Sei sulla pagina 1di 74

Fondamenti per il Design della Luce

prof. ing. Luigi Maffei

Fondamenti per il design della luce


Programma
1. La Fisica della Luce
2. Locchio e la visione
3. Grandezze fotometriche: definizione ed unit di misura
4. Sorgenti di luce artificiale ad incandescenza
5. Sorgenti di luce a scarica in gas
6. Componenti e sistemi di illuminazione
7. Calcolo illuminotecnico

Cosa significa progettare un apparecchio di illuminazione ?

Cosa significa progettare un apparecchio di illuminazione ?

La fisica della luce


Radiazione che pu essere percepita dallocchio umano, ovvero quella radiazione
che determina la sensazione della visione.
Tale radiazione, per le nostre applicazioni, ha caratteristiche simili alle onde
elettromagnetiche
Le radiazioni elettromagnetiche

Onde radio
Radiazioni infrarosse
Raggi X
Raggi gamma
etc.
sono caratterizzate da due grandezze fisiche

La fisica della luce


La lunghezza donda () la distanza fra due punti corrispondenti (ed es. in
corrispondenza di due massimi successivi) viene di solito espressa in nanometri
(1nm = 1*10-9 m)
La frequenza (n) invece il numero di onde complete che passano in un certo punto
dello spazio nellunit di tempo. Viene di solito misurata in Hertz (1Hz = 1/s).

La fisica della luce


Radiazioni visibili
Sono comprese nellintervallo di lunghezze donda di 380 nm e 760 nm
In tale intervallo lapparato visivo riceve le radiazioni provenienti dallesterno e le
trasforma in segnali nervosi successivamente elaborati dal cervello
Solo una piccola parte della radiazione elettromagnetica viene catturata dagli occhi e
trasformata in immagini che ci permettono di conoscere ed interpretare la realt
circostante.
La luce energia raggiante che si propaga nel vuoto in forma di onde elettromagnetiche
o particelle, dette fotoni, alla velocit di circa 300.000 km/s.
Radiazioni infrarosse
La lunghezza donda supera i 780 nm (fino ad arrivare a circa 1000 nm)
Radiazioni ultraviolette
Sono quelle relative allintervallo 100 nm 380 nm

La fisica della luce


Lo spettro della radiazione

La fisica della luce


Emissione spettrale
Un corpo appare ai nostri occhi visibile, o per effetto della emissione di radiazioni proprie
o per effetto della riflessione o trasmissione di luce irraggiata da altri corpi.
Lemissione di radiazioni proprie pu avvenire per eccitazione termica o elettrica,
fluorescenza, elettroluminescenza o luminescenza chimica.
La maggior parte delle sorgenti di luce forniscono radiazioni anche negli adiacenti campi
dellultravioletto e dellinfrarosso

La fisica della luce


Le grandezze fondamentali
Si definisce irraggiamento o flusso radiante
incidente G [W/m2] la potenza termica radiante che
incide sullunit di superficie.
Si definisce potere emissivo E [W/m2] la potenza
termica emessa dallunit di superficie [W/m2]
Per entrambe le grandezze si definiscono anche i
rispettivi valori monocromatici o spettrali, tali valori
a differenza dei precedenti, validi su tutto lo spettro
di emissione, sono riferiti ad una determinata
lunghezza donda .
G
irraggiamento monocromatico o spettrale
E
potere emissivo monocromatico o spettrale

La fisica della luce


Bilancio di energia

G
G

irraggiamento

che

che

che

frazione del flusso di radiazione incidente


viene assorbita dal corpo
frazione del flusso di radiazione incidente
viene riflessa dal corpo
frazione del flusso di radiazione incidente
viene trasmessa dal corpo

La radiazione incidente ( irraggiamento G ) viene in parte


riflessa G, in parte assorbita G ed in parte trasmessa
G.
Applicando il bilancio di energia si ha

G = G + G + G

La fisica della luce


Coefficienti e propriet

Coefficiente di riflessione,

radiazione incidente sul corpo


radiazione riflessa da un corpo

Coefficiente di trasmissione, =

radiazione trasmessa da un corpo


radiazione incidente sul corpo

Coefficiente di assorbimento, =

radiazione assorbita da un corpo


radiazione incidente sul corpo

+ + = 1

La fisica della luce


Il corpo nero
Si definisce corpo nero un corpo ideale (un modello) che
ad ogni temperatura e per ogni lunghezza donda emette
ed assorbe la massima quantit possibile di radiazione.

Assorbitore perfetto
Emettitore perfetto

Il corpo nero un concetto teorico che pone un limite superiore allemissione delle
radiazioni e rappresenta un campione con cui confrontare le caratteristiche di
irraggiamento delle superfici reali

La fisica della luce


Potere emissivo totale di un corpo nero

Legge di Stefan-Boltzmann

En = T 4

En

= 5,67 10 8

W
m 2K 4

La fisica della luce


Potere emissivo spettrale di un corpo nero

Legge di Plank

En =

C1
5 [exp(C2 T ) 1]

W m 4
C1 = 3,742
m2
C2 = 1,439 10 4 m K

T1

En

T1 >T2 > T3
T2
T3

La fisica della luce

Valore massimo del potere emissivo spettrale di un corpo nero

Valore massimo del potere emissivo spettrale di un corpo nero

Legge di Wien
C 3 = 2897,8 m K

max T = C3
En

T1
T1 >T2 > T3
T2

Campo del visible


T3

La fisica della luce


Corpo grigio emissivit indipendente da

corpo nero

=cost
corpo grigio
corpo reale



E = En = T4

Legge di Kickhhoff =

La fisica della luce


La modalit con cui le onde di luce viaggiano dipende dagli oggetti con cui vengono in
contatto.
La radiazione luminosa pu essere:

La fisica della luce


La facolt di distinguere i colori capacit di stabilire un confronto fra onde
elettromagnetiche di diversa lunghezza donda.
Esempio 1 : radiazione = 470 nm luce blu
Esempio 2 : radiazione = 600 nm luce arancione
Lo spettro della radiazione visibile pu essere suddiviso in intervalli approssimati, a
ciascuno dei quali si pu associare una caratteristica cromatica:
Violetto
Blu
Verde
Giallo
Arancione
Rosso

380 435 nm
435 500 nm
500 566 nm
566 600 nm
600 630 nm
630 780 nm

La fisica della luce


I colori primari o fondamentali (RGB)
ROSSO (Red)
VERDE (Green)
BLU (Blue)
Con la loro mescolanza possibile ottenere qualsiasi gradazione di colori.

Colori complementari
Due colori la cui somma d il bianco (ad esempio il rosso e il ciano, oppure il giallo e il
blu)

La fisica della luce


La combinazione dei tre colori primari della luce (rosso, verde e blu) appare bianca.
In parti uguali la combinazione di due colori primari produce i colori "secondari",
magenta, ciano e giallo.
I tre colori primari in quantit differenti e mescolati possono creare praticamente ogni
altro colore di luce.

La fisica della luce


Cosa accade quando le diverse radiazioni elettromagnetiche incidono
contemporaneamente sullocchio?

Luce Bianca = quando locchio e soggetto ad uno stimolo dinsieme che non permette
il discernimento delle singole tonalit

Processo Opposto = scomporre la luce bianca nelle sue componenti principali

La fisica della luce


Con il prisma ottico un fascio di luce pu essere scomposto nelle sue componenti
principali, e dalla parte opposta del prisma si vedr emergere una successione di raggi
monocromatici il cui colore passa dal violetto al rosso

LOcchio e la Visione
Processo della visione ed elaborazione dellimmagine

Occhio umano = converte lenergia luminosa che riceve da ci che lo circonda in


segnali elettrici che sono successivamente elaborati dal cervello

LOcchio e la Visione
Il sistema della visione pu essere quindi immaginato come composto da pi parti o
sistemi tra di loro integrati

Un sistema ottico che assicura la formazione dellimmagine

Un sistema di messa a fuoco per ottenere unimmagine nitida qualunque sia


la distanza tra locchio e loggetto

Un diaframma che regola la quantit di luce che entra nellocchio

Una membrana sensibile alla luce ed al colore

LOcchio e la Visione
Il funzionamento dellocchio

LOcchio e la Visione
Fisiologia dellocchio umano

D = 2.5 cm

LOcchio e la Visione
Fisiologia dellocchio umano

LOcchio e la Visione
La retina
La retina pu essere assimilata alla pellicola fotografica adatta a ricevere impressioni sia
in bianco e nero, che a colori
Il tessuto della retina composto da un gran numero di terminazioni nervose:
fotorecettori classificabili in:
CONI
BASTONCELLI

LOcchio e la Visione
Visione microscopica della retina

LOcchio e la Visione
Coni e bastoncelli
CONI (8 milioni)
Sono preposti alla visione in condizioni di illuminamento MEDIO ALTO
Sono sensibili alle caratteristiche cromatiche ed hanno la max sensibilit a 560
nm
Hanno un maggior potere recettivo rispetto ai bastoncelli
Sono gli unici fotorecettori presenti nella FOVEA (circa la met del totale)
Grazie al loro maggiore potere risolutivo sono in grado di cogliere i dettagli pi minuti
del campo di osservazione
BASTONCELLI (120 milioni)
Determinano il fenomeno della visione in condizioni di illuminamento MEDIO
BASSO
Non sono sensibili alle caratteristiche cromatiche ed hanno la max sensibilit a 510
nm
Sono presenti esternamente alla FOVEA mischiati ai CONI
Sono gli unici recettori presenti nella zona periferica
Sono sensibili al movimento ed alle variazioni della intensit di luce

LOcchio e la Visione
Distribuzione dei coni e bastoncelli allinterno della retina

LOcchio e la Visione
Punto cieco

LOcchio e la Visione
Determinazione del punto cieco

--- ----

Il cervello prende a prestito le


informazioni che gli giungono
dai recettori vicini al buco.
Per convincercene ripetiamo
lesperimento con un secondo
esempio

LOcchio e la Visione
Campo binoculare

LOcchio e la Visione
Curva di visibilit spettrale dellocchio

LOcchio e la Visione
Sensibilit relativa dellocchio

LOcchio e la Visione
Sensibilit relativa dellocchio
In condizioni di visione diurna (FOTOPICA) la massima sensibilit dellocchio si ha in
corrispondenza di 555 nm (radiazione GIALLO - VERDE)
Spostandosi da tale valore la sensibilit diminuisce
In condizioni di visione notturna (SCOTOPICA) la massima sensibilit dellocchio si ha
in corrispondenza di 510 nm radiazione (BLU VERDE)

LOcchio e la Visione
Adattamento
Capacit dellocchio di variare la sua sensibilit per rispondere a differenti livelli
di luce
(fino a valori 1013 pi alti del minimo livello di luce apprezzabile)
Ladattamento viene effettuato principalmente attraverso la
- variazione della dimensione della pupilla
- processi fotochimici (allinterno della retina)
Variazione della dimensione della pupilla 1:64
La minore apertura della pupilla consente di avere una maggior profondit di campo
Adattamento al buio:
Livello elevato >20 min
Completo 1 h

LOcchio e la Visione
Accomodamento
Capacit del sistema ottico di mettere a fuoco oggetti a distanze differenti
Il cristallino collegato al muscolo ciliare che esercitando tensioni sul bordo del
cristallino ne modifica la curvatura
Occhio a riposo

curvatura nulla

Oggetti a distanza ravvicinata


i muscoli ciliari si contraggono aumentando il raggio di curvatura

LOcchio e la Visione
Accomodamento

LOcchio e la Visione
Principali difetti del sistema ottico
Miopia - Incapacit di mettere a fuoco
oggetti distanti
(limmagine viene formata davanti alla
retina)
la miopia l'incapacit dell'occhio di
percepire con nitidezza gli oggetti lontani:
chi miope vede bene da vicino ma non
da lontano

LOcchio e la Visione
Principali difetti del sistema ottico
Ipermetropia - Incapacit di mettere a
fuoco oggetti vicini
(limmagine viene formata dietro la retina)
ipermetropia non fa percepire le immagini
sia da vicino che da lontano,
equivale quindi ad un calo generale della
vista

LOcchio e la Visione
Principali difetti del sistema ottico
Astigmatismo - Percezioni di immagini
deformate a causa di una curvatura
irregolare della cornea
Solo alcune regioni del campo visivo
risultano con loggetto messo a fuoco

LOcchio e la Visione
Principali difetti del sistema ottico
Presbiopia - Incapacit di mettere a fuoco oggetti vicini per la ridotta elasticit del
cristallino

LOcchio e la Visione
Movimenti oculari
Durante la lettura il nostro occhio non esplora il testo con un movimento armonico e
continuo, ma procede attraverso una serie di rapidissimi salti da una posizione allaltra
chiamate saccadi che durano circa 20-35 msec.
Tra due saccadi il nostro occhio relativamente fermo per intervalli di 200-250 msec
circa chiamati fissazioni

LOcchio e la Visione
Movimenti oculari
La Fovea ha la maggior capacit di discriminare
piccoli dettagli (2 gradi di angolo visivo attorno al
centro della fissazione).
La Paravovea: 5 gradi di angolo visivo attorno alla
circonferenza della fovea, bassa capacit di
discriminare dettagli, ma possibilit di ricavare
informazioni utili.
La Periferia, invece possiede una bassissima
risoluzione
Facciamo rapidi movimenti per portare parti di testo (o di una immagine) non ancora
processate nella regione foveale per un processamento dettagliato: movimenti
saccadici.
Altri tipi di movimenti detti di movimento lento consentono di mantenere la
fissazione foveale di un oggetto mentre questo si muove lungo una traiettoria

LOcchio e la Visione
La percezione
La percezione il passo successivo allacquisizione: dopo che gli occhi hanno
convertito gli stimoli luminosi in informazioni neurali, il nostro cervello deve codificare
queste informazioni per ricostruire internamente limmagine che gli occhi hanno
acquisito e interpretarla al fine di estrarne rappresentazioni utili del mondo che ci
circonda.
Infatti noi non vediamo gradazioni di luce o un insieme di linee curve o rette, ma
vediamo facce, persone, oggetti, scritte, paesaggi, ecc

LOcchio e la Visione
La percezione
Nella retina, si forma unimmagine capovolta, ma sin dalla nostra infanzia, il cervello
impara a capovolgere questa immagine, per interpretarla correttamente.
Tra laltro questa immagine una rappresentazione bidimensionale di una immagine
del mondo che ci circonda che invece tridimensionale.
Linterpretazione del mondo quindi una traslazione, una trasposizione sotto unaltra
forma della realt: il cervello aggiunge, sottrae, riorganizza e codifica le informazioni
sensoriali che gli arrivano per fornire uninterpretazione pi possibile esatta del mondo
esterno.

LOcchio e la Visione
La percezione della profondit
Il mondo che ci circonda tridimensionale, al contrario dellimmagine che si forma sulla
retina che bidimensionale.
Quali sono, allora, gli indizi che ci permettono di ricreare un mondo tridimensionale nella
nostra mente?
Si possono raggruppare in due tipologie:
- Indici monoculari, basati sullinformazione proveniente da un solo occhio
- Indici binoculari, che richiedono cio la combinazione delle informazioni provenienti
da entrambi gli occhi.

LOcchio e la Visione
Il raggruppamento percettivo
Regola della prossimit: gli elementi pi vicini sono percepiti come parte di un
insieme. A seconda di come sono sistemati i punti nella figura si percepiscono pi
facilmente o le righe o le colonne.
Regola della somiglianza: vi la tendenza a "mettere insieme" elementi che sono
simili o ripetuti. Nella figura si osservano righe o colonne a seconda che i punti bianchi
siano sistemati in righe o colonne.
Regola della simmetria: vi la tendenza a percepire come oggetti degli elementi che
sono simmetrici piuttosto che altri che non lo siano. Nella figura si vedono a sinistra
delle colonne nere e a destra delle colonne bianche anche se il disegno uguale e solo
i colori sono invertiti.

Regola della continuit: vi la tendenza a seguire l'apparenza dell'allineamento


generale degli elementi di una figura. Questa la base di ogni tipo di mimetismo. nella
figura osserviamo un cerchio coperto da una "X" piuttosto che vedere delle fette i cui lati
vanno oltre la stessa fetta.
Regola della chiusura: vi la tendenza a vedere le forme come delineate da un
margine continuo ed ignorare eventuali interruzioni di tale continuit. Nella parte
superiore della figura osserviamo un riquadro delimitato da quattro cerchi bianchi anche
se in realt non esiste.
Regola del senso: vi la tendenza dopo aver percepito l'essenza di un disegno ad
osservarlo secondo la nuova interpretazione e non pi come lo si vedeva prima. Ad
esempio guardate la figura: cosa rappresenta secondo voi?

LOcchio e la Visione
La percezione della profondit
Indici monoculari fisiologici:
Il pi semplice laccomodamento, cio il movimento che il cristallino fa per mettere a
fuoco un oggetto e che pu dare una prima sommaria informazione sulla distanza di un
oggetto.
Indici monoculari cognitivi:
a) Linterposizione
Se un oggetto appare sovrapposto ad un altro, ci sembra pi vicino.

LOcchio e la Visione
La percezione della profondit
b) Lelevazione
Pi un oggetto vicino alla linea dellorizzonte, pi sembra lontano.

c) Lombreggiatura
Le ombre danno sempre unespressione di profondit.

LOcchio e la Visione
La percezione della profondit
d) La prospettiva lineare
Le linee che convergono verso un unico punto in lontananza danno limpressione di
profondit

e) Il gradiente tissurale

LOcchio e la Visione
La percezione della profondit
Indici binoculari
a) La convergenza oculare:
Quanto pi un oggetto vicino, tanto pi gli occhi devono convergere per vederlo.

b) La disparit retinica:
Le immagini che si formano nella retina, sono leggermente diverse nei due occhi.
La fusione di queste due immagini d origine alla percezione binoculare o
stereoscopica, e produce buona parte della sensazione di tridimensionalit nella visione.

LOcchio e la Visione
La percezione della profondit
Percezione della profondit (da punto di osservazione in moto)
Moto di parallasse - movimento relativo tra due oggetti a differenti distanze
Percezione del movimento
Effetto stroboscopico
le immagini ad una frequenza sufficientemente elevata appaiono continue
oggetti in movimento illuminati con luce pulsante possono apparire fermi
Effetto flicker: fenomeno riferito alleffetto che la fluttuazione di tensione ha sulle
lampade. Esse, se alimentate da una tensione affetta da fluttuazione, emettono un
flusso luminoso la cui intensit anchessa fluttuante e viene percepita come uno
sfarfallio fastidioso dallocchio umano.
II movimento e lo sfarfallamento sono pi facilmente rilevabili alla periferia del
campo visivo

LOcchio e la Visione
La percezione della profondit
Figure ambigue
Le immagini che vedrete sono suscettibili di pi interpretazioni, perch gli elementi che
le compongono non forniscono al cervello, le informazioni esatte, ma per lappunto,
ambigue.
Quindi potremo facilmente scambiare la figura con lo sfondo, o invertire la disposizione
spaziale di un oggetto, ecc.

LOcchio e la Visione
Ambiguit della prospettiva
In questo caso le figure risultano avere pi interpretazioni perch il nostro cervello ha
gli elementi che gli permettono di interpretare la figura come tridimensionale, ma non
sono sufficienti a fornirgli lesatta disposizione spaziale

Tra le due facce parallele


allo schermo, qual
quella anteriore?

Qual il solido che


sporge di pi verso di
noi?

E tra le facce di questo


cilindro?

LOcchio e la Visione
Ambiguit della prospettiva

LOcchio e la Visione
Il cubo ambiguo

Un cubo grande con una parte mancante o un cubetto piccolo nell'angolo di una stanza?
Entrambe le interpretazioni sono esatte, per questo il cervello continuer ad oscillare fra
esse e farvi vedere ora l'una ora l'altra!

LOcchio e la Visione
La maschera rotante

Gira da destra a sinistra ma quando ne vediamo l'interno, abbiamo l'impressione che giri
al contrario!

LOcchio e la Visione
Oggetti impossibili
Sono oggetti non esistenti nella realt, ma solo nelle raffigurazioni bidimensionali; essi
sono infatti contraddistinti dal presentare allosservatore dei curiosi paradossi
geometrici
un triangolo caratterizzato dal fatto di avere tre
angoli di 90.
Ci da lillusione che i suoi lati vengano verso di
noi e contemporaneamente si allontanino.
Si tratta di un ovvio paradosso, poich sappiamo
che la somma degli angoli interni di un triangolo
deve dare 180!

LOcchio e la Visione
Oggetti impossibili

I lati si intersecano in modo da creare il paradosso!

LOcchio e la Visione
Paradossi geometrici
Il segmento inferiore sembra pi corto di quello che
sta sopra mentre invece sono perfettamente uguali.
I nostri occhi interpretano la figura prospetticamente a
causa delle due rette oblique laterali che simulano il
cosiddetto "punto di fuga".
Quindi i due segmenti vengono visti come se stessero
su due piani differenti: quello in basso vicino a noi e
l'altro pi lontano.
Essendo poi in realt di uguale lunghezza il cervello
crede erroneamente che quello pi "lontano" deve
essere per forza pi grande e cos si genera l'illusione.

LOcchio e la Visione
Il punto di fuga
Il tipo di illusione ottica di cui abbiamo parlato prima, viene maggiormente compreso
quando ricreiamo effettivamente un ambiente tridimensionale, mediante varie rette che
sembrano congiungersi in un punto, che nella rappresentazione prospettica viene
definito punto di fuga.

In queste immagini effettivamente le figure che nella rappresentazione tridimensionale


dovrebbero stare pi distanti da noi sembrano pi grandi!

LOcchio e la Visione

L'occhio valuta la dimensione degli oggetti in funzione del finto orizzonte.

LOcchio e la Visione
Paradossi geometrici

LOcchio e la Visione
Paradossi nellarte: Escher

LOcchio e la Visione
Misura della vista
Acuit visiva
Labilit o capacit di cogliere i dettagli minuti prende il nome di acuit visiva
una grandezza che serve a valutare il grado di accuratezza con cui locchio assolve
alle sue funzioni
definita come il reciproco del pi piccolo angolo visivo
Viene espressa come frazione 10/10

LOcchio e la Visione
Misura della vista
Lacuit visiva (=1/) viene di solito espressa in frazione (ad esempio 8/10)
- il numeratore indica la distanza reale dalla tabella.
- il denominatore la distanza cui lo stesso oggetto viene osservato in condizioni normali
di visione

LOcchio e la Visione
Effetto dellinvecchiamento
Ingiallimento del cristallino
riduzione della sensibilit dellocchio per alcune
lunghezze donda (ridotta visione della tonalit blu)
Opacizzazione del cristallino
aumento della diffusione della luce allinterno
dellocchio con maggiore sensibilit allabbagliamento
Presbiopia
Apertura ridotta della pupilla
Maggior tempo di adattamento ed elaborazione
dellimmagine
Riduzione dellacuit visiva e della sensibilit al
contrasto

LOcchio e la Visione
Visibilit e prestazione visiva
La buona visibilit e la prestazione visiva sono i requisiti del progetto Illuminotecnico
Contrasto
relazione tra la luminanza delloggetto e quella dello sfondo
Dimensione
Angolo visivo sotteso tra oggetto ed osservatore
Luminanza dello sfondo
Oggetto bianco su fondo nero/oggetto nero su sfondo bianco
Tempo di osservazione

LOcchio e la Visione
Abbagliamento ed equilibrio delle luminanze
E uno degli aspetti del progetto illuminotecnico cui bisogna fare pi attenzione.
La presenza di sorgenti luminose dirette o indirette, in posizione ravvicinata rispetto alle
pi comuni direzioni di osservazione pu dar luogo al fenomeno dellabbagliamento

Discomfort glare
abbagliamento che determina fastidio o disturbo psicologico
Disability glare
abbagliamento che determina una riduzione della capacit visiva

LOcchio e la Visione
Abbagliamento ed equilibrio delle luminanze
Labbagliamento pu essere di tipo
Diretto
causato cio da lampade nude, apparecchi di illuminazione o finestre
Indiretto
causato da luce riflessa da oggetti presenti nel campo visivo