma se il vostro cuore rimane puro e desto, se la vostra
vita piena di c'asta accortezza, ecco, allora voi sarete imitatori di
Susanna.
Allora potete immergervi nelle delizie del giardino paradisiaco.
Allora potete ristorarvi alle sorgenti d'acqua eternamente
scroscianti.
Allora sarete liberati da ogni macchia.
Allora vi si unger con l'olio santo del cielo.

Chiesa dei dolori

Ippolito di Roma

l -

100

Mater Ecclesia

XXV. Il canto, della madte in punto di morte


Chi questo figlio per la cui vita la madre, mentre par. torisce, sacrifica la propria vita per entrare in una vita pi bella?
Rachele durante le doglie morta per Beniamino, che
ella chiam il figlio dei dolori . Per nel compimento questo
figlio di dolore simbolizza la comunit dei fedeli negli ultimi giorni del periodo terreno.
'
Infatti in quei giorni si innalzer il figlio della perdizione, il demonio, che si eleva sopra tutto ci che di Dio e che
incute un santo timore, che si stabilisce nel tempio di Dio facendosi passare per Dio. Egli guider un esercito da battaglia contro
i santi, infierir come una bestia impazzita. Ecco, lo ha predetto
il Salvatore: vi sar una tribolazione cos grande quale non ci
fu dall'inizio del mondo .
Egli si introdurr come un lampo, crudele e inumano, ma
solo nella schiera dei santi. Anche questo Cristo volle predire
quando disse: e se quei giorni non fossero accorciati, nessun
uomo di questa carne potrebbe essere salvato. Per. per amore degli eletti quei giorni saranno abbreviati .
Scoppier la persecuzione contro quegli eletti che sono
fedeli nella fede.
Sar terribile e insopportabile il dominio dello sgomento. Molti si vergogneranno e si umilieranno. Ma saranno abbreviati tali giorni, perch Dio nel suo cuore benevolo commisura la
portata di tale tentazione alla forza di coloro che sono messi alla
prova. Infatti Paolo ci insegna a pensare in questo modo: Dio
fedele, e non vi metter alla prova al di sopra delle vostre forze,
ma dar la forza per aspettare la buona fine . Cos nel momento
in cui nato Beniamino, l'ultimo dei figli, il popolo delle doglie
dolorose, allora muore Rachele la madre.
La Chiesa entrer nella vita dell'al di l, e fa Chiesa siamo
noi. Noi, a cui viene donata come ricchezza eterna, per mezzo
della fede in Cristo, l'unit con Dio nello Spirito Santo.
No, non ti stupire del fatto che solo nella morte questa
Rachele pu abbandonare le cose concrete di questo mondo terreno! Moltissimi meditano imbarazzati sul significato della antichissima immagine e dicono: Perci la Chiesa morir alla fine
del corso del tempo? Nel futuro sar dunque la Chiesa estinta
come una fiamma esausta? E questo l'ingresso in una vita pi
bella? . E noi rispondiamo: Quando tu senti il nome Chiesa,
sappi che la santa comunit dei credenti.
Fintanto che la Chiesa cammina in questa vita terrena
della carne, essa deve sempre morire, ma questa sola la via per

1O1

Chiesa dei dolori

una crescente pienezza del cambiamento e dello sviluppo nella


vita cristiforme, questo il modo della sua trasformazione nella
creatura che pi bella e celeste. Per questo il beato Paolo rimprovera i suoi fedeli con impeto santo: Se voi siete morti con
Cristo' agli elem{nti di questo mondo, come mai pensate ancora
come se viveste tuttora in mezzo al mondo? .
Ed egli annuncia agli uomini che gi ora hanno rinunciato alla vita e ai piaceri della carne: voi siete morti, e la vo-.
stra vita nascosta con Cristo in Dio. Ma quando Cristo, la nostra
vita, comparir di nuovo, allora anche voi risplenderete con lui
nella gloria .
Anche noi, egli dice con profondit di pensiero, dobbiamo uccidere le nostre membra del corpo sulla terra, le concupiscenze, le passioni e tutte le altre sorelle.
Perci la morte di Rachele simbolo della morte in Cristo che la comunit dei credenti subisce, simbolo della morte
della Chiesa, Per una morte che ci riconduce ad una nuova vita.
Ora la Chiesa morte per questo mondo, perch-il suo .
modo di pensare non quello del mondo. Essa vive ~olo per Dio,
vive nello Spirito, vive in Cristo e nella vita evangelica.
Certamente la Chiesa ancora nel mondo, poich essa
continua a camminare nella carne. Essa nascosta come in una
tomba e non rifulge di uuu splendore terreno.
Cantiamo perci la sublime lode della morte della Chiesa, poich, ecco, in essa si cela il punto di partenza della vita
eterna in Cristo.
Questo vero: un tempo saremo tutti strappati in alto,
dalla dissoluzione alla giovinezza eterna,
dalla morte alla vita,
dalla infermit alla forza vittoriosa,
dalla piccolezza alla gloria,
da un tempo limitato alle dimensioni eterne.
Cosl avverr, proprio cos, se noi siamo eternamente di
casa presso Dio. Per mezzo suo e con lui sia a Dio Padre con lo
Spirito Santo la potenza e la gloria per i secoli eterni. Amen.
Cirillo di Alessandria

102

1O3

Mater Ecclesia

Chiesa dei dolori

XXXVI. Vergine che piange

XXXVII. La Chiesa nel torchio

Perch piangi, tu Rachele la bella, ancella e madre,


il cui volto costituisce il visibilio di Giacobbe?
Come se gli piacesse l'occhio brutto
di Lia che sta invecchiando.
Asciuga, o madre, i tuoi occhi bagnati,
cme ti stanno male rigati dalle lacrime!

Abbi piet di me, o Dio, perch l'uomo mi calpesta,


ogni giorno la sua ostilit 1ni tormenta .
Cos prega la vergine Madre Chiesa, essa, che genera i
popoli credenti, pur rimanendo intatta la sua verginit.
Ed essa supplica il so sposo divino con lacrime sante:
Ah! non permettere che io sia totalmente schiacciata dai miei
nemici! . Essa infatti cammina ancora nella miseria di questo
mondo terreno.
Egli mi calpesta , dice lei. Infatti questo canto salmodico viene intitolato per il torchio , e il vino viene spremuto
soltanto se il grappolo d'uva calpestato senza piet.
L'uomo , dice lei, per essa si riferisce al diavolo, cos
come il Signore dice nel Vangelo: l'uomo cattivo che sparge
il loglio il diavolo .
Ogni giorno la sua ostilit mi tormenta . Tu comprendi allora come la santa Chiesa soffre in questo mondo. Senzafoterruzioni il diavolo sferra i suoi attacchi, come dice l'Apostolo: la
nostra battaglia non avviene solo contro la carne e il sangue, ma
anche contro i principati e le potest di queste tenebre ,
Una battaglia. mortale perch dandestina! Una lotta dura, percl1 l'avversario pi forte!
Qual questo combattimento in cui si deve lottare petto
a petto con il nemico e in cui non si possono capire i suoi stratagemmi?
Il nostro avversario non si indebolisce n si stanca, non
si d alla fuga, anche se noi lo sgominiamo. Egli ritorna pi equipaggiato, quando la Chiesa lo ha sconfitto una volta con la grazia
di Dio.
I miei nemici mi calpestano tutto il giorno . fl l'umiliazione pi profonda quella di essere offesi a pedate. Ma da tale
umiliazione scaturisce la vittima dei nostri altari, poich non pu
sgorgare il vino se il piede non pigia il grappolo d'uva. Cos il
nemico pigia la Chiesa nelle sue membra. M~ da !). sgorgano le
grazie divine per i santi.
Io per confido in Dio e non temo ci che l'uomo continua a fare anche a me . Non una contraddizione questa? La
Chiesa si stava ancora lamentando, essendo calpestata e attaccata
dall'uomo, essa appunto, nel timore di un pericolo minaccioso invocava compassione dal Signore. Ed ora essa parla con decisione:
io non ho paura degli uomini!
Ma ecco, entrambe le cose sono vere. Essa ha paura,
quando davanti a s vede la sofferenza momentanea di questo

Ahim, ahim, ahim !


Perch voi dite che io spargo lacrime senz~ motivo,
dal momento che sono privata
del triio figlio, il quale nella povert costituiva il mio
unico conforto,
il quale non concedeva ai nemici
la stretta zona di confine, che mi spettava per mezzo di Giacobbe,
il quale dovette aiutare i suoi stolti fratelli,
poich io li ho generati cos numerosi?
Si possono spargere lacrime,
per colui che ha ottenuto il cielo,
e che davanti al trono dell'Altissimo,
pregando incessantemente, assiste i fratelli che si trovano nella
miseria?
Notker der Stammler

104

Mater Ecclesia

mondo terreno. Ed essa scaglia lontano ogni specie di timore,


quando guarda al futuro, Infatti che cosa pu ancora subire da
parte di un uomo colui che ha riposto tutta la sua speranza in un
giudizio compensativo?
Le mani dei carnefici possono uccidere, esse devono attizzare le fiamme della fornace ardente. La Chiesa disprezza tutti
i tormenti nelle sue membra, poich essa conosce soltanto una
speranza: la ricompensa gratuita del suo Signore e Salvatore.
Ed io sar bella dinanzi a Dici nella luce dei viventi .
Essa sar bella, dice la Chiesa, quando nel futuro .i suoi santi si
manifesteranno nella luce dei viventi. La Chiesa sar bella nei
suoi santi, sar senza macchie e senza rughe.
Infatti ci che si compie sempre nei santi, risplende nel
volto della Chiesa. Come la salute interiore dell'uomo brilla nella
bellezza degli occhi, come, secondo la parola di Salomone un
cuore sereno fa fiorire il volto , cosl una volta la bellezza della
virt dei santi luccicher qual goccia di rugiada sul volto della
Chiesa.
Il canto della santa vergine e madre, la Chiesa, si
spento. : lei che ci ha generati, rimanendo intatta. Lei ci ha fatti
scaturire dal suo verginale seno materno nella vita della luce
eterna.
Ah! l'ultima ora della vita terrena possa trovarci come
la Chiesa ci ha generati nel battesimo! E se il torchio di questo
mondo ci pigia, noi ne vogliamo essere contenti, poich deve spremerci fiumi di vino!
Nella tribolazione vogliamo cantare il nostro ringraziamento, e in mezzo alla sofferenza non vogliamo mai disperare. Infatti tutte le torture e tutte le forme di schiavit ci conducono alla
ricompensa beata.
Il Senatore Cassiodoro

1O5

(',

XXXVIII. Lamento contro i preti

I[

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Chiesa dei dolori

Sdraiata sul letto della mia mal.attia che da lungo tempo


mi sta tribolando, nell'anno 1170 dall'incarnazione del Signore,
io ho contemplato, vegliando con l'anhna e col corpo, una meravigliosa visione. Mi apparve la figura di una donna. Essa era circondata da una incantevole dolcezza, talmente avvenente nella sua
graziosa bellezza che lo spirito creato dell'uomo non in grado di
capirlo. La sua statura arrivava dalla terra al firmamento. Il volto
era inondato di uno splendore sublime e i suoi occhi guardavano
il cielo. Un vestito di seta bianca splendente la avvolgeva e la ricopriva un mantello, adornato di pietre preziose, di smeraldi, zafjri, cristalli e perle. Ai piedi portava della scarpe dal colore d'oro
dell'onice.
Il suo volto per era coperto da polvere di terra, il suo
abito di seta era stracciato dalla parte destra. Il mantello aveva
perso la lucentezza della bellezza originaria, e le calzature erano
sporche.
Ed ella gridava verso il cielo con voce forte e singhiozzante: Ascoltami, o cielo, e guarda come il mio volto. pieno di
polvere. Tu, o terra, rattristati perch il mio vestito strappato.
Trema, o abisso, perch le mie calzature sono piene di fango. Le
vcilpi hanno delle tane e gli uccelli i nidi, ma io non ho neppure
un aiuto consolatore, non ho n un bastone n un sostegno su cui
potermi appoggiare .
E di nuovo ella gridava: Un tempo io ero nascosta nel
cuore del Padre fino al giorno in cui il figlio dell'uomo, concepito
e generato dalla purezza verginale, ha sparso il suo sangue ed in
questo sangue mi ha scelto come sposa, mi ha dato questo sangue
come dote nuziale, affinch io nella rigenerazione pura e semplice
dallo Spirito e dall'acqua potessi ridare la vita agli uomini sfigurati e contaminati dalla bava velenosa del serpente.
Per i padri che mi dovevano nutrire, cio i preti, che
dovevano far risplendere il mio volto come l'aurora, che dovevano rendere il mio vestito sfavillante come un lampo e il J;Ilio mantello come lo splendore di pietre preziose e le mie scarpe come
una luce luminosa, essi hanno gettato il mio volto nella polvere,
hanno stracciato il mio vestito e hanno fatto del mio mantello una
ombra sporca ed hanno imbrattato le mie scarpe. Essi, che sono
stati eletti per formarmi bella in tutto, mi hanno compiuto tale
affronto.
Essi insudiciano il mi volto perch, nonostante la losca
rilassatezza dei loro costumi, nonostante la bava dei loro sollazzi
impuri e adulteri, nonostante la lussur.iosa cupidigia del denaro,

106

Mater Ecclesia

con cui comprano e vendono (ci che non di loro competenza),


prendono il corpo e il sangue del mio sposo nelle mani e nella
bocca, e lo rotolano nel fango come se si gettasse nella sporcizia
dinanzi ai maiali un bimbo puro. Infatti come un tempo l'uomo,
quando Dio lo form dal fango della terra, divent carne e sangue, poich il Creatore gli alit sul .volto lo spirito della vita, cosl
la stessa forza creatrice, non appena la parola del prete invoca la
divinit, trasforma sull'altre i doni del pane e del vino nel vero
corpo e nel vero sangue di Cristo, che il mio sposo. L'uomo a
causa della cecit ereditata per la caduta di Adamo non pu ancora vedere questo soltanto con gli occhi del corpo. Cosi pertanto
le ferite del mio sposo ancora sanguinanti di fresco sono squarciate e sono squarciate cosi apertamente come le ferite dei peccati
dell'umanit. E proprio queste ferite le profanano i preti, che
invece mi dovevano avvolgere in un abito bianco, che mi dovevano
servire con una purezza illibata, allorquando essi corrono di chiesa
in chiesa con una insaziabile cupidigia terrena. Essi per, questi
traditori della legge e del vangelo e della dignit sacerdotale, lacerano
il mio vestito e offuscano lo splendore del mio mantello I
.
quando non adempiono i doveri della loro vocazione, non camminano con buona volont e con azione coraggiosa, negli sme~
raldi della sobriet, nella effusione della carit, che sono come
preziosi zaffiri, e in ogni azione buona e giusta attraverso cui Dio
viene onorato come con un dono di pietre preziose. Ed essi imbrattano il bordo superiore delle mie scarpe, perch essi non camminano sui sentieri retti, duri e ripidi della giustizia, perch essi
non sono di buon esempio a quelli che obbediscono loro. Eppure
proprio nelle mie scarpe, come per mia gioia segreta, si simboleggia pure che io ho ancora un paio di uomini che camminano nella
verit pura ... .
Ed io ho udito una parola dal cielo: La figura di que~
sta domia la Chiesa. Tu per, creatura umana, tu che la vedi
cosi e senti le sue prole di lamento, va' ed annuncia questo ai
preti che sono posti e consacrati per guidare ed ammaestrare il
popolo di Dio, di cui stato detto, come degli apostoli: "andate
in tutto il mondo e proclamate la lieta notizia ad ogni creatura" .
Ed ecco, io povera e debole donna, ho visto una spada
scoperta, che pendeva sguainata nell'aria, con un fendente rivolto
verso il cielo e un altro verso la terra. E questa spada era distesa
sulla folla degli ecclesiastici che un tempo il profeta previde e di
cui disse con stupore: chi sono costoro che passano volanqo come uccelli e come piccioni verso le loro colombaie? . Essi, che,
sono illustri sulla terra, essendo scelti dal popolo comune, e che
perci sarebbero dovuti vivere in modo santo con la semplicit

'

'
'

.._.

'

':!!/'

107

Chiesa dei dolori

di colombe nel contegno e nei fatti, essi ora si sono corrotti nel
loro contegno e nelle loro azioni. Ed io ho visto come questa spada si abbattuta colpendo molti luoghi del popolo spirituale, cosi
come un tempo Gerusalemme stata distrutta dopo la passione
del Signore. Ma nello stesso tempo io ho contemplato anche una
grossa schieta di preti puri, timorati di Do e innocenti, che Dio
si metter da parte in ogni tribolazione, cosi come egli disse nel
passato ad Elia, che si sarebbe riservato settemila uomini in Israele, i quali non avrebbero piegato le loro ginocchia dinanzi a Baal.
Che voi vi possiate convertire a questa schiera dei buoni, che il fuoco inestinguibile dello Spir~to Santo entri in voi!
Ildegarda di Bingen

108

Mater Ecclesia

XXXIX. In attesa della gloria


E lo sposo incomincia a parlare: O mia sposa, mia regina, mi senti tu? Disprezzi tu la mia nudit di morte, attraverso
la quale tu hai avuto una tale bellezza?
Te ne andrai da me perch io sono povero e nudo, inca. pace di renderti ricca? ...
Ti pare assurdo che io sia morto per te, solo perch io ti
amo tanto? ...
C' bisogno di un animo umile, se vuoi seguire il tuo
sposo umiliato, e solo in questo modo si degni del suo amore.
Perci ascolta, o figlia, ascolta e guarda: Cristo dovette
soffrire e cosi risorgere il terzo giorno ... Ma ecco, ora il Padre mi
ha posto ai piedi tutti i popoli, mi ha costituito capo dei pagani.
E cosi ora ti ho formata in maniera talmente meravigliosa che mi prende un desiderio ardente della tua bellezza, della
tua bellezza che non ti sei applicata da sola, che non hai creato
tu stessa. lo te l'ho preparata, io te l'ho donata ...
Perci canta l'inno di giubilo, percorri con grida il cammino, fino a quando giungerai alla santa e divina fortezza rocciosa,
dove abita la vita eterna! Lass non.esiste pi n il tormento dell'anima n la paura della morte, l non vi sono pi degli amici infedeli, dei nemici che perseguitano con perfidia.
Sulla roccia del cielo tu regni eternamente con l'Eterno,
tu sei lieta della felicit eterna .
Signore, Signore Ges, tu sei la vita eterna della patria
vera ed eterna, poich ce l'hai procurata tu.
Tu sei la lampada della casa paterna che illumina dolcemente, tu sei il sole della giustizia in quella terra, tu sei il giorno
che non volge mai al termine, tu sei la luminosa stella del mattino.
Ll tu solo sei il tempio, il prete e la vittima. Tu solo il re
e il capo, il signore e il maestro, tu sei il tramite della unificazione, tu sei la fonte sorgiva e la pace, tu sei la dolcezza infinita.
Ll tutti coloro che appartengono a te ti seguono, e tu ci
sei sempre, non te ne vai pi via, dirigi il casto ballo sui prati
della gioia ...
Quando perci in noi si desta la nostalgia della vita eterna, della vera patria, della comunione con tutti i santi lass nella
citt sui monti elevati, ecco, allora noi quaggi dobbiamo diventare umilmente piccoli nella casa del Signore, dobbiamo prendere
su di noi l'affiizione insieme con la nostra madre addolorata, la
Chiesa.
,
O tu autentica madre, santa madre Chiesa, madre casta,

109

Chiesa dei dolori

madre incantevole! Raccoglici tutti tra le tue braccia, trattienici,


noi che siamo i tuoi figlioli, e siamo stati da te stessa allattati al
tuo seno.
Tu sei vergine, eppure noi tutti siamo tuoi figli. Tu sei
intatta, eppure ci hai generati. Tu sei bella, ma non ti lede alcun
soffio di passioni.
Tu ti mantieni pura e senza macchie per il tuo sposo fedele, da cui sei feconda nella maternit spirituale.
Invoca quindi per noi dal tuo sposo protezione e conforto. Protezione, perch non ci spaventi e 'non ci abbatta la potenza crudele e malvagia degli uomini. Conforto, affinch non ci
confondiamo dinanzi al tuo umile aspetto, perch non ci sottragga
dalle tue braccia la chimera di una felicit terrena... O madre,
guarda i figli che sono la tua consolazione. Noi piangiamo insieme con te e vorremmo dirti:
Subiamo la persecuzione, ma non siamo abbandonati.
Siamo umiliati, ma non andiamo in rovina. Sempre portiamo nel
nostro corpo le ferite mortali di Ges, affinch dal n()stro cor_po
mortale risplenda la vita di Ges .
Ascolta, o madre,. ci che dice lo sposo: soffri pure,
soffri sempre come una sposa fedele, soffri sulle strade che io ho
percorso. Solo cosi tu prendi parte alla mia gioia eterna! .
Quodvultdeus di Cartagine

110

Mater Ecclesia

XL. La vincitrice terrena


Dove esiste nel mondo qualcosa di pi potente della
Chiesa di Dio? Non mi parlare di mura, e neppure di armi! Le
mura si sgretolano col passare del tempo, ma la Chiesa non invecchia mai. Le mura sono espugnate dai barbari, mentre la Chiesa non la abbattono neppure i demoni.
Questo non un borioso sfoggio di parole, la storia
che lo testimonia. Quanti hanno gi intrapreso la guerra contro
la Chiesa! Tutti i nemici sono caduti nella polvere, mentre la
Chiesa si muove sopra i cieli. Infatti questa la sublime caratteristica de.Ila Chiesa: la si combatte, ma lei rimane vittoriosa. Ci
si impadronisce di lei, per essa rimane signora. La si umilia, per
essa risorge di nuovo pi gloriosa.
Lo devono sentire i Greci, lo devono as~o!tare attentamente i Giudei: la nostra gioia pih profonda si radica nel fatto
che la Chiesa sovrana!

Sono moltissimi coloro che hanno gi dichiarato guerra


alla Chiesa, ma forse che qualcuno l'ha sconfitta? Quanti tiranni,
quanti comandanti, quanti re, Augusto, Tiberio, Caio, Claudio,
Nerone, uomini di ingegno e uomini di pugno - tutti si sono
mossi per estirpare questa pianticella ancora cosi tenera. Ma la
radice era robusta. Si, proprio cos. Ci si dimenticati degli assalitori della Chiesa e la corrente del silenzio li ha spazzati via.
La Chiesa, sempre in guerra, si slancia sopra tutti i cieli.
Perci non fissate sempre la Chiesa quale essa ancora
pellegrina sulla terra! Contemplatela pure quale essa gi' ora nel
cielo!
Ma donde io vengo a sapere questo? Lo so precisamente
dal decorso della sua storia terrena. La guerra si iniziata contro
gli undici apostoli, contro di essi si levato un fronte del mondo,
per colei che era osteggiata ha vinto ed ha spazzato via i nemici. Le pecore sono state pi forti dei lupi.
Non hai letto tu che il buon pastore ha mandato gli apostoli come pecore tra i lupi, in mezzo ai lupi, affinch essi non si
potessero salvare neppure attraverso la fuga? Dove c' un pastore
che agisca in tale modo? Cristo lo ha fatto per indicarti che la
nostra beatitudine non prodotta dalle leggi dell'agire umano,
ma secondo un pensiero che sta al di l di ogni cosa. La Chiesa
ha affondato nel cielo le radici della sua vita!
Se tu non credi alle parole, credi ai fatti! Quanti tiranni
vollero dominare la Chiesa? Sono esistite delle caldaie per sacrifici, delle ardenti fornaci, dei denti di bestie, delle spade afllate,

111

Chiesa dei dolori

ma tutto invano. Dove sono oggi i nemici della Chiesa? Nessuno


continua a parfare di loro, l'oblio li ha cancellati.
E dov' la Chiesa? Il sole la irradia di splendore. I nemici sono estinti, la Chiesa immortale.
Se un tempo un pugno di cristiani non pot essere sconfitto, come essa non potrebbe rimanere vittoriosa oggi che tutto
il mondo riempito dalla veta fede in Dio?
Cielo e terra. passano, ma la mia parola non passa .
. Questo vero poich Dio ama la sua Chiesa pi che la sua volta
celeste. Egli non ha assunto la carne del cielo, ma la carne della
Chiesa.
Il cielo costruito per la Chiesa, non la Chiesa per il
cielo!
Giovanni Crisostomo

Regina eterna

115

Regina eterna

XLI. Benedetta tra le donne


E benedetta sei tu tra le donne , tn che sei l'unica vita,
la madre che genera la vita dei credent, tu sublime madre di Cristo, santa Chiesa!
,
Tu sei la sposa del mistico Adamo di Dio, e benedetto
il frutto del tuo corpo, il popolo uno formato da tutte le nazioni
viventi.
Tu sola sei privilegiata da Dio d uno sposo che non
nato da un seme umano: cio la Parola eterna che dimora in se
stessa. La Parola ti ha scelta per sposa, prima che tu fossi creata,
quando tu ancora non conoscevi nulla di lei e ancora non potevi
dedicarti a lei nell'amore,
Tu provieni dal fianco dell'Adamo divino, sei una parte
di lui: perci quanto normalmente viene sempre chiamato fede
estraneo a lui e non deriva da lui.
Egli ti ha edificata per s come la sua casa. Tn sei il suo
unico corpo, tutte le altre Chiese che esistono nel mondo_ egli
le lascia stare come donne disprezzate, poich esse non sono paragonabili a te ed esse vagano solitarie nell'errore.
Tu sola sei ossa delle ossa della. sua divinit fortemente solida. Tu sei carne dalla carne della sua natura umana, in
cui egli ha nascosto la sua natura divina mantenendola intatta,
e nessun osso gli sar spezzato .
Il tuo sposo ha abbracciato con amore soltanto te, tu hai
concepito da lui e per lui tu hai generato. Tu e nessun'altra, perch ogni altra fede. accoppiamento e generazione da un altro
padre , il serpente.
Infiammandosi d'amore per te Ges, il tuo amato, ha ripudiato l'ostinato popolo giudaico e la sua madre provocante, la
sinagoga. Egli ha abbracciato affettuosamente te, che sei la sua
sposa interamente pura, voi siete diventati due in una sola carne , t1n cuore e un'anima, un unico corpo, un unico santo corpo,
voi siete diventati l'unico Cristo, un'unica fede, voi siete l'uni-

co ovile e l'unico pastore . Gli altri greggi e gli altri popoli per
hanno numerosi pastori, dei pastori che conducono all'errore. Per
amore della tua bellezza Dio ti ha consegnata al suo figlio quale
sposa. Tutte le altre donne vanno in giro nel fango dei peccati
come prostitute che amoreggiano.
Per te soltanto vale la lieta notizia che risuonata: Cristo il mio sposo_ e lui io desidero . Tutte le altre sono sinagoghe e non possono mai dedicarsi a Dio con amore.
Per questo anora una volta io grido: benedetta sei tu
tra le donne, tu sola, tu Chiesa di Dio e di Cristo che risplendi ra~

116

Mater Ecclesia

diosa nella corona nuziale e nella benedizione dei figli. Tu sola


sei benedetta tra tutte le donne, tu e nessun'altra. Infatti soltanto
tu ti sottometti al cornando sovrano del Signore di ogni signore,
mentre ogni altro popolo soggiace alla tirannia del drago.
Tu sei nemica, avversaria invincibile, dominatrice del
serpente. Per ogni altra fede amicizia, asservimento e amoreggiamento col serpente. Dio ha denominato soltanto te la vita
che porta la vita, la madre di noi tutti che abbiamo la vita per
mezzo tuo. Ogni altra fede morta. e sepolta nel peccato. Egli ha
rivestito solo te con l'abito e con i gioielli della sposa prescelta.
Le altre sono sinagoghe vagabonde, nude e senza il vestito del
pudore, senza l'ornamento che ricopre in modo meraviglioso, tu
lasciale stare perch esse non hanno voluto rifugiarsi sotto la
protezione delle tue ali .
Soltanto la tua discendenza, o tu che sei totalmente pura,
il tuo seme generato dal Logos Dio, sconfigge e calpesta la razza
infame del drago a forma di serpente. Ogni altra fede, concepisce
dal drago e genera serpenti, biscie e scorpioni: i popoli che sono
aspri come veleno di serpente. Tu sola passi schiacciando, distruggendo mortalmente la testa del drago policefalo: infatti tu lo soffochi e lo distruggi nell'acqua del battesimo.
Il tuo sposo ha creato solo te a sua immagine e somiglianza , ti ha resa conforme alla gloria di Dio. Le sinagoghe invece portano in s l'immagine del nemico di Dio. Solo su di te
ha pronunciato la benedizione affinch tu cresca e ti moltiplichi e riempia la terra coi tuoi figli. Tutte le altre sono prostitute,
belle all'aspetto, ma prive di ogni benedizione.
Cristo ha posto solamente te quale sovrana su tutti gli
animali della terra: sugli uccelli del cielo, che sono gli angeli
santi, sugli animali della terraferma che sono gli uomini; sui pesci muti, poich egli ha assoggettato a te, per una fede che ascolta,
perfino gli infedeli servilmente muti.
A te soltanto egli ha concesso la grazia di assaporare la
gioia pura e mai troppo profonda, perch egli ti. ha fatto mangiare dall'albero della vita. E fuori le prostitute gemono come cani,
poich non hanno parte al pane del cielo.

Tu sola coltivi e curi con attenzione il tuo giardino del


Paradiso. Tu scacci dalla tua vigna i lupi e le volpi, che infieriscono sui campi incustoditi e trascurati, pullulanti di erbacce, di
coloro che credono il falso. O prodigio! Tu sola sei divenuta
ausiliatrice dell'uomo: di Dio stesso, che il tuo aiuto e la
tua difesa. Infatti tu ti preoccupi di lui, insegni, annunci, battezzi, converti, tu procuri tutto a lui poich egli la luce degli
uomini nell'oscurit e nell'ombra di morte.

117

Regina eterna

Continuamente tu generi, allevi i tuoi figli col pane, dai


loro da bere il calice. Tu rifiorisci sempre da capo, porti frutto,
metti i ramoscelli nel fresco verde. Ogni giorno tu alimenti le
schiere dei tuoi figlioli coi frutti del tuo giardino e della tua vigna.
Tu sei per il tuo sposo una genitrice fedele, la custode
della sua casa, sposa amabile. Tu sei piena di ardente dedizione,
coraggiosa, pronta ad aiutare, battagliera, equipaggiata per la guerra. Tu sei sempre pronta a rischiare la tua vita per il tuo sposo
Adamo Cristo, a sfidare ogni pericolo per lui. Per questo egli ha
posto i Cherubini a farti da guardia come ad una imperatrice, con
l'armatura delle spade fiammeggianti e infallibilmente efficaci. Essi difendono in te la vita eternamente immortale, i Serafini costituiscono il tuo corteo e ti coprono con sette ali. I Troni si ritirano di fronte a te, gli spiriti ti guardano sbalorditi con molti
occhi. I Principati ti servono, le Potenze sono il tuo seguito, le
Potest cantano dinanzi a te. Di fronte a te i re giacciono nella
polvere, i preti ti cantano i loro inni, i popoli della terra ti rivestono di gioielli, ogni lingua proclama la tua lode.
Ors dunque ora, o Chiesa, che sola tra tutte le altre
sei stata ritenuta degna di tale onore e di tale gloria dal tuo sposo
Cristo, ti prego e ti scongiuro, o tu che sei mia madre fin dagli
anni della mia tenera giovinezza, madre dei miei antenati, mia sostenitrice: f sempre scaturire dal tuo seno la sorgente zampillante di vita, il fatte puro e sincero del tuo insegnamento, affinch
io possa con questo tuo dono istruire e nutrire le tue pecorelle.
Chiesa di Dio, pura colomba dello Spirito Santo, non disdegnare
di annidarti nel mio cuore, di estendere su di me le tue ali e di
generare la nuova vita per mezzo mio.
Non tacere, celeste usignuolo. Canta ininterrottamente,
f .risuonare nelle mie orecchie le melodie divine; io vorrei sempre svolazzare attorno al tuo nido e porgere il nutrimento ai tuoi
piccoli.
Scorri incessantemente, sorgente zampillante della vita.
Dobbiamo aprirci dal tuo Eden paradisiaco dei fiumi di acqua di
vita, limpidi e sempre nuovi, e a questa sorgente devono bere a
saziet i greggi dei tuoi agnelli che vivono del Logos.
.
Sorvegliaci per sempre con occhi attenti, o tu bella giardiniera cori la corona di fiori. Insegnaci ad aver cura dei tuoi
fiori, affinch essi siano di consolazione ai tuoi occhi.
Non lasciarci naufragare nell'oscurit del novilunio, o
luna che risplendi perennemente. Illuminaci il sentiero per mezzo
dell'oscurit dvinamente misteriosa delle Sacre Scritture. Non
desistere, o sposa e compagna di viaggio dal sole Cristo, che ti
riveste della sua luce quale tuo sposo lunare, s, non desistere dal

118

. Mater Ecclesia

trasmetterci da lui i tuoi raggi di luce, affinch egli da s per mezzo


tuo doni la sua luce alle stelle ed essa si infiammi da te per te.
O tu che sei lo scrigno di Dio, facci partecipi della pienezza della tua moneta imperiale d'oro genuino che porta la tua
effigie. Io vorrei darla alle anime come a buoni cambiavalute e
rendere cosi per mezzo loro
ancor pi dovizioso
il tuo patrimo.
.
nio che scorre da Dio.
La fine e l'inizio della mia lode per sia la preghiera: o
tu, posta da Dio stesso quale ausiliatrice dell'uomo: non cessare di assisterci col tuo aiuto in ogni tempo e in tutti i luoghi.
Noi disponiamo della tua rappresentanza, noi siamo entusiasticamente pronti a dare per te la vita e il sangue.
Noi vogliamo aiutarti, o ausiliatrice , con .tutta la
nostra forza, noi vogliamo ogni giorno morire per te, offrire le
nostre gole alla spada, spargere il sangue con grande. amore -.
per te ..
Anastasio Sinaita

119

Regina eterna

XLII. Donna apocalittica


Vedete voi la grande donna nel cielo?
Il sole il suo vestito, essa porta come corona dodici stelle
intrecciate,
e la luna si distende ai suoi piedi come sgabello.
Veramente, li la nostra madre.
Questa la sua immagine che agisce divinamente su questa terra,
pi grande di tutti i suoi figli.
I Profeti, che hanno scrutato nel futuro, l'hanno gi annunciata
da molto tempo:
essa chiamata Gerusalemme e sposa, monte di Sion, tempio e
tenda.
Essa la forza luminosa, sospirata dalla parola del Profeta:
Sorgi e risplendi, Gerusalemme, poich giunta la luce,
la gloria di Dio brilla su di te.
Ecco, sqlla terra giace la notte tenebrosa e l'oscurit ricopre le
nazioni,
ma sopra di te rifulge lo splendore del Signore
e la luce del Signore ti avvolge.
I re camminano nella tua luce e i popoli nel tuo bagliore.
Guarda e volgi attorno gli occhi:
ecco, tutta la tua prole si radunata,
i figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate sulle spalle .
Si, proprio lei, la Chiesa.
I suoi figli, nati dappertutto per il battesimo,
accorrono in fretta dopo il loro acquisto dalla inorte corporale
e si pongono al suo seguito.
La Chiesa canta esultante:
Mi avvolge una luce che non conosce pi la sera,
lo splendore del Logos mi rivste come un abito! .
Dove ci sarebbero dei gioielli cosi preziosi,
cos degni soltanto di una regina,
come il mantello della luce, che il Padre le mette addosso,'
in occasione del viaggio di nozze da Cristo Signore?
Venite ora e guardatela:
E lei che cammina, la donna sublime, lei la donna magnifica,
totalmente pura e pi splendente delle stelle del cielo.
Infatti la riveste colui che ha come natura la luce eterna.
Metodio di Filippi

120

Mater Ecclesia

121

XLIII. Regina di Saba

Regina eterna

XLIV. Madre celeste

Salomone nella sua sapienza


cantava dei cantici e la regina di Saba ne rimase sbalordita.
Tuttavia il vero discendente di Davide continua a cantare delle
melodie molto pi dolci,
cosicch, ascoltandolo, la Chiesa che proviene dai pagani tende
lorecchio,
affascinata dalla sua voce, che sussurra in modo dolcemente
accattivante:
Beata sei tu, o Chiesa,
gli angeli esultano e cantano il tuo banchetto nuziale,
gli uomini intonano la lode, i demoni battono in ritirata.
Lo sposo del cielo ti d in cibo il suo corpo,
con cui i bambini vengono santificati, protetti contro i diabolici
artifici.
Sta tranquilla, il tuo sposo in persona ti protegge da chi ti invidia
portandoti rancore.
Beata sei tu, o Chiesa,
un re che ti chiede in sposa, con la sofferenza egli ti rende
gloriosa,
la tua salvezza fluisce nel momento in cui egli muore dissanguato,
la croce diventata il suo letto nuziale,
il giorno della sua morte amara ti genera alla dolce vita,
ti rapisce, o donna beata, al trono del suo regno del cielo.
Satana giace per terra nella vergogna, e i tuoi figli sono liberi.
Beata sei tu, o Chiesa,
le tre arpe che suonano in maniera deliziosa risuonano dei tuoi inni,
. il tuo dito che suona con fede le tre arpe; l'umanit, Mos e
Cristo.
Infatti come tu dispensi il battesimo nel nome della divina Trinit,
ed esso sarebbe un gesto vuoto se fosse dato in un solo nome,
cos tu, o Chiesa, non suoni mai una sola arpa.
Perci la mia fede dice:
Le tre arpe sono una cosa sola per mezzo suo ed in lui, il quale
Uno.
Io onoro Mos, io confesso Cristo con atteggiamento di adorazione,
la natura nmana santa, cos affermo io con fede impavida.
Infatti la Chiesa. ha battezzato pure me nel nome della divina

Trinit,
essa mi ha dato tre corde d'arpa affinch io possa cantare a te,
finch tu,
o sposo, mi conduca nella patria.
Efrem Siro

O madre Chiesa, tu che sei veramente santa, immacolata


e perfetta!
Tu sola doni la vita nella forza della grazia divina, tu
sola doni la santit, tu sola con la parola che ammaestra riconduci ad unit il genere umano, il quale era diviso per i suoi. peccati.
Alh lode santa che tu proclami a Dio non possiamo aggiungere nulla e non possiamo togliere nulla. In tutti i salmi, il]
tutti i cantici tu celebri il canto di lode alla santa Trinit. Le tue
parole sono quelle che noi pronunciamo quando preghiamo, noi
cantiamo i tuoi inni, le tue lodi di onore che risuonano dolcemente.
L'arca di No la tua immagine, essa rappresenta la tua
natura in modo stupendamente chiaro. Tu sola puoi attraversare
il mare amaro di questo mondo e i violenti uragani dell'errore
nella rotta sicura della tua fede, contro tutti i pericoli derailuvio.
Tu galleggi ancora sulle onde di questo mondo avverso a Dio
nella sua terribile minaccia.' Ma nessun errore ti fa affondare. Al
contrario tutto ci che non al sicuro nel seno maternamente
protettivo di questa nave, cola a picco in un naufragio mortale.
Tu sola con la tua fedelt nella fede, che ti donata da
Dio, abbracci con gesto sicuro ogni verit. Infatti tu parli del
Padre non generato, del Figlio che generato, dello Spirito che
procede dal Padre e dal Figlio. Tu proclami un solo Dio nella
santa Trinit, egualmente eterna ed una nella onnipotenza. Tu
confessi che Cristo Signore, rimanendo nella sua natura divina,
ha assunto la carne umana, che egli pur conservando le due nature una sola persona. Tu dalla Nuova Alleanza dimostri la verit dell'Antica Alleanza, e cosi riconosci che il Nuovo Testamento si sviluppa dal Vecchio.
Per dire in una sola parola tutto questo: tu non puoi
annunciare nulla che non si debba credere per la salvezza. Tu sulla terra vuoi essere perseguitata da ogni parte, il nemico scaltro
ti vuole assalire con le sue truppe: tu sei come una piramide stupenda, che si slancia in alto splendente come marmo dalle quattro
estremit della terra, elevandosi fino al seggio regale dell'eternit.
Tu innalzi il tuo nobile capo su tutte le nazioni degli uomini.
Tu porti le anime dei salvati, come fiaccole luminose, negli atrii
sublimi del re.
Tu sei il deposito colmo di grano divino.
Tu sei la beata comunit dei santi provenienti da tutte le nazioni.

122

Mater Ecclesia

Tu sei il tavolo rotondo della pace, illuminato da una lampada


serale.
Indistruttibile edificio formato da pietre viventi.
Felicit eterna di tutti i beati,
pi luminosa del sole, splendente come neve, senza macchia e
senza difetti.
Di te sta scritto nel Cantico dei Cantici:
Chi risplende come l'aurora,
bella come la luna e lnminosa come il sole,
minacciosa come un esercito?
Come sei bella!
I tuoi occhi assomigliano a colombe,
essi risplendono dietro la veletta,
le tue labbra sono come un nastro di porpora .
Tu sei madre e vergine, feconda e intatta, genitrice mai toccata.
Il tuo alito odora del profumo della virt e il tuo sposo dice:
La tua bocca profuma come di" fior di melo, il tuo unguento
supera ogni profumo, le tue labbra, o sposa, stillano miele, la tua
lingua contiene latte e miele .
O Chiesa, tu puoi una volta per sempre dare a Cristo il bacio
dell'amore e rallegrarti senza fine per lo splendore della dignit
verginale. Di te sta scritto:
Oh! possa io ricrearmi
al bacio della tua bocca,
poich il tuo amore per me
pi dolce del vino .
Il Senatore Cassiodoro

123

Regina eterna

XLV. La patria delle anime


O santa Chiesa, come sei degna d'onore da parte nostra,
dolce madre dei credenti, noi vogliamo abbracciarti,
sposa di Ctisto, noi ti amiamo.
In te soltanto c' la vita pienamente perfetta,
in te il peccatore diventa un angelo,
in te si aprono le porte del Paradiso,
in te ogni preghiera viene esaudita.
Tu sei nata dal santo fianco di Cristo,
tu fin dalle origini sei pre~agit'a in Adamo.
Cari fratelli, noi vogliamo rifugiarci in questa Chiesa,
vogliamo afferrare imploranti le sue ginocchia,
poich solo in essa si trova la salvezza,
in essa avviene una crescita sana,

in essa noi possiamo parlare con Dio,


in essa noi diventiamo uguali agli angeli.
Infatti noi contempliamo solo nella santa Chiesa
il volto segreto di Dio.

Ps.Agostino

.124

Mater Ecclesia

XLVI. La sposa del Libano


Ors dunque, voi figlioli di Cristo,
voi figli della santa Chiesa di Dio,
lasciateci ora invocare la Chiesa.
Noi non osiamo chiamarla sposa,
come la chiama il suo sposo e signore,
il suo amato e re, il suo Dio e il suo protettore.
Noi ora siamo servi di questo Signore.
Eppure anche noi invochiamo la Chiesa,
cantando con Cristo lo stesso inno,
e perci risuona il nostro canto:
Avvicinati a me dal Libano, o sposa,
tu sei bella e in te non v' alcun difetto! .
O paradiso dell'artista divino,
citt del re santissimo,
sposa del Cristo che senza peccato,
o sposa, tu che sei casta, congiunta in matrimonio
con l'unico uomo, nella fede.
Tu sei fragrante, splendente per noi come 1'aurora,
bella come la luna, prescelta come il sole,
potente come un esercito.
Le regine ti proclamano beata,
le ancelle ti cantano gli inni,
e le vergini i cantici di lode.
Come ti innalzi raggiante dal deserto,
fondata sul tuo amato!
Intorno a te spira il profumo dei tuoi uuguenti
come una nuvolett sul mare di sabbia,
e ti circonda un soflio di incenso,
di mirra e di aromi preziosi.
Lo sposo ti previde quando disse:

il tuo nome come olio che scorre,


per questo le ancelle ti amano! .
Tu stai alla destra del re
nell'abito festivo con fregi d'oro,
in te non v' pi nulla di oscuro.
Una volta, sl, il sole ha bruciato te che eri nell'oscurit,
ora tu sei bella e raggiante di luce.
Santa madre Chiesa,
quando noi facciamo ritorno a te,
noi troviamo riposo in te dopo tutte

125

Regina eterna

le bufere nel terribile mare dell'errore.


Infine presso di te noi vogliamo trarre un lungo sospiro,
nella santa dottrina che tu conservi,
nella santa ed unica fede in Dio,
nella verit.
Epifanio di Salamina

126

127

Mater Ecclesia

Regina eterna

XLVIII. Il compimento delle immagini

XLVII. Visione della pace


Beata citt, tu santa Salom, denominata visione della pace,
che costruita nei cieli con 'pietre viventi,
e che gli angeli avvolgono splendidamente, come lo sposo fa con
la sposa.
Essa appena scesa dal cielo nella camera nuziale,
ben vestita, perch la sposa incantevole sia unita in matrimonio
. con il suo Signore,
le sue strade, le sue mura sono costruite con oro purissimo.
Le perle luccicano sulle porte, quando gli angeli le aprono,
attraverso di esse per la forza dei meriti vengono introdotti
coloro che nel mondo subiscono afllizioni per il nome di Cristo.
Ogni pietra levigata con la spinta e la pressione della sofferenza,
immesse al loro posto dalla mano del saggio maestro
esse si dispongono negli edifici santi in armonia continua.
Cristo stato calato quale pietra angolare delle fondamenta,
che attraverso la giuntura di tutti i muri mantiene un duplice
legame
che la santa Sion ha incorporato e rimane nella sua fede.
La vergine materna conduce alla luce i suoi figli,
resi bianchi e piacevoli nel fonte battesimale e unti col crisma,
che l'augusto figlio del Padre, Cristo, genera per il cielo.
I suoi cittadini totalmente consacrati a Dio e amati,
pieni di melodia di giubilo, pieni di lieti canti di lode,
celebrano con canto instancabile l'unico Dio e trino.
O Signore altissimo, ti preghiamo, entra in questo tempio,
accogli benevolo e con grazia i voti e le preghiere,
riversa con abbondanza su di esso la ricca sorgente della tua
benedizione.'
Concedi che qui tutti diventino degni di ascoltare la sua preghiera,
di entrare per sempre in possesso con i santi di ci che stato
ottenuto,
e di venire in paradiso, quando il riposo di Dio li chiama.
Sia lode ed onore al Dio altissimo,
al Padre, al Figlio e al Santo Spirito Consolatore,
la cui gloria e la cui onnipotenza regna per tutta l'eternit,
Autore ignoto dell'8 secolo

O Chiesa, a te eleviamo i cuori e le voci, gli occhi del


nostro corpo e le preghiere impiotanti delle nostre anime.
O tabernacolo della santit, o altare del Signore che irradia luce, o roccia, davanti alla quale ci prostriamo a tena in adorazione.
Ti devono circondare gli_ accampamenti degli spiriti celesti, che lodano il Dio increato con una sola voce.
O Altare della san,tit saldamente fissato, su di te giace il
sovrano della vita immo.rtale. Da te viene elargito ai viventi il
pane, che il corpo del Signore, in te viene dato agli uomini il
calice che il sangue innocente apportatore di salvezza.
In te, o Chiesa, i preti vengono onorati, e le comunit
si rallegrano in un lieto giubilo,
Su di te poggia la fede di tutti coloro che sono battezzati nel tuo santissimo fonte battesimale.
Per mezzo tuo sono benedette le corone delle vergini- che
camminano, come te, senza .macchie.
In te i peccatori trovano il perdono, quando essi riconoscono con fede la colpa. E tutti coloro che sono morti in te con
la speranza, e hanno fatto ritorno al loro Creatore, sono benedetti eternamente da Dio.
Ecco, o Chiesa, non dimenticarti di noi e fa' che noi possiamo sempre invocarti. Noi deponiamo nelle tue mani le nostre
anime!
O tu che sei il seggio del trono a quattro pieghe, tu sei
stupendamente adornato di dodici pietre preziose e sante,
Benedetta tra tutti, vergine intatta, madre di Dio, tempio del Signore, fiaccola che non si spegne mai pi, aureo turibolo
del fuoco divino.
In te arde il fuoco celeste che una volta s'accese. sul
Tabor.
In te risplende la luce eterea che un tempo avvolse il
Sinai.
In te sorto il sole incomparabile, che illumina tutte le
nazioni degli nomini.
,
Da te germogliata la rosa che non appassisce mai, e
da essa emana il profumo della immortalit, ora il giardino in
fiore ed pieno di un profumo dolcissimo,
Tu luogo di riposo della sublime Trinit, prega Iddio, re
immortale, per la pace del nostro mondo, per il consolidamento
della nostra Chiesa, affinch tutti i suoi figli possano rimanere
saldi. O Chiesa, abbi piet di noi!

128

129

Mater Ecclesia

Cristo venuto, sommo sacerdote santo. Egli entrato


in te, o tempio totalmente. illuminato, montagna del Signore,
casa di Dio.
O vergine con molti figli, tu porti nel tuo seno senza doglie la discendenza dei figli degli omini, li generi nel santo fonte
battesimale per accoglierli al posto del Figlio per mezzo del Padre celeste.
~n te, o santa Chiesa, edificato un altare interamente
santo, e da questo tavolo viene continuamente dispensato il corpo
e il sangue del Figlio di Dio.
Preghiamo quindi con voce unanime il datore dei doni
perfetti,. affinch egli ci doni una vita piena di pace.
A lui soltanto sia la gloria, lonore e il rendimento di
grazie ora, sempre e per l'eternit. Amen.
Canto armeno del 9 secolo

Regina eterna

XLIX. Celeste consacrazione della Chiesa


Celebrate ora con intensa devozione
la festa,
o figli, di questa Chiesa qui,
che vi ha spiritualmente portati tutti
dal gtembo alla luce.
Rimanga quindi famosissimo
per tutti
questo giorno festivo.
Io penso
alle nozze della vostra madre,
che ha fatto diventare eredi del cielo
quelli che sono nati in terra,
rendendoli consapevoli,
con sicurezza,

della loro origine da questa madre.


Perci preghiamo, preghiamo dunque,
perch l'Onnipotente

insieme con la madre


Catholica
colmi di felicit un giorno
nella Gerusalemme celeste
tutti i figli,
unendoli
al ballo angelico,
e perch con la sua grazia
conceda di ereditare
la visione di pace
che dura eternamente.
Amen e amen, cosi sia, cosi sia.
Voi lass,
le cui membra sono state racchiuse in questa casa,
ci che noi non possiamo affatto ottenere
per merito nostro,
noi ben lo sappiamo,
ce lo dia il Redentore
a causa delle vostre preghiere,
poich noi siamo proprio nulla
in quanto polvere della terra
e cenere scialba.
W aldram di Sankt Gallen

130

Mater Ecclesia

131

L. Ognissanti nell'eternit
La Chiesa la nostra madre cattolica.
Essa ha appreso da Ges Cristo, il suo capo, a non spaventarsi di fronte alle umiliazioni, alla croce e alla morte,
Essa diventata ogni giorno pi forte, non con le percosse ma con la sopportazione.
Tutti i suoi santi sono stati un tempo come una nobile
schiera di combattenti prigionieri nel carcere delle tribolazioni.
.
Essa per li ha tutti ravvivati col soffio di fuoco del suo
Spirito, li ha condotti dalla strenua battaglia al trionfo grandioso.
Oh! la Chiesa, questa madre veramente beata!
Come essa ora irradiata dallo splendore della grazia
divina.
Come luccica in lei, quale gemma, il sangue glorioso dei
martiri vittoriosi.
Come ondeggia su di lei il vestito, che risplende verginale, della fedelt intatta nel credere.
Alla florida corona del suo capo non mancano rose e gigli.
Perci anche voi, o diletti, dovete sulla terra scendere in
campo di battaglia, dovete procurarvi la corona della gloria, che
vi verr intrecciata in modo stupendo col bianco candore dei fiori
della fedelt verginale, con i fiori nella porpora della sofferenza.
Per Cristo i soldati si sono dimostrati fedeli sia in pace
che nella persecuzione: nel campo della vittoria del cielo crescono
dei fiori per ogni corona.
O citt di Dio nel cielo! Come aperto il suo cuore materno, quando i combattenti ritornano dalla battaglia.
Come essa corre loro incontro, quando essi portano come bottino di guerra i trofei del nemico sconfitto.
Dietro gli uomini esultanti per la vittoria procedono le
donne, che insieme col mondo hanno vinto pure la, debolezza del
loro sesso.
Poi avanza il vanto giovanile di queste milizie, le vergini
e i fanciulli; esso sostituisce alla commovente. tenerezza dei giorni
la ml\turit delle virt.
Poi, attraverso la porta regia degli atrii eterni, viene come una fiumana interminabile la schiera dei credenti in Cristo.
Essi infatti sono rimasti fedeli alla loro fede, nel s dato ai comandamenti divini senza alcuna esitazione, nei vincoli della pace
che sono sempre rimasti uniti.
Ors, voi fratelli, mettetevi in viaggio .sulla strada della
vita! Ors, poich essa porta alla divina citt del Padre. L stanno
scritti i nostri nomi, l abbiamo diritto di cittadinanza. Non sia-

'>r

Regina E terna

mo solo degli ospiti, no,' siamo concittadini dei santi, coinquilini


di Dio, eredi di Dio, coeredi di Cristo.
La forza della fede ci apre le porte, la nostra fiducia spalanca totalmente le ali dei portoni. Venite, pensiamo sempre alla .
felicit in questa illustre citt, nella citt del cielo! Guardate in
alto, per quanto i nostri occhi possono gi vedere. Infatti ci che
veramente riguarda la felicit futura non possibile dido a parole umane.
L ci aspetta la schiera di tutti gli amori, dei genitori,
dei fratelli e dei figli, ansiosi essi guardano a noi, le migliaia di fedeli, i quali, sicuri della loro salvezza, si preoccupano ancora della
nostra salvezza.
O quale gioia per loro e per noi, quando noi cadiamo
tra le loro braccia, quando noi li guardiamo negli occhi! Quale
ebbro piacere divino dei nostri fratelli, che sospirano tale incontro! Poi viene il glorioso coro degli apostoli, la schiera esultante
dei profeti, la massa innumerevole dei martiri nelle corone delle
vittoriose battaglie. L le vergini, nei loro ondeggiamenti-che emanano una bianca luce, cantano dei canti di giubilo, e risuona potentemente dalle schiere dei seguaci. S, sono tutti l coloro che
hanno obbedito alla legge di Dio, che hanno tramutato in tesori
celesti gli averi di questa terra.
Volete essere presso di loro? Ors dunque, affrettatevi
verso di loro con appassionata nostalgia! Oh! ci sia concesso di essere presto di casa presso Cristo!
Cristo deve essere la nostra guida nel viaggio verso la
citt di Dio. Infatti Cristo la sorgente di ogni salvezza, il principe della luce, la fonte di ogni gioia.
Helisachar di T rier

Canto finale

' -~ '

135

Canto finale

Il nuovo canto
O Chiesa, sposa del Signore, ora noi ancelle della .tua stanza nuziale
ti cantiamo degli inni, o vergine intatta,
il tuo corpo meravigliosamente bianco come neve e i tuoi ricci
so110 scuri,

tu sei cosl casta, cosl pura e amabile.


Io rimango pura per te e le mie lucerne luminose stanno salde
nelle mani,
o' sposo, io mi affretto da te.
La decomposizione fugge, il fiume di lacrime delle infermit
seccato, la morte morta ed ogni stoltezza sgretolata.
Il lutto che ha consumato i cuori morto, e risplende di nuovo
per gli uomini la grazia benevola di Dio.
Io rimango pura per te e le mie lucerne lumin~se stanno salde
nelle mani,
o sposo, io mi affretto da te.
Il Paradiso degli uomini ora non pi come un tempo vedovo,
no, risuona di nuovo la Parola di Dio delle origini:
prendivi dimora,
o uomo, che una volta sei stato scacciato dalla astuzia del
serpente pezzato,
la morte non minaccia mai pi la tua felicit.
Io rimango pura per te .e le mie lucerne luminose stanno salde
nelle mani,
. o sposo, io mi affretto da te.
O nobile donna, il coro delle vergini ti canta il nuovo canto,
ti scorta in alto verso la tua splendente dimora del cielo,
nella corona formata da coppe di gigli bianchi luminosi esse agitano
davanti a te lo splendore radioso delle fiacco!~.
Io rimango pura per te e le mie lucerne luminose stanno salde
nelle mani,
o ~poso, io mi affretto da te.
O Dio beato, tu abiti nel puro trono del cielo
dall'eternit, e con la forza originaria tu dai unit all'esistenza:
o Padre, ti preghiamo, concedi che noi pure, insieme col tuo Figlio,
andiamo verso la casa attraverso la porta della vita!
Metodio di Filippi

Note

Note e chiarimenti storico-letterari alla prefazione,


ali'introduzione e ai testi
Spiegazione delle abbreviazioni usate
CSEL

= Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum .Latino.rum, Edizione critica dei Pa-

GCS

= Graecorum Corpus Scriptorum, Edizione critica dei Padri della Chiesa

Mansi

= Sanctorum Concilio1um Collectio nova et amplissima, Raccolta degli atti

PL

= Migne,

dri della Chiesa latini, Wien 1866 ss.


greci, Berlin 1897 ss.

conciliari della Chiesa primitiva, di J.D. Mansi, Firenze 1759 ss.


Patrologia Latina, Raccolta dei Padri della Chiesa latini, Paris
1844/66.

PG

Migne, Patrologia Graea, Raccolta dei Padri d_ella Chiesa greci, Paris
18')/ /66.

Note alla prefaziolle

Agostino, Sermo 25, 8 De verbis Evangelii: Ecce plus quam Jonas hic;
G. Morin, S. Augustini Sermones post Maurinos reperti, Roma 1930, p. 163, riga
~6s - PL_ 46, 938 C. - Traduzione tedesca in H.U. von Balthasar, Augustinus, Vas
Antlitz der Kirche (Il volto della .Chiesa), Einsiedeln 1942, p. 200.
Giovanni Crisostomo, Homilia 4, 2 in illud: Vidi Dominum (PG 56,
121 D).
Pietro Crisologo, Sermo 10 (PL 52, 215 A); Sermo 118 (PL 52, 522 C).
Cantico dei Cantici 2, 13. 14.
Giovanni Crisostomo, Homilia 4, 2 in illud: Vidi Dominum (PG 56,
122 A).
Anastasio Sinaita, Hexaemeron XII (PG 89~ 1076 D).
Agostino, De doctrina christiana IV, 20, 42 (PL 34, 109 BC).
Zenone di Verona, Tract. I, 14, 1 (PL 11, 354 B).
.
Erabano Mauro, Commento al libro di Giuditta 13 (PL 109, 576 AB).

Note all'introduzione
Agostino, Sermo 192, 2 (nona predica per il Natale) (PL 38, 1012 D).
Balthasar, Augustinus p. 203.
Gal. 4, 26. 27.
Efes. 5, 23. 31. 32.
2 Giov. 1. Cfr. al riguardo F. J. DOlger, Domina Mater Ecclesia und die
Herrin in zweiten Johannesbrief: Antike und Christentum 5 (1936) p. 211/217.
Tertulliano, Ad martyras 1 (PL 1, 619 A).
Eusebio, Storia della Chiesa V, 1, 45 (GCS Eusebius II, 1,,p. 420, ri~
ga 7). ~ Una traduzione tedesca di tutto il testo si ha in I-. Rahner, die Miirtyrerakten des zweiten Jahrhunderts (= Zeugen des Worts Band 32), Frciburg 1941,
p. 69.

138

Mater Ecclesia

139

Tertulliano, De baPtismo 20 (PL 1, 1224 A).


Cipriano, Epistola 74, 7 (CSEL 3, 2, p. 804, riga 23 s.).
,,
Per la dpttl'ina sulla Chiesa di s. Agostino cfr. F. }lofrnann, Der Kirchen~
begriff des hl, Augustinus, Mlinchen 193) .. E pi recentemente i testi raccolti con
~ura da H. U, von ~althasar, Augu_stinUs, _Das Antlitz der Kircbe, Einsiedeln 1942.
.
Cf1" .al riguatdo W.: Scherer, Des seligen Albertus Magnus Lehre. van
der
Kirche, F1e1burg 1928 ( Freibmger Theologische Studien 32).
11
M, Grabmann, Die Lehre des hl. Thomas van Aquin van
Kirche als
Gotteswerk, Regensburg 1903.
,

12

J.

der

Calvin, Institutio religionis chriStianae IV, 1, 1. La pi recente edi-

~1one tedesca ad ~pera di


Weber, .Neukirchen 1938, lII, Band, p. 2.
,,. ,
Greg~r10 Naz1anzo, Gratto 43, 31 in Laudem Basi/ii (PG 36, 540 B}.

?i

Ignazio. di Loyola, Esercizi Spirituali- 11. 35.3, 363, 365: Edzioi.te ritica
~onutnenta lgna:1ana Il, 1,. Madrid 1919, p. 550, 556.
; .
.co~ .viene d~finito il prefazio ~broslano della Chiesa dall'editore cri~o A. Paredi, z Prefazi ambrosiani, Milano 19.37, p, 201.

i
.
Iren~ di Lione, Adverrns haereses IV, 33, 4 (PG 7, 1074 C).. Cfr. al
r guaido P. Galtier, La Vierge qui nous rgenre: Rechercbes de science religieuse
5 (1914) P 136. H. Rahner, Die Gottesgeburt: Zeltschrift far katholische The
logie 59 (1935) p. 344 s.
.
o
17

Epifanio di Salamina, Panarion III, 2, 78, 18 .. 19 (PG 42, 728 s.).


Efes., 1, 4.

p von Winterfeld, Deutsche Dichter des lateinischen Mittelalter


"

s,
herausg. von H. Reich, Mi.inhen 1913, p. 94,
:
Fi1on7 di Karpasia, Commento al Cantico dei Cantici 5 (PG 40, 42 C).
Cosl in un gru~po delI.a c.rocifissione in avorio, Scuola di Metz del 9/10
secolo, ora ~el Mus:o ~azionale di Firenze; la rappresentazione si trva in A. Goldschmldt, Dte karoltngischen Elfenbeinskulpturen I Fig 114
Mlni' tu d'
Mal
d''
,
'

ara1un
. ess e nor -ltahano dell 11 secolo: Paolo d'Ancona, La miniature italienne du X
au XVI. sicle. Briissel 1925, VII, 9.
.
.

18

Tertulliano, De anima 43 (PL 2, 723 B).


Haidacher, Bine unbeachtete Rede des hl: Chryso;tomus an Neugetaufte: Z~itschr. f; katho/. Theologie 28 (1904) p. 183's.. Cfr. per tutta questa
parte ~ottrinale S. Tromp, De nativitate Ecclesiae ex Corde Christi Roma. 19.33
Traduzione tedesca.. nel. Zeitschr. f. Aszese und Mystik 9 (1934) ~. 233/246. :
H. Rahne~, Grundzuge etner Geschichte.der Herz-Jesu-Verehrung: Zeitschr f Aszese
und Mysttk 18 (1043) p, 67 s.

:

s.

Agostino~ Tractatus in ]oannem IX, 10 (PL 35, 1463 D).

:
p. 144 s.

Ebd. CXX, 2 (PL 35, 1953 B). Tradotto anche in Balthasar, Augustinus,

::

Nella copextina dell'Evangelia:rio di Aschaffenburg a Monaco


In un intaglio in legno tardo-tedesco contenuto nel Museo 'Civico di
.
Pavia. Cfr. W. L. &ht~iber, Handbuch der Holz-und Metallschnitte des XV
!ahrhunderts, Leipzig 1930, VIII. Band, p. 112, n. 1871.
.
Quodvultdeus, predica sulla professione di fede per gli aspiranti al
battesimo II, 6, 15 (PL 40, 645 A).
;!li
2 Cor, 11, 2.3.
311
Eusebio, Storia della Chiesa III, 32 (GCS Eusebius II, l, p. i?o, riga 8 s.).

"
Il testo si trova in S. Haidacher: Zeitschr.
p. 184 . Cosl pure in PG 149 956 A

'

f.

kath. Theologie 28 (1904)


'

Cfr.: le argorr,ienta~ioni di H. Rahner, GrilndzUge einer Geschichte 'der


<fzJes~-Verehrung: Zeitschrift /Ur Aszese und Mystik 18 (1943) 72
11

teratura ivi segnalata.

: il G'

p.

s. e a et-

. Sullo sviluppo di questa disputa del cristianesimo primitivo tra la Chiesa


Rahner, Flumina de ventre Christi: Biblica (Ron1a) 22 (1941),
p. 383, " Sull 1nflusso della Concordantia nella formazione dell'arte antica e me-

tudaism~.cfr. H.

Note

dipevale, fr. Kiinstle, lkonographie der christlichen Kunst, Freiburg 1928, p, .33 s.;
77 ss.; 97 s.
'
34
Ci provato da un'opera, che pur essndo superata nel dettaglio rimane
pur sempre fondamentale 1 di P. Weber, GeistUchen Schauspiel- und kirchtiche Kunst
in ihrem Verhiiltnis, erliiutert an einer Ikonographie der Kirhe und Synagoge,
Stuttgart 1894.
35
Ps .. Agosdno, Altercatio Bcclesiae et Synagogae (PL 42, 1135 D),
36
.
Il testo si ttova in G. von Zezschwitz, V om rOmischen Kaisertum deutscher Nation: Bin mittelalterliches Drama, Leipzig 1877, p. 241 - Una traduzione
in alto tedesco da parte dello stesso autore si ha in Das Drama von Bnde des rOmisc,hen l(aisertums und von der Brscheinung des Antichrist, Leipzig 1878, p. 71.s.
37
Da P. Weber, Geistliches Schauspiel p. 90.
aa
Alberto Magno, Sermones de sacrosanto corporis Domini sacramento,
edito da G. Jacob, Regensburg 1893, p. 190. - W. Scherer, Des sei." Albertus Magnus
Lehre von der Kirche, Freiburg 1928, p. 15. - In un affresco nella Chiesa di S. Petronio a Bologna sotto un quadro della Ecclesia sta scrito: <~ Il suo sangUe la
mia dote per le nozze, ed: Per questo che i.o sono chiamata sua sposa, chi non cessa
di confessare i suoi peccati dina11zi a me 1 questi si innalza fino al cielo: P. Weber,
Geist/iches Schauspiel, p. 127 s.
39
1 Pietr. 4, 12.13.
"
Isia 66, 10.11.
41
Miniatura all'inizjo di un manoscritto del Conimentario di Marco ad opera dello Ps.-Gerolamo (12" secolo): Cod. Engelberg. 48, foglio 103 v.
"
Leone Magno, Sermo 24, 3 (PL 54, 206 A).
"
Leone Magno Sermo 25, 5 (PL 54, 211 C).
44
Breviario Romano, Inn'o dei Vespri della Festa del Cuore di Ges, Strofa 3: Ex corde scisso Ecclesia Christo iugata nascitur.
45
Gal. 4, 19.
46
Sacramentario- Mozarabico, Inlatio del Sabato Santo (PL 85, 474 B).
n
Le illustrazioni <li questa <~ Mater Ecclesia - Le rappresentazioni ora ac~
cessibili si hanno in M. Avery, The Exultet Rollsof South Italy, Princeton 1936,
II. Band, Tafeln 41, 9; 45, 4; 65; 100; 140, 10; 149 1 6; 189.
411
Per la storia di questa immagine della nave della Chiesa cfr, H. Rahner, Antenna Crucis III: Das Schifi aus Holz: Zeitschrift fiir kathol. Theologie 66
(1942), p. 196/227.
49
Clemente di Alessandria, Paidagogos I, 5, 21, 4 (GCS Clemens I, p .. 103,
riga 3/5).
50
1 Cor. 15, 25.
51
Cft.: Agostino, Sermones de Script,uris 37 (PL 38, 221/235}. - Cesario
di Arles, Sermo 138 e 139 (Morin I, p. 544/551). - Ps.-Beda, De mulieri forti libellus (PL 91, 1039/52). - Onorio Augustodunense (PL 172, 311, 348). - Alberto Magno (Opera omnia, ed. Borgnet, vol. 18, p. 38 ss.).
52
Salonio di Genf, Bxpositio. mystica in Parabolas Salomonis (PL 53,
989 D).
53
Copertine d'avorio del 9 secolo, Raccolta ad opera di P; Morgan, Rappresentazione in A. Goldschmidt; Die Elfenbeinskulpturen der karolingischen Zeiti
I. voi., fig. 12.
54
Cfr. al riguardo l'ampia esposizione del contesto, nel quale possibile
comprendere l'inno all'imperatore di papa Leone II, presso H. Rahner, Abendliindische Kirchenfreiheit, Kirche und Staat im F1'Uhen Christentum, Einsiedeln 1943,
p. 297 s.
ss
La pi antica designazione della Chiesa di Roma quale madre di tutte
le Chiese si trova pressO Papa Leone II nella sua lettera alla sPagna: MWsi XI,
1051.
Cosl scrive il diacono Paolino al papa Zosimo: Mansi IV, 382.
17
Martirologio Romano, 24 giugno.
Leone
Magno, Sermo 82, 1 (PL 54, 422 CD).
"

"

140

141

Mater Ecclesia

59

Agostino, Serm; de natati SS. Apostolorum Petri et Pauli- (G; Morin,


S. Augustini Sermones post Maurinos reperti, Roma 1930 1 p. 409, riga 21 s.).
60
Clen1ente Romano, Epist. ad Corinthos 6 (Funk I, p, 106, riga 9).
1
~
Quodvultdeus, Sulla professione di fede per gli aspiranti al battesimo IIIi
13 (PL 40, 668 D).
~
Akuino, Professione di fede III, 26 (PL 101, 1072 C).
3
~
Miniature del" Cod. lat. man. Monaco 14159, fi rappresentata in A.
Boeckler, Die Regensburg-Prufeninger Buchmalerei des XII u. XIII Johrhunderts,
Milnchen 1924, Tavola XXVI, Testo p. ;35. L'iscrizione del quadro,, che tappresenta
la Chiesa in Paradiso con la croce, dice: Questa l'immagine della Chiesa, che
dopo il peccato originale di Adamo contiua a vivere nei santi Padri, poich non
mai mncato nulla a quegli uomini c;he hanilo richiamato alla penitenza coloro
che vivevano nel peccato, e questa penitenza si espressa nel modo pi chiaro con
la fede nella croce.
64
Miniatura tal'do-gotica: Rappresentazione a colori in G. Leidinger,
Meisterwerke der'Buchmalerei, Milnchen 1920, Tavola ,38.
65
Cfr. i testi di questa teologia della luna dei Padri riguardo alla Chiesa
morente, partoriente e .1aggiante in H. Rahner1 Mysterium Lunae: Zeitschrift /Ur
katholische Tbeologie 63 (1939), p. 311/349; p. 428/442; 64 (1940), p. 61/80;
p. 121/131.
66
Ci che qui l'inno siriaco di Efrem canta sull'allegoria della regina di
Saba applicata alla Chiesa, stato rappresentato volentieri nell'arte del primo Medioevo. Nei portali di Fteibei'g, Chartres e A.:tnlens la Ecclesla sta quale regina di
Saba accanto a Cristo quale Salomone. Nell'I-Iortus deliciarum essa ritratta cosi,
e inoltre c' la seguente iscrizione: Questa la Chiesa formata dai popoli pagani,
la quale ha udito il nome del Figlio di Dio ed accorsa con la quantit dei popoli,
ha tralasciato i suoi idoli ed ora rimane presso di lui in una fede eternamente
salda. Cfr. A. St~aub e G. Keller, Hortus deliciarum, Strasburg 1879/99, volume
delle tavole, Supplment N. LII bis. ~ Similmente in una miniatura del XII. secolo
a Dresda: R. B1uck, Die Malereien in den Handschriften des KOnigsreichs Sachsen,
Dresden 1906, p. 48, Rappresentazione 38, n. 17.
67
Rappresentazione in J. A. Endres, Romanische Malereien in Priifening:
Christliche Kunst 2 ( 1905) p. 163.
68
Straub-Keller, Hortus deliciarum, Tavola LIX.
69
Cfi'. F.C. Conybeare, Die jungfrtiulicbe Mutter: Archiv /Ur Religionswissenschaft 8 (1905), p. 373/389; 9 (1906), p. 73/86.
711
Missale Gothicum, Missa clausum Paschae (PL 72, 284 A).
71
Cosi in una miniatura del manoscritto di Berlino dello Speculum Virginum dell'inizio del 139 secolo: Cod. Phil. 1701. Cfr. J. Kirchnei', Beshreibende
Verzeichnisse der Miniaturenhandschriften der Preussis.chen Staatsbibliothek zu
Berlin, Leipzig 1926, I. val,, p-. 64 s, - lJn'altra tappresentazione della st~ssa
figura si ha nel manoscritto dello Speculum a Leipzig nella Biblioteca delFUniversit
Ms. 665, foglio 19: R. Bruclc, Die Malereien in den Handschriften des KOnigsreichs
Sachsen, D1esden 1906, p. 235 1 Rappresentazione 148.
72
Apocalisse 22, 17.
73
Apocalisse 14, 2.

sione della riconsacrazione della


nella cui. circostanza H vescovo
(cfr. PL 57, 469/472).
Testo: A. 'Paredi, I
Liturgia Latina, Milano 1937, p.

IL
Gottschalk di Lirobutg, cappellano di corte deH'imperatore Enrico IV 1
uno dei 1nigliori autori di Sequenze del primo Medioevo, n1.orto nel- 1098. Sequenza Laus tibi Christe per il giotno dell'Ottava dell'Epifania. La traduzione
che noi presentiamo omette le strofe 8 . 10 e la 12.- - Cfr. G.M. Dreves, Got!schalk,
MiJnch von Limburg und Pro pst von Aachen ( ::= Hymologische Beitrage 1),
Leipzig 1897.
Testo: Analecta Hymnica 50 (Leipzig 1907) p. 353 s.

!II.
Clmente di Ale$sandria, maestro della Scuola cate'chetica di Alessandria, dove Origene fu suo discepolo, morto intorno al 213, Dal suo scritto Paidagogos I, 6, 42. La nostra traduzione, poich il testo stalo tramandato in modo
un po' deteriorato, si fonda sull'ipotesi avanzata da O. Faller: Gregorianum 6
(1925) p. 434. Cfr. al riguardo anche H. Rahner, Die Gottesgeburt: Zeitschrift
fur kotholische Theologie 59 (1935) p. 343.
Testo: GCS Clemens I, p. 115, riga 10/24.

IV.
Paolino da Nola, contemporaneo e amico di sant'Agostino, vescovo di
Nola nella Campania> morto nel 431. Carmen XXV, versi 155/188; da un cosiddetto Epitalamio, un poe1na nuziale, che Paolino compose nell'anno 403 per il
giovane Lettore Giuliano, il quale pi t.ai'di come vescovo di Eclano divenne ~'o
stile avV'ersario pelagiana di Agostino.
Testo: CSEL 30, p. 243 s.

T
'.'

'

., .. 1
--_ j

Prefazio per la festa della consacrazione delle Chiese, Liturgia ambro. siana di Milano. Scritto verso la met del quinto secolo, probabilmente in occa-

prefazi Ambrosiani. Contributo aUa storia della


201.

Ambrogio di .Milano, morto nel 397. Dal suo commento al Vangelo


di Luca II, 87.88, pubblicato nell'anno 389.
Testo: CSEL 32, 4, p. 91 s.

"_

Canto iniziale

Chiesa episcopale disttutta nel 45~ dagli Unni,


Massimo di -Torino pronunci l'omelia ufficiale

I.

,,r

Indicazioni delle fonti e note storico-letterarie dei testi

Note

v.
Ambrogio di Milano. Dal lib1'o L'istruzione delle vergini , XIV, 87 .88
e XV, 93, scritto nell'anno 391 .
Testo: PL 16, 326 s.

li

VI.
Quodvultdeusj arcivescovo di Cartagine, scacciato dalla sua citt vescovile, visse a Napoli e morl verso il 453. Predica Sulla professione di fede per

142.

Mater Ecclesia

143

gli aspira1,1ti al battesimo , Il, 6, 15, tramandata tra le prediche spurie di sant'.l\.gostino.
Testo: PL 40, 645 BC.

VII.
Ambrogio di Milano. Dal libro Sulle vergini I, 6, 31, scritto nel.
l'anno 377.
Testo: PL 16, 197 C.

Note

XII.
Iscrizione al peristilio della fila di colonne nella antichissima chiesa
battesimale presso la BaSilica del Laterano a Roma. Le colonne insieme con l'iscrizione furono erette da papa Sisto III negli anni tra il 432 e il 440 e stanno
ancor oggi allo stesso posto. L'autore dell'iscrizione probabilmente il papa sue-_
cessivo Leone Magno, Cfr. al riguardo J.F. DOlger, Die Inschrift im Baptisterium

San Giovanni in Fonte an der LateranCnsischen Basilika aus der Zeit- Xystus !II.
(432/440) und die Symbolik des Taufbrunnens bei Leo dem Grossen: Antike und
Cbristentum 2 (1930), p. 253/257.

Testo: E. Diehl, Inscriptiones latinae christianae veteres, Berlin 1926,


I volume, p. 289, n. 151).

VIII.
Efrem Siro, diacono di Edessa, morto nel .373. Inno .37 La Chiesa ~
lq. verginit,- Strofe 4/9. La nostra ttascrizione ritmica, che l'intenditore della
metrica siriaca e delle sue difficolt vorr giudicare con indulgenza, si sforza in
qualche modo di riprodurre l'impronta linguistica dei siriaci Madrasche , cio
di. quegli inni dell'arte poetica siriaca che sono distribuiti in strofe e numerati
con sillabe.
Testo: Th. J. Lamy, S. Ephraem syri Hymni et Sermones, IV volutne,
Mecheln 1902, p. 625 s.

XIII.
Massimo, v~scovo di Torino, morto verso il 46.5-. Dall'omelia Il regno
di Dio simile al lievito, Omelia 111. Tramandata pure tra le prediche attri
b~ite falsamente a sant'Ambrogio.
Testo: PL 57, 514 B/D. - PL 17, 630 B/D.

XIV.
IX.
Giacomo di Sarug, vescovo di Batnii in Siria, morto nel 521. Omelia
poetica Il velo dinanzi al volto. di Mos, versi 75/120. Qui abbiamo il triodeo del secondo tipo di arte poetiea siriaca, il cosiddetto Memre , con uno
stile di p1osa elevata a forme poetlche, per lo pi col metro di proposizioni a
dodici sillabe denominato giacobitico secondo il nostro autore. La Traduzione
tedesca (in prosa agitata) di tutta l'omelia si tr~va pl'esso S. Landersdorfer: Bibliot_hek der Kirchenviiter, Ausgewiihlte Schriften syrischer Dichter, Kemptenj\1iinchen 1912, p. 344/360.
Testo: O. Bedjan, Homiliae selectae Mar Jacabi Sarugensis, Paris 1905/
10, III Voi., p. 283 ,.,

, AlcuinQ, prinio teologo alla corte di Carlo Magno, morto nell'804.


Dall'opera Professione- di fede Ili, 26. Il libro certamente non. di ~~cuss~
appartenenza ad Alcuino, tuttavia proviene senz'altro dalla cerchia teologica dei
suoi discepoli.
Testo' PL 101, 1072 B/D.

xv.
Ambrogio di Milano, Epistola LXIII 1 41. 42. La lettera stata scritta
nell'anno .396 alla Chiesa di Vercelli in occasione dei disordini verificatisi dopo la
morte del vescovo.
Testo: PL 16, 1200 C/D.

X.
Ildegarda di Bingen, Benedettina e Badessa del Monastero di Ruper
tusberg presso "Bingen, morta nel 1179. Mistica con una forza contetnplativa profetica, la cui visione del mondo si radica ancora interamente nelle uadizioni della
teologia patristica antica. Dall'opera Scivias II, 6. Per la visione della Chiesa
qui tradotta cfr. H. Liebschi.i.tz, Das allegorische Weltbild der hl. Hildegard von
Bingen, Leipzig-Berlin 19.30, p. 20 ss.; 33 ss.
.
Testo: PL 197, 507/509.

XVI.
Quodvultdeus, arcivescovo di Cartagine. Dalla predica Sulla professione di fede per gli aspiranti al battesimo III, 12.13.
Testo: PL 40, 660 BC.

XVII.
XI.
Aimone di Halberstadt 1 morto nelJ.'853. (Probabilmente l'autore dell'Helian.d, cft. R. Heinrich, Der Heliand und Haimo von Halberstadt, Cleve 1916).
Dal suo commento ad Isaia III, 66. ~,tuttavia discutibile se questo Commento
appartiene veramente ad Aimone e non invece ~1 teologo carolingio Ailnone di
Auxer1'e .(morto circa 1'860).
Testo: PL 116, 1079.
1

Prefazio per la celebraziOne della notte di Pasqua, dal Sacramentru:io


Gelasiano, una raccolta romano-gallica dei tc;:sti liturgici del setthno seco~o.
Testo: L.A. Muratori, Liturgia Romana vetus, Venezia 1748, p. 572 A.
_ PL 74, 1112 D; 1113 A.. Un'altra traduzione tedesca di questo testo e di testi
atlini si trova presso J. Strangfeld e J.A. Jungmann, Das Dankgebet der Kirch.
Lateinische Priifationen des christlichen Altertums, Freiburg 1940, p. .38 ss.
( = Zeugen des Wortes , volume 24).

144

Mater Ecclesia

145

XVIII.

Note

ta~o secolo, e precisamente da Bisanzio, senz'altro nel periodo della lotta iconoclasta.
Testo: PG 28, 1072 s.

Asterio, Vescovo di Amasea nd Ponto delPAsia Minore, morto verso


il 400. Dall'omelia 19, la quinta predica sul quinto saltl'.lo.
Testo: PG 40, 433 C; 436 A/C.

XXIV.
XIX.

Epitaffio per tu1 batnbino cristiano di nome Magus, della seconda met del quinto secolo, oggi nel Museo del Laterano a Roma. L'iscrizio11e, scolpita

Notker del' Stammler, monaco di Sankt Ga1len, il maggior promotori!:


della composizione di Sequenze nel primo Medioevo, morl nel 912. Sequenza per
la notte di Pasqua Carmen suo dilecto . Una valutazione di questa Scque~za
artisticamente, profonda e una traduzione, che noi c1ediamo debba essere tuttavia
sostituita dalla ferina da noi. elaborata, si trovano in P. von Winterfeld, Deutsche
Dichter des lateinischen Mittelalters, edito da I-I. Reich, Miinchen -1913, p. 192 s.
Recentemente W.E. Willwoll ha dimostrato nel suo scdtto Die Konstahze1 Ptedigt des heiligen Gallus, ein Wel'k des Notkel' Balbulus , Freiburg in det
Schweiz 1942, quanto il pensiero di Notker attinga al mondo dellfl. teologia patristica.
Testo: Analecta Hymnica 53 (Leipzig 1911), p. 96.

in modo molto scorretto, riproduce la fra_se di mezzo con le seguenti parole:


quam te leturo excipet Mater Ecclesiae ; per l'interptetazione di Matia come
Madre della Chiesa senz'altro troppo forzata per quell'epoca, tanto pi
che. tutta la dizione dell'iscrizione dipende da Ciptiano;
Testo: 'H. Leclercq: Dictionnaire d'Archologie chrtienne et de Liturgie IV (Paris 1921), Sp. 2237 s.

xxv.
Cirillona, poeta sito della fine del. quatto secolo, dalla regione intorno

a Edessa. Madrasche sulle cavallette, la punizione e la guerra cogli Unni ,

xx.

scritto nell'anno 396 in occasione di una piaga di cavallette e della_ seconda __invasione degli Unni nel territorio orientale dell'Impero Ron1ano:- L- tiaduZiorie tedesca (in una prosa veemente) di tutto il discorso si ha in S. Landersdorfer,
Bibliothek der Kirchenviiter 1 Ausgewiihlte Schriften der syrischen Dichter, Kempten-Miinchen 1912, p. 18/21.
TestO: G. Bickell, Die Gedichte des .Cyrillonas nebst einigen anderen
syrischen Ineditis: Zeitschrift der Deutschen Morgenliindischen Gesellschaft 27

Eusebio di Cesarea, il grande storico della Chiesa primitiva e il pane_gitista dell'imperatore Costantino, mor nel 340. Predica ufficiale per la consacraR
zione della Basilica eretta a Tiro ad opera dell'iln:Peratore Costantino, pronunciata
negli anni tra il 313 e il 317 e dedicata al vescovo PaOlino di Tiro, incorpol'ata
nella sua Storia dell~ Chiesa X, 4.
Testo: GCS Eusebius li, 2, p. 882.

(!873), p. 583/591.

XXI.

Notker der Stammler, Sequenza per la festa della consacrazione della


chiesa Psallat Ecclesia ; lo stesso Notker riferisce (PL 131, 1004 C) che questa
la sua seconda composizione di sequenze e che essa ha raccolto la piena approvazione del suo maestro di Sankt Gallen Yso.
Testo: Analecta Hymnica 53 (Leipzig 1911), p. 398.

XXVI.
.\:
j1l

' .
.it

Leandro, vescovo di Siviglia, Au1ico del Papa Gregorio Magno, morto


nell'anno 600. ~andro cerc con successo di ottenere la conversione definitiva dei
Goti ariani d'Occidente in Spagna, che ebbe luogo nel terzo Concilio in1periale
di Toledo 1'8 magglo 589. In tale circostanza Leandro pronunci la solenne .omelia, da cui tratto il nostro inno alla Chiesa. Una traduzione tedesca di tutto il discorso apparsa sulla rivista. mensile dei Benedettini (Beti:ron), 1927, p. 372/376.
Testo: Mansi IX, p. 977 /1010. - PL 72, 894 D fino a 895 D.

XXII.

Agostino, vescovo di lppona, morto nel .430. Dalla .sua opera Le


usanze della Chiesa I, 30, uno scritto polemico contro i Manichei, iniziato a
Roma nell'anno 3$8 e terminato a Tagaste nel 389, dove Agostino si era ritirato
in una condotta di solitudine monastica quando ancora era laico; a questo proR"'
posito si cOnfronti la conclusione del brano da noi scelto con l'inno di lode alla
solitudine.
Testo: PL 32, 1336 s.

XXIII.
Pseudo-Atanasio, Omelia Sui santi Padri e i Profeti c. 8. Questa
predica stata falsamente attribuita ad Atanasio, essa tuttavia proviene dall'otR

XXVII.

Epifanio, diacono di Catania, delegato dell'arcivescovo Tommaso di


Sardegna al settimo Concilio generale di Nicea nell'anno 787. Ll Epifanio tenne
l'encomio a concl'usione del Concilio, da cui preso il nostro brano. Cfr. al ri~
guardo C.P. I-Iefele, Conziliengescbichte III (za edizione). Freiburg 1877, p. 482 s.
Testo: Mansi XIII, p. 455 s. - PG 98, 1329 s.

XXVIII.

Papa Leone II (682/683). Lettera all'impetatol'e Costantino IV. Pogo.


natos, scritta d9po la chiusura del sesto Concilio ecumenico di Costantinopoli del
10

146

Mater Ecclesia

680/81, doye con la condanna del monotelismo sono stati sedati gli ultimi disor~
<lini della controvetsia del cristianesimo prbnitivo intorno alla vera fede .nella di-'
vinit-e nell'umanit di Cristo.
Testq: Mansi XI, p. 736. PL 96, 411 BC.

XXIX.
Pseudo-Agostino, Predica' per la festa di san Paolo c. 3/5. La ptedica,
secondo G. Morin, S. A.ugustini Sermone post Maurinos reperti, Roma 19.30,
p. 739, una compilazione, probabilniente derivata dalla cerchia di Massimo di
Torino nella met del quinto secolo.
Testo: A. Mai, Nova Patrum Bibliotheca I, Roma 1852; p. 109/111.

xxx.
O Roma nobllis, la famosa poesia che celeb~a le lodi della citt di Roma. Pro~
viene da Verora ed stata scritta into1no all met del decimo secolo. Cfr. al ri~
guardo L. Trauhe, O Roma nobi/is: Abhandlungen der philosophisch-philologi
schen Klasse der kgl. bayrischen Akademie der Wissenschaften 19 (1892), p. 297 /
.309. - M. Manitfus, Geschichte der lateinischen Lt'teratur des . Mittelalters I,
Munchen 1911, p. 635 s,
Testo: L, Traube, p. 299 s.

XXXI.
Prefazio per la festa di Pietro e Paolo, dal Sacramentario Leoniano, una
raccolta di preghiere liturgiche private sorte a Roma nella met del quinto secolo. pure tradotto in Strangfeld-Jungmann al luogo indicato, p. 79 s.
Testo: Muratori, Liturgia Romana vetus, Venezia 1748, I, p . .3.33. PL 55, 51 BC.

147

Note

XXXIV.
Ippolito di Roma, il primo esegeta cristiano da noi conosciuto, pi
tardi antipapa dei papi Zeflirh10 e Callisto, morto in pace con la Chiesa come
martire nell'anno 235. Egli, imn1ediatamente dopo la persecuzione .dei cristiani
ad opera dell'Imperatore Settimio Severo nell'anno 202, scrisse il suo co1nmento al libro di Daniele_, da cui stato attinto il nostro brano su Susanna e la Chiesa. Cfr. al riguardo O, BardenheweJ:, Geschichte der altkircblichen Literatur II
(2" edizione), Freiburg 1914, p. 603/606.
Testo: GCS Hyppolyt I, 1, p. 23/45, qui riprodotto a stralci.

xxxv.
Cirillo di Alessandria, morto nel 444, patriarca di Alessandria, difensore
della divinit di Cristo e del titolo di madre di Dio per Maria al Concilio di
Efeso (431) ed esegeta. Dalla sua opeta Glaphyra in Genesim , le cosiddette
Meditazioni incantevoli della Genesi, che Cirillo scrisse negli anni precedenti
al 429. Cfr .. per questo canto di morte alla Chiesa H. Rahner, Mysterium Lunae: Zeitschrift fiir katholische Theologie 63 (1939), p. 343/345.
Testo: PG 69, 224 s.; 329 s,
'

XXXVI.
Notker der Stammler, Sequenza per un martire Quid tu virga ploras . La sequenza pensata come un dialogo della Chiesa con uno dei slloi
fgli 1 che essa vuole consolare per il danno dcl santo figlio perso col martirio.
uno dei brani pi prezio~i tr_atto dalla miniera delle sequenze di Notker, profondo nella sua s.emplice arte drammatica. Cfr. al riguardo P. vun Winterfel<l, Deutsche Dichter des lateinischen Mittelalters, Miincben 1913, p. 415. s., la cui splendida traduzione noi abbiamo qui accolto.
Testo: Anah~cta Hymnica 53 (Leipzig 1911), p. 379 s.

XXXVII.
XXXII.
Paolino, patriatca di Aquileia, della cerchia di eruditi intorno a Carlo Magno, morto nel1'802. Inno per la festa di Pietro e Paolo Felix per omnes
festum mundi cardines ~>, Strofe 1, 2, 7, 8.
Testo: Analecta Hymnica 50 (Leipzig 1907), p. 141 s.

Il Serlatore Cassiodo10, uomo di stato sotto il re Teodorico, pi tardi


direttore del monastero fondato a Squillace in Calabria nei suoi poderi, morto
verso il 580. Ll egli scrisse. un commentQ al libro dei Salmi ispirandosi ad Agostino. Dalla spiegazione del Salmo 55 tratto il nostro brano, scritto tra il .545
e il 555. Tutto il libro dei Salmi viene impostato sul misteto che esiste tra Cristo
e la Chiesa.
Testo: PL 70, 394/399.

xxxm.

XXXVIII.

Hildebert di Lavardin, vescovo di Le Mans e arcivescovo di Tours,


morto nel 11.3.3. Hildebert, uno dei maggiori poeti del suo tempo, intraprese nell'anno 1100/1101 un viaggio a Roma e diede forma poetica alle sue impressioni
nelle sue due famose poesie su Roma. La prima canta il profondo decadimento
di Roma e inizia con queste parole: Par tibi Roma nihil, cum sis prope tota
ruina )) ; la seconda, che noi qui traduciamo, la risposta cristiana di Roma. Cfr.
M. Mahitius, Geschichte der lateinischen Lite_ratur des Mittelalters. III, Miinchen 1931, p. 863 s.
Testo: PL 171, 1409 s.

Ildegarda di Bingen, lettera 52 a Wernher van Kirchheim, riguardo alle sofferenze causate alla madre Chisa da parte dei preti e vescovi.
Testo: PL 197, 269 s,

XXXIX.
Quodvultdeus, a1'civescovo di Cartagine, Predica I neo-battezr.ati che'
ottengono la grazia II, 10/13. G. Morin ha dato la prova che questa predica,

,148

Mater Ecclesia

la quale passa sotto il no1ne di Agostino, appartiene a Quodvultdeus: Revue Bndictine 31 (1914), p. 158 ss,
Testo: A. Mai, Nova Patrum Bibliothec~ I, Roma 1852, p. 270/273.

XL
Giovanni Crisostomo, Patriatta di Costantinopoli, morto nel 407, il
pi rinomato predicatore dell'antichit greca, che lod l!,t grandezza della Chiesa
soprattutto durante le sofferenze della sua persecuzione ad opera della potenza
statale, Jl testo che qui ptesentlamo lo combiniamo da tre. fra i pi bei brani dei
suoi innumerevoli canti di lode alla Chiesa:
Testo: Eclqga, Omelia 9 ~una composizione tardiva di testi genuini):
PG 63, 627 C. - Omelia 4, 2 sulle parole Io ho visto .il Signore: PG 56, 121 s.
- Omelia prima della partenza verso l'esilio c. -2: PG 52, 429 BC.

XLI.
Anastasio, monaco del monastero del Sinai (tra il 640 e il 700). Scrisse
un com1nento all'opera dei sei -giorni, che raccoglie ancora una volta tutta l!l
tradizione dell'allegotia alessandrina. La parte :finale del dodicesimo libro un
inno grandioso alla Chiesa, conservato ancora nella lingua greca, che noi qui d~
produciamo intetamente tradotto. Cfr. pure Zeitschr. f. kath. Theol. 63 (1939),
p. 346/349.
'Testo: PG 89, 1072 B/1077 A.

149

Note

XLVI.
Epifanio di Salamina, vescovo dell'isola di Cipro, 1norl nel 40.3, Epifanio il grande oppositore degli eretici del qua'rto secolo, soprattutto con la
sua grande opera intitolata Armadio di medicine contro tutte le eresie . Da
questo libro, parte III, libro 2, c. 2, preso il nostro inno di lode alla Chiesa.
Testo: PG 42, 776 s.

XLVII.
L'inno Urbs beata Hierusalem . Cosl come noi lo presentiamo qui
tradotto, l'inno quella poesia antichissima, aspra ma profonda, da cui stato
rifatto per il Breviario Romano nel 17" ~ecolo l'inno Caelestis Urbs Jerusalem .
L'inno scritto otiginariamente. nei solenni trochei, che i correttori hanno tramu~
tata in agili giambi, sorge nell'ottavo secolo, probabilmente nel regno dei Franchi.
La traduzione che offriamo di Friedrich Wolte:rs, il discepolo di Stefan Georges:
Hymnen und Sequenzen> Obertragungen aus den lateinischen Dichtern der J(irche
vom vierten bis filnfzehnten ]ahrhundert, Berlin 1914, p. 69 s. - Noi ci siamo
permessi tuttavia di apportate delle leggere modifiche, cos1 pure noi abbiamo ag~
giunto. nella traduzione la sesta strofa, che era stata anche inclusa nel periodo
catolingio nell'inno cantato il sabato santo pet la celebrazione batt~si1nale.
Testo: Analecta Hymnica 51 (Leipzig 1908), p. 110/112.

XLVIII.

Metodio, vescovo di Filippi, mor martire nel 311. Scrisse un'opera


per esaltare la verginit, imitahdo nella forma il Convito di Platone, sotto il ti~
tolo Convito delle dieci vergini . Il nostro brano desunto dall'ottavo discorso.
Testo: GCS Methodius, p. 86 s.

Inno armeno alla Chiesa. L'inno preso dal cosiddetto Garitsaran >~
della Chiesa armena, una raccolta di canti liturgici, quali sono conservati nel
Codex 13.3 del Wiener Mechitaristen e nel Codex Orientalis 2609 del British
Museum. Esso deriva probabilmente dal nono secolo.
Testo: n~lla traduzione tedesca dall'armeno si trova in F.C. Conybeare,
Die jiunfriiuliche Kirche und die iungfrii.uliche Mutter: Archiv fUr Religionswissenschaft 8 (1905) 373/389.

XLIII.

XLIX.

XLII.

Efrem Siro, Inno 27 La Chiesa e la verginit.


Testo: Th. J. Lamy, S. Ephraem Syri Hymni et Sermones, IV volume,
M~cheln 1902, p. 583/585.

Waldram, monaco di Sankt Gallen, morto verso la :6ne del nono secolo, contemporaneo di Notker der Stammler, Sequenza per la festa della consacrazione della Chiesa Solemnitatem huius .
Testo: Analecta Hymnica 50 (Leipzig 1907), p. 244 s.

XLIV.
Il Senatore Cassiodoro, Commento ai Salmi, Introduzione c. 17.
Testo: PL 70, 23 s.

XLV.
Pseudo-Agostino, Serino 19.5, 3 - La consacrazione di una chiesa. La
predica proviene probabilmente dal 12 secolo.
Testo: A. lvlai, Nova Patrum Bibliotheca I, Roma 1852, p. 455 s.

L.
Helisachar di Trier, abate di Sankt Maximin a Trier, morto verso
1'820, Omelia per la festa di tutti i santi. Dapprima fu attribuita a Beda _il Venerabile (morto nel 735) e pubblicata tra le sue opere, utilizzata anche come lettura nel Breviario per la festa di Tutti i Santi. Cfr. Die Viiterlesungen des Breviers ( = Ecclesia Orans XVI, IV volume, Freiburg 1936, p. 355 ss, Viene l.ltiJizzato Cipriano, Epist. 10, 5 (CSEL 3, p. 494 s.).
Testo: PL 94, 450/452.

150

JV!ater Ecclesia

. Canto :finale
Metodio, vesovo di Filippi, Convito delle dieci vergirii, Inno delle
gini alla fine del11opCra 1 strofe 20/24. Un'alt,ra traduzione di questo inno,
v~r una litica fra i pi 1nagnifici monumenti del cristianesimo pdmitivo, "l'ha. far..
e. e eFr Wolters, Obertragungen der griechisch-katholischen Dichter des ersten bis
n1ta
.
fii
ften fahrhunderts, Berlm 1923, p. 38/44.
n
Testo: GCS Methodius, p. 136.

--~. ; '

Finito di stampare nel mese


di marzo 1972 dalla
S.p.A. Tipografica Sociale
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Rivista bimestrale
n. 11, aprile 1972
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