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INDICE

INDICE
TITOLO I NORME SPECIFICHE DI AREA

ART.1

CONTENUTI DEL P.R.G.

ART.2

ELABORATI DEL P.R.G.

ART.3

INDICI URBANISTICI ED EDILIZI

ART.4

LIMITI DI DISTANZA NELLUBICAZIONE DEI FABBRICATI

10

ART.5

FASCE E ZONE DI RISPETTO E LORO UTILIZZAZIONE

12

ART.6

AMBITI SOTTOPOSTI A VINCOLO AUTORIZZATIVO

13

ART.7

TIPI DI INTERVENTO URBANISTICO-EDILIZIO

14

ART.8

MODALITA DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI DEL P.R.G. E


MODALITA DI ACQUISIZIONE DELLE AREE PER SERVIZI

16

ART.9

DESTINAZIONI DUSO DEL SUOLO E COMPATIBILITA LOCALIZZATIVA

19

ART.10

CLASSIFICAZIONE ED INDIVIDUAZIONE DELLE AREE NORMATIVE

25

TITOLO II NORME SPECIFICHE DI AREA

28

ART.11

29

NORME SPECIFICHE DI AREA

TITOLO III NORME PARTICOLARI

137

ART.12

CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA PER LEDIFICAZIONE

138

ART.13

EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

138

ART.14

TUTELA E PROTEZIONE IDROGEOLOGICA DEGLI INSEDIAMENTI

138

ART.15

SISTEMAZIONE DELLE AREE LIBERE DI PERTINENZA

126

ART.16

BASSI FABBRICATI DESTINATI AD AUTORIMESSA E DEPOSITO,


RECINZIONI, OPERE MINORI, ATTREZZATURE RICREATIVE E PRIVATE

139

STAZIONI DI SERVIZIO E RIFORNIMENTO CARBURANTI


E IMPIANTI DI AUTOLAVAGGIO

144

ART.18

LOCALI SOTTOTETTO, SOPPALCHI

145

ART.19

DECORO DELLAMBIENTE URBANO

145

ART.20

TUTELA DEL SUOLO E DELLAMBIENTE NATURALE

145

ART.17

ART.21

DESTINAZIONI DUSO

148

ART.22

BONIFICA AMBIENTALE

148

ART.23

INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE

148

ART.24

TUTELA E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO CULTURALE

149

ART.25

PRESCRIZIONI OPERATIVE PER LA TUTELA E PROTEZIONE


IDROGEOLOGICA DEGLI INSEDIAMENTI

149

SITI PER LA LOCALIZZAZIONE DI TRALICCI E ANTENNE


PER LA TELEFONIA MOBILE

154

ATTIVITA DI COMMERCIO AL DETTAGLIO IN SEDE FISSA

154

ART.26

ART.27
ALLEGATI

172

ALLEGATO 1:

APPENDICE ALLART. 3.1.6

ALLEGATO 2:

SIMULAZIONE PER IL CALCOLO DELLE SUPERFCI A PARCHEGGIO


EX ART. 27 DELLE N.d.A.

ALLEGATO 3:

ILLUSTRAZIONE DELLE CARATTERISTICHE FISICHE DELLE SEZIONI STRADALI


RICORRENTI

ALLEGATO 4:

SC. AMB. 1

ALLEGATO 5:

SC. AMB. 2

ALLEGATO 6:

SC. AMB. 3

ALLEGATO 7:

SC. AMB. 4

ALLEGATO 8:

SC. AMB. 5

ALLEGATO 9:

SC. AMB. 6

TITOLO I - NORME GENERALI

TITOLO I NORME GENERALI

ART.1

CONTENUTI DEL P.R.G.

II presente PIANO REGOLATORE GENERALE costituisce REVISIONE delle prescrizioni normative e


cartografiche del P.R.G. approvato con D.G.R. 20.7.1982 n.179/17823, ed formato, adottato ed
approvato secondo i disposti di cui al 3 comma art . 17 L.R. 56/77 e s.m.i..
Esso mantiene la sua efficacia, nei confronti di chiunque, fino alla approvazione di successive varianti
parziali o generali.
Le presenti norme costituiscono parte integrante del Piano Regolatore Generale, integrano le
prescrizioni topografiche indicate in cartografia per mezzo di apposita simbologia e, nel caso di
difformit, prevalgono rispetto ad esse.

ART.2

ELABORATI DEL P.R.G.

II presente P.R.G. costituito dai seguenti elaborati:


A. Relazione Illustrativa
B. Allegati Tecnici, comprendenti:
a)
rappresentazioni cartografiche:
1/1 - area di antica formazione: classificazione dei fabbricati
1/2 - area di antica formazione: destinazioni d'uso in atto dei fabbricati
1/3 - area di antica formazione: n. piani fuori terra dei fabbricati
1/4 - area di antica formazione: stato di conservazione dei fabbricati
1/5 - area di antica formazione: classificazione dei fabbricati accessori
2 - infrastrutture tecniche
b)
-

analisi di settore
struttura e dinamica economico-demografica
dotazione di attrezzature e servizi pubblici e fabbisogno d'intervento
stato di fatto degli insediamenti esistenti e uso del suolo in atto
beni culturali e ambientali
assetto spaziale del commercio

c)

analisi di soglia

d)

scheda quantitativa dei dati urbani secondo il modello fornito dalla Regione Piemonte.

C. Tavole di Piano, comprendenti:


TAV. 1 - Assetto territoriale
TAVV. N. 2/1-2/2-2/3 - Assetto generale del Piano
TAVV. dal N. 3.1 al N. 3.16 - Aree Urbanizzate e Urbanizzande
TAV. N. 4 - Aree R1/1, R1/2, R1/3 tipologie di intervento
LEGENDA TAVV. N. 3

1:25.000
1:5.000
1:2.000
1:1.000

D. Norme di Attuazione costituite dal presente documento


E. Relazione geologica e relativi allegati cartografici, comprendenti:
TAV.N.1 - Carta geologica e morfologica
TAV.N.2 - Carta geoidrologica
TAV.N.3 - Carta dellidrografia superficiale e delle aree inondate al 1994
TAV.N.4 - Carta del dissesto in atto e potenziale
4

1:10.000
1:10.000
1:10.000
1:10.000

TITOLO I NORME GENERALI

TAV.N.5 - Carta di sintesi della pericolosit geologica e dell'idoneit all'uso urbanistico


1:10.000
TAV.N.6 - Ubicazione delle prove penetrometriche e dinamiche e loro rappresentazione 1:10.000
Allegato "A" alle NTA - Prescrizioni operative per la tutela e protezione idrogeologica degli insediamenti
F. Elaborato geologico- tecnico relative alle aree interessate da nuovi insediamenti
G. Elaborato grafico "Interventi di miglioramento strutturale del reticolato idrico: ricaduta urbanistica"
e relativa Relazione.
Gli elaborati di cui alle lett. A e B hanno titolo illustrativo, quelli alle lett. C, D, E, F, G hanno carattere
prescrittivo.
Si precisa che in caso di dubbia interpretazione delle Tavole di Piano, fa sempre testo la Tavola a
scala pi dettagliata.

ART.3
3.1

INDICI URBANISTICI ED EDILIZI


Per I'attuazione del P.R.G. si fa riferimento alle seguenti definizioni:

3.1.1 St = superficie territoriale (mq) Comprende tutta la superficie delle aree utilizzabili per
I'edificazione, ad esclusione delle aree gi occupate da opere di urbanizzazione primaria,
secondaria, indotta, o la cui capacita edificatoria sia gi stata utilizzata.
3.1.2 Sf = superficie fondiaria (mq) E' la superficie di pertinenza delle costruzioni misurata al netto
delle aree che il Piano Regolatore o lo strumento urbanistico esecutivo destinano ad opere di
urbanizzazione primaria, secondaria o indotta.
La superficie compresa tra I'allineamento stradale esistente e quello previsto e la porzione di
superficie fondiaria destinata a servizi, partecipa alla formazione delle quantit edificabili, nel
rispetto dell'indice urbanistico dellarea di competenza.
Le aree occupate dalla viabilit pubblica o di uso pubblico (strade vicinali esistenti e viabilit
privata a servizio di pi insediamenti) non cartograficamente individuate sulle Tavole di PRG,
non sono computabili ai fini del calcolo della Sf.
3.1.3 S = superficie edificabile (mq)
Rappresenta la massima superficie utile lorda edificabile su una determinata area o ambito ed
e data dal prodotto della superficie territoriale o fondiaria per i rispettivi indici di edificabilit.
3.1.4 It = indice di edificabilit territoriale (mq/mq)
Esprime la massima superficie utile lorda edificabile per ogni metro quadro di superficie
territoriale.
3.1.5 If = indice di edificabilit fondiaria (mq/mq)
Esprime la massima superficie edificabile utile lorda per ogni metro quadrato di superficie
fondiaria.
3.1.6 Sul = superficie utile lorda (mq)
Viene usata per normare la massima superficie di solaio edificabile. Rappresenta la somma
delle superfici di tutti i piani fuori ed entro terra, misurata al lordo di tutti gli elementi verticali
(murature di vani ascensori, scale, etc.).
Dal computo della superficie utile lorda sono esclusi:
a)

i porticati, le logge ed i terrazzi ad esclusivo uso privato, i balconi, rispetto, comunque,


delle norme sulle distanze;

b) i porticati, i pilotis e i vani scala di uso comune;


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TITOLO I NORME GENERALI

c) i piani pilotis e i vani scala si considerano di uso comune qualora siano al servizio di pi
di quattro unit abitative;
d) i porticati, anche di uso esclusivo, con altezza media netta interna inferiore a 2,4 m;
e) le superfici afferenti i locali destinati alla installazione di impianti tecnologici (di
riscaldamento e condizionamento, cabine elettriche, locali macchina ascensori, etc.) nei
limiti strettamente indispensabili alla funzionalit dellimpianto;
f)

le superfici dei locali interrati, destinati a servizi ed accessori al solo uso principale
residenziale (autorimesse, cantine, locali tavernetta, depositi, ecc.), utilizzati ad uso
saltuario e non permanente e che non presentino requisiti di abitabilit, in particolare per i
rapporti aero-illuminanti delle aperture, ma solo di usabilit;

g) le superfici dei locali accessori al solo uso principale residenziale, che non emergono pi
di mt.1,50, misurati alla quota del primo piano fuori terra rispetto alla quota del terreno
preesistente, e contenuti allinterno dellimpronta a terra delledificio servito;
h) i locali accessori al solo uso principale residenziale, ricavati al livello di cortile ribassato e
aventi altezza utile non superiore a mt. 2,40, contenuti allinterno dellimpronta a terra
delledificio principale;
i)

i locali autorimessa pertinenziale di edificio con pi di 4 unit abitative, con accesso da


cortile ribassato ed emergenti non pi di mt. 1,50 rispetto alla quota del terreno
preesistente;

j)

i locali accessori al solo uso principale residenziale, emergenti fuori terra con altezza utile
non superiore a mt. 2,40 contenuti allinterno dell'impronta a terra dell'edificio soprastante
e al di sotto del piano abitabile;

k) lo spessore dei tamponamenti perimetrali degli edifici superiore a cm 30, quando


laumento sia finalizzato, sulla base di specifica dimostrazione, a determinare una miglior
soluzione di isolamento e nel rispetto, comunque, delle norme sulle distanze;
l)

i sottotetti dei nuovi edifici, compresi i rifacimenti a seguito di ricostruzione del tetto, che
abbiano le seguenti caratteristiche:
unaltezza utile inferiore a mt. 2,70, misurata allintradosso del colmo del tetto;
aperture verso lesterno non superiori a 1,5 mq ciascuna;
superficie complessiva delle aperture non superiore a 1/20 del pavimento;
terrazzini, di larghezza max. 2,00 m, entro la sagoma del tetto;
abbaini di larghezza massima 2 m;
per i vani a cui si accede mediante scale indipendenti dallunit immobiliare
sottostante deve essere prodotto atto di vincolo di pertinenzialit con lunit abitativa
sottostante;
i locali sottotetto siano contenuti nella sagoma delledificio;

m) per gli edifici esistenti, nel caso di demolizione e ricostruzione, di ristrutturazione le


superfetazioni, i locali ricavati da copertura di cortili, le tettoie aperte o chiuse
precariamente, e i locali interrati;
n) le superfici accessorie alla residenza (prive di requisiti di abitabilit cos come definita per
i sottotetti sopra descritti) derivanti da divisioni di tettoie aperte esistenti, per le quali si
trascrivano appositi atti di vincolo per lunit immobiliare servita cos come nel caso delle
cantine;
o) le superfici dei locali interrati, destinati ad autorimessa privata pertinenziale all uso
principale non residenziale, nel limite di 1 mq ogni 3,5 mq. di SUL, con altezza utile
massima di 2,4 m. o fino a 3 m. in caso di motivata necessit (rimessa camper, furgoni
ecc.);
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TITOLO I NORME GENERALI

p) le superfici dei locali, che non emergono pi di mt. 1,50, misurati alla quota del primo
piano fuori terra rispetto alla quota del terreno preesistente, e contenuti allinterno
dell'impronta a terra dell'edificio servito , destinati ad autorimessa privata pertinenziale all
uso principale non residenziale, nel limite di 1 mq ogni 3,5 mq. di SUL.;
q) le superfici dei locali interrati o seminterrati, accessori ad attivit non residenziale come
spogliatoi e servizi igienici, di dimensione commisurata alla dimensione dellattivit, previo
nulla osta ASL, senza presenza continuativa di persone.
r) le superfici delle scale interne ai capannoni industriali sono escluse dal calcolo della Sul
nel caso in cui siano costruite a giorno e quindi non costituiscano un vano a s stante
allinterno delledificio industriale.
Ai fini della trasformazione di destinazione duso connessa al recupero di edifici preesistenti di
antica formazione, si considera Sul preesistente alla data di adozione del Progetto Preliminare
del PRG, quella coperta chiusa da tre lati con elementi costruttivi strutturali e di tamponamento
permanenti (muratura di mattoni o in pietra) e di buona consistenza.
Viene considerata acquisita la Sul determinabile dal volume teorico avente altezza
convenzionale media di mt. 3,00 o multiplo, calcolata come da schema riportato nella
appendice allart. 3.1.6.
Detta Sul acquisita potr essere riplasmata all'interno dei volumi esistenti, seguendo le norme
del presente articolo e del regolamento edilizio come nel caso di nuova costruzione (per
quanto attiene alle quantit) e senza sostanziali modificazioni delle originarie caratteristiche
formali e tipologiche, sia delledificio principale sia delle pertinenze.
Nel recupero funzionale dei rustici, i disposti della L.R. n 9 29/4/2003 (B.U.R n 19 8/5/03)
prevalgono sulle NTA e regolamenti edilizi.
NORMA DI CONVERSIONE
Per gli edifici realizzati in base ad indici volumetrici o a seguito dellottenimento di condoni
edilizi la Sul acquisita data dal rapporto tra il volume legittimato esistente e laltezza
convenzionale di mt. 3.00.
Per gli edifici realizzati in base al rapporto di copertura, la Sul esistente viene determinata con i
parametri stabiliti per la Sul di nuova edificazione, comprendendo locali mansardati e
seminterrati emergenti fuori terra.
Eventuali bassi fabbricati aventi le caratteristiche di cui allart. 16.1 non saranno computati
come Sul fino ad una concorrenza pari a mq. 36 per unit immobiliare.
3.1.7 Sus = superficie per opere di urbanizzazione (mq).
Comprende le aree destinate alle seguenti attrezzature:
r) attrezzature al servizio delle residenze, di cui alla lett. a) art. 21 L.R. 56/77;
s) attrezzature al servizio di insediamenti produttivi, di cui alla lett. b) art. 21 LR. 56/77;
t) attrezzature al servizio di insediamenti commerciali e direzionali, di cui alla lett. c) art. 21
LR. 56/77.
3.1.8 Sc = superficie coperta (mq)
E la superficie compresa nella proiezione sul terreno del massimo perimetro esterno delle
costruzioni. Nel computo della superficie coperta sono compresi i porticati, tettoie, logge, ecc.,
ed esclusi solamente cornicioni, balconi, pensiline aggettanti non pi di mt. 1,50 e il 50% delle
superfici coperte da pannelli fotovoltaici o solari o da fonti rinnovabili in genere.
In caso di maggior sporgenza la Sc sar conteggiata sull'intera proiezione.
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TITOLO I NORME GENERALI

3.1.9 Su = superficie utile di calpestio o abitabile


Si intende la superficie di pavimento misurata al netto di murature, pilastri, sguinci e vani porte
e finestre, di eventuali scale interne, di logge e di balconi.
3.1.10 Rc (Sc/Sf) = rapporto di copertura (%)
II rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria.
3.1.11 Si = superficie libera
Si intende la superficie inedificata di pertinenza del fabbricato.
3.1.12 Hf = Altezza dei fronti della costruzione.
Si definiscono fronti le proiezioni ortogonali delle singole facciate della costruzione, compresi
gli elementi aggettanti o arretrati e la copertura.
Si assume come altezza di ciascun fronte della costruzione la differenza di quota, misurata in
metri [m], tra l'estradosso dell'ultimo solaio - ovvero tra il filo di gronda della copertura se a
quota pi elevata rispetto ad esso - ed il punto pi basso della linea di spiccato; parapetti chiusi
o semiaperti, realizzati con qualsiasi tipo di materiale, non rientrano nel computo se di altezza
inferiore o uguale a 1,10 m.
L'ultimo solaio quello che sovrasta l'ultimo spazio abitabile o agibile - ivi compresi i sottotetti
che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati abitabili o agibili - con
esclusione dei volumi tecnici.
Il filo di gronda dato dall'intersezione della superficie della facciata con il piano orizzontale
tangente al punto pi basso della parte aggettante della copertura; nel caso in cui la facciata e
la copertura siano raccordati con elementi curvilinei od altro, l'intersezione di cui sopra
rappresentata da una linea virtuale. La linea di spiccato data dall'intersezione della
superficie del terreno naturale o del terreno sistemato, se a quota inferiore, con la superficie
della facciata della costruzione, escluse le parti prospicienti a rampe, scale e viabilit privata di
accesso ai piani interrati. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale o
presenti andamento complesso con parti a diverse sezioni verticali, l'altezza virtuale della linea
di estradosso rispetto al piano di calpestio sottostante, convenzionalmente ricavata dividendo
il volume dell'ultimo spazio di cui al comma 3 (comprensivo degli spessori dei tamponamenti
laterali e dell'ultimo solaio) per la superficie utile lorda corrispondente, al netto di eventuali
soppalchi; l'altezza virtuale di cui sopra sommata alla differenza di quota tra il piano di
calpestio citato ed il punto pi basso della linea di spiccato l'altezza di ciascun fronte. Dal
computo dell'altezza dei fronti sono escluse le opere di natura tecnica che necessario
collocare al di sopra dell'ultimo solaio, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle
scale, camini, torri di esalazione, ciminiere, antenne, impianti per il riscaldamento e/o la
refrigerazione, impianti per l'utilizzo di fonti energetiche alternative.
3.1.13 H = altezza della costruzione (mt)
L'altezza della costruzione, misurata in metri [m], la massima tra quelle dei fronti, determinate
ai sensi del precedente art. 3.1.12
II piano di calpestio esterno pu essere raccordato con il piano del sedime stradale e/o delle
banchine pedonali, con la relativa quota fissata dal Comune in e con i terreni limitrofi, con
riporti di terra aventi pendenza non superiore al 10%, con un massimo di mt. 1,50, in presenza
di piani o pareti totalmente interrati.
In presenza di 1 piano fuori terra con Hu non supe riore a mt. 2,40, non applicabile il
disposto normativo di cui al precedente comma (raccordo piano stradale), se non in presenza
di condizioni di pericolosit geologica, documentate da specifica relazione redatta da tecnico
qualificato.
Per i bassi fabbricati da costruire a confine, qualora la quota dei fondi confinanti sia diversa,
ammessa una tolleranza del 10% dell'altezza massima realizzabile, misurata a partire dalla
quota altimetrica del fondo pi basso.
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TITOLO I NORME GENERALI

3.1.14 la = indice di ampliamento (%)


La percentuale tra la superficie utile lorda aggiungibile nel corso di una sistemazione o
ricostruzione parziale o totale e la superficie utile lorda preesistente di un fabbricato.
3.1.15 pft = piani fuori terra (n.)
II numero dei piani abitabili interamente fuori terra, conteggiabili sul prospetto pi alto
delledificio. Dal computo escluso il piano sottotetto abitabile.
3.1.16 D = distanze dai confini
Distanza dal limite della superficie coperta, con esclusione di fregi, cornicioni, pensiline,
balconi, scale a giorno, bowindow, aggettanti per una misura non superiore a mt 1,50.
3.1.17 cs = confine stradale
Limite della propriet stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle fasce di esproprio
del progetto approvato; laddove la strada non sia ancora stata dismessa il confine costituito
dal ciglio esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata
se la strada in rilevato o dal ciglio superiore della scarpata se la strada in trincea.
3.1.18 Hu= altezza utile
La distanza minima intercorrente tra la quota del pavimento finito e lintradosso dellimposta del
soffitto. Per i locali con soffitto a volta laltezza utile data dalla media tra Hu allimposta e Hu
in chiave; nel caso di travetti multipli o a cassettoni, Hu si misura dal lembo inferiore della
nervatura.
3.1.19 li = indice insediativo (mq/ab.)
La superficie utile lorda che compete per abitante insediato o insediabile.
3.2

Applicazione ed utilizzazione degli indici urbanistici


Gli indici di edificabilit territoriale si applicano in caso di strumento urbanistico esecutivo.
Gli indici di edificabilit fondiaria si applicano in caso di intervento diretto.
Per le opere pubbliche si fa riferimento alle specifiche norme di legge vigenti in materia.
Lutilizzazione totale degli indici di fabbricabilit e di utilizzazione corrispondenti ad una
determinata superficie, esclude ogni successiva richiesta di concessione edilizia della
superficie stessa tesa al riutilizzo di detti indici, fatto salvo il caso di demolizione e
ricostruzione, anche parziale, indipendentemente da qualsiasi frazionamento e/o passaggio di
propriet, successivo alla data di adozione dei Progetto Preliminare del P.R.G..
Qualora il lotto a destinazione omogenea, su cui insistono fabbricati da mantenersi, venga
frazionato successivamente alla data di adozione del Progetto Preliminare del presente PRG
allo scopo di definire nuovi lotti edificabili, tutti gli indici e le prescrizioni di P.R.G. vanno
rispettati sia per il lotto originario che per quelli di nuova edificazione.
Per gli interventi relativi ad aree per le quali ledificazione esistente gi stata realizzata in
base ad indici di edificabilit, il calcolo della capacit edificatoria residua deve essere verificato
sullintera superficie fondiaria di propriet, costituita dai lotti edificabili fra loro confinanti, anche
se gli stessi sono identificati con diverso numero di particella catastale, escludendo dal
computo le superfici fondiarie di pertinenza di edifici di antica formazione, non realizzati in base
ad indici di edificabilit o trasformati tramite applicazione della norma sul recupero della Sul.
E ammesso il trasporto di capacit edificatoria tra aree appartenenti allo stesso ambito
urbanistico di area normativa mediante elevazione degli indici If-It nella misura massima del 20%.
Tale modalit attuativa sottoposta a S.U.E. ( se > di 1000 mq SUL) o permesso di costruire
convenzionato ( se < di 1000 mq SUL).
Per le aree sottoposte a S.U.E., qualora sia previsto, oltre allindice territoriale, anche quello
fondiario, la capacit insediativa dellarea dovr essere verificata con lindice pi restrittivo.
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TITOLO I NORME GENERALI

Inoltre, nel caso di permesso di costruire convenzionato (se < di 1.000 mq di SUL),
ammesso il trasferimento di capacit edificatoria dallarea a servizi della Cittadella di
Via Volpiano ad aree normative edificabili, in applicazione e secondo i criteri stabiliti
dalla D.C.C. n34 del 15/06/2010.

ART.4
4.1

LIMITI DI DISTANZA NELLUBICAZIONE DEI FABBRICATI


Distanza minima dei fabbricati dalle strade (Ds)
Le distanze dei fabbricati dal confine delle strade destinate al traffico dei veicoli, con
esclusione della viabilit a fondo cieco aI servizio dei singoli edifici o insediamenti e fatte salve
maggiori prescrizioni disposte negli articoli successivi, sono sottoposte alle seguenti norme.
A)

B)

AREE EXTRA-URBANE
Le distanze dal confine stradale da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle demolizioni
integrali e conseguenti ricostruzioni o negli ampliamenti fronteggianti le strade, sono
soggette alle prescrizioni dellart. 26 del D.P.R. 495/1992, come modificato dal D.P.R.
26.04.1993 n. 147, attuativo del codice della strada. Le distanze minime sono cos
stabilite:
A.1

Fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dellart. 4 del Codice della strada,
con perimetrazione deliberata dalla G.C. n 126 del 1998 e s.m.i.::
a) mt 60 per le strade tipo A
b) mt 40 per le strade tipo B
c) mt 30 per le strade tipo C e tipo D
d) mt 20 per le strade di tipo F

A.2

Fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dellart.4 del Codice della strada,
con perimetrazione deliberata dalla G.C. n 126 del 1998 e s.m.i., ma allinterno
delle zone previste come edificabili o trasformabili dal PRG,
a) mt 30 per le strade tipo A
b) mt 20 per le strade tipo B
c) mt 10 per le strade tipo C
d) mt 10 per le strade tipo F

AREE URBANE
Allinterno dei centri abitati, come definiti dallart. 4 del codice della strada, le distanze dal
confine stradale da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle demolizioni integrali e
conseguenti ricostruzioni o negli ampliamenti fronteggianti le strade, sono cos normate:
B.1

Nelle aree di antica formazione R1/1-R1/2-R1/3-R1/4, dove il tessuto edilizio ha


dato origine alla formazione della cortina edificata continua, i volumi in
ampliamento o gli edifici e porzioni di edifici da realizzare a seguito di interventi di
demolizione con ricostruzione dovranno rispettare i fili di costruzione preesistenti o
quelli individuati dal P.R.G. o da S.U.E. nel caso di interventi di ristrutturazione
urbanistica. Per i volumi in ampliamento da realizzarsi sul filo della cortina edificata
esistente ammesso derogare dalla norma del rispetto della distanza fra pareti
finestrate fronteggianti la strada.

B.2

Per le restanti aree la distanza minima dal confine stradale non pu essere
inferiore a: mt. 5,00 per lato, per strade private e strade comunali mt. 7,50 per
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TITOLO I NORME GENERALI

lato, per strade intercomunali e provinciali mt. 10,00 per strade statali
Sono ammesse distanze inferiori nel caso di strumento urbanistico esecutivo preventivo
con previsione volumetrica, ad eccezione della viabilit principale.
Nelle aree R5, R6, P2 e P4, la distanza minima dei fabbricati da osservare dalla viabilit
principale, dovr corrispondere a: mt. 10,00 per destinazioni residenziali mt. 15,00 per
destinazioni produttive o terziarie
I nuovi edifici o i volumi in ampliamento dovranno comunque rispettare, laddove indicato,
il filo di costruzione stabilito dal PRG.
E consentita, sentita la C.l.E., la possibilit di definire la posizione dei nuovi fabbricati
secondo allineamenti preesistenti che caratterizzano la sezione stradale. Lallineamento
riferito alla costruzione pi arretrata rispetto al sedime stradale, salvo che per garantire
il rispetto dellunitariet compositiva o il mantenimento di caratteri formali, non risulti pi
conveniente allineare la costruzione in progetto alledificio pi avanzato. Dovr
comunque essere fatto salvo il rispetto di 1/2 dellaltezza del fabbricato, da misurarsi, in
questo caso, dalla mezzeria della strada.
Nelle strade in cui sia prevista la realizzazione di piste ciclabili, la distanza dei fabbricati
dovr essere maggiorata della larghezza della sezione di tale attrezzatura. La larghezza
della sezione stabilita in mt. 2,50, fatto salvo eventuali maggiori sezioni definite in sede
di progetto esecutivo dellopera. Le distanze si misurano dal confine stradale, come
definito dall'art. 3.16, sulla base di rilievo effettuato in loco. Per le strade esistenti, anche
se non acquisite al patrimonio pubblico o, eventualmente, non individuate sulle TAVV. di
PRG, a causa della diffusa irregolarit ed esiguit delle sezioni, le distanze si misurano
dal ciglio stradale, sulla base di rilievo effettuato in loco, ma le relative fasce di
arretramento andranno compensate a partire dalla mezzeria della strada rilevata, con le
dimensioni della sezione in progetto o in prescrizione normativa in oggetto alla presente
variante.
La classificazione della viabilit esistente o prevista, in funzione del D.P.R. 285/92
nuovo Codice della strada, riportata aIlart. 11.18.1.
4.2

Distanza minima dei fabbricati dai confini di propriet (Dc)


In tutte le nuove costruzioni la distanza minima dal confine di propriet e dalle aree destinate a
servizi pari a 1/2 dellaltezza del fabbricato con un minimo di mt. 5,00. Sono ammesse
distanze inferiori nel caso di intervento urbanistico esecutivo con previsione planovolumetrica
esclusivamente rispetto ai confini interni allambito.
I balconi, le pensiline e gli aggetti ornamentali non sono da computare nel calcolo delle
distanze, qualora gli stessi abbiano una sporgenza inferiore a mt. 1,50 dal filo della muratura.
E ammessa la costruzione in aderenza al confine di propriet, se preesiste parete in aderenza
senza finestre o in base a presentazione di progetto unitario per i fabbricati da realizzare in
aderenza, o in base a un atto di accordo con il confinante dimpegno reciproco a costruire,
anche in tempi disgiunti, sul confine, ovvero nel rispetto delle distanze tra fabbricati.
Per le autorimesse o i bassi fabbricati si richiamano le disposizioni di cui allart. 16.1. I piani
interrati o seminterrati degli edifici potranno essere posizionati a mt. 1,50 dal confine, qualora
non emergano pi di cm. 60, misurati allestradosso del solaio di copertura, rispetto alla quota
del terreno confinante.

4.3

Distanze tra fabbricati (Df)


Nelle aree degli insediamenti urbani R1/1-R1/2-R1/3-R1/4, aventi carattere storico-artistico e/o
11

TITOLO I NORME GENERALI


ambientale le distanze minime tra fabbricati non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i
volumi edificati preesistenti, computati senza tenere conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e
prive di valore storico, artistico o ambientale. In tutte le altre aree prescritta la distanza minima tra
pareti finestrate o parti di pareti finestrate pari allaltezza del fabbricato pi alto con un minimo assoluto
di ml 10,00; questa norma si applica anche quando una sola parete sia finestrata. Tale minimo pu
essere ridotto a ml 0,00 se trattasi di pareti non finestrate o se preesiste parete in confine, qualora si
intenda costruire in aderenza, o in base a presentazione di progetto unitario per i fabbricati da
realizzare in aderenza, o in base ad un atto di accordo con il confinante di impegno reciproco a
costruire, anche in tempi disgiunti, sul confine, ovvero nel rispetto delle distanze tra fabbricate.
Non costituiscono pareti finestrate:
a. le pareti che presentano solo porte cieche di ingresso (comprese le porte di accesso alle
autorimesse), cantine o altri locali per i quali non richiesta la ventilazione naturale diretta e
che potrebbero, pertanto, essere rese del tutto prive di aperture senza che ci comporti
alcuna forma di contrasto con il presente Regolamento o con altre normative vigenti in
materia;
b. le pareti che presentano solo porte cieche di ingresso alle autorimesse;
c. le pareti prive di aperture;
d. le pareti contigue e frontistanti di unico edificio;
e. le pareti dotate unicamente di luci, classificabili come tali secondo la definizione data
dall'art. 900 del Codice Civile;
f. le pareti dei manufatti di altezza massima non superiore a m 1,20 ed i vani tecnici;
g. i manufatti privi di pareti (tettoie aperte, gazebi, ecc.).
In nessun caso potranno essere presenti pareti fra loro frontestanti, appartenenti ad unit immobiliari
diverse allinterno dello stesso fabbricato ad una distanza inferiore a 3 m.
Sono fatte salve tutte le deroghe alle distanze stabilite dalle vigenti normative in materia di risparmio
energetico (art. 11 del D.Lgs n 115 del 30.05.2008 e art. 8 della L.R. 13 del 28/05/2007).
Per gli interventi di demolizione con ricostruzione da realizzare nelle aree R1 valgono le distanze
preesistenti misurate al netto di volumi in contrasto o superfetazioni.
Nel caso di interventi ricadenti nelle aree R2, che non alterano i fili di fabbricazioni esistenti, e non
comportano la formazione di nuovi tamponamenti, valgono le distanze preesistenti.
Nel caso di costruzioni ricadenti all'interno di aree assoggettate a S.U.E., valgono le disposizioni del
S.U.E., mentre il rispetto della Norma Generale richiesto nei confronti delle costruzioni esterne
all'area stessa. Nel caso di corpi di fabbrica articolati non necessario il rispetto delle norme di
confrontanza in riferimento a pareti finestrate dello stesso edificio.
Nel caso di luci o pareti non finestrate di singoli edifici principali localizzati sulla stessa propriet, la
distanza da osservarsi e pari a mt. 5,00.
La distanza tra fabbricati si misura in modo radiale, secondo raggio condotto dagli spigoli degli edifici.
ART.5

FASCE E ZONE DI RISPETTO E LORO UTILIZZAZIONE

Gli ambiti di seguito individuati sono classificati come aree inedificabili ai sensi dellart. 13 della L.R.
56/77 e s.m.i. Possono essere utilizzati per il calcolo delle potenzialit edificatorie delle diverse aree
urbanistiche ad eccezione per larea di tutela assoluta di cui al D.P.R. 236/88. Si richiamano le
disposizioni di cui all'ultimo comma dellart.27 L.R. 56/77 e s.m.i.
FASCE DI RISPETTO DELLA VIABILITA' URBANA ED EXTRA-URBANA
Le fasce di rispetto della viabilit urbana ed extra-urbana possono essere utilizzate per gli
scopi di cui ai commi 3 e 13 art. 27 L.R. 56/77 e s.m.i. ivi inclusi gli impianti per la
distribuzione del carburante, cos come disciplinati dallart. 17 delle presenti Norme. Sono
altres autorizzati gli interventi previsti al 12 comma dello stesso art. 27. Si richiamano, in
quanto applicabili, le norme di cui al 10 comma de llart. 27 della L.R. 56/77 e s.m.i.
ZONA DI RISPETTO AREA CIMITERIALE
Le zone di rispetto dei cimiteri hanno profondit come prescritto nelle planimetrie di P.R.G.
All'interno delle suddette aree non sono ammesse nuove costruzioni. Si richiamano, in quanto
applicabili, le disposizioni di cui all'ultimo comma dellart. 27 L.R. 56/77 e s.m.i. E' ammessa
I'installazione di chioschi per la vendita di fiori. La tipologia dovr essere indicata
dall'Amministrazione Comunale. Per gli edifici esistenti ricadenti nella fascia di rispetto sono
ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione senza aumento
di Sul. E ammessa la piantumazione di colture arboree industriali.
12

TITOLO I NORME GENERALI

FASCE DI RISPETTO IDROGRAFICO PER TORRENTI E CANALI


Vedere elaborato "Prescrizioni operative per la tutela e protezione idrogeologica degli
insediamenti", punto A.2, allegato "A" alle presenti norme. Le acque pubbliche sono soggette
all'osservanza delle disposizioni di cui al R.D.25.7.1904 n. 523.

FASCE DI RISPETTO DELLE OPERE DI PRESA DELL'ACQUEDOTTO


Le seguenti aree di rispetto sono riportate sulle TAVOLE di P.R.G.:
aree di rispetto dei n. 3 pozzi dell'acquedotto comunale, denominati n. 1 Molino, n. 2
Pratonuovo, n. 3 Cascina Arduino, disciplinate dalla Deliberazione Giunta regionale n. 292980 in data 13.11.1995.
aree di rispetto del "CAMPO POZZI" del Comune di Settimo T.se, disciplinate dalle
disposizioni contenute nel D.P.R. 236/88.

FASCIA DI RISPETTO DALLE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO DELLENERGIA


Elettrodotti
Nelle fasce di rispetto degli elettrodotti non sono consentiti interventi di nuova edificazione di
fabbricati adibiti ad abitazione o ad altra attivit che comporti tempi di permanenza prolungati,
n la coltivazione arborea.
Tali fasce, da misurarsi in proiezione orizzontale a partire dall'asse di qualunque conduttore
della linea sono da definirsi ai sensi dellart. 6 del D.P.C.M. 08/07/2003 cos definite e
comunque nei limiti di:
- mt 10 per linee a 132 KV
- mt 18 per linee a 220 KV
- mt 28 per linee a 380 KV
Metanodotti
Ai sensi del D.M. 24.11.84, per le linee di metanodotto esistenti o previste, si applicano
le seguenti fasce di rispetto misurate a partire dallasse della condotta:
- metanodotto Settimo- San Carlo C.se mt. 17,00
- metanodotto Settimo- Rivoli mt. 8,00
Nelle fasce di rispetto dei metanodotti non sono consentite nuove costruzioni, se non quelle
collegate con I'infrastruttura, ad eccezione dei parcheggi e verde arborato.

ART.6
6.1.

AMBITI SOTTOPOSTI A VINCOLO AUTORIZZATIVO


ZONE SOTTOPOSTE A VINCOLO AI SENSI DELLA LEGGE 1089/39
Oltre al rispetto delle prescrizioni riportate nelle presenti norme:
- tutti gli interventi su edifici vincolati ai sensi della legge 1.6.1939 n. 1089 sono
sottoposti al preventivo nulla osta della Soprintendenza ai Beni Culturali e
Architettonici.
Ai sensi della legge 1089/39 sono vincolati i seguenti immobili:
- Villa Cascina "IL CHIOSSO" e annesso giardino
- Chiesa Parrocchiale dei S.S. Pietro e Paolo
- II Castello dei Conti di Provana
- La Cinta Medioevale
Si intendono compresi, inoltre, nella tutela di legge tutti gli immobili di propriet pubblica o di
Enti Religiosi la cui costruzione risalga ad oltre 50 anni (art.4 L. 1089/39).
13

TITOLO I NORME GENERALI

6.2.

AREE DI TUTELA AMBIENTALE DI CUI ALLE LEGGI 1497/39 E 431/85

Tutti gli interventi relativi ai seguenti ambiti vincolati ai sensi delle leggi 1497/39 e 431/85,
sono sottoposti alla preventiva autorizzazione prevista dalla disciplina di settore.
1) Beni vincolati ai sensi della legge 1497/39:
- zona circostante I'autostrada Torino- lvrea- Quincinetto, per una
profondit di mt.150 a partire dal confine stradale.
2) Beni vincolati ai sensi dell'art.1 della legge 431/85:
- acque pubbliche: per una profondit di mt 150 misurata a partire dall'argine o dalla sponda.
Sono classificati tali i seguenti corsi d'acqua: Rio delle Vaude, Torrente Banna- Bendola.
Per dette categorie di beni valgono le seguenti disposizioni:

sono ammesse attivit agro- silvopastorali nelle forme e nei suoli in attivit oltrech nelle
aree recuperabili a tali attivit.

le opere di regimazione dei corsi d'acqua dovranno essere eseguiti con materiali
"tradizionali", con divieto "estetico" dell'uso di materiali quali il cemento armato a vista

gli interventi edilizi dovranno essere eseguiti nel rispetto delle tipologie locali tradizionali e
con limpiego di materiali tradizionali
Si richiama, in quanto applicabile, la normativa di cui alla L. R. 32/2008.
6.3

CAVE E DISCARICHE
Ai sensi dell'art. 55 L.R. 56/77 I'esercizio delle attivit estrattive consentito nel rispetto delle
leggi statali e regionali che regolano il settore.
L'autorizzazione per lapertura di discariche regolata dalla Parte IV del D.lgs. 152/2006.

6.4

ACCESSI A STRADE PROVINCIALI


Si richiamano le disposizioni di cui allart. 28 L.R. 56/77 e le disposizioni del Codice della
Strada.

6.5

VINCOLO AI SENSI DELLA LEGGE 4.2.1963 N. 58 (servit aeronautiche)


Gli interventi relativi ad ambiti soggetti a servit aeronautiche sono sottoposti all'osservanza
delle prescrizioni contenute nella legge 4.2.1963 n.58 "Modificazioni ed aggiunte agli artt. 714
e 717 del Codice della navigazione". In Leini sottoposto a vincolo aeronautico lambito
individuato nella mappa pubblicata sul foglio degli Annunzi Legali della Provincia di Torino in
data 8 giugno 1984 e per esso valgono le norme di cui all'art. 715 L. 58/63, cos esplicitate:
"Per gli aeroporti aventi lunghezza di atterraggio pari o superiore a 1500 mt, gli ostacoli posti
fino al 5 chilometro dal perimetro dellaeroporto devono osservare un limite di altezza di mt. 45
sul livello dellaeroporto, misurato sul perimetro del 3 chilometro, aumentato di mt. 1 ogni mt.
20 di distanza. Dopo il 5 chilometro cessa ogni li mitazione".

6.6

AUTORIZZAZIONE ALL'INSEDIAMENTO INDUSTRIALE E COMMERCIALE


Si richiamano, in quanta applicabili, i commi 5, 6 , 7, 8, 9, 10 dellart. 26 della L.R. 56/77
e s.m.i..

14

TITOLO I NORME GENERALI

ART.7
7.1.

TIPI Dl INTERVENTO URBANISTICO-EDILIZIO


MANUTENZIONE ORDINARIA
Sono interventi di manutenzione ordinaria quelli che riguardano le opere di riparazione,
rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, soggette a deperimento di uso, e quelle
necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnici esistenti, purch non
comportino la realizzazione di nuovi locali, n modifiche alle strutture dell'organismo edilizio.

7.2.

MANUTENZIONE STRAORDINARIA
Sono interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare
e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonch per realizzare ed integrare i servizi
igienico- sanitari e gli impianti tecnici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle
singole unit immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso.

7.3.

RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO


Sono interventi di restauro e risanamento conservativo quelli rivolti a conservare I'organismo
edilizio e ad assicurare la funzionalit mediante un insieme sistematico di opere che, nel
rispetto degli elementi tipologici formali e strutturali dellorganismo stesso, ne consentano
destinazioni di uso anche parzialmente o totalmente nuove, con essi compatibili. Tali interventi
comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio,
linserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze d'uso,
I'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio.

7.4.

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
Sono interventi di Ristrutturazione Edilizia, quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi
mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in
tutto o in parte diverse dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione
di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, leliminazione, la modifica e linserimento di nuovi
elementi ed impianti.

7.5.

DEMOLIZIONE CON RICOSTRUZIONE VINCOLATA


Sono interventi di demolizione con ricostruzione vincolata, quelli di totale o parziale
demolizione dellesistente e di ricostruzione, nel rispetto dei parametri stabiliti dal PRG per le
singole aree.

7.6.

DEMOLIZIONE SENZA RICOSTRUZIONE


Sono interventi di demolizione senza ricostruzione quelli di totale demolizione dellesistente e
di successiva destinazione dell'area risultante a viabilit, parcheggio, verde, etc..

7.7.

COMPLETAMENTO
Sono interventi di completamento edificatorio quelli rivolti alla realizzazione di nuove opere su
porzioni di territorio gi parzialmente edificate, disciplinati con specifiche prescrizioni. Si
distinguono nei seguenti due tipi:
7.7.1 - NUOVA COSTRUZIONE Intervento che riguarda lotti attualmente liberi, da realizzare
secondo le prescrizioni fissate dal P.R.G. per ogni area.
7.7.2 AMPLIAMENTO Intervento volto ad aumentare le dimensioni superficiali, mediante
addizioni orizzontali e/o verticali, nel rispetto delle prescrizioni fissate dal P.R.G. per le singole
aree. I volumi in ampliamento dovranno rispettare le norme sulle distanze dai fabbricati, dai
confini e dalle strade, valevoli per gli edifici di nuova costruzione.
15

TITOLO I NORME GENERALI

7.8.

RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA:
Intervento rivolto a sostituire I'esistente tessuto urbanistico- edilizio con altro diverso, mediante
un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti,
degli isolati, e della rete stradale. Riguarda le ristrutturazioni, accompagnate da demolizioni e
ricostruzioni di un insieme di edifici o di un intero insediamento.

7.9.

NUOVO IMPIANTO
Sono interventi di nuovo impianto quelli rivolti alla utilizzazione di aree inedificate, disciplinate
con indici, parametri e indicazioni tipologiche fissate dal P.R.G..

7.10.

CAMBIAMENTO DI DESTINAZIONE DUSO


Sono di cambiamento di destinazione d'uso quegli interventi volti a sostituire, all'interno di una
unit immobiliare o di un edificio, una attivit, appartenente ad una categoria, con un'altra,
appartenente ad una categoria diversa, tra quelle indicate dal P.R.G., anche qualora ci
comporti lesecuzione di interventi edilizi, come definiti agli articoli precedenti.
Per destinazione d'uso di immobile esistente si intende quella legittimamente in atto, quale
risulta da licenze, concessioni e autorizzazioni rilasciate in applicazione a disposizioni di legge.
Qualora tali atti non attestino la destinazione d'uso si fa riferimento a documentazione
probatoria.
Per cambiamento di destinazione d'uso si intende oltrech il riutilizzo di Sul destinata ad altri
usi, anche il recupero di Sul inutilizzata.

7.11.

RIQUALIFICAZIONE MORFOLOGICA
Sono interventi di riqualificazione morfologica quelli finalizzati al reinserimento estetico delle
tipologie edilizie che presentano elementi di frizione ambientale sia volumetrico che
morfologico.
Esso comprende operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento
conservativo, ristrutturazione edilizia, demolizione con ricostruzione vincolata, cambiamento di
destinazione d'uso.
L'intervento dovr prevedere il recupero estetico ed eventualmente volumetrico del fabbricato,
nel rispetto della volumetria preesistente, tramite I'uso di materiali tradizionali e I'eliminazione
di quelli preesistenti nel rispetto dei requisiti morfologici prescritti per le aree di antica
formazione.

ART.8
8.1.

MODALITA DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI DEL P.R.G. E MODALITA'


DI ACQUISIZIONE DELLE AREE PER SERVIZI
MODALIT DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI
Gli interventi previsti dal P.R.G. si attuano con le seguenti modalit:

attraverso la preventiva approvazione di Strumento Urbanistico Esecutivo (S.U.E.) tra


quelli indicati allart. 32 della L.R. 56/77 e s.m.i, con i contenuti, gli elaborati, le
procedure di formazione e approvazione stabilite dagli artt. 38, 39, 40,41, 41 bis, 42,
43, 44, 45, 46, 47 della citata legge e dalla legge regionale 9.4.1996 n. 18.
Gli S.U.E. sono cos elencabili:
Piano Particolareggiato di Esecuzione (P.P.E.)
Piano per I'Edilizia Economico-Popolare (P.E.E.P.)
Piano di Recupero del patrimonio edilizio esistente (PdR)
Piano delle aree per Insediamenti Produttivi (P.I.P.)
16

TITOLO I NORME GENERALI

Piano Esecutivo Convenzionato e Piano di Recupero di libera iniziativa (P.E.C.)


Piano Esecutivo Convenzionato obbligatorio (P.E.C.O.)
Piano Tecnico Esecutivo di opere pubbliche (P.T.E.)
Programma Integrato di Riqualificazione (P.I.R.)
attraverso strumento diretto e cio tramite concessione edilizia od autorizzazione cos
come previsto allart. 48 della L.R. 56/77 e s.m.i
II presente Piano, mediante indicazioni cartografiche e/o normative definisce gli ambiti
entro i quali gli interventi sono subordinati alla preventiva formazione ed approvazione
di S.U.E., salva sempre la possibilit di successive indicazioni da attuare secondo le
modalit di cui all'art 17 comma 8 punto e) della L.R. 56/77 e s.m.i
In tali ambiti, successivamente all'approvazione del S.U.E., si applica lo strumento
diretto.
Per gli interventi edilizi di nuova costruzione per i quali sia ammesso lo strumento
diretto, le prescrizioni particolari di area preciseranno i casi in cui la concessione
subordinata alla stipula di convenzione o atto di impegno unilaterale da parte del
richiedente, che disciplini le modalit di applicazione dalle prescrizioni di cui allart 8.2
seguente.
In presenza di S.U.E., nel rispetto delle prescrizioni quantitative previste dal PRG per
I'area di intervento, I'eventuale disegno di dettaglio operato dal P.R.G. allinterno del
perimetro di SUE e indicativo e, pertanto, pu essere variato senza che ci costituisca
Variante di Piano, purch vengano salvaguardate le quantit di aree per servizi
individuate, tramite ridistribuzione delle stesse sullarea di intervento, e le
interconnessioni della viabilit con le aree urbanistiche limitrofe. L'attuazione delle
previsioni di PRG potr avvenire tramite predisposizione di pi S.U.E., comprendenti
almeno il primo S.U.E. il 70% della St definita dall'ambito perimetrato indicate nelle
TAVOLE di PRG, fatto salvo quanto disposto dalla specifica scheda di area normativa.
Qualora lambito sottoposto a S.U.E. dal PRG comprenda aree a servizi da dismettere,
I'indice fondiario previsto si intende elevabile sino alla perequazione della capacit
edificatoria risultante dallapplicazione dellindice territoriale applicabile sulla St
dellambito oggetto di attuazione di S.U.E.. Le previsioni di PRG per le restanti aree che
non partecipano allo S.U.E., potranno essere attuate sempre tramite S.U.E., utilizzando
gli indici territoriale e fondiario previsti. In presenza di attuazione di pi S.U.E. fatto
obbligo del rispetto del disegno del PRG, relativamente al disegno della viabilit. Le
aree a servizi potranno essere ridistribuite territorialmente allinterno dell'ambito del
S.U.E. La proposta di SUE dovr essere corredata da uno studio urbanistico di
massima esteso a tutto I'ambito territoriale delimitato a SUE.
Qualora sia prevista lindividuazione di sub-aree da destinare ad interventi di E.R.P. o di
edilizia produttiva convenzionata, la localizzazione delle aree dovr essere effettuata
sulla base dello studio di massima di organizzazione territoriale complessiva, che
consenta la "saldatura" urbanistica di tali sub-aree. Per gli ambiti territoriali per i quali
nelle schede di area normativa sia previsto lo SUE di iniziativa pubblica, i soggetti
privati possono presentare una proposta di SUE estesa alle propriet interessate e,
comunque, fra loro contigue. La proposta di SUE dovr essere corredata da uno studio
urbanistico di massima esteso a tutto I'ambito territoriale delimitato a SUE dal PRG.
L'Amministrazione Comunale a seguito di recepimento della proposta di SUE ha facolt
di modificare il tipo di SUE, tramite applicazione delle procedure previste all'art. 17
comma 8 della L.R. 56/77 e s.m.i, contestualmente all'approvazione del SUE.
La modalit attuativa del S.U.E. prescritta nelle schede di area normativa in relazione
alla consistenza edificatoria dell'intervento, non esclude la possibilit del riutilizzo
autonomo da parte del soggetto attuatore di tale modalit, anche per ambiti la cui
capacit edificatoria sia inferiore ai limiti stabiliti nella scheda di area normativa.
Con deliberazione del Consiglio Comunale ex. art. 17 comma 8, L.R. n. 56/77,
17

TITOLO I NORME GENERALI

possibile individuare e assoggettare a SUE di iniziativa pubblica o privata


superfici territoriali comprensive di fabbricati non conformi al tessuto urbanistico,
per le quali si renda necessario un complessivo riordino compositivo e
volumetrico, disciplinando eventuali interventi di sostituzione edilizia, purch tali
ambiti non siano limitati a singole unit abitative o a porzioni di complessi edilizi
unitari, ma siano estesi allintero immobile (comprensivo di edifici principali,
accessori e relative aree di pertinenza), anche se frazionato in diverse propriet,
e purch le demolizioni non interessino edifici soggetti a restauro o vincolati ai
sensi del D. Lgs. 42/04. La deliberazione, corredata di elaborati grafici
illustrativi del prodotto urbanistico atteso, pu disciplinare lintervento attraverso
specifiche prescrizioni qualitative (indirizzi tipologico-formali, impianto
insediativo, ecc.) e quantitative (altezze, distanze, standard, ecc.).
8.2.

MODALIT DI ACQUISIZIONE DELLE AREE A SERVIZI


II P.R.G. individua, oltre alle aree specificamente preposte alla localizzazione di attrezzature di
servizio, le aree normative in cui gli interventi concorrono alla formazione degli standards di cui
all'art. 21 della L.R. 56/77 e s.m.i. dismissione o reperimento delle aree a servizi.
La determinazione quantitativa delle aree a servizi di cui al comma precedente, avviene sulla
base dell'indice di urbanizzazione secondaria (Sus).
Qualora lintervento si attui a mezzo di S.U.E. I'ubicazione delle aree individuate dal P.R.G.
pu essere variata, allinterno dellambito sottoposto a strumento esecutivo.
Allatto della concessione o entro i termini stabiliti dal Comune le aree devono essere
dismesse gratuitamente allAmministrazione Comunale o convenzionate alluso pubblico,
secondo le norme stabilite per area normativa.
In alternativa alla dismissione lAmministrazione Comunale pu concedere, nei casi
espressamente previsti dalle norme specifiche di area, che il privato versi lequivalente
monetario del valore delle medesime. L'entit della monetizzazione viene stabilita con
deliberazione del Consiglio Comunale. Le somme introitate devono essere utilizzate per
lacquisizione delle aree destinate a servizi.
Le modalit di acquisizione delle aree a servizi vengono disciplinate o tramite stipula di
convenzione redatta ai sensi dell'art. 45 della L.R. 56/77 e s.m.i, qualora lattuazione del
P.R.G. avvenga secondo strumento indiretto (S.U.E.), o tramite stipula di convenzione o atto di
impegno unilaterale, qualora il P.R.G. si attui con strumento diretto (concessione
convenzionata di cui al 5 comma art. 49 L.R. 56/77 ).
II P.R.G. individua le aree normative destinate a servizi che concorrono alla formazione della
capacit edificatoria di aree edificabili anche non contigue. Su queste aree applicabile
lindice territoriale dellarea urbanistica sulla quale la capacit edificatoria teorica dellarea a
servizi viene ridistribuita.
La capacit edificatoria delle aree S1 definita nelle "prescrizioni particolari dellart. 11.14 e
nelle specifiche schede normative di area urbanistica
In presenza di SUE, qualora non vengano utilizzate aree esterne destinate a Sus per il
trasporto della capacit edificatoria, fatto obbligo del reperimento allinterno dellambito di
SUE di aree per Sus, secondo le quantit stabilite dagli standards di legge o dalla scheda di
area normativa, per le specifiche destinazioni d'uso.
Non sono utilizzabili, ai fini del trasporto della capacit edificatoria, le aree per servizi di
propriet pubblica acquisite a seguito di attuazione di strumenti urbanistici, o provvedimenti
18

TITOLO I NORME GENERALI

espropriativi o la cui capacit edificatoria sia gi stata utilizzata, anche se non puntualmente
individuate nelle Tavole di Piano.. Pertanto, in caso di acquisizione forzosa delle aree di
propriet privata individuate dal P.R.G. a servizi, le stesse non posseggono indice teorico.
Ai sensi della legge regionale 23.3.1995 n. 43, le aree asservite ad uso pubblico in alternativa
alla dismissione gratuita o all'esproprio, non sono utilizzabili nel computo delle superfici
realizzabili con gli indici di edificabilit.
Nel caso di acquisizione da parte dellAmministrazione Comunale delle aree individuate a
servizi dal P.R.G., durante la fase di gestione del P.R.G., e localizzate all'interno dellambito
urbanistico sottoposto a S.U.E. fatto obbligo del reperimento dello standard indicato nella
scheda normativa di area, tramite dismissione o monetizzazione dello stesso.
E' fatto comunque obbligo della dismissione della quantit di aree individuate dal P.R.G.
all'interno dellambito di intervento e non ancora acquisite dallAmministrazione Comunale.
Nelle aree produttive di completamento, ammessa la monetizzazione delle aree per servizi,
qualora sia dimostrata I'impossibilit della fruizione diretta delle stesse da aree pubbliche o di
uso pubblico.
In tutte le aree produttive sempre ammessa la monetizzazione delle aree per servizi pubblici
per cambi di destinazione duso finalizzati allinsediamento di singole attivit commerciali o
assimilabili (pubblici esercizi, artigianato e attivit terziarie di servizio alla persona) con
superficie di vendita fino a mq 250, a condizione che la compresenza di pi esercizi in un
medesimo edificio non determini la costituzione di un centro commerciale, nel qual caso
richiesto il reperimento delle superfici a parcheggio stabilite dallart. 21 della L.R. 56/77 e
dallart. 25 della DCR 59-10831 del 24.3.2006.
Il Comune ha facolt di espropriare i sedimi delle aree per viabilit e servizi pubblici previsti
allinterno di ambiti soggetti ad attuazione convenzionata, ferma restando la titolarit dei relativi
diritti edificatori in capo ai proprietari, che ne possono fruire in sede di intervento
convenzionato, rimborsando al Comune le spese di esproprio. Tali previsioni infrastrutturali,
che operano in regime di perequazione urbanistica e sono pertanto attuabili su iniziativa dei
proprietari privati, non sono soggette ai termini di caducazione ex art. 9 del DPR 327/2001.

ART.9

DESTINAZIONI DUSO DEL SUOLO E COMPATIBILITA LOCALIZZATIVA

Ai fini della disciplina delle destinazioni duso (art. 13 comma 1 L.R. 56/77 e s.m.i.) il Piano fa
riferimento alla classificazione normativa degli usi del suolo di seguito riportata.
r

residenziale, relativa allattivit abitativa, comprese quelle comunitarie o speciali, ed alle


funzioni private ad essa complementari

produttiva, relativa alle attivit industriali e a quelle artigianali produttive, alle attivit terziarie
integrate allattivit produttiva riguardanti la direzionalit, i servizi dimpresa e la ricerca
tecnologica, alle attivit inerenti il trattamento e Io stoccaggio delle merci per il trasporto delle
medesime (magazzini e depositi nel settore alimentare ed extra-. alimentare, con relativi spazi
di servizio e di supporto), alle attivit di deposito e trattamento di rottami, al deposito di
materiali inerti, alle attivit estrattive, alle attivit commerciali allingrosso th, comprendenti:
pa
attivit produttive artigianali e industriali compatibili con lambiente urbano.
pb
attivit produttive artigianali e industriali non compatibili con lambiente urbano.
Lattivit deve essere verificata con riferimento al rumore, agli scarichi, sia liquidi che gassosi,
ai materiali di risulta e di scarto dei processi produttivi.
19

TITOLO I NORME GENERALI

Il complesso di tali attivit d luogo alle seguenti due classi di destinazione duso:
p 1 attivit che occupano unit edilizie non superiori a 250 mq di Sul, e che non danno origine a
standards di tipo produttivo
p 2 attivit che occupano unit edilizie superiori a 250 mq di Sul
articolabili secondo le sottoclassi pa e pb.
La classificazione delle attivit produttive pa e pb cos normata:
Ai fini del rilascio delle concessioni per interventi eccedenti opere di ordinaria e straordinaria
manutenzione, in relazione ai requisiti di compatibilit urbanistico- ambientale, e fatte salve ulteriori
prescrizioni nella scheda di area urbanistica, si stabilisce che la caratteristica di attivit compatibile
con lambiente urbano cui alla destinazione pa sia cos desunta:
A) insediamenti impropri Il p
A1 - aree II p1 impianti produttivi in insediamenti residenziali
A.1.1 attivit esistenti
Sono classificabili come pa tutte le attivit produttive, escluse quelle elencate nella
PRIMA classe punto C del D.M. 5/9/94, e fatta eccezione per quelle classificate al
punto C.6.
A.1.2 attivit di nuovo insediamento
Sono classificabili come pa tutte le attivit produttive, escluse quelle elencate nella
PRIMA classe punto C del D.M. 5/9/94, e fatta eccezione per quelle classificate al
punto C.6.
Le attivit cui in pa sono ammesse esclusivamente per una Sul max di mq 250.
Sono escluse le attivit classificate a rischio di incidente rilevante, cos come
definite dal D.P.R. 175/88 e s.m.i..
A.2 aree Il p2/1 impianti produttivi in area agricola
A.2.1 attivit esistenti Sono classificabili come pa le attivit produttive non comprese
negli elenchi di cui punto C della PRIMA classe del D.M. 5/9/94, e fatta eccezione
per quelle classificate al punto C.1-C.2-C.4-C.21.
A.2.2 attivit di nuovo insediamento Non sono ammesse attivit di cui alla PRIMA
classe del D.M. 5/9/94, fatto salvo linsediamento, a seguito di cessazione o
trasferimento dellattivit preesistente, di attivit cui ai punti C.1-C.2-C.4-C.21 del
D.M. 575/94
Sono escluse le attivit classificate a rischio di incidente rilevante, cos come definite dal
D.P.R. 175/88 e s.m.i..
B)- aree produttive esistenti e confermate P 1/1 P 1/3 P1/5 P 1/6 P2
B.1 attivit esistenti
Ammesse tutti i tipi di attivit, ad eccezione delle attivit classificate a rischio di incidente
rilevante, cos come definite dal D.P.R. 175/88 e s.m.i.
20

TITOLO I NORME GENERALI

B.2- attivit di nuovo insediamento


Rientrano nella classificazione pa e sono, pertanto, escluse tutte le attivit classificate nella
PRIMA classe punto C del D.M. 5/9/94
C) - aree produttive esistenti e confermate P 1/2 P 1/4
C.1 attivit esistenti
Ammesse tutti i tipi di attivit, ad eccezione delle attivit classificate a rischio di incidente
rilevante, cos come definite dal D.P.R. 175/88 e s.m.t..
C.2 attivit di nuovo insediamento
Rientrano nella classificazione pa e sono, pertanto, escluse tutte le attivit classificate nella
PRIMA classe punto C del D.M. 5/9/94, ad eccezione delle attivit cui ai punti C.1-C.2-C.4C.21
Tutte le attivit devono inoltre soddisfare i seguenti criteri:
o presenza di emissioni in atmosfera: dovr essere recepito parere di congruit ex
DPR 203/88 e s.m.i e opportuna valutazione in merito alla compatibilit
ambientale da parte delle competenti autorit sanitarie e ambientali
o valutazione dellimpatto acustico in base alla L.R. 52/2000 e alla legge 447/95
o esistenza di adeguata infrastrutturazione in relazione a: presenza di rete fognaria
o adeguato sistema di smaltimento a norma di legge, acquedotto, adeguata
larghezza della viabilit (vedi art. 11.18.1) viabilit pavimentata
La richiesta di agibilit dellinsediamento dovr essere integrata da dichiarazione sostitutiva di atto
notorio. con la quale venga certificato il tipo di attivit insediata.
tcf

terziaria, attivit di commercio al dettaglio in sede fissa, comprendente:


s) esercizi di vicinato (con sup. di vendita non superiore a 250 mq)
t) medie strutture di vendita (con sup. di vendita compresa tra 251 e 1800 mq)
u) medie strutture di vendita (con sup. di vendita compresa tra 1801 e 2500 mq)
v) grandi strutture di vendita (con sup. di vendita superiore a 2500 mq)
w) attivit per la ristorazione e pubblici esercizi (se integrate in medie e grandi strutture di
vendita)
x) attivit artigianali di servizio alla persona (parrucchiere, meccanico, gommista, lavanderia
ecc.)
y) pubblici esercizi (bar, ristoranti)

In attuazione del D.lgs 114/98, L.R. 28 del 12/11/99 e smi, DCR n.56-10831 del 24/03/2006, per le
quali valgono le tipologie, classi di superfici di vendita, localizzazioni, aree di addensamento, standard
urbanistici, dettagliatamente descritti allart.27 delle presenti N.T.A.
t

terziaria, comprendente:
tb

attivit ricettive alberghiere (alberghi, pensioni, locande)

ta

uffici pubblici e privati non a carattere direzionale: studi professionali, agenzie


turistiche, agenzie immobiliari, agenzie assicurative, sportelli bancari, uffici postali,
laboratori analisi ecc.

tc

attivit socio-assistenziali, sanitarie (case protette per anziani e disabili)

21

TITOLO I NORME GENERALI

td

attivit sociali e culturali e ricreative, per il tempo libero e la pratica sportiva


(sale congressi, palestre, attrezzature ludico-sportive, circoli ricreativi,
ecc.), attivit per lo spettacolo (cinema, teatri, sale da ballo, discoteche),
attivit espositive e congressuali

te

aree per attivit private a carattere religioso e sociale

tf

aree per attivit private non aventi rilevanza urbanistica e destinate alluso
del tempo libero e al rapporto delluomo con lambiente naturale

tg

aree per attivit sportivo-ricreative

th

attivit di commercio allingrosso

La compatibilit ambientale delle attivit artigianali di servizio con il contesto


residenziale deve essere verificata sulla base dei parametri fissati per le attivit
produttive di cui in pa. Il complesso di tali attivit d luogo alle seguenti tre
classi di destinazioni duso:
t1

attivit che occupano unit edilizie non superiori a 250 mq di Sul e che non danno origine a
standards di tipo terziario

t2

attivit che occupano unit edilizie non superiori a 400 mq

t3

attivit che occupano unit edilizie superiori a 400 mq di Sul

articolabili secondo le sottoclassi ta, tb, tc, td, te, th.


a

agricola, relativa alle attivit connesse con la produzione dei fondi e la tutela
dellambiente, comprende:

aa

coltivazione dei terreni agricoli

ab

attivit agricole e residenziali connesse (lavorazione e conservazione prodotti, deposito


macchine ed attrezzi, ricovero animali)

ac

attivit agricole di carattere tecnologico, quali allevamenti zootecnici,


magazzini per la conservazione, trasformazione e commercializzazione
di prodotti agricoli aziendali ed interaziendali

ad

attivit ed attrezzature agro-turistiche (L.R. 23.3.1995 n. 38)

servizio pubblico, relativo alle attivit ed alle attrezzature collettive, a


verde e parcheggi, di interesse pubblico a livello comunale, necessarie
per assicurare gli standards urbanistici di cui aII art. 21 della L.R. 56/77
e s.m.i..
Il complesso di tali attivit d luogo alle seguenti classi di destinazioni:
s1

aree per servizi afferenti gli insediamenti residenziali (art. 21


punto i L.R. 56/77 e s.m.i.)

s2 p aree per servizi afferenti le attivit produttive (art. 21 punto 2 L.R.


56/77 e s.m.i.)
s2 t aree per servizi afferenti le attivit terziarie (art. 21 punto 3 L.R.
56/77 e s. m. i.)
22

TITOLO I NORME GENERALI

s3
f

servizio privato, relativo ad attrezzature di interesse pubblico

attivit ed attrezzature di interesse generale o sovracomunale pubbliche o private.


Il complesso di tali attivit d luogo alle seguenti classi di destinazione duso:
f1
aree per attrezzature ed impianti tecnologici

mobilit, relativo allattivit di trasporto delle persone e delle merci.


Il complesso di tali attivit d luogo alle seguenti classi di destinazione duso:
m1

attivit di circolazione, che richiedono spazi pubblici o di uso pubblico (strade)

m2

autorimesse pubbliche e private, attivit di rimessaggio e deposito autoveicoli

Il Piano suddivide il territorio comunale in aree normative, di cui allart. 10, per ciascuna delle quali
assegna le destinazioni duso ammesse.
Le destinazioni duso ammesse si suddividono in destinazioni duso principali e in destinazioni duso
secondarie.
9.1

Destinazioni duso principali


Le attivit di cui alle lettere r - p2 - t3- a - s1 - s2 - s3 - f1 - m1 tg , costituiscono
destinazione duso principale per ogni area normativa, di cui allart. 10. Il Piano individua aree
normative monofunzionali, laddove ammette una sola destinazione duso principale, ed aree
normative polifunzionali, laddove ammette pi di una destinazione duso principale.
Ogni cambiamento del perimetro ditali aree costituisce VARIANTE di Piano.
Per le destinazioni duso a servizio pubblico il Piano indica, di norma, i vari tipi di categoria
indicati allart. 21 della L.R. 56/77 e s.m.i.. tale indicazione potr essere variata in sede di
approvazione del progetto di opera pubblica, passando da una ad altra categoria della stessa
classe senza che ci costituisca VARIANTE di Piano, previo ricorso alla procedura prevista
allart. 1 comma 4 L. 1/78 o alle procedure di cui allart. 17 comma 8 della L.R. 56/77, cos
come modificata dalla legge 41/97. Le attivit di cui in f1 e relative ad impianti tecnici di
interesse pubblico (centraline telefoniche, elettriche, linee di trasporto dellenergia, etc.) sono
ammesse in qualsiasi area normativa di Piano.

9.2

Destinazioni duso secondarie


Le destinazioni duso secondarie (ad esclusione delle tcf, regolate da apposita normativa )
sono ammesse, salvo specifiche limitazioni, nella misura massima del 30% della Sul esistente
o in progetto.
Valgono inoltre le seguenti norme di compatibilit Iocalizzativa, che definiscono per le varie
aree, di cui allart. 10, le destinazioni duso secondarie ammesse.
Lattivit residenziale ammessa:
nelle aree urbanistiche Produttive (P) e terziarie (T), e per attivit tcf limitatamente
allabitazione del proprietario e/o titolare dellazienda e/o del personale di custodia agli
impianti per unit aventi Sul min 250 mq,
sino ad una concorrenza max pari a 150 mq di Sul, in deroga agli indici di edificabilit
23

TITOLO I NORME GENERALI

previsti, e fatto salvo il rapporto di copertura, comprese maggiori superfici esistenti alla
data di adozione del Progetto Preliminare di P.R.G.. nel rispetto dei seguenti parametri
dimensionali:
o
o

per impianti produttivi con Sul fino a 1000 mq, 150 mq inclusi nella struttura
per impianti produttivi con Sul oltre 1000 mq, 150 mq anche esterni alla struttura.

Le suddette superfici residenziali si intendono concedibili una sola volta.


Il frazionamento della residenza dallimpianto produttivo costituisce modifica di
destinazione duso non ammessa.
Tale condizione deve risultare da atto di vincolo pertinenziale, registrato e trascritto.
-

nelle aree A limitatamente:


alle esigenze di conduzione agricola del fondo
in funzione del riutilizzo ai fini residenziali di edifici abbandonati alla data di adozione
del Progetto Preliminare del P.R.G. o non pi necessari alle esigenze delle aziende
agricole
per residenze agro-turistiche
nelle aree a destinazione S e F limitatamente alle esigenze abitative del personale di
gestione e/o custodia e, comunque, sino ad una concorrenza max pari a 150 mq di Sul,
fatte salve maggiori superfici eventualmente esistenti, e comunque nel rispetto di
ulteriori specifiche prescrizioni di area normativa.

Lattivit produttiva ammessa:


nelle aree R con le seguenti specificazioni:
o aree edificate esistenti limitatamente alle esigenze di funzionalit e
ammodernamento degli impianti esistenti
o aree di nuova edificazione limitatamente allartigianato non nocivo ed inquinante e
localizzato, di norma, allinterno delledificio principale o comunque per attivit di
cui in pa1.
Lattivit terziaria ammessa:
o nelle aree R e P, e comunque, per le destinazioni commerciali e dei pubblici
esercizi, nel rispetto delle indicazioni del vigente piano di sviluppo e adeguamento
della rete di vendita e/o di ogni altra normativa di settore e con particolare
riferimento allart.27 per quanto attiene la tcf;
o Nelle aree Produttive e Terziarie ammessa lattivit terziaria di commercio
allingrosso th;
o nelle attivit tcf ammessa la destinazione ta purch integrata in medie e grandi
strutture di vendita;
o nelle aree A esclusivamente per il commercio di prodotti connessi con coltivazioni
di tipo specializzato (vivaisti, etc.) fino a 250 mq di superficie di vendita.
Lattivit m2 ammessa:
in tutte le aree ad eccezione delle aree agricole, per le quali consentita unicamente
lattivit m2 relativa ad autorimesse o spazi di sosta pertinenziali.
Nelle norme specifiche di area il Piano pu introdurre limitazioni alle compatibilit
localizzative, stabilite nelle norme generali, di cui ai punti precedenti.
Lattivit di circolo privato rientrante nelle attivit td ammessa:
in tutte le aree normative, a seguito del L.7/12/2000 n383 DPR 4/4/2001 n235 , mediante
presentazione di denuncia di inizio attivit e con le certificazioni previste dal DPR 4/4/2001
24

TITOLO I NORME GENERALI

n235, con le seguenti limitazioni al fine di limit are ricadute critiche in termini di viabilit,
inquinamento acustico e paesaggistico.
SUL massima complessiva 500 mq
Sup. per attivit di ristorazione- somministrazione 20% della SUL destinata al circolo.
I circoli con superficie maggiore di 250mq che prevedono la somministrazione di alimenti
e/o bevande o quelli che dispongono di sale o locali con capacit maggiore di 100 persone
o maggiore di mq.250 devono:
- -verificare la superficie a parcheggio privato nella misura del 80% della Sul
destinata al circolo in strutture proprie o pubbliche se limitrofe
- -redigere una relazione previsionale sul clima acustico
- -verificare la compatibilit con il Piano di Zonizzazione Acustica
- -sottoporre il progetto ad esame dei VVFF se necessario
- -richiedere il nulla osta del comando dei VVUU o altri enti competenti sulla
viabilit/sicurezza stradale
PRESCRIZIONI PARTICOLARI
La caratteristica di attivit compatibile con lambiente urbano di cui alle aree pa e ta
(attivit artigianali di servizio) deve essere definita con atto di impegno unilaterale
sottoscritto in sede di rilascio di concessione, mediante dichiarazione sostitutiva di atto
notorio con la quale venga certificato il tipo di attivit insediata.
Leventuale insediamento di attivit non classificabili come pa e ta (attivit artigianali di
servizio) a seguito di subingresso per cessazione di attivit preesistente, non ammesso.
Questa condizione deve far parte integrante dellatto di impegno di cui al comma precedente
Per gli immobili che, alla data di adozione del Progetto Preliminare del presente Piano, siano
occupati da attivit in contrasto con le destinazioni duso e le compatibilit localizzative
ammesse, sono consentiti gli interventi edilizi di manutenzione ordinaria e straordinaria, a
meno di eccezioni espressamente previste dalle norme particolari di area.
Nel caso di acquisizione da parte della Amministrazione Comunale di immobili destinati a
servizi pubblici dal P.R.G., verranno riconosciuti allatto dellacquisizione esclusivamente gli
indennizzi relativi ad interventi di manutenzione straordinaria. Non danno titolo ad alcun
indennizzo le recinzioni ed eventuali manufatti realizzati su tali aree.
Tali condizioni devono risultare accettate dallavente titolo, con impegno unilaterale sottoscritto
e trascritto sui registri della propriet immobiliare.

ART.10

CLASSIFICAZIONE ED INDIVIDUAZIONE DELLE AREE NORMATIVE

II Piano esercita la sua efficacia normativa assegnando, alle varie parti del territorio comunale, le
destinazioni d'uso principali e secondarie, gli interventi urbanistici ed edilizi ammessi, la loro modalit
di attuazione, gli indici urbanistici per il dimensionamento degli stessi. In relazione alle diverse
caratteristiche urbanistiche delle varie parti del territorio comunale, il Piano precisa i contenuti
normativi sopra indicati, suddividendo il territorio in aree normative di intervento, comprendenti aree
territoriali, singoli lotti omogenei, singoli edifici esistenti, che, opportunamente indicate sulle tavole di
Piano consentono di definire topograficamente le prescrizioni normative del medesimo. Ogni
cambiamento del perimetro di tali aree costituisce VARIANTE di Piano. Le aree sono cos suddivise:

AREE URBANIZZATE ED URBANIZZANDE distinte in:


25

TITOLO I NORME GENERALI

R - AREE RESIDENZIALI
parti del territorio destinate prevalentemente all'uso abitativo, comprendenti:

R.1. aree, edifici di antica formazione, con gradi diversi di trasformabilit


R.2. aree totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle aree R 1 con gradi diversi di
trasformabilit

R.3. aree libere intercluse o a margine del tessuto urbano, dotate delle principali opere di
urbanizzazione ed edificabili senza apprezzabili costi di soglia, per le quali previsto un
completamento urbanistico

R.4. aree costituite da insediamenti consolidati e lotti liberi interclusi, in contesto agricolo, per le quali
previsto un completamento urbanistico

R.5. aree di trasformazione e nuovo impianto, costituite da lotti liberi interclusi al tessuto urbano,,
destinate totalmente a servizi dal P.R.G. approvato con D.G.R. 20.7.1982 n. 179/17823.

R.6. aree di nuovo impianto comprendenti sia ambiti inedificati di localizzazione strategica per
I'assetto urbano del territorio, e definiti come aree di qualificazione urbana, sia ambiti inedificati
periurbani limitrofi a contesti edificati esistenti che costituiscono il completamento urbanistico per
la definizione dellimpianto urbano del territorio.
P - AREE PRODUTTIVE
parti del territorio destinate prevalentemente all'attivit produttiva, comprendenti:

P.1. aree occupate da insediamenti produttivi esistenti, con gradi diversi di trasformabilit sia in
ordine alle destinazioni d'uso esistenti ed ammesse, sia in riferimento alla graduale
trasformazione di destinazione d'uso per le aree ritenute incongruenti con I'assetto urbanistico
del territorio

P.2. aree di completamento, riordino, nuovo impianto costituite dalla presenza di unit produttive e
commerciali esistenti e lotti liberi, con gradi diversi di trasformabilit

P.3. aree produttive di trasformazione urbanistica, costituite dalla presenza di attivit produttive
insalubri o aree occupate da impianti inattivi

P.4. aree di completamento riordino e nuovo impianto, costituite dalla presenza di unit produttive e
lotti liberi, con gradi diversi di trasformabilit

P.5. aree per impianti produttivi isolati, destinate all'insediamento di attivit produttive inquinanti.
T - AREE TERZIARIE
parti del territorio destinate prevalentemente all'uso terziario, comprendenti:

T.1.

aree occupate da insediamenti che si confermano

26

TITOLO I NORME GENERALI

AREE NON URBANIZZATE


A -AREE AGRICOLE parti del territorio destinate all'uso agricolo e all'attivit silvo- pastorale in
genere, con gradi diversi di tutela e utilizzo e disciplinate dalle norme specifiche di area, cos
suddivise:

A.1. area agricola normale


A.2. area agricola di salvaguardia ambientale
A.3. area agricola di tutela paesaggistica
AREE PER ATTREZZATURE E SERVIZI PUBBLICI
aree pubbliche
aree per servizi ed attrezzature di livello comunale, rientranti nelle categorie di cui all'art. 21 della L.R.
56/77, suddivise in:
S1 - aree per servizi afferenti la residenza
S2p - aree per servizi afferenti le attivit produttive
S2t - aree per servizi afferenti le attivit terziarie

aree private
S3 -aree per attrezzature per istruzione, e interesse comune

F -ATTIVIT ED ATTREZZATURE DI INTERESSE GENERALE O SOVRACOMUNALE


PUBBLICHE O PRIVATE, suddivise in:
aree pubbliche: F1 - aree per impianti tecnologici
aree private: F2 - aree per attrezzature sociali, religiose, ricreative,
ludico-sportive

V - AREE PER LA MOBILITA


V - parti del territorio destinate alla conservazione, allampliamento e alla nuova formazione di sedi
veicolari e pedonali.

II INSEDIAMENTI IMPROPRI
cos suddivisi:
II r - attivit residenziali
II p - attivit produttive
II t - attivit terziarie
II a - attivit agricole.

27

TITOLO II - NORME SPECIFICHE DI AREA

28

TITOLO II NORME SPECIFICHE DI AREA

ART.11

NORME SPECIFICHE Dl AREA

Le destinazioni d'uso, gli interventi urbanistici ed edilizi, i parametri e le norme specifiche per ciascuna
delle aree normative di cui all'art. 10 sono disciplinati dai successivi articoli, predisposti in forma di
schede.
Le aree sono individuate topograficamente sulle tavole di Piano e contrassegnate dal codice riportato
nelle schede medesime.
Ai fini della lettura della scheda si precisa che:
codice di area
la lettera maiuscola definisce la classe di destinazione d'uso principale
il numero definisce la classe di intervento
I'eventuale numero riportato dopo la cifra precedente, indica il sottotipo di area normativa in base
agli indici di edificabilit ed alle prescrizioni particolari

destinazioni d'uso
sono riportati i codici delle destinazioni d'uso di cui all'art.9. Per le destinazioni d'uso di cui in p e t,
la classe dimensionale di destinazione si intende quella ammessa a maggior profondit e, pertanto,
sono concedibili le destinazioni antecedenti alla classe ammessa, secondo I'ordine crescente
riportato all'art.9.

tipo di intervento
Si fa riferimento all'indicazione puntuale delle categorie di intervento specificate all'art.7.

indici urbanistici ed edilizi


per la definizione si fa riferimento all'art.3

compatibilit cartografica e normativa


Le attivit improprie in contrasto con la destinazione d'uso insediativa prevalente, non puntualmente
indicate o per le quali esistono contrasti di classificazione, si intendono riconducibili e normate dalla
casistica prevista per singola area specifica, qualora le stesse risultino in atto alla data di adozione
del Progetto Preliminare del P.R.G. approvato dalla Regione con D.G.R. 21/02/2000 N. 13-29387.
Tale condizione dovr essere attestata da adeguata documentazione probatoria, (accatastamento,
atto di propriet, ecc.).

29

ARTICOLO

11.1.1

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/1

area edificata comprendente il nucleo antico, costituito


dallambito dallantico Castello e del Ricetto, compreso il
tessuto edilizio circostante che possono considerarsi parte
integrante.
individuata ai sensi deIlart. 24 L.R. 56/77 e s.m.i.

OBIETTIVI DI PIANO

conservazione, risanamento, ristrutturazione del patrimonio


urbanistico

PRINCIPALI
r s tcf

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE
ta1 m2

Veda prescrizioni particolari

Strumento diretto

INDICI URBANISTICI ED Veda prescrizioni particolari


EDILIZI
tipi di intervento

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

A) fabbricati principali
I tipi di intervento ammesso sugli edifici principali, sono puntualmente individuati sulla
TAV. N. 4 in scala 1:1000 e sono cos formati
restauro e risanamento conservativo

ha per oggetto:
modifiche dellimpianto distributivo interno finalizzate allinserimento degli impianti
tecnologici, da realizzare nel rispetto delle strutture originarie
il consolidamento delle strutture originali, anche con tecniche e materiali innovativi
leliminazione degli elementi a carattere deturpante
la salvaguardia dei caratteri morfologici di facciata
riqualificazione morfologica

Lintervento si applica agli edifici di recente formazione. La definizione dellintervento


riportata allart. 7.11.
cambiamento di destinazione duso

consentito per destinazioni duso principali e secondarie previste sia per cambio di
destinazione che per riutilizzo di Sul inutilizzate
B) fabbricati secondari
per i fabbricati secondari sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1-7.2-7.3-7.47.5-7.6-7.10.
30

ARTICOLO

11.1.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/1

cambiamento di destinazione duso


consentito il recupero a scopo abitativo e ad usi complementari alla residenza o alle
destinazioni duso secondarie ammesse, dei fabbricati accessori originariamente
destinati ad altri usi (fienili, travate, depositi, stalle, etc.) qualora lintervento interessi il
corpo di fabbrica principale o contiguo ad esso, nonch gli edifici inutilizzati
prospettanti su strada. In ogni caso gli interventi dovranno garantire la continuit
tipologica e formale della cortina edilizia e dei prospetti affacciati sulla via pubblica. E
ammesso lallineamento alla linea di gronda o di colmo del fabbricato principale,
tramite variazione altimetrica di 1,50 mt. Tutti i volumi inutilizzati non
originariamente destinati a residenza, non costituenti unico corpo di fabbrica con
ledificio principale o non contigui ad esso, possono essere utilizzati per usi
complementari alla residenza o per destinazioni secondarie ammesse.

aree di pertinenza
le aree libere di pertinenza potranno essere destinate a verde o pavimentate con
materiali tradizionali

compatibilit localizzativa
per lattivita di commercio al dettaglio (tcf) vedasi art.27

edifici vincolati

per gli edifici vincolati (legge 1089/39 e 1497/39) unicamente ammesso lintervento
di restauro conservativo (art. 7.3)
requisiti igienico- sanitari

per gli edifici gi utilizzati ai fini residenziali qualora non sia possibile soddisfare i
requisiti di altezza utile e di aerazione e illuminazione di legge, possibile utilizzare le
altezze preesistenti, e Integrare la ventilazione naturale degli ambienti con
ventilazione forzata, che garantisca i valori di aerazione imposti dalle leggi di settore.
Il rilascio del certificato di abitabilit comunque subordinato al rispetto degli altri
requisiti igienico- sanitari prescritti dalle leggi e giudicati idonei dalle competenti
autorit sanitarie.
aree a parcheggio privato

per gli interventi di recupero con aumento del carico urbanistico non fatto obbligo
del reperimento di aree a parcheggio privato, di cui allart. 15.2, qualora
lindividuazione ditali superfici dovesse alterare lassetto di omogeneit architettonica
dellinsieme.
edifici pubblici o di interesse pubblico
si richiamano le norme di cui alla scheda normativa

superfici a servizi (Sus)

per destinazioni ta1, tcf = 80% Sul di nuova formazione, anche a seguito di
cambiamento
31

ARTICOLO

11.1.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/1

destinazione duso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso


pubblico)
delle superfici a parcheggio nella misura deI 50% di Sus ed eventuale monetizzazione
della
restante quota.
requisiti morfologici
fabbricati:

gli interventi edilizi dovranno attenersi alle seguenti norme morfologiche:


- rivestimenti murari a semplice intonaco
- tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale
- parti sfondate, ornati in risalto, cornicioni, cornici, fregi, fasce, basamenti e
ogni altro elemento decorativo quali inferriate, ringhiere, tinteggiati in tono
con quelle scelte per la facciata, in modo da realizzare una composizione
cromatica armonica
- il balcone ammesso verso gli spazi pubblici solo laddove gi esistente, con
pavimento in lastra di pietra e mensole di pietra o in soletta di cls a vista
(spessore max =10cm) o in legno
- parapetti del tipo a giorno
- serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni
tradizionalmente usate
- elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate,
accuratamente ripristinati e conservati
- cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a
sezione tonda
- tetti a falde, con manti in coppo alla piemontese, in colore rosso
- ammessa lapertura di lucernari
- recinzioni cieche, realizzate in muratura, con mattoni faccia vista
- demolizione di eventuali baracche o tettoie esistenti, ritenute incompatibili
con lambiente
- ammessa la realizzazione di n.1 abbaino ogni mt.5,00 di sviluppo in gronda
della falda. Le dimensioni non dovranno superare il rapporto di 1/8 tra
superficie finestrata e superficie di pavimento. Questi manufatti dovranno,
comunque, uniformarsi per forma e dimensione agli eventuali abbaini gi
presenti nel contesto di appartenenza.
Spazi pubblici:
- superfici relative alla mobilit pedonale e veicolare realizzate con materiali
tradizionali
- ripristino del sistema delle arcate preesistenti del porticato
- definizione di spazio pubblico finito della piazza Vittorio Emanuele, attraverso
leliminazione della mobilit veicolare esistente sul lato sud e lunificazione
della pavimentazione della stessa, con materiali tradizionali
- previsione di un sistema di collegamento pedonale tra la via Bovetti e la
piazza Vittorio Emanuele
- rilocalizzazione dei bassi fabbricati destinati ad impianti ed attrezzature
tecniche ubicati in via Provana
- restauro conservativo della cinta medioevale
32

ARTICOLO

11.1.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/1

bassi fabbricati:
non ne ammessa la costruzione

modificazione e valenza prescrittiva dei tipi di intervento

I tipi di intervento individuati sulla TAV.N.4 e quelli disciplinati dalle prescrizioni


particolari per singoli immobili in coda al presente articolo possono essere modificati
attivando le procedure di cui al 9 comma art.17 L.R. 56/77 e s.m.i. anche per la
parziale ridefinizione di parametri edilizi, modalit operative e requisiti morfologici,
ferme restando le destinazioni duso e le quantit di SUL previste dalla norma vigente,
che possono essere modificate solo con trasferimenti di capacit edificatoria.
In ogni caso, e per qualsiasi edificio, la deliberazione deve essere assunta dal
Consiglio Comunale con il parere favorevole della Commissione Edilizia e dellUfficio
Tecnico, che formulano le proprie valutazioni sulla base di un dettagliato progetto,
esteso a tutto il fabbricato per il quale si richiede il cambio di intervento; tale progetto,
corredato di eventuali ulteriori prescrizioni, costituisce parte integrante della
deliberazione consiliare e assume valore normativo rispetto alle modalit esecutive e
al prodotto edilizio dellintervento.
Si precisa che il tipo di intervento ammesso si intende quello ammesso a maggior
profondit e, pertanto, sono ammessi anche i tipi di intervento antecedenti a quello
indicato, secondo lordine crescente riportato allart. 7.

Prescrizioni particolari per singoli immobili

Lintervento di ristrutturazione individuato sulla TAV. n4 con perimetro grigio e


identificativo numerico (1*) ammesso per il fabbricato di propriet comunale
localizzato in vicolo Milocco, dovr salvaguardare la sagoma ed i caratteri tipologici
esistenti.
Le aree per servizi da individuare, connesse al riutilizzo delledificio per le destinazioni
ammesse dal P.R.G., potranno essere monetizzate.

33

ARTICOLO

11.1.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/2

CARATTERISTICHE
DELLAREA

area edificata comprendente alla Citt murata, caratterizzata


dalla persistenza della maglia viaria originaria, e da tessuto
urbano fortemente densificato.

OBIETTIVI DI PIANO

recupero, conservazione e adeguamento degli edifici di valore


documentario, con salvaguardia degli elementi morfologici
tipizzanti, ammodernamento e sostituzione dei volumi obsoleti

PRINCIPALI
r tcf

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE
ta2 s tb3 tc3 td3
m2

Veda prescrizioni particolari

Strumento diretto
SUE di cui agli artt. 41 bis e 43 L.R. 56/77 e s.m.i.

If = esistente
H = esistente
INDICI URBANISTICI ED
EDILIZI
Rc = esistente
Veda prescrizioni particolari
tipi di intervento
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

A) fabbricati principali
I tipi di intervento ammesso sugli edifici principali, sono puntualmente individuati sulla
TAV. N. 4 in scala 1:1000 e sono cos normati
restauro e risanamento conservativo

ha per oggetto:
modifiche dellimpianto distributivo interno finalizzate allinserimento degli impianti
tecnologici, da realizzare nel rispetto delle strutture originarie
il consolidamento delle strutture originali, anche con tecniche e materiali innovativi
leliminazione degli elementi a carattere deturpante
la salvaguardia dei caratteri morfologici di facciata
ristrutturazione edilizia

ha per oggetto:
- leliminazione delle aggiunte di epoca recente a carattere deturpante
- la modificazione della distribuzione interna
- integrazione delle aperture esistenti verso gli spazi pubblici con possibilit di
nuove aperture
- demolizione e rifacimento degli orizzontamenti interni con possibilit di traslazione
della quota dei solai
- sostituzione, tramite intervento di demolizione con ricostruzione di porzioni
degradate delledificio e staticamente fatiscenti, senza modificazione della
sagoma e dellallineamento e con disegno dei prospetti coerente con linsieme
34

ARTICOLO

A
R
E
A

11.1.2

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/2

la conservazione delle facciate esterne prospettanti verso spazi pubblici


la conservazione dellapparato decorativo o il ripristino dello stesso secondo le
indicazioni morfologiche di cui a seguito
- la possibilit di elevare laltezza delledificio per ottenere altezze utili interne dei
vani abitabili di mt. 2,70.
Lintervento dovr garantire la continuit tipologica e formale degli edifici limitrofi. La
variazione altimetrica delle nuove fronti dovr essere contenuta entro metri uno, calcolata
rispetto allaltezza preesistente delledificio
riqualificazione morfologica

Lintervento si applica agli edifici di recente formazione. La definizione dellintervento


riportata allart. 7.11.
cambiamento di destinazione duso

consentito per destinazioni duso principali e secondarie previste sia per cambio di
destinazione che per riutilizzo di Sul inutilizzate
B) fabbricati secondari
per i fabbricati secondari sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1-7.2-7.3-7.47.5-7.6-7.10.
cambiamento di destinazione duso
consentito il recupero a scopo abitativo e ad usi complementari alla residenza o alle
destinazioni duso secondarie ammesse, dei fabbricati accessori originariamente
destinati ad altri usi (fienili, travate, depositi, stalle, etc.) qualora lintervento interessi il
corpo di fabbrica principale o contiguo ad esso, nonch gli edifici inutilizzati
prospettanti su strada. In ogni caso gli interventi dovranno garantire la continuit
tipologica e formale della cortina edilizia e dei prospetti affacciati sulla via pubblica.
Tutti i volumi inutilizzati non originariamente destinati a residenza, non costituenti
unico corpo di fabbrica con ledificio principale o non contigui ad esso, possono
essere utilizzati per usi complementari alla residenza o per destinazioni secondarie
ammesse.

interventi ammessi per Iambito sottoposto a S.U.E. (Piano di Recupero) individuato


sulla TAV. N. 4

interventi di ristrutturazione edilizia, demolizione con ricostruzione vincolata e


ampliamento sino ad un max del 20% della Sul esistente
H = H max esistente
Rc = max 50%
salvaguardia dei perimetro dellisolato definito dai reticolo viario e dei resti
della cinta muraria
tipologia edilizia = a cortina
fino allapprovazione dello SUE., sono ammessi interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria
St min richiesta per comparto di attuazione del S.U.E. = 50% ambito
perimetrato dal P.R.G..
In presenza S.U.E. non esteso a tutto lambito perimetrato, la proposta di
35

ARTICOLO

A
R
E
A

11.1.2

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/2

S.U.E. dovr essere corredata da studio di massima urbanistico- edilizio


esteso a tutto lambito territoriale delimitato a S.U.E..
Lambito individuato sulla Tav. N4 mediante perime tro grigio e identificativo
numerico (2*) in via Carlo Alberto e piazza Ferrero soggetto a S.U.E. ( Piano di
Recupero ) alle prescrizione descritte nellapposita scheda grafica SC.AMB.3 in
allegato alle NTA ed ai parametri urbanistici ed edilizi seguenti:
-

Intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione dei fabbricati e


recupero delle SUL come da scheda dambito n. 3
Destinazioni duso come in scheda darea
SUL max esistente come calcolata ex art.3 3.1.6 delle NTA
SUS per cambi di destinazione duso a terziario 80% SUL di cui 50% dimessa
a parcheggio pubblico e 50% monetizzabile.
SUS per cambi di destinazione duso a residenza 25/50 mq di cui 10/50 mq
assoggettabile ad uso pubblico e 15/50 mq monetizzabile
Parcheggio privato residenza 1 posto auto ogni unit immobiliare allinterno
del lotto e fino al raggiungimento delle quantit espresse allart.15.2 delle
NTA, in spazi privati limitrofi.
Urbanizzazioni indotte: allargamento e sistemazione del marciapiede su Via
Carlo Alberto in fregio allintervento
Numero piani f.t. 2 - Rc = 60%
H max = filo gronda cellula edilizia confinante p.za Ferrero
Massima profondit di manica edilizia 12 m.
Obbligo del mantenimento del filo di costruzione a filo strada esistente
Piantumazione di alberatura ornamentale su area parcheggi
Si prescrive la conservazione o la riproposizione dei pilastri che delimitano
laccesso carraio su Via Carlo Alberto.

requisiti morfologici

rivestimenti murari a semplice intonaco


tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale
parti sfondate, ornati in risalto, cornicioni, cornici, fregi, fasce, basamenti e
ogni altro elemento decorativo quali inferriate, ringhiere, tinteggiati in tono
con quelle scelte per la facciata, in modo da realizzare una composizione
cromatica armonica. Per i basamenti ammesso il rivestimento con pietra
per unaltezza non superiore a cm. 100 misurata dalla quota del marciapiede
o dal piano stradale
balconi realizzati in lastra e mensole di pietra (spessore = 10 cm) .
parapetti del tipo a giorno in bacchette di ferro
serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni
tradizionalmente usate
elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate, decorazioni
plastiche accuratamente ripristinati e conservati
cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a
sezione tonda
tetti a doppia falda, con manto in coppi alla piemontese
camini e altri additamenti delle coperture in mattone a vista con tipologia
tradizionale
ammessa lapertura di lucernari sulle falde interne verso cortile.
36

ARTICOLO

A
R
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A

11.1.2

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/2

Non ammessa la realizzazione di abbaini.


la recinzione , se necessaria, dovr prevedere una zoccolatura muraria h
0,8 m e soprastante opera in ferro a giorno .
le aree libere e quelle soggette a dismissione dovranno essere sistemate
con pavimentazione in pietra naturale

modalit di attuazione degli interventi

a. strumento diretto per:


- i tipi di intervento ammesso sui fabbricati principali e secondari
b. S.U.E. per:
- lambito individuato sulla TAV.N.4
- per gli interventi di demolizione con ricostruzione, attuati nel rispetto della
normadi cui al paragrafo modificazione e valenza prescrittiva dei tipi di
intervento
c. concessione convenzionata di cui aI 5 comma art .49 L.R. 56/77 e s.m.i. per:
- interventi con Sul maggiori di 500 mq.
La convenzione dovr avere i contenuti stabiliti aIIart. 45 della LR.56/77 e s.m.i.
adeguamento igienico- funzionale

E concesso, una sola volta, lampliamento di Sul per un massimo di mq 25, per
adeguamento igienico di edifici unifamiliari isolati o contigui.
Laggiunta deve avvenire preferibilmente su fronti non prospettanti la via pubblica.
Lintervento, ammesso nei caso ove non sia possibile ricorrere allintervento di
cambiamento di destinazione duso, o di chiusura di logge o travate esistenti.
Lintervento di adeguamento funzionale ammesso su tutti gli edifici principali
Superfici a servizi (Sus)

- destinazione residenziale Sus = 25 mq/50 mq Sul:


dismissione o convenzionamento in uso pubblico di una quota di Sus=10 mq/50 mq
Sul ed eventuale monetizzazione della restante quota, pari a 15mq/ 50mq Sul.
Per gli interventi attuati con strumento diretto qualora gli stessi determinino superfici a
Sus non funzionali ammessa la totale monetizzazione
- destinazioni terziaria:
Sus=80% della Sul di nuova formazione anche a seguito di cambiamento
destinazione duso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso
pubblico) delle superfici a parcheggio nella misura del 50% di Sus, ed eventuale
monetizzazione della restante quota, nei casi di dimostrata impossibilit del
reperimento dello standard richiesto Per destinazioni t3 fatto obbligo del totale
reperimento.
Per interventi di cambio di destinazione duso con Sul max = 50 mq, finalizzati
alladeguamento igienico- funzionale di attivit esistenti ammessa la totale
monetizzazione.
Per destinazioni tcf, vedere art.27 art. NTA

37

ARTICOLO

A
R
E
A

11.1.2

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/2

requisiti morfologici

gli interventi edilizi dovranno attenersi alle seguenti norme morfologiche:


rivestimenti murari a semplice intonaco
tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale
parti sfondate, ornati in risalto, cornicioni, comici, fregi, fasce, basamenti e
ogni altro elemento decorativo quali inferriate, ringhiere, tinteggiati in tono con
quelle scelte per la facciata, in modo da realizzare una composizione
cromatica armonica. Per i basamenti ammesso il rivestimento con pietra per
unaltezza non superiore a cm.100 misurata dalla quota del marciapiede o dal
piano stradale.
balconi realizzati in lastra e mensole di pietra o in soletta di cls a vista
(spessore = 10 cm) o in legno.
parapetti del tipo a giorno
serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni
tradizionalmente usate
elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate, accuratamente
ripristinati e conservati
superfici vetrate, a chiusura di logge esistenti, dovranno essere montate su
telaio, posizionato sul filo interno del muro perimetrale delledificio
cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a sezione
tonda
tetti a falde, con mariti in coppo o tegole portoghesi, in colore rosso
ammessa lapertura di lucernari.
ammessa la realizzazione n. 1 abbaino ogni mt. 5,00 di sviluppo in gronda
della falda. Le dimensioni non dovranno superare il rapporto di 1/8 tra
superficie finestrata e superficie di pavimento.
le recinzioni dovranno essere cieche, realizzate in muratura, con mattoni
facciavista o superficie intonacata
le aree libere dovranno essere sistemate contemporaneamente alla
sistemazione delledificio, con obbligo di presentare unitamente al progetto
principale delle opere edilizie, il progetto di sistemazione delle aree libere. Le
eventuali baracche o tettoie precarie esistenti dovranno essere demolite.

aree a parcheggio privato

per gli interventi di recupero con aumento del carico urbanistico fatto obbligo del
reperimento di aree a parcheggio privato, secondo le quantit stabilite al punto c) art.
15.2 seguente.
requisiti igienico-sanitari

per gli edifici gi utilizzati ai fini residenziali qualora non sia possibile soddisfare i
requisiti di altezza utile e di aerazione e illuminazione di legge, consentito utilizzare
le altezze preesistenti, comunque non inferiori a mt.2,40 e integrare la ventilazione
naturale degli ambienti con ventilazione forzata, che garantisca i valori di aerazione
imposti dalle leggi di settore.
Il rilascio del certificato di abitabilit comunque subordinato al rispetto degli altri
requisiti igienico- sanitari prescritti dalle leggi vigenti e giudicati idonei dalle
competenti autorit sanitarie.
38

ARTICOLO

11.1.2

A
R
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A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/2

modificazione e valenza prescrittiva dei tipi di intervento

I tipi di intervento individuati sulla TAV.N.4 e quelli disciplinati dalle prescrizioni


particolari per singoli immobili in coda al presente articolo possono essere modificati
attivando le procedure di cui al 9 comma art.17 L.R. 56/77 e s.m.i. anche per la
parziale ridefinizione di parametri edilizi, modalit operative e requisiti morfologici,
ferme restando le destinazioni duso e le quantit di SUL previste dalla norma vigente,
che possono essere modificate solo con trasferimenti di capacit edificatoria.
In ogni caso, e per qualsiasi edificio, la deliberazione deve essere assunta dal
Consiglio Comunale con il parere favorevole della Commissione Edilizia e dellUfficio
Tecnico, che formulano le proprie valutazioni sulla base di un dettagliato progetto,
esteso a tutto il fabbricato per il quale si richiede il cambio di intervento; tale progetto,
corredato di eventuali ulteriori prescrizioni, costituisce parte integrante della
deliberazione consiliare e assume valore normativo rispetto alle modalit esecutive e
al prodotto edilizio dellintervento.
Si precisa che il tipo di intervento ammesso si intende quello ammesso a maggior
profondit e, pertanto, sono ammessi anche i tipi di intervento antecedenti a quello
indicato, secondo lordine crescente riportato allart. 7.
In presenza di SUE ammesso, oltre agli interventi attuabili con strumento diretto,
lintervento di demolizione con ricostruzione.
Lintervento di demolizione con ricostruzione deve essere attuato nel rispetto della
quantit di Sul preesistente, con possibilit di variare le quote di colmo e di gronda
preesistenti, per ottenere unaltezza dei vani abitabili di mt. 2,70.
Lintervento dovr comunque salvaguardare le caratteristiche tipologico formali dei
prospetti affacciati sulla via pubblica.
Qualora lintervento ricomprenda anche corpi di fabbrica localizzati nella parte
cortilata ammesso laccorpamento della Sul per la grossatura della manica del
corpo di fabbrica principale.
Prescrizioni particolari per singoli immobili

Limmobile sito in Via Carlo Alberto, 159-161 angolo Via Capirone, evidenziato nella
TAV. 4 con perimetro grigio e identificativo numerico (3*), dovr seguire le seguenti
prescrizioni:
- per il corpo di fabbrica principale (evidenziato in planimetria con colore giallo
ed asterisco), in fregio a Via Capirone e Via Carlo Alberto, sar possibile
intervenire attraverso un restauro e risanamento di tipo conservativo, dati i
sistemi voltati di pregio a piano terra con luci in chiave di 3.15 m che
consentono il recupero dei locali senza necessit di demolizioni, mentre per i
piani superiori di pi recente trasformazione e privi di caratteristiche
documentali potr essere realizzata una completa ristrutturazione anche con
eventuale modifica dei piani dei solai come previsto dallart.11.1.3;
- a causa dellinadeguatezza del locale seminterrato, allinterno del corpo di
fabbrica principale, con copertura a volta a botte, andito fronte Via Capirone
(altezza in chiave di 2,30m e pavimento a quota 0,73 m) si ipotizza la
possibile demolizione della volta in muratura a botte;
- il corpo di fabbrica interno cortile (evidenziato in planimetria con colore rosso)
effettivamente un manufatto autonomo su due piani a destinazione abitativa
privo di caratteri di pregio significativi, potr quindi subire una ristrutturazione
39

ARTICOLO

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11.1.2

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/2

edilizia;
Destinazioni duso come in scheda darea SUL max esistente come calcolata
ex art.3 3.1.6 delle NTA
SUS per cambi di destinazione duso a terziario 80% SUL interamente
monetizzata.
SUS per cambi di destinazione duso a residenza 25/50 mq interamente
monetizzata.
Parcheggio privato per quantit espresse allart.15.2 delle NTA, allinterno del
lotto e/o in spazi privati limitrofi.
in prospetto dovranno essere mantenute le caratteristiche aperture ad
occhiolo che si ritrovano al piano sottotetto, inoltre potranno essere integrate
le aperture e al piano terreno realizzate nuove vetrine e ingressi, nel rispetto
dellambiente storicamente caratterizzato, nel disegno e nei materiali che
connotano ledificio.
non consentita lapertura di abbaini su strada.
consentita la riqualificazione di abbaini verso cortile se preesistenti.
Larea cortilizia dovr essere liberata da tettoie ed elementi incongrui recenti
Non sono ammesse alterazioni volumetriche e di sagoma del tetto
Manto di copertura in coppi alla piemontese
altri requisiti morfologici come da scheda darea ad eccezione delle voci
specificamente normate ai precedenti paragrafi e come da Regolamento
edilizio.

Limmobile sito in piazza Vittorio Emanuele II.,22 angolo via XXV aprile, individuato
sulla Tav. N4 mediante perimetro grigio e identifi cativo numerico (4*) soggetto a
S.U.E. (Piano di Recupero) alle prescrizione descritte nellapposita scheda grafica
SC.AMB.6 in allegato alle NTA ed ai parametri urbanistici ed edilizi seguenti:
- Intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione degli anditi privi di
altezze e dimensioni regolamentari
- Destinazioni duso come in scheda darea
- SUL max esistente come calcolata ex art.3 3.1.6 delle NTA
- SUS per cambi di destinazione duso a terziario 100% SUL interamente
monetizzata.
- SUS per cambi di destinazione duso a residenza 25/50 mq interamente
monetizzata.
- Parcheggio privato per quantit espresse allart.15.2 delle NTA, in spazi privati
limitrofi.
- Numero piani f.t. 3 per ledificio sulla piazza, 2 per la porzione restante
- H max = filo gronda esistente misurato al confine di propriet con il mappale
386
- Inclinazione copertura 40%.
- Obbligo del mantenimento del filo di costruzione a filo strada esistente
requisisti morfologici:
- Obbligo della riforma delle aperture e delle vetrine dello zoccolo commerciale
secondo una composizione pi coerente con il contesto storico
- rivestimenti murari a semplice intonaco
- tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale
- parti sfondate, ornati in risalto, cornicioni, comici, fregi, fasce, basamenti e
ogni altro elemento decorativo quali inferriate, ringhiere, tinteggiati in tono con
40

ARTICOLO

A
R
E
A

11.1.2

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/2

quelle scelte per la facciata, in modo da realizzare una composizione


cromatica armonica. Per i basamenti ammesso il rivestimento con pietra per
unaltezza non superiore a cm.100 misurata dalla quota del marciapiede o dal
piano stradale.
balconi realizzati in lastra e mensole di pietra (spessore = 10 cm) solo per il 2
p.f.t . Il terzo p.f.t. potr essere dotato di porte-finestre con parapetto nello
spessore del muro.
parapetti del tipo a giorno in bacchette di ferro
serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni
tradizionalmente usate
elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate, decorazioni
plastiche accuratamente ripristinati e conservati
cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a sezione
tonda
tetti a doppia falda e padiglione sul risvolto, con manto in coppi alla
piemontese
camini e altri additamenti delle coperture in mattone a vista con tipologia
tradizionale
ammessa lapertura di lucernari integrativi del rapporto aero-illuminante sulle
falde verso spazio pubblico
non ammessa la realizzazione di abbaini verso spazio pubblico
consentita la riqualificazione di abbaini verso cortile se preesistenti
altri requisiti morfologici come da Regolamento edilizio

Limmobile sito in Via Bonis, nel tratto compreso tra le Vie Vallino e Cavour,
individuato sulla Tav. N4 mediante perimetro grigi o e identificativo numerico (5*)
soggetto a S.U.E. (Piano di Recupero) con vincolo alla realizzazione di un passaggio
pedonale pubblico di larghezza minima pari a m 3,00, trasversale alla manica di
fabbrica e posizionato in asse al tratto perpendicolare di Via Martiri della Libert.

41

ARTICOLO

11.1.3

A
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A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/3

CARATTERISTICHE
DELLAREA

area corrispondente alla struttura insediativa rurale oltre mura


e costituente la prima espansione della citt, caratterizzata da
strutture edilizie civili e rurali in linea e spazi liberi, delimitate
da strade, con densit edificatoria minore a quella delle aree
R1/1 e R1/2

OBIETTIVI DI PIANO

Conservazione, recupero e riqualificazione del patrimonio


edilizio

PRINCIPALI
r tcf

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE
ta2 s tb3 tc3 td3
m2

Veda prescrizioni particolari

Strumento diretto
SUE di cui agli artt. 41 bis e 43 L.R. 56/77 e s.m.i.

INDICI URBANISTICI ED Veda prescrizioni particolari


EDILIZI
tipi di intervento

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

A) fabbricati principali
I tipi di intervento ammesso sugli edifici principali, sono puntualmente individuati sulla
TAV. N. 4 in scala 1:1000 e sono cos normati
restauro e risanamento conservativo

ha per oggetto:
modifiche dellimpianto distributivo interno finalizzate allinserimento degli impianti
tecnologici, da realizzare nel rispetto delle strutture originarie
il consolidamento delle strutture originali, anche con tecniche e materiali innovativi
leliminazione degli elementi a carattere deturpante
la salvaguardia dei caratteri morfologici di facciata
ristrutturazione edilizia

ha per oggetto:
- leliminazione delle aggiunte di epoca recente a carattere deturpante
- la modificazione della distribuzione interna
- integrazione delle aperture esistenti verso gli spazi pubblici con possibilit di
nuove aperture
- demolizione e rifacimento degli orizzontamenti interni con possibilit di traslazione
della quota dei solai
- sostituzione, tramite intervento di demolizione con ricostruzione di porzioni
degradate delledificio e staticamente fatiscenti, senza modificazione della
sagoma e dellallineamento e con disegno dei prospetti coerente con linsieme
- la conservazione delle facciate esterne prospettanti verso spazi pubblici
42

ARTICOLO

11.1.3

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/3

la conservazione dellapparato decorativo o il ripristino dello stesso secondo le


indicazioni morfologiche di cui a seguito
- la possibilit di elevare laltezza delledificio per ottenere altezze utili interne dei
vani abitabili di mt. 2,70.
Lintervento dovr garantire la continuit tipologica e formale degli edifici limitrofi. La
variazione altimetrica delle nuove fronti dovr essere contenuta entro metri uno, calcolata
rispetto allaltezza preesistente delledificio
riqualificazione morfologica

Lintervento si applica agli edifici di recente formazione. La definizione dellintervento


riportata allart. 7.11.
cambiamento di destinazione duso

consentito per destinazioni duso principali e secondarie previste sia per cambio di
destinazione che per riutilizzo di Sul inutilizzate
manutenzione

comprende gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.


Gli interventi devono rispettare le prescrizioni morfologiche stabilite per le presenti
aree.
area a verde privato vincolato

Area inedificabile con vincolo del mantenimento della destinazione a parco.


B) fabbricati secondari
per i fabbricati secondari sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1-7.2-7.3-7.47.5-7.6-7.10.
cambiamento di destinazione duso
consentito il recupero a scopo abitativo e ad usi complementari alla residenza o alle
destinazioni duso secondarie ammesse, dei fabbricati accessori originariamente
destinati ad altri usi (fienili, travate, depositi, stalle, etc.) qualora lintervento interessi il
corpo di fabbrica principale o contiguo ad esso, nonch gli edifici inutilizzati
prospettanti su strada. In ogni caso gli interventi dovranno garantire la continuit
tipologica e formale della cortina edilizia e dei prospetti affacciati sulla via pubblica.
Tutti i volumi inutilizzati non originariamente destinati a residenza, non costituenti
unico corpo di fabbrica con ledificio principale o non contigui ad esso, possono
essere utilizzati per usi complementari alla residenza o per destinazioni secondarie
ammesse.

interventi ammessi per Iambito sottoposto a S.U.E. (Piano di Recupero)

i Piani di Recupero sono sempre ammessi, nel rispetto dei seguenti indici e parametri:
- unit minima di intervento=1000 mq Sul
- interventi ammessi: artt 7.5-7.10
- indice di edificabilit territoriale lt 0,80 mq/mq o pari allesistente, se maggiore,
43

ARTICOLO

A
R
E
A

11.1.3

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/3

in caso di interventi di demolizione con ricostruzione vincolata


rapporto di copertura = 40% per interventi di ampliamento; 50% per interventi
di demolizione con ricostruzione vincolata, se Rc preesistente superiore al
40%
distanze dalle strade: allineamenti fabbricati adiacenti, fatte salve ulteriori
prescrizioni da parte del Comune
Sus = veda voce specifica

In caso di edifici fronteggianti la via pubblica, lAmministrazione Comunale ha facolt


di richiedere che la costruzione del nuovo volume sia arretrata rispetto
allallineamento preesistente, quando si debba migliorare il grado di fruizione della
viabilit, senza compromettere con tale operazione limpianto viario esistente. in
questo caso e per tale finalit (allargamento sezione stradale) lintervento non
considerato di ristrutturazione urbanistica e non ha soglia minima di intervento.
Qualora lintervento comprenda corpi di fabbrica localizzati nella parte cortilata,
ammesso ricostruire tali volumi sul fronte strada, al fine della ricomposizione della
cortina edificata
Si intendono comunque esclusi dalla presente norma gli edifici sottoposti ad
intervento di restauro e risanamento conservativo e le aree destinate a verde privato
vincolato identificati nella TAV N. 4.
adeguamento igienico- funzionale

concesso, una sola volta, lampliamento di Sul per un massimo di mq 25, per
adeguamento igienico di edifici unifamiliari isolati o contigui. Laggiunta deve avvenire
preferibilmente su fronti non prospettanti la via pubblica.
Lintervento, ammesso nel caso ove non sia possibile ricorrere allintervento di
cambiamento di destinazione duso, o di chiusura di logge o travate esistenti.
Lintervento di adeguamento funzionale ammesso su tutti gli edifici principali.
attivit in contrasto

per lazienda agricola esistente in via Matteotti, e individuata nella TAV. N.4 con
perimetro blu e identificativo numerico (6*), ammessa la continuazione delle attivit
in atto con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. In caso di cessazione
dellattivit in atto ammessa la trasformazione in funzione residenziale o attivit
compatibili, con obbligo di S.U.E., nel rispetto dei seguenti indici e parametri:
lt =esistente
interventi ammessi 7.1-7.2-7.3-7.4-7.10
Rc= esistente
Sus =dismissione pari a10mq/50mq Sul residenziale e eventuale monetizzazione
restante quota 15mq/50mq Sul
= dismissione o convenzionamento in uso pubblico pari a 80% di Sul terziaria
= per attivit tcf vedere art. 27 NTA

44

ARTICOLO

11.1.3

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/3

requisiti igienico- sanitari

per gli edifici gi utilizzati ai fini residenziali, qualora non sia possibile soddisfare i
requisiti di altezza utile e di aerazione e illuminazione di legge, possibile utilizzare le
altezze preesistenti, comunque non inferiori a mt.2,40 e integrare la ventilazione
naturale degli ambienti con ventilazione forzata, che garantisca i valori di aerazione
imposti dalle leggi di settore.
Il rilascio del certificato di abitabilit comunque subordinato al rispetto degli altri
requisiti igienico- sanitari prescritti dalle leggi vigenti e giudicati idonei dalle
competenti autorit sanitarie.
aree a parcheggio privato

per gli interventi di recupero con aumento del carico urbanistico fatto obbligo del
reperimento di aree a parcheggio privato, secondo le quantit stabilite al punto art.15.
Superfici a servizi (Sus)

- destinazione residenziale Sus 25 mq/50 mq Sul:


dismissione o convenzionamento in uso pubblico di una quota di Sus10 mq/50 mq Sul
ed eventuale monetizzazione della restante quota, pari a i Smqi5Omq Sul. Per gli
interventi attuati con strumento diretto qualora gli stessi determinino superfici a Sus
non funzionali ammessa la totale monetizzazione
destinazioni terziaria:
Sus=80% della Sul di nuova formazione anche a seguito di cambiamento
destinazione duso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso
pubblico) delle superfici a parcheggio nella misura deI 50% di Sus, ed eventuale
monetizzazione della restante quota, nei casi di dimostrata impossibilit del
reperimento dello standard richiesto.
Per destinazioni t3 fatto obbligo del totale reperimento.
Per interventi di cambio di destinazione duso con Sul max =50 mq, finalizzati
alladeguamento igienico- funzionale di attivit esistenti ammessa la totale
monetizzazione
Per attivit tcf vedere art. 27 NTA
requisiti morfologici

gli interventi edilizi dovranno attenersi alle seguenti norme morfologiche:


rivestimenti murari a semplice intonaco
tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale
parti sfondate, ornati in risalto, cornicioni, cornici, fregi, fasce, basamenti e ogni
altro elemento decorativo quali inferriate, ringhiere, tinteggiati in tono con quelle
scelte per la facciata, in modo da realizzare una composizione cromatica
armonica. Per i basamenti ammesso il rivestimento con pietra, per unaltezza
non superiore a cm.100 misurata dalla quota del marciapiede o dal piano stradale
balconi realizzati in lastra e mensole di pietra o in soletta di cls a vista (spessore =
10 cm) o in legno.
parapetti del tipo a giorno
serramenti in legno con chiusure pure in legno di dimensioni tradizionalmente
45

ARTICOLO

11.1.3

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/3

usate
elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate, accuratamente
ripristinati e conservati- superfici vetrate, a chiusura di logge esistenti, dovranno
essere montate su telaio, posizionato sul filo interno del muro perimetrale
delledificio
cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame sezione
tonda
tetti a falde, con manti in coppi o tegole portoghesi, in colore rosso
ammessa lapertura di lucernari.
ammessa la realizzazione n. 1 abbaino ogni mt. 5,00 di sviluppo in gronda della
falda. Le dimensioni non dovranno superare il rapporto di 1/8 tra superficie
finestrata e superficie di pavimento.
recinzioni dovranno essere cieche, realizzate in muratura, con mattoni facciavista
superficie intonacata
le aree libere dovranno essere sistemate contemporaneamente alla sistemazione
delledificio, con obbligo di presentare unitamente al progetto principale delle
opere edilizie, il progetto di sistemazione delle aree libere. Le eventuali baracche
o tettoie precarie esistenti dovranno essere demolite.

modalit di attuazione degli interventi

a. strumento diretto per:


i tipi di intervento ammesso sui fabbricati principali e secondari
b. concessione convenzionata di cui al 5 comma art . 49 L.R. 56/77 e s.m.i., per
interventi con Sul maggiore di 500 mq
c. SUE. per interventi con Sul maggiore di 1000 mq
d. qualora gli interventi di demolizione e ricostruzione prescritti per gli edifici sulla via
Marconi prevedessero larretramento dei fili di fabbricazione, essi configurerebbero
ambiti di ristrutturazione urbanistica da sottoporre a Piano di Recupero al fine di
salvaguardare un assetto coerente della cortina edilizia e delle tipologie in essa
presenti.
modificazione e valenza prescrittiva dei tipi di intervento

I tipi di intervento individuati sulla TAV.N.4 e quelli disciplinati dalle prescrizioni


particolari per singoli immobili in coda al presente articolo possono essere modificati
attivando le procedure di cui al 9 comma art.17 L.R. 56/77 e s.m.i. anche per la
parziale ridefinizione di parametri edilizi, modalit operative e requisiti morfologici,
ferme restando le destinazioni duso e le quantit di SUL previste dalla norma vigente,
che possono essere modificate solo con trasferimenti di capacit edificatoria.
In ogni caso, e per qualsiasi edificio, la deliberazione deve essere assunta dal
Consiglio Comunale con il parere favorevole della Commissione Edilizia e dellUfficio
Tecnico, che formulano le proprie valutazioni sulla base di un dettagliato progetto,
esteso a tutto il fabbricato per il quale si richiede il cambio di intervento; tale progetto,
corredato di eventuali ulteriori prescrizioni, costituisce parte integrante della
deliberazione consiliare e assume valore normativo rispetto alle modalit esecutive e
al prodotto edilizio dellintervento.
Si precisa che il tipo di intervento ammesso si intende quello ammesso a maggior
profondit e, pertanto, sono ammessi anche i tipi di intervento antecedenti a quello
indicato, secondo lordine crescente riportato allart. 7.
46

ARTICOLO

11.1.3

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/3

Prescrizioni particolari per singoli immobili

Lambito individuato sulla Tav. N4 mediante perime tro grigio e identificativo numerico
(7*) in via Marconi, 26 soggetto a S.U.E. (Piano di Recupero) alle prescrizione
descritte nellapposita scheda grafica SC.AMB.4 in allegato alle NTA ed ai parametri
urbanistici ed edilizi seguenti:
Intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione dei fabbricati minori
e recupero delle SUL per lampliamento della manica del corpo di fabbrica
principale
Recupero della SUL esistente secondo art.3 3.1.6 delle NTA
Destinazioni duso residenziale
SUL max esistente come calcolata art.3 3.1.6 delle NTA
SUS per uso residenziale dismessa in fregio alla via come da scheda grafica
per parcheggio pubblico e verde
SUS per cambi di destinazione duso a residenza 25/50 mq di cui 10/50 mq
dismessa ad uso pubblico e 5/50 mq monetizzabile
Parcheggio privato residenza al piano interrato, nelle modalit previste dalle
norme per la classe idrogeologica di appartenenza, fino al raggiungimento
delle quantit espresse allart.15.2 delle NTA.
Numero piani f.t. 3 per il corpo di fabbrica principale e piani f.t.2 per il restante
corpo di fabbrica
Rapporto di copertura massimo = 50%
Hf max = 9,50 m
Obbligo del mantenimento del filo di costruzione a filo strada della copertura
esistente mediante la ricostruzione a semplice tettoia di tipo tradizionale su
pilastri di sostegno in muratura
Obbligo dellallineamento al filo interno allisolato per la giacitura consolidata di
corpi di fabbrica di antica formazione
verde privato su terrapieno o su soletta minimo 20% della superficie
complessiva
requisiti morfologici
rivestimenti murari a semplice intonaco
tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale
basamenti rivestiti con pietra per unaltezza non superiore a cm.100 misurata
dalla quota del marciapiede o dal piano di campagna.
balconi realizzati in lastra e mensole di pietra (spessore = 10 cm) .
parapetti del tipo a giorno in bacchette di ferro lavorati a semplice disegno
serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni
tradizionalmente usate
cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a sezione
tonda
tetti a doppia falda, con manto in coppi alla piemontese
camini e altri additamenti delle coperture in mattone a vista con tipologia
tradizionale
ammessa lapertura di lucernari sulle falde verso strada
ammessa solo per il corpo di fabbrica principale la realizzazione di abbaini
verso secondo cortile posteriore
la recinzione, se necessaria, dovr prevedere una zoccolatura muraria di 80
cm e soprastante opera in ferro a giorno
47

ARTICOLO

A
R
E
A

11.1.3

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/3

le superfici libere e in dismissione pavimentate dovranno essere realizzate in


pietra naturale
la ricostruzione della tettoia in fregio alla via dovr essere realizzata con
tecniche tradizionali, struttura della capriate, orditura principale e secondaria in
legno a vista, copertura in coppi alla piemontese e pilastri di sostegno in
mattoni pieni a vista; il passo dei pilastri dovr consentire lingresso agevole ai
parcheggi pubblici
I nuovi edifici dovranno recepire le valutazioni della C.I.E. per un corretto
inserimento dei volumi, delle caratteristiche compositive dei fronti, nel contesto
che si intende riqualificare.

Limmobile individuato nella Tav. n. 4 con perimetro grigio e identificativo numerico


(8*) soggetto a intervento di ristrutturazione edilizia da attuarsi con permesso di
costruire convenzionato nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
arretramento del fianco del corpo di fabbrica che determina la strettoia di Via
Caselle alla confluenza in Piazza Dogali, in modo da garantire una sezione di
sedime stradale di m 10,00, misurati radialmente rispetto alledificio esistente sul
lato opposto di Via Caselle,
possibilit di realizzare lampliamento igienico funzionale una-tantum di mq 25,00
per ledificio principale prospiciente Piazza Dogali, oltre al recupero della
volumetria sottratta dallarretramento,
monetizzazione delle superfici per standard.
Con intervento diretto sono ammissibili la manutenzione straordinaria e la
ristrutturazione esclusivamente finalizzata al recupero abitativo dei fabbricati senza
modifiche di sagoma, ad eccezione di eventuali interventi sulle coperture (per
realizzare abbaini, uniformare le pendenze, adeguare gli sporti, coprire il terrazzo)
purch non vengano innalzate le quote di colmo esistenti.

48

ARTICOLO

A
R
E
A

11.1.4

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/4

edifici e complessi edificati costituenti lantico sistema


insediativo, limitrofi o inglobati nellespansione urbana, che pur
non presentando significativi valori storico- documentari,
rivestono carattere di testimonianza storica del passato.
salvaguardia dellaspetto planovolumetrico e di eventuali
elementi morfologici tipizzanti, senza imposizione di rigido
rispetto delle preesistenze.

PRINCIPALI
r

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE
Pa1 ta1 tcf - m2

Veda prescrizioni particolari

Strumento diretto
S.U.E. art. 43 L.R. 56/77 e smi

INDICI URBANISTICI ED Veda prescrizioni particolari


EDILIZI
Interventi ammessi e modalit di attuazione:
a) con strumento diretto:
interventi di cui agli artt 7.1-7 2-7.3-7.4-7.6-7.7.2-7.10.
P
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Z
I
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N
I
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T
I
C
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I

Lintervento di ampliamento (7.7.2) ai soli fini residenziali ammesso sino ad un


max del 20% della Sul esistente, sino ad una concorrenza max di 150 mq di Sul e
nel rispetto dellaltezza preesistente.
b) con S.U.E. o concessione convenzionata
obbligatorio per interventi di recupero con edificabilit superiore a 500 mq di Sul
interventi di cui agli artt. 7.8 -7.10.
Le eventuali aziende agricole in attivit alla data di adozione del Progetto Preliminare del
P.R.G., esistenti allinterno delle presenti aree sono sottoposte allosservanza delle
norme di cui alle aree a1/1 art. 11.19.4 delle presenti norme.
superficie a servizi Sus
- destinazioni residenziali e pa1 Sus = 25 mq/50 mq Sul;
- dismissione di 10 mq /50mq Sul ed eventuale monetizzazione della restante
quota 15mq/50mq Sul

destinazioni terziaria:
Sus=80% della Sul di nuova formazione anche a seguito di cambiamento destinazione
duso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso pubblico) delle superfici
a parcheggio nella misura del 50% di Sus, ed eventuale monetizzazione della restante
quota, nei casi di dimostrata impossibilit del reperimento dello standard richiesto.
Per interventi di cambio di destinazioni duso con Sul max=50 mq, finalizzati
alladeguamento igienico-funzionale di attivit esistenti ammessa la totale
monetizzazione
49

ARTICOLO

11.1.4

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

EDIFICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE


DI CONSERVAZIONE E RECUPERO

R 1/4

per attivit tcf vedere art.27 NTA


Per il fabbricato denominato Cascina Reisina, ricompreso nellelenco di cui allart. 24
sono ammessi i seguenti interventi:
- interventi previsti dallallegato al regolamento edilizio denominato Catalogo dei
beni culturali architettonici indicazione di comportamento al fine della loro tutela
e valorizzazione.

50

ARTICOLO
11.2.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI


CONSERVAZIONE URBANISTICA

R 2/1

CARATTERISTICHE
DELLAREA

parti del territorio quasi totalmente edificate, il cui tessuto


edilizio di epoca recente e in cui non sussistono valori
architettonico- ambientali da salvaguardare

OBIETTIVI DI PIANO

conservazione, adeguamento del patrimonio edilizio di recente


costruzione, rinnovo e sostituzione di edifici fatiscenti,
completamento edificatorio

DESTINAZIONI DUSO

PRINCIPALI
r tcf1

SECONDARIE
Pa1- tcf- ta2-tb2-tc2-td2 m2

(1) Solo nelle localizzazioni e


addensamenti commerciali

TIPI DI INTERVENTO
MODALITA DI
ATTUAZIONE

7.1-7.2-7.3-7.4-7.5-7.6-7.7-7.8-710
Veda prescrizioni particolari

Strumento diretto
It = -mq/mq
If = 0,35 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED Rc = 30% Sc/Sf
EDILIZI
H =10,50 mt. o preesistente
n. pft = 3
Sus = veda prescrizioni
specifiche
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

S.U.E.
It = If = 0,35 mq/mq

capacit edificatoria
la nuova Sul realizzabile dovr essere determinata scomputando quella preesistente
sullarea. Per edifici principali esistenti a destinazione residenziale o mista, sino a n 2
unit immobiliari (massimo 250 mq Sul) e con esclusione dei locali e dei fabbricati
accessori, qualora lapplicazione delllf non sia sufficiente per il miglioramento igienicofunzionale delledificio, concesso, una sola volta, lampliamento nel rispetto delle
seguenti norme:
- max ampliamento concedibile = 20% Sul esistente alla data di adozione del Progetto
Preliminare di P.R.G. e comunque per una Sul di nuova edificazione 50 mq,
- min ampliamento concedibile 25 mq, anche se eccedenti il 20% della Sul esistente
superfici a servizi (Sus)
destinazione residenziale Sus = 25 mq/35 mq Sul:
dismissione o convenzionamento in uso pubblico di una quota di Sus = 10 mq/35 mq Sul
allinterno dellarea di intervento, ed eventuale monetizzazione della restante quota, pari
a 15mq/35mq Sul. Per gli interventi attuati con strumento diretto, qualora gli stessi
determinino superfici a Sus non funzionali, ammessa la totale monetizzazione.
Destinazione commerciale (tcf) Sus=100% Sul per interventi di cui art.13, 3 comma,
lett.g LUR di cui 50% a parcheggio pubblico e verifica posti parcheggio art.27 NTA
Destinazione commerciale (tcf) Sus=80% Sul per interventi di cui art.13, 3 comma,
lett.e-f LUR di cui 50% a parcheggio pubblico e verifica posti parcheggio art.27 NTA
destinazioni duso secondarie:
Sus 80% della Sul di nuova formazione anche a seguito di cambiamento

ARTICOLO
11.2.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI


CONSERVAZIONE URBANISTICA

R 2/1

destinazione duso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso


pubblico) delle superfici a parcheggio nella misura del 50% di Sus, ed eventuale
monetizzazione della restante quota.
Per attivit tcf vedere art.27 NTA
Per interventi di cambio di destinazione duso con Sul max = 50 mq, finalizzati
alladeguamento igienico- funzionale di attivit esistenti ammessa la totale
monetizzazione Le superfici a servizi potranno essere monetizzate qualora venga del
loro reperimento.
interventi di recupero del patrimonio edilzio di antica formazione
A

per interventi finalizzati ad un rinnovo del patrimonio edilizio di antica formazione


esistente, si applicano le seguenti norme:
lt/lf = esistente
Sus = veda voce specifica
Rc = 40% o preesistente, se maggiore, e comunque fino a max Rc=50% H= 10,50
mt. o preesistente, se maggiore
tipo di intervento: 7.8
Lintervento di recupero dovr prevedere la salvaguardia di eventuali elementi
tipologici dellarchitettura tradizionale locale, ritenuti significativi a giudizio della
C.l.E..
Sono classificati di antica formazione tutti gli edifici che datano epoca di costruzione
antecedente aI 1942 e che non hanno subito trasformazioni tali da renderli non
identificabili con gli elementi architettonici della tradizione locale.

Nel caso di lotti liberi edificabili interclusi, appartenenti alla stessa area normativa e
limitrofi a complessi d antica formazione, la capacit edificatoria calcolata con if=
0,35 mq/mq potr essere utilizzata per la ristrutturazione con ampliamenti dei
medesimi nel rispetto di:
- la salvaguardia di eventuali elementi tipologici dellarchitettura tradizionale locale,
ritenuti significativi a giudizio della C.l.E.
- h max come edifici principali esistenti
- RC max 50% o maggiore se preesistente, del lotto strettamente di pertinenza dei
fabbricati di antica formazione.

modalit attuativa:
S.U.E. ( se > di 1000 mq SUL)
Permesso di costruire convenzionato ( se < di 1000 mq SUL)

interventi di riqualificazione urbana


per gli interventi di riqualificazione urbana, finalizzati alla realizzazione di unitariet
compositiva e relativi a vuoti urbani costituiti da reliquati fondiari che non siano gi stati
utilizzati e comunque frazionati antecedentemente alla data di adozione del Progetto
Preliminare di PRG, si applicano le seguenti norme:
It = 0,35 mq/mq
lf = 0,50 mq/mq
Sus = veda voce specifica
H = H fabbricati limitrofi o 10,50 mt tipo di intervento 7.7 - 7.8
modalit attuativa = S.U.E.
Capacit edificatoria:
consentito trasferire sullarea oggetto di intervento la capacit edificatoria teorica
costituita dalla differenza tra la Sul calcolata sulla base dellindice di edificabilit

ARTICOLO
11.2.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI


CONSERVAZIONE URBANISTICA

R 2/1

territoriale lt e la Sul max consentita attraverso lapplicazione dellindice di edificabilit


fondiaria If, acquisendolo dagli ambiti destinati dal PRG ad attrezzature di cui aIlart.21
punto 1) L.R.56/77 e s.m.i.
La capacit edificatoria dellarea a servizi assume indice territoriale lt=0,35 mq/mq. per:
a) Sus localizzate nellambito urbanistico di appartenenza individuato allart. 11.14
b) Sus appartenenti allarea polifunzionale di via Volpiano.
Le Sus localizzate in aree esterne agli ambiti di cui alle lett a) e b) assumono indice
lt=0,10 mq/mq
La Sus utilizzata deve essere dismessa a titolo gratuito.
modalit di attuazione degli interventi
a) strumento diretto
b) concessione convenzionata 5 comma art.49 L.R. 5 6/77 e s.m i, per interventi aventi
capacit edificabile superiore a mq. 500 di Sul, e per interventi che prevedano la
realizzazione contemporanea o successiva di una pluralit di edifici (superiore a n.3)
c) S.U.E. per interventi aventi capacit edificatoria superiore a 1000 mq e per interventi
di riqualificazione urbana
fabbricati secondari
per i fabbricati secondari sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1-7.2-7.3-7.4-7.57.6-7.10.
cambiamento di destinazione duso
consentito il recupero a scopo abitativo e ad usi complementari alla residenza e per
destinazioni secondarie ammesse dei fabbricati accessori originariamente destinati ad
altri usi (fienili, travate, depositi, stalle, etc.) qualora lintervento interessi il corpo di
fabbrica principale o contiguo ad esso nonch, edifici inutilizzati prospettanti su strada. In
ogni caso gli interventi dovranno garantire la continuit tipologica e formale della cortina
edilizia e dei prospetti affacciati sulla via pubblica.
Tutti i volumi inutilizzati non originariamente destinati a residenza, non costituenti unico
corpo di fabbrica con ledificio principale o non contigui ad esso, possono essere
utilizzati ad usi complementari alla residenza o per destinazioni secondarie ammesse.
norme specifiche:
A) per limmobile compreso tra ledificio CRT e il condominio ubicato in via C. Alberto
n.10-34, individuato in cartografia con perimetro grigio e identificativo numerico (9*),
fatto obbligo delluso della tipologia porticata al piano terra, a saldatura urbana dei
porticati pubblici esistenti. Leventuale area per servizi esterna dovr essere
reperita prioritariamente nellarea destinata a servizi pubblici localizzata di fronte
alledificio denominato C.R.T.. Dovr, inoltre, essere dismessa una striscia di servizi
quale viabilit di collegamento pedonale tra la via Carlo Alberto e larea a servizi
mercatale, avente sezione minima di mt.4,00.
B) Per l'immobile industriale dismesso e relativo spazio di pertinenza identificato nelle
tavole di PRG con perimetro grigio e identificativo numerico (10*), collocato tra la via
Verdi e l'area per servizi denominata Villa Violante, consentito mediante SUE il
recupero della Sul esistente e regolarmente autorizzata al fine di realizzare un
edificio ad usi compatibili con l'area normativa.
L'intervento consentito dall'Amministrazione per realizzare l'accessibilit veicolare
dalla via Verdi all'area di pertinenza di villa Violante, ottenere in dismissione gratuita
spazi per parcheggio e manovra e riqualificare il contesto nel quale si inserisce il
servizio pubblico. secondo le seguenti prescrizioni:

ARTICOLO
11.2.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI


CONSERVAZIONE URBANISTICA

R 2/1

- Il nuovo edificio non potr eccedere la Sul regolarmente autorizzata per l'edificio
industriale da demolire, detta Sul dovr prevedere almeno il 50% di destinazione
residenziale.
- Una dismissione di sus pari a 80% della Sul complessiva del nuovo fabbricato
fatta salva la verifica puntuale per destinazione d'uso.
- Il nuovo edificio per il fronte che prospetta su Villa Violante non potr avere
balconi e dovr avere dignit compositiva di fronte principale, e dovr recepire le
valutazioni della C.I.E per un corretto inserimento del volume, la caratteristica
compositiva delle fronti, nel contesto che si intende riqualificare
C) Gli immobili siti allinterno dellisolato di via Carlo Alberto e pi precisamente al foglio
27 mappali 728, 850,851, individuati in cartografia con perimetro grigio e
identificativo numerico (11*), sono soggetti a Sue. lambito cos perimetrato riguarda
sia un lotto intercluso inedificato che un fabbricato di antica formazione. Lintervento
prevede la sostituzione edilizia mediante lo sfruttamento con indice fondiario del
lotto inedificato e recupero della sul esistente del lotto sul quale esiste il fabbricato
che si intende demolire secondo le seguenti prescrizioni e secondo le precisazioni
grafiche in appendice alle NTA.
- Destinazione duso: Residenziale
- capacit fondiaria:
Sul esistente per il lotto edificato calcolata secondo art.3.1.6 delle NTA
Per il lotto inedificato e intercluso if=0,35 mq/mq
- Sus =25mq/35mq da dismettere con possibilit di eventuale monetizzazione per
una quantit non superiore al 10%
- Npiani fuori terra 4 + eventuale sottotetto abit abile
- H max= 12,5 m al filo gronda
- Tipologia tradizionale in linea con forma ad L
- Composizione delle fronti, materiali e finiture coerenti con il contesto storico.
- Manto di copertura in coppi alla piemontese
- Parcheggio privato in apposito locale interrato
- Area cortile a verde privato 50% della sup. scoperta
Il nuovo edificio per i fronti che prospettano sulla aree pubbliche dovr avere una
composizione delle aperture coerente con il contesto storico circostante , e dovr
recepire le valutazioni della C.I.E per un corretto inserimento dei volumi, della
caratteristica compositiva delle fronti, nel contesto che si intende riqualificare.
Lintervento dovr prevedere anche la progettazione definitiva delle aree da cedere
per Sus in accordo con Lamministrazione, e dovr essere allegato un rilievo
misurato e completo delledificio che si intende demolire in scala 1:50
accompagnato da idonea documentazione fotografica.
D) Per limmobile produttivo improprio in area R 2/1 individuato in cartografia con
perimetro grigio e identificativo numerico (12*), collocato in via Lombardore angolo
Piazza della Madonnina, consentito mediante SUE il recupero della Sul esistente
e regolarmente autorizzata al fine di realizzare un nuovo edificio con impianto
arretrato dal fronte piazza fino a raggiungere lallineamento del corpo di fabbrica
dellex Convento in modo da ampliare il fronte ovest della Piazza della Madonnina
sino a tutto il frontespizio dellomonima chiesa. (Veda scheda grafica specifica in
appendice Sc.Amb.2)
Il nuovo edificio sar formato da un corpo di fabbrica a due piani f.t. sul fronte della
piazza, con a piano terra destinazione commerciale e al primo piano residenza.
Il fabbricato ad un solo piano fuori terra si estender verso linterno al
completamento della sul con destinazione commerciale, liberando sul lato est una

ARTICOLO
11.2.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI


CONSERVAZIONE URBANISTICA

R 2/1

porzione da dismettere per parcheggio pubblico da arredare con marciapiedi e


alberature.
La nuova destinazione tcf < 400 mq di sup di vendita dovr prevedere una Sus pari
al 100% della SUL con dismissione dellarea graficamente desumibile dalla Sc.
Amb. 2, ed eventuale monetizzazione della restante quota.
Per la quota di residenza eccedente quella esistente dovr prevedere Sus = 25
mq/35 mq di sul per una quota di Sus = 10 mq/35 mq Sul allinterno dellarea di
intervento, ed eventuale monetizzazione della restante quota, pari a 15mq/35mq
Sul.
Il nuovo edificio per il fronte che prospetta sulla Piazza dovr avere una
composizione delle aperture coerente con il contesto storico circostante , e dovr
recepire le valutazioni della C.I.E per un corretto inserimento dei volumi, della
caratteristica compositiva delle fronti, nel contesto che si intende riqualificare.
Lintervento dovr prevedere anche la progettazione definitiva delle aree da cedere
per Sus in accordo con lamministrazione.
Poich su tale ambito insiste un box per parcheggio pertinenziale delledificio
residenziale della stessa propriet e contiguo ad esso, consentito mantenerlo in
uso mediante una riqualificazione morfologica della muratura, della copertura del
terrazzo piano soprastante e dellingresso carraio attualmente in semplice e vetusta
saracinesca metallica.
Interventi prescritti per tale riqualificazione morfologica:
rimozione delle lastre di copertura terrazzo e strutture di sostegno con apposita
pompeiana in legno priva di copertura, ripristini decorativi delle murature e finiture,
sostituzione del serramento carraio con portone basculante rivestito in legno
smaltato.
E) Lambito individuato in cartografia mediante perimetro grigio e identificativo
numerico (13*), in via Matteotti angolo vicolo Solferino soggetto a S.U.E. (Piano di
Recupero) alle prescrizione descritte nellapposita scheda grafica SC.AMB.5 in
allegato alle NTA ed ai parametri urbanistici ed edilizi seguenti:
Intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione dei fabbricati minori e
recupero delle SUL esistente secondo lart.3 3.1.6 delle NTA
Destinazioni duso residenziale
La SUL max utilizzabile quella esistente calcolata come art.3 3.1.6 delle NTA
SUS per cambi di destinazione duso a residenza 25/35 mq, di cui 10/35 mq
dismesso o assoggettabile ad uso pubblico allinterno del lotto e 15/35 mq
monetizzabile
SUS per uso residenziale dismessa in fregio alla via Matteotti come da scheda
grafica, per parcheggio pubblico, ed in parte assoggettata ad uso pubblico per
garantire lingresso alla propriet e la corsia di servizio ai parcheggi
Parcheggio privato al piano interrato residenza almeno 1 posto auto ogni unit
immobiliare allinterno del lotto e fino al raggiungimento delle quantit espresse
allart.15.2 delle NTA, eventualmente anche in spazi privati limitrofi.
Numero piani f.t. 2
Hf max = come esistente per ledificio principale, allineamento di colmo e gronda
alledificio confinante a ponente per il corpo secondario.
Obbligo del mantenimento del filo di costruzione a filo strada esistente in quanto
caratteristico del tessuto storico consolidato
requisiti morfologici
rivestimenti murari a semplice intonaco
tinteggiature con colorazioni tipiche della tradizione locale

ARTICOLO
11.2.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI


CONSERVAZIONE URBANISTICA

R 2/1

basamenti rivestiti con pietra per unaltezza non superiore a cm.100 misurata
dalla quota del marciapiede o dal piano stradale.
balconi realizzati in lastra e mensole di pietra (spessore = 10 cm) .
parapetti del tipo a giorno in bacchette di ferro lavorati a semplice disegno
serramenti in legno con chiusure pure in legno (gelosie, scuri), di dimensioni
tradizionalmente usate
eventuali elementi decorativi quali, insegne, dipinti pregevoli su facciate,
decorazioni plastiche accuratamente ripristinati e conservati
cornicioni lineari, a sagoma tradizionale, con gronda in vista in rame a sezione
tonda
tetti a doppia falda, con manto in coppi alla piemontese
camini e altri additamenti delle coperture in mattone a vista con tipologia
tradizionale
ammessa lapertura di lucernari sulle falde verso strada
non ammessa la realizzazione di abbaini
la recinzione dovr prevedere una zoccolatura muraria di 80 cm e soprastante
opera in ferro a giorno
le superfici libere e in dismissione pavimentate dovranno essere realizzate in
pietra naturale
I nuovi edifici dovranno recepire le valutazioni della C.I.E. per un corretto
inserimento dei volumi, delle caratteristiche compositive dei fronti, nel contesto che
si intende riqualificare.

F)

Per limmobile sito in Via Caselle Vecchia nc. 19, individuato in cartografia con
perimetro grigio e identificativo numerico (14*) consentita, mediante SUE, la
integrale sostituzione edilizia dei volumi esistenti, con incremento di Sul,
trasferibile dallarea polifunzionale di Via Volpino, fino alla concorrenza
massima complessiva di mq 1.050. Laltezza massima del fronte verso strada
non deve superare quella delledificio adiacente, laltezza massima dei corpi di
fabbrica retrostanti stabilita in m 10,50 e il rapporto di copertura non pu
superare il 40%; la collocazione planimetrica e limmagine compositiva dei
nuovi edifici devono essere preventivamente condivise con lAmministrazione
Comunale, avendo come obbiettivo la migliore integrazione nel contesto
urbano.
La Sus da reperire in base alla norma di area.

ARTICOLO

11.2.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI


CONSERVAZIONE URBANISTICA

R 2/2

CARATTERISTICHE
DELLAREA

parti del territorio quasi totalmente edificate, il cui tessuto


edilizio di epoca recente e in cui non sussistono valori
architettonico- ambientali da salvaguardare

OBIETTIVI DI PIANO

conservazione, adeguamento del patrimonio edilizio di recente


costruzione, rinnovo e sostituzione di edifici fatiscenti,
completamento edificatorio

DESTINAZIONI DUSO

PRINCIPALI
r - tcf1

SECONDARIE
Pa1- tcf - ta2-tb2-tc2-td2 m2

(1) Solo nelle localizzazioni e


addensamenti commerciali

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

7.1-7.2-7.3-7.4-7.5-7.6-7.7-7.8-710

Veda prescrizioni particolari

Strumento diretto
It = If = 0,35 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED Rc = 30% Sc/Sf
EDILIZI
H =7,50 mt. o preesistente
n. pft = 2
Sus = veda prescrizioni
specifiche
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

S.U.E.
It = If = 0,35 mq/mq

capacit edificatoria
la nuova Sul realizzabile dovr essere determinata scomputando quella preesistente
sullarea
Per edifici principali esistenti, a destinazione residenziale o mista, sino a n.2 unit
immobiliari (massimo 250 mq sul), e con esclusione dei locali e dei fabbricati accessori
qualora lapplicazione delllf non sia sufficiente per il miglioramento igienico- funzionale
delledificio, concesso, una-tantum, lampliamento nel rispetto delle seguenti norme:
- max ampliamento concedibile = 20% SuI abitabile esistente alla data di adozione
del Progetto Preliminare, e comunque per una Sul di nuova edificazione = 50 mq
- mm ampliamento concedibile = 25 mq, anche se eccedenti il 20% della Sul
esistente

superfici a servizi (Sus)


destinazione residenziale Sus = 25 mq/35 mq Sul:
dismissione o convenzionamento in uso pubblico di una quota di Sus=10 mq/35
mq Sul allinterno dellarea di intervento, ed eventuale monetizzazione della
restante quota, pari a 15mq/ 35mq Sul Per gli interventi attuati con strumento
diretto qualora gli stessi determinino superfici a Sus non funzionali ammessa la
totale monetizzazione

destinazioni duso secondarie


Sus = 80% della Sul di nuova formazione, anche con cambiamento di
destinazione duso, con reperimento (dismissione o convenzionamento in uso
57

ARTICOLO

11.2.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI


CONSERVAZIONE URBANISTICA

R 2/2

pubblico) delle superfici a parcheggio nella misura del 50% di Sus ed eventuale
monetizzazione della restante quota.
Per attivit tcf vedere art.27 NTA
Per interventi di cambio di destinazione duso con Sul max = 50 mq, finalizzati
alladeguamento igienico- funzionale di attivit esistenti ammessa la totale
monetizzazione.
Le superfici a servizi potranno essere monetizzate qualora venga dimostrata
limpossibilit del loro reperimento.
interventi di recupero del patrimonio edilizio di antica formazione
A
per interventi finalizzati ad un rinnovo del patrimonio edilizio di antica formazione
esistente, si applicano le seguenti norme:
lt/lf = esistente
Sus= veda voce specifica
Rc = 40% o preesistente, se maggiore, e comunque fino a max Rc=50% H
= 7,50 mt. o preesistente, se maggiore
tipo di intervento: 7.8

Lintervento di recupero dovr prevedere la salvaguardia di eventuali elementi


tipologici dellarchitettura tradizionale locale, ritenuti significativi a giudizio della
C.I.E.. Sono classificati di antica formazione tutti gli edifici che datano epoca di
costruzione antecedente al 1942 e che non hanno subito trasformazioni tali da
renderli non identificabili con gli elementi architettonici della tradizione locale.
B

Nel caso di lotti liberi edificabili interclusi, appartenenti alla stessa area
normativa e limitrofi a complessi di antica formazione, la capacit edificatoria
calcolata con if= 0,35 mq/mq potr essere utilizzata per la ristrutturazione con
ampliamenti dei medesimi nel rispetto di:
la salvaguardia di eventuali elementi tipologici dellarchitettura tradizionale
locale, ritenuti significativi a giudizio della C.l.E.
h max come edifici principali esistenti
RC max 50% o maggiore se preesistente, del lotto strettamente di
pertinenza dei fabbricati di antica formazione.

modalit attuativa
S.U.E. ( se > di 1000 mq SUL)
Permesso di costruire convenzionato ( se < di 1000 mq SUL)

interventi di riqualificazione urbana


per gli interventi di riqualificazione urbana, finalizzati alla realizzazione di unitariet
compositiva e relativi a vuoti urbani costituiti da reliquati fondiari che non siano gi stati
utilizzati e comunque frazionati antecedentemente alla data di adozione del Progetto
Preliminare di PRG, si applicano le seguenti norme:
lt = 0,35 mq/mq
lf = 0,50 mq/mq
Sus = veda voce specifica
H = H fabbricati limitrofi o 7,50 mt tipo di intervento 7.7 - 7.8
modalit attuativa = S.U.E.
Capacit edificatoria:
consentito trasferire sullarea oggetto di intervento la capacit edificatoria teorica
58

ARTICOLO

11.2.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI


CONSERVAZIONE URBANISTICA

R 2/2

costituita dalla differenza tra la Sul calcolata sulla base dellindice di edificabilit
territoriale lt e la Sul max consentita attraverso lapplicazione dellindice di edificabilit
fondiaria If, acquisendolo dagli ambiti destinati dal PRG ad attrezzature di cui aIlart.21
punto 1) L.R.56/77 e s.m.i,
La capacit edificatoria dellarea a servizi assume indice territoriale lt=0,35
mq/mq. per:
c) Sus localizzate nellambito urbanistico di appartenenza individuato allart.
11.14
d) Sus appartenenti allarea polifunzionale di via Volpiano.
Le Sus localizzate in aree esterne agli ambiti di cui alle lett a) e b) assumono indice
lt=0,10 mq/mq La Sus utilizzata deve essere dismessa a titolo gratuito.
modalit di attuazione degli interventi
a) strumento diretto
b) concessione convenzionata 5 comma art. 49 L.R. 56/77 e s.m.i., per interventi
aventi capacit edificabile superiore a mq. 500 di Sul, e per interventi che
prevedano la realizzazione contemporanea o successiva di una pluralit di edifici
(superiore a n.3)
c) S.U.E. per interventi aventi capacit edificatoria superiore a 1000 mq.

fabbricati secondari
per i fabbricati secondari sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1-7.2-7.3-7.4-7.57.6-7.10.

cambiamento di destinazione duso


consentito il recupero a scopo abitativo e ad usi complementari alla residenza e per
destinazioni secondarie ammesse dei fabbricati accessori originariamente destinati ad
altri usi (fienili, travate, depositi, stalle, etc.) qualora lintervento interessi il corpo di
fabbrica principale o contiguo ad esso nonch edifici inutilizzati prospettanti su strada. In
ogni caso gli interventi dovranno garantire la continuit tipologica e formale della cortina
edilizia e dei prospetti affacciati sulla via pubblica.
Tutti i volumi inutilizzati non originariamente destinati a residenza, non costituenti unico
corpo di fabbrica con ledificio principale o non contigui ad esso, possono essere utilizzati
ad usi complementari alla residenza o per destinazioni secondarie ammesse.

59

ARTICOLO

11.2.3.

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE CONSOLIDATA, DI


CONSERVAZIONE URBANISTICA

R 2/3

CARATTERISTICHE
DELLAREA

Parti del territorio quasi totalmente edificate, il cui tessuto


edilizio di epoca recente e in cui non sussistono valori
architettonico-ambientali da salvaguardare.

OBIETTIVI DI PIANO

Conservazione, adeguamento del patrimonio edilizio di recente


costruzione, rinnovo e sostituzione di edifici fatiscenti,
completamento edificatorio.

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

PRINCIPALI
r tc - td - te

SECONDARIE
-

7.1 - 7.2 - 7.3 - 7.4 - 7.5 - 7.6 - 7.7 - 7.8 - 7.10

permesso di costruire convenzionato


secondo le prescrizioni particolari

It = If = Sul max ammessa 2.035,7 mq


INDICI URBANISTICI ED Rc = Sc max ammessa 1.500,0 mq
H = 7,50 mt
EDILIZI
n. pft = 2
Sus = veda prescrizioni particolari
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

Larea di propriet comunale destinata alla realizzazione di un insediamento


residenziale per anziani in attuazione del Programma casa della Regione
Piemonte, approvato con DCR 93-43238 del 20.12.2006.
Non sono richieste n la dismissione n la monetizzazione di ulteriori aree per
standard.
Nellambito dellintervento convenzionato sono ammesse anche eventuali opere
di collegamento funzionale tra il complesso in progetto e ledificio esistente
nellarea per servizi aic in fregio a via Caviglietto.

60

ARTICOLO

11.3.1

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE DI COMPLETAMENTO


URBANISTICO

R 3/1

parti del territorio, comprendenti lotti liberi inedificati, interclusi


o a margine dei tessuto urbano, la cui utilizzazione non
comporta costi di soglia da infrastrutturazione
classificate ai sensi delIart.13 lett. f) L.R.56/77 e s.m.i.

OBIETTIVI DI PIANO

utilizzazione edificatoria in funzione residenziale

PRINCIPALI
DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE
Pa1- tcf - ta2-tb2-tc2-td1 m2

7.7.1

Veda prescrizioni particolari

Strumento diretto
It = - mq/mq
If = 0,30 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED Rc = 30%
EDILIZI
H =10,50 mt.
n. pft = 3
Sus = veda prescrizioni
specifiche
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I

modalit di attuazione

P
A
R
T
I
C
O
L
A
R

superfici per servizi (Sus)

S.U.E.
It = 0,30 mq/mq
If = 0,45 mq/mq
Rc = 30%
H =10,50 mt.
n. pft = 3
Sus = veda prescrizioni
specifiche

strumento diretto
concessione convenzionata:
- per interventi relativi a sudi aventi capacit edificabile superiore a mq 500 di Sul
per interventi che ricomprendano porzioni di suolo destinate a servizi e per le quali
sia prevista, dal soggetto attuatore, lutilizzo della capacit edificatoria
- per interventi che prevedano la realizzazione di una pluralit di edifici (superiore
a n.3)
S.U.E. art.43 L R 56/77 e s.m.i. obbligatorio per interventi con capacit edificatoria
superiore a l000mq Sul

destinazione residenziale Sus = 25 mq/45mq Sul


a) dismissione di uno standard pari a 10mq/ 45 mq Sui ed eventuale monetizzazione
della restante quota (15mq/45mq Sul)
b) per gli interventi attuati con strumento diretto qualora gli stessi determinino superfici a
Sus non funzionali ammessa la totale monetizzazione dismissione delle superfici a
servizi individuate dal PRG per interventi che ricomprendano porzioni di suolo destinate a
servizi ed eventuale monetizzazione della differenza risultante tra la quota di aree a
61

ARTICOLO

11.3.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE DI COMPLETAMENTO


URBANISTICO

R 3/1

servizi dimessa e lo standard di 25mq/45 mq Sul.


c) con S.U.E. dismissione di standard pari a l0mq/45 mq di Sul allinterno dellarea di
intervento ed eventuale reperimento allesterno della differenza. (15 mq/45mq)
dismissione di 25mq/45mq Sul quando non siano utilizzate Sus esterne o della differenza
qualora anche con lutilizzo di Sus esterne non venga soddisfatto lo standard totale
richiesto.
destinazioni secondarie
- destinazioni terziarie, Sus 100% Sul terziaria, da dismettere
- Per attivit tcf vedere art. 27 NTA
- destinazioni produttive pa1 Sus= 25 mq/45 mq Sul, da dismettere
capacit edificatoria

in presenza di S.U.E. consentito trasferire sullarea oggetto di intervento la capacit


edificatoria teorica, costituita dalla differenza tra la Sul calcolata sulla base dellindice di
edificabilit territoriale lt e la Sul max consentita attraverso lapplicazione dellindice di
edificabilit fondiaria If, acquisendola dagli ambiti destinati dal P.R.G. ad attrezzature di
cui allart.21 punto 1) L.R. 56/77 e s.m i
La capacit edificatoria dellarea a servizi assume indice territoriale It=0,30 mq/mq. per:
a) Sus localizzate nellambito urbanistico di appartenenza individuato allart.11.14
b) Sus appartenenti allarea polifunzionale di via Volpiano
Le Sus localizzate in aree esterne agli ambiti di cui alle lett. a) e b) assumono indice
lt=0,10 mq/mq
La Sus utilizzata deve essere dismessa a titolo gratuito.
In presenza di concessione convenzionata consentito trasferire la capacit edificabile
teorica dellarea individuata a servizi e ricompresa allinterno dellambito territoriale di
intervento. Tale area assume indice territoriale 0,30 mq/mq. Lindice fondiario previsto si
intende elevabile sino alla perequazione della capacit edificabile risultante
dallapplicazione dellindice lt = 0,30 mq/mq sullintera superficie dellambito (Sf + area
Sus individuata) e comunque nel rispetto dellindice fondiario stabilito per gli interventi
attuati con SUE..
modifiche operative

in presenza di S.U.E. il disegno di dettaglio operato dal P.R.G. e relativo alle aree per
viabilit e per servizi, pu essere modificato secondo soluzioni alternative, giudicate
migliorative dall Amministrazione Comunale, che salvaguardino, comunque, limpianto
urbanistico complessivo
edilizia pubblica

sono ammessi interventi finalizzati alla realizzazione di E.R.P..


compatibilit localizzativa

Le attivit artigianali di servizio quali: carrozzerie, gommisti, meccanici, ecc. sono


ammesse fino ad una Sul max di mq.150.

62

ARTICOLO

11.3.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE DI COMPLETAMENTO


URBANISTICO

R 3/1

programmazione attuativa

il rilascio della concessione per interventi ricadenti nel settore lll b della Carta di sintesi
della pericolosit geologica e dellidoneit alluso urbanistico, potr essere effettuato
solo ad avvenuta o contestuale realizzazione delle opere di riassetto strutturale
individuate nellelaborato grafico INTERVENTI Dl MIGLIORAMENTO STRUTTURALE
DEL RETICOLATO IDRICO: RICADUTA URBANISTICA.
Il rilascio della concessione edilizia per lattuazione dellarea localizzata allinterno della
fascia di rispetto del pozzo idropotabile n. 1 MOLINO, ammesso solo a seguito di
avvenuta eliminazione di tale infrastruttura o del vincolo relativo.

63

ALLEGATO
ART. 11.3.2 AREA

ARTICOLO
11.3.2

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

RESIDENZIALE

DI

COMPLETAMENTO URBANISTICO (R3/2)

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE DI COMPLETAMENTO


URBANISTICO

R 3/2

parti del territorio, comprendenti lotti liberi inedificati, interclusi o a


margine del tessuto urbano, la cui utilizzazione non comporta costi
di soglia da infrastrutturazione
classificate ai sensi delIart.13 lett. f) L.R.56/77 e s.m.i.

OBIETTIVI DI PIANO

utilizzazione edificatoria in funzione residenziale

PRINCIPALI

SECONDARIE

Pa1- tcf - ta2- m2

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO
MODALITA DI
ATTUAZIONE

7.7.1
Veda prescrizioni particolari

Strumento diretto
S.U.E.
It = - mq/mq
It = 0,20 mq/mq
If = 0,20 mq/mq
If = 0,30 mq/mq
INDICI URBANISTICI
Rc = 30%
Rc = 30%
H =7,50 mt.
ED EDILIZI
H =7,50 mt.
n. pft = 2
n. pft = 2
Sus = veda prescrizioni speciSus = veda prescrizioni specifiche
fiche
P
modalit di attuazione
R
- strumento diretto
E
- concessione convenzionata:
S
per interventi relativi a suoli aventi capacit edificabile superiore a mq 500 di Sul
C
per interventi che ricomprendano porzioni di suolo destinate a servizi e per le quali sia
R
prevista, dal soggetto attuatore, lutilizzo della capacit edificatoria
I
per interventi che prevedano la realizzazione di una pluralit di edifici (superiore a n. 3)
Z
I
- SUE. art.43 L.R. 56/77 e s.m.i. obbligatorio per interventi con capacit edificatoria supeO
riore a 1000 mq Sul
N
I

P
A
R
T
I
C
O
L

superfici per servizi (Sus)


destinazione residenziale Sus = 25 mq/50mq Sul:
a. dismissione di uno standard pari a 10mq/50mq Sul, ed eventuale monetizzazione
della restante quota (15mq/50mq Sul). Per gli interventi attuati con strumento diretto qualora gli stessi determinino superfici a Sus non funzionali ammessa la
totale monetizzazione
b. dismissione delle superfici a servizi individuate dal PRG per interventi che ricomprendano porzioni di suolo destinate a servizi ed eventuale monetizzazione della
differenza risultante tra la quota di aree a servizi dimessa e Io standard di

A
R
I

25mq/50 mq Sul.
c. con S.U.E. dismissione di standard pari a 10mq/50 mq di Sul allinterno dellarea
di intervento ed eventuale reperimento allesterno della differenza. (15 mq/ 50mq)
dismissione di 25mq/50mq Sul quando non siano utilizzate Sus esterne o della
differenza qualora anche con lutilizzo di Sus esterne non venga soddisfatto lo
standard totale richiesto
destinazioni secondarie
- destinazioni terziarie Sus 100% Sul terziaria, da dismettere
- destinazioni produttive pa 1 Sus= 25 mq/50 mq Sul, da dismettere
- Per attivit tcf vedere art. 27 NTA
capacit edificatoria
in presenza di S.U.E. consentito trasferire sullarea oggetto di intervento la capacit
edificatoria teorica, costituita dalla differenza tra la Sul calcolata sulla base dellindice di
edificabilit territoriale lt e la Sul max consentita attraverso lapplicazione dellindice di
edificabilit fondiaria lf, acquisendola dagli ambiti destinati dal P.R.G. ad attrezzature di
cui alIart.21 punto 1) L.R. 56/77 e s.m.i..
La capacit edificatoria dellarea a servizi assume indice territoriale it=0,20 mq/mq per:
a. Sus localizzate nellambito urbanistico di appartenenza individuato allart.11.14
b. Sus appartenenti allarea polifunzionale di via Volpiano.
Le Sus localizzate in aree esterne agli ambiti di cui alle lett. a) e b) assumono indice
lt=0,10 mq/mq
La Sus utilizzata deve essere dismessa a titolo gratuito.
In presenza di concessione convenzionata consentito trasferire la capacit edificabile
teorica dellarea individuata a servizi e ricompresa allinterno dellambito territoriale di intervento. Tale area assume indice territoriale 0,20 mq/mq. Lindice fondiario previsto si
intende elevabile sino alla perequazione della capacit edificabile risultante
dallapplicazione dellindice It = 0,20 mq/mq sullintera superficie dellambito (Sf + area
Sus individuata) e comunque nel rispetto dellindice fondiario stabilito per gli interventi attuati con S.U.E..
NORME SPECIFICHE :
L ambito localizzato su via Del Padre pressi via San F. al Campo e individuato in cartografia con perimetro e identificativo numerico (15*), costituito da due lotti confinanti, di
area urbanistica R3/2 e R2/2 , a formare un ambito unico con la viabilit di penetrazione
prevista, soggetto a S.U.E.
Su detto ambito consentito il trasferimento della capacit edificatoria a It=0,10 per 692
mq di SUL provenienti da aree S1 in frazione Tedeschi distinti in mappa al F.6 n
314,315,352 per una sup. complessiva di 6926 mq,
Per tale ambito si prescrivono i seguenti parametri edilizi ed urbanistici:
If medio = 0,34 mq/mq
Sus = valgono le prescrizioni generali delle schede d'area
Sus per le Sul trasferite = dismissione gratuita di aree a servizi S1 distinti in mappa al F.6
n 314,315,352 per una sup. complessiva di 6926 mq,
N piani fuori terra max .3
H max 10,5 m ma con la verifica che almeno il 30% della SUL sia in edifici con h max 7,5
m.
Parcheggio privato = 1mq/3,5 mq di sul da localizzare all'interno dei corpi di fabbrica
principali o al piano interrato
Verde privato: 40% della superficie libera sistemato a verde
Lambito localizzato allincrocio tra Via Pratonuovo, Via Teologo Re e Via San Maurizio, individuato in cartografia con perimetro grigio e identificativo numerico (37*)
e costituito da due lotti confinanti classificati in area urbanistica R3/2 e S1, soggetto a S.U.E. unitario. La Sul espressa da tale ambito potr essere realizzata sul
lotto residenziale R3/2, fino alla concorrenza massima dellIF 0,30 mq/mq.
La titolarit della volumetria in eccesso riconosciuta allattuatore, che potr tra-

sferirla su altre aree residenziali in applicazione dei disposti dellart. 3.2 delle NdA.
modifiche operative
in presenza di S.U.E. il disegno di dettaglio operato dal P.R.G. e relativo alle aree per viabilit e per servizi, pu essere modificato secondo soluzioni alternative, giudicate migliorative dallAmministrazione Comunale, che salvaguardino, comunque, limpianto urbanistico complessivo
edilizia pubblica
sono ammessi interventi finalizzati alla realizzazione di E.R.P..
compatibilit localizzativa
Le attivit artigianali di servizio quali: carrozzerie, gommisti, meccanici, ecc. sono ammesse fino ad una Sul max di mq.150.
La destinazione duso ta2 potr essere concessa previa valutazione e dimostrazione di
un adeguato grado di accessibilit allarea di intervento.
programmazione attuativa
Il rilascio della concessione per interventi ricadenti nel settore IIIb della Carta di sintesi
della pericolosit geologica e dellidoneit alluso urbanistico, potr essere effettuato solo ad avvenuta o contestuale realizzazione delle opere di riassetto strutturale individuate
nellelaborato grafico INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO STRUTTURALE DEL RETICOLATO IDRICO: RICADUTA URBANISTICA.

ARTICOLO

11.3.3

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE DI COMPLETAMENTO


URBANISTICO

R 3/3

CARATTERISTICHE
DELLAREA

parti del territorio, comprendenti lotti liberi inedificati, interclusi


o a margine dei tessuto urbano, la cui utilizzazione non
comporta costi di soglia da infrastrutturazione
classificate ai sensi delIart.13 lett. f) L.R.56/77 e s.m.i.

OBIETTIVI DI PIANO

utilizzazione edificatoria per insediamenti di edilizia


residenziale agevolata-convenzionata

PRINCIPALI

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE
m2

7.7.1

S.U.E. di iniziativa pubblica

It = 0,30 mq/mq
Rc = 40%
INDICI URBANISTICI ED H =7,50 mt.
EDILIZI
n. pft = 2
Sus = 25 mq/45 mq Sul, da dismettere
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

modifiche operative

in presenza di S.U.E. il disegno di dettaglio operato dal P.R.G. e relativo alle aree per
viabilit e per servizi, pu essere modificato secondo soluzioni alternative, giudicate
migliorative dall'Amministrazione Comunale, che salvaguardino, comunque, I'impianto
urbanistico complessivo
compatibilit localizzativa

I'attivit di cui in mq ammessa unicamente per autorimesse e spazi di sosta


pertinenziali
programmazione attuativa

il rilascio della concessione per interventi ricadenti nel settore III b della "Carta di sintesi
della pericolosit geologica e dell'idoneit all'uso urbanistico", potr essere effettuato
solo ad avvenuta o contestuale realizzazione delle opere di riassetto strutturale
individuate nell'elaborato grafico "INTERVENTI Dl MIGLIORAMENTO STRUTTURALE
DEL RETICOLATO IDRICO: RICADUTA URBANISTICA".

67

ARTICOLO

A
R
E
A

11.3.4

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE DI COMPLETAMENTO


URBANISTICO

R 3/4

CARATTERISTICHE
DELLAREA

parti del territorio, comprendenti lotti liberi inedificati, interclusi


o a margine dei tessuto urbano, la cui utilizzazione non
comporta costi di soglia da infrastrutturazione
classificate ai sensi delIart.13 lett. f) L.R.56/77 e s.m.i.

OBIETTIVI DI PIANO

utilizzazione edificatoria per insediamenti di edilizia


residenziale agevolata-convenzionata

PRINCIPALI

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE
ta2 tcf m2

7.7.1

S.U.E. di iniziativa pubblica

It = 0,30 mq/mq
If = 0,45 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED Rc = 30%
H =10,50 mt.
EDILIZI
n. pft = 3
Sus = veda prescrizioni particolari
superfici per servizi (Sus):
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

destinazione residenziale = 25 mq/45mq Sul, da dismettere


destinazione terziarie = 100% Sul terziaria, da dismettere
attivit tcf vedere art.27 NTA

modifiche operative

in presenza di S.U.E. il disegno di dettaglio operato dal P.R.G. e relativo alle aree per
viabilit e per servizi, pu essere modificato secondo soluzioni alternative, giudicate
migliorative dall Amministrazione Comunale, che salvaguardino, comunque, limpianto
urbanistico complessivo
compatibilit localizzativa

l'attivit di cui in m2 ammessa unicamente per autorimesse e spazi di sosta


pertinenziali
programmazione attuativa
il rilascio della concessione per interventi ricadenti nel settore IlI b della Carta di sintesi
della pericolosit geologica e dellidoneit alluso urbanistico, potr essere effettuato
solo ad avvenuta o contestuale realizzazione delle opere di riassetto strutturale
individuate nellelaborato grafico INTERVENTI Dl MIGLIORAMENTO STRUTTURALE
DEL RETICOLATO IDRICO: RICADUTA URBANISTICA.
68

ARTICOLO

11.3.5

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA RESIDENZIALE DI COMPLETAMENTO


URBANISTICO

R 3/5

parti del territorio, comprendenti lotti liberi inedificati, interclusi


o a margine dei tessuto urbano, la cui utilizzazione non
comporta costi di soglia da infrastrutturazione
classificate ai sensi delIart.13 lett. f) L.R.56/77 e s.m.i.

OBIETTIVI DI PIANO

utilizzazione edificatoria per insediamenti di edilizia


residenziale

PRINCIPALI

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE

7.7.1

S.U.E. di iniziativa privata

It = Sul max ammessa 926 mq


If = INDICI URBANISTICI ED Rc = 30%
H =7,50 mt.
EDILIZI
n. pft = 2
Sus = 25 mq/40 mq Sul, da dismettere
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

Programmazione attuativa

L'attuazione dell'area subordinata alla stipula di convenzione che preveda, oltre alla
dismissione delle aree per servizi e della viabilit (allargamento stradale) interne
all'ambito di S.U.E., la contestuale o preventiva dismissione dell'immobile individuato con
il codice "S1", ubicato in via Bonis, distinto a catasto al FG.28 mappali N. 8-9,destinato a
parcheggio pubblico funzionale agli insediamenti esistenti nell'area R1. L'area di via
Bonis dovr essere dimessa libera da costruzioni esistenti.
La superficie fondiaria dei fabbricati, a tipologia uno- bifamiliare, individuata nell'ambito
definito dal perimetro a linea piena e, pertanto, la capacit edificatoria ammessa dovr
essere concentrata in tale ambito. La superficie localizzata a est, sud ed ovest di tale
ambito perimetrato potr essere utilizzata unicamente come area di pertinenza delle
costruzioni (verde e parcheggio privati).
L'area dovr essere servita da adeguata viabilit.

69

ARTICOLO

11.4.1

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA CONSOLIDATA ESISTENTE IN


CONTESTO AGRICOLO DI
COMPLETAMENTO URBANISTICO

R4

insediamenti residenziali recenti pianificati a ville sorti in


contesto agricolo, caratterizzati da edificazione estensiva, e
comprendenti lotti liberi e marginali di completamento
urbanistico
classificate ai sensi deIlart 13 Iett. f) L R 56/77 e s.m.i.
conferma ed utilizzo in funzione residenziale, previa adeguata
infrastrutturazione, con incremento marginale della capacit
insediativa

PRINCIPALI

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

7.1 -7.2-7.3-7.4-7.5-7.6-.7.7 -7.10

Veda prescrizioni particolari

It = mq/mq
If = 0,10 mq/mq
Rc = 30% Sc/Sf
INDICI URBANISTICI ED
H =7,50 mt. o prees.
EDILIZI
n. pft = 2
Sus = veda prescrizioni
particolari
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

SECONDARIE
Pa1 - ta1 - tcf- m2

S.U.E.
It = 0,10 mq/mq
If = 0,15 mq/mq

modalit di attuazione

- strumento diretto
- concessione convenzionata
per interventi relativi a suoli aventi capacit edificabile superiore a mq 500 di Sul per
interventi che ricomprendano porzioni di suolo destinate a servizi e per le quali sia
prevista, dal soggetto attuatore, lutilizzo della capacit edificatoria
per interventi che prevedano la realizzazione di una pluralit di edifici (superiore a n.3)
S.U.E. se limitato all'ambito territoriale di appartenenza con dismissione delle Sus entro
l'ambito di appartenenza

superfici per servizi (Sus)

destinazioni residenziali Sus = 25 mq/50 mq Sul:


a) dismissione di uno standard pari a 10mq/50 mq Sul da individuare preferibilmente
in fregio alla viabilit per interventi sottoposti a concessione convenzionata o SUE
ed eventuale monetizzazione della restante quota (15 mq/ 50 mq Sul) Per gli
interventi attuati con strumento diretto qualora gli stessi determinino superfici a
Sus non funzionali ammessa la totale monetizzazione
b) dismissione delle superfici a servizi individuate dal PRG per interventi che
ricomprendano porzioni di suolo destinate a servizi ed eventuale monetizzazione
70

ARTICOLO

11.4.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA CONSOLIDATA ESISTENTE IN


CONTESTO AGRICOLO DI
COMPLETAMENTO URBANISTICO

R4

della differenza risultante tra la quota di aree a servizi dimessa e Io standard di


25mq/50 mq Sul.
destinazioni terziarie tal
Sus = 100% SuI terziaria, da dismettere.
Per gli interventi attuati con strumento diretto qualora gli stessi determinino superfici a
Sus non funzionali ammessa la totale monetizzazione

Per attivit tcf vedere art. 27 NTA

destinazioni produttive artigianali pa 1


Sus= 25 mq/50 mq Sul, da dismettere
Per gli interventi attuati con strumento diretto qualora gli stessi determinino superfici a
Sus non funzionali ammessa la totale monetizzazione

tipologia insediativa

isolata uno- bifamiliare.


ammesso il frazionamento di edifici esistenti senza incrementi di Sul.

adeguamenti igienico- funzionali

per edifici principali esistenti, composti da n. una o due unit immobiliari (massimo 250
mq Sul), e con esclusione di fabbricati accessori, qualora lapplicazione dellIf non sia
sufficiente per il miglioramento igienico- funzionale delledificio, concesso, una sola
volta, lampliamento nel rispetto delle seguenti norme:
-

max ampliamento concedibile 20% SuI esistente alla data di adozione del
Progetto Preliminare, e comunque per una Sul di nuova edificazione = 50 mq
min. ampliamento concedibile = 25 mq, anche se eccedenti il 20% della Sul
esistente

compatibilit localizzativa

lattivit di cui in m2 ammessa unicamente per autorimesse e spazi di sosta


pertinenziali

capacit edificatoria

in presenza di concessione convenzionata consentito trasferire la capacit edificabile


teorica dellarea individuabile a servizi e ricompresa allinterno dellambito territoriale di
intervento. Tale area assume indice territoriale = 0,10 mq/mq. Lindice fondiario previsto
si intende elevabile sino alla perequazione della capacit edificabile risultante
dallapplicazione dellindice lt = 0,10 mq/mq sullintera superficie dellambito (Sf+area Sus
individuata) e comunque nel rispetto dellindice fondiario max = 0,15 mq/mq.
71

ARTICOLO

11.4.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA CONSOLIDATA ESISTENTE IN


CONTESTO AGRICOLO DI
COMPLETAMENTO URBANISTICO

R4

E consentito il trasporto della capacit territoriale tra lotti confinanti purch inquadrati
allinterno di Permesso di costruire convenzionato o SUE nel rispetto dellif massimo 0,15
mq/mq calcolato sulla superficie complessiva dei due lotti fondiari confinanti.
Qualora i trasferimenti di capacit edificatoria non provengano da lotti non confinanti o
dallarea polifunzionale in Via Volpiano deve essere sempre verificato il limite di If =
0,15 mq/mq sul lotto di atterraggio.

programmazione attuativa

il rilascio della concessione per interventi ricadenti nel settore lll b della Carta di sintesi
della pericolosit geologica e dellidoneit alluso urbanistico, potr essere effettuato
solo ad avvenuta o contestuale realizzazione delle opere di riassetto strutturale
individuate nellelaborato grafico INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO STRUTTURALE
DEL RETICOLATO IDRICO: RICADUTA URBANISTICA.

72

ARTICOLO

11.5

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA DI TRASFORMAZIONE E NUOVO


IMPIANTO URBANISTICO

R5

parte del territorio comprendente lotti liberi inutilizzati e


superfici per impianti sportivi di propriet privata e destinati dal
P.R.G. approvato con D.G.R. 20.7.1982 n. 179.17823 a servizi
classificate ai sensi deIlart 13 Iett. f) L R 56/77 e s.m.i.
utilizzo urbanistico dell'area al fine del recupero di aree per
servizi pubblici funzionali all'area e al contesto urbano
preesistente, per soddisfacimento fabbisogni pregressi

PRINCIPALI

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

s-r

SECONDARIE
pa1 - ta1

7.9

S.U.E.

It = 0,25 mq/mq
If = 0,50 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED Rc = 30% Sc/Sf
H =10,50 mt
EDILIZI
n. pft = 3
Sus = veda prescrizioni particolari
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

aree per servizi (Sus)


- le Sus definite individuate graficamente nella TAV.N.2.2, e devono essere
dismesse a titolo gratuito.
- quantit minima da dismettere = 30mq/45mq Sul

capacit edificatoria
consentito trasferire sull'area oggetto di intervento la capacit edificatoria teorica,
costituita dalla differenza tra la Sul calcolata sulla base dell'indice di edificabilit
territoriale It e la Sul max consentita attraverso I'applicazione dell'indice di edificabilit
fondiaria If, acquisendola dagli ambiti destinati dal P.R.G. ad attrezzature di cui all'art. 21
punto 1). La capacit edificatoria dell'area a servizi assume indice territoriale lt=0,25
mq/mq. per:
a) Sus localizzate nellambito urbanistico di appartenenza individuato all'art.11.14
b) Sus appartenenti all'area polifunzionale di via Volpiano.
Le Sus localizzate in aree esterne agli ambiti di cui alle lett. a) e b) assumono indice
lt=0,10 mq/mq

La Sus utilizzata deve essere dismessa a titolo gratuito.


edilizia pubblica
dovr essere riservata una quota di E.R.P. = 20% della Sul complessiva

indice insediativo
li = 45 mq Sul/ab
73

ARTICOLO

11.5.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA DI TRASFORMAZIONE
E NUOVO IMPIANTO URBANISTICO
(VIA TEOLOGO PIETRO RE)

R 5/1

CARATTERISTICHE
DELLAREA

area inserita nel piano comunale delle alienazioni e


valorizzazioni immobiliari ai sensi dellart. 58 della L. 133/08

OBIETTIVI DI PIANO

realizzazione di nuovo insediamento residenziale su progetto


urbanistico unitario

PRINCIPALI

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

s-r

SECONDARIE
pa1 - ta1

7.9
SUE o permesso di costruire convenzionato (cfr. prescriz. particolari)

It = 1,0 mq/mq (cfr. prescrizioni particolari)


If = 0,50 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED Rc = 40% Sc/Sf
H = 7,50 mt
EDILIZI
n. pft = 2
Sus = (cfr. prescrizioni particolari)
capacit edificatoria
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

Al fine di massimizzare la valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale alienabile


in applicazione dellart. 58 della L. 133/08, assegnata allarea la titolarit dei diritti
edificatori derivanti dallapplicazione di It = 1,0 mq/mq, ma lIt massimo utilizzabile per
ledificazione dellambito limitato a 0,2 mq/mq;
le residue quote di capacit insediativa possono essere trasferite su altri lotti gi
edificabili, entro i limiti consentiti nelle varie zone urbanistiche per lincremento delle
densit edilizie.
impianto urbano

Lattuazione dellarea subordinata a SUE unitario di iniziativa pubblica o privata (nel


qual caso limpianto urbano dellinsediamento deve essere concordato con il Comune);
in alternativa allo SUE ammessa lattuazione per stralci con PCC sulla base di un
progetto urbanistico complessivo predisposto o approvato dalla Giunta Comunale
concernente la disposizione dei lotti edificatori, lo studio della mobilit anche in relazione
al sistema viabilistico urbano (esistente e previsto), lo schema delle reti infrastrutturali e
la verifica della loro funzionalit, la dotazione di spazi e attrezzature per laggregazione e
il tempo libero, il sistema del verde.
aree per servizi (Sus)

Oltre alla realizzazione e dismissione dei necessari sedimi della viabilit veicolare deve
essere garantita una dotazione minima di aree per servizi pubblici pari a 15 mq/ab, con
destinazione a parcheggi, giardini, piazze, attrezzature per il gioco. Non richiesta la
monetizzazione di ulteriori quote di Sus.

74

ARTICOLO

11.5.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA DI TRASFORMAZIONE
E NUOVO IMPIANTO URBANISTICO
(VIA DEI PASCHI)

R 5/2

CARATTERISTICHE
DELLAREA

area inserita nel piano comunale delle alienazioni e


valorizzazioni immobiliari ai sensi dellart. 58 della L. 133/08

OBIETTIVI DI PIANO

realizzazione di nuovo insediamento residenziale e di area


verde attrezzata su progetto urbanistico unitario

PRINCIPALI

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

s-r

SECONDARIE
pa1 - ta1

7.9
SUE o permesso di costruire convenzionato (cfr. prescriz. particolari)

It = 1,0 mq/mq (cfr. prescrizioni particolari)


If = 0,50 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED Rc = 40% Sc/Sf
H = 7,50 mt (10,50 mt per non oltre il 25% della supf. coperta)
EDILIZI
n. pft = 2 (3 pft per non oltre il 25% della supf. coperta)
Sus = (cfr. prescrizioni particolari)

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

capacit edificatoria
Al fine di massimizzare la valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale alienabile
in applicazione dellart. 58 della L. 133/08, assegnata allarea la titolarit dei diritti
edificatori derivanti dallapplicazione di It = 1,0 mq/mq, ma lIt massimo utilizzabile per
ledificazione dellambito limitato a 0,20 mq/mq, nel rispetto della fascia di protezione
dei pozzi;
le residue quote di capacit insediativa possono essere trasferite su altri lotti gi
edificabili, entro i limiti consentiti nelle varie zone urbanistiche per lincremento delle
densit edilizie.

impianto urbano

Lattuazione dellarea subordinata a SUE unitario di iniziativa pubblica o privata (nel


qual caso limpianto urbano dellinsediamento deve essere concordato con il Comune);
in alternativa allo SUE ammessa lattuazione per stralci con PCC sulla base di un
progetto urbanistico complessivo predisposto o approvato dalla Giunta Comunale
concernente la disposizione dei lotti edificatori (che devono concentrarsi lungo la Via dei
Paschi, fuori dalla fascia di rispetto dei pozzi), lo studio della mobilit anche in relazione
al sistema viabilistico urbano (esistente e previsto), lo schema delle reti infrastrutturali e
la verifica della loro funzionalit, la dotazione di spazi e attrezzature per laggregazione e
il tempo libero, il sistema del verde.
aree per servizi (Sus)
Oltre alla realizzazione e dismissione dei necessari sedimi della viabilit veicolare deve
essere garantita una dotazione minima di aree per servizi pubblici pari a 15 mq/ab, con
destinazione a parcheggi, giardini, piazze, attrezzature per il gioco. Eventuali ulteriori
dismissioni potranno essere conteggiate in assolvimento di quelle dovute per interventi
edilizi attuati in altre aree urbane.
75

ARTICOLO

A
R
E
A

11.6.2

CARATTERISTICHE
DELLAREA

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA DI TRASFORMAZIONE E NUOVO


IMPIANTO URBANISTICO

R 6/2

area libera di localizzazione strategica per la formazione


dellassetto strutturale del territorio urbano
classificate ai sensi deIlart 13 Iett. f) L R 56/77 e s.m.i.

OBIETTIVI DI PIANO

utilizzo edificatorio finalizzato alla definizione di connotazione


urbana del territorio

PRINCIPALI

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

r - tcf

SECONDARIE
ta2 tb3 tc2 m2

7.9

S.U.E.

It = 0,35 mq/mq
If = 0,60 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED
Rc = 30%
EDILIZI
n. pft = 3
Sus = veda prescrizioni particolari
indicazioni progettuali per S.U.E

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

ammesso derogare dall indice relativo al n. p.f.t. e fino ad un massimo di + n.1


p.f.t., qualora la soluzione progettuale dello S.U.E. sia finalizzata ad ottenere un
profilo diversificato del complesso architettonico.
il 1 p.f.t. dovr prevedere il sistema porticato per le parti prospettanti sulla via
pubblica principale
tipologia = continua in linea
limpianto urbanistico dovr proporre la tipologia della piazza allintersezione tra
viale Europa e via Volpiano.

edilizia pubblica (E.R.P.)

- dovr essere riservata una quota di E.R.P. = 20% della Sul complessiva
compatibilit localizzativa

- destinazioni terziarie t ammesse sino ad una concorrenza del 20%di Sul


Superfici a servizi (Sus)

destinazioni residenziali Sus = 30 mq/40 mq Sul:


dismissione delle aree individuate nelle TAVV.di PRG e, comunque, di standard pari a
15mq/40 mq di Sul allinterno dellarea di intervento ed eventuale reperimento allesterno
della differenza. (15 mq/40mq)
dismissione allinterno dellarea di SUE di 30mq/40mq Sul quando non siano utilizzate
Sus esterne o della differenza qualora anche con lutilizzo di Sus esterne non venga
soddisfatto lo standard totale richiesto.
76

ARTICOLO

11.6.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA DI TRASFORMAZIONE E NUOVO


IMPIANTO URBANISTICO

R 6/2

destinazioni terziarie e tcf

Sus = 100 mq /100 mq Sul terziaria


Per attivit tcf Sus = 100 mq /100 mq Sul e vedere art. 27 NTA

capacit edificatoria

consentito trasferire sullarea oggetto di intervento la capacit edificatoria teorica,


costituita dalla differenza tra la Sul calcolata sulla base dellindice di edificabilit
territoriale It e la Sul max consentita attraverso lapplicazione dellindice di edificabilit
fondiaria If acquisendola dagli ambiti destinati daI P.R.G. ad attrezzature di cui aIlart.21
punto 1) L.R. 56/77 e s.m.i.
La capacit edificatoria dellarea a servizi assume indice territoriale It=0,35 mq/mq. per:
a) Sus localizzate nellambito urbanistico di appartenenza individuato aIIart. 11.14
b) Sus appartenenti allarea polifunzionale di via Volpiano.
Le Sus localizzate in aree esterne agli ambiti di cui alle lett. a) e b) assumono indice
It = 10 mq/mq
La Sus utilizzata deve essere dismessa a titolo gratuito.
indice insediativo = 40 mq Sul/ab

programmazione attuativa

Lattuazione dellarea potr avvenire solo a seguito o contestuale realizzazione della


strada di collegamento tra le vie Palera e Volpiano.
Tale viabilit, da realizzarsi come opera pubblica, potr essere posta a carico dei
soggetti attuatori, quale opera di urbanizzazione indotta, per la parte interessata dallo
SUE, secondo modalit da stabilire in convenzione.

77

ARTICOLO

DENOMINAZIONE

A
R
E
A

11.6.3

CODICE

AREA DI NUOVO IMPIANTO E


QUALIFICAZIONE URBANA

R 6/3

(VIALE EUROPA VIA VOLPIANO)

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

ambito urbanistico costituito da aree libere e da aree


classificate dal PRG approvato con D.G.R.20.7.1982
n.179717823 a servizi di cui allart.21 lett.a), e con vincolo
scaduto ai sensi della L.1187/68
classificate ai sensi deIIart. 13 lett. g) L.R. 56/77 e s.m.i.
utilizzo edificatorio finalizzato alla definizione di connotazione
urbana del territorio e al reperimento di aree a servizi, per
soddisfacimento di fabbisogni pregressi nel contesto
urbanistico di appartenenza.
PRINCIPALI
SECONDARIE
ta2 tb2 tc2 td2
r - tcf

7.9

S.U.E.

It = 0,25 mq/mq
If = 0,50 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED
Rc = 30%
EDILIZI
n. pft = 3
Sus = veda prescrizioni particolari
indicazioni progettuali per S. U. E
P
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ammesso derogare dallindice relativo al n.p.f.t. e fino ad un massimo di + n. 2


p.f.t., qualora la soluzione progettuale dello S.U.E. sia finalizzata ad ottenere un
profilo diversificato del complesso architettonico.
il 1 p.f.t. dovr prevedere il sistema porticato sulla viabilit pubblica principale
qualora vi sia un affaccio prevalente di attivit terziarie o di vendita.
In alternativa al portico si potr prevedere un camminamento attrezzato
parzialmente coperto che garantisca una continuit pedonale a margine del viale
Europa lungo tutto il fronte del lotto
tipologia = continua in linea

edilizia pubblica (E R P )

- dovr essere riservata una quota di E.R.P. = 20% della Sul complessiva
compatibilit Iocalizzativa

- destinazioni terziarie t ammesse sino ad una concorrenza del 20% di Sul


Superfici a servizi (Sus)

Destinazioni residenziali Sus = 30 mq/45mq Sul:


dismissione delle aree individuate nelle TAVV. di PRG e, comunque, di standard pari a
15mq/45 mq di Sul allinterno dellarea di intervento ed eventuale reperimento allesterno
78

ARTICOLO

11.6.3

DENOMINAZIONE

A
R
E
A

AREA DI NUOVO IMPIANTO E


QUALIFICAZIONE URBANA

CODICE

R 6/3

(VIALE EUROPA VIA VOLPIANO)

della differenza (15 mq/45mq).


dismissione di 30mq/45mq Sul quando non siano utilizzate Sus esterne o della differenza
qualora anche con lutilizzo di Sus esterne non venga soddisfatto lo standard totale
richiesto.
Destinazioni terziarie
- Sus = 100 mq/100 mq Sul terziaria
- Per attivit tcf Sus = 100 mq/100 mq Sul e vedere art. 27 NTA
capacit edificatoria

consentito trasferire sullarea oggetto di intervento la capacit edificatoria teorica,


costituita dalla differenza tra la Sul calcolata sulla base dellindice di edificabilit
territoriale It e la Sul max consentita attraverso lapplicazione dellindice di edificabilit
fondiaria If acquisendola dagli ambiti destinati daI P.R.G. ad attrezzature di cui aIlart.21
punto 1) L.R. 56/77 e s.m.i.
La capacit edificatoria dellarea a servizi assume indice territoriale It=0,25 mq/mq per:
a) Sus localizzate nellambito urbanistico di appartenenza individuato aIIart.11.14
b) Sus appartenenti allarea polifunzionale di via Volpiano.
Le Sus localizzate in aree esterne agli ambiti di cui alle lett. a) e b) assumono indice It =
10 mq/mq
La Sus utilizzata deve essere dismessa a titolo gratuito.
indice insediativo = 45 mq Sul/ab

programmazione attuativa

Lattuazione dellarea potr avvenire solo a seguito o contestuale realizzazione della


strada di collegamento tra le vie Palera e Volpiano.
Tale viabilit, da realizzarsi come opera pubblica, potr essere posta a carico dei
soggetti attuatori, quale opera di urbanizzazione indotta, per la parte interessata dallo
SUE, secondo modalit da stabilire in convenzione

79

ARTICOLO

11.7.1

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE


CONFERMATA
(VIA TORINO VIA VOLPIANO)

P 1/1

aree produttive comprendenti insediamenti artigianali e


industriali esistenti, localizzate lungo le direttrici principali di
accesso est e sud alla citt
individuata ai sensi della lett. c) art. 26 L.R. 56/77 e s.m.i.

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

conferma destinazione duso produttiva, con possibile


trasformazione ad attivit compatibili con luso residenziale

PRINCIPALI
pa2 tcf (solo allinterno delle

SECONDARIE
ta3 - tb3 - td3 - m2 - tcf

localizzazioni e addensamenti comm.)

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 7.7 7.10

S.U.E. concessione
Strumento diretto

convenzionata

Veda prescrizioni particolari

It = - mq/mq
If = 0,60 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED
Rc = 50% Sc/Sf
EDILIZI
Sus = 20% Sf asservita per completamento produttivo
10% Sf asservita per ampliamento

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condizioni per attuazione degli interventi


ai fini del rilascio delle concessioni dovr essere assicurata la realizzazione o la
sussistenza delle opere necessarie al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti solidi,
liquidi e gassosi, in riferimento allintera unit produttiva.

aree per servizi: localizzazione e modalit di reperimento


le superfici a servizi dovranno essere dimesse, convenzionate in uso pubblico, o
eventualmente monetizzate, qualora sia dimostrata limpossibilit del loro reperimento
E ammessa la monetizzazione di Sus relative ad interventi di ampliamento con Sul
max = 100 mq, per ad adeguamento funzionale di impianti esistenti.

le Sus (aree S2) individuate dal P.R.G., esterne allarea di intervento, nel contesto
urbanistico di appartenenza, concorrono alla formazione della capacit edificatoria,
con applicazione dellindice di lt=0,50 mq/mq. ed esclusivamente per destinazioni
produttive.
Tali aree sono individuate con il codice 2a per gli insediamenti di via Torino, e con il
codice 2b per via Volpiano, inseriti in un cerchio.
Lutilizzo di tale capacit edificatoria comporta la dismissione in uso pubblico delle
aree per Sus e lelevamento del rapporto di copertura a Rc=60%.e lf=0,80 mq/mq
Lintervento edificatorio che preveda lutilizzo di aree a Sus esterne sottoposto a
concessione convenzionata di cui al 5 comma art.49 L.R. 56/77 e s.m.i..
Le Sus esterne sono unicamente utilizzabili per il trasporto della capacit edificatoria.
80

ARTICOLO

11.7.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE


CONFERMATA
(VIA TORINO VIA VOLPIANO)

P 1/1

pertinenze e manufatti
nelle aree libere ammessa la costruzione di tettoie aperte ad uso deposito, di
strutture estensibili ad uso deposito, di strutture di pertinenza di impianti tecnologici
fino ad una concorrenza massima Rc = 70%.
I suddetti manufatti non entrano nel calcolo della Sul.

Prescrizioni morfologiche
i materiali utilizzati per recinzioni e nuove costruzioni o adeguamenti di edifici
dovranno garantire un corretto inserimento ambientale.
Le recinzioni su strada pubblica o aree visivamente percepibili da spazi pubblici
dovranno essere del tipo a giorno o schermate da cortine sempreverde.

compatibilit localizzativa
la residenza ammessa secondo le prescrizioni di cui allart.9.2
ammessa la costruzione di bassi fabbricati nel rispetto delle norme di cui alIart.16.
per gli edifici residenziali non puntualmente individuati, non di pertinenza degli
impianti produttivi, valgono le norme di cui allart.11.19.1 aree II r2

Prescrizioni particolari per il sito Ex Baltea identificato dal seguente perimetro viario:
Via Volpiano, via Osella, nuova via a Nord di 14 m in PRG, nuova bretella est in PRG
tra via Volpiano e la nuova via a Nord.
Il sito industriale ex Baltea, individuato in cartografia con perimetro grigio e
identificativo numerico (16*) in previsione di una prossima ristrutturazione industriale ,
viene perimetrato in cartografia con due poligoni ad identificare due comparti di ambiti
soggetti a SUE. Lattuazione complessiva delle previsioni di PRG potr avvenire
anche in tempi diversi, purch allinterno dei tempi di realizzazione imposti per tali
strumenti esecutivi. I SUE dovranno prevedere la cessione gratuita e libera da
fabbricati delle aree per servizi S2 esistenti in PRG e lampliamento delle sezioni
viarie di contorno secondo quanto previsto in PRG.
Gli indici urbanistici ed edilizi sono quelli generali dellarea normativa con It = If
Sus = 10% Sf asservita per ampliamento e completamento produttivo

Per lambito principale di maggiore superficie territoriale sono previste opere di


urbanizzazione aggiuntive esterne al perimetro e precisamente la realizzazione della
bretella viaria a nord da via Osella fino allincrocio con la via Santorre di Santarosa.

prescrizioni ambientali
la destinazione a verde arborato della superficie fondiaria pertinente limpianto
produttivo BALTEA, individuata sulle TAVOLE di PRG con perimetro a tratteggio,
dovr essere mantenuta ad eccezione delle porzioni per viabilit in progetto e di
eventuali passaggi carrai funzionali al completamento delle attivit produttive.
Sar consentito inoltre, per motivate esigenze funzionali e logistiche, intervenire sulla
riplasmazione, sulla sostituzione di elementi ammalorati, di tale superficie arborata
alle seguenti condizioni:
Dovr essere presentata una relazione tecnica di professionista agronomo forestale
iscritto allAlbo professionale sullo stato generale di tale area, completo di un
censimento degli elementi sani e di quelli secchi o abbattuti precedentemente,
individuazione di patologie diffuse, foto dello stato di fatto, progetto di ristrutturazione
mediante proposta eventuale di differenti essenze sempreverdi al fine di ricostituire le
81

ARTICOLO

11.7.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE


CONFERMATA
(VIA TORINO VIA VOLPIANO)

P 1/1

valenze ambientali tutelate da PRG mediante apposizione di vincolo.


Eventuali diradamenti , per motivi sanitari o logistici, dovranno essere compensati in
porzioni contigue al perimetro indicato in PRG interne al S.U.E..
Leventuale estensione della cortina ambientale dovr prevedere lincremento del
10% degli elementi arborei esistenti rimossi, la profondit minima dellarea esistente
non potr mai ridursi oltre i 30 m. ove maggiore. La dimensione dei nuovi elementi
arborei dovr essere del tipo 20-25 cm di circonferenza a 1 m. da terra
Superfici di vendita attivit commerciali
la determinazione delle superfici di vendita delle attivit commerciali disciplinata
dalle norme del Piano del Commercio e dalla normativa legislativa di settore vedere
art. 27 NTA

prescrizioni per la trasformazione urbanistica dei siti occupati da attivit produttive


la riconversione in funzione terziaria dei siti occupati da unit produttive, a seguito di
cessazione o rilocalizzazione dellattivit, ammessa nel rispetto delle seguenti
norme: modalit di attuazione:
- concessione convenzionata 5 comma art.49 L.R. 56 /77 e s.m.i., per interventi
con Sul non superiore a 1000 mq
- SUE per interventi con Sul superiore a 1000 mq
- Le riconversioni parziali in funzione terziaria sono ammesse con le limitazioni
dimensionali espresse dallart.9.2

parametri urbanistici:
- lt= esistente
superfici a servizi (Sus):
- Sus = 100% Sul dei quali almeno il 70% a parcheggio, ricavabile anche in
strutture multipiano in sopra o sottosuolo
- per attivit commerciali Vedere art.27 NTA

Per interventi attuati con concessione convenzionata ammessa la monetizzazione


nella misura del 50% della Sus richiesta.
Per gli interventi sottoposti a SUE, la relazione finanziaria dovr verificare e
quantificare il grado di infrastrutturazione con conseguente aggiornamento degli oneri
di urbanizzazione indotta
Per gli impianti produttivi in atto alla data di adozione del Progetto Preliminare di
P.R.G., per i quali previsto il proseguimento dellattivit, la destinazione terziaria
potr essere concessa a condizione che venga presentato un programma di
rilocalizzazione, con indicazione dei programmi, tempi di trasferimento e garanzie
occupazionali e nel rispetto dei contenuti di cui alla convenzione quadro regionale
prevista allart53 della L.R.56177 e s.m.i..
Lintervento dovr essere integrato da un piano di bonifica, secondo quanto riportato
al successivo art. 22

attivit inquinanti o ad alto rischio ambientale


per le attivit produttive esistenti alla data di adozione del Progetto Preliminare di
P.R.G., classificabili come Pb si richiama la norma generale riportata allart. 9.
per linsediamento produttivo SElCI, individuato in cartografia con perimetro grigio e
identificativo numerico (17*), sono ammessi unicamente interventi di manutenzione
82

ARTICOLO

11.7.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE


CONFERMATA
(VIA TORINO VIA VOLPIANO)

P 1/1

ordinaria e straordinaria senza alcun incremento di Sul relativo allattivit in atto.


Linsediamento compreso nellelenco delle industrie a rischio di incidente rilevante,
ex D.P.R. n. 175/88.
interventi di riqualificazione urbana
lambito territoriale compreso tra le vie Valletta, Agnelli e c.so Torino, perimetrato con
tratteggio rosso-nero sottoposto alla seguente normativa:
modalit di attuazione S U E., lt=0,50 mq/mq, Sus = dismissione di tutte le aree
destinate a servizi dal PRG. La convenzione dovr prevedere a carico del soggetto
attuatore la demolizione dei fabbricati lungo il c.so Torino, classificati a servizi.

compatibilit localizzativa
per le attivit commerciali vedere art. 27 NTA

intervento di completamento produttivo soggetto a . Permesso Convenzionato


individuato in PRG con perimetro grigio e identificativo numerico (18*), localizzato su
Strada Fantasia in prossimit del confine comunale ovest.
- Parametri urbanistici: If = 0,60 mq/mq
- SUS da dismettere in fregio alla strada Fantasia
- Sus = 10% della Sf per attivit produttive
- Sus = 100% Sul per attivit terziaria, dei quali almeno il 70% a parcheggio pubblico
, 30% verde in piena terra
- Per le attivit commerciali vedere art.27 NTA
- Rc = 50% Sf
- N piani f.t. max 3
- Il 10% della sup. scoperta fondiaria sistemato a verde arborato in piena terra.
- Lungo il lato sud dellambito di intervento, in area urbanistica A2, possibile
realizzare un tratto di viabilit privata, di sezione massima pari a 10 m, per laccesso
ai lotti dellarea produttiva, fermo restando il divieto di lottizzare tale sedime stradale e
di aggregarlo alla propriet dei singoli ambiti aziendali.
Ricadendo lambito allinterno dellareale di osservazione di RIR relativo alla ditta
SEICI, le specifiche tecniche e dimensionali dellinsediamento devono essere
conformi alle prescrizioni di cui alla variante del PTCP di adeguamento al D.M. 9
maggio 2001.

Norme generali per la costruzione o riconversione di aree industriali come medie e


grandi strutture di vendita al dettaglio allinterno della perimetrazione L2
(Localizzazioni commerciali)
- Tali interventi sono soggetti a SUE in coerenza con le disposizioni contenute nel
Progetto unitario di coordinamento PUC (rif. art.27 NTA) per le medie strutture o
con i disposti delle autorizzazioni regionali per le grandi strutture di vendita.
- lutilizzazione fondiaria consentita dalli.f. di area normativa (0.60 mq/mq) deve
essere verificata sulla superficie fondiaria al netto delle aree da dismettere per
servizi (art.21 comma1 L.R. n.56/77 e smi nelle q uantit previste per gli
interventi di nuovo impianto art.13 lettera g ) e viabilit;
- larea a servizi Sus (100% SUL) da dismettere qualunque sia il tipo di intervento
urbanistico edilizio (art.7) potr essere attrezzata fino a un massimo dell70% a
parcheggio pubblico mentre la restante parte dovr essere attrezzata a verde.
- La restante sup. per posti auto pubblici e privati verificata ai sensi dellart. 27 delle
83

ARTICOLO

11.7.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE


CONFERMATA
(VIA TORINO VIA VOLPIANO)

P 1/1

NTA e della L.122/89 dovr essere localizzata allinterno della superficie fondiaria
(in sottosuolo o sulla copertura tramite assoggettamento ad uso pubblico per la
sola porzione pubblica; - sup. cop. = 60% massimo della sup. fondiaria;
h max = 12 m.

Requisiti morfologici
tutti i fronti dei volumi commerciali dovranno essere improntati ad una chiara
impostazione compositiva anche in relazione allinserimento nel contesto
esistente;
Le aree a parcheggio a raso dovranno essere ampiamente accessibili e
identificabili con segnaletica orizzontale e verticale, percorsi, e protezioni
pedonali. Dovranno prevedere significative porzioni a verde con piantumazione di
essenze ornamentali e alberi per lombreggiamento dei piazzali a parcheggio;
I collegamenti verticali tra i parcheggi pubblici ed il piano di campagna dovranno
essere realizzati con strutture vetrate trasparenti;
le aree per parcheggio pubblico interrato dovranno prevedere pozzi di luce
naturale o camini solari;
Eventuali porzioni di parcheggio pubblico sulle coperture dei volumi commerciali,
e varie attrezzature tecnologiche, dovranno prevedere strutture leggere di
mascheramento a supporto di piante ornamentali rampicanti.

Riconversione dellarea industriale ex-Revelli di via Torino ,182 a seguito di


autorizzazione regionale per grande struttura di vendita.
Larea industriale situata su Via Torino,182 (area ex-Revelli) individuata in cartografia
con perimetro con perimetro grigio e identificativo numerico (19*) soggetta a
trasformazione urbanistica in funzione terziaria e commerciale al dettaglio. Su una
porzione di tale area vi autorizzazione regionale commerciale n15 del 30/06/04
rilasciata alla societ Rho88 s.p.a. e successivi atti di sospensione, riattivazione e
proroga per la realizzazione di un centro commerciale classico di 10306 mq
complessivi per la vendita al dettaglio.
Lautorizzazione riguarda una grande struttura G-SM1 per 4250 mq , 20 esercizi con
sup. inferiore a 250 mq per totali 800 mq ed inoltre gallerie, servizi, attivit
paracommerciali,ecc per una sup. complessiva del C.C. di 10.306 mq.
aree per carico, scarico merci 1.220 mq.

Lintera area soggetta a SUE, anche con la divisione in due o pi sottoambiti, alle
seguenti condizioni e parametri:
rispetto dei parametri urbanistici e morfologici generali
- allambito per la trasformazione commerciale identificato con perimetro grigio e
lettera a riquadrata si legano alcuni ambiti esterni allarea per la realizzazione di
modifiche sulla viabilit (rotatorie) richieste specificatamente in sede di
autorizzazione regionale. Tali ambiti esterni sono identificati cartograficamente
con le lettere b, c, d, e, f._ riquadrate e si intendono come opere indotte da
realizzarsi a spese e cura del soggetto attuatore;
- Viene posto inoltre a carico del soggetto attuatore lopera di allargamento e
sistemazione della strada Goretta tra la rotatoria a cod. e e cod. f con sezione di
14 m.
- per eventuali sottoambiti che non attivano la trasformazione urbanistica sono
consentiti solo gli interventi di cui allart. 7.1 manutenzione ordinaria, 7.2
84

ARTICOLO

11.7.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE


CONFERMATA
(VIA TORINO VIA VOLPIANO)

P 1/1

manutenzione straordinaria, con il mantenimento delleventuale uso in atto alla


data di adozione della presente variante se compatibile con la residenza;
la trasformazione a destinazione commerciale soggetta a presentazione di VIA.
(Verifica dImpatto Ambientale);
il canale scolmatore esistente che attraversa la propriet dovr essere sistemato
o deviato nel rispetto della normativa idrogeologica vigente, mediante specifico
progetto a firma di Dott. Geologo abilitato.
La sistemazione e messa in sicurezza del suddetto canale dovr comprendere
anche il tratto sottostante la Via Torino in modo da evitare possibili restringimenti
di sezione utile.

85

ARTICOLO

11.7.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE
AREA PRODUTTIVA ESISTENTE
CONFERMATA

CODICE

P 1/2

(VIA SETTIMO)

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

aree produttive esistenti comprendenti insediamenti artigianali


e industriali, localizzate in contesto esterno ad ambiti
residenziali
classificate ai sensi della lett. c) art. 26/77 e s.m.i.
conferma destinazione d'uso e previsione di interventi per
adeguamento funzionale unit produttive esistenti, senza
ulteriori nuovi insediamenti

PRINCIPALI
pa2

SECONDARIE
m2

7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 7.6 7.7

Strumento diretto

If = 0,60 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED Rc = 50% Sc/Sf
Sus = 20% Sf asservita per completamento produttivo
EDILIZI
10% Sf asservita per ampliamento
condizioni per attuazione degli interventi
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ai fini del rilascio delle concessioni dovr essere assicurata la realizzazione o la


sussistenza delle opere necessarie al trattamento e allo smaltimento del rifiuti solidi,
liquidi e gassosi, in riferimento all'intera unit produttiva.
aree per servizi: localizzazione e modalit di reperimento

le superfici per servizi (S2)dovranno essere dismesse, convenzionate in uso pubblico o


eventualmente monetizzate qualora venga dimostrata I'impossibilit del loro reperimento
E' ammessa la monetizzazione di Sus relative ad interventi di ampliamento con Sul max
= 100 mq, per adeguamento funzionale di impianti esistenti
le Sus (aree S2) individuate dal P.R.G., esterne all'area di intervento, nel contesto
urbanistico di appartenenza, concorrono alla formazione della capacit edificatoria, con
applicazione dell'indice di lt=0,50 mq/mq.
Tali aree sono individuate con iI codice 2c inserito in un cerchio e campite con colore
giallo.
L'utilizzo di tale capacit edificatoria comporta la dismissione in uso pubblico delle aree
per Sus e I'elevamento del rapporto di copertura a Rc=60%.e lf=0,80 mq/mq
L'intervento edificatorio che preveda I'utilizzo di aree a Sus esterne e sottoposto a
concessione convenzionata di cui al 5 comma art.49 L.R. 56/77 e s.m.i..
pertinenze e manufatti
nelle aree libere ammessa la costruzione di tettoie aperte ad uso deposito, di strutture
estensibili ad uso deposito, di strutture di pertinenza di impianti tecnologici fino ad una
concorrenza massima Rc= 70%.
86

ARTICOLO

11.7.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE
AREA PRODUTTIVA ESISTENTE
CONFERMATA

CODICE

P 1/2

(VIA SETTIMO)

I suddetti manufatti non rientrano nel calcolo della Sul.


prescrizioni morfologiche
- i materiali utilizzati per recinzioni e nuove costruzioni o adeguamenti di edifici
dovranno garantire un corretto inserimento ambientale.
- Le recinzioni su strada pubblica o aree visivamente percepibili da spazi pubblici
dovranno essere del tipo a giorno o schermate da cortine "sempreverde".

compatibilit localizzativa
- la residenza ammessa secondo le prescrizioni di cui all'art. 9.2.
- ammessa la costruzione di bassi fabbricati nel rispetto delle norme di cui
all'art.16

attivit inquinanti

per le attivit produttive esistenti alla data di adozione del Progetto Preliminare di P.R.G.,
classificabili come Pb si richiama la norma generale riportata all'art. 9.
norme specifiche

Lambito individuato in cartografia mediante perimetro grigio e identificativo numerico


(20*) destinata alla realizzazione di nuove strutture produttive dellazienda VER
PLAST, gi esistente in area limitrofa. Qualsiasi intervento edificatorio su tale ambito
subordinato a permesso di costruire convenzionato nel rispetto delle seguenti
prescrizioni specifiche:
lindice fondiario (If) di base ridotto a 0,50 mq/mq, mentre restano confermati tutti gli
altri indici, parametri e disposti normativi della presente scheda,
la convenzione deve prevedere, con vincolo decennale, che tutte le strutture di nuova
realizzazione siano connesse allattivit aziendale della VER PLAST, fermo restando
che, nel suo complesso, lazienda non potr comunque assumere le caratteristiche di
cui agli artt. 6 e 8 del D.Lgs. 334/99 e s.m.i. (controllo dei pericoli di incidenti rilevanti
connessi con sostanze pericolose).
previamente al rilascio di qualsiasi abilitazione edilizia deve essere documentata la
disponibilit di idonea viabilit di accesso (pubblica o privata), completamente
asfaltata e di sezione non inferiore a m 6,00 (in deroga ai disposti dellart. 11.18.1).

87

ARTICOLO

11.7.3

A
R
E
A

DENOMINAZIONE
AREA PRODUTTIVA ESISTENTE DI
POSSIBILE RICONVERSIONE

CODICE

P 1/3

(VIA LOMBARDORE)

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

area produttiva comprendente impianti artigianali ed industriali,


localizzati sulla principale direttrice di accesso nord alla citt
classificate ai sensi della lett. c) art.26 L.R.56/77 e s.m.i.
conferma destinazione duso produttiva, con possibilit di
trasformazione urbanistica e attivit compatibili, ad avvenuta
cessazione dell'attivit produttiva

PRINCIPALI
pa2

SECONDARIE
ta3 - tb3- td3-m2- tcf

7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 7.7 7.10

Strumento diretto

S.U.E. per interventi di riconversione


If = 50%
INDICI URBANISTICI ED Rc = 40%
Sus = 20% Sf asservita per completamento produttivo
EDILIZI
10% Sf asservita per ampliamento
prescrizioni per la trasformazione urbanistica dei siti occupati da attivit produttive
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In caso di cessazione dellattivit in atto alla data di adozione del Progetto Preliminare
del PRG ammessa la riconversione dellarea in funzione t3, tcf, tramite intervento di
ristrutturazione urbanistica da attuarsi tramite S.U.E., nei rispetto dei seguenti indici e
parametri:
lt=0,40 mq/mq , lf=0,80 mq/mq, Rc= 30%, 100% Sul terziaria, vedere art. 27 NTA
La norma dianzi riportata applicabile anche a quelle unit produttive in atto, per le quali
previsto il proseguimento della loro attivit e che prevedano la rilocalizzazione in area
P4. Per queste unit produttive la nuova destinazione duso potr esse concessa a
condizione che venga presentato un programma di rilocalizzazione, con indicazione dei
programmi, tempi di trasferimento e garanzie occupazionali e nel rispetto dei contenuti di
cui alla convenzione quadro regionale prevista allart53 della L.R. 56/77 e s.m.i..
Lintervento dovr essere integrato da un piano di bonifica, secondo quanto riportato al
successivo art. 22.
attivit inquinanti

per le attivit produttive esistenti alla data di adozione del Progetto Preliminare di PRG,
classificabili come pb si richiama la norma generale riportata allart.9.
superfici di vendita per attivit commerciali

vedere art. 27 NTA

88

ARTICOLO

11.7.3

A
R
E
A

DENOMINAZIONE
AREA PRODUTTIVA ESISTENTE DI
POSSIBILE RICONVERSIONE

CODICE

P 1/3

(VIA LOMBARDORE)

compatibilit localizzativa

per gli insediamenti esistenti la residenza ammessa nel rispetto delle prescrizioni di cui
allart. 9.2
Per gli edifici residenziali non puntualmente individuati valgono le norme di cui alle aree
r2 art. 11.19.1.
pertinenze e manufatti

nelle aree libere ammessa la costruzione di tettoie aperte ad uso deposito, di strutture
estensibili ad uso deposito, di strutture di pertinenza di impianti tecnologici fino ad una
concorrenza massima Rc 60%.
I suddetti manufatti non rientrano nel calcolo della Sul.
programmazione attuativa

il rilascio della concessione per interventi ricadenti nel settore lll b della Carta di sintesi
della pericolosit geologica e dellidoneit alluso urbanistico, potr essere effettuato
solo ad avvenuta o contestuaLe realizzazione delle opere di riassetto strutturale
individuate nellelaborato grafico INTERVENTI Dl MIGLIORAMENTO STRUTTURALE
DEL RETICOLATO lDRlCO: RICADUTA URBANISTICA.
adeguamento igienico- funzionale

sono ammessi interventi per Sul max 100 mq per adeguamento funzionale degli impianti
esistenti, non costituenti carico antropico, in deroga alla norma relativa alla
programmazione attuativa e ai parametri urbanistici.
Per questi interventi ammessa la monetizzazione delle Sus.

89

ARTICOLO

11.7.4

A
R
E
A

DENOMINAZIONE
AREA PRODUTTIVA ESISTENTE DI
COMPLETAMENTO

CODICE

P 1/4

(VIA LOMBARDORE AREA VAUDA)

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

area produttiva comprendente impianti industriali ed artigianali


e lotti liberi interclusi
classificate ai sensi della lett. b) art. 26 L.R.56/77 e s.m.i.
conferma destinazione duso e previsione di interventi per
adeguamento funzionale unit produttive esistenti,
completamento urbanistico tramite utilizzo dei lotti interclusi

PRINCIPALI
pa2

SECONDARIE
ta1 - m2

7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 7.6 7.7

Strumento diretto

If = 0,60 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED Rc = 50%
Sus = 20% Sf asservita per completamento produttivo
EDILIZI
10% Sf asservita per ampliamento
condizioni per attuazione degli interventi
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

ai fini del rilascio delle concessioni dovr essere assicurata la realizzazione o la


sussistenza delle opere necessarie al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti solidi,
liquidi e gassosi, in riferimento allintera unit produttiva.
aree per servizi: localizzazione e modalit di reperimento

le superfici per servizi (S2)dovranno essere dismesse, convenzionate in uso pubblico o


eventualmente monetizzate, qualora venga dimostrata limpossibilit del loro reperimento
E ammessa la monetizzazione di Sus relative ad interventi di ampliamento con Sul max
= 100 mq, per adeguamento funzionale di impianti esistenti
le Sus (aree S2) individuate dal P.R.G., esterne allarea di intervento, nel contesto
urbanistico di appartenenza, concorrono alla formazione della capacit edificatoria, con
applicazione dellindice di lt=0,50 mq/mq.
Tali aree sono individuate con il codice 2f inserito in un cerchio, e campite con colore
giallo
Lutilizzo ditale capacit edificatoria comporta la dismissione in uso pubblico delle aree
per Sus e lelevamento del rapporto di copertura a Rc=60%.e If=0,80 mq/mq
Lintervento edificatorio che preveda lutilizzo di aree a Sus esterne sottoposto a
concessione convenzionata di cui al 50 comma art.49 L.R. 56177 e s.m.i..
- Per destinazioni secondarie ta1
- Sus = 100% della Sul di cui il 50% per parcheggio pubblico

90

ARTICOLO

11.7.4

A
R
E
A

DENOMINAZIONE
AREA PRODUTTIVA ESISTENTE DI
COMPLETAMENTO

CODICE

P 1/4

(VIA LOMBARDORE AREA VAUDA)

pertinenze e manufatti

nelle aree libere ammessa la costruzione di tettoie aperte ad uso deposito, di strutture
estensibili ad uso deposito, di strutture di pertinenza di impianti tecnologici fino ad una
concorrenza massima Rc= 70%.
I suddetti manufatti non rientrano nel calcolo della Sul.
prescrizioni morfologiche
- i materiali utilizzati per recinzioni e nuove costruzioni o adeguamenti di edifici
dovranno garantire un corretto inserimento ambientale;
- le recinzioni su strada pubblica o aree visivamente percepibili da spazi pubblici
dovranno essere del tipo a giorno o schermate da cortine sempreverde

compatibilit localizzativa

la residenza ammessa secondo le prescrizioni di cui allart. 9.2.


e ammessa la costruzione di bassi fabbricati nel rispetto delle norme di cui allart.
16

attivit inquinanti

per le attivit produttive esistenti alla data di adozione del Progetto Preliminare di P.R.G.,
classificabili come Pb si richiama la norma generaIe riportata allart.9.

91

ARTICOLO

11.7.5

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA SATURA

P 1/5

CARATTERISTICHE
DELLAREA

Insediamenti produttivi generatisi sia attraverso lottizzazioni


improprie, sia a seguito di trasformazione di fabbricati exagricoli di recente costruzione

OBIETTIVI DI PIANO

mantenimento, adeguamento funzionale, ristrutturazione e


ampliamento degli insediamenti esistenti

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

PRINCIPALI
pa2

SECONDARIE
m2

7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 7.6 7.7 7.8

Strumento diretto
S.U.E. o concessione convenzionata

If = 0,40 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED
Rc = 40%
EDILIZI
Sus = 10% Sf asservita per ampliamento

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

condizioni per attuazione degli interventi


ai fini del rilascio delle concessioni dovr essere assicurata la realizzazione o la
sussistenza delle opere necessarie al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti solidi,
liquidi e gassosi, in riferimento all'intera unit produttiva.
In assenza di tali requisiti potranno essere assentiti solo interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria

pertinenze e manufatti
nelle aree libere ammessa la costruzione di tettoie aperte ad uso deposito o strutture
estensibili, fino ad una concorrenza massima Rc= 60%.
Non rientrano nella Sul le strutture di pertinenza di impianti tecnologici

compatibilit localizzativa
- la residenza ammessa secondo le prescrizioni di cui all'art. 9.2.
- e' ammessa la costruzione di bassi fabbricati nel rispetto delle norme di cui all'art.
16
- per gli edifici residenziali non di pertinenza degli impianti produttivi valgono le
norme di cui all'art. 11.19.1 aree II r2.

attivit inquinanti
per le attivit produttive esistenti alla data di adozione del Progetto Preliminare di P.R.G.,
classificabili come Pb si richiama la norma generale riportata all'art.9.

adeguamento igienico- funzionale


sono ammessi interventi per Sul max = 100 mq per adeguamento funzionale degli
impianti esistenti in deroga ai parametri urbanistici.
Per questi interventi ammessa la monetizzazione delle Sus.

92

ARTICOLO

11.7.5

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA SATURA

P 1/5

aree per servizi: localizzazione e modalit di reperimento


oltre alle superfici a servizi richieste per legge potranno essere dismesse ulteriori Sus
esterne all'area di intervento, individuate dall'A.C. nel contesto urbanistico di
appartenenza; esse concorrono alla formazione della capacit edificatoria con
applicazione dell'indice lt=0,50 mq/mq ed esclusivamente per destinazioni produttive.
L'utilizzo di tale capacit edificatoria comporta la dismissione in uso pubblico delle aree
per Sus di cui sopra e I'elevamento dell'lf=0,50 mq/mq.
L'individuazione delle ulteriori aree a servizi di cui sopra dovr avvenire mediante
variante al PRG ai sensi dell'art.17 della L.U.R..
L'intervento edificatorio che prevede I'utilizzo di aree a Sus esterne e sottoposto a
concessione convenzionata di cui al 5 comma dell'a rt. 49 della L.U.R..

93

ARTICOLO

11.7.6

DENOMINAZIONE

A
R
E
A

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE DI


RIQUALIFICAZIONE

CODICE

P 1/6

(AREA EX-MILLOIL)

CARATTERISTICHE
DELLAREA

area parzialmente inutilizzata

OBIETTIVI DI PIANO

utilizzo dell'area per attivit produttive non inquinanti

PRINCIPALI
s - pa2

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE
m2

7.9

S.U.E. art. 43 L.R. 56/77 e s.m.i.

If = 0,40 mq/mq
Rc = 40%
INDICI URBANISTICI ED
Sus = dismissione area individuata cartograficamente, con
EDILIZI
quantit minima = 30%St
H = 11,00 mt. esclusi volumi tecnici
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

norma transitoria
sono ammesse attivit di deposito ed assemblaggio di materiali non inquinanti e
rimessaggio (m2)
sugli edifici esistenti sono ammessi unicamente interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria, attuabili con intervento diretto.
qualsiasi attivit di nuovo insediamento dovr essere preceduta da un piano di
bonifica, secondo quanta disposto al successivo art.22, approvata dall'Ente
competente

filo fabbricati
il filo di fabbrica degli edifici dovr distare almeno mt.20,00 dal confine della strada
provinciale

pertinenze e manufatti
le tettoie, i bassi fabbricati e le strutture di pertinenza degli impianti tecnologici rientrano
nel calcolo della Sul e del Rc.

94

ARTICOLO

11.8.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ARTIGIANALE E


COMMERCIALE DI RIORDINO E
COMPLETAMENTO E NUOVO IMPIANTO

P2

(VIA CASELLE)

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

area occupata da impianti produttivi e insediamenti


commerciali,localizzati lungo la principale direttrice di accesso
ovest alla Citt e da lotti liberi interclusi e di frangia.
classificata ai sensi Iett. b) art. 26 L.R. 56/77 e s.m.i.
mantenimento, ristrutturazione e ampliamento degli
insediamenti esistenti e localizzazione, nei lotti liberi, di nuovi
insediamenti aggiuntivi a carattere terziario

PRINCIPALI
pa 2 -ta3-tb3-td3-tcf

SECONDARIE
m2

(ad esclusione dellarea con codice 2/3)

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

7.1 - 7.2-- 7.3- 7.4 - 7.5-- 7.6-- 7.7-- 7.8- 7.9

Strumento diretto S.U.E.

Strumento diretto/conc.
Convenz.
If = 0,50 mq/mq
INDICI URBANISTICI ED Rc = 50%
Sus =
EDILIZI
- 10% Sf asservita per ampliamento
- 20% Sf per nuova localizzazione
insediamenti produttivi
- 100 mq / 100 mq Sul terziarie

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

S.U.E.
veda prescrizioni specifiche

condizioni per attuazione degli interventi


ai fini del rilascio delle concessioni dovr essere assicurata la realizzazione o la
sussistenza delle opere necessarie al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti solidi,
liquidi e gassosi in riferimento allintera unit produttiva.

aree per servizi: localizzazione e modalit di reperimento

a) interventi attuati con strumento diretto o concessione convenzionata


dismissione o convenzionamento in uso pubblico delle Sus secondo quantit previste per
specifica destinazione duso.
Le Sus esterne allarea di intervento concorrono alla formazione di Sul con indice lt=0,50
mq/mq, e sono individuate con il codice 2d. lutilizzo di tali Sus comporta lelevamento
dellindice fondiario lf=0,80 mq/mq ed del Rc=60%, ed esclusivamente per destinazioni
produttive
Lutilizzo delle Sus esterne per trasporto di capacit edificatoria disciplinato dal ricorso
allo strumento della concessione convenzionata di cui al 5 comma art.49 L.R. 56/77
s.m.i..
E ammessa la monetizzazione di Sus:
- per interventi di ampliamento con Sul max = 100 mq, per adeguamento funziona/e di
impianti esistenti
- quando sia dimostrata l'impossibilit funzionale a reperire l'area.
95

ARTICOLO

11.8.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ARTIGIANALE E


COMMERCIALE DI RIORDINO E
COMPLETAMENTO E NUOVO IMPIANTO

P2

(VIA CASELLE)

b) interventi attuati con SUE


dismissione Sus o convenzionamento in uso pubblico allinterno dellambito di SUE.
pertinenze e manufatti
Le tettoie, i bassi fabbricati e le strutture di pertinenza degli impianti tecnologici rientrano
nel calcolo della Sul e del Rc

Descrizioni morfologiche
- i materiali utilizzati per recinzioni e nuove costruzioni o adeguamenti di edifici
dovranno garantire un corretto inserimento ambientale.
- le recinzioni su strada pubblica o aree visivamente percepibili da spazi pubblici
dovranno essere del tipo a giorno o schermate da cortine sempreverde.

ambito sottoposto a S.U.E. di iniziativa pubblica


- lambito territoriale sottoposta a S.U.E. di iniziativa pubblica individuato in
cartografia con perimetro grigio e identificativo numerico (21*). Tale ambito
classificato come area di nuovo impianto ai sensi della lett.g) art. 13 L.R.56/77 e
s.m.i.. Lo strumento urbanistico esecutivo (P.P.E. ex-art.13 L. 1150/42 o P.I.P.
ex-art42 LR. 56/77 e s.m.i.) dovr complessivamente rispettare i seguenti
parametri urbanistici ed edilizi
lt = 0,50 mq/mq
Rc= 0,50 mq/mq
Destinazioni duso ammesse: ta3, pa2, tb3, m2
Sus per destinazione ta3 e tb3 = 100% S.U.L.
Sus per destinazione pa2 = 20% St asservita per lintervento
Sus per destinazione m2 = non richiesta
A seconda delle tipologie di attivit che si andranno ad insediare, dovranno di
volta in volta essere individuate le superfici da destinare a servizi di pertinenza di
ciascuna attivit secondo le dotazioni richieste dalle N.T.A. Da tale superficie
andr detratta la quota parte delle Sus gi dismesse con il progetto generale
delle opere di urbanizzazione. La suddetta quota parte di spettanza di ciascun
lotto di intervento verr determinata in modo proporzionale alla superficie
territoriale necessaria per la realizzazione del singolo intervento.

Larticolo 4.1, lett. B), comma 5, (pag.11) delle presenti norme, si applica
solamente alle strade gi individuate cartograficamente nelle tavole di P.R.G.C. e
non alla viabilit di distribuzione interna da realizzarsi in attuazione degli
interventi sui vari lotti.
Si richiamano le norme di cui allart.6 punto 6) delle presenti Norme.
compatibilit localizzativa
la resIdenza ammessa secondo le prescrizioni di cui allart. 9.2
per gli insediamenti residenziali non di pertinenza degli impianti produttivi valgono
gli interventi stabiliti per gli insediamenti impropri di cui allart. 11.19.1 (r2).

e ammessa la costruzione di bassi fabbricati nel rispetto delle norme di cui allart.16.

96

ARTICOLO

11.8.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ARTIGIANALE E


COMMERCIALE DI RIORDINO E
COMPLETAMENTO E NUOVO IMPIANTO

P2

(VIA CASELLE)

Le attivit terziarie di commercio al dettaglio sono disciplinate dall'art. 27 delle NTA

attivit inquinanti
- per eventuali attivit produttive esistenti alla data di adozione del Progetto
Preliminare di P R G classificabili come pb si richiama la norma generale
riportata aIlart.9.

ambiti territoriali di polarizzazione area IPERGROSS


- per lambito territoriale individuato in cartografia con perimetro grigio e
identificativo numerico (22*), valgono le seguenti norme
- lt = 0,50 mq/mq
- Rc=50%
- destinazioni duso ammesse = t3, tcf
- Sus = vedere art. 27

Per le attivit commerciali si richiamano le norme di cui al 2 comma art.21 della L.R.
56/77 e s.m.i.
- modalit di attuazione = S.U.E. ex- art. 43 L.R. 56/77 e s.m.i.
- prescrizioni specifiche: adeguato accesso sulla viabilit provinciale, con
potenziamento delle corsie di decelerazione per ingresso allarea.
- le aree per servizi individuate potranno essere rilocalizzate allinterno dellambito
di S.U.E.
- sino ad avvenuta approvazione del SUE. sono ammessi interventi di
manutenzione straordinaria
- si richiamano le norme specifiche applicabili di cui alIart. 6 punto 6) delle presenti
Norme, in relazione alle caratteristiche dimensionali dellintervento.
Norma specifica per completamento previsioni edificatorie soc. BMV s.s
qualsiasi intervento edificatorio (ampliamento o nuova costruzione) allinterno dellambito
individuato in cartografia con perimetro grigio e identificativo numerico (23*)
subordinato a permesso di costruire convenzionato concernente la realizzazione e la
dismissione della viabilit indicata in cartografia e delle aree a Sus.

Norme generali per la costruzione o riconversione di aree industriali come medie e grandi
strutture di vendita al dettaglio allinterno della perimetrazione L2 (Localizzazioni
commerciali)
- Tali interventi sono soggetti a SUE in coerenza con le disposizioni contenute nel
Progetto unitario di coordinamento PUC (rif. art.27 NTA) per le medie strutture o
con i disposti delle autorizzazioni regionali per le grandi strutture di vendita.
- lutilizzazione fondiaria consentita dalli.f. di area normativa (0.50 mq/mq) deve
essere verificata sulla superficie fondiaria al netto delle aree da dismettere per
servizi (art.21 comma1 L.R. n.56/77 e smi nelle qu antit previste per gli
interventi di nuovo impianto art.13 lettera g ) e viabilit;
- larea a servizi Sus (100% SUL) da dismettere qualunque sia il tipo di intervento
urbanistico edilizio (art.7) potr essere attrezzata fino a un massimo dell70% a
parcheggio pubblico mentre la restante parte dovr essere attrezzata a verde.
- La restante sup. per posti auto pubblici e privati verificata ai sensi dellart. 27 delle
NTA e della L.122/89 dovr essere localizzata allinterno della superficie fondiaria
(in sottosuolo sulla copertura tramite assoggettamento ad uso pubblico per la sola
porzione pubblica);
97

ARTICOLO
A
R
E
A

11.8.1

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ARTIGIANALE E


COMMERCIALE DI RIORDINO E
COMPLETAMENTO E NUOVO IMPIANTO

P2

(VIA CASELLE)

sup. cop. = 50% sf


h max = 12 m;

Requisiti morfologici
tutti i fronti dei volumi commerciali dovranno essere improntati ad una chiara
impostazione compositiva anche in relazione allinserimento nel contesto
esistente.
Le aree a parcheggio a raso dovranno essere ampiamente accessibili e
identificabili con segnaletica orizzontale e verticale, percorsi, e protezioni
pedonali. Dovranno prevedere significative porzioni a verde con piantumazione di
essenze ornamentali e alberi per lombreggiamento dei piazzali a parcheggio.
I collegamenti verticali tra i parcheggi pubblici ed il piano di campagna dovranno
essere realizzati con strutture vetrate trasparenti.
le aree per parcheggio pubblico interrato dovranno prevedere pozzi di luce
naturale o camini solari.
Eventuali porzioni di parcheggio pubblico sulle coperture dei volumi commerciali,
e varie attrezzature tecnologiche, dovranno prevedere strutture leggere di
mascheramento a supporto di piante ornamentali rampicanti.

98

ARTICOLO

11.8.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ARTIGIANALE E


COMMERCIALE DI RIORDINO E
COMPLETAMENTO E NUOVO IMPIANTO

P 2/1

(VIA CASELLE ZONA SVINCOLO SS 460)

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

aree di frangia prevalentemente libere o occupate da attivit


floro-vivaistica, localizzate a ridosso dello svincolo con la
S.S.460.
classificata ai sensi Iett. f) art.26 L.R. 56/77 e s.m.i.
Riconversione e ampliamento a carattere terziario degli
insediamenti esistenti e localizzazione, nei lotti liberi, di nuovi
insediamenti aggiuntivi a carattere terziario; completamento
del sistema infrastrutturale esistente, con particolare riguardo
alla prosecuzione dei controviali di Via Caselle.
PRINCIPALI
SECONDARIE

ta3 - tb3 - td3 - tcf th - pa

7.1 - 7.2 - 7.3 - 7.4 - 7.5 - 7.6 - 7.7 - 7.8 - 7.9

S.U.E.

S.U.E.
INDICI URBANISTICI ED It = 0,40 mq/mq
EDILIZI
Rc = 50%
Sus = veda prescrizioni particolari
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

prescrizioni morfologiche
- i materiali utilizzati per recinzioni e nuove costruzioni o adeguamenti di edifici devono
garantire un corretto inserimento ambientale.
- le recinzioni su strada pubblica o aree visivamente percepibili da spazi pubblici
devono essere del tipo a giorno o schermate da cortine sempreverdi.

ambiti sottoposti a S.U.E. di iniziativa privata


- gli ambiti territoriali sottoposti a S.U.E. di iniziativa privata sono individuati con
perimetro a tratteggio nero nelle TAVOLE Dl PRG come:
- comparto A: ambito costituito dalla fascia parzialmente edificata localizzata a
nord della S.P. per Caselle, individuato in cartografia con identificativo numerico
(24*)
- comparto B: ambito costituito dalla fascia inedificata localizzata a sud della S.P.
per Caselle, individuato in cartografia con identificativo numerico (25*)
- tali ambiti sono classificati come area di nuovo impianto ai sensi della lett. g) art. 13
L.R.56/77 e s.m.i..
- gli strumenti urbanistici esecutivi devono individuare gli accessi ed eventuale viabilit
interna di collegamento con le traverse viarie esistenti e previste in PRG e/o con il
controviale di Via Caselle; un accesso diretto da Via Caselle ammesso solo titolo
provvisorio per il comparto A qualora, al momento della sua attuazione, non sia
ancora disponibile la strada in progetto lungo il confine est del medesimo e comunque
subordinatamente allimpegno convenzionale di sopprimere tale accesso non appena
fosse realizzata lanzidetta viabilit.

99

ARTICOLO

11.8.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ARTIGIANALE E


COMMERCIALE DI RIORDINO E
COMPLETAMENTO E NUOVO IMPIANTO

P 2/1

(VIA CASELLE ZONA SVINCOLO SS 460)

Sus - aree per servizi: localizzazione e modalit di reperimento


- le aree Sus devono essere attuate e dismesse allinterno dellambito di SUE
realizzando prioritariamente quelle previste dal PRG in fregio alla via Caselle, nelle
quantit di seguito specificate:

Per destinazioni ta, tb, td


Sus = 100% Sul di cui 50% a parcheggio pubblico,
Per destinazioni tcf
Sus= vedere disposti art.27
Per destinazioni th
Sus= 20% Sf
compatibilit localizzativa
La residenza ammessa secondo le prescrizioni di cui allart. 9.2

pertinenze e manufatti
Le tettoie, i bassi fabbricati e le strutture di pertinenza degli impianti tecnologici rientrano
nel calcolo della Sul e del Rc

100

ARTICOLO

11.9.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE
AREA ESISTENTE DI TRASFORMAZIONE
URBANISTICA

CODICE

P 3/1

(EX SITO ECOLINEA)

CARATTERISTICHE
DELLAREA

area con attivit produttiva inquinante, ad elevato rischio


ambientale, limitrofa ad area residenziale densa

OBIETTIVI DI PIANO

rilocalizzazione dellattivit in area P 5, e trasformazione


dellarea in funzione terziaria e per servizi

PRINCIPALI

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE

7.9

Strumento diretto

S.U.E. art.43 L-R. 56/77 e smi.


It = 0,40 mq/mq
Sus = 100 mq/100 mq Sul da dismettere con integrazioni Art.
INDICI URBANISTICI ED
27 NTA
EDILIZI
n pft = 3
Rc = 50%
norma transitoria
sino al trasferimento dellattivit interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

modalit per la trasformazione urbanistica dellarea


ad avvenuta rilocalizzazione ammessa la trasformazione dellarea in funzione
terziaria nel rispetto degli indici urbanistici ed edilizi stabiliti, tramite S.U.E..
lintervento dovr essere integrato da un piano di bonifica, secondo quanto
riportato al successivo art.22
le aree a servizi dovranno essere individuate sul fronte della viabilit vedere art.
27 NTA

Norme generali per la costruzione o riconversione di aree industriali come medie e


grandi strutture di vendita al dettaglio allinterno della perimetrazione L2 (Localizzazioni
commerciali)
Tali interventi sono soggetti a SUE in coerenza con le disposizioni contenute nel
Progetto unitario di coordinamento PUC (rif. art.27 NTA) per le medie strutture o
con i disposti delle autorizzazioni regionali per le grandi strutture di vendita.
larea a servizi Sus (100% SUL) da dismettere qualunque sia il tipo di intervento
urbanistico edilizio (art.7) potr essere attrezzata fino a un massimo dell70% a
parcheggio pubblico mentre la restante parte dovr essere attrezzata a verde.
La restante sup. per posti auto pubblici e privati verificata ai sensi dellart. 27 delle
NTAe della L.122/89 dovr essere localizzata allinterno della superficie fondiaria
(in sottosuolo o sulla copertura tramite assoggettamento ad uso pubblico);
It= 0,40 mq/mq
sup. cop. = 50% sf
h max = 12 m;
le superfici interne alla perimetrazione del SUE gi destinate alla viabilit
esistente dovranno essere dismesse per regolarizzare lutilizzo della strada
101

ARTICOLO

11.9.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE
AREA ESISTENTE DI TRASFORMAZIONE
URBANISTICA

CODICE

P 3/1

(EX SITO ECOLINEA)

pubblica, ma non concorrono al reperimento della Sus e sono prive di capacit


edificatoria.
Requisiti morfologici
tutti i fronti dei volumi commerciali dovranno essere improntati ad una chiara
impostazione compositiva anche in relazione allinserimento nel contesto esistente.
Le aree a parcheggio a raso dovranno essere ampiamente accessibili e identificabili
con segnaletica orizzontale e verticale, percorsi, e protezioni pedonali. Dovranno
prevedere significative porzioni a verde con piantumazione di essenze ornamentali e
alberi per lombreggiamento dei piazzali a parcheggio.
I collegamenti verticali tra i parcheggi pubblici ed il piano di campagna dovranno essere
realizzati con strutture vetrate trasparenti.
le aree per parcheggio pubblico interrato dovranno prevedere pozzi di luce naturale o
camini solari.
Eventuali porzioni di parcheggio pubblico sulle coperture dei volumi commerciali, e
varie attrezzature tecnologiche, dovranno prevedere strutture leggere di mascheramento
a supporto di piante ornamentali rampicanti.

pertinenze e manufatti
le tettoie, i bassi fabbricati e le strutture di pertinenza degli impianti tecnologici ne nel
calcolo della Sul e del Rc.

102

ARTICOLO

11.10.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE DI


COMPLETAMENTO, RIORDINO E NUOVO
IMPIANTO

P4

(AREA COMPLESSA REISINA - FORNACINO)

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

ambito costituito da insediamenti produttivi e lotti liberi


interclusi e di frangia
individuata ai sensi della lett. a) e b) art. 26 L.R. 56/77 e s.m.i.
conferma con possibilit di ampliamento delle unit produttive
esistenti, completamento urbanistico attraverso lutilizzo degli
spazi interclusi tramite preventiva predisposizione di S.U.E.,
per localizzazione e rilocalizzazione attivit produttive
PRINCIPALI
SECONDARIE
pa2 pb2- tcf (solo allinterno delle
tcf s2 ta2 tb3 m2
localizzazioni L2)

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

Veda prescrizioni particolari

Strumento diretto
S.U.E. di cui artt. 42 e 43 L.R. 56/77 e s.m.i.

Strumento diretto
S.U.E.
If = 0,60 mq/mq
It = 0,50 mq/mq
Rc = 50% Sc/Sf
Rc = 60%
Sus = 10% Sf asservita per
Sus = min 20% St per attivit
INDICI URBANISTICI ED ampliamento
produttive
EDILIZI
20% Sf per nuova
100 mq/100 mq per attivit
localizzazione 100 mq/100 mq
terziarie
Sul terziaria
Per tcf vedere art. 27 NTA
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R

condizioni per attuazione degli interventi


ai fini del rilascio delle concessioni dovr essere assicurata la realizzazione o la
sussistenza delle opere necessarie al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti solidi,
liquidi e gassosi, in riferimento allintera unit produttiva.

aree per servizi: localizzazione e modalit di reperimento


a) interventi attuati con strumento diretto
dismissione Sus secondo quantit previste per specifica destinazione duso.
Le Sus esterne allarea di intervento concorrono alla formazione di Sul con indice
lt=0,50 mq/mq, e sono individuate con il codice 2e. Lutilizzo ditali Sus comporta
lelevamento del rapporto di copertura a Rc 60% e dellindice fondiario If=0,80
mq/mq, ed esclusivamente per destinazioni produttive
Lutilizzo delle Sus esterne per trasporto di capacit edificatoria disciplinato dal
ricorso allo strumento della concessione convenzionata di cui al 5 comma art. 49
L.R. 56/77 s.m.i.
b) interventi attuati con SUE
dismissione standard richiesto per specifica destinazione duso e, comunque,
delle aree a Sus individuate allinterno dellambito di SUE, anche se eccedenti lo
standard

103

ARTICOLO

11.10.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE DI


COMPLETAMENTO, RIORDINO E NUOVO
IMPIANTO

P4

(AREA COMPLESSA REISINA - FORNACINO)

Per gli interventi di ampliamento attuati con strumento diretto in aree consolidate, qualora
gli stessi determinino superfici a Sus non funzionali e di dimensioni trascurabili,
ammessa la totale monetizzazione.
prescrizioni morfologiche
- i materiali utilizzati per recinzioni e nuove costruzioni o adeguamenti di edifici
dovranno garantire un corretto inserimento ambientale.
- Le recinzioni su strada pubblica o aree visivamente percepibili da spazi pubblici
dovranno essere del tipo a giorno o schermate da cortine sempreverde.

compatibilit Iocalizzativa
- per gli insediamenti esistenti a destinazione residenziale non di pertinenza degli
impianti produttivi valgono gli interventi stabiliti per gli insediamenti impropri di cui
allart. 11.19.1 (IIr2)
- e ammessa la costruzione di bassi fabbricati nel rispetto delle norme di cui allart
16.
- la residenza ammessa secondo le norme di cui allart.9.2
- sono insediabili le strutture di lavorazione, trasformazione e commercializzazione
dei prodotti agricoli di cui alle aree A1 art. 11.13.1.

ambiti sottoposti a SUE.


- gli ambiti territoriali in cui lattuazione del Piano sottoposta a S.U.E sono
individuati nelle TAVOLE di PRG con perimetro a tratteggio.
- tali ambiti sono classificati come aree di nuovo impianto ai sensi della tett.g) art.
13 L.R.56/77 e s.m.i..
- le Sus individuate allinterno delle aree sottoposte a S.U.E. devono essere
dismesse.
- lambito contrassegnato con perimetro grigio e identificativo numerico (26*)
sottoposto a S.U.E. di iniziativa privata con obbligo del convenzionamento con il
Comune dellintera quota della superficie lorda realizzabile, sia peri prezzi di
vendita che di affitto.
La convenzione dovr prevedere inoltre:
- criteri di assegnazione prioritaria degli immobili per la localizzazione di attivit
produttive esistenti sul territorio di Leini
- la diretta realizzazione o la corresponsione al Comune del costo di
realizzazione del tratto della viabilit compreso tra le due rotonde localizzate:
la prima allincrocio con la via Fomacino e la seconda, a nord della stessa,
allintersezione con la nuova viabilit del P.R.G.. Tale tratto di strada
costituisce 11 prolungamento, in direzione non, della viabilit individuata dal
P.R.G. allinterno di tale ambito di S.U.E..
- gli ambiti contrassegnati con con perimetro grigio e identificativo numerico (27*)
sono sottoposti a S U E di iniziativa privata (P.E.C. ex-art.43 L.R. 56/77 e s.m.i.),
e cos normati:
Lo S. U. E. richiesto potr essere esteso ad unarea minima corrispondente al
50% della superficie definita dal perimetro individuato.
Per tali ambiti dovr essere individuata una quota pari al 30% della St da
destinare ad interventi di edilizia produttiva di cui allart.25 L.865/71. Le modalit
di attuazione degli interventi previsti in detti sub-ambiti dovr essere definita nella
convenzione del P.E.C. che disciplini il prezzo convenzionato delle aree da
assegnare ai soggetti privati attuatori. Qualora lattuazione degli ambiti avvenga
104

ARTICOLO

11.10.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE DI


COMPLETAMENTO, RIORDINO E NUOVO
IMPIANTO

P4

(AREA COMPLESSA REISINA - FORNACINO)

con n.2 S.U.E. la localizzazione delle aree da destinare ad interventi ex-art.25


L.865/71 dovr essere individuata in posizione baricentrica allambito individuato
a SUE. dal PRG, sulla base di un disegno unitario di organizzazione urbanistica
complessiva , al fine di poter consentire la saldatura urbanistica delle aree
destinate a P.l.P.
il lotto fronteggiante Viale Kennedy individuato in cartografia con perimetro grigio
e identificativo numerico (28*), precedentemente in area S2 ora stralciata per
riplasmazione ai lati delle carreggiate del viale, mantiene la destinazione
urbanistica P4 per gli usi consentiti dal PRG, ma rimane privo di capacit
edificatoria propria.
Lambito per insediamenti produttivi, individuato in cartografia con perimetro grigio
e identificativo numerico (29*), sito in via G. Galilei angolo via Peano,
sottoposto a SUE con gli indici e parametri edilizi propri dellarea normativa e alle
prescrizioni di seguito riportate.
Ai soggetti attuatori compete la realizzazione del tratto di via Peano tra via
G.Galilei e lincrocio con la via privata servente i capannoni ad ovest per circa
326 m, secondo il tracciato indicato in cartografia e le modalit da concordare
con la SNAM (per quanto attiene la parziale sovrapposizione con il metanodotto).
La nuova conformazione viaria prevede un primo tratto a partire da via Galilei a
doppio senso di marcia per 14 m di larghezza ed un successivo tratto con
unisola centrale spartitraffico, a verde non piantumato (come richiesto da
SNAM), che suddivide le corsie da 7,5 m ciascuna fino allincrocio con la via
prevista ad ovest dellinsediamento.
Inoltre, sar sempre a carico dei soggetti attuatori la realizzazione del tratto di
viabilit pubblica confinante con il lato sud dellambito di intervento, esclusa dalla
perimetrazione del SUE e priva di capacit edificatoria.

attivit ricettiva
Nellambito perimetrato con tratteggio grigio e contraddistinto con identificativo numerico
(36*) ammessa per tutti gli edifici esistenti la destinazione duso ricettiva alberghiera
e/o extralberghiera con possibilit di ampliamento fino a mq 150 di Sul. dovuta la
monetizzazione delle aree per servizi pubblici nella misura del 100% della Sul, in cambio
di destinazione duso e ampliamento.

superfici di vendita attivit commerciali


la determinazione delle superfici di vendita delle attivit commerciali disciplinata dalle
norme del Piano del Commercio e dalla normativa legislativa di settore. Vedere art. 27
NTA

pertinenze e manufatti
le tettoie, i bassi fabbricati e le strutture di pertinenza degli impianti tecnologici rientrano
nel calcolo della Sul e del Rc.

Norme generali per la costruzione o riconversione di aree industriali come medie e


grandi strutture di vendita al dettaglio allinterno della perimetrazione L2 (Localizzazioni
commerciali)
- Tali interventi sono soggetti a SUE in coerenza con le disposizioni contenute nel
Progetto unitario di coordinamento PUC (rif. art.27 NTA) per le medie strutture o con i
disposti delle autorizzazioni regionali per le grandi strutture di vendita.
- larea a servizi Sus (100% SUL) da dismettere qualunque sia il tipo di intervento
urbanistico edilizio (art.7) potr essere attrezzata fino a un massimo dell70% a
105

ARTICOLO

11.10.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRODUTTIVA ESISTENTE DI


COMPLETAMENTO, RIORDINO E NUOVO
IMPIANTO

P4

(AREA COMPLESSA REISINA - FORNACINO)

parcheggio pubblico mentre la restante parte dovr essere attrezzata a verde.


- La restante sup. per posti auto pubblici e privati verificata ai sensi dellart. 27 delle
NTA e della L.122/89 dovr essere localizzata allinterno della superficie fondiaria (in
sottosuolo o sulla copertura tramite assoggettamento ad uso pubblico per la sola
porzione pubblica);
- It= 0,50 mq/mq
- sup. cop. = 60% massimo della sup. fondiaria ;
- h max = 12 m;
Requisiti morfologici
tutti i fronti dei volumi commerciali dovranno essere improntati ad una chiara
impostazione compositiva anche in relazione allinserimento nel contesto
esistente.
Le aree a parcheggio a raso dovranno essere ampiamente accessibili e
identificabili con segnaletica orizzontale e verticale, percorsi, e protezioni
pedonali. Dovranno prevedere significative porzioni a verde con piantumazione di
essenze ornamentali e alberi per lombreggiamento dei piazzali a parcheggio.
I collegamenti verticali tra i parcheggi pubblici ed il piano di campagna dovranno
essere realizzati con strutture vetrate trasparenti.
le aree per parcheggio pubblico interrato dovranno prevedere pozzi di luce
naturale o camini solari. Eventuali porzioni di parcheggio pubblico sulle coperture
dei volumi commerciali, e varie attrezzature tecnologiche, dovranno prevedere
strutture leggere di mascheramento a supporto di piante ornamentali rampicanti.

106

ARTICOLO

11.11

A
R
E
A

DENOMINAZIONE
AREA DI NUOVO IMPIANTO PER
INSEDIAMENTI PRODUTTIVI ISOLATI

CODICE

P5

(NUOVO SITO ECOLINEA)

CARATTERISTICHE
DELLAREA

area libera inedificata destinata alla rilocalizzazione


dell'impianto ECOLINEA s.r.l. di Torino in base
all'individuazione effettuata dalla Regione Piemonte con DGR
n. 48-31183 del 20.12.1993
classificata ai sensi lett. d) art.26 L.R. 56/77 e s.m.i.

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

conferma scelta localizzativa

PRINCIPALI
pb

TIPI DI INTERVENTO

Veda prescrizioni particolari

MODALITA DI
ATTUAZIONE

Veda prescrizioni particolari

SECONDARIE

INDICI URBANISTICI ED
Veda prescrizioni particolari
EDILIZI
P
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T
I
C
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I

capacit edificatoria
- si richiamano le norme convenute nel provvedimento di autorizzazione di cui alla
D.G.R. 20/09/1999 n44-28212.
- qualora non sia attuata la rilocalizzazione dell'impianto ECOLINEA dal sito di via
Torino, I'area potr essere utilizzata unicamente a fini agricoli

107

ARTICOLO

11.12.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA ESISTENTE CONFERMATA

T 1/1

CARATTERISTICHE
DELLAREA

area occupata da attivit terziario- commerciali

OBIETTIVI DI PIANO

conferma destinazione duso attuale

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

PRINCIPALI
t

SECONDARIE

7.1 - 7.2 - 7.3 - 7.4 - 7.5 - 7.10

Strumento diretto

INDICI URBANISTICI ED If = esistente


EDILIZI
H = esistente
P
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S
C
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I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

sullarea fondiaria possono essere realizzati, per le parti non prospettanti su aree
pubbliche, edifici complementari allattivit principale insediata (depositi di pertinenza) nel
rispetto di un Rc complessivo =50% e con H=4,00 mt.
superfici a servizi
Sus = 100% Sul di nuova formazione a seguito di interventi di cambiamento di
destinazione duso. E ammessa la monetizzazione di una quota pari al 50% in
caso di dimostrata impossibilit del reperimento dello standard richiesto Per
attivit tcf vedere art. 27 NTA

108

ARTICOLO

11.12.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA ESISTENTE CONFERMATA

T 1/2

CARATTERISTICHE
DELLAREA

area occupata da attivit terziarie alberghiere e ristorative

OBIETTIVI DI PIANO

conferma attuale destinazione duso

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

PRINCIPALI
t

SECONDARIE

7.1-7.2-7.7.2 (7.7.1 per solo cod.2/1)

Strumento diretto, SUE

INDICI URBANISTICI ED H = esistente


EDILIZI
Veda prescrizioni particolari

P
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C
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N
I
P
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T
I
C
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L
A
R
I

Larea precedentemente destinata a servizi S2t viene annullata in virt di una


compensazione con identica superficie a servizi interna allarea polifunzionale di via
Volpiano, che viene mediante apposita convenzione con il Comune di Lein, ceduta
gratuitamente .
Larea ex S2t sopra menzionata viene classificata T1/2 con identificativo numerico
(30*), e per essa valgono le seguenti prescrizioni perpetue da formalizzare in
convenzione:
If=It= 0 mq/mq Vincolo a parcheggio pertinenziale per lattivit ricettiva esistente e
confermata.
E consentito trasferire modeste capacit edificatorie (max. 600 mq.) dallambito contiguo
(30**), per adeguamenti funzionali della struttura ricettiva esistente, alle seguenti
condizioni:
- non venga superata laltezza massima esistente
- che tale trasferimento avvenga in ununica soluzione
- che venga contestualmente dismessa la sup. a SUS sullambito (30**) pari al
100%della Sul che si intende trasferire.
- che sopraindicata SUS sia fisicamente localizzata in adiacenza e lungo tutto il
confine sud dellarea a parcheggio pertinenziale e che la relativa accessibilit sia
garantita dal tratto di via indicato in PRG.
- che la presente possibilit di trasferimento venga regolata da apposita
convenzione nella quale venga identificata la cessione di area per SUS, i tempi di
attuazione, la relativa diminuzione della capacit complessiva fondiaria
dell'ambito (30**).
Norme specifiche per lambito (30**):
Lambito perimetrato a SUE e contraddistinto da perimetrazione grigia e identificativo
numerico (30**), in contiguit con lattivit ricettiva di Via Torino, soggetto a SUE ed
destinato al potenziamento funzionale dellattivit ricettiva esistente, anche con altre
destinazioni terziarie, subordinatamente allestensione dellarea a parcheggio esistente e
alla realizzazione della strada di accesso da Via Torino prevista in PRG.
It = 0,30 mq/mq
Sus = 100% della Sul di nuovo impianto per generiche destinazioni t, di cui il 50% a
109

ARTICOLO

11.12.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA ESISTENTE CONFERMATA

T 1/2

parcheggio pubblico in contiguit a quello gi previsto in PRG.


Sus per destinazioni tcf = veda art.27 di cui il 50% in contiguit a quello gi previsto in
PRG
Rc = 30% (il 50% della superficie libera deve essere sistemata a verde privato)
H max= 10,50 m
Capacit edificatoria:
E consentito trasferire sullarea oggetto di intervento la capacit edificatoria teorica per
sus appartenenti allarea polifunzionale di via Volpiano entro i limiti dei parametri edilizi
seguenti: rapporto di copertura, H max sopra citati.
Stante la quantit di Sul massima determinata secondo le regole sopra espresse,
consentito derogare allaltezza max di 10,5 m sino a 12,5 m con la conseguente
diminuzione della sup. coperta nel caso che il progetto architettonico ne benefici per gli
aspetti estetici e/o funzionali.

110

ARTICOLO

A
R
E
A

11.13.1

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA AGRICOLA NORMALE

A1

Area attualmente utilizzata ai fini agricoli

Valorizzazione e recupero del patrimonio agricolo, tutela ed


efficienza delle unit produttive.
(art. 25 comma 1 L.R. 56/77 e s.m.i.)
PRINCIPALI
Aa - ab -ac - ad

SECONDARIE
tf1

Veda prescrizioni particolari

modalit diretta

INDICI URBANISTICI ED
Veda prescrizioni particolari
EDILIZI
soggetti Iegittimati a richiedere la concessione per la realizzazione dei fabbricati di cui ai
punti 1) e 2) seguenti e fatta eccezione per i fabbricati dI cui al punto 2g:
quelli elencati al 3 comma art.25 LR.56/77 e s.m.i .
P
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I
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C
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I

1)

NORME PER LA COSTRUZIONE DELLE RESIDENZE RURALI:


If = commi 12-13-15-16-18-19arL25 L.R.56/7 7 e s.m.i
H = 7,50 mt.
pft = 2
Sul = V/3 (dove V = volume edificabile, 3 = altezza convenzionale in metri)
Nei limiti della volumetria prescritta dalla legge, pari a 1500 mc, e, pertanto
corrispondente ad una Sul=500 mq, la Sul ammissibile per nuove costruzioni sar
cos determinata: per ciascun addetto e per ogni componente del suo nucleo
familiare residente in azienda attribuita una Sul=50 mq, con un minimo assoluto
di Sul complessiva di 150 mq.

2)

NORME PER LA COSTRUZIONE delle infrastrutture, delle strutture, delle


attrezzature per la produzione, la conservazione, la lavorazione, la trasformazione
e la commercializzazione dei prodotti agricoli:
A) costruzioni a servizio delle attivit produttive aziendali ed interaziendali
(fienili,depositi mangimi, silos, sementi, ricovero macchine ed attrezzi, ricoveri
per allevamenti di animali domestici per autoconsumo e simili) distanza dalle
aree di PRG mt. 25,00 rapporto di copertura 30% Sf strettamente asservita

B) costruzioni per allevamenti zootecnici di tipo aziendale:


B.1) bovini, equini e capi minori (ovini e caprini)
30% rapporto di copertura area strettamente asservita
distanza minima da aree di P.R.G. e da edifici civili residenziali ubicati in area
agricola mt. 100,00
distanza minima dalla residenza rurale del conduttore mt. 25,00
111

ARTICOLO

A
R
E
A

11.13.1

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA AGRICOLA NORMALE

A1

B.2) suini e avicoli


rapporto di copertura area strettamente asservita 30%
distanza minima da aree di P.R.G mt. 300,00
distanza minima dalla residenza del conduttore mt. 25,00
distanza minima da edifici residenziali in area agricola mt 100,00
distanza dai confini e dalle strade mt. 20,00
La costruzione dei fabbricati di custodia ammessa secondo i parametri di
cui al punto 1) precedente
C) costruzioni per allevamenti zootecnici di tipo industriale
lotto minimo
mq
5.000
Uf
mq/mq 0,30
distanza minima da aree di P.R.G.
mt.
500,00
distanza minima da edifici residenziali in area agricola
ml
100,00
distanza minima dal fabbricato di custodia
ml.
25,00
distanza dai confini e dalle strade
mt.
20,00
Gli allevamenti industriali devono essere dotati di adeguato impianto di
depurazione, conforme alla legislazione vigente.
La costruzione dei fabbricati di custodia ammessa secondo i parametri di cui
al punto 1) precedente

D) serre fisse
rispetto delle norme che regolano la distanza dai fabbricati, dai confini, dalle
strade, e con Rc max=60%

E)

strutture destinate alla lavorazione trasformazione conservazione e


commercializzazione di prodotti agricoli (caseifici, macelli, silos, magazzini
frigorifero. ecc.)
insediabili unicamente nelle aree P4, nel rispetto degli indici fissati per dette
aree;
Sus: 100% per strutture di commercializzazione
20% St se produttore agricolo o associato

F) costruzioni per allevamenti di altre speci animali (cani, lombrichi, volatili, ecc.)
distanza da aree residenziali
mt. 200,00
distanza da edifici residenziali in area agricola
mt. 50,00
distanza dai confini
mt. 10,00
rapporto di copertura
25% area strettamente
asservita
I fabbricati di custodia sono ammessi nel rispetto dei seguenti parametri:
n.pft 2
H = 7,50
Sul max = 150 mq
La costruzione del fabbricato di custodia e sottoposta a concessine edilizia
onerosa.
E fatto obbligo del vincolo di destinazione duso ventennale dellattrezzatura e
del vincolo pertinenziale del fabbricato di custodia da trascriversi sui registri
della propriet immobiliare.

112

ARTICOLO

11.13.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA AGRICOLA NORMALE

A1

G) Costruzione deposito attrezzi e macchinari


Per i proprietari dei fondi o chi abbia titolo ammessa la costruzione di
depositi aventi Sul max = 4 mq per esigenze connesse con la coltivazione del
fondo, secondo progetto redatto dal Comune, relativamente al lotto originario
censito alla data di adozione del Progetto preliminare del P.R.G.C. approvato
dalla Regione.
La possibilit edificatoria esclude, pertanto, lutilizzo di eventuali lotti risultanti
a seguito di frazionamento del lotto originario.

VINCOLI
Il rilascio delle concessioni per gli interventi da realizzarsi nelle presenti aree
subordinato alla presentazione al Sindaco di un atto di impegno dellavente diritto che
preveda, a seconda dei casi, le condizioni di cui alle lett. a), b), c),, d), del 7 comma art.
25 L.R.56/77 e smi

EDIFICI ESISTENTI AL SERVIZIO DELLATTIVITA AGRICOLA


gli interventi edilizi ammessi sono:
- manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo e
ristrutturazione edilizia degli edifici esistenti
- Fatta salva lapplicabilit e la verifica dei parametri insediativi riportati al punto 1)
norme per la costruzione delle residenze rurali 5 rigo, concesso
lampliamento di residenze rurali per adeguamenti igienico- funzionali, con
aumenti non superiori al 20 % della Sul residenziale esistente, tramite riutilizzo
prioritario di parti rustiche non pi necessarie ai fini agricoli. Lampliamento si
intende concedibile una sola volta.
Forma e materiali degli edifici dovranno garantire un corretto inserimento
ambientale.

Gli ampliamenti per sistemazioni igienico-tecniche degli edifici rurali, ad uso residenziale,
esistenti nelle fasce di rispetto di assi viari, possono essere autorizzati solo qualora tali
ampliamenti avvengano sul lato opposto a quello deIIinfrastruttura viaria da
salvaguardare e risultino non superiori al 20% della Sul esistente.
Nel caso di cessazione dellattivit economica gli edifici possono essere destinati alluso
residenziale.
Per i tipi di intervento ammessi e le specifiche normative si richiamano i disposti di cui al
successivo comma EDIFICI RURALI ABBANDONATI.
Per le cascine non comprese nellelenco di cui allart.24, valgono le norme riportate in
tale articolo.
EDIFICI RURALI ABBANDONATI
comprendono le strutture ex-agricole (con esclusione delle attrezzature di cui al punto 2)
precedente), non pi necessarie alle esigenze delle aziende agricole, classificati ai sensi
della lett. e) art.25 L.R. 56/77 e s.m.i..
Sono ammessi interventi di risanamento conservativo degli edifici costituenti la exresidenza rurale e il recupero e la trasformazione mediante interventi di ristrutturazione
edilizia, anche dei volumi rustici (stalle, fienili, ecc.) accorpati al fabbricato principale
senza alcun incremento di Sul.
113

ARTICOLO

11.13.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA AGRICOLA NORMALE

A1

Il cambiamento di destinazione comunque ammesso per una Sul max di 500 mq .


Qualora non sussistano particolari caratteristiche tipologico- morfologiche da
salvaguardare ammesso lintervento di demolizione con ricostruzione, nel rispetto delle
quantit di Sul come sopra definite. Lintervento dovr comunque salvaguardare i
caratteri tipologici preesistenti dellambito di appartenenza e dovr garantire
lintegrazione tipologico- formale.
Il P.R.G. si attua con intervento diretto.
E ammesso il cambiamento di destinazione duso esclusivamente in funzione
residenziale (r).
Sus = 25 mq /50mq Sul da monetizzare
Aree a parcheggio privato: si richiamano le norme di cui allart. 15.2
Si richiamano le norme morfologiche di cui alle aree R 1
La nuova destinazione duso dovr risultare compatibile con le esigenze di
conservazione e di corretto inserimento urbanistico- ambientale degli edifici recuperati.
Sono ammesse attrezzature ricreative di cui allart. 16.4
Per gli edifici di cui al punto 2) precedente, esistenti da pi di 20 anni, sono ammessi
esclusivamente utilizzi ad autorimessa e/o deposito di attrezzature e materiali, a
condizione che lo stoccaggio e la movimentazione non interessino spazi esterni e non
determinino interferenze (rumori, polveri, esalazioni) con il contesto rurale, e
subordinatamente al pagamento degli oneri di urbanizzazione. E in ogni caso vietato
lesercizio di qualsiasi lavorazione connessa ad attivit produttive.
Gli edifici rurali abbandonati sono graficamente individuati sulle TAVV N 2 di P.R.G. con
un cerchio pieno, inserito in un cerchio. Lindividuazione di ulteriori fabbricati non pi
adibiti allutilizzo agricolo pu essere effettuata con deliberazione del Consiglio
Comunale ai sensi dellart. 17, comma 8, della L.R. 56/77, sulla base di adeguata
documentazione comprovante la cessazione dellattivit dellazienda agricola.
Per le cascine ricomprese nellelenco di cui allart. 24, valgono le norme riportate in tale
articolo.
Norme specifiche
Sull immobile (di propriet C.le) perimetrato con tratteggio nero, contraddistinto da
perimetro grigio e identificativo numerico (31*) e denominato Cascina Auture, sono
ammessi la ristrutturazione e il recupero ai fini abitativi dei volumi rustici esistenti di
antica formazione (realizzati antecedentemente al 1942) anche mediante il recupero di
rustici chiusi da tre lati con elementi costruttivi di tamponamento permanenti (muratura di
mattoni o in pietra) e di buona consistenza; per le restanti strutture le medesime saranno
recuperabili come superfici coperte per destinazioni accessorie alla residenza e
comunque dovranno essere rispettate le specifiche normative di cui ai disposti precisati
al comma edifici rurali abbandonati.

ATTIVITA RICREATIVE
Sono ammesse le attivit ricreative connesse con luso del tempo libero e finalizzate al
114

ARTICOLO

11.13.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA AGRICOLA NORMALE

A1

rapporto delluomo con lambiente naturale, di cui alla destinazione tf1 (pesca
amatoriale,maneggi, ecc.) ad esclusivo uso privato e che non comportino trasformazione
del suolo.
Per i siti destinati a pesca amatoriale, sono ammessi, altrech la recinzione del fondo
secondo le norme tipologiche di cui al successivo art. 16.1.2 la costruzione di capanni
per deposito attrezzi aventi Sul max di 4mq e altezza di mt. 3,00, nella misura di n.1 per
sito. Eventuali attivit ricreative finalizzate alla realizzazione di circoli sportivo-ricreativi
privati, costituenti comunque recupero ambientale di ex-siti di cava possono essere
concessi alle seguenti condizioni:
- modalit di attuazione: concessione convenzionata che disciplini adeguata
accessibilit allarea e modalit di pagamento degli oneri di urbanizzazione
primaria e indotta
- parametri urbanistici ed edilizi:
Sul max 150 mq
H 3,00 mt.
PRESCRIZIONI MORFOLOGICHE
Ogni intervento, sia per la realizzazione di residenze rurali che di strutture agricole, dovr
garantire un corretto inserimento ambientale.
La C.I.E. potr fissare, di volta in volta, delle prescrizioni in merito alla tipologia dei
materiali e allaspetto cromatico dei vari elementi costruttivi.

ATTIVIT ED ATTREZZATURE AGRITURISTICHE


Ai fini agrituristici sono ammessi il recupero del patrimonio edilizio esistente non pi
necessario alla conduzione del fondo agricolo, tramite interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione,
ampliamento (max 25 mq Sul) per adeguamento igienico- funzionale, e lutilizzazione dei
fondi, secondo le finalit e condizioni previsti dalla L.R. 38/95 e/o da specifica normativa
di settore.
Lutilizzo dei fondi e degli edifici non comporta la modifica della destinazione duso
agricola dei medesimi.

Norme specifiche:
Il lotto contiguo allarea produttiva P1/3 in via Lombardore, 223 contrassegnato da
perimetro grigio e identificativo numerico (32*) pu accogliere un impianto natatorio a
beneficio dei dipendenti e loro famigliari della ditta Divitech alle seguenti condizioni:
- che occupi una superficie massima di 300 mq comprensiva di impianti e spogliatoi
- potranno essere realizzate pavimentazioni scoperte purch venga garantita una
superficie a verde in piena terra di almeno il 30% della sup. fondiaria.
- dovr essere ubicato in aderenza al lotto industriale servito
- dovr essere formalizzato con atto pubblico il vincolo di pertinenzialit.
- in caso di cessazione o trasferimento della Divitech larea dovr essere
ripristinata peri fini colturali, a spese del proponente. Per il rispetto di tale ultima
condizione dovr essere prodotta apposita garanzia fidejussoria relativa al valore
di ripristino.
Eventuale recinzione di tale estensione a fini ricreativi- sportivi dovr essere realizzata ai
sensi dellart.16.2.1 ultimo comma.

115

ARTICOLO

11.13.2

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA AGRICOLA DI SALVAGUARDIA


AMBIENTALE

A2

aree libere destinate all'attivit agricola, contigua agli abitati e


costituente la naturale cornice ambientale, aree da
salvaguardare ai fini dell'integrit del paesaggio
salvaguardia fisico- morfologica con vincolo di inedificabilit;
ammesso lo svolgimento dell'attivit agricola, senza
modificazione dello stato dei luoghi, se non per quanto dovuto
alla coltivazione dei fondi e alla loro irrigazione
PRINCIPALI
SECONDARIE
aa

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

INDICI URBANISTICI ED
EDILIZI
P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

capacit edificatoria
la superficie fondiaria utilizzabile per la determinazione delle quantit edificabili
realizzabili nelle aree agricole A1 - A3

pertinenze residenziali
nelle aree libere di pertinenza fondiaria di edifici esistenti ammessa la costruzione di
bassi fabbricati di cui all'art. 16.1. e la realizzazione di attrezzature sportivo- ricreative di
cui all'art. 16.4, nonch la realizzazione di recinzioni.

E' ammessa la coltivazione di colture arboree industriali e a carattere specializzato.

116

ARTICOLO

11.13.3

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA AGRICOLA DI TUTELA


PAESAGGISTICA

A3

CARATTERISTICHE
DELLAREA

area comprendente la parte terminale della Vauda e la


scarpata di raccordo con la zona pianeggiante del territorio;
caratterizzata da valenze ambientali in ordine alle componenti
geologica, pedologica, paesaggistica.

OBIETTIVI DI PIANO

tutela della valenza paesaggistico- ambientale, con


salvaguardia delle attivit agricole

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

PRINCIPALI
aa ab ac - ad

SECONDARIE
tf 1

veda prescrizioni specifiche

strumento diretto

INDICI URBANISTICI ED
veda prescrizioni specifiche
EDILIZI

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

attivit agricola:
valgono le norme di cui all'area A.1, ad esclusione della realizzazione delle attivit di
allevamento di tipo industriale.
Per gli edifici a servizio dell'attivit agricola si richiamano le norme di cui alle aree A1
"EDIFICI ESISTENTI AL SERVIZIO DELL'ATTIVITA' AGRICOLA"
L'apertura di nuove strade ammessa in funzione delle attivit agricole esistenti, purch
realizzate con pavimentazioni permeabili e con tracciati che non provochino alterazioni
profonde all'ambiente

Prescrizioni morfologiche
I manufatti esistenti, in caso di intervento manutentivo, o da realizzare ex- novo dovranno
essere realizzate con materiali tradizionali, con esclusione di elementi in c.a. facciavista
Ogni intervento, sia per la realizzazione di residenze rurali che di strutture agricole, dovr
garantire un corretto inserimento ambientale. La C.I.E. potr fissare, di volta in volta,
delle prescrizioni in merito alla tipologia dei materiali e all'aspetto cromatico dei vari
elementi costruttivi.
Per le cascine ricomprese nell'elenco di cui all'art. 24, valgono le norme riportate in tale
articolo.

Attivit ed attrezzature agrituristiche


Ai fini agrituristici sono ammessi il recupero del patrimonio edilizio esistente non pi
necessario alla conduzione del fondo agricolo, tramite interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservative, ristrutturazione,
ampliamento (max 25 mq Sul) per adeguamento igienico- funzionale, e l'utilizzazione dei
fondi, secondo le finalit e condizioni previsti dalla L.R. 38/95 e/o da specifica normativa
di settore.
L'utilizzo dei fondi e degli edifici non comporta la modifica della destinazione d'uso
agricolo dei medesimi.

117

ARTICOLO

11.14

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PER SERVIZI PUBBLICI PER


INSEDIAMENTI RESIDENZIALI

S1

Aree edificate o libere in cui sono localizzate o prevista la


localizzazione di attrezzature e servizi di interesse comunale
afferenti gli insediamenti residenziali classificabili ai sensi
dellart. 21 punto 1) della L.R. 56/77 e s.m.i..
Conferma localizzativa delle attrezzature esistenti e
individuazione di nuove aree per soddisfacimento degli
standard di legge.

PRINCIPALI
S1

SECONDARIE

Tutti gli interventi edilizi di cui allart.7.

Strumento diretto

INDICI URBANISTICI ED
Veda prescrizioni specifiche
EDILIZI

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

individuazione cartografica
sulle TAVOLE di PRG le presenti aree sono individuate con campitura specifica di destinazione
duso e sigla alfabetica specifica del tipo di attrezzatura, secondo la seguente classificazione:
vs - verde attrezzato per lo sport
p - parcheggio pubblico
aic - attrezzature di interesse comune

indici edilizi ed urbanistici


gli interventi da realizzarsi non hanno limitazione di densit e di altezza e sono soggetti
esclusivamente alle prescrizioni che disciplinano la confrontanza degli edifici e la distanza dalle
strade e dai confini, o norme emanate da leggi, decreti o istruzioni ministeriali di settore, salvo il
rispetto di eventuali norme specifiche riportate nelle schede di area.

interventi edilizi
per gli edifici esistenti destinati a servizi, classificati o vincolati di interesse storico-ambientale,
sono ammessi, di norma, solo gli interventi compatibili con il criterio di restauro conservativo

compatibilit localizzativa
per le aree di nuova formazione lindividuazione del tipo di attrezzatura ha titolo indicativo.
In luogo dellattrezzatura individuata potr essere realizzata altra attrezzatura, purch
complessivamente sullintero territorio comunale vengano rispettate le quantit previste allart.21
punto 1) della L.R. 56/77 e s m i., senza che ci costituisca VARIANTE Dl PIANO e fatto salvo il
ricorso alla procedura di cui all'art. 19 del DPR 327/2001 1 Legge 1/78.
Nellambito dellarea polifunzionale di Via Volpiano il Comune, in sinergia con gli Enti
istituzionali e con le forze economiche e sociali, promuove limplementazione di nuovi
servizi e attrezzature per il corredo funzionale della Cittadella dello sport, quali ad
esempio strutture per la didattica e la ricerca, la pratica e le manifestazioni sportive, le
attivit congressuali, la cura della salute, lospitalit e la residenza temporanea degli utenti
con i relativi servizi accessori.

118

ARTICOLO

11.14

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PER SERVIZI PUBBLICI PER


INSEDIAMENTI RESIDENZIALI

S1

soggetti attuatori:

Comune o enti o associazioni, anche privati.


Nel caso di realizzazione da parte di privati la concessione edilizia subordinata alla stipula di
apposita convenzione che disciplini modalit, requisiti e tempi di realizzazione e gestione degli
interventi e, in particolare, la cessione gratuita al Comune delle aree e degli impianti alla scadenza
della convenzione, nonch le modalit di uso pubblico degli impianti.

attrezzatura cimiteriale

per gli ampliamenti dellarea cimiteriale che dovessero rendersi necessari, dovr essere rispettata
una quantit di area libera pari al 40% della superficie dellarea di ampliamento.
Si richiamano le disposizioni di cui allart.5.2.
Capacit edificatoria a e ambito urbanistico di influenza

di seguito viene riportata la TAV. N.1 Aree S1: ambiti di influenza", parte integrante del presente
art. 11.14 la capacit edificatoria delle aree S1, nel rispetto delle indicazioni stabilite nelle schede
normative di area urbanistica, pu essere cos utilizzata.
a) la capacit edificatoria delle le aree S1 localizzate allinterno degli ambiti individuati, pu
essere distribuita sulle aree edificabili comprese nellambito di appartenenza; le aree S1
assumono indice territoriale paritetico a quello delle aree edificabili sulle quali la capacit
edificatoria viene ridistribuita.
b) la capacit edificatoria dellarea polifunzionale di via Volpiano pu essere distribuita su tutto
il territorio comunale; essa assume indice territoriale paritetico a quello delle aree edificabili
sulle quali la sua capacit edificatoria viene ridistribuita
c) la capacit edificatoria delle aree S1 esterne agli ambiti definiti alle Iett. a) e b), pu essere
distribuita su tutto il territorio comunale. Esse assumono indice territoriale it=0,10 mq/mq.

119

ARTICOLO

11.15

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PER SERVIZI PUBBLICI PER


INSEDIAMENTI PRODUTTIVI E TERZIARI

S2p
S2t

aree destinate alla realizzazione di servizi sociali e/o


tecnologici attinenti le attivit produttive e quelle direzionalicommerciali
classificabili ai sensi dell'art. 21 punti 2) e 3) L.R. 56/77 e s.m.i

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

Conferma del tipo di servizio e individuazione di aree per


servizi sociali e/o tecnologici

PRINCIPALI
s2p s2t

SECONDARIE

tutti gli interventi edilizi di cui all'art. 7

Strumento diretto

INDICI URBANISTICI ED lf= 0,60 mq/mq


EDILIZI
H=13,50 mt

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

La dotazione minima di aree a servizio degli insediamenti direzionali e commerciali dovr


essere destinata nella misura di almeno il 50% a parcheggio pubblico. Nel caso di
interventi allinterno di centri storici, di ristrutturazione urbanistica o di completamento, la
superficie da destinare a parcheggio potr essere reperita come superficie utile in
apposite attrezzature, (comma 2 punto 3) art.21 L. R. 56/77 e s.m.i.)
Non sono computabili ai fini degli standards le aree per le quali non siano previsti
l'acquisizione da parte della pubblica Amministrazione o l'assoggettamento ad uso
pubblico.

120

ARTICOLO

11.16

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PER SERVIZI PRIVATI

S3

CARATTERISTICHE
DELLAREA

aree occupate da attrezzature a servizio della residenza, di


carattere privato

OBIETTIVI DI PIANO

conferma destinazione d'uso attuale

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

PRINCIPALI
S3

SECONDARIE

veda prescrizioni specifiche

Strumento diretto

INDICI URBANISTICI ED
veda prescrizioni specifiche
EDILIZI
I - attrezzature per l'istruzione comprendenti:

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

a) area occupata dalla scuola materna V. Ferrero in cui sono ammessi i seguenti
interventi:
- per i corpi di fabbrica classificati o vincolati di interesse storicoambientale o documentario interventi di restauro e risanamento
conservativo
- per i corpi di fabbrica non rientranti nella classificazione di cui sopra
interventi di ristrutturazione edilizia
- ampliamento funzionale, anche con costruzione ex-novo di corpi di
fabbrica isolati, fino ad un max del 30% della Sul esistente, Rc= 60%
max., altezza non superiore a quella dell'edificio principale.
E' ammesso derogare dagli indici suddetti qualora debbano essere soddisfatte
specifiche norme emanate da leggi, decreti o istruzioni ministeriali di settore.
L'intervento dovr garantire la salvaguardia dei valori storico- ambientali
preesistenti dell'area e del contesto ambientale di appartenenza.
b) area per strutture scolastiche localizzata all'incrocio delle vie Matteotti e
Lombardore per la quale unicamente ammesso l'intervento di restauro e
risanamento conservativo di tutti i volumi costituenti il complesso immobiliare.
L'area destinata a parco, dovr essere mantenuta, ai fini della salvaguardia del
valore ambientale delle alberature esistenti.
Eventuali progetti presentati per il recupero dell'edificio o parti dello stesso
dovranno essere corredati da una planimetria dettagliata indicante la
sistemazione degli spazi aperti e, in particolare, il rilievo delle alberature di alto
fusto esistenti.
aic - attrezzature di interesse comune. comprendenti:

a) area per attrezzature socio-culturali e ricreative (complesso immobiliare


121

ARTICOLO

11.16

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PER SERVIZI PRIVATI

S3

dell'oratorio parrocchiale) in cui sono ammessi i seguenti interventi:


- per i corpi di fabbrica esistenti classificati o vincolati di interesse storicodocumentario interventi di restauro e risanamento conservativo
- per i corpi di fabbrica non rientranti nella classificazione di cui sopra
interventi di ristrutturazione edilizia
- ampliamento funzionale, anche con costruzione ex-novo di nuovi corpi di
fabbrica, fino ad un max del 20% della Sul preesistente. L'intervento dovr
garantire la salvaguardia dei valori storico- ambientali preesistenti.
b) centro socio-assistenziale in localit Grivetta (via Zea), in cui sono ammessi
interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento
conservativo, ristrutturazione edilizia ed ampliamento.
Gli ampliamenti dovranno rispettare i seguenti parametri:
- Sul = + 100% Sul esistente
- H = 7,50 mt o preesistente, se superiore
VINCOLO DI DESTINAZIONE D'USO
Qualsiasi intervento finalizzato ad aumentare le dimensioni di Sul delle attrezzature
esistenti e sottoposto ad atto di impegno che preveda la destinazione d'uso ad
attrezzature di cui alla presente area S3.

122

ARTICOLO

11.17.1

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PUBBLICA PER ATTREZZATURE


DI INTERESSE GENERALE

F1

CARATTERISTICHE
DELLAREA

Aree occupate o destinate ad accogliere strutture edilizie ed


impianti tecnologici di interesse generale

OBIETTIVI DI PIANO

Conferma attuali attrezzature e individuazione di nuove aree

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

PRINCIPALI
f1

SECONDARIE

veda prescrizioni specifiche

Strumento diretto

INDICI URBANISTICI ED
veda prescrizioni specifiche
EDILIZI
Queste aree sono cos classificate:

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

F 1 - attrezzature ed impianti tecnologici, comprendenti:

F 1/1 - aree per impianti di captazione acqua potabile


valgono le disposizioni di cui alla deliberazione C.C. n.29-2980 del 13.11.1995.
F 1/2- aree per la localizzazione di centraline telefoniche, centrali-cabine- stazioni per
trasformazione del potenziale dell'energia elettrica. Valgono le seguenti disposizioni:
A) - centrali telefoniche ed elettriche
fatto salvo le costruzioni esistenti, le nuove costruzioni dovranno osservare
esclusivamente le norme sulla confrontanza degli edifici, la distanza tra strade e
confini, o norme emanate da leggi, decreti o istruzioni ministeriali di settore.
Queste aree costituiscono destinazione d'uso propria.
B) - cabine elettriche e centraline telefoniche
dovranno osservare una distanza dai confini non inferiore a quanto stabilito dal
P.R.G. per l'area di appartenenza, quando le strutture abbiano un'altezza
superiore a mt 3,00. Potranno essere localizzate sui confini e nel rispetto degli
allineamenti del P.R.G. se aventi altezza inferiore.
Queste attrezzature possono essere realizzate in tutte le aree normative di PRG,
comprese le aree A2.
F 1/3 - area per piattaforma rifiuti solidi
area destinata alla localizzazione di strutture per la raccolta di rifiuti solidi (materiali inerti,
ecc.)
Gli eventuali edifici da realizzare sono sottoposti alla sola osservanza delle norme sulle
distanze dai confini, dalle strade e dai fabbricati.
123

ARTICOLO

11.17.2

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRIVATA PER ATTREZZATURE DI


INTERESSE GENERALE

F2/1

Area occupata da attrezzature private di carattere sociale e


religioso
(Chiesa Testimoni di Geova)

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

Conferma attuali attrezzature

PRINCIPALI
te3

SECONDARIE

veda prescrizioni specifiche

Strumento diretto

INDICI URBANISTICI ED
veda prescrizioni specifiche
EDILIZI

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

interventi ammessi
sono ammessi interventi fino alla nuova costruzione, nel rispetto di un If=0,50
mq/mq e delle norme di confrontanza tra fabbricati e di distanza dai confini e dalle
strade.
gli interventi di ampliamento o completamento devono essere disciplinati da atto
di impegno che preveda la destinazione d'uso dell'immobile alla presente attivit

aree per servizi


- dovranno essere reperite delle Sus a parcheggio nella misura del 50% della Sf o
comunque in misura da soddisfare il carico urbanistico indotto dall'attrezzatura.

compatibilit localizzativa
la residenza ammessa per una Sul di mq 150, fatte salve eventuali maggiori superfici
esistenti.
E' ammesso, una sola volta, l'ampliamento del 20% per adeguamento igienico
funzionale.
- - l'area contrassegnata con lettera "p" inserita in un cerchio costituisce parcheggio
di pertinenza ed unicamente destinata a tale uso e per la stessa non sono
applicabili gli indici di edificabilit stabiliti per le presenti aree.

124

ARTICOLO

11.17.2

A
R
E
A

CARATTERISTICHE
DELLAREA

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRIVATA PER ATTREZZATURE DI


INTERESSE GENERALE

F2/2

Area occupata e destinata ad attrezzature private di carattere


sociale e religioso
(Centro Convegni Spirituali)

OBIETTIVI DI PIANO

Conferma attuali attrezzature e individuazione di nuove aree

PRINCIPALI
te3

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE
tb

veda prescrizioni specifiche

S.U.E.

INDICI URBANISTICI ED
veda prescrizioni specifiche
EDILIZI

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

interventi ammessi
sono ammessi interventi fino alla nuova costruzione, nel rispetto di un If=0,30
mq/mq,
H = 16 mt. e delle norme di confrontanza tra fabbricati e di distanza dai confini e
dalle strade.
Rc max= 40% Sf
gli interventi di ampliamento o completamento devono essere disciplinati da atto di
impegno che preveda la destinazione d'uso dell'immobile alla presente attivit ed il
vincolo al mantenimento di 651,3 mq di porticati di collegamento aperti tra i
fabbricati.
dovr essere garantita un'adeguata accessibilit all'area attraverso un collegamento
viario con la viabilit pubblica
in assenza di S.U.E. sono consentiti interventi di manutenzione straordinaria ai
fabbricati esistenti
la superficie a servizi contrassegnata con lettera "t"e la viabilit, individuate nella
VARIANTE N.3 al P.R.G., costituiscono parcheggio di pertinenza ed area di
manovra degli autoveicoli. Sono unicamente destinate a tali usi e per le stesse non
sono applicabili gli indici di edificabilit stabiliti per la presente area urbanistica.

aree per servizi


dovranno essere reperite delle Sus a parcheggio nella misura del 50% della Sf o
comunque in misura da soddisfare il carico urbanistico indotto dall'attrezzatura.

compatibilit localizzativa
la residenza ammessa per una Sul di mq 150, fatte salve eventuali maggiori superfici
esistenti. Ulteriori quote sono ammissibili solo a uso foresteria come cambio di
destinazione duso di superfici utili esistenti e per un massimo di mq 1.000 di Sul.
E' ammesso, una sola volta, lampliamento del 20% per adeguamento igienico
funzionale.
Lungo tutto il confine nord , evidenziato con asterisco rosso, in fregio allarea St
prevista una fascia di verde privato di 10 m. di profondit, priva di capacit fondiaria in
conseguenza dellaccoglimento della richiesta presentata nella 4 variante al PRG.
125

ARTICOLO

11.17.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRIVATA PER ATTREZZATURE DI


INTERESSE GENERALE

F2/3

CARATTERISTICHE
DELLAREA

Area costituita da specchio d'acqua risultante dallo


sfruttamento antropico del suolo, in cui sono ammesse attivit
private inerenti la pesca amatoriale.

OBIETTIVI DI PIANO

Conferma attuali attrezzature

DESTINAZIONI DUSO

PRINCIPALI
td3

TIPI DI INTERVENTO

veda prescrizioni particolari

MODALITA DI
ATTUAZIONE

veda prescrizioni particolari

SECONDARIE

INDICI URBANISTICI ED
veda prescrizioni particolari
EDILIZI

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

E' ammessa la costruzione di strutture per deposito, con Sul max = 150 mq., H=4,00 mt.
Per l'edificio esistente sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1 - 7.2 - 7.3 - 7.4 delle
presenti Norme.
Sono ammesse destinazioni di cui in ta, relativamente per usi ristorativi e ricreativi, oltre
alla residenza del gestore o del proprietario, localizzate all'interno dell'edificio esistente.

126

ARTICOLO

11.17.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRIVATA PER ATTREZZATURE DI


INTERESSE GENERALE

F2/4

CARATTERISTICHE
DELLAREA

Area libera

OBIETTIVI DI PIANO

Area destinata ad attrezzature sportivo- ricreative ad uso


private: campo motocross

DESTINAZIONI DUSO

PRINCIPALI
t9

TIPI DI INTERVENTO

veda prescrizioni particolari

MODALITA DI
ATTUAZIONE

veda prescrizioni particolari

SECONDARIE

INDICI URBANISTICI ED
veda prescrizioni particolari
EDILIZI

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

Sono ammessi interventi finalizzati alla modellazione morfologica del sito per lo
svolgimento dell'attivit agonistico- ricreativa.
Devono essere individuate delle superfici per parcheggio nella misura del 20% della Sf
utilizzata per I'attivit, o comunque in misura tale da soddisfare il carico urbanistico
indotto dall'attivit.
E' ammessa la costruzione di fabbricati ad esclusivo servizio dell'attivit, per una Sul max
= 100 mq. H = 4,00 mt.
L'attuazione degli interventi sottoposta a concessione convenzionata, avente i requisiti
di cui all'art. 45 della L.R. 56/77 e s.m.i.

127

ARTICOLO

11.17.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRIVATA PER ATTREZZATURE DI


INTERESSE GENERALE

F2/5

CARATTERISTICHE
DELLAREA

Area libera

OBIETTIVI DI PIANO

Area destinata ad attrezzature sportivo- ricreative private

PRINCIPALI
td3

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

SECONDARIE

7.9

S.U.E.

It. = 0,30 mq/mq


INDICI URBANISTICI ED
H = 7,50 mt.
EDILIZI
Sus = 20% St da destinare a parcheggio

P
R
E
S
C
R
I
Z
I
O
N
I
P
A
R
T
I
C
O
L
A
R
I

attivit ammesse:
attrezzature sportivo-ricreative (palestra, campi da gioco e sport, piscina) e relativi servizi
(spogliatoi, alloggio custode, locali ristoro).
I locali di ristorazione sono ammessi sino ad una Sul=250 mq L'alloggio per il gestore
ammesso sino ad una Sul=150 mq

128

ARTICOLO

11.17.2

A
R
E
A

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PRIVATA PER ATTREZZATURE DI


INTERESSE GENERALE

F2/6

CARATTERISTICHE
DELLAREA

Area agricola libera

OBIETTIVI DI PIANO

Area destinata allinsediamento di nuova centrale a ciclo


combinato della potenza elettrica di 380MW (D.M. 55/04/2004
del 21/04/2004)

DESTINAZIONI DUSO

PRINCIPALI
f1

TIPI DI INTERVENTO

veda prescrizioni particolari

MODALITA DI
ATTUAZIONE

veda prescrizioni particolari

SECONDARIE

INDICI URBANISTICI ED
veda prescrizioni particolari
EDILIZI

P
R
E
S
C
R
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E ammessa la costruzione:
di una nuova centrale a ciclo combinato alimentata con gas naturale, della
potenza elettrica di circa 380 MW e termica immessa con il combustibile di circa
700 MW;
connessione con un nuovo stallo allesistente sottostazione elettrica a 380 kV,
tramite un elettrodotto misto, aereo e cavo, a 380 kV della lunghezza di circa 7
km;
connessione alla dorsale SNAM Rete Gas Settimo Torinese-San Carlo
Canavese, con un metanodotto della lunghezza di circa 300 m compreso
allinterno dellarea di centrale.
Modalit specifiche
La realizzazione dellimpianto dovr avvenire in conformit al progetto approvato
in istruttoria della Conferenza dei Servizi, e subordinata al rispetto delle
prescrizioni formulate da:
Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio
Ministero per i Beni e le Attivit Culturali
Ministero della Salute Ministero dellInterno
Agenzia delle dogane - UTF Torino
Ministero della Difesa Comando 1 Regione aerea Ufficio coordinamento
tecnico logistico
Regione Piemonte Provincia di Torino
esplicitate nel decreto ministeriale N 55/04/2004 del 21/04/2004

Data fissata per linizio dellesercizio 01/07/2008 previa informativa ai ministeri ed enti
locali competenti.
Tale sito sar collegato con accesso veicolare diretto alla approvanda strada
intercomunale dalla Cebrosa alla via Settimo.
Qualunque modifica dellimpianto autorizzato dovr essere sottoposta alla riapertura
della Conferenza dei Servizi con gli enti interessati.
129

ARTICOLO

A
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11.18.1

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PER VIABILITA

Area interessata da tracciati stradali per viabilit veicolare


esistente o prevista da P.R.G

Conservazione ampliamento, nuova formazione e


ammodernamento mediante ampliamento delle sezioni
esistenti e delle intersezioni, di spazi per il traffico dei pedoni e
di quello dinamico e statico dei mezzi di trasporto su gomma.
PRINCIPALI
SECONDARIE
M1

TIPI DI INTERVENTO

MODALITA DI
ATTUAZIONE

INDICI URBANISTICI ED
EDILIZI

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in queste aree, oltre alle opere stradali e relativi servizi (illuminazione, semafori, ecc.)
consentita la realizzazione di impianti a verde di arredo stradale, canalizzazioni,
infrastrutture tecnologiche, aree di parcheggio e stazioni di servizio e rifornimento
carburanti.
La realizzazione di impianti di rifornimento carburanti ammessa nel rispetto delle
Norme di cui aIl art. 17.
la viabilit esistente e prevista in funzione del D.P.R. 285/92 Nuovo codice della Strada,
secondo i combinati disposti di cui agli artt. 2, 6, 7 cos individuata:
- viabilit territoriale con funzione intercomunale
tipo A = autostrada = autostrada Torino- Aosta
tipo B = strada extra-urbana secondaria = statale n.460

viabilit primaria con funzione di raccordo con viabilit territoriale


tipo C = strada extra-urbana secondaria = strade provinciali
tipo D = strada urbana di scorrimento = asse tangenziale sud-est strada
Fornacino Palera-Volpiano

viabilit secondaria con funzione capillare di servizio in tessuto urbano


tipo F = strada locale restante viabilit

in sede di esecuzione i tracciati della rete di nuova costruzione possono subire


variazioni, senza costituire Variante di Piano, purch contenute entro le fasce di
rispetto stabilite dal D.P.R. 495/92.

caratteristiche delle strade a servizio degli insediamenti di P.R.G.


Le dimensioni e le caratteristiche delle strade pubbliche o private che hanno lo
scopo di dare conveniente accesso agli edifici, dovranno essere determinate in
sede di progetto, tenendo conto della loro funzione, dellintensit del traffico
locale, della tipologia e della consistenza degli insediamenti.
Le dimensioni delle strade in progetto sono indicate nelle tavole di PRG. Per le
strade che interessano ambiti soggetti a SUE potranno essere apportate lievi
modifiche nei tracciati, dallUfficio Tecnico Comunale.
130

ARTICOLO

11.18.1

A
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DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PER VIABILITA

Gli allineamenti, le dimensioni dei marciapiedi e la posizione delle recinzioni


potranno essere modificati dallUfficio Tecnico Comunale in sede di richieste di
concessione edilizia o in sede di approvazione di SUE o in fase di progettazione
delle strade stesse in conformit al D.M. n5 5/11 /2001 Norme funzionali e
geometriche per la costruzione delle strade.
Per le strade esistenti di dimensioni esigue, e senza marciapiedi, in presenza di
un progetto predisposto dallAmministrazione potr essere richiesto
lallargamento delle stesse, sia per lampliamento della sezione che per la
realizzazione di marciapiedi. Lapprovazione di tali progetti non costituisce
Variante di PRG, ed sottoposto alle procedure previste allart.17 8 comma
della L.R. 56/77 e s.m.i..
Le sezioni stradali minime sono cos stabilite:
-

per strade pedonali e ciclo-pedonali :


mt.2,00 - 4,00

strade veicolari a servizio degli insediamenti residenziali:


mt. 12,50, per strade principali e secondarie a doppio senso di marcia
mt. 8,50 per strade a senso unico
mt 9,50 per strade a fondo cieco

gli accessi privati di collegamento tra la viabilit pubblica e gli insediamenti


residenziali esistenti o previsti, delimitati da cancellate, dovranno avere sezione
non inferiore a:
mt. 4,00 se a servizio di insediamenti residenziali con non pi di n. 4 unit
abitative
mt. 6,00 a servizio di insediamenti residenziali con pi di n. 4 unit abitative e nel
caso di via a fondo cieco dovr essere previsto al fondo idoneo spazio di
manovra per linversione del senso di marcia dei veicoli.

strade veicolari a servizio degli insediamenti produttivi:


mt. 14,00 per strade a doppio senso di marcia
mt. 8,50 per strade a senso unico

gli accessi privati di collegamento tra la viabilit pubblica e gli insediamenti


produttivi esistenti o previsti, delimitati da cancellate, dovranno avere sezione non
inferiore a:
mt. 5,00 a senso unico, con entrata e uscita se a servizio di insediamenti
produttivi con non pi di n. 4 unit
mt. 8,50 a senso unico, con entrata e uscita se a servizio di insediamenti
produttivi con pi di n. 4 unit
mt. 10,00 a doppio senso, a servizio di insediamenti produttivi unit e nel caso di
via a fondo cieco dovr essere previsto al fondo idonea rotatoria per
linversione del senso di marcia dei veicoli.

strade veicolari a servizio dellattivit agricola:


mt 9,0 per strade a doppio senso di marcia
tutte le strade veicolari a fondo cieco dovranno terminare con una piazzuola di
ampiezza minima tale che possa inserirsi nella figura geometrica risultante un
cerchio di diametro non inferiore a mt.15,00. qualora il tracciato superi mt.80,00 si

131

ARTICOLO

11.18.1

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DENOMINAZIONE

CODICE

AREA PER VIABILITA

dovranno prevedere opportuni slarghi ogni 40,00 mt..


-

ai fini urbanizzativi e manutentivi si fa riferimento alla classificazione di cui alla


Deliberazione Consiglio Comunale n. 15 del 30.01.1996, e successive ed
eventuali modifiche ed integrazioni.

la viabilit extra-urbana prevista dal PRG dovr avere sezione minima:


mt. 10,00-14.00 strada provinciale Fornacino- via Palera- via Volpiano,
mt. 14,00 viabilit di collegamento tra via Caselle- via Torino- strada Cebrosa
(asse tangenziale sud-est).

la viabilit in progetto prevista nelle tavole cartografiche dovr avere sezione minima pari
a quella indicata in corrispondenza dei tracciati

Il prolungamento della strada Fornacino, nel tratto tra via Settimo e via Volpiano
dovr.prevedere opportune alberature disposte a filare da localizzare lungo la parte
limitrofa allarea urbana. Le caratteristiche costruttive dovranno essere atte a contenere
eventuali inquinamenti derivanti da sversamento dI sostanze nocive
Nel caso di realizzazione di nuove strade, rettifiche o ampliamenti dei tracciati e delle
sezioni delle stesse, consentito recuperare la Sul di eventuali fabbricati localizzati sulle
aree interessate da tali interventi. La Sul potr essere recuperata sulla superficie
fondiaria di pertinenza. Tale possibilit deve risultare da atto di impegno sottoscritto tra le
parti in sede di progettazione del lopera.
In area agricola (A1 e A2), sempre ammesso lampliamento delle strade esistenti,
pubbliche e private, anche se non previsto nelle cartografie di PRG. Tale intervento
presuppone la disponibilit dei sedimi necessari da parte del soggetto attuatore e non
legittima lente pubblico ad acquisirli con procedura espropriativa.
I nuovi tracciati di sedimi per la viabilit indicati nelle tavole di piano in grassetto che
insistono su fondi privati di aree consolidate o di espansione caratterizzate da indice
fondiario, e campite in colore grigio chiaro per distinguerli dagli altri, al fine della loro
attuazione, beneficiano del seguente doppio regime dei suoli:
-

Tali aree sono preordinate allacquisizione diretta da parte dellamministrazione


secondo le modalit di esproprio previste dalle leggi vigenti
Tali aree sono cedute gratuitamente allamministrazione comunale in occasione di
sfruttamento di tali superfici per fini edificatori, utilizzandone la capacit fondiaria.
Tali aree, anche se non identificate cartograficamente per ridotte dimensioni
grafiche o per la mancanza di aggiornamento sullo stato di fatto,sono da
intendere come differenza tra il sedime viario esistente e lampliamento dello
stesso in progetto.
a seguito di declassamento di strade provinciali a strade comunali, si intendono
automaticamente ridotte le relative fasce di rispetto.
Qualora i tracciati della viabilit di progetto del PRG, sulla base di rilievo effettuato
in loco, presentino evidenti discordanze dallo stato dei luoghi ammesso
adeguare i tracciati della viabilit prevista dal Piano, sulla base di un progetto
unitario esteso a tutte le propriet interessate dal nuovo tracciato stradale. Tale
progetto, approvato dal Comune, non costituisce Variante di PRG.
132

ARTICOLO

11.19.1

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DENOMINAZIONE

CODICE

INSEDIAMENTI IMPROPRI:
ATTIVITA RESIDENZIALI

II r

CARATTERISTICHE
DELLAREA

insediamenti esistenti ubicati in aree urbane e in area agricola


in contrasto con la destinazione d'uso prevalente dell'area di
appartenenza

OBIETTIVI DI PIANO

definizione normativa per la conservazione, I'adeguamento,


delle attivit esistenti

DESTINAZIONI DUSO

TIPI DI INTERVENTO

PRINCIPALI
r

SECONDARIE

veda prescrizioni particolari

MODALITA DI
veda prescrizioni particolari
ATTUAZIONE
INDICI URBANISTICI ED
veda prescrizioni particolari
EDILIZI

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II r1 attivit residenziali in area agricola


II r1/1 edifici di antica formazione e relative aree di pertinenza
per gli edifici esistenti sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria, restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia. L'intervento di
ampliamento ammesso per trasformazione di volumi rustici non pi utilizzati a fini
agricoli e contigui al corpo di fabbrica principale.
I volumi secondari non contigui all'edificio principale sono destinati ad attivit
complementari all'uso residenziale e possono essere oggetto di interventi di
sostituzione edilizia, a parit di consistenza volumetrica e a condizione che la
ricostruzione costituisca occasione per migliorare linserimento ambientale di tali
fabbricati, sia per i caratteri tipologico-formali, sia per il posizionamento nel lotto e il
rapporto compositivo con gli edifici principali.
Qualora i volumi secondari, di antica formazione, non contigui al corpo di fabbrica
principale abbiano consistenza di Sul = almeno 200 mq, e adeguate caratteristiche
strutturali possono essere utilizzati ai fini residenziali per tale quantit di Sul totale
e, comunque, solo qualora il mutamento di destinazione d'uso sia finalizzato a
risolvere fabbisogni abitativi dipendenti da mutate esigenze del nucleo familiare
residente alla data di adozione del P.P. del PRG.
Per gli edifici ricadenti nelle fasce di rispetto stradale, si richiamano i disposti di cui
all'art. 27 della L.R. 56/77 e s.m.i.
E' comunque consentito di recuperare dal lato opposto alla strada gli eventuali
volumi demoliti verso il lato strada in modo da favorire una miglior fruibilit della
strada stessa.
E ammessa la sostituzione edilizia del fabbricato ex rurale individuato in
cartografia con perimetro grigio e identificativo numerico (33*), ubicato in fascia di
rispetto stradale. Ledificio di nuova costruzione, di consistenza volumetrica pari
allesistente, deve essere collocato sul limite esterno della fascia di rispetto.
II r1/2 singoli edifici e complessi residenziali pianificati a ville di recente formazione e
relative aree di pertinenza in cui sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1-7.27.3-7.4 -7.7.2 oltre alla sostituzione edilizia di fabbricati accessori come disciplinata
per II r1/1. L'ampliamento concesso una sola volta, per adeguamenti igienicofunzionali di edifici uno- bifamiliari, per una quantit non superiore al 20%, calcolati
sulla Sul esistente alla data di adozione del Progetto Preliminare del P.R.G e per
una superficie massima pari a mq.50.; mq.25 sono comunque concessi, anche se
eccedono detta percentuale. Inoltre consentita la costruzione di porticati per un
133

ARTICOLO

11.19.1

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DENOMINAZIONE

CODICE

INSEDIAMENTI IMPROPRI:
ATTIVITA RESIDENZIALI

II r

massimo pari al 40% della Sul complessiva.


Sono fatte salve le altezze preesistenti.
Per gli edifici ricadenti nelle fasce di rispetto stradale, si richiamano i disposti di cui
all'art.27 della L.R. 56/77 e s.m.i.
E' comunque consentito di recuperare dal lato opposto alla strada gli eventuali volumi
demoliti verso il lato strada in modo da favorire una miglior fruibilit della strada stessa.
Il r2 attivit residenziali in area produttiva o terziaria
sono ammessi gli interventi di cui agli artt. 7.1 7.2 7.3 7.4 7.7.2 oltre alla
sostituzione edilizia di fabbricati accessori come disciplinata per II r1/1.
Lampliamento concesso una sola volta, per adeguamenti igienico-funzionali di
edifici uno-bifamiliari, per una quantit non superiore al 20% della Sul esistente
alla data d iadozione del Progetto Preliminare del P.R.G.; mq.25 sono comunque
concessi, anche se eccedono detta percentuale.
Le prescrizioni di P.R.G. si attuano con strumento diretto.

NORME GENERALI
compatibilit localizzativa
- per gli insediamenti esistenti ammessa la realizzazione di bassi fabbricati nel
rispetto delle norme di cui allart.16
- sono ammesse le destinazioni proprie e le modalit attuative del contesto
urbanistico di appartenenza.
- Sono ammesse trasformazioni duso per destinazioni proprie del contesto
urbanistico di appartenenza.

compatibilit cartografico-normativa
ART.27 le attivit residenziali esistenti alla data di adozione del Progetto
preliminare del P.R.G. in contrasto con la destinazione duso insediativa
prevalente, non puntualmente indicate, si intendono riconducibili e normate alla
casistica del presente art.11.19.1, sulla base di deliberazione consiliare.

134

ARTICOLO

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11.19.2

DENOMINAZIONE

CODICE

INSEDIAMENTI IMPROPRI: ATTIVITA


PRODUTTIVE ARTIGIANLI E INDUSTRIALI E
ARTIGIANALI DI SERVIZIO

II p

DESTINAZIONI DUSO

Insediamenti esistenti ubicati in aree urbane e in area agricola,


che presentano elementi di frizione rispetto al contesto
urbanistico di appartenenza.
Definizione normativa per la conservazione, l'adeguamento, la
riconversione delle attivit esistenti in funzione del grado di
compatibilit con il contesto di appartenenza, in merito alla
tipologia, alla dotazione infrastrutturale, al tipo di attivit.
PRINCIPALI
SECONDARIE
pa 1

TIPI DI INTERVENTO

veda prescrizioni specifiche

MODALITA DI
ATTUAZIONE

veda prescrizioni specifiche

CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

INDICI URBANISTICI ED veda prescrizioni specifiche


EDILIZI
II p1 impianti produttivi in insediamenti residenziali
sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, finalizzati ad
adeguamenti tecnologici delle unit produttive.
Per gli impianti produttivi classificabili come pa art.9 delle presenti norme sono
ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento
conservativo, ristrutturazione, ampliamento.
Lintervento di ampliamento funzionale ad attivit produttive in atto ammesso sino
ad una concorrenza massima pari al 50% della superficie utile lorda produttiva
esistente (con esclusione della superficie destinata ad uffici e/o residenza), e nel
rispetto di un rapporto di copertura complessivo pari al 40%. Sono comunque
ammessi 100 mq di Sul anche se eccedono tale rapporto. Lintervento ammesso
una sola volta.
Per gli interventi di ampliamento e ricostruzione dovranno osservarsi le norme sulle
distanze dalle strade, dai confini e dalle strade, stabilite dallart.4.
Le Sus dovranno essere definite nella misura del 10% della Sf relativa
allampliamento.

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In caso di cessazione o trasferimento dellattivit produttiva in area propria, larea


pu essere destinata alluso residenziale o altri usi ammessi dall'area normativa nel
rispetto degli indici urbanistico- edilizi paritetici a quelli del contesto residenziale di
appartenenza.
Gli interventi ammessi sono quelli previsti allart. 7 delle presenti norme.
Loperazione sottoposta a SUE. Lindice fondiario previsto dalle presenti Norme
per il contesto residenziale di appartenenza, assume valenza di indice territoriale.
Norme specifiche

Per il fabbricato contrassegnato sulla TAV. N. 2.2 di P.R.G. con perimetro grigio
135

ARTICOLO

11.19.2

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A

DENOMINAZIONE

CODICE

INSEDIAMENTI IMPROPRI: ATTIVITA


PRODUTTIVE ARTIGIANLI E INDUSTRIALI E
ARTIGIANALI DI SERVIZIO

II p

e identificativo numerico (34*) denominato ex-Mulino, ubicato in via dei Paschi,


fatto obbligo della tutela conservativa dei macchinari e delle strutture tipizzanti
larcheologia produttiva preesistente.
Tali elementi sono individuati da P.RG. come bene di valore documentario, a
salvaguardia del patrimonio storico- culturale del luogo.
Per questa area sono ammessi interventi di recupero del patrimonio edilizio
esistente in funzione residenziale, nel rispetto delle quantit volumetriche e
superficiali esistenti, tramite interventi di ristrutturazione edilizia dei fabbricati
principali, il restauro e il consolidamento conservativo delle strutture tipizzanti
larcheologia produttiva, la tutela e conservazione dei macchinari, la demolizione
e ricostruzione tramite ridistribuzione superficiale ed altimetrica della Sul relativa
ai corpi di fabbrica secondari e di quelli privi di valore documentario.
modalit di attuazione = SUE
Sus = 25 mq/40 mq Sul da dismettere allinterno dellarea
H=10,50 mt o esistente se superiore
-

Per limmobile individuato in cartografia con perimetro grigio e identificativo


numerico (35*) ammessa la destinazione terziario-commerciale tcf,
subordinatamente alla realizzazione, nellambito di permesso convenzionato, del
prolungamento della pista ciclabile lungo i lati nord e ovest del lotto e la
realizzazione e dismissione di aree a parcheggio pubblico accessibili da Via
Gremo, in misura pari ad almeno il 40% della Sul, con possibilit di monetizzare
tutte le restanti quote di Sus.

II p2/1 impianti produttivi in area agricola

si conferma la destinazione duso in atto.


Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione
edilizia.
Per le unit produttive classificabili come pa sono, inoltre, ammessi interventi di
ampliamento per adeguamento funzionale, per una quantit non superiore al 20%
della Sul esistente alta data di adozione del P.P. del PRG e, comunque sino ad una
concorrenza massima di lf = 0,40 mq/mq; mq 100 sono comunque concessi anche
se eccedono la Sul max determinabile attraverso lapplicazione dellindice lf. Ai fini
dellampliamento, le unit produttive dovranno rispettare tutti i requisiti igienicoedilizi in materia di smaltimento dei rifiuti delle lavorazioni e del ciclo produttivo.
Per le attivit artigianali (pa) esistenti alla data di adozione del P.P. del PRG
localizzate allinterno della sup. coperta delledificio utilizzato anche per la residenza,
ammesso realizzare nellarea di pertinenza fondiaria dei fabbricati ad uso deposito
e ricovero attrezzi, secondo i seguenti parametri:
Sul = 100 mq H= 7,50 mt. distanze art.4
Per gli edifici residenziali eventualmente esistenti valgono le norme di cui alle aree
llr2 la residenza ammessa nel rispetto delle norme di cui allart. 9.2
E ammesso luso a fini agricoli.
Il riutilizzo dell'area subordinato alla bonifica del sito e alle prescrizioni dell'art. 22
136

ARTICOLO

11.19.2

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DENOMINAZIONE

CODICE

INSEDIAMENTI IMPROPRI: ATTIVITA


PRODUTTIVE ARTIGIANLI E INDUSTRIALI E
ARTIGIANALI DI SERVIZIO

II p

delle NTA
Limpianto individuato in cartografia con perimetro grigio e identificativo numerico
(37*) sottoposto a bonifica ambientale. Fino allavvenuto completamento di tale
bonifica non ammesso lo svolgimento di attivit produttive n lattuazione di
interventi edilizi eccedenti la manutenzione straordinaria;
consentito
esclusivamente lutilizzo del piazzale esistente per il deposito temporaneo di
materiali non nocivi, con lesclusione dei rifiuti, a condizione che la movimentazione
degli stessi non sia fonte di rumori, polveri, esalazioni o altri fattori di molestia. In
ogni caso lattivit di deposito deve essere disciplinata da una convenzione con il
Comune, concernente la durata, le modalit di esercizio (con particolare riguardo
alla tipologia dei materiali stoccati, alla loro gestione e agli impatti ambientali
conseguenti), i rapporti con le operazioni di bonifica e le sanzioni in caso di
inadempienza.
II p3 - aree occupate da deposito di materiali inerti

sono aree destinate a deposito di materiali inerti, provenienti da scavi e demolizioni.


La sistemazione del materiale sottoposta al rispetto delle norme sulle distanze dai
confini e dalle strade.
A seguito di cessazione o trasferimento dellattivit, larea dovr essere destinata ai
fini agricoli.
L' inutilizzo dellarea subordinato alla bonifica del sito.
NORME GENERALI
attivit inquinanti

per eventuali attivit esistenti nelle aree ll p/1, Il p/2, Il p/3 alla data di adozione del
Progetto Preliminare di P.R.G. classificabili come pb, unicamente ammesso
lintervento di manutenzione straordinaria.
compatibilit cartografico-normativa

le attivit produttive esistenti in contrasto con la destinazione duso insediativa


prevalente, non puntualmente indicate, si intendono riconducibili e normate alla
casistica del presente art. 11.19.2, sulla base di deliberazione consiliare.
aree per servizi

dismissione = 10% Sf.


E ammessa la monetizzazione qualora sia dimostrata limpossibilit del reperimento
delle Sus.
E ammessa comunque la monetizzazione di Sus relative ad interventi di
ampliamento con Sul max = 100 mq, relativi ad adeguamento funzionale di impianti
esistenti.

137

ARTICOLO

11.19.3

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CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

DENOMINAZIONE

CODICE

INSEDIAMENTI IMPROPRI:
ATTIVITA TERZIARIE

II t

insediamenti esistenti ubicati in aree urbane e in area agricola,


che presentano elementi di frizione ambientale rispetto al
contesto urbanistico di appartenenza.
definizione normativa per la conservazione, l'adeguamento, la
riconversione delle attivit esistenti in funzione del grado di
compatibilit con il contesto di appartenenza, in merito alla
tipologia, alla dotazione infrastrutturale, al tipo di attivit
PRINCIPALI
SECONDARIE

TIPI DI INTERVENTO

veda prescrizioni particolari

MODALITA DI
ATTUAZIONE

veda prescrizioni particolari

INDICI URBANISTICI ED veda prescrizioni particolari


EDILIZI
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IIt1 - attivit terziarie in area agricola


comprende l'insediamento destinato ad attivit terziario- ricreative (sala da ballo "La
Campagnola") ubicata in strada E. Mattel.
Per quest'area sono unicamente ammessi interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria.
Sono ammesse attivit residenziali per la propriet o la custodia, nel rispetto delle
prescrizioni di cui all'art. 9.2.

138

ARTICOLO

11.19.4

A
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CARATTERISTICHE
DELLAREA

OBIETTIVI DI PIANO

DESTINAZIONI DUSO

DENOMINAZIONE

CODICE

INSEDIAMENTI IMPROPRI:
ATTIVITA AGRICOLE

II a

insediamenti esistenti ubicati in aree urbane e in area agricola,


che presentano elementi di frizione ambientale rispetto al
contesto urbanistico di appartenenza.
definizione normativa per la conservazione, l'adeguamento, la
riconversione delle attivit esistenti in funzione del grado di
compatibilit con il contesto di appartenenza, in merito alla
tipologia, alla dotazione infrastrutturale, al tipo di attivit
PRINCIPALI
SECONDARIE

TIPI DI INTERVENTO

veda prescrizioni particolari

MODALITA DI
ATTUAZIONE

veda prescrizioni particolari

INDICI URBANISTICI ED veda prescrizioni particolari


EDILIZI

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II a 1- attivit agricole in insediamenti residenziali


consentita la continuazione delle attivit agricole insediate, nel rispetto dei seguenti
limiti e prescrizioni:
per le attrezzature a servizio delle aziende agricole, sistemazioni interne
per le residenze agricole: interventi di manutenzione, restauro e risanamento,
ristrutturazione edilizia.
Nel caso di cessazione o trasferimento dell'attivit economica insediata, I'ambito pu
essere destinato all'uso residenziale o alle attivit compatibili, nel rispetto delle norme e
dei parametri urbanistico- edilizi vigenti nel contesto urbanistico- edilizio di appartenenza,
fatta salva specifica normativa contenuta nella scheda di area normativa. Gli interventi
ammessi sono tutti quelli previsti all'art.7 delle presenti norme. L'operazione di
trasformazione urbanistica dovr avvenire tramite S.U.E.. Qualora il contesto urbanistico
limitrofo all'area II a1 sia costituito da aree urbanistiche che abbiano indici di edificabilit
diversi, si applicano i parametri urbanistico- edilizi pi restrittivi.
II a 2- attivit agricole in insediamenti produttivi
consentita la continuazione dell'attivit in atto, nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
per le attrezzature a servizio delle aziende agricole, sistemazioni interne
per le residenze agricole: interventi di manutenzione, restauro e risanamento,
ristrutturazione edilizia.
Nel caso di cessazione o trasferimento dell'attivit, I'ambito destinato all'attivit
produttiva artigianale, industriale o tcf (se inserito allinterno di localizzazioni L2) con
applicazione degli indici e parametri dellarea urbanistica di appartenenza.

compatibilit cartografico-normativa
le attivit agricole esistenti in contrasto con la destinazione d'uso insediativa prevalente,
non puntualmente indicate, si intendono riconducibili e normate alla casistica del
presente art. 11.19.4, sulla base di deliberazione consiliare

139

TITOLO III - NORME PARTICOLARI

140

TITOLO III NORME PARTICOLARI

ART.12

CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA' PER L'EDIFICAZIONE

L'insediabilit delle aree destinate ad usi extra- agricoli previste dal P.R.G. dipendente dall'esistenza
e dall'agibilit delle opere di urbanizzazione primaria, nei modi e in misura necessaria per una
adeguata attrezzatura tecnologica degli insediamenti.
Nelle aree in cui I'urbanizzazione non prevista, secondo i programmi infrastrutturali di intervento
programmati dall'A.C., la concessione per interventi di nuova costruzione pu essere rilasciata solo se
subordinata all'impegno del concessionario di procedere all'esecuzione delle opere medesime
contemporaneamente alla realizzazione degli insediamenti previsti.
Nelle aree destinate all'uso insediativo limmobile oggetto di concessione deve avere accesso diretto
al sistema viario, disporre di spazi di sosta e parcheggio, essere allacciato alle reti delle principali
infrastrutture primarie.
La modalit di realizzazione delle opere infrastrutturali disciplinata tramite stipula di convenzione
redatta ai sensi dell'art.45 della L.R. 56/77 e s.m.i., qualora I'attuazione del P.R.G. avvenga con
S.U.E., o tramite stipula di convenzione o atto di impegno unilaterale qualora il P.R.G. si attui con
strumento diretto.

ART. 13.

EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

II P.R.G. individua le aree normative che concorrono alla formazione di quote di E.R.P.. Tale quota di
edificabilit potr essere assoggettata a P.E.E.P. o acquisita ai sensi dell'art.51 della legge 865/71 o
sulla base di provvedimento legislativo di settore, o realizzate direttamente dai soggetti attuatori degli
interventi privati.

ART. 14.

TUTELA E PROTEZIONE IDROGEOLOGICA DEGLI INSEDIAMENTI

L'allegato tecnico prescrittivo "carta di sintesi della pericolosit geomorfologica e dell'idoneit


all'utilizzazione urbanistica" riporta la perimetrazione delle classi di idoneit all'utilizzo urbanistico.
Ogni intervento di trasformazione del suolo dovr essere verificato con le indicazioni cartografiche
contenute nel suddetto allegato tecnico, e con le prescrizioni operative riportate nell'allegato A alle
presenti norme.

ART. 15.

SISTEMAZIONE DELLE AREE LIBERE Dl PERTINENZA

15.1. Tutela del verde


In tutte le aree, con particolare riguardo a quelle degli insediamenti residenziali e di uso pubblico deve
essere curato in modo speciale il verde.
In tutti i progetti per la concessione dovr essere incluso il progetto relativo alla sistemazione esterna
di tutta larea, con lindicazione delle aree a verde e delle opere di arredo (pavimentazione, recinzione,
ecc.)
Le alberature di alto fusto esistenti di particolare pregio, dovranno essere salvaguardate.
Nellarea libera di pertinenza dei nuovi insediamenti dovr essere prevista la realizzazione di spazi a
verde su terrapieno nella misura di mq 20 ogni 100 mq di Sul per le residenze e mq 10 ogni 100 mq
per insediamenti terziari e produttivi, da individuare lungo il fronte della strada principale.
141

TITOLO III NORME PARTICOLARI


Tale disposizione derogabile esclusivamente in Centro Storico, a fronte di apprezzabili motivazioni
progettuali, comunque subordinatamente al parere della Commissione Edilizia.
15.2. Aree a parcheggio privato
Per gli interventi di nuova costruzione o di recupero con cambiamento di destinazione duso o di
ampliamento con aumento carico urbanistico, ogni edificio deve essere dotato di aree per il parcheggio
in misura di 1 mq/3,5 mq di Sul , ai sensi dellart. 2.2 L. 24.3.1989 n.122.
Per le destinazioni residenziali stabilito un minimo di mq 30 per alloggio.
Per le unit "mono-bilocale (di dimensioni max. 38 mq) stabilito il minimo di un posto auto
pertinenziale di dimensioni minime 2.4 x 5 m.
Negli edifici aperti al pubblico devono essere previsti, nella misura minima di 1 ogni 50 o frazione di 50,
posti auto di larghezza non inferiore a m.3,20 da riservarsi gratuitamente agli eventuali veicoli al
servizio di persone disabili.
Le aree a parcheggio di cui sopra, da individuare sullarea di pertinenza possono essere localizzate in
apposite attrezzature sopra e sottosuolo. E ammesso il reperimento delle superfici a parcheggio anche
in aree esterne, e giudicate funzionalmente idonee dalla ClE., qualora sia dimostrata limpossibilit
della loro localizzazione sulla Sf. Tali siti dovranno essere sottoposti a vincolo pertinenziale a servizio
dellunit immobiliare cui afferiscono, da trascriversi sui registri della propriet immobiliare.
Le presenti superfici non costituiscono standard di cui allart.21 della L.R. 56/77 e s.m.i.

ART.16

BASSI FABBRICATI DESTINATI AD AUTORIMESSA E DEPOSITO,


RECINZIONI, OPERE MINORI, ATTREZZATURE RICREATIVE PRIVATE

Bassi fabbricati destinati ad autorimessa e/o deposito


Norme generali
Si considerano bassi fabbricati tutti quei volumi aventi altezza non superiore a mt.3,00, e destinati ad
autorimessa o deposito, non costituenti corpo unico con il fabbricato principale.
I bassi fabbricati costituiscono confrontanza con gli altri edifici ai fini del rispetto della distanza
minima di mt 10,00 dellart. 9 del D.M. 2/4/1968 n 1444 tra pareti finestrate.
Possono essere realizzati in tutte le aree normative di P.R.G., ivi compresi gli insediamenti impropri ad
eccezione delle aree R1/1, R1/2, R1/3, R1/4
Nelle aree agricole A1 possono essere realizzati quando venga dimostrata la necessit della
realizzazione per esigenze connesse con la coltivazione del fondo, da soggetti non imprenditori agricoli,
cos come indicato alla lettera g) area A1 art. 11.13.1. e nelle aree agricole A2 e A3 nel rispetto di
quanto riportato nelle prescrizioni particolari di area normativa.
Nelle aree edificate potranno essere realizzate solo qualora non preesista sullarea di pertinenza
fabbricato nel quale le presenti attrezzature possano essere realizzate.

142

TITOLO III NORME PARTICOLARI


Prescrizioni specifiche:
1 - Parametri edificatori
A) aree edificate R2, R4, Ilr, e residenze esistenti nelle aree P, IIp, T, S, F, A
Sul max = 36 mq per unit abitativa in deroga ai parametri stabiliti per tali aree, e concessi una sola
volta.
Rc max=50%
I bassi fabbricati a servizio di edifici con pi di n.4 unit abitative sono concessi con espresso vincolo di
destinazione duso dellimmobile e vincolo pertinenziale
B) aree R3, R5, R6 e, negli interventi di nuova costruzione su lotti liberi anche nelle aree, R2, R 4 da
conteggiare nella Sul, cos come definita al precedente art.3.6 e nel rispetto dello standard di cui
allart.15.2.
2 Tipologie e parametri edilizi
Tipologia a tetto piano:
H = 2,60 m misurata allestradosso del solaio
distanza dai confini privati 5,00 m
distanza dalle strade come per gli altri edifici,
distanza dai fabbricati privi di pareti finestrate 5,00 m
Tipologia a tetto piano:
H = 3,00 m,
distanza dai confini privati 5 ,00 m.,
distanza dalle strade come per gli altri edifici,
max 36 mq per lotto,
distanza dai fabbricati privi di pareti finestrate 5,00 m
Tipologia a capanno con tetto a una falda:
H = 2,60 m misurata all'estradosso del colmo,
distanza dai confini privati 5,00 m
distanza dalle strade come per gli altri edifici,
pendenza max della falda 30%,
distanza dai fabbricati privi di pareti finestrate 5,00 m
Tipologia con tetto a 2 falde:
H = 2,60 m misurata all'estradosso dellimposta della copertura,
distanza dai confini privati 5,00 m
distanza del colmo della copertura min. 3,00 m. dai confini ,
distanza dalle strade come per gli altri edifici,
pendenza max della falda 30%,
distanza dai fabbricati privi di pareti finestrate 5,00 m
143

TITOLO III NORME PARTICOLARI


Materiali: non in contrasto con lambiente circostante.
Le superfici esterne delle pareti dovranno essere in mattoni facciavista o intonacate.
I fabbricati rilasciati in deroga possono essere concessi una sola volta
La nuova Sul realizzabile dovr essere determinata scomputando quella eventualmente
preesistente sullarea fondiaria, e destinata ad autorimessa o deposito.
16.2. Recinzioni e ingressi carrai
16.2.1 - Recinzioni
Salvo I'obbligo di consentire passaggi di uso pubblico tutte le aree di P.R.G. , comprese le
aree strettamente pertinenziali delle residenze agricole potranno essere recintate.
Le recinzioni e i cancelli d'ingresso devono avere un aspetto decoroso, non in contrasto con
I'ambiente e con le eventuali altre recinzioni e gli altri cancelli.
Tutte le recinzioni dovranno essere "a giorno", eventualmente schermate da cortine
"sempreverdi" per le parti prospettanti su aree pubbliche e fatta salva diversa indicazione
specifica riportata nelle schede di area normativa. II basamento non dovr avere altezza
superiore a cm 60 e complessivamente I'altezza della recinzione non dovr superare mt 2,00.
Eventuali soluzioni che prevedano la realizzazione di recinzioni cieche con muratura di
mattoni facciavista o intonacata potranno essere concesse qualora la C.I.E. valuti
positivamente tali proposte progettuali, in funzione della qualit estetica risultante e del suo
corretto inserimento ambientale.
Per le parti prospettanti su aree private le recinzioni possono essere cieche.
Per le aree degli insediamenti residenziali e per le residenze agricole vietato I'uso di lastre
in c.a prefabbricato.
E' ammessa la realizzazione di recinzioni delle aree strettamente pertinenziali delle residenze
agricole.
Ai fini del posizionamento, le recinzioni devono essere realizzate:
A) all'interno dei centri abitati e delle aree urbanistiche a destinazione residenziale,
produttiva, terziaria e a servizi:
- sui limiti di propriet, quando la propriet confinante privata;
- sul confine urbanistico tra la propriet privata e le aree, esistenti o previste, destinate a
servizi
- sul confine stradale per strade comunali o private di uso pubblico esistenti o previste,

144

TITOLO III NORME PARTICOLARI

compresi allargamenti o rettifiche aventi sezioni maggiori di mt 9,00


a mt 4,50 dall'asse per strade comunali o private di uso pubblico esistenti o in progetto,
compresi gli allargamenti e le rettifiche previste, per strade con sezione pari o minori di
mt 9,00 e/o secondo gli allineamenti esistenti se superiori
a mt 4,50 dall'asse di strade private o vicinali esistenti, fatti salvi eventuali allineamenti
preesistenti, qualora la strada abbia sezione superiore a mt 9,00;
a mt. 5,00 dal confine stradale delle strade provinciali

B) all'esterno dei centri abitati e in area agricola:


sui limiti di propriet, quando la propriet confinante privata;
sul confine urbanistico tra la propriet privata e le aree, esistenti o previste, destinate a
servizi
a mt 5,00 dal confine stradale dell'autostrada o delle strade statali e provinciali
a mt 3,00 dal confine stradale delle strade comunali
a mt 4,50 dall'asse delle strade private e vicinali esistenti.
C) lungo i corsi d'acqua (previa relazione di verifica idraulica a cura dellattuatore)
mt. 3,00 dal ciglio della sponda per i corsi d'acqua principali
mt. 1,50 dal ciglio della sponda per i corsi d'acqua del reticolato minore, fatte salve
eventuali deroghe che la C.I.E. potr concedere sulla base di condizioni particolari dello
stato di fatto.
Per le strade in cui sia prevista la realizzazione di piste ciclabili, il posizionamento delle
recinzioni dovr essere arretrato della larghezza della sezione di tale attrezzatura.
Qualora la sezione non sia definita da progetto esecutivo, la stessa si intende stabilita in mt.
2,50.
Si richiamano i commi 3-4-5 art.26 D.P.R. 492/92 per il posizionamento di alberature e siepi.
In corrispondenza di incroci e biforcazioni di strade, le recinzioni non devono ostacolare la
visibilit e pregiudicare la sicurezza del traffico, in base alla normative vigente, dell'Ente
proprietario della strada o delle Autorit preposte alla sicurezza del traffico. II Comune pu,
caso per caso, definire obblighi e condizioni specifiche atte al conseguimento di tali finalit.
Nelle aree agricole, comprese le aree A2, sono inoltre ammesse, per la chiusura dei fondi,
unicamente recinzioni con caratteristiche di precariet (rete metallica o plastificata e paletti in
metallo), quando tali opere siano finalizzate esclusivamente alla tutela delle colture. Qualora
le recinzioni fronteggino strade pubbliche ammessa la realizzazione del basamento in
muratura di cls, avente H=60 cm.
In aree agricole e produttive, per la recinzione degli ambiti pertinenziali alle unit aziendali
ammessa la realizzazione di muri ciechi di altezza non superiore a m 2,00, con esclusione di
pannellature prefabbricate in c.a..
16.2.2 - Ingressi carrai
Tutti gli ingressi carrabili alle propriet private, da vie o strade pubbliche o private gravate di
servit, di pubblico passaggio, dovranno essere arretrati di almeno mt.5,00 dal filo delle
recinzioni o del marciapiede, qualora esistente, ed avere elementi di invito a squarcio.
Sono ammesse deroghe qualora venga dimostrata I'impossibilit di soddisfare tali distanze
nelle aree gi edificate e, in particolare nelle aree di antica formazione R1.
Gli ingressi carrabili nelle aree produttive dovranno essere arretrati di almeno mt 5,00 dalla
recinzione. Nelle nuove costruzioni le larghezze del passo carrabile maggiori di mt.7,00
145

TITOLO III NORME PARTICOLARI

(cos come indicato nellart.47 del Regolamento Edilizio) possono essere autorizzate in
deroga a seguito di motivata giustificazione.
Le uscite delle autorimesse verso spazi pubblici devono essere opportunamente segnalate.
Le uscite dai locali interrati devono essere realizzate con rampe terminanti in zone di sosta
orizzontali. Tra il punto di inizio della livelletta inclinata ed il ciglio della strada deve esserci
una distanza pari almeno a mt.5,00, qualora non esista marciapiede, e di mt. 3,00 in presenza
di marciapiede.
16.3. Opere minori
La realizzazione di opere minori quali: verande, chioschi, muri di sostegno ammessa nel rispetto
delle seguenti norme specifiche:
16.3.1 - Verande
La realizzazione di verande, tramite la chiusura con pareti vetrate o simili di superfici esterne
appartenenti alle singole unit abitative, consentita nel rispetto della discipline di
P.R.G. e delle seguenti norme.
La realizzazione consentita a condizione che venga presentato un progetto tipo che si
inserisca correttamente nel contesto al quale dovranno uniformarsi tutte le successive
chiusure.
Non ammessa la realizzazione di verande che interessino fronti del fabbricato prospettanti
sulla viabilit pubblica.
Nel caso di edificio con facciate gi in parte compromesse dalla realizzazione di verande, gli
interventi di completamento dovranno uniformarsi ad un progetto tipo, che tenga conto, nel
rispetto delle caratteristiche ambientali, delle soluzioni gi adottate.
II nuovo elemento deve essere correttamente inserito nel contesto sia per tipologia che per
materiali.
Inoltre:
la chiusura di superfici, con aggetto superiore a mt 1,50 sottoposta all'osservanza
delle norme sulla distanza;
i servizi igienici, che si aprono sulla veranda siano muniti di adeguato impianto di
aspirazione forzata, con scarico diretto all'esterno;
non devono essere eliminate le chiusure interposte tra la veranda ed i locali interni che
su essa si affacciano;
la cucina o i locali con posto cottura o focolari che si aprono nella veranda siano muniti
di adeguato impianto di aspirazione forzata, con scarico diretto all'esterno;
non devono essere installati nella veranda apparecchi igienico- sanitari, impianti di
cucine ed altre apparecchiature od arredi atti a mutare le caratteristiche di volume
tecnico accessorio a servizio dell'unit immobiliare interessata; la superficie finestrata
di ciascun locale interno, apribile sulla veranda, non deve essere inferiore a 1/8 della
superficie del pavimento del locale stesso, e la superficie finestrata della veranda
apribile verso I'esterno non deve essere inferiore a 1/6 della somma delle superfici dei
pavimenti della veranda e di tutti i locali che si aprono sulla medesima;
qualora siano presenti all'interno della veranda tubazioni di distribuzione del gas a
monte dei misuratori o i misuratori stessi, la veranda sia resa direttamente o
permanentemente comunicante con I'esterno mediante apertura priva di vetro, avente
146

TITOLO III NORME PARTICOLARI

superficie non inferiore a 1/30 della superficie di pavimento, con un minimo di mq 0,20;
Tubazione e misuratore potranno anche essere collocati in un settore della veranda
separata dalla restante parte, tramite parete divisoria, purch sia ventilata con le stesse
modalit di cui sopra e reso accessibile per I'ispezione.
16.3.2 - Muri di sostegno
I muri di sostegno, qualora fruibili visivamente da aree pubbliche non possono superare
I'altezza di mt.2,50. Qualora si debba superare detta altezza, il muro deve essere formato a
gradoni, sistemati con piante ornamentali.
Per il posizionamento si applicano le norme sulle distanze indicate per le recinzioni.
16.3.3 - Chioschi, Dehors
La realizzazione di chioschi e dehors normata per le prescrizioni tecniche e per le
disposizioni amministrative e localizzative da specifici regolamenti comunali denominati:
disciplina dei chioschi, disciplina dei dehors.
16.3.4 - Gazebo, pergole
sull'area di pertinenza fondiaria residenziale ammessa I'installazione di strutture movibili
(gazebo, pergole, ecc.) a copertura di spazi per relax.
16.4. Attrezzature ricreative private
Nelle aree libere di pertinenza ammessa previo conseguimento della relativa concessione o
procedure amministrative di legge, la realizzazione, di attrezzature di carattere sportivo- ricreativo ad
uso privato amatoriale (piscina, campo tennis, bocce, ricovero cavalli) e non configurabili come attivit
ludico- sportive di cui alla destinazione Td art.9 delle presenti norme.
Le attrezzature potranno essere coperte in modo non continuativo con strutture di carattere
temporaneo (strutture pressostatiche o similari), previo conseguimento di necessario provvedimento
amministrativo. In questo caso le attrezzature coperte dovranno rispettare le norme sulle distanze dai
confini, dai fabbricati e dalle strade, stabilite per i fabbricati.
Le attrezzature per ricovero cavalli, se realizzate in contesto urbanistico residenziale, potranno essere
concesse solo qualora la Si sia superiore a 2000 mq e, comunque, per un max di n.2 cavalli e per una
Sc max di mq 25. Le strutture per ricovero cavalli potranno essere fisse.
Il limite della Si-2000 mq ridotto a Si=1000 mq, qualora I'attrezzatura sia realizzata su terreni in
contesto agricolo.
Tutte le attrezzature dovranno essere realizzate con vincolo pertinenziale al fabbricato principale,
tradotto con atto pubblico.
16.5. Impianti tecnologici
I serbatoi per gas ad uso domestico nelle aree residenziali, negli insediamenti impropri e nelle aree di
pertinenza delle residenze rurali sono ammessi solo se interrati, e nel rispetto delle norme di distanza
di sicurezza prescritte dalla normativa specifica. In presenza di falda d'acqua superficiale, potr
essere concessa I'installazione fuori terra a condizione che i serbatoi siano schermati da siepe
sempreverde. Tali impianti sono ammessi senza le limitazioni suddette nelle aree produttive, compresi
gli insediamenti impropri IIp.
147

TITOLO III NORME PARTICOLARI

16.6. Cabine elettriche

Cabine elettriche con caratteristiche di impianti tecnologici di distribuzione di energia


elettrica ad uso pubblico o dismesse allENEL, sono soggette a regime di D.I.A.
Linsediamento delle cabine ENEL compatibile con tutte le aree normative di piano ad
eccezione delle aree R1; tali manufatti possono essere realizzati in deroga alla fascia di
rispetto stradale e alla fascia dellacquedotto comunale; possono essere realizzati
sulle aree per servizi pubblici; dai fabbricati esistenti dovr essere mantenuta una
idonea distanza pari a mt. 5,00 o comunque congrua per sicurezza e ai fini igienicosanitari.
Se realizzate con caratteristiche di bassi fabbricati, intesi come tutti quei volumi aventi
altezza non superiore a mt. 2,60 allestradosso della copertura, le cabine possono
essere realizzate in deroga alla distanza dai confini, solo nelle zone industriali proprie
e improprie.
Laltezza di tali manufatti dovr essere motivata per altezze superiori a mt. 2,60.
ART.17

STAZIONI DI SERVIZIO E RIFORNIMENTO CARBURANTI

Lapertura di nuovi impianti per la distribuzione del carburante deve avvenire nel rispetto delle
seguenti disposizioni:
- lattivit compatibile con tutte le aree normative di Piano ad eccezione delle aree R1;
- i nuovi impianti dovranno essere localizzati di norma in corrispondenza delle strade
principali
- gli impianti potranno comprendere oltre alle strutture per lerogazione del carburante anche
volumi destinati al lavaggio e riparazione di autoveicoli, modesti punti di ristoro e/o di
rivendita di articoli accessori nel rispetto delle seguenti condizioni:
a) nelle aree residenziali e produttive e terziarie la Sul per la realizzazione delle attrezzature di
cui al presente comma dovr essere determinata secondo le quantit superficiali proprie
dellarea in cui sono localizzate. Nelle aree residenziali esistenti larea occupata dalla
superficie coperta in deroga al rispetto del rapporto di copertura e fino ad una Sul max=50
mq.
b) nelle restanti aree dovranno osservare un Rc non superiore al 10% dellarea strettamente
asservita.
Nelle aree residenziali, terziarie e produttive sono ammesse la residenza del gestore secondo i
parametri di edificazione stabiliti per dette aree.
In tutto il territorio comunale comunque sempre ammesso il mantenimento degli impianti
esistenti alla data di deliberazione di adozione del P.R.G., assoggettabili ad interventi di
manutenzione straordinaria o a modifiche ai sensi delle norme specifiche vigenti, in particolare la
L.R. 30.8.84 n48 L.R. n14 del 31/05/04 e la D.G.R. n35-9132 del 07 /07/08.

ART.18

LOCALI SOTTOTETTO, SOPPALCHI

A) sottotetti
Si richiamano le disposizioni di cui alla legge regionale 6.8.1998 n.21.
148

TITOLO III NORME PARTICOLARI

Nel caso in cui si intervenga in applicazione delle disposizioni di cui alla L.R. n 20 del
14.07.2009, ammessa la creazione di nuove unit abitative solamente per quei locali aventi
una superficie utile atta a garantire un corretto ed idoneo svolgimento delle funzioni abitative
specifiche, tutelando le condizioni igienico-edilizie e la fruibilit degli spazi (per cui sar
necessario allegare la dimostrazione della distribuzione degli arredi); in particolare non
possono essere computati nella verifica delle superfici minime di cui agli artt. 2 e 3 del D.M.
05/07/1975 e s.m.i. (tranne che per bagni, ripostigli, disimpegni, spogliatoi, lavanderie, posto
cottura) gli ambienti aventi anche solo un lato di dimensioni inferiori a 2,00 m.
Ogni nuova unit abitativa deve essere dotata di almeno un posto auto pertinenziale; nei casi
di documentata impossibilit al reperimento di tale parcheggio privato deve essere corrisposta
al Comune una compensazione economica in ragione della superficie di parcheggio privato
non reperito, sulla base delle tariffe stabilite dal Comune con apposito atto deliberativo.
B) soppalchi
E ammessa la realizzazione di soppalchi, nel rispetto delle seguenti norme:
B.1
tipologia: a balconata aperta;
B.2
altezza utile tra pavimento finito del soppalco e soffitto del locale mt. 2,00, se per uso
deposito; mt. 2,20 se destinata ad uso abitativo
B.3
laltezza tra il pavimento finito del soppalco e il punto pi basso del soffitto finito
deve risultare non inferiore a 2,00 m e non superiore a 2,40 m se abitabile;
laltezza tra il pavimento del locale e il punto pi basso dellintradosso della
struttura del soppalco non deve essere inferiore a 2,20 m;
B.4
Nel caso di tetto a falde inclinate, laltezza utile media per i locali abitabili dovr
essere pari a 2,40 m con unaltezza minima allimposta pari a 1,80 m.
B.3
superficie soppalcata non superiore al 50% della superficie di pavimento del locale -le
superfici soppalcate, per interventi di nuova costruzione saranno conteggiate nella Sul.
Non sono ricomprese nella Sul i soppalchi esclusivamente utilizzati per deposito e tutti
quei soppalchi (abitativi e non) ricavati allinterno di edifici gi esistenti.

ART.19

DECORO DELL'AMBIENTE URBANO

Gli edifici esistenti e le relative aree di pertinenza vanno mantenuti nelle condizioni di decoro richieste
dall'ambiente urbano, a cura e spese della propriet. II Sindaco ha facolt di imporre alla propriet
interessata I'esecuzione di tutte le opere (rifacimento di intonaci e tinteggiature, di rivestimenti, di
coperture e manutenzione di gronde, di aggetti, di porticati, di infissi, di recinzioni, di pavimentazioni,
di giardini, aree verdi, di aree dismesse per servizi, ecc.) necessarie al mantenimento del decoro
dell'ambiente urbano. E' fatto divieto di coltivo di orti urbani ricavati su reliquati di aree prospicienti le
recinzioni di fabbricati su fronte di strade pubbliche.

ART.20

TUTELA DEL SUOLO E DELL'AMBIENTE NATURALE

20.1 Inquinamenti
Tutte le costruzioni e gli impianti esistenti da trasformare o da realizzare ex- novo, dovranno essere
attrezzati contro la produzione di inquinamenti atmosferici, acustici e di materiali solidi o liquidi di
rifiuto, sulla base delle disposizioni contenute nelle leggi specifiche di settore.
149

TITOLO III NORME PARTICOLARI

20.2 Modifiche dell'assetto del suolo


In tutto il territorio comunale vietato procedere, senza specifico provvedimento amministrativo, a
sbancamenti ed a modifiche dell'assetto del suolo, allasportazione dello strato di coltura, alla
formazione di strade e piazzali anche se in semplice massicciata, fatte salve le opere di miglioramento
fondiario ai fini agricoli.
Nelle aree agricole fatto divieto di procedere ad eventuali frazionamenti fondiari finalizzati a
costituire lottizzazione del suolo, e alla realizzazione delle relative strade di accesso dalla viabilit
esistente.
20.3 Prescrizioni specifiche di carattere paesaggistico-ambientale
a) Gestione delle acque meteoriche
Nel caso di interventi di ampliamento o di insediamento di nuove unit produttive o residenziali, i
progetti devono contemplare la predisposizione di opportune strutture di gestione delle acque
meteoriche, con particolare riferimento a:
sistemi di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia per le quali la normativa prevede la
depurazione per le nuove unit produttive;
vasche di recupero delle acque meteoriche non di prima pioggia, per un loro successivo riutilizzo
per la pulizia delle strade, per la rete antincendio e per lirrigazione delle aree verdi;
spazi funzionali a garantire un miglior equilibrio idrogeologico e a mantenere la funzionalit della
rete idraulica superficiale, attraverso il contenimento dellimpermeabilizzazione dei suoli
(realizzazione di fossati drenanti a lato delle strade in sostituzione delle caditoie canalizzate in tubi,
piazzali di sosta drenanti, tetti verdi ad elevato assorbimento dacqua, rinaturalizzazione delle aree
ripariali dei fossi).
b) Gestione della risorsa idrica e riciclo delle acque
La progettazione esecutiva degli edifici deve essere indirizzata allutilizzo di soluzioni tecniche
finalizzate a garantire la tutela e il corretto uso della risorsa idrica, attraverso la realizzazione di reti
idriche duali, al fine dellutilizzo delle acque meno pregiate per usi compatibili diversi dalla fornitura
idropotabile, in coerenza con quanto indicato nellAllegato energetico ambientale predisposto dalla
Provincia di Torino e approvato con D.G.P. n. 1498-56000 del 02.12.2008.
c) Contenimento dei livelli di inquinamento acustico
La progettazione degli edifici deve essere effettuata nel rispetto dei requisiti acustici passivi stabiliti
dal D.P.C.M. 05.12.97; analogamente deve essere garantito il rispetto dei livelli sonori interni agli
edifici residenziali previsti dal D.P.R. 142/04;
d) Contenimento dei livelli di inquinamento luminoso
Ai sensi della L.R. n.31 del 24/03/2000 e con riferimento alle linee guida per la limitazione
dellinquinamento luminoso e del consumo energetico redatte in collaborazione con il Politecnico di
Torino, devono essere messe in atto tutte le necessarie misure di contenimento delle fonti di
inquinamento luminoso, al fine di garantire la qualit dellambiente urbano in termini di illuminamento,
distribuzione e uniformit delle luminanze e fedele restituzione cromatica degli oggetti illuminati. La
fase di progettazione esecutiva deve essere orientata a:
utilizzare corpi illuminati che per conformazione e caratteristiche tecniche limitino lirraggiamento
diretto verso la volta celeste;
contenere la frazione luminosa diretta verso lalto in conseguenza di fenomeni di riflessione,
prevedendo per le scatole edilizie e per gli spazi pertinenziali limpiego di materiali caratterizzati da
bassa capacit riflessiva, con particolare attenzione alle zone interessate da illuminazione diretta.
e) Contenimento dei valori di impermeabilizzazione dei suoli
150

TITOLO III NORME PARTICOLARI

Le superfici pertinenziali delle aree insediative (con particolare attenzione agli spazi e ai percorsi
pedonali) devono essere realizzate con limpiego di tecniche che mantengano la permeabilit del
suolo (autobloccanti, prato armato, etc.).
Tutti gli spazi verdi devono essere realizzati in piena terra e corredati da idoneo apparato vegetale;
anche in questo caso prescritto luso di materiali che non comportino limpermeabilizzazione del
suolo escludendo quelli cementizi e bituminosi. concessa deroga unicamente in caso di
documentate esigenze di gestione delle acque meteoriche, secondo quanto definito al punto a) del
presente articolo.
f) Risparmio e approvvigionamento energetico
In occasione di interventi soggetti a permesso convenzionato o strumento esecutivo devono essere
individuate soluzioni tecniche finalizzate allutilizzo di fonti energetiche rinnovabili e allinstallazione di
impianti per lauto produzione di energia elettrica e termica, in modo da coprire almeno una quota del
fabbisogno energetico delledificio; in particolare si fa riferimento alle indicazioni del Programma
Energetico Provinciale in merito allutilizzo di:
pannelli solari per la produzione di acqua calda;
pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica;
adozione di sistemi di termoregolazione;
interventi di edilizia bioclimatica.
g) Barriere verdi di mitigazione paesaggistica e ambientale
Il PRG persegue su tutto il territorio comunale la compatibilit paesaggistica degli insediamenti con
eventuale riambientazione di quelli esistenti. Pertanto tutti gli interventi edilizi devono concorrere alla
mitigazione degli impatti visivi, soprattutto di quelli percepibili dalla viabilit pubblica principale.
In particolare, in occasione di interventi eccedenti la ristrutturazione, lAmministrazione comunale pu
richiedere, nei casi di riscontrabile criticit ambientale, la realizzazione di barriere verdi con funzione
di filtro visuale.
Tali barriere potranno essere realizzate sia mediante filare di alberi di essenza e dimensioni adeguate
alla funzione di mascheramento da ottenere verso il percorso viario, sia mediante rilevati lineari di
terra completati da siepi e cespugli. altres ammessa la realizzazione di strutture artificiali di varia
tipologia destinate allimpianto di apparati vegetali rampicanti, sempre con funzione di
mascheramento.
h) Mitigazione delleffetto barriera delle infrastrutture viarie
Nella realizzazione delle infrastrutture viarie e nelle relative trasformazioni della morfologia originaria
del suolo, deve sempre essere valutata, a cura dellAmministrazione comunale, leventuale esistenza
di corridoi faunistici preesistenti; tale verifica deve essere effettuata preventivamente alla fase
autorizzativa ed esecutiva degli interventi, sulla base di dati e documentazioni reperibili presso i
competenti uffici degli Enti territoriali sovraordinati (Regione, Provincia, ARPA, .).
In relazione alle risultanze di queste analisi le strutture viarie devono essere realizzate con interruzioni
nella continuit della struttura lineare (fornici, sottopassi ed opere simili) in modo da consentire ad
eventuali flussi faunistici preesistenti il mantenimento dei percorsi originari, eventualmente
associando a questi interventi anche alberature e/o operazioni di riconfigurazione del terreno nelle
aree limitrofe ai passaggi.
i) Gestione della produzione di rifiuti
la fase di progettazione esecutiva degli interventi deve prevedere la disposizione ed il
dimensionamento delle isole ecologiche a servizio degli insediamenti, in coerenza con il piano e le
modalit di raccolta e smaltimento differenziato dei rifiuti solido-urbani attuati dallAmministrazione
Comunale, nonch nel rispetto delle disposizioni e degli incrementi percentuali stabiliti dalle direttive
comunitarie; gli elaborati di progetto devono precisare:
151

TITOLO III NORME PARTICOLARI

numero, dimensione e collocazione delle isole ecologiche;


tipologia dellisola (a vista o a scomparsa con sistema telescopico) in riferimento alla
collocazione e alle relazioni visive rispetto agli insediamenti residenziali e agli spazi di
fruizione e aggregazione pubblica;
- materiali di pavimentazione, elementi di mascheratura (strutture lignee corredate da
apparato vegetale, siepi, quinte arboree, etc.) e arredo urbano pertinente;
- le isole ecologiche in superficie devono essere localizzate su aree non interessate da
locali, infrastrutture e impianti posti nel sottosuolo, in modo da poter consentire un loro
eventuale successivo posizionamento interrato.
Per quanto concerne i comparti produttivo e commerciale, il rilascio delle licenze subordinato alla
stipula, di concerto con lAmministrazione Comunale e con lEnte gestore del servizio di raccolta e
smaltimento rifiuti, di un protocollo di intesa relativo alla messa in atto di sistemi indirizzati alla
riduzione volumetrica dei rifiuti, con particolare riferimento agli imballaggi (cartone, alluminio e
plastiche).

ART.21

DESTINAZIONI DUSO

La destinazione duso dei suoli e dei fabbricati, nonch di parte dei medesimi, deve essere indicata
negli strumenti urbanistici esecutivi e nei progetti di intervento diretto e deve rispettare tutte le
prescrizioni delle presenti Norme.
Non potr essere rilasciata licenza di abitabilit per le costruzioni utilizzate con destinazione duso
diversa da quella prevista dalla concessione. In caso di abusivo mutamento della destinazione duso
sar revocata la licenza di abitabilit, salvo le ulteriori sanzioni previste dalle norme del titolo VII della
legge 56/77 e s.m.i.
Non potr essere rilasciata licenza di esercizio per quelle attivit da insediare in locali che avessero
ottenuto concessione per una diversa destinazione duso. In caso di abusivo mutamento della
destinazione duso saranno revocate le relative licenze di esercizio.

ART.22

BONIFICA AMBIENTALE

Su tutte le aree gi interessate da attivit produttive o utilizzate da cave e discariche, ogni


trasformazione deve essere preceduta da interventi di bonifica ambientale.
Per tale finalit la documentazione da allegarsi alla richiesta di piano attuativo e di concessione
edilizia deve essere integrata da una valutazione della qualit ambientale che contenga i risultati di
indagini specifiche sulla qualit del suolo e del sottosuolo, sulle condizioni di eventuale inquinamento
della falda e individui le opere di bonifica e recupero ambientale atte a garantire I'attuazione delle
previsioni di PRG.
La convenzione allegata al piano attuativo o la concessione ex-art.49 L.R. 56/77 e s.m.i, o la
concessione edilizia regolamentano le modalit e i tempi di attuazione delle opere di bonifica e
recupero ambientale.
Le opere di bonifica e recupero ambientale costituiscono condizione preliminare e propedeutica alla
realizzazione degli interventi di trasformazione urbanistico- edilizia e sono a completo carico dei
soggetti attuatori la trasformazione.

ART.23

INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE

Tutti gli immobili esistenti in area agricola, oggetto di condono edilizio legalmente rilasciato con
152

TITOLO III NORME PARTICOLARI

destinazione residenziale, possono effettuare interventi di recupero estetico-ambientale, volti anche


alla concretizzazione di adeguate condizioni igienico- edilizie.
Le opere di riqualificazione ambientale possono comprendere gli interventi edilizi di cui agli artt. 7.17.2-7.3-7.4-7.5-7.6-, nel rispetto della Sul residenziale acquisita con il provvedimento di condono
edilizio e senza modifica della destinazione d'uso. Ai fini dell'attuazione dell'intervento gli immobili
dovranno essere dotati di adeguato sistema di impianto di approvvigionamento idrico e di smaltimento
delle acque reflue, nel rispetto delle leggi di settore. I materiali da utilizzarsi dovranno consentire un
adeguato inserimento ambientale delle costruzioni.
Sono ammessi interventi di sopraelevazione fino allAltezza massima =. 3,50 (misurata alla linea di
gronda), solo per adeguare laltezza interna dei locali abitabili ai minimi di legge (m 2,70), o per
motivazioni connesse alla pericolosit idrogeologica, supportate da idoneo studio e relazione di
tecnico abilitato.
Distanza dai confini, dalle strade e tra fabbricati = art.4
La riqualificazione ambientale non pu comportare la formazione di nuove unit immobiliari.

ART.24

TUTELA E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO CULTURALE

Per le cascine indicate nel seguente elenco ed individuate cartograficamente con asterisco,
caratterizzanti larcheologia rurale del territorio leinicese, fatto obbligo della tutela conservativa. Tali
fabbricati sono classificati dal PRG come edifici di valore documentario, a tutela del patrimonio storicoculturale del luogo, ai sensi della legge regionale n.35 del 14.3.1995.
Ogni intervento dovr salvaguardare i caratteri tipologico- morfologici esistenti e dovr essere
compatibile con il criterio del restauro e risanamento conservativo per le parti pi significative (corpi di
fabbrica e manufatti) costituenti tali fabbricati.
Ogni progetto dovr essere integrato da adeguato rilievo sullo stato di fatto.
Eventuali nuove strutture ed attrezzature (stalle, silos, ecc.) collegate alla conduzione dei fondi agricoli
dovranno essere posizionate in modo da salvaguardare limpatto visivo delledificio o delle parti
architettoniche ritenute pi significative.
Elenco dei fabbricati di valore storico- documentario:
Cascina dei Frati -Cascina Castaudia-Cascina Davesio-Cascina del Peso-Cascina Bottone- Cascina
Reisina-Cascina del Trucco-Cascina San Lorenzo-Cascina BeccaCascina Fantasia- Cascina Dent
Basse-Cascina Borgnatera-Cascina Rovegliafabbricato ex-Mulino

ART.25

PRESCRIZIONI OPERATIVE PER LA


IDROGEOLOGICA DEGLI INSEDIAMENTI

TUTELA

PROTEZIONE

Ai fini della tutela idrogeologica degli insediamenti esistenti e previsti, vengono di seguito riportate le
prescrizioni operative.
Tali prescrizioni sono cos articolate:
A - classi di idoneit urbanistica
tipologia di intervento urbanistico- edilizio ammesso per le classi di idoneit urbanistica
individuate nella TAV.N.5 "carta di sintesi della pericolosit geomorfologica e dell'idoneit
alla utilizzazione urbanistica" in scala 1:10.000, di cui al punto "E" delle NORME DI
ATTUAZIONE del P.R.G..
153

TITOLO III NORME PARTICOLARI

B - fasce di rispetto idrografico


C- caratteristiche dei manufatti, ai fini della salvaguardia delle linee di deflusso.
A - CLASSI Dl IDONEITA' URBANISTICA
Il territorio di Leini suddiviso nelle seguenti classi di idoneit urbanistica, in riferimento alle
disposizioni di cui alla Circolare P.G.R. n.7/LAP dell'8.5.1996, pubblicata SUL B.U.R. 15.5.'96.

CLASSE I - SETTORI PRIVI DI LIMITAZIONI URBANISTICHE


caratteristiche:
porzioni di territorio dove le condizioni di pericolosit geomorfologica sono tali da non porre limitazioni
alle scelte urbanistiche
prescrizioni urbanistico- edilizie:
sono ammessi interventi pubblici e privati, secondo le categorie di cui all'art.7 delle presenti Norme,
nel rispetto delle prescrizioni del D.M. 11.03.'88 "Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e
sulle rocce, la stabilit dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la
progettazione, I'esecuzione e il collaudo delle opere di terreni e fondazioni".
Si prescrive I'adozione di particolari cautele nella realizzazione dei piani interrati, prevedendo
adeguate soluzioni tecniche che evitino infiltrazioni sotterranee di acqua.
Per le opere da realizzare lungo i corsi d'acqua si richiamano le disposizioni di cui al successivo punto
B.

CLASSE II - SETTORI CON MODERATE LIMITAZIONI URBANISTICHE


caratteristiche:
porzioni di territorio nelle quali le condizioni di moderata pericolosit geomorfologica possono essere
agevolmente superate attraverso I'adozione ed il rispetto di modesti accorgimenti. i settori sono cos
classificati:
CLASSE II a
caratteristiche:
settori di territorio caratterizzati dalla presenza della falda freatica superficiale
prescrizioni urbanistico- edilizie:
sono ammessi tutti gli interventi pubblici e privati, secondo le categorie precisate all'art. 7
delle NORME Dl ATTUAZIONE del P.R.G.
Non opportuna la realizzazione di piani interrati.
Gli eventuali piani interrati degli edifici da realizzarsi ex- novo dovranno essere realizzati
con accorgimenti tecnici che evitino infiltrazioni sotterranee di acqua.
Si richiamano le norme di cui al D.M. 11.03.'88.
Per le opere da realizzarsi lungo i corsi d'acqua si richiamano le disposizioni di cui al
154

TITOLO III NORME PARTICOLARI

successive punto B.
CLASSE II b
caratteristiche
settori di territorio condizionati da allagamenti legati a piene straordinarie, per cause dovute ad
insufficienza od occlusione delle sezioni dei canali di deflusso del reticolato idraulico naturale ed
artificiale
prescrizioni urbanistico- edilizie
Sono ammessi tutti gli interventi urbanistico- edilizi di cui all'art.7 delle NORME DI ATTUAZIONE
del P.R.G..
E' fatto divieto della realizzazione di piani interrati, fatta eccezione per i piani "seminterrati" privi di
aperture di accesso verso I'esterno.
II primo piano fuori terra dovr essere realizzato ad un'altezza di sicurezza rispetto al piano di
campagna circostante e, comunque, ad un'altezza non inferiore a mt.0,50 dal piano della strada
di accesso principale.
Per interventi di demolizione con ricostruzione, ampliamento e ristrutturazione di edifici esistenti,
ammesso adeguare la quota del primo piano fuori terra a quella preesistente e, comunque, ad
una quota di progetto superiore alla quota della strada di accesso principale.
Nelle porzioni edificate devono essere eseguiti gli interventi per I'adeguamento degli
attraversamenti della rete idrica superficiale e di manutenzione e pulizia della stessa.
Per le opere da realizzarsi lungo i corsi d'acqua si richiamano le disposizioni di cui al successive
al punto B.

CLASSE III - SETTORI CHE PRESENTANO ELEMENTI PENALIZZANTI Al FINI


URBANISTICI
caratteristiche:
porzioni del territorio, nelle quali gli elementi di rischio e di pericolosit geomorfologica sono tali da
impedirne I'utilizzo, qualora inedificate, richiedendo viceversa, interventi di riassetto territoriale a tutela
del patrimonio esistente. I settori sono cos classificati:
CLASSE III a
prescrizioni urbanistico- edilizie:
a) aree edificate, compresi insediamenti impropri
recupero del patrimonio edilizio esistente utilizzato tramite interventi di manutenzione ordinaria
e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, senza aumento
del carico abitativo, costruzione di bassi fabbricati o depositi pertinenziali.
Le superfici fondiarie, qualora confinanti con corsi d'acqua, dovranno essere protette da
opportune opere di difesa spondale.
Dovranno comunque essere previste tutte le opere necessarie alla difesa idrogeologica e alla
155

TITOLO III NORME PARTICOLARI

corretta eliminazione delle acque superficiali.


Nuove costruzioni destinate all'attivit agricola, saranno ammesse solo a seguito
dell'attuazione degli interventi di riassetto idrogeologico a carattere territoriale e dell'avvenuta
eliminazione e/o mitigazione della pericolosit, purch non comportino aumento del carico
antropico e siano strettamente connesse alla conduzione aziendale, e non diversamente
localizzabili. Dovranno altres essere rispettate le distanze minime dai corsi d'acqua previste
dalla normativa vigente in materia.
Per le opere da realizzarsi lungo i corsi d'acqua si richiamano le disposizioni di cui al
successive al punto B.
b) aree inedificate
Coltivazioni agro-silvo-pastorali La realizzazione di opere pubbliche non altrimenti localizzabili
sottoposta all'osservanza dell'art.31 della LR.56/77 e s.m.i
CLASSE III b
Settori del territorio in cui gli elementi di pericolosit sono tali da imporre un adeguato riassetto del
sistema di deflusso delle acque, tramite studio di dettaglio che individui puntualmente gli elementi
di criticit e le relative soluzioni per I'eliminazione del rischio, nonch la "ricaduta urbanistica"
degli interventi.
prescrizioni urbanistico- edilizie:
a) aree edificate, compresi insediamenti impropri (IIr e IIp)
Sino ad avvenuta attuazione delle opere di riassetto strutturale sono ammessi
unicamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento,
ampliamento per, adeguamento igienico- funzionale, ristrutturazione edilizia del
patrimonio edilizio esistente, nonch la costruzione di bassi fabbricati o depositi
pertinenziali e tettoie aperte su tutti i lati, nel rispetto degli indici e dei parametri definiti
dalle schede normative delle singole aree.
Tali interventi non dovranno comportare la formazione di nuove unit abitative, fatto
salvo il recupero, tramite cambio di destinazione d'uso, di eventuali volumi gi accorpati
alla superficie coperta di unit abitative esistenti.
In ogni caso il rilascio dei titoli abilitativi subordinato alla sottoscrizione, da parte dei
richiedenti, di atto di rinuncia agli eventuali danni.
A seguito di attuazione degli interventi di riassetto strutturale del sistema di deflusso delle
acque, e secondo la scalarit territoriale di ricaduta urbanistica riportata nell'elaborato
"INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO STRUTTURALE DEL RETICOLATO IDRICO:
RICADUTA URBANISTICA", sono ammessi tutti gli interventi urbanistico- edilizi di cui
all'art.7 delle Norme di Attuazione del PRG.
Per interventi di demolizione con ricostruzione, ampliamento e ristrutturazione di edifici
esistenti, e ammesso adeguare la quota del primo piano fuori terra a quella preesistente
e, comunque, ad una quota di progetto superiore alla quota della strada di accesso
principale.
Le superfici fondiarie, qualora confinanti con corsi d'acqua, dovranno essere protette da
opportune opere di difesa spondale.
Per le opere da realizzarsi lungo i corsi d'acqua si richiamano le disposizioni di cui al
156

TITOLO III NORME PARTICOLARI

successive al punto B.
b) aree inedificate
Sino ad avvenuta attuazione delle opere di riassetto strutturale, nelle aree agricole
ammessa la costruzione di strutture ed attrezzature agricole, con divieto di residenze
rurali
A seguito dell'attuazione degli interventi di riassetto strutturale del sistema di deflusso
delle acque, e secondo la scalarit territoriale di ricaduta urbanistica riportata
nell'elaborato "INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO STRUTTURALE DEL RETICOLATO
IDRICO: RICADUTA URBANISTICA", sono ammessi tutti gli interventi urbanistico- edilizi
di cui all'art.7 delle Norme di Attuazione del PRG.
E' fatto divieto della realizzazione di piani interrati.
II piano d'imposta dei fabbricati dovr essere realizzato ad un'altezza di sicurezza
rispetto al piano di campagna circostante e, comunque, ad un'altezza non inferiore a mt.
0,50 dal piano della strada di accesso principale.
Le superfici fondiarie, qualora confinanti con corsi d'acqua si richiamano le disposizioni di
cui al successivo al punto B.
B - FASCE DI RISPETTO IDROGRAFICO
Lungo i corsi d'acqua esistenti in Lein si applicano, ai fini edificatori, le seguenti distanze di
salvaguardia:
B.1
Rio Pogliano
Gora Del Mulino
Rio Borrone, Rio Barbacana, Rio Vafornace
Rio Palera, Rio Fontanone, restanti rii,
corsi d'acqua secondari e laghi artificiali

mt.
mt.
mt.

25,00
20,00
10,00

mt.

5,00

Le fasce di rispetto non si applicano lungo i tratti intubati. Dovr comunque essere garantita la
percorribilit ai fini manutentivi.
prescrizioni urbanistico- edilizie all'interno di tali fasce:
a) aree edificate, compresi insediamenti impropri
interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, senza aumento del carico abitativo,
edificazione di bassi fabbricati o depositi pertinenziali.
Le nuove edificazioni di cui sopra e opere pubbliche, potranno essere ammesse purch venga
accertata, tramite approfondita documentazione tecnica I'adeguatezza delle opere di
protezione esistenti, o la previsione di nuovi interventi ai fini della messa in sicurezza
dell'area.
b) - aree inedificate:
Vietata ogni nuova edificazione, anche a seguito di interventi di riassetto strutturale dei corsi
d'acqua.
157

TITOLO III NORME PARTICOLARI

Sono ammesse destinazioni a: percorsi pedonali e ciclabili, piantumazioni e sistemazioni a


verde, conservazione dello stato di natura o delle coltivazioni agricole e, ove occorra,
parcheggi pubblici
La realizzazione di opere pubbliche non altrimenti localizzabili sottoposta all'osservanza
dell'art.31 della L.R.56/77 e s.m.i..
B.2
Rio delle Vaude e Torrente Banna-Bendola:
in fasce di rispetto corrispondenti ai settori, ad essi limitrofi, rappresentati nella "CARTA DI SINTESI
DELLA PERICOLOSITA GEOLOGICA E DELL'IDONEITA' ALL'USO URBANISTICO" e ricadenti
CLASSE III a
prescrizioni urbanistico- edilizie all'interno di tali fasce:
si richiamano le norme specifiche di cui alle aree appartenenti alla CLASSE IlI a
C - CARATTERISTICHE DEI MANUFATTI
La copertura dei corsi d'acqua, principali o del reticolato minore, come elencati al precedente
punto B, mediante tubi o scatolari anche di ampia sezione non ammessa in nessun caso.
Le opere di attraversamento stradale dei corsi d'acqua dovranno essere realizzate mediante ponti,
in maniera tale che la larghezza della sezione di deflusso non vada in alcun modo a ridurre la
larghezza dell'alveo "a rive piene" misurata a monte dell'opera; questo indipendentemente dalle
risultanze della verifica delle portate. Non sono ammesse occlusioni, anche parziali, dei corsi
d'acqua incluse le zone di testata, tramite riporti vari.
Nel caso di corsi d'acqua arginati e di opere idrauliche dev'essere garantita percorribilit,
possibilmente veicolare delle sponde ai fini ispettivi e manutentivi.
A tutela dei corsi d'acqua intubati gi esistenti i nuovi interventi che verranno realizzati non
dovranno in alcun modo ridurre la possibilit di manutenzione ed ispezione degli intubamenti,
favorendone viceversa, qualora possibile, I'accesso, la manutenzione e I'eventuale recupero. Laddove
sia comunque previsto I'intervento di nuova edificazione, esso dovr rispettare quanto richiesto dagli
elaborati geologici e dalla cartografia di sintesi.
Nelle aree comprese in classe 1IIIb l.s. I'attuazione delle previsioni urbanistiche riguardanti nuove
opere o nuove costruzioni, potr essere avviata solo quando I'Amministrazione Comunale o altri enti
competenti avranno completato I'iter degli interventi necessari alla messa in sicurezza di dette aree.
Completate le opere e fatte salve le procedure di approvazione da parte delle autorit competenti,
spetter responsabilmente all'Amministrazione Comunale verificare che le stesse abbiano raggiunto
I'obiettivo di minimizzazione del rischio ai fini della fruibilit urbanistica delle aree interessate.

ART.26

SITI PER LA LOCALIZZAZIONE DI TRALICCI ED ANTENNE PER LA


TELEFONIA MOBILE.
158

TITOLO III NORME PARTICOLARI

Per la localizzazione di tralicci e antenne per la telefonia mobile si rimanda agli elaborati approvati con
deliberazione C.C. n. 278 del 18/12/00 "Approvazione 1 Piano di localizzazione dei pali Individuazione dei siti idonei per installazione ripetitori di telefonia mobile sul territorio comunale".

ART.27
27.1

ATTIVITA DI COMMERCIO AL DETTAGLIO IN SEDE FISSA

Introduzione
Al fine di adempiere all'armonizzazione tra la recente revisione del Piano di settore denominato
"individuazione degli addensamenti e localizzazioni commerciali di cui delibera del Consiglio
Comunale n 66 del 20/12/2007, viene riportata di seguito la regolamentazione estratta dal
DCR 59 -10831 del 24/03/2006 Modifiche ed integrazioni allallegato A alla Deliberazione del
Consiglio Regionale n 563-13414 del 29/10/1999 pe r gli articoli che interessano direttamente
il territorio di Lein.
Tale regolamentazione che sostituisce quella precedentemete approvata ha la finalit di
rendere di pi facile lettura, anche mediante sintesi, il testo regionale che tuttavia, nel caso di
dubbi interpretativi o incoerenze, rimane testo prevalente.
Il comune di Lein, in relazione alla dimensione demografica e alla gamma di servizi offerti,
stato classificato dalla Regione Piemonte come comune intermedio, posto in una posizione
gerarchica che si frappone tra comuni minori ( o deboli) e i comuni della rete primaria.
All'interno del territorio comunale sono state individuate e perimetrate nel PRG con apposito
tratto le seguenti classi di zone di insediamento commerciale:
ADDENSAMENTI STORICI RILEVANTI - A1
Ambito commerciale di antica formazione, sviluppatosi spontaneamente intorno al fulcro
originario del centro urbano, caratterizzati dalla presenza di attivit commerciali e di servizi non
rivolte prevalentemente al vicinato e da una buona densit residenziale.
Tale addensamento delimitato dallarea interclusa dalle seguenti vie:
via Matteotti via Carlo Alberto via Ricciolio isolati lato sinistro di via Carlo Alberto
(direzione Torino) via Bonis via Marconi sino a via Caselle Nuova sino a Piazza Dogali
Piazza Dogali via San Francesco al Campo sino allintersezione con via Matteotti.
ADDENSAMENTI COMMERCIALI URBANI FORTI - A3
Sono addensamenti non di antica formazione ubicati nel centro abitato e caratterizzati da
un'apprezzabile presenza di esercizi commerciali e di servizio.
Tale addensamento pu essere individuato nel tratto di strada che comprende via Torino, viale
Europa unitamente alla piazza 1 Maggio, e la parte iniziale di via Volpiano.

ADDENSAMENTI COMMERCIALI URBANI MINORI (O DEBOLI) A4


Sono gli ambiti semicentrali di non antica formazione ubicati nel centro abitato e nel tessuto
residenziale del centro, lambiti o percorsi da assi viari di livello urbano locale, caratterizzati da
una presenza di offerta commerciale limitata alle funzioni meno rare. Sono riconosciuti negli
ambiti dei centri abitati e del tessuto residenziale interclusi tra i vari tipi di addensamento.
Tale addensamento pu essere individuato nel tratto di strada di via Lombardore
dallintersezione con via Volpiano allaltezza di via Vittorio Veneto.
159

TITOLO III NORME PARTICOLARI

LOCALIZZAZIONI COMMERCIALI URBANE NON ADDENSATE -L1


Sono le aree totalmente intercluse nel tessuto residenziale nellambito del centro abitato,
preferibilmente lambite o percorse da assi viari di livello urbano.
Tra questi vi sono l'area delimitata da via Atzei retro isolato via Don Paviolo lato civici pari,
strada Benna, prolungamento via Vittime di Bologna e l'area ufficio postale.
LOCALIZZAZIONI COMMERCIALI URBANO-PERIFERICHE NON ADDENSATE -L2
Sono ubicate in prossimit del tessuto residenziale urbano esistente o previsto dei comuni ed
anche allesterno. Esse sono preferibilmente lambite o percorse da assi viari di primo livello e
sono candidate ad ospitare attivit rivolte al servizio dei consumatori nel quadro del processo
di riqualificazione urbana.
Tra queste vi sono le aree ubicate ai bordi del tessuto residenziale percorse dagli assi viari di
via Caselle e via Torino, di cui si rimanda l'esatta perimetrazione alle tavole di PRG (Assetto
Generale del Piano), caratterizzate per buone potenzialit ad ospitare attivit rivolte al servizio
dei consumatori nel quadro del processo di riqualificazione urbana.
27.2

Obiettivi
Gli indirizzi generali e i criteri di programmazione urbanistica dovranno perseguire i seguenti
obiettivi:
a)
favorire la modernizzazione del sistema distributivo in modo che si realizzino le
condizioni per il miglioramento della sua produttivit, della qualit del servizio e
dellinformazione al consumatore;
b)
favorire il mantenimento di una presenza diffusa e qualificata del servizio di prossimit
nei centri urbani, nei piccoli comuni, nelle frazioni e nelle altre aree scarsamente
servite, in modo che sia facilitato lapprovvigionamento per tutte le fasce della
popolazione, anche attraverso la presenza di esercizi commerciali riconducibili a
differenti tipologie di strutture distributive;
c)
orientare linsediamento degli esercizi commerciali in zone ed aree idonee alla
formazione di sinergie tra le differenti tipologie di strutture distributive e gli altri servizi,
al fine di migliorare la produttivit del sistema e la qualit del servizio reso ai
consumatori, nel rispetto dellintegrit dellambiente e del patrimonio storico-artistico
regionale e promuovendo la rivitalizzazione dei centri urbani;
d)
favorire la formazione di un sistema di offerta, articolato sul territorio e composto da una
vasta gamma di tipologie di strutture distributive, tra le quali non si producano posizioni
dominanti, in modo tale che i consumatori, potendo scegliere tra differenti alternative di
localizzazione e di assortimento, esercitando le loro preferenze, inneschino la dinamica
concorrenziale nel sistema;
e)
coordinare la programmazione in materia commerciale e urbanistica dei diversi livelli di
governo, nonch i procedimenti relativi al rilascio delle autorizzazioni commerciali e
delle concessioni ed autorizzazioni edilizie, sia per favorire la trasparenza e la
semplificazione dei procedimenti amministrativi, nel quadro di un sistema decisionale
condiviso, sia per evitare situazioni di offerta commerciale e immobiliare contrarie ai
principi della libera concorrenza.
Gli obiettivi si realizzeranno attraverso il completamento e la riqualificazione della rete degli
insediamenti commerciali attuali di differente livello, che erogano il servizio commerciale
nellambito del territorio regionale.

27.3 Le strutture della concorrenza - Definizioni


160

TITOLO III NORME PARTICOLARI

27.3.1 Commercio al dettaglio


Per commercio al dettaglio in sede fissa sintende lattivit svolta da chiunque,
professionalmente, acquisti merci in nome e per conto proprio e le rivenda su aree private
direttamente al consumatore finale.
27.3.2 Offerta commerciale
Lofferta commerciale il complesso dei prodotti e relativi servizi venduti da un singolo
esercizio commerciale. Ai fini della programmazione lofferta commerciale articolata come
segue:
a) offerta alimentare (settore merceologico alimentare)
b) offerta non alimentare o extralimentare (settore merceologico extralimentare)
c) offerta mista (determinata dalla presenza nello stesso esercizio commerciale sia dal
settore merceologico alimentare sia di quello extralimentare).
L'offerta alimentare o extralimentare nelle medie e grandi strutture di vendita non si considera
mista, quando sia integrata con lofferta dellaltro settore merceologico, occupando una
superficie non superiore al 20 per cento e comunque entro i limiti previsti dall'articolo 4, comma
1, lettera d) del d.lgs. n. 114/1998; tale integrazione di settore merceologico ricavata nella
superficie di vendita autorizzata dellesercizio ed soggetta a sola comunicazione.
Ai fini della programmazione della rete distributiva sono escluse le forme di vendita non
comprese nellarticolo 4, comma 1, lettere d), e), f) e g) del decreto legislativo n. 114/1998.
27.3.3 Tipologie dellofferta commerciale
Gli esercizi commerciali per la vendita al dettaglio sono cos classificati:
a) esercizi di vicinato. Sono gli esercizi la cui superficie di vendita non superiore a mq. 250;
b) medie strutture di vendita. Sono gli esercizi la cui superficie di vendita compresa tra mq.
251 e mq. 2500, con unofferta di tipo alimentare e/o mista ed extralimentare;
c) grandi strutture di vendita. Sono gli esercizi la cui superficie di vendita superiore a mq.
2500, con unofferta di tipo mista ed extralimentare;
d) centri commerciali.
Un centro commerciale, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera g) del d.lgs. 114/1998,
una struttura fisico-funzionale concepita e organizzata unitariamente, a specifica
destinazione d'uso commerciale, costituita da almeno due esercizi commerciali al dettaglio
fatta salva la deroga di cui all'articolo 7, comma 2. Il centro commerciale pu essere dotato
di spazi e servizi comuni funzionali al centro stesso, che possono essere organizzati in
superfici coperte o a cielo libero.
La superficie di vendita di un centro commerciale data dalla somma delle superfici di
vendita degli esercizi commerciali al dettaglio in esso presenti.
I centri commerciali sono cos classificati:
centro commerciale classico: un insediamento commerciale costituito da un unico
edificio, comprendente uno o pi spazi pedonali, dai quali si accede ad una pluralit di
esercizi commerciali al dettaglio integrati, eventualmente, da attivit paracommerciali e
di servizio e ricavato in area a destinazione duso commerciale al dettaglio. Ledificio
soggetto a concessione edilizia unitaria a specifica destinazione. Le singole
autorizzazioni commerciali discendono da un unico provvedimento generale rilasciato,
eventualmente anche a un soggetto promotore, sulla base delle procedure stabilite
dalla Giunta regionale, e nei tempi previsti dagli articoli 7 e 8 del d.lgs. 114/1998 e dalla
161

TITOLO III NORME PARTICOLARI

presente normativa;
centro commerciale sequenziale: un insediamento commerciale costituito da uno o
pi edifici collegati funzionalmente da percorsi privati pedonali o veicolari ricavati in
area a destinazione duso commerciale al dettaglio e pertanto non facenti parte di vie o
piazze pubbliche, dai quali si accede a singoli esercizi commerciali o centri
commerciali. I servizi accessori possono essere comuni all'intero complesso degli
edifici. Il centro commerciale sequenziale soggetto ad ununica autorizzazione
urbanistica nei casi previsti dallarticolo 26 della l.r. 56/1977, come modificato dalla
legge regionale sul commercio; nei casi non previsti dal citato articolo soggetto a
concessione edilizia che rilasciata con le procedure previste per gli immobili destinati
al commercio al dettaglio nonch dalla presente normativa. Le singole autorizzazioni
commerciali possono discendere da un unico provvedimento generale rilasciato,
eventualmente, anche a un soggetto promotore. La realizzazione della struttura pu
essere scaglionata nel tempo;
centro commerciale naturale: una sequenza di esercizi commerciali e di altre attivit
di servizio, ubicati nelle zone di insediamento commerciale definite addensamenti
commerciali urbani ed extraurbani, che si affacciano, in prevalenza, su vie o piazze
urbane e che possono costituirsi in forma associata e/o societaria, anche a capitale
misto, per la gestione comune di servizi e di azioni di promozione e marketing.
Nellambito delle proprie competenze, il comune pu sottoscrivere un preciso
programma unitario di attivit promozionali. Le autorizzazioni commerciali sono
separate, indipendenti e non discendono da un unico provvedimento generale. Pertanto
la superficie di vendita complessiva non deve essere determinata. Le concessioni o
autorizzazioni edilizie sono rilasciate separatamente ed autonomamente a ciascuna
unit o complesso immobiliare;
centro commerciale pubblico: rappresentato solo da mercati su area pubblica e da
unit immobiliari predisposte per lesercizio dellattivit di commercio al dettaglio su
aree pubbliche disciplinata dal titolo X del decreto legislativo n. 114/1998. La superficie
di vendita complessiva non deve essere determinata.
e) strutture di vendita che non costituiscono centro commerciale
Due o pi insediamenti commerciali e/o tipologie di strutture distributive, ricavati in due o
pi edifici separati da spazi pubblici (vie o piazze) non costituiscono un unico centro
commerciale quando congiuntamente siano rispettate le seguenti condizioni:
siano separate da vie o piazze pedonali o veicolari, normate dallarticolo 51, comma
1, lettera b) della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 (Tutela ed uso del suolo),
e successive modifiche ed integrazioni;
le vie o piazze pedonali o veicolari, di cui sopra, devono essere acquisite quali
urbanizzazioni primarie e secondarie ai sensi dellarticolo 51, comma 1, lettera b)
della l.r. 56/1977, garantendo in tal modo la presenza di diverse destinazioni duso
urbanistiche, diversi usi possibili e diversa potest di regolamentazione (pubblica e
privata) e quindi non sussistendo pi il requisito della specifica ed unica
destinazione duso (commerciale al dettaglio) stabilita dallarticolo 4, comma 1,
lettera g) del d.lgs. 114/1998, dal comma 1 e dalla l.r. 56/1977;
le vie o piazze pedonali o veicolari pubbliche, di cui sopra, devono essere
funzionalmente collegate alla viabilit pubblica urbana o extraurbana;
la quota parte del fabbisogno totale di posti a parcheggio reperita nelle aree private,
secondo quanto di seguito esplicitato, deve essere soddisfatta nellarea contigua
afferente linsediamento che lo ha generato.
162

TITOLO III NORME PARTICOLARI

f)

centri polifunzionali pubblici: sono aggregazioni di esercizi commerciali su area pubblica,


separati da percorsi pedonali o veicolari, facenti parte di vie o piazze pubbliche, nelle zone
di insediamento commerciale definite localizzazioni commerciali urbane non addensate
(L1) e urbano-periferiche non addensate (L2), che pur non essendo considerati centri
commerciali sequenziali sono soggetti al progetto unitario di coordinamento (PUC) che,
limitatamente alle localizzazioni urbano-periferiche non addensate (L2) dovr essere
sottoposto alla conferenza dei servizi ai sensi dellart. 9 del d.lgs. 114/1998. Tali centri non
sono considerati centri commerciali ma rientrano tra gli esercizi di vicinato.

27.3.4 Superficie di vendita


La superficie di vendita di un esercizio commerciale al dettaglio in sede fissa larea destinata
alla vendita, compresa quella occupata da banchi, casse, scaffalature e simili. Non costituisce
superficie di vendita quella destinata ai magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici, servizi.
La superficie di vendita si determina per ciascun esercizio commerciale calcolando solo l'area
coperta, interamente delimitata dai muri e al netto degli stessi, che costituisce la superficie
lorda di pavimento ai fini del rilascio della concessione o dell'autorizzazione edilizia.
Ogni esercizio commerciale corrisponde al luogo fisicamente delimitato mediante pareti
continue, separato, distinto e in nessun modo direttamente collegato ad altro adibito a
superficie di vendita.
Ad ogni esercizio commerciale, corrispondono una sola superficie di vendita ed una sola
comunicazione, ai sensi dellarticolo 7 del decreto legislativo n. 114/1998, o autorizzazione
commerciale, rilasciata ai sensi degli articoli 8 e 9 del decreto legislativo n. 114/1998 o ai sensi
della legge 11 giugno 1971, n. 426 (Disciplina del commercio), fatta salva la deroga di cui
allarticolo 7, comma 2.
La superficie di vendita annessa ad attivit produttiva, industriale o artigianale, deve essere
ricavata, in condizioni di sicurezza, nello stesso immobile nel quale avviene la produzione.
Essa non deve superare quella massima prevista per gli esercizi di vicinato.
La superficie di vendita degli esercizi commerciali che trattano esclusivamente merci
ingombranti, dei quali il venditore non in grado di effettuare la consegna immediata
(mobilifici, concessionarie auto, legnami, materiali per l'edilizia e simili) pu essere limitata alla
dimensione massima degli esercizi di vicinato; la parte rimanente, ancorch comunicante con
essa, deve essere separata e distinta da pareti continue e si pu destinare a magazzino,
deposito o superficie espositiva; ai fini del presente comma obbligatoria la sottoscrizione e la
registrazione presso lAgenzia delle entrate di un atto di impegno d'obbligo tra comune e
operatore, che costituisce integrazione alla comunicazione di cui all'articolo 7 del d.lgs.
114/1998 e nel quale, oltre alla delimitazione della superficie di vendita, precisata, senza
possibilit di deroghe, la composizione delle merceologie di offerta. La superficie di vendita
degli esercizi commerciali che espongono merci ingombranti calcolata al netto della
superficie espositiva.
La superficie di vendita dei centri polifunzionali di servizi, non comprende la parte dellunit
immobiliare occupata da attivit non commerciali e dagli spazi di passaggio comuni.
Non costituiscono superficie di vendita larea che delimita le vetrine e le zone di passaggio ad
esse antistanti, nei casi in cui si trovino sul fronte strada o siano integrate con spazi di
passaggio comuni ad altri esercizi commerciali.
27.3.5 Superficie espositiva
La superficie espositiva la parte dell'unit immobiliare, a destinazione commerciale, alla
quale il pubblico accede, in condizioni di sicurezza, solo se accompagnato dagli addetti alla
vendita e solo per prendere visione di prodotti non immediatamente asportabili; larea di
163

TITOLO III NORME PARTICOLARI

vendita da essa separata e distinta da pareti continue.


27.3.6 Progetto unitario di coordinamento (PUC)
Il PUC uno strumento di pianificazione e programmazione relativamente allorganizzazione
funzionale delle aree di insediamento commerciale in ordine al sistema della viabilit e degli
accessi, del posizionamento el dimensionamento delle aree destinate al soddisfacimento del
fabbisogno di posti auto e dei servizi, in modo da soddisfare quanto prescritto relativamente
alle nuove singole possibili proposte; inoltre, deve contenere apposita analisi di compatibilit
ambientale dellintera area, dalla quale devono discendere le indicazioni progettuali relative per
le successive fasi di attuazione.
Tale strumento, che deve essere approvato dal Comune successivamente al parere della
Provincia, non ha valore cogente. Pertanto gli interventi di potenziamento del servizio
infrastrutturale e di mitigazione ambientale approvati dovranno essere attribuiti a ciascun
operatore, a propria cura e spese, e potranno essere definiti attraverso strumenti urbanistici
esecutivi e/o varianti parziali al PRG.
27.3.7 Programmi di Qualificazione Urbana (PQU)
Sono progetti e programmi, anche di natura urbanistico-edilizia, volti alla riqualificazione e allo
sviluppo del tessuto commerciale, al rafforzamento dellimmagine, dellidentit urbana e della
riqualificazione urbana.
27.3.8 Programmi Integrati di Rivitalizzazione (PIR)
Sono progetti o programmi atti a conseguire la rivitalizzazione del servizio commerciale,
particolarmente per quanto concerne l'offerta di prima necessit, per le frazioni o le parti
omogenee del territorio comunale urbanizzato con meno di 3.000 abitanti, o i quartieri di
edilizia residenziale pubblica, caratterizzati da condizioni di marginalit economica e/o dei
servizi, privi di commercio alimentare nel raggio di mt. 500.
27.4 Classificazione delle tipologie di strutture distributive della concorrenza
Le tipologie di strutture distributive sono determinate dalle caratteristiche quantitative e
qualitative dellofferta commerciale, sono classificate come segue:
27.4.1 Esercizi di vicinato
Esercizi commerciali con superficie di vendita non superiore a mq. 250
27.4.2 Medie strutture di vendita
offerta alimentare e/o mista:
M-SAM1: superficie di vendita da mq. 251 a mq. 400;
M-SAM2: superficie di vendita da mq. 401 a mq. 900;
M-SAM3: superficie di vendita da mq. 901 a mq. 1.800;
M-SAM4: superficie di vendita da mq. 1801 a mq. 2.500.
offerta extralimentare:
M-SE1: superficie di vendita da mq. 251 a mq. 400;
M-SE2: superficie di vendita da mq. 401 a mq. 900
M-SE3: superficie di vendita da mq. 901 a mq. 1.800;
164

TITOLO III NORME PARTICOLARI

M-SE4 : superficie di vendita da mq. 1.801 a mq. 2.500.


27.4.3 Grandi strutture di vendita
offerta commerciale mista
G-SM1: superficie di vendita da mq. 2.501 a mq. 4.500;
G-SM2: superficie di vendita da 4.501 mq a 7.500 mq.
G-SM3: superficie di vendita da 7.501 mq a 12.000 mq.
G-SM4: superficie di vendita oltre 12.000 mq.
offerta commerciale extralimentare
G-SE1: superficie di vendita da mq. 2.501 a mq. 3.500;
G-SE2: superficie di vendita da 3.501 mq a 4.500 mq.
G-SE3: superficie di vendita da 4.501 mq a 6.000 mq.
G-SE4: superficie di vendita oltre 6.000 mq.
27.4.4 Centri commerciali
medie strutture di vendita
M-CC: superficie di vendita da mq. 251 a mq. 2500;
grandi strutture di vendita (oltre i limiti massimi di cui sopra)
G-CC1: superficie di vendita fino a 6.000 mq.
G-CC2: superficie di vendita da 6.001 mq a 12.000 mq.
G-CC3: superficie di vendita da 12.001 mq a 18.000 mq.
G-CC4: superficie di vendita oltre i 18.000 mq.
27.4.5 La modifica o laggiunta di settore merceologico ad un esercizio commerciale e il
passaggio da una classe dimensionale ad unaltra sono soggetti alle norme stabilite per le
nuove autorizzazioni, per il trasferimento e per le variazioni di superficie dalla presente
normativa.

27.5 Classificazione delle zone di insediamento commerciale del comune di Lein


Le zone di insediamento commerciale, in funzione del livello di aggregazione spaziale degli
esercizi commerciali e del rapporto con il sistema delle residenze, sono distinte come segue.
27.5.1 Addensamenti commerciali: costituiti da porzioni del territorio urbano o extraurbano,
percepite come omogenee e unitarie, che raggruppano un insieme di attivit commerciali,
paracommerciali ed assimilabili, ubicate luna in prossimit dellaltra in un ambito a scala
pedonale, nelle quali il consumatore trova un insieme organizzato ed integrato di offerta
commerciale e di servizi.
Gli addensamenti commerciali, in base alla loro posizione rispetto al contesto urbano fisico e
socioeconomico in cui sono inseriti, sono classificati come segue:
165

TITOLO III NORME PARTICOLARI

Addensamenti commerciali:
- A.1. Addensamenti storici rilevanti;
- A.3. Addensamenti commerciali urbani forti;
- A.4. Addensamenti commerciali urbani minori (o deboli);
Localizzazioni commerciali urbane non addensate ed urbano-periferiche non addensate: sono
singole zone di insediamento commerciale, urbane e urbano - periferiche, esistenti o
potenziali, non costituenti addensamento commerciale.
Le localizzazioni commerciali, in base alla loro posizione rispetto al contesto urbano fisico e
socioeconomico in cui sono inseriti, sono classificati come segue:
Localizzazioni commerciali:
- L.1. Localizzazioni commerciali urbane non addensate;
- L.2. Localizzazioni commerciali urbano-periferiche non addensate.
27.6 Regolamento dello sviluppo della rete distributiva
27.6.1 Sviluppo e concorrenza
Lapertura, il trasferimento e la variazione della superficie di vendita degli esercizi commerciali
non soggetta ad alcuna limitazione quantitativa, per comune e per zona, fatto salvo il rispetto
dei principi contenuti nellarticolo 41 della Costituzione e nella legge n. 287/1990. E
considerata in sintonia con lutilit sociale e funzionale al conseguimento dellobiettivo di
promozione della concorrenza, la realizzazione delle tipologie distributive che rispondono ai
requisiti previsti dalla presente normativa. Negli altri casi, il contrasto con lutilit sociale
determinato valutando le esternalit negative e gli altri analoghi effetti indotti, quali ad esempio:
il grave intralcio al sistema del traffico, linquinamento ambientale (anche acustico, in
prossimit delle residenze), evidenti effetti negativi sulla produttivit del sistema, effetti
restrittivi sulla concorrenza nellarea di programmazione commerciale; i criteri di valutazione
delle esternalit negative sono quelli definiti con deliberazione della Giunta regionale.
Le domande di autorizzazione relative ad esercizi con superficie di vendita superiore a mq.
1.800, salvo diversa prescrizione comunale, devono essere corredate da idonei studi di
impatto economico e ambientale.
27.6.2 Compatibilit territoriale dello sviluppo
La compatibilit territoriale dello sviluppo di ciascuna delle tipologie di strutture distributive
analizzate delineata inderogabilmente, nella tabella del presente articolo, per ciascun
addensamento commerciale urbano ed extraurbano e per ciascuna localizzazione
commerciale urbana ed urbano-periferica.
La compatibilit territoriale dello sviluppo vincolo inderogabile in sede di nuova apertura, di
variazione di superficie di vendita, di trasferimento di esercizi commerciali, di modifica o
aggiunta di settore merceologico e di rilascio di concessione o autorizzazione edilizia relativa
agli insediamenti commerciali.

166

TITOLO III NORME PARTICOLARI

TABELLA DELLA COMPATIBILITA TERRITORIALE COMUNE DI LEINI


TIPO DI COMUNE: RETE SECONDARIA - COMUNI INTERMEDI

(Il Comune di Lein, in relazione alla dimensione demografica e alla gamma di servizi offerti, stato classificato
dalla Regione Piemonte come COMUNE INTERMEDIO, posto in una posizione gerarchica che si frappone tra i
comuni minori o deboli e i comuni della rete primaria.)

167

TITOLO III NORME PARTICOLARI

Legenda:
Tipologie strutture distributive:
VICINATO
Esercizi di vicinato con superficie di vendita sino a 250 mq.
M-SAM
Medie strutture di vendita Offerta commerciale settore alimentare e /o mista
M-SE
Medie strutture di vendita Offerta commerciale settore non alimentare
M-CC
Medie strutture di vendita Centri commerciali
G-SM
Grandi strutture di vendita Offerta commerciale mista
G-SE
Grandi strutture di vendita Offerta commerciale settore non alimentare
G-CC
Grandi strutture di vendita Centri commerciali
Addensamenti e localizzazioni:
A1= addensamenti storici rilevanti
A3= addensamenti commerciali urbani forti
A4= addensamenti commerciali urbani minori (o deboli)
L1= localizzazioni commerciali urbane non addensate
L2= localizzazioni commerciali urbano-periferiche non addensate
Note:
(2) Solo fino a mq. 3000

27.6.3 Approvazione del Progetto unitario di coordinamento (PUC) e suo utilizzo


Lapprovazione del progetto unitario di coordinamento da parte del Comune condizione
pregiudiziale al compiersi degli interventi soggetti ad autorizzazione commerciale per medie e
grandi strutture di vendita ed a permesso a costruire. Il progetto approvato pu essere attuato
per parti con S.U.E., purch dotate di continuit territoriale ed estensione adeguata a risolvere
le esigenze infrastrutturali e di organizzazione funzionale dellarea.
Il PUC obbligatorio per le localizzazioni L2 e deve essere approvato dal Comune,
successivamente al parere della provincia. I comuni devono corredare il PUC, con apposito
studio sul sistema del traffico veicolare attuale e potenziale sulla parte della rete infrastrutturale
che pu risentire in misura significativa dellincremento del traffico che potenzialmente pu
essere indotto dalle varie tipologie di strutture distributive compatibili. Da detto studio i Comuni
devono derivare le soluzioni viabilistiche per il potenziamento della rete infrastrutturale e le
norme di riferimento del suddetto progetto unitario di coordinamento, previa concertazione con
la provincia e con i comuni limitrofi. Le opere previste, la cui realizzazione a carico dei
soggetti proponenti le iniziative, sono obbligatorie ai fini dellottenimento dei permessi a
costruire relativi a tutti gli insediamenti commerciali.
Nel caso in cui in una zona di insediamento commerciale L.2. gli esercizi di vicinato e le medie
strutture di vendita, ancorch separate da spazi pubblici, cumulino superfici di vendita superiori
a mq. 2.500, il comune sottopone il progetto unitario di coordinamento previsto (PUC), alla
conferenza dei servizi ai sensi dellarticolo 9 del d.lgs. 114/1998, avendo cura di evidenziare la
destinazione duso, lo stato di diritto e la potest regolamentaria della viabilit di separazione
tra i vari insediamenti commerciali, e gli strumenti urbanistici che ne definiscono lo status. La
conferenza dei servizi ne verifica la rispondenza. Successivamente alla deliberazione della
conferenza dei servizi, il comune rilascia le autorizzazioni commerciali secondo le procedure
stabilite dallarticolo 8 del decreto legislativo n. 114/1998 e dalla presente normativa..
27.6.4 Adozione di programmi di qualificazione urbana (PQU)
Il comune, anche su proposta di soggetti privati e/o con il loro concorso, nel rispetto dei principi
del decreto legislativo n. 114/1998 e dei contenuti della presente normativa, sulla base di
appositi studi sulle problematiche della distribuzione commerciale locale e sulle interrelazioni
con le componenti territoriali ed economiche, adotta specifici programmi di qualificazione
168

TITOLO III NORME PARTICOLARI

urbana (P.Q.U.).
Il comune, sentito il parere delle associazioni dei consumatori e delle imprese del commercio,
approva con apposito atto deliberativo i suddetti programmi, congiuntamente ad un apposito
programma di attuazione che deve contenere, tra l'altro, anche i tempi e le modalit di
realizzazione degli interventi, i soggetti pubblici e privati attori partecipanti al programma, il
dettagliato piano finanziario.
I programmi di qualificazione urbana possono essere promossi su porzioni di tutto il territorio
comunale (con esclusione delle localizzazioni L.2. interessate dalla presenza di insediamenti
commerciali) denominate luoghi del commercio o, se ne hanno i requisiti, centri
commerciali naturali, e devono comprendere, oltre agli esercizi commerciali al dettaglio,
anche le aree mercatali per l'attivit di commercio su area pubblica, i pubblici esercizi, le
attivit turistico-ricettive e di intrattenimento e svago, e di artigianato di servizio.
I programmi di qualificazione urbana possono prevedere interventi a carattere strutturale e i
comuni al fine di incentivarne lattuazione possono prevedere abbattimenti degli oneri di
urbanizzazione e stabilire la quota del contributo del costo di costruzione.
I programmi di qualificazione urbana possono usufruire di finanziamenti a valere su fondi
pubblici alluopo destinati.
La realizzazione degli interventi previsti pu essere attuata con limpiego di risorse finanziarie
pubbliche e private, anche attraverso societ a capitale misto da costituire a tale scopo.
Per una pi dettagliata analisi di quali siano gli interventi strutturali realizzabili, gli incentivi e le
modalit di finanziamenti si rimanda allart. 18 del DCR n 59-10831 del 24/03/2006.
27.6.5 Adozione di Programmi integrati di rivitalizzazione delle realt minori (PIR)
In tali realt i comuni, previa consultazione delle organizzazioni dei consumatori e delle
imprese del commercio (con esclusione delle localizzazioni L.2.) adottano programmi integrati
di rivitalizzazione (P.I.R.) che, anche attraverso incentivi e con la eventuale realizzazione di
centri polifunzionali di servizi, promuovano la permanenza di un adeguato servizio di vicinato.
I comuni, per realizzare questi interventi a carattere strutturale, utilizzano gli strumenti di
pianificazione del territorio e di concertazione previsti dalla normativa nazionale e regionale
vigente; in tal caso il programma integrato di rivitalizzazione ne pu costituire parte integrante
e sostanziale.
La realizzazione degli interventi previsti pu essere attuata anche attraverso lutilizzo di risorse
finanziarie pubbliche e private, eventualmente anche attraverso societ a capitale misto da
costituire a tale scopo.
Per una pi dettagliata analisi di quali siano gli interventi strutturali realizzabili, le procedure per
il rilascio delle autorizzazioni, le modalit di finanziamenti si rimanda allart. 19 del DCR n 5910831 del 24/03/2006.
27.6.6 Prescrizioni particolari
Ai sensi dellarticolo 10, comma 1, lettera c) del decreto legislativo n. 114/1998, i Comuni con
popolazione a partire da 3.000 abitanti, nel rispetto dei criteri indicati ai commi 2 e 3,
limitatamente agli addensamenti commerciali A.1. e limitatamente agli ambiti individuati come
futuri programmi di qualificazione urbana, e fino alla loro approvazione, possono sottoporre a
valutazione di impatto commerciale, per un periodo di anni due a decorrere dalla data di
entrata in vigore della presente normativa, le comunicazioni di apertura, di trasferimento, di
variazione della superficie di vendita, di modifica o aggiunta di settore merceologico degli
esercizi di vicinato, inibendone gli effetti.
La valutazione di impatto commerciale effettuata, previa assunzione da parte del comune di
apposito atto deliberativo:
nel rispetto delle finalit e degli obiettivi enunciati agli articoli 1 e 2 del decreto
169

TITOLO III NORME PARTICOLARI

legislativo n. 114/1998;
nel rispetto delle finalit e degli obiettivi della legge regionale sul commercio e
delle presenti norme;
nel rispetto dello sviluppo e della concorrenza;
nel rispetto delle compatibilit tra localizzazioni e tipologie di strutture distributive
in merito alla compatibilit territoriale dello sviluppo;
nel rispetto della vocazione commerciale del territorio, della verifica di impatto
sulla viabilit e della verifica di impatto ambientale;
nel rispetto dello sviluppo di idonee merceologie destinate a completare il servizio
ai residenti e ad accrescere la qualit degli addensamenti commerciali;
nel rispetto del divieto di vendita di determinate merceologie qualora questo
costituisca un grave ed evidente contrasto con la tutela dei valori artistici, culturali,
storici ed ambientali locali, sempre che ci non inibisca lo sviluppo del commercio
e della libera concorrenza tra varie tipologie commerciali.
Fino alladozione della valutazione di impatto commerciale, i comuni prorogano le disposizioni
vigenti in sede locale adottate in applicazione della legge 6 febbraio 1987, n. 15 (Conversione
in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 dicembre 1986, n. 832, recante misure urgenti
in materia di contratti di locazione di immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione).
27.6.7 Priorit nel rilascio delle autorizzazioni
Le nuove aperture ed il trasferimento di sede delle medie e grandi strutture di vendita
autorizzato, secondo le procedure adottate con provvedimento della Giunta regionale.
Nel caso di domande concorrenti hanno priorit:
le domande che propongono e contribuiscono meglio alla realizzazione degli spazi
pubblici;
le proposte di accorpamento di autorizzazioni rilasciate ai sensi della legge n.
426/1971, con superficie di vendita superiore a mq. 400, operanti nello stesso
comune o nellarea di programmazione commerciale di riferimento, qualora si
riferiscano ad esercizi aperti ed operanti che rispondano ad almeno uno dei
seguenti criteri:
1) siano ubicati esternamente alle zone di insediamento commerciale;
2) siano ubicati in aree o edifici, anche allinterno delle zone di insediamento
commerciale, non idonei sotto il profilo dellaccessibilit, ovvero qualora sia
dimostrato che non rispondano ai criteri di valutazione di impatto sulla viabilit,
o non siano dotati di adeguati spazi da destinare al soddisfacimento del
fabbisogno minimo di parcheggi e non sia possibile alcun intervento per il loro
adeguamento.
Si considerano concorrenti le domande presentate, complete di tutta la documentazione, nello
stesso giorno, e riferite alla medesima ubicazione, ovvero ad ubicazioni che si escludono
vicendevolmente.
Per lapplicazione dei criteri di priorit obbligatoria la sottoscrizione di un accordo tra il
comune che esamina la nuova autorizzazione e limpresa commerciale che propone liniziativa,
al fine di garantire il reimpiego del personale dipendente degli esercizi che si intendono
accorpare.
Laccordo sottoscritto deve essere dettagliato in modo tale che la pubblica amministrazione
possa procedere alla verifica delladempimento degli impegni assunti. Le autorizzazioni che si
accorpano devono essere revocate con provvedimento espresso dal comune competente al
momento del rilascio della nuova autorizzazione. Sono esclusi dalle priorit gli esercizi
commerciali che abbiano anche una sola delle seguenti caratteristiche:

siano ubicati nell'ambito dei programmi di qualificazione urbana e nei programmi


170

TITOLO III NORME PARTICOLARI

integrati di rivitalizzazione, adottati dai comuni;


siano facenti parte di centri commerciali naturali riconosciuti dai comuni;
siano facenti parte di centri commerciali autorizzati ai sensi della presente
normativa o ai sensi della legge n. 426/1971.

27.6.8 Individuazione dei beni culturali e ambientali


Le attivit commerciali si svolgono nel rigoroso rispetto dei beni culturali e ambientali
individuati dai comuni ai sensi dellarticolo 24 della legge regionale n. 56/1977, e successive
modifiche ed integrazioni, della legge 29 giugno 1939, n. 1497 (Protezione delle bellezze
naturali) e della legge 1 giugno 1939, n. 1089 (T utela delle cose dinteresse artistico), e
soggetti a specifiche prescrizioni di conservazione.
I comuni, con apposito regolamento individuano tra tali beni anche parti del tessuto
commerciale o singoli esercizi commerciali, pubblici esercizi e attivit artigianali, aventi valore
storico e artistico, ubicati nellambito
degli addensamenti commerciali A.1. e A.3.
(addensamenti storici rilevanti, addensamenti commerciali urbani forti), al fine di evitarne lo
snaturamento e lespulsione, in sintonia con quanto prescritto dallarticolo 6, comma 3, punto c)
del decreto legislativo n. 114/1998.
I regolamenti di polizia locale ed i regolamenti edilizi stabiliscono norme per la limitazione
allesercizio delle attivit commerciali in prossimit dei beni culturali e ambientali, e in parti pi
estese e di particolare pregio degli addensamenti commerciali, previa motivazione che esse,
per le modalit di esercizio o per le modalit di fruizione, danneggiano il valore storicoambientale della zona considerata.
27.6.9 Destinazioni duso
La destinazione duso commerciale, nellambito degli strumenti urbanistici generali e strumenti
urbanistici esecutivi (SUE), univoca e deve essere individuata in sede di adeguamento dei
piani regolatori generali nel rispetto dellarticolo 8 della legge regionale 8 luglio 1999, n. 19
(Norme in materia edilizia e modifiche alla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 Tutela ed
uso del suolo) secondo i seguenti principi:
commercio al dettaglio: da attribuirsi nellambito degli addensamenti e delle
localizzazioni commerciali senza alcuna specifica limitazione delle tipologie di
strutture distributive compatibili; nelle altre zone del territorio urbanizzato da
attribuirsi per consentire la realizzazione degli esercizi di vicinato. Tale destinazione
deve essere, di norma, integrata o al tessuto residenziale o alle attivit produttive
industriali, artigianali, al terziario non pubblico e al commercio allingrosso. Ai sensi
dellarticolo 26, primo comma, lettera f) della l.r. 56/1977, come sostituita dalla legge
regionale sul commercio, sono compresi nella destinazione duso commerciale i
pubblici esercizi, lartigianato e le
attivit terziarie al servizio della persona;
commercio allingrosso: tale destinazione deve essere integrata, di norma, alle
attivit produttive industriali, artigianali e commerciali.
Ai fini dellindividuazione delle aree e degli edifici da destinarsi alle attivit commerciali,
verificata la compatibilit territoriale dello sviluppo di cui alle presenti norme, i comuni,
nell'adeguamento dei piani regolatori generali, devono orientativamente uniformarsi ai seguenti
criteri:
esercizi di vicinato: sono consentiti anche esternamente agli addensamenti e alle
localizzazioni commerciali, purch compresi in ambiti gi edificati preferibilmente
residenziali, salvo che si tratti di aree o edifici gi destinati a servizi pubblici, e nel
rispetto di quanto previsto per i beni culturali ed ambientali, e in aree e/o edifici ove
la destinazione commerciale al dettaglio sia consentita dallo strumento urbanistico
171

TITOLO III NORME PARTICOLARI

generale e/o esecutivo vigente ed operante;


medie e grandi strutture
di vendita: sono consentite esclusivamente negli
addensamenti e nelle localizzazioni commerciali, salvo che si tratti di aree o edifici
gi destinati a servizi pubblici, e nel rispetto di quanto previsto per i beni culturali ed
ambientali, e in aree e/o edifici ove la destinazione commerciale al dettaglio sia
consentita dallo strumento urbanistico generale e/o esecutivo vigente ed operante.
I comuni, nell'adeguamento e formazione degli strumenti urbanistici previsti dall'articolo 6,
comma 5 del decreto legislativo n. 114/1998, dalla legge regionale n. 56/1977, e successive
modifiche ed integrazioni, e dall'articolo 4 della legge regionale sul commercio, integrano le
norme tecniche di attuazione per disciplinare le aree e gli edifici individuati secondo i criteri
sopra citati.
La destinazione d'uso commerciale abilita alla realizzazione di insediamenti commerciali solo
nei casi in cui siano rispettate le norme degli articoli 12, 13, 14, 17 e i vincoli ed i requisiti di
natura urbanistica fissati articoli 23, 25, 26 e 27 del DCR n59-10831 del 24/03/2006: pertanto
dopo ladozione dei criteri di cui allarticolo 8, comma 3 del d.lgs 114/1998 ed in conseguente
adeguamento degli strumenti urbanistici prevista allarticolo 6, comma 5 del d.lgs 114/1998 e
dellarticolo 4 della legge regionale sul commercio secondo le modalit previste dalla l.r.
56/1977, esternamente agli addensamenti e localizzazioni commerciali non sono ammessi
insediamenti commerciali per medie e grandi strutture di vendita.
27.6.10 Fabbisogno di parcheggi e standard relativi ad insediamenti commerciali e ad altre
attivit presenti nellarea
I piani regolatori generali e le relative varianti stabiliscono, nel rispetto dellarticolo 21, primo
comma, numero 3) della legge regionale n. 56/1977, come sostituito dalla legge regionale sul
commercio, lo standard minimo per parcheggi pubblici riferito alla superficie lorda di pavimento
delle tipologie di strutture distributive.
Ai sensi dell'articolo 21, secondo comma della l.r. 56/1977, come sostituito dalla legge
regionale sul commercio, fatto salvo il rispetto di quanto prescritto al primo comma, numero 3)
dell'articolo 21 della l.r. 56/1977, come sostituito dalla legge regionale sul commercio, lo
standard pubblico relativo al fabbisogno totale di posti a parcheggio pubblico determinato
nella misura del 50 per cento del fabbisogno di posti a parcheggio e conseguente superficie
ottenuto dall'applicazione dei parametri della tabella di cui al comma 3 e dei commi 4 e 6; la
restante quota pu essere reperita in aree private.
Qualora in una zona di insediamento commerciale o in un immobile che ospita anche una o pi
attivit di vendita al dettaglio siano presenti, anche eventualmente con accessi separati e con
destinazione d'uso specifica, altre attivit (residenze, uffici, impianti e attrezzature per il tempo
libero, artigianato al servizio delle persone e delle imprese, e simili), la loro superficie utile
lorda genera lo standard specifico stabilito dall'articolo 21 della l.r. 56/1977, come modificato
dalla legge regionale sul commercio, da reperire e da considerare separatamente dal
fabbisogno e dallo standard calcolato per le superfici commerciali ed assimilate. La
realizzazione in una zona di insediamento commerciale di una multisala cinematografica, con
una capienza superiore a 1300 posti, autorizzata ai sensi del decreto ministeriale 29 settembre
1998, n. 391 (Regolamento recante disposizioni per il rilascio di autorizzazione per lapertura di
sale cinematografiche, ai sensi dellarticolo 31 della legge 4 novembre 1965, n. 1213, e
successive modificazioni), o ai sensi della legge regionale 28 dicembre 2005, n. 17 (Disciplina
della diffusione dellesercizio cinematografico del Piemonte), determina un fabbisogno
aggiuntivo a quello derivante dallapplicazione pari ad 1 posto auto ogni dieci mq. di superficie
utile lorda di pertinenza della suddetta multisala cinematografica.
Il fabbisogno totale di posti a parcheggio calcolato secondo i parametri della tabella che
segue.
172

TITOLO III NORME PARTICOLARI

TABELLA DEL FABBISOGNO TOTALE DEI POSTI PARCHEGGIO

Note:
(*)

Gli esercizi commerciali con superficie di vendita inferiore a 400 mq. Devono soddisfare la prescrizione
di cui allarticolo 21, primo comma, numero 3) della legge regionale n. 56/1977, come sostituito dalla
legge regionale sul commercio.
(***)
N calcolato sommando il fabbisogno di ciascuna delle medie e grandi strutture di vendita presenti nel
centro commerciale
N uguale a 0,12 x S , dove S il totale della superficie di vendita degli altri negozi presenti nel centro
commerciale

Per i centri commerciali al cui interno sono previsti pubblici esercizi o impianti destinati allo
svago e al tempo libero, per una superficie utile complessiva non superiore al 20 per cento
della superficie di vendita del centro, il fabbisogno di posti a parcheggio e la relativa superficie
non subisce incrementi. Per superfici eccedenti il suddetto 20 per cento stabilito un
incremento di 1 posto a parcheggio ogni 20 mq.
Per gli esercizi di vicinato e per le medie strutture, compresi i centri commerciali, la cui
dimensione sia conforme alla tabella della compatibilit territoriale, ubicati negli addensamenti
storici rilevanti (A.1.) e negli addensamenti commerciali urbani forti (A.3.), non richiesto il
soddisfacimento di fabbisogno di posti parcheggio previsto dalla tabella di cui sopra;
173

TITOLO III NORME PARTICOLARI

comunque fatto salvo quanto prescritto dall'articolo 21, primo comma, numero 3) della l.r.
56/1977, come sostituito dalla legge regionale sul commercio.
Per le medie strutture, compresi i centri commerciali, la cui dimensione sia conforme alla
tabella della compatibilit territoriale, ubicati negli addensamenti commerciali urbani minori
(A.4.) la verifica dei posti parcheggio va eseguita secondo la tabella del fabbisogno totale dei
posti parcheggio al presente articolo.
Il coefficiente di trasformazione in superficie (mq.) di ciascun posto a parcheggio pari a:
26 mq., comprensivi della viabilit interna e di accesso, qualora situati al piano di
campagna;
28 mq., comprensivi della viabilit interna e di accesso, qualora situati nella struttura
degli edifici o in apposite strutture pluripiano.
Il fabbisogno totale di posti a parcheggio e di superficie, da computare in relazione alla
superficie di vendita delle tipologie di strutture distributive, obbligatorio e non derogabile ai
fini del rilascio delle autorizzazioni commerciali, e ai fini del rilascio delle concessioni o
autorizzazioni edilizie. La quota di posti a parcheggio e relativa superficie, non soggetta alle
norme dellarticolo 21, primo e secondo comma della legge regionale n. 56/1977, come
modificati dalla legge regionale sul commercio, reperita in aree private per il soddisfacimento
delle norme dellarticolo 41 sexies della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica),
cos come modificato dallarticolo 2 della legge 24 marzo 1989, n.122 (Disposizioni in materia
di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonch
modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale,
approvato con d.p.r. 15 giugno 1959, n. 393).
27.6.11 Regolamentazione delle aree di sosta e verifiche di impatto sulla viabilit
I comuni, privilegiando norme di autoregolamentazione concertata, disciplinano lorario di
carico e scarico delle merci negli addensamenti storici rilevanti (A.1.), cercando di concentrarlo
nelle ore di minor traffico ed evitando lo sviluppo dellinquinamento acustico.
I comuni nel disciplinare la sosta su suolo pubblico devono considerare che, per la vitalit del
commercio negli addensamenti commerciali A.1. (addensamenti storici rilevanti e A.3.
(addensamenti commerciali urbani forti), deve essere privilegiata la possibilit di parcheggio
gratuito, sia pure per una breve durata. In tali ambiti territoriali, con esclusione delle aree
comprese nei programmi di qualificazione urbana le medie e le grandi strutture di vendita
devono dimostrare la disponibilit di parcheggio, anche attraverso apposito convenzionamento
con infrastrutture gi operanti. In alternativa, il comune, nei propri strumenti urbanistici generali
o particolareggiati, deve prevedere apposita normativa per la monetizzazione, in modo da
contribuire alla costituzione di un fondo destinato al finanziamento della realizzazione di
parcheggi di iniziativa pubblica dedicati alla zona di insediamento.
Le grandi strutture di vendita e tutte le attivit commerciali ubicate nelle localizzazioni
commerciali urbane ed urbano-periferiche devono dimostrare, oltre alla disponibilit di
parcheggi, anche quella di cortili destinati alla movimentazione delle merci e di aree di sosta
per gli automezzi pesanti in attesa di scarico. Tali aree, aggiuntive rispetto al soddisfacimento
dei posti parcheggio, non devono interferire con il sistema dei posti auto riservati alla clientela
e al personale dipendente e devono essere servite da viabilit dedicata che non deve
interferire con la viabilit di transito e di ricerca del posto auto da parte della clientela.
Lapprovazione dei progetti, il rilascio delle autorizzazioni per le nuove aperture, i trasferimenti,
gli ampliamenti, la modifica o laggiunta di settore merceologico per superfici di vendita
superiori a mq. 900, sono subordinati alla valutazione di impatto sulla viabilit, quando siano
insediati nelle localizzazioni urbano-periferiche non addensate (L.2.); negli addensamenti
commerciali A.1., A.3., A.4. e nelle localizzazioni commerciali urbane non addensate (L.1.) la
valutazione di impatto sulla viabilit deve essere effettuata per superfici di vendita superiori a
174

TITOLO III NORME PARTICOLARI

mq. 1.800. I progetti e le domande di autorizzazione devono essere accompagnati da idoneo


studio di impatto sulla viabilit dellarea, sulla parte della rete che pu risentire in misura
significativa dellincremento del traffico indotto dallattivit commerciale, che terr conto, per le
localizzazioni commerciali L.2., anche delle opere infrastrutturali previste nel progetto unitario
di coordinamento approvato dal comune, previa acquisizione del parere obbligatorio della
provincia o di altro ente titolare della propriet delle sedi stradali.
Per una pi dettagliata analisi di quali siano le metodologie utili per le analisi e le valutazioni
dimpatto sulla viabilit si rimanda allart. 26 del DCR n 59-10831 del 24/03/2006.
27.6.12 Verifiche di impatto ambientale
Lanalisi, la valutazione e la verifica di impatto sulla viabilit devono essere estese a verifiche
di compatibilit ambientale.
I comuni corredano il progetto unitario di coordinamento, laddove previsto dalla presente
normativa, con idonea e dettagliata analisi di compatibilit ambientale estesa allintera
localizzazione L.2. che valuti gli effetti ambientali indotti, diretti ed indiretti, dalle varie tipologie
di strutture distributive compatibili con il territorio. Da tale analisi di compatibilit ambientale i
comuni devono derivare le norme per le opere di mitigazione necessarie nonch le
caratteristiche progettuali degli insediamenti commerciali che costituiscono riferimento
normativo del suddetto progetto unitario di coordinamento.
Le opere previste e i criteri progettuali sono obbligatori ai fini dellottenimento dei permessi a
costruire relativi a tutti gli insediamenti commerciali.
I piani regolatori generali comunali e/o esecutivi contengono le analisi ambientali e i criteri di
valutazione che devono essere applicati dagli strumenti urbanistici esecutivi e dai singoli
progetti ai sensi dellart. 20, comma 5 della l.r. 40/1998. I comuni nellapplicazione dellart. 20
della l.r. 40/1998, si attengono, per i casi di cui allallegato B1 alla stessa legge, alla normativa
sul commercio DCR 59-10831 del 24/03/06 e alle norme in vigore in materia ambientale. In
alternativa sono soggetti a verifica di compatibilit ambientale i singoli progetti di cui allallegato
B1 alla l.r. 40/1998.
La regione pu fornire indicazioni ai comuni in merito alle metodologie utili per le analisi e le
valutazioni di compatibilit ambientale, si rimanda inoltre per un maggior dettaglio allart. 27 del
DCR n 59-10831 del 24/03/2006.
27.6.13 Contestualit delle autorizzazioni commerciali e delle concessioni edilizie
Le concessioni e le autorizzazioni edilizie relative alle medie strutture di vendita sono rilasciate,
nel rispetto di quanto previsto dalla legge regionale n. 56/1977, e successive modifiche ed
integrazioni, secondo il principio della contestualit con le autorizzazioni commerciali.
I procedimenti di rilascio dellautorizzazione amministrativa per grandi strutture di vendita e di
rilascio della concessione o autorizzazione edilizia inerente allimmobile devono essere il pi
possibile correlati al fine della loro contestuale definizione.
Le condizioni per il rilascio della concessione o autorizzazione edilizia sono dettate dall'articolo
26 della l.r. 56/1977, come modificato dalla legge regionale sul commercio. Lautorizzazione
prevista da tale articolo pu essere richiesta contestualmente allautorizzazione amministrativa,
ma non pu essere rilasciata prima della deliberazione della conferenza dei servizi prevista
dallarticolo 9 del d.lgs. n. 114/1998 o del rilascio dellautorizzazione ai sensi dellarticolo 8
dello stesso decreto.
Le concessioni o autorizzazioni edilizie per le medie e grandi strutture di vendita sono
rilasciate, dopo lavvenuta approvazione delladeguamento degli strumenti urbanistici, o per
effetto delle norme sostitutive di cui allarticolo 30, nel rispetto delle presenti norme e
dellarticolo 26 della legge regionale n. 56/1977, come modificato dalla legge regionale sul
commercio.
175

ALLEGATI

176

ALLEGATO
______________________________________________________________________________________

ALLEGATO 2: SIMULAZIONE PER IL CALCOLO DELLE SUPERFICI A PARCHEGGIO


EX ART.27 DELLE N.T.A.
Per gli esercizi di vicinato (max 250 mq), le medie strutture di vendita settore alimentare e/o misto
(inferiori a 400 mq) e le medie strutture di vendita settore non alimentare (inferiori a 400 mq), la
dotazione minima stabilita nella misura dell80% della Sul nei casi di intervento nei centri storici
(aree R1/1 R1/2) nei casi di ristrutturazione urbanistica e di completamento.
Nei casi di nuovo impianto la dotazione minima stabilita nella misura del 100% della Sul di cui il
50% destinata a parcheggio pubblico
A) Caso di studio M-SAM2 (sup. di vendita da 401 a 900 mq)
Media struttura di vendita- alimentare e/o mista
Sup. di vendita 600 mq
Calcolo:
N(numero posti auto) = 35 + ( 600(mq) - 400 (mq) )x 0,05
N(numero posti auto) = 35 + ( 200 (mq) )x 0,05
N(numero posti auto) = 35+ 10 = 45
45 posti auto= 45 x 26 mq se situati al piano di campagna= 1.170 mq
45 posti auto= 45 x 28 mq se situati in strutture pluripiano o interne alla struttura= 1.260 mq
B) Caso di studio M-SAM3: (sup. di vendita da 901 a 1800 mq)
Media struttura di vendita- alimentare e/o mista
Sup. di vendita 1500 mq
Calcolo:
N(numero posti auto) = 60 + ( 1500(mq) - 900 (mq) )x 0,10
N(numero posti auto) = 60 + ( 600 (mq) )x 0,10
N(numero posti auto) = 60 + 60 = 120
120 posti auto= 120 x 26 mq se situati al piano di campagna= 3.120 mq
120 posti auto= 120 x 28 mq se situati in strutture pluripiano o interne alla struttura= 3.360 mq
C) Caso di studio M-SAM4: (sup. di vendita da 1801 a 2500 mq)
Media struttura di vendita- alimentare e/o mista
Sup. di vendita 2000 mq
Calcolo:
N(numero posti auto) = 140 + ( 2000(mq) - 1800 (mq) )x 0,15
N(numero posti auto) = 140 + ( 200 (mq) )x 0,15
N(numero posti auto) = 140 + 30 = 170
170 posti auto= 170 x 26 mq se situati al piano di campagna= 4.420 mq
170 posti auto= 170 x 28 mq se situati in strutture pluripiano o interne alla struttura= 4.760 mq
D) Caso di studio G-SM1: (sup. di vendita da 2501 a 4500 mq)
grande struttura di vendita- offerta mista
Sup. di vendita 2700 mq
Calcolo:
N(numero posti auto) = 245 + ( 2700(mq) - 2500 (mq) )x 0,20
N(numero posti auto) = 245 + ( 200(mq) )x 0,20
N(numero posti auto) = 245 + 40 = 285
285 posti auto= 285x 26 mq se situati al piano di campagna= 7.410 mq
285 posti auto= 285 x 28 mq se situati in strutture pluripiano o interne alla struttura= 7.980 mq

ALLEGATO
______________________________________________________________________________________
E) Caso di studio M-SE4: (sup. di vendita da 1801 a 2500 mq)
Media struttura di vendita- non alimentare
Sup. di vendita 2000 mq
Calcolo:
N(numero posti auto) = 2000(mq) x 0,045
N(numero posti auto) = 90
90 posti auto= 90 x 26 mq se situati al piano di campagna= 2.340 mq
90 posti auto= 90 x 28 mq se situati in strutture pluripiano o interne alla struttura= 2.520 mq
F) Caso di studio G-SE1: (sup. di vendita da 2501 a 3500 mq)
grande struttura di vendita- offerta non alimentare
Sup. di vendita 3200 mq
Calcolo:
N(numero posti auto) = 40 + ( 3200(mq) - 900 (mq) )x 0,08
N(numero posti auto) = 40 + ( 2300(mq) )x 0,08
N(numero posti auto) = 40 + 184 = 224
224 posti auto= 224x 26 mq se situati al piano di campagna= 5.824 mq
224 posti auto= 224x 28 mq se situati in strutture pluripiano o interne alla struttura= 6.272 mq
G) Caso di studio M-CC: (sup. di vendita da 251 a 2500 mq)
Media struttura di vendita- centro commerciale costituito da:
Media struttura di vendita- alimentare e/o mista Sup. di vendita 600 mq
5 esercizi da 150 mq l'uno per totali 750 mq
Sup.complessiva di vendita 1.350 mq
Fabbisogno di ogni singolo esercizio vedere esempi precedenti:
Sup. di vendita 600 mq = 45 posti auto
Fabbisogno altri negozi:
N1= 750 mq x 0.12= 90 posti auto
Posti auto intero Centro commerciale:
NCC= 45+90 = 135
135 posti auto= 135x 26 mq se situati al piano di campagna= 3.510mq
135 posti auto= 135x 28 mq se situati in strutture pluripiano o interne alla struttura= 3.780 mq
H) Caso di studio G-CC1: (sup. di vendita fino a 6000 mq)
Grande struttura di vendita- centro commerciale costituito da:
Media struttura di vendita- alimentare e/o mista Sup. di vendita 600 mq
grande struttura di vendita- offerta mista Sup. di vendita 2700 mq
5 esercizi da 150 mq l'uno per totali 750 mq
Sup.complessiva di vendita 4.050 mq
Fabbisogno di ogni singolo esercizio vedere esempi precedenti:
Sup. di vendita 600 mq = 45 posti auto
Sup. di vendita 2700 mq = 285 posti auto
Fabbisogno altri negozi:
N1= 750 mq x 0.12= 90 posti auto
Posti auto intero Centro commerciale:
NCC= 45+285+90 = 420
420 posti auto= 420x 26 mq se situati al piano di campagna= 10.920
420 posti auto= 420x 28 mq se situati in strutture pluripiano o interne alla struttura= 11.760mq

4+st

4 + st

verde privato