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1. RETI ELETTRICHE: REGIMI DI FUNZIONAMENTO


Una rete elettrica presenta un insieme di correnti ed un insieme di tensioni elettriche.
Il regime stazionario si verifica quando tutte le tensioni e tutte le correnti sono costanti
nel tempo. Ai morsetti dei componenti le correnti I sono solenoidali e le tensioni V sono
conservative.
Il regime variabile quasi-stazionario si verifica quando in generale le correnti i(t) e le
tensioni v(t) sono funzioni del tempo e si pu ammettere che ai morsetti dei componenti tutte
le tensioni siano conservative e tutte le correnti siano solenoidali ed inoltre esse siano funzioni
del tempo indipendenti dalle dimensioni geometriche dei componenti e dalle distanze fra i
nodi (punti di collegamento tra i componenti). Ci equivale a supporre trascurabile la
radiazione elettromagnetica ed infinita la velocit di propagazione delle variazioni di tensione
e di corrente lungo la rete. Si ha cos lo sviluppo delle reti elettriche a parametri concentrati
(o a costanti concentrate). Le reti a parametri concentrati sono costituite dagli n-poli, che
descrivono i diversi componenti elettrici.
Lo studio delle reti elettriche sviluppato in questo insegnamento limitato alle reti di npoli. Con regime variabile si intender regime variabile per una rete a parametri concentrati,
cio regime variabile quasi-stazionario.
2. M-BIPOLI
2.1 N-polo trattato come (n-1)-bipolo
Un n-polo pu essere trattato come un m-bipolo, con m = n-1.
Infatti, scelto un generico morsetto delln-polo (ad esempio ln-esimo) ed assunto
riferimento concorde (ad esempio entrante) per gli altri morsetti e riferimento opposto per il
morsetto scelto, si ha (per lesempio cos fatto):
i1(t) + i2(t) + ... + in-1(t) = in(t)
Ln-esimo morsetto, detto morsetto comune o di massa, pu allora essere visto come il
ritorno comune di tutte le correnti degli altri morsetti (come indicato in tratteggio nella figura
(a) seguente): n-1 porte, ciascuna avente un morsetto costituito da uno dei primi n-1 morsetti e
come altro morsetto il morsetto n-esimo.
Si hanno allora n-1 correnti e n-1 tensioni: le correnti sono quelle dei primi n-1 morsetti;
le tensioni sono quelle fra ciascuno dei primi n-1 morsetti e quello comune (figura (b)
seguente).

+
v2n(t)

i 2 (t)
1

i 1(t)

i n-1(t)
n-1

2
i 2(t)

i 1 (t)

i n-1 (t)
n-1

+
v1n(t)

i n (t)
n
(a)

v3n(t)
- -

i n(t)
n
(b)

2.2 M-bipoli attivi e passivi


Relativamente allattitudine ad erogare o assorbire lavoro elettrico, gli M-bipoli e quindi in
particolare i bipoli possono essere distinti in m-bipoli passivi e m-bipoli attivi.
Passivi
Un bipolo o un m-bipolo passivo se non pu erogare lavoro elettrico convertendolo da
altre forme energetiche (ad esempio di tipo chimico). Ne consegue che o assorbe potenza,
comprendendo il caso limite di potenza nulla, o ne eroga a spese dellenergia elettrica
immagazzinata.
In particolare a regime stazionario, dove tutte le grandezze devono essere costanti nel
tempo, ne consegue che una eventuale energia elettrica immagazzinata non pu variare e
quindi un bipolo o un m-bipolo passivo non pu mai erogare potenza: cio Puscente 0 ovvero
Pentrante 0. Nel caso del bipolo passivo quindi a regime stazionario la caratteristica statica
esterna tutta nel primo e/o terzo quadrante (assi delle ascisse e delle ordinate inclusi),
adottando la convenzione degli utilizzatori; tutta nel secondo e/o quarto quadrante (assi delle
ascisse e delle ordinate inclusi), adottando la convenzione dei generatori.
Si specifica inoltre che in regime variabile un bipolo o un m-bipolo che non pu
immagazzinare energia elettrica passivo se non pu mai erogare potenza, cio p(t)entrante 0
per qualunque istante t.
Bipoli passivi sono il resistore ideale passivo, il cortocircuito ideale, il circuito ideale
aperto, il diodo ideale.
Attivi
E attivo un bipolo o un m-bipolo che pu erogare lavoro elettrico da altre forme
energetiche (e quindi non passivo).
Bipoli attivi sono il generatore ideale di tensione (tranne il caso limite di e(t)=0, cio il
cortocircuito ideale); il generatore ideale di corrente (tranne il caso limite di j(t)=0, cio il
circuito ideale aperto); il resistore ideale attivo.

3. ELEMENTI DI TEORIA DEI GRAFI


Grafo connesso
Un grafo si dice connesso quando, dati due nodi, si pu sempre passare dall'uno all'altro
muovendosi lungo i suoi lati. Un grafo non connesso consta di pi parti separate.
Grafo piano (o planare)
Un grafo si dice piano se pu essere disteso su un piano senza che i lati si intersechino. Solo
per un grafo piano definibile il concetto di anello.
Sottografo
Sottografo di un grafo un sottoinsieme di lati e nodi.
4. TEOREMA DI TELLEGEN
Enunciato
Vale per una generica rete in regime stazionario o variabile quasi-stazionario. Dipende
solo dalla topologia della rete, indipendentemente dalle caratteristiche degli n-poli che la
formano.
Si consideri una rete elettrica di n-poli. Gli n-poli si possono considerare m-bipoli. E
quindi una rete di porte ed n nodi. Si fissi la stessa convenzione per tutte le porte (ad
esempio la convenzione degli utilizzatori). Sia {vh}h=1, , un insieme di valori istantanei di
tensioni alle porte tali da soddisfare le LKT e con{ih}h=1, , un insieme di valori istantanei di
correnti alle porte tali da soddisfare le LKC.
Il Teorema di Tellegen afferma che vale la relazione:
l

v h ih = 0 .

h =1

Commenti
Si osservi che il risultato stato ottenuto basandosi solo sulle LKC e le LKT: un
risultato cio legato alla sola topologia della rete (e non alle propriet degli m-bipoli) ed
quindi di validit generale.
Le tensioni possono essere ad un certo istante t* e le correnti ad un altro istante t**:
basta che soddisfino rispettivamente le LKT e le LKC.
Le tensioni possono addirittura appartenere ad una rete e le correnti ad un'altra, purch
le due reti abbiano la stessa topologia (e quindi lo stesso grafo) e si moltiplichino tensioni e
correnti di porte corrispondenti nelle due reti, convenzionate allo stesso modo.
Corollario: conservazione delle potenze elettriche. Nel caso particolare di tensioni e
correnti della stessa rete e nello stesso istante si ottiene la conservazione delle potenze
elettriche.

Dimostrazione del teorema di Tellegen


Si consideri il lato h-esimo che ha come estremi i nodi r e s. Con la convenzione degli
utilizzatori ed esprimendo la tensione di tale lato come differenza fra i potenziali dei nodi r e
s, si ha che:
vh ih = vrs irs = (Vr Vs) irs
La somma su tutti i lati del grafo si ottiene sommando lultima espressione scritta su
tutti i nodi della rete (e dividendo per due, per non considerare due volte ciascun bipolo). Si
ottiene cos:
1 n n
vh ih = 2 (Vr Vs )irs
h =1
r =1 s =1
l

Operando sulla sommatoria doppia, si ottiene:


l

v h ih =

h =1

n
n
1 n n
1 n
1 n
(
V

V
)
i
=
V
(
i
)

V
(
r s rs 2 r rs 2 s irs )
2 r =1 s =1
r =1
s =1
s =1
r =1

Nellultima relazione, le due sommatorie fra parentesi tonde sono pari rispettivamente
alla totale corrente uscente dal nodo r ed alla totale corrente entrante nel nodo s. Entrambe tali
sommatorie sono nulle per la LKC e quindi si ottiene:
l

v h ih = 0 .

h =1

5. COEFFICIENTI DI RETE E TEOREMA DI RECIPROCITA


Coefficienti di rete
Il teorema di sovrapposizione degli effetti per una rete costituita da resistori ideali, generatori
ideali di tensione e generatori ideali di corrente (in cui sono presenti r generatori ideali di
tensione ed s generatori ideali di corrente), a regime stazionario, porta ad esprimere la
tensione e la corrente del generico lato h come:
r

Vh = VhEk +

r +s

VhJ

k =1

k =r +1

r+s

I h = I hEk +
k =1

I hJ

k = r +1

in cui ogni effetto ( VhEk ,VhJ k , I hEk , I hJ k ) proporzionale alla causa che lo produce (Ek, Jk). Si
ha cio che:
r

r +s

k =1

k = r +1

r+s

k =1

k = r +1

Vh = VhEk +
I h = I hEk +

VhJ

I hJ

= h1 E1 + ... + hr E r + Rh ( r +1) J r +1 + Rh ( r + s ) J r + s
= Gh1 E1 + ... + Ghr E r + h ( r +1) J r +1 + h ( r + s ) J r + s

I termini hk, hk, Rhk e Ghk sono detti coefficienti di rete. I coefficienti di rete hanno
significato di rapporti fra effetti (tensione o corrente sul lato h) e le loro cause (tensioni
impresse o correnti impresse sul lato k) e pertanto sono casi particolari di funzioni di
trasferimento. Essi dipendono dai valori delle resistenze (o conduttanze) della rete e da come
la rete interconnessa. I coefficienti di rete sono delle costanti, indipendenti dalle tensioni e
dalle correnti impresse. Si tratta cio di parametri propri della rete inerte, cio della rete dopo
aver annullato i generatori ideali di tensione e di corrente.

Teorema di reciprocit
Data una rete costituita da resistori ideali, generatori ideali di tensione e generatori ideali di
corrente, a regime stazionario, convenzionati tutti i bipoli con la stessa convenzione, valgono
le seguenti relazioni fra i coefficienti di rete:
Rhk = Rkh ;
Ghk = Gkh ;

hk = -kh .
Queste relazioni specificano che la rete inerte reciproca.

6. CONDIZIONI DI PASSIVITA DI UN DOPPIO BIPOLO IDEALE INERTE DI


ORDINE ZERO
Un doppio bipolo ideale inerte di ordine zero un doppio bipolo avente relazioni
tipologiche algebriche e lineari a coefficienti costanti e tali che con le due grandezze
dipendenti nulle sono nulle le due grandezze indipendenti. Un doppio bipolo di questo tipo
non pu immagazzinare energia elettrica.
Con la convenzione degli utilizzatori alle due porte, la potenza entrante :
p(t)entrante = v1(t)i1(t)+ v2(t)i2(t)
ed non negativa se il doppio bipolo passivo.
Supponendo che sia lecita per tale doppio bipolo ideale inerte la rappresentazione controllata
in corrente, le condizioni di passivit di un doppio bipolo ideale inerte di ordine zero avente
rappresentazione controllata in corrente espresse sui parametri della matrice di resistenza
sono:
R11 0 ;
R22 0 ;
R + R21
R11 R22 12

Condizioni equivalenti possono essere espresse sui parametri delle altre matrici di
rappresentazione. Ad esempio, sui parametri della matrice di conduttanza, si hanno:
2

G + G21
G11 0 ; G22 0 ; G11G22 12
.
2

Dimostrazione delle condizioni di passivit


Supponendo che sia lecita per tale doppio bipolo ideale inerte la rappresentazione controllata
in corrente, valgono le relazioni:
v1(t)= R11 i1(t)+ R12 i2(t)
v2(t)= R21 i1(t)+ R22 i2(t)
da cui si ottiene:
p(t)entrante = v1(t)i1(t)+ v2(t)i2(t) = [R11 i1(t)+ R12 i2(t)] i1(t) + [R21 i1(t)+ R22 i2(t)] i2(t) =
= R11 i12(t)+ (R12 + R21 ) i1(t) i2(t) + R22 i22 (t) 0 ,
che una forma quadratica semidefinita positiva.
Dovendo valere in particolare per i2 = 0, si ottiene la condizione: R11 0. Dovendo valere in
particolare per i1 = 0, si ottiene la condizione: R22 0. Inoltre, per i2 0, dividendo per i22 e
ponendo x = i1/ i2 si ottiene:
R11 x2 + (R12 + R21 ) x + R22 0.
Per R11 > 0 una parabola che ha la concavit rivolta verso lalto e quindi la disuguaglianza
soddisfatta se il discriminante 0. Si ha cos anche la condizione:
R + R21
R11 R22 12

7. TRASFORMATORE IDEALE

i1

i2

v1

v2

Unastrazione teorica di un sistema a due induttori mutuamente accoppiati il trasformatore


ideale. Nelle reti elettriche, il trasformatore ideale un doppio bipolo ideale inerte di ordine
zero, che, con le due porte convenzionate da utilizzatore, ha relazioni (che valgono in regime
stazionario o variabile quasi-stazionario):

v1 = nv 2

i = 1 i
2
1
n
dove n un numero reale detto rapporto di trasformazione.
Matrici di rappresentazione. Le relazioni sopra riportate non consentono una scelta delle
correnti alle due porte come variabili indipendenti, n delle tensioni. Non quindi possibile
una rappresentazione controllata in corrente o in tensione e non ci sono quindi le matrici di
resistenza e di conduttanza. Sono possibili le altre quattro rappresentazioni; tra esse
immediata la prima rappresentazione di trasmissione, con A = n, B = 0, C = 0, D = 1/n.
Propriet del trasformatore ideale.
a) E trasparente alla potenza (o conserva la potenza). In ogni istante la totale potenza entrante
nulla.
p(t)entrante = p1(t)entrante + p2(t)entrante = v1(t)i1(t) + v2(t)i2(t) = nv2(t) [-1/n]i2(t) + v2(t)i2(t) = 0
Si ha cio che la potenza che entra da una porta pari a quella che esce dallaltra porta.
b) E passivo. Dato che trasparente alla potenza, passivo.
c) E reciproco. E pari a uno il determinante della prima matrice di trasmissione (AD-BC=1):
questa relazione esprime che il doppio bipolo reciproco.
d) Non simmetrico, tranne che nel caso n = 1.

e) Amplifica tensioni o correnti, tranne che nel caso n = 1. Infatti, tranne che nel caso n = 1,
il trasformatore amplifica la tensione o la corrente passando da una porta allaltra,
conservando la potenza.

8. RETI DI N-POLI IN REGIME STAZIONARIO O VARIABILE QUASI


STAZIONARIO
8.1 Reti di n-poli in regime variabile quasi stazionario
Sia data una rete di n-poli in regime stazionario o variabile quasi-stazionario. Tale rete
abbia porte. Si passi al corrispondente grafo, associando un lato ad ogni porta. Utilizzando le
LKC e le LKT si ottengono cos equazioni. Si aggiungano ora le equazioni tipologiche. Si
ottiene un sistema di 2 equazioni nelle 2 incognite. Si ipotizza lesistenza ed unicit della
soluzione. Vale il teorema di Tellegen (e quindi la conservazione delle potenze elettriche) che
si applica alle reti di n-poli in regime stazionario o variabile quasi-stazionario.

Teorema di sostituzione
Si consideri ora una rete di n-poli in regime stazionario o variabile quasi stazionario
costituita da due parti (N1 ed N2) che interagiscono attraverso una porta, come illustrato in
figura. Si supponga che non esista alcuna altra interazione fra le due parti, oltre alla porta. Sia
valida l'ipotesi che la rete abbia soluzione unica.
i(t)
N1

+
v(t)
-

N2

Si sostituisca ora una delle due parti, ad esempio N2 con un generatore ideale
indipendente di tensione o con un generatore ideale indipendente di corrente, di valore
rispettivamente pari alla tensione v(t) o alla corrente i(t), con il corrispondente riferimento,
presente alla porta. Se la rete cos modificata ammette ancora soluzione unica, questa coincide
con la soluzione della rete di partenza: tutte le tensioni e le correnti di N1 non sono influenzate
dalla sostituzione.

8.2 Reti di bipoli e doppi bipoli in regime stazionario


Una rete in regime stazionario contenente bipoli e doppi bipoli un caso particolare di
una rete di n-poli e quindi si possono scrivere su di essa le LKC, le LKT e le equazioni
tipologiche.

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Vale ancora il teorema di sostituzione, sopra indicato.


Si consideri una rete a regime stazionario costituita da generatori normali (detti anche
generatori affini) di tensione e di corrente (compresi anche i casi particolari e i casi limite
di seguito indicati: generatore ideale di tensione, generatore ideale di corrente, resistore ideale,
circuito ideale aperto, cortocircuito ideale) e da doppi bipoli ideali inerti di ordine zero. Il
sistema che si ottiene dalle LKC, LKT ed equazioni tipologiche un sistema lineare, dove i
termini noti del sistema sono costituiti dalle tensioni impresse e dalle correnti impresse dai
generatori ideali di tensione e di corrente. Vale la sovrapposizione degli effetti: la soluzione
si pu ottenere facendo agire uno alla volta (oppure a blocchi, purch alla fine tutti abbiano
agito una ed una sola volta) i generatori ideali di tensione e di corrente (i doppi bipoli sono
sempre agenti).
Alle porte con le caratteristiche sopra indicate per il teorema di sostituzione si applicano
i teoremi dei generatori equivalenti (Thvenin e Norton).