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Aspasia e Saffo antimetafisiche

di Gabriella Freccero

Nel mio precedente lavoro su Aspasia di Mileto1 rilevavo come nei testi esaminati
venisse attribuito alla filosofa lappellativo di erotodidaskalos.
La traduzione del termine, per lo pi reso come maestra di questioni damore, comporta
il rischio delloscurit, oppure della goffaggine, per un motivo piuttosto semplice: noi non sappiamo
pi esattamente che cosa il termine significhi. Non abbiamo cio unimmediata e chiara visione
dellattivit dellerotodidaskalos, come quando diciamo: Socrate era un filosofo, e subito
immaginiamo un ateniese del V secolo a.Cr. che discute accanitamente con altri uomini, ateniesi o
intellettuali stranieri di riguardo, di concetti piuttosto astratti come il Bene, il Bello, il Giusto, ecc.;
intuiamo che si doveva trattare di unattivit che aveva a che fare con linsegnamento, come
testimonia chiaramente la combinazione di eros e didaskalos, ma leroto-didaskalos non ci richiama
alla mente nulla di familiare, poich di una ipotetica scienza dellerotica nulla sappiamo.
La migliore traduzione del termine erotodidaskalos mi pare per proprio, per quanto
ovvia, maestra dellerotica; lo stesso Socrate, che si professa allievo di Aspasia in queste cose,
dichiara nei Memorabili di Senofonte al giovane Critobulo di poterlo aiutare nella caccia di nuovi
amici ( o amanti, in chiave di amore pederastico, come si capisce meglio in seguito) di to; erotiks
inai, essendo un esperto dellerotica2 . Che lerotica non sia una conoscenza improvvisata ma un
sapere in qualche modo codificato lo testimonia il contesto del brano, in cui si fa riferimento ad
un'altra arte che si pu apprendere e per cui vi sono maestri riconosciuti, quella della caccia
(sntheron tn flon si propone di essere Socrate, aiutante nella caccia di amici).
Come nota acutamente Luisa Muraro

riferendosi a unaltra che fu definita

erotodidaskalos di Socrate, Diotima di Mantinea 4, protagonista del Simposio platonico, lerotica, se


1

A scuola da Aspasia:uomini e donne fra retorica e politica nellAtene del V secolo a.Cr. tesi di laurea a.a.2001-2002,
Universit di Genova, pp. 50-70 consultabile su www.url.it/donnestoria .
2

Anna Santoni traduce meno efficacemente perch sono sensibile allamore; che non si tratti qui tanto di sensibilit
ma di maestria acquisita in un campo del sapere lo testimonia tutta la situazione del brano in cui Socrate insegna a
Critobulo larte di procurarsi gli amici-amanti migliori. Cfr. Senofonte, Memorabili, trad.it. Anna Santoni, Milano 1997,
pp.
3

La maestra di Socrate e mia, in Approfittare dellassenza, Napoli, 2002, p.27:Sapeva molte cose, dice Socrate, e
aggiunge: lei mi ha insegnato, e qui nomina una scienza il cui nome somiglia a quello della fisica, della
matematica,della chimica.Ma il nome di una scienza che non esiste nelle nostre enciclopedie come sanno gli
adolescenti dediti allo studio che, per secoli, lhanno cercata invano nei libri per cui, traducendo molto alla lettera la
erotica, che suona proprio come il nome delle scienze appena nominate.
4

mai esistette come scienza positiva, non si tramandata fino ai nostri giorni, tanto che nessuno
studente ne potrebbe trovare la definizione su un dizionario.Di che scienza si trattava? Consisteva in
una serie di trucchi per sedurre il prossimo, arte maturata nei luoghi di malaffare per conquistarsi
clienti, o amanti a pagamento, cui Socrate con il solito gusto del paradosso assimila la propria
attivit, o comportava un punto di vista sulla realt autonomo,addirittura un atteggiamento
filosofico? Perch sono proprio due donne ad insegnare a Socrate questarte?
Per chiarire la questione utile confrontare tra loro due antichi discorsi femminili; uno
apertamente filosofico, ossia composto alla maniera che noi riconosciamo come filosofica,
trattandosi di un dialogo; il frammento dellAspasia di Eschine di Sfetto che riporta il duplice
dialogo tra Aspasia e Senofonte e sua moglie, sul tema se preferire cose proprie o cose di altri, se
migliori delle proprie; in sintesi, sul preferire il meglio; laltro il celebre frammento 16 5 di Saffo ,
la poesia in cui essa dichiara che la cosa pi bella quella che ciascuno ama.

Apparentemente esperte di due logoi differenti, luno filosofico-politico, laltro poetico,


Aspasia e Saffo affrontano lo stesso problema : cosa significa la ricerca del meglio, t riston,
allinterno del rapporto amoroso. Filosofia e poesia non appaiono ancora percorsi cos distanti;
secondo Ateneo6 Aspasia, ritenuta unesperta di discorsi politici e di retorica, si esprimeva anche in
Platone dice con una perifrasi em t erotik edidaxen, mi insegn lerotica, 201d 5 ; Ateneo nel brano in cui ricorda
come Socrate si servisse della Milesia come consigliera per attrarre il bellAlcibiade, conia il vero e proprio termine
dicendo erotodidaskalon echon tn Milesan , cfr. Deipn. V 219 b-9 e 7
5

Per lindicazione dei frammenti della poesia di Saffo seguo l edizione di Eva Maria Voigt, Sappho et
Alcaeus.Fragmenta,Amsterdam 1971..
6

Cfr. Athen. V 219 b9 e7 trad.it. A.Marchiori, Roma 2001 :Aspasia poi, la sapiente maestra di retorica di Socrate, dice nei

versi a lei attribuiti e citati da Erodico Crateteo:


(Aspasia): Socrate, non mi sfuggito il tuo cuore morso
dal desiderio per il figlio di Dinomaca e Clinia. Tu ascolta,
se vuoi essere felice con il tuo favorito; non disobbedire
al mio avviso, starai tanto meglio.
(Socrate): Appena l'udii, la gioia il mio corpo bagn
di sudore, gli occhi grondavano lacrime, e io lo volevo.
(Aspasia): Aspetta, riempi l'anima della Musa che ispira,
e con lei prenderai lui, nell'orecchio la instilli
desiderato; ella a entrambi principio d'amore;
per lei sar tuo, e tu l'accosterai al suo orecchio
come dono per l'anima sua senza veli.
Va a caccia dunque il buon Socrate con un maestro d'amore come la Milesia, e non cacciato, come dice Platone, preso alle reti da

versi, come il poeta ricorda quando cita gli sforzi di Socrate per conquistare il bellAlcibiade,
contrariamente alla tradizione che vuole Socrate inossidabile al corteggiamento del bel ragazzo e
questi teso nello sforzo di far capitolare il filosofo.
Occupiamoci innanzitutto del logos di Saffo, che precede quello di Aspasia e pu
averle fatto da modello.Il testo fu rinvenuto nelle sabbie dellEgitto e catalogato come Papiro di
Ossirinco 1231, pubblicato nel 1914. Eccone una traduzione:
Alcuni dicono che sulla terra nera la cosa pi bella sia un esercito di cavalieri, altri di
fanti, altri di navi, io invece ci di cui uno innamorato;
ed assolutamente facile farlo intendere a chiunque: perch colei che di gran lunga
superava in bellezza ogni essere umano, Elena, abbandonato il suo sposo impareggiabile
travers il mare fino a Troia n si ricord della figlia e degli amati genitori: lei disvi
(Cipride), che inflessibile (ha la mente) facilmente (cos) ella ora mi ha fatto
ricordare di Anattoria lontana,
di cui vorrei contemplare il seducente passo e il luminoso scintillio del volto ben pi
che i carri dei Lidi e i fanti che combattono in armi.

Questa lirica giustamente ritenuta il manifesto del femminismo di Saffo; evidente


infatti che gli alcuni che possono dilettarsi alla vista dello spettacolo di eserciti schierati, fanti in
assetto di guerra, navi da battaglia, non possono che essere uomini, e che il punto di vista che Saffo
esprime, il preferire ci che si ama, riferito ripetutamente ad un soggetto femminile, prima Elena,
poi lallieva Anattoria, quindi Afrodite. Vincenzo di Benedetto 7, che pure legge la lirica nel senso di
una contrapposizione di punti di vista maschili e femminili, crede di coglierne loriginalit nel fatto
che

Saffo indica la possibilit di fruire della bellezza semplicemente tramite la visione,

contrapponendo a questo il punto di vista della necessit del possesso di ci che si ama8.
Alcibiade. E certo non lascia di piangere perch, credo, si sente infelice. Vedendo in che stato lui era, Aspasia dice:
Perch mai tu piangi, Socrate caro? Forse ti eccita
vivo nel cuore un desiderio-uragano infranto
agli occhi di un giovane che non domi? Lo far
mansueto, te lo prometto!

7
8

Cfr. prefazione a Saffo, Poesie, trad. Franco Ferrari, Milano 1997.pp.71-75.

Pu darsi che il riferimento alla guerra volesse indicare come bersaglio polemico la
volont di possesso delloggetto amato; ma a me pare da sottolineare un altro punto di vista.
Saffo, infatti, sembra voler indicare che lamore sempre amore di un oggetto preciso,
di un essere umano tra mille altri, non del migliore in assoluto. Il mito fornisce di ci un chiaro
esempio: Elena fugg a Troia perch innamorata di Paride, giovane principe asiatico, pur
disponendo di un marito impareggiabile, (riston), nonostante liniziativa dello sviamento sia
attribuita a Cipride, e non ancora al pieno libero arbitrio della donna.
Bruno Snell9 si soffermato sul tipo di affermazione vista nella poesia di Saffo.Egli
ritiene che sia tipica di un nuovo modo di pensare di cui la poesia lirica monodica si sarebbe fatta
interprete: un nuovo impulso allindividualismo, dopo lesaltazione di un pensiero conformista di
tipo omerico. Anche nella poesia di altri lirici 10 si ritroverebbe il desiderio di rigettare lopinione
comune per affermare un proprio gusto individuale.
Dice Anacreonte :N di Amaltea la cornucopia aurea desidero, n per
centocinquantanni su Tartasso, come sovrano, regnare. Archiloco ammette che ha preferito
mettersi in salvo piuttosto che salvare lo scudo: Si gloria ora un Tracio del mio scudo, chio, non
volendo, lascia presso il cespuglio : era unarma perfetta. Alla malora vada lo scudo: uno migliore
di questo sapr procurarmi; e ancora che non mi aggrada un capitano che con lunghi passi
incede, che di riccioli si adorna e si rade il mento. A me basta uno piccino, anche se ha le gambe
torte, ma che sia di saldo cuore e abbia fermo il piede; o ancora : Non mi importa di Gige pieno
doro, n mai mi ha preso lambizione, n mi hanno esaltato opere divine, n mi incanta una grande
signoria: tutte cose lontane dai miei occhi.
Queste liriche hanno in comune lidea di affermare un giudizio personale; quando si
tratta di scegliere tra una cosa e unaltra, tutti sembrano privilegiare una scelta anticonformista
rispetto a ci che comunemente si ritiene preferibile. Laccento di Saffo per inconfondibile: il

Ibidem : Saffo pone il problema non di ottenere qualcosa e di prenderne possesso, ma quello di fruire della bellezza
nel contesto della visione.Riaffiora dunque il punto di vista espresso alla fine del fr. 58, e come nel fr. 58 si sente il
senso di una autonomia che non condizionata dalleffettivo possedere.p. 73
9

La cultura greca e le origini del pensiero europeo, Torino, 1984, pp.88-119. Il capitolo si intitola infatti Il primo
rivelarsi dellindividualit nella lirica greca arcaica. Snell nota che il problema del to klliston riecheggia nei racconti
dei sette saggi, circa contemporanei di Saffo,in Pindaro e che uniscrizione sul tempio di Leto a Delo riconosceva come
la cosa pi dolce ottenere ci che si ama .
10

la trad.. dei lirici di E.Mandruzzato , Milano 1996.

termine di paragone per cui lascerebbe tesori e possessi sempre la persona che ama: Anattoria nel
caso del fr. 16, la tenera figlia Cleide nel fr.132:
Ho una bella figlia che nellaspetto somiglia a fiori doro, la mia Cleide diletta, in
cambio della quale io non darei n tutta la Lidia n lincantevole (Lesbo?).
Quando Saffo nomina il suo oggetto damore, Cleide, Anattoria, Attis, Gongila,chiama
sempre per nome la sua interlocutrice; quando il nome non conservato, o la poetessa non lo
nomina, comunque sempre un tu, una presenza ben determinata con cui si confronta (come nel
famoso fr. 31, mi sembra simile agli dei luomo che siede di fronte a te..).
Non direi quindi che la mancanza della volont di possesso a determinare la modalit
amorosa di Saffo; essa mi sembra smentita dai toni perentori dellinvocazione ad Afrodite del fr. 1 ,
dove ai righi 21-24 la dea rassicura Saffo che far in modi di volgere la persona amata ai suoi favori
in termini molto concreti e con accenti ben poco contemplativi (se fugge presto inseguirse non
ama amer pur contro il suo volere); piuttosto loriginalit di Saffo consiste nel teorizzare che non
solo in amore pi bello ci che si preferisce,indipendentemente dal suo valore assoluto, ma che il
valore di ci che si ama supera il resto anche al di l dellambito amoroso, in termini,diremmo, di
comparazione assoluti.E del tutto evidente che chi ama qualcuno lo preferisce a tutti gli altri, anche
meno belli e meno dotati; meno scontato dire che il valore degli oggetti amati superiore a qualsiasi
altra cosa li si paragoni.
Anacreonte comunica il suo sentimento con forza :Cleobulo io lamo, di Cleobulo sono
pazzo, Cleobulo io me lo mangio con gli occhi.. Teognide ha per Cirno accenti accorati: O
ragazzo, il pi desiderato, il pi bello fra tuttiMa nessuno dei poeti arcaici dice mi sembra
simile agli dei colui che ti siede accanto. Essere assimilati agli dei rientra in una condizione che
lamore rende possibile solo secondo Saffo.
Concordo con Page Dubois quando afferma che il frammento 16 di Saffo dovrebbe
essere considerato pi che un poema di lode verso la persona amata, e pi anche di una lirica nuova
in senso individualista11; Saffo delinea in realt una nuova modalit del pensiero in questo
brano;esso si pone come un elemento perturbante e deviante proprio rispetto al nascente discorso
filosofico in Grecia, che si caratterizza subito come maschile e astratto.
11

I want to consider two disconcerting aspects of her work her place at the beginnings of the philosophical project
itself, and in addition, her capacity to disturb the most traditional versions of narrative; Sappho is Burning, pp.99,
University of Chicago Press 1995. Tutto il capitolo quinto Helen dedicato allanalisi del contributo di Saffo al
pensiero filosofico occidentale al momento della sua nascita, e di come esso si ponga apertamente al di fuori di questa
tradizione e non contribuisca a fondarla, rimanendo per ci nascosto dentro lopera poetica.

Dubois, polemizzando con lo studioso Denys Page, che trova il poema debole dal punto
di vista formale e noioso, individua i punti di forza proprio nella sua struttura, che si presenta
tripartita e ciclica:
1) contrapposizione iniziale tra giudizio di alcuni - oi men e giudizio di Saffo sul to
kalliston; sottolineatura immediata del suo alternativo punto di vista( ego de); catalogo dei beni che
lopinione comune apprezza enumerati secondo il modello del catalogo omerico;
2) Saffo d un esempio mitico della sua affermazione ricordando la storia di Elena, che
abbandon un marito che rappresentava lincarnazione stessa del to klliston secondo lideale
eroico, a favore di un oscuro principe asiatico, Paride; nella parte mutila del testo al rigo 13 e 14
come causa ultima della scelta di Elena viene individuata Afrodite;
3) il nome di Afrodite si pone come una cerniera a collegare le due stanze della poesia;
Saffo dice che per ispirazione della dea, che in unaltra occasione fu fonte di oblio , in quanto fece
dimenticare ad Elena la sua famiglia, ora ella si ricorda di Anattoria, di cui vorrebbe rivedere il
bellincedere e il volto luminoso, preferito a ogni scena di esercito schierato; il poema ritorna
circolarmente da dove era partito, la scena di guerra con il dispiegamento dellarmamento bellico.
Secondo Dubois12, Saffo si contrappone a un modo di pensare astratto che verr
compiutamente sistematizzato da Platone e Aristotele; nella sua poesia il dato particolare, che sia
Anattoria, un campo fiorito, un nastro per i capelli, hanno ancora una possibilit di vita individuale,
concreta, senza rientrare in una categoria di pensiero astratta che li comprenda; ogni cosa l a
rappresentare s stessa, e non qualcosa daltro. E ci possibile in quanto sono oggetto damore, o
cose utilizzate dagli esseri amati che ne ricordano la presenza (un sandalo, una veste).
Io aggiungo che la possibilit stessa di pensare agli esseri e alle cose in questo modo
viene a Saffo dallaver considerato leros come forza posta a fondamento del mondo, al posto
dellideale della guerra e dellaccumulo di ricchezze per mezzo di essa. Attraverso la venerazione di
Afrodite, che rappresenta lincarnazione divina di questo principio, Saffo pu affermare che gli
esseri amati sono la cosa pi bella in assoluto al mondo; e che questi non sono mai entit astratte,
ma esseri umani con tutte le loro particolarit fisiche e spirituali.
Si prenda levocazione di Anattoria nel fr 16: essa emerge dalla memoria di Saffo
innanzitutto col suo nome: Anattoria. Subito dopo la poetessa ricorda di lei il suo modo particolare
12

Sapphos poetry stands at a moment of transition in wich the specificit of the particular is still visible, in wich a
particular object, a headband, a field of flowers, exists in all its particularity, but in wich at the same time that process of
individualization that will allow for the equivalency among all citizens of ancient democracy is also being constituted
p.109

di incedere e muoversi, che rivela la sua grazia; e subito dopo la bellezza che irradia dal volto, che
in ogni essere umano il vero elemento distintivo e dai cui atteggiamenti ed espressioni rinasce il
sentimento damore . Il ricordo delle particolarit fisiche dellamata riaccende il sentimento sopito,
anche quando queste non corrispondono ai canoni della bellezza tradizionale; ricordandosi di Attis,
una antica allieva, Saffo nel fr.49 ha un accento di tenerezza particolare : Ti amavo un tempo,
Attis; mi apparivi come una bimba fragile e sgraziata. Attis non pu rivaleggiare con splendidi
guerrieri o con fanciulle dalla perfetta educazione, ma questo non impedisce a Saffo di provare una
nostalgica tenerezza per lei.
Dubois rileva che la lirica di Saffo si pone cronologicamente a cavallo tra due eventi
che segnano nel mondo antico una discontinuit senza precedenti: la nascita della moneta in Asia
minore nella Lidia, e la nascita della democrazia ateniese.
Linvenzione della moneta pone per la prima volta gli oggetti di scambio sullo stesso
piano; cose diverse possiedono ora un comune denominatore, il loro valore economico.Ci conduce
senzaltro a unastrazione del valore degli oggetti, a una loro possibile valutazione secondo uno
schema utilizzabile allinfinito e per ogni cosa: sia che si scambi orzo, grano, vino, olio, bitume,
legname, oggetti preziosi, prestazioni professionali, favori sessuali (Erodoto ricorda come primo
esempio della nuova invenzione che le fanciulle Lidie povere usavano prostituirsi prima del
matrimonio per acquistare la dote ). Lo stesso Aristotele

13

ricorda che fu per poter paragonare beni

diversi che lumanit invent la moneta, creando un termine intermedio (meson) che potesse servire
a mettere in relazione tutti gli altri. Gli dei ,afferma poco oltre 14 significativamente, non hanno
bisogno di monete o valute di sorta. In questa prospettiva, gli oggetti cessano di essere scambiati
essendo considerati direttamente, per quello che sono, ma vengono prima convertiti in un
denominatore comune; nel precedente modo di scambio, ogni oggetto rimaneva identificabile come
tale, senza un elemento astratto di conversione.
Saffo avrebbe colto nella sua poesia questo momento di passaggio

verso una

valutazione astratta del valore degli oggetti tramite la moneta dispiegando il suo catalogo dellacosa
pi bella. Secondo una prospettiva monetizzante, cavalli, fanti, navi da guerra, sono tutti
elementi che nel nuovo modo di pensare si possono scambiare in quanto valgono una certa cifra, e
sono in essa convertibili. Ma lessere amato non si pu convertire in un valore economico: nei suoi
confronti il potere di questo nuovo dispositivo che la moneta non ha corso: non c un termine
13

Etica Nicomachea 5.5.10

14

10.8.7

astratto che lo misuri e consenta di scambiarlo con altro. Esso , intatto e incommensurabile,
singolo e inconvertibile; la figlia Cleide non vale per Saffo tutta la Lidia (non a caso la Lidia
ricordata da Erodoto, la terra dove nacque la moneta); lamore ci che lega un essere direttamente,
senza mediazioni, ad un altro, che proprio quello e nientaltro che quello.E simile agli dei luomo
che siede accanto allamata di Saffo,gli dei che come ricorda Aristotele non conoscono monete o
termini di scambio; per questo luomo che ama non ama tramite qualcosa daltro, n pu mai
acquistare lamore tramite il denaro. Non perch si ami la Bellezza che ci si innamora di
qualcuno; qualcuno attrae lanima e i sensi di qualcun altro, e due individui se lo vogliono entrano
in relazione: nullaltro.
Anche la nascita del concetto di uguaglianza e di democrazia per Dubois da porre in
relazione a questa tendenza allastrazione; senza listituzione della classe degli opliti, i cittadiniguerrieri con eguali diritti sul campo di battaglia e nella pubblica assemblea, la citt non avrebbe
conosciuto la democrazia.La necessit di mettere da parte gli odi di fazione delle trib elleniche
spinge Clistene a creare una ripartizione della citt assolutamente astratta, fondendo e riplasmando
le tre antiche unit tribali (i proprietari terrieri della pianura interna,gli abitanti della costa, e i
contadini dei monti a nord-est dellAttica) in dieci raggruppamenti territoriali ciascuna formata dai
componenti delle ex trib.
Secondo Dubois, Saffo coglierebbe lo spirito del suo tempo affermando in termini
astratti, che la cosa pi bella sulla nera terra la cosa che ciascuno ama; non cio questa o quella
cosa particolare, ma dando una risposta in termini generali: qualunque cosa si ami. A me pare che il
senso della lirica di Saffo si voglia soprattutto opporre alla logica di un pensiero che vede nella
realt solo forme astratte, e si preoccupa invece di salvaguardare lunicit dellessere reso tale dallo
sguardo amoroso; e che essa intenda quindi la locuzione ci che ciascuno ama in senso
distributivo; cio nominando tutti insieme, ma uno per uno, gli innumerevoli molteplici oggetti
amorosi che si possono dare, ciascuno dotato di valore nella misura in cui amato da un altro, in
maniera che non si pu scambiare con niente di diverso.
E la relazione quindi che d valore agli oggetti damore; senza di essi, sarebbero
paragonabili luno allaltro, e interscambiabili come ogni altra merce; Cleide ha un valore al mondo
perch la figlia di Saffo, questa la relazione che le d valore. Il pensiero femminista ha fatto
proprio questo punto di vista, affermando che loriginario rapporto con la madre che ci lega la
mondo, consentendo di misurare quale il nostro valore.

E corretto quindi affermare che c in Saffo un atteggiamento proto-filosofico nel fr.


16; ma non nella direzione di andare incontro alla tendenza all astrazione nascente del pensiero,
ma direi piuttosto di contrapporvisi.
Considerare la relazione come principio dellessere, attraverso cui si afferma la verit
individuale del vivente;possiamo cominciare a credere che su questi principi trovasse fondamento
la perduta scienza dellerotica . Platone conferma che Saffo una maestra di questa tendenza di
pensiero, se nel Fedro Socrate la nomina tra gli esperti che sarebbero contrariati dal discorso di
Lisia sullamore che Fedro mostra di apprezzare15

Platone dedica un intero dialogo, il Simposio, a rispondere alla domanda di Saffo su


cosa ritenere la cosa pi bella.. Al tempo in cui Platone scrive la tendenza filosofica a dare valore
alle sole forme astratte dellessere appare ormai completamente affermata , molto anche per il suo
stesso contributo; la risposta di Diotima16 alla domanda sul t klliston sar che la Bellezza in s,
lidea della bellezza a costituire la cosa pi bella. Platone ammette che la bellezza corporea, dei
singoli esseri amati quindi, a risvegliare la sete di bellezza negli amanti; ma sostiene che
necessario abbandonare questo vincolo, quello coi singoli corpi, per arrivare a riconoscere la
bellezza prima in tutti i corpi, poi sempre pi astrattamente amare la bellezza nelle istituzioni e
nelle leggi, poi nelle scienze, poi nel bello in s:
Dunque, chi vuol tendere rettamente a tal fine (di iniziarsi ai misteri damore perfetti e
contemplativi ndr), deve cominciare fin da giovane ad andare verso i bei corpi, e anzitutto, se chi lo
guida lo guida bene, amarne uno solo, e ivi generare bei ragionamenti; in seguito, comprendere
che la bellezza di ogni corpo sorella di quella di ogni altro corpo, e che quindi, se bisogna
perseguire ci che bello nellaspetto esterno, sarebbe grande stoltezza il non ritenere unica e
identica la bellezza di tutti i corpi. Compreso questo, deve diventare un innamorato di ogni bel
corpo, e calmare quella sua eccessiva passione per uno solo di essi, spregiandola e tenendola a
vile; poi, stimare pi preziosa la bellezza che nelle anime di quella che nel corpo, sicch se uno,
nobile danimo, abbia un aspetto poco leggiadro, egli se ne contenti e lo ami e ne sia sollecito, e
15

cfr. Phaedr., 235 b 4 235 c 6 Fedro:Perci, oltre le cose dette da Lisia, nessuno sarebbe mai capace di aggiungerne
altre e di maggior valore. Socrate:In questo non ti potr seguire. Uomini e donne dei tempi antichi, infatti, e sapienti
che hanno parlato e scritto su queste medesime cose, mi confuteranno, se, per accontentarti ti dar ragione su questo
punto. Fedro:Chi sono costoro? E dove mai hai ascoltato cose migliori di queste?
Socrate: Ora, cos sullistante, non sono in grado di dirtelo. Ma evidente che da qualcuno le ho udite: o da Saffo la
bella, o da Anacreonte il sapiente, o anche da qualche scrittore di prosa. ?. Trad. G.Reale, Milano 1998.
16

Dubois sottolinea che linsegnamento di Diotima per un amante maschile; tutto il Simposio ha veramente
limpostazione di ci che il soggetto maschile ha di definitivo da dire sullargomento dellamore.

crei e ricerchi ragionamenti tali che rendano migliori i giovani: per essere cos condotto a
contemplare il bello che nelle istituzioni e nelle leggi, constatando come esso dappertutto affine
a s stesso, e a ritenere quindi che quello corporeo non che piccola cosa. Dopo le istituzioni, poi,
deve passare alle scienze, affinch contempli la loro bellezza, e, mirando a questo bello ormai cos
vasto, e non servendo pi come uno sciavo al particolare, nellamore per un singolo fanciullo o
uomo o istituto, cessi dallavere vile e misero animo, e invece, rivolto al largo mare del bello,
procrei, contemplandolo, molti belli e splendidi ragionamenti e pensieri, in un infinito amor di
sapienza; finch, rafforzatosi e sviluppatosi in esso, non arrivi a scorgere quellunica scienza che
ha per oggetto tale bellezza17.
Che ne del seducente passo di Anattoria, della buffa e sgraziata giovinezza di Attis, di
Cleide che vale tutta la Lidia, persino del rapporto cos personale di Saffo con Afrodite ? Nulla di
questo preservato nel trattato che fonda latteggiamento filosofico della civilt occidentale verso
lamore. La messa in relazione di due autentici individui non interscambiabili naufraga in esso con
tutti i protagonisti di un pensiero che, come Saffo ci suggerisce, in particolare un campo di sapere
delle donne.
Non stato abbastanza notato per che nel Simposio c un ultimo tentativo di
salvaguardare un pensiero non astratto sullamore; Platone lo affida al pi discusso e discutibile
personaggio che agisca nei suoi discorsi:Alcibiade. Ma prima, occorre dire di Aspasia.

Molto meno conosciuto , ma sorprendentemente concorde con la posizione ideale di


Saffo, il dialogo di Aspasia di Mileto18 con Senofonte e con la moglie di questi.Miracolosamente
salvato dallopera perduta di Eschine di Sfetto intitolata appunto Aspasia, a causa delleccellenza
che riconoscevano al brano Cicerone e Quintiliano, essi lo consideravano un limpido esempio del
meccanismo retorico dellinduzione: Omnis igitur argumentatio aut per inductionem tractanda
est aut per ratiocinationem19 .Il metodo induttivo consiste nel partire da alcune evidenze per
arrivare, tramite un procedimento analogico, a verit meno scontate.
Ecco la trascrizione del brano che fece Cicerone:
17

Symp. 210 a e
Su Aspasia di Mileto cfr Me M. Henry, Prisoner of History.Aspasia of Miletus and Her Biografical Tradition, Oxford
University Press, 1995.
18

19

Cic. De invent. I 31,51

Velut apud Socraticum Aeschinen demonstrat Socrates cum Xenophontis uxore et cum ipso
Xenophonte Aspasiam locutam:Dic mihi, quaeso, Xenophontis uxor, si vicina tua melius habeat
aurum quam tu habes, utrum illudne an tuum malis? Illud, inquit. Quid, si vestem et ceterum
ornatum muliebrem pretii maioris habeat quam tu habes, tuumne an illius malis?
Respondit:Illius vero. Age sis, inquit, quid? Si virum illa meliorem habeat quam tu habes,
utrumne tuum virum malis an illius?Hic mulier erubuit 20.
Aspasia fa ammettere innanzitutto alla donna una verit evidente:ogni essere umano naturalmente
attratto dalle cose belle possedute dai suoi simili, specie se pi belle delle proprie; adattando il
discorso a ci che pu piacere ad una donna, Aspasia chiede alla moglie di Senofonte se oro,
gioielli, vestiti pi belli di una vicina non le farebbero gola ; e quella lo ammette senzaltro. Ma se il
bene migliore posseduto dalla vicina fosse il marito, la moglie di Senofonte non dovrebbe volere
per s anche quello? Qui la donna arrossisce e non risponde.
La reazione della donna comprensibile: levocazione delladulterio,nel contesto probabilmente
ateniese in cui il dialogo si svolge, le impedisce di proseguire nelle sue ammissioni, considerata la
forte riprovazione sociale che questo comportamento causava alle cittadine che lo mettessero in
pratica.
Ma Aspasia non vuole sostenere la tesi che il desiderio di possedere il meglio porta alla fine verso il
male , o il peccato, diremmo oggi in termini cristiani. Ella vuole sottolineare piuttosto la posizione
filosofica che la scelta del marito migliore non sia paragonabile a quella degli oggetti che le ha
elencato; e intende dimostrare che la donna in qualche modo lo sa gi. Per dimostrarlo pone le
stesse domande al marito, adattando gli oggetti del desiderio a un ottica maschile:
Aspasia autem sermonem cum ipso Xenophonte instituit.Quaes, inquit, Xenophon, si vicinus
tuus equum meliorem habeat quam tuus est, tuumne equum malis an illius? Illius, inquit.
Quid, si fundum meliorem habeat quam tu habes, utrum tandem fundum habere malis? Illum,
inquit, meliorem scilicet. Quid, si uxorem meliorem habeat quam tu habes, utrum <tuamne an>
illius malis? Atque hic Xenophon quoque ipse tacuit.21

20

Cos nell'opera di Eschine Socratico Socrate evoca Aspasia mentre parla con la moglie di Senofonte, e Senofonte
stesso.Dimmi, ti prego, moglie di Senofonte, se la tua vicina possedesse un gioiello d'oro di migliore qualit del tuo,
preferiresti il suo o il tuo?.Il suo rispose. E se le sue vesti, e tutto il suo ornamento muliebre fossero di maggiore
prezzo delle tue, preferiresti il tuo o il suo?. Ella rispose: Senz'altro il suo.E allora! Se ella avesse un marito
migliore del tuo preferiresti tuo marito o il suo?. A questa domanda la donna arross.
21
Aspasia quindi si rivolse a Senofonte:Senofonte, dimmi, ti prego,, disse se il tuo vicino avesse un cavallo
migliore del tuo, preferiresti il tuo cavallo o il suo? Il suo, replic lui. E se egli avesse una propriet migliore della
tua, quale preferiresti possedere? La migliore, evidentemente disse. E se egli avesse una moglie migliore della tua,
preferiresti la tua o la sua?.A questa domanda Senofonte tacque anch'egli.

Elencando nuovamente a Senofonte oggetti del desiderio pi belli di quelli che possiede, Senofonte
risponde ad Aspasia proprio come sua moglie; ed anchegli non sa pi cosa rispondere alla domanda
se preferirebbe anche la moglie del vicino,se migliore della sua; eppure per un ateniese lipotesi
delladulterio non era cos grave come per una cittadina, a riprova del fatto che anche Senofonte
avverte spontaneamente, al di l della problematica delladulterio, la differenza tra un oggetto
qualsiasi e il proprio coniuge.
Aspasia tiene allora alla coppia un discorso congiunto:
Post Aspasia: Quoniam uterque vestrum, inquit, id mihi solum non respondit quod ego solum
audire volueram, egomet dicam quid uterque cogitet. Nam et tu, mulier, optimum virum vis habere
et tu, Xenophon, uxorem habere lectissimam maxime vis. Quare, nisi hoc perfeceritis ut neque vir
melior neque femina lectior in terris sit, profecto semper id quod optumum putabitis esse multo
maxime requiretis, ut et tu maritus sis quam optumae et haec quam optimo viro nupta sit.22
Aspasia si incarica quindi di spiegare ad entrambi la ragione del loro imbarazzo allultima
domanda: scartato il problema moralistico,quel quid uterque cogitet,il pensiero nascosto che ha
costituito per entrambi l inciampo del discorso, sta nel fatto che essi hanno colto una differenza tra
le cose e la persona che si ama: la sua unicit, limpossibilit di scambiarla a piacere con un'altra
dello stesso tipo. Lunica via per ottenere il marito e la moglie migliori di fare in modo che non vi
siano al mondo un marito e una moglie migliore di voi stessi,di quelli che reciprocamente siete, dice
Aspasia, sottintendendo sottilmente il secondo termine di paragone; perch lunico essere in grado
di soddisfare la vostra ricerca quello che gi avete.
Il retore romano Mario Vittorino23 ( inizio IV sec. d.Cr.) d una traduzione del brano dellAspasia di
Eschine di Sfetto fino a questo punto molto simile a quella di Cicerone ; chiarisce per meglio la
cornice in cui la consultazione di Aspasia avvenne.Fu Eschine a sollecitare Socrate affinch facesse
in modo che i coniugi avessero un colloquio con lei; infatti essi molto spesso non andavano
daccordo.24
Vittorino d una traduzione pi chiara del discorso:

22

Aspasia aggiunse: Poich il solo punto sul quale nessuno di voi due mi ha risposto quello che io avrei voluto
sentire, sar io a dirvi che cosa ciascuno dei due pensa. In effetti tu, donna, vuoi avere il marito migliore e tu Senofonte,
tu vuoi avere innanzitutto la moglie pi perfetta.E' per questo che, a meno che voi non facciate in modo che non si trovi
sulla terra marito o moglie migliore, evidente che voi desidererete incessantemente ci che voi considerate il meglio,
cio tu essere sposato alla migliore delle spose e lei esserlo al migliore dei mariti.
23

In rhet I 31 p 240,20 241,15

24

Induxit Aeschines Socraten referentem quid esset vel quemadmodum esset locuta Aspasia cum uxore Xenophontis vel
cum ipso Xenophonte, nam Xenophon et eius uxor frequenter discordabant

nam et tu inquit Xenophon, uxorem optima cupis et tu virum optimum, quare nisi et tu vir
optimus fueris et tu femina lectissima, id est, nisi in gratiam regressi fueritis, semper et tibi uxor
lectissima et tibi vir optimus deerit25
Se non sarai tu stesso il migliore dei mariti e tu la pi perfetta delle mogli...Gli sposi devono
compiere uno sforzo su s stessi per migliorarsi individualmente, se desiderano il compagno
perfetto. Essi non sono come i cavalli o i terreni, i gioielli e le vesti da invidiare ai vicini,sono esseri
unici resi tali dal rapporto amoroso che li lega; ognuno ha il suo, frutto di una scelta consapevole
fatta a suo tempo, e solo con questi pu trovare lappagamento dei suoi desideri; inoltre,ogni essere
desiderato anche un essere desiderante, diversamente che per gli oggetti inanimati, coinvolto
quindi nella duplice veste di agente attivo e passivo della ricerca amorosa. Aspasia identifica quindi
la ricerca del perfezionamento individuale con la concordia nella coppia; vir optimum esse e femina
lectissima (esse) corrispondono a in gratiam regressi esse; diventare migliori garantisce la
concordia della coppia, ma , e in un senso ancora pi rivoluzionario, il rapporto amoroso si fa fonte
di perfezionamento filosofico per marito e moglie.
Siamo ben lontani dallindividuazione del rapporto pederastico come luogo privilegiato della
nascita della filosofia, come il pensiero dominante propone; Aspasia sostiene convinta che
nellamore eterosessuale non c solo pura soddisfazione della carne, o scopo meramente
riproduttivo, ma che esso rende possibile migliorare spiritualmente gli individui, uomini e donne,
pur nascendo come un impulso irrazionale, ma non privo di senso. Inoltre viene delineata una
visione della coppia molto distante dalla tipica situazione ateniese, in cui il rapporto personale tra i
coniugi assente e ciascuno conduce una sorta di vita parallela allaltro, la moglie a custodire la
casa ed allevare i figli, il marito occupandosi del lavoro e della vita pubblica.
C qualcun altro a cui affidi pi cose importanti che a tua moglie?-Nessuno,fece.-E c qualcuno
con cui discuti meno che con tua moglie?-Se c, certo non sono molti.
Lo scambio di battute fra Socrate e il giovane Critobulo nellEconomico di Senofonte26 chiarisce
bene lo stato dei rapporti nella coppia ateniese: ununione fondamentalmente priva di qualsiasi
comunione spirituale, fondata sulla convenienza materiale, atta a procreare una specie di cittadini
cui tramandare i beni di famiglia. Per Aspasia si pu e si deve andare molto al di l di questo, e se
25

infatti , disse (Aspasia) anche tu Senofonte, desideri una moglie perfetta e tu un marito perfetto, per cui se anche tu non
risulti essere un marito perfetto e tu una moglie perfetta, cio se non ritornate ad essere in buoni rapporti, sempre
mancher a te la moglie perfetta e a te l'ottimo marito.

26

oec. III 12

questa convinzione fa parte della sua educazione dobbiamo credere che in Ionia, da cui essa
proviene, la situazione matrimoniale delle donne fosse almeno in via di principio pi favorevole che
ad Atene, e almeno per le classi benestanti come la sua27; e che su questa concezione dellamore si
potesse basare un discorso di etica della coppia.
Aspasia riconosce per la coppia che si unisce sotto la spinta delleros la possibilit di seguire un
percorso che conduce allaret; nel suo discorso sfuma limportanza di distinguere il ruolo
dellamato da quello dellamante,

28

cos importante per la posteriore visione platonica, poich essa

mette al centro la reciprocit dei ruoli attivo-passivo nella coppia eterosessuale, impossibile da
sperimentare nellasimmetrico rapporto adulto-ragazzo previsto dallamore pederastico esaltato dai
filosofi.
Come ha notato acutamente Madeleine M. Henry 29 , occorrerebbe riformare la nostra
prospettiva sul fatto di ritenere Aspasia una Socrate al femminile e parlare del dialogo di Eschine di
Sfetto come pre-platonico, e piuttosto cominciare a pensare a Socrate come di una Aspasia al
maschile e il Simposio come un post-aspasico (o piuttosto, anti-aspasico)discorso sullamore
Questo nuovo e probabilmente pi corretto punto di vista ci consentirebbe forse di individuare nel
Simposio un imprevisto- per quanto implicito -

intervento di difesa della pedagogia erotica

aspasica; posto al termine del discorso, ma per questo in posizione di rilievo, subito dopo il discorso
di Socrate: se ne incarica nientedimeno che il bell Alcibiade, ex amante di Socrate.

Alcibiade arriva al simposio completamente ubriaco, e non si accorge subito della presenza di
Socrate; appena individuatolo seduto vicino allavvenente Agatone, che stava cingendo di corone,
gioca allinnamorato tradito: finge una scena di gelosia, poi placatosi, incorona anche Socrate.
Erissimaco gli spiega che ciascun convitato ha avuto il compito di tessere un discorso di elogio
sullAmore, e invita il nuovo arrivato a fare altrettanto.

27

per unipotesi sulla provenienza e lambito di origine di Aspasia vedi A scuola da Aspasia,cit., pagg. 5-7
Platone incarica Diotima nel Simposio di biasimare Socrate per aver pensato che Eros fosse un grande dio , e non un
demone, che tu labbia, daltronde, immaginato altrimenti, non cosa da meravigliarsi: tu hai creduto, per quanto mi
sembra di poter congetturare dalle tue parole, che Amore fosse lAmato, non lamante Per questo, penso, lAmore ti
appariva bellissimo.E difatti loggetto dellamore ci che veramente bello e soave e perfetto e beato; mentre chi ama
ha tuttaltro aspetto, quale io ti ho descritto, symp. 204 b8 c 7 .Tutto il Simposio in realt lesplicitazione e
lesaltazione - del punto di vista dellamante, e del fatto che questo, e non la reciprocit del rapporto, sostanzialmente
conti.
28

29

In Henry, cit, p.56

Che fa allora Alcibiade? Parla di storie degli dei, o di tempi remoti,riporta antiche mitologie o
credenze, cita lIliade o LOdissea, come gi prima hanno fatto gli altri invitati? No. Egli compie
lelogio dellamore descrivendo ai presenti il suo oggetto damore, Socrate.
Egli inizia il suo discorso di eiknon, per immagini; loggetto amato suscita subito unidea precisa,
come il volto di Anattoria si affacciava bello e ricco di tutti i suoi particolari alla mente di Saffo:
Socrate come la statuetta di un Sileno, essere mitologico simile ai satiri, raffigurato mentre suona,
solitamente il flauto.Ma aperta la statuina, si intravede al suo interno limmagine di un dio; cos
Socrate: apparentemente ironico, grottesco, dimesso, brutto nellaspetto, ma internamente dotato di
uno splendore spirituale che solo a frequentarlo assiduamente si pu riconoscere.Lo accosta anche
al satiro Marsia, che incantava col suono del suo flauto come egli sa fare anche senza musica, solo
col suono delle sue parole. Lo paragona alle sirene per quel suo potere incantatorio, tanto che non lo
si lascerebbe pi e si sarebbe tentati di invecchiargli accanto, se non ci fosse il richiamo del popolo
(tims ts up tn polln) a richiamarlo nellagone politico.
Alcibiade ricorda nei particolari i lunghi sforzi per acquistarsi i suoi favori, e la reticenza di Socrate
ad accondiscendere al rapporto; n la ginnastica e la lotta praticata assieme, n i lunghi discorsi da
solo a solo, n infine un invito a cena e la notte passata assieme smuovono Socrate ad accordare i
suoi favori; alla aperta confessione dei propri sentimenti da parte del ragazzo, dando prova della sua
abituale e propria ironia (mla eironiks kai sfdra eauto te kai eoithtos,218 d 6-7), Socrate gli
fa presente che farebbe davvero un cattivo affare se accettasse di scambiare i propri divini doni con
la bellezza effimera di Alcibiade: sarebbe davvero un triste baratto di bronzo per oro.
Alcibiade ebbe poi loccasione di compiere la campagna militare di Potidea con Socrate, e qui pot
apprezzare ancora di pi la straordinaria temperanza di Socrate, la resistenza alla fame e alle fatiche
al freddo; e nella battaglia per cui Alcibiade ricevette una decorazione al merito, fu Socrate a
salvargli la vita e a permettere la vittoria degli ateniesi, in modo che lui pi che Alcibiade avrebbe
meritato lonoreficenza. E ancora ricorda il suo spirito indomito nella ritirata di Delio 30, dove fece
mostra di tanto coraggio e risolutezza che consent alle truppe ateniesi in rotta di ritirarsi incolumi.
Per Alcibiade lamore non n un gran dio, n un demone sempre indaffarato negli scambi tra dei e
uomini; lamore direttamente e semplicemente, come per Saffo e Aspasia, loggetto amato, quel
Socrate che anche dopo let prescritta per gli amori pederastici continuer a turbarlo ed ammirarlo,
e le cui attenzioni sar costretto a dividere con altri giovani che Socrate vuole educare alla virt,
Carmide di Glaucone, per esempio, o Eutidemo di Diocle. Alcibiade rivendica quindi per s un
ruolo attivo anche nel rapporto omosessuale: lo stesso fatto che questa sua passione si prolunghi
30

del 424 a. Cr. Contro i Beoti.

oltre il tempo assegnato agli amori pederastici rende speciale questo rapporto, pi paritario e
scambievole del consueto.
Secondo Alcibiade, Socrate ha una precisa strategia per avvicinare i ragazzi che vuole educare: si
finge loro amante, o aspirante tale, per poi diventarne lamato. Anche nei Memorabili di Senofonte
Socrate avvince il giovane Critobulo e poi se ne fa inseguire.
E possibile che Alcibiade abbia ispirato il suo discorso al pensiero di Aspasia sulla non possibile
astrattezza del discorso amoroso? Certo egli come figlio adottivo di Pericle conosceva e frequentava
Aspasia, e non vi sarebbe nulla di strano che ne echeggiasse gli insegnamenti.
Non vi dubbio infine sul credito che Platone assegna a questo discorso: nessuno.La sua posizione
in rilievo, a fine del dialogo, non lascia dubbi sul fatto di essere posto l come obiettivo polemico, e
non certo per confutare il discorso di Diotima sulla necessit di amare il Bello in s. Il discorso di
Alcibiade sembra proprio indicare che la teoria di Diotima si pone lobiettivo di confutare un pi
antico pensiero sullamore, pi antico anche delle storie mitiche di Fedro e di Aristofane, la cui
tessitura affidata a donne e forse solo da unaltra donna pu essere dichiarato superato.
A riprova che il modo giusto di parlare dellamore non quello di Alcibiade, Platone orchestra una
scena vivace, che fa terminare il dialogo in modo significativo. Alcibiade propone che Socrate
faccia la lode di chi gli sta a destra, evidentemente Alcibiade stesso, che cerca quindi di strappare al
filosofo una lode in suo favore. Socrate per fa sedere alla propria destra Agatone, con la scusa di
non fargli ripetere le lodi che il giovane precedentemente gli ha rivolto, e intende tessere invece un
discorso a favore del bel ragazzo e far ingelosire Alcibiade.
Il discorso in lode di Agatone non ha per luogo: infatti un gruppo di nottambuli irrompe con gran
fracasso nel simposio, causando uneuforia generale e unulteriore, solenne bevuta; dopodich
lebbrezza raggiunge il massimo e il consesso di scioglie.
Socrate rimane cos lallievo del discorso imparato da Diotima e non di quello di Alcibiade o di
Saffo o di Aspasia, che ne costituirebbe una palinodia; la strategia scenica di Platone salva il
primato dellidealizzazione dellamore, e ci indica con vivacit anche contro chi questo discorso
andava indirizzato e soprattutto contro che cosa: un pi antico discorso sullamore di cui le donne
erano in qualche modo le esperte, antimetafisico e ricco di corporeit , in cui gli amanti creano
reciprocamente la loro irriducibile unicit.
Il tema dellunicit dei soggetti e della loro creazione a partire dalla relazione non estraneo alla
filosofia del 900, in quanto il perno stesso del pensiero della filosofa tedesca Hannah Arendt 31
.Iniziando a occuparsi del problema del totalitarismo, essa individua proprio nella cancellazione
31

Cfr. Chiara Zamboni, La filosofia donna, Demetra ed. 1997, pp. 88-102.

della personalit individuale il successo di questo tipo di politica, e la necessit di contrastarla


dando nuovamente centralit allindividuo. In Vita activa la Arendt afferma che il singolo individuo
non pu mai arrivare a conoscere chi realmente . Egli pu al massimo dire che cosa egli , fornire
dati empirici come let, la professione, dire dei propri talenti o difetti, ma non pu arrivare a
comunicare la sua singolarit; essa invece visibile agli altri quando noi agiamo; solo quindi nella
relazione con gli altri ogni singolarit umana pu rivelarsi. Lo spazio dove si incontrano le
singolarit umane lo spazio pubblico, dove ognuno tramite lazione, o le parole, rivela la propria
individualit.
Arendt vede chiaramente che il mondo costituito da pluralit :Non lUomo, ma gli uomini
abitano questo pianeta.La pluralit la legge della terra. 32 Rivalutando la categoria dellazione, la
filosofia deve fare i conti con la pluralit dei soggetti, perch se in altre attivit umane possibile
estraniarsi dal mondo, nellazione lincontro gli altri inevitabile.
E notevole che pur provenienti da contesti storici e culturali diversi, Aspasia, Saffo e la Arendt
fondino i loro discorsi su un presupposto che fa tremare le fondamenta della metafisica: la verit del
mondo non si basa su categorie astratte, o sulle idee platoniche, o sulla res cogitans cartesiana; al
centro c lindividuo reale, uomo o donna, ogni essere singolo che agendo mostra al mondo la sua
vera identit. Questa idea, se si ritrova nella rappresentazione femminile del mondo in contesti tanto
diversi, deve avere un legame profondo con la coscienza femminile, senza per questo evocare una
teoria dell eterno femminino o di un femminile come sostanza al di fuori della storia. Lerotica,
questa scienza misteriosa a partire dalla quale ci siamo mossi, pu darsi allora come una parte di
questa anti-metafisica, che nel pensiero della Arendt si configura come amor mundi.Dice in una
lettera:Io in realt sono molto felice, perch non si pu andare contro la propria vitalit naturale.
Il mondo, cos come Dio lha creato a me sembra buono33. Lamore diviene abbraccio universale,
fiducia di potersi relazionare con gli altri e con lAltro che Dio, di arrivare a conoscere il proprio
chi.

32
33

La vita della mente pp. 128-137,Bologna 1987.


Zamboni, op.cit., p. 92