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quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia

Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi

durasalv/05101950

mar 2015

Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi

Sommario
Introduzione ............................................................................................................................................................1
Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi ..................................................................................2
Cosa fa la Regione...............................................................................................................................................2
Ulteriore tributo per i comuni che non effettuano la R.D. nelle percentuali stabilite dalla legge .....................3
Facciamo i conti in Sicilia ....................................................................................................................................4
La cifra realmente incassata dalla Regione. .......................................................................................................4
La truffa del cambiamento di tipologia dei rifiuti urbani in rifiuti speciali .........................................................5
Ma in Sicilia si stabilizza la Frazione Organica dei Rifiuti ? .................................................................................7
ALLEGATI .................................................................................................................................................................1
Presupposto oggettivo del tributo .....................................................................................................................1
Soggetti passivi ...................................................................................................................................................2
ISPRA Rapporto rifiuti 2014 .............................................................................................................................3
Regione Sicilia : Bilancio di previsione 2014 : .....................................................................................................4
Definizione e classificazione di rifiuto .............................................................................................................5
legge 28 dicembre 1995, n. 549, articolo 3 commi da 24 a 41...........................................................................6
legge regionale 7 marzo 1997 n. 6 articolo 2 .....................................................................................................9
L.R 16 aprile 2003 n. 4 ..................................................................................................................................... 12
importi del tributo speciale in Italia ................................................................................................................ 13
Ecotassa per le discariche abusive .................................................................................................................. 14
Legge 152/2006 ............................................................................................................................................... 15
Regione siciliana Assessorato territorio ed ambiente -- Circolare 8975 ........................................................ 17
Impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) ...................................................................................... 18
Disegno di legge diniziativa popolare ............................................................................................................. 19
Parere n. 11706 del 21/04/2010 dellUfficio legislativo e legale della Regione siciliana ................................ 21
RIFERIMENTI UTILI ........................................................................................................................................... 24
Finito di stampare a marzo 2015

quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica

Introduzione
Dal 1975 lEuropa, allora semplice Comunit Economica Europea, ha posto con la direttiva
75/442/CE la questione dei rifiuti tra i problemi che gli Stati associati dovranno affrontare con
principi, obbiettivi, strategie e regole comuni.
Quei principi,ispirati anche al programma europeo per la protezione dellambiente, sono alla base di
tutte le direttive, decisioni, raccomandazioni, pareri, della Comunit Europea e di risoluzioni e
comunicazioni del Parlamento europeo seguite da adeguamenti delle legislazioni nazionali, ma anche
da concreti stanziamenti di fondi.
La direttiva del 1975 invita gli Stati membri ad adottare le misure atte a promuovere la prevenzione,
il riciclo, la trasformazione dei rifiuti e lestrazione dai medesimi di materie prime .nonch di
ogni altro metodo che consenta il riutilizzo dei rifiuti e inoltre adottino misure necessarie per
assicurare che i rifiuti verranno smaltiti senza pericolo per la salute delluomo e ..senza creare
rischi per lacqua, il suolo, la fauna e la flora, senza causare odori, senza danneggiare la natura e il
paesaggio.
Viene inoltre introdotto il principio chi inquina paga e quindi il costo dello smaltimento deve
essere sostenuto dal detentore (dei rifiuti n.d.r.) .e/o dal produttore del prodotto : il principio
che porter, tra gli altri, alla introduzione sin dal 1990 in Europa di varie tipi di tasse sui rifiuti
conferiti in discarica ma anche sui materiali prodotti o importati e che poi finiscono nel ciclo dei
rifiuti. In Francia, per esempio, esiste una tassa di 48 euro/ton di carta prodotta o importata.
La strategia delineata dallUE quindi chiara: , in parole povere, la morte annunciata con largo
anticipo delle discariche quale stazione di arrivo terminale dei rifiuti.
Ma tra il dire e il fare c di mezzo il mare. Mentre nel 2012 in Italia ancora oltre il 43% dei rifiuti
urbani finisce in discarica (e in Sicilia al 90%) in Germania e in Olanda inferiore allo 0,5 % , in
Belgio, Austria e Svezia inferiore all1% , in Danimarca al 3%. Ci superano la Romania, il
Portogallo, la Grecia, la Spagna, la Lituania.
La Sicilia si muove da tanti, troppi, anni in direzione contraria a quella del mettere in atto politiche di
disincentivazione del sistema discariche comprese quelle fiscali. Questo quaderno di documentazione
esamina questo aspetto. Non sarebbe male che lattuale Presidente della Regione siciliana ed il suo
staff si documentino prima di annunciare penalizzazioni fiscali per coloro che non effettuano la
raccolta differenziata e conferiscono in discarica1.

A marzo 2015 il Presidente dichiara : " Non pu essere che la Sicilia sia la regione italiana che ha solo il 10 per cento di
differenziata. In finanziaria vogliamo mettere una tassa sulla indifferenziata cos chi non differenzia i rifiuti paga di pi".

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Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi


Questo tributo, istituito dalla legge nazionale 28 dicembre 1995, n. 549, articolo 3 commi da 24 a
41, si applica ai rifiuti conferiti in discarica o in impianti di incenerimento senza recupero di energia.
Nel campo di applicazione del tributo rientra il conferimento in discarica di rifiuti provenienti da
attivit di bonifica e smaltimento.
Il tributo speciale si applica quando detto conferimento avvenga tramite deposito in discarica dei
rifiuti solidi.
Per rifiuti solidi 2 intendendosi le sostanze che presentano consistenza tale da potersi escludere lo
stato liquido o semiliquido e nei quali sono ricompresi i fanghi palabili 3; ogni sostanza quindi di
cui il produttore si disfa, obbligato o abbia deciso di disfarsi, avviandola allo smaltimento. La
diversa classificazione dei rifiuti in urbani, assimilati agli urbani, speciali non assimilabili, speciali
nelle sue diverse classificazioni rileva solamente per la determinazione della misura del tributo
dovuto.
Il tributo dovuto dal gestore della discarica o dell'inceneritore alla Regione con obbligo di rivalsa4 su
chi effettua il conferimento5.
Per ogni discarica o impianto senza recupero di energia il gestore deve presentare una dichiarazione
con le quantit di rifiuti conferiti. La dichiarazione deve essere presentata entro il 31 gennaio dell'anno
successivo a quello di conferimento.
La Regione ne devolve il 10% alle Province.

Cosa fa la Regione
Il 20 per cento del gettito derivante dall'applicazione del tributo, al netto della quota spettante alle
province, affluisce in un apposito fondo della regione destinato a favorire la minore produzione di
rifiuti, le attivit di recupero di materie prime e di energia, con priorit per i soggetti che realizzano
sistemi di smaltimento alternativi alle discariche, nonch a realizzare la bonifica dei suoli inquinati, ivi
comprese le aree industriali dismesse, il recupero delle aree degradate per l'avvio ed il finanziamento
delle agenzie regionali per l'ambiente e la istituzione e manutenzione delle aree naturali protette 6.
L'impiego delle risorse e' disposto dalla regione, nell'ambito delle destinazioni sopra indicate, con
propria deliberazione, ad eccezione di quelle derivanti dalla tassazione dei fanghi di risulta che sono
destinate ad investimenti di tipo ambientale riferibili ai rifiuti del settore produttivo soggetto al
predetto tributo.
2

Si veda in allegato la definizione di rifiuto secondo la legge italiana allepoca dellistituzione del tributo
fanghi soggetti a movimentazione attraverso una pala; sono esclusi i fanghi non palabili, salvo quelli resi conferibili
mediante condotta in discarica appositamente autorizzata.
4
Il gestore della discarica non pu esimersi dal versamento del tributo se chi conferisce in discarica non paga a sua volta :
vedi allegato .
5
Vedi allegato soggetti passivi
6
La proposta di legge di iniziativa popolare( LIP) Legge Rifiuti Zero: per una vera societ sostenibile propone di
destinarne il 100% .
3

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La Regione siciliana ha normato per la parte di sua competenza con :


1. la legge regionale 7 marzo 1997 n. 6
2. con Ordinanza Commissariale 19 novembre 2002: Determinazione delle tariffe di
smaltimento dei rifiuti in discarica. (G.U.R.S. n. 54, 29/11/2002)
3. con la L.R 16 aprile 2003 n. 4 7
In particolare la Regione siciliana attribuisce allAssessorato territorio ed ambiente la supervisione
dellecotassa e alla provincia regionale il controllo delle dichiarazioni presentate, e la verifica dei
versamenti eseguiti.

Ulteriore tributo per i comuni che non effettuano la R.D. nelle


percentuali stabilite dalla legge
Inoltre la raccolta fissata per legge (articolo 24 del decreto n. 22/1997 e legge n. 296 del 21 dicembre
2006 e art. 205, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006) prevede per ogni ambito territoriale ottimale
percentuali che partivano dal 35 per cento per gli anni dal 2003 al 2006, fino al 65 per cento del 20128.
Questo clamoroso flop ha comportato a carico del Comune il pagamento di oneri aggiuntivi per il
conferimento in discarica del materiale che avrebbe dovuto essere destinato proficuamente alla
raccolta differenziata ed ha, pertanto, arrecato ad i cittadini di Palermo un danno patrimoniale
conseguente che si estrinseca essenzialmente in una maggiorazione della tassa sui rifiuti.
(dallesposto M5S presentato alla Corte dei conti nel settembre 2014).
I maggiori costi a carico del Comune sono sostenuti per il pagamento delladdizionale del 20 per
cento al tributo speciale9 prevista per quei comuni che non raggiungono le percentuali di raccolta
differenziata previsti per legge.
Nel caso della Sicilia questo pari a 2,472 euro/ton, non avendo proceduto la Regione a legiferare su
questo punto o a fissare annualmente questo importo.
La regione Marche e pi recentemente la Regione Puglia hanno legiferato istituendo la modulazione
del tributo speciale per lo smaltimento in discarica in base a un criterio di premialit/penalit, basato
sul superamento degli obiettivi di legge sulla percentuale di raccolta differenziata finalizzata al
riciclaggio: maggiore il superamento e maggiore lo sconto sullecotassa sulla discarica praticato ai
Comuni virtuosi.
La Regione Basilicata e la Regione Sicilia hanno il prezzo medio pi alto per il conferimento in
discarica (rispettivamente 140 e 106 euro) . Il conferimento in discarica dovrebbe essere pi
disincentivato e invece avviene lesatto contrario. Ma da notare che il prezzo pi alto non causato
dal maggiore tributo intascato dalla Regione, che invece tra i pi bassi dItalia10, ma dal maggiore
importo incassato dai gestori delle discariche.

e con questultima il tributo pari a 12,36 euro/ton per i rifiuti urbani. Si veda in allegato la L.R. 16 aprile 2003 n 4
Vedi allegato
9
Vedi allegato
10
Vedi allegato.
8

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Facciamo i conti in Sicilia


Il bilancio di previsione della Regione per il 2014 (stimato in base agli incassi degli anni precedenti)
pari a 12.000.000 euro11 e quello consuntivo del 2013 pari a 11.700.147 euro (GURS n. 26 del 27
giugno 2014)
Se prendiamo i dati ISPRA del 2013 nei 14 impianti in esercizio nel 2013 in Sicilia sono stati smaltiti
2.391.124 tonnellate di rifiuti urbani (non sappiamo gli altri tipi di rifiuti come quelli speciali o i
fanghi palabili che si aggiungono a questi)12.
Se togliamo il 13% di raccolta differenziata abbiamo 2.080.277 tonnellate che moltiplicate per euro
14,832 (12,36 di tariffa regionale + 20% di maggiorazione per mancata raccolta differenziata) euro
fanno 30.854.668 euro.
Togliendo il 10% che va alle province restano 27.769.201 euro.
Quindi 11.700.147 euro segnati e 27.769.201 che dovrebbero esserci (senza contare le seppur modeste
entrate per i rifiuti del settore edilizio, dei rifiuti speciali, e i fanghi palabili prodotti dai depuratori per
quanto riguarda le discariche, infine le discariche abusive che regolarmente vengono scoperte anche se
con importi ridicoli per cui si dovrebbe superare i 28/30 milioni di euro).

La cifra realmente incassata dalla Regione.


Una parte del mancato target dei circa 28 milioni di euro che la Regione dovrebbe incassare dovuto
al mancato pagamento dei gestori ovvero delle aziende che per conto dei comuni conferiscono in
discarica.
Per esempio, per quello che sappiamo, non ha versato il tributo dovuto per il primo trimestre 2013 la
AMIA di Palermo in gestione fallimentare (cui subentrata la R.A.P.) , come pure lATO AMA (Alte
Madonie Ambiente), ecc.. Soldi che alcuni Comuni dovrebbero avere iniziato a pagare nel 2014.
Ma la causa principale del mancato target dovuto allapplicazione di una circolare dellAssessorato
Territorio e Ambiente (la n.89795 del 9-12-200913 ) che assimila i rifiuti indifferenziati portati in
discarica e sottoposti a trito-vagliatura (in pratica una separazione dei metalli e degli sfabbricidi di
grosse dimensioni dal resto dei rifiuti poi sottoposti a semplice triturazione) ad una classificazione di
altri rifiuti speciali contemplata dalla legge regionale interpretando cos la legge nazionale

11

Vedi allegato
Il dato ISPRA in parte ricostruito e non deriva nella sua interezza da fonti ufficiali. Si ricorda che ogni anno lISPRA
richiede alle Regioni, alle Province e ad altri soggetti operanti nel settore numerose informazioni sugli impianti di recupero
e smaltimento dei rifiuti, informazioni poi utilizzate per la redazione della pubblicazione annuale sulla produzione e
gestione dei rifiuti in Italia. Ma alcuni soggetti non rispondono all ISPRA. Esiste invero un protocollo di intesa, firmato in
data 27 luglio 2011 tra Governo, Regioni e Autonomie locali in merito alla gestione delle informazioni sulla tracciabilit
dei rifiuti, che individua gi specifici compiti a carico dei soggetti firmatari e definisce le specifiche tecniche delle
informazioni da mettere a disposizione. Si tratterebbe quindi di rendere operativo, per entrambi i firmatari, laccordo gi
stipulato.
13
Si veda lallegato
12

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152/200614 ma con tariffa pari a 6,24 euro/ton cio la met di quanto dovuto per i rifiuti urbani
indifferenziati ! Con questa operazione truffaldina contestata da diversi soggetti i gestori, come le
aziende che gestiscono la raccolta e lo smaltimento come pure i Comuni, hanno reso pi conveniente
lo smaltimento in discarica. Una interpretazione contraria allo spirito della legge nazionale e
regionale.
Ecco gli effetti sul bilancio regionale :
al

voce del bilancio consuntivo regionale

importo (euro)

31-dic-04
31-dic-05
31-dic-06
31-dic-07
31-dic-08
31-dic-09
30-nov-10
31-dic-11
31-dic-12
31-dic-13

1607 TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI


1607 TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI
1607 TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI
1607 TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI
1607 TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI
1607 TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI
1607 TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI
1607 TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI
1607 TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI
1607 TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI

27.643.467,37
27.405.231,69
27.673.502,79
24.525.802,09
17.156.757,00
17.756.244,12
10.092.794,10
12.077.864,28
10.700.911,50
11.700.148,05

La truffa del cambiamento di tipologia dei rifiuti urbani in rifiuti


speciali
Ma un conto il processo di selezione e/o di trito-vagliatura ed altro il processo di stabilizzazione
del rifiuto.
Infatti, la Commissione Europea, con nota del 17 giugno 2011, ha inviato alla Repubblica italiana una
lettera di costituzione in mora [SG(2011)D/9693 C(2011)4113] per violazione della direttiva
1999/31/CE e della direttiva 2008/98/CE.
Nellambito della procedura di infrazione n. 2011/4021, la stessa Commissione, con il parere motivato
prot. 9026 del 1/06/2012, ha fornito dei chiarimenti sui contenuti minimi essenziali che le attivit di
trattamento devono osservare per essere conformi al dettato comunitario. A tal fine, la Commissione,
ha precisato che:
il trattamento dei rifiuti destinati a discarica deve consistere in processi che, oltre a modificare le
caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurre il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il
trasporto o favorirne il recupero, abbiano altres leffetto [art. 1 - Direttiva 1999/31/CE] di evitare o
ridurre il pi possibile le ripercussioni negative sullambiente nonch i rischi per la salute umana ;
un trattamento che consiste nella mera compressione e/o triturazione di rifiuti indifferenziati da
destinare a discarica, e che non includa unadeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e una
qualche forma di stabilizzazione della frazione organica dei rifiuti stessi, non tale da evitare o
ridurre il pi possibile le ripercussioni negative sullambiente e i rischi sulla salute umana ai
sensi della normativa comunitaria;

14

Art 184 punto 3 Rifiuti speciali - lettera g) : i rifiuti derivanti dalla attivit di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi
prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acquee dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di
fumi;

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Inoltre la sentenza del Consiglio di Stato sez. V, n.5566/2012 recita : Il Ministero dellAmbiente con
parere reso con nota prot. n. 11912/QdV/DI dell8 giugno 2009 affermava che labrogazione per
effetto dellart.2 comma 21-bis del d.lgs. n.4 del 2008 della lettera n) dellart. 184 comma 3 del
decreto n. 152 del 2006, che riportava la FOS15 esplicitamente tra i rifiuti speciali comporta che
persino tale categoria non pu essere compresa nella categoria di cui alla lettera g) dellart. 184 che li
sottoponeva espressamente alla disciplina dei rifiuti speciali, concludendo nel senso che sembrano da
ricondursi in via residuale alla categoria dei rifiuti urbani.
Quindi la regione Sicilia ha interpretato erroneamente il parere del Ministero dellAmbiente (che
parlava della sola FOS come rifiuto speciale) inserendo tutti i rifiuti genericamente trattati tra i
rifiuti speciali con grande beneficio del sistema delle discariche che si sono visti dimezzare il tributo
speciale e ritardare a fare gli impianti TMB con biostabilizzazione della parte organica dei rifiuti.
La FOS il risultato di un processo di biocompostaggio che modifica la natura sostanziale della sola
frazione organica dei rifiuti solidi urbani e li trasforma in rifiuti speciali derivanti da attivit di
recupero e smaltimento.
Con la sentenza 5566/2012 il Consiglio di Stato conferma quanto gi stabilito dal TAR Toscana in
primo grado (sentenza 917/2011) escludendo la significativit del criterio dellorigine ai fini
dellappartenenza alla categoria dei rifiuti urbani nei casi in cui gli stessi subiscano un processo di
trasformazione a livello industriale di rigenerazione.
Questo il caso della FOS che rappresenta attivit di recupero (R3) solo quando reimpiegato in
operazioni utili come le bonifiche o il riempimento delle cave, mentre attivit di smaltimento (D8 e
D9) quando viene conferito in discarica. In questultimo caso giusto applicare alla stessa lecotassa
pi favorevole prevista per i rifiuti speciali, non potendo comunque ignorarsi lapporto di utilit
ambientale delle operazioni di stabilizzazione del materiale organico contenuto nei rifiuti.16
Secondo lart. 7 del D.lgs del 13/01/200317, n.36 i rifiuti possono essere collocati in discarica solo
dopo trattamento, intendendosi per trattamento i processi fisici, termici, chimici o biologici, ,
che modificano le caratteristiche dei rifiuti, allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa18.
Questa legge e altre precedenti erano state puntualmente evase in Sicilia19 (e in tante discariche
italiane) tant che per violazioni della direttiva comunitaria in 218 discariche, lItalia stata
15

La frazione organica stabilizzata (compost fuori specifica, secondo l'individuazione data dal codice CER) il risultato
di un processo d'igienizzazione e stabilizzazione (maturazione-ossidazione) della componente organica dei Rifiuti Solidi
Urbani (RSU).
Fino a qualche anno fa era chiamato compost oggi non pi possibile vendere questo materiale ricavato dai RSU. Viene
chiamato FOS per differenziarlo dal compost vero e proprio.
La FOS normalmente utilizzata per la copertura delle discariche, da sola o miscelata con il terreno. Il prodotto che si pu
commercializzare come compost solo quello derivato da scarti agricoli, zootecnici o da raccolta differenziata e solo se
certificato da enti riconosciuti.
16
http://www.reteambiente.it/news/17509/consiglio-di-stato-la-fos-e-un-rifiuto-speciale/
17
Che recepisce la direttiva europea n.31 del 26/04/1999
18
Art. 2 comma h)
19
In Sicilia sono 24 le discariche finite nellelenco che ha dato il via alla procedura di infrazione: tre a Messina (Mistretta,
San Flippo del Mela, Torregrotta, questultima con rifiuti pericolosi), una a Trapani (Favignana), tre ad Agrigento
(Cammarata, Racalmuto, Siculiana), tre ad Enna, (2 a Leonforte e una a Pietraperzia) 6 a Palermo (Castellana Sicula,
Monreale, Casteldaccia,2 a Cerda, Contessa Entellina), 5 a Siracusa (4 ad Augusta, una Priolo Gargallo con rifiuti
pericolosi), 3 a Catania (due a Caltagirone, una a Patern).

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condannata nel 2007 dalla Corte di Giustizia Europea20 a provvedere alladeguamento e/o alla
chiusura e/o alla bonifica delle discariche entro il 30-set-2009. Non avendo lItalia provveduto ad
adeguarsi a quanto disposto dalla sentenza (al 2013 risultavano ancora 198 discariche fuori legge)
stata condannata al pagamento di 40 milioni di euro per il pregresso e di altri 42 milioni ogni sei mesi
per il futuro21.
Inoltre la sentenza 15/10/2014 n. C-323/13 della Corte di giustizia europea, Sez. VI, ha recentemente
condannato lItalia perch in una causa riguardante due discariche del Lazio si accertato che i rifiuti
erano stati abbancati in discarica senza la stabilizzazione della frazione organica22.
Come abbiamo detto in precedenza, con insolita (e sospetta) tempestivit la burocrazia siciliana segue
a ruota le indicazioni del Ministero dellAmbiente che col parere dell 8 giugno 2009 considerava la
FOS come rifiuto speciale a prescindere dalluso finale, ed emette la circolare dellAssessorato
Territorio e Ambiente (la n.89795 del 9-12-200923). Gli effetti sul tributo incassato dalla Regione sono
immediati: c un crollo nel IV trimestre 2009 e per tutti gli anni successivi.
La burocrazia siciliana non mette la stessa solerzia quando nel 2012 il Consiglio di Stato emette la sua
sentenza che, come abbiamo detto, afferma che non basta la selezione o la trito-vagliatura per
classificare speciale un rifiuto abbancato e non emette nessuna nota e/o parere correttivo, per cui i
gestori delle discariche continuano a pagare con lo sconto.
Non lo fa neanche dopo che il 6 agosto 2013 il Ministro dellAmbiente Orlando invia una circolare a
tutte le Regioni e Province autonome nella quale chiarisce, in linea con le indicazioni interpretative
della Commissione europea24 e per evitare sanzioni, quali sono le attivit di trattamento alle quali
devono essere sottoposti i rifiuti urbani per potere essere ammessi e smaltiti in discarica, superando di
fatto la circolare emanata pro tempore dal Ministero dellAmbiente il 30 giugno 200925.

Ma in Sicilia si stabilizza la Frazione Organica dei Rifiuti ?


Limpianto di biostabilizzazione dal 2003 un obbligo di legge. Purtroppo la storia italiana fatta
anche di deroghe, e di anno in anno si andati avanti con deroghe allapplicabilit della normativa
europea sulla biostabilizzazione26. Nel 2008 la Comunit europea dice basta allItalia, e quindi il
20

Corte di giustizia dellUnione europea: Sentenza della causa C 135/05


Corte di giustizia dellUnione europea: Sentenza della causa C 196/13
22
La Repubblica italiana, - non avendo adottato tutte le misure necessarie per evitare che una parte dei rifiuti urbani
conferiti nelle discariche del SubATO di Roma, ad esclusione di quella di Cecchina, ed in quelle del SubATO di Latina
non venga sottoposta ad un trattamento che comprenda un'adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e la
stabilizzazione della loro frazione organica, venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del combinato
disposto degli articoli 1, paragrafo 1, e 6, lettera a), della direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa
alle discariche di rifiuti, nonch degli articoli 4 e 13 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive, - e non avendo creato, nella Regione Lazio, una rete
integrata ed adeguata di impianti di gestione dei rifiuti, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili, venuta meno
agli obblighi ad essa incombenti in forza dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/98.
23
Si veda lallegato
21

24

Il 13/06/2013 la Commissione europea ha rilevato la necessit di un trattamento adeguato anche sui rifiuti residuali
provenienti da raccolta differenziata stabilendo come la tritovagliatura non soddisfi di per s lobbligo di trattamento dei
rifiuti previsto dalle normative europee.
25
http://www.minambiente.it/comunicati/rifiuti-circolare-ministro-orlando-discarica-solo-materiale-trattato
26
Lultimo il decreto Milleproroghe del 2009

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dottor Lupo come direttore del Ministero dellAmbiente emana, seppur in ritardo rispetto alle
sollecitazioni europee, una circolare27 con cui impone che non possa essere rilasciata, a partire dal 1
gennaio 2010, alcuna autorizzazione senza limpianto di biostabilizzazione, a meno che non si tratti
soltanto di discariche in corso di gestione.
Ed ecco la scappatoia trovata dalla lobby delle discariche: in Sicilia, ma non solo, la dirigenza politica
e tecnica trova il cavillo giuridico, forse lasciato ad arte nella circolare nazionale, per cui le nuove
discariche non sono nuove ma sono da considerarsi un ampliamento di quelle esistenti e quindi in
corso di gestione. Pertanto non ritenuto necessario alcun impianto di biostabilizzazione ma solo di
trito-vagliatura con contestuale recupero della frazione ferrosa come condizione minima di
pretrattamento.
Con tale scappatoia, ladeguamento degli impianti non sarebbe mai avvenuto.
Nel periodo 2010-2011 la regione ha autorizzato circa 11 milioni di metri cubi di discariche
fondamentalmente a quattro soggetti privati, cio 3 milioni di metri cubi a Oikos a Catania, 3 milioni
di metri cubi a Sicula Trasporti a Catania/Siracusa perch al confine, 2 milioni di metri cubi a
Messina Tirrenoambiente e 3 milioni di metri cubi a Catanzaro Costruzioni ad Agrigento.
Tuttavia nessun provvedimento fu preso affinch le discariche si dotassero di impianti per la
biostabilizzazione di rifiuti prima che venissero depositati nella vasche.28 .
In Sicilia a tutto il 2009 esisteva solo qualche impianto di pretrattamento/selezione che si limitava, in
maniera assolutamente insufficiente, alla selezione di umido/secco e/o di trito-vagliatura di umido e
secco con deferrizzatore magnetico ma senza la stabilizzazione della parte organica.
Nel 2010 qualche impianto procede impropriamente a trattare la frazione organica con calce 29, ma
questo rientra tra le B.A.T. ( Bast Available Tecnologies) solo per rifiuti industriali e non per R.S.U
(Rifiuti Solidi Urbani) e non comunque da considerare un rifiuto organico stabilizzato.
Sapere esattamente che impianti esistevano nelle discariche e che trattamento dei rifiuti vi si praticava
e si pratica molto difficile.
La Commissione per la verifica degli atti relative alle discariche siciliane in esercizio, DA 52/14 e
DA 102/14 volute dallex Assessore Marino nel gennaio e febbraio 2014, scrive testualmente nella
relazione sulla discarica di Motta S. Anastasia : La Commissione non ha potuto esaminare parte della
documentazione tecnica progettuale ..pur avendo in tal senso fatta specifica richiesta alle Autorit
competenti 30.

27
28

la nota U.prot.GAB-2009-0014963 del 30/06/2009.


soltanto una discarica, quella di Sicula Trasporti, dotata di un impianto di biostabilizzazione

29

La discarica di Bellolampo (PA) esegue con calce la inertizzazione della frazione organica (UNIECO) almeno sino al
2012.
30
Ma tra la tecnostruttura dellAssessorato Territorio e Ambiente e quella dellAssessorato Energia acqua e rifiuti non
corre buon sangue: nel 2013 il Parlamento siciliano approva una legge, in cui la valutazione di impatto ambientale rimaneva di
competenza dell'Assessorato Ambiente, mentre l'AIA diventava competenza dellAssessorato rifiuti e viene siglato un protocollo di
intesa tra i due assessorati per regolamentare il passaggio della documentazione, perch chiaramente i documenti s i trovavano
nell'altro assessorato. Ma tutta una serie di richieste di documentazione resta senza risposta o vengono mandati fascicoli sbagliati.
Questo viene dichiarato dal dott. Marco Lupo e denunciato ai carabinieri.

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Ma da quel che risulta dalle dichiarazioni agli organi di stampa e alla Commissione Parlamentare di
inchiesta sulle attivit illecite sui rifiuti dellex Assessore Ignazio Marino e dalex direttore generale
Marco Lupo, ma anche da quanto scritto nel piano rifiuti nel 2012, non cerano in Sicilia a tutto il
2012 impianti di biostabilizzazione.
Per quel che ci dato sapere i primi impianti entreranno in esercizio solo nel 2013 e solo
parzialmente. Limpianto della discarica di Bellolampo, ad esempio, entrer in esercizio nel corso del
2015.
Quindi le discariche venivano gestite in maniera illegale e il tributo, per, veniva e viene pagato come
se la parte organica venisse stabilizzata secondo legge.

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ALLEGATI

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Presupposto oggettivo del tributo


Nel campo di applicazione del tributo rientra il conferimento in discarica di rifiuti provenienti da
attivit di bonifica e smaltimento.
Il tributo speciale si applica quando detto conferimento avvenga tramite deposito in discarica dei
rifiuti solidi, compresi i fanghi palabili; ogni sostanza quindi di cui il produttore si disfa, obbligato o
abbia deciso di disfarsi, avviandola allo smaltimento.
La diversa classificazione dei rifiuti in urbani, assimilati agli urbani, speciali non assimilabili, speciali
nelle sue diverse classificazioni rileva solamente per la determinazione della misura del tributo
dovuto.
indubitabile che assumere a presupposto dellecotassa il deposito in discarica o labbandono di
rifiuti non sia facilmente inquadrabile in termini di capacit contributiva, poich questultima
caratterizzata da unineliminabile componente economica. Nel tributo speciale, la rispondenza al
principio di capacit contributiva non si ricava positivamente da una manifestazione di ricchezza o
valorizzazione economica del presupposto impositivo, bens in negativo, proprio perch, al momento
del conferimento in discarica, certo che nessuno abbia pi posto in essere unattivit di riutilizzo,
riciclo e valorizzazione del rifiuto, e dunque la comunit, attraverso il meccanismo della rivalsa, paga
per il proprio inquinamento e per lavvenuta mancanza di politiche di riutilizzo, cos disincentivandosi
la convenienza economica del mero conferimento in discarica. Infatti ci, se contrario allo schema
classico di capacit contributiva, corrisponde alla principale finalit ambientale-sociale in tema di
rifiuti: da un lato viene incentivata la propensione degli operatori a ridurre l'inquinamento da
sversamento di rifiuti tal quali e dall'altro le opere pubbliche e le ricerche aventi finalit ambientali,
tendenti alla diminuzione del quantitativo da sversarsi in discarica, hanno una nuova fonte di
finanziamento.
Solo con questa lettura pu ammettersi la rispondenza del tributo speciale rispetto al principio di
capacit contributiva, e la rispondenza delle aliquote afflittive quale, da un canto, l'addizionale del
20% del tributo speciale istituita dal comma 3, art. 205, D.Lgs. n. 152/2006, cui finiscono per
rimanere gravati i Comuni appartenenti ad ATO, che non riescano a raggiungere determinate aliquote
di raccolta differenziata e delle aliquote premiali, quali, d'altro canto, le riduzioni per raccolta
differenziata, nell'ambito di un disegno legislativo di chiaro sfavore al conferimento in discarica, quale
emerge dal disposto del comma 1, art. 182, D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 e dall'art. 5, D.Lgs. n. 36
del 13 gennaio 2003.

quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica

Soggetti passivi
Per quanto attiene alla soggettivit passiva dell'ecotassa, i soggetti tenuti al pagamento, cos come
disposto dall'art. 3, commi 26, 32 e 40 della legge n. 549/1995, possono essere diversi e precisamente:

i gestori di impianti di stoccaggio definitivo di rifiuti ed i gestori di impianti di incenerimento


senza recupero di energia;
altri soggetti obbligati al pagamento ossia "chiunque esercita, ancorch in via non esclusiva,
l'attivit di discarica abusiva e chiunque abbandona, scarica o effettua deposito incontrollati di
rifiuti";
in solido "l'utilizzatore a qualsiasi titolo o, in mancanza, il proprietario dei terreni sui quali insiste
la discarica abusiva". Va attentamente osservato come i soggetti passivi stricto sensu individuati
dalla legge sono investiti di una soggettivit passiva meramente formale in quanto su di essi
ricade non solo il diritto ma anche l'obbligo di rivalsa nei confronti di chi effettua il deposito
in discarica (e, chiaramente, anche negli impianti di incenerimento senza recupero di
energia). Pertanto la rivalsa verr fatta valere all'indietro, generalmente verso societ
municipalizzate operanti nel settore della nettezza urbana, sino ad arrivare ai Comuni che,
a loro volta, si rivarranno sui residenti.

Le Amministrazioni locali dovranno, perci, porre in essere accurate politiche ambientali al fine di
non appesantire il gravame fiscale sui propri cittadini-elettori. Viceversa, politiche inefficienti
comporterebbero l'innalzamento del prelievo tributario e, di conseguenza, una significativa perdita di
consensi.
Va per precisato che la rivalsa nei confronti del soggetto che effettua il deposito in discarica non
esime il gestore della discarica dal versamento del tributo nel caso in cui il soggetto che ha conferito
in discarica non abbia a sua volta provveduto al pagamento.31

31

Si veda in allegato il parere n.11706 dellUfficio legale della Regione siciliana.

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ISPRA Rapporto rifiuti 2014

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Regione Sicilia : Bilancio di previsione 2014 :

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Definizione e classificazione di rifiuto


La prima definizione e classificazione di rifiuto nella legislazione italiana quella disciplinata
dallart. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982 n. 915 richiamato dalla
legge nazionale 549 del 28-dic-1995 istitutiva del tributo speciale per il deposito in discarica.
Art. 2. Classificazione rifiuti. Per rifiuto si intende qualsiasi sostanza od oggetto derivante da attivit umane o da cicli naturali, abbandonato o
destinato all'abbandono.
Ai sensi del presente decreto i rifiuti sono classificati in:
urbani, speciali, tossici e nocivi.
Sono rifiuti urbani:
1) i residui non ingombranti provenienti dai fabbricati o da altri insediamenti civili in genere;
2) i rifiuti ingombranti, quali beni di consumo durevoli, di arredamento, di impiego domestico, di uso comune, provenienti
da fabbricati o da altri insediamenti civili in genere;
3) i rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private,
comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime, lacuali e sulle rive dei fiumi.
Sono rifiuti speciali:
1) i residui derivanti da lavorazioni industriali; quelli derivanti da attivit agricole, artigianali, commerciali e di servizi
che, per quantit o qualit, non siano dichiarati assimilabili ai rifiuti urbani;
2) i rifiuti provenienti da ospedali, case di cura ed affini, non assimilabili a quelli urbani;
3) i materiali provenienti da demolizioni, costruzioni e scavi; i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
4) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
5) i residui dell'attivit di trattamento dei rifiuti e quelli derivanti dalla depurazione degli effluenti.
Sono tossici e nocivi tutti i rifiuti che contengono o sono contaminati dalle sostanze elencate nell'allegato al presente
decreto, inclusi i policlorodifenili e policlorotrifenili e loro miscele, in quantit e/o in concentrazione tali da presentare un
pericolo per la salute e l'ambiente.
Resta salva la normativa dettata dalla legge 10 maggio 1976, n. 319, e successive modificazioni e relative prescrizioni
tecniche, per quanto concerne la disciplina dello smaltimento nelle acque, sul suolo e nel sottosuolo dei liquami e dei
fanghi, di cui all'art. 2, lettera e), punti 2 e 3, della citata legge, purch non tossici e nocivi ai sensi del presente decreto.
Le disposizioni del presente decreto non si applicano:
a) ai rifiuti radioattivi disciplinati dalle norme del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185, e
successive modificazioni ed integrazioni;
b) ai rifiuti risultanti dalla prospezione, estrazione, trattamento ed ammasso di risorse minerali e dallo sfruttamento delle
cave;
c) alle carogne ed ai seguenti rifiuti agricoli: materie fecali ed altre sostanze utilizzate nell'attivit agricola;
d) agli scarichi disciplinati dalla legge 10 maggio 1976, n. 319, e successive modificazioni;
e) alle emissioni, nell'aria, soggette alla disciplina di cui alla legge 13 luglio 1966, n. 615, ed ai regolamenti di
esecuzione;
f) agli esplosivi.

La seconda definizione (che non in contrasto con quanto stabilito nella legge istitutiva del tributo
speciale) quella introdotta dallart.6 del D.Lgs. 22/97 (Decreto Ronchi ABROGATO dall'art. 264,
c. 1, lett. i) del d. Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006) per cui, ai soli fini del decreto, si intende per rifiuto:
qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A e di cui il
detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi32.
La terza definizione quella introdotta tal testo unico (d. Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 ) allart. 18333:
rifiuto:
qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia lintenzione o abbia
l'obbligo di disfarsi;

32

(5/a) Vedi, anche, l'art. 4, comma 21, L. 9 dicembre 1998, n. 426, riportata alla voce Ministero dell'ambiente. Per
l'interpretazione autentica della definizione di rifiuto di cui alla presente lettera vedi l'art. 14, D.L. 8 luglio 2002, n.138.
33
(articolo cos sostituito dall'art. 10 del d.lgs. n. 205 del 2010)

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legge 28 dicembre 1995, n. 549, articolo 3 commi da 24 a 41


Articolo 3
24. Al fine di favorire la minore produzione di rifiuti e il recupero dagli stessi di materia prima e di
energia, a decorrere dal 1 gennaio 1996 e' istituito il tributo speciale per il deposito in discarica dei
rifiuti solidi, cos come definiti e disciplinati dall'articolo 2 del decreto del Presidente della
Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.
25. Presupposto dell'imposta e' il deposito in discarica dei rifiuti solidi, compresi i fanghi palabili.
26. Soggetto passivo dell'imposta e' il gestore dell'impresa di stoccaggio definitivo con obbligo di
rivalsa34 nei confronti di colui che effettua il conferimento.
27. Il tributo e' dovuto alle regioni; una quota del 10 per cento di esso spetta alle province. Il 20 per
cento del gettito derivate dall'applicazione del tributo, al netto della quota spettante alle province,
affluisce in un apposito fondo della regione destinato a favorire la minore produzione di rifiuti, le
attivit' di recupero di materie prime e di energia, con priorit' per i soggetti che realizzano sistemi di
smaltimento alternativi alle discariche, nonch a realizzare la bonifica dei suoli inquinati, ivi comprese
le aree industriali dismesse, il recupero delle aree degradate per l'avvio ed il finanziamento delle
agenzie regionali per l'ambiente e la istituzione e manutenzione delle aree naturali protette. L'impiego
delle risorse e' disposto dalla regione, nell'ambito delle destinazioni sopra indicate, con propria
deliberazione, ad eccezione di quelle derivanti dalla tassazione dei fanghi di risulta che sono destinate
ad investimenti di tipo ambientale riferibili ai rifiuti del settore produttivo soggetto al predetto tributo.
28. La base imponibile e' costituita dalla quantit dei rifiuti conferiti in discarica sulla base delle
annotazioni nei registri tenuti in attuazione degli articoli 11 e 19 del decreto del Presidente della
Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.
29. L'ammontare dell'imposta e' fissato, con legge della regione entro il 31 luglio di ogni anno per
l'anno successivo, per chilogrammo di rifiuti conferiti: in misura non inferiore ad euro 0,001 e non
superiore ad euro 0,01 per i rifiuti ammissibili al conferimento in discarica per i rifiuti inerti ai sensi
dell'articolo 2 del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 13 marzo 2003,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2003; in misura non inferiore ad euro 0,00517 e
non superiore ad euro 0,02582 per i rifiuti ammissibili al conferimento in discarica per rifiuti non
pericolosi e pericolosi ai sensi degli articoli 3 e 4 del medesimo decreto. In caso di mancata
determinazione dell'importo da parte delle regioni entro il 31 luglio di ogni anno per l'anno
successivo, si intende prorogata la misura vigente. Il tributo e' determinato moltiplicando l'ammontare
dell'imposta per il quantitativo, espresso in chilogrammi, dei rifiuti conferiti in discarica, nonch per
un coefficiente di correzione che tenga conto del peso specifico, della qualit e delle condizioni di
conferimento dei rifiuti ai fini della commisurazione dell'incidenza sul costo ambientale da stabilire
con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri dell'industria, del commercio e
dell'artigianato e della sanit, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
30. Il tributo e' versato alla regione in apposito capitolo di bilancio dal gestore della discarica entro
il mese successivo alla scadenza del trimestre solare in cui sono state effettuate le operazioni di
deposito. Entro i termini previsti per il versamento relativo all'ultimo trimestre dell'anno il gestore e'
tenuto a produrre alla regione in cui e' ubicata la discarica una dichiarazione contenente l'indicazione
delle quantit complessive dei rifiuti conferiti nell'anno nonch dei versamenti effettuati. La regione
trasmette copia della predetta dichiarazione alla provincia nel cui territorio e' ubicata la discarica. Con
legge della regione sono stabilite le modalit di versamento del tributo e di presentazione della
dichiarazione.
31. Per l'omessa o infedele registrazione delle operazioni di conferimento in discarica, ferme
restando le sanzioni stabilite per le violazioni di altre norme, si applica la sanzione amministrativa dal
duecento al quattrocento percento del tributo relativo all'operazione. Per l'omessa o infedele
34

Il gestore della discarica non pu esimersi dal versamento del tributo se chi conferisce in discarica non paga a sua volta :
vedi http://www.gurs.regione.sicilia.it/Pareri/P100061.HTM

quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica

dichiarazione si applica la sanzione da lire duecentomila a lire un milione. Le sanzioni sono ridotte
alla misura stabilita dagli articoli 16e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 se, entro il
termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente e contestuale
pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione.
32. Fermi restando l'applicazione della disciplina sanzionatoria per la violazione della normativa
sullo smaltimento dei rifiuti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n.
915, e successive modificazioni, e l'obbligo di procedere alla bonifica e alla rimessa in pristino
dell'area, chiunque esercita, ancorch in via non esclusiva, l'attivit di discarica abusiva e chiunque
abbandona, scarica o effettua deposito incontrollato di rifiuti, e' soggetto al pagamento del tributo
determinato ai sensi della presente legge e di una sanzione amministrativa pari a tre volte l'ammontare
del tributo medesimo. Si applicano a carico di chi esercita l'attivit le sanzioni di cui al comma 31.
L'utilizzatore a qualsiasi titolo o, in mancanza, il proprietario dei terreni sui quali insiste la discarica
abusiva, e' tenuto in solido agli oneri di bonifica, al risarcimento del danno ambientale al pagamento
del tributo e delle sanzioni pecuniarie ai sensi della presente legge, ove non dimostri di aver presentato
denuncia di discarica abusiva ai competenti organi della regione, prima della costatazione delle
violazioni di legge. Le discariche abusive non possono essere oggetto di autorizzazione regionale, ai
sensi dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.
33. Le violazioni ai commi da 24 a 41 del presente articolo sono constatate con processo verbale dai
funzionari provinciali addetti ai controlli ai sensi dell'articolo 14 della legge 8 giugno 1990, n.142, e
dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, muniti di
speciale tessera di riconoscimento rilasciata dal presidente della provincia. Per l'assolvimento dei loro
compiti i funzionari possono accedere, muniti di apposita autorizzazione del capo dell'ufficio, nei
luoghi adibiti all'esercizio dell'attivit e negli altri luoghi ove devono essere custoditi i registri e la
documentazione inerente l'attivit, al fine di procedere alla ispezione dei luoghi ed alla verifica della
relativa documentazione. Qualora nel corso dell'ispezione o della verifica emergano inosservanza di
obblighi regolati da disposizioni di leggi concernenti tributi diversi da quelli previsti dai commi da 24
a 41 del presente articolo, i funzionari predetti devono comunicarle alla Guardia di finanza secondo le
modalit previste dall'ultimo comma dell'articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1972, n. 600, introdotto dall'articolo 19, comma 1, lettera d), della legge 30 dicembre
1991, n. 413. La Guardia di finanza coopera con i funzionari provinciali per l'acquisizione ed il
reperimento degli elementi utili ai fini dell'accertamento dell'imposta e per la repressione delle
connesse violazioni, procedendo di propria iniziativa o su richiesta delle regioni o province nei modi e
con le facolt di cui all'articolo 63 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, e successive modificazioni.
34. L'accertamento, la riscossione, i rimborsi, il contenzioso amministrativo e quanto non previsto
dai commi da 24 a 41 del presente articolo sono disciplinati con legge della regione.
35. Le disposizioni dei commi da 24 a 41 del presente articolo costituiscono principi fondamentali ai
sensi dell'articolo 119 della Costituzione. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di
Trento e di Bolzano provvedono con propria legge secondo le disposizioni dei rispettivi statuti e delle
relative norme di attuazione.
36. Nell'articolo 1, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 636, dopo la lettera i) e' aggiunta la seguente:
"i-bis) tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi".
37. Nell'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n.546, dopo la lettera g) e'
inserita la seguente:
"g-bis) il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi;". 38. Per l'anno 1996 il tributo
e' dovuto nella misura minima, esclusi i rifiuti dei settori minerario, estrattivo, edilizio, lapideo e
metallurgico, per i quali la misura minima del tributo e' determinata tra lire 2 e lire 5 con decreto del
Ministro dell'ambiente di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, da
emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge in relazione alla possibilit
di recupero e riutilizzo e alle incidenze del tributo sui costi di produzione. In sede di prima
applicazione delle disposizioni del comma 32 l'utilizzatore o, in mancanza, il proprietario del terreno
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su cui insiste la discarica abusiva e' esente dalla responsabilit relativamente alle sanzioni
amministrative previste al comma 32 qualora provveda entro il 30 giugno 1996 alla relativa denuncia
agli organi della regione.
39. A decorrere dell'anno 1996 i proventi delle addizionali erariali di cui al regio decreto-legge 30
novembre 1937, n. 2145, convertito dalla legge 25 aprile 1938, n. 614, e alla legge 10 dicembre
1961, n. 1346, applicate alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, comprese le
riscossioni relative agli anni precedenti sono devoluti direttamente ai comuni dal concessionario della
riscossione. La maggiore spesa del servizio di nettezza urbana derivante dal pagamento del tributo di
cui al comma 24 costituisce costo ai sensi dell'articolo 61 del decreto legislativo 15 novembre 1993,
n. 507, e successive modificazioni. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri
dell'interno e del tesoro, sono stabilite le modalit di attuazione delle disposizioni del presente comma.
40. Per i rifiuti smaltiti tal quali in impianti di incenerimento senza recupero di energia, per gli scarti
ed i sovvalli di impianti di selezione automatica, riciclaggio e compostaggio, nonch per i fanghi
anche palabili si applicano le disposizioni dei commi da 24 a 41 del presente articolo. Il tributo e'
dovuto nella misura del 20 per cento dell'ammontare determinato ai sensi dei commi 29 e 38.
41. Al comma 4 dell'articolo 29-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, le parole da: "ad agevolare il finanziamento" fino
a: "dal riciclaggio dei film di polietilene." sono sostituite dalle seguenti: " e con il Ministro delle
risorse agricole, alimentari e forestali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, ad agevolare la raccolta differenziata e la riduzione dell'impatto ambientale e
dell'uso delle discariche anche attraverso la corresponsione di un premio da corrispondere al
produttore agricolo conferitore di scarti di film di polietilene.".

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legge regionale 7 marzo 1997 n. 6 articolo 2


Art. 2.
Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi
1. Il gettito del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, istituito a decorrere dal 1
gennaio 1996 dall'art.3, commi da 24 a 41, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e' valutato per
l'anno 1997 in lire 42.527 milioni.
2. Una quota pari al 10 per cento del gettito spetta alle province regionali e una quota pari al 20 per
cento del medesimo gettito, al netto della quota spettante alle province regionali, affluisce su un
apposito fondo del bilancio della Regione cos come previsto dall'art. 3, comma 27, della legge 28
dicembre 1995, n. 549.
3. Per le discariche ubicate nel territorio della Regione siciliana i soggetti passivi del tributo speciale
per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, istituito con i commi da 24 a 41 dell'art. 3 della legge 28
dicembre 1995, n. 549, devono provvedere, entro il termine stabilito dal primo periodo del comma 30
dello stesso articolo, al versamento al relativo capitolo dell'entrata del bilancio della Regione siciliana.
4. I versamenti di cui al comma 3 potranno essere effettuati presso gli uffici provinciali della Cassa
regionale ovvero mediante conto corrente postale intestato alla stessa Cassa regionale.
5. Entro i termini previsti per il versamento relativo all'ultimo trimestre dell'anno, i soggetti passivi
del tributo sono tenuti a presentare o spedire a mezzo raccomandata senza avviso di ricevimento
all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente in triplice copia la dichiarazione di cui al
comma 30 dell'art. 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, su stampati conformi al modello
approvato con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e per le finanze di concerto con
l'Assessore regionale per il territorio e per l'ambiente.
..5. Entro i termini previsti per il versamento relativo all'ultimo trimestre dell'anno i soggetti passivi
del tributo sono tenuti a presentare o spedire singolarmente a mezzo raccomandata, all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente, all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze e alla
provincia regionale nel cui territorio ubicata la discarica, la dichiarazione di cui al comma 30
dell'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, su stampati conformi al modello approvato con
decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze di concerto con l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente
6. Copia della dichiarazione di cui al comma 5 dovr essere trasmessa dall'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze ed alla provincia
regionale nel cui territorio e' ubicata la discarica.
7. Le violazioni di cui ai commi da 24 a 41 dell'art. 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, sono
constatate, secondo le modalit indicate al comma 33 del medesimo articolo, con processo verbale dai
funzionari delle provincie regionali competenti per territorio addetti ai controlli ai sensi dell'art. 13
della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9 e dell'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 10
settembre 1982, n. 915
8. Per le violazioni che non danno luogo ad accertamento, constatate nel corso di accessi, ispezioni o
verifiche, la pena pecuniaria non pu essere irrogata qualora, nel termine di trenta giorni dalla data del
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relativo verbale, sia stato eseguito versamento, secondo le modalit di cui ai commi 3 e 4, di una
somma pari ad un sesto del massimo della pena.
9. La provincia regionale controlla le dichiarazioni presentate ai sensi dei commi 5 e 6, verifica i
versamenti eseguiti e, sulla base dei dati ed elementi direttamente desumibili da esse, provvede anche
a correggere gli errori materiali e di calcolo e liquida l'imposta dovuta, disponendo d'ufficio
l'effettuazione dei rimborsi eventualmente spettanti nell'ambito degli accreditamenti emessi ai sensi
del comma 18.
10. La provincia regionale emette avviso di liquidazione, con l'indicazione dei criteri adottati
dell'imposta o maggiore imposta dovuta e delle sanzioni ed interessi dovuti; l'avviso deve essere
notificato con le modalit indicate nel successivo comma 11 al soggetto passivo del tributo entro il
termine di decadenza del 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui e' stata presentata la
dichiarazione.
11. La provincia regionale provvede alla rettifica delle dichiarazioni nel caso di infedelt od
inesattezza ovvero provvede all'accertamento d'ufficio nel caso di omessa presentazione. A tal fine
emette avviso di accertamento motivato con la liquidazione dell'imposta o maggiore imposta dovuta e
delle relative sanzioni ed interessi; l'avviso deve essere notificato, anche a mezzo posta mediante
raccomandata con avviso di ricevimento, al soggetto passivo, a pena di decadenza, entro il 31
dicembre del terzo anno successivo a quello in cui e' stata presentata la dichiarazione ovvero, nel caso
di omessa presentazione, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la
dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
12. Ai fini dell'esercizio dell'attivit di liquidazione ed accertamento la provincia regionale pu
invitare i soggetti passivi del tributo, indicandone il motivo, ad esibire o trasmettere atti o documenti,
pu inviare loro questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico, con invito a restituirli
compilati e firmati, pu richiedere dati, notizie ed elementi rilevanti nei loro confronti agli uffici
pubblici competenti.
13. Con delibera della Giunta provinciale e' designato un funzionario cui sono conferiti le funzioni e
i poteri per l'esercizio di ogni attivit organizzativa e gestionale del tributo; il predetto funzionario
sottoscrive anche le richieste, gli avvisi ed i provvedimenti, appone il visto di esecutivit sui ruoli e
dispone i rimborsi.
14. Le somme liquidate dalla provincia regionale per tributo, sanzioni ed interessi, se non versate con
le modalit indicate ai commi 3 e 4, entro il termine di 90 giorni dalla notificazione dell'avviso di
liquidazione e dell'avviso di accertamento, sono riscosse, salvo che sia stato emesso provvedimento di
sospensione, coattivamente mediante ruolo secondo le disposizioni di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, e successive modificazioni; il ruolo deve essere formato e
reso esecutivo non oltre il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'avviso di
liquidazione o l'avviso di accertamento sono stati notificati al soggetto passivo ovvero, in caso di
sospensione della riscossione, non oltre il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di scadenza del
periodo di sospensione.
15. Il soggetto passivo pu richiedere il rimborso delle somme versate e non dovute entro il termine
di tre anni dal giorno del pagamento ovvero da quello in cui e' stato definitivamente accertato il
diritto alla restituzione.
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quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica

16. L'istanza di rimborso deve essere presentata, o spedita a mezzo plico raccomandato senza busta
con avviso di ricevimento, alla provincia regionale competente per territorio, la quale, al termine
dell'istruttoria, ove ne accerti la legittimit e fondatezza, adotta il provvedimento formale di rimborso.
17. Sulle somme dovute al soggetto passivo spettano gli interessi nella misura indicata nel comma
19.
18. Per i rimborsi di cui al comma 9 e per quelli di cui ai commi 15, 16 e 17 l'Assessorato regionale
del bilancio e delle finanze provvede all'emanazione di appositi ordini di accreditamento nei confronti
dei funzionari provinciali competenti, di cui al comma 13.
19. Sulle somme dovute per imposta e sanzione pecuniaria si applicano interessi nella misura del 3
per cento per ogni semestre compiuto.
20. Contro l'avviso di liquidazione, l'avviso di accertamento, il provvedimento che irroga le
sanzioni, il ruolo e la cartella di pagamento, l'avviso di mora, il rifiuto espresso o tacito della
restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie, interessi od altri accessori non dovuti, pu essere proposto
ricorso secondo le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1992, n.
546, e successive modificazioni.
21. Entro il 31 marzo di ogni anno le province regionali sono tenute a produrre all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente ed all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
apposita relazione sull'applicazione nell'anno precedente del tributo che contenga fra l'altro:
a) i dati relativi agli accertamenti compiuti;
b) i dati relativi alle riscossioni effettuate nell'anno precedente;
c) i dati relativi alle discariche e agli impianti di incenerimento senza recupero di energia operanti
nel territorio provinciale;
d) i dati relativi al contenzioso, con l'indicazione delle somme recuperate.
22. Il riparto della quota del gettito derivante dall'applicazione del tributo riservata alle province
regionali e' disposta annualmente in proporzione al gettito conseguito in ciascuna provincia regionale.
23. Per l'anno 1997 nella Regione siciliana la misura del tributo e' quella minima stabilita dal comma
29, dell'art. 3, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.

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quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica

L.R 16 aprile 2003 n. 4


(GURS n. 17 del 17.4.2003)

Art. 8.
Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi
1. Il comma 5 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 cos sostituito:
"5. Entro i termini previsti per il versamento relativo all'ultimo trimestre dell'anno i soggetti passivi del
tributo sono tenuti a presentare o spedire singolarmente a mezzo raccomandata, all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente, all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze e alla
provincia regionale nel cui territorio ubicata la discarica, la dichiarazione di cui al comma 30
dell'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, su stampati conformi al modello approvato con
decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze di concerto con l'Assessore regionale per il
territorio
e
l'ambiente.".
2. Il comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 abrogato.
3. A decorrere dall'1 gennaio 2004, la misura del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti
solidi, di cui all'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, convertito in euro con decreto dirigenziale n. 506 del 20 dicembre 2001 cos
determinata:
Tipologia

Tariffa

1) Rifiuti dei settori edilizia, mineraria, estrattiva lapideo

E 0,001236/kg

2) Altri rifiuti speciali

E 0,00624/kg

3) Restanti tipi di rifiuti

E 0,01236/kg

4) Scarti e sovvalli corrispondente

20% tariffa

5) Fanghi anche palabili corrispondente

20% tariffa

6) Incenerimento senza recupero di energia corrispondente

20% tariffa

Art. 9.
Vigilanza sulle attivit di riscossione
1. La Regione nell'esercizio delle sue funzioni di vigilanza e di controllo sulla attivit del
concessionario della riscossione dei tributi, si avvale, per il tramite del dipartimento regionale
finanze e credito nel cui ambito istituito il servizio regionale di riscossione, degli uffici
dell'Agenzia delle entrate, per esercitare controlli sulla procedura esecutiva relativa a singole
partite
iscritte
a
ruolo.
2. Per intensificare la vigilanza e al fine di favorire l'incremento dell'azione di recupero dei
carichi iscritti a ruolo, gli uffici, di cui la Regione si avvale, provvedono ad eseguire accessi
mirati ad accertare lo stato delle procedure esecutive relative a partite iscritte a ruolo, aventi
importo non inferiore a 5.000 euro, individuati anche a campione sulla base di criteri oggettivi.
3. Gli uffici che a seguito degli accessi operano la verifica devono far pervenire al dipartimento
regionale finanze e credito il relativo verbale contenente i risultati del controllo, l'accertamento
di eventuali irregolarit connesse, le indicazioni per l'irrogazione delle relative sanzioni. Il
verbale di verifica contiene, altres, un quadro statistico sui singoli aspetti rilevati.

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importi del tributo speciale in Italia

Regione

Basilicata
Valle d'Aosta
Prov. Bolzano
Sicilia
Trento
Lombardia
Calabria
Lazio
Toscana
Emilia Romagna
Molise
Abbruzzo
Campania
Piemonte
Sardegna
Veneto
Friuli
Puglia
Umbria

tal quale
con trattamento
senza
di separaz.
trattamento
meccanica
7,00
10,33
11,40
12,36
12,86
15,00
15,40
15,44
18,00
18,08
21,00
25,00
25,00
25,00
25,80
25,80
25,82
25,82
25,82

da fuori
ambito

6,24

5,33
10,33

25,80

10,33

25,82

5,17

(1) importi al 1 gennaio 2015 in euro/ton

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Ecotassa per le discariche abusive


Ai sensi del comma 32 della legge 28 dicembre 1995, n. 549 dovuto il pagamento dellecotassa
anche da parte di chiunque abbandona, scarica o effettua deposito incontrollato di rifiuti, e'
soggetto al pagamento del tributo determinato ai sensi della presente legge e di una sanzione
amministrativa pari a tre volte l'ammontare del tributo medesimo
Le sanzioni penali (art. 256 del d.lgs. 152/06) La disposizione dellart. 256 del D.Lgs. 152/06 di
fondamentale importanza per quanto concerne il tema dellabbandono dei rifiuti poich, di fatto,
individua le sanzioni da applicare ai titolari di imprese ed ai responsabili di enti che abbandonano o
depositano in modo incontrollato i rifiuti ovvero li immettono nelle acque superficiali o sotterranee in
violazione del divieto di cui allarticolo 192, commi 1 e 2. Le sanzioni cui rinvia la norma in
questione (art. 256 comma 2) sono dunque quelle di carattere penale (arresto o ammenda se trattasi
di rifiuti classificati come non pericolosi, oppure arresto e ammenda se trattasi di rifiuti classificati
come pericolosi) previste dal comma 1 dellart. 256 e mirate a punire la gestione non autorizzata dei
rifiuti. Pertanto il legislatore ha voluto distinguere, a livello sanzionatorio, la violazione dellart. 192
commessa da privati cittadini da quella commessa da titolari di imprese o da responsabili di enti,
riconoscendo senzaltro nella seconda tipologia di illecito il comportamento maggiormente antisociale.

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Legge 152/2006
art. 205
(Misure per incrementare la raccolta differenziata)
1. Fatto salvo quanto previsto al comma 1-bis, in ogni ambito territoriale ottimale deve essere
assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti
prodotti: (1)
a) almeno il trentacinque per cento entro il 31 dicembre 2006;
b) almeno il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre 2008;
c) almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012.
1-bis. Nel caso in cui, dal punto di vista tecnico, ambientale ed economico, non sia realizzabile
raggiungere gli obiettivi di cui al comma 1, il comune pu richiedere al Ministro dellambiente e
della tutela del territorio e del mare una deroga al rispetto degli obblighi di cui al medesimo comma
1. Verificata la sussistenza dei requisiti stabiliti al primo periodo, il Ministro dellambiente e della
tutela del territorio e del mare pu autorizzare la predetta deroga, previa stipula senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica di un accordo di programma tra Ministero, regione ed enti
locali interessati, che stabilisca:
a) le modalit attraverso le quali il comune richiedente intende conseguire gli obiettivi di cui
allarticolo 181, comma 1. Le predette modalit possono consistere in compensazioni con gli
obiettivi raggiunti in altri comuni;
b) la destinazione a recupero di energia della quota di rifiuti indifferenziati che residua dalla
raccolta differenziata e dei rifiuti derivanti da impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati,
qualora non destinati al recupero di materia;
c) la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, da destinare al riciclo, che il comune
richiedente si obbliga ad effettuare.(2)
1-ter. Laccordo di programma di cui al comma precedente puo` stabilire obblighi, in linea con le
disposizioni vigenti, per il comune richiedente finalizzati al perseguimento delle finalita` di cui alla
parte quarta, titolo I, del presente decreto nonch stabilire modalit di accertamento
delladempimento degli obblighi assunti nellambito dellaccordo di programma e prevedere una
disciplina per leventuale inadempimento. I piani regionali si conformano a quanto previsto dagli
accordi di programma di cui al presente articolo.(2)
2. (3)
3. Nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi
previsti dal presente articolo, e applicata unaddizionale del venti per cento al tributo di
conferimento dei rifiuti in discarica a carico dellAutorit dambito, istituito dallarticolo 3,
comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che ne ripartisce lonere tra quei comuni del
proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste dal comma 1 sulla base delle
quote di raccolta differenziata raggiunte nei singoli comuni.
4. Con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il
Ministro delle attivit produttive dintesa con la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, vengono stabilite la metodologia e i criteri di calcolo
delle percentuali di cui ai commi 1 e 2, nonch la nuova determinazione del coefficiente di
correzione di cui allarticolo 3, comma 29, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, in relazione al
conseguimento degli obiettivi di cui ai commi 1 e 2.
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quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica

5. Sino allemanazione del decreto di cui al comma 4 continua ad applicarsi la disciplina attuativa di
cui allarticolo 3, commi da 24 a 40, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.
6. Le regioni tramite apposita legge, e previa intesa con il Ministro dellambiente e della tutela del
territorio e del mare, possono indicare maggiori obiettivi di riciclo e recupero. (4)
---------------(1) N. Redaz. - Alinea modificato dallart. 21, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 03.12.2010, n. 205, in
vigore dal 25.12.2010.
(2) N. Redaz. - Comma inserito dallart. 21, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 03.12.2010, n. 205, in
vigore dal 25.12.2010.
(3) N. Redaz. - Comma soppresso dallart. 2, comma 28 ter, del D.lgs. 16.01.2008, n. 4, in vigore dal
13.02.2008.
(4) N. Redaz. - La Corte Costituzionale, con sentenza 24.07.2009, n. 249, ha dichiarato lillegittimita`
del presente comma, nella parte in cui assoggetta ad una previa intesa con il Ministro dellambiente
ladozione delle leggi con cui le Regioni possono indicare maggiori obiettivi di riciclo e di recupero
dei rifiuti.

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Regione siciliana Assessorato territorio ed ambiente -- Circolare 8975

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Impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB)


Il trattamento meccanico-biologico finalizzato alleventuale recupero di ulteriori materiali, alla
valorizzazione della frazione ad elevato potere calorifico mediante la produzione di CDR
(Combustibile Derivato da Rifiuti), ora ridefinito CSS (Combustibile Solido Secondario) ed alla
eventuale stabilizzazione del rifiuto residuo da avviare in discarica con produzione di Biostabilizzato
da Discarica (BD).
Lattivit di trattamento costituita da selezione meccanica con deferrizzazione, finalizzata alla
valorizzazione della frazione secca del rifiuto indifferenziato, da avviare ad impianti terzi di recupero
termico autorizzati con operazione R1 utilizzazione principale come combustibile o altro mezzo per
produrre energia. In questo caso la frazione secca prodotta deve rispettare i seguenti parametri in
funzione dellautorizzazione dellimpianto di destinazione:
-produzione di CDR
-produzione di CSS
La frazione secca termovalorizzabile prodotta avviata agli impianti di termovalorizzazione (R1), in
balle filmate per rendere pi facile e sicuro il trasporto in mare.
La frazione secca combustibile prodotta, per ottimizzare lattivit di conferimento ad impianti di
recupero, depositata presso unarea individuata dal gestore
I materiali ferrosi vengono raccolti in cassoni ed anchessi avviati a successivo impianto di recupero
(R4).

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Disegno di legge diniziativa popolare


a norma dellarticolo 71, comma 2, della Costituzione, e degli articoli 48 e 49 della legge 25 maggio 1970, n. 352

Legge Rifiuti Zero: per una vera societ sostenibile


Art.10
Tributo speciale allo smaltimento e al recupero energetico
1. Il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, di cui allarticolo 3, comma 24 e
seguenti, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, alimenta un fondo con destinazione vincolata alla
riconversione del ciclo dei rifiuti ed applicato:
a) nella misura massima a tutte le operazioni di smaltimento ai sensi dellallegato B alla parte quarta
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni;
b) in misura dimezzata rispetto allimporto massimo per i rifiuti urbani e speciali inviati a trattamento
termico sia in impianti di incenerimento che rientrano fra quelli per il recupero energetico di cui
allallegato C alla parte quarta del decreto legislativo n. 152 del 2006, sia in impianti che utilizzano i
rifiuti come combustibile o per la produzione di energia, tutti avviati a spegnimento e a riconversione
per effetto dellentrata in vigore della presente legge;
c) in misura pari al 20 per cento dellimporto massimo alla frazione organica stabilizzata derivante da
trattamento meccanico (FOS), maturata, raffinata, con un indice di stabilit IRD (indice di
respirazione dinamico) < 1000 mgO2 (ossigeno)/ kg SV (solidi volatili in valore assoluto) e una
pezzatura massima di 50 millimetri, utilizzata per la copertura giornaliera di discarica in un
quantitativo massimo del 10 per cento in volume, trattandosi di recupero di materia diverso dal
riciclaggio.
2. Le misure del tributo speciale sono rivalutate annualmente in relazione allaumento dellindice
medio del costo della vita accertato dallIstituto nazionale di statistica (ISTAT).
3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni emanano apposito
regolamento per applicare:
a) ai rifiuti urbani, sconti su base comunale graduati rispetto allimporto massimo e fino
allazzeramento del tributo, calcolati in maniera inversamente proporzionale ai rifiuti
procapite/equivalente inviati direttamente o indirettamente a smaltimento o a recupero energetico. Il
regolamento contiene i criteri di calcolo degli abitanti equivalenti, prendendo in considerazione, per i
singoli comuni, sia i flussi turistici sia la presenza di utenze non domestiche;
b) ai rifiuti speciali, uno sconto per le aziende che minimizzano la loro produzione tramite piani di
ristrutturazione produttiva.
Art.11
Utilizzo del gettito del tributo speciale
1. Lintero gettito del tributo speciale di cui allarticolo 10 e delladdizionale del 20 per cento sul
tributo speciale di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dellAutorit dambito di cui
allarticolo 205, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni,
utilizzato dalle regioni per la riconversione della gestione dei rifiuti verso il percorso indicato
dallarticolo1, comma 1, lettera a), allo scopo di:
a) finanziare limpiantistica finalizzata al riuso, al riciclaggio, al recupero di materia, al compostaggio
aerobico e alla digestione anaerobica con successivo trattamento aerobico, compresi i centri per il
riuso e i centri di raccolta di cui allarticolo 24 e gli impianti che recuperano, ai fini del riciclaggio,
parte del rifiuto residuale nonch gli scarti delle frazioni differenziate;
b) finanziare i comuni per la riconversione dagli attuali sistemi verso la raccolta differenziata
domiciliare, pi efficace per la riduzione dei rifiuti e per il riciclaggio;
c) premiare i comuni che hanno minimizzato i rifiuti procapite/equivalente inviati a smaltimento o a
recupero diverso dal riciclaggio;
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quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica

d) sovvenzionare progetti di riduzione e di riuso;


e) finanziare centri di ricerca e istituti pubblici di ricerca, promossi anche da comunit locali
organizzate in ambiti di raccolta ottimale (ARO), per il recupero spinto di materia dai rifiuti urbani
residui (RUR) da raccolte differenziate domiciliari.
2. I finanziamenti per limpiantistica di cui al comma 1, lettera a), sono erogati sulla base del criterio
della percentuale di rifiuti non inviati a smaltimento o a recupero energetico rispetto ai rifiuti in
entrata.
3. I finanziamenti di cui al comma 1, lettere b), c) e d), sono attribuiti previa formazione di una
graduatoria che tiene conto del criterio unico basato sulla riduzione dei rifiuti inviati a smaltimento o a
recupero diverso dal riciclaggio.
Art.12
Tariffa di ingresso agli impianti di smaltimento, di recupero diverso dal riciclaggio e di materiale
post consumo residuale
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni provvedono a stabilire
le tariffe di ingresso agli impianti di smaltimento, di recupero energetico ancora esistenti e di
trattamento del rifiuto residuale, in modo da differenziarle, per comune conferente, sulla base del
criterio premiale della minimizzazione del rifiuto procapite/equivalente

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quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica

Parere n. 11706 del 21/04/2010 dellUfficio legislativo e legale della Regione siciliana

Palermo, 21/04/2010

POS. I Prot. 11706 - 61.2010.11


OGGETTO: Tributo per il conferimento dei rifiuti in discarica. Presupposto. Soggetto obbligato.
Contenzioso tributario YYY- Provincia di XXX.
ASSESSORATO REGIONALE DELLE AUTONOMIE LOCALI E DELLA FUNZIONE PUBBLICA
DIPARTIMENTO DELLE AUTONOMIE LOCALI
e, p.c.
ASSESSORATO REGIONALE DELL'ECONOMIA
DIPARTIMENTO FINANZE E CREDITO
PALERMO
1. Con nota prot. 8581 dell'1/4/2010, pervenuta il successivo 8 aprile, codesto Dipartimento ha chiesto
l'avviso dello Scrivente in ordine alla problematica sollevata dalla Provincia di XXX, convenuta in giudizio
tributario dall'YYY s.p.a di XXX, gestore di discarica di rifiuti solidi di XXX, avverso un avviso di
liquidazione per il recupero di importi per omesso o ritardato pagamento del tributo speciale per il
deposito in discarica dei rifiuti solidi di cui all'art. 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549 ed all'art. 2
della l.r. 7 marzo 1997, n. 6.
In buona sostanza l'YYY, con detto ricorso, lamentando di essere il soggetto inciso dal tributo -e dalle
correlate sanzioni- in quanto mero titolare della discarica e che la rivalsa riconosciutagli dall'impianto
normativo viene disattesa in quanto gli enti e i soggetti conferenti i rifiuti omettono costantemente di
effettuare i dovuti rimborsi, ritiene che la normativa istitutiva del tributo sia non in linea con direttive
della Comunit europea e con il principio "chi inquina paga" dalle stesse recato, nonch con gli articoli 3,
53 e 41 della Costituzione, essendo il gestore della discarica estraneo al presupposto impositivo e, ci
nonostante, inciso; e, quindi, che le disposizioni della l. 549/1995 siano in contrasto con i principi
costituzionali di ragionevolezza, capacit contributiva e libert dell'iniziativa economica.
La Provincia regionale di XXX ha richiesto la collaborazione dell'Assessorato regionale dell'economia Dipartimento finanze e credito che, con nota 17 marzo 2010, prot. 4705, ha interessato il Dipartimento in
indirizzo, per le relative valutazioni e attivazioni di competenza "ivi inclusa la possibilit di compulsare
l'Organo di consulenza legale della Regione", fornendo proprie articolate e circostanziate considerazioni.
Codesto Dipartimento condivide la ricostruzione del Dipartimento delle finanze e credito, e ritiene non
fondato il ricorso dell'YYY, "salvo un diverso orientamento da parte della Commissione tributaria".
2. In ordine a quanto richiesto, preliminarmente si rappresenta che lo scrivente Ufficio organo
dell'Amministrazione regionale, per la quale sola pu lecitamente svolgere attivit legale, quale Ufficio
legale di ente pubblico a termini dell'art. 3 dell'Ordinamento professionale approvato con R.D.L. 27
novembre 1933 n. 1578; e, pertanto, non pu ingerirsi nel contenzioso insorto tra soggetti tra i quali non
parte la Regione siciliana e nel quale non pu svolgere la propria attivit defensionale, neppure con
proprie valutazioni sul giudizio in corso, anche in ossequio ai principi di deontologia professionale
forense.
Tuttavia non ci si esime dal fornire a codesto Dipartimento una valutazione di massima sul tema del
contenzioso in questione, per le valutazioni che potranno essere utili all'attivit ed alle determinazioni
proprie dell'Amministrazione regionale.
Com' noto, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi stato istituito dai commi da 24
a 41 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che ne ha disciplinato il presupposto, determinato il soggetto
passivo e la relativa rivalsa, indicato la base imponibile, previsto i termini di versamento e per la
dichiarazione annuale, demandando alle Regioni -beneficiarie del gettito dell'imposta- la determinazione
dell'ammontare, tra il minimo ed il massimo stabilito dalla legge statale, nonch delle disposizioni in

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quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica
ordine alla riscossione, i rimborsi, il contenzioso amministrativo ed altre disposizioni complementari, non
disciplinate dallo Stato.
La Regione siciliana ha, pertanto, provveduto a quanto di propria competenza con legge regionale 7 marzo
1997, n. 6.
Tuttavia, quanto lamentato dall'YYY con il ricorso sopra citato non attiene agli aspetti disciplinati dalla
Regione ma involge l'essenza stessa del tributo cos com' configurato dalla normativa statale.
Infatti viene richiesta giudizialmente la disapplicazione per contrasto con norme comunitarie delle
disposizioni dei commi 26 e 31 dell'art. 3 della l. 549/1995 e, in subordine, la trasmissione degli atti alla
Corte costituzionale per sollevare la questione incidentale di costituzionalit dell'art. 3, comma 26, della l.
549/1995, nella parte in cui non ha previsto che la sanzione per il ritardato pagamento sia a carico dei
soggetti conferenti che non provvedono al pagamento tempestivo del corrispettivo, per contrasto con gli
articoli 3, 41 e 53 della Costituzione.
Sulla questione il Dipartimento che legge per conoscenza ha osservato che, il debitore d'imposta
del tributo in questione il soggetto che gestisce la discarica avvantaggiandosi del bene collettivo,
qual l'ambiente ove esercitata la discarica.
Per quanto riguarda l'obbligo di rivalsa, continua il Dipartimento delle finanze e credito, esso attiene ad
un rapporto interno tra il soggetto passivo dell'imposta ed il fruitore del servizio, estraneo al rapporto
tributario.
Nel concordare con quanto osservato dal Dipartimento che legge per conoscenza, va evidenziato,
prioritariamente, che, come ha ricordato la Corte costituzionale, "il deposito in discarica dei rifiuti solidi,
che non tributo "proprio" della Regione nel senso di cui al vigente art. 119 Cost., rientra nella
competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., e, di
conseguenza, l'esercizio della potest legislativa delle regioni, riguardo a tale tributo, ammesso solo nei
limiti consentiti dalla legge statale, senza che in contrario rilevino n l'attribuzione del gettito alle regioni
ed alle province, n le determinazioni espressamente attribuite alla legge regionale dalla citata norma
statale" (sent. n. 413 del 2006; v. anche sent. 412/2006; sentt. 335 e 397 del 2005).
Pertanto, e in ogni caso, la soluzione della questione sollevata con il ricorso tributario de
quo, riguardando esclusivamente aspetti previsti e disciplinati dalla legge statale istitutiva del tributo,
esula dalle possibilit d'intervento normativo regionale in quanto "salvi i casi previsti dalla legge statale, si
deve tuttora ritenere preclusa la potest delle Regioni di legiferare sui tributi esistenti e regolati da leggi
statali" (Corte cost., sent. 335 del 2005).
Ciononostante, non ci si esime dal rilevare che in ordine alle questioni sollevate, il Consiglio di Stato
tornato ad affrontare la questione gi risolta dal TAR Lazio-Roma, con la sentenza n. 175, Sez. II, del 5
febbraio 1998, richiamata dal Dipartimento delle finanze (Consiglio di Stato , Sez. IV, sent. 9 novembre
2005 n. 6243).
In sede di appello, avanzato proprio avverso tale sentenza, la parte appellante tornava ad evidenziare che
il meccanismo di imposizione introdotto dal legislatore comporta che, dovendo il gestore della discarica
versare il tributo alla scadenza stabilita dalla legge a prescindere dall'effettivo e preventivo pagamento del
tributo medesimo da parte del conferitore (al quale il tributo viene addebitato in fattura insieme al
corrispettivo per la prestazione del servizio di smaltimento), il gestore concorre alle spese pubbliche con
mezzi propri, pur essendo la sua obbligazione correlata, per espressa disposizione legislativa, alla
capacit contributiva di colui che conferisce i rifiuti, al quale solo si riferisce il presupposto del tributo.
Il fatto che il gestore ha l'obbligo di rivalsa -continuava l'appellante- eliminerebbe solo la definitivit del
concorso, senza eliminare il fatto del concorso stesso: di conseguenza, l'anticipazione del tributo
configurerebbe un'ipotesi di partecipazione alle spese pubbliche non correlata alla capacit contributiva,
anche in considerazione della possibilit che il contribuente di diritto resti definitivamente gravato, sotto
il profilo economico, dell'onere del tributo, in caso di inadempimento del conferitore.
Ne inferiva, quindi, la parte appellante che l'art. 3, comma 24 e seguenti della legge n. 549/95 si pone in
contrasto col principio di capacit contributiva nonch col principio di uguaglianza di cui agli artt. 53 e 3
Cost., venendo posto a carico del gestore della discarica, contribuente di diritto o "percosso", l'onere del
tributo senza che gli siano stati contestualmente attribuiti idonei mezzi di garanzia del credito di rivalsa.
Il Consiglio di stato, pur convenendo che la configurazione dell'imposta quale "tributo speciale" -in
ragione delle finalit extrafiscali ovvero della ammissione a giustificazione del presupposto di valutazioni
ulteriori rispetto alla mera capacit economica del soggetto (trattandosi, nella specie, di una "imposta
ecologica" intesa a favorire la minore produzione di rifiuti nonch il recupero da essi di materia prima e di
energia)- non sottrae per ci stesso il tributo alle garanzie costituzionali in materia tributaria, tuttavia ha
ritenuto palesemente e manifestamente infondata la dedotta questione di costituzionalit.
Ha osservato il giudice amministrativo di seconda istanza che "nel descritto meccanismo d'imposta,
dall'obbligo di rivalsa sul produttore discende che il contribuente effettivamente inciso quest'ultimo: a
questi va quindi riferita la "capacit contributiva", in relazione alla base imponibile costituita dalla

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quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica
quantit di rifiuti conferiti in discarica dal produttore, e non al gestore (soggetto passivo formale), che
resta totalmente estraneo alla capacit contributiva espressa dal presupposto d'imposta.
Si invero in presenza di una sostituzione d'imposta sui generis: il gestore si limita a "trasferire" le
somme, pur essendo responsabile dell'obbligazione d'imposta; le stesse appellanti configurano, con
riguardo alla fattispecie, una "interposizione soggettiva nel pagamento del tributo".
Ma non si verte in ipotesi di concorso alle spese pubbliche non correlato alla capacit contributiva.
La reale questione quella della "anticipazione" del tributo da parte del gestore, e senza garanzie di
effettivo recupero (pur nell'obbligo di rivalsa).
L'anticipazione peraltro solo un meccanismo di versamento "agevolato" in favore della Regione alla luce
del ben noto principio della "ragion fiscale".
E l'eventuale esito infruttuoso della rivalsa grava semmai - come fatto anomalo nella gestione
dell'attivit - sul rischio d'impresa che fa carico al gestore della discarica quale imprenditore cui la
legge ha assegnato anche l'onere di accertare, riscuotere e versare l'imposta dovuta.
Pu discutersi, sotto altri profili, in ipotesi, della "linearit" giuridica di una soluzione normativa siffatta,
in presenza della commistione di interessi pubblici e privati nel quadro della realizzazione della potest
impositiva; ma, certamente, non pu farsi utilmente questione di violazione del principio di capacit
contributiva o di uguaglianza sub specie di ragionevolezza, siccome prospettata dalle appellanti".
(Consiglio di Stato, sez. IV, sent. 9 novembre 2005 n. 6243, cit., in appello interposto avverso la sentenza
del T.A.R. del Lazio, Roma, Sez. II, n. 175 del 5 febbraio 1998).
Nelle superiori considerazioni il parere dello Scrivente.
A termini dell'art. 15 del regolamento approvato con D.P.Reg. 16 giugno 1998, n. 12, lo Scrivente
acconsente alla diffusione del presente parere in relazione ad eventuali domande di accesso inerenti il
medesimo.
Codesta Amministrazione vorr comunicare, entro novanta giorni dalla ricezione, l'eventuale possibilit
che il parere stesso inerisca una lite, ovvero se intende differirne la pubblicazione sino all'adozione di
eventuali provvedimenti amministrativi. Decorso tale termine senza alcuna comunicazione in tal senso si
consentir la diffusione sulla banca dati dell'Ufficio, giusta delibera di Giunta regionale n. 229 dell'8
luglio 1998.

Regione Siciliana - Ufficio legislativo e legale.

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quaderni di documentazione di Zero Waste Sicilia Tributo speciale per il deposito in discarica

RIFERIMENTI UTILI
Leggi italiane
1.
2.
3.
4.
5.

decreto Presidente della Repubblica 10-set-1982 n.915


http://www.assoamianto.it/decreto_del_presidente_della_rep.htm
legge nazionale 28 dicembre 1995, n. 549
http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1995-12-28;549~art3!vig=
Regione Veneto - Legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 (BUR n. 8/2000)
http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2000/00lr0003.html#Heading531
Regione Emilia-Romagna
http://finanze.regione.emilia-romagna.it/tributi-regionali/temi/tributo-specialeper-il-deposito-in-discarica-dei-rifiuti-solidi/quanto-come-e-quando-si-paga
http://www.reteambiente.it/news/17509/consiglio-di-stato-la-fos-e-un-rifiuto-speciale

Ministero dellAmbiente
http://www.minambiente.it/comunicati/rifiuti-circolare-ministro-orlando-discarica-solo-materiale-trattato

BILANCI REGIONE SICILIA:


1.
2.
3.
4.

Bilancio al 31 dicembre 2013


Bilancio al 31 dicembre 2012
Bilancio al 31 dicembre 2011
Bilancio al 31 dicembre 2009

http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g14-26s/g14-26s.pdf
http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g13-36s/g13-36s.pdf
http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g12-33s/g12-33s.pdf
http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g10-43s/g10-43s.pdf

PARERI REGIONE SICILIA:


1.

Parere su obbligo di rivalsa del gestore della discarica


http://www.gurs.regione.sicilia.it/Pareri/P100061.HTM

UNIONE EUROPEA:

Direttiva Consiglio Ce 75/442/Cee

http://www.reteambiente.it/normativa/3778/

CORTE EUROPEA :
Sentenza del 26-apr-2007 C 135/05 :
http://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-135/05
Comunicato stampa del 2-dic-2014 Sentenza nella causa C-196/13 :
http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2014-12/cp140163it.pdf
Sentenza del 15-ott-2014:
http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text&docid=158610&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir&occ
=first&part=1&cid=40062
Sentenza del 23-01-2015 C 196-13
http://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-196/13

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