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Pala D Lo scontro taxisti-uberpop

LO SCONTRO TAXISTI-UBERPOP: COME RACCONTARE UNA BATTAGLIA


SENZA SPIEGARE LA GUERRA
di Deanna Pala
08 apr 2015

Ai media piace dare risalto alla contrapposizione tra due fronti della battaglia, un po meno
capire le cause della battaglia, quasi per nulla spiegare che quella battaglia solo una delle
tante manifestazioni di una guerra.
il caso della contrapposizione taxisti vs conducenti Uberpop. Laccusa rivolta ai conducenti del
servizio Uber di concorrenza sleale. Il servizio consisterebbe in teoria in un noleggio di auto
con conducente (come tale obbligato a ritornare al proprio deposito conclusa la corsa) ma di
fatto quello di un taxi (che pu invece rimane a girare in citt) ma con prezzi nettamente
inferiori a quello del taxi.
I conducenti Uberpop non hanno licenze ma una semplice registrazione nellarchivio Uberpop,
usano la loro auto di propriet e vengono abilitati dallazienda a seguito di un colloquio (e un
controllo della fedina penale). Niente da obiettare, una concorrenza piuttosto sleale. Eppure
intorno alla categoria dei taxisti non si sviluppato alcun sentimento di solidariet da parte dei
cittadini. Il cittadino prima di tutto consumatore e il servizio Uberpop costa meno del taxi, in
pi con un semplice clic sullapp ha il conducente sotto casa. Daltronde la categoria dei taxisti
non era quella presa come simbolo della resistenza al cambiamento delle liberalizzazioni di
epoca montiana (ora renziana) che avrebbero dovuto crescere PIL e occupazione? La propaganda
fece il suo (dis)onesto lavoro, h24, festivi compresi e con alta produttivit. Gli appelli nei
giornali al grido Fate presto! erano continui e tutti indirizzati a richiedere con urgenza lavvio
delle liberalizzazioni indispensabili per liberare leconomia dai lacci e laccioli (poco dopo
saremmo entrati in deflazione). Dopo tocc ai vigili di Roma, simbolo delle eccessive tutele a
scapito del solito scudo umano del liberismo: il cittadino/consumatore. In quel caso era
impellente una riforma del pubblico impiego mentre quella del mercato del lavoro era gi
iniziata dalle prede pi facili: i lavoratori del settore privato. Anni prima era stato il turno dei
dipendenti dei carrozzoni come Alitalia. Risultato di tutto questo? Minori servizi, minore
occupazione, meno Stato, salari pi bassi ma soprattutto un sentimento che accomuna tutti
quelli che lavorano: nessuno sia senta pi al sicuro. Se non ti senti pi al sicuro sarai disposto ad
accettare qualsiasi condizione di lavoro e di salario.
In TV un giornalista intervista un conducente Uberpop: ha 64 anni, la crisi gli ha fatto chiudere il
bar, ha venduto il locale e paga a rate le tasse residue. Non ha la pensione. Gli rimasta lauto
che, ben lucidata, diventata ora il suo mezzo di produzione. Non ha altre alternative. In
studio, invece, il conduttore intervista il taxista del fronte opposto, il quale frastornato dalle
accuse di conservatorismo e di inefficienza mosse dalla manager Uberpop (quando luomo della
lobby che ha studiato comunicazione incontra luomo che ha la ragione dalla sua ma non ha
studiato comunicazione, luomo che ha ragione un uomo morto) e inconsapevole che sia lui
che il conducente Uberpop sono vittime della lucida e lungimirante strategia dellausterit. Ma il
taxista non sa questo, cos come non sa che uno Stato con la sua moneta e unadeguata spesa a
deficit pu, se vuole, far lavorare dignitosamente tutti senza inutili sofferenze e guerre. Il
giornalista accanto a lui racconta la battaglia tra i due fronti ma non la guerra.

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