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Smith Y Mosler/Pilkington: un piano credibile per luscita dalleurozona.

MOSLER/PILKINGTON:
UN PIANO CREDIBILE PER LUSCITA DALLEUROZONA.
Postato il 22 Novembre 2011 da Yves Smith
22 feb 2015

LEurozona ha visto certamente giorni migliori. Il caos per parafrasare un dubbio politico
irlandese sta solo diventando ancora pi caotico. Tutto ci evitabile, naturalmente, e se le
autorit europee decidessero di agire, e far garantire alla BCE il debito sovrano della periferia
[dellEurozona, NdT], lintera crisi giungerebbe al termine. Ma le autorit europee, per una
molteplicit di ragioni, non sembrano volerlo fare. E anche se lo volessero, ci sarebbe la
questione dellausterit: continuerebbero a forzare ridicoli programmi di austerit gi nelle gole
dei Governi della periferia [dellEurozona, NdT]?
E in questo caso, quanto a lungo? Documenti trapelati dallinterno della Troika mostrano che i
programmi di austerit sono un abietto fallimento, e ci nonostante i funzionari europei
continuano a considerarli come lunica alternativa sulla piazza. Pertanto, a questo punto
possiamo solamente concludere che, dato che i funzionari europei sanno che i programmi di
austerit non funzionano, li stanno perseguendo pi per ragioni politiche che economiche.
Pertanto noi sosteniamo fermamente che i Governi della periferia dovrebbero avere una
strategia di uscita [dallEurozona, NdT] credibile a portata di mano, ed a ci che ci
dedichiamo ora. Una tale strategia non dovrebbe essere molto difficile da implementare, e
consisterebbe in due principi chiave:
1. Subito dopo lannuncio che il Paese sta lasciando lEurozona, il Governo di quel Paese
dovrebbe annunciare che esso effettuer i pagamenti gli impiegati statali ecc. esclusivamente
nella nuova valuta. Pertanto il Governo cesserebbe di utilizzare leuro come mezzo di
pagamento.
2. Il Governo dovrebbe annunciare anche che accetter pagamenti di tributi unicamente in
questa nuova valuta. Ci assicurerebbe che la valuta abbia valore e, almeno per un certo
periodo, sia scarsa.
E questo quanto. Il Governo spende per approvvigionarsi e in tal modo inietta la nuova valuta
nelleconomia, mentre la nuova politica di tassazione assicura che sia ricercata dagli agenti
economici e, perci, abbia valore. La spesa pubblica quindi il rubinetto attraverso cui il
Governo inietta la nuova valuta nelleconomia, e la tassazione lo scarico che assicura che i
cittadini vadano in cerca della nuova valuta. Qui lidea di tenere un approccio di non
intervento.
Se il Governo di un certo Paese dovesse annunciare unuscita dallEurozona, e quindi bloccasse i
conti bancari e forzasse la loro conversione, ci sarebbe il caos. I cittadini del Paese correrebbero
alle banche e tenterebbero disperatamente di ritirare quante pi banconote di euro possibili, in
previsione di un rivalutazione rispetto alla nuova valuta. Secondo il suddetto piano, comunque, i
conti bancari dei cittadini sarebbero lasciati stare. Starebbe a loro convertire i propri euro nella
nuova valuta, ad un tasso di cambio fluttuante determinato dal mercato.
Essi dovrebbero, naturalmente, andare in cerca della valuta ogni qualvolta debbano pagare le
tasse, e pertanto venderebbero beni e servizi denominati nella nuova valuta. Questo
monetizza leconomia nella nuova valuta, aiutando allo stesso tempo a stabilirne il valore di
mercato. Un punto assolutamente chiave che la nuova valuta dovrebbe avere un tasso di
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cambio fluttuante. Alcuni commentatori hanno suggerito che, subito dopo luscita, il Paese in
questione dovrebbe agganciare la nuova valuta alleuro per assicurare che mantenga il proprio
valore. In questo scenario la nuova valuta dovrebbe mantenere il proprio valore vis--vis con
leuro. Pertanto i prezzi delle importazioni non aumenterebbero a meno che il Governo
scegliesse coscientemente di svalutare la valuta.
Ci potrebbe suonare bene sulla carta, ma noi sosteniamo fermamente che, se fosse mai
applicato alla realt, significherebbe cadere nientemeno che dalla padella alla brace. Per
poter agganciare la nuova valuta alleuro, la Banca Centrale dovrebbe detenere quantit
adeguate di riserve di euro. Agganciando la propria nuova valuta alleuro essa starebbe
essenzialmente promettendo di scambiare su richiesta euro in cambio della nuova valuta. E per
farlo dovrebbe, pertanto ottenere in qualche modo e mantenere adeguate riserve di euro. In tal
caso noi assumiamo che ci significherebbe accumulare un debito denominato in euro con il FMI
[Fondo Monetario Internazionale, NdT], o qualche accordo simile. Un simile approccio pu
causare seri problemi.
I default in Argentina e Russia rispettivamente nel 2001 e nel 1998 ed i disastrosi stati delle
economie che hanno portato ad essi, erano dovuti al sistema di cambi fissi che questi Paesi
scelsero di perseguire. Ci che avviene sotto un sistema del genere che i Governi scoprono
rapidamente che le fluttuazioni nelle condizioni di credito delle loro economie domestiche
portano a una domanda fluttuante per le proprie valute, e, poich non detengono sufficienti
riserve della valuta a cui si sono agganciati, i loro tassi dinteresse vanno alle stelle e il Governo
perde la propria capacit di spendere quanto ritiene necessario. Il risultato finale che tentano
di prendere in prestito dal FMI la valuta estera di cui hanno bisogno. Questo generalmente
fornisce solo un sollievo temporaneo, ed obbliga il Paese in questione ad intraprendere misure di
austerit che causano un rapido aumento del tasso di disoccupazione, un aumento del deficit per
via di un aumento delle indennit di disoccupazione, ed un indebolimento delle entrate fiscali
poich leconomia rallenta. Mentre le dinamiche di deflazione dovute al debito si autorinforzano, il Paese esaurisce le proprie riserve di valuta estera e non pu quindi adempiere alla
propria promessa di conversione, il che tipicamente seguito da un deprezzamento della valuta
del 70% circa.
E siamo quindi di nuovo daccapo, ma con uneconomia in stato ben peggiore e, potenzialmente,
sangue nelle strade. Come possiamo vedere, agganciare una valuta estera metterebbe i Paesi
della periferia [dellEurozona, NdT] esattamente nella stessa posizione in cui si trovano ora; essi
rimarrebbero dipendenti dal detenere riserve di una valuta che non emettono.
Molto meglio che il Paese uscente semplicemente consenta che la propria valuta fluttui vis--vis
con leuro, e lasci che il mercato fissi il tasso di cambio. In questo modo il Paese avr piena
sovranit sulla propria valuta, e senza la minaccia di un default. Qualunque debito il Governo
abbia contratto in euro verrebbe ignorato o, se assolutamente necessario, rinegoziato nella
nuova valuta.
Ci sarebbe considerato un default ma, poich luscita stessa sostanzialmente un default, non
vediamo il motivo per cui ci dovrebbe essere considerato problematico. Allo stesso tempo i
contratti esistenti per beni e servizi sottoscritti dal Governo in questione sarebbero ridenominati
nella nuova valuta. Comprendiamo che una mossa simile porterebbe alla bancarotta di molti
[agenti economici, NdT] allinterno del Paese. Chiunque abbia un debito privato estero
denominato in euro dovrebbe tentare di onorare questo debito o andare in bancarotta. Anche se
spiacevole, ci non interferir con i livelli globali di occupazione, produzione e consumi
domestici reali. In tali circostanze al debitore sarebbe ancora consentito mantenere i propri
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saldi in euro e non gli sarebbe impedito di provare ad accumulare la valuta, cos da lasciargli o
lasciarle lopportunit di onorare il proprio debito. A qualunque banca che soffrisse perdite sui
prestiti concessi in euro dovrebbe probabilmente essere consentito di fallire e vendere i propri
asset. Ma in Europa a quel punto un processo del genere sarebbe storia vecchia.
Con la possibilit di emettere la propria valuta, il Governo uscente potrebbe facilitare le
ricapitalizzazioni delle stesse banche senza la necessit di valute estere o di doversi indebitare
con lestero. anche importante che il Governo uscente interrompa immediatamente i propri
programmi di austerit. Siccome a quel punto non dipenderebbe pi dalla Troika per il proprio
finanziamento, esso dovrebbe usare la propria politica fiscale appena riconquistata per
consentire aggiustamenti fiscali anticiclici, con lobiettivo di ridurre la disoccupazione e
promuovere la crescita economica.
LArgentina dopo il default del 2001 costituirebbe un modello in questo senso, e noi vorremmo
incoraggiare i policy-maker a considerare il piano di occupazione diretta e lavoro garantito
(Jefes) [il programma di lavoro garantito attuato in Argentina allindomani del default, NdT],
un approccio allimpiego di tipo buffer-stock [cio che utilizza scorte-cuscinetto di capitale o
merce (in questo caso forza lavoro) per stabilizzare le fluttuazioni di unattivit; NDT] che
venne l intrapreso e che si prov essere di gran lunga superiore alle politiche contingenti, che
usano un buffer-stock di disoccupazione come ncora dei prezzi. Un eventuale indebolimento
sostanziale della nuova valuta potrebbe temporaneamente essere doloroso per gli importatori e
per coloro che dipendono dai beni importati.
Comunque, una valuta indebolita assicurer anche una forte spinta allindustria nazionale.
Quando le esportazioni aumenteranno vigorosamente nella nuova, indebolita valuta, i partner
commerciali cominceranno a domandarla per potere acquistare prodotti. Ci porter ad un
aumento del valore della valuta, e far crollare le pressioni di costi addizionali sulle
importazioni, (pressioni) dovute allindebolimento della valuta.
Vorremmo anche incoraggiare qualunque Paese che dovesse affrontare luscita [dallEurozona,
NdT] a stampare in segreto una pratica scorta della nuova valuta, e a tenerla a portata di mano
per ogni evenienza. Data la situazione in Europa, ci che ora unuscita potrebbe diventare una
decisione dettata dal nervosismo, ed in circostanze simili meglio essere preparati che essere
obbligati a prendere decisioni ad hoc che potrebbero facilmente portare al disastro.
Di Warren Mosler, investment manager e creatore del mortgage swap e dellattuale contratto
Eurofutures swap e Philip Pilkington, un giornalista e scrittore che vive a Dublino, Irlanda

traduzione di Andrea Sorrentino

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