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PRIMO PIANO

16-22 giugno 2015

Il piano Fiaso per contrastare il fenomeno - Ladesione a Illuminiamo la salute

Asl sul filo della corruzione


Irregolarit in unazienda su quattro - L88% ha investito in trasparenza

e la verit il passo iniziale


per sconfiggere il fenomeno della corruzione in sanit, il primo
dato certo che unazienda sanitaria
su quattro ha ricevuto nel 2014 almeno una segnalazione di illecito nellambito dei controlli interni previsti
dalla normativa: le maggiori criticit
sono nellarea della libera professione
intramuraria (13% dei casi), mentre
qualche problema emerso anche nellattivit di ricerca (9%) e nelle aree
del personale dipendente e della gestione economico-finanziaria (entrambe con l8% dei casi).
Lo comunica Fiaso, che ha condotto unindagine su un campione di 78
aziende: tutte hanno investito in trasparenza e l88% ha messo in piedi un
meccanismo di monitoraggio del Piano anticorruzione ma una su due percepisce lapplicazione della legge
190/2012 come parzialmente adempitiva-burocratica pur giudicandola efficace.
I dati sono stati presentati a Roma
nellambito della presentazione del
Piano anticorruzione in sanit sottoscritto con un protocollo di collaborazione da Fiaso, la Federazione di Asl
e ospedali, e Illuminiamo la Salute, la
Rete nazionale per lintegrit, promossa da Libera, Avviso pubblico,
Coripe Piemonte e Gruppo Abele.
Obiettivi delliniziativa: costituire una
Rete di integrit
formata da tutti i responsabili anti-corruzione di Asl e ospedali; programmi di formazione del personale per diffondere legalit e trasparenza; audit nelle aziende sanitarie; diffusione delle buone pratiche;
adozione capillare dei codici di comportamento aziendale.
Vogliamo allontanare con ogni
mezzo - spiega il presidente Fiaso,
Francesco Ripa di Meana, confermato dallassemblea al vertice della federazione - il mal sottile della corruzione
che ogni anno in sanit fa dissipare 6
miliardi di risorse, minando la fiducia
dei cittadini nel nostro sistema salute,
che resta pur sempre, bene ricordarlo, tra i pi efficienti ed economici del
mondo occidentale. Il contrasto allillegalit nel settore sociale e sanitario
deve costituire un impegno prioritario
sia per i responsabili delle politiche

pubbliche che per i professionisti della


salute, tanto pi in un momento di
grave crisi economica.
Spesso le parole che appaiono pi
innovative sono qualit o efficienza.
Vorrei - ha invece sottolineato la senatrice, nonch presidente del Coripe
Piemonte, Nerina Dirindin - che si
parlasse di integrit. Integrit indica
pienezza, interezza, un oggetto che
non ha subito danni o lesioni. Noi
sappiamo che il Ssn ha subito delle
lesioni, ma vogliamo potenziarlo e preservarlo da contaminazioni.
Illuminiamo la salute. Il progetto, sottolinea Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e fondatore del Gruppo Abele, nasce dalla necessit di contribuire al bene comune. La sanit una
realt troppo cruciale
per non richiedere a
tutti, non solo agli addetti ai lavori, un contributo di attenzione
e impegno. In gioco ci sono i bisogni
e le speranze di tante persone, le loro
fragilit fisiche e psicologiche, lapprensione e langoscia di tante famiglie. una questione sociale che non
ammette lindifferenza, la rassegnazione, tantomeno il cinismo.
Dal lavoro condotto dal pool di
associazioni che promuovono la
Rete nazionale per lintegrit emergono anche buone notizie: Sotto il
profilo della documentazione - spiega
Don Ciotti - c stata una risposta
positiva per quel che riguarda la pubblicazione sui siti delle Asl di documenti di bilancio, bandi di gara e concorso, rapporti con i privati e liste

Ripa di Meana:
impegno prioritario

dattesa, ma non possiamo nasconderci che c ancora tanta strada da fare.


Tra i nodi irrisolti: cattiva amministrazione, opacit e abusi. Corruzione
e illegalit toccano alcuni segmenti
della sanit con costi non solo economici. Limpatto, come sottolineato dal
presidente di Libera, si misura infatti
anche in termini di perdita di fiducia
da parte dei cittadini, demotivazione
dei professionisti, danno dimmagine
della sanit pubblica e ulteriore esclusione delle fasce sociali pi deboli.
Sprechi e abusi sono quindi una
ferita al diritto alla salute, ma anche
una porta aperta agli interessi illegali e
a volte criminali. La sanit - ribadisce Luigi Ciotti - un settore particolarmente esposto alle infiltrazioni criminali e mafiose, perch gestisce grandi risorse economiche, perch le mafie hanno sempre cercato strutture sanitarie in grado di fornire assistenza
riservata e anonima ai loro affiliati e
perch cercano, attraverso la sanit,
agganci con il potere politico.
Altri punti caldi, le esternalizzazioni nate per ridurre i costi, che
non solo non li hanno ridotti ma reso
pi difficile gestione e controlli. E la
relazione con i privati: A volte c
una vicinanza troppo disinvolta - sottolinea Ciotti - con alcune realt del
mondo farmaceutico, magari non proprio integerrime dal punto di vista del
rispetto per la concorrenza.
Lindagine Fiaso sullapplicazione delle norme anticorruzione in sanit. Alla domanda sulla capacit di
incidere in futuro sul fenomeno corruttivo il 47% delle aziende sanitarie ha
risposto sufficientemente, il 35%
abbastanza e il 5% molto. Lado-

zione di una specifica procedura di


rilevazione frodi stata dichiarata dal
73% delle aziende, anche se molte
hanno optato per procedure informatiche fatte in casa e solo 3 sono ricorse a un sistema criptato in linea con i
criteri della delibera Cipe n. 6 di questanno. Nel 58% dei casi stata prevista una procedura per segnalare miglioramenti organizzativi in funzione
della trasparenza e delle legalit. Procedura che nel 60% del campione ha
coinvolto i cittadini tramite gli Urp e
nel 18% dei casi i dipendenti.
Di difficile applicazione viene giudicato lobbligo di rotazione del personale addetto a funzioni sensibili,
vuoi per oggettive
carenze di personale
- spiega Fiaso - ma,
soprattutto, per il venir meno di professionalit non facili da sostituire.
La figura del coordinatore dei controlli prevista invece solo nel 17%
delle aziende, mentre un Bilancio sociale o di missione stato adottato
dal 32% del campione.
Specifiche attivit di controllo sono
previste un po per tutte le aree, con
percentuali tra l81 e il 93%, fatta
eccezione per lattivit di ricerca dove
le procedure sono state comunque avviate dal 78% delle aziende.
Pi complessa la situazione nei controlli esterni, dove un 17% di criticit
si rilevato per quelli sulle strutture
convenzionate, il 13% nella vigilanza
sulle farmacie private, l11% nellattivit di sanit pubblica.
Laggiornamento del codice eti-

co Fiaso. Una stretta sui conflitti di


interesse, massima trasparenza soprattutto verso i cittadini, piena applicazione dellistituto della segnalazione illeciti e rotazione del personale addetto
alle funzioni pi sensibili, ma con
un occhio attento alla salvaguardia delle professionalit. Sono alcune delle
novit introdotte da Fiaso nel proprio
codice etico approvato nel corso dellassemblea nazionale. Un lavoro preparato anche dal confronto con lesperienza di Avviso pubblico, lAssociazione di enti locali per la promozione della legalit nella pubblica amministrazione.
Il nuovo codice prevede tra laltro
ladozione di appositi strumenti, come
i bilanci sociali e che le Direzioni
generali incoraggino ladozione di
ogni misura che favorisca la diffusione presso i mezzi di comunicazione di
informazioni sul funzionamento dei
servizi aziendali.
Dg e vertici dovranno poi rendere
note situazioni di conflitto di interesse anche potenziale, astenendosi dal
prendere decisioni o svolgere attivit
che in qualche misura configurino situazioni di conflitto di interesse e
lappartenenza a categorie, associazioni o gruppi, in virt della quale il
soggetto possa acquisire un vantaggio
personale da decisioni cui egli partecipa. E questo anche nei casi in cui tale
appartenenza non generi quelle incompatibilit previste della
normativa vigente.
Direzioni, dipendenti e collaboratori
dovranno anche rendere pubbliche lappartenenza ad associazioni e organizzazioni che operano
in ambiti di competenza delle aziende
sanitarie. Eccetto partiti e sindacati.
Via libera anche allistituto della
segnalazione degli illeciti da parte dei
dipendenti. Una forma di contrasto alla corruzione che sar promossa dai
direttori generali di Asl e ospedali.
Disco rosso, infine, a regali e altre
utilit per dirigenti, dipendenti e collaboratori, a eccezione di quelli dal
valore modico, disciplinato dai codici decentrati di ogni singola amministrazione.

Don Ciotti: sanit


fragile alle mafie

Rosanna Magnano
RIPRODUZIONE RISERVATA

GUADAGNATI 105 GIORNI PER I PAGAMENTI AI FORNITORI

ebiti Asl 2012 azzerati a


fine settembre 2013 per il
60% delle aziende; miglioramento strutturale della situazione debitoria in genere; sconti
sia sui contratti di fornitura in
essere che su quelli nuovi; ampliamento del portafoglio fornitori, che significa poi pi qualit per gli assistiti e risparmi per
la pubblica amministrazione.
Il tutto accompagnato da
una riduzione del 35% dei tempi di pagamento dei fornitori,
che con una media di 195 giorni restano per ancora lontani
dal limite dei 60 giorni previsti
dalla normativa vigente. Questo sia per i tempi di erogazione dei fondi, che per la prima
tranche da 7,65 mln hanno richiesto 9 mesi di tempo per

Ripiano debiti tra risparmi e tempi ridotti


arrivare a destinazione, con un
flusso avviato il 31 dicembre
2012 e conclusosi, nemmeno al
100%, il 30 settembre 2013.
Sia per alcune criticit, come la
mole del lavoro amministrativo
e un difficile utilizzo della piattaforma informatica del Mef rilevati da unazienda sanitaria
su tre.
il quadro fotografato dallindagine Fiaso sullapplicazione del Dl 35/2013, relativa al
pagamento della prima delle 3
tranches degli oltre 13 miliardi
di debiti Asl. Un lavoro di monitoraggio espressamente richiesto dal Mef alla Federazione e
che ha visto coinvolte ben il

73,7% (180) delle aziende sanitarie e ospedaliere.


Al termine della rilevazione
risulta che il 36% dello stock
complessivo di debito dichiarato dalle diverse realt sanitarie
stato saldato con la prima
tranche. Ma, contrariamente a
quanto previsto da molti economisti, la maggior parte delle
risorse non andata al pi indebitato Sud bens al Nord,
dove stata assegnata la quota
pi rilevante rispetto allintero
debito pregresso, sia in termini percentuali, con il 49%, che
assoluti, con 1,6 miliardi su
2,8. Il Centro ha invece saldato con la prima tranche solo il

27% dei debiti pregressi, Sud


e Isole il 26 per cento.
La sola Regione ammessa al
finanziamento di tutto il debito
comunicato lAbruzzo, con
una percentuale del 98%, seguita dalla Calabria con il 56%, il
Veneto (50%) e lEmilia Romagna, con il 48 per cento.
Lindagine ha rilevato che la
quota del debito certo, liquido
ed esigibile sul totale del debito rilevato dai modelli sullo stato patrimoniale delle aziende
rappresenta in realt solo il
20% del totale, che considera
anche crediti diversi da quelli
vantati dai creditori. La percentuale pi bassa al Nord con il

17%, pi alta al Centro con il


24, mentre il Sud nella media
nazionale.
Che esistano alcuni fattori di
attrito o quantomeno di rallentamento delle operazioni di erogazione delle risorse lo mostrano i
tempi del loro trasferimento dal
centro alla periferia. Dei 7,66
mld totali comunicati alle Regioni al 31/12/2012, ne restavano
da erogare 2,72 al 30/6/2013,
che si riducono a 784 milioni al
30 settembre dello stesso anno.
Come dire che il trasferimento
delle risorse era in larga parte
avvenuto ma non ancora del tutto esaurito dopo 9 mesi.
Nonostante questo dal 2011

al 2014 si avuta una riduzione del 35% dei tempi di pagamento dei fornitori, pari a 105
giorni guadagnati. La media di
195 giorni resta per lontana
dallobiettivo dei 60 giorni fissato per legge, al quale si avvicinano Valle dAosta, Trentino
Alto Adige, Friuli, Lombardia
e Marche, tutte sotto i 100 giorni di attesa per i pagamenti.
Rimangono invece molto critiche le situazioni in Calabria e
Molise, rispettivamente con
794 e 790 giorni. C anche da
dire per che in Molise il finanziamento effettivamente erogato dalla Regione pari solo al
9% del debito maturato certo,
liquido ed esigibile, mentre in
Calabria del 17 per cento.
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