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"Blablahkbar"

Filippo Bonora, Virginia Roghi

19/9/2015, RRC5, Maxxi.

bonora91@gmail.com
+393407073238

SCENA 1 - INTERNO
Ambiente asettico, si direbbe un ufficio pubblico. Tre
arabi, fronte a terra, pregano verso un muro della stanza,
su delle piccole stuoie. Un ragazzo sui 27, tracolla,
barbetta e camicia, parla al cellulare, seduto poco lontano
da loro. E visibilmente inquieto.
RAGAZZO
Nun so che ditte z, fra 3 ore cho
laereo.. Dovevamo arriv 12 ore
fa, e nvece stamo ancora a la
frontiera, questi poi se fermano
ogni du ore pe preg, ogni 4 ce
fermano e guardie pe ved si
channo e bombe ner cofano, porco
ddinci.
(...)
Ma no, nun cavevano foto ne
feedback, chi ce va a penz che so
de jihaddisti.. Moje lo metto io
er feedback, mortacci loro, cos
non li mettono pi i passaggi su
blablacar, sti bastardi.
(...)
ah z, nun hai capito, gi troppo
che nun mhanno sgozzato, me sto a
caca sotto, in viaggio nun se po
mette manco la musica perch Allah
non vuole, che peccato, capito?
Me fanno paura, ma che fo, scappo?
Ndo vo? E laereo?
(...)
Vabb Vabb, scusa, ci ci.
(...)
Mo chiamo la ryanair, ci.
Tre poliziotti discutono animosamente in francese. Uno dei
tre, evidentemente arabo, addita dei fogli che tiene in mano
e li sventola in faccia agli altri due poliziotti.
RAGAZZO
Aoh, lasciateme anna, io che
centro, cho laereo, fate
quarcosa, portateme alla stazione,
ma che sta a succede!

(CONTINUED)

CONTINUED:

2.

POLIZIOTTO ARABO
(parla italiano con accento
straniero)
Si calmi, questi sono normali
controlli. I signori daltronde
hanno tutti i papier in regola.
SCENA 2 - ESTERNO GIORNO
Il ragazzo esce dallufficio di frontiera e va verso la
macchina (un vecchio scassone), parcheggiata in mezzo al
nulla; borbottando qualcosa a proposito del biglietto
dellaereo, e dei "normali controlli".
Apre il bagagliaio, e va a cercare qualcosa nella sua borsa.
Nel toglierla dal bagagliaio, porta via un pezzo di
tappezzeria, e scopre qualcosa che lo terrorizza.
Chiude cautamente il bagagliaio e corre verso lufficio di
frontiera. Entra.
Esce poco dopo, con al seguito il poliziotto arabo che parla
italiano, e gli indica la macchina. Il poliziotto la guarda
e si allontana andando verso la macchina.
Apre il bagagliaio. C una valigetta in metallo, accanto la
ruota di scorta, sotto il tappetino posteriore. Spuntano dei
cavi. La apre. E il kit di sicurezza, con triangolo
segnaletico, giubba segnaletica, cric e tutto il resto, fra
cui i cavi della batteria.
Il poliziotto sorride, guarda da lontano il ragazzo. Sta l,
immobile, a guardarlo: sembra aver visto il diavolo. Il
poliziotto chiude il bagagliaio, poi indica il cielo, con un
gesto ampio e solenne. Guarda il ragazzo e pronuncia
qualcosa. Il suo labiale inequivocabile: "allah akbar".
Poi sorride perfidamente.
Il ragazzo, lentamente, con il terrore negli occhi, si volta
e scappa verso il nulla, al trotto.
SCENA 3 - INTERNO
Sempre allinterno dellufficio di frontiera, i tre arabi
interrompono la preghiera. Fra di loro, in arabo:
ARABO 1
Filippo?

(CONTINUED)

CONTINUED:

3.

ARABO 2
Dov?
ARABO 3
Lhai visto?
ARABO 2
No
ARABO 1
( Col mento indica le sedie
dovera seduto prima il
ragazzo)
Eppure cera.
ARABO 3
Sei sicuro?
ARABO 2
No. Solo Allah pu esserne certo.
(...)
Ad ogni modo, non mi sembrava a suo
agio.
ARABO 1
Gi.