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INDICE

INDICE

TITOLO I –

NORME SPECIFICHE DI AREA

 

3

ART.1

CONTENUTI DEL P.R.G.

 

4

ART.2

ELABORATI DEL P.R.G.

 

4

ART.3

INDICI URBANISTICI ED EDILIZI

 

5

ART.4

LIMITI DI DISTANZA NELL’UBICAZIONE DEI FABBRICATI

 

10

ART.5

FASCE E ZONE DI RISPETTO E LORO UTILIZZAZIONE

 

12

ART.6

AMBITI SOTTOPOSTI A VINCOLO AUTORIZZATIVO

 

13

ART.7

TIPI DI INTERVENTO URBANISTICO-EDILIZIO

 

14

ART.8

MODALITA’ DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI DEL P.R.G. E MODALITA’ DI ACQUISIZIONE DELLE AREE PER SERVIZI

 

16

ART.9

DESTINAZIONI D’USO DEL SUOLO E COMPATIBILITA’ LOCALIZZATIVA

19

ART.10

CLASSIFICAZIONE ED INDIVIDUAZIONE DELLE AREE NORMATIVE

25

TITOLO II –

NORME SPECIFICHE DI AREA

 

28

ART.11

NORME SPECIFICHE DI AREA

 

29

TITOLO III – NORME PARTICOLARI

 

137

ART.12

CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA’ PER L’EDIFICAZIONE

 

138

ART.13

EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

 

138

ART.14

TUTELA E PROTEZIONE IDROGEOLOGICA DEGLI INSEDIAMENTI

 

138

ART.15

SISTEMAZIONE DELLE AREE LIBERE DI PERTINENZA

126

ART.16

BASSI FABBRICATI DESTINATI AD AUTORIMESSA E DEPOSITO, RECINZIONI, OPERE MINORI, ATTREZZATURE RICREATIVE E PRIVATE

139

ART.17

STAZIONI DI SERVIZIO E RIFORNIMENTO CARBURANTI E IMPIANTI DI AUTOLAVAGGIO

 

144

ART.18

LOCALI SOTTOTETTO, SOPPALCHI

 

145

ART.19

DECORO DELL’AMBIENTE URBANO

 

145

ART.20

TUTELA DEL SUOLO E DELL’AMBIENTE NATURALE

 

145

ART.21

DESTINAZIONI D’USO

148

ART.22

BONIFICA AMBIENTALE

148

ART.23

INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE

148

ART.24

TUTELA E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO CULTURALE

149

ART.25

PRESCRIZIONI OPERATIVE PER LA TUTELA E PROTEZIONE

IDROGEOLOGICA DEGLI INSEDIAMENTI

149

ART.26

SITI PER LA LOCALIZZAZIONE DI TRALICCI E ANTENNE PER LA TELEFONIA MOBILE

 

154

ART.27

ATTIVITA’ DI COMMERCIO AL DETTAGLIO IN SEDE FISSA

 

154

ALLEGATI

172

ALLEGATO 1:

APPENDICE ALL’ART. 3.1.6

ALLEGATO 2:

SIMULAZIONE PER IL CALCOLO DELLE SUPERFCI A PARCHEGGIO EX ART. 27 DELLE N.d.A.

ALLEGATO 3:

ILLUSTRAZIONE DELLE CARATTERISTICHE FISICHE DELLE SEZIONI STRADALI RICORRENTI

ALLEGATO 4:

SC. AMB. 1

ALLEGATO 5:

SC. AMB. 2

ALLEGATO 6:

SC. AMB. 3

ALLEGATO 7:

SC. AMB. 4

ALLEGATO 8:

SC. AMB. 5

ALLEGATO 9:

SC. AMB. 6

TITOLO I - NORME GENERALI

TITOLO I – NORME GENERALI

ART.1

CONTENUTI DEL P.R.G.

II presente PIANO REGOLATORE GENERALE costituisce REVISIONE delle prescrizioni normative e cartografiche del P.R.G. approvato con D.G.R. 20.7.1982 n.179/17823, ed è formato, adottato ed approvato secondo i disposti di cui al 3° comma art . 17 L.R. 56/77 e s.m.i ..

Esso mantiene la sua efficacia, nei confronti di chiunque, fino alla approvazione di successive varianti parziali o generali.

Le presenti norme costituiscono parte integrante del Piano Regolatore Generale, integrano le prescrizioni topografiche indicate in cartografia per mezzo di apposita simbologia e, nel caso di difformità, prevalgono rispetto ad esse.

ART.2

ELABORATI DEL P.R.G.

II presente P.R.G. è costituito dai seguenti elaborati:

  • A. Relazione Illustrativa

  • B. Allegati Tecnici, comprendenti:

    • a) rappresentazioni cartografiche:

1/1 - area di antica formazione: classificazione dei fabbricati 1/2 - area di antica formazione: destinazioni d'uso in atto dei fabbricati 1/3 - area di antica formazione: n. piani fuori terra dei fabbricati 1/4 - area di antica formazione: stato di conservazione dei fabbricati 1/5 - area di antica formazione: classificazione dei fabbricati accessori 2 - infrastrutture tecniche

  • b) analisi di settore

    • - struttura e dinamica economico-demografica

    • - dotazione di attrezzature e servizi pubblici e fabbisogno d'intervento

    • - stato di fatto degli insediamenti esistenti e uso del suolo in atto

    • - beni culturali e ambientali

    • - assetto spaziale del commercio

  • c) analisi di soglia

  • d) scheda quantitativa dei dati urbani secondo il modello fornito dalla Regione Piemonte.

  • C. Tavole di Piano, comprendenti:

TAV. 1 - Assetto territoriale

1:25.000

TAVV. N. 2/1-2/2-2/3 - Assetto generale del Piano

1:5.000

TAVV. dal N. 3.1 al N. 3.16 - Aree Urbanizzate e Urbanizzande

1:2.000

TAV. N. 4 - Aree R1/1, R1/2, R1/3 tipologie di intervento LEGENDA TAVV. N. 3

1:1.000

  • D. Norme di Attuazione costituite dal presente documento

  • E. Relazione geologica e relativi allegati cartografici, comprendenti:

TAV.N.1 - Carta geologica e morfologica

1:10.000

TAV.N.2 - Carta geoidrologica

1:10.000

TAV.N.3 - Carta dell’idrografia superficiale e delle aree inondate al 1994

1:10.000

TAV.N.4 - Carta del dissesto in atto e potenziale

1:10.000

4

TITOLO I – NORME GENERALI

TAV.N.5 - Carta di sintesi della pericolosità geologica e dell'idoneità all'uso urbanistico

1:10.000

TAV.N.6 - Ubicazione delle prove penetrometriche e dinamiche e loro rappresentazione

1:10.000

Allegato "A" alle NTA - Prescrizioni operative per la tutela e protezione idrogeologica degli insediamenti

F. Elaborato geologico- tecnico relative alle aree interessate da nuovi insediamenti

G. Elaborato grafico "Interventi di miglioramento strutturale del reticolato idrico: ricaduta urbanistica" e relativa Relazione.

Gli elaborati di cui alle lett. A e B hanno titolo illustrativo, quelli alle lett. C, D, E, F, G hanno carattere prescrittivo.

Si precisa che in caso di dubbia interpretazione delle Tavole di Piano, fa sempre testo la Tavola a scala più dettagliata.

ART.3

INDICI URBANISTICI ED EDILIZI

  • 3.1 Per I'attuazione del P.R.G. si fa riferimento alle seguenti definizioni:

    • 3.1.1 St = superficie territoriale (mq) Comprende tutta la superficie delle aree utilizzabili per I'edificazione, ad esclusione delle aree già occupate da opere di urbanizzazione primaria, secondaria, indotta, o la cui capacita edificatoria sia già stata utilizzata.

    • 3.1.2 Sf = superficie fondiaria (mq) E' la superficie di pertinenza delle costruzioni misurata al netto delle aree che il Piano Regolatore o lo strumento urbanistico esecutivo destinano ad opere di urbanizzazione primaria, secondaria o indotta. La superficie compresa tra I'allineamento stradale esistente e quello previsto e la porzione di superficie fondiaria destinata a servizi, partecipa alla formazione delle quantità edificabili, nel rispetto dell'indice urbanistico dell’area di competenza. Le aree occupate dalla viabilità pubblica o di uso pubblico (strade vicinali esistenti e viabilità privata a servizio di più insediamenti) non cartograficamente individuate sulle Tavole di PRG, non sono computabili ai fini del calcolo della Sf.

    • 3.1.3 S = superficie edificabile (mq) Rappresenta la massima superficie utile lorda edificabile su una determinata area o ambito ed e data dal prodotto della superficie territoriale o fondiaria per i rispettivi indici di edificabilità.

    • 3.1.4 It = indice di edificabilità territoriale (mq/mq) Esprime la massima superficie utile lorda edificabile per ogni metro quadro di superficie territoriale.

    • 3.1.5 If = indice di edificabilità fondiaria (mq/mq) Esprime la massima superficie edificabile utile lorda per ogni metro quadrato di superficie fondiaria.

    • 3.1.6 Sul = superficie utile lorda (mq) Viene usata per normare la massima superficie di solaio edificabile. Rappresenta la somma delle superfici di tutti i piani fuori ed entro terra, misurata al lordo di tutti gli elementi verticali (murature di vani ascensori, scale, etc.). Dal computo della superficie utile lorda sono esclusi:

      • a) i porticati, le logge ed i terrazzi ad esclusivo uso privato, i balconi, rispetto, comunque, delle norme sulle distanze;

        • b) i porticati, i pilotis e i vani scala di uso comune;

5

TITOLO I – NORME GENERALI

  • c) piani pilotis e i vani scala si considerano di uso comune qualora siano al servizio di più di quattro unità abitative;

i

  • d) i porticati, anche di uso esclusivo, con altezza media netta interna inferiore a 2,4 m;

  • e) le superfici afferenti i locali destinati alla installazione di impianti tecnologici (di riscaldamento e condizionamento, cabine elettriche, locali macchina ascensori, etc.) nei limiti strettamente indispensabili alla funzionalità dell’impianto;

  • f) le superfici dei locali interrati, destinati a servizi ed accessori al solo uso principale residenziale (autorimesse, cantine, locali “tavernetta”, depositi, ecc.), utilizzati ad uso saltuario e non permanente e che non presentino requisiti di abitabilità, in particolare per i rapporti aero-illuminanti delle aperture, ma solo di usabilità;

  • g) le superfici dei locali accessori al solo uso principale residenziale, che non emergono più di mt.1,50, misurati alla quota del primo piano fuori terra rispetto alla quota del terreno preesistente, e contenuti all’interno dell’impronta a terra dell’edificio servito;

  • h) locali accessori al solo uso principale residenziale, ricavati al livello di cortile ribassato e aventi altezza utile non superiore a mt. 2,40, contenuti all’interno dell’impronta a terra dell’edificio principale;

i

  • i) locali autorimessa pertinenziale di edificio con più di 4 unità abitative, con accesso da

i

cortile ribassato

ed

emergenti non

più

di

mt.

1,50 rispetto alla quota del terreno

preesistente;

  • j) locali accessori al solo uso principale residenziale, emergenti fuori terra con altezza utile non superiore a mt. 2,40 contenuti all’interno dell'impronta a terra dell'edificio soprastante

i

e al di sotto del piano abitabile;

 
  • k) lo spessore dei tamponamenti perimetrali degli edifici superiore a cm 30, quando l’aumento sia finalizzato, sulla base di specifica dimostrazione, a determinare una miglior soluzione di isolamento e nel rispetto, comunque, delle norme sulle distanze;

  • l) sottotetti dei nuovi edifici, compresi i rifacimenti a seguito di ricostruzione del tetto, che abbiano le seguenti caratteristiche:

i

un’altezza utile inferiore a mt. 2,70, misurata all’intradosso del colmo del tetto;

aperture verso l’esterno non superiori a 1,5 mq ciascuna;

superficie complessiva delle aperture non superiore a 1/20 del pavimento;

terrazzini, di larghezza max. 2,00 m, entro la sagoma del tetto;

abbaini di larghezza massima 2 m;

– per i vani a cui si accede mediante scale indipendenti dall’unità immobiliare

sottostante deve essere prodotto atto di vincolo di pertinenzialità con l’unità abitativa sottostante; – i locali sottotetto siano contenuti nella sagoma dell’edificio;

  • m) per gli edifici esistenti, nel caso di demolizione e ricostruzione, di ristrutturazione le superfetazioni, i locali ricavati da copertura di cortili, le tettoie aperte o chiuse precariamente, e i locali interrati;

  • n) le superfici accessorie alla residenza (prive di requisiti di abitabilità così come definita per

    • i sottotetti sopra descritti) derivanti da divisioni di tettoie aperte esistenti, per le quali si trascrivano appositi atti di vincolo per l’unità immobiliare servita così come nel caso delle

cantine;

  • o) le superfici dei locali interrati, destinati ad autorimessa privata pertinenziale all’ uso principale non residenziale, nel limite di 1 mq ogni 3,5 mq. di SUL, con altezza

utile

massima di 2,4 m. o fino a 3 m. in caso di motivata necessità (rimessa camper, furgoni ecc.);

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TITOLO I – NORME GENERALI

  • p) le superfici dei locali, che non emergono più di mt. 1,50, misurati alla quota del primo piano fuori terra rispetto alla quota del terreno preesistente, e contenuti all’interno dell'impronta a terra dell'edificio servito , destinati ad autorimessa privata pertinenziale all’ uso principale non residenziale, nel limite di 1 mq ogni 3,5 mq. di SUL.;

  • q) le superfici dei locali interrati o seminterrati, accessori ad attività non residenziale come spogliatoi e servizi igienici, di dimensione commisurata alla dimensione dell’attività, previo nulla osta ASL, senza presenza continuativa di persone.

  • r) le superfici delle scale interne ai capannoni industriali sono escluse dal calcolo della Sul nel caso in cui siano costruite a giorno e quindi non costituiscano un vano a sé stante all’interno dell’edificio industriale.

Ai fini della trasformazione di destinazione d’uso connessa al recupero di edifici preesistenti di antica formazione, si considera Sul preesistente alla data di adozione del Progetto Preliminare del PRG, quella coperta chiusa da tre lati con elementi costruttivi strutturali e di tamponamento permanenti (muratura di mattoni o in pietra) e di buona consistenza. Viene considerata acquisita la Sul determinabile dal volume teorico avente altezza convenzionale media di mt. 3,00 o multiplo, calcolata come da schema riportato nella “appendice all’art. 3.1.6”. Detta Sul acquisita potrà essere riplasmata all'interno dei volumi esistenti, seguendo le norme del presente articolo e del regolamento edilizio come nel caso di nuova costruzione (per quanto attiene alle quantità) e senza sostanziali modificazioni delle originarie caratteristiche formali e tipologiche, sia dell’edificio principale sia delle pertinenze.

Nel recupero funzionale dei rustici, i disposti della L.R. n° 9 29/4/2003 (B.U.R n° 19 8/5/03) prevalgono sulle NTA e regolamenti edilizi.

NORMA DI CONVERSIONE Per gli edifici realizzati in base ad indici volumetrici o a seguito dell’ottenimento di condoni edilizi la Sul acquisita è data dal rapporto tra il volume legittimato esistente e l’altezza convenzionale di mt. 3.00. Per gli edifici realizzati in base al rapporto di copertura, la Sul esistente viene determinata con i parametri stabiliti per la Sul di nuova edificazione, comprendendo locali mansardati e seminterrati emergenti fuori terra. Eventuali bassi fabbricati aventi le caratteristiche di cui all’art. 16.1 non saranno computati come Sul fino ad una concorrenza pari a mq. 36 per unità immobiliare.

  • 3.1.7 Sus = superficie per opere di urbanizzazione (mq). Comprende le aree destinate alle seguenti attrezzature:

    • r) attrezzature al servizio delle residenze, di cui alla lett. a) art. 21 L.R. 56/77;

    • s) attrezzature al servizio di insediamenti produttivi, di cui alla lett. b) art. 21 LR. 56/77;

    • t) attrezzature al servizio di insediamenti commerciali e direzionali, di cui alla lett. c) art. 21 LR. 56/77.

  • 3.1.8 Sc = superficie coperta (mq) E’ la superficie compresa nella proiezione sul terreno del massimo perimetro esterno delle costruzioni. Nel computo della superficie coperta sono compresi i porticati, tettoie, logge, ecc., ed esclusi solamente cornicioni, balconi, pensiline aggettanti non più di mt. 1,50 e il 50% delle superfici coperte da pannelli fotovoltaici o solari o da fonti rinnovabili in genere. In caso di maggior sporgenza la Sc sarà conteggiata sull'intera proiezione.

  • 7

    TITOLO I – NORME GENERALI

    • 3.1.9 Su = superficie utile di calpestio o abitabile Si intende la superficie di pavimento misurata al netto di murature, pilastri, sguinci e vani porte e finestre, di eventuali scale interne, di logge e di balconi.

      • 3.1.10 Rc (Sc/Sf) = rapporto di copertura (%)

        • II rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria.

      • 3.1.11 Si = superficie libera Si intende la superficie inedificata di pertinenza del fabbricato.

      • 3.1.12 Hf = Altezza dei fronti della costruzione. Si definiscono fronti le proiezioni ortogonali delle singole facciate della costruzione, compresi gli elementi aggettanti o arretrati e la copertura. Si assume come altezza di ciascun fronte della costruzione la differenza di quota, misurata in metri [m], tra l'estradosso dell'ultimo solaio - ovvero tra il filo di gronda della copertura se a quota più elevata rispetto ad esso - ed il punto più basso della linea di spiccato; parapetti chiusi o semiaperti, realizzati con qualsiasi tipo di materiale, non rientrano nel computo se di altezza inferiore o uguale a 1,10 m. L'ultimo solaio è quello che sovrasta l'ultimo spazio abitabile o agibile - ivi compresi i sottotetti che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati abitabili o agibili - con esclusione dei volumi tecnici. Il filo di gronda è dato dall'intersezione della superficie della facciata con il piano orizzontale tangente al punto più basso della parte aggettante della copertura; nel caso in cui la facciata e la copertura siano raccordati con elementi curvilinei od altro, l'intersezione di cui sopra è rappresentata da una linea virtuale. La linea di spiccato è data dall'intersezione della superficie del terreno naturale o del terreno sistemato, se a quota inferiore, con la superficie della facciata della costruzione, escluse le parti prospicienti a rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale o presenti andamento complesso con parti a diverse sezioni verticali, l'altezza virtuale della linea

        • di estradosso rispetto al piano di calpestio sottostante, è convenzionalmente ricavata dividendo

    il volume dell'ultimo spazio di cui al comma 3 (comprensivo degli spessori dei tamponamenti laterali e dell'ultimo solaio) per la superficie utile lorda corrispondente, al netto di eventuali soppalchi; l'altezza virtuale di cui sopra sommata alla differenza di quota tra il piano di calpestio citato ed il punto più basso della linea di spiccato è l'altezza di ciascun fronte. Dal computo dell'altezza dei fronti sono escluse le opere di natura tecnica che è necessario collocare al di sopra dell'ultimo solaio, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, camini, torri di esalazione, ciminiere, antenne, impianti per il riscaldamento e/o la refrigerazione, impianti per l'utilizzo di fonti energetiche alternative.

    • 3.1.13 H = altezza della costruzione (mt) L'altezza della costruzione, misurata in metri [m], è la massima tra quelle dei fronti, determinate ai sensi del precedente art. 3.1.12

      • II piano di calpestio esterno può essere raccordato con il piano del sedime stradale e/o delle

    banchine pedonali, con la relativa quota fissata dal Comune in e con i terreni limitrofi, con riporti di terra aventi pendenza non superiore al 10%, con un massimo di mt. 1,50, in presenza

    • di piani o pareti totalmente interrati.

    In presenza di 1° piano fuori terra con Hu non supe riore a mt. 2,40, non è applicabile il

    disposto normativo di cui al precedente comma (raccordo piano stradale), se non in presenza

    • di condizioni di pericolosità geologica, documentate da specifica relazione redatta da tecnico

    qualificato. Per i bassi fabbricati da costruire a confine, qualora la quota dei fondi confinanti sia diversa, è ammessa una tolleranza del 10% dell'altezza massima realizzabile, misurata a partire dalla quota altimetrica del fondo più basso.

    8

    TITOLO I – NORME GENERALI

    • 3.1.14 la = indice di ampliamento (%) La percentuale tra la superficie utile lorda aggiungibile nel corso di una sistemazione o ricostruzione parziale o totale e la superficie utile lorda preesistente di un fabbricato.

    • 3.1.15 pft = piani fuori terra (n.) II numero dei piani abitabili interamente fuori terra, conteggiabili sul prospetto più alto dell’edificio. Dal computo è escluso il piano sottotetto abitabile.

    • 3.1.16 D = distanze dai confini Distanza dal limite della superficie coperta, con esclusione di fregi, cornicioni, pensiline, balconi, scale a giorno, bowindow, aggettanti per una misura non superiore a mt 1,50.

    • 3.1.17 cs = confine stradale Limite della proprietà stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle fasce di esproprio del progetto approvato; laddove la strada non sia ancora stata dismessa il confine è costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata se la strada è in rilevato o dal ciglio superiore della scarpata se la strada è in trincea.

    • 3.1.18 Hu= altezza utile La distanza minima intercorrente tra la quota del pavimento finito e l’intradosso dell’imposta del soffitto. Per i locali con soffitto a volta l’altezza utile è data dalla media tra Hu all’imposta e Hu in chiave; nel caso di travetti multipli o a cassettoni, Hu si misura dal lembo inferiore della nervatura.

    • 3.1.19 li = indice insediativo (mq/ab.) La superficie utile lorda che compete per abitante insediato o insediabile.

      • 3.2 Applicazione ed utilizzazione degli indici urbanistici Gli indici di edificabilità territoriale si applicano in caso di strumento urbanistico esecutivo. Gli indici di edificabilità fondiaria si applicano in caso di intervento diretto. Per le opere pubbliche si fa riferimento alle specifiche norme di legge vigenti in materia. L’utilizzazione totale degli indici di fabbricabilità e di utilizzazione corrispondenti ad una determinata superficie, esclude ogni successiva richiesta di concessione edilizia della superficie stessa tesa al riutilizzo di detti indici, fatto salvo il caso di demolizione e ricostruzione, anche parziale, indipendentemente da qualsiasi frazionamento e/o passaggio di proprietà, successivo alla data di adozione dei Progetto Preliminare del P.R.G .. Qualora il lotto a destinazione omogenea, su cui insistono fabbricati da mantenersi, venga frazionato successivamente alla data di adozione del Progetto Preliminare del presente PRG allo scopo di definire nuovi lotti edificabili, tutti gli indici e le prescrizioni di P.R.G. vanno rispettati sia per il lotto originario che per quelli di nuova edificazione. Per gli interventi relativi ad aree per le quali l’edificazione esistente è già stata realizzata in base ad indici di edificabilità, il calcolo della capacità edificatoria residua deve essere verificato sull’intera superficie fondiaria di proprietà, costituita dai lotti edificabili fra loro confinanti, anche se gli stessi sono identificati con diverso numero di particella catastale, escludendo dal computo le superfici fondiarie di pertinenza di edifici di antica formazione, non realizzati in base ad indici di edificabilità o trasformati tramite applicazione della norma sul recupero della Sul. E’ ammesso il trasporto di capacità edificatoria tra aree appartenenti allo stesso ambito urbanistico di area normativa mediante elevazione degli indici If-It nella misura massima del 20%. Tale modalità attuativa è sottoposta a S.U.E. ( se > di 1000 mq SUL) o permesso di costruire convenzionato ( se < di 1000 mq SUL). Per le aree sottoposte a S.U.E., qualora sia previsto, oltre all’indice territoriale, anche quello fondiario, la capacità insediativa dell’area dovrà essere verificata con l’indice più restrittivo.

    9

    TITOLO I – NORME GENERALI

    Inoltre, nel caso di permesso di costruire convenzionato (se < di 1.000 mq di SUL), è ammesso il trasferimento di capacità edificatoria dall’area a servizi della Cittadella di Via Volpiano ad aree normative edificabili, in applicazione e secondo i criteri stabiliti dalla D.C.C. n°34 del 15/06/2010.

    ART.4

    LIMITI DI DISTANZA NELL’UBICAZIONE DEI FABBRICATI

    • 4.1 Distanza minima dei fabbricati dalle strade (Ds) Le distanze dei fabbricati dal confine delle strade destinate al traffico dei veicoli, con esclusione della viabilità a fondo cieco aI servizio dei singoli edifici o insediamenti e fatte salve maggiori prescrizioni disposte negli articoli successivi, sono sottoposte alle seguenti norme.

      • A) AREE EXTRA-URBANE Le distanze dal confine stradale da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle demolizioni integrali e conseguenti ricostruzioni o negli ampliamenti fronteggianti le strade, sono soggette alle prescrizioni dell’art. 26 del D.P.R. 495/1992, come modificato dal D.P.R. 26.04.1993 n. 147, attuativo del codice della strada. Le distanze minime sono così stabilite:

    A.1

    Fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dell’art. 4 del Codice della strada, con perimetrazione deliberata dalla G.C. n° 126 del 1998 e s.m.i.::

    • a) mt 60 per le strade tipo A

    • b) mt 40 per le strade tipo B

    • c) mt 30 per le strade tipo C e tipo D

    • d) mt 20 per le strade di tipo F

    A.2

    Fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dell’art.4 del Codice della strada, con perimetrazione deliberata dalla G.C. n° 126 del 1998 e s.m.i., ma all’interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dal PRG,

    • a) mt 30 per le strade tipo A

    • b) mt 20 per le strade tipo B

    • c) mt 10 per le strade tipo C

    • d) mt 10 per le strade tipo F

    • B) AREE URBANE All’interno dei centri abitati, come definiti dall’art. 4 del codice della strada, le distanze dal confine stradale da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle demolizioni integrali e conseguenti ricostruzioni o negli ampliamenti fronteggianti le strade, sono così normate:

    B.1

    Nelle aree di antica formazione R1/1-R1/2-R1/3-R1/4, dove il tessuto edilizio ha dato origine alla formazione della cortina edificata continua, i volumi in ampliamento o gli edifici e porzioni di edifici da realizzare a seguito di interventi di demolizione con ricostruzione dovranno rispettare i fili di costruzione preesistenti o quelli individuati dal P.R.G. o da S.U.E. nel caso di interventi di ristrutturazione urbanistica. Per i volumi in ampliamento da realizzarsi sul filo della cortina edificata esistente è ammesso derogare dalla norma del rispetto della distanza fra pareti finestrate fronteggianti la strada.

    B.2

    Per le restanti

    aree la distanza minima dal

    confine stradale non può essere

    inferiore a: mt. 5,00 per lato, per strade private e strade comunali

    mt. 7,50 per

    10

    TITOLO I – NORME GENERALI

    lato, per strade intercomunali e provinciali mt. 10,00 per strade statali

    Sono ammesse distanze inferiori nel caso di strumento urbanistico esecutivo preventivo con previsione volumetrica, ad eccezione della viabilità principale.

    Nelle aree R5, R6, P2 e P4, la distanza minima dei fabbricati da osservare dalla viabilità principale, dovrà corrispondere a: mt. 10,00 per destinazioni residenziali mt. 15,00 per destinazioni produttive o terziarie

    I nuovi edifici o i volumi in ampliamento dovranno comunque rispettare, laddove indicato, il filo di costruzione stabilito dal PRG.

    E’ consentita, sentita la C.l.E., la possibilità di definire la posizione dei nuovi fabbricati secondo allineamenti preesistenti che caratterizzano la sezione stradale. L’allineamento è riferito alla costruzione più arretrata rispetto al sedime stradale, salvo che per garantire il rispetto dell’unitarietà compositiva o il mantenimento di caratteri formali, non risulti più conveniente allineare la costruzione in progetto all’edificio più avanzato. Dovrà comunque essere fatto salvo il rispetto di 1/2 dell’altezza del fabbricato, da misurarsi, in questo caso, dalla mezzeria della strada.

    Nelle strade in cui sia prevista la realizzazione di piste ciclabili, la distanza dei fabbricati dovrà essere maggiorata della larghezza della sezione di tale attrezzatura. La larghezza della sezione è stabilita in mt. 2,50, fatto salvo eventuali maggiori sezioni definite in sede di progetto esecutivo dell’opera. Le distanze si misurano dal confine stradale, come definito dall'art. 3.16, sulla base di rilievo effettuato in loco. Per le strade esistenti, anche se non acquisite al patrimonio pubblico o, eventualmente, non individuate sulle TAVV. di PRG, a causa della diffusa irregolarità ed esiguità delle sezioni, le distanze si misurano dal ciglio stradale, sulla base di rilievo effettuato in loco, ma le relative fasce di arretramento andranno compensate a partire dalla mezzeria della strada rilevata, con le dimensioni della sezione in progetto o in prescrizione normativa in oggetto alla presente variante.

    La classificazione della viabilità esistente o prevista, in funzione del D.P.R. 285/92 “nuovo Codice della strada”, è riportata aIl’art. 11.18.1.

    • 4.2 Distanza minima dei fabbricati dai confini di proprietà (Dc) In tutte le nuove costruzioni la distanza minima dal confine di proprietà e dalle aree destinate a servizi è pari a 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di mt. 5,00. Sono ammesse distanze inferiori nel caso di intervento urbanistico esecutivo con previsione planovolumetrica esclusivamente rispetto ai confini interni all’ambito. I balconi, le pensiline e gli aggetti ornamentali non sono da computare nel calcolo delle distanze, qualora gli stessi abbiano una sporgenza inferiore a mt. 1,50 dal filo della muratura. E’ ammessa la costruzione in aderenza al confine di proprietà, se preesiste parete in aderenza senza finestre o in base a presentazione di progetto unitario per i fabbricati da realizzare in aderenza, o in base a un atto di accordo con il confinante d’impegno reciproco a costruire, anche in tempi disgiunti, sul confine, ovvero nel rispetto delle distanze tra fabbricati. Per le autorimesse o i bassi fabbricati si richiamano le disposizioni di cui all’art. 16.1. I piani interrati o seminterrati degli edifici potranno essere posizionati a mt. 1,50 dal confine, qualora non emergano più di cm. 60, misurati all’estradosso del solaio di copertura, rispetto alla quota del terreno confinante.

    • 4.3 Distanze tra fabbricati (Df) Nelle aree degli insediamenti urbani R1/1-R1/2-R1/3-R1/4, aventi carattere storico-artistico e/o

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    TITOLO I – NORME GENERALI

    ambientale le distanze minime tra fabbricati non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti, computati senza tenere conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale. In tutte le altre aree è prescritta la distanza minima tra pareti finestrate o parti di pareti finestrate pari all’altezza del fabbricato più alto con un minimo assoluto di ml 10,00; questa norma si applica anche quando una sola parete sia finestrata. Tale minimo può essere ridotto a ml 0,00 se trattasi di pareti non finestrate o se preesiste parete in confine, qualora si intenda costruire in aderenza, o in base a presentazione di progetto unitario per i fabbricati da realizzare in aderenza, o in base ad un atto di accordo con il confinante di impegno reciproco a costruire, anche in tempi disgiunti, sul confine, ovvero nel rispetto delle distanze tra fabbricate.

    Non costituiscono pareti finestrate:

    • a. le pareti che presentano solo porte cieche di ingresso (comprese le porte di accesso alle autorimesse), cantine o altri locali per i quali non è richiesta la ventilazione naturale diretta e che potrebbero, pertanto, essere rese del tutto prive di aperture senza che ciò comporti alcuna forma di contrasto con il presente Regolamento o con altre normative vigenti in materia;

    • b. le pareti che presentano solo porte cieche di ingresso alle autorimesse;

    • c. le pareti prive di aperture;

    • d. le pareti contigue e frontistanti di unico edificio;

    • e. le pareti dotate unicamente di luci, classificabili come tali secondo la definizione data dall'art. 900 del Codice Civile;

    • f. le pareti dei manufatti di altezza massima non superiore a m 1,20 ed i vani tecnici;

    • g. i manufatti privi di pareti (tettoie aperte, gazebi, ecc.)”.

    In nessun caso potranno essere presenti pareti fra loro frontestanti, appartenenti ad unità immobiliari diverse all’interno dello stesso fabbricato ad una distanza inferiore a 3 m.

    Sono fatte salve tutte le deroghe alle distanze stabilite dalle vigenti normative in materia di risparmio energetico (art. 11 del D.Lgs n° 115 del 30.05.2008 e art. 8 della L.R. 13 del 28/05/2007).

    Per gli interventi di demolizione con ricostruzione da realizzare nelle aree R1 valgono le distanze preesistenti misurate al netto di volumi in contrasto o superfetazioni.

    Nel caso di interventi ricadenti nelle aree R2, che non alterano i fili di fabbricazioni esistenti, e non comportano la formazione di nuovi tamponamenti, valgono le distanze preesistenti.

    Nel caso di costruzioni ricadenti all'interno di aree assoggettate a S.U.E., valgono le disposizioni del S.U.E., mentre il rispetto della Norma Generale è richiesto nei confronti delle costruzioni esterne all'area stessa. Nel caso di corpi di fabbrica articolati non è necessario il rispetto delle norme di confrontanza in riferimento a pareti finestrate dello stesso edificio.

    Nel caso di luci o pareti non finestrate di singoli edifici principali localizzati sulla stessa proprietà, la distanza da osservarsi e pari a mt. 5,00.

    La distanza tra fabbricati si misura in modo radiale, secondo raggio condotto dagli spigoli degli edifici.”

    ART.5 FASCE E ZONE DI RISPETTO E LORO UTILIZZAZIONE

    Gli ambiti di seguito individuati sono classificati come aree inedificabili ai sensi dell’art. 13 della L.R. 56/77 e s.m.i. Possono essere utilizzati per il calcolo delle potenzialità edificatorie delle diverse aree urbanistiche ad eccezione per l’area di tutela assoluta di cui al D.P.R. 236/88. Si richiamano le disposizioni di cui all'ultimo comma dell’art.27 L.R. 56/77 e s.m.i.

    FASCE DI RISPETTO DELLA VIABILITA' URBANA ED EXTRA-URBANA Le fasce di rispetto della viabilità urbana ed extra-urbana possono essere utilizzate per gli scopi di cui ai commi 3° e 13° art. 27 L.R. 56/77 e s.m.i. ivi inclusi gli impianti per la distribuzione del carburante, così come disciplinati dall’art. 17 delle presenti Norme. Sono altresì autorizzati gli interventi previsti al 12° comma dello stesso art. 27. Si richiamano, in quanto applicabili, le norme di cui al 10° comma de ll’art. 27 della L.R. 56/77 e s.m.i.

    ZONA DI RISPETTO AREA CIMITERIALE Le zone di rispetto dei cimiteri hanno profondità come prescritto nelle planimetrie di P.R.G. All'interno delle suddette aree non sono ammesse nuove costruzioni. Si richiamano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui all'ultimo comma dell’art. 27 L.R. 56/77 e s.m.i. E' ammessa I'installazione di chioschi per la vendita di fiori. La tipologia dovrà essere indicata dall'Amministrazione Comunale. Per gli edifici esistenti ricadenti nella fascia di rispetto sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione senza aumento di Sul. E’ ammessa la piantumazione di colture arboree industriali.

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    TITOLO I – NORME GENERALI

    FASCE DI RISPETTO IDROGRAFICO PER TORRENTI E CANALI

    Vedere elaborato "Prescrizioni operative per la tutela e protezione idrogeologica degli insediamenti", punto A.2, allegato "A" alle presenti norme. Le acque pubbliche sono soggette all'osservanza delle disposizioni di cui al R.D.25.7.1904 n. 523.

    FASCE DI RISPETTO DELLE OPERE DI PRESA DELL'ACQUEDOTTO

    Le seguenti aree di rispetto sono riportate sulle TAVOLE di P.R.G.:

    aree di rispetto dei n. 3 pozzi dell'acquedotto comunale, denominati n. 1 Molino, n. 2 Pratonuovo, n. 3 Cascina Arduino, disciplinate dalla Deliberazione Giunta regionale n. 29- 2980 in data 13.11.1995. aree di rispetto del "CAMPO POZZI" del Comune di Settimo T.se, disciplinate dalle disposizioni contenute nel D.P.R. 236/88.

    FASCIA DI RISPETTO DALLE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO DELL’ENERGIA

    Elettrodotti Nelle fasce di rispetto degli elettrodotti non sono consentiti interventi di nuova edificazione di fabbricati adibiti ad abitazione o ad altra attività che comporti tempi di permanenza prolungati, né la coltivazione arborea. Tali fasce, da misurarsi in proiezione orizzontale a partire dall'asse di qualunque conduttore della linea sono da definirsi ai sensi dell’art. 6 del D.P.C.M. 08/07/2003 così definite e comunque nei limiti di:

    • - mt 10 per linee a 132 KV

    • - mt 18 per linee a 220 KV

    • - mt 28 per linee a 380 KV

    Metanodotti Ai sensi del D.M. 24.11.’84, per le linee di metanodotto esistenti o previste, si applicano le seguenti fasce di rispetto misurate a partire dall’asse della condotta:

    • - metanodotto Settimo- San Carlo C.se mt. 17,00

    • - metanodotto Settimo- Rivoli mt. 8,00

    Nelle fasce di rispetto dei metanodotti non sono consentite nuove costruzioni, se non quelle collegate con I'infrastruttura, ad eccezione dei parcheggi e verde arborato.

    ART.6

    AMBITI SOTTOPOSTI A VINCOLO AUTORIZZATIVO

    • 6.1. ZONE SOTTOPOSTE A VINCOLO AI SENSI DELLA LEGGE 1089/39 Oltre al rispetto delle prescrizioni riportate nelle presenti norme:

      • - tutti gli interventi su edifici vincolati ai sensi della legge 1.6.1939 n. 1089 sono sottoposti al preventivo nulla osta della Soprintendenza ai Beni Culturali e Architettonici. Ai sensi della legge 1089/39 sono vincolati i seguenti immobili:

      • - Villa Cascina "IL CHIOSSO" e annesso giardino

      • - Chiesa Parrocchiale dei S.S. Pietro e Paolo

      • - II Castello dei Conti di Provana

      • - La Cinta Medioevale

    Si intendono compresi, inoltre, nella tutela di legge tutti gli immobili di proprietà pubblica o di Enti Religiosi la cui costruzione risalga ad oltre 50 anni (art.4 L. 1089/39).

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    TITOLO I – NORME GENERALI

    • 6.2. AREE DI TUTELA AMBIENTALE DI CUI ALLE LEGGI 1497/39 E 431/85 Tutti gli interventi relativi ai seguenti ambiti vincolati ai sensi delle leggi 1497/39 e 431/85, sono sottoposti alla preventiva autorizzazione prevista dalla disciplina di settore. 1) Beni vincolati ai sensi della legge 1497/39:

    zona circostante I'autostrada Torino- lvrea- Quincinetto, per una profondità di mt.150 a partire dal confine stradale. 2) Beni vincolati ai sensi dell'art.1 della legge 431/85:

    -

    • - acque pubbliche: per una profondità di mt 150 misurata a partire dall'argine o dalla sponda. Sono classificati tali i seguenti corsi d'acqua: Rio delle Vaude, Torrente Banna- Bendola. Per dette categorie di beni valgono le seguenti disposizioni: • sono ammesse attività agro- silvopastorali nelle forme e nei suoli in attività oltreché nelle aree recuperabili a tali attività. • le opere di regimazione dei corsi d'acqua dovranno essere eseguiti con materiali "tradizionali", con divieto "estetico" dell'uso di materiali quali il cemento armato a vista • gli interventi edilizi dovranno essere eseguiti nel rispetto delle tipologie locali tradizionali e con l’impiego di materiali tradizionali Si richiama, in quanto applicabile, la normativa di cui alla L. R. 32/2008.

    • 6.3 CAVE E DISCARICHE Ai sensi dell'art. 55 L.R. 56/77 I'esercizio delle attività estrattive è consentito nel rispetto delle leggi statali e regionali che regolano il settore. L'autorizzazione per l’apertura di discariche è regolata dalla Parte IV del D.lgs. 152/2006.

    • 6.4 ACCESSI A STRADE PROVINCIALI Si richiamano le disposizioni di cui all’art. 28 L.R. Strada.

    56/77 e le disposizioni del

    Codice della

    • 6.5 VINCOLO AI SENSI DELLA LEGGE 4.2.1963 N. 58 (servitù aeronautiche) Gli interventi relativi ad ambiti soggetti a servitù aeronautiche sono sottoposti all'osservanza delle prescrizioni contenute nella legge 4.2.1963 n.58 "Modificazioni ed aggiunte agli artt. 714 e 717 del Codice della navigazione". In Leini è sottoposto a vincolo aeronautico l’ambito individuato nella mappa pubblicata sul foglio degli Annunzi Legali della Provincia di Torino in data 8 giugno 1984 e per esso valgono le norme di cui all'art. 715 L. 58/63, così esplicitate: "Per gli aeroporti aventi lunghezza di atterraggio pari o superiore a 1500 mt, gli ostacoli posti fino al 5° chilometro dal perimetro dell’aeroporto devono osservare un limite di altezza di mt. 45 sul livello dell’aeroporto, misurato sul perimetro del 3° chilometro, aumentato di mt. 1 ogni mt. 20 di distanza. Dopo il 5° chilometro cessa ogni li mitazione".

    • 6.6 AUTORIZZAZIONE ALL'INSEDIAMENTO INDUSTRIALE E COMMERCIALE Si richiamano, in quanta applicabili, i commi 5°, 6 °, 7°, 8°, 9°, 10° dell’art. 26 della L.R. 56/77 e s.m.i ..

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    TITOLO I – NORME GENERALI

    ART.7

    TIPI Dl INTERVENTO URBANISTICO-EDILIZIO

    • 7.1. MANUTENZIONE ORDINARIA Sono interventi di manutenzione ordinaria quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, soggette a deperimento di uso, e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnici esistenti, purché non comportino la realizzazione di nuovi locali, né modifiche alle strutture dell'organismo edilizio.

    • 7.2. MANUTENZIONE STRAORDINARIA Sono interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico- sanitari e gli impianti tecnici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso.

    • 7.3. RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO Sono interventi di restauro e risanamento conservativo quelli rivolti a conservare I'organismo edilizio e ad assicurare la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni di uso anche parzialmente o totalmente nuove, con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze d'uso, I'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio.

    • 7.4. RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Sono interventi di Ristrutturazione Edilizia, quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverse dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.

    • 7.5. DEMOLIZIONE CON RICOSTRUZIONE VINCOLATA Sono interventi di demolizione con ricostruzione vincolata, quelli di totale o parziale demolizione dell’esistente e di ricostruzione, nel rispetto dei parametri stabiliti dal PRG per le singole aree.

    • 7.6. DEMOLIZIONE SENZA RICOSTRUZIONE Sono interventi di demolizione senza ricostruzione quelli di totale demolizione dell’esistente e di successiva destinazione dell'area risultante a viabilità, parcheggio, verde, etc ..

    • 7.7. COMPLETAMENTO Sono interventi di completamento edificatorio quelli rivolti alla realizzazione di nuove opere su porzioni di territorio già parzialmente edificate, disciplinati con specifiche prescrizioni. Si distinguono nei seguenti due tipi: 7.7.1 - NUOVA COSTRUZIONE Intervento che riguarda lotti attualmente liberi, da realizzare secondo le prescrizioni fissate dal P.R.G. per ogni area. 7.7.2 AMPLIAMENTO Intervento volto ad aumentare le dimensioni superficiali, mediante addizioni orizzontali e/o verticali, nel rispetto delle prescrizioni fissate dal P.R.G. per le singole aree. I volumi in ampliamento dovranno rispettare le norme sulle distanze dai fabbricati, dai confini e dalle strade, valevoli per gli edifici di nuova costruzione.

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    TITOLO I – NORME GENERALI

    • 7.8. RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA: Intervento rivolto a sostituire I'esistente tessuto urbanistico- edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati, e della rete stradale. Riguarda le ristrutturazioni, accompagnate da demolizioni e ricostruzioni di un insieme di edifici o di un intero insediamento.

    • 7.9. NUOVO IMPIANTO Sono interventi di nuovo impianto quelli rivolti alla utilizzazione di aree inedificate, disciplinate con indici, parametri e indicazioni tipologiche fissate dal P.R.G ..

      • 7.10. CAMBIAMENTO DI DESTINAZIONE D’USO Sono di cambiamento di destinazione d'uso quegli interventi volti a sostituire, all'interno di una unità immobiliare o di un edificio, una attività, appartenente ad una categoria, con un'altra, appartenente ad una categoria diversa, tra quelle indicate dal P.R.G., anche qualora ciò comporti l’esecuzione di interventi edilizi, come definiti agli articoli precedenti. Per destinazione d'uso di immobile esistente si intende quella legittimamente in atto, quale risulta da licenze, concessioni e autorizzazioni rilasciate in applicazione a disposizioni di legge. Qualora tali atti non attestino la destinazione d'uso si fa riferimento a documentazione probatoria. Per cambiamento di destinazione d'uso si intende oltreché il riutilizzo di Sul destinata ad altri usi, anche il recupero di Sul inutilizzata.

      • 7.11. RIQUALIFICAZIONE MORFOLOGICA Sono interventi di riqualificazione morfologica quelli finalizzati al reinserimento estetico delle tipologie edilizie che presentano elementi di frizione ambientale sia volumetrico che morfologico. Esso comprende operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, demolizione con ricostruzione vincolata, cambiamento di destinazione d'uso. L'intervento dovrà prevedere il recupero estetico ed eventualmente volumetrico del fabbricato, nel rispetto della volumetria preesistente, tramite I'uso di materiali tradizionali e I'eliminazione di quelli preesistenti nel rispetto dei requisiti morfologici prescritti per le aree di antica formazione.

    ART.8

    MODALITA’ DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI DEL P.R.G. E MODALITA' DI ACQUISIZIONE DELLE AREE PER SERVIZI

    • 8.1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI Gli interventi previsti dal P.R.G. si attuano con le seguenti modalità:

    • attraverso la preventiva approvazione di Strumento Urbanistico Esecutivo (S.U.E.) tra quelli indicati all’art. 32 della L.R. 56/77 e s.m.i, con i contenuti, gli elaborati, le procedure di formazione e approvazione stabilite dagli artt. 38, 39, 40,41, 41 bis, 42, 43, 44, 45, 46, 47 della citata legge e dalla legge regionale 9.4.1996 n. 18. Gli S.U.E. sono così elencabili:

    − Piano Particolareggiato di Esecuzione (P.P.E.) − Piano per I'Edilizia Economico-Popolare (P.E.E.P.) − Piano di Recupero del patrimonio edilizio esistente (PdR) − Piano delle aree per Insediamenti Produttivi (P.I.P.)

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    TITOLO I – NORME GENERALI

    − Piano Esecutivo Convenzionato e Piano di Recupero di libera iniziativa (P.E.C.) − Piano Esecutivo Convenzionato obbligatorio (P.E.C.O.) − Piano Tecnico Esecutivo di opere pubbliche (P.T.E.) − Programma Integrato di Riqualificazione (P.I.R.) • attraverso strumento diretto e cioè tramite concessione edilizia od autorizzazione così come previsto all’art. 48 della L.R. 56/77 e s.m.i II presente Piano, mediante indicazioni cartografiche e/o normative definisce gli ambiti entro i quali gli interventi sono subordinati alla preventiva formazione ed approvazione di S.U.E., salva sempre la possibilità di successive indicazioni da attuare secondo le modalità di cui all'art 17 comma 8° punto e) della L.R. 56/77 e s.m.i In tali ambiti, successivamente all'approvazione del S.U.E., si applica lo strumento diretto. Per gli interventi edilizi di nuova costruzione per i quali sia ammesso lo strumento diretto, le prescrizioni particolari di area preciseranno i casi in cui la concessione è subordinata alla stipula di convenzione o atto di impegno unilaterale da parte del richiedente, che disciplini le modalità di applicazione dalle prescrizioni di cui all’art 8.2 seguente. In presenza di S.U.E., nel rispetto delle prescrizioni quantitative previste dal PRG per I'area di intervento, I'eventuale disegno di dettaglio operato dal P.R.G. all’interno del perimetro di SUE e indicativo e, pertanto, può essere variato senza che ciò costituisca Variante di Piano, purché vengano salvaguardate le quantità di aree per servizi individuate, tramite ridistribuzione delle stesse sull’area di intervento, e le interconnessioni della viabilità con le aree urbanistiche limitrofe. L'attuazione delle previsioni di PRG potrà avvenire tramite predisposizione di più S.U.E., comprendenti almeno il primo S.U.E. il 70% della St definita dall'ambito perimetrato indicate nelle TAVOLE di PRG, fatto salvo quanto disposto dalla specifica scheda di area normativa. Qualora l’ambito sottoposto a S.U.E. dal PRG comprenda aree a servizi da dismettere, I'indice fondiario previsto si intende elevabile sino alla perequazione della capacità edificatoria risultante dall’applicazione dell’indice territoriale applicabile sulla St

    dell’ambito oggetto di attuazione di S.U.E

    Le previsioni di PRG per le restanti aree che

    .. non partecipano allo S.U.E., potranno essere attuate sempre tramite S.U.E., utilizzando gli indici territoriale e fondiario previsti. In presenza di attuazione di più S.U.E. è fatto obbligo del rispetto del disegno del PRG, relativamente al disegno della viabilità. Le aree a servizi potranno essere ridistribuite territorialmente all’interno dell'ambito del

    S.U.E. La proposta di SUE dovrà essere corredata da uno studio urbanistico di massima esteso a tutto I'ambito territoriale delimitato a SUE. Qualora sia prevista l’individuazione di sub-aree da destinare ad interventi di E.R.P. o di edilizia produttiva convenzionata, la localizzazione delle aree dovrà essere effettuata sulla base dello studio di massima di organizzazione territoriale complessiva, che consenta la "saldatura" urbanistica di tali sub-aree. Per gli ambiti territoriali per i quali nelle schede di area normativa sia previsto lo SUE di iniziativa pubblica, i soggetti privati possono presentare una proposta di SUE estesa alle proprietà interessate e, comunque, fra loro contigue. La proposta di SUE dovrà essere corredata da uno studio urbanistico di massima esteso a tutto I'ambito territoriale delimitato a SUE dal PRG. L'Amministrazione Comunale a seguito di recepimento della proposta di SUE ha facoltà di modificare il tipo di SUE, tramite applicazione delle procedure previste all'art. 17 comma 8° della L.R. 56/77 e s.m.i, contestualmente all'approvazione del SUE. La modalità attuativa del S.U.E. prescritta nelle schede di area normativa in relazione alla consistenza edificatoria dell'intervento, non esclude la possibilità del riutilizzo autonomo da parte del soggetto attuatore di tale modalità, anche per ambiti la cui capacità edificatoria sia inferiore ai limiti stabiliti nella scheda di area normativa.

    Con deliberazione del Consiglio Comunale ex. art. 17 comma 8°, L.R. n. 56/77, è

    17

    TITOLO I – NORME GENERALI

    possibile individuare e assoggettare a SUE di iniziativa pubblica o privata superfici territoriali comprensive di fabbricati non conformi al tessuto urbanistico, per le quali si renda necessario un complessivo riordino compositivo e volumetrico, disciplinando eventuali interventi di sostituzione edilizia, purché tali ambiti non siano limitati a singole unità abitative o a porzioni di complessi edilizi unitari, ma siano estesi all’intero immobile (comprensivo di edifici principali, accessori e relative aree di pertinenza), anche se frazionato in diverse proprietà, e purché le demolizioni non interessino edifici soggetti a restauro o vincolati ai sensi del D. Lgs. 42/04. La deliberazione, corredata di elaborati grafici illustrativi del prodotto urbanistico atteso, può disciplinare l’intervento attraverso specifiche prescrizioni qualitative (indirizzi tipologico-formali, impianto insediativo, ecc.) e quantitative (altezze, distanze, standard, ecc.).

    • 8.2. MODALITÀ DI ACQUISIZIONE DELLE AREE A SERVIZI II P.R.G. individua, oltre alle aree specificamente preposte alla localizzazione di attrezzature di servizio, le aree normative in cui gli interventi concorrono alla formazione degli standards di cui all'art. 21 della L.R. 56/77 e s.m.i. dismissione o reperimento delle aree a servizi. La determinazione quantitativa delle aree a servizi di cui al comma precedente, avviene sulla base dell'indice di urbanizzazione secondaria (Sus). Qualora l’intervento si attui a mezzo di S.U.E. I'ubicazione delle aree individuate dal P.R.G. può essere variata, all’interno dell’ambito sottoposto a strumento esecutivo. All’atto della concessione o entro i termini stabiliti dal Comune le aree devono essere dismesse gratuitamente all’Amministrazione Comunale o convenzionate all’uso pubblico, secondo le norme stabilite per area normativa. In alternativa alla dismissione l’Amministrazione Comunale può concedere, nei casi espressamente previsti dalle norme specifiche di area, che il privato versi l’equivalente monetario del valore delle medesime. L'entità della monetizzazione viene stabilita con deliberazione del Consiglio Comunale. Le somme introitate devono essere utilizzate per l’acquisizione delle aree destinate a servizi. Le modalità di acquisizione delle aree a servizi vengono disciplinate o tramite stipula di convenzione redatta ai sensi dell'art. 45 della L.R. 56/77 e s.m.i, qualora l’attuazione del P.R.G. avvenga secondo strumento indiretto (S.U.E.), o tramite stipula di convenzione o atto di impegno unilaterale, qualora il P.R.G. si attui con strumento diretto (concessione convenzionata di cui al 5° comma art. 49 L.R. 56/77 ). II P.R.G. individua le aree normative destinate a servizi che concorrono alla formazione della capacità edificatoria di aree edificabili anche non contigue. Su queste aree è applicabile l’indice territoriale dell’area urbanistica sulla quale la capacità edificatoria teorica dell’area a servizi viene ridistribuita. La capacità edificatoria delle aree S1 è definita nelle "prescrizioni particolari” dell’art. 11.14 e nelle specifiche schede normative di area urbanistica In presenza di SUE, qualora non vengano utilizzate aree esterne destinate a Sus per il trasporto della capacità edificatoria, è fatto obbligo del reperimento all’interno dell’ambito di SUE di aree per Sus, secondo le quantità stabilite dagli standards di legge o dalla scheda di area normativa, per le specifiche destinazioni d'uso. Non sono utilizzabili, ai fini del trasporto della capacità edificatoria, le aree per servizi di proprietà pubblica acquisite a seguito di attuazione di strumenti urbanistici, o provvedimenti

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    TITOLO I – NORME GENERALI

    espropriativi o la cui capacità edificatoria sia già stata utilizzata, anche se non puntualmente

    individuate nelle Tavole di Piano

    Pertanto, in caso di acquisizione forzosa delle aree di

    .. proprietà privata individuate dal P.R.G. a servizi, le stesse non posseggono indice teorico.

    Ai sensi della legge regionale 23.3.1995 n. 43, le aree asservite ad uso pubblico in alternativa alla dismissione gratuita o all'esproprio, non sono utilizzabili nel computo delle superfici realizzabili con gli indici di edificabilità.

    Nel caso di acquisizione da parte dell’Amministrazione Comunale delle aree individuate a servizi dal P.R.G., durante la fase di gestione del P.R.G., e localizzate all'interno dell’ambito urbanistico sottoposto a S.U.E. è fatto obbligo del reperimento dello standard indicato nella scheda normativa di area, tramite dismissione o monetizzazione dello stesso.

    E' fatto comunque obbligo della dismissione della quantità di aree individuate dal P.R.G. all'interno dell’ambito di intervento e non ancora acquisite dall’Amministrazione Comunale. Nelle aree produttive di completamento, è ammessa la monetizzazione delle aree per servizi, qualora sia dimostrata I'impossibilità della fruizione diretta delle stesse da aree pubbliche o di uso pubblico.

    In tutte le aree produttive è sempre ammessa la monetizzazione delle aree per servizi pubblici per cambi di destinazione d’uso finalizzati all’insediamento di singole attività commerciali o assimilabili (pubblici esercizi, artigianato e attività terziarie di servizio alla persona) con superficie di vendita fino a mq 250, a condizione che la compresenza di più esercizi in un medesimo edificio non determini la costituzione di un centro commerciale, nel qual caso è richiesto il reperimento delle superfici a parcheggio stabilite dall’art. 21 della L.R. 56/77 e dall’art. 25 della DCR 59-10831 del 24.3.2006.

    Il Comune ha facoltà di espropriare i sedimi delle aree per viabilità e servizi pubblici previsti all’interno di ambiti soggetti ad attuazione convenzionata, ferma restando la titolarità dei relativi diritti edificatori in capo ai proprietari, che ne possono fruire in sede di intervento convenzionato, rimborsando al Comune le spese di esproprio. Tali previsioni infrastrutturali, che operano in regime di perequazione urbanistica e sono pertanto attuabili su iniziativa dei proprietari privati, non sono soggette ai termini di caducazione ex art. 9 del DPR 327/2001.

    ART.9

    DESTINAZIONI D’USO DEL SUOLO E COMPATIBILITA’ LOCALIZZATIVA

    Ai fini della disciplina delle destinazioni d’uso (art. 13 comma 1° L.R. 56/77 e s.m.i.) il Piano fa riferimento alla classificazione normativa degli usi del suolo di seguito riportata.

    r

    residenziale, relativa all’attività abitativa, comprese quelle comunitarie o speciali, ed alle funzioni private ad essa complementari

    p produttiva, relativa alle attività industriali e a quelle artigianali produttive, alle attività terziarie integrate all’attività produttiva riguardanti la direzionalità, i servizi d’impresa e la ricerca tecnologica, alle attività inerenti il trattamento e Io stoccaggio delle merci per il trasporto delle medesime (magazzini e depositi nel settore alimentare ed extra-. alimentare, con relativi spazi di servizio e di supporto), alle attività di deposito e trattamento di rottami, al deposito di materiali inerti, alle attività estrattive, alle attività commerciali all’ingrosso th, comprendenti:

    p a

    attività produttive artigianali e industriali compatibili con l’ambiente urbano.

    p b

    attività produttive artigianali e industriali non compatibili con l’ambiente urbano.

    L’attività deve essere verificata con riferimento al rumore, agli scarichi, sia liquidi che gassosi, ai materiali di risulta e di scarto dei processi produttivi.

    19

    TITOLO I – NORME GENERALI

    Il complesso di tali attività dà luogo alle seguenti due classi di destinazione d’uso:

    p 1

    attività che occupano unità edilizie non superiori a 250 mq di Sul, e che non danno origine a standards di tipo produttivo

    p 2

    attività che occupano unità edilizie superiori a 250 mq di Sul

    articolabili secondo le sottoclassi pa e pb.

    La classificazione delle attività produttive pa e pb è così normata:

    Ai fini del rilascio delle concessioni per interventi eccedenti opere di ordinaria e straordinaria manutenzione, in relazione ai requisiti di compatibilità urbanistico- ambientale, e fatte salve ulteriori prescrizioni nella scheda di area urbanistica, si stabilisce che la caratteristica di “attività compatibile con l’ambiente urbano” cui alla destinazione pa sia così desunta:

    A) insediamenti impropri Il p

    A1 - aree II p1 — impianti produttivi in insediamenti residenziali

    A.1.1 attività esistenti

    Sono classificabili come pa tutte le attività produttive, escluse quelle elencate nella PRIMA classe punto C del D.M. 5/9/94, e fatta eccezione per quelle classificate al punto C.6.

    A.1.2 attività di nuovo insediamento Sono classificabili come pa tutte le attività produttive, escluse quelle elencate nella PRIMA classe punto C del D.M. 5/9/94, e fatta eccezione per quelle classificate al punto C.6. Le attività cui in pa sono ammesse esclusivamente per una Sul max di mq 250. Sono escluse le attività classificate “a rischio di incidente rilevante”, così come definite dal D.P.R. 175/88 e s.m.i ..

    A.2 aree Il p2/1 — impianti produttivi in area agricola

    A.2.1 attività esistenti Sono classificabili come pa le attività produttive non comprese negli elenchi di cui punto C della PRIMA classe del D.M. 5/9/94, e fatta eccezione per quelle classificate al punto C.1-C.2-C.4-C.21.

    A.2.2 attività di nuovo insediamento Non sono ammesse attività di cui alla PRIMA classe del D.M. 5/9/94, fatto salvo l’insediamento, a seguito di cessazione o trasferimento dell’attività preesistente, di attività cui ai punti C.1-C.2-C.4-C.21 del D.M. 575/94

    Sono escluse le attività classificate “a rischio di incidente rilevante”, così come definite dal D.P.R. 175/88 e s.m.i ..

    B)- aree produttive esistenti e confermate P 1/1 — P 1/3 — P1/5 —P 1/6— P2

    B.1 attività esistenti Ammesse tutti i tipi di attività, ad eccezione delle attività classificate “a rischio di incidente rilevante”, così come definite dal D.P.R. 175/88 e s.m.i.

    20

    TITOLO I – NORME GENERALI

    B.2- attività di nuovo insediamento Rientrano nella classificazione pa e sono, pertanto, escluse tutte le attività classificate nella PRIMA classe punto C del D.M. 5/9/94

    C) - aree produttive esistenti e confermate P 1/2 — P 1/4

    C.1 attività esistenti Ammesse tutti i tipi di attività, ad eccezione delle attività classificate “a rischio di incidente rilevante””, così come definite dal D.P.R. 175/88 e s.m.t ..

    C.2 attività di nuovo insediamento Rientrano nella classificazione pa e sono, pertanto, escluse tutte le attività classificate nella PRIMA classe punto C del D.M. 5/9/94, ad eccezione delle attività cui ai punti C.1-C.2-C.4-

    C.21

    Tutte le attività devono inoltre soddisfare i seguenti criteri:

    o

    presenza di emissioni in atmosfera: dovrà essere recepito parere di congruità ex DPR 203/88 e s.m.i e opportuna valutazione in merito alla compatibilità

    o

    ambientale da parte delle competenti autorità sanitarie e ambientali valutazione dell’impatto acustico in base alla L.R. 52/2000 e alla legge 447/95

    o

    esistenza di adeguata infrastrutturazione in relazione a: presenza di rete fognaria o adeguato sistema di smaltimento a norma di legge, acquedotto, adeguata larghezza della viabilità (vedi art. 11.18.1) viabilità pavimentata

    La richiesta di agibilità dell’insediamento dovrà essere integrata da dichiarazione sostitutiva di atto notorio. con la quale venga certificato il tipo di attività insediata.

    tcf

    terziaria, attività di commercio al dettaglio in sede fissa, comprendente:

    • s) esercizi di vicinato (con sup. di vendita non superiore a 250 mq)

    • t) medie strutture di vendita (con sup. di vendita compresa tra 251 e 1800 mq)

    • u) medie strutture di vendita (con sup. di vendita compresa tra 1801 e 2500 mq)

    • v) grandi strutture di vendita (con sup. di vendita superiore a 2500 mq)

    • w) attività per la ristorazione e pubblici esercizi (se integrate in medie e grandi strutture di vendita)

    • x) attività artigianali di servizio alla persona (parrucchiere, meccanico, gommista, lavanderia ecc.)

    • y) pubblici esercizi (bar, ristoranti)

    In attuazione del D.lgs 114/98, L.R. 28 del 12/11/99 e smi, DCR n.56-10831 del 24/03/2006, per le quali valgono le tipologie, classi di superfici di vendita, localizzazioni, aree di addensamento, standard urbanistici, dettagliatamente descritti all’art.27 delle presenti N.T.A.

    t

    terziaria, comprendente:

    tb

    attività ricettive alberghiere (alberghi, pensioni, locande)

    ta

    uffici pubblici e privati non a carattere direzionale: studi professionali, agenzie turistiche, agenzie immobiliari, agenzie assicurative, sportelli bancari, uffici postali, laboratori analisi ecc.

    tc

    attività socio-assistenziali, sanitarie (case protette per anziani e disabili)

    21

    TITOLO I – NORME GENERALI

    td

    te

    tf

    tg

    th

    attività sociali e culturali e ricreative, per il tempo libero e la pratica sportiva (sale congressi, palestre, attrezzature ludico-sportive, circoli ricreativi, ecc.), attività per lo spettacolo (cinema, teatri, sale da ballo, discoteche), attività espositive e congressuali

    aree per attività private a carattere religioso e sociale

    aree per attività private non aventi rilevanza urbanistica e destinate all’uso del tempo libero e al rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale

    aree per attività sportivo-ricreative

    attività di commercio all’ingrosso

    La compatibilità ambientale delle attività artigianali di servizio con il contesto residenziale deve essere verificata sulla base dei parametri fissati per le attività produttive di cui in pa. Il complesso di tali attività dà luogo alle seguenti tre classi di destinazioni d’uso:

    t 1

    attività che occupano unità edilizie non superiori a 250 mq di Sul e che non danno origine a standards di tipo terziario

    t 2

    attività che occupano unità edilizie non superiori a 400 mq

    t 3

    attività che occupano unità edilizie superiori a 400 mq di Sul

    articolabili secondo le sottoclassi ta, tb, tc, td, te, th. a agricola, relativa alle attività connesse con la produzione dei fondi e la tutela

    dell’ambiente, comprende:

    aa

    coltivazione dei terreni agricoli

    ab

    attività agricole e residenziali connesse (lavorazione e conservazione prodotti, deposito macchine ed attrezzi, ricovero animali)

    ac

    attività agricole di carattere tecnologico, quali allevamenti zootecnici, magazzini per la conservazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli aziendali ed interaziendali

    ad

    attività ed attrezzature agro-turistiche (L.R. 23.3.1995 n. 38)

    s servizio pubblico, relativo alle attività ed alle attrezzature collettive, a verde e parcheggi, di interesse pubblico a livello comunale, necessarie per assicurare gli standards urbanistici di cui aII’ art. 21 della L.R. 56/77 e s.m.i ..

    Il complesso di tali attività dà luogo alle seguenti classi di destinazioni:

    s1

    aree per servizi afferenti gli insediamenti residenziali (art. 21 punto i L.R. 56/77 e s.m.i.)

    s2 p aree per servizi afferenti le attività produttive (art. 21 punto 2 L.R. 56/77 e s.m.i.)

    s2 t

    aree per servizi afferenti le attività terziarie (art. 21 punto 3 L.R. 56/77 e s. m. i.)

    22

    TITOLO I – NORME GENERALI

    s3

    servizio privato, relativo ad attrezzature di interesse pubblico

    f

    attività ed attrezzature di interesse generale o sovracomunale pubbliche o private.

    Il complesso di tali attività dà luogo alle seguenti classi di destinazione d’uso:

    f1

    aree per attrezzature ed impianti tecnologici

    m

    mobilità, relativo all’attività di trasporto delle persone e delle merci.

    Il complesso di tali attività dà luogo alle seguenti classi di destinazione d’uso:

    m1

    attività di circolazione, che richiedono spazi pubblici o di uso pubblico (strade)

    m2

    autorimesse pubbliche e private, attività di rimessaggio e deposito autoveicoli

    Il Piano suddivide il territorio comunale in aree normative, di cui all’art. 10, per ciascuna delle quali assegna le destinazioni d’uso ammesse.

    Le destinazioni d’uso ammesse si suddividono in destinazioni d’uso principali e in destinazioni d’uso secondarie.

    • 9.1 Destinazioni d’uso principali Le attività di cui alle lettere r - p2 - t3- a - s1 - s2 - s3 - f1 - m1 – tg , costituiscono destinazione d’uso principale per ogni area normativa, di cui all’art. 10. Il Piano individua aree normative monofunzionali, laddove ammette una sola destinazione d’uso principale, ed aree normative polifunzionali, laddove ammette più di una destinazione d’uso principale. Ogni cambiamento del perimetro ditali aree costituisce VARIANTE di Piano. Per le destinazioni d’uso a servizio pubblico il Piano indica, di norma, i vari tipi di categoria indicati all’art. 21 della L.R. 56/77 e s.m.i

    tale indicazione potrà essere variata in sede di

    .. approvazione del progetto di opera pubblica, passando da una ad altra categoria della stessa classe senza che ciò costituisca VARIANTE di Piano, previo ricorso alla procedura prevista all’art. 1 comma 4° L. 1/78 o alle procedure di cui all’art. 17 comma 8° della L.R. 56/77, così come modificata dalla legge 41/97. Le attività di cui in f1 e relative ad impianti tecnici di interesse pubblico (centraline telefoniche, elettriche, linee di trasporto dell’energia, etc.) sono ammesse in qualsiasi area normativa di Piano.

    • 9.2 Destinazioni d’uso secondarie Le destinazioni d’uso secondarie (ad esclusione delle tcf, regolate da apposita normativa ) sono ammesse, salvo specifiche limitazioni, nella misura massima del 30% della Sul esistente o in progetto. Valgono inoltre le seguenti norme di compatibilità Iocalizzativa, che definiscono per le varie aree, di cui all’art. 10, le destinazioni d’uso secondarie ammesse. L’attività residenziale è ammessa:

    nelle aree urbanistiche Produttive (P) e terziarie (T), e per attività tcf limitatamente all’abitazione del proprietario e/o titolare dell’azienda e/o del personale di custodia agli impianti per unità aventi Sul min 250 mq,

    sino ad una concorrenza max pari a 150 mq di Sul, in deroga agli indici di edificabilità

    23

    TITOLO I – NORME GENERALI

    previsti, e fatto salvo il rapporto di copertura, comprese maggiori superfici esistenti alla

    data di adozione del Progetto Preliminare di P.R.G dimensionali:

    ..

    nel rispetto dei seguenti parametri

    o

    per impianti produttivi con Sul fino a 1000 mq, 150 mq inclusi nella struttura

    o

    per impianti produttivi con Sul oltre 1000 mq, 150 mq anche esterni alla struttura.

    Le suddette superfici residenziali si intendono concedibili una sola volta. Il frazionamento della residenza dall’impianto produttivo costituisce modifica di destinazione d’uso non ammessa. Tale condizione deve risultare da atto di vincolo pertinenziale, registrato e trascritto.

    • - nelle aree A limitatamente:

    • - alle esigenze di conduzione agricola del fondo

    • - in funzione del riutilizzo ai fini residenziali di edifici abbandonati alla data di adozione del Progetto Preliminare del P.R.G. o non più necessari alle esigenze delle aziende agricole

    • - per residenze agro-turistiche

    • - nelle aree a destinazione S e F limitatamente alle esigenze abitative del personale di gestione e/o custodia e, comunque, sino ad una concorrenza max pari a 150 mq di Sul, fatte salve maggiori superfici eventualmente esistenti, e comunque nel rispetto di ulteriori specifiche prescrizioni di area normativa.

    L’attività produttiva è ammessa:

    nelle aree R con le seguenti specificazioni:

    o aree edificate esistenti limitatamente alle esigenze di funzionalità e ammodernamento degli impianti esistenti aree di nuova edificazione limitatamente all’artigianato non nocivo ed inquinante e localizzato, di norma, all’interno dell’edificio principale o comunque per attività di cui in pa1.

    o

    L’attività terziaria è ammessa:

    o

    nelle aree R e P, e comunque, per le destinazioni commerciali e dei pubblici

    o

    esercizi, nel rispetto delle indicazioni del vigente piano di sviluppo e adeguamento della rete di vendita e/o di ogni altra normativa di settore e con particolare riferimento all’art.27 per quanto attiene la tcf; Nelle aree Produttive e Terziarie è ammessa l’attività terziaria di commercio

    o

    all’ingrosso th; nelle attività tcf è ammessa la destinazione ta purché integrata in medie e grandi

    o

    strutture di vendita; nelle aree A esclusivamente per il commercio di prodotti connessi con coltivazioni di tipo specializzato (vivaisti, etc.) fino a 250 mq di superficie di vendita.

    L’attività m2 è ammessa:

    in tutte le aree ad eccezione delle aree agricole, per le quali è consentita unicamente l’attività m2 relativa ad autorimesse o spazi di sosta pertinenziali.

    Nelle norme specifiche di area il Piano può introdurre limitazioni alle compatibilità localizzative, stabilite nelle norme generali, di cui ai punti precedenti.

    L’attività di circolo privato rientrante nelle attività td è ammessa:

    in tutte le aree normative, a seguito del L.7/12/2000 n°383 DPR 4/4/2001 n°235 , mediante presentazione di denuncia di inizio attività e con le certificazioni previste dal DPR 4/4/2001

    24

    TITOLO I – NORME GENERALI

    n°235, con le seguenti limitazioni al fine di limit are ricadute critiche in termini di viabilità, inquinamento acustico e paesaggistico. SUL massima complessiva 500 mq Sup. per attività di ristorazione- somministrazione 20% della SUL destinata al circolo. I circoli con superficie maggiore di 250mq che prevedono la somministrazione di alimenti

    e/o bevande o quelli che dispongono di sale o locali con capacità maggiore di 100 persone o maggiore di mq.250 devono:

    • - -verificare la superficie a parcheggio privato nella misura del 80% della Sul destinata al circolo in strutture proprie o pubbliche se limitrofe

    • - -redigere una relazione previsionale sul clima acustico

    • - -verificare la compatibilità con il Piano di Zonizzazione Acustica

    • - -sottoporre il progetto ad esame dei VVFF se necessario

    • - -richiedere il nulla osta del comando dei VVUU o altri enti competenti sulla viabilità/sicurezza stradale

    PRESCRIZIONI PARTICOLARI

    La caratteristica di “attività compatibile con l’ambiente urbano” di cui alle aree pa e ta (attività artigianali di servizio) deve essere definita con atto di impegno unilaterale sottoscritto in sede di rilascio di concessione, mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale venga certificato il tipo di attività insediata.

    L’eventuale insediamento di attività non classificabili come pa e ta (attività artigianali di servizio) a seguito di subingresso per cessazione di attività preesistente, non è ammesso. Questa condizione deve far parte integrante dell’atto di impegno di cui al comma precedente

    Per gli immobili che, alla data di adozione del Progetto Preliminare del presente Piano, siano occupati da attività in contrasto con le destinazioni d’uso e le compatibilità localizzative ammesse, sono consentiti gli interventi edilizi di manutenzione ordinaria e straordinaria, a meno di eccezioni espressamente previste dalle norme particolari di area.

    Nel caso di acquisizione da parte della Amministrazione Comunale di immobili destinati a servizi pubblici dal P.R.G., verranno riconosciuti all’atto dell’acquisizione esclusivamente gli indennizzi relativi ad interventi di manutenzione straordinaria. Non danno titolo ad alcun indennizzo le recinzioni ed eventuali manufatti realizzati su tali aree. Tali condizioni devono risultare accettate dall’avente titolo, con impegno unilaterale sottoscritto e trascritto sui registri della proprietà immobiliare.

    ART.10

    CLASSIFICAZIONE ED INDIVIDUAZIONE DELLE AREE NORMATIVE

    II Piano esercita la sua efficacia normativa assegnando, alle varie parti del territorio comunale, le destinazioni d'uso principali e secondarie, gli interventi urbanistici ed edilizi ammessi, la loro modalità di attuazione, gli indici urbanistici per il dimensionamento degli stessi. In relazione alle diverse caratteristiche urbanistiche delle varie parti del territorio comunale, il Piano precisa i contenuti normativi sopra indicati, suddividendo il territorio in aree normative di intervento, comprendenti aree territoriali, singoli lotti omogenei, singoli edifici esistenti, che, opportunamente indicate sulle tavole di Piano consentono di definire topograficamente le prescrizioni normative del medesimo. Ogni cambiamento del perimetro di tali aree costituisce VARIANTE di Piano. Le aree sono così suddivise:

    AREE URBANIZZATE ED URBANIZZANDE distinte in:

    25

    TITOLO I – NORME GENERALI

    R - AREE RESIDENZIALI parti del territorio destinate prevalentemente all'uso abitativo, comprendenti:

    R.1. aree, edifici di antica formazione, con gradi diversi di trasformabilità

    R.2. aree

    totalmente

    o

    parzialmente

    edificate,

    diverse

    dalle

    aree

    R

    1 con gradi diversi di

    trasformabilità

     

    R.3. aree

    libere intercluse o

    a margine

    del

    tessuto

    urbano, dotate delle

    principali opere di

    urbanizzazione ed edificabili senza apprezzabili costi di soglia, per completamento urbanistico

    le quali

    è

    previsto un

    R.4. aree costituite da insediamenti consolidati e lotti liberi interclusi, in contesto agricolo, per le quali è previsto un completamento urbanistico

    R.5. aree di trasformazione e nuovo impianto, costituite da lotti liberi interclusi al tessuto urbano,, destinate totalmente a servizi dal P.R.G. approvato con D.G.R. 20.7.1982 n. 179/17823.

    R.6. aree di nuovo impianto comprendenti sia ambiti inedificati di localizzazione strategica per I'assetto urbano del territorio, e definiti come aree di qualificazione urbana, sia ambiti inedificati periurbani limitrofi a contesti edificati esistenti che costituiscono il completamento urbanistico per la definizione dell’impianto urbano del territorio.

    P - AREE PRODUTTIVE parti del territorio destinate prevalentemente all'attività produttiva, comprendenti:

    P.1. aree occupate da insediamenti produttivi esistenti, con gradi diversi di trasformabilità sia in ordine alle destinazioni d'uso esistenti ed ammesse, sia in riferimento alla graduale trasformazione di destinazione d'uso per le aree ritenute incongruenti con I'assetto urbanistico del territorio

    P.2. aree di completamento, riordino, nuovo impianto costituite dalla presenza di unità produttive e commerciali esistenti e lotti liberi, con gradi diversi di trasformabilità

    P.3. aree produttive di trasformazione urbanistica, costituite dalla presenza di attività produttive insalubri o aree occupate da impianti inattivi

    P.4. aree di completamento riordino e nuovo impianto, costituite dalla presenza di unità produttive e lotti liberi, con gradi diversi di trasformabilità

    P.5. aree per impianti produttivi isolati, destinate all'insediamento di attività produttive inquinanti.

    T - AREE TERZIARIE parti del territorio destinate prevalentemente all'uso terziario, comprendenti:

    T.1. aree occupate da insediamenti che si confermano

    26

    TITOLO I – NORME GENERALI

    AREE NON URBANIZZATE

    A -AREE AGRICOLE parti del territorio destinate all'uso agricolo e all'attività silvo- pastorale in genere, con gradi diversi di tutela e utilizzo e disciplinate dalle norme specifiche di area, così suddivise:

    A.1. area agricola normale

    A.2. area agricola di salvaguardia ambientale

    A.3. area agricola di tutela paesaggistica

    AREE PER ATTREZZATURE E SERVIZI PUBBLICI

    aree pubbliche

    aree per servizi ed attrezzature di livello comunale, rientranti nelle categorie di cui all'art. 21 della L.R. 56/77, suddivise in:

    S1 - aree per servizi afferenti la residenza S2p - aree per servizi afferenti le attività produttive S2t - aree per servizi afferenti le attività terziarie

    aree private

    S3 -aree per attrezzature per istruzione, e interesse comune

    F -ATTIVITÀ ED ATTREZZATURE DI INTERESSE GENERALE O SOVRACOMUNALE PUBBLICHE O PRIVATE, suddivise in:

    aree pubbliche: F1 - aree per impianti tecnologici

    aree private: F2 - aree per attrezzature sociali, religiose, ricreative, ludico-sportive

    • V - AREE PER LA MOBILITA’

    • V - parti del territorio destinate alla conservazione, all’ampliamento e alla nuova formazione di sedi veicolari e pedonali.

      • II – INSEDIAMENTI IMPROPRI

    così suddivisi:

    • II r - attività residenziali

    • II p - attività produttive

    • II t - attività terziarie

    • II a - attività agricole.

    27

    TITOLO II - NORME SPECIFICHE DI AREA

    TITOLO II – NORME SPECIFICHE DI AREA

    ART.11

    NORME SPECIFICHE Dl AREA

    Le destinazioni d'uso, gli interventi urbanistici ed edilizi, i parametri e le norme specifiche per ciascuna delle aree normative di cui all'art. 10 sono disciplinati dai successivi articoli, predisposti in forma di schede.

    Le aree sono individuate topograficamente sulle tavole di Piano e contrassegnate dal codice riportato nelle schede medesime.

    Ai fini della lettura della scheda si precisa che:

    codice di area

    − la lettera maiuscola definisce la classe di destinazione d'uso principale − il numero definisce la classe di intervento − I'eventuale numero riportato dopo la cifra precedente, indica il sottotipo di area normativa in base agli indici di edificabilità ed alle prescrizioni particolari

    destinazioni d'uso − sono riportati i codici delle destinazioni d'uso di cui all'art.9. Per le destinazioni d'uso di cui in p e t, la classe dimensionale di destinazione si intende quella ammessa a maggior profondità e, pertanto, sono concedibili le destinazioni antecedenti alla classe ammessa, secondo I'ordine crescente riportato all'art.9.

    tipo di intervento

    − Si fa riferimento all'indicazione puntuale delle categorie di intervento specificate all'art.7.

    indici urbanistici ed edilizi

    − per la definizione si fa riferimento all'art.3

    compatibilità cartografica e normativa

    Le attività improprie in contrasto con la destinazione d'uso insediativa prevalente, non puntualmente indicate o per le quali esistono contrasti di classificazione, si intendono riconducibili e normate dalla casistica prevista per singola area specifica, qualora le stesse risultino in atto alla data di adozione del Progetto Preliminare del P.R.G. approvato dalla Regione con D.G.R. 21/02/2000 N. 13-29387. Tale condizione dovrà essere attestata da adeguata documentazione probatoria, (accatastamento, atto di proprietà, ecc.).

    29

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/1

    11.1.1

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

    CARATTERISTICHE

    area edificata comprendente il nucleo antico, costituito dall’ambito dall’antico Castello e del Ricetto, compreso il tessuto edilizio circostante che possono considerarsi parte

     

    DELL’AREA

    integrante.

     

    individuata ai sensi deIl’art. 24 L.R. 56/77 e s.m.i.

    OBIETTIVI DI PIANO

    conservazione, risanamento, ristrutturazione del patrimonio urbanistico

    DESTINAZIONI D’USO

    PRINCIPALI

    SECONDARIE

    r – s – tcf

    ta1 –m2

    TIPI DI INTERVENTO

    Veda prescrizioni particolari

     

    MODALITA’ DI

     

    ATTUAZIONE

    Strumento diretto

    INDICI URBANISTICI ED EDILIZI

    Veda prescrizioni particolari

     

    tipi di intervento

    P

    • A) fabbricati principali I tipi di intervento ammesso sugli edifici principali, sono puntualmente individuati sulla

    R

    TAV. N. 4 in scala 1:1000 e sono così formati

    E

    S

    restauro e risanamento conservativo

     

    C

     

    R

    I

    Z

    I

    ha per oggetto:

    − modifiche dell’impianto distributivo interno finalizzate all’inserimento degli impianti

    tecnologici, da realizzare nel rispetto delle strutture originarie

    O

    − il consolidamento delle strutture originali, anche con tecniche e materiali innovativi

    N

    − l’eliminazione degli elementi a carattere deturpante

    I

    − la salvaguardia dei caratteri morfologici di facciata

     

    P

    riqualificazione morfologica

    A

    R

    L’intervento si applica agli edifici di recente formazione. La definizione dell’intervento

    è riportata all’art. 7.11.

    T

    I

    C

     

    O

    cambiamento di destinazione d’uso

     

    L

     

    A

    consentito per destinazioni d’uso principali e secondarie previste sia per cambio di

    R

    destinazione che per riutilizzo di Sul inutilizzate

    I

    • B) fabbricati secondari per i fabbricati secondari sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1-7.2-7.3-7.4-

    7.5-7.6-7.10.

    30

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/1

    11.1.1

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    cambiamento di destinazione d’uso

    è consentito il recupero a scopo abitativo e ad usi complementari alla residenza o alle destinazioni d’uso secondarie ammesse, dei fabbricati accessori originariamente destinati ad altri usi (fienili, travate, depositi, stalle, etc.) qualora l’intervento interessi il

    corpo di fabbrica principale o contiguo ad esso, nonché gli edifici inutilizzati prospettanti su strada. In ogni caso gli interventi dovranno garantire la continuità tipologica e formale della cortina edilizia e dei prospetti affacciati sulla via pubblica. E’ ammesso l’allineamento alla linea di gronda o di colmo del fabbricato principale, tramite variazione altimetrica di ± 1,50 mt. Tutti i volumi inutilizzati non originariamente destinati a residenza, non costituenti unico corpo di fabbrica con l’edificio principale o non contigui ad esso, possono essere utilizzati per usi complementari alla residenza o per destinazioni secondarie ammesse.

    aree di pertinenza

    le aree libere di pertinenza potranno essere destinate a verde o pavimentate con

    materiali tradizionali

    compatibilità localizzativa

    per l’attivita di commercio al dettaglio (tcf) vedasi art.27

    edifici vincolati

    per gli edifici vincolati (legge 1089/39 e 1497/39) è unicamente ammesso l’intervento di restauro conservativo (art. 7.3)

    requisiti igienico- sanitari

    per gli edifici già utilizzati ai fini residenziali qualora non sia possibile soddisfare i requisiti di altezza utile e di aerazione e illuminazione di legge, è possibile utilizzare le altezze preesistenti, e Integrare la ventilazione naturale degli ambienti con ventilazione forzata, che garantisca i valori di aerazione imposti dalle leggi di settore. Il rilascio del certificato di abitabilità è comunque subordinato al rispetto degli altri requisiti igienico- sanitari prescritti dalle leggi e giudicati idonei dalle competenti autorità sanitarie.

    aree a parcheggio privato

    per gli interventi di recupero con aumento del carico urbanistico non è fatto obbligo del reperimento di aree a parcheggio privato, di cui all’art. 15.2, qualora l’individuazione ditali superfici dovesse alterare l’assetto di omogeneità architettonica dell’insieme.

    edifici pubblici o di interesse pubblico

    si richiamano le norme di cui alla scheda normativa

    superfici a servizi (Sus)

    per destinazioni ta1, tcf = 80% Sul di nuova formazione, anche a seguito di cambiamento

    31

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/1

    11.1.1

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    destinazione d’uso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso pubblico) delle superfici a parcheggio nella misura deI 50% di Sus ed eventuale monetizzazione della restante quota.

    requisiti morfologici

    fabbricati:

    gli interventi edilizi dovranno attenersi alle seguenti norme morfologiche:

    • - rivestimenti murari a semplice intonaco

    • - tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale

    • - parti sfondate, ornati in risalto, cornicioni, cornici, fregi, fasce, basamenti e ogni altro elemento decorativo quali inferriate, ringhiere, tinteggiati in tono con quelle scelte per la facciata, in modo da realizzare una composizione cromatica armonica

    • - il balcone è ammesso verso gli spazi pubblici solo laddove già esistente, con pavimento in lastra di pietra e mensole di pietra o in soletta di cls a vista (spessore max =10cm) o in legno

    • - parapetti del tipo “a giorno”

    • - serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni tradizionalmente usate

    • - elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate, accuratamente ripristinati e conservati

    • - cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a sezione tonda

    • - tetti a falde, con manti in coppo alla piemontese, in colore rosso

    • - è ammessa l’apertura di lucernari

    • - recinzioni cieche, realizzate in muratura, con mattoni faccia vista

    • - demolizione di eventuali baracche o tettoie esistenti, ritenute incompatibili con l’ambiente

    • - è ammessa la realizzazione di n.1 abbaino ogni mt.5,00 di sviluppo in gronda della falda. Le dimensioni non dovranno superare il rapporto di 1/8 tra superficie finestrata e superficie di pavimento. Questi manufatti dovranno, comunque, uniformarsi per forma e dimensione agli eventuali abbaini già presenti nel contesto di appartenenza.

    Spazi pubblici:

    • - superfici relative alla mobilità pedonale e veicolare realizzate con materiali tradizionali

    • - ripristino del sistema delle arcate preesistenti del porticato

    • - definizione di spazio pubblico finito della piazza Vittorio Emanuele, attraverso l’eliminazione della mobilità veicolare esistente sul lato sud e l’unificazione della pavimentazione della stessa, con materiali tradizionali

    • - previsione di un sistema di collegamento pedonale tra la via Bovetti e la piazza Vittorio Emanuele

    • - rilocalizzazione dei bassi fabbricati destinati ad impianti ed attrezzature tecniche ubicati in via Provana

    • - restauro conservativo della cinta medioevale

    32

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/1

    11.1.1

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    bassi fabbricati:

    non ne è ammessa la costruzione

    modificazione e valenza prescrittiva dei tipi di intervento

    I tipi di intervento individuati sulla TAV.N.4 e quelli disciplinati dalle “prescrizioni particolari per singoli immobili” in coda al presente articolo possono essere modificati attivando le procedure di cui al 9 comma art.17 L.R. 56/77 e s.m.i. anche per la parziale ridefinizione di parametri edilizi, modalità operative e requisiti morfologici, ferme restando le destinazioni d’uso e le quantità di SUL previste dalla norma vigente, che possono essere modificate solo con trasferimenti di capacità edificatoria. In ogni caso, e per qualsiasi edificio, la deliberazione deve essere assunta dal Consiglio Comunale con il parere favorevole della Commissione Edilizia e dell’Ufficio Tecnico, che formulano le proprie valutazioni sulla base di un dettagliato progetto, esteso a tutto il fabbricato per il quale si richiede il cambio di intervento; tale progetto, corredato di eventuali ulteriori prescrizioni, costituisce parte integrante della deliberazione consiliare e assume valore normativo rispetto alle modalità esecutive e al prodotto edilizio dell’intervento. Si precisa che il tipo di intervento ammesso si intende quello ammesso a maggior profondità e, pertanto, sono ammessi anche i tipi di intervento antecedenti a quello indicato, secondo l’ordine crescente riportato all’art. 7.

    Prescrizioni particolari per singoli immobili

    L’intervento di ristrutturazione individuato sulla TAV. n°4 con perimetro grigio e identificativo numerico (1*) ammesso per il fabbricato di proprietà comunale localizzato in vicolo Milocco, dovrà salvaguardare la sagoma ed i caratteri tipologici esistenti. Le aree per servizi da individuare, connesse al riutilizzo dell’edificio per le destinazioni ammesse dal P.R.G., potranno essere monetizzate.

    33

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/2

    11.1.2

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

    CARATTERISTICHE

    area edificata comprendente alla Città murata, caratterizzata

     

    DELL’AREA

    dalla persistenza della maglia viaria originaria, e da tessuto urbano fortemente densificato.

    OBIETTIVI DI PIANO

    recupero, conservazione e adeguamento degli edifici di valore documentario, con salvaguardia degli elementi morfologici tipizzanti, ammodernamento e sostituzione dei volumi obsoleti

     

    PRINCIPALI

    SECONDARIE

    DESTINAZIONI D’USO

    r – tcf

    ta2 – s – tb3 – tc3 – td3 –

    m2

    TIPI DI INTERVENTO

    Veda prescrizioni particolari

     

    MODALITA’ DI

    Strumento diretto

    ATTUAZIONE

    SUE di cui agli artt. 41 bis e 43 L.R. 56/77 e s.m.i.

    INDICI URBANISTICI ED EDILIZI

    If = esistente H = esistente Rc = esistente Veda prescrizioni particolari

     

    tipi di intervento

    P

    A) fabbricati principali

    R

    I tipi di intervento ammesso sugli edifici principali, sono puntualmente individuati sulla

    E

    TAV. N. 4 in scala 1:1000 e sono così normati

    S

    C

    restauro e risanamento conservativo

     

    R

     

    I

    ha per oggetto:

    Z

    − modifiche dell’impianto distributivo interno finalizzate all’inserimento degli impianti

    I

    tecnologici, da realizzare nel rispetto delle strutture originarie

    O

    − il consolidamento delle strutture originali, anche con tecniche e materiali innovativi

    N

    I

    − l’eliminazione degli elementi a carattere deturpante

    P

    − la salvaguardia dei caratteri morfologici di facciata

    A

    ristrutturazione edilizia

    R

    T

    ha per oggetto:

    I

    • - l’eliminazione delle aggiunte di epoca recente a carattere deturpante

    C

    • - la modificazione della distribuzione interna

     

    O

    • - integrazione delle aperture esistenti verso gli spazi pubblici con possibilità di

    L

    A

    R

    I

    nuove aperture

    • - demolizione e rifacimento degli orizzontamenti interni con possibilità di traslazione della quota dei solai

    • - sostituzione, tramite intervento di demolizione con ricostruzione di porzioni degradate dell’edificio e staticamente fatiscenti, senza modificazione della sagoma e dell’allineamento e con disegno dei prospetti coerente con l’insieme

    34

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/2

    11.1.2

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     
    • - la conservazione delle facciate esterne prospettanti verso spazi pubblici

    • - la conservazione dell’apparato decorativo o il ripristino dello stesso secondo le indicazioni morfologiche di cui a seguito

    • - la possibilità di elevare l’altezza dell’edificio per ottenere altezze utili interne dei vani abitabili di mt. 2,70. L’intervento dovrà garantire la continuità tipologica e formale degli edifici limitrofi. La variazione altimetrica delle nuove fronti dovrà essere contenuta entro metri uno, calcolata rispetto all’altezza preesistente dell’edificio

    riqualificazione morfologica

    L’intervento si applica agli edifici di recente formazione. La definizione dell’intervento è riportata all’art. 7.11.

    cambiamento di destinazione d’uso

    consentito per destinazioni d’uso principali e secondarie previste sia per cambio di destinazione che per riutilizzo di Sul inutilizzate

    B) fabbricati secondari per i fabbricati secondari sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1-7.2-7.3-7.4-

    7.5-7.6-7.10.

    cambiamento di destinazione d’uso

    è consentito il recupero a scopo abitativo e ad usi complementari alla residenza o alle destinazioni d’uso secondarie ammesse, dei fabbricati accessori originariamente

    destinati ad altri usi (fienili, travate, depositi, stalle, etc.) qualora l’intervento interessi il corpo di fabbrica principale o contiguo ad esso, nonché gli edifici inutilizzati prospettanti su strada. In ogni caso gli interventi dovranno garantire la continuità tipologica e formale della cortina edilizia e dei prospetti affacciati sulla via pubblica. Tutti i volumi inutilizzati non originariamente destinati a residenza, non costituenti unico corpo di fabbrica con l’edificio principale o non contigui ad esso, possono essere utilizzati per usi complementari alla residenza o per destinazioni secondarie ammesse.

    interventi ammessi per I’ambito sottoposto a S.U.E. (Piano di Recupero) individuato

    sulla TAV. N. 4

    • - interventi di ristrutturazione edilizia, demolizione con ricostruzione vincolata e ampliamento sino ad un max del 20% della Sul esistente

    • - H = H max esistente

    • - Rc = max 50%

    • - salvaguardia dei perimetro dell’isolato definito dai reticolo viario e dei resti della cinta muraria

    • - tipologia edilizia = a cortina

    • - fino all’approvazione dello SUE., sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria

    • - St min richiesta per comparto di attuazione del S.U.E. = 50% ambito perimetrato dal P.R.G ..

    • - In presenza S.U.E. non esteso a tutto l’ambito perimetrato, la proposta di

    35

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/2

    11.1.2

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    S.U.E. dovrà essere corredata da studio di massima urbanistico- edilizio esteso a tutto l’ambito territoriale delimitato a S.U.E ..

    L’ambito individuato sulla Tav. N°4 mediante perime tro grigio e identificativo numerico (2*) in via Carlo Alberto e piazza Ferrero è soggetto a S.U.E. ( Piano di Recupero ) alle prescrizione descritte nell’apposita scheda grafica SC.AMB.3 in allegato alle NTA ed ai parametri urbanistici ed edilizi seguenti:

    • - Intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione dei fabbricati e recupero delle SUL come da scheda d’ambito n. 3

    • - Destinazioni d’uso come in scheda d’area

    • - SUL max esistente come calcolata ex art.3 3.1.6 delle NTA

    • - SUS per cambi di destinazione d’uso a terziario 80% SUL di cui 50% dimessa a parcheggio pubblico e 50% monetizzabile.

    • - SUS per cambi di destinazione d’uso a residenza 25/50 mq di cui 10/50 mq assoggettabile ad uso pubblico e 15/50 mq monetizzabile

    • - Parcheggio privato residenza 1 posto auto ogni unità immobiliare all’interno del lotto e fino al raggiungimento delle quantità espresse all’art.15.2 delle NTA, in spazi privati limitrofi.

    • - Urbanizzazioni indotte: allargamento e sistemazione del marciapiede su Via Carlo Alberto in fregio all’intervento

    • - Numero piani f.t. 2 - Rc = 60%

    • - H max = filo gronda cellula edilizia confinante p.za Ferrero

    • - Massima profondità di manica edilizia 12 m.

    • - Obbligo del mantenimento del filo di costruzione a filo strada esistente

    • - Piantumazione di alberatura ornamentale su area parcheggi

    • - Si prescrive la conservazione o la riproposizione dei pilastri che delimitano l’accesso carraio su Via Carlo Alberto.

    requisiti morfologici

    • - rivestimenti murari a semplice intonaco

    • - tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale

    • - parti sfondate, ornati in risalto, cornicioni, cornici, fregi, fasce, basamenti e ogni altro elemento decorativo quali inferriate, ringhiere, tinteggiati in tono con quelle scelte per la facciata, in modo da realizzare una composizione cromatica armonica. Per i basamenti è ammesso il rivestimento con pietra per un’altezza non superiore a cm. 100 misurata dalla quota del marciapiede o dal piano stradale

    • - balconi realizzati in lastra e mensole di pietra (spessore = 10 cm) .

    • - parapetti del tipo “a giorno” in bacchette di ferro

    • - serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni tradizionalmente usate

    • - elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate, decorazioni plastiche accuratamente ripristinati e conservati

    • - cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a sezione tonda

    • - tetti a doppia falda, con manto in coppi alla piemontese

    • - camini e altri additamenti delle coperture in mattone a vista con tipologia tradizionale

    • - ammessa l’apertura di lucernari sulle falde interne verso cortile.

    36

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/2

    11.1.2

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     
    • - Non è ammessa la realizzazione di abbaini.

    • - la recinzione , se necessaria, dovrà prevedere una zoccolatura muraria h 0,8 m e soprastante opera in ferro a giorno .

    • - le aree libere e quelle soggette a dismissione dovranno essere sistemate con pavimentazione in pietra naturale

    modalità di attuazione degli interventi

    • a. strumento diretto per:

    • - i tipi di intervento ammesso sui fabbricati principali e secondari

    • b. S.U.E. per:

    • - l’ambito individuato sulla TAV.N.4

    • - per gli interventi di demolizione con ricostruzione, attuati nel rispetto della normadi cui al paragrafo “modificazione e valenza prescrittiva dei tipi di intervento

    • c. concessione convenzionata di cui aI 5° comma art .49 L.R. 56/77 e s.m.i. per:

    • - interventi con Sul maggiori di 500 mq.

    La convenzione dovrà avere i contenuti stabiliti aII’art. 45 della LR.56/77 e s.m.i.

    adeguamento igienico- funzionale

    E’ concesso, una sola volta, l’ampliamento di Sul per un massimo di mq 25, per adeguamento igienico di edifici unifamiliari isolati o contigui. L’aggiunta deve avvenire preferibilmente su fronti non prospettanti la via pubblica. L’intervento, è ammesso nei caso ove non sia possibile ricorrere all’intervento di cambiamento di destinazione d’uso, o di chiusura di logge o travate esistenti. L’intervento di adeguamento funzionale è ammesso su tutti gli edifici principali

    Superfici a servizi (Sus)

    • - destinazione residenziale Sus = 25 mq/50 mq Sul:

    dismissione o convenzionamento in uso pubblico di una quota di Sus=10 mq/50 mq

    Sul ed eventuale monetizzazione della restante quota, pari a 15mq/ 50mq Sul. Per gli interventi attuati con strumento diretto qualora gli stessi determinino superfici a Sus non funzionali è ammessa la totale monetizzazione

    • - destinazioni terziaria:

    Sus=80% della Sul di nuova formazione anche a seguito di cambiamento destinazione d’uso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso pubblico) delle superfici a parcheggio nella misura del 50% di Sus, ed eventuale monetizzazione della restante quota, nei casi di dimostrata impossibilità del reperimento dello standard richiesto Per destinazioni t3 è fatto obbligo del totale reperimento. Per interventi di cambio di destinazione d’uso con Sul max = 50 mq, finalizzati all’adeguamento igienico- funzionale di attività esistenti è ammessa la totale monetizzazione.

    Per destinazioni tcf, vedere art.27 art. NTA

    37

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/2

    11.1.2

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    requisiti morfologici

    • - gli interventi edilizi dovranno attenersi alle seguenti norme morfologiche:

    • - rivestimenti murari a semplice intonaco

    • - tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale

    • - parti sfondate, ornati in risalto, cornicioni, comici, fregi, fasce, basamenti e ogni altro elemento decorativo quali inferriate, ringhiere, tinteggiati in tono con quelle scelte per la facciata, in modo da realizzare una composizione cromatica armonica. Per i basamenti è ammesso il rivestimento con pietra per un’altezza non superiore a cm.100 misurata dalla quota del marciapiede o dal piano stradale.

    • - balconi realizzati in lastra e mensole di pietra o in soletta di cls a vista (spessore = 10 cm) o in legno.

    • - parapetti del tipo “a giorno”

    • - serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni tradizionalmente usate

    • - elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate, accuratamente ripristinati e conservati

    • - superfici vetrate, a chiusura di logge esistenti, dovranno essere montate su telaio, posizionato sul filo interno del muro perimetrale dell’edificio

    • - cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a sezione tonda

    • - tetti a falde, con mariti in coppo o tegole portoghesi, in colore rosso

    • - ammessa l’apertura di lucernari.

    • - ammessa la realizzazione n. 1 abbaino ogni mt. 5,00 di sviluppo in gronda della falda. Le dimensioni non dovranno superare il rapporto di 1/8 tra superficie finestrata e superficie di pavimento.

    • - le recinzioni dovranno essere cieche, realizzate in muratura, con mattoni facciavista o superficie intonacata

    • - le aree libere dovranno essere sistemate contemporaneamente alla sistemazione dell’edificio, con obbligo di presentare unitamente al progetto principale delle opere edilizie, il progetto di sistemazione delle aree libere. Le eventuali baracche o tettoie precarie esistenti dovranno essere demolite.

    aree a parcheggio privato

    per gli interventi di recupero con aumento del carico urbanistico è fatto obbligo del reperimento di aree a parcheggio privato, secondo le quantità stabilite al punto c) art. 15.2 seguente.

    requisiti igienico-sanitari

    per gli edifici già utilizzati ai fini residenziali qualora non sia possibile soddisfare i requisiti di altezza utile e di aerazione e illuminazione di legge, è consentito utilizzare le altezze preesistenti, comunque non inferiori a mt.2,40 e integrare la ventilazione naturale degli ambienti con ventilazione forzata, che garantisca i valori di aerazione imposti dalle leggi di settore. Il rilascio del certificato di abitabilità è comunque subordinato al rispetto degli altri requisiti igienico- sanitari prescritti dalle leggi vigenti e giudicati idonei dalle competenti autorità sanitarie.

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    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/2

    11.1.2

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    modificazione e valenza prescrittiva dei tipi di intervento

    I tipi di intervento individuati sulla TAV.N.4 e quelli disciplinati dalle “prescrizioni particolari per singoli immobili” in coda al presente articolo possono essere modificati attivando le procedure di cui al 9 comma art.17 L.R. 56/77 e s.m.i. anche per la parziale ridefinizione di parametri edilizi, modalità operative e requisiti morfologici, ferme restando le destinazioni d’uso e le quantità di SUL previste dalla norma vigente, che possono essere modificate solo con trasferimenti di capacità edificatoria. In ogni caso, e per qualsiasi edificio, la deliberazione deve essere assunta dal Consiglio Comunale con il parere favorevole della Commissione Edilizia e dell’Ufficio Tecnico, che formulano le proprie valutazioni sulla base di un dettagliato progetto, esteso a tutto il fabbricato per il quale si richiede il cambio di intervento; tale progetto, corredato di eventuali ulteriori prescrizioni, costituisce parte integrante della deliberazione consiliare e assume valore normativo rispetto alle modalità esecutive e al prodotto edilizio dell’intervento. Si precisa che il tipo di intervento ammesso si intende quello ammesso a maggior profondità e, pertanto, sono ammessi anche i tipi di intervento antecedenti a quello indicato, secondo l’ordine crescente riportato all’art. 7. In presenza di SUE è ammesso, oltre agli interventi attuabili con strumento diretto, l’intervento di demolizione con ricostruzione. L’intervento di demolizione con ricostruzione deve essere attuato nel rispetto della quantità di Sul preesistente, con possibilità di variare le quote di colmo e di gronda preesistenti, per ottenere un’altezza dei vani abitabili di mt. 2,70. L’intervento dovrà comunque salvaguardare le caratteristiche tipologico formali dei prospetti affacciati sulla via pubblica. Qualora l’intervento ricomprenda anche corpi di fabbrica localizzati nella parte cortilata è ammesso l’accorpamento della Sul per la “grossatura” della manica del corpo di fabbrica principale.

    Prescrizioni particolari per singoli immobili

    L’immobile sito in Via Carlo Alberto, 159-161 angolo Via Capirone, evidenziato nella TAV. 4 con perimetro grigio e identificativo numerico (3*), dovrà seguire le seguenti

    prescrizioni:

    • - per il corpo di fabbrica principale (evidenziato in planimetria con colore giallo ed asterisco), in fregio a Via Capirone e Via Carlo Alberto, sarà possibile intervenire attraverso un restauro e risanamento di tipo conservativo, dati i sistemi voltati di pregio a piano terra con luci in chiave di 3.15 m che consentono il recupero dei locali senza necessità di demolizioni, mentre per i piani superiori di più recente trasformazione e privi di caratteristiche documentali potrà essere realizzata una completa ristrutturazione anche con eventuale modifica dei piani dei solai come previsto dall’art.11.1.3;

    • - a causa dell’inadeguatezza del locale seminterrato, all’interno del corpo di

    fabbrica principale, con copertura a volta a botte, andito fronte Via Capirone (altezza in chiave di 2,30m e pavimento a quota –0,73 m) si ipotizza la possibile demolizione della volta in muratura a botte;

    • - il corpo di fabbrica interno cortile (evidenziato in planimetria con colore rosso) è effettivamente un manufatto autonomo su due piani a destinazione abitativa privo di caratteri di pregio significativi, potrà quindi subire una ristrutturazione

    39

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/2

    11.1.2

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    edilizia;

    • - Destinazioni d’uso come in scheda d’area •SUL max esistente come calcolata ex art.3 3.1.6 delle NTA

    • - SUS per cambi di destinazione d’uso a terziario 80% SUL interamente monetizzata.

    • - SUS per cambi di destinazione d’uso a residenza 25/50 mq interamente monetizzata.

    • - Parcheggio privato per quantità espresse all’art.15.2 delle NTA, all’interno del lotto e/o in spazi privati limitrofi.

    • - in prospetto dovranno essere mantenute le caratteristiche aperture ad occhiolo che si ritrovano al piano sottotetto, inoltre potranno essere integrate le aperture e al piano terreno realizzate nuove vetrine e ingressi, nel rispetto dell’ambiente storicamente caratterizzato, nel disegno e nei materiali che connotano l’edificio.

    • - non è consentita l’apertura di abbaini su strada.

    • - è consentita la riqualificazione di abbaini verso cortile se preesistenti.

    • - L’area cortilizia dovrà essere liberata da tettoie ed elementi incongrui recenti

    • - Non sono ammesse alterazioni volumetriche e di sagoma del tetto

    • - Manto di copertura in coppi alla piemontese

    • - altri requisiti morfologici come da scheda d’area ad eccezione delle voci specificamente normate ai precedenti paragrafi e come da Regolamento edilizio.

    L’immobile sito in piazza Vittorio Emanuele II.,22 angolo via XXV aprile, individuato sulla Tav. N°4 mediante perimetro grigio e identifi cativo numerico (4*) è soggetto a S.U.E. (Piano di Recupero) alle prescrizione descritte nell’apposita scheda grafica SC.AMB.6 in allegato alle NTA ed ai parametri urbanistici ed edilizi seguenti:

    • - Intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione degli anditi privi di altezze e dimensioni regolamentari

    • - Destinazioni d’uso come in scheda d’area

    • - SUL max esistente come calcolata ex art.3 3.1.6 delle NTA

    • - SUS per cambi di destinazione d’uso a terziario 100% SUL interamente monetizzata.

    • - SUS per cambi di destinazione d’uso a residenza 25/50 mq interamente monetizzata.

    • - Parcheggio privato per quantità espresse all’art.15.2 delle NTA, in spazi privati limitrofi.

    • - Numero piani f.t. 3 per l’edificio sulla piazza, 2 per la porzione restante

    • - H max = filo gronda esistente misurato al confine di proprietà con il mappale

    386

    • - Inclinazione copertura 40%.

    • - Obbligo del mantenimento del filo di costruzione a filo strada esistente

    requisisti morfologici:

    • - Obbligo della riforma delle aperture e delle vetrine dello zoccolo commerciale secondo una composizione più coerente con il contesto storico

    • - rivestimenti murari a semplice intonaco

    • - tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale

    • - parti sfondate, ornati in risalto, cornicioni, comici, fregi, fasce, basamenti e ogni altro elemento decorativo quali inferriate, ringhiere, tinteggiati in tono con

    40

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/2

    11.1.2

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    quelle scelte per la facciata, in modo da realizzare una composizione cromatica armonica. Per i basamenti è ammesso il rivestimento con pietra per un’altezza non superiore a cm.100 misurata dalla quota del marciapiede o dal piano stradale.

    • - balconi realizzati in lastra e mensole di pietra (spessore = 10 cm) solo per il 2° p.f.t . Il terzo p.f.t. potrà essere dotato di porte-finestre con parapetto nello spessore del muro.

    • - parapetti del tipo “a giorno” in bacchette di ferro

    • - serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni tradizionalmente usate

    • - elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate, decorazioni plastiche accuratamente ripristinati e conservati

    • - cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a sezione tonda

    • - tetti a doppia falda e padiglione sul risvolto, con manto in coppi alla piemontese

    • - camini e altri additamenti delle coperture in mattone a vista con tipologia tradizionale

    • - ammessa l’apertura di lucernari integrativi del rapporto aero-illuminante sulle falde verso spazio pubblico

    • - non è ammessa la realizzazione di abbaini verso spazio pubblico

    • - è consentita la riqualificazione di abbaini verso cortile se preesistenti

    • - altri requisiti morfologici come da Regolamento edilizio

    L’immobile sito in Via Bonis, nel tratto compreso tra le Vie Vallino e Cavour, individuato sulla Tav. N°4 mediante perimetro grigi o e identificativo numerico (5*) è soggetto a S.U.E. (Piano di Recupero) con vincolo alla realizzazione di un passaggio pedonale pubblico di larghezza minima pari a m 3,00, trasversale alla manica di fabbrica e posizionato in asse al tratto perpendicolare di Via Martiri della Libertà.

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    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/3

    11.1.3

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

    CARATTERISTICHE

    area corrispondente alla struttura insediativa rurale oltre mura e costituente la prima espansione della città, caratterizzata da

     

    DELL’AREA

    strutture edilizie civili e rurali in linea e spazi liberi, delimitate da strade, con densità edificatoria minore a quella delle aree R1/1 e R1/2

    OBIETTIVI DI PIANO

    Conservazione, recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio

     

    PRINCIPALI

    SECONDARIE

    DESTINAZIONI D’USO

    r – tcf

    ta2 – s – tb3 – tc3 – td3 –

    m2

    TIPI DI INTERVENTO

    Veda prescrizioni particolari

     

    MODALITA’ DI

    Strumento diretto

    ATTUAZIONE

    SUE di cui agli artt. 41 bis e 43 L.R. 56/77 e s.m.i.

    INDICI URBANISTICI ED EDILIZI

    Veda prescrizioni particolari

     

    tipi di intervento

    P

    A) fabbricati principali I tipi di intervento ammesso sugli edifici principali, sono puntualmente individuati sulla

    R

    TAV. N. 4 in scala 1:1000 e sono così normati

    E

    S

    restauro e risanamento conservativo

     

    C

     

    R

    I

    Z

    I

    ha per oggetto:

    − modifiche dell’impianto distributivo interno finalizzate all’inserimento degli impianti

    tecnologici, da realizzare nel rispetto delle strutture originarie

    O

    − il consolidamento delle strutture originali, anche con tecniche e materiali innovativi

    N

    − l’eliminazione degli elementi a carattere deturpante

    I

    − la salvaguardia dei caratteri morfologici di facciata

     

    P

    ristrutturazione edilizia

    A

    R

    T

    I

    C

    O

    ha per oggetto:

    • - l’eliminazione delle aggiunte di epoca recente a carattere deturpante

    • - la modificazione della distribuzione interna

    • - integrazione delle aperture esistenti verso gli spazi pubblici con possibilità di

    L

    nuove aperture

    A

    • - demolizione e rifacimento degli orizzontamenti interni con possibilità di traslazione

    R

    della quota dei solai

    I

    • - sostituzione, tramite intervento di demolizione con ricostruzione di porzioni degradate dell’edificio e staticamente fatiscenti, senza modificazione della sagoma e dell’allineamento e con disegno dei prospetti coerente con l’insieme

    • - la conservazione delle facciate esterne prospettanti verso spazi pubblici

    42

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/3

    11.1.3

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     
    • - la conservazione dell’apparato decorativo o il ripristino dello stesso secondo le indicazioni morfologiche di cui a seguito

    • - la possibilità di elevare l’altezza dell’edificio per ottenere altezze utili interne dei vani abitabili di mt. 2,70. L’intervento dovrà garantire la continuità tipologica e formale degli edifici limitrofi. La variazione altimetrica delle nuove fronti dovrà essere contenuta entro metri uno, calcolata rispetto all’altezza preesistente dell’edificio

    riqualificazione morfologica

    L’intervento si applica agli edifici di recente formazione. La definizione dell’intervento è riportata all’art. 7.11.

    cambiamento di destinazione d’uso

    consentito per destinazioni d’uso principali e secondarie previste sia per cambio di destinazione che per riutilizzo di Sul inutilizzate

    manutenzione

    comprende gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Gli interventi devono rispettare le prescrizioni morfologiche stabilite per le presenti aree.

    area a verde privato vincolato

    Area inedificabile con vincolo del mantenimento della destinazione a parco.

    B) fabbricati secondari per i fabbricati secondari sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1-7.2-7.3-7.4-

    7.5-7.6-7.10.

    cambiamento di destinazione d’uso

    è consentito il recupero a scopo abitativo e ad usi complementari alla residenza o alle destinazioni d’uso secondarie ammesse, dei fabbricati accessori originariamente destinati ad altri usi (fienili, travate, depositi, stalle, etc.) qualora l’intervento interessi il

    corpo di fabbrica principale o contiguo ad esso, nonché gli edifici inutilizzati prospettanti su strada. In ogni caso gli interventi dovranno garantire la continuità tipologica e formale della cortina edilizia e dei prospetti affacciati sulla via pubblica. Tutti i volumi inutilizzati non originariamente destinati a residenza, non costituenti unico corpo di fabbrica con l’edificio principale o non contigui ad esso, possono essere utilizzati per usi complementari alla residenza o per destinazioni secondarie ammesse.

    interventi ammessi per I’ambito sottoposto a S.U.E. (Piano di Recupero)

    i Piani di Recupero sono sempre ammessi, nel rispetto dei seguenti indici e parametri:

    • - unità minima di intervento=1000 mq Sul

    • - interventi ammessi: artt 7.5-7.10

    • - indice di edificabilità territoriale lt 0,80 mq/mq o pari all’esistente, se maggiore,

    43

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/3

    11.1.3

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    in caso di interventi di demolizione con ricostruzione vincolata

    • - rapporto di copertura = 40% per interventi di ampliamento; 50% per interventi di demolizione con ricostruzione vincolata, se Rc preesistente superiore al

    40%

    • - distanze dalle strade: allineamenti fabbricati adiacenti, fatte salve ulteriori prescrizioni da parte del Comune

    • - Sus = veda voce specifica

    In caso di edifici fronteggianti la via pubblica, l’Amministrazione Comunale ha facoltà di richiedere che la costruzione del nuovo volume sia arretrata rispetto all’allineamento preesistente, quando si debba migliorare il grado di fruizione della viabilità, senza compromettere con tale operazione l’impianto viario esistente. in questo caso e per tale finalità (allargamento sezione stradale) l’intervento non è considerato di ristrutturazione urbanistica e non ha soglia minima di intervento. Qualora l’intervento comprenda corpi di fabbrica localizzati nella parte cortilata, è ammesso ricostruire tali volumi sul fronte strada, al fine della ricomposizione della cortina edificata

    Si intendono comunque esclusi dalla presente norma gli edifici sottoposti ad intervento di restauro e risanamento conservativo e le aree destinate a verde privato vincolato identificati nella TAV N. 4.

    adeguamento igienico- funzionale

    è concesso, una sola volta, l’ampliamento di Sul per un massimo di mq 25, per adeguamento igienico di edifici unifamiliari isolati o contigui. L’aggiunta deve avvenire preferibilmente su fronti non prospettanti la via pubblica. L’intervento, è ammesso nel caso ove non sia possibile ricorrere all’intervento di cambiamento di destinazione d’uso, o di chiusura di logge o travate esistenti.

    L’intervento di adeguamento funzionale è ammesso su tutti gli edifici principali.

    attività in contrasto

    per l’azienda agricola esistente in via Matteotti, e individuata nella TAV. N.4 con perimetro blu e identificativo numerico (6*), è ammessa la continuazione delle attività in atto con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. In caso di cessazione dell’attività in atto è ammessa la trasformazione in funzione residenziale o attività compatibili, con obbligo di S.U.E., nel rispetto dei seguenti indici e parametri:

    lt =esistente interventi ammessi 7.1-7.2-7.3-7.4-7.10 Rc= esistente Sus =dismissione pari a10mq/50mq Sul residenziale e eventuale monetizzazione restante quota 15mq/50mq Sul = dismissione o convenzionamento in uso pubblico pari a 80% di Sul terziaria = per attività tcf vedere art. 27 NTA

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    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

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    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/3

    11.1.3

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    requisiti igienico- sanitari

    per gli edifici già utilizzati ai fini residenziali, qualora non sia possibile soddisfare i requisiti di altezza utile e di aerazione e illuminazione di legge, è possibile utilizzare le altezze preesistenti, comunque non inferiori a mt.2,40 e integrare la ventilazione naturale degli ambienti con ventilazione forzata, che garantisca i valori di aerazione imposti dalle leggi di settore. Il rilascio del certificato di abitabilità è comunque subordinato al rispetto degli altri requisiti igienico- sanitari prescritti dalle leggi vigenti e giudicati idonei dalle competenti autorità sanitarie.

    aree a parcheggio privato

    per gli interventi di recupero con aumento del carico urbanistico è fatto obbligo del reperimento di aree a parcheggio privato, secondo le quantità stabilite al punto art.15. Superfici a servizi (Sus)

    - destinazione residenziale Sus 25 mq/50 mq Sul:

    dismissione o convenzionamento in uso pubblico di una quota di Sus10 mq/50 mq Sul ed eventuale monetizzazione della restante quota, pari a i Smqi5Omq Sul. Per gli interventi attuati con strumento diretto qualora gli stessi determinino superfici a Sus non funzionali è ammessa la totale monetizzazione

    destinazioni terziaria:

    Sus=80% della Sul di nuova formazione anche a seguito di cambiamento destinazione d’uso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso pubblico) delle superfici a parcheggio nella misura deI 50% di Sus, ed eventuale monetizzazione della restante quota, nei casi di dimostrata impossibilità del reperimento dello standard richiesto. Per destinazioni t3 è fatto obbligo del totale reperimento. Per interventi di cambio di destinazione d’uso con Sul max =50 mq, finalizzati all’adeguamento igienico- funzionale di attività esistenti è ammessa la totale monetizzazione Per attività tcf vedere art. 27 NTA

    requisiti morfologici

    gli interventi edilizi dovranno attenersi alle seguenti norme morfologiche:

    − rivestimenti murari a semplice intonaco tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale

    parti sfondate, ornati in risalto, cornicioni, cornici, fregi, fasce, basamenti e ogni

    altro elemento decorativo quali inferriate, ringhiere, tinteggiati in tono con quelle scelte per la facciata, in modo da realizzare una composizione cromatica armonica. Per i basamenti è ammesso il rivestimento con pietra, per un’altezza non superiore a cm.100 misurata dalla quota del marciapiede o dal piano stradale balconi realizzati in lastra e mensole di pietra o in soletta di cls a vista (spessore =

    10 cm) o in legno. parapetti del tipo “a giorno”

    serramenti in legno con chiusure pure in legno di dimensioni tradizionalmente

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    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

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    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/3

    11.1.3

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    usate elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate, accuratamente

    modalità di attuazione degli interventi

    ripristinati e conservati- superfici vetrate, a chiusura di logge esistenti, dovranno essere montate su telaio, posizionato sul filo interno del muro perimetrale dell’edificio cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame sezione

    tonda tetti a falde, con manti in coppi o tegole portoghesi, in colore rosso

    ammessa l’apertura di lucernari.

    ammessa la realizzazione n. 1 abbaino ogni mt. 5,00 di sviluppo in gronda della

    falda. Le dimensioni non dovranno superare il rapporto di 1/8 tra superficie finestrata e superficie di pavimento. recinzioni dovranno essere cieche, realizzate in muratura, con mattoni facciavista

    superficie intonacata le aree libere dovranno essere sistemate contemporaneamente alla sistemazione

    dell’edificio, con obbligo di presentare unitamente al progetto principale delle opere edilizie, il progetto di sistemazione delle aree libere. Le eventuali baracche o tettoie precarie esistenti dovranno essere demolite.

    • a. strumento diretto per:

     

    i tipi di intervento ammesso sui fabbricati principali e secondari

    • b. concessione convenzionata di cui al 5° comma art . 49 L.R. 56/77 e s.m.i., per

    interventi con Sul maggiore di 500 mq

    • c. SUE. per interventi con Sul maggiore di 1000 mq

    • d. qualora gli interventi di demolizione e ricostruzione prescritti per gli edifici sulla via

    Marconi prevedessero l’arretramento dei fili di fabbricazione, essi configurerebbero ambiti di ristrutturazione urbanistica da sottoporre a Piano di Recupero al fine di

    salvaguardare un assetto coerente della cortina edilizia e delle tipologie in essa presenti.

     

    modificazione e valenza prescrittiva dei tipi di intervento

    I tipi di intervento individuati sulla TAV.N.4 e quelli disciplinati dalle “prescrizioni particolari per singoli immobili” in coda al presente articolo possono essere modificati attivando le procedure di cui al 9 comma art.17 L.R. 56/77 e s.m.i. anche per la parziale ridefinizione di parametri edilizi, modalità operative e requisiti morfologici, ferme restando le destinazioni d’uso e le quantità di SUL previste dalla norma vigente, che possono essere modificate solo con trasferimenti di capacità edificatoria. In ogni caso, e per qualsiasi edificio, la deliberazione deve essere assunta dal Consiglio Comunale con il parere favorevole della Commissione Edilizia e dell’Ufficio Tecnico, che formulano le proprie valutazioni sulla base di un dettagliato progetto, esteso a tutto il fabbricato per il quale si richiede il cambio di intervento; tale progetto, corredato di eventuali ulteriori prescrizioni, costituisce parte integrante della deliberazione consiliare e assume valore normativo rispetto alle modalità esecutive e al prodotto edilizio dell’intervento. Si precisa che il tipo di intervento ammesso si intende quello ammesso a maggior profondità e, pertanto, sono ammessi anche i tipi di intervento antecedenti a quello indicato, secondo l’ordine crescente riportato all’art. 7.

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    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/3

    11.1.3

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

    Prescrizioni particolari per singoli immobili L’ambito individuato sulla Tav. N°4 mediante perime tro grigio e identificativo
    Prescrizioni particolari per singoli immobili
    L’ambito individuato sulla Tav. N°4 mediante perime tro grigio e identificativo numerico
    (7*) in via Marconi, 26 è soggetto a S.U.E. (Piano di Recupero) alle prescrizione
    descritte nell’apposita scheda grafica SC.AMB.4 in allegato alle NTA ed ai parametri
    urbanistici ed edilizi seguenti:
    − Intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione dei fabbricati minori
    e recupero delle SUL per l’ampliamento della manica del corpo di fabbrica
    principale
    Recupero della SUL esistente secondo art.3 3.1.6 delle NTA
    Destinazioni d’uso residenziale
    SUL max esistente come calcolata art.3 3.1.6 delle NTA
    SUS per uso residenziale dismessa in fregio alla via come da scheda grafica
    per parcheggio pubblico e verde
    SUS per cambi di destinazione d’uso a residenza 25/50 mq di cui 10/50 mq
    dismessa ad uso pubblico e 5/50 mq monetizzabile
    Parcheggio privato residenza al piano interrato, nelle modalità previste dalle
    norme per la classe idrogeologica di appartenenza, fino al raggiungimento
    delle quantità espresse all’art.15.2 delle NTA.
    Numero piani f.t. 3 per il corpo di fabbrica principale e piani f.t.2 per il restante
    corpo di fabbrica
    Rapporto di copertura massimo = 50%
    Hf max = 9,50 m
    Obbligo del mantenimento del filo di costruzione a filo strada della copertura
    esistente mediante la ricostruzione a semplice tettoia di tipo tradizionale su
    pilastri di sostegno in muratura
    Obbligo dell’allineamento al filo interno all’isolato per la giacitura consolidata di
    corpi di fabbrica di antica formazione
    verde privato su terrapieno o su soletta minimo 20% della superficie
    complessiva
    requisiti morfologici
    rivestimenti murari a semplice intonaco
    tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale
    basamenti rivestiti con pietra per un’altezza non superiore a cm.100 misurata
    dalla quota del marciapiede o dal piano di campagna.
    balconi realizzati in lastra e mensole di pietra (spessore = 10 cm) .
    parapetti del tipo “a giorno” in bacchette di ferro lavorati a semplice disegno
    serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni
    tradizionalmente usate
    cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a sezione
    tonda
    tetti a doppia falda, con manto in coppi alla piemontese
    camini e altri additamenti delle coperture in mattone a vista con tipologia
    tradizionale
    ammessa l’apertura di lucernari sulle falde verso strada
    ammessa solo per il corpo di fabbrica principale la realizzazione di abbaini
    verso secondo cortile posteriore
    la recinzione, se necessaria, dovrà prevedere una zoccolatura muraria di 80
    cm e soprastante opera in ferro a giorno

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    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/3

    11.1.3

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

       

    le superfici libere e in dismissione pavimentate dovranno essere realizzate in

    pietra naturale la ricostruzione della tettoia in fregio alla via dovrà essere realizzata con tecniche tradizionali, struttura della capriate, orditura principale e secondaria in legno a vista, copertura in coppi alla piemontese e pilastri di sostegno in mattoni pieni a vista; il passo dei pilastri dovrà consentire l’ingresso agevole ai parcheggi pubblici

    I nuovi edifici dovranno recepire le valutazioni della C.I.E. per un corretto inserimento dei volumi, delle caratteristiche compositive dei fronti, nel contesto che si intende riqualificare.

    L’immobile individuato nella Tav. n. 4 con perimetro grigio e identificativo numerico (8*) è soggetto a intervento di ristrutturazione edilizia da attuarsi con permesso di costruire convenzionato nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

    arretramento del fianco del corpo di fabbrica che determina la strettoia di Via Caselle alla confluenza in Piazza Dogali, in modo da garantire una sezione di sedime stradale di m 10,00, misurati radialmente rispetto all’edificio esistente sul lato opposto di Via Caselle, − possibilità di realizzare l’ampliamento igienico funzionale una-tantum di mq 25,00 per l’edificio principale prospiciente Piazza Dogali, oltre al recupero della volumetria sottratta dall’arretramento, − monetizzazione delle superfici per standard. Con intervento diretto sono ammissibili la manutenzione straordinaria e la ristrutturazione esclusivamente finalizzata al recupero abitativo dei fabbricati senza modifiche di sagoma, ad eccezione di eventuali interventi sulle coperture (per realizzare abbaini, uniformare le pendenze, adeguare gli sporti, coprire il terrazzo) purché non vengano innalzate le quote di colmo esistenti.

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    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/4

    11.1.4

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

    CARATTERISTICHE

    edifici e complessi edificati costituenti l’antico sistema insediativo, limitrofi o inglobati nell’espansione urbana, che pur

     

    DELL’AREA

    non presentando significativi valori storico- documentari, rivestono carattere di testimonianza storica del passato.

    OBIETTIVI DI PIANO

    salvaguardia dell’aspetto planovolumetrico e di eventuali elementi morfologici tipizzanti, senza imposizione di rigido rispetto delle preesistenze.

    DESTINAZIONI D’USO

    PRINCIPALI

    SECONDARIE

    r

    Pa1 – ta1 – tcf - m2

    TIPI DI INTERVENTO

    Veda prescrizioni particolari

     

    MODALITA’ DI

    Strumento diretto

    ATTUAZIONE

    S.U.E. art. 43 L.R. 56/77 e smi

    INDICI URBANISTICI ED EDILIZI

    Veda prescrizioni particolari

     

    Interventi ammessi e modalità di attuazione:

     
    • a) con strumento diretto:

    interventi di cui agli artt 7.1-7 2-7.3-7.4-7.6-7.7.2-7.10.

    P

    L’intervento di ampliamento (7.7.2) ai soli fini residenziali è ammesso sino ad un

    R

    max del 20% della Sul esistente, sino ad una concorrenza max di 150 mq di Sul e

    E

    nel rispetto dell’altezza preesistente.

    S

    C

       

    R

    I

    • b) con S.U.E. o concessione convenzionata obbligatorio per interventi di recupero con edificabilità superiore a 500 mq di Sul

    Z

    interventi di cui agli artt. 7.8 -7.10.

    I

    O

    Le eventuali aziende agricole in attività alla data di adozione del Progetto Preliminare del

    N

    P.R.G., esistenti all’interno delle presenti aree sono sottoposte all’osservanza delle

    I

    norme di cui alle aree a1/1 art. 11.19.4 delle presenti norme.

     

    P

    superficie a servizi Sus

    A

    R

    T

    I

    • - destinazioni residenziali e pa1 Sus = 25 mq/50 mq Sul;

    • - dismissione di 10 mq /50mq Sul ed eventuale monetizzazione della restante quota 15mq/50mq Sul

    C

    O

    destinazioni terziaria:

    L

    A

    Sus=80% della Sul di nuova formazione anche a seguito di cambiamento destinazione

    R

    d’uso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso pubblico) delle superfici

    I

    a parcheggio nella misura del 50% di Sus, ed eventuale monetizzazione della restante quota, nei casi di dimostrata impossibilità del reperimento dello standard richiesto. Per interventi di cambio di destinazioni d’uso con Sul max=50 mq, finalizzati all’adeguamento igienico-funzionale di attività esistenti è ammessa la totale monetizzazione

    49

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE

    R 1/4

    11.1.4

    A

    DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

     

    per attività tcf vedere art.27 NTA

    Per il fabbricato denominato “Cascina Reisina”, ricompreso nell’elenco di cui all’art. 24 sono ammessi i seguenti interventi:

    -

    interventi previsti dall’allegato al regolamento edilizio denominato Catalogo dei beni culturali architettonici – indicazione di comportamento al fine della loro tutela e valorizzazione.

    50

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI

    R 2/1

    11.2.1

    A

    CONSERVAZIONE URBANISTICA

    CARATTERISTICHE

     

    parti del territorio quasi totalmente edificate, il cui tessuto

     

    DELL’AREA

    edilizio è di epoca recente e in cui non sussistono valori architettonico- ambientali da salvaguardare

    OBIETTIVI DI PIANO

     

    conservazione, adeguamento del patrimonio edilizio di recente costruzione, rinnovo e sostituzione di edifici fatiscenti, completamento edificatorio

       

    PRINCIPALI

    SECONDARIE

    DESTINAZIONI D’USO

       

    r – tcf1

    Pa1- tcf- ta2-tb2-tc2-td2 -

       

    (1)

    Solo nelle localizzazioni e addensamenti commerciali

    m2

    TIPI DI INTERVENTO

     

    7.1-7.2-7.3-7.4-7.5-7.6-7.7-7.8-710

     

    MODALITA’ DI

       

    ATTUAZIONE

    Veda prescrizioni particolari

     

    INDICI URBANISTICI ED EDILIZI

    Strumento diretto It = -mq/mq If = 0,35 mq/mq Rc = 30% Sc/Sf H =10,50 mt. o preesistente n. pft = 3 Sus = veda prescrizioni specifiche

    S.U.E. It = If = 0,35 mq/mq

    P

    capacità edificatoria la nuova Sul realizzabile dovrà essere determinata scomputando quella preesistente

    seguenti norme:

    • - max ampliamento concedibile = 20% Sul esistente alla data di adozione del Progetto

    R

    sull’area. Per edifici principali esistenti a destinazione residenziale o mista, sino a n 2

    E

    unità immobiliari (massimo 250 mq Sul) e con esclusione dei locali e dei fabbricati

    S

    accessori, qualora l’applicazione dell’lf non sia sufficiente per il miglioramento igienico-

    C

    R

    I

    Z

    funzionale dell’edificio, è concesso, una sola volta, l’ampliamento nel rispetto delle

    I

    Preliminare di P.R.G. e comunque per una Sul di nuova edificazione 50 mq,

    O

    • - min ampliamento concedibile 25 mq, anche se eccedenti il 20% della Sul esistente

    N

    I

    superfici a servizi (Sus) destinazione residenziale Sus = 25 mq/35 mq Sul:

     

    P

    dismissione o convenzionamento in uso pubblico di una quota di Sus = 10 mq/35 mq Sul

    A

    all’interno dell’area di intervento, ed eventuale monetizzazione della restante quota, pari

    R

    a 15mq/35mq Sul. Per gli interventi attuati con strumento diretto, qualora gli stessi

    T

    determinino superfici a Sus non funzionali, è ammessa la totale monetizzazione.

    I

    C

    Destinazione commerciale (tcf) Sus=100% Sul per interventi di cui art.13, 3° comma,

    O

    lett.g LUR di cui 50% a parcheggio pubblico e verifica posti parcheggio art.27 NTA

    L

    A

    Destinazione commerciale (tcf) Sus=80% Sul per interventi di cui art.13, 3° comma,

    R

    lett.e-f LUR di cui 50% a parcheggio pubblico e verifica posti parcheggio art.27 NTA

    I

    destinazioni d’uso secondarie:

     

    Sus

    80%

    della

    Sul

    di

    nuova formazione anche a seguito di cambiamento

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI

    R 2/1

    11.2.1

    A

    CONSERVAZIONE URBANISTICA

    destinazione d’uso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso pubblico) delle superfici a parcheggio nella misura
    destinazione d’uso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso
    pubblico) delle superfici a parcheggio nella misura del 50% di Sus, ed eventuale
    monetizzazione della restante quota.
    Per attività tcf vedere art.27 NTA
    Per
    interventi di cambio di destinazione d’uso
    con
    Sul
    max
    =
    50
    mq, finalizzati
    all’adeguamento
    igienico-
    funzionale
    di
    attività
    esistenti
    è
    ammessa
    la
    totale
    monetizzazione Le superfici a servizi potranno essere monetizzate qualora venga del
    loro reperimento.
    interventi di recupero del patrimonio edilzio di antica formazione
    A per interventi finalizzati ad un rinnovo del patrimonio edilizio di antica formazione
    esistente, si applicano le seguenti norme:
    lt/lf = esistente
    Sus = veda voce specifica
    Rc = 40% o preesistente, se maggiore, e comunque fino a max Rc=50% H= 10,50
    mt. o preesistente, se maggiore
    tipo di intervento: 7.8
    L’intervento di recupero dovrà prevedere la salvaguardia di eventuali elementi
    tipologici dell’architettura tradizionale locale, ritenuti significativi a giudizio della
    C.l.E ..
    Sono classificati di antica formazione tutti gli edifici che datano epoca di costruzione
    antecedente aI 1942 e che non hanno subito trasformazioni tali da renderli non
    identificabili con gli elementi architettonici della tradizione locale.
    B Nel caso di lotti liberi edificabili interclusi, appartenenti alla stessa area normativa e
    limitrofi a complessi d antica formazione, la capacità edificatoria calcolata con if=
    0,35 mq/mq potrà essere utilizzata per la ristrutturazione con ampliamenti dei
    medesimi nel rispetto di:
    -
    la salvaguardia di eventuali elementi tipologici dell’architettura tradizionale locale,
    ritenuti significativi a giudizio della C.l.E.
    -
    h max come edifici principali esistenti
    -
    RC max 50% o maggiore se preesistente, del lotto strettamente di pertinenza dei
    fabbricati di antica formazione.
    C
    modalità attuativa:
    S.U.E. ( se > di 1000 mq SUL)
    Permesso di costruire convenzionato ( se < di 1000 mq SUL)
    interventi di riqualificazione urbana
    per gli interventi di riqualificazione urbana, finalizzati alla realizzazione di unitarietà
    compositiva e relativi a vuoti urbani costituiti da reliquati fondiari che non siano già stati
    utilizzati e comunque frazionati antecedentemente alla data di adozione del Progetto
    Preliminare di PRG, si applicano le seguenti norme:
    It = 0,35 mq/mq
    lf = 0,50 mq/mq
    Sus = veda voce specifica
    H = H fabbricati limitrofi o 10,50 mt tipo di intervento 7.7 - 7.8
    modalità attuativa = S.U.E.
    Capacità edificatoria:
    è consentito trasferire sull’area oggetto di intervento la capacità edificatoria teorica
    costituita dalla differenza tra la Sul calcolata sulla base dell’indice di edificabilità

    ARTICOLO

     

    A

    DENOMINAZIONE

    CODICE

     

    R

       

    E

    AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI

    R 2/1

    11.2.1

    A

    CONSERVAZIONE URBANISTICA

     

    territoriale lt e la Sul max consentita attraverso l’applicazione dell’indice di edificabilità fondiaria If, acquisendolo dagli ambiti destinati dal PRG ad attrezzature di cui aIl’art.21 punto 1) L.R.56/77 e s.m.i.

    La capacità edificatoria dell’area a servizi assume indice territoriale lt=0,35 mq/mq. per:

    • a) Sus localizzate nell’ambito urbanistico di appartenenza individuato all’art. 11.14

    • b) Sus appartenenti all’area polifunzionale di via Volpiano.

    Le Sus localizzate in aree esterne agli ambiti di cui alle lett a) e b) assumono indice<