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03/06/2013

Costruzioni in acciaio e legno Modulo di costruzioni in legno a.a. 2012-2013 IL MATERIALE DA COSTRUZIONE
Costruzioni in acciaio e legno
Modulo di costruzioni in legno
a.a. 2012-2013
IL MATERIALE DA COSTRUZIONE
Prof. Ing. Felice Carlo Ponzo
Univ. Degli studi della Basilicata
Progettazione delle strutture in legno

Progettazione delle strutture in legno

 

Le caratteristiche fisiche e meccaniche del legno quale materiale da costruzione.

Costruzioni di legno in zona sismica, aspetti normativi ed

 

esecutivi.

Il comportamento delle strutture di legno al fuoco.

Il legno lamellare

 

03/06/2013

Progettazione delle strutture in legno Caratteristiche generali Caratteristiche generali Il materiale legno si differenzia fondamentalmente da
Progettazione delle strutture in legno
Caratteristiche generali
Caratteristiche generali
Il materiale legno si differenzia fondamentalmente da altri materiali
quali acciaio, calcestruzzo, pietre naturali, laterizi in quanto questi
sono normalmente COERENTI, OMOGENEI ed ISOTROPI.
Il legno possiede una struttura differenziata secondo un modello
costituito da CELLULE cave, con forme ed orientamenti peculiari,
organizzate in TESSUTI, che determina una sostanziale anisotropia
delle caratteristiche meccaniche

Specie legnose

Specie legnose

Conifere GIMNOSPERME
Conifere
GIMNOSPERME
Abete Larice Pino Douglasia ecc .. aghifoglie Resinose
Abete
Larice
Pino
Douglasia
ecc ..
aghifoglie
Resinose
Monocotiledoni ANGIOSPERME Dicotiledoni
Monocotiledoni
ANGIOSPERME
Dicotiledoni

Palme

Quercia Faggio Pioppo Castagno ecc… latifoglie
Quercia
Faggio
Pioppo
Castagno
ecc…
latifoglie

UNI 2853 (specie legnose italiane)

UNI 2854 (specie legnose esotiche coltivate in Italia)

UNI 3917 (specie legnose esotiche di importazione)

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Caratteristiche Istologiche del Legno

Caratteristiche Istologiche del Legno

  • 1. Tessuti Meccanici fondamentali o di Sostegno

Costituiscono il 60-80% del fusto degli alberi e servono per conferire resistenza

  • 2. Tessuti Conduttori

Sono formati da vasi ed hanno forma tubolare. Si sviluppano nella direzione del fusto e servono alla conduzione dei succhi

Cellula fusiforme Cellula vasale
Cellula
fusiforme
Cellula vasale
  • 3. Tessuti Parenchimatici

Servono per i fenomeni biologici connessi con la vita e lo sviluppo dellalbero (Tessuto secretore)

Lattività biologica del legno è regolata dai cicli stagionali grazie allattività del CAMBIO (strato generatore di cellule)

Caratteristiche Istologiche del Legno Caratteristiche Istologiche del Legno 1. Tessuti Meccanici fondamentali o di Sostegno Costituiscono

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Caratteristiche Istologiche del Legno

Caratteristiche Istologiche del Legno

6% lignina emicellulose Altre (estrattivi) Conifere 50% 18% 26% cellulosa Latifoglie 47% 27% 22% 4% Composizione
6%
lignina
emicellulose
Altre
(estrattivi)
Conifere
50%
18%
26%
cellulosa
Latifoglie
47%
27%
22%
4%
Composizione
chimica
3
4
5
1
1
1
2
2
6
4
3
orizzontale
1- zona primaverile
2- zona autunnale
3- fibrotracheidi del
tessuto meccanico
4- raggi midollari
5- canale resinifero
assiale
6- canale resinifero

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Caratteristiche Istologiche del Legno

Caratteristiche Istologiche del Legno

Caratteristiche Istologiche del Legno Caratteristiche Istologiche del Legno

Caratteristiche Fisiche del Legno

Caratteristiche Fisiche del Legno

  • 1. Colore Dipende dalla specie legnosa e dallumidità posseduta. Può variare anche allinterno dello stesso fusto. Attacchi di funghi possono provocare colorazioni anomale, mentre una prolungata esposizione alle intemperie porta ad una uniforme colorazione grigiastra.

  • 2. Rapporto Massa/Volume Viene assunto come indice approssimativo di resistenza del legno. Varia nel tempo in relazione al contenuto di acqua.

    • Peso del legno fresco

    • Peso del legno ad umidità normale (dal 12 al 15%)

    • Peso del legno allo stato anidro (circa 1,53g/cm 3 ) per tutte le specie legnose

3. Relazione Legno-Acqua (Umidità)

Varia con le stagioni e allinterno del fusto

 u u a a a a P P  100 100 P P  P
u
u
a a
a
a
P P
 100
100
P P  P P
u u  

in forma liquida

  • - P u : peso allatto della consegna

forma gassosa

  • - P a : peso dopo essiccatura in forno

  • - collegata alle pareti cellulari

IGROMETRI

Umidità normale del legno 12%

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Caratteristiche Fisiche del Legno Caratteristiche Fisiche del Legno 1. Colore Dipende dalla specie legnosa e dall

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Caratteristiche Fisiche del Legno

Caratteristiche Fisiche del Legno

Caratteristiche Fisiche del Legno Caratteristiche Fisiche del Legno

Caratteristiche Fisiche del Legno

Caratteristiche Fisiche del Legno

Perché è necessario procedere allessiccazione del legno?

Evitare forti variazioni dimensionali per effetto di possibili modificazioni dello stato igrometrico dell ’ aria

Evitare forti variazioni dimensionali per effetto di possibili modificazioni dello stato igrometrico dellaria

Porre il legno nelle migliori condizioni di resistenza alle

Porre il legno nelle migliori condizioni di resistenza alle

sollecitazioni meccaniche

Aumentare per quanto possibile la durabilità naturale del legno nei confronti degli attacchi di funghi e

Aumentare per quanto possibile la durabilità naturale del legno nei confronti degli attacchi di funghi e insetti

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Le variazioni del contenuto di acqua generano dei movimenti nei tessuti

RITIRO Direzione assiale <1% Direzione radiale dal 3 al 6% Direzione tangenziale dal 5 al 12%
RITIRO
Direzione assiale <1%
Direzione radiale dal 3 al 6%
Direzione tangenziale dal 5 al 12%
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Sconsigliabile
Corretto
Progettazione delle strutture in legno Caratteristiche generali Caratteristiche generali Le caratteristiche complessive dei tessuti sono influenzate,
Progettazione delle strutture in legno
Caratteristiche generali
Caratteristiche generali
Le caratteristiche complessive dei tessuti sono influenzate, durante la
crescita, da fattori quali il CLIMA, L’INTERAZIONE CON ALTRE
PIANTE, la NATURA DEL SUOLO, azione della FAUNA e dell’UOMO.
Ulteriore differenza del legno rispetto ad altri materiali consiste nel
fatto che le CONDIZIONI AMBIENTALI di POSA IN OPERA possono
favorire alterazioni degradative o distruttive di origini biologica. Il legno
per certi gradi è insensibile invece ad azione della temperatura o
all’azione di gas o di alcuni prodotti chimici.

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Alterazione del Legno

Alterazione del Legno

 

1.

Difetti

Deviazioni dalla normalità della struttura e delle caratteristiche fisiche: provocano

 

problemi di fruibilità e riducono le prestazioni meccaniche del materiale.

Difetti di Forma Cipollature Ferite e Fratture Deviazioni delle fibre Ovalizzazione degli anelli Nodi DiSGG -Università
Difetti di Forma
Cipollature
Ferite e Fratture
Deviazioni delle fibre
Ovalizzazione degli anelli
Nodi
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Cause di alterazione del Legno

Cause di alterazione del Legno

 

1.

Alterazioni Degradative

Modifiche indotte da agenti biologici, batteri, funghi etc.

Alterazioni provocate da insetti parassiti (Perdilegno rosso,

Cerambice delle querce, Formiche del legno, Tèrmiti…)

Alterazioni provocate da insetti sapròfiti (Capricorno delle case, Lictidi, Tarlo dei mobili (anobium punctatum)…)

Alterazioni provocate da funghi (Spore…)

Alterazioni provocate da batteri (fenomeni di ossidazione,

fermentazione)

Alterazioni provocate da organismi marini (Teredini, Limnoria,

 

chelura…)

DURABILITANATURALE DEL LEGNO Categorie di rischio

DURABILITA ’ NATURALE DEL LEGNO Categorie di rischio
 
 

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Cause di alterazione del Legno

Cause di alterazione del Legno

  • 1. Alterazioni Degradative

Funghi
Funghi

Cause di alterazione del Legno

Cause di alterazione del Legno

  • 1. Alterazioni Degradative

Insetti
Insetti

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Meccanica del Legno

Meccanica del Legno

  • 1. Anisotropia del Materiale

  • 2. Presenza di difetti

  • 3. Influenza delle variazioni di umidità e di temperatura sul modulo di elasticità

Occorre definire la matrice elastica per materiali anisotropi. Il comportamento elastico non è caratterizzato dai soli parametri E,n

Sono state definite le relazioni tra resistenza e difetti standardizzati. Alcuni

difetti possono coesistere

Si fa riferimento agli Studi dellASTM (American Society for Testing Materials)

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Meccanica del Legno Meccanica del Legno 1. Anisotropia del Materiale 2. Presenza di difetti 3. Influenza

Caratteristiche fisiche: deviazioni della fibratura

Caratteristiche fisiche: deviazioni della fibratura

 en   ( ( ) )      s cos 
en
(
(
)
)
s
cos
2
2
2
||
||
r fibre r  fibre
||
 sen   
n
r  fibre
Hankinson
r i 
r fibre
 cos
ri: coefficiente riduttivo della resistenza
||
n
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Osgood
r fibre r fibre
r fibre r  fibre
 
r fibre
r i 
sen

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Umidità -- temperatura

temperatura

Umidità

Allaumentare dellumidità si riduce la resistenza del legno. Stesso comportamento si riscontra in presenza di variazioni Termiche.

C u
C u

C

12

C

12

u 12

  • C stato fresco i

u 12

Rrel.stag. 1000.5(Rrel. fr.

50)

C è una qualsiasi caratteristica

R rel è il rapporto tra la resistenza reale e quella del legno netto della stessa specie

Maggiorazione da attribuire alle caratteristiche del legno in stato fresco a seguito della stagionatura

Caratteristica

19% (mediamente 15%)

15% (mediamente 12%)

 

Resistenza a flessione

25%

35%

Modulo di elasticità

14%

20%

Compressione assiale

50%

75%

Compressione trasversale

50%

50%

Trazione longitudinale

25%

35%

Trazione longitudinale 25% 35%

Taglio o scorrimento lungo

8%

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13%

la fibratura

Resistenza aa Compressione

Compressione

Resistenza

Poiché il legno è spiccatamente anisotropo occorre distinguere tra compressione longitudinale e compressione trasversale.

Trasversale Assiale
Trasversale Assiale
Trasversale Assiale

Trasversale

Assiale

Resistenza aa Compressione Compressione Resistenza Poiché il legno è spiccatamente anisotropo occorre distinguere tra compressione longitudinale

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Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008

Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008

 

4.4.8.1

4.4.8.1

Verifiche di resistenza

Verifiche di resistenza

4.4.8.1.5

4.4.8.1.5

compressione inclinata rispetto alla fibratura

compressione inclinata rispetto alla fibratura

 
   

f c

,0,

d

 

Compressione inclinata rispetto alla fibratura

t

,

,

d

f c

,0,

d

2

2

 

sen

cos

 

f c

,90,

d

 
Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008 4.4.8.1 4.4.8.1 Verifiche di resistenza Verifiche di resistenza
 

Istruzioni CNR DT206 - 2007

   
 

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Resistenza aa Trazione

Resistenza

Trazione

Per legnami con massa volumica compresa fra 0.4 e 0.9 g/cmc la resistenza

a trazione varia fra 60 e 180 MPa, Valori 2-3 volte più alti di quelli a

compressione

Rapportando la resistenza a trazione alla massa volumica si ha che il legno

è più produttivo dellacciaio

Resistenza aa Trazione Resistenza Trazione Per legnami con massa volumica compresa fra 0.4 e 0.9 g/cmc

Variazione rispetto alle

deviazioni della Fibratura

Variazione rispetto allumidità

  4%   4%     12% 12% u  u 
  4%
  4%
 
 
12%
12%
u 
u 
1%
1%
 
 
c c

Trasversali varia fra 1/30 e 1/70 della

Trasversali varia fra 1/30 e 1/70 della

La Resistenza a Trazione per carichi

La Resistenza a Trazione per carichi

resistenza a Trazione assiale

resistenza a Trazione assiale

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Resistenza aa Trazione Resistenza Trazione Per legnami con massa volumica compresa fra 0.4 e 0.9 g/cmc

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Resistenza aa Flessione

Resistenza

Flessione

Si possono realizzare profili composti per far fronte a notevoli sollecitazioni

flessionali e ovviando alle limitazioni dimensionali dei tronchi

lamellazione tecnica della composte sono Attualmente le travi Grappe esterne Caviglie o biette Tavole chiodate diagonalmente
lamellazione
tecnica della
composte sono
Attualmente le travi
Grappe esterne
Caviglie o biette
Tavole chiodate diagonalmente
Dentatura
travi

In passato le sezioni

venivano composte per

sovrapposizione di più

prodotte mediante la

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Resistenza aa Flessione Resistenza Flessione Si possono realizzare profili composti per far fronte a notevoli sollecitazioni

Flessione –– Lagno Lamellare

Resistenza aa Flessione

Lagno Lamellare

Resistenza

Il Legno massiccio è caratterizzato da accentuate dispersioni meccaniche.

Il riassemblaggio di parti limitate del tronco tende ad ovviare ai principali

difetti del legno massicio:

Flessione –– Lagno Lamellare Resistenza aa Flessione Lagno Lamellare Resistenza Il Legno massiccio è caratterizzato da

Incollaggio per lassorbimento

degli sforzi di scorrimento

  • Limitata disponibilità dimensionale
    degli elementi strutturali

Scarsa affidabilità, causa la

disomogeneità del tronco, e quindi

limitati valori dei carichi di

sicurezza che si possono assumere

ai fini dei calcoli

Instabilità morfologico-

dimensionale causata

  • principalmente da variazioni di
    umidità

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Caratteristiche fisiche: Creep

Caratteristiche fisiche: Creep

Scorrimento sotto carico Creepcomportamento reologico del legno

Caratteristiche fisiche: Creep Caratteristiche fisiche: Creep Scorrimento sotto carico “ Creep ” comportamento reologico del legno

Caratteristiche fisiche: Creep

Caratteristiche fisiche: Creep

( ) ( ) E E t t i i     t t
( )
( )
E E
t t
i i
 
t t ,0
,0

Modulo elastico istantaneo

( t ), E t  f E t t t diff diff ( )) (
( t ), E t
 f
E t
t t diff diff
( ))
( ))
f (
( ),
 
 
t t ,0
 
 
 
,0
(
t
t t
, ,
            1 1  
    
   
 
 1 1 
 
 
t diff


, diff
 
t tot
 
t ,0
t ,0
E E
tot
,0
,0
1 1
t , ,
 
t t
t
t
t
t t
i i
,
  •  

,max   t t t t 2       t t
,max
t t
t
t
2
 
t t
0.5 0.5
  2
t t ,max
0.3 0.3
i i
1
E E
 
1  
( )
E E ( t t )  

Ranta - Maunus

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Caratteristiche fisiche: Creep Caratteristiche fisiche: Creep ( ) ( ) E E t t i i

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NTC 2008 -- 4.4.6 RESISTENZA

NTC 2008

4.4.6

RESISTENZA

 

Valore di calcolo

X

d

K

mod

X

k

M

  • X k

Valore caratteristico della propietà del materiale

M

Coefficiente parziale di sicurezza relativo al materiale

K

mod

Coefficiente correttivo, dipendente dalla durata del carico e dallumidità

della struttura

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NTC 2008 -- 4.4.6 RESISTENZA

NTC 2008

4.4.6

RESISTENZA

 M Coefficiente parziale di sicurezza relativo al materiale Diversi valori dei coefficienti di sicurezza tra

M

Coefficiente parziale di sicurezza relativo al materiale

Diversi valori dei coefficienti di sicurezza tra le NTC 2008 e la CNR DT206/2007

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NTC 2008

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NTC 2008 NTC 2008 -- 4.4.6 RESISTENZA 4.4.6 RESISTENZA  M Coefficiente parziale di sicurezza relativo
NTC 2008
NTC 2008 -- 4.4.6 RESISTENZA
4.4.6
RESISTENZA
M
Coefficiente parziale di sicurezza relativo al materiale
Diversi valori dei coefficienti di sicurezza tra le NTC 2008 e la CNR – DT206/2007
CNR – DT206/2007
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NTC 2008
NTC 2008 -- 4.4.6 RESISTENZA
4.4.6
RESISTENZA
4.4.6
4.4.6
RESISTENZA
RESISTENZA
Valori
del
coefficiente
K mod

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Progettazione delle strutture in legno

Progettazione delle strutture in legno

 

Le caratteristiche fisiche e meccaniche del legno quale

materiale da costruzione.

Costruzioni di legno in zona sismica, aspetti normativi ed

 

esecutivi.

Il comportamento delle strutture di legno al fuoco.

 
Legno ee Sisma: binomio impossibile? Legno Sisma: binomio impossibile? Quali sono le caratteristiche che rendono una
Legno ee Sisma: binomio impossibile?
Legno
Sisma: binomio impossibile?
Quali sono le caratteristiche che rendono una struttura
adatta a resistere alle azioni sismiche?
LEGGEREZZA
RESISTENZA
Carichi di breve
RIGIDEZZA
durata
DUTTILITÀ E CAPACITÀ DISSIPATIVA
(duttilità concentrata nei nodi)
DIFETTI:
FRAGILITA’
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Legno ee Sisma: binomio impossibile?

Sisma: binomio impossibile?

Legno

LEGGEREZZA

  • - Pesi per unità di volume variano tra i 500 Kg/mc Fino a 700 Kg/mc).

  • - Il rapporto resistenza/peso è circa uguale a quello dellacciaio e 5 volte maggiore quello del calcestruzzo. RESISITENZA

  • - La resistenza del legno è dello stesso ordine di grandezza di quella del calcestruzzo ed è presente sia a trazione che a compressione. Per sollecitazione di flessione la resistenza varia da un minimo di 10.8 MPa a 22.8 MPa.

  • - Poiché il legno ha un comportamento viscoso le sue caratteristiche di resistenza variano al variare della durata di applicazione dei carichi. In particolare per carichi istantanei le resistenze sono mediamente del 50% superiori e più del 100% superiori per trazione ortogonale alla fibratura.

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Legno ee Sisma: binomio impossibile? Sisma: binomio impossibile? Legno LEGGEREZZA - Pesi per unità di volume

Legno ee Sisma: binomio impossibile?

Sisma: binomio impossibile?

Legno

DEFORMABILITA

- Le strutture in legno sono generalmente più deformabili. Per le conifere europee il modulo di elasticità varia da un minimo di 8000

MPa a un massimo di 12000 MPa, con incrementi del 20% per carichi

istantanei. - Tipicamente il modulo elastico è 1/3 del modulo elastico delle strutture in calcestruzzo. - Ciò comporta bassi valori di rigidezza e quindi unelevata flessibilità, che si può tradurre in un aumento del periodo fondamentale di vibrazione e quindi, in condizioni favorevoli, in una diminuzione dellintensità dellazione sismica sulla struttura.

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Legno ee Sisma: binomio impossibile? Sisma: binomio impossibile? Legno DEFORMABILITA ’ - Le strutture in legno

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Legno ee Sisma: binomio impossibile?

Sisma: binomio impossibile?

Legno

FRAGILITA

A causa della presenza di nodi e di difetti, il legno strutturale ha un comportamento tipicamente fragile. Per piccoli difetti, comunque, il legno esibisce una certa duttilità nei confronti della flessione (non maggiore di 2) a causa della plasticizzazione delle fibre compresse. Inoltre, quando non occorre la plasticizzazione le sezioni si comportano in maniera elastica, con cicli di isteresi schiacciatie bassa dissipazione di energia. Nel caso di compressione ortogonale alla fibratura il legno si presenta

duttile, con duttilità di 5-10.

Legno ee Sisma: binomio impossibile? Sisma: binomio impossibile? Legno FRAGILITA ’ A causa della presenza di
Legno ee Sisma: binomio impossibile? Sisma: binomio impossibile? Legno FRAGILITA ’ A causa della presenza di

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Costruire con il legno – Normative

Costruire con il legno Normative

Nei confronti delle strutture di legno c'è stata in Italia, in passato, una lacuna normativa penalizzante per i progettisti, le imprese e, soprattutto, i committenti e gli utenti finali.

In meno di 30 anni (1935-1962) il ruolo delle costruzioni in legno è stato ribaltato da tipologia tradizionale ed efficace" a scarsamente affidabile.

Di fatto, la mancanza di una specifica normativa cogente ha contribuito a frenare la diffusione delle strutture di legno in Italia, mentre nel resto dEuropa si assisteva ad una generalizzata crescita nellimpiego di questo materiale.

La mancanza di una norma è stata la causa (e non l'effetto) della diffidenza da parte delle Pubbliche Amministrazioni verso questo materiale di consolidata efficienza strutturale, ed ha contribuito a giustificare la scarsa attenzione riservata al legno nella formazione di un paio di generazioni di professionisti.

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Costruire con il legno – Aspetti generali Tabella 1 - Cronologia Sintetica delle norme sulle strutture
Costruire con il legno – Aspetti generali
Tabella 1 - Cronologia Sintetica delle norme sulle strutture di legno
Anno
Provvedimento
1909
Il RD n. 193 promulgato a seguito del terremoto di Messina cita la
“muratura animata”, costituita da intelaiature in legno riempite da
muratura, come il più tipico ed efficace sistema antisismico, ed il solo
ammesso per edifici multipiano (la muratura ordinaria è ammessa solo
per edifici ad un piano).
1916
Vari decreti forniscono
1935
istruzioni relative ai
“nuovi sistemi
costruttivi” (cemento
armato e strutture
metalliche),
considerati come
alternativa a quelli
tradizionali.
Costruire con il legno – Aspetti generali Tabella 1 - Cronologia Sintetica delle norme sulle strutture
Costruire con il legno – Aspetti generali
Tabella 1 - Cronologia Sintetica
delle norme sulle strutture di legno
1962
La Legge n. 1684 prescrive
che le “costruzioni in
legname” sono ammissibili
solo previo “motivato nulla
osta” del Genio Civile.
1974
La Legge n. 64, ancora
vigente, richiede
l’emanazione di specifiche
regole tecniche per i vari
materiali.

03/06/2013

Costruire con il legno – Aspetti generali
 

Costruire con il legno Aspetti generali

Tabella 1 - Cronologia Sintetica delle norme sulle strutture di legno

Anno

Provvedimento

  • 1996 Vengono adottati con DM LLPP gli Eurocodici 2 e 3 nonostante siano ancora norme sperimentali (ENV), e vengono rilasciati dal Ministero i relativi Documenti di Applicazione Nazionale. LEurocodice 5, anch'esso pronto come ENV, non riceve analogo trattamento. Ma inizia presso il Ministero LLPP il lavoro di una specifica commissione incaricata della redazione delle Norme tecniche Italiane per la progettazione, esecuzione e collaudo delle costruzioni di legno(in acronimo N.I.CO.LE), che avrebbero dovuto essere una versione semplificata ed italianizzata dell'EC5.

  • 2002 La bozza di N.I.CO.LEè pronta e, acquisito il parere favorevole del CNR, è in votazione al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in attesa

 

di essere pubblicata come Decreto Ministeriale.

Costruire con il legno – Aspetti generali
 

Costruire con il legno Aspetti generali

Tabella 1 - Cronologia Sintetica delle norme sulle strutture di legno

Anno

Provvedimento

  • 2003 LOPCM n. 3274 cita gli edifici a struttura di legno tra i sistemi costruttivi ammessi in zona sismica, elimina le limitazioni in altezza per le strutture interamente realizzate in legno lamellare(le limitazioni restano per il legno massiccio, largamente usato in Europa, Nordamerica e Giappone), inizia a fare riferimento ai principi dellEurocodice 8, ma non fissa regole di calcolo specifiche per le strutture di legno. Nel Capitolo 9 Edifici con struttura di legnole regole vengono subordinate alla emanazione delle N.I.CO.LE.

  • 2005 LOPCM n. 3431 colma finalmente il vuoto normativo introducendo nel Capitolo 9 un breve testo che riprende i principi degli Eurocodici 8 e 5. Laspetto più importante è presente nel campo di applicazione: le prescrizioni sono da intendere quali integrazioni delle regole di pertinenti prescrizioni tecnico - normative italiane, quando disponibili. Poiché nel frattempo lEurocodice 5 è stato pubblicato come norma UNI EN definitiva e, il cerchio finalmente sembra chiuso.

03/06/2013

Costruire con il legno – Aspetti generali
 

Costruire con il legno Aspetti generali

Tabella 1 - Cronologia Sintetica delle norme sulle strutture di legno

Anno

Provvedimento

  • 2005 Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, emanate sempre nel

 

2005, sconvolgono nuovamente le regole: ci sono sostanziali differenze con L'Eurocodice 5, che penalizzano questo materiale.

  • 2007 Vengono emanate a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche, previa istruttoria della Commissione di studio per la predisposizione e lanalisi di Norme Tecniche relative alle Costruzioni le Istruzioni CNR-DT

 

206/2007 per la Progettazione, lEsecuzione ed il Controllo di Strutture in Legno. Il documento risulta in accordo con quanto contenuto negli eurocodici 5 e 8 ed ha lambizione di porsi come punto di riferimento nel processo di trasferimento dell'innovazione nell'importante segmento tecnologico delle applicazioni strutturali dei moderni materiali lignei.

  • 2008 Viene Emanato il nuovo testo per le Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14 gennaio 2008)

NTC 2008 -- 4.4.9 Collegamenti NTC 2008 4.4.9 Collegamenti I collegamenti giocano un ruolo fondamentale nelle
NTC 2008 -- 4.4.9 Collegamenti
NTC 2008
4.4.9 Collegamenti
I collegamenti giocano un ruolo fondamentale nelle strutture in legno, dato che in
essi si devono sviluppare i meccanismi dissipativi, mentre gli elementi devono
restare in campo elastico.
7.1
7.1
(CNR
(CNR--DT206/2007)
DT206/2007) Collegamenti
Collegamenti
I collegamenti si distinguono nei due seguenti tipi:
- collegamenti di carpenteria lignea, realizzati per lavorazione delle superfici di
contatto (carpentry joint) – sollecitazioni trasmesse direttamente tramite sforzi di
compressione;
- collegamenti meccanici, la trasmissione degli sforzi avviene prevalentemente
attraverso appositi elementi metallici e, eventualmente, con la presenza di adesivi
(mechanical joint).

03/06/2013

NTC 2008 -- 4.4.9 Collegamenti

4.4.9 Collegamenti

NTC 2008

ASSEMBLAGGI MODERNI Deformabilità Resistenza
ASSEMBLAGGI MODERNI
Deformabilità
Resistenza

DT206/2007) Collegamenti

(CNR--DT206/2007)

NTC 2008 -- 7.1

Collegamenti

NTC 2008

7.1 (CNR

Le unioni meccaniche

- unioni con mezzi di unione metallici a gambo cilindrico (bullone, chiodo, spinotto o

elemento simile, con superfici lisce o zigrinate);

DT206/2007) Collegamenti (CNR--DT206/2007) NTC 2008 -- 7.1 Collegamenti NTC 2008 7.1 (CNR Le unioni meccaniche -

03/06/2013

DT206/2007) Collegamenti

(CNR--DT206/2007)

NTC 2008 -- 7.1

Collegamenti

NTC 2008

7.1 (CNR

Le unioni meccaniche

- unioni con connettori metallici di superficie (caviglie, anelli, piastre dentate)

DT206/2007) Collegamenti (CNR--DT206/2007) NTC 2008 -- 7.1 Collegamenti NTC 2008 7.1 (CNR Le unioni meccaniche -
DT206/2007) Collegamenti (CNR--DT206/2007) NTC 2008 -- 7.1 Collegamenti NTC 2008 7.1 (CNR Le unioni meccaniche -

Legno ee Sisma: binomio impossibile?

Sisma: binomio impossibile?

Legno

UNIONI

Comportamento meccanico dei collegamenti

Legno ee Sisma: binomio impossibile? Sisma: binomio impossibile? Legno UNIONI Comportamento meccanico dei collegamenti DiSGG -Università

DiSGG -Università della Basilicata - Potenza

Legno ee Sisma: binomio impossibile? Sisma: binomio impossibile? Legno UNIONI Comportamento meccanico dei collegamenti DiSGG -Università

03/06/2013

Legno ee Sisma: binomio impossibile?

Sisma: binomio impossibile?

Legno

UNIONI

Duttilità delle Unioni Meccaniche

Le unioni meccaniche in generale esibiscono uno spiccato comportamento plastico, a patto che vengano rispettati i requisiti usuali inerenti le distanze dai bordi e dalle estremità. Questo è dovuto al rifollamento del legno stesso, accoppiato con la plasticizzazione e la capacità di dissipare energia degli elementi di acciaio.

DiSGG -Università della Basilicata - Potenza F v u v y F u F y Diagramma
DiSGG -Università della Basilicata - Potenza
F
v u
v y
F u
F y
Diagramma Forza-
Spostamento per carico
monotono

Legno ee Sisma: binomio impossibile?

Sisma: binomio impossibile?

Legno

UNIONI

Duttilità delle Unioni Meccaniche: comportamento ciclico

e dissipazione di energia

Legno ee Sisma: binomio impossibile? Sisma: binomio impossibile? Legno UNIONI Duttilità delle Unioni Meccaniche: comportamento ciclico
Legno ee Sisma: binomio impossibile? Sisma: binomio impossibile? Legno UNIONI Duttilità delle Unioni Meccaniche: comportamento ciclico
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03/06/2013

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

Nuova normativa NTC 2008

Gli edifici sismoresistenti in legno devono essere progettati con una concezione strutturale in accordo ad uno dei seguenti comportamenti:

  • a) comportamento strutturale dissipativo (CDA o CDB);

  • b) comportamento strutturale scarsamente dissipativo.

(7.7.1 Aspetti concettuali della progettazione)

  • - Le zone dissipative debbono essere localizzate nei collegamenti;

  • - le membrature lignee debbono essere considerate a comportamento elastico.

  • - Per le strutture progettate secondo il comportamento b), gli effetti devono essere calcolati mediante un analisi elastica globale, assumendo un fattore di struttura q non superiore ad 1,5.

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Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno Nuova normativa NTC 2008 Gli edifici sismoresistenti

NTC 2008 –– (7.7.2 Aspetti della progettazione)

(7.7.2 Aspetti della progettazione)

NTC 2008

Qualora si faccia affidamento a comportamenti strutturali dissipativi (CD Ao B), in mancanza di più precise valutazioni teoriche e sperimentali, si devono applicare le regole seguenti:

  • a) nelle zone considerate dissipative possono essere utilizzati solamente materiali e mezzi di unione che garantiscono un adeguato comportamento di tipo oligociclico;

  • b) le unioni incollate devono essere considerate in generale come non dissipative;

  • c) i nodi di carpenteria possono essere utilizzati solamente quando questi possono garantire una sufficiente dissipazione energetica

03/06/2013

NTC 2008 -- 7.7.1 aspetti della progettazione

7.7.1 aspetti della progettazione

NTC 2008

Adeguato comportamento oligociclico

NTC 2008 -- 7.7.1 aspetti della progettazione 7.7.1 aspetti della progettazione NTC 2008 Adeguato comportamento oligociclico
NTC 2008 -- 7.7.1 aspetti della progettazione 7.7.1 aspetti della progettazione NTC 2008 Adeguato comportamento oligociclico

7.7.3 –– Tipologie strutturali ee fattori di struttura

Tipologie strutturali

fattori di struttura

NTC 2008 --7.7.3

NTC 2008

7.7.3 –– Tipologie strutturali ee fattori di struttura Tipologie strutturali fattori di struttura NTC 2008 --7.7.3

03/06/2013

verifica delle sezioni inin legno secondo lele NTC2008

Progetto ee verifica delle sezioni

legno secondo

NTC2008

Progetto

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

  • 7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura

verifica delle sezioni inin legno secondo lele NTC2008 Progetto ee verifica delle sezioni legno secondo NTC2008
verifica delle sezioni inin legno secondo lele NTC2008 Progetto ee verifica delle sezioni legno secondo NTC2008

Strutture leggere con sistemi a pannelli chiodati o bullonati (alta capacità dissipativa)

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

  • 7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.3 – Tipologie strutturali e fattori di
Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.3 – Tipologie strutturali e fattori di

Strutture leggere, sistema nord-americano Platform-frame (alta capacità dissipativa)

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Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.3 – Tipologie strutturali e fattori di

03/06/2013

Legno ee Sisma: Sperimentazione Sisma: Sperimentazione Fattore di struttura q Legno
Legno ee Sisma: Sperimentazione
Sisma: Sperimentazione
Fattore di struttura q
Legno

Legno ee Sisma: Sperimentazione

Sisma: Sperimentazione

Legno

Legno ee Sisma: Sperimentazione Sisma: Sperimentazione Legno

03/06/2013

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.3 – Tipologie strutturali e fattori di

Strutture in legno lamellare, portali di capannoni, palestre ecc.

(bassa capacità dissipativa)

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Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.3 – Tipologie strutturali e fattori di

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura

  • - Tutte le strutture che non rispettano le condizioni richieste per le CD Ao Bsi debbono considerare come strutture aventi una scarsa capacità di dissipazione

energetica, alle quali si assegna un fattore di struttura q 1,5.

  • - Strutture isostatiche in genere, archi a due cerniere, travi reticolari con

connettori, in mancanza di specifiche valutazioni, sono da considerare come strutture aventi una scarsa capacità di dissipazione energetica, alle quali si deve dunque assegnare un fattore di struttura q 0 non superiore a 1,5.

  • - Al fine di garantire valori del fattore di struttura q superiori ad 1,5, le zone

considerate dissipative devono essere in grado di deformarsi plasticamente per almeno tre cicli a inversione completa, con un rapporto di duttilità statica pari a 4 per le strutture in CD Be pari a 6 per le strutture in CD A, senza che si verifichi una riduzione della loro resistenza maggiore del 20%.

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Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.3 – Tipologie strutturali e fattori di

03/06/2013

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

  • 7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura

Le zone dissipative, possono considerarsi tali, se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

a) i collegamenti legno-legno o legno-acciaio sono realizzati con perni o con chiodi aventi diametro d non maggiore di 12 mm ed uno spessore delle membrature lignee collegate non minore di 10d;

b) nelle pareti e nei diaframmi con telaio in legno, il materiale di rivestimento strutturale è di legno o di materiale da esso derivato, con uno spessore minimo pari a 4d e con diametro d dei chiodi non superiore a 3,1 mm.

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Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.3 – Tipologie strutturali e fattori di

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

  • 7.7.3 Tipologie strutturali e fattori di struttura

Qualora tutte le precedenti prescrizioni non siano soddisfatte, ma sia almeno assicurato lo

spessore minimo degli elementi collegati pari, rispettivamente, a 8d per il caso a) e a 3d per il

caso b), si devono utilizzare valori ridotti del coefficiente q 0 con i valori massimi presentati in

Tab. 7.7.II.

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.3 – Tipologie strutturali e fattori di

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Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.3 – Tipologie strutturali e fattori di

03/06/2013

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

  • 7.7.4 Analisi Strutturale

- Messa in conto della deformabilità dei collegamenti;

- Utilizzo dei valori di modulo elastico per azioni istantanee, ricavati a partire dai valori medi di modulo elastico degli elementi resistenti.

-Gli impalcati devono essere in generale assunti con la loro deformabilità; possono essere assunti come rigidi nel modello strutturale, senza necessità di ulteriori verifiche se:

a)sono state rispettate le disposizioni costruttive date nel successivo § 7.7.5.3 per gli impalcati o, in alternativa se pertinente, § 7.7.7.2

b) eventuali aperture presenti non influenzano significativamente la rigidezza globale di lastra nel proprio piano.

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

  • 7.7.4 Analisi Strutturale

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.4 – Analisi Strutturale

03/06/2013

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

  • 7.7.5 Disposizioni costruttive

Le strutture con zone dissipative devono essere progettate in modo che tali zone siano localizzate principalmente in quei punti della struttura dove eventuali plasticizzazioni, instabilità locali o altri fenomeni dovuti al comportamento isteretico non compromettano la stabilità globale della struttura.

7.7.5.2 Collegamenti

Le membrature compresse ed i loro collegamenti (come per esempio i giunti di carpenteria), per cui possa essere prevedibile il collasso a causa dellinversione di segno della sollecitazione, devono essere progettati in modo tale che non si verifichino separazioni, dislocazioni, disassamenti.

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Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.5 – Disposizioni costruttive Le strutture con

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

  • 7.7.6 Verifiche di sicurezza

I valori di resistenza degli elementi di legno fanno riferimento a carichi di tipo istantaneo, nelle condizioni di servizio assunte per la struttura.

Al fine di garantire lo sviluppo del comportamento ciclico dissipativo in corrispondenza delle zone assunte come dissipative, tutti gli altri elementi strutturali e/o connessioni devono essere progettati con adeguati valori di sovraresistenza. Tale requisito di sovraresistenza si applica, in particolare, a:

a)collegamenti

di

elementi

tesi

o

qualsiasi

collegamento

alle

strutture

di

fondazione;

b) collegamenti tra diaframmi orizzontali ed elementi verticali di controvento.

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Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.6 – Verifiche di sicurezza I valori

03/06/2013

Legno ee Sisma: Aspetti Normativi

Sisma: Aspetti Normativi

Legno

7.7.7 - Regole di dettaglio

7.7.7.1 Disposizioni costruttive per i collegamenti

Perni e bulloni di diametro d superiore a 16 mm non devono essere utilizzati nei collegamenti legno-legno e legno-acciaio, eccezion fatta quando essi siano utilizzati come elementi di chiusura dei connettori e tali, quindi, da non influenzare la resistenza a taglio.

Nel caso di tensioni perpendicolari alla fibratura, si devono osservare disposizioni aggiuntive al fine di evitare linnesco di fratture parallele alla fibratura (splitting).

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Legno ee Sisma: Aspetti Normativi Sisma: Aspetti Normativi Legno 7.7.7 - Regole di dettaglio 7.7.7.1 Disposizioni

NCT 2008 -- 4.4.12 e.13 Robustezza

4.4.12 e.13 Robustezza ee Durabilità

NCT 2008

Durabilità

Requisiti di robustezza strutturale:

  • - la protezione della struttura e dei suoi elementi componenti nei confronti dellumidità;

  • - lutilizzazione di mezzi di collegamento intrinsecamente duttili o di sistemi di collegamento a comportamento duttile;

  • - lutilizzazione di elementi composti a comportamento globalmente duttile;

  • - la limitazione delle zone di materiale legnoso sollecitate a trazione

perpendicolarmente alla fibratura, soprattutto nei casi in cui tali stati di sollecitazione si accompagnino a tensioni tangenziali (come nel caso degli intagli) e, in genere,

quando siano da prevedere elevati gradienti di umidità nellelemento durante la sua vita utile.

Durabilità:

In relazione alla classe di servizio della struttura e alle condizioni di carico, dovrà essere predisposto in sede progettuale un programma delle operazioni di manutenzione e di controllo da effettuarsi durante lesercizio della struttura.

03/06/2013

Materiali derivati dada legno usati per scopo costruttivo

legno usati per scopo costruttivo

Materiali derivati

COMPENSATI

Riduzione in fogli sottili mediante

sfogliatura o tranciatura. Segue

la taglierinatura, essiccazione,

bonifica, incollaggio e

pressatura e infine la finitura.

Materiali derivati dada legno usati per scopo costruttivo legno usati per scopo costruttivo Materiali derivati COMPENSATI

PANNELLI DI FIBRE

Frammentazione della materia

prima (chippatura), riduzione dei

frammenti in unità fibrose,

formazione del materasso,

pressatura e finitura.

Materiali derivati dada legno usati per scopo costruttivo legno usati per scopo costruttivo Materiali derivati COMPENSATI

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Materiali derivati dada legno usati per scopo costruttivo legno usati per scopo costruttivo Materiali derivati COMPENSATI

Materiali derivati dada legno usati per scopo costruttivo

legno usati per scopo costruttivo

Materiali derivati

PANNELLI DI PARTICELLE

(TRUCIOLARI)

Frammentazione o truciolatura,

essiccazione delle particelle,

selezionamento delle particelle,

incollaggio, distribuzione,

pressatura, rifinitura.

PANNELLI DI LANA DI LEGNO

Riduzione in lunghi trucioli,

impastaggio con malte di tipo

cementizio o magnesiaco.

Materiali derivati dada legno usati per scopo costruttivo legno usati per scopo costruttivo Materiali derivati PANNELLI
Materiali derivati dada legno usati per scopo costruttivo legno usati per scopo costruttivo Materiali derivati PANNELLI

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03/06/2013

Materiali derivati dada legno usati per scopo costruttivo

legno usati per scopo costruttivo

Materiali derivati

PANNELLI COMPOSTI (SANDWICH)

Tamburato: si interpone tra due

strati esterni in fibratura incrociata

incollata uno strato interno leggero

(es. reticolato di listelli di legno)

Coibentazione: con strato interno in

polistirene o altro materiale isolante

PANNELLI DI ALTRI TIPI

Materiali derivati dada legno usati per scopo costruttivo legno usati per scopo costruttivo Materiali derivati PANNELLI

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Materiali derivati dada legno usati per scopo costruttivo legno usati per scopo costruttivo Materiali derivati PANNELLI
Progettazione delle strutture in legno

Progettazione delle strutture in legno

 

Le caratteristiche fisiche e meccaniche del legno quale

materiale da costruzione.

Costruzioni di legno in zona sismica, aspetti normativi ed

 

esecutivi.

Il comportamento delle strutture di legno al fuoco.

 

03/06/2013

Sicurezza contro lincendio delle strutture in legno

Sicurezza contro l ’ incendio delle strutture in legno
Strutture in legno SISMA + INCENDIO Sisma e successivo incendio, terremoto di Lisbona 1755 e di
Strutture in legno
SISMA + INCENDIO
Sisma e successivo incendio, terremoto di Lisbona 1755 e
di San Francisco 1906.

03/06/2013

Resistenza al fuoco

Viene valutata in base al tempo (in minuti) occorrente perché la struttura perda di resistenza. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la resistenza al fuoco del legno è buona. La velocità di penetrazione della carbonizzazione durante un incendio è dellordine di 1mm/min: prima che una trave arrivi a perdere la sua capacità portante passa molto tempo!

Resistenza al fuoco Viene valutata in base al tempo (in minuti) occorrente perché la struttura perda

A seguito di un incendio gli elementi metallici hanno ceduto piegandosi sugli elementi di legno: questi ultimi hanno ridotto la propria sezione è evidente dalla sporgenza dei chiodi che presumibilmente prima dellincendio erano completamente infissi nel legno ma hanno resistito allincendio (da Glulam, W.A. Chugg, Benn, London, 1964). [da La resistenza al fuoco delle strutture di legno di M. Follesa e M. Lauriola, in Recupero e Conservazione

n.39]

 

Strutture in legno

   

SVILUPPO DELLINCENDIO

 

Lincendio viene di solito distinto in tre fasi schematiche:

 
  • 1. fase iniziale o di accensione: va dallapparire delle fiamme

 

fino al cosiddetto flashovero stato irreversibile (simultanea

ignizione di tutti i materiali combustibili) al di là del quale vi è

scarsa probabilità che lincendio si spenga da solo, in tale

fase la T media è intorno ai 500-600 °C;

  • 2. fase di incendio vero e proprio o a V comb. costante: dopo il

 

flashoverla temperatura cresce in modo esponenziale fino

al valore massimo (1000°C e più);

  • 3. fase di estinzione o di raffreddamento: che va dal punto di

 

temperatura massima fino allestinzione totale; tale fase si

ritiene ultimata quando la T media raggiunge circa 300°C.

 

03/06/2013

Strutture in legno SVILUPPO DELL’INCENDIO: Curva di “incendio reale”
Strutture in legno
SVILUPPO DELL’INCENDIO:
Curva di “incendio reale”
 

Strutture in legno

 

Caratteristiche allincendio:

- Materiale combustibile: durante l incendio gli elementi strutturali esposti subiscono una riduzione di massa;

- Bassa conducibilità termica: (circa 0.15 W/mK), perciò esso si comporta come un buon isolante termico.

Meccanismo della combustione del legno

 

1°stadio: riscaldamento con conseguente perdita dacqua;

2°stadio: il riscaldamento provoca la decomposizione del legno con

liberazione di sostanze volatili, che mescolandosi con laria, danno luogo a

miscele combustibili. La temperatura dignizione può assumere valori di 200-

300 °C;

3°stadio: combustione della parte solida, per lo più frazione carboniosa, la

combustione procede verso linterno con velocità finita, chiamata velocità di

enetrazione della carbonizzazione

 

03/06/2013

 

Strutture in legno

 

Durante la combustione si possono distinguere tre zone

allinterno della sezione:

Zona Carbonizzata: situata allesterno della sezione, in essa non si considera più alcuna caratteristica di resistenza;

Zona Alterata: strato intermedio dello spessore di alcuni millimetri, in cui le caratteristiche meccaniche sono degradate;

Zona Interna: parte della sezione non ancora investita dal fuoco, in tale zona le caratteristiche meccaniche sono pressochè inalterate.

 

Strutture in legno

 

Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007

Si assume che le proprietà meccaniche della sezione lignea residua, ad una certa distanz dallo strato carbonizzato, non risultino ridotte rispetto alle condizioni standard.

Metodi di valutazione della sicurezza :

 
  • - Analisi globale della struttura;

  • - Lanalisi di parti della struttura, considerando in modo approssimato

linterazione tra le diverse parti della struttura;

 
  • - Lanalisi di singoli elementi, considerando come condizioni iniziali al

contorno quelle corrispondenti alle normali condizioni di servizio.

 

03/06/2013

 

Strutture in legno

 

Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007

Si definiscono i seguenti termini che nel seguito saranno utilizzati, con riferimento alla sezione trasversale di un generico elemento di legno:

  • - linea di carbonizzazione: confine tra strato carbonizzato e sezione trasversale residua;

  • - sezione trasversale residua: sezione trasversale originaria ridotta dello strato

 

carbonizzato;

  • - sezione trasversale efficace: sezione trasversale originaria ridotta dello strato

carbonizzato e di un successivo strato in cui si considerano nulli i valori di

resistenza e di rigidezza.

resistenza e di rigidezza.
 
Strutture in legno Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007 RESISTENZA DI UN ELEMENTO LIGNEO ESPOSTO AL
Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
RESISTENZA DI UN ELEMENTO LIGNEO ESPOSTO AL FUOCO
Per il singolo elemento ligneo esposto al fuoco, in assenza di valutazioni più rigorose, si può
fare riferimento al calcolo della cosiddetta “sezione efficace” in corrispondenza del tempo t
richiesto di resistenza al fuoco, corrispondente alla sezione originaria ridotta di:

03/06/2013

Strutture in legno Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007 Velocità di carbonizzazione Per quanto riguarda la
Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
Velocità di carbonizzazione
Per quanto riguarda la velocità di carbonizzazione b 0 , in mancanza di valutazioni
sperimentali dirette effettuate in accordo alle pertinenti normative CEN, si può fare
riferimento a quanto riportato nella Tabella 12.1.
Strutture in legno Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007 Resistenze e moduli elastici di progetto della
Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
Resistenze e moduli elastici di progetto della sezione efficace
f
S
f
K
 K
k
S
K
K
0.5
d , fi
mod, fi
fi
d fi
,
mod,
fi
fi
M , fi
M , fi
dove:
f k , S 0.5 sono i valori di una generica proprietà di resistenza del materiale o di modulo di
elasticità a temperatura normale (si vedano le tabelle riportate in Appendice 4);
f d,fi , S d,fi sono i valori di progetto di una proprietà di resistenza o di modulo di elasticità del
materiale;
k fi è il coefficiente da assumere pari a 1.25 per il legno massiccio e a 1.15 per il legno
lamellare incollato e pannelli derivati dal legno;
 M,fi =1.0 è il coefficiente parziale di sicurezza in situazione di incendio;
k mod,fi =1.0 sostituisce il parametro kmod a temperatura ambiente.

03/06/2013

 

Strutture in legno

 

Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007

Resistenza di un collegamento esposto al fuoco

I collegamenti con elementi metallici o le parti della struttura realizzate con elementi

metallici rappresentano, generalmente, il vero punto di debolezza della struttura lignea nei

confronti dellazione incendio.

 

Le parti metalliche:

  • - Costituiscono elemento di trasmissione di calore anche allinterno della massa lignea;

  • - Presentano, se esposte al fuoco, deformazioni incompatibili con la statica globale della

struttura (elementi di controvento, elementi tesi in genere ecc.).

Strutture in legno Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007 Resistenza di un collegamento esposto al fuoco
Strutture in legno
Valutazione della sicurezza: con la CNR_DT206_2007
Resistenza di un collegamento esposto al fuoco
Le cosiddette unioni “non protette” (cioè unioni realizzate con elementi metallici
esposti, in tutto o in parte), progettate correttamente per le combinazioni a
temperatura ambiente e purché a comportamento statico globalmente simmetrico,
possono essere generalmente considerate soddisfacenti alla classe di resistenza R15
o R20, secondo quanto indicato in Tabella.

03/06/2013

Progettazione delle strutture in legno

Progettazione delle strutture in legno

 

Le caratteristiche fisiche e meccaniche del legno quale

materiale da costruzione.

Costruzioni di legno in zona sismica, aspetti normativi ed

 

esecutivi.

Il comportamento delle strutture di legno al fuoco.

Verifiche di resistenza

 
Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008 4.4.8.1 Verifiche di resistenza 4.4.8.1 Verifiche di resistenza
Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008
4.4.8.1 Verifiche di resistenza
4.4.8.1 Verifiche di resistenza
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03/06/2013

Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008 4.4.8.1 4.4.8.1 Verifiche di resistenza Verifiche di
Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008
4.4.8.1
4.4.8.1
Verifiche di resistenza
Verifiche di resistenza
11.7.1.1
11.7.1.1
Proprietà dei materiali
Proprietà dei materiali
DiSGG -Università della Basilicata - Potenza
Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008 4.4.8.1 4.4.8.1 Verifiche di resistenza Verifiche di resistenza
Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008
4.4.8.1
4.4.8.1
Verifiche di resistenza
Verifiche di resistenza
DiSGG -Università della Basilicata - Potenza

03/06/2013

Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008

Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2008

4.4.8.1

4.4.8.1

Verifiche di resistenza

Verifiche di resistenza

4.4.8.1.6

4.4.8.1.6

Verifiche di resistenza (Flessione)

Verifiche di resistenza (Flessione)

Sollecitazione di Flessione

4.4.8.1 4.4.8.1 Verifiche di resistenza Verifiche di resistenza 4.4.8.1.6 4.4.8.1.6 Verifiche di resistenza (Flessione) Verifiche di

m

,

y d

,

f

m

,

y d

,

K

m

m

f

m

,

K

m

m

,

y d

,

m

 

,

z d

,

1

 

z d

,

,

z d

,

 

1

f

m

,

y d

,

f

m

,

z d

,

Coefficiente K m , tiene conto convenzionalmente della ridistribuzione delle tensioni e della

disomogeneità del materiale nella sezione trasversale

 
 

K m

=

K m = 0.7 per sezioni trasversali rettangolari 1.0 per altre sezioni trasversali
  • 0.7 per sezioni trasversali rettangolari

  • 1.0 per altre sezioni trasversali

DiSGG -Università della Basilicata - Potenza

DiSGG -Università della Basilicata - Potenza

verifica delle sezioni inin legno secondo lele NTC2008

Progetto ee verifica delle sezioni

legno secondo

NTC2008

Progetto

4.4.8.1.7/8 Verifiche di resistenza (Tenso ee presso Flessione)

4.4.8.1.7/8 Verifiche di resistenza (Tenso

presso Flessione)

Sollecitazione Tensoflessione

Sollecitazione Pressoflesione

verifica delle sezioni inin legno secondo lele NTC2008 Progetto ee verifica delle sezioni legno secondo NTC2008

,0,

d

t

m

,

y d

,

K

m

z d

,

,

1

f

,0,

d

t

f

m

,

y d

,

f

m

m

,

z d

,

,0,

d

t

 

y d

,

,

z d

,

,

 
 

K

m

m

f

m

m

,

1

f

,0,

d

t

   
 

2

f

m

,

y d

,

z d

,

c

c

c

c

d

d

d

,0, d

,0,

,0,

,0,

f

f

2

m

,

,

,

,

,

,

m

m

m

K

m

f

f

y d

y d

y , d

y , d

K

m

f

f

m

m

m

m

,

,

z d

z d

z d

z d

,

,

,

,

,

,

verifica delle sezioni inin legno secondo lele NTC2008 Progetto ee verifica delle sezioni legno secondo NTC2008

1

1

03/06/2013

verifica delle sezioni inin legno secondo lele NTC2008

Progetto ee verifica delle sezioni

legno secondo

NTC2008

Progetto

4.4.8.1.9/10 Verifiche di resistenza (Taglio ee Torsione)

4.4.8.1.9/10 Verifiche di resistenza (Taglio

Torsione)

tor, d      1+0.15 h/b ≤ 2 per sezioni rettangolari piene, di
tor, d
   
1+0.15 h/b ≤ 2 per sezioni rettangolari piene, di lati b e h, b ≤ h
1.2 per sezioni circolari piene
1.0 per altri tipi di sezioni
K sh
=
 f v , d
Sollecitazione di torsione
   
 k
sh
d f v , d
 d calcolata con teoria Jourawski
Sollecitazione di taglio
v d
DiSGG -Università della Basilicata - Potenza
,
,
,
d
sh
v d
2
tor d
 1
Sollecitazione combinata di taglio e torsione
k
f
f
Progetto ee verifica delle sezioni Progetto verifica delle sezioni inin legno secondo lele NTC2008 legno secondo
Progetto ee verifica delle sezioni
Progetto
verifica delle sezioni inin legno secondo lele NTC2008
legno secondo
NTC2008
4.4.8.2.1 Verifiche di Stabilità (Instabilità di trave)
4.4.8.2.1 Verifiche di Stabilità (Instabilità di trave)
-
-
elementi inflessi -
elementi inflessi -
m , d
Instabilità di trave
 1
k
 f
crit ,
m
m d
,
1
per
0.75
rel,m
1.56
0.75
per 0.75
 1.4
rel m
,
rel,m
=
K crit,m
1
per 1.4 
2
rel,m
rel m
,
f
m , k
rel , m
m
, crit
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03/06/2013

verifica delle sezioni inin legno secondo lele NTC2008

Progetto ee verifica delle sezioni

legno secondo

NTC2008

Progetto

4.4.8.2.2 Verifiche di Stabilità (Instabilità di colonna)

4.4.8.2.2 Verifiche di Stabilità (Instabilità di colonna)

Elementi compressi Instabilità di colonna

,0,

d

c

crit c c

f

,

k

d

,0,

1

k f k  0.5  1 b , rel c crit , c f c
k
f
k  0.5  1 b
,
rel c
crit , c
f c k
k  k  
1
2
E
,
c
c
c crit
2
0.05
k
,0,
,0,
rel , c
rel , c
 
 0.3  
2

rel , c

b c è il coefficiente di imperfezione, che, se gli elementi rispettano i limiti di rettilineità

definiti al § 4.4.15, può assumere i seguenti valori:

-0.2 per legno massiccio;

-0.1 per legno lamellare.