Sei sulla pagina 1di 2

Galati C ABC macroeconomia per Bonanni

ABC macroeconomia per Bonanni: la spesa pubblica d lavoro, lausterit lo toglie


di Cristiano Galati

Se dovessimo dare un volto alla spesa pubblica sarebbe di sicuro un volto tumefatto. A forza di
tagli e aggressioni non potrebbe essere diversamente. Quando poi pensi che almeno una parte
della classe politica si ravveda sull'argomento (per esempio la cosiddetta minoranza PD
relativamente al pareggio di bilancio) ecco che spunta un altro alfiere del rigore: Raffaele
Bonanni, segretario del sindacato CISL.
Nella sua intervista per Rai News 24, si dice pronto a sostenere il governo Renzi sui tagli alla
spesa pubblica, causa di ruberie e di tutti mali del paese. Lo esorta a non avere piet e
a redistribuire ad alcune categorie le risorse risparmiate tramite unestensione della regala
degli 80 euro.
il caso di spiegare a Bonanni, leader di un sindacato, che questo discorso va nettamente contro
gli interessi delle persone che dovrebbe rappresentare: i lavoratori e in generale va contro
linteresse dell'intero paese.
Tagliare la spesa pubblica peggiora leconomia dellItalia gi esangue e il peggioramento
delleconomia distrugge quei pochi posti di lavoro rimasti.
In piena deflazione solo una corretta politica fiscale pu rimettere le cose in ordine: aumentare
la spesa pubblica e non aggredirla la ricetta giusta.
L'attuale spirale deflattiva alimentata dalla continua contrazione dei consumi interni: i
consumi sono cos bassi da non assorbire l'intera produzione del paese. Le imprese sono costrette
a ridurre ulteriormente i prezzi della quota di beni e servizi invenduti con lobiettivo di
collocarli sul mercato e minimizzare le perdite. Ma questo comporta una diminuzione degli
occupati e dei salari che a loro volta sono causa del peggioramento del calo dei consumi e
conseguente diminuzione dei redditi e ulteriore riduzione dei fatturati. una spirale che si
autoalimenta perch il settore privato (cittadini e imprese, incluso il sistema bancario) prociclico, cio segue l'andamento generale dell'economia. Solo lo Stato con la spesa pubblica pu
rompere questa spirale andando ad aumentare la domanda di beni e servizi. Lo Stato pu far
ripartire l'economia diminuendo le tasse ed aumentando la spesa pubblica.
Quindi la spesa pubblica oggi non troppo elevata come Bonanni lamenta, ma al contrario
insufficiente e lo anche a causa della soglia del 3% del rapporto deficit/pil fissato dai Trattati
Europei. Il governo Renzi purtroppo rilancia la sfida, fiero di non voler dire stop.
Se poi Bonanni non fosse ancora convinto potrebbe fare qualche calcolo con questo esempio.
Ipotizziamo che la ricchezza del settore privato sia pari a 1000 soldi e che con la regala
renziana vengano immessi 80 soldi ma al tempo stesso, per far quadrare i conti, si taglino spese
per 80 soldi su sanit e istruzione (Padoan docet). Un rapido conto:
1000 + 80 80 = 1000
il settore privato non ha aumentato la sua ricchezza, stata solo distribuita diversamente e
la spirale deflattiva non viene fermata. La ricchezza disponibile per cittadini e imprese aumenta
solo quando la spesa pubblica supera le tasse (G-T > 0), ogni soldo di spesa a deficit erogata
dallo Stato corrisponde in egual misura al risparmio del settore privato, come vuole la regola dei
www.retemmt.it

Galati C ABC macroeconomia per Bonanni

saldi settoriali.
La battaglia da combattere quindi non contro la spesa pubblica ma contro l'austerit perch
quella che sta soffocando il nostro paese. Peccato che Bonanni non stia facendo questa lotta,
forse perch non conosce i saldi settoriali o forse perch non li vuole capire.

www.retemmt.it