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Introduzione

Il lavoro che mi accingo a descrivere nasce dallesigenza di sintetizzare due


esperienze connesse tra di loro e, credo, complementari. La prima esperienza
riguarda i dubbi sul tema delle sostanze in et giovanile Le informazioni
creano confusione paure ed etichette e si mescolano ai luoghi comuni e alle
differenze dei gerghi giovanili, creando in pratica, un ambiente tossico", in
cui i giovani e le famiglie si muovono. Dal mio punto di vista ovvero
psicopedagogico, non ha importanza da quale fonti provengano le risposte di
cura, scienza, terapia, educazione, ma come questi saperi specifici possano
interagire con il fine di creare un percorso sia sanante che di crescita. Ne
consegue una modalit di trattare le informazioni, di stabilire contatti, che si
dispone e si realizza come un orizzonte in costruzione, in cui i professionisti
guardano attraverso la relazione e con l'importanza che essa riveste in qualsiasi
forma
di
trattamento/intervento
psicoeducativo
a
finalit
informativa/riabilitativa. iQuesti ntervent sono rivolti agli adolescenti e giovani
adulti o adulti.
La prima istanza su cui riflettere rispetto alla bulimia informativa in atto,
limpellente richiesta da parte di genitori ed istituzioni di affrontare e, a volte,
arginare il consumo di sostanze in adolescenza. Genitori e figli mostrano segni
di incomprensione e una veloce narcotizzazione degli ambienti comunicativi,
della vita amicale e di gruppo. Nella mia esperienza, spesso i ragazzi sono alla
ricerca di sostanze come ricerca di mediazione con la realt, ricerca di senso, e
soprattutto di modalit comunicative dirompenti nei confronti della morale
comune. Di conseguenza la centralit dell'aspetto relazionale e lo studio dei
significati e dell'identit sono la base portante di ogni approccio, importante
come la stessa declinata, praticata e intesa1. Dalla mia lente i giovani
sembrano muoversi in uno spazio immaginario, in un concetto di realt viziato
dal consumo mortifero di ogni evento di vita, senza nessuna azione di
ribellione creativa ai codici sociali comunemente accettati. Essi, a volte,
mancano di movimento e direzione, questo fenomeno di aumento dell'effimero
come modello originario della ricerca personale ha come ideologia lo sviluppo
quantitativo dell'essere. lo stesso sviluppo dell'effimero che incentiva la ricerca
occasionale, sregolata e poi ripetitiva di un Farmaco che agevoli lo scorrere del
1 Michel Focault (1957. In Follia e psichiatria, trad. it. 2006, R. Cortina Ed., Milano, pp11
segg.

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tempo. Pur parlando di sofferenza essa appare aleatoria, indefinita o


allontanata dall'orizzonte di una trasformazione in dolore. Dalla incapacit
trasformativa si passa alla ricerca del Farmaco, nello stesso momento, capace
di creare rituali nella ripetizione noiosa del quotidiano, che serve a storicizzare
l'evento e renderlo vivo, una ricerca di storia che ha un fine tragico.
Quali risposte operative si possono dare? Come articolare e centrare
l'intervento sui bisogni reali che ogni individuo a volte nasconde e declina in
modo tragico? Queste domande animano il mio dibattito interno e sollecitano
quella parte di me che non accetta l'idea delle categorie patologiche, o di
miracoli farmacologici come rimedio all'impotenza, frustrazione e confusione
che ogni operatore avverte. Le reazioni di congelamento o di sconforto
attanagliano l'operatore che entra in contatto con l'ideologia della sostanza
psicoattiva e con gli effetti che questo nuovo paradigma sociale produce sulla
persona/gruppo.
La seconda esigenza riguarda la possibile applicazione del counseling come
approccio complementare o/e principale al sistema del trattamento delle
dipendenze o dei comportamenti disfunzionali alladattamento sociale (stili di
vita). Questa richiesta si articola come unistanza del momento storico e
sopratutto, in riferimento alla crescente velocit di cambiamento degli stili di
consumo e delle modalit di assunzione. In pratica la riduzione del sostegno
economico statale, la carenza di investimenti nella ricerca di modelli terapeutici
efficienti, brevi e poco invasivi, catapulta il couseling direttamente nel campo
del trattamento delle sostanze. La durata degli interventi stabilita e verificabili,
la ricerca di obiettivi realizzabili e verificabili permette al counselor di lavorare
con i clienti/utenti su pezzi specifici del progetto trattamentale di persone con
problemi di dipendenza. La specificit del counseling, quali il continuo
riferimento al presente, lattenzione al processo in cui si inseriti e la continua
verifica degli obiettivi fondamentali, agevolano e incentivano il cambiamento.
A quanto detto possiamo aggiungere la possibilit di guardare la costanza e la
direzione come arma contro la desensibilizzazione culturale, operata dal
paradigma scientifico a partire dagli anni '50 ad oggi. Infatti nel tempo si
assistito a una mistificazione sugli effetti nocivi delle sostanze sul
funzionamento umano. Inoltre il paradigma scientista ( tecnologico) addestra
l'individuo, a percepirsi e a considerarsi come particella visibile isolata e
riparabile a settori. Io, al contrario, sono portatore di una visione della persona

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centrata e proiettata verso il mondo, in primo luogo relazionale (responsabilit),


concreto e modificabile che si integra e prende forma nelle relazioni ambientali.

Indicazioni di metodo
Di quali attrezzi siamo forniti e di come li utilizziamo.
Prima di addentrarmi nella descrizione delle fasi del lavoro che propongo,
volevo soffermarmi sui modelli epistemologici da cui traggo linfa, in
entnopsichiatria si potrebbe dire da quali invisibili sono mosso, dove per
invisibile mi riferisco al modo in cui siamo costruiti dalle discipline della psi e
quale effetto esse hanno nelle relazioni di aiuto. Per questo il riferimento
concettuale del lavoro ha una matrice originaria negli studi di Piero Coppo
(2003;2005) e la visione che trasmette la sua opera. Visioni di metodo
applicabili nel quotidiano se la premessa iniziale mantenuta salda : ogni
intervento da considerarsi come un possibile orizzonte di apertura di
significati di umano; ogni disciplina e metodo di cura ha pieno diritto di entrare
nel pantheon dei modelli applicabili, siano essi occidentali, siano essi
tradizionali, siano essi collettivi o individuali. Ogni disciplina entra in contatto
con le altre in un conflitto generativo che ha come scopo la creazione di una
realt condivisa, momentanea e funzionale.
Lo scopo della cura ha l'obiettivo di rendere il cliente/utente un esperto del
suo metodo, e quindi egli ha il dovere di investire il terapista (artigiano della
cura) di questi saperi, e delle modalit in cui sono stati usati. Per farmi capire
meglio faccio un esempio; se un falegname mi propone una sedia, non mi
soffermo sul fatto simbolico della sedia, ovvero che serve per sedersi e rimanda
a comodit, civilt e bellezza, ma di quali materiali fatto, quali strumenti
sono stati usati, in che modo il falegname arrivato a costruire e definire
quella specifica sedia e non altre. Inoltre chi ha contattato il falegname per avere
il materiale, quale gruppo stato attivato in questa ricerca e quanti modi
esistono per definire la parola sedia.

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Oltre a una visione entnoculturale, mi servir degli insegnamenti di Rogers


e di Beck ed Ellis per la parte che riguarda nello specifico la tecnica di
intervento, e per il processo di aiuto ( pre contattato - contatto - post contatto apprendimento) del counseling della Gestalt. Il viaggio si snoda attraverso due
momenti: il primo capitolo sulla teoria applicata e il secondo sull'analisi di un
caso che riguarda una ragazzina di 14 anni che presentava disturbi dovuti a poli
abuso di sostanze eccitanti ( extasi, cocaina, Mda) con cui ho lavorato in
un'equipe multidisciplinare, formata dalla psicoterapeuta, dal neuropsichiatra e
da me Il mio ruolo era di integrare 'aspetto educativo con il counseling ad
approccio cognitivo, e in parallelo integrare gli aspetti specifici con le altre
professioni. Forse la difficolt principale stata quella di delineare bene i
confini del counseling e la psicopedagogia con le altre discipline hard
( medicina e psicologia clinica). Queste difficolt sono servite da stimolo e
hanno portato ad azioni concrete, fatte di tensioni e di fatica. Tensione sulle
modalit di intervento e fatica di aggiustare il tiro ogni volta che i colleghi
riaffermavano con forza il potere terapeutico e medico, invocando i propri
spiriti nascosti a salvaguardia della propria verit.

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