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MUSICOLOGIA

Bach e il canto del caff


Di Bruno Bianco
10 Lug 2006, 12:41

Ultimo aggiornamento: 10 Lug 2006 - 12:50

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Nicolas Lancret, Caff in giardino, 1742

Johann Sebastian Bach Schweiget stille,


plaudert nicht BWV 211
Kaffee-Kantate *

Per ci che concerne, in generale, il corpus delle


Cantate profane di Bach, troppo unilateralmente si
insistito in passato sulla dimensione religiosa del
sommo compositore, sino a farlo diventare
addirittura una sorta di Quinto Evangelista. In
realt, sia la musica strumentale, sia le cantate
profane testimoniano di unattenzione di Bach per la cultura della socievolezza e
dellintrattenimento, tanto borghese che aristocratico. Nella stessa Lipsia in cui, dal 1723 fino
alla sua morte, svolse le funzioni di Kantor presso la Thomaskirche, Bach assunse nel 1729 la
direzione del Collegium Musicum fondato nel 1702 da Telemann (un altro Collegium Musicum
era sorto nel 1708 ad opera di Johann Friedrich Fasch): costituito da studenti dellUniversit,
questo complesso strumentale si riuniva settimanalmente nei locali del Caf Zimmermann (che
destate apriva un giardino). Proprio in questo ambiente nasce (probabilmente verso la fine del
1734) la cantata BWV 211 Schweiget stille, plaudert nicht (Tacete, non chiacchierate), una
delle testimonianze pi vivaci della vocalit profana di Bach, animata da una vena comica e da
una capacit di penetrazione psicologica che ci fanno presagire di quale livello sarebbe potuto
essere il contributo di Bach al teatro, qualora avesse trovato una committenza a stimolarlo. La
Cantata del Caff (denominazione con cui questa cantata universalmente conosciuta) il
tributo pagato da Bach e dal suo poeta (come si usava dire allora) Johann Heinrich Henrici
detto Picander (1700-1764), autore tra laltro del testo della Matthuspassion ad una moda
che aveva contagiato l Europa, in testa Venezia (prima ad aprire, nel Seicento, un emporio e
successivamente un caff come locale pubblico di degustazione).
Nei paesi di lingua tedesca lingresso del caff divenne una marcia trionfale da quando, nel
1683, ritirandosi dallassedio di Vienna, i Turchi lasciarono in mano alle truppe imperiali
uningente quantit non solo di bestiame e di derrate alimentari, ma di sacchi con i preziosi
chicchi. A Lipsia il primo caff sorse proprio nello stesso anno di nascita di Bach: il 1685. Ma
laffermazione della moda del caff non fu senza contrasti, che provenivano da un moralismo
alleato occasionale di interessi economici: infatti non solo la bevanda aromatica offriva pretesto
ad incontri promiscui al di fuori della tutela familiare (e le donne fin dallinizio furono per
questo entusiaste sostenitrici di tale novit sociale), ma faceva concorrenza soprattutto nei
paesi di lingua tedesca alla birra, il cui consumo era fonte di introiti cospicui delle autorit
comunali e dei signori locali.
Ecco dunque lo sfondo su cui sinnesta la trama della nostra Cantata: la storia di un padre
brontolone e conservatore, Schlendrian. Il nome tutto un programma: corrisponde a quello
che noi chiamiamo routine, tran-tran quotidiano. Egli ricorre a tutte le minacce per distogliere
la figliola Liesgen (Lisetta) dalluso della diabolica bevanda. Il testo di Picander si arresta con la
capitolazione finale della ragazza, dinanzi alla prospettiva di rimanere zitella. Ma il testo
musicato da Bach contiene unaggiunta (probabilmente dello stesso compositore) in cui Liesgen

si prende con lastuzia una rivincita: fa spargere allinsaputa del padre la voce che il futuro
sposo dovr impegnarsi per iscritto (nel contratto nuziale) a concederle la libert di prepararsi
a suo piacimento il caff. E cos nel finale a tre celebrata lovvia morale: sciocco vietare alle
figlie la moda del caff, dal momento che le nonne stesse e le madri ne sono convinte
sostenitrici!
Dal punto di vista musicale la costruzione semplice: la parte strumentale affidata ad un
basso continuo (qui un cembalo rinforzato da un violoncello) che sorregge gli archi e un flauto
traverso, mentre quella vocale distribuita fra tre parti: un tenore (corrispondente, come
ormai sappiamo, allodierno baritono) svolge il ruolo di narratore, Schlendrian affidato ad un
basso e Liesgen ad un soprano. La successione quella canonica (recitativi arie) della
cantata da camera di tipo italiano, col rispetto della simmetria: due arie spettano a Schlendrian
e due a Liesgen, mentre ai due recitativi (introduttivo e finale) del narratore fanno da pendant i
due recitativi dialogati in cui si esprime il braccio di ferro tra padre e figlia. Il finale a tre pu
essere paragonato a quello concertato della posteriore opera buffa. Ma tempo di passare ai
singoli brani di questa deliziosa scenetta di costume. Il recitativo iniziale, in tempo comune
(4/4), prepara lingresso dei protagonisti: gli accordi solenni e un po pesanti, quasi a ritmo di
marcia, e il declamato sillabico che su di essi si appoggia, dipingono lentrata in scena di un
uomo goffo e arrabbiato come un orso mangiamiele (Zeidelbr), che trascina con s una
figlia riluttante
Ed ecco il protagonista annunciato, Schlendrian, che sfoga il tradizionale corruccio dei padri
contro i figli ribelli. E un Aria di carattere: il tempo di 4/4 con il ritmo squadrato, lostinato
ripetersi in tutte le voci di una formula melodica invariata (una vera e propria idea fissa!),
infine la voce greve del basso ci rappresentano un carattere ottuso e insieme determinato, il
padre che ha tutto laspetto del rustego di (futura) goldoniana memoria (e non sar inutile
ricordare che Goldoni scriver un decennio pi tardi, nel 1750, una Bottega del Caff). LAria
tripartita secondo il classico schema ABA.
Il recitativo che segue mostra lo scontro tra i due protagonisti: il tempo sempre quello
ordinario di 4/4, a significare la doverosa preminenza del padre, ma la tonalit scivola qui, con
lingresso dellirrequieta Liesgen, dalle precedenti tonalit di sol e re maggiore ad un oscillante
mi minore-sol diesis minore, che esprime armonicamente il contrasto fra le due generazioni.
Come vuole la legge della simmetria, ecco ora in scena, nella seconda Aria di carattere,
Liesgen. La ragazza mette in mostra un temperamento facile agli entusiasmi e alle esagerazioni
e Bach lo ritrae con bonaria ironia. Il ritmo diventa ternario, un 3/4 danzante in si minore che
si tramuta spesso in un pi concitato 3/8, e la voce leggera e suadente del flauto traverso
accompagna quella di soprano che inneggia alle delizie del caff: nella parte centrale dellAria,
l dove Liesgen proclama il suo bisogno incondizionato della magica bevanda (Coffee, Coffee
mu ich haben = caff, caff io devo avere) la voce simpenna addirittura in salti di quarta
e di quinta (re-la, mi-la) che esprimono tutta lesaltazione di un estremismo giovanile.
Il recitativo seguente ritorna al ritmo quadrato del tempo ordinario, ma lostinazione del
padre cozza senza successo contro la caparbiet della figlia, ch disposta a subire senza batter
ciglio il crescendo di privazioni cui minaccia di sottoporla Schlendrian, purch le si lasci bere il
caff.
La nuova Aria, naturalmente, in tempo ordinario, ma questa volta in mi minore: la battaglia
dura! E tuttavia Schlendrian ha la consapevolezza che la sua esperienza la vincer: tale
certezza di un carattere messo a prova ma non sconfitto si esprime, ancora una volta, nella
figurazione di un basso continuo ostinato, che martella senza posa il canto. Nella monotonia di
questa testardaggine pedagogica saccende un lampo quando, nellultima frase (O, so kmmt
man glcklich fort! = Oh, allora se ne viene a capo! ), risuona la previsione compiaciuta
della futura vittoria: melismi trionfali fioriscono sulle parole kmmt e glcklich fort secondo la
consueta precisione della pittura musicale bachiana.
Ed ecco, nel nuovo recitativo a due, profilarsi lapparente vittoria di Schlendrian su Liesgen: la
posta in gioco di un marito sortisce questa volta il suo effetto e la ragazza capitola,
abbandonando il caff.
E la volta, ora di Liesgen, ad esprimere il suo giubilo impaziente dinanzi alla prospettiva di un
imminente matrimonio. Nella prima aria avevamo sentito tutto il suo entusiasmo per il caff:
ora quello stesso entusiasmo, con la tipica volubilit giovanile (e Bach vindugia sopra con
affettuosa ironia) si riversa sul futuro marito. Il ritmo gioioso di danza (un 3/8 che par quasi
raffigurare una festa nuziale) questa volta si afferma in uno splendente sol maggiore in cui la

voce del soprano sostenuta non pi dal tenue ricamo del flauto traverso, ma dallintera
orchestra.
Fin qui il testo di Picander. Ma, come abbiamo detto, Bach vi aggiunge una coda maliziosa,
quasi un ride bene chi ride ultimo. Il recitativo della voce narrante ritorna in campo per farci
sapere che il trionfo di Schlendrian sulla figlia solo apparente: infatti Liesgen, a insaputa del
padre, fa diffondere la voce che sceglier come marito solo chi si obbligher espressamente a
concederle il consumo illimitato del prediletto caff.
E cos il terzetto finale riunisce nellovvia morale della storia i due protagonisti al narratore:
non valgono astuzie contro la moda e soprattutto...contro le donne! Come in una commedia a
lieto fine tutti si affacciano alla ribalta basso, soprano e tenore sul ritmo di una bourre di
tipo binario che con la sua galanteria costituisce un omaggio alla grazia e allastuzia femminile,
capace di piegare la resistenza degli uomini pi orsi, come il nostro Schlendrian. In un
festoso sol maggiore (che sottolinea nella scelta della tonalit, identica a quella della seconda
Aria di Liesgen, la vittoria della ragazza) che riunisce alle voci lintera orchestra si conclude cos
questo piccolo ma sapido saggio della vocalit profana di Bach.

TESTO E TRADUZIONE
BWV 211 Schweiget stille, plaudert nicht
(Tacete, non chiacchierate)
Kaffee-Kantate (Cantata del caff)

1 [2]. Recitativo [Tenor]:


Schweigt stille, plaudert nicht,
Und hret, was itzund geschicht:
Da kmmt Herr Schlendrian [1]
Mit seiner Tochter Liesgen [2] her;
Er brummt ja wie ein Zeidelbr [3]:
Hrt selber, was sie ihm getan!

1 [2] Recitativo [tenore]:


Tacete, non chiacchierate,
e udite quel che ora avviene:
ecco venire il Signor Schlendrian 1
con sua figlia Liesgen 2;
brontola proprio come un orso mangiamiele
3
:
udite voi stessi ci che lei gli ha fatto!

2 [3]. Aria [[Basso]:


Hat man nicht mit seinen Kindern
Hunderttausend Hudelei!
Was ich immer alle Tage
Meiner Tochter Liesgen sage,
Gehet ohne Frucht vorbei.

2 [3] [basso]:
Con i propri figli non si hanno
che centomila noie!
Quel che ogni giorno sempre
ripeto a mia figlia Liesgen
se ne va via senza alcun frutto.

3 [4]. Recitativo [basso, soprano]:


Du bses Kind, du loses Mdchen,
Ach! wenn erlang ich meinen Zweck:
Tu mir den Coffee weg!

3 [4]. Recitativo [basso, soprano]:


Figlia cattiva, ragazzaccia,
ah!, quando sar obbedito:
fa sparire quel caff!

Herr Vater, seid doch nicht so scharf!


Wenn ich des Tages nicht dreimal
Mein Schlchen Coffee trinken darf,
So werd ich ja zu meiner Qual
Wie ein verdorrtes Ziegenbrtchen.

Signor padre, non siate cos severo!


Se non posso bere tre volte al giorno
la mia tazzina di caff
divento per mia sventura
come un arrostino di capra rinsecchito.

4 [5]. Aria [Soprano]:


Ei! Wie schmeckt der Coffee se,
Lieblicher als tausend Ksse,
Milder als Muskatenwein.
Coffee, Coffee mu ich haben;
Und wenn jemand mich will laben,
Ah, so schenkt mir Coffee ein!

[5]. Aria [soprano]:


Oh, che dolce gusto ha il caff,
pi amabile di mille baci,
pi soave del moscato!
Caff, caff io devo avere;
e se qualcuno vuol ristorarmi,
ah, mi versi del caff!

5 [6]. Recitativo [Basso, Soprano]:


Wenn du mir nicht den Coffee lt,
So sollst du auf kein Hochzeitfest,
Auch nicht spazieren gehn.

5 [6]. Recitativo [basso, soprano]:


Se non la smetti col caff
non andrai pi a nessuna festa di nozze
e nemmeno a passeggiare.

Ach ja!
Nur lasset mir den Coffee da!

Ah s!
Purch mi lasciate il caff!

Da hab ich nun den kleinen Affen!


Ich will dir keinen Fischbeinrock nach
itzger Weite schaffen.

Ora tengo in pugno la scimmietta!


Non ti procurer nessuna gonna a stecche di
balena, larga secondo la moda.
Posso farne a meno facilmente.

Ich kann mich leicht dazu verstehen.


Du sollst nicht an das Fenster treten
Und keinen sehn vorbergehn!
Auch dieses; doch seid nur gebeten
Und lasset mir den Coffee stehn!
Du sollst auch nicht von meiner Hand
Ein silbern oder goldnes Band
Auf deine Haube kriegen!

Non dovrai avvicinarti alla finestra


n vedrai passeggiare (pi) nessuno!
E sia pure; vi prego soltanto
di non toccarmi il caff!
E neppure riceverai da me
un nastro dargento o doro
per la tua cuffia!

Ja, ja! Nur lat mir mein Vergngen!

Va bene, va bene! Purch mi lasciate il mio


piacere!

Du loses Liesgen du,


So gibst du mir denn alles zu!

Ragazzaccia duna Liesgen,


mi concederai dunque tutto questo!

6 [7]. Aria [Basso]:


Mdchen, die von harten Sinnen,
Sind nicht leichte zu gewinnen.
Doch trifft man den rechten Ort:
O! So kmmt man glcklich fort.

6 [7]. Aria [basso]:


Le ragazze dalla testa dura
non facile domarle.
Ma se si trova il punto giusto
Oh, allora se ne viene a capo!

7 [8]. Recitativo [Basso, Soprano]:


Nun folge, was dein Vater spricht!

7 [8]. Recitativo [basso, soprano]:


Ubbidisci dunque a quel che dice tuo padre!

In allem, nur den Coffee nicht.

In tutto, solo non per il caff.

Wohlan! So mut du dich bequemen,


Auch niemals einen Mann zu nehmen.

Ebbene! Ti dovrai rassegnare allora


anche a non prendere mai marito!

Ach ja! Herr Vater, einen Mann!

Oh, s! Signor padre, un marito!

Ich schwre, da es nicht geschicht.

Ti giuro che non avverr.

Bis ich den Coffee lassen kann?


Nun! Coffee, bleib nur immer liegen!
Herr Vater, hrt, ich trinke keinen nicht.

Finch non avr lasciato il caff?


Bene! Caff, rimani dove sei!
Signor padre, ascoltate, non ne berr pi.

So sollst du endlich einen kriegen!

Allora alla fine ne avrai uno (di marito)!

8 [9]. Aria [Soprano]:


Heute noch,

8 [9]. Aria [soprano]:


Oggi stesso,
caro padre, fatelo!

Lieber Vater, tut es doch!


Ach, ein Mann!
Wahrlich, dieser steht mir an!
Wenn es sich doch balde fgte,
Da ich endlich vor Coffee,
Eh ich noch zu Bette geh,
Einen wackern Liebsten kriegte!
9 [10]. Recitativo [Tenor]:
Nun geht und sucht der alte Schlendrian
Wie er vor seine Tochter Liesgen
Bald einen Mann verschaffen kann;
Doch Liesgen streuet heimlich aus:
Kein Freier komm mir in das Haus,
Er hab es mir denn selbst versprochen
Und rck es auch der Ehestiftung ein,
Da mir erlaubet mge sein,
Den Coffee, wenn ich will, zu kochen.

10 [11]. Coro [Terzett]:


Die Katze lt das Mausen nicht,
Die Jungfern bleiben Coffeeschwestern.
Die Mutter liebt den Coffeebrauch,
Die Gromama trank solchen auch,
Wer will nun auf die Tchter lstern!

Ah, un marito!
Davvero fa per me!
Oh, accadesse presto
che finalmente, invece del caff,
prima ancora di andare a letto
io trovassi un baldo innamorato!
9. [10]. Recitativo [tenore]:
Ora il vecchio Schlendrian va a cercare
come procurare presto a sua figlia Liesgen
un marito;
ma Liesgen fa diffondere di nascosto la voce:
nessuno spasimante mi venga in casa
se non mi promette egli stesso
e inserisce nel contratto nuziale,
che mi sia concesso
di cuocermi il caff, quando ne ho voglia.
10 [11]. Coro [terzetto]:
Il gatto non lascia il topo,
le ragazze rimangono attaccate al caff.
La madre ama far uso di caff,
anche la nonna lo beveva.
Chi dunque imprecher contro le figlie?

* Versione rielaborata di una conferenza con ascolto guidato, tenuta il 19 aprile 2005, nellambito di un
progetto di quattro incontri dedicati alle cantate di Johann Sebastian Bach, presso il Circolo della
Cultura delle Arti di Trieste (http://www.ccatrieste.it), che qui si ringrazia nella persona del suo
Presidente, il Dr. Licio Zellini, per averne autorizzato la diffusione elettronica.

[1] Schlendrian lequivalente tedesco del nostro tran tran quotidiano. Il nome del personaggio ci dice gi
qualcosa del suo carattere!
[2] Tedesco dialettale per Lieschen, cio Lisetta.
[3] Zeidel forma antico-alto-tedesca per Honig, cio miele.