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Coordinamento dei Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia

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Prato, 28 settembre 2015

Al Presidente della Regione Toscana


Enrico Rossi
Al Consiglio Regionale
della Regione Toscana
AllAutorit sulla Partecipazione
della Regione Toscana
Dott. Giovanni Allegretti
Dott.ssa Ilaria Casillo
Dott. Paolo Scattoni

Inviata VIA PEC


p.c.

Al Difensore Civico Regionale


Dott.ssa Lucia Franchini
Alla Commissione Europea
Direzione Generale Ambiente
Direzione D - Applicazione Governance
ENV.D.2

Oggetto: Variante al Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) approvata dal Consiglio Regionale
della Toscana con Delib. n. 61 del 16/07/2014 pubblicata sul Boll. Uff. della Regione
Toscana n. 33 del 20/08/2014 e Risoluzione del Consiglio Regionale n. 260 del 16 luglio
2014 pubblicata sul Boll. Uff. della Regione Toscana n. 31 del 08/08/2014
Processo Partecipativo / Dibattito Pubblico applicazione L.R. 46/2013.
Egregio Signor Presidente Rossi,
in base a quanto da Lei asserito lo scorso 23 settembre durante la seduta del Consiglio
Regionale e riportato su organi di stampa riconfermando il suo diniego al Processo
Partecipativo sulla Variante PIT, siamo nuovamente a chiedere lattuazione del processo
partecipativo ai processi di VIA/VAS, in applicazione della L.R. 46/2013, (Parte prima),
nonch la Risoluzione del Consiglio Regionale n. 260 del 16 luglio 2014 collegata, come
ivi stesso si dispone, alla Variante 61/2014 al PIT.

Ai sensi della LRT 46/2013, la partecipazione allelaborazione ed alla formazione


delle politiche regionali e locali costituisce un aspetto qualificante dellordinamento
toscano e configura un diritto dei cittadini, che lo Statuto Regionale impone in tutte le
fasi di definizione, di attuazione e di valutazione delle decisioni che coinvolgono
direttamente la qualit della vita e, quindi, dellambiente inteso suolo-acqua-ariapaesaggio

a) salvi i casi regolati dalla normativa in materia di governo del territorio, il Dibattito
Pubblico sintetizzato negli esiti referendari previsti dalla vecchia LRT 62/2007 (come m.i.
ex lege 46/2013 cit) - obbligatorio per tutti i piani regionali di previsione localizzativa
relativi ad opere pubbliche nazionali;
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b) per tutte le opere private che superano la soglia finanziaria critica di cinquanta milioni
di euro il dibattito pubblico sia attivato previa valutazione dellAutorit regionale e dopo
aver acquisito la disponibilit del soggetto privato a concorrere finanziariamente alla
realizzazione del dibattito stesso;
c) per tutte le opere, pubbliche e private, superiori alla soglia di cinquanta milioni di
euro, lAutorit, di propria iniziativa o su richiesta di altri soggetti, possa valutare
lopportunit di attivare il Dibattito Pubblico, acquisendo, in caso di opere private, la
collaborazione dei soggetti promotori;
d) per le opere pubbliche statali, sulle quali la Regione chiamata ad esprimersi,
lAutorit possa promuovere forme di Dibattito Pubblico, nei limiti compatibili con il
rispetto delle procedure della legge statale.
Ci premesso Le rivolgiamo ancora una volta, nella Sua qualit di massima Autorit
Responsabile del Governo del Territorio Regionale della Toscana , la richiesta di Processo
Partecipativo relativo alla delibera 61/2014, visto che la Variante in essa approvata
risulta essere con tutta evidenza strumento di variazione urbanistica sostanziale dei
Piani Regionali del Paesaggio e del Parco Agricolo della Piana ex ante aliter vigentes.
palese che il soggetto Proponente non possa che essere la Regione Toscana e quindi
anche Soggetto interessato a dover farsi carico del relativo processo partecipativo come
detto nel testo del Capo III e Capo IV della sopra citata LRT 23 novembre 2007, n. 62
(come m.i. ex lege 46/2013 cit).
Rimarchiamo i principi di detto Processo ben elencati anche sul sito della
Regione circa i concetti ed i Criteri di Partecipazione; Il Dibattito pubblico
regionale, disciplinato dal capo II della legge regionale 46 del 2013, un processo
di informazione, confronto pubblico e partecipazione su opere, progetti o
interventi che assumono una particolare rilevanza per la comunit regionale,
in materia ambientale, territoriale, paesaggistica, sociale, culturale ed economica
Ed ancora La legge del 2013, a differenza della normativa precedente, prevede
lobbligatoriet del Dibattito pubblico per alcune tipologie di opere. La legge in
particolare stabilisce una classificazione delle opere e una differenziazione delle
procedure, sulla base delle diverse soglie finanziare e del carattere pubblico o
privato degli interventi.
Sotto la soglia di 50 milioni di , spetta allAutorit una valutazione sulla rilevanza
regionale del progetto e sullesistenza delle condizioni che rendano possibile o utile
lo svolgimento di un Dibattito, mentre nel caso in oggetto visto che si superano
ampiamente gli importi menzionati per le iniziative pubbliche dobbligo il
processo partecipativo. Infatti la Variante PIT come da Delibera Consiliare una
iniziativa pubblica, ivi incluso qualunque progetto presentato dal Privato ai sensi
della Variante PIT sopra citata, della conseguente e collegata Risoluzione del
Consiglio Regionale n. 260 sopra richiamata.
Il Dibattito non pu riguardare interventi per i quali sia stato indetto referendum
consultivo ai sensi della legge regionale 62 del 2007 (Disciplina dei referendum
regionali previsti dalla Costituzione e dallo Statuto) e non pu comunque
svolgersi durante i 180 giorni antecedenti l'elezione del Consiglio Regionale e
del Presidente della Giunta regionale. E nel caso della citata Variante al
PIT di cui a margine, non vi stato dibattito pubblico alcuno n referendum.
Evidenziando che sono ora venute meno anche le motivazioni ostative circa le
tempistiche relative alle elezioni Regionali, rimarchiamo pure come la risoluzione,
n 260 del 16/07/2014, del Consiglio Regionale nel dispositivo Ritiene:
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1. che la Regione DEBBA accelerare la sottoposizione dei progetti concernenti la


qualificazione dellaeroporto di Firenze-Peretola, nellambito del procedimento di
valutazione di impatto ambientale, ad UNA CONSULTAZIONE PUBBLICA nelle
forme pi idonee alla partecipazione della cittadinanza, per favorire la corretta
ponderazione dei presupposti, dei contenuti progettuali, dei criteri e delle
modalit della loro valutazione, nel rispetto dei tempi previsti dalle norme
vigenti;
2. che, nel formulare il parere di propria competenza nellambito del procedimento
di valutazione di impatto ambientale relativa ai progetti concernenti la
qualificazione dell aeroporto di Firenze-Peretola, la Regione Toscana DEBBA
tenere conto anche degli esiti della consultazione pubblica di cui al punto
precedente.
Rammentiamo che la Direttiva 2014/52/UE del 16 Aprile 2014 emanata dal Parlamento
e del Consiglio Europeo - quindi gi ampiamente in vigore su tutto il territorio Europeo
- modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di
determinati progetti pubblici e privati obbligando il soggetto Proponente, e quindi la
Regione Toscana allorganizzazione di una pubblica consultazione popolare e Dibattito
Pubblico.
O, forse, da qualche parte negli Uffici Regionali - si teme che il parere popolare dei
diretti interessati possa contraddire la logica impositiva applicata dalla Giunta e dal
Consiglio Regionali oggi in carica?
Ribadendo quindi che in base alle leggi, regolamenti, risoluzioni sopra enunciate non
esistono pi elementi ostativi per non ottemperare al quanto previsto, rimaniamo perci
in attesa di una sua presa datto e delle notifiche necessarie per linizio di tale Processo
Partecipativo sulla legittimit legale, ambientale e paesaggistica della Variante Parco
Agricolo della Piana.

Distinti saluti,
Paolo Paoli
Gianfranco Ciulli
Portavoce
Coordinamento Comitati/Associazioni contro il Nuovo Aeroporto di Firenze