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CONSIDERIAMO UNA TRAVE
CONSIDERIAMO UNA TRAVE
CONSIDERIAMO UNA TRAVE che riferiamo ad una terna XYZ non alla De Saint Venant z x

che riferiamo ad una terna XYZ non alla De Saint Venant

UNA TRAVE che riferiamo ad una terna XYZ non alla De Saint Venant z x y
z x y
z
x
y

ma più simile a noi navali

y z
y
z

x

Nelle ipotesi che si abbia solo momento My positivo, questo:

My

che si abbia solo momento My positivo, questo: My y z x • comprimerà le fibre
che si abbia solo momento My positivo, questo: My y z x • comprimerà le fibre

y

che si abbia solo momento My positivo, questo: My y z x • comprimerà le fibre

z

x

si abbia solo momento My positivo, questo: My y z x • comprimerà le fibre superiori

comprimerà le fibre superiori

tenderà le fibre inferiori

My

Possiamo pensare di ottenere un momento My (supponendo che esso non ci sia) andando semplicemente ad applicare una forza normale N, infatti:

- N G
-
N
G

σ x

• in queste condizioni il diagramma delle σ x è uniforme in tutta la sezione e avremo compressione

x è uniforme in tutta la sezione e avremo compressione N c G • Spostando N
N c G
N
c
G

• Spostando N dal baricentro e applicadolo in c (centro di sollecitazione) genero un momento analogo al precedente se c è sopra G.

Possiamo però riportare N in G, aggiungendo il momento che essa applicata in C aveva rispetto a G

N G
N
G
N G MY Ed allora, considerando il principio di sovrapposizione degli effetti: Dovuto alla Forza normale

MY

Ed allora, considerando il principio di sovrapposizione degli effetti:

Dovuto alla Forza normale N

il principio di sovrapposizione degli effetti: Dovuto alla Forza normale N - - + = +

-

il principio di sovrapposizione degli effetti: Dovuto alla Forza normale N - - + = +

-

+ =
+
=

+

-

il principio di sovrapposizione degli effetti: Dovuto alla Forza normale N - - + = +

+

Dovuto al momento My

baricentrale se vi è flessione pura al di fuori della sezione per N tra G
baricentrale se vi è flessione pura al di fuori della sezione per N tra G

baricentrale se vi è flessione pura

baricentrale se vi è flessione pura al di fuori della sezione per N tra G e
baricentrale se vi è flessione pura al di fuori della sezione per N tra G e

al di fuori della sezione per N tra G e

posizionato all’infinito con solo sforzo normale N in G
posizionato all’infinito con solo sforzo
normale N in G
Manterrà ugualmente le sue proprietà
Manterrà ugualmente le sue proprietà
Per meglio intendere il signifaco del Nocciolo d’inerzia occorre necessariamente fare un richiamo alla geometria
Per meglio intendere il signifaco del Nocciolo d’inerzia occorre necessariamente fare un richiamo alla geometria
Per meglio intendere il signifaco del Nocciolo d’inerzia occorre necessariamente fare un richiamo alla geometria
Per meglio intendere il signifaco del Nocciolo d’inerzia occorre necessariamente
fare un richiamo alla geometria delle masse
Se allora consideriamo la forza N non applicata nel centro C Quale sarà l’asse neutro?
Se allora consideriamo la forza N non applicata nel centro C
Quale sarà l’asse neutro?
c N G
c
N
G
applicata nel centro C Quale sarà l’asse neutro? c N G L’asse neutro è la retta

L’asse neutro è la retta antipolare di c, cioè si corrispondono secondo una relazione di coniugazione analoga a quella enunciata dalla geometria delle masse

a quella enunciata dalla geometria delle masse Dunque, se conosco l’asse neutro e calcolo rispetto

Dunque, se conosco l’asse neutro e calcolo rispetto questo il momento d’inerzia della sezione e il momento statico e ne faccio il rapporto, ho una distanza che è proprio c

Viceversa se ho C e G posso calcolare l’asse neutro

Esistendo allora una relazione di coniugazione tra assi coniugati e centri relativi, si possono trovare i centri relativi di tutti gli assi che non tagliano la sezione ma al più la toccano

che non tagliano la sezione ma al più la toccano Per una sezione rettangolare sono 4

Per una sezione rettangolare sono 4 (a parte le infinite nei vertici del rettangolo)

sono 4 (a parte le infinite nei vertici del rettangolo) Per queste possiamo calcolare In/Sn ed

Per queste possiamo calcolare In/Sn ed avere il centro relativo

possiamo calcolare In/Sn ed avere il centro relativo Individuati i centri relativi, la figura che ne

Individuati i centri relativi, la figura che ne viene fuori è un ROMBO

Questa figura è chiamata Nocciolo d’inerzia
Questa figura è chiamata Nocciolo d’inerzia
2 2 h Inn = Ixx A + Sn = Sx b + • h
2
2
h
Inn
=
Ixx A
+
Sn
=
Sx b
+
• h
2
2
0
h
3
Inn
2
=
h
b
b
x
Sn
3
3
3
h
n
3
Per una sezione circolare il nocciolo
d’inerzia è ancora
un cerchio di diametro R/4
45°
In questo caso il centro relativo
a tale asse si trova sulla congiungente
ai centri relativi ai 2 assi ortogonali
è estremamente importante in ambito strutturale: per meglio definire e comprendere il comportamento dell’arco

è estremamente importante in ambito strutturale:

per meglio definire e comprendere il comportamento dell’arco

Il centro di sollecitazione “C” può essere chiamato anche centro di pressione, e supponiamo che esso cada al di fuori del nocciolo d’inerzia.

In queste condizioni la sezione non sarà più solo compressa, ma saremo in presenza di una presso inflessione. Allora il nocciolo d’inerzia rappresenta la massima escursione che la forza N può avere affinchè la sezione resti tutta compressa.

Nell’altezza della pietra dell’arco romano, la cui sezione è rettangolare la massima escursione nell’altezza della pietra è come visto prima proprio h/3 + h/3.

C G C è il punto di applicazione di N
C
G
C è il punto di
applicazione di N
nell’altezza della pietra è come visto prima proprio h/3 + h/3. C G C è il
Excursus storico
Excursus storico

Arco classico romano è l’arco a tutto sesto arriva fino alle imposte orizzontali ed è un arco circolare

fino alle imposte orizzontali ed è un arco circolare Successivamente nell’alto medioevo si abbandona

Successivamente nell’alto medioevo si abbandona l’arco circolare e si passa a forma più complesse con l‘arco gotico

nell’alto medioevo si abbandona l’arco circolare e si passa a forma più complesse con l‘arco gotico

L’arco può essere schematizzato come una trave ad asse spezzato che può essere caricato in vario modo

q

spezzato che può essere caricato in vario modo q Nella realtà è addirittura una struttura labile,
spezzato che può essere caricato in vario modo q Nella realtà è addirittura una struttura labile,
Nella realtà è addirittura una struttura labile, e se n sono i conci (di cui
Nella realtà è addirittura una struttura labile, e se n sono i conci (di cui
ne rappresentiamo la sola linea media) è 3xn volte labile, frattanto
resta in equilibrio fino a quando è tutto compresso,
cioè N resta confinato all’interno del
NOCCIOLO D’INERZIA

Definiamo

La luce l come la distanza tra i 2 appoggi in questo caso 2 cerniere

La distanza tra il piano orizzontale degli appoggi e il colmo o la chiave dell’arco è definita come freccia dell’arco

l

f
f

• L’arco non sarà sospeso ma poggierà nella realtà su dei piedritti

definita come freccia dell’arco l f • L’arco non sarà sospeso ma poggierà nella realtà su

-

l

2

q 8 f

f l q ⋅ q ⋅ 2 2 l l 2 q 8 f q
f
l
q ⋅
q ⋅
2
2
l
l
2
q 8 f
q 8 f

l

2

è la spinta dell’arco ed è proprio il momento al piede del piedritto

L’arco crollerà certamente se il piedritto è costituito da tronchi come l’arco in quanto non è in grado di assorbire quel momento.

Se ci fossero solo le azioni verticali non ci sarebbero problemi, ma la spinta orizzontale fermo restando le cerniere fa aprire l’arco, cioè i piedritti ruotano Intorno ai due fulcri

L’arco si vede spostare i 2 punti d’appoggio, la chiave dell’arco scende, non c’è più compressione e si verifica il crollo dell’arco

Come risolviamo il problema??

Come risolviamo il problema?? Realiziamo 2 piedritti di notevoli dimensioni creando delle pareti piene sulle

Realiziamo 2 piedritti di notevoli dimensioni creando delle pareti piene sulle quali si esplicano le forze dell’arco cioè reazione verticale e momento

le forze dell’arco cioè reazione verticale e momento Ai fini dell’equilibrio la parete sarà bilanciata

Ai fini dell’equilibrio la parete sarà bilanciata da un taglio orizzontale nella parte inferiore della parete, dovuta al peso stesso della parete e alle forza d’attrito

T

al peso stesso della parete e alle forza d’attrito T A peso B Il momento delle
A peso
A
peso

B

stesso della parete e alle forza d’attrito T A peso B Il momento delle forze a

Il momento delle forze a e b essendo la campata della parete alta darà vita ad un momento bh^3/12 alto e dunque un σ di trazione piccola facilmente assorbita dalla muratura stessa

vita ad un momento bh^3/12 alto e dunque un σ di trazione piccola facilmente assorbita dalla

h

Se infine agisce un carico orizzontale fermo restando che il sistema è Iperstatico e per equilibrare questa forza orizzontale avremo che sull’imposta di destra ci sarà una reazione verso l’alto e quindi il muro sarà ancora compresso.

q

verso l’alto e quindi il muro sarà ancora compresso. q Se l’intensità della forza è elevata

Se l’intensità della forza è elevata devo rendere il mio arco ancora più iperstatico, posizionando una catena, un pendolo teso cioè un tirante.

posizionando una catena, un pendolo teso cioè un tirante. Realizzo così il cosiddetto ARCO A SPINTA
Realizzo così il cosiddetto ARCO A SPINTA ELIMINATA
Realizzo così il cosiddetto ARCO A SPINTA ELIMINATA