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ASSOCIAZIONI ED ENTI NO PROFIT

MANUALE OPERATIVO

A cura di Nicola Ferrante

Chi vale vola


Chi non vale non vola
Chi vale e non vola un vile
(Italo Balbo)

Nota dellautore
Questo volume raccoglie in modo razionale e ordinato tutto il materiale del sito internet
www.associazioni.avvocatoferrante.it nato come piattaforma giuridico\informativa sul complesso e
variegato mondo degli enti no profit.
Il volume non vuole avere alcuna pretesa didattica o dottrinale, n esaurire tutta la complessa
disciplina degli enti no profit, ma si propone piuttosto come manuale pratico per chi non esperto
della materia e si trova a dover gestire un ente no profit o costituire unassociazione, onlus, ASD e
altri enti affini.

Padova, l 27 dicembre 2011

avv. Nicola Ferrante

NOTA LEGALE
Il presente volume protetto dalla legge sul diritto dautore.
Lautore autorizza la diffusione del volume per uso esclusivamente personale e non commerciale.
E espressamente vietato rendere disponibile, scaricabile o condivisibile il volume tramite il web.

INDICE SISTEMATICO
Capitolo 1
GLI ENTI NO PROFIT IN GENERALE
1.1 Significato del termine no profit
1.2 Profili fiscali generali
1.3 Principi di gestione

pag. 6
pag. 7
pag. 9

Capitolo 2
LE ASSOCIAZIONI
2.1 Costituire una associazione
2.2 Lo statuto e latto costitutivo
2.3 Il consiglio direttivo e lassemblea dei soci
2.4 Il presidente dellassociazione
2.5 Agevolazioni fiscali
2.6 Finanziamenti
2.7 Domande e risposte

pag. 14
pag. 16
pag. 17
pag. 18
pag. 19
pag. 20
pag. 21

Capitolo 3
LE ONLUS
3.1 Costituire una onlus
3.2 Lattivit di una onlus
3.3 Le attivit permesse alle onlus
3.4 La gestione di una onlus
3.5 Regime fiscale delle onlus
3.6 Finanziare una onlus
3.7 Domande e risposte sulle onlus

pag 23
pag 26
pag. 27
pag. 29
pag. 30
pag. 32
pag. 33

Capitolo 4
LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE
4.1 Costituire una associazione sportiva dilettantistica
4.2 Lattivit di una ASD
4.3 Gestione di una ASD
4.4 Adempimenti di una ASD
4.5 Compensi per istruttori sportivi
4.6 Agevolazioni fiscali per le ASD
4.7 Finanziamenti per le ASD
4.8 Domande frequenti sulle ASD

pag 34
pag. 36
pag. 37
pag. 38
pag. 39
pag. 40
pag.41
pag.42

Capitolo 5
I COMITATI
5.1 Come costituire un comitato
5.2 Domande frequenti sui comitati

pag. 43
pag. 45
4

Capitolo 6
I CIRCOLI
6.1 Come costituire un circolo
6.2 Autorizzazioni per i circoli

pag. 46
pag. 48

Capitolo 7
LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO
7.1 Costituire unassociazione di volontariato

pag. 49

Capitolo 8
NORMATIVA FISCALE
8.1 Adempimenti fiscali
8.2 Obblighi contabili
8.3 Corrispettivi per amministratori
8.4 Perdita della qualifica di ente no profit
8.5 Regime fiscale dellattivit commerciale
8.6 Le donazioni
8.7 Lavoro e contributi
8.8 Il 5x1000

pag. 51
pag. 52
pag. 54
pag. 55
pag. 56
pag. 57
pag. 58
pag. 60

Capitolo 1
GLI ENTI NO PROFIT IN GENERALE

1.1 Significato del termine no profit


Con il termine no profit (o non commerciale) si intendono tutte le attivit senza scopo di lucro, che
quindi perseguono un fine diverso al conseguimento dell'utile ( scopo solidaristico, sociale,
culturale, sportivo ecc....). Queste sarebbero contrapposte alle attivit a scopo di lucro, cio poste in
essere con il solo fine di produrre un utile.
Bisogna per intendersi su cosa si intende per fare utile.
L'art. 2247 del C.c., che definisce il contratto di societ, precisa che "Con il contratto di societ due
o pi persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di una attivit economica allo
scopo di dividerne gli utili". Quindi lo scopo principale non conseguire utili, ma dividerli fra i soci
della societ.
E' questa la vera discriminante tra gli enti no profit e gli altri. Infatti le associazione, le onlus ecc....
possono svolgere attivit a pagamento e possono conseguire un utile (lucro oggettivo), ma non
possono dividere questo utile tra i soci (lucro soggettivo). L'utile conseguito alla fine dell'anno
contabile sar semplicemente accantonato e riutilizzato dall'associazione per finanziare le sue
attivit e raggiungere i suoi scopi statutari.
Tale principio si riverbera anche nel caso di scioglimento dell'ente no profit. Il capitale accumulato
non potr essere diviso tra i soci, ma dovr essere necessariamente devoluto ad un altro ente no
profit.
Un'altra differenza rispetto agli enti a scopo di lucro, che negli enti no profit i soci hanno gli stessi
diritti e doveri, indipendentemente dalla somma versata o dal loro contributo nell'ente.
E' per sbagliato pensare che gli amministratori o chi lavora per ente associativo non possa ricevere
un contributo economico. Questi possono ricevere un corrispettivo proporzionato alla loro attivit
nell'ente e al volume economico dello stesso.
Spesso si tende a sottovalutare le potenzialit degli enti no profit, come se la mancanza dello scopo
di lucro privasse questi enti di ogni prospettiva.
Invece cos non . Abbiamo gi evidenziato che, riguardo gli utili, il vincolo consiste nella
distribuzione degli utili ai soci. L'ente no profit pu invece realizzare un ricavo, che rimarr
nell'ambito dell'associazione e che sar impiegato per l'attivit prevista dallo statuto.

Inoltre, tutti gli enti associativi godono di importanti benefici fiscali, come la possibilit di chiedere
dei corrispettivi ai soci, a fronte della loro partecipazione ad attivit organizzate dall'ente stesso.
Tali proventi non vengono tassati.
Di importanti agevolazioni godono le associazioni sportive riconosciute dal Coni. Oltre alla attivit
con i soci, possono svolgere attivit sportiva a pagamento verso i terzi non soci, senza i limiti che
sono previsti per le normali associazioni.
Settore in crescita quello delle Onlus, che possono svolgere svariate attivit di utilit sociale verso
soggetti svantaggiati o bisognosi di assistenza.
Questi benefici sono spesso accresciuti dalla possibilit di affiliare l'ente no profit ad un'
associazione di promozione sociale ( arci, aics, csen ecc....), godendo di ulteriori agevolazioni.
Inoltre, da sottolineare che l'impegno in un ente no profit volontario, ma che sempre possibile
prevedere un corrispettivo per gli amministratori e i dirigenti che svolgono la loro attivit a favore
dell'ente.

1.2 Profili fiscali generali


L'elemento distintivo degli enti non commerciali costituito dal fatto che non svolgono, almeno in
maniera prevalente, attivit commerciale, e che sono enti senza scopo di lucro. Ai fini della
qualificazione dell'ente come non commerciale necessario avere come punto di riferimento le
previsioni contenute nello statuto e l'attivit effettivamente svolta dall'ente.
Nell'ambito delle attivit delle associazioni, sono da considerarsi non commerciali, e quindi non
soggetti a tassazione:
- tutte le attivit svolte verso gli associati, in conformit alle finalit dell'associazione, per cui non
viene chiesto uno specifico corrispettivo economico;
- le quote associative dei soci e gli altri contributi versati dai soci all'associazione;
- le donazioni ricevute dall'associazione;
- i fondi pervenuti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente;
Oltre a questi benefici fiscali, la legislazione prevede importanti benefici per le associazioni
politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive, di promozione sociale e
formazione extra-scolatica.
Queste associazioni possono sempre svolgere attivit a pagamento verso i loro soci, svolte in
diretta attuazione degli scopi sociali, considerate fiscalmente irrilevanti. I corrispettivi percepiti da
queste attivit (come ad esempio corsi e altre iniziative a cui partecipano i soci) non sono soggetti
a tassazione e sussiste solamente l'obbligo di redarre annualmente un rendiconto contabile (questo
ad esclusione delle attivit sempre ritenute commerciali, specificate nel paragrafo successivo).
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Inoltre, sono considerati non commerciali i corrispettivi ricavati dalla cessione, anche a terzi, di
proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati.
Tali agevolazioni riguardano anche il regime IVA, non applicabile in tali casi.
Per beneficiare di queste importanti agevolazione per necessario una corretta redazione dello
statuto, che tenga conto dei requisiti richiesti dalla legislazione fiscale, in mancanza dei quali
l'associazione sar esposta a possibili contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Gli statuti devono prevedere le seguenti clausole:
- il divieto di distribuzione di utili, avanzi di gestione, fondi, riserve e capitali;
- in caso di liquidazione dell'ente, l'obbligo di devolvere il proprio patrimonio ad altre associazioni
od enti con le medesime finalit;
- la disciplina uniforme del rapporto associativo;
- l'obbligo di rendiconto economico finanziario annuale;
- la libera eleggibilit dei soci e l'adesione ai principi di democrazia interna;
- l'intrasmissibilit delle quote sociali.
Inoltre, le associazioni di promozione sociale riconosciute dal ministero dell'interno (es ARCI; ASI;
CSEN; ACLI ecc......) e tutte le associazioni ad esse affiliate, godono di ulteriori agevolazioni:
- non considerata commerciale la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, a favore dei
soci, presso la sede dell'associazione;
- non considerata commerciale l'attivit di organizzazione di viaggi e soggiorni turistici a favore
dei soci.
Anche per godere di tali agevolazioni lo statuto dell'associazione deve prevedere le clausole di cui
sopra.
Anche le associazioni possono svolgere attivit commerciali, intese come tipiche attivit d'impresa,
a cui applicabile la normativa fiscale che vale per tutti i redditi d'impresa. Infatti, la sola forma
giuridica di associazione non sufficiente per qualificare tali enti come non commerciali ai fini
fiscali.
Per attivit commerciale si intende attivit a pagamento svolta verso terzi non soci, ricavi da
sponsor,

pubblicit

tutte

le

attivit

svolte

tramite

un'organizzazione

di

tipo

imprenditoriale. Inoltre, sono sempre considerate commerciali per definizione(anche se


effettuate verso i soci) le attivit di: cessione di beni nuovi prodotti per la vendita, somministrazione
di pasti, prestazioni alberghiere , lalloggio, il trasporto ed il deposito , gestione di spacci e mense,
lorganizzazione di viaggi e soggiorni turistici, le fiere e le esposizioni a carattere commerciale, le
pubblicit commerciali.
Riguardo l'attivit commerciale, possiamo distinguere due casi:
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1- l'associazione svolge attivit commerciale in via marginale, al solo scopo di finanziare l'attivit
verso i soci. Quindi, l'attivit commerciale non figura tra gli scopi dell'associazione e non esaurisce
l'attivit di questa. In questo caso l'associazione rimane un ente non commerciale. E' per necessario
che i proventi derivanti dall'attivit commerciale non siano mai prevalenti rispetto a quelli derivanti
dall'attivit istituzionale verso i soci.
Per tali attivit dovranno comunque essere predisposte le normali scritture contabili, e in caso di
attivit commerciale non occasionale, sar necessario aprire P. Iva. Inoltre la contabilit dell'attivit
commerciale dovr essere separata rispetto all'attivit non commerciale.
2- l'attivit commerciale svolta abitualmente e professionalmente, e i proventi di tali attivit
superano quelli conseguiti nell'ambito dell'attivit verso i soci. In tale caso l'associazione perde il
requisito della non commercialit ed viene considerata, ai fini fiscali, un'impresa a tutti gli effetti.
Tutte le sue attivit sono sottoposte al regime fiscale d'impresa, con l'obbligo di tenere le scritture
contabili ordinarie e redarre il bilancio ordinario.
Indipendentemente dalle previsioni statutarie, l'ente perde la qualifica di non commerciale
qualora eserciti prevalentemente attivit commerciale per un intero periodo di imposta.
In merito, sono stati elaborati dei criteri presuntivi per la perdita della qualifica:
- prevalenza delle immobilizzazioni relative all'attivit commerciale rispetto alle restanti attivit;
- prevalenza dei ricavi delle attivit commerciali rispetto al valore delle cessioni e delle prestazioni
riguardanti l'attivit istituzionale verso i soci;
- prevalenza dei redditi derivanti dall'attivit commerciale rispetto alle entrate istituzionali;
- prevalenza delle componenti negative inerenti all'attivit commerciale rispetto alle restanti spese.
L'unica eccezione al rispetto di queste regole riguarda le associazioni sportive dilettantistiche, che
possono svolgere attivit commerciale anche in maniera prevalente.
Sussiste inoltre la particolare disciplina fiscale delle Onlus, applicabile anche alle fondazioni.

1.3 Principi di gestione


La gestione di unassociazione simile sia per le normali associazioni (culturali, ricreative ecc......),
sia per le onlus, le associazioni sportive dilettantistiche, le associazioni di volontariato e di
promozione sociale.
Ecco alcune regole da seguire per gestire correttamente una associazione:
SEDE
L'associazione pu avere sede legale anche all'indirizzo di residenza di uno dei soci. La sede legale
il luogo dove gli atti dell'associazione devono essere depositati e dove arriva la posta dell'ente. La

sede dovr essere citata nello statuto e nell'atto costitutivo dell'associazione ed necessario
comunicare successive variazioni all'Agenzia delle Entrate.
GESTIONE DEMOCRATICA
L'associazione un ente di diritto privato italiano, apolitica e senza fine di lucro, che si uniforma
nello svolgimento della propria attivit alla normativa prevista dal Codice Civile vigente, alle regole
dello statuto e ai principi di democraticit interna della struttura, di elettivit e di gratuit delle
cariche associative.
ISCIZIONE DEI SOCI
Chiunque condivide gli scopi e le finalit dell'associazione ed in grado di contribuire a realizzarne
i fini pu aderire. Ladesione allAssociazione non pu essere disposta per un periodo temporaneo. I
soci sono tutti coloro che, condividendo pienamente i fini e l'attivit dell'associazione, hanno
presentato domanda scritta, accettata dal Consiglio Direttivo, dichiarando:
- di voler partecipare alla vita associativa;
-di accettare, pienamente e senza riserve, lo Statuto ed i principi etici in esso contenuti; di accettare
le attivit, le finalit e il metodo dellAssociazione.
Solitamente il consiglio direttivo ha un certo lasso di tempo per confermare o negare l'adesione.
L'eventuale diniego deve essere motivato ed comunque ammesso reclamo all'assemblea.
DIRITTI DEI SOCI
I soci hanno diritto:
- di partecipare allassemblea e di votare direttamente per lapprovazione e le modifiche dello
Statuto, dei Regolamenti, per lapprovazione del bilancio annuale e per la nomina degli organi
sociali dellassociazione e di impugnare le delibere degli stessi organi;
- di partecipare alla vita associativa e alle attivit sociali;
- di esprimere liberamente la propria opinione nel riguardo dell'associazione e delle persone
coinvolte in essa;
- di ricevere periodicamente informazioni circa la vita associativa;
ORGANI
Solitamente sono organi dellAssociazione:
- lAssemblea dei soci;
- il Presidente;
- il Consiglio direttivo.
Pu inoltre essere previsto anche un revisore dei conti.
ASSEMBLEA DEI SOCI

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LAssemblea dei soci lorgano sovrano dellassociazione: essa composta da tutti i soci in regola
con il versamento della quota sociale e dei contributi annuali e che, alla data dellavviso di
convocazione, risultino iscritti nel Libro soci.
Lassemblea convocata dal Presidente, almeno una volta allanno, ed ogni qualvolta egli lo ritenga
opportuno ed presieduta dal Presidente. La convocazione dell'assemblea pu essere comunque
richiesta da almeno un\terzo dei soci.
La convocazione dellassemblea effettuata con avviso esposto nella sede sociale almeno quindici
giorni prima della data fissata per lassemblea di prima convocazione e deve contenere lordine del
giorno, la data, l'ora e il luogo di riunione. Nella stesso avviso di convocazione dellassemblea, pu
essere fissato un giorno ulteriore per la seconda convocazione.
Lassemblea ordinaria delibera:
- lelezione del consiglio direttivo;
- lapprovazione del rendiconto contabile economico finanziario e della relazione annuale;
- il programma annuale delle attivit;
- sugli argomenti posti alla sua attenzione dal Consiglio Direttivo;
In prima convocazione, lassemblea ordinaria regolarmente costituita con la presenza della met
pi uno dei soci aventi diritto a parteciparvi; in seconda convocazione valida qualunque sia il
numero dei soci intervenuti. Lassemblea delibera, sugli argomenti posti allordine del giorno, a
maggioranza assoluta, vale a dire con il voto favorevole di met pi uno dei votanti.
LAssemblea straordinaria delibera:
- sulle richieste di modifica dello Statuto;
- sullo scioglimento dellAssociazione;
- sulla nomina del liquidatore.
Riguardo le modifiche dello statuto, lassemblea straordinaria regolarmente costituita con la
presenza di almeno met pi uno degli associati, e delibera a maggioranza assoluta. Riguardo lo
scioglimento dell'associazione e la nomina del liquidatore, l'assemblea straordinaria delibera con il
voto favorevole di almeno i tre\quarti degli associati.
Le riunioni dellAssemblea devono risultare da apposito verbale, trascritto nel libro delle delibere
dellAssemblea dei soci.
CONSIGLIO DIRETTIVO
LAssociazione amministrata dal Consiglio Direttivo, composto da membri designati fra tutti gli
associati aventi diritto al voto. Le riunioni del Consiglio direttivo sono presiedute dal Presidente ed
in sua assenza da un membro del Consiglio Direttivo.

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Le sedute sono valide quando sia presente la maggioranza dei componenti e le deliberazioni sono
prese a maggioranza semplice dei presenti. In caso di parit di voti, prevale il voto del Presidente.
Sono compiti del Consiglio Direttivo:
a) prevedere i criteri di ammissione dei nuovi soci e accogliere o respingere le domande di
ammissione dei Soci;
b) adottare provvedimenti disciplinari;
c) compilare il rendiconto contabile annuale e la relazione annuale al rendiconto contabile;
d) eleggere al proprio interno il presidente, il vicepresidente, il segretario e il tesoriere;
e) curare gli affari di ordine amministrativo; assumere personale dipendente; stipulare contratti di
lavoro, conferire mandati di consulenza;
f) approvare il programma dellAssociazione;
g) fissare il regolamento per il funzionamento e lorganizzazione interna dellAssociazione;
h) aprire rapporti con gli Istituti di credito; curare la parte finanziaria dellAssociazione,
sottoscrivere contratti per mutui e finanziamenti e quantaltro necessario per il buon funzionamento
dellAssociazione.
i) ratificare o modificare i provvedimenti adottati dal presidente per motivi di necessit ed urgenza.
l) determinare e deliberare i rimborsi delle spese e i contributi di natura forfettaria, a responsabili e
organizzatori dell'attivit dell'associazione e per coloro che svolgono le attivit amministrative,
dirigenziali e di segreteria.
Le riunioni del Consiglio direttivo devono risultare da apposito verbale, firmato da tutti i presenti e
trascritto nel libro delle delibere del Consiglio Direttivo.
PRESIDENTE
Al Presidente, a cui spetta la firma e la rappresentanza legale dellassociazione di fronte ai terzi e
anche in giudizio, vigila e cura che siano attuate le delibere del Consiglio Direttivo e
dellAssemblea e provvede all'osservanza delle disposizioni statutarie ed alla disciplina sociale.
Il Presidente pu conferire delega, sempre e solo per iscritto, ad uno o pi soci sia per singoli atti
che per categorie di atti.
In caso di comprovata necessit od urgenza, assume i provvedimenti di competenza del Consiglio
Direttivo, sottoponendoli a ratifica alla prima riunione successiva.
In caso di assenza, impedimento o dimissioni le funzioni del presidente sono svolte dal
vicepresidente dell'associazione.
IL PATRIMONIO
Il patrimonio composto da tutti i contributi che pervengano a qualsiasi titolo all'associazione e dai
beni mobili o strumentali che pervengano all'associazione in virt della sua attivit.
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Il patrimonio dell'associazione pu essere utilizzato solo per il compimento delle attivit prefissate
dallo statuto. I singoli associati non possono chiedere la divisione del patrimoni o avanzare pretese
sullo stesso.
DIVIETO DISTRIBUZIONE UTILI
fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque
denominati, nonch fondi, riserve e capitale durante la vita dellAssociazione, salvo che la
destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge, ed fatto obbligo di impiegare gli utili o
avanzi di gestione per la realizzazione delle attivit istituzionali e di quelle ad esse direttamente
connesse.
IL BILANCIO
Lesercizio sociale dellAssociazione solitamente si apre il primo gennaio e si chiude il 31
dicembre di ogni anno.
Ogni anno il Consiglio direttivo predispone il rendiconto contabile economico-finanziario dal quale
devono risultare con chiarezza e precisione le entrate suddivise per voci analitiche, i beni, i
contributi, i lasciti ricevuti, le spese e gli oneri sostenuti suddivisi per voci analitiche.
Il rendiconto contabile deve essere accompagnato da una relazione illustrativa predisposta dal
Consiglio direttivo, che dia testimonianza delle attivit dell'associazione, degli eventi e delle
iniziative organizzate, dell'attivit di volontariato e favore di bisognosi. Entrambi i documenti
devono essere sottoposti allapprovazione dellAssemblea entro e non oltre quattro mesi dalla
chiusura dellesercizio sociale.
Il rendiconto e la relazione devono essere depositati presso la sede sociale nei quindici giorni
precedenti la data fissata per la loro approvazione, a disposizione di tutti i soci.
LIBRI SOCIALI
Libri sociali che si debbono tenere presso la sede dell'associazione sono: 1) Libro dei soci: basta un
semplice registro in cui sono segnati nome, cognome e generalit del socio, quota pagata e firma. 2)
libro delle adunanze del consiglio direttivo, assemblea e altri organi: sono la raccolta dei verbali
delle riunioni. Devono prevedere data, presenti, argomenti da trattare, breve rapporto sulla
discussione, risultati delle votazioni e firme dei presenti .
Anche per le entrate economiche , sar preferibile avere dei fogli cassa, almeno a cadenza mensile,
dove annotare entrate e uscite.

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Capitolo 2
LE ASSOCIAZIONI

2.1 Costituire una associazione


Possiamo definire una associazione come un gruppo di persone che, in base a delle regole da loro
stabilite e servendosi di una stabile organizzazione, decidono di perseguire una scopo comune,
solitamente altruistico o a beneficio della collettivit.
Per costituire e aprire una associazione che voglia seriamente perseguire i suoi scopi, necessario
compiere alcuni semplici passaggi burocratici. Ecco le indicazioni:
1) determinare lo scopo della futura associazione (culturale, sportivo, solidaristico, assistenziale
ecc...), e la sua attivit specifica. E' necessario prevedere almeno 3 soci fondatori;
2)

preparare atto costitutivo e statuto dell'associazione, necessari per creare unassociazione

inserendo tutti i requisiti e gli articoli previsti dalla Codice Civile e dalla legge fiscale ( TUIR). In
merito leggi gli altri articoli di questa sezione;
3) recarsi all'Agenzia delle Entrate per la registrazione dell'associazione (indispensabile per
costituire l'associazione e per ottenere i benefici fiscali). E' necessario richiedere l'attribuzione del
Codice Fiscale, pagare la tassa di registro ed infine registrare l'associazione.
4) una volta registrata, avete terminato la procedura per costituire una associazione, che pu
iniziare la sua attivit.
Tale procedura necessaria sia per ottenere i benefici fiscali previsti dalle leggi tributarie a favore
degli enti no profit, sia per tutelare civilmente l'associazione e i suoi soci.
Quindi, per costituire una associazione non necessario una atto notarile, e non nemmeno
necessario il riconoscimento governativo, che implica una procedura lunga e costosa. Infatti, la
stragrande maggioranza delle associazioni e degli altri enti no profit non riconosciuta.
Per creare una associazione devono essere riconoscibili alcuni elementi, considerati indispensabili:
il fine, l'organizzazione, il fondo comune, l'eguaglianza e la variabilit dei soci e la rappresentanza
conferita al presidente o amministratore.
Tali requisiti devono essere fissati nello statuto e nell'atto costitutivo, necessari per fondare una
associazione, atti che rappresentano un vero e proprio contratto, con cui i soci si impegnano a
perseguire un comune scopo. Questi atti devono prevedere tutti in requisiti legali e fiscali previsti
dalla normativa vigente.
Negli atti costitutivi devono essere necessariamente previsti questi organi:
- il consiglio direttivo, eletto dall'assemblea, che l'organo esecutivo dell'associazione e prende le
decisioni inerenti all'organizzazione e all'attivit;
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-il presidente, eletto dall'assemblea dei soci, che dirige l'ente e lo rappresenta anche in giudizio,
presiede il consiglio direttivo e ne attua le decisioni;
- l'assemblea dei soci, che si riunisce annualmente per approvare il bilancio sociale e il programma
annuale dell'attivit. Inoltre, alla scadenza dei rispettivi mandati elegge gli organi dell'associazione.
Solo l'assemblea pu deliberare sulle modificazioni dello statuto.
Un'associazione che si costituisce regolarmente e seguendo la normativa fiscale, pu ricevere
corrispettivi dai soci per la partecipazione a varie attivit (corsi, seminari, gite, convegni ecc....). Per
tali attivit non necessario avere Partita Iva, dato che queste sono considerate attivit non
commerciali e i corrispettivi ricavati non sono soggetti a nessuna tassazione. Per ottenere tali
benefici fiscali, per necessaria una corretta redazione della statuto, che deve comprendere i
requisiti e i vincoli richiesti dalla legge tributaria.
Naturalmente i corrispettivi ricavati sono dell'ente associativo e non possono essere considerati
degli "utili". Comunque, gli amministratori e organizzatori dell'associazione potranno ricevere dei
corrispettivi o compensi per la loro attivit. Inoltre, in determinati casi, non escluso che
l'associazione possa assumere del personale, anche tra gli stessi soci fondatori.
L'associazione pu svolgere sia la sua attivit istituzionale verso i soci, sia attivit commerciale
verso i terzi non soci,che per deve essere marginale e mai preponderante rispetto all'attivit con i
soci .
Le associazioni si finanziano prevalentemente tramite le quote sociali, le somme corrisposte dai soci
per partecipare a determinate attivit, eventuali attivit commerciali svolte nei confronti dei non
soci, raccolte pubbliche di fondi o contributi pubblici, sponsor ecc........
Tramite questo patrimonio, che vincolato allo scopo sociale e non pu essere diviso tra i soci,
l'ente si finanzia e persegue i suoi scopi. Quindi, quanto conferito o versato dai soci (beni o denaro)
non pu essere restituito.
Secondo l'art. 38 del Codice Civile Per le obbligazioni (cio i debiti o gli impegni
contrattuali) assunte dalle persone che rappresentano l'associazione, i terzi possono far valere i
loro diritti sul fondo comune (cio il patrimonio dell'associazione). Delle obbligazioni stesse
rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto
dell'associazione.
Questo vuol dire che, per i debiti dell'associazione, risponde l'associazione con il fondo comune, ma
se questo insufficiente, risponde anche il presidente o chi ha agito in nome e per conto
dell'associazione.
Per evitare tali inconvenienti sufficiente una corretta gestione dell'associazione, in modo da
spendere solo quanto incassato e non contrarre debiti.
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Come gi specificato, i soci amministratori o che svolgono determinate attivit nell'associazione,


possono ricevere una remunerazione per l'attivit effettivamente svolta, a patto che siano rispettati
alcuni limiti e che lo statuto preveda determinate clausole e caratteristiche.
2.2 Lo statuto e latto costitutivo
Lo statuto e l'atto costitutivo di una associazione sono i documenti che certificano l'esistenza
dell'associazione e ne regolano la vita in tutti i suoi aspetti. Infatti, secondo il codice civile
all'articolo 36, L'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute
come persone giuridiche sono regolati dagli accordi tra gli associati.
Statuto e atto costitutivo rappresentano un vero e proprio contratto tra i soci, con cui gli stessi si
impegnano ad associarsi e fornire il proprio contributo personale, per il raggiungimento di uno
scopo comune. Tali atti, sono indispensabili per costituire una associazione e devono avere
determinati requisiti previsti dal codice civile e dalla legislazione tributaria (TUIR), senza i quali
l'associazione non potr beneficiare delle agevolazioni fiscali.
L'atto costitutivo dell'associazione menziona il nome e lo scopo dell'associazione, i nomi dei soci
fondatori e il conferimento delle prime cariche sociali, il luogo di costituzione, la sede.
Nell'atto costitutivo dell'associazione vengono fissate le caratteristiche principali di ogni
associazione: senza scopo di lucro, libera, democratica, egualitaria, di durata illimitata, con cariche
sociali elettive. E' inoltre descritto sommariamente lo scopo e l'attivit principale della associazione.
Devono essere menzionate anche le regole sull'utilizzo del fondo comune, sulla raccolta dei fondi e
sulla rappresentanza dell'ente. Devono infine essere descritte sommariamente le principali cariche,
organi dell'associazione e i nominativi degli eletti a tali cariche.
Per tutte le altre norme sull'ordinamento, l'amministrazione, i diritti e obblighi degli associati si far
espresso rinvio allo statuto dell'associazione.
Lo statuto dell'associazione il documento che delinea l'associazione nel dettaglio. In esso sono
indicati:
- una dettagliata descrizione delle attivit svolte;
- le modalit per il finanziamento della associazione e per la raccolta dei fondi;
- l'uso del fondo comune;
- le regole sulla rappresentanza dell'associazione e sulle relative deleghe;
- i criteri per l'ammissione e l'espulsione dei soci;
- le regole per l'elezione delle cariche sociali;
- le disciplina e i compiti degli organi dell'associazione;
- le regola per la presentazione del bilancio annuale;
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- le regole sullo scioglimento dell'associazione e la destinazione dei fondi residui.


Inoltre, necessario che lo statuto preveda:
1) il divieto di distribuire utili fra i soci;
2) in caso di scioglimento dell'associazione, l'obbligo di devolvere il patrimonio ad altra
associazione con finalit analoga;
3) disciplina uniforme del rapporto associativo in modo da garantire l'effettivit del medesimo,
garantendo a tutti i soci il diritto di voto in assemblea;
4) obbligo di redigere annualmente il rendiconto economico finanziario;
5) la libera eleggibilit degli organi associativi, la sovranit dell'assemblea, i criteri per
l'ammissione ed esclusione dei soci, i criteri di pubblicit per l'assemblea, le deliberazioni e i
bilanci;
6) intrasmissibilit della quota o del contributo associativo.
E' quindi importante una corretta redazione dello statuto e dell'atto costitutiva, anche per prevenire
eventuali contestazioni fiscali e legali.
2.3 Il consiglio direttivo e lassemblea dei soci
I poteri del consiglio direttivo sono quelli di gestire l'associazione, promuovere le attivit e
amministrare l'associazione. E' in pratica l'organo "esecutivo" che ha il potere di decidere le
iniziative e la politica sociale.
Il consiglio direttivo di un'associazione formato dal presidente e da almeno due consiglieri e
prende le sue decisioni a maggioranza dei voti.
Solitamente, i poteri del consiglio direttivo riguardano:
- prevedere i criteri di ammissione dei nuovi soci e accogliere o respingere le domande di
ammissione dei Soci;
- adottare provvedimenti disciplinari;
- compilare il rendiconto contabile annuale e redigere la relazione annuale al rendiconto contabile;
- curare gli affari di ordine amministrativo; assumere personale dipendente; stipulare contratti di
lavoro; conferire mandati di consulenza;
- approvare il programma dellAssociazione;
- fissare il regolamento per il funzionamento e lorganizzazione interna dellAssociazione;
- aprire rapporti con gli Istituti di credito; curare la parte finanziaria dellAssociazione;
sottoscrivere contratti per mutui e finanziamenti e quantaltro necessario per il buon funzionamento
dellAssociazione.
- ratificare o modificare i provvedimenti adottati dal Presidente per motivi di necessit ed urgenza.
17

Solitamente, il consiglio direttivo si riunisce una o due volte al mese. Per ogni riunione deve essere
redatto un verbale dove vanno annotati: presenze, ordine del giorno, breve riassunto della
discussione, risultato delle votazioni e firme di tutti i presenti (e non solo la firma del presidente o
del segretario). I verbali dovranno essere depositati presso la sede dell'associazione, a disposizone
di tutti i soci.
Il pi importante compito del consiglio direttivo sono le decisioni in ambito economico, tramite la
gestione del c\c dell'associazione, su cui solitamente possono operare il presidente e il tesoriere.
Diversamente, l'assemblea dell'associazione l'organo formato da tutti i soci, che hanno sempre il
diritto a partecipare. L'assemblea si riunisce almeno una volta l'anno.
L'assemblea deve essere convocata tramite avviso almeno quindici giorni prima della sua data.
L'avviso deve contenere le seguenti informazioni: data, luogo, orario, ordine del giorno ed
eventuale orario per la seconda convocazione.
I poteri dell'assemblea in via ordinaria sono:
- lelezione del consiglio direttivo, del presidente, del revisore dei conti;
- lapprovazione del rendiconto contabile economico-finanziario e della relazione annuale;
- decidere la destinazione dellavanzo o disavanzo di esercizio;
- approvare il programma annuale delle attivit (eventuale);
L'assemblea ordinaria decide a maggioranza dei presenti. In prima convocazione il quorum richiesto
la presenza della maggioranza dei soci iscritti nel libro soci, mentre in seconda convocazione non
viene previsto un quorum.
I poteri dell'assemblea, in via straordinaria, sono:
- deliberare sulle richieste di modifica dello statuto;
- deliberare sullo scioglimento dellassociazione;
- deliberare sulla nomina del liquidatore.
L'assemblea straordinaria prende le sue decisioni a maggioranza dei presenti, ma il quorum pi
elevato: solitamente richiesta la presenza dei due\terzi dei soci.
Anche per l'assemblea dovr essere redatto un verbale, che sar depositato nella sede
dell'associazione a disposizione di tutti i soci.
2.4 Il presidente dellassociazione
Al presidente dell'associazione spetta la direzione dell'ente e il compito di realizzare e dirigere le
attivit previste e votate dal consiglio direttivo o dall'assemblea dei soci. E' comunque necessario
sottolineare che nelle associazioni l'organo decisionale il consiglio direttivo, di cui il presidente
uno dei componenti. Quest'ultimo, non pu quindi prendere decisioni da solo.
18

Al presidente spetta la rappresentanza legale dellassociazione di fronte ai terzi e anche in giudizio.


Questo vuol dire che pu sottoscrivere contratti o accordi in nome dell'associazione e che in caso di
controversie giudiziarie rappresenta l'associazione nel corso della causa civile o penale.
Pu anche conferire ad altri soci il potere di stipulare atti o contratti in nome dell'associazione.
Inoltre, il presidente vigila e cura che siano attuate le delibere del consiglio direttivo e
dellassemblea e provvede all'osservanza delle disposizioni statutarie ed alla disciplina sociale.
Solitamente resta in carica per la stessa durata del consiglio direttivo.
E' importante sottolineare che il presidente il responsabile civile dell'associazione di fronte ai
terzi. Questo vuol dire che se l'associazione contrae dei debiti e non riesce a pagarli con il suo
patrimonio, i creditori possono rivalersi sul patrimonio di coloro che hanno agito in nome e per
conto dell'associazione (presidente o amministratore) o di chi ha rappresentato l'associazione per
quel determinato affare.
Inoltre, con il presidente sar solidamente responsabile l'intero consiglio direttivo, che ha approvato
l'atto o deliberato l'impegno.
E' quindi importante accertarsi che l'associazione abbia il patrimonio necessario per sostenere le sue
attivit, spendendo solo quello che si ha realmente in cassa. Inoltre, nel caso il presidente deleghi un
altro socio per il compimento di determinati atti, sempre consigliabile redarre una delega scritta.

2.5 Agevolazioni fiscali


Come gi specificato, tutte le associazioni, se costituite regolarmente, beneficiano di importanti
agevolazioni fiscali.
Nell'ambito delle attivit delle associazioni, sono da considerarsi non commerciali, e quindi non
soggetti a tassazione:
- le quote associative dei soci e gli altri contributi versati dai soci all'associazione;
- le donazioni ricevute dall'associazione;
- i fondi pervenuti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente;
- i corrispettivi ricavati dalla cessione, anche a terzi, di proprie pubblicazioni cedute
prevalentemente agli associati.
Inoltre, le associazioni possono sempre svolgere attivit di prestazioni di servizi verso i loro soci,
svolte in diretta attuazione degli scopi sociali, che sono considerate fiscalmente irrilevanti. Ci
significa la possibilit di chiedere corrispettivi ai soci per la partecipazione alle attivit
dell'associazione (corsi, stage, riunioni ecc....). I corrispettivi percepiti da queste attivit non sono
soggetti a tassazione e sussiste solamente l'obbligo di redarre annualmente un rendiconto contabile.

19

Quest'ultimo beneficio previsto solo per le associazioni politiche, sindacali, di categoria, religiose,
assistenziali, culturali, sportive, di promozione sociale e formazione extra-scolatica.
Per beneficiare di tale agevolazione per necessario una corretta redazione dello statuto, che tenga
conto dei requisiti richiesti dalla legislazione fiscale, in mancanza dei quali l'associazione non potr
ricevere pagamenti dai soci e sar esposta a possibili contestazioni dall'agenzia delle entrate.
Anche le associazioni possono svolgere attivit verso terzi non soci o ricevere ricavi derivanti
da sponsor, pubblict ecc... attivit che sono considerate commerciali ed a cui applicabile la
normativa fiscale che vale per tutti i redditi d'impresa. Infatti, la sola forma giuridica di associazione
non sufficiente per qualificare tali enti come non commerciali ai fini fiscali.
Possiamo infatti distinguere due casi:
1- l'associazione svolge attivit commerciale in via marginale, al solo scopo di finanziare
l'attivit verso i soci. Quindi, l'attivit commerciale non figura tra gli scopi dell'associazione e non
esaurisce l'attivit di questa. In questo caso l'associazione rimane un ente non commerciale. E' per
necessario che i proventi derivanti dall'attivit commerciale non siano mai prevalenti rispetto a
quelli derivanti dall'attivit istituzionale verso i soci.
Per tali attivit dovranno comunque essere predisposte le normali scritture contabili, e in caso di
attivit commerciale non occasionale, sar necessario aprire P. Iva.
2- l'attivit commerciale svolta abitualmente e professionalmente, e i proventi di tali attivit
superano quelli conseguiti nell'ambito dell'attivit verso i soci. In tale caso l'associazione perde il
requisito della non commercialit ed viene considerata, ai fini fiscali, un'impresa a tutti gli effetti.
Tutte le sue attivit sono sottoposte al regime fiscale d'impresa, con l'obbligo di tenere le scritture
contabili ordinarie e redarre il bilancio ordinario.
Sono comunque sempre considerate commerciali per definizione (anche se effettuate verso i soci)
le attivit di: cessione di beni nuovi prodotti per la vendita, somministrazione di pasti, prestazioni
alberghiere , lalloggio, il trasporto ed il deposito , gestione di spacci e mense, lorganizzazione di
viaggi e soggiorni turistici, le fiere e le esposizioni a carattere commerciale, le pubblicit
commerciali.

2.6 Finanziamenti
Le associazioni recuperano i fondi per finanziare la loro attivit in vari modi:
1) la quota di iscrizione, annualmente conferita dai soci all'associazione, che necessario versare
per fare parte dell'associazione e per avere diritto di voto nell'assemblea ;
2) eventuali contributi ulteriori, richiesti ai soci dal consiglio direttivo dell'associazione, per fare
fronte ai costi delle attivit proposte o a eventuali debiti;
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3) le donazioni, effettuate dai soci o da terzi, o eventuali contributi di comuni, province, regioni,
enti pubblici ecc....
4) i corrispettivi versati dai soci per partecipare a determinate attivit organizzate dall'associazione,
come corsi, seminari, convegni ecc.... In tal caso, le somme ricavate vengono considerate non
imponibili solo se lo statuto rispetta i principi fissati dalla legge tributaria.
5) i corrispettivi ricavati dall'attivit commerciale organizzata dall'associazione, cio i proventi
ricavati da attivit verso i soci, se tali attivit non rientrano nello scopo dell'associazione, e tutti i
proventi ricavati da attivit verso i terzi non soci. In tal caso i proventi dell'attivit commerciale non
devono mai superare i proventi derivanti dall'attivit statutaria posta in essere verso i soci.
7) quanto ricavato da raccolte pubbliche di denaro, che possono essere organizzate saltuariamente
durante l'anno.
Il denaro raccolto andr depositato nel conto corrente dell'associazione, aperto presso un istituto di
credito tramite il CF dell'associazione stessa. Solitamente, sono delegati ad operare sul c\c solo il
presidente e il tesoriere. E' utile rilevare che tutte le decisioni riguradante la gestione
economico\finanziaria sono prese dal consiglio direttivo.
Il denaro raccolto andr utilizzato per raggiungere lo scopo dell'associazione, e non potr essere
investito per altri scopi diversi dalla missione dell'ente.
E' inoltre necessario ricordare che le somme raccolte sono dell'associazione, e non dei soci. Infatti
l'ente una figura giuridica autonoma rispetto i propri soci, anche se i fondatori. Quest'ultimi,
potranno ricevere dei corrispettivi solo tramite rimborsi spese o compensi per l'attivit svolta a
favore dell'associazione, con le modalit indicate nella parte fiscale di questo sito.

2.7 Domande e risposte


Atto costitutivo e statuto sono due atti distinti?
Si. L'atto costitutivo riguarda la volont dei soci fondatori di costituire l'associazione, mentre lo
statuto riguarda le regole di gestione e funzionamento dell'ente.
C' un numero minimo di soci fondatori ?
Consiglio almeno 3-4, in modo che le principali cariche del consiglio direttivo siano coperte.
Serve il notaio per costituire un'associazione ?
No. Basta registrare atto costitutivo e statuto all'Agenzia delle Entarte
E' possibile prevedere diversi diritti e poteri per le varie categorie di soci ?
No. In una associazione i soci hanno uguali diritti e doveri
Chi comanda in una associazione ?
Le associazioni sono dirette dal consiglio direttivo, formato dal presidente e almeno due consiglieri.
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Come evitare che estranei entrino nell'associazione e pretendano di dirigerla ?


Le associazioni sono dirette dal consiglio direttivo, quindi consigliabile non fare entrare nel
consiglio i nuovi soci di cui non si conosce l'affidabilit. Per i nuovi soci pu essere previsto un
periodo di prova e una richiesta di adesione ai principi e scopi dell'associazione.
Quanto restano in carica gli organi dell'associazione ?
Solitamente da uno a cinque anni. Possono comunque essere rieletti.
L'associazione pu aprire un conto corrente ?
Si. Dal momento della registrazione l'associazione titolare di un C.F. con cui pu aprire un c\c
gestito dal presidente o dal tesoriere.
L'associazione pu svolgere pubblica raccolta fondi o vendere oggetti di modico valore per
finanziarsi?
Si, ma in forma saltuaria e non organizzata.
L'associazione pu svolgere la sua attivit tramite un'organizzazione imprenditoriale ?
No, non pu mai farlo.
Cosa si intende per attivit istituzionale dell'associazione?
E' l'attivit statutaria che viene prevista dallo statuto e che viene rivolta verso i soci, lo scopo per cui
l'associazione nata ( es attivit culturale, sportiva, teatrale, assistenziale ecc.....)
L'associazione pu chiedere un corrispettivo ai soci che partecipano alle attivit o iniziative
previste?
Si, basta che l'attivit rientri negli scopi dell'associazione e che siano rispettati precisi requisiti
stabiliti dalla legge fiscale
Cosa si intende per attivit commerciale ?
Si intende attivit a pagamento rivolta verso i non soci
L'associazione pu fare attivit commerciale ? Con che limiti ?
L'associazione pu fare attivit commerciale ma i proventi non possono mai superare i proventi
derivanti dalla attivit istituzionale dell'associazione, rivolta verso i soci.
A fine anno l'associazione deve redigere un bilancio ?
L'associazione deve redigere annualmente un bilancio semplificato, da cui risultino in modo
semplice e chiaro entrate, uscite e attivit dell'associazione. I bilanci dovranno restare nella sede
dell'associazione a disposizione dei soci.
L'associazione deve presentare dichiarazione dei redditi ?
No, se si limita a svolgere l'attivit statutaria verso i soci
Si, se svolge anche attivit a pagamento verso terzi non soci.

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Capitolo 3
LE ONLUS

3.1 Costituire una onlus


Prima di tutto, va premesso che la onlus solo una categoria fiscale, che viene assunta da
associazioni o altri enti no profit. Quindi per aprire una onlus necessario costituire anche
un'associazione, che avr la qualifica di Onlus.
Per costituire e aprire una onlus necessario:
1) stabilire l'attivit della associazione-onlus tra quelle prevsite dal D.Lg 1997 n. 460 e riunire
almeno 3 soci fondatori;
2) redarre atto costitutivo e statuto dell'associazione-onlus, necessari per fondare una
onlus, inserendo tutti i requisiti previsti dalla Codice Civile e dal D.Lg 1997 n. 460. In merito leggi
gli altri articoli di questa sezione;
3) recarsi all'Agenzia delle Entrate per la registrazione dell'associazione (necessaria per costituire
una onlus), pagando la tassa di registro e richiedendo anche l'attribuzione del Codice Fiscale;
5) chiedere l'iscrizione dell'associazione all'anagrafe onlus, inviando la domanda alla direzione
dell'Agenzia delle Entrate presso la regione ove l'ente avr la propria sede. Solo dopo l'iscrizione
avrete terminato la procedura per costituire una onlus e l'associazione potr qualificarsi come
onlus e beneficiare delle agevolazioni fiscali.
Con l'acronimo ONLUS si intende Organizzazione non lucrativa di utilit sociale ed indica una
categoria tributaria valida ai soli fini fiscali (e non un soggetto di diritto), che pu essere assunta
da associazioni , comitati, fondazioni, societ cooperative e altri enti di carattere privato, anche
senza personalit giuridica, i cui statuti o atti costitutivi prevedono espressamente una serie di
requisiti.
Alle ONLUS vengono concesse varie agevolazioni o esenzioni fiscali in conseguenza dellesercizio
di alcune specifiche attivit ritenute per legge socialmente importanti.
Per costituire una onlus, si devono seguire le indicazioni e i vincoli del D.Lg 1997 n. 460, decreto
che regola le onlus. Tali enti devono espressamente prevedere lo svolgimento, in via esclusiva, di
attivit in uno o pi dei seguenti settori:
1) assistenza sociale e socio-sanitaria;
2)assistenza sanitaria;
3) beneficenza;
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4) istruzione;
5) formazione;
6) sport dilettantistico;
7) tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1
giugno 1939, n. 1089 , ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al D.P.R. 30 settembre 1963, n.
1409;
8) tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, con esclusione dell'attivit, esercitata
abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all'articolo 7 del
D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 ;
9) promozione della cultura e dell'arte;
10) tutela dei diritti civili;
11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni ovvero da
esse affidata ad universit, enti di ricerca ed altre fondazioni che la svolgono direttamente, in ambiti
e secondo modalit da definire con apposito regolamento governativo emanato ai sensi dell'articolo
17 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
L'organizzazione interna delle associazioni-onlus ricalca quella delle normali associazioni. Gli
organi sono presidente, assemblea e consiglio direttivo. Inoltre, sussistono sempre i vincoli sul
patrimonio, che destinato allo scopo dell'associazione e che non pu essere diviso tra i soci.
Sussiste comunque la possibilit di corrispondere compensi a soci e amministratori, per l'attivit da
essi svolta nell'ambito dell'associazione.
Inoltre per creare una onlus lo statuto e l'atto costitutivo devono obbligatoriamente prevedere:
- l'esclusivo perseguimento di finalit di solidariet sociale;
- il divieto di svolgere attivit diverse da quelle sopra menzionate (1-10) ad eccezione di quelle ad
esse direttamente connesse
- il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonch fondi, riserve o
capitale durante la vita dell'organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano
imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento
fanno parte della medesima ed unitaria struttura;
- l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attivit
istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;
- l'obbligo di devolvere il patrimonio dell'organizzazione, in caso di suo scioglimento per
qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilit sociale o a fini di pubblica utilit,
sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n.
662 , salvo diversa destinazione imposta dalla legge;
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- l'obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale;


- disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalit associative volte a garantire
l'effettivit del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneit della partecipazione
alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'et il diritto di voto
per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi
direttivi dell'associazione;
- l'uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico,
della locuzione organizzazione non lucrativa di utilit sociale o dell'acronimo ONLUS.
Da evidenziare che alcune attivit (cio quelle ai numeri 2-4-5-6-10-11) possono essere svolte solo
nei

confronto

di

persone

svantaggiate (

fisicamente,

psicologicamente,

socialmente,

economicamente, ecc........) e stranieri che necessitano di aiuti umanitari. Queste sono le attivit di
assistenza sanitaria, istruzione, tutela dei diritti civili, formazione, sport dilettantistico, promozione
della cultura e dell'arte (quest'ultima se non finanziata dallo stato). Mentre le altre
attivit sono considerate a solidarismo immanente, cio il fine solidaristico si intende presunto e
perseguito a favore dell'intera collettivit. Queste sono le attivit di assistenza sociale, sociosanitaria, beneficenza, tutela e promozione di beni di interesse storico e artistico e della natura e
dell'ambiente, promozione della cultura e dell'arte (quest'ultima attivit solo se finanziata dallo
stato).
In sede di iscrizione all'anagrafe Onlus, si dovranno allegare alla domanda di iscrizione i documenti
che comprovano le specifiche competenze dei soci fondatori nel campo in cui la onlus andr ad
operare. E' comunque da evidenziare che l'agenzia delle entrate ha un potere discrezionale nel
decidere l'iscrizione dell'associazione all'anagrafe. L'iscrizione pu quindi essere rifiutata nel
caso gli atti non siano in linea con la relativa normativa o nel caso in cui i soci fondatori non
dimostrino di avere i requisiti necessari. E' quindi consigliabile farsi assistere da un esperto della
materia, per non vedersi rifiutata la domanda di iscrizione.
La onlus pu svolgere anche attivit connesse, solitamente per recuperare fondi per il
sostentamento dell'ente. Si considerano direttamente connesse a quelle istituzionali le attivit di
assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione della cultura e dell'arte
e tutela dei diritti civili, nonch le attivit accessorie per natura a quelle statutarie istituzionali, in
quanto integrative delle stesse attivit istituzionali.
L'esercizio delle attivit connesse consentito a condizione che, in ciascun esercizio e nell'ambito
di ciascuno dei settori elencati, le stesse non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e che i
relativi proventi non superino il 66 per cento delle spese complessive dell'organizzazione. Queste
attivit possono essere svolte anche nei confronti di soggetti non svantaggiati .
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3.2 Lattivit di una Onlus


L'attivit della onlus dovr riguardare esclusivamente quelle previste dal d. lgs. 1997 n. 460,
considerate di utilit sociale. In generale, queste attivit devono essere rivolte prevalentemente
verso soggetti svantaggiati o comunque a fasce della popolazione in condizione di debolezza sociale
o economica.
Per alcuni di queste attivit le onlus possono operare senza dimostrare di prestare la propria opera
verso soggetti svantaggiati, come i settore di assistenza sociale, socio-sanitaria, beneficenza, tutela
e promozione di beni di interesse storico\artistico e della natura e dell'ambiente, promozione della
cultura e dell'arte (quest'ultima solo se finanziata dallo stato), mentre negli altri settori la onlus
dovr dimostrare di operare prevalentemente con soggetti svantaggiati (come malati, drogati,
poveri, carcerati, anziani, emarginati, senzatetto ecc......).
Comunque, anche nel primo caso, e specialmente per l'attivit sociale e socio-sanitaria, l'attivit
della onlus deve comunque concretizzarsi in qualche forma di sostegno alla collettivit od iniziativa
di sviluppo sociale verso le fasce di popolazione pi deboli .
Nel caso di attivit da rivolgersi verso soggetti svantaggiati, lo statuto della onlus dovr indicare le
modalit di individuazione delle condizioni di svantaggio, in modo che queste siano oggettivamente
verificabili in caso di controllo sull'attivit dell'associazione da parte degli enti preposti.
Inoltre, sar preferibile che i responsabili o amministratori abbiano gi qualche esperienza o
abbiano gi prestato attivit nel settore in cui la onlus andr ad operare.
L'attivit di una onlus pu essere svolta anche a pagamento, ma si pu comunque decidere di
ricevere fondi solo da enti pubblici, privati o tramite raccolte pubbliche di denaro, offrendo cos
prestazioni gratuite ai singoli.
Inoltre, la normativa permette alle alle onlus di svolgere attivit direttamente connesse a quelle
istituzionali.
Queste sono attivit complementari che possono essere svolte in modo non prevalente e solo con il
chiaro e palese scopo di sostenere l'attivit istituzionale. Ad esempio, una onlus che svolge attivit
di assistenza sanitaria, istruzione o sport dilettantistico, cio attivit che devono essere rivolte a
soggetti svantaggiati, potr in via non prevalente svolgere queste attivit anche verso soggetti non
svantaggiati.
Inoltre, vengono ritenute attivit connesse la vendita di depliants, magliette, oggetti di modico
valore, organizzazione di concerti, rappresentazioni teatrali, da cui si possono ricavare dei fondi per
sostenere l'attivit di una onlus.

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E' considerata attivit connessa anche la preparazione del proprio personale da utilizzare per il
perseguimento delle proprie finalit solidaristiche.
Comunque, il ricavato di tali attivit connesse non potr mai superare il 66% delle spese
complessive dell'ente.
I corrispettivi ricavati dallo svolgimento di attivit di utilit sociale, cio dell'attivit istituzionale
della onlus, non sono soggetti a tassazione. Infatti, secondo il TUIR " Per le organizzazioni non
lucarive di utilit sociale (ONLUS) non costituisce esercizio di attivit commerciale lo svolgimento
delle attivit istituzionali nel perseguimento di esclusive finalit di solidariet sociali".
Anche il ricavato delle attivit connesse non soggetto a tassazione. Infatti, sempre secondo il
TUIR " I proventi derivanti dall'esercizio di attivit direttamente connesse non concorrono alla
formazione del reddito imponibile" Per, per tali proventi si dovranno tenere le scritture contabili
previste per le normali attivit commerciali.

3.3 Le attivit permesse alle onlus


Abbiamo gi visto che le onlus possono svolgere solo determinate attivit e che alcune di queste
possono essere svolte solo verso soggetti svantaggiati. Ecco una breve descrizione delle principali
attivit permesse dalla legge in materia di onlus.
Assistenza sociale e socio sanitaria
Si intendono tutte le attivit per la predisposizione e erogazione di servizi, o di prestazioni
economiche, destinate a rimuovere e superare situazioni di bisogno e di difficolt che riguardano
principalmente la sfera economica, sociale, psichica, fisica e familiare come ad esempio:
- Contrasto alla povert;
- Assistenza alle persone inabili o con scarsa mobilit;
- Sostegno a minori e alle donne o ragazze madri in difficolt;
- Assistenza a persone anziane;
- Informazione e consulenza alle persone e famiglie.
Assistenza sanitaria (svolta solo verso soggetti svantaggiati)
Si intendono le attivit che hanno ad oggetto la salute della persona, quale fondamentale diritto
dellindividuo. Quindi tutte le attivit di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Nellambito
rientra anche lattivit di trasporto di malati o feriti con veicoli equipaggiati alla scopo.
Beneficenza
Rientrano nellambito di tale attivit le prestazioni in denaro o in natura erogate direttamente a
favore di persone indigenti o quelle effettuate a favore di altri enti che operano verso gli stessi

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indigenti o verso altre onlus ed enti pubblici che operano nei settori dellassistenza sociale,
sanitaria, tutela dei diritti civili, ricerca scientifica, aiuti umanitari ecc
Formazione (svolta solo verso soggetti svantaggiati)
Si intendono quelle attivit che hanno lobbiettivo di formare lindividuo nel modo del lavoro, come
ad esempio linsegnamento di un mestiere o di una professione, corsi di aggiornamento ecc..
Sport Dilettantistico (svolta solo verso soggetti svantaggiati)
Si intendono le attivit sportive svolte a favore di dilettanti, quindi non verso professionisti che
esercitano lattivit sportiva a titolo oneroso con carattere di continuit. In tal caso la onlus si dovr
costituire sotto forma di Associazione Sportiva Dilettantistica.
Tutela, promozione e valorizzazione delle cose dinteresse artistico e storico
Sono beni culturali le cose mobili o immobili che presentano interesse artistico, storico,
archeologico, etnoantropologico, archivistico, bibliografico. Per tutela si intendono le attivit dirette
ad individuare i beni costituenti oggetto del nostro patrimonio culturale e garantire protezione e
conservazione degli stessi. Per promozione si intende diffondere la conoscenza del patrimonio
culturale e la fruizione pubblica del patrimonio stesso. Per valorizzazione si intende invece la
costituzione ed organizzazione stabile di risorse, strutture, o la messa a disposizione di competenze
tecniche e risorse finanziarie, a favore del patrimonio artistico nazionale.
Tutela e valorizzazione della natura e dellambiente
La tutela consiste nelle attivit volte alla conservazione, gestione e miglioramento delle risorse
naturali (aria, acqua, suolo, territorio ecc) e alla preservazione dei patrimoni genetici terrestri e
marini e di tutte le specie animali o vegetali che vivono in natura.
Rientrano in tali attivit la promozione e lincentivo della bicicletta e di altri mezzi alternativi di
trasporto, la formazione specialistica in campo ambientale, lattivit di protezione degli animali di
affezione e la prevenzione al randagismo, la gestione di aree naturali protette.
Tutela dei diritti civili (svolta solo verso soggetti svantaggiati)
Appartengono a questa categoria le attivit di tutela e promozione che riguardano: il diritto
allautodeterminazione dei popoli, il diritto alla vita, il diritto alla libert e alla sicurezza, il diritto a
non essere sottoposto ad ingiuste forme di detenzione, schiavit o servit, la libert di movimento e
residenza, il diritto alleguaglianza davanti la legge, il diritto alla libert di pensiero coscienza o
religione, il diritto di riunione e associazione ecc

3.4 La gestione di una onlus


La qualifica onlus di tipo fiscale, e pu essere riconosciuta a favore di associazioni, comitati,
fondazioni ecc.. che rispettino i requisiti previsti dalla legislazione fiscale.
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Quindi la gestione della onlus rispecchier le regole dell'ente di riferimento.


Nel caso di associazione-onlus, cio l'ipotesi pi frequente, gli organi di gestione saranno il
consiglio direttivo, il presidente e l'assemblea dei soci.
Il Presidente, a cui spetta la firma e la rappresentanza legale dellassociazione di fronte ai terzi e
anche in giudizio, vigila e cura che siano attuate le delibere del Consiglio e dellAssemblea e
provvede all'osservanza delle disposizioni statutarie ed alla disciplina sociale.
Il Presidente pu conferire delega, sempre e solo per iscritto, ad uno o pi soci sia per singoli atti
che per categorie di atti.
Il Presidente dura in carica quanto il consiglio direttivo, e solitamente per un massimo di tre anni.
Il consiglio direttivo, diretto dal presidente, l'organo esecutivo a cui spettano le decisioni
gestionali e amministrative. E' composto dal Presidente e da un numero di consiglieri non inferiore
a due e si riunisce solitamente una volta ogni uno o due mesi.
Sono compiti del Consiglio direttivo:
a) prevedere i criteri di ammissione dei nuovi soci e accogliere o respingere le domande di
ammissione dei Soci;
b) adottare provvedimenti disciplinari;
c) compilare il rendiconto contabile annuale e redigere la relazione annuale al rendiconto contabile;
d) eleggere al proprio interno il presidente, il vicepresidente, il segretario e il tesoriere;
e) curare gli affari di ordine amministrativo; assumere personale dipendente; stipulare contratti di
lavoro; conferire mandati di consulenza;
f) fissare il regolamento per il funzionamento e lorganizzazione interna dellAssociazione;
g) elaborare un piano di attivit annuale da sottoporre allAssemblea;
h) aprire rapporti con gli Istituti di credito; curare la parte finanziaria dellAssociazione;
sottoscrivere contratti per mutui e finanziamenti e quantaltro necessario per il buon funzionamento
dellAssociazione.
i) Ratificare o modificare i provvedimenti adottati dal Presidente per motivi di necessit ed urgenza.
l) determinare e deliberare il rimborso delle spese e gli eventuali compensi per i soci.
Per ogni consiglio direttivo deve essere redatto un verbale, da depositare presso la sede
dell'associazione a disposizione di tutti i soci.
LAssemblea dei soci lorgano sovrano dellassociazione. Essa composta da tutti i soci in regola
con il versamento della quota sociale e dei contributi annuali e che, alla data dellavviso di
convocazione, risultino iscritti nel Libro soci.
L'assemblea va convocata almeno un volta all'anno.
Lassemblea ordinaria delibera:
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- lelezione del consiglio direttivo;


- lapprovazione del rendiconto contabile economico finanziario e della relazione annuale;
- il programma annuale delle attivit;
- sugli argomenti posti alla sua attenzione dal consiglio direttivo;
LAssemblea straordinaria delibera:
- sulle richieste di modifica dello Statuto;
- sullo scioglimento dellAssociazione;
- sulla nomina del liquidatore.
Naturalmente, anche per le associazioni-onlus rimangono i vincoli sul patrimonio, che destinato
allo scopo di utilit sociale e che non pu essere diviso tra i soci. Sono comunque possibili
compensi o contributi ad amministratori dell'ente, come riconoscimento per l'attivit concretamente
svolta.
Riguardo gli adempimenti contabili riferiti all'attivit complessivamente svolta (sia istituzionale
che connessa) la legge prevede l'esonero della tenuta delle scritture contabili cronologiche e
sistematiche per le onlus che, nell'esercizio delle attivit istituzionali e connesse, non abbiano
coneguito in un anno proventi di ammontare superiore a 516.456,90 euro (importo modificato
annualmente secondo quanto previsto dall'art. 1 c. 3 legge 16 dicembre 1991 n. 398). In questo caso
le onlus possono limitarsi a tenere il solo rendiconto annuale economico-finanziario, accompagnato
da una relazione illustrativa.
Riguardo le attivit connesse alle attivit istituzionali, le onlus dovranno tenere, relativamente a tali
attivit, tutte le scritture contabili previste per gli esercenti di attivit d'impresa. Qualora
l'ammontare annuale dei ricavi delle attivit connesse non sia superiore a 15.493,71 euro, per le
attivit di prestazione di servizi, o 25.822,84 euro negli altri casi, la onlus potr usufruire di un
regime contabile semplificato di registrazione dei componenti positivi o negativi di reddito.

3.5 Regime fiscale delle onlus


Le onlus beneficiano di numerose agevolazioni fiscali. Prima di tutto non c' tassazione sulle
somme ricavate dalle attivit o dai servizi effettuati nell'ambito di attivit di utilit sociale. Come
gi specificato, le attivit permesse sono solo quelle previste dalla legge sulle onlus, ricordando che
alcune di queste possono essere dirette solo verso soggetti svantaggiati ( malati fisici e psichici,
disagiati, poveri, tossicodipendenti, carcerati) ecc....
In tal caso l'unico vincolo la redazione el bilncio annuale, che comunque resta depositato nella
sede della onlus.

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Oltre alle attivit statutarie la onlus potr svolgere attivit connessa, al fine di finanziarsi. Queste
sono le attivit prestate verso soggetti non svantaggiati e attivit come la vendita di depliants,
magliette, oggetti di modico valore, organizzazione di concerti, rappresentazioni teatrali, da cui si
possono ricavare dei fondi tramite il pagamento di un corrispettivo.
Le connesse devono essere sempre strumentali alle attivit statutarie delle onlus e sempre presentate
come iniziative di sostegno all'attivit di solidariet sociale. Quindi, tali occasioni non possono
diventare l'attivit principale dell'ente.
Comunque, il ricavato delle attivit connesse non pu mai superare il 66% delle spese complessive
della onlus (che quindi si dovr finanziare anche con l'attivit principale di solidariet sociale) .
Anche il ricavato delle attivit connesse non soggetto a tassazione. Per, per tali proventi si
dovranno tenere le scritture contabili previste per le normali attivit commerciali.
Tra le altre agevolazioni e esenzioni sono previste anche:
- esenzione Iva per le prestazioni ospedaliere, di cura, educative e di formazione e prestazioni socio
sanitarie in generale;
- esenzione dell'imposta di bollo e dell'obbligo di emettere scontrino fiscale (solo per le attivit
istituzionali di utilit sociale);
- esenzione delle tasse di concessione governativa;
- esenzione dell'imposta di successione e donazione;
- esenzione dell'imposta sull'incremento del valore degli immobili;
- esenzioni in materia di tributi locali;
- agevolazioni in materia di imposte di registro;
- esenzione dell'imposta sugli spettacoli;
- agevolazioni per lotterie, tombole, pesche e banchi di beneficenza.
Altro caso di agevolazione fiscale per le onlus la possibilit, per privati ed enti commerciali, di
fare donazioni ed usufruire di una detrazione di imposta. Infatti, in caso di donazioni a favore di
onlus, queste erogazioni in denaro danno luogo, a favore del donante, ad una detrazione di imposta
lorda del 19% sulla somma donata, per un cifra massima di 2.065 euro.
Inoltre, le imprese o societ commerciali possono dedurre dal proprio reddito d'impresa le
erogazioni in denaro in favore delle onlus, per un importo non superiore a 2.065 euro o al due per
cento del reddito d'impresa dichiarato.
La legge dispone che tali versamenti devono essere effettuati esclusivamente utilizzando uno dei
seguenti sistemi di pagamento: banca, ufficio postale, carte di debito, care prepagate, assegni
bancari e circolari-

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Inoltre, particolari agevolazioni sono previste per le donazioni di derrate alimentari e prodotti
farmaceutici da parte di imprese commerciali.
Infine le onlus possono concorrere al 5 per mille. In tal caso la associazione-onlus dovr iscriversi,
presso l'agenzia delle entrate, nella lista degli enti che beneficiano di tali contributi.
Non ci sono agevolazioni fiscali riguardo le rendite fondiarie, immobiliari e da capitale.
L'applicabilit di queste agevolazioni fiscali sempre subordinata ad una corretta redazione dello
statuto, che deve prevedere i rigorosi requisiti richiesti dalla legislazione tributaria.

3.6 Finanziare una onlus


Le onlus recuperano i fondi per finanziare la loro attivit in vari modi:
1) la quota di iscrizione, annualmente conferita dai soci, che necessario versare per fare parte
dell'associazione e per avere diritto di voto nell'assemblea ;
2) eventuali ulteriori contributi, richiesti ai soci per fare fronte ai costi di gestione;
3) le donazioni, effettuate dai soci o da terzi, o eventuali contributi di comuni, province, regioni,
enti pubblici ecc....
4) i corrispettivi versati dai soggetti che beneficiano dell'attivit o dei servizi di assistenza e di
sostegno offerti dalle onlus, o i corrispettivi versati da enti pubblici e privati per beneficiare di tale
attivit;
5) i corrispettivi ricavati dall'attivit connessa, cio servizi prestati a soggetti non svantaggiati, o la
vendita di beni di modico valore o l'organizzazione di eventi pubblici promossi per finanziare
l'attivit della onlus;
6) i fondi derivanti dal 5 x mille;
7) quanto ricavato da raccolte pubbliche di denaro, che possono essere organizzate saltuariamente
durante l'anno.
E' utile ricordare che i fondi raccolti sono dell'associazione, e non dei soci. Infatti l'associazione
un ente giuridico autonomo, distinto dai propri soci. Quest'ultimi non potranno prendere senza
giustificazione del denaro dalla onlus, ma solo tramite rimborsi spesa o compensi giustificati dal
loro lavoro nell'ambito dell'associazione stessa.
Il denaro raccolto andr investito nell'ambito dell'attivit di utilit sociale e non potr essere
utilizzato per altri scopi, che esulano dalla missione della onlus.
Tutti i fondi raccolti andranno depositati nel c\c intestato alla onlus, che solitamente viene gestito
dal presidente e dal tesoriere. Si evidenzia che molti istituti di credito offrono condizioni
economiche di favore per l'apertura di conti correnti.

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3.7 Domande e risposte sulle onlus


Per costituire una onlus necessario costituire prima un'associazione o un comitato ?
Si. Infatti la qualifica di onlus solo fiscale, e viene attribuita ad enti gi esistenti. Bisogner prima
costituire una associazione o un comitato e poi chiedere l'iscrizione all'anagrafe onlus regionale.
Quel' l'organizzazione interna della onlus?
L'organizzazione la stessa prevista per le normali associazioni. Saranno quindi pervisti assemblea,
presidente e consiglio direttivo.
C' un numero minimo di soci fondatori ?
Consiglio almeno 3-4, in modo che le principali cariche del consiglio direttivo siano coperte.
Chi comanda in una onlus ?
Le onlus, come tutte le associazioni, sono dirette dal consiglio direttivo, formato dal presidente e
almeno due consiglieri.
Come evitare che estranei entrino nella onlus e pretendano di dirigerla ?
Le associazioni sono dirette dal consiglio direttivo, quindi consigliabile non fare entrare nel
consiglio i nuovi soci, di cui non si conosce l'affidabilit.
Per i nuovi soci pu essere previsto un periodo di prova e una richiesta di adesione ai principi e
scopi dell'associazione.
Quanto restano in carica gli organi dell'associazione ?
Solitamente da uno a cinque anni. Possono comunque essere rieletti.
Quali sono le attivit che pu fare una onlus?
Le onlus possono fare solamente attivit di: assistenza sociale e socio-sanitaria, assistenza sanitaria,
beneficenza, istruzione, formazione, sport dilettantistico, tutela, promozione e valorizzazione delle
cose d'interesse artistico e storico, tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, promozione
della cultura e dell'arte, tutela dei diritti civili, ricerca scientifica di particolare interesse sociale
svolta direttamente da fondazioni ovvero da esse affidata ad universit, enti di ricerca ed altre
fondazioni che la svolgono direttamente.
Alcune di queste attivit possono essere svolte solo nei confronti dei soggetti svantaggiati.
Cosa si intende per attivit connesse a quelle istituzionali?
Sono le attivit prestate ai soggetti non svantaggiati e attivit come la vendita di depliants,
magliette, oggetti di modico valore, organizzazione di concerti, rappresentazioni teatrali, da cui si
possono ricavare dei fondi tramite il pagamento di un corrispettivo.
Tali attivit connesse devono essere sempre strumentali alle attivit statutarie delle onlus e sempre
presentate come iniziative di sostegno all'attivit di solidariet sociale. Quindi, tali occasioni non
possono diventare l'attivit principale dell'ente.
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L'associazione pu chiedere un corrispettivo alle persone che partecipano alle attivit o


iniziative previste?
Si, basta che le attivit rientrino tra le 11 attivit che le onlus possono compiere o tra le attivit a
queste connesse.
A fine anno la onlus deve redigere un bilancio ?
L'associazione deve redigere annualmente un bilancio semplificato, da cui risultino in modo
semplice e chiaro entrate, uscite e attivit dell'associazione. I bilanci dovranno restare nella sede
della onlus a disposizione dei soci.
Che responsabilit hanno gli amministratori della onlus ?
Nel caso di indebito uso della qualifica onlus (cio senza essere iscritti all'anagrafe), e nel caso si
usufruiscano dei benefici fiscali senza avere i requisiti o senza rispettare i vincoli dello statuto, in
tali casi sono previste sanzioni pecuniarie per gli amministratori dell'ente.

Capitolo 4
LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE

4.1 Costituire una associazione sportiva dilettantistica


Per costituire e aprire un'associazione sportiva dilettantistica necessario sapere che tali enti
hanno come scopo la promozione dell'attivit sportiva svolta da amatori, quindi non da
professionisti. Fondamentale sar quindi la didattica e l'istruzione della disciplina sportiva nei
confronti di principianti.
Si possono definire associazioni sportive dilettantistiche quelle associazioni che svolgono attivit
sportive ritenute dilettantistiche dai regolamenti del CONI, e che vengono registrate nell'apposito
albo tenuto dal Coni. Infatti, per godere della legislazione di favore prevista per tali enti,
necessario l'iscrizione alla federazione sportiva di riferimento (o in alternativa ad un ente di
promozione sportiva), e successivamente all'albo del CONI.
Per costituire una associazione sportiva dilettantistica necessario:
1) stabilire l'attivit sportiva della futura associazione. Riunire almeno 3 soci fondatori;
2) redarre atto costitutivo e statuto dell'associazione, necessari per creare una associazione
sportiva, inserendo tutti i requisiti previsti dalla Codice Civile , dalla legge fiscale ( TUIR) e dalla

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legge 289/2002, art. 90 , che regola i requisiti delle associazioni sportive dilettantistiche. In merito
leggi gli altri articoli di questa sezione;
3) recarsi all'Agenzia delle Entrate per la registrazione dell'associazione (necessaria per ottenere i
benefici fiscali). Si dovr prima richiedere l'attribuzione del Codice Fiscale, poi pagare la tassa di
registro ed infine registrare l'associazione.
4) chiedere l'iscrizione al registro della federazione sportiva nazionale di riferimento (o ente di
promozione sportiva) e successivamente iscrivere l'associazione al registro telematico del CONI.
Solo con questa iscrizione l'associazione sportiva dilettantistica validamente costituita e pu
beneficiare delle agevolazioni fiscali. In alternativa all'iscrizione alle federazioni sportive,
l'associazione potr affiliarsi ad un ente di promozione sportiva operante a livello nazionale.
Di basa le ASD sono delle normali associazioni, a cui vanno applicate le comuni regole in tema di
organizzazione interna: saranno quindi previsti il presidente, che coordina la vita associativa, il
consiglio direttivo, che l'organo esecutivo, e l'assemblea dei soci, che approva il bilancio annuale
e nomina gli organi associativi .
Inoltre, per fondare una associazione sportiva dilettantistica, devono essere recepite nello statuto
le seguenti regole:
- obbligo di inserire nella denominazione sociale la finalit sportiva e la dizione dilettantistica;
- assenza di fini di lucro e il divieto di distribuire utili tra i soci;
- rispetto del principio di democrazia interna;
- prevedere lorganizzazione di attivit sportive dilettantistiche, con relative attivit didattiche e di
aggiornamento;
- divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre associazioni sportive nellambito
della medesima disciplina sportiva;
- gratuit degli incarichi degli amministratori (nb: i soci istruttori possono comunque essere
remunerati);
- devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento;
- obbligo di conformarsi alle norme e alle direttive del CONI nonch agli statuti e regolamenti delle
Federazioni Sportive Nazionali e dellEnte di Promozione Sportiva a cui ci si affilia;
E' quindi fondamentale una corretta redazione dello statuto e dell'atto costitutivo che, oltre a
rispettare tutte le prescrizioni legali e fiscali, dovranno prevedere le attivit essenziali perch
l'associazione possa essere considerata una ASD. In mancanza di tali elementi l'iscrizione alla
federazione sportiva o all'associazione di promozione sportiva potr essere rifiutata.

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Come gi specificato, l'associazione dovr organizzare una scuola sportiva o dei corsi rivolti ad
amatori e atleti dilettanti. I corsi potranno riguardare sia l'attivit sportiva di riferimento (calcio,
danza, box ecc.....) sia le attivit sportive connesse ( preparazione atletica, palestra ecc....).
La principale agevolazione, riguarda la non tassabilit dei corrispettivi ricevuti dai soci per
frequentare i corsi sportivi organizzati dall'associazione. In pratica l'attivit sportiva rivolta nei
confronti dei soci considerata non commerciale e per svolgerla non necessario aprire Partita
Iva .
Altro importante beneficio, riguarda la possibilit di corrispondere ai soci istruttori compensi per la
loro attivit. Tali compensi, fino ad un certo limite, non sono soggetti ad alcuna tassazione.
4.2 Lattivit di una ASD
Un'associazione sportiva dovr, com' naturale, concentrarsi sull'attivit sportiva favore dei soci, e
in particolare sull'attivit dilettantistica, cio svolta non da professionisti, ma da semplici amatori.
L'attivit sportiva comprende gare, allenamenti, corsi teorici, preparazione atletica, campo pratica
ecc........
Ricordiamo che l'attivit verso i soci defiscalizzata, sia riguardo le quote annuali, sia riguardo i
corrispettivi ricevuti dall'associazione per la frequentazione di corsi sportivi ed altre attivit
sussidiarie. Per svolgere queste attivit non necessario aprire la Partita Iva e basta il Codice
Fiscale assegnato all'associazione al momento della registrazione all'Agenzia delle Entrate.
Altre attivit come feste, gite, corsi non sportivi, vendita di vestiario, potranno essere organizzate in
forma saltuaria e non professionale.
Diverso il regime di tutte quelle entrate che non derivano dall'attivit sportiva verso i soci, come
attivit sportiva svolta verso i non associati, manifestazioni a pagamento, proventi ricevuti da
pubblicit, sponsorizzazioni, vendita di beni vari ecc..........
Queste attivit sono considerate sempre commerciali, necessitano di partita iva e su i ricavi vanno
pagate le tasse, anche se in forma agevolata.
Comunque, importante che i ricavi delle attivit commerciali siano strumentali al raggiungimento
dello scopo sociale, cio usate per finanziare l'attivit sportiva a favore dei soci. Infatti, anche questi
corrispettivi sono vincolati allo scopo dell'associazione e non possono essere distribuiti tra i soci.
Ricordiamo che le associazioni sportive dilettantistiche, a differenza delle normali associazioni,
sono qualificate per legge come enti non commerciali, cio mantengono il requisito della non
commercialit anche quando i proventi dell'attivit commerciale superino i proventi dell'attivit
sportiva dilettantistica verso i soci.

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Per le entrate derivanti da attivit commerciale si potr beneficiare del regime fiscale di favore
stabilito dalla legge n. 398/1991 (regime forfetario), quando i proventi annuali derivanti dall'attivit
commerciale non superino l'importo di 250.000 (duecentocinquantamila) .

4.3 Gestione di una ASD


Una ASD viene gestita secondo le regole organizzative di una normale associazione. Gli organi
sono il consiglio direttivo, il presidente e l'assemblea dei soci.
LAssociazione amministrata dal Consiglio direttivo, composto da membri designati fra tutti gli
associati aventi diritto al voto. Il Consiglio direttivo formato dal Presidente e da un numero di
consiglieri non inferiore a due e dura in carica quanto il presidente, per un massimo di tre o quattro
anni.
Il Consiglio direttivo si riunisce almeno una o due volte al mese, previa redazione di un verbale che
andr depositato presso la sede dell'associazione.
Sono compiti del consiglio direttivo:
a) accogliere o respingere le domande di ammissione dei soci e decidere sui provvedimenti
disciplinari;
b) decidere annualmente l'ammontare delle quote sociali e i contributi per la frequenza di corsi e
delle altre attivit organizzate dall'associazione;
c) compilare il rendiconto contabile annuale e redigere la relazione annuale al rendiconto contabile;
d) eleggere al proprio interno il presidente, il vice presidente, il segretario e il tesoriere, e la
commissione sportiva;
e) approvare il programma sportivo e culturale dellAssociazione e il programma per la
preparazione tecnica degli atleti;
f) deliberare le convocazioni dellassemblea;
g) fissare le norme per il funzionamento e lorganizzazione interna dellassociazione;
h) nominare il direttore sportivo e, sentito lo stesso, definire le norme per lutilizzo degli impianti e
delle strutture e attrezzature sportive;
i) aprire rapporti con gli istituti di credito; curare la parte finanziaria dellAssociazione; assumere
dipendenti; sottoscrivere contratti per mutui e finanziamenti e quantaltro necessario per il buon
funzionamento dellAssociazione.
Al Presidente spetta la firma e la rappresentanza legale dellassociazione di fronte ai terzi e anche
in giudizio. Vigila e cura che siano attuate le delibere del Consiglio e dellAssemblea e provvede
all'osservanza delle disposizioni statutarie ed alla disciplina sociale.

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Il Presidente pu conferire delega, sempre e solo per iscritto, ad uno o pi soci sia per singoli atti
che per categorie di atti.
LAssemblea dei soci lorgano sovrano dellassociazione. Essa composta da tutti i soci in regola
con il versamento della quota sociale e dei contributi annuali e che, alla data dellavviso di
convocazione, risultino iscritti nel libro dei soci.
L'assemblea si riunisce almeno una volta l'anno.
Lassemblea ordinaria delibera:
- lelezione del consiglio direttivo;
- lapprovazione del rendiconto contabile economico finanziario e della relazione annuale;
- sugli argomenti posti alla sua approvazione dal Consiglio direttivo.
L'assemblea straordinaria delibera:
- sulle modifiche dello statuto;
- sullo scioglimento dell'associazione;
- sulla nomina di un liquidatore.
Come per tutte le associazioni, anche alle ASD si applicano i vincoli sul patrimonio sociale, che non
pu essere distribuito tra i soci in forma di utile. Sono comunque previsti compensi per i soci
istruttori e organizzatori dell'attivit sociale.

4.4 Adempimenti di una ASD


I principali adempimenti delle associazioni sportive dilettantistiche, per una corretta e sicura
gestione dell'ente e delle attivit, sono:
- stipulare un'assicurazione per coprire i possibili infortuni dei soci nel corso dell'attivit sportiva;
-accertarsi che i tutti i soci si sottopongano, ogni anno, alla visita medica di controllo e ottengano il
certificato di sana e robusta costituzione. Copia del certificato dovr essere trattenuto
dall'associazione;
- seguire le principali prescrizioni del "Testo Unico Sulla Salute e Sulla Sicurezza sul Lavoro"
(D.Lgs 09.04.08 n. 81), che prevede:
1) individuazione del Datore di lavoro (il presidente della ASD) o il proprietario della struttura
affidata alla ASD;
2) non dovuta la designazione del RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) se
l'ASD si avvale esclusivamente di volontari, anche se rimborsati;
3) effettuare l'elaborazione del documento di valutazione dei rischi data certa - indicando
l'organigramma della societ, i rischi presenti, le misure di prevenzione e protezione collegate
all'attivit sportiva-ricreativa della ASD;
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4) il presidente deve nominare gli addetti antincendio e primo soccorso, o altrimenti svolgere
direttamente tali compiti;
5) redigere il piano di emergenza con semplici regole da applicare in caso di incendio, infortunio o
eventi sismici e meteorologici;
6) informare e formare i soci;
7) disporre di una cassetta di sicurezza contenente i presidi previsti (D.M. 388/03) copia del piano
di planimetria e numeri telefonici per emergenze;
8) consegnare i DPI (dispositivi di protezione individuale) ove previsto.
Naturalmente, la maggior parte di tali prescrizioni andranno applicate solo se la ASD si trova a
gestire direttamente un proprio spazio.

4.5 Compensi per istruttori sportivi


Secondo il TUIR Sono redditi diversi, se non costituiscono redditi da capitale o se sono
conseguiti nellesercizio di arti e professioni ..omissis.le indennit di trasferta, i
rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi ..omissis.erogati nellesercizio diretto di
attivit sportive dilettantistiche del CONI, delle federazioni sportive nazionali, da enti di
promozione sportiva e da qualunque organismo che persegua finalit sportive dilettantistiche e che
da essi sia riconosciuto inoltre Le stesse indennit, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi non
concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo
dimposta a 7.500 euro. Non concorrono altres a formare il reddito i rimborsi di spese
documentati relative al vitto, alloggio, al viaggio e ai trasporti sostenuti in occasioni di prestazioni
effettuate fuori dal territorio comunale.
Possono usufruire di tale detassazione:
- gli atleti dilettanti;
- docenti, istruttori, preparatori atletici e tecnici (anche se soci dellassociazione o membri del
consiglio direttivo);
- arbitri o giudici di gara;
- commissari di gara e cronometristi;
- dirigenti accompagnatori;
- massaggiatori, fisioterapisti ecc.
Da sottolineare che il regime di favore trova applicazione solo per i compensi, le indennit, premi
e

rimborsi forfetari corrisposti in relazione a prestazioni funzionali allattivit sportiva

dilettantistica o a manifestazioni sportive dilettantistiche.

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Quindi tali compensi, percepiti annualmente entro limporto di 7.500 euro, sono sempre esclusi da
tassazione. Per la parte accedente a tale importo e fino alla somma di 28.158,28, tali compensi
scontano una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta del 23%, mentre per la parte eccedente scontano
una ritenuta a titolo dacconto del 23%. Sempre la parte eccedente a 28.158,28 sosterr l'IRPEF in
modo ordinario nella dichiarazione dei redditi.
Inoltre, tali agevolazioni sono state ulteriormente estese ai compensi percepiti dai manutentori, cio
di quelle figure che allinterno dellassociazione si occupano della manutenzione degli impianti
sportivi o della pulizia, e ai soggetti che svolgono prestazioni di tipo amministrativo nellambito
dellassociazione, come la funzione di segreteria o di tenuta della contabilit. Comunque, da
sottolineare che questi non devono operare professionalmente, cio non devono svolgere come
principale professione queste attivit.
Riguardo invece i rimborsi spese, sostenute nellambito di attivit sportive dilettantistiche fuori dal
territorio comunale, sono in ogni caso esclusi da tassazione indipendentemente dal loro importo.
Inoltre, le medesime somme non vanno a cumularsi per il raggiungimento del limite dei 7.500 euro
previsto per i compensi, indennit e premi. E comunque da precisare che tali spese dovranno
essere documentate, cio dovranno essere depositate nella contabilit associativa le pezze
giustificative di tali esborsi (scontrini, fatture ecc.). Inoltre, tale regime vale solo per le
trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dove ha sede lassociazione.

4.6 Agevolazioni fiscali per le ASD


Le associazioni sportive dilettantistiche godono di varie agevolazioni fiscali, tra cui le seguenti
agevolazioni\esenzioni:
- non sono soggette a tassazione le quote di iscrizione e corrispettivi specifici pagati dai soci per
partecipare alle attivit e ai corsi sportivi organizzati dall'associazione;
- le ASD sono qualificati enti non commerciali per legge, cio mantengono questo requisito anche
quando i proventi dell'attivit commerciale (pubblicit, sponsorizzazioni, attivit verso terzi non
soci) superino i proventi ricavata dall'attivit sportiva dilettantistica verso i soci;
- per i proventi ricavati dall'attivit commerciale possibile usufruire del regime agevolato previsto
dalla legge 398/1991. Tale agevolazione fiscale prevede una notevole riduzione degli adempimenti
contabili e il pagamento delle imposte dirette e dellIVA in modo forfetario;
- i compensi corrisposti a sportivi, soci istruttori e soci che svolgono servizi amministrativi e di
segreteria sono detassati, con la possibilit di erogare fino a 7.500 euro annui in esenzione fiscale,
mentre per cifre superiori prevista una tassazione al 23%;

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- possibilit di dedurre le erogazioni liberarli a favore dell'associazione sportiva, fino ad un


massimo del 19% del reddito annuo, e per un importo complessivo non superiore a 1500 euro;
- completa deducibilit, a favore dell'impresa erogatrice, delle spese di pubblicit effettuate tramite
ASD, mentre le spese di sponsorizzazione vengono considerate spese di pubblicit fino ad un
massimo di euro 200.000,00 e sono quindi egualmente deducibili;
- ammissione ai fondi derivanti dal 5x1000, se l'associazione svolge attivit a favore di giovani,
anziani e soggetti fisicamente svantaggiati.
E' per possibile beneficiare di tali agevolazioni fiscali solo con una corretta redazione dello
statuto, che deve prevedere i rigorosi requisiti previsti dalla legislazione tributaria.
Le associazioni sportive dilettantistiche possono diventare ONLUS solo nel caso svolgano attivit
verso soggetti svantaggiati, cio disabili e particolari categorie di soggetti (es. detenuti, ex
tossicodipendenti e simili).

4.7 Finanziamenti per le ASD


Le associazioni sportive dilettantistiche recuperano i fondi per finanziare la loro attivit in vari
modi:
1) la quota di iscrizione, annualmente conferita dai soci all'associazione, necessaria per fare parte
dell'associazione e per avere diritto di voto nell'assemblea ;
2) eventuali contributi ulteriori, richiesti ai soci dal consiglio direttivo dell'associazione, per fare
fronte ai costi di gestione;
3) le donazioni, effettuate dai soci o da terzi, o eventuali contributi di comuni, province, regioni,
enti pubblici ecc....;
4) i corrispettivi versati dai soci per partecipare a determinate attivit organizzate dall'associazione,
come corsi sportivi, pratici o teorici, e attivit connesse alla pratica sportiva, come preparazione
atletica, uso di palestre, massaggi ecc.... In tal caso, le somme ricavate vengono considerate non
imponibili solo se lo statuto rispetta i principi fissati dalla legge;
5) i corrispettivi ricavati dall'attivit commerciale organizzata dall'associazione, cio i proventi
ricavati da corsi sportivi verso terzi non soci, affitto di attrezzature e impianti a terzi non soci,
proventi derivanti da gare, pubblicit, sponsorizzazione.
6) i fondi derivanti dal 5 x mille, se l'associazione sportiva svolge attivit a favore di giovani,
anziani o soggetti svantaggiati.
7) quanto ricavato da raccolte pubbliche di denaro, che possono essere organizzate saltuariamente
durante l'anno.

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I fondi raccolti andranno depositati nel c\c intestato all'associazione, che solitamente gestito dal
presidente e dal tesoriere.
E' importante ricordare che tutto il denaro raccolto andr utilizzato per la promozione dell'attivit
sportiva svolta dalla ASD.
E' inoltre necessario ricordare che i soci non potranno prendere senza giustificazione dei fondi dal
c\c della ASD. Infatti, ai soci sono riconosciuti dei corrispettivi solo come rimborsi spesa o
compensi per l'attivit di istruttore sportivo, servizi di segreteria, manutentore, arbitro ecc....

4.8 Domande frequenti sulle ASD


Qual' la procedura per costituire una associazione sportiva dilettantistica ?
E' prima necessario redarre atto costitutivo e statuto dell'associazione (con determinati requisiti
fiscali e legali), poi registrare l'associazione all'agenzia delle entrate. Successivamente occorre
chiedere l'iscrizione dell'associazione alla federazione sportiva di riferimento (o ente di promozione
sportiva) e, infine, iscrivere l'ente al Coni.
Quel' l'organizzazione interna di una a.s.d.?
L'organizzazione la stessa delle associazioni (o comitati) con le stesse regole. Saranno quindi
previsti assemblea, presidente e consiglio direttivo.
C' un numero minimo di soci fondatori ?
Consiglio almeno 3-4, in modo che le principali cariche del consiglio direttivo siano coperte.
Chi comanda in una a.s.d. ?
Le onlus, come tutte le associazioni, sono dirette dal consiglio direttivo, formato dal presidente e
almeno due consiglieri.
Come evitare che estranei entrino nella a.s.d. e pretendano di dirigerla ?
Le associazioni sono dirette dal consiglio direttivo, quindi consigliabile non fare entrare nel
consiglio i nuovi soci di cui non si conosce l'affidabilit. Per i nuovi soci pu essere previsto un
periodo di prova e una richiesta di adesione ai principi e scopi dell'associazione.
Quanto restano in carica gli organi dell'associazione ?
Solitamente da uno a cinque anni. Possono comunque essere rieletti.
L'associazione pu chiedere un corrispettivo ai soci che partecipano a corsi o attivit
sportive?
Si, ma il corrispettivo pu essere chiesto solo ai soci iscritti all'associazione e solo per attivit
sportive.
L'associazione pu fare attivit commerciale verso i terzi non soci ?

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Si. E' attivit commerciale tutte le attivit, sportive e non, verso i terzi non soci ( manifestazioni in
cui si fa pagare biglietti, attivit svolta verso i non associati, sponsorizzazioni, vendita di beni vari, e
tutte le altre possibile entrate ecc..) Per svolgere frequentemente tali attivit l'associazione deve
aprire P Iva e pagare le relative tasse, anche se in forma agevolata.
A fine anno la A.s.d deve redigere un bilancio ?
L'associazione deve redigere annualmente un bilancio semplificato, da cui risultino in modo
semplice e chiaro entrate, uscite e attivit dell'associazione. I bilanci dovranno restare nella sede a
disposizione dei soci.
Che responsabilit hanno gli amministratori della A.s.d ?
La normale responsabilit del presidente e del consiglio direttivi verso i debiti dell'associazione.

Capitolo 5
I COMITATI

5.1 Come costituire un comitato


Ecco le indicazioni per costituire e aprire un comitato (ricordo che non serve l'assistenza di un
notaio):
1) stabilire lo scopo specifico del comitato e riunire almeno 3 soci fondatori;
2) redarre atto costitutivo e statuto del comitato, (necessari per aprire un comitato) inserendo tutti
i requisiti previsti dalla Codice Civile e dalla legge fiscale ( TUIR). In merito leggi gli altri articoli
di questa sezione;
3) recarsi all'Agenzia delle Entrate per la registrazione del comitato (necessaria per ottenere i
benefici fiscali). E' necessario chiedere l'attribuzione del Codice Fiscale, poi pagare la tassa di
registro ed infine registrare il comitato;
4) una volta registrato, avete terminato la procedura per costituire il comitato, che da quel
momento potr iniziare la sua attivit.
Un gruppo di persone decide di costituire un comitato per la realizzazione e il sostegno di
un'iniziativa precisa, uno scopo determinato e non generico, come invece potrebbe essere quello di
un'associazione. Il comitato, si propone di creare un collegamento tra l'associazione e i terzi, che
vogliono sostenere lo scopo del comitato. Questo persegue finalit etiche-solidaristiche, e si pone
come un ente che mira al conseguimento di obbiettivi rilevanti dal punto di vista sociale o di
interesse pubblico (anche quando a beneficiarne un'unica persona).
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Il comitato pi frequente quello promotore, nel quale i componenti si propongono lo scopo di


raccogliere i fondi necessari per raggiungere un determinato scopo, mediante pubbliche
sottoscrizioni. Lo scopo pu essere dei pi vari: sostegno a persone ammalate, tutela dell'ambiente e
del paesaggio, tutela di luoghi culturali, comitati di protesta, comitato per promuovere una
determinata iniziativa culturale ecc .....
Il patrimonio del comitato costituito dalle offerte dei terzi per il perseguimento dello scopo
annunciato. Dopo essere stato costituito, il comitato deve annunciare al pubblico il suo programma,
e rendere nota la sua esistenza, i suoi scopi e come intende raggiungerli, sollecitando i terzi a
compiere le donazioni necessarie per finanziarlo. Inoltre, deve sempre mantenere invariato lo scopo
per cui raccoglie fondi, e non pu mai modificarlo, per evitare un abuso della pubblica fiducia.
Solitamente nell'ambito dell'attivit del comitato, si usa distinguere due categorie di persone. 1) i
promotori, cio le persone che l'hanno costituito e lo gestiscono 2) i sottoscrittori, cio i terzi che
ne condividono lo scopo e versano delle oblazioni (donazioni) per finanziarlo. Quest'ultimi non
devono necessariamente far parte o essere soci del comitato, ponendosi nei confronti di questo
come terzi. Il loro rapporto con il comitato si esaurisce con l'oblazione, con cui perdono
definitivamente la disponibilit dei soldi o delle cose donate, senza nessuna possibilit di chiederne
la restituzione. Inoltre, i sottoscrittori non hanno alcun potere di controllo sulla gestione del
comitato e sulla effettiva realizzazione dello scopo.
Tutti i fondi raccolti per il conseguimento dello scopo del comitato non sono soggetti a tassazione.
Tale regime di favore per subordinato ad una corretta redazione dello statuto, che deve prevedere
i requisiti richiesti dalla legislazione tributaria.
Spetta esclusivamente allo stato vigilare mediante i suoi organi, perch non si verifichino abusi
della pubblica fiducia.
Il comitato, al suo interno, funziona come una associazione e ha organi simili a quelli di una
associazione: l'assemblea, gli organizzatori (o consiglio direttivo), il presidente, il revisore dei conti.
A differenza delle associazioni, tutti i componenti del comitato rispondono solidalmente e
personalmente delle obbligazione assunte per il conseguimento dello scopo. Questa si chiama
responsabilit solidale dei membri del comitato, che tutela gli interessi dei creditori che vantano, nei
confronti del comitato, dei crediti che non sono stati pagati.
Inoltre, il comitato non pu svolgere attivit a pagamento nei confronti i suoi soci, attivit invece
permessa nelle associazioni.
Oltre la normale attivit di raccolta fondi, potranno essere comunque previste lo svolgimento di
attivit commerciali marginali, strumentali al raggiungimento dello scopo del comitato, come
vendita di beni di modico valore e organizzazione di eventi pubblici utili alla raccolta dei fondi.
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Tutti infondi raccolti, andranno naturalmente spesi per sostenere e raggiungere la finalit dell'ente.

5.2 Domande frequenti sui comitati


Atto costitutivo e statuto sono due atti distinti?
Si. L'atto costitutivi riguarda la volont dei soci fondatori di costituire il comitato, mentre lo statuto
riguarda le regole di gestione e funzionamento dell'ente.
C' un numero minimo di soci fondatori ?
Consiglio almeno 3-4, in modo che le principali cariche del consiglio direttivo siano coperte.
Serve il notaio per costituire un comitato ?
No. Basta registrare atto costitutivo e statuto all'Agenzia delle Entrate
Quel' lo scopo del comitato ?
Solitamente lo scopo del comitato quello di raccogliere fondi (prevalentemente donazioni) per un
preciso e determinato scopo, o quello di salvaguardare e proteggere un determinato bene naturale,
culturale ecc.... Si differenzia quindi dall'associazione il cui scopo solitamente pi generico, come
quello di offrire un servizio o delle attivit ai soci.
Lo scopo del comitato deve essere sempre palese e dichiarato pubblicamente.
Il comitato pu chiedere un corrispettivo ai soci che partecipano alle attivit o iniziative
previste? Pu fare attivit commerciale verso terzi non soci ?
Visto che, a differenza delle associazioni, l'attivit di un comitato non rivolta verso i soci ma
rivolta alla raccolta di fondi per il conseguimento di un determinato scopo, le eventuali attivit o
servizi a pagamento verso i soci potranno essere proposte solo per finanziare lo scopo
dell'associazione.
E' possibile prevedere diversi diritti e poteri per le varie categorie di soci ?
No. In un comitato i soci hanno uguali diritti e doveri
Chi comanda in un comitato ?
I comitati, come le associazioni, sono diretti dal consiglio direttivo, formato dal presidente e almeno
due consiglieri.
Come evitare che estranei entrino nel comitato e pretendano di dirigerla ?
I comitati sono diretti dal consiglio direttivo, quindi consigliabile non fare entrare nel consiglio i
nuovi soci di cui non si conosce l'affidabilit. Per i nuovi soci pu essere previsto un periodo di
prova e una richiesta di adesione ai principi e scopi del comitato.
Quanto restano in carica gli organi del comitato ?
Solitamente da uno a cinque anni. Possono comunque essere rieletti.
Il comitato pu aprire un conto corrente ?
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Si. Dal momento della registrazione il comitato titolare di un C.F. con cui pu aprire un c\c gestito
dal presidente o dal tesoriere.
Il comitato pu svolgere pubblica raccolta fondi o vendere oggetti di modico valore per
finanziarsi?
Si.
Il comitato pu svolgere la sua attivit tramite un'organizzazione imprenditoriale ?
No, non pu mai farlo.
A fine anno il comitato deve redigere un bilancio ?
Il comitato deve redigere annualmente un bilancio semplificato, da cui risultino in modo semplice e
chiaro entrate, uscite e attivit dell'associazione. I bilanci dovranno restare nella sede del comitato a
disposizione dei soci.
Il comitato deve presentare dichiarazione dei redditi ?
No, se si limita a svolgere l'attivit statutaria di raccolta fondi
Si, se svolge anche attivit a pagamento verso terzi non soci.
Chi risponde di eventuali debiti del comitato?
A differenza delle associazioni, tutti i componenti del comitato rispondono solidalmente e
personalmente delle obbligazione assunte per il conseguimento dello scopo. Questa si chiama
responsabilit solidale dei membri del comitato, che tutela gli interessi dei creditori che vantano, nei
confronti del comitato, dei crediti che non sono stati pagati.

Capitolo 6
I CIRCOLI

6.1 Come costituire un circolo


Questi sono i passaggi necessari per costituire di un circolo (ricordo che non necessario
l'intervento di un notaio):
1) stabilire lo scopo della futura associazione e la sua attivit specifica;
2) riunire almeno 3 soci fondatori;
3) preparare atto costitutivo e statuto dell'associazione (necessari per aprire un circolo) inserendo
tutti i requisiti previsti dalla Codice Civile e dalla legge fiscale.
5) recarsi all'Agenzia delle Entrate per la registrazione dell'associazione (necessaria per ottenere i
benefici fiscali) e la richiesta di codice fiscale;

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6) affiliare lassociazione ad un ente di promozione sociale a carattere nazionale. Solo con tale
affiliazione il circolo potr svolgere determinate attivit, quale la somministrazione di alimenti e
bevande ai soci.
Una volta che lassociazione sar affiliata, avete terminato la procedura per creare un circolo.
La differenza con le semplici associazioni e che nella sede (cio il circolo) possibile gestire un
bar che somministri alimenti e bevande, comunque riservato esclusivamente ai soli soci tesserati e
previa autorizzazione da parte del comune. I proventi derivati da tali attivit non sono considerate di
natura commerciali, quindi non fiscalmente imponibili.
In merito, si evidenzia che l'attivit principale del circolo non pu mai ridursi alla sola
somministrazione di bevande, ma deve consistere nell'attivit prevista nello statuto (culturale,
ricreativa, sportiva ecc...), e che tale somministrazione deve comunque essere legata allo
svolgimento dello scopo dell'associazione. Nel circolo si potranno anche svolgere attivit
spettacolistiche e di intrattenimento, come rappresentazioni teatrali e cinematografiche, concerti,
feste ecc
Le associazioni affiliate ad enti di promozione sociale sono anche autorizzate ad esercitare attivit
turistiche e ricettive per i propri associati. Per tali attivit le associazioni sono comunque tenute a
stipulare polizze assicurative secondo la normativa vigente.
I circoli possono anche promuovere: organizzare spettacoli teatrali e musicali, organizzare mostre,
convegni ed altri eventi culturali, organizzare tornei ricreativi e sportivi, gestire servizi di
ristorazione, sempre a favore dei loro soci.
Il ricavato di tali attivit svolte a favore dei soci non soggetto a tassazione, ad esclusione delle
attivit turistiche e ricettive.
Inoltre, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti dei familiari conviventi degli
associati sono equiparate, ai fini fiscali, a quelle rese agli associati (cio non imponibili).
Naturalmente, come per tutte le associazioni, sussiste il divieto di distribuzione degli utili, e
l'eventuale residuo di cassa dovr essere accantonato o reinvestito nell'attivit dell'associazione. E'
comunque possibile corrispondere compensi ai soci amministratori dell'ente o assumere personale
dipendete, anche tra i soci.
I locali ove si svolge la somministrazione di bevande e alimenti devono essere presso la sede del
circolo, non devono avere accesso diretto a strade, piazze e luoghi pubblici e non possono esporre
all'esterno insegne pubblicitarie.
Gli stessi locali dovranno essere in possesso dell'autorizzazione sanitaria per la somministrazione di
alimenti e bevande e dovranno anche essere rispettate le regole sulla corretta conservazione igienica

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dei prodotti alimentari. E' inoltre necessario richiedere la licenza UTIF (licenza fiscale di vendita e
deposito di alcolici).
Per le attivit di proiezione cinematografica e diffusione musicale, sussiste l'obbligo di pagare i
diritti d'autore alla SIAE.
Sono inoltre possibili lo svolgimento di giochi leciti e carte da tavolo, giochi elettronici e biliardi e
biliardini, sempre previa autorizzazione comunale e l'organizzazione di lotterie, tombole, pesche di
beneficenza, per finanziare l'associazione, previa comunicazione al prefetto e al sindaco.

6.2 Autorizzazioni per i circoli


Per i circoli che vogliono somministrare alimenti e bevande vale la disciplinata dalla legge 287/91,
che si applica anche agli spacci interni delle associazioni, oltre allobbligo di dotarsi della relativa
autorizzazione comunale, ai sensi dellart. 86 c. 2 del TULPS, concessa in base allesame di alcuni
requisiti di tipo urbanistico\edilizio e sanitario.
Il rilascio dellautorizzazione comunale subordinato al possesso, da parte del circolo richiedente,
di alcuni requisiti, quali:
- la produzione del certificato penale e carichi pendenti del presidente dellassociazione:
- le autorizzazioni igienico sanitarie per i locali e per i soggetti addetti alla produzione e alla vendita
di sostanze alimentari e bevande;
- la presenza dei requisiti di sorvegli abilit del locale secondo le disposizioni emanate dal ministro
dellinterno;
- la conformit della destinazione duso degli immobili in cui si intende esercitare lattivit di
somministrazione.
Lassociazione deve presentare domanda di autorizzazione ai competenti uffici comunali. La
domanda si sostanzia in una denuncia di inizio attivit, in cui si attesta la sussistenza dei presupposti
previsti dalla legge. Il legale rappresentante dellassociazione dovr dichiarare:
- lente di promozione a cui lassociazione affiliata;
- il tipo di attivit che il circolo intende svolgere;
- la sede e la superficie dei locali del circolo associativo;
- il rispetto delle condizioni previste dallart 148 del D.P.R. 917/1986;
- che il locale dove viene esercitata la somministrazione conforme alle norme in materia edilizia,
igienico sanitaria e ai criteri di sicurezza imposti dal Ministero dellInterno ai sensi della legge
25.08.1991 n. 287.
Presentata la denuncia di inizio attivit, con tutta la documentazione necessaria, il comune
provveder a trasmetterla alla ASL competente per il rilascio del parere di idoneit sanitaria.
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Dalla presentazione della denuncia il comune ha un termine perentorio di 60 giorni per concedere
lautorizzazione o per negarla. Decorso tale termine senza una formale comunicazione di diniego,
lautorizzazione si intende concessa. Leventuale diniego dovr invece essere motivato e potr
essere oggetto di impugnazione al TAR regionale.
Da rilevare che quando la somministrazione di alimenti e bevande svolta direttamente dal circolo
non necessaria liscrizione al REC presso la camera di commercio.
Altre prescrizioni riguardano i requisiti di sorvegliabilit dei locali:
- i locali non devono avere accesso diretto a strade, piazze o altri luoghi pubblici (ma spesso
sufficiente che ci sia una doppia porta daccesso);
- allesterno dei locali non possono essere apposte insegne, targhe o altre indicazioni che
pubblicizzino lattivit del circolo.
Oltre alla somministrazione di alimenti e bevande, nel circolo possibile organizzare attivit i
intrattenimento, quali rappresentazioni teatrali e cinematografiche, feste, scuole di ballo, concerti
ecc.. Per svolgere tali attivit necessario il rispetto della normativa sui pagamenti dei diritti
dautore (SIAE) e degli oneri assistenziali e previdenziali per gli artisti retribuiti (ENPALS).
Inoltre sono necessarie:
- la licenza per pubblici intrattenimenti;
- la licenza per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, accademie, feste da ballo e altri simili
spettacolo;
- la licenza di agibilit per teatri o luoghi di pubblico spettacolo
- lautorizzazione del prefetto riguardo la sicurezza nei locali di pubblico spettacolo
Da rilevare che la grande maggioranza dei circoli possono svolgere attivit di intrattenimento senza
lautorizzazione di pubblica sicurezza, dotandosi dei certificati di prevenzioni incendi da richiedere
al comando provinciale dei vigili del fuoco.

Capitolo 7
ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO
7.1 Costituire unassociazione di volontariato
Per costituire ed aprire una associazione di volontariato (o organizzazione di volontariato)
necessario:
- riunire almeno 3 soci fondatori e stabilire la specifica attivit dell'associazione;

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- redarre atto costitutivo e statuto dell'associazione, (necessari per aprire una associazione di
volontariato) inserendo tutti i requisiti previsti dalla Codice Civile e dalla legge fiscale ( TUIR);
- registrare l'associazione presso l'Agenzia delle Entrate. In tale occasione, l'associazione ricever
anche un proprio C.F.;
- fare domanda, presso la regione di competenza, per l'iscrizione dell'associazione nel registro delle
organizzazioni di volontariato;
- dopo aver proceduto alla registrazione, avrete terminato la procedura per costituire una
associazione di volontariato, che potr iniziare la sua attivit.
Sono associazioni di volontariato tutti quegli enti liberalmente costituiti allo scopo di svolgere
esclusivamente attivit di solidariet sociale, e senza fini di lucro, che si avvalgono in modo
determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri soci.
Le organizzazioni di volontariato possono avere varie forme giuridiche ( la pi comune
l'associazione non riconosciuta), purch compatibili con lo scopo solidaristico.
Secondo il legislatore, l'attivit di volontariato "quella prestata in modo personale, spontaneo e
gratuito, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed
esclusivamente per fini di solidariet".
L'attivit delle associazioni di volontariato (anche dette Odv) quindi prevalentemente rivolta
all'esterno, e non solo ai propri soci. La legge non pone limiti ai tipi di attivit che possono essere
svolte dalla Odv, ma tali attivit sono di regola limitate dalle regioni (solitamente sono previste
attivit verso persone socialmente e fisicamente svantaggiate e bisognose)
L'attivit del volontariato non pu essere retribuita in alcun modo. Ai soci possono per essere
rimborsate le spese sostenute per l'attivit prestata, entro limiti preventivamente stabiliti.
La qualit di volontario incompatibile con qualsiasi forma di lavoro subordinato o autonomo e con
ogni altro rapporto di natura patrimoniale con l'organizzazione di cui il volontario fa parte.
Da notare che sono i soci che prestano la loro attivit gratuitamente, mentre la Odv come ente pu
chiedere nei confronti di terzi un corrispettivo per l'attivit svolta. Inoltre, non escluso che tramite
i suoi volontari l'odv possa esercitare attivit commerciali verso terzi. Comunque tali attivit
devono essere sempre strumentali agli scopi della Odv e non esaurire l'attivit dell'ente.
Le associazioni di volontariato possono avvalersi di lavoratori dipendenti o autonomi nei limiti
strettamente necessari alla realizzazione del loro attivit e scopo sociale. Comunque, l'attivit
gratuita prestata dai soci deve essere sempre prevalente rispetto a quella dei dipendenti esterni.
Per essere considerata associazione di volontariato, lo statuto deve indicare espressamente: l'assenza
di fini di lucro, la democraticit della struttura, l'elettivit e la gratuit delle cariche associative, la
gratuit delle prestazioni degli aderenti e l'esplicitazione dei criteri della loro ammissione ed
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esclusione, i diritti e gli obblighi degli aderenti medesimi, l'obbligo della formazione del bilancio e
le modalit di approvazione dello stesso da parte dell'assemblea degli aderenti.
L'organizzazione interna delle associazioni di volontariato uguale a quella delle normali
associazioni..
La normativa sugli adempimenti contabili e fiscali e la redazione del bilancio sono simili a quelle
previste per tutte le associazioni. Le Odv iscritte nei registri regionali possono acquistare beni
immobili e mobili registrati per l'esercizio della loro attivit, e accettare donazioni e lasciti
testamentari.
Le regioni e le provincie autonome tengono un registro delle organizzazioni di volontariato, la cui
iscrizione non obbligatoria, ma necessaria per accedere a contributi pubblici, stipulare
convenzioni e godere dei benefici fiscali previsti dalla legge. Inoltre le Odv iscritte a tali registri
diventano Onlus di diritto nel caso non esercitino attivit commerciali diverse da quelle prettamente
marginali. In tal caso la Odv beneficia del regime di maggior favore previsto per le Onlus.
Le regioni e le provincie autonome possono sempre verificare la sussistenza dei requisiti per le Odv
e l'effettivo svolgimento dell'attivit di volontariato. Da precisare che gli uffici regionali hanno un
potere discrezionale nell'iscrivere l'associazione nel relativo registro. E' quindi consigliabile farsi
seguire da un esperto, per non vedersi rifiutata la domanda di iscrizione.
Le organizzazioni di volontariato sono esenti dall'imposta di bollo e di registro. Le quote associative
corrisposte dai soci non formano reddito imponibile. Inoltre, le donazioni e le attribuzioni di eredit
sono esenti da ogni imposta. Gli eventuali corrispettivi che l'associazione riceve per la propria
attivit di solidariet sociale, sono esenti da Iva.
Inoltre, i proventi derivanti da attivit commerciali e produttive marginali non costituiscono redditi
imponibili quando sia documentato il loro totale impiego per gli scopi sociali. Questo possibile
quando le attivit commerciali e produttive marginali siano poste in essere dai volontari, siano
occasionali e non organizzate in forma d'impresa, e i fondi raccolti siano impiegati per finanziare
l'attivit di solidariet sociale.

Capitolo 8
NORMATIVA FISCALE

8.1 Adempimenti fiscali


Il primo adempimento fiscale quando si costituisce un ente no profit (associazioni, onlus,
associazioni sportive, comitati) registrare atto costituivo e statuto all'agenzia delle entrare della

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citt dove ha sede l'ente. La registrazione ha un costo di 168 euro pi bolli (esenti da tali spese
onlus e associazioni di volontariato).
Un ulteriore adempimento fiscale l'invio de modello EAS, sempre all'agenzia delle entrate, entro
60 giorni dalla costituzione dell'ente. Con questo modello si risponde ad una serie di domande
sull'attivit dell'ente e sui suoi requisiti fiscali. In base a ci che viene dichiarato, l'agenzia potr
effettuare controlli a campione sulla corretta applicazione della normativa fiscale per gli enti no
profit.
Riguardo poi gli adempimenti fiscali che riguardano la vita dell'ente, necessario distinguere:
- l'ente svolge solo attivit istituzionale, quindi nel caso delle associazioni solo l'attivit prevista a
favore dei soci, nel caso delle associazioni sportive solo attivit sportiva, sempre a favore dei soci, e
nel caso delle onlus e associazioni di volontariato solo attivit di solidariet sociale. In tali casi il
principale obbligo la redazione del bilancio annuale e della relazione illustrativa, atti che
comunque rimangono depositati presso la sede dell'ente. E' inoltre sempre consigliabile la tenuta di
fogli cassa, per annotare periodicamente le entrate e le uscite dell'ente. Oltre a questo, necessaria
la tenuta del libro dei soci e dei libri delle adunanze dell'assemblea e consiglio direttivo (ove tenere
i rispettivi verbali).
- l'ente svolge anche attivit commerciale o attivit connessa, quindi nel caso delle associazioni
attivit a pagamento verso terzi non soci, nel caso di associazioni sportive attivit sportive (o non) a
pagamento verso terzi non soci, nel caso di onlus e associazioni di volontariato attivit connesse a
quelle di solidariet sociale.
Riguardo le associazione e le associazioni sportive, se l'attivit commerciale svolta in modo non
saltuario, si dovr aprire P Iva e tenere tutte le scritture contabili previste per le attivit commerciali.
Dovranno inoltre denunciare al fisco queste entrate, tramite il "Modello unico - Enti non
commerciali".
Riguardo le onlus e le associazioni di volontariato, i proventi delle attivit connesse non vengono
tassati, ma tali attivit devono essere saltuarie e l'ente deve comunque tenere le scritture contabili
previste per le attivit commerciali.

8.2 Obblighi contabili


Le associazioni e gli altri enti no profit (associazioni sportive, onlus, comitati), hanno alcuni
obblighi contabili il cui corretto assolvimento fondamentale sia per una buona gestione dell'ente,
sia per godere dei benefici fiscali ed essere in regola con le relative normative.

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La tenuta dei documenti contabili spetta al presidente e in genere al consiglio direttivo. Tali
documenti (almeno per quanto riguarda l'attivit non commerciale) dovranno essere depositati nella
sede sociale e rimanere a disposizione di tutti i soci.
In base a quanto risulta da tali documenti (o da quanto non risulta) potrebbero essere elevate delle
contestazioni riguardo l'attivit dell'ente e il suo regime fiscale.
La prima accortezza sar la tenuta di un registro inventario, dove elencare tutti i beni
dell'associazione o dell'ente. Qui andranno registrati almeno i beni di un certo valore.
Fondamentale poi la tenuta di fogli cassa periodici ( a cadenza giornaliera, settimanale o
mensile). In tali fogli verranno annotate tutte le entrate e le uscite di cassa, con relativa casuale,
riferibili ad un certo periodo di tempo. La tenuta dei fogli cassa permetter poi la redazione di un
veritiero e ordinato bilancio annuale.
La redazione del bilancio annuale (o rendiconto contabile) uno degli obblighi principali per tutti
gli enti enti no profit (associazioni, onlus, associazioni sportive ).
Ogni anno il consiglio direttivo deve predisporre il bilancio dell'ente, dal quale devono risultare
con chiarezza e precisione le entrate suddivise per voci analitiche, i beni, i contributi, i lasciti
ricevuti, le spese e gli oneri sostenuti.
Non si tratta di un vero e proprio bilancio, ma di una serie ordinata di valori in dare e avere . Se il
bilancio in attivo, la chiusura di questo non deve dare un utile, ma solo una voce positiva in avere
da riportare nel rendiconto dell'anno successivo. Da evidenziare che i proventi dell'attivit
istituzionale devono essere rigorosamente separati e distinti dai proventi dell'eventuale attivit
commerciali dell'ente.
Il bilancio deve essere accompagnato da una relazione illustrativa (o bilancio di missione)
predisposta dal consiglio direttivo, che dia testimonianza delle attivit dell'associazione, degli eventi
e delle iniziative organizzate.
La redazione del bilancio economico e di missione, pu essere un momento molto delicato, visto
che in base a quanto riportato in questi documenti potrebbero essere eccepite irregolarit fiscali e il
mancato rispetto della normativa sugli enti in esame. In particolare, nel caso di eventuali compensi
a vario titolo ricevuti da soci, dai documenti dovr risultare una precisa giustificazione di tali
corrispettivi. Particolare attenzione anche nel caso di esercizio attivit commerciali o di attivit
associative che possono essere "sospettate" come tali.
Entrambi i documenti devono essere sottoposti allapprovazione dellAssemblea entro e non oltre
quattro mesi dalla chiusura dellesercizio sociale. Il bilancio e la relazione devono essere depositati
presso la sede sociale nei quindici giorni precedenti la data fissata per la loro approvazione, a
disposizione di tutti i soci.
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Riguardo l'attivit commerciale di associazioni e associazioni sportive, in tali casi sar necessario
aprire P Iva (tranne per la attivit occasionali) e tenere le scritture contabili relative alle normali
attivit commerciali.
Riguardo le onlus, queste dovranno tenere la contabilit fiscale per le attivit connesse, anche se
queste sono esenti da tassazione.

8.3 Corrispettivi per amministratori


La possibilit di versare corrispettivi ad amministratori e organi sociali degli enti no profit
(associazione,onlus, associazione sportiva, comitati e fondazioni) a fronte del loro impegno profuso
nell'ente, certamente un punto molto delicato.
Infatti, uno dei principi cardini degli enti associativi il divieto di distribuzione di utili tra i soci.
Quindi, dei compensi versati in maniera non giustificata potrebbero nascondere, o essere
considerati, come un'indiretta distribuzione degli utili. Ci potrebbe far perdere all'ente il requisito
della non commercialit e tutte le agevolazioni fiscali. A tal proposito, la redazione dello statuto
un momento molto delicato, che necessita di studio sull'assetto dell'ente e di opportuna assistenza,
al fine di evitare successive problematiche (anche di tipo fiscale).
In generale, i compensi versati a amministratori e gestori possono essere erogati solo per le attivit
o impegni effettivamente svolti. Tali attivit dovranno essere documentate nel rendiconto annuale e
nell'allegato bilancio di missione, che dovranno riportare dei parametri quantitativi per "misurare"
l'attivit effettivamente svolta (numero riunioni, trasferte, redazione progetti ecc......). La redazione
di tali documenti un momento delicato, dato che in base a quanto riportato potrebbero essere
eccepite contestazione inerenti alla disciplina fiscale e normativa degli enti no profit.
In particolare, dovr essere valutata volta per volta la posizione di quei soci che ricevono dall'ente
compensi o corrispettivi a vario titolo ( come amministratore, istruttore, locatore ecc...). I compensi
devono essere comunque proporzionati all'attivit svolta, all'ampiezza della base sociale e al volume
delle entrate dell'associazione. Non essendoci per un parametro o una regola univoca, la situazione
andr sempre esaminata in concreto.
In ogni caso, sono considerati indebita distribuzione di utili:
1) la cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate dall'associazione verso soci, partecipanti,
fondatori o organi amministrativi, a condizioni pi favorevoli delle normali condizioni di mercato.
2) l'acquisto di beni o servizi, offerti o prestate dai soci, a condizioni pi favorevoli delle normali
condizioni di mercato.
3) la corresponsione di prestiti all'associazione, con un tasso di interessi superiore di oltre 4 punti al
tasso ufficiale di sconto.
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4) l'assunzione di soci come lavoratori dipendenti, con un salario superiore del 20% a quello
previsto dai contratti collettivi di lavoro di riferimento
5) il riconoscimento a gestori e organi associativi di un corrispettivo superiore a quello massimo
previsto per il presidente del collegio sindacale delle societ per azioni
Diversamente, sono sempre possibili rimborsi spesa e indennit di trasferta, per le spese
effettivamente documentate dai soci e dagli amministratori nell'ambito delle attivit
dell'associazione (anche in tal caso per necessaria una ragionata redazione dello statuto e dei
bilanci annuali) .
Ricordiamo che per le associazioni di volontariato espressamente vietata dalla legge la possibilit
di corrispondere compensi a soci e amministratori, essendo possibili solo rimborsi spesa.

8.4 Perdita della qualifica di ente no profit


Le associazioni, e in genere tutti gli enti no profit, devono svolgere prevalentemente attivit non
commerciale, cio attivit rivolta ai soci, e non indistintamente rivolta a terzi.
Gli enti no profit possono svolgere attivit commerciale (pubblicit, vendita di beni o attivit a
pagamento nei confronti di terzi non soci), ma tale attivit non deve mai essere prevalente rispetto
all'attivit statutaria rivolta ai soci. Questo anche se i proventi dell'attivit commerciale vengono
utilizzati unicamente per finanziare l'ente.
Quindi, indipendentemente dalle previsioni statutarie, l'ente perde la qualifica di ente non
commerciale qualora eserciti prevalentemente attivit commerciale per un intero periodo d'imposta.
Questo comporta la perdita di tutti i benefici fiscali di cui l'associazione si avvale, anche per le
attivit rivolte verso i soci.
Dovranno quindi essere sottoposte ad attenta valutazione le attivit associative che potrebbero
essere considerate o "sospettate" come vere e proprie attivit commerciali (ad esempio perch
organizzate in forma d'impresa).
Comunque, ai fini della qualificazione commerciale dell'ente sono stati elaborati alcuni parametri:
a) la prevalenza delle immobilizzazioni relative all'attivita' commerciale, al netto degli
ammortamenti, rispetto alle restanti attivita';
b) la prevalenza dei ricavi derivanti da attivita' commerciali rispetto al valore normale delle cessioni
o prestazioni riguardo le attivit istituzionali con i soci;
c) la prevalenza dei redditi derivanti da attivita' commerciali rispetto alle entrate istituzionali,
intendendo per queste ultime i contributi, le sovvenzioni, le liberalita' e le quote associative;

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d) la prevalenza delle componenti negative inerenti all'attivita' commerciale rispetto alle restanti
spese.
Queste regole sono per diverse per le associazioni sportive riconosciute dal coni e le onlus.
Le associazioni sportive non sono soggetti a tali vincoli, potendo effettuare, sempre nell'ambito
della pratica sportiva, attivit commerciale (pubblicit, sponsorizzazione, corsi) anche con
prevalenza rispetto alle entrate dell'attivit sportiva prevista per i soci.
Mentre per le onlus, sussistono altri vincoli.
Le attivit che le onlus possono svolgere sono solo quelle previste dalla dlg. 1997 n.470.
Nell'ambito di queste attivit possono essere svolte delle attivit connesse, cio integrative delle
attivit principali svolte dalla onlus, solitamente svolte per finanziare l'ente.
L'esercizio delle attivit connesse consentito a condizione che, in ciascun esercizio e nell'ambito
di ciascuno dei settori elencati, le stesse non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali, e che i
relativi proventi non superino il 66 per cento delle spese complessive dell'organizzazione.
Diversamente, l'ente perde la qualifica di onlus e i relativi benefici fiscali.
Altro importante motivo di perdita della qualifica fiscale la corresponsioni di compensi ai soci
dell'associazione oltre il limite consentito dalla legge e l'organizzazione di attivit in forma
imprenditoriale.
La redazione del bilancio (economico e di missione) e dei libri sociali, sono comunque fasi molto
importanti per dimostrare la corretta gestione dell'ente e il rispetto della normativa legale e fiscale.
8.5 Regime fiscale dellattivit commerciale
Nel caso una associazione o una ASD svolga attivit commerciale tramite P Iva, il regime fiscale
pi conveniente quello previsto dalla la Legge n. 398/1991, che prevede una serie di
semplificazioni ed agevolazioni di natura contabile e fiscale. Due sono i requisiti oggettivi per
l'applicazione di tale regime: lesercizio dellopzione e il rispetto di un limite dei proventi, che non
devono non essere superiori ai 250.000 euro.
Per usufruire del regime della L. 398/1991 occorre esercitare lapposita opzione, che va poi
comunicata con la dichiarazione annuale IVA. Lopzione vincolante per un minimo di cinque
anni.
Invece, i soggetti esonerati dallobbligo di presentazione della dichiarazione Iva, se intendono
effettuare lopzione, devono comunicarla allUfficio competente dellAgenzia delle Entrate, con le
modalit e i termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi e quindi, utilizzando
la specifica modulistica relativa alla dichiarazione annuale Iva .

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Possono usufruire del regime agevolato quelle associazioni che nel corso del periodo di imposta
precedente non abbiano conseguito proventi da attivit commerciali per un importo superiore ai
250.000 euro. Per le associazioni di nuova costituzione ladesione pu avvenire, in via presuntiva
sul volume daffari ipotizzato, attraverso la dichiarazione di inizio attivit nella quale debbono
indicare limporto previsto.
Nel caso in cui lente sportivo, superi il limite di 250.000 euro nel corso del periodo di imposta, gli
effetti dellopzione terminano a decorrere dal mese successivo.
Tale regime speciale prevede lesonero dallobbligo di tenuta delle scritture contabili, di
presentazione della dichiarazione IVA, sia annuale sia periodica, di certificazione dei corrispettivi e
del libro degli acquisti
Gli enti sono, invece, tenuti a conservare e numerare le fatture emesse e quelle ricevute; ad annotare
entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione, anche a livello cumulativo, i proventi di
carattere commerciale su un apposito prospetto riepilogativo delle annotazione dei contribuenti
Le associazioni che hanno optato per il regime di cui alla L. 398/1991 determinano il proprio
reddito attraverso lapplicazione di un coefficiente di redditivit attualmente fissato per legge al
3%. Il reddito imponibile viene determinato applicando il coefficiente di redditivit ai proventi di
natura commerciale, a questo risultato vanno poi sommate le plusvalenze patrimoniali.
La L. 398/1991 contiene, per le associazioni, anche delle agevolazioni ai fini IVA.
In tale regime le suddette associazioni determinano lIVA da versare applicando allIVA a debito
derivante dai proventi commerciali delle detrazioni forfetarie. LIVA viene versata trimestralmente
attraverso F24. La speciale normativa (legge 398/1991) prevede, inoltre, lesonero della
presentazione della dichiarazione annuale IVA.
In particolare, le associazioni che hanno scelto il regime fiscale agevolato determinano limposta sul
valore aggiunto in modo forfetario, e cio applicando le seguenti percentuali sui proventi
conseguiti: 50% dellIva a debito sui proventi conseguiti nellesercizio di attivit commerciali,
connesse agli scopi istituzionali, 90% dellIva a debito sulle fatture emesse per sponsorizzazioni,
2/3 dellIva a debito per la cessione o concessione di diritti di ripresa televisiva o trasmissione
radiofonica.
Infine, lIva risultante a debito si versa con periodicit trimestrale con il modello F24 senza
maggiorazione dell1% e non c lobbligo di presentare la dichiarazione Iva annuale.

8.6 Le donazioni
Una delle principali fonti di finanziamento delle associazioni e degli enti no profit in genere sono le
donazioni, effettuate da privati o imprese commerciali.
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Ci si chiede spesso quale sia il regime fiscale da applicare a tali importi, se cio siano sottoposti alla
tassa sulle donazioni e se il donante possa detrarre parte di tali somme dal proprio reddito.
In generale, le erogazioni liberali di modico valore non sono mai soggetta alla tassa sulle donazioni.
Il concetto di modico valore dipende sia dalla somma in s, sia dalle capacit economiche del
donante. Sicuramente, per un privato cittadino, qualche centinaia di euro possono rientrare nel
concetto di modico valore, mentre nel caso di una grossa impresa commerciale, anche la somma di
mille euro pu essere considerata di modico valore.
Diversamente, nel caso di grosse somme donate a semplici associazioni (come una qualsiasi
associazione culturale non riconosciuta), si dovr comunque applicare l'imposta sulle donazioni.
Inoltre, per le semplici associazioni non riconosciute non prevista la possibilit di detrarre parte
della somma donata dal proprio reddito.
Diverso invece il regime delle associazioni che hanno la qualifica di onlus o delle associazioni di
volontariato iscritte negli appositi registri regionali. Le erogazioni liberali a queste associazioni
sono sempre esenti dall'imposta sulla donazioni. Inoltre, il donante pu detrarre parte della somma
donata dal proprio reddito. Nel caso di donazione effettuate da privati, le erogazioni in denaro
danno luogo, a favore del donante, ad una detrazione di imposta del 19%, su un cifra massima
donata di 2.065 euro. Nel caso di donazioni effettuate da imprese ed enti commerciali, queste
possono donare il 2% del loro reddito ( fino ad un massimo di 2.065) e detrarlo dal loro imponibile
fiscale.
Diverso il regime per le Associazioni Sportive Dilettantistiche: anche in tal caso il donante pu
detrarre parte della somma donata dal proprio reddito.Le erogazioni liberali effettuate da persone
fisiche beneficiano di una detrazione di imposta lorda del 19%, per un importo complessivo non
superiore a 1500 euro. Inoltre, per le erogazioni effettuate da societ od enti commerciali prevista
la stessa detrazione.
Invece, in merito all'imposta sulle donazioni, per le ASD non c' nessuna agevolazione.
Altre agevolazioni, sempre riguardanti la deducibilit relativa alle erogazioni liberali, sono previste
per le associazioni di promozione sociale a carattere nazionale (Arci, Acli, Cesn, Msp ecc....) e per
le associazioni e i circoli ricreativi ad esse affiliate.

8.7 Lavoro e contributi


E' sempre possibile rimborsare i volontari per le spese vive sostenute per svolgere le attivit
dell'associazione o i compiti amministrativi-gestionali assegnati.

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Le modalit di corresponsione di questi rimborsi devono essere predeterminate tramite una delibera
del consiglio direttivo, organo competente in materia economica-finanziaria.
Il rimborso vien riconosciuto solo a fronte di una richiesta in tal senso del socio e solo per le spese
effettivamente sostenute, previa esibizione delle pezze giustificative della spesa.
Naturalmente, queste spese devono essere sostenute dal socio per compiere lo specifico incarico
ricevuto.
L'associazione potr inoltre assumere lavoratori dipendenti per svolgere l'attivit prevista. Si ricorda
comunque che, in seno all'associazione, il lavoro volontario o retribuito in maniera forfettaria deve
comunque essere preponderante rispetto al lavoro stipendiato.
Generalmente, si pu assumere personale tramite:
- contratto di lavoro subordinato;
- contratto a progetto o parasubordinato;
- rapporto di lavoro occasionale;
- voucher per lavoro accessorio.
Tali contratti sono assimilabili a normali contratti di lavoro e quindi soggetti a tutti gli adempimenti
previsti dalla legge.
Il rapporto di lavoro pi utilizzato dalle associazioni di lavoro occasionale, che consiste in un
lavoro autonomo esercitato in modo non continuativo e non abituale, che non pu durare per pi di
30 giorni per anno solare. I corrispettivi ricevuti come retribuzione per questo tipo di rapporto
vanno inseriti nella categoria fiscale redditi diversi e, se sono superiori ai 5.000 euro annui, il
lavoratore dovr iscriversi alla gestione separata dell'INPS.
Diversamente, il lavoratore a progetto impiagato per la realizzazione di una attivit o di un
risultato specifico, e non soggetto ad un vincolo gerarchico, n a precisi orari di lavoro. Anche i
compensi percepiti dal lavoratore a progetto sono soggetti alla gestione separata dell'INPS.
Altra recente novit sono i voucher (buoni lavoro) per attivit accessorie o saltuarie, che
garantiscono la copertura previdenziale e assicurativa a favore del lavoratore. L'associazione potr
utilizzare questa possibilit per un limite di 5.000 euro annui pagati a ciascun lavoratore.
Da evidenziare che i voucher possono essere utilizzati solo per alcune attivit lavorative ( tra cui
attivit in manifestazioni di solidariet o culturali) e solo per pagare determinati soggetti: studenti,
pensionati, cassaintegrati o disoccupati, lavoratori part-time.
In alternativa l'associazione potr avvalersi di professionisti o lavoratori autonomi, che non fanno
parte del personale dell'associazione. In tal caso il lavoratore autonomo presenter all'associazione
regolare fattura.

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8.8 Il 5x1000
I soggetti beneficiari del contributo del 5X1000 sono:
- le onlus, le organizzazioni di volontariato, le organizzazioni non governative e le cooperative
sociali;
- le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali o provinciali;
- le associazioni riconosciute e le fondazioni;
- gli enti di ricerca scientifica, sanitaria e le universit;
- le associazioni sportive dilettantistiche.
Riguardo le associazioni, per godere dei benefici sono necessari due principali requisiti:
- lassenza di fini di lucro;
- liscrizione negli appositi registri (onlus, ASD, ass. di volontariato o di promozione sociale);
La procedura di accesso ai benefici del 5x1000 ha inizio con liscrizione telematica dellente, entro
un termine annualmente stabilito, nelle liste tenute presso lAgenzia delle Entrate. Questultima
inserisce in un elenco pubblico gli enti che hanno fatto domanda di iscrizione. Successivamente,
entro un termine stabilito, lente dovr inviare la dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti
la presenza per accedere al 5X1000. Da precisare che le ASD devono invece inviare le domande
direttamente al CONI, che a sua volta provveder ad inviare gli elenchi allAgenzia delle Entrate.
Successivamente a tale procedura, vengono pubblicati gli elenchi definitivi dei soggetti ammessi a
godere del beneficio.
Le quote delle somme raccolte da destinarsi ai vari settori di attivit ammessi al beneficio sono
calcolate dal Ministero dellEconomia e delle Finanze sulla base delle scelte effettuate dai
contribuenti. Il pagamento delle somme viene effettuato dal ministero mediante accredito su conto
corrente postale o bancario.
Le associazioni ed enti no profit ammessi al beneficio hanno lobbligo di redigere, entro un anno
dalla ricezione delle somme, un apposito rendiconto dal quale risulti in modo chiaro e trasparente la
destinazione degli importi incassati, anche attraverso una relazione illustrativa che specifichi gli
interventi posti in essere, con lindicazione dei relativi costi.
In caso di contributi superiori a 15.000 euro, il rendiconto e la relazione devono essere trasmesse al
ministero delleconomia e delle finanze.

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