Sei sulla pagina 1di 47

03/06/2013

Costruzioni in acciaio e legno


Modulo di costruzioni in legno
a.a. 2012-2013
IL MATERIALE DA COSTRUZIONE
Prof. Ing. Felice Carlo Ponzo
Univ. Degli studi della Basilicata

Progettazione delle strutture in legno

Le caratteristiche fisiche e meccaniche del legno quale


materiale da costruzione.
Costruzioni di legno in zona sismica, aspetti normativi ed
esecutivi.
Il comportamento delle strutture di legno al fuoco.
Il legno lamellare

03/06/2013

Progettazione delle strutture in legno


Caratteristiche generali

Il materiale legno si differenzia fondamentalmente da altri materiali


quali acciaio, calcestruzzo, pietre naturali, laterizi in quanto questi
sono normalmente COERENTI, OMOGENEI ed ISOTROPI.
Il legno possiede una struttura differenziata secondo un modello
costituito da CELLULE cave, con forme ed orientamenti peculiari,
organizzate in TESSUTI, che determina una sostanziale anisotropia
delle caratteristiche meccaniche

Specie legnose

ANGIOSPERME

Conifere

Monocotiledoni

Abete
Larice
Pino
Douglasia
ecc..

Palme

Dicotiledoni

latifoglie

Resinose
aghifoglie

GIMNOSPERME

Quercia
Faggio
Pioppo
Castagno
ecc

UNI 2853 (specie legnose italiane)


UNI 2854 (specie legnose esotiche coltivate in Italia)
UNI 3917 (specie legnose esotiche di importazione)

03/06/2013

Caratteristiche Istologiche del Legno


1. Tessuti Meccanici
fondamentali o di Sostegno

Cellula
fusiforme
Cellula vasale

Costituiscono il 60-80% del fusto degli alberi e


servono per conferire resistenza

2. Tessuti Conduttori
Sono formati da vasi ed hanno forma tubolare.
Si sviluppano nella direzione del fusto e
servono alla conduzione dei succhi

3. Tessuti Parenchimatici
Servono per i fenomeni biologici connessi con
la vita e lo sviluppo dellalbero (Tessuto
secretore)

Lattivit biologica del legno regolata dai


cicli stagionali grazie allattivit del CAMBIO
(strato generatore di cellule)
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Caratteristiche Istologiche del Legno


2

1- zona primaverile

2- zona autunnale

3- fibrotracheidi del
tessuto meccanico
3

4- raggi midollari
5- canale resinifero
assiale

3
6

6- canale resinifero
orizzontale

Composizione
chimica

cellulosa

lignina

emicellulose

Altre
(estrattivi)

Conifere

50%

18%

26%

6%

Latifoglie

47%

27%

22%

4%

03/06/2013

Caratteristiche Istologiche del Legno

Caratteristiche Fisiche del Legno

1. Colore
Dipende dalla specie legnosa e dallumidit posseduta. Pu variare anche allinterno dello
stesso fusto. Attacchi di funghi possono provocare colorazioni anomale, mentre una
prolungata esposizione alle intemperie porta ad una uniforme colorazione grigiastra.

2. Rapporto Massa/Volume
Viene assunto come indice approssimativo di resistenza del legno. Varia nel tempo in
relazione al contenuto di acqua.
Peso del legno fresco
Peso del legno ad umidit normale (dal 12 al 15%)
Peso del legno allo stato anidro (circa 1,53g/cm3) per tutte le specie legnose

3. Relazione Legno-Acqua (Umidit)

Varia con le stagioni e allinterno del fusto


- in forma liquida

Pu Pa
100
100
Pa

- forma gassosa

Pu: peso allatto della consegna


Pa: peso dopo essiccatura in forno

- collegata alle pareti cellulari

IGROMETRI

Umidit normale del legno 12%

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

03/06/2013

Caratteristiche Fisiche del Legno

Caratteristiche Fisiche del Legno

Perch necessario procedere allessiccazione del legno?


Evitare forti variazioni dimensionali per effetto di possibili
modificazioni dello stato igrometrico dellaria
Porre il legno nelle migliori condizioni di resistenza alle
sollecitazioni meccaniche
Aumentare per quanto possibile la durabilit naturale del
legno nei confronti degli attacchi di funghi e insetti

03/06/2013

Le variazioni del contenuto di acqua generano dei movimenti nei tessuti


RITIRO
Direzione assiale <1%
Direzione radiale dal 3 al 6%
Direzione tangenziale dal 5 al 12%

Corretto

Sconsigliabile

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Progettazione delle strutture in legno


Caratteristiche generali

Le caratteristiche complessive dei tessuti sono influenzate, durante la


crescita, da fattori quali il CLIMA, LINTERAZIONE CON ALTRE
PIANTE, la NATURA DEL SUOLO, azione della FAUNA e dellUOMO.

Ulteriore differenza del legno rispetto ad altri materiali consiste nel


fatto che le CONDIZIONI AMBIENTALI di POSA IN OPERA possono
favorire alterazioni degradative o distruttive di origini biologica. Il legno
per certi gradi insensibile invece ad azione della temperatura o
allazione di gas o di alcuni prodotti chimici.

03/06/2013

Alterazione del Legno


1. Difetti
Deviazioni dalla normalit della struttura e delle caratteristiche fisiche: provocano
problemi di fruibilit e riducono le prestazioni meccaniche del materiale.

Difetti di Forma
Cipollature
Ferite e Fratture
Deviazioni delle fibre
Ovalizzazione degli anelli
Nodi

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Cause di alterazione del Legno


1. Alterazioni Degradative
Modifiche indotte da agenti biologici, batteri, funghi etc.

Alterazioni provocate da insetti parassiti (Perdilegno rosso,


Cerambice delle querce, Formiche del legno, Trmiti)
Alterazioni provocate da insetti saprfiti (Capricorno delle case,
Lictidi, Tarlo dei mobili (anobium punctatum))
Alterazioni provocate da funghi (Spore)

Alterazioni provocate da batteri (fenomeni di ossidazione,


fermentazione)
Alterazioni provocate da organismi marini (Teredini, Limnoria,
chelura)

DURABILITA NATURALE DEL LEGNO


Categorie di rischio
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

03/06/2013

Cause di alterazione del Legno


1. Alterazioni Degradative

Funghi

Cause di alterazione del Legno


1. Alterazioni Degradative

Insetti

03/06/2013

Meccanica del Legno


1. Anisotropia del Materiale
2. Presenza di difetti
3. Influenza delle variazioni di umidit e di temperatura sul
modulo di elasticit
Occorre definire la matrice elastica per materiali anisotropi. Il comportamento
elastico non caratterizzato dai soli parametri E,n
Sono state definite le relazioni tra resistenza e difetti standardizzati. Alcuni
difetti possono coesistere
Si fa riferimento agli Studi dellASTM (American Society for Testing Materials)

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Caratteristiche fisiche: deviazioni della fibratura

ri

r|| fibre r fibre


r || fibre sen n r fibre cos n

Hankinson

ri: coefficiente riduttivo della resistenza


ri

r|| fibre r fibre


r fibre ( r || fibre r fibre ) ( sen 2 cos 2 ) s en 2

Osgood

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

03/06/2013

Umidit - temperatura
Allaumentare dellumidit si riduce la resistenza del legno. Stesso
comportamento si riscontra in presenza di variazioni Termiche.
Cu C12

C12
u 12

Cstato fresco ui 12

Rrel . stag. 100 0.5 (Rrel. fr. 50)

Maggiorazione
da attribuire alle
caratteristiche
del legno in stato
fresco a seguito
della
stagionatura

Caratteristica

C una qualsiasi caratteristica


Rrel il rapporto tra la resistenza
reale e quella del legno netto della
stessa specie

19% (mediamente 15%)

15% (mediamente 12%)

Resistenza a flessione

25%

35%

Modulo di elasticit

14%

20%

Compressione assiale

50%

75%

Compressione trasversale

50%

50%

Trazione longitudinale

25%

35%

Taglio o scorrimento lungo


la fibratura

8%

13%

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Resistenza a Compressione
Poich il legno spiccatamente anisotropo occorre distinguere tra
compressione longitudinale e compressione trasversale.

Assiale

Trasversale

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

10

03/06/2013

Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008


4.4.8.1 Verifiche di resistenza
4.4.8.1.5 compressione inclinata rispetto alla fibratura
f

Compressione inclinata rispetto alla fibratura t , ,d

f
f

c , 0, d

c , 0, d

sen 2 cos 2

c ,90, d

Istruzioni CNR DT206 - 2007


DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Resistenza a Trazione
Per legnami con massa volumica compresa fra 0.4 e 0.9 g/cmc la resistenza
a trazione varia fra 60 e 180 MPa, Valori 2-3 volte pi alti di quelli a
compressione
Rapportando la resistenza a trazione alla massa volumica si ha che il legno
pi produttivo dellacciaio
Variazione rispetto alle
deviazioni della Fibratura

Variazione rispetto allumidit

u 12% 1%

c 4%

La Resistenza a Trazione per carichi


Trasversali varia fra 1/30 e 1/70 della
resistenza a Trazione assiale
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

11

03/06/2013

Resistenza a Flessione
Si possono realizzare profili composti per far fronte a notevoli sollecitazioni
flessionali e ovviando alle limitazioni dimensionali dei tronchi
In passato le sezioni
venivano composte per
Dentatura
sovrapposizione di pi
travi

Attualmente le travi
composte sono
prodotte mediante la
tecnica
della
Caviglie
o biette
lamellazione

Grappe esterne
Tavole chiodate diagonalmente

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Resistenza a Flessione Lagno Lamellare


Il Legno massiccio caratterizzato da accentuate dispersioni meccaniche.
Il riassemblaggio di parti limitate del tronco tende ad ovviare ai principali
difetti del legno massicio:
Limitata disponibilit dimensionale
degli elementi strutturali
Scarsa affidabilit, causa la
disomogeneit del tronco, e quindi
limitati valori dei carichi di
sicurezza che si possono assumere
ai fini dei calcoli

Incollaggio per lassorbimento


degli sforzi di scorrimento

Instabilit morfologicodimensionale causata


principalmente da variazioni di
umidit

12

03/06/2013

Caratteristiche fisiche: Creep

Scorrimento sotto carico Creep comportamento reologico del legno

Caratteristiche fisiche: Creep


t ,0
t

(t )
Ei

Modulo elastico istantaneo

t ,diff
f ( (t ), E (t ))
t ,0

t ,tot t ,0 t ,diff t ,0 1 t

E (t )

Ei

1 t

Ei
1 t

t 0.5 t 0.3
t ,max 2

Ranta - Maunus

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

13

03/06/2013

NTC 2008 - 4.4.6 RESISTENZA

Valore di calcolo

Xk

Xd

K mod X k

Valore caratteristico della propiet del materiale


Coefficiente parziale di sicurezza relativo al materiale

K mod

Coefficiente correttivo, dipendente dalla durata del carico e dallumidit


della struttura

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

NTC 2008 - 4.4.6 RESISTENZA

Coefficiente parziale di sicurezza relativo al materiale

Diversi valori dei coefficienti di sicurezza tra le NTC 2008 e la CNR DT206/2007

NTC 2008
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

14

03/06/2013

NTC 2008 - 4.4.6 RESISTENZA

Coefficiente parziale di sicurezza relativo al materiale

Diversi valori dei coefficienti di sicurezza tra le NTC 2008 e la CNR DT206/2007

CNR DT206/2007
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

NTC 2008 - 4.4.6 RESISTENZA


4.4.6 RESISTENZA

Valori
del
coefficiente
Kmod

15

03/06/2013

Progettazione delle strutture in legno

Le caratteristiche fisiche e meccaniche del legno quale


materiale da costruzione.
Costruzioni di legno in zona sismica, aspetti normativi ed
esecutivi.
Il comportamento delle strutture di legno al fuoco.

Legno e Sisma: binomio impossibile?


Quali sono le caratteristiche che rendono una struttura
adatta a resistere alle azioni sismiche?
LEGGEREZZA
RESISTENZA
RIGIDEZZA

Carichi di breve
durata

DUTTILIT E CAPACIT DISSIPATIVA


(duttilit concentrata nei nodi)

DIFETTI:

FRAGILITA
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

16

03/06/2013

Legno e Sisma: binomio impossibile?


LEGGEREZZA
- Pesi per unit di volume variano tra i 500 Kg/mc Fino a 700 Kg/mc).
- Il rapporto resistenza/peso circa uguale a quello dellacciaio e 5
volte maggiore quello del calcestruzzo.

RESISITENZA
- La resistenza del legno dello stesso ordine di grandezza di quella del
calcestruzzo ed presente sia a trazione che a compressione. Per
sollecitazione di flessione la resistenza varia da un minimo di 10.8 MPa
a 22.8 MPa.
- Poich il legno ha un comportamento viscoso le sue caratteristiche di
resistenza variano al variare della durata di applicazione dei carichi. In
particolare per carichi istantanei le resistenze sono mediamente del
50% superiori e pi del 100% superiori per trazione ortogonale alla
fibratura.

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Legno e Sisma: binomio impossibile?

DEFORMABILITA
- Le strutture in legno sono generalmente pi deformabili. Per le
conifere europee il modulo di elasticit varia da un minimo di 8000
MPa a un massimo di 12000 MPa, con incrementi del 20% per carichi
istantanei. - Tipicamente il modulo elastico 1/3 del modulo elastico
delle strutture in calcestruzzo.
- Ci comporta bassi valori di rigidezza e quindi unelevata flessibilit,
che si pu tradurre in un aumento del periodo fondamentale di
vibrazione e quindi, in condizioni favorevoli, in una diminuzione
dellintensit dellazione sismica sulla struttura.

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

17

03/06/2013

Legno e Sisma: binomio impossibile?


FRAGILITA
A causa della presenza di nodi e di difetti, il legno strutturale ha un
comportamento tipicamente fragile. Per piccoli difetti, comunque, il
legno esibisce una certa duttilit nei confronti della flessione (non
maggiore di 2) a causa della plasticizzazione delle fibre compresse.
Inoltre, quando non occorre la plasticizzazione le sezioni si comportano
in maniera elastica, con cicli di isteresi schiacciati e bassa dissipazione
di energia.
Nel caso di compressione ortogonale alla fibratura il legno si presenta
duttile, con duttilit di 5-10.

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Costruire con il legno Normative


Nei confronti delle strutture di legno c' stata in Italia, in passato, una lacuna
normativa penalizzante per i progettisti, le imprese e, soprattutto, i
committenti e gli utenti finali.
In meno di 30 anni (1935-1962) il ruolo delle costruzioni in legno stato
ribaltato da tipologia tradizionale ed efficace" a scarsamente
affidabile.
Di fatto, la mancanza di una specifica normativa cogente ha contribuito a
frenare la diffusione delle strutture di legno in Italia, mentre nel resto
dEuropa si assisteva ad una generalizzata crescita nellimpiego di questo
materiale.
La mancanza di una norma stata la causa (e non l'effetto) della diffidenza
da parte delle Pubbliche Amministrazioni verso questo materiale di
consolidata efficienza strutturale, ed ha contribuito a giustificare la scarsa
attenzione riservata al legno nella formazione di un paio di generazioni di
professionisti.

18

03/06/2013

Costruire con il legno Aspetti generali


Tabella 1 - Cronologia Sintetica delle norme sulle strutture di legno
Anno Provvedimento
1909 Il RD n. 193 promulgato a seguito del terremoto di Messina cita la
muratura animata, costituita da intelaiature in legno riempite da
muratura, come il pi tipico ed efficace sistema antisismico, ed il solo
ammesso per edifici multipiano (la muratura ordinaria ammessa solo
per edifici ad un piano).
1916 Vari decreti forniscono
1935 istruzioni relative ai
nuovi sistemi
costruttivi (cemento
armato e strutture
metalliche),
considerati come
alternativa a quelli
tradizionali.

Costruire con il legno Aspetti generali


Tabella 1 - Cronologia Sintetica
delle norme sulle strutture di legno

1962 La Legge n. 1684 prescrive


che le costruzioni in
legname sono ammissibili
solo previo motivato nulla
osta del Genio Civile.
1974 La Legge n. 64, ancora
vigente, richiede
lemanazione di specifiche
regole tecniche per i vari
materiali.

19

03/06/2013

Costruire con il legno Aspetti generali


Tabella 1 - Cronologia Sintetica delle norme sulle strutture di legno
Anno Provvedimento
1996 Vengono adottati con DM LLPP gli Eurocodici 2 e 3 nonostante siano
ancora norme sperimentali (ENV), e vengono rilasciati dal Ministero i
relativi Documenti di Applicazione Nazionale.
LEurocodice 5, anch'esso pronto come ENV, non riceve analogo
trattamento. Ma inizia presso il Ministero LLPP il lavoro di una specifica
commissione incaricata della redazione delle Norme tecniche Italiane
per la progettazione, esecuzione e collaudo delle costruzioni di legno
(in acronimo N.I.CO.LE), che avrebbero dovuto essere una versione
semplificata ed italianizzata dell'EC5.
2002 La bozza di N.I.CO.LE pronta e, acquisito il parere favorevole del
CNR, in votazione al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in attesa
di essere pubblicata come Decreto Ministeriale.

Costruire con il legno Aspetti generali


Tabella 1 - Cronologia Sintetica delle norme sulle strutture di legno
Anno Provvedimento
2003 LOPCM n. 3274 cita gli edifici a struttura di legno tra i sistemi
costruttivi ammessi in zona sismica, elimina le limitazioni in altezza
per le strutture interamente realizzate in legno lamellare (le
limitazioni restano per il legno massiccio, largamente usato in Europa,
Nordamerica e Giappone), inizia a fare riferimento ai principi
dellEurocodice 8, ma non fissa regole di calcolo specifiche per le
strutture di legno. Nel Capitolo 9 Edifici con struttura di legno le regole
vengono subordinate alla emanazione delle N.I.CO.LE.
2005 LOPCM n. 3431 colma finalmente il vuoto normativo introducendo nel
Capitolo 9 un breve testo che riprende i principi degli Eurocodici 8 e 5.
Laspetto pi importante presente nel campo di applicazione: le
prescrizioni sono da intendere quali integrazioni delle regole di
pertinenti prescrizioni tecnico - normative italiane, quando disponibili.
Poich nel frattempo lEurocodice 5 stato pubblicato come norma UNI
EN definitiva e, il cerchio finalmente sembra chiuso.

20

03/06/2013

Costruire con il legno Aspetti generali


Tabella 1 - Cronologia Sintetica delle norme sulle strutture di legno
Anno Provvedimento
2005 Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, emanate sempre nel
2005, sconvolgono nuovamente le regole: ci sono sostanziali differenze
con L'Eurocodice 5, che penalizzano questo materiale.
2007 Vengono emanate a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche, previa
istruttoria della Commissione di studio per la predisposizione e lanalisi
di Norme Tecniche relative alle Costruzioni le Istruzioni CNR-DT
206/2007 per la Progettazione, lEsecuzione ed il Controllo di Strutture
in Legno. Il documento risulta in accordo con quanto contenuto negli
eurocodici 5 e 8 ed ha lambizione di porsi come punto di riferimento
nel processo di trasferimento dell'innovazione nell'importante segmento
tecnologico delle applicazioni strutturali dei moderni materiali lignei.
2008 Viene Emanato il nuovo testo per le Norme Tecniche per le Costruzioni
(D.M. 14 gennaio 2008)

NTC 2008 - 4.4.9 Collegamenti


I collegamenti giocano un ruolo fondamentale nelle strutture in legno, dato che in
essi si devono sviluppare i meccanismi dissipativi, mentre gli elementi devono
restare in campo elastico.

7.1 (CNR-DT206/2007) Collegamenti


I collegamenti si distinguono nei due seguenti tipi:
- collegamenti di carpenteria lignea, realizzati per lavorazione delle superfici di
contatto (carpentry joint) sollecitazioni trasmesse direttamente tramite sforzi di
compressione;
- collegamenti meccanici, la trasmissione degli sforzi avviene prevalentemente
attraverso appositi elementi metallici e, eventualmente, con la presenza di adesivi
(mechanical joint).

21

03/06/2013

NTC 2008 - 4.4.9 Collegamenti


ASSEMBLAGGI MODERNI

Deformabilit

Resistenza

NTC 2008 - 7.1 (CNR-DT206/2007) Collegamenti


Le unioni meccaniche
- unioni con mezzi di unione metallici a gambo cilindrico (bullone, chiodo, spinotto o
elemento simile, con superfici lisce o zigrinate);

22

03/06/2013

NTC 2008 - 7.1 (CNR-DT206/2007) Collegamenti

Le unioni meccaniche
- unioni con connettori metallici di superficie (caviglie, anelli, piastre dentate)

Legno e Sisma: binomio impossibile?

UNIONI
Comportamento meccanico dei collegamenti

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

23

03/06/2013

Legno e Sisma: binomio impossibile?


UNIONI
Duttilit delle Unioni Meccaniche
Le unioni meccaniche in generale esibiscono uno spiccato comportamento
plastico, a patto che vengano rispettati i requisiti usuali inerenti le distanze
dai bordi e dalle estremit. Questo dovuto al rifollamento del legno
stesso, accoppiato con la plasticizzazione e la capacit di dissipare
energia degli elementi di acciaio.

F
Diagramma ForzaSpostamento per carico
monotono

Fu
Fy

vy

vu

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Legno e Sisma: binomio impossibile?


UNIONI

Duttilit delle Unioni Meccaniche: comportamento ciclico


e dissipazione di energia

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

24

03/06/2013

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


Nuova normativa NTC 2008
Gli edifici sismoresistenti in legno devono essere progettati con una
concezione strutturale in accordo ad uno dei seguenti comportamenti:
a) comportamento strutturale dissipativo (CDA o CDB);
b) comportamento strutturale scarsamente dissipativo.
(7.7.1 Aspetti concettuali della progettazione)
- Le zone dissipative debbono essere localizzate nei collegamenti;
- le membrature lignee debbono essere considerate a comportamento
elastico.
- Per le strutture progettate secondo il comportamento b), gli effetti
devono essere calcolati mediante un analisi elastica globale,
assumendo un fattore di struttura q non superiore ad 1,5.
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

NTC 2008 (7.7.2 Aspetti della progettazione)


Qualora si faccia affidamento a comportamenti strutturali dissipativi (CD A o
B), in mancanza di pi precise valutazioni teoriche e sperimentali, si devono
applicare le regole seguenti:
a) nelle zone considerate dissipative possono essere utilizzati solamente
materiali e mezzi di unione che garantiscono un adeguato comportamento
di tipo oligociclico;

b) le unioni incollate devono essere considerate in generale come non


dissipative;
c) i nodi di carpenteria possono essere utilizzati solamente quando questi
possono garantire una sufficiente dissipazione energetica

25

03/06/2013

NTC 2008 - 7.7.1 aspetti della progettazione

Adeguato comportamento oligociclico

NTC 2008 -7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura

26

03/06/2013

Progetto e verifica delle sezioni in legno secondo le NTC2008


Legno e Sisma: Aspetti Normativi
7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura

Strutture leggere con sistemi a pannelli chiodati o bullonati (alta capacit


dissipativa)

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura

Strutture leggere, sistema nord-americano Platform-frame (alta capacit


dissipativa)
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

27

03/06/2013

Legno e Sisma: Sperimentazione

Fattore di struttura q

Legno e Sisma: Sperimentazione

28

03/06/2013

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura

Strutture in legno lamellare, portali di capannoni, palestre ecc.


(bassa capacit dissipativa)

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura
- Tutte le strutture che non rispettano le condizioni richieste per le CD A o B
si debbono considerare come strutture aventi una scarsa capacit di dissipazione
energetica, alle quali si assegna un fattore di struttura q 1,5.
- Strutture isostatiche in genere, archi a due cerniere, travi reticolari con
connettori, in mancanza di specifiche valutazioni, sono da considerare come
strutture aventi una scarsa capacit di dissipazione energetica, alle quali si deve
dunque assegnare un fattore di struttura q0 non superiore a 1,5.
- Al fine di garantire valori del fattore di struttura q superiori ad 1,5, le zone
considerate dissipative devono essere in grado di deformarsi plasticamente per
almeno tre cicli a inversione completa, con un rapporto di duttilit statica pari a
4 per le strutture in CD B e pari a 6 per le strutture in CD A, senza che si
verifichi una riduzione della loro resistenza maggiore del 20%.
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

29

03/06/2013

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura
Le zone dissipative, possono considerarsi tali, se sono soddisfatte le seguenti
condizioni:
a) i collegamenti legno-legno o legno-acciaio sono realizzati con perni o con chiodi
aventi diametro d non maggiore di 12 mm ed uno spessore delle membrature lignee
collegate non minore di 10d;
b) nelle pareti e nei diaframmi con telaio in legno, il materiale di rivestimento
strutturale di legno o di materiale da esso derivato, con uno spessore minimo
pari a 4d e con diametro d dei chiodi non superiore a 3,1 mm.

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura
Qualora tutte le precedenti prescrizioni non siano soddisfatte, ma sia almeno assicurato lo
spessore minimo degli elementi collegati pari, rispettivamente, a 8d per il caso a) e a 3d per il
caso b), si devono utilizzare valori ridotti del coefficiente q0 con i valori massimi presentati in
Tab. 7.7.II.

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

30

03/06/2013

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


7.7.4 Analisi Strutturale
- Messa in conto della deformabilit dei collegamenti;
- Utilizzo dei valori di modulo elastico per azioni istantanee, ricavati a partire
dai valori medi di modulo elastico degli elementi resistenti.
-Gli impalcati devono essere in generale assunti con la loro deformabilit; possono
essere assunti come rigidi nel modello strutturale, senza necessit di ulteriori
verifiche se:
a)sono state rispettate le disposizioni costruttive date nel successivo 7.7.5.3 per
gli impalcati o, in alternativa se pertinente, 7.7.7.2
b) eventuali aperture presenti non influenzano significativamente la rigidezza
globale di lastra nel proprio piano.

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


7.7.4 Analisi Strutturale

31

03/06/2013

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


7.7.5 Disposizioni costruttive
Le strutture con zone dissipative devono essere progettate in modo che tali zone siano
localizzate principalmente in quei punti della struttura dove eventuali plasticizzazioni,
instabilit locali o altri fenomeni dovuti al comportamento isteretico non
compromettano la stabilit globale della struttura.

7.7.5.2 Collegamenti
Le membrature compresse ed i loro collegamenti (come per esempio i giunti di
carpenteria), per cui possa essere prevedibile il collasso a causa dellinversione
di segno della sollecitazione, devono essere progettati in modo tale che non si
verifichino separazioni, dislocazioni, disassamenti.

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


7.7.6 Verifiche di sicurezza
I valori di resistenza degli elementi di legno fanno riferimento a carichi di tipo
istantaneo, nelle condizioni di servizio assunte per la struttura.
Al fine di garantire lo sviluppo del comportamento ciclico dissipativo in
corrispondenza delle zone assunte come dissipative, tutti gli altri elementi
strutturali e/o connessioni devono essere progettati con adeguati valori di
sovraresistenza. Tale requisito di sovraresistenza si applica, in particolare, a:
a)collegamenti di elementi tesi o qualsiasi collegamento alle strutture di
fondazione;
b) collegamenti tra diaframmi orizzontali ed elementi verticali di controvento.

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

32

03/06/2013

Legno e Sisma: Aspetti Normativi


7.7.7 - Regole di dettaglio
7.7.7.1 Disposizioni costruttive per i collegamenti
Perni e bulloni di diametro d superiore a 16 mm non devono essere utilizzati nei
collegamenti legno-legno e legno-acciaio, eccezion fatta quando essi siano utilizzati
come elementi di chiusura dei connettori e tali, quindi, da non influenzare la
resistenza a taglio.
Nel caso di tensioni perpendicolari alla fibratura, si devono osservare disposizioni
aggiuntive al fine di evitare linnesco di fratture parallele alla fibratura (splitting).

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

NCT 2008 - 4.4.12 e.13 Robustezza e Durabilit


Requisiti di robustezza strutturale:
- la protezione della struttura e dei suoi elementi componenti nei confronti
dellumidit;
- lutilizzazione di mezzi di collegamento intrinsecamente duttili o di sistemi di
collegamento a comportamento duttile;
- lutilizzazione di elementi composti a comportamento globalmente duttile;
- la limitazione delle zone di materiale legnoso sollecitate a trazione
perpendicolarmente alla fibratura, soprattutto nei casi in cui tali stati di sollecitazione
si accompagnino a tensioni tangenziali (come nel caso degli intagli) e, in genere,
quando siano da prevedere elevati gradienti di umidit nellelemento durante la sua
vita utile.

Durabilit:
In relazione alla classe di servizio della struttura e alle condizioni di carico, dovr
essere predisposto in sede progettuale un programma delle operazioni di
manutenzione e di controllo da effettuarsi durante lesercizio della struttura.

33

03/06/2013

Materiali derivati da legno usati per scopo costruttivo


COMPENSATI
Riduzione in fogli sottili mediante
sfogliatura o tranciatura. Segue
la taglierinatura, essiccazione,
bonifica, incollaggio e
pressatura e infine la finitura.

PANNELLI DI FIBRE
Frammentazione della materia
prima (chippatura), riduzione dei
frammenti in unit fibrose,
formazione del materasso,
pressatura e finitura.

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Materiali derivati da legno usati per scopo costruttivo


PANNELLI DI PARTICELLE
(TRUCIOLARI)
Frammentazione o truciolatura,
essiccazione delle particelle,
selezionamento delle particelle,
incollaggio, distribuzione,
pressatura, rifinitura.

PANNELLI DI LANA DI LEGNO


Riduzione in lunghi trucioli,
impastaggio con malte di tipo
cementizio o magnesiaco.

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

34

03/06/2013

Materiali derivati da legno usati per scopo costruttivo


PANNELLI COMPOSTI (SANDWICH)
Tamburato: si interpone tra due
strati esterni in fibratura incrociata
incollata uno strato interno leggero
(es. reticolato di listelli di legno)
Coibentazione: con strato interno in
polistirene o altro materiale isolante
PANNELLI DI ALTRI TIPI

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Progettazione delle strutture in legno

Le caratteristiche fisiche e meccaniche del legno quale


materiale da costruzione.
Costruzioni di legno in zona sismica, aspetti normativi ed
esecutivi.
Il comportamento delle strutture di legno al fuoco.

35

03/06/2013

Sicurezza contro lincendio delle


strutture in legno

Strutture in legno
SISMA + INCENDIO

Sisma e successivo incendio, terremoto di Lisbona 1755 e


di San Francisco 1906.

36

03/06/2013

Resistenza al fuoco
Viene valutata in base al tempo (in minuti) occorrente perch la struttura perda di resistenza.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la resistenza al fuoco del legno buona.
La velocit di penetrazione della carbonizzazione durante un incendio dellordine di
1mm/min: prima che una trave arrivi a perdere la sua capacit portante passa molto tempo!

A seguito di un incendio gli elementi metallici hanno ceduto piegandosi sugli elementi di legno: questi ultimi hanno
ridotto la propria sezione evidente dalla sporgenza dei chiodi che presumibilmente prima dellincendio erano
completamente infissi nel legno ma hanno resistito allincendio (da Glulam, W.A. Chugg, Benn, London, 1964).
[da La resistenza al fuoco delle strutture di legno di M. Follesa e M. Lauriola, in Recupero e Conservazione
n.39]

Strutture in legno
SVILUPPO DELLINCENDIO
Lincendio viene di solito distinto in tre fasi schematiche:
1. fase iniziale o di accensione: va dallapparire delle fiamme
fino al cosiddetto flashover o stato irreversibile (simultanea
ignizione di tutti i materiali combustibili) al di l del quale vi
scarsa probabilit che lincendio si spenga da solo, in tale
fase la Tmedia intorno ai 500-600 C;
2. fase di incendio vero e proprio o a Vcomb.costante: dopo il
flashover la temperatura cresce in modo esponenziale fino
al valore massimo (1000C e pi);
3. fase di estinzione o di raffreddamento: che va dal punto di
temperatura massima fino allestinzione totale; tale fase si
ritiene ultimata quando la Tmedia raggiunge circa 300C.

37

03/06/2013

Strutture in legno
SVILUPPO DELLINCENDIO:

Curva di incendio reale

Strutture in legno
Caratteristiche allincendio:
- Materiale combustibile: durante l incendio gli elementi strutturali
esposti subiscono una riduzione di massa;

- Bassa conducibilit termica: (circa 0.15 W/mK), perci esso si comporta


come un buon isolante termico.

Meccanismo della combustione del legno


1stadio: riscaldamento con conseguente perdita dacqua;
2stadio:

il riscaldamento provoca la decomposizione del legno con


liberazione di sostanze volatili, che mescolandosi con l aria, danno luogo a
miscele combustibili. La temperatura d ignizione pu assumere valori di 200300 C;

3stadio:

combustione della parte solida, per lo pi frazione carboniosa, la


combustione procede verso l interno con velocit finita, chiamata velocit di
penetrazione della carbonizzazione.

38

03/06/2013

Strutture in legno
Durante la combustione si possono distinguere tre zone
allinterno della sezione:
Zona Carbonizzata: situata allesterno della sezione, in essa non si
considera pi alcuna caratteristica di resistenza;

Zona Alterata: strato intermedio dello spessore di alcuni millimetri, in


cui le caratteristiche meccaniche sono degradate;

Zona Interna: parte della sezione non ancora investita dal fuoco, in
tale zona le caratteristiche meccaniche sono pressoch inalterate.

Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
Si assume che le propriet meccaniche della sezione lignea residua, ad una certa distanza
dallo strato carbonizzato, non risultino ridotte rispetto alle condizioni standard.

Metodi di valutazione della sicurezza :


- Analisi globale della struttura;
- Lanalisi di parti della struttura, considerando in modo approssimato
linterazione tra le diverse parti della struttura;
- Lanalisi di singoli elementi, considerando come condizioni iniziali al
contorno quelle corrispondenti alle normali condizioni di servizio.

39

03/06/2013

Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
Si definiscono i seguenti termini che nel seguito saranno utilizzati, con riferimento alla
sezione trasversale di un generico elemento di legno:

- linea di carbonizzazione: confine tra strato carbonizzato e sezione trasversale


residua;
- sezione trasversale residua: sezione trasversale originaria ridotta dello strato
carbonizzato;
- sezione trasversale efficace: sezione trasversale originaria ridotta dello strato
carbonizzato e di un successivo strato in cui si considerano nulli i valori di
resistenza e di rigidezza.

Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
RESISTENZA DI UN ELEMENTO LIGNEO ESPOSTO AL FUOCO
Per il singolo elemento ligneo esposto al fuoco, in assenza di valutazioni pi rigorose, si pu
fare riferimento al calcolo della cosiddetta sezione efficace in corrispondenza del tempo t
richiesto di resistenza al fuoco, corrispondente alla sezione originaria ridotta di:

40

03/06/2013

Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
Velocit di carbonizzazione
Per quanto riguarda la velocit di carbonizzazione b0, in mancanza di valutazioni
sperimentali dirette effettuate in accordo alle pertinenti normative CEN, si pu fare
riferimento a quanto riportato nella Tabella 12.1.

Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
Resistenze e moduli elastici di progetto della sezione efficace

f d , fi K mod, fi K fi

fk

M , fi

S d , fi K mod, fi K fi

S 0 .5

M , fi

dove:
fk, S0.5 sono i valori di una generica propriet di resistenza del materiale o di modulo di
elasticit a temperatura normale (si vedano le tabelle riportate in Appendice 4);
fd,fi, Sd,fi sono i valori di progetto di una propriet di resistenza o di modulo di elasticit del
materiale;
kfi il coefficiente da assumere pari a 1.25 per il legno massiccio e a 1.15 per il legno
lamellare incollato e pannelli derivati dal legno;
M,fi =1.0 il coefficiente parziale di sicurezza in situazione di incendio;
kmod,fi =1.0 sostituisce il parametro kmod a temperatura ambiente.

41

03/06/2013

Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
Resistenza di un collegamento esposto al fuoco
I collegamenti con elementi metallici o le parti della struttura realizzate con elementi
metallici rappresentano, generalmente, il vero punto di debolezza della struttura lignea nei
confronti dellazione incendio.

Le parti metalliche:
- Costituiscono elemento di trasmissione di calore anche allinterno della massa lignea;
- Presentano, se esposte al fuoco, deformazioni incompatibili con la statica globale della
struttura (elementi di controvento, elementi tesi in genere ecc.).

Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
Resistenza di un collegamento esposto al fuoco
Le cosiddette unioni non protette (cio unioni realizzate con elementi metallici
esposti, in tutto o in parte), progettate correttamente per le combinazioni a
temperatura ambiente e purch a comportamento statico globalmente simmetrico,
possono essere generalmente considerate soddisfacenti alla classe di resistenza R15
o R20, secondo quanto indicato in Tabella.

42

03/06/2013

Progettazione delle strutture in legno

Le caratteristiche fisiche e meccaniche del legno quale


materiale da costruzione.
Costruzioni di legno in zona sismica, aspetti normativi ed
esecutivi.
Il comportamento delle strutture di legno al fuoco.
Verifiche di resistenza

Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008

4.4.8.1 Verifiche di resistenza

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

43

03/06/2013

Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008


4.4.8.1 Verifiche di resistenza
11.7.1.1 Propriet dei materiali

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008

4.4.8.1 Verifiche di resistenza

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

44

03/06/2013

Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008


4.4.8.1 Verifiche di resistenza
4.4.8.1.6 Verifiche di resistenza (Flessione)

m , y ,d
f m , y ,d

Sollecitazione di Flessione

Km

Km

m , y ,d
f m , y ,d

m , z ,d
f m , z ,d

m , z ,d
f m , z ,d

1
1

Coefficiente Km, tiene conto convenzionalmente della ridistribuzione delle tensioni e della
disomogeneit del materiale nella sezione trasversale

Km=

0.7 per sezioni trasversali rettangolari


1.0 per altre sezioni trasversali
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Progetto e verifica delle sezioni in legno secondo le NTC2008


4.4.8.1.7/8 Verifiche di resistenza (Tenso e presso Flessione)

t ,0,d
Sollecitazione Tensoflessione

f t ,0,d

t ,0,d
f t ,0,d

Sollecitazione Pressoflesione

m , y ,d
f m , y ,d

Km

Km

m , y ,d
f m , y ,d

m , z ,d
f m, z ,d

m , z ,d
f m, z ,d

1
1

c ,0,d

f
c ,0,d

m , y ,d K m m , z ,d 1

f m , y ,d
f m , z ,d

c ,0,d

f
c ,0,d

K m m , y ,d m , z ,d 1

f m , y ,d
f m , z ,d

45

03/06/2013

Progetto e verifica delle sezioni in legno secondo le NTC2008


4.4.8.1.9/10 Verifiche di resistenza (Taglio e Torsione)
Sollecitazione di taglio

Sollecitazione di torsione

tor , d

d calcolata con teoria Jourawski

v, d
k

sh

v, d

1.2 per sezioni circolari piene


Ksh=

1+0.15 h/b 2 per sezioni rettangolari piene, di lati b e h, b h


1.0 per altri tipi di sezioni

Sollecitazione combinata di taglio e torsione

tor , d
k sh f v , d


d
f
v ,d

DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

Progetto e verifica delle sezioni in legno secondo le NTC2008


4.4.8.2.1 Verifiche di Stabilit (Instabilit di trave)
- elementi inflessi

Instabilit di trave

Kcrit,m =

m, d
1
k
f
crit , m m , d

per rel,m 0.75

1.56 0.75 rel , m

per 0.75 rel,m 1.4

per 1.4 rel,m

rel , m

rel, m

f m ,k

m ,crit
DiSGG -Universit della Basilicata - Potenza

46

03/06/2013

Progetto e verifica delle sezioni in legno secondo le NTC2008


4.4.8.2.2 Verifiche di Stabilit (Instabilit di colonna)
Elementi compressi Instabilit di colonna

rel ,c
k crit ,c

f c ,0,k

c ,crit

c , 0, d
1
k
f
crit , c c , 0, d

f c ,0,k
E0.05

1
k

k 2 2 rel ,c

k 0.5 1 b c rel,c 0.3 2 rel,c

b c il coefficiente di imperfezione, che, se gli elementi rispettano i limiti di rettilineit


definiti al 4.4.15, pu assumere i seguenti valori:
-0.2 per legno massiccio;
-0.1 per legno lamellare.

47

Potrebbero piacerti anche