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De Salvo A Se non quarto reich poco ci manca (parte prima)

SE NON IL QUARTO REICH POCO CI MANCA (PARTE PRIMA)


di Alessandro De Salvo
31 lug 2015

Il cancellierato della Merkel stato definito, in un recente e noto saggio, il quarto reich. Ad
onor del vero quello che poteva sembrare un mero titolo ad effetto, il quarto reich appunto,
assume sempre di pi i contorni di unamara realt. Lintransigenza tedesca nel non allentare la
politica del rigore, nemmeno dinanzi alla tragedia greca, solo lultimo di una serie di passaggi
che dimostrano come la Germania abbia deciso di imporre, ad ogni costo, il proprio credo in
Europa.
Ripercorriamo alcune vicende. I vincoli di Maastricht sono di chiara ispirazione tedesca. La
Germania ne pretende il rispetto ma, per usare un eufemismo, ha giocato sporco. La governance
sulleuro ha portato la cosiddetta moneta unica ad operare in realt come un ibrido tra moneta
unica e sistema di cambi fissi. Ci ha favorito finanziariamente la Germania, votata peraltro da
sempre ad un tenace mercantilismo. I surplus commerciali con lestero le hanno consentito di
incamerare flussi finanziari tali da poter sostenere bassi livelli di deficit pubblico, senza che ne
conseguisse un rafforzamento della propria valuta che avrebbe poi portato a un riequilibrio delle
posizioni verso i sistemi economici esteri.
La proibizione alla spesa netta prevista nei trattati istitutivi per il monopolista della valuta (la
Bce) e i contestuali vincoli fiscali imposti sugli Stati membri hanno determinato lassenza di una
spesa in deficit destinata alle aree in cui fosse necessaria. Inoltre lassenza di un debito pubblico
comunitario ha consentito alla Germania di non sostenere, in termini di indebitamento in valuta
straniera (tale leuro per i Paesi che lo utilizzano), le conseguenze del deficit pubblico
generato dagli altri Stati quando questo stato ritenuto insostenibile dalle forze di mercato.
Tali deficit, anzi, hanno inizialmente ed in parte sostenuto la domanda estera di beni tedeschi
resi pi competitivi, in termini di prezzo, proprio dalla struttura delleuro.
Detto ci la Merkel e Schauble fanno la morale a mezza Europa pretendendo il rispetto di quelle
regole che, incardinate nella struttura delleurozona, hanno sin dal loro nascere
finanziariamente favorito il proprio Paese. Dalle parti del nostro codice civile questo si chiama
ingiustificato arricchimento, nel diritto internazionale, invece, ci viene politicamente ammesso
nonostante la stessa Germania, in base a precise norme comunitarie, avrebbe dovuto limitare i
surplus commerciali con il resto dei Paesi europei ed invece non ha esitato a sforare
ripetutamente i previsti limiti. Come dire: quando conviene alla Germania le norme si
rispettano, quando no si pu fare a meno di osservarle.
Ben sintenda, i benefici e le convenienze cui si fatto cenno sono di natura esclusivamente
finanziaria. La politica mercantilistica tedesca ha trasferito ricchezza reale fuori dai suoi confini
nazionali
e
ci,
comunque,
come
gi
sottolineato
dallo
scrivente qui
(http://www.retemmt.it/component/k2/item/520-la-signora-pina-ha-capito-tutto), rappresenta di per s un
danno economico, tuttavia in questa particolare fase, dagli ampi risvolti geopolitici, utile non
sottacere le dinamiche che hanno permesso alla Germania di creare le condizioni per fare la
voce grossa e screditare sino allumiliazione diversi altri Stati.
Detto ci corretto dire che la MMT viene sempre al pettine. Anche la Germania, infatti, per
sostenere nel tempo lexport ha dovuto ricorrere, attraverso i mini jobs, ad una forma di
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svalutazione salariale che ha inevitabilmente compresso la domanda interna. Altres ladozione


ed il mantenimento di una politica fiscale restrittiva impedisce alla stessa Germania di
realizzare la piena occupazione (attualmente il tasso di disoccupazione generale sfiora il 5%).
Ci non sembra interessare alle massime istituzioni tedesche rigorosamente orientate a
reprimere, impoverire ed umiliare ogni popolo non considerato ariano, anche a costo di
sacrificare il benessere del proprio.
Seguiranno altri articoli perch la lista delle nefandezze tedesche davvero lunga e, da italiani,
europei ed MMTers, non ci tiriamo di certo indietro a raccontarle.

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