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Comunicato 25 Settembre 2015

Audizione con la Commissione ambiente della Regione Lazio, alla presenza dellassessore ai rifiuti Civita, in
merito al Decreto Legislativo del 29 Luglio 2015, in attuazione dellart.35 della legge 164/2014.

"Dove
ci
sono
inceneritori,
c'
pericolo
di
corruzione
e
malaffare".
Con questo concetto espresso da Paul Connett nel 2008, Maurizio Melandri del Comitato
Malagrotta, intervenuto come primo richiedente dell'Audizione, ha esordito, suscitando mormorii
di approvazione da parte di un pubblico costituito da unottantina di rappresentanti di Comitati e
Associazioni ambientaliste regionali, oltre a consiglieri municipali del Municipio Roma XI e membri
della Commissione Malagrotta del XII Municipio.
Oltre ai richiedenti laudizione infatti (Associazione Occhio del Riciclone, Comitato Malagrotta,
Associazione Reti di Pace, Associazione Rifiuti Zero Roma, Comitato Cittadini Liberi della Valle
Galeria, Comitato Roma 12 per i Beni Comuni, Forum Rifiuti Zero Lazio, Coordinamento Rifiuti
Zero Roma, Coordinamento Rifiuti Zero Lazio, Q.R.E. Quartieri Riuniti in Evoluzione-Municipio VI,
Legambiente Lazio) erano anche presenti altri organismi associativi quali Fare Verde Lazio e
Retuvasa.
Il punto cruciale di questa nuova paradossale situazione di rilancio dellincenerimento dei Rifiuti
Urbani la costituzione, con la Legge 164, dellATO Unico Nazionale che comporta la necessit,
secondo il provvedimento governativo, di una pianificazione di incenerimento, sulla base di dati
complessivi nazionali, previlegiando lincenerimento come trattamento dei Rifiuti Urbani Residui.
Non sono occorse molte parole per esprimere la contrariet di tutte le associazioni convenute a
questa scelta deleteria, capace di bloccare levoluzione verso obiettivi, gi raggiunti in alcuni casi e
comunque raggiungibili, superiori al 70-75% di Raccolta Differenziata (RD) di qualit, nellambito
delle pratiche verso Rifiuti Zero, cio ben oltre il livello del 65%, menzionato piu volte come
obiettivo richiesto dallEU e spesso frainteso come limite non superabile.
La risposta piu diretta dellAssessore Civita a queste contrariet stata che la Regione Lazio ha
chiesto ed ottenuto, al tavolo di confronto Stato-Regioni, che si attivasse una procedura pubblica
VAS (Valutazione Ambientale Strategica) a livello nazionale; nelle more del tempo necessario alla
procedura (almeno un anno) la Regione Lazio, come le altre Regioni, potranno verificare le reali
necessit regionali di incenerimento di rifiuti, sulla base di dati aggiornati, e in continua
evoluzione, dei livelli di RD e non sui dati del 2013, usati dal Ministero dellAmbiente, considerati
gi obsoleti.
Entrando nel merito della Regione Lazio, stata quindi ribadita dallAssessore Civita la necessit di
verifiche aggiornate, con la confidenza di poter escludere la costruzione di nuovi inceneritori. Per
quelli dove ci sono gi delle procedure autorizzative in essere, lAssessore Civita ha escluso la
necessit dellinceneritore di Albano, ha confermato la continuazione di funzionamento,
monitoraggio e controllo di quello di San Vittore, ha preannunciato la necessit di riattivazione con
revamping di quello di Colleferro, e una verifica della necessit dellinceneritore di Malagrotta
per il quale si ipotizza, forse, una linea attiva per 90.000 t/anno.
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E stato ribadito allAssessore Civita che, comunque, lattuale costituzione di un ATO Unico
Nazionale pregiudicher scelte autonome delle Regioni, le quali dovrebbero invece procedere ad
una ferma contestazione dellimpostazione governativa, chiedendo impegni decisi e circostanziati,
con obiettivi temporali, verso unimpostazione nazionale senza inceneritori , sullesempio della
scelta del Governo danese del 2013: Denmark without waste recycle more, incinerate less.
E stato ribadito altres che molti comitati considerano gli impianti di Digestione Anaerobica (DA),
che estraggono biogas dalla fermentazione dei rifiuti, alla stregua di impianti di incenerimento,
perch il loro scopo non quello strettamente di recuperare materia riutilizzabile (compost di
qualit) dalla materia di scarto (rifiuti organici).
A riguardo lAssessore Civita, ricordando che sono stati tolti gli incentivi alla produzione di biogas,
ha affermato che il bio-metano (su cui invece rimangono incentivi) si produce naturalmente
(quindi senza passare attraverso la fase di bio-gas da raffinare ?!?), che un impianto casalingo di
riscaldamento a gas, secondo lui, inquina di piu di un moderno DA, ad es. come quello citato di
Rocca Cencia, dove si prevede di bruciare il bio-metano per ottenere energia termica ed elettrica
solo per il consumo interno.
Condividiamo la considerazione finale dellAssessore sul fatto di aver rispetto reciproco dei tecnici
di propria fiducia, ma rimarremmo comunque molto sorpresi di ascoltare professionisti, che
supportano con leggerezza le affermazioni precedenti.

Associazione Fare Verde Lazio


Associazione Reti di Pace
Comitato Malagrotta
Comitato Roma 12 per i Beni Comuni
Coordinamento Rifiuti Zero Roma
Forum Rifiuti Zero Lazio
QRE, Quartieri Riuniti in Evoluzione Municipio VI
Retuvasa - Rete per la Tutela della Valle del Sacco