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Basciu D Il favoloso mondo di Poletti

Il favoloso mondo di Poletti


di Daniele Basciu

In quella seduta di anatomia patologica che la Direzione PD del 29 Settembre, si avvicendano


in molti intorno al cadavere deposto sul lettino: il Lavoro.
Alcuni dei visi che scorrono, per una manciata di minuti ciascuno, hanno gi dato il loro
contributo allo smantellamento di quello che fu il sistema economico italiano. Teneri, a tratti,
quando rivendicano di essere stati anche loro dei duri. Bersani che ricorda quasi con
malinconia come a loro non sono tremati i polsi quando c stato da fare le riforme, ma ci
nonostante questo non bastato. stato scartato e sostituito quando il centro ha valutato che
fosse giunto il momento di Renzi.
Poi entra in scena uno che, quando venne presentata la lista dei ministri del governo Renzi,
pareva quasi capitatovi per caso: Giuliano Poletti.
Non si capiva come con quellaspetto sereno, i modi paciocconi, potesse essere il vertice del
ministero avamposto della polverizzazione di quel poco che restava dei princpi alla base del
concetto sociale di lavoro. Non lo si sarebbe mai immaginato allaltezza di un Padoan, mai
capace della stessa ferocia.
Ma il 29 settembre arriva anche il turno dellintervento di Poletti, in direzione PD. Il Ministro del
lavoro Poletti, che ha giurato di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la
Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.
Lincredibile Poletti racconta il suo mondo ideale: la Gran Bretagna. Perch spiega lui ha
conosciuto un ragazzo di Imola che lavora l come barista, viene assunto il luned mattina e
licenziato il venerd sera, ed tranquillo perch il luned lo riassume qualche altro. Ma
soprattutto, questo ragazzo ha una piccola baracchetta con degli amici con cui sta costruendo
unidea imprenditoriale, un sogno. il sogno ad essere importante, spiega il ministro Poletti
chiudendo il sipario sul favoloso mondo che lui ha in mente, e che sta realizzando: un mondo in
cui ogni week-end si viene licenziati, e si resta in compagnia di sogni ed incubi.
Quando si allontana dal palchetto chiaro che la sessione di anatomia patologica terminata, e
che lui non era lultimo degli anatomi patologi, o dei macellai; era il primo dei necrofori, che
della salma portava via i resti. Oltraggiandoli come neanche Padoan, tutto sommato, avrebbe
avuto la sfacciataggine di fare.

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