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Invernizzi I Kepler, la nuova ed inimmaginabile frontiera dellexport

KEPLER, LA NUOVA ED INIMMAGINABILE FRONTIERA DELLEXPORT


di Ivan Invernizzi
11 ago 2015

Alla notizia che gli scienziati della Nasa hanno scoperto lesistenza di un pianeta del tutto simile
alla Terra, cio adatto ad ospitare forme di vita affini alla nostra, i mercantilisti di tutto il
mondo hanno avuto un sussulto di gioia ipotizzando nuovi mercati di sbocco per le proprie merci.
Sicch, in tempo di TTIP, c chi, precorrendo i tempi e le galassie, ha pensato ad un accordo di
libero scambio tra pianeti. Gi perch la Terra sta diventando un po troppo limitata per tutti i
grandi esportatori che, senza sosta, provano a immaginare in quale angolo del mondo sia
possibile allocare i propri prodotti.
Trascurano tuttavia che Kepler, questo il nome del pianeta gemello della Terra, sia distante
1400 anni luce da noi. Ma i mercantilisti non demordono, fiduciosi come sono, e confidano che il
progresso e le nuove frontiere della scienza possano in un futuro prossimo risolvere il problema
del trasporto interplanetario.
Kepler diverrebbe la risposta definitiva degli esportatori: produrre al massimo sulla Terra
continuando a comprimerne i consumi (cosa prima possibile solo su scala nazionale ma,
ovviamente, non globale). Passeremo da lavorare sempre di pi per ottenere sempre di meno a
lavorare al massimo senza ricevere nulla in cambio. L'ERT e la commissione trilaterale vedono
possibile l'utopia: produzione senza consumo. Kepler potr ottenere beni e servizi reali senza
dare in cambio alcun bene e servizio reale se non valuta kepler, spesa a deficit a pi non posso.
Non si tratter pi del super consumismo americano che compensa l'iperattivit anoressica
cinese.
Dora in poi rinunceremo per intero alla nostra produzione convinti di aver vinto la guerra
commerciale con Kepler mentre su Kepler beneficeranno della ricchezza reale che abbiamo
prodotto. Su Kepler saranno felici, sulla Terra saremo schiavi.

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