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Basciu D Dove c da proteggere lEuro c Tsipras (?

DOVE C DA PROTEGGERE LEURO C TSIPRAS (?)


di Daniele Basciu
09 gen 2015

Il sostegno all eventuale ristrutturazione del debito proposta da un ipotetico governo


Tsipras, potrebbe essere lultima spiaggia dei sostenitori del regime di austerity dellEurozona
sprovvisti di sufficiente coraggio per manifestarsi come tali.
Storicamente il meccanismo di Giubileo (una qualche forma di periodico condono di parte dei
debiti in favore dei soggetti indebitati) si presentato in pi forme. Non ha mai avuto, come
esito, una trasformazione del sistema che aveva generato laccumulo debitorio divenuto
insostenibile.
La struttura socio-economica che aveva generato lindebitamento diffuso ed insostenibile
tornava ad operare immediatamente dopo il reset. Chi disponeva di risorse materiali,
continuava a disporne ed essere ricco. Chi non ne disponeva, continuava a non disporne,
restando povero e nella necessit di indebitarsi verso il blocco sociale possidente.
E gli Stati? Cosa accadeva in epoche pi civili dellattuale? Come scriveva Giovanni Zibordi
qualche anno fa:
"Fino al 1700 prestare soldi ai governi e stati era molto pericoloso, rischiavi anche la vita. I re,
principi, imperatori o sultani quando non riuscivano a pagare i debiti contratti con banchieri
esteri li espellevano, arrestavano e anche impiccavano (da Gli Stati Sovrani Possono non
Pagare i Debiti Esteri? su www.monetazione.it)
Oggi nellipotesi in cui uno Stato dell'Eurozona avesse accesso a una ristrutturazione del
debito, non sembrano essere previste modifiche allarchitettura istituzionale dellEurozona
stessa, n ci sarebbero arresti o impiccagioni. Presumibilmente:
1. La ristrutturazione dovrebbe essere accompagnata da un programma di riforme e
privatizzazioni, con la funzione di proseguire il trasferimento di risorse reali
(infrastrutture strategiche, pubblici servizi e oligopoli naturali) dal soggetto Pubblico a
soggetti privati;
2. Lo Stato greco continuerebbe a non poter emettere n una propria valuta n
(ovviamente) leuro;
3. Lo Stato membro dal debito ristrutturato continuerebbe ad essere utilizzatore di
valuta, privo di una garanzia formalizzata (da parte del monopolista della valuta stessa)
sui futuri bond emessi, che non potrebbero essere considerati incremento della base
monetaria come riformulata da Warren Mosler in riferimento ad una moneta in regime
di cambi flessibili; questo comporterebbe il perdurare del potere dei mercati di
determinare il tasso dinteresse dei titoli di stato di nuova emissione;
4.

Lemissione dei titoli di Stato continuerebbe ad essere necessaria e non rinunciabile,


insieme allelevata e crescente pressione fiscale;

5. Lintera struttura istituzionale ed economica Eurozona (e del paese ristrutturato)


continuerebbe ad essere fondata sui principi del limite alla spesa in deficit pubblico e del
divieto di intervento diretto del settore pubblico nelleconomia, con la persistenza del
quadro che ha generato lattuale situazione da crisi umanitaria. Su questo punto
risulterebbero dichiarazioni dello stesso Tsipras per cui Il pareggio di bilancio un punto
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nodale della nostra strategia, rafforzate dal suo portavoce Pappas:manterremo i conti
pubblici a posto e spenderemo soltanto quello che riusciremo ad incassare.
Per cui la soluzione ristrutturazione debito pubblico in questo scenario istituzionale potrebbe
essere un buon sistema per rendere digeribile un processo di spoliazione dei beni pubblici che
concentrato in un tempo troppo ristretto diventa una polveriera sociale, mentre diluito nel
tempo permetter alla popolazione di abituarsi alla povert (?).

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