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IL POPOLO VENETO
.Giornale italiano fondato nel 1921 - Anno 94 N2 - 2015. www.ilpopoloveneto.it.

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speciale papa francesco a cuba

IL POPOLO VENETO N2-2015

MESSA A PLAZA DE LA REVOLUCION

Papa Francesco, da ieri (19 Settembre) a Cuba, dove al suo arrivo ha lanciato un
messaggio di pace con queste parole: "La riconciliazione con gli Usa sia da
esempio per il mondo"), per un viaggio apostolico che lo porter anche negli Stati
Uniti, ha celebrato questa mattina la Santa Messa a LAvana, davanti a pi di
500mila persone sotto la gigantografia stilizzata di Che Guevara, nella Plaza de La
Revolucion (dove celebrarono anche Papa Giovanni Paolo II nel 1998 e Papa
Benedetto XVI nel 2012), intitolata a Jos Mart, padre dell'indipendenza di Cuba
dalla Spagna.
Plaza de La Revolucion ha un forte significato simbolico per il Paese caraibico,
infatti qui Fidel Castro annunci al popolo cubano la notizia dell'uccisione del Che
da parte dei militari della giunta di La Paz, l'8 ottobre 1967.

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IL POPOLO VENETO N2-2015

Papa Francesco stato accolto da unimmensa folla entusiasta, tra bandierine del
Vaticano e di Cuba, e canti locali. Dietro l'altare da cui stata celebrata la Messa,
spiccava la gigantesca scritta 'Misionero de la Misericordia', con foto in bianco e
nero del Papa e di Madre Teresa di Calcutta intenti ad accarezzare bambini malati.
Al lato opposto della piazza, era
invece posizionato un grande
manifesto
del
Cristo
della
Misericordia
con
le
parole
'Vengan a mi', a coprire i 20 piani
della biblioteca nazionale. In
prima fila per partecipare alla
Messa cerano il presidente di
Cuba Raul Castro e la presidente
dell'Argentina Cristina Kirchner.
Durante lomelia Papa Francesco
ha esortato i presenti ad
impegnarsi concretamente per aiutare il prossimo: La vita autentica quella
fondata nell'impegno concreto col prossimo. Non dimentichiamoci della Buona
Notizia di oggi: la grandezza di un popolo, di una nazione, la grandezza di una
persona si basa sempre su come serve la fragilit dei suoi fratelli. In questo
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troviamo uno dei frutti di una


vera umanit. Chi non vive per
servire, non serve per vivere. Il
"servizio" agli altri non mai
ideologico, dal momento che
non serve idee, ma persone.
Il
Pontefice
ha
impartito
personalmente
la
prima
comunione a dieci bambini. E'
la prima volta che questo

accade in un viaggio apostolico. Al


termine della funzione stato
recitato
l'Angelus
domenicale,
durante il quale Papa Francesco ha
pronunciato un appello per la pace
in Colombia. Proprio a L'Avana,
infatti, sono in corso da alcuni mesi
i negoziati tra i guerriglieri delle
Farc e il governo colombiano. (red.)

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VISITA PASTORALE A CUBA

19.09.2015
Viaggio Apostolico di Sua Santit Francesco a Cuba, negli Stati Uniti dAmerica e
Visita alla Sede dellOrganizzazione delle Nazioni Unite, in occasione della
partecipazione allVIII Incontro Mondiale delle Famiglie in Philadelphia (19-28
settembre 2015) - La partenza da Roma e telegramma al Presidente della
Repubblica Italiana, 19.09.2015

La partenza da Roma
Ha avuto inizio questa mattina il 10 Viaggio Apostolico internazionale del Santo
Padre Francesco, che si reca a Cuba, negli Stati Uniti dAmerica e alla Sede
dellONU in occasione della partecipazione allIncontro Mondiale delle Famiglie che
si tiene a Philadelphia.
Laereo con a bordo il Santo Padre (un A330 dellAlitalia) decollato dallaeroporto
internazionale Leonardo da Vinci di Roma-Fiumicino alle ore 10.32.
Larrivo allaeroporto internazionale Jos Mart di La Habana previsto per le 16
(le 22 ora di Roma), dopo quasi dodici ore di volo.

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Telegramma al Presidente della Repubblica Italiana


Nel momento di lasciare il territorio italiano alla volta di Cuba, il Santo Padre
Francesco ha fatto pervenire al Presidente della Repubblica Italiana, On. Sergio
Mattarella, il seguente messaggio telegrafico:
A Sua Eccellenza
On. Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Palazzo del Quirinale
00187 Roma
Nel momento in cui mi accingo a compiere la mia visita pastorale a Cuba e negli
Stati Uniti, mosso dal desiderio di incontrare i fratelli nella fede e gli abitanti di
quelle nazioni, mi gradito rivolgere a lei Signor Presidente e allintero Popolo
italiano lespressione del mio beneaugurante saluto che accompagno con cordiali
auspici di pace e prosperit. FRANCISCUS PP.

Parole del Santo Padre ai giornalisti durante il volo verso Cuba


Sullaereo che lo portava da Roma a Cuba, Papa Francesco come di consueto si
recato a salutare gli operatori dei media che lo accompagnano sul volo papale.
Introdotto dalla presentazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, P.
Federico Lombardis, S.I., il Papa ha rivolto ai giornalisti alcune parole. Ne
riportiamo di seguito il testo:

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P. Lombardi: Santo Padre,


benvenuto in mezzo a noi. Siamo
di nuovo in volo per linizio di un
grande viaggio apostolico. C
stata una grandissima attesa per
questo viaggio, come Lei sa
bene. Gi nei giorni recenti, anzi,
nelle
settimane
recenti
la
copertura giornalistica su questo
viaggio grandissima: diciamo
pi del solito, rispetto anche agli
altri viaggi. E a terra ci sono, ad aspettarLa, migliaia di giornalisti accreditati nelle
diverse localit dove Lei viagger. Qui noi siamo 76: avevamo avuto pi di 140
domande per essere presenti sul volo, e abbiamo dovuto restringere. Ma gli altri
colleghi seguono con molta attenzione, naturalmente dai diversi punti in cui il
viaggio avviene. La comunit che qui presente, come al solito, rappresenta
diverse lingue e diversi Paesi. Per comprensibile che ci sia questa volta una
rappresentanza di giornalisti e di testate degli Stati Uniti particolarmente forte.
Quindi, circa un terzo dei colleghi qui presenti sono rappresentanti di televisioni,
giornali, agenzie degli Stati Uniti: oltre 20 su 76. Per, abbiamo anche una cubana
con noi, che si chiama Rosa Miriam Elizalde: eccola l. Potr salutarla mentre
girer. E allora, noi Le diamo il benvenuto in mezzo a noi, Le assicuriamo che
seguiremo questo viaggio con estrema attenzione rendendoci conto che di
grande importanza per il mondo intero: Lei avr modo di dare messaggi per la pace
per tutte le Nazioni in circostanze assolutamente eccezionali. Se vuole dire una
breve parola di introduzione anche Lei, prima di salutare i colleghi Grazie mille!
Santo Padre: Grazie per il benvenuto! Buongiorno. Vi auguro un buon viaggio e un
buon lavoro. Se non sbaglio, credo che questo sia il [viaggio] pi lungo che io
faccio, un giorno in pi di quello in Brasile Avrete lavoro! Vi ringrazio tanto, tanto
per il lavoro che fate e che farete. Padre Lombardi ha detto una parola: pace.
Credo che oggi il mondo sia assetato di pace. Ci sono le guerre, i migranti che
fuggono, questa ondata migratoria che viene dalle guerre, per fuggire dalla morte,
per cercare la vita Oggi mi sono emozionato tanto perch a salutarmi davanti alla
Casa Santa Marta cera una delle due famiglie che sono nella parrocchia di
SantAnna, in Vaticano, accolte l, siriani, profughi Si vedeva nel volto il dolore di
questo! Quella parola: pace Io vi ringrazio per tutto quello che voi farete nel
vostro lavoro per fare ponti: piccoli ponti, piccoli, ma un piccolo ponte e un altro e
un altro e un altro, fanno il grande ponte della pace. Buon viaggio, buon lavoro.
Pregate per me. Grazie.
Unultima cosa, di cui padre Lombardi ha parlato, e che ma uno di voi mi ha
sottolineato, questa: giusto che io dica e mandi un saluto grande a tanti vostri
colleghi che in questo momento stanno lavorando e lavoreranno negli uffici.

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Cerimonia di benvenuto allaeroporto internazionale


Jos Mart di La Habana (Cuba)
Signor Presidente,
Distinte Autorit,
Fratelli nellEpiscopato,
Signori e Signore,
molte grazie, Signor
Presidente, per la Sua
accoglienza e le Sue
cortesi
parole
di
benvenuto a nome del
Governo e di tutto il
popolo cubano. Il mio
saluto va anche alle
Autorit e ai membri del
Corpo Diplomatico che
hanno avuto la cortesia
di rendersi presenti in
questa circostanza.
Ringrazio per la loro
fraterna accoglienza il
Cardinale Jaime Ortega
y Alamino, Arcivescovo
di La Habana, Mons.
Dionisio
Guillermo
Garca
Ibez,
Arcivescovo di Santiago
di Cuba e Presidente
della
Conferenza
Episcopale,
gli
altri
Vescovi e tutto il popolo
cubano.
Grazie a tutti coloro che si sono prodigati nella preparazione di questa visita
pastorale. Vorrei chiederLe, Signor Presidente, di trasmettere i miei sentimenti di
speciale considerazione e rispetto a Suo fratello Fidel. Vorrei inoltre che il mio
saluto giungesse in modo particolare a tutte quelle persone che, per diversi motivi,
non potr incontrare e a tutti i cubani dispersi nel mondo.

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Come Lei, Signor Presidente,


ha ricordato, in questo anno
2015
si
celebra
l80
Anniversario
dello
stabilimento delle relazioni
diplomatiche ininterrotte tra la
Repubblica di Cuba e la
Santa Sede. La Provvidenza
mi permette di arrivare oggi
in questa amata Nazione,
seguendo le indelebili orme
del cammino aperto dai
memorabili viaggi apostolici
che hanno compiuto in
questIsola
i
miei
due
predecessori, san Giovanni
Paolo II e Benedetto XVI. So
che il loro ricordo suscita
gratitudine e affetto nel
popolo e nelle Autorit di
Cuba. Oggi rinnoviamo questi
legami di cooperazione e
amicizia perch la Chiesa
continui ad accompagnare ed
incoraggiare il popolo cubano
nelle sue speranze, nelle sue
preoccupazioni, con libert e
tutti i mezzi e necessari per
far giungere lannuncio del Regno fino alle periferie esistenziali della societ.
Questo viaggio apostolico coincide inoltre con il primo Centenario della
proclamazione della Vergine della Carit del Cobre quale Patrona di Cuba, da parte
di Benedetto XV. Furono i veterani della guerra dindipendenza, mossi da
sentimenti di fede e di patriottismo, che chiesero che la Vergine mambisa [cubana]
fosse la patrona di Cuba come Nazione libera e sovrana. Da quel momento, Ella ha
accompagnato la storia del popolo cubano, sostenendo la speranza che custodisce
la dignit delle persone nelle situazioni pi difficili e difendendo la promozione di
tutto ci che conferisce dignit allessere umano. La devozione crescente verso la
Vergine della Carit del Cobre una testimonianza visibile della presenza della
Vergine nellanima del popolo cubano. In questi giorni avr loccasione di recarmi al
Santuario del Cobre come figlio e come pellegrino, a pregare nostra Madre per tutti
i suoi figli cubani e per questa amata Nazione, perch percorra sentieri di giustizia,
di pace, di libert e di riconciliazione.

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Geograficamente,
Cuba

un
arcipelago che si
affaccia
verso
tutte le direzioni,
con
uno
straordinario
valore
come
chiave tra nord
e sud, tra est e
ovest. La sua
vocazione
naturale quella
di essere punto
dincontro perch
tutti i popoli si
trovino in amicizia, come sogn Jos Mart, oltre le strettoie degli istmi e le
barriere dei mari (Conferenza Monetaria delle Repubbliche dAmerica, in Obras
escogidas II, La Habana 1992, 505). Questo stesso desiderio fu di san Giovanni
Paolo II con il suo ardente appello affinch Cuba si apra con tutte le sue
magnifiche possibilit al mondo e il mondo si apra a Cuba (Discorso allarrivo, 21
gennaio 1998, 5).
Da alcuni mesi, siamo testimoni di un avvenimento che ci riempie di speranza: il
processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli, dopo anni di
allontanamento. un processo, un segno del prevalere della cultura dellincontro,
del dialogo, del sistema della valorizzazione universale... sul sistema, morto per
sempre, di dinastia e di gruppo, diceva Jos Mart (ibid.).
Incoraggio i responsabili politici a proseguire su questo cammino e a sviluppare
tutte le sue potenzialit, come prova dellalto servizio che sono chiamati a prestare
a favore della pace e del benessere dei loro popoli, e di tutta lAmerica, e come
esempio di riconciliazione per il mondo intero. Il mondo ha bisogno di
riconciliazione in questa atmosfera di terza guerra mondiale a pezzi che stiamo
vivendo.
Affido queste giornate allintercessione della Vergine della Carit del Cobre, dei
Beati Olallo Valds e Jos Lpez Pieteira e del venerabile Flix Varela, grande
propagatore dellamore tra i cubani e tra tutti gli esseri umani, perch accrescano i
nostri legami di pace, solidariet e rispetto reciproco.
Di nuovo, molte grazie, Signor Presidente.
Al termine della cerimonia di benvenuto, il Santo Padre si trasferito in auto
alla Nunziatura Apostolica di La Habana.

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Santa Messa. Omelia del Santo Padre


Plaza de la Revolucin, La Habana.
Domenica, 20 settembre 2015
Ges rivolge ai suoi discepoli una
domanda apparentemente indiscreta:
Di che cosa stavate discutendo per la
strada? (Mc 9,33). Una domanda che
anche oggi Egli pu farci: Di cosa
parlate quotidianamente? Quali sono
le vostre aspirazioni? Essi - dice il
Vangelo - tacevano. Per la strada
infatti avevano discusso tra loro chi
fosse pi grande (Mc 9,34). Si
vergognavano di dire a Ges di cosa
stavano parlando. Come nei discepoli
di ieri, anche in noi oggi si pu
riscontrare la medesima discussione:
Chi il pi grande?.
Ges non insiste con la sua domanda,
non li obbliga a dirgli di che cosa
parlavano per la strada; eppure quella
domanda rimane, non sono nella
mente, ma anche nel cuore dei discepoli.
Chi il pi grande?. Una domanda che ci accompagner per tutta la vita e alla
quale saremo chiamati a rispondere nelle diverse fasi dellesistenza. Non possiamo
sfuggire a questa domanda, impressa nel cuore. Ho sentito pi di una volta in
riunioni famigliari domandare ai figli: A chi volete pi bene, al pap o alla
mamma?. come domandare: chi pi importante per voi? Questa domanda
davvero solo un semplice gioco per bambini? La storia dellumanit stata segnata
dal modo di rispondere a questa domanda.
Ges non teme le domande degli uomini; non ha paura dellumanit, n dei diversi
interrogativi che essa pone. Al contrario, Egli conosce i recessi del cuore umano,
e come buon pedagogo sempre disposto ad accompagnarci. Fedele al suo stile,
fa propri i nostri interrogativi, le nostre aspirazioni e d loro un nuovo orizzonte.
Fedele al suo stile, riesce a dare una risposta capace di porre una nuova sfida,
spiazzando le risposte attese o ci che era apparentemente gi stabilito. Fedele
al suo stile, Ges pone sempre in atto la logica dellamore. Una logica capace di
essere vissuta da tutti, perch per tutti.

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Lontano da ogni tipo di elitarismo, lorizzonte di Ges non per pochi privilegiati
capaci di giungere alla conoscenza desiderata o a distinti livelli di spiritualit.
Lorizzonte di Ges sempre una proposta per la vita quotidiana, anche qui, nella
nostra isola; una proposta che fa sempre s che la quotidianit abbia un certo
sapore di eternit.
Chi il pi grande? Ges semplice nella sua risposta: Se uno vuole essere il
primo - ossia il pi grande - sia lultimo di tutti e il servitore di tutti (Mc 9,35). Chi
vuole essere grande, serva gli altri, e non si serva degli altri!
E questo il grande paradosso di Ges. I discepoli discutevano su chi dovesse
occupare il posto pi importante, su chi sarebbe stato il privilegiato ed erano i
discepoli, i pi vicini a Ges, e discutevano di questo! , chi sarebbe stato al di
sopra della legge comune, della norma generale, per mettersi in risalto con un
desiderio di superiorit sugli altri. Chi sarebbe asceso pi rapidamente per
occupare incarichi che avrebbero dato certi vantaggi.
E Ges sconvolge la loro logica dicendo loro semplicemente che la vita autentica si
vive nellimpegno concreto con il prossimo, cio servendo.
Linvito al servizio presenta una peculiarit alla quale dobbiamo fare attenzione.
Servire significa, in gran parte, avere cura della fragilit. Servire significa avere cura
di coloro che sono fragili nelle nostre famiglie, nella nostra societ, nel nostro
>>

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popolo. Sono i volti sofferenti, indifesi e afflitti che Ges propone di guardare e
invita concretamente ad amare. Amore che si concretizza in azioni e decisioni.
Amore che si manifesta nei differenti compiti che come cittadini siamo chiamati a
svolgere. Sono persone in carne e ossa, con la loro vita, la loro storia e
specialmente la loro fragilit, che Ges ci invita a difendere, ad assistere, a servire.
Perch essere cristiano comporta servire la dignit dei fratelli, lottare per la dignit
dei fratelli e vivere per la dignit dei fratelli. Per questo, il cristiano sempre invitato
a mettere da parte le sue esigenze, aspettative, i suoi desideri di onnipotenza
davanti allo sguardo concreto dei pi fragili.
C un servizio che serve gli altri; per dobbiamo guardarci dallaltro servizio, dalla
tentazione del servizio che si serve degli altri. Esiste una forma di esercizio del
servizio che ha come interesse il beneficiare i miei, in nome del nostro. Questo
servizio lascia sempre fuori i tuoi, generando una dinamica di esclusione.
Tutti siamo chiamati dalla vocazione cristiana al servizio che serve e ad aiutarci a
vicenda a non cadere nelle tentazioni del servizio che si serve. Tutti siamo invitati,
stimolati da Ges a farci carico gli uni degli altri per amore. E questo senza
guardare accanto per vedere che cosa il vicino fa o non fa. Ges ci dice: Se uno
vuole essere il primo, sia lultimo di tutti e il servitore di tutti (Mc 9,35). Costui
diventa il primo. Non dice: Se il tuo vicino desidera essere il primo, che serva.

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Dobbiamo guardarci dallo sguardo che giudica e incoraggiarci a credere nello


sguardo che trasforma, al quale ci invita Ges.
Questo farci carico per amore non punta verso un atteggiamento di servilismo, ma
al contrario, pone al centro la questione del fratello: il servizio guarda sempre il
volto del fratello, tocca la sua carne, sente la sua prossimit fino in alcuni casi a
soffrirla, e cerca la promozione del fratello. Per tale ragione il servizio non mai
ideologico, dal momento che non serve idee, ma persone.
Il santo Popolo fedele di Dio che vive a Cuba un popolo che ama la festa,
lamicizia, le cose belle. un popolo che cammina, che canta e loda. un popolo
che ha delle ferite, come ogni popolo, ma che sa stare con le braccia aperte, che
cammina con speranza, perch la sua vocazione di grandezza. Cos lhanno
seminata i vostri antenati. Oggi vi invito a prendervi cura di questa vocazione, a
prendervi cura di questi doni che Dio vi ha regalato, ma specialmente voglio
invitarvi a prendervi cura e a servire la fragilit dei vostri fratelli. Non trascurateli a
causa di progetti che possono apparire seducenti, ma che si disinteressano del
volto di chi ti sta accanto. Noi conosciamo, siamo testimoni della forza
incomparabile della risurrezione che produce in ogni luogo germi di questo
mondo nuovo (Esort. ap. Evangelii gaudium, 276.278).
Non dimentichiamoci della Buona Notizia di oggi: la grandezza di un popolo, di una
nazione; la grandezza di una persona si basa sempre su come serve la fragilit dei
suoi fratelli. E in questo troviamo uno dei frutti di una vera umanit.
Perch, cari fratelli e sorelle, chi non vive per servire, non serve per vivere.

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Papa Francesco. Angelus


Plaza de la Revolucin, La
Habana.
Domenica,
20
settembre 2015
Ringrazio il Cardinale Jaime
Ortega
y
Alamino,
Arcivescovo di LAvana, per
le sue parole fraterne, come
pure i miei fratelli Vescovi,
sacerdoti, religiosi e fedeli
laici. Saluto anche il Signor
Presidente e tutte le autorit
presenti.
Abbiamo
ascoltato
nel
Vangelo come i discepoli
avevano paura di interrogare
Ges quando parlava della
sua passione e della sua
morte. Li spaventava e non
potevano comprendere lidea
di vedere Ges soffrire sulla
croce. Anche noi siamo
tentati di fuggire dalle nostre
croci e dalle croci degli altri,
di allontanarci da chi soffre.
Al termine della Santa Messa,
in cui Ges si nuovamente
donato a noi con il suo corpo e sangue, rivolgiamo ora il nostro sguardo alla
Vergine, nostra Madre. E le chiediamo che ci insegni a stare vicino alla croce del
fratello che soffre. Che impariamo a vedere Ges in ogni uomo sfinito sulla strada
della vita; in ogni fratello affamato o assetato, che spogliato o in carcere o malato.
Insieme alla Madre, sotto la croce, possiamo capire chi veramente il pi grande,
e che cosa significa essere uniti al Signore e partecipare alla sua gloria.
Impariamo da Maria ad avere il cuore sveglio e attento alle necessit degli altri.
Come ci ha insegnato alle Nozze di Cana, siamo solleciti nei piccoli dettagli della
vita, e non smettiamo di pregare gli uni per gli altri, perch a nessuno manchi il vino
dellamore nuovo, della gioia che Ges ci offre.
In questo momento mi sento in dovere di rivolgere il mio pensiero allamata terra di
Colombia, consapevole dellimportanza cruciale del momento presente, in cui, con

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sforzo rinnovato e mossi


dalla speranza, i suoi figli
stanno
cercando
di
costruire
una
societ
pacifica. Che il sangue
versato da migliaia di
innocenti durante tanti
decenni di conflitto armato,
unito a quello di Ges
Cristo
sulla
Croce,
sostenga tutti gli sforzi che
si stanno facendo, anche
qui in questa bella Isola,
per
una
definitiva
riconciliazione. E cos la
lunga notte del dolore e
della violenza, con la
volont di tutti i colombiani,
si possa trasformare in un
giorno senza tramonto di
concordia,
giustizia,
fraternit e amore, nel
rispetto delle istituzioni e
del diritto nazionale e
internazionale, perch la
pace sia duratura. Per
favore,
non
possiamo
permetterci un altro fallimento in questo cammino di pace e riconciliazione. Grazie
a Lei, Signor Presidente, per tutti ci che fa in questo lavoro di riconciliazione.
Vi invito ora ad unirci nella preghiera a Maria, per mettere tutte le nostre
preoccupazioni e aspirazioni presso il Cuore di Cristo. E in modo particolare la
preghiamo per coloro che hanno perso la speranza, e non trovano motivi per
continuare a lottare; per quanti soffrono lingiustizia, labbandono e la solitudine;
preghiamo per gli anziani, i malati, i bambini e i giovani, per tutte le famiglie in
difficolt, perch Maria asciughi le loro lacrime, li consoli con il suo amore di Madre,
restituisca loro la speranza e la gioia. Madre santa, ti affido questi tuoi figli di Cuba:
non abbandonarli mai!
Dopo la Benedizione finale:
E, per favore, vi chiedo di non dimenticarvi di pregare per me. Grazie!
Foto by LOsservatore Romano

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Papa Francesco incontra Fidel Castro

Dopo la messa in Plaza de


la
Revolucin,
Papa
Francesco ha raggiunto il
leader della Rivoluzione
cubana Fidel Castro nella
sua residenza. Una stretta
di mano e uno scambio di
libri ha segnato la mezz'ora
di colloquio tra il Pontefice
e il lder maximo in un
clima definito "familiare e
informale". Tra i doni del
Papa anche un cd-audio
con le riflessioni di padre
Armando Llorente che
Castro aveva avuto come insegnante nel collegio dei gesuiti di Beln. Castro ha
donato al Papa una copia del libro "Fidel e la religione" di Frei Betto con una
dedica: "Per papa Francesco in occasione della sua visita a Cuba con
l'ammirazione il rispetto del popolo cubano".

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Celebrazione dei Vespri con Sacerdoti, Religiosi, Religiose e


Seminaristi. Parole pronunciate dal Santo Padre

Cattedrale, La Habana. Domenica, 20 settembre 2015


Il Cardinale Jaime [Ortega y Alamino] ci ha parlato di povert, e la sorella Yaileny
[Suor Yaileny Ponce Torres, Figlia della Carit] ci ha parlato dei pi piccoli: Sono
tutti bambini. Io avevo pronta unomelia da dire ora, in base ai testi biblici, ma
quando parlano i profeti - e ogni sacerdote profeta, ogni battezzato profeta, ogni
consacrato profeta - bene ascoltare loro. E dunque consegno lomelia al
Cardinale Jaime perch la faccia arrivare a voi e sia pubblicata. Poi la mediterete.
E adesso parliamo un po su quello che hanno detto questi due profeti.
Il Cardinale Jaime ha dovuto pronunciare una parola molto scomoda,
estremamente scomoda, che va anche controcorrente rispetto a tutta la struttura
culturale, tra virgolette, del mondo. Ha detto: povert. E lha ripetuta pi volte. E
penso che il Signore ha voluto che la ascoltassimo pi volte e la accogliessimo nel
cuore. Lo spirito mondano non la conosce, non la vuole, la nasconde, non per
pudore, ma per disprezzo. E se deve peccare e offendere Dio perch non venga la
povert, lo fa. Lo spirito del mondo non ama la via del Figlio di Dio, che spogli s
stesso, si fece povero, si fece nulla, si umili, per essere uno di noi.

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La povert che fece paura a quel ragazzo cos generoso: aveva osservato tutti i
comandamenti, e quando Ges gli disse: Ecco, vendi tutto quello che hai e dallo ai
poveri, si fece triste, ebbe paura della povert. La povert, cerchiamo sempre di
sfuggirla, sia per cose ragionevoli, ma sto parlando di sfuggirla nel cuore. Saper
amministrare i beni, un dovere, perch i beni sono un dono di Dio, ma quando
quei beni entrano nel cuore e incominciano a dirigere la tua vita, allora hai perso.
Non sei pi come Ges. Hai la tua sicurezza dove laveva il giovane triste, quello
che se ne and rattristato. Per voi, sacerdoti, consacrati, consacrate, credo che pu
essere utile ci che diceva santIgnazio - e questa non propaganda pubblicitaria
di famiglia! -, lui diceva che la povert il muro e la madre della vita consacrata. La
madre perch genera pi fiducia in Dio. E il muro perch la protegge da ogni
mondanit. Quante anime distrutte! Anime generose, come quella del giovane
intristito, che sono partiti bene e poi si sono attaccati a quella mondanit ricca, e
sono finiti male. Vale a dire, mediocri. Sono finiti senza amore perch la ricchezza
impoverisce, ma impoverisce male. Ci toglie il meglio che abbiamo, ci rende poveri
dellunica ricchezza che conta, per farci mettere la sicurezza in altre cose.
Lo spirito di povert, lo spirito di spogliazione, lo spirito di lasciare tutto, per seguire
Ges. Questo lasciare tutto, non lo invento io. Ricorre pi volte nel Vangelo. Nella
chiamata dei primi che lasciarono le barche, le reti, e lo seguirono. Quelli che
lasciarono tutto per seguire Ges. Una volta mi raccontava un vecchio prete
saggio, parlando di quando lo spirito di ricchezza, di mondanit ricca, entra nel
cuore di un consacrato, di un sacerdote, di un vescovo, di un papa, di chiunque,
diceva che quando uno incomincia ad accumulare denaro, e per assicurarsi il
futuro, certo, allora il futuro non sta in Ges, sta in una compagni di assicurazione

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di tipo spirituale, che io controllo.


Dunque, quando, per esempio,
una congregazione religiosa - mi
diceva lui - incomincia ad
accumulare
denaro
e
a
risparmiare, risparmiare, Dio
cos buono che le manda un
economo disastroso, che la
manda in fallimento. Sono tra
migliori benedizioni di Dio per la
sua
Chiesa,
gli
economi
disastrosi, perch la rendono
libera, la rendono povera. La
nostra Santa Madre Chiesa
povera, Dio la vuole povera,
come ha voluto povera la nostra
Santa Madre Maria. Amate la
povert come una madre. E
semplicemente vi suggerisco, se
qualcuno di voi vuole farlo, di
domandarvi: come va il mio
spirito di povert? Come va la
mia spogliazione interiore? Credo
che possa far bene alla nostra
vita consacrata, alla nostra vita presbiterale. Dopo tutto, non dimentichiamoci che
la prima delle Beatitudini: Beati i poveri in spirito, quelli che non sono attaccati alla
ricchezza, ai poteri di questo mondo.
E la sorella ci parlava degli ultimi, dei pi piccoli che, anche se sono grandi, alla
fine li trattiamo come bambini perch si presentano come bambini. Il pi piccolo.
Questa unespressione di Ges. E sta nel protocollo sul quale saremo giudicati:
Quello che avete fatto al pi piccolo di questi fratelli, lavete fatto a me (cfr Mt 25).
Ci sono servizi pastorali che possono essere pi gratificanti dal punto di vista
umano, senza essere cattivi o mondani, ma quando uno cerca di dare preferenza
interiore al pi piccolo, al pi abbandonato, al pi malato, a quello che nessuno
considera, che nessuno vuole, al pi piccolo, e si mette al servizio del pi piccolo,
costui sta servendo Ges nel modo pi alto. Tu [si rivolge alla suora] sei stata
mandata dove non volevi andare. E hai pianto. Hai pianto perch non ti piaceva, e
questo non vuol dire che sei una suora piagnona, no. Dio ci liberi dalle suore
piagnone! Che stanno sempre a lamentarsi Questo non lo dico io, lo diceva santa
Teresa, alle sue monache. Viene da lei. Guai a quella suora che va in giro tutto il
giorno a lamentarsi che mi hanno fatto uningiustizia. Nel linguaggio castigliano
>>
dellepoca diceva: Guai alla suora che va dicendo: mi hanno trattato senza

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IL POPOLO VENETO N2-2015

ragione. Tu hai pianto perch eri giovane, avevi altre aspettative, pensavi forse
che in una scuola potevi fare pi cose, e che potevi organizzare un futuro per la
giovent E ti hanno mandato l: Casa di Misericordia, dove la tenerezza e la
misericordia del Padre si fa pi evidente, dove la tenerezza e la misericordia del
Padre si fa carezza. Quante religiose, e quanti religiosi, bruciano e ripeto il verbo:
bruciano la loro vita accarezzando materiale di scarto, accarezzando quelli che
il mondo scarta, quelli che il mondo disprezza, che il mondo preferisce non ci siano;
quello che il mondo oggi, con metodi di analisi nuovi che esistono, quando si
prevede che pu venire con una malattia degenerativa, si propone di mandarlo
indietro, prima che nasca. E il pi piccolo. E una ragazza giovane, piena di
aspettative, incomincia la sua vita consacrata rendendo presente la tenerezza di
Dio nella sua misericordia. A volte non lo capiscono, non lo sanno, ma com bello
per Dio, e quanto bene pu fare, per esempio, il sorriso di uno spastico, che non sa
come farlo, o quando ti vogliono baciare e ti sbavano la faccia. E la tenerezza di
Dio, la misericordia di Dio. O quando sono arrabbiati e ti danno un colpo E
bruciare la mia vita cos, con materiale di scarto agli occhi del mondo, questo non
parla solamente di una persona; ci parla di Ges, che, per pura misericordia del
Padre, si fece nulla, si annient, dice il testo della Lettera ai Filippesi, capitolo 2. Si
fece nulla. E questa gente a cui tu dedichi la tua vita, imitano Ges, non perch lo
hanno voluto, ma perch il mondo li ha portati a questo. Sono nulla e li si
nasconde, non li si mostra, o non li si visita. E se possibile, e se si arriva in tempo, li
si manda indietro. Grazie per quello che fai, e a voi, grazie a tutte queste donne e a
tante donne consacrate, al servizio di ci che inutile, perch non si pu fare
nessuna impresa, non si possono guadagnare soldi, non si pu portare avanti >>

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assolutamente nulla di costruttivo, tra virgolette, con questi nostri fratelli, con i
minori, con i pi piccoli. L risplende Ges. E l risplende la mia scelta per Ges.
Grazie a te a tutti i consacrati e le consacrate che fanno questo.
Padre, io non sono suora, io non mi curo di malati, io sono prete, e ho una
parrocchia, o aiuto un parroco. Chi il mio Ges prediletto? Chi il pi piccolo?
Chi che mi mostra di pi la misericordia del Padre? Dove lo posso trovare?.
Naturalmente, ritorno sempre al protocollo di Matteo 25. L trovate tutti: laffamato, il
carcerato, il malato L potete trovarli. Ma c un posto privilegiato per il sacerdote
dove si manifesta lultimo, il minimo, il pi piccolo, ed il confessionale. E l,
quando quelluomo, o quella donna, ti mostra la sua miseria - attenzione!, che la
stessa che hai tu e da cui Dio ti ha salvato, per non farti arrivare fino a l quando ti
mostra la sua miseria, per favore, non sgridarlo, non punirlo, non castigarlo. Se non
hai peccato, tira la prima pietra, ma solo a questa condizione. Se no, pensa ai tuoi
peccati. E pensa che tu puoi essere quella persona. E pensa che tu,
potenzialmente, puoi arrivare ancora pi in basso. E pensa che tu, in quel
momento, hai un tesoro tra le mani, che la misericordia del Padre. Per favore - ai
sacerdoti - : non stancatevi di perdonare. Siate perdonatori. Non stancatevi di
perdonare, come faceva Ges. Non nascondetevi dietro paure o rigidit. Come
questa suora, e tutte quelle che fanno il suo stesso lavoro, non perdono la calma
quando trovano il malato sporco e messo male, ma lo servono, lo puliscono, lo
curano, cos voi, quando arriva il penitente, non essere maldisposto, non essere
nevrotico, non cacciarlo dal confessionale, non sgridarlo. Ges lo abbracciava.
Ges lo amava. Domani festeggiamo san Matteo. Come rubava quello! E poi, come
tradiva il suo popolo! E dice il Vangelo che, la sera, Ges and a cena con lui e altri
come lui. SantAmbrogio ha una frase che mi commuove molto: Dove c
misericordia, c lo spirito di Ges. Dove c rigidit, ci sono solo i suoi ministri.
Fratello sacerdote, fratello vescovo, non abbiate paura della misericordia. Lascia
che scorra attraverso le tue mani e il tuo abbraccio di perdono, perch colui o colei
che sta l il pi piccolo. E perci Ges.
Questo quello che mi viene da dire dopo aver ascoltato questi due profeti. Il
Signore ci conceda queste grazie che loro hanno seminato nei nostri cuori: povert
e misericordia. Perch l c Ges.
Ci siamo riuniti in questa storica Cattedrale di La Habana per cantare con i salmi la
fedelt di Dio verso il suo Popolo, e ringraziarlo per la sua presenza e la sua infinita
misericordia. Fedelt e misericordia fatte memoria non solo nelle mura di questa
casa, ma anche in alcuni che hanno i capelli bianchi, un ricordo vivente,
attualizzato, del fatto che infinita la sua misericordia e la sua fedelt dura in
eterno. Fratelli, ringraziamo insieme il Signore!

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Ringraziamo per la presenza dello Spirito con la ricchezza dei diversi carismi nei
volti di tanti missionari che sono venuti in queste terre, diventando cubani tra i
cubani, segno delleterna misericordia del Signore.
Il Vangelo ci presenta Ges in dialogo con il Padre, ci pone nel centro dellintimit
tra il Padre e il Figlio divenuta preghiera. Quando si avvicinava la sua ora, Ges
preg il Padre per i suoi discepoli, per quelli che stavano con Lui e per quelli che
sarebbero venuti (cfr Gv 17,20). Ci fa pensare il fatto che, nella sua ora cruciale,
Ges ponga nella sua preghiera la vita dei suoi, la nostra vita. E chiede al Padre
che li mantenga nellunit e nella gioia. Ges conosceva bene il cuore dei suoi,
conosce bene il nostro cuore. Perci prega, chiede al Padre che non li prenda una
coscienza che tende ad isolarsi, a rifugiarsi nelle proprie certezze, sicurezze, nei
propri spazi, a disinteressarsi della vita degli altri, chiudendosi in piccole aziende
domestiche, che rompono il volto multiforme della Chiesa. Situazioni che sfociano
nella tristezza individualista, in una tristezza che a poco a poco lascia spazio al
risentimento, alla continua lamentela, alla monotonia; questo non il desiderio di
Dio per noi, questa non la vita nello Spirito (Esort. ap.Evangelii gaudium, 2) alla
quale Lui vi ha chiamato, alla quale ci ha chiamato. Per questo Ges prega, chiede
che la tristezza e lisolamento non prevalgano nel nostro cuore. E noi vogliamo fare
lo stesso, vogliamo unirci alla preghiera di Ges, alle sue parole per dire insieme:
Padre, custodiscili nel tuo nome perch siano una sola cosa, come noi
(Gv 17,11) e la vostra gioia sia piena (Gv 15,11).
Ges prega e ci invita a pregare perch sa che ci sono cose che possiamo ricevere
solamente come dono, cose che possiamo vivere solo come un regalo. Lunit
una grazia che pu darci solo lo Spirito Santo, a noi spetta chiederla e mettere a
disposizione il meglio di noi stessi per essere trasformati da questo dono.
E frequente confondere unit con uniformit, con un fare, sentire e dire tutti le
stesse cose. Questo non unit, ma omogeneit. Questo significa uccidere la vita
dello Spirito, uccidere i carismi che Egli ha distribuito per il bene del suo Popolo.
Lunit si vede minacciata ogni volta che vogliamo rendere gli altri a nostra
immagine e somiglianza. Per questo lunit un dono, non qualcosa che si possa
imporre a forza o per decreto. Sono lieto di vedervi qui, uomini e donne di diverse
generazioni, contesti, esperienze di vita differenti, uniti per la preghiera in comune.
Chiediamo a Dio che faccia crescere in noi il desiderio di prossimit. Che possiamo
essere prossimi, stare vicini, con le nostre differenze, propensioni, stili, per vicini.
Con le nostre discussioni, le nostre litigate, parlando di fronte e non alle spalle.
Che siamo pastori vicini al nostro popolo, che ci lasciamo mettere in discussione,
interrogare dalla nostra gente. I conflitti, le discussioni nella Chiesa sono auspicabili
e, oserei dire, addirittura necessarie. Segno che la Chiesa viva e lo Spirito
continua ad agire e continua a renderla dinamica. Guai a quelle comunit dove non

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c un s o un no! Sono come quegli sposi che non discutono pi perch hanno
perso linteresse, hanno perso lamore. In secondo luogo, il Signore prega perch
noi siamo riempiti della stessa gioia perfetta che Egli possiede (cfr Gv 17,13). La
gioia dei cristiani, e specialmente dei consacrati un segno molto chiaro della
presenza di Cristo nella loro vita. Quando ci sono volti tristi un segnale di allarme,
di qualcosa che non va bene. E Ges fa questa richiesta al Padre nientemeno che
prima di recarsi allorto degli ulivi, quando deve rinnovare il suo fiat. Non dubito
che tutti voi dobbiate portare il peso di non pochi sacrifici e che per alcuni, da
decenni, i sacrifici siano stati duri. Ges prega, anchEgli a partire dal suo sacrificio,
perch noi non perdiamo la gioia di sapere che Egli vince il mondo. Questa la
certezza che ci spinge giorno dopo giorno a riaffermare la nostra fede. Egli - con
la sua preghiera, sul volto del nostro Popolo - ci permette di alzare la testa e
ricominciare, con una tenerezza che mai ci delude e che sempre pu restituirci la
gioia (Esort. ap. Evangelii gaudium, 3).
Quanto importante, che preziosa testimonianza per la vita del popolo cubano
quella di irradiare sempre e dappertutto questa gioia, nonostante le stanchezze, gli
scetticismi, a volte anche la disperazione, che una tentazione molto pericolosa
che atrofizza lanima!
Fratelli, Ges prega perch siamo una cosa sola e la sua gioia rimanga in noi.
Facciamo la stessa cosa: uniamoci gli uni agli alti in preghiera. (foto by LOsservatore Romano)

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Saluto del Santo Padre ai giovani


del Centro Culturale Padre Flix Varela

La Habana. Domenica, 20 settembre 2015

Parole pronunciate dal Santo Padre


Voi siete in piedi e io sto seduto. Che vergogna! Ma, sapete perch sto seduto?
Perch ho preso appunti di alcune cose che ha detto il nostro compagno e delle
quali voglio parlarvi. Una parola si imposta con forza: sognare. Uno scrittore
latinoamericano diceva che noi uomini abbiamo due occhi, uno di carne e uno di
vetro. Con locchio di carne vediamo ci che guardiamo. Con locchio di vetro
vediamo ci che sogniamo. Bello, vero?
Nellobiettivit della vita deve entrare la capacit di sognare. E un giovane che non
capace di sognare recintato in s stesso, chiuso in s stesso. Tutti sognano
cose che non accadranno mai Ma sognale, desiderale, cerca orizzonti, apriti,
apriti a cose grandi. Non so se a Cuba si usa la parola, ma noi argentini diciamo
no te arrugues, non tirarti indietro, apriti. Apriti e sogna. Sogna che il mondo con
te pu essere diverso. Sogna che se darai il meglio di te, aiuterai a far s che
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questo mondo sia diverso. Non lo dimenticate, sognate. A volte vi lasciate


trasportare e sognate troppo, e la vita vi taglia la strada. Non importa, sognate. E
raccontate i vostri sogni. Raccontate, parlate delle cose grandi che desiderate,
perch pi grande la capacit di sognare - e la vita ti lascia a met strada -, pi
cammino hai percorso. Perci, prima di tutto sognare.
Hai detto una piccola frase che avevo scritto qui durante lintervento, ma lho
sottolineata e ho preso qualche appunto: che sappiamo accogliere e accettare chi
la pensa diversamente. In realt noi, a volte, siamo chiusi. Ci mettiamo nel nostro
piccolo mondo: O cos, o niente. E sei andato oltre: che non ci chiudiamo nelle
conventicole delle ideologie o delle religioni. Che possiamo crescere di fronte agli
individualismi. Quando una religione diventa conventicola, perde il meglio che ha,
perde la sua realt di adorare Dio, di credere in Dio. una conventicola. una
conventicola di parole, di preghiere, di io sono buono, tu sei cattivo, di prescrizioni
morali. E quando io ho la mia ideologia, il mio modo di pensare e tu hai il tuo, mi
chiudo in questa conventicola dellideologia.
Cuori aperti, menti aperte. Se la pensi in modo diverso da me, perch non ne
parliamo? Perch stiamo sempre a litigare su ci che ci separa, su ci in cui siamo
diversi? Perch non ci diamo la mano in ci che abbiamo in comune? Dobbiamo
avere il coraggio di parlare di quello che abbiamo in comune. E dopo possiamo
parlare di quello che di diverso abbiamo o pensiamo. Ma dico parlare. Non dico
litigare. Non dico chiuderci. Non dico spettegolare, come hai detto tu. Ma ci

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possibile solo quando ho la capacit di parlare di ci che ho in comune con laltro,


di ci per cui siamo capaci di lavorare insieme. A Buenos Aires - in una parrocchia
nuova, in una zona molto, molto povera - un gruppo di giovani universitari stava
costruendo alcuni locali parrocchiali. E il parroco mi ha detto: Perch non vieni un
sabato e cos te li presento?. Si dedicavano a costruire il sabato e la domenica.
Erano ragazzi e ragazze delluniversit. Sono andato e li ho visti, e me li hanno
presentati: Questo larchitetto, ebreo, questo comunista, questo cattolico
praticante, questo . Erano tutti diversi, ma tutti stavano lavorando insieme per il
bene comune. Questa si chiama amicizia sociale, cercare il bene comune.
Linimicizia sociale distrugge. E una famiglia si distrugge per linimicizia. Un paese
si distrugge per linimicizia. Il mondo si distrugge per linimicizia. E linimicizia pi
grande la guerra. Oggigiorno vediamo che il mondo si sta distruggendo per la
guerra. Perch sono incapaci di sedersi e parlare: Bene, negoziamo. Che cosa
possiamo fare in comune? In quali cose cederemo? Ma non uccidiamo altra gente.
Quando c divisione, c morte. C morte nellanima, perch stiamo uccidendo la
capacit di unire. Stiamo uccidendo lamicizia sociale. Questo vi chiedo oggi: siate
capaci di creare lamicizia sociale.
Poi c unaltra parola che hai detto. La parola speranza. I giovani sono la speranza
di un popolo. Questo lo sentiamo dire dappertutto. Ma che cos la speranza?
essere ottimisti? No. Lottimismo uno stato danimo. Domani ti alzi col mal di
fegato e non sei ottimista, vedi tutto nero. La speranza qualcosa di pi. La
speranza sofferta. La speranza sa soffrire per portare avanti un progetto, sa >>

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sacrificarsi. Tu sei capace di sacrificarti per un futuro o vuoi solo vivere il presente e
che quelli che verranno si arrangino? La speranza feconda. La speranza d vita.
Tu sei capace di dare vita, o diventerai un ragazzo o una ragazza spiritualmente
sterile, incapace di creare vita per gli altri, incapace di creare amicizia sociale,
incapace di creare patria, incapace di creare grandezza? La speranza feconda.
La speranza si d nel lavoro. Voglio ricordare qui un problema molto grave che si
sta vivendo in Europa, cio il gran numero di giovani che non ha lavoro. Ci sono
Paesi in cui la percentuale dei giovani dai 25 anni in gi disoccupati del 40%.
Penso a un Paese. In un altro paese del 47 %, e in un altro ancora del 50%.
chiaro che un popolo che non si preoccupa di dare lavoro ai giovani, un popolo - e
quando dico popolo non dico governi -, un intero popolo che non si preoccupa della
gente, che questi giovani lavorino, questo popolo non ha futuro.
I giovani entrano a far parte della cultura dello scarto. E tutti sappiamo che oggi, in
questo impero del dio denaro, si scartano le cose e si scartano le persone. Si
scartano i bambini perch non li si vuole o perch li si uccide prima che nascano. Si
scartano gli anziani - sto parlando del mondo, in generale -, si scartano gli anziani
perch non producono pi. In alcuni Paesi, c la legge sulleutanasia, ma in tanti
altri c uneutanasia nascosta, occulta. Si scartano i giovani perch non si d loro
lavoro. Allora, che cosa resta a un giovane senza lavoro? Se un Paese non
inventa, se un popolo non inventa possibilit di lavoro per i suoi giovani, a quel
giovane restano solo o le dipendenze o il suicidio, o andare in giro a cercare
eserciti di distruzione per creare guerre. Questa cultura dello scarto sta facendo del
male a tutti noi, ci toglie la speranza. Ed quello che hai chiesto per i giovani:
vogliamo speranza. Speranza che sofferta, laboriosa, feconda. Ci d lavoro e
ci salva dalla cultura dello scarto. E questa speranza convoca, convoca tutti,
perch un popolo che sa autoconvocarsi per guardare al futuro e costruire
lamicizia sociale - come ho gi detto, anche se si pensa in modi diversi -, questo
popolo ha speranza.
E se io incontro un giovane senza speranza - lho gi detto una volta - quel giovane
un pensionato. Ci sono giovani che sembrano andare in pensione a 22 anni.
Sono giovani con una tristezza esistenziale. Sono giovani che hanno puntato la loro
vita sul disfattismo di base. Sono giovani che si lamentano. Sono giovani che
fuggono dalla vita. Il cammino della speranza non facile e non si pu percorrere
da soli. C un proverbio africano che dice: Se vuoi andare in fretta, vai solo, ma
se vuoi arrivare lontano, vai accompagnato. E io voglio che voi, giovani cubani,
anche se la pensate in modo diverso, anche se avete punti di vista diversi, andiate
in compagnia, insieme, cercando la speranza, cercando il futuro e la nobilt della
patria.
Abbiamo iniziato con la parola sognare, e voglio concludere con unaltra
espressione che mi hai detto e che io uso spesso: la cultura dellincontro. Per
favore, non dividiamoci tra noi. Andiamo insieme, uniti, anche se la pensiamo
>>

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diversamente, anche se sentiamo diversamente. Ma c qualcosa che superiore a


noi, la grandezza del nostro popolo, la grandezza della nostra patria, ed a
questa bellezza, a questa dolce speranza della patria, che dobbiamo arrivare.
Grazie.
Bene, vi saluto augurandovi ogni bene, augurandovi tutto quello che vi ho detto.
Ve lo auguro. Pregher per voi. E vi chiedo di pregare per me. E se qualcuno di voi
non credente - e non pu pregare perch non credente - che almeno mi auguri
cose buone. Che Dio vi benedica, vi faccia procedere lungo questo cammino di
speranza verso la cultura dellincontro, evitando quelle conventicole di cui ha
parlato il nostro compagno. E che Dio vi benedica tutti.

Discorso preparato dal Santo Padre


Cari amici,
Provo una grande gioia nel poter stare con voi proprio qui in questo Centro
Culturale, cos significativo per la storia di Cuba. Rendo grazie a Dio per avermi
concesso lopportunit di avere questincontro con tanti giovani che, col proprio
lavoro, studio e preparazione, stanno sognando e anche gi realizzando il domani
di Cuba.

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IL POPOLO VENETO N2-2015

Ringrazio Leonardo per le sue parole di saluto, e specialmente perch, pur potendo
parlare di molte altre cose, certamente importanti e concrete, come le difficolt, le
paure, i dubbi - tanto reali e umani -, ci ha parlato di speranza, di quei sogni e
aspirazioni che sono fortemente impressi nel cuore dei giovani cubani, al di l delle
loro differenze di formazione, di cultura, di fede e di idee. Grazie, Leonardo, perch
io stesso, quando guardo voi, la prima cosa che mi viene nella mente e nel cuore
la parola speranza. Non posso concepire un giovane che non si muova, che
rimanga bloccato, che non abbia sogni n ideali, che non aspiri a qualcosa di pi.
Ma qual la speranza di un giovane cubano in questepoca della storia? N pi n
meno che quella di qualsiasi altro giovane di qualsiasi parte del mondo. Perch la
speranza ci parla di una realt che radicata nel profondo dellessere umano,
indipendentemente dalle circostanze concrete e dai condizionamenti storici in cui
vive. Ci parla di una sete, di unaspirazione, di un anelito di pienezza, di vita
realizzata, di un misurarsi con ci che grande, con ci che riempie il cuore ed
eleva lo spirito verso cose grandi, come la verit, la bont e la bellezza, la giustizia
e lamore. Senza dubbio, questo comporta un rischio. Chiede di essere disposti a
non lasciarsi sedurre da ci che passeggero e caduco, da false promesse di
felicit vuota, di piacere immediato ed egoista, di una vita mediocre, centrata su se
stessi, e che lascia nel cuore solo tanta tristezza e amarezza. No, la speranza
audace, sa guardare oltre la comodit personale, le piccole sicurezze e
compensazioni che restringono lorizzonte, per aprirsi a grandi ideali che rendono
la vita pi bella e dignitosa. Io chiederei a ciascuno di voi: Cos che muove la tua
vita? Cosa c nel tuo cuore, in cui abitano le tue aspirazioni? Sei disposto a
rischiare sempre per qualcosa di pi grande?
Qualcuno di voi potrebbe dirmi: S, Padre, lattrazione per questi ideali grande.
Sento il loro richiamo, la loro bellezza, lo splendore della loro luce nella mia anima.
Ma, nello stesso tempo, la realt della mia debolezza e delle mie poche forze
molto pesante perch io riesca a decidermi a percorrere il cammino della speranza.
La meta molto alta e le mie forze sono poche. Meglio accontentarsi di poco, di
cose forse meno grandi per pi realiste, pi alla portata delle mie possibilit.
Comprendo questa reazione, normale sentire il peso di quanto arduo e difficile,
tuttavia, attenti a non cadere nella tentazione della delusione, che paralizza
lintelligenza e la volont, e a non lasciarci prendere dalla rassegnazione, che un
pessimismo radicale di fronte ad ogni possibilit di raggiungere i nostri sogni.
Questi atteggiamenti alla fine sfociano o in una fuga dalla realt verso paradisi
artificiali o in un trincerarsi nellegoismo personale, in una specie di cinismo, che
non vuole ascoltare il grido di giustizia, di verit e di umanit che si leva intorno a
noi e dentro di noi.
Ma che fare? Come trovare vie di speranza nella situazione in cui viviamo? Come
fare perch questi sogni di pienezza, di vita autentica, di giustizia e verit, siano >>

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una realt nella nostra vita personale, nel nostro paese e nel mondo? Penso che ci
sono tre idee che possono essere utili per tenere viva la speranza.
La speranza, un cammino fatto di memoria e discernimento. La speranza la virt
di colui che in cammino e si dirige da qualche parte. Non dunque un semplice
camminare per il gusto di camminare, bens ha un fine, una meta, che quella che
d senso e illumina la strada. Nello stesso tempo, la speranza si nutre della
memoria, comprende con il suo sguardo non solo il futuro ma anche il passato e il
presente. Per camminare nella vita, oltre a sapere dove vogliamo andare,
importante sapere anche chi siamo e da dove veniamo. Una persona o un popolo
che non ha memoria e cancella il suo passato, corre il rischio di perdere la sua
identit e rovinare il suo futuro. necessaria pertanto la memoria di ci che siamo,
di ci che costituisce il nostro patrimonio spirituale e morale. Credo che questa sia
lesperienza e linsegnamento di quel grande cubano che stato Padre Flix
Varela. Ed necessario anche il discernimento, perch essenziale aprirsi alla
realt e saperla leggere senza timori e pregiudizi. Non servono le letture parziali o
ideologiche, che deformano la realt affinch entri nei nostri piccoli schemi
prestabiliti, provocando sempre delusione e disperazione. Discernimento e
memoria, perch il discernimento non cieco, ma si realizza sulla base di solidi
criteri etici, morali, che aiutano a discernere ci che buono e giusto.
La speranza, un cammino accompagnato. Dice un proverbio africano: Se vuoi
andare in fretta, vai da solo; se vuoi andare lontano, vai in compagnia.
Lisolamento o la chiusura in s stessi non generano mai speranza, invece la
vicinanza e lincontro con laltro s. Da soli non arriviamo da nessuna parte. E con la
esclusione non si costruisce un futuro per nessuno, neanche per s stessi. Un
cammino di speranza esige una cultura dellincontro, del dialogo, che superi i
contrasti e il confronto sterile. Perci fondamentale considerare le differenze nel
modo di pensare non come un rischio, ma come una ricchezza e un fattore di
crescita. Il mondo ha bisogno di questa cultura dellincontro, ha bisogno di giovani
che vogliano conoscersi, che vogliano amarsi, che vogliano camminare uniti e
costruire un paese come lo sognava Jos Mart: Con tutti e per il bene di tutti.
La speranza, un cammino solidale. La cultura dellincontro deve condurre
naturalmente a una cultura della solidariet. Apprezzo molto quanto ha detto
Leonardo allinizio quando ha parlato della solidariet come forza che aiuta a
superare ogni ostacolo. Effettivamente, se non c solidariet non c futuro per
nessun Paese. In cima a qualsiasi altra considerazione o interesse, ci devessere la
preoccupazione concreta e reale per lessere umano, che pu essere mio amico,
mio compagno, o anche qualcuno che la pensa in modo diversa, che ha le sue
idee, ma che un essere umano e un cubano tanto quanto me. Non basta la
semplice tolleranza, occorre andare oltre e passare da un atteggiamento diffidente
e difensivo a uno di accoglienza, di collaborazione, di servizio concreto e di aiuto

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effettivo. Non abbiate paura della solidariet, del servizio, del dare la mano allaltro
in modo che nessuno sia lasciato fuori dalla strada.
Questa strada della vita illuminata da una speranza pi alta: quella che ci viene
dalla fede in Cristo. Egli si fatto nostro compagno di viaggio, e non solo ci
incoraggia ma ci accompagna, sta al nostro fianco e ci tende la sua mano di amico.
Egli, il Figlio di Dio, ha voluto farsi uno come noi, per percorrere anche la nostra
strada. La fede nella sua presenza, il suo amore e la sua amicizia, accendono e
illuminano tutte le nostre speranze e illusioni. Con Lui, impariamo a discernere la
realt, a vivere lincontro, a servire gli altri e a camminare nella solidariet.
Cari giovani cubani, se Dio stesso entrato nella nostra storia e si fatto uomo in
Ges, si caricato sulle spalle la nostra debolezza e il nostro peccato, non abbiate
paura della speranza, non abbiate paura del futuro, perch Dio scommette su di
voi, crede in voi, spera in voi.
Cari amici, grazie per questo incontro. La speranza in Cristo vostro amico vi guidi
sempre nella vostra vita. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Il
Signore vi benedica!
Foto by LOsservatore Romano

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speciale papa francesco a cuba

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Le Nazioni Unite isseranno la bandiera


della Santa Sede il 25 settembre
Comunicato della Rappresentanza della Santa
Sede presso le Nazioni Unite a New York: Dopo
consultazioni con la Santa Sede, le Nazioni Unite
isseranno per la prima volta la bandiera della Santa
Sede la mattina del 25 settembre, cos che sia
esposta all'arrivo di Papa Francesco alla Sede
delle Nazioni Unite. La Santa Sede e il Segretariato
delle Nazioni Unite hanno concordato che la
bandiera verr issata senza alcuna cerimonia. Il
personale delle Nazioni Unite la isser in quel
giorno insieme con le altre bandiere.
La bandiera della Santa Sede si compone di due
bande verticali, una gialla e laltra bianca. Nella
parte bianca sono raffigurate due chiavi incrociate,
una dorata e laltra argentea, tenute insieme da
una corda rossa e sormontate da un triregno, o
tiara, con in cima una croce. Le chiavi (cfr Mt 16,19) e la tiara sono entrambe
simboli tradizionali del Papato. Questa bandiera quella ufficiale della Santa Sede
dal 1929.

Santa Messa. Omelia del Santo Padre


Plaza de la Revolucin, Holgun. Luned, 21 settembre 2015
Celebriamo la festa dellApostolo ed Evangelista san Matteo. Celebriamo la storia
di una conversione. Egli stesso, nel suo Vangelo, ci racconta come stato
lincontro che ha segnato la sua vita, ci introduce in un gioco di sguardi che in
grado di trasformare la storia.
Un giorno come qualunque altro, mentre era seduto al banco della riscossione delle
imposte, Ges pass e lo vide, si avvicin e gli disse: Seguimi. Ed egli si alz, lo
segu.
Ges lo guard. Che forza di amore ha avuto lo sguardo di Ges per smuovere
Matteo come ha fatto! Che forza devono avere avuto quegli occhi per farlo alzare!
Sappiamo che Matteo era un pubblicano, cio riscuoteva le tasse dagli ebrei per
darle ai romani. I pubblicani erano malvisti, considerati anche peccatori, e per
questo vivevano isolati e disprezzati dagli altri. Con loro non si poteva mangiare, n

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parlare e n pregare. Per il
popolo erano dei traditori,
che prendevano dalla loro
gente per dare ad altri. I
pubblicani appartenevano a
questa categoria sociale.
E Ges si ferm, non pass
oltre frettolosamente, lo
guard senza fretta, lo
guard in pace. Lo guard
con occhi di misericordia; lo
guard come nessuno lo
aveva guardato prima. E
quello sguardo apr il suo
cuore, lo rese libero, lo
guar,
gli
diede
una
speranza, una nuova vita,
come
a
Zaccheo,
a
Bartimeo,
a
Maria
Maddalena, a Pietro e
anche a ciascuno di noi.
Anche se noi non osiamo
alzare gli occhi al Signore,
Lui sempre ci guarda per
primo.

E
la
nostra
storia
personale; come tanti altri,
ognuno di noi pu dire: anchio sono un peccatore su cui Ges ha pone il suo
sguardo. Vi invito oggi, a casa o in chiesa, quando siete tranquilli, soli, a fare un
momento di silenzio per ricordare con gratitudine e gioia quella circostanza, quel
momento in cui lo sguardo misericordioso di Dio si posato sulla nostra vita.
Il suo amore ci precede, il suo sguardo anticipa le nostre necessit. Egli sa vedere
oltre le apparenze, al di l del peccato, al di l del fallimento o dellindegnit. Sa
vedere oltre la categoria sociale a cui apparteniamo. Egli va al di l di tutto ci. Egli
vede quella dignit di figli, che tutti abbiamo, a volte sporcata dal peccato, ma
sempre presente nel profondo della nostra anima. E la nostra dignit di figli. Egli
venuto proprio a cercare tutti coloro che si sentono indegni di Dio, indegni degli
altri. Lasciamoci guardare da Ges, lasciamo che il suo sguardo percorra le nostre
strade, lasciamo che il suo sguardo ci riporti la gioia, la speranza, la gioia della vita.

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speciale papa francesco a cuba

IL POPOLO VENETO N2-2015

Dopo averlo guardato con misericordia, il Signore disse a Matteo: Seguimi. E


Matteo si alz e lo segu. Dopo lo sguardo, la parola. Dopo lamore, la missione.
Matteo non pi lo stesso; cambiato interiormente. L'incontro con Ges, con il
suo amore misericordioso, lo ha trasformato. E in quel momento si lasci alle spalle
il banco delle imposte, il denaro, la sua esclusione. Prima aspettava seduto per
riscuotere, per prendere dagli altri; ora con Ges deve alzarsi per dare, per offrire,
per offrirsi agli altri. Ges lo ha guardato e Matteo ha trovato la gioia nel servizio.
Per Matteo e per tutti coloro che hanno percepito lo sguardo di Ges, i concittadini
non sono quelli di cui si approfitta, si usa, si abusa. Lo sguardo di Ges genera
unattivit missionaria, di servizio, di dedizione. I suoi concittadini sono quelli che lui
serve. Il suo amore guarisce le nostre miopie e ci stimola a guardare oltre, a non
fermarci alle apparenze o al politicamente corretto.
Ges va avanti, ci precede, apre la strada e ci invita a seguirlo. Ci invita ad andare
lentamente superando i nostri pregiudizi, le nostre resistenze al cambiamento degli
altri e anche di noi stessi. Ci sfida giorno per giorno con una domanda: credi? Credi
che sia possibile che un esattore si trasformi in un servitore? Pensi che sia
possibile che un traditore diventi un amico? Pensi che sia possibile che il figlio di un
falegname sia il Figlio di Dio? Il suo sguardo trasforma il nostro sguardo, il suo
cuore trasforma il nostro cuore. Dio Padre che vuole la salvezza di tutti i suoi figli.
Lasciamoci guardare dal Signore nella preghiera, nellEucaristia, nella Confessione,
nei nostri fratelli, soprattutto quelli che si sentono abbandonati, pi soli. E
impariamo a guardare come Lui guarda noi. Condividiamo la sua tenerezza e la
sua misericordia con i malati, i carcerati, gli anziani e le famiglie in difficolt. Ancora

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speciale papa francesco a cuba

IL POPOLO VENETO N2-2015

una volta siamo chiamati ad


imparare da Ges, che vede
sempre quello che c di pi
autentico in ogni persona,
che appunto limmagine
del Padre.
So con quale sforzo e
sacrificio la Chiesa a Cuba
sta lavorando per portare a
tutti, anche nei luoghi pi
remoti, la parola e la
presenza di Cristo. Una
menzione speciale meritano
le cosiddette case di
missione, che, data la
scarsit
di
chiese
e
sacerdoti, consentono a
molte persone di avere un
luogo per la preghiera,
lascolto della Parola, la
catechesi
e
la
vita
comunitaria. Sono piccoli
segni della presenza di Dio
nei nostri quartieri e un aiuto
quotidiano per rendere vive
le
parole
dellapostolo
Paolo:
Vi
esorto:
comportatevi in maniera
degna della chiamata che
avete ricevuto, con ogni umilt, dolcezza e magnanimit, sopportandovi a vicenda
nellamore, avendo a cuore di conservare lunit dello spirito per mezzo del vincolo
della pace (Ef 4,1-3).
Desidero ora rivolgere lo sguardo alla Vergine Maria, Nostra Signora della Carit
del Cobre, che Cuba ha accolto tra le sue braccia aprendole le sue porte per
sempre,e a Lei chiedo di mantenere su ciascuno dei figli di questa nobile nazione il
suo sguardo materno, e che quei suoi occhi misericordiosi siano sempre attenti a
ciascuno di voi, alle vostre case, alle vostre famiglie e alle persone che possono
avere limpressione che per loro non c posto. Che lei ci custodisca tutti come ha
custodito Ges nel suo amore. E che Lei ci insegni a guardare gli altri come Ges
ha guardato ognuno di noi.

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speciale papa francesco a cuba

IL POPOLO VENETO N2-2015

Benedizione della citt di Holgun


Papa Francesco ha benedetto la citt di Holgun dalla
collina Loma de la Cruz. Un panorama meraviglioso che
Cristoforo Colombo dopo lo sbarco sullisola di Cuba defin
il luogo pi bello su cui si siano mai posati degli occhi
umani. Dalla cima del promontorio, dove nel 1790 fu
alzata una croce di legno, si pu ammirare lintera isola.
Ecco le parole di benedizione: Que al mirar la Santa Cruz,
elevada en la cima de esta montaa, y que ilumina la vida
de las familias, de los nios y jvenes, de los enfermos y
de todos los que sufren reciban tu consuelo y tu
compaa, y se sientan invitados al seguimiento de Tu
Hijo, nico camino para llegar a ti.

Preghiera alla Virgen de la Caridad del Cobre, Santiago


Dopo l'incontro con i vescovi di Cuba nel Seminario
San Basilio Magno di Santiago, il Santo Padre si
recato al Santuario nazionale della Virgen de la
Caridad del Cobre, ad una trentina di chilometri da
Santiago di Cuba, nel centenario della sua
proclamazione come patrona di Cuba. Qui
conservata la statuetta di Maria col Bambino Ges che
regge il globo terrestre. Tra i numerosi visitatori del
santuario ci fu anche Ernest Hemingway, che don la
medaglia ricevuta quando vinse il Premio Nobel per la
Letteratura nel 1954. Papa Francesco ha deposto ai
piedi della statua di legno un mazzo di fiori (calle, rose
e gigli) e si raccolto in preghiera.
Foto 1-3 by LOsservatore Romano

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speciale papa francesco a cuba

IL POPOLO VENETO N2-2015

Virgen de la Caridad del Cobre. Omelia del Santo Padre

Basilica minore del Santuario della Virgen de la Caridad del Cobre, Santiago di
Cuba. Marted, 22 settembre 2015
Il Vangelo che abbiamo appena ascoltato ci mette di fronte alla dinamica che il
Signore genera ogni volta che ci visita: ci fa uscire da casa. Sono immagini che pi
volte siamo invitati a contemplare. La presenza di Dio nella nostra vita non ci lascia
mai tranquilli, ci spinge sempre a muoverci. Quando Dio ci visita, sempre ci tira
fuori di casa. Visitati per visitare, incontrati per incontrare, amati per amare.
E qui vediamo Maria, la prima discepola. Una giovane forse tra i 15 e i 17 anni, che
in un villaggio della Palestina stata visitata dal Signore che le annunciava che
sarebbe diventata la madre del Salvatore. Lungi dal credersi chiss chi e dal
pensare che tutti sarebbero venuti ad assisterla o servirla, lei esce di casa e va a
servire. Va ad aiutare sua cugina Elisabetta. La gioia che scaturisce dal sapere che
Dio con noi, con la nostra gente, risveglia il cuore, mette in movimento le nostre
gambe, ci tira fuori, ci porta a condividere la gioia ricevuta, e condividerla come
servizio, come dedizione in tutte quelle situazioni imbarazzanti che i nostri vicini o
parenti stanno vivendo. Il Vangelo ci dice che Maria usc in fretta, passo lento ma
costante, passi che sanno dove andare; passi che non corrono per arrivare troppo
rapidamente o vanno troppo lenti come per non arrivare mai. N agitata n
addormentata, Maria va di fretta, per accompagnare sua cugina incinta in et
avanzata. Maria, la prima discepola, visitata uscita a visitare. E da quel primo
giorno sempre stata la sua caratteristica peculiare. E stata la donna che ha
visitato tanti uomini e donne, bambini e anziani, giovani. Ha saputo visitare e
accompagnare nelle drammatiche gestazioni di molti dei nostri popoli; ha protetto la

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speciale papa francesco a cuba

IL POPOLO VENETO N2-2015

lotta di tutti coloro che hanno sofferto per


difendere i diritti dei loro figli. E ora, Lei non
cessa di portarci la Parola di vita, suo Figlio,
nostro Signore.
Anche queste terre sono state visitate dalla
sua presenza materna. La patria cubana
nata e cresciuta nel calore della devozione
alla Vergine della Carit. Ella ha dato una
forma propria e speciale allanima cubana hanno scritto i Vescovi di questa terra suscitando nel cuore dei cubani i migliori
ideali di amore per Dio, per la famiglia e per
la Patria.
Lo affermarono anche i vostri connazionali
centanni fa, quando chiesero a Papa
Benedetto XV di dichiarare la Vergine della
Carit Patrona di Cuba, e scrissero: N le
disgrazie e n le privazioni riuscirono a
spegnere la fede e lamore che il nostro
popolo cattolico professa a questa Vergine, ma anzi, nelle pi grandi vicissitudini
della vita, quando era pi vicina la morte o prossima la disperazione, sempre
sorta come luce che dissipa ogni pericolo, come rugiada consolatrice ... la visione
di questa Vergine benedetta, cubana per eccellenza perch cos lhanno amata
le nostre indimenticabili madri, cos la benedicono le nostre spose. Cos essi
scrivevano centanni fa.
In questo Santuario, che conserva la memoria del santo Popolo fedele di Dio che
cammina a Cuba, Maria venerata come Madre della Carit. Da qui Lei custodisce
le nostre radici, la nostra identit, perch non ci perdiamo su vie di disperazione.
Lanima del popolo cubano, come abbiamo appena sentito, stata forgiata tra
dolori, privazioni che non sono riusciti a spegnere la fede; quella fede che si
mantenuta viva grazie a tante nonne che hanno continuato a render possibile, nella
quotidianit domestica, la presenza viva di Dio; la presenza del Padre che libera,
fortifica, risana, d coraggio ed rifugio sicuro e segno di nuova risurrezione.
Nonne, madri, e tanti altri che con tenerezza e affetto sono stati segni di visitazione
- come Maria - di coraggio, di fede per i loro nipoti, nelle loro famiglie. Hanno tenuto
aperta una fessura, piccola come un granello di senape, attraverso la quale lo
Spirito Santo ha continuato ad accompagnare il palpitare di questo popolo.
E ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria
della tenerezza e dellaffetto (Esort. ap.Evangelii gaudium, 288).

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speciale papa francesco a cuba

IL POPOLO VENETO N2-2015

Generazione dopo generazione,


giorno dopo giorno, siamo invitati
a rinnovare la nostra fede. Siamo
invitati a vivere la rivoluzione
della tenerezza come Maria,
Madre della Carit. Siamo invitati
a uscire di casa, a tenere gli
occhi e il cuore aperti agli altri.
La nostra rivoluzione passa
attraverso
la
tenerezza,
attraverso la gioia che diventa
sempre prossimit, che si fa
sempre compassione - che non
pietismo, patire-con, per
liberare - e ci porta a
coinvolgerci, per servire, nella
vita degli altri. La nostra fede ci
fa uscire di casa e andare
incontro agli altri per condividere
gioie e dolori, speranze e
frustrazioni. La nostra fede ci
porta fuori di casa per visitare il
malato, il prigioniero, chi piange
e chi sa anche ridere con chi
ride, gioire con le gioie dei vicini. Come Maria, vogliamo essere una Chiesa che
serve, che esce di casa, che esce dai suoi templi, dalle sue sacrestie, per
accompagnare la vita, sostenere la speranza, essere segno di unit di un popolo
nobile e dignitoso. Come Maria, Madre della Carit, vogliamo essere una Chiesa
che esca di casa per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconciliazione.
Come Maria vogliamo essere una Chiesa che sappia accompagnare tutte le
situazioni imbarazzanti della nostra gente, impegnati nella vita, nella cultura, nella
societ, non nascondendoci ma camminando con i nostri fratelli, tutti insieme. Tutti
insieme, servendo, aiutando. Tutti figli di Dio, figli di Maria, figli di questa nobile
terra cubana.
Questo il nostro rame pi prezioso, questa la nostra pi grande ricchezza e la
migliore eredit che possiamo lasciare: come Maria, imparare ad uscire di casa sui
sentieri della visitazione. E imparare a pregare con Maria, perch la sua preghiera
colma di memoria e di ringraziamento; il cantico del Popolo di Dio che cammina
nella storia. E la memoria viva che Dio in mezzo a noi; la memoria perenne che
Dio ha guardato lumilt della sua gente, ha soccorso il suo servo come aveva
promesso ai nostri padri e alla loro discendenza per sempre.
* Granma, organo ufficiale del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba

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politica

IL POPOLO VENETO N2-2015

MATTEO RENZI ALLA GIORNATA


DELLAGRICOLTURA ITALIANA

Abbiamo creduto in Expo Milano 2015 fin dallinizio, perch noi ci siamo e ci
saremo sempre con chi prova a fare qualcosa di positivo per lItalia, con queste
parole marted 15 settembre il Presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo ha dato il
via alla Giornata dellAgricoltura Italiana a Expo Milano 2015, una grande
manifestazione popolare con cui lassociazione dei coltivatori diretti ha voluto
affermare il ruolo fondamentale che lagricoltura familiare sta giocando per il futuro
dellItalia. Numerosissime le autorit presenti: il Presidente del Consiglio Matteo
Renzi, il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il Presidente
dellOsservatorio di Coldiretti sulle Agromafie Giancarlo Caselli, il Fondatore di
Slow Food Carlin Petrini, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il Presidente della
Regione LombardiaRoberto Maroni, il Commissario Unico delegato dal Governo >>

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politica

IL POPOLO VENETO N2-2015

per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala, la Presidente dei Giovani Coldiretti Maria
Letizia Gardoni. Mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
intervenuto attraverso un video messaggio in cui ha ricordato l'eccellenza
dell'agricoltura italiana, l'importanza dell'agricoltura sociale e l'impegno di Coldiretti
nella lotta contro il lavoro nero.
Coldiretti, forza amica del Paese. Petrini: Un Paese senza contadini un
Paese senza memoria"
Accolti nellampio Open Air Theatre, trentamila piccoli agricoltori da tutta la
Penisola hanno colorato lEsposizione Universale del giallo e del verde delle loro
bandiere e magliette. Salutandoli e ringraziandoli per la calorosa presenza, il
Presidente Moncalvo ha dedicato a loro la giornata: Lagricoltura italiana fatta del
nostro lavoro quotidiano - ha affermato - e la visione del futuro fatta propria da
Expo Milano 2015 impersonata dai volti di ognuno di noi. Concreto e articolato il
suo intervento, che ha affrontato i nodi centrali su cui da sempre preme Coldiretti:
la tutela dei produttori attraverso la garanzia di prezzi giusti, il sostegno ai giovani
agricoltori, lalleggerimento del carico fiscale agricolo, la tutela del vero Made in
Italy, il contrasto alla contraffazione e la lotta a tutte le forme di caporalato e lavoro
nero: Le nostre aziende hanno bisogno di lavoratori immigrati, ma dobbiamo
tutelare i loro diritti: non possiamo tollerare che si cancellino le conquiste sindacali

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politica

IL POPOLO VENETO N2-2015

dei nostri nonni. Lesigenza di difendere diritti e remunerazione del lavoro della
terra stata sottolineata anche da Carlin Petrini: Un Paese senza contadini un
Paese senza memoria, ma per dare dignit agli agricoltori bisogna che il frutto del
loro lavoro sia pagato il giusto e cio n troppo poco, n troppo - ha sottolineato
Petrini - se il cibo costa troppo fa soffrire i poveri, ma se costa troppo poco
danneggia i contadini.
Radici e futuro dellagricoltura. Martina: "Coldiretti dimostra una grande
capacit di lavorare in squadra e di produrre una visione del futuro"
Non c organizzazione agricola in Europa che possa riunire cos tante persone
non per protestare, ma per proporre - ha affermato Maurizio Martina - Coldiretti
dimostra una grande capacit di lavorare in squadra e di produrre una visione del
futuro. Proprio durante la crisi emersa la modernit e il valore della nostra
agricoltura, che non chiusa in un museo. Siamo di fronte a un passaggio cruciale
e gli imprenditori agricoli dimostrano di avere i piedi ben piantati per terra, ma la
testa presente nel mondo. Non a caso - ha continuato il Ministro - abbiamo il
reddito per ettaro pi alto dEuropa pur avendo le aziende pi piccole, siamo leader
mondiali nel biologico e nella produzione di vino e questanno abbiamo superato
ogni record in fatto di export e tutto questo mentre stiamo migliorando anche la
sostenibilit. Una crescita complessiva che si riflette sulloccupazione, con sempre

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politica

IL POPOLO VENETO N2-2015

pi
giovani
che
tornano alla terra,
rilevando le aziende
di
famiglia
o
iniziando
nuove
attivit e professioni
agricole."
Lagricoltura
che
crede
nellItalia.
Renzi: "Siete stati i
primi a ribadire il
diritto dellItalia alla
bellezza"
Expo Milano 2015
la prova di quello
che lItalia pu fare quando agisce in modo unitario - ha esordito il Presidente del
Consiglio Matteo Renzi - e Coldiretti rispecchia in pieno questo spirito. Voi
agricoltori siete stati i primi a difendere lorgoglio nazionale, a ribadire il diritto
dellItalia alla bellezza. S pu parlare male del Governo o di un partito, ma non
dellItalia. Il nostro Paese oggi leader nel mondo per fascino e qualit dei propri
prodotti. Il mondo ha fame dItalia, oggi ci sono 800 milioni di nuovi consumatori
che si affacciano al mercato e per loro lItalia sinonimo di bellezza, cibo di qualit,
cultura" ha continuato Renzi. "Per soddisfare questa crescente richiesta di prodotti
italiani dobbiamo fare due cose: organizzarci meglio al nostro interno e comunicare
meglio allesterno quello che abbiamo, agendo sempre con un approccio comune e
organico. Le grandi imprese non le fanno i leader - ha concluso il Premier - ma le
fanno le persone come voi, con il loro lavoro quotidiano. Oltre ai valori profondi, il
Premier ha elencato alcune proposte concrete: unazione forte del Governo contro
caporalato e lavoro nero e labolizione di IMU e IRAP agricole. Al termine della
celebrazione della Giornata dellAgricoltura Italiana, Matteo Renzi e Roberto
Moncalvo hanno brindato al Padiglione Coldiretti e visitato la mostra darte Il tesoro
dItalia nel Padiglione Eataly, accompagnati dal curatore Vittorio Sgarbi e da Oscar
Farinetti.
Il Popolo Veneto (Giornale Italiano Fondato nel 1921). Anno 94 N2-2015
www.ilpopoloveneto.blogspot.com
www.ilpopoloveneto.it
ilpopoloveneto@gmail.com
Direttore Responsabile: Emanuele Bellato Vice-Direttrice: Francesca Monti
Reg.
Tribunale di Rovigo N25/04. Stampa in proprio (22 Settembre 2015). Giornale gratuito.
Non riceve finanziamenti pubblici e privati. Esce come e quando pu. *Testi dello
speciale su Papa Francesco a Cuba dal sito: vatica.va Foto da: LOsservatore Romano.

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politica

IL POPOLO VENETO N2-2015

PIU INTEGRAZIONE EUROPEA:


LA STRADA DA PERCORRERE

Il Presidente Sergio Mattarella con la Presidente della Camera, il Presidente dell'Assemblea Nazionale
Francese, il Presidente del Bundestag tedesco e il Presidente del Parlamento lussemburghese

Consegnata a Mattarella la dichiarazione "Pi integrazione europea: la strada da


percorrere": Per affrontare le sfide d'oggi e del futuro servono politiche e istituzioni
comuni
Roma, 14 settembre 2015 - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha
ricevuto al Quirinale la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, il
Presidente del Bundestag tedesco, Norbert Lammert, il Presidente dell'Assemblea

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politica

IL POPOLO VENETO N2-2015

Nazionale francese, Claude Bartolone, e il Presidente della Camera dei Deputati


lussemburghese, Mars Di Bartolomeo.
Durante l'incontro stata consegnata in anteprima al Presidente Mattarella la
Dichiarazione congiunta "Pi integrazione europea: la strada da percorrere" che i
Presidenti delle quattro Assemblee firmeranno oggi alla Camera dei Deputati.
Si tratta - ha dichiarato il Capo dello Stato - di un documento prezioso per
rilanciare con forza la prospettiva dell'integrazione europea. Tutti i Paesi
dell'Unione sono chiamati a questo compito, ma i Paesi fondatori hanno una
responsabilit particolare. Come dimostrano le due crisi - quella economica e
quella migratoria - alle quali gli Stati non possono dare risposta da soli, per
affrontare con efficacia queste sfide d'oggi e del futuro servono non solo politiche
comuni, ma anche istituzioni comuni.
Il presidente Mattarella ha concluso: Il documento che viene firmato quest'oggi
contiene un appello particolarmente autorevole, perch firmato dai Presidenti di
quattro Parlamenti, espressione della sovranit popolare. I Parlamenti hanno una
sensibilit particolare nell'indicare le prospettiva future e gli orizzonti ideali. Il mio
auspicio che alle firme dei Parlamenti dei quattro Paesi fondatori seguano quelle
degli altri Parlamenti. Questo atto darebbe forte impulso all'integrazione europea.

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expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

VEGETARIANESIMO E SPIRITUALITA

Si svolto il 15 settembre a Slow Food lincontro sul cibo che rispetta la natura
Si svolto dalle 13.30 alle 15 il primo degli eventi organizzati il 15 settembre per
celebrare la giornata di condivisione vegetariana promossa a Expo Milano 2015
dallo Chef Ambassador Pietro Leemann e dal giornalista Gabriele Eschenazi,
entrambi a capo dellassociazione The Vegetarian Chance, che promuove uno stile
alimentare sostenibile e cruelty free con iniziative, incontri e un concorso
internazionale di cucina vegan rivolto ai ristoranti europei. Allincontro hanno aderito
relatori illustri: Carlo Petrini (il fondatore di Slow Food), Marco Ferrini (Presidente
del Centro Studi Bhaktivedanta e guida spirituale di Pietro Leemann), Don Luca
Bressan (Vicario episcopale per la Cultura, la Carit, la Missione e lAzione Sociale
della Diocesi Ambrosiana), il Lama Paijin Tulku Rimpoche (monaco buddhista di
tradizione tibetana), Simone Molteni (Direttore editoriale del Magazine di Expo

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expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

Milano 2015 e Direttore scientifico di LifeGate) e Cinzia Scaffidi (Direttrice del


Centro Studi Slow Food).
La rivoluzione profonda in atto ci chiede di rispettare la Madre Terra
Il vegetarianesimo non una moda. Mi auguro invece che nella societ sia in atto
una rivoluzione profonda. Ha esordito cos Eschenazi durante il suo intervento
volto ad approfondire le relazioni tra ebraismo e alimentazione vegetariana. Dalle
ore 13.30 il teatro della Terra stato la cornice che ha fatto da sfondo ad un
interessante confronto tra i relatori, molti dei quali dichiaratamente onnivori. Il cibo
pu essere unopportunit per approfondire la nostra relazione con il divino ha
affermato Leemann noi promuoviamo i valori di una dieta che migliora il rapporto
con il mondo, con gli esseri viventi, con la natura. Petrini ha invece rivelato di
essere onnivoro, ma che grazie ad amici vegetariani come Moni Ovadia, si sente
una persona diversa, pi sensibile, rispetto al passato: La vicinanza con amici
vegetariani mi ha cambiato. Gli esseri umani sono violenti nei confronti degli
animali, Devo dire che la produzione alimentare oggi volgare anche rispetto alla
frutta e alla verdura. Pensiamo alluso massiccio della chimica nelle coltivazioni. La
scelta verso unarmonia migliore importante e lindustria alimentare in questo ha
tanta responsabilit.
Lalta cucina delle verdure: per la salute, l'ambiente e il palato
Il secondo degli incontri programmati per la giornata si svolto alle 16 al Padiglione
di Identit Golose, dove Paolo Marchi (ideatore e curatore di Identit Golose) ha
preso parte alla conferenza dal titolo "Lalta cucina delle verdure: per la salute,
l'ambiente e il palato" a cui hanno partecipato Leemann, Eschenazi, lo Chef
Ambassador Davide Oldani, Mark Moriarty (vincitore di Young Chef San Pellegrino
con un piatto vegetariano), Carlo Modonesi (docente di Ecologia Umana
allUniversit di Parma. Alle 20, sempre allinterno dello spazio di Identit Golose
Expo, Pietro Leemann e i cuochi del suo ristorante Joia cucineranno insieme al
giovane vincitore di Young Chef San Pellegrino.
Cibo dello Spirito con il riso vegetariano "L'ombelico del mondo"
Recentemente, sempre allinterno di Expo Milano 2015, lo Chef Ambassador Pietro
Leemann ha partecipato allincontro interreligioso Il Cibo dello Spirito che si
tenuto il primo settembre scorso e che ha visto la partecipazione di 11
rappresentanti religiosi riunitisi insieme per sottoscrivere la Carta di Milano e per
benedire lo stesso cibo secondo le diverse tradizioni. Tra gli alimenti benedetti, vi
era Lombelico del mondo, il piatto vegetariano a base di riso basmati cucinato da
Leemann con ingredienti kosher e halal.

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expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

ALIMENTAZIONE SICURA NEL MONDO

Marted 15 settembre ADA e UIL Pensionati hanno organizzato una conferenza


sullalimentazione sicura e legata allobiettivo delle Nazioni Unite Fame Zero, per
dibattere del cibo come bene primario da garantire a tutte le fasce di reddito.
Allinterno di Cascina Triulza a Expo Milano 2015 hanno partecipato allevento
sindacalisti italiani e brasiliani, che hanno messo in evidenza le differenze dei
programmi sociali nei due Paesi. Moderato dal giornalista Antonio Passaro, sono
intervenuti Giovanni Tevisio, Segretrario Uilp Milano Lombardia, Floriano Pesaro,
Ministro delle Politiche Sociali di San Paolo - Brasile, Francesca Balzani, ViceSindaco di Milano, Alessandro Fermi, Sottosegretario alle relazioni internazionali
della Regione Lombardia, Stefano Mantegazza, Segretario UILA, Carlos Andreu
Ortiz, Presidente Sindacato Pensionati Fora Sindical - Brasile, Carmelo
Barbagallo, Segretario Generale UIL, Amedeo Giuliani, Presidente ADA Milano,
Fabio Porta, Deputato e Presidente del Comitato permanente per gli italiani nel
mondo e la promozione del sistema, Danilo Margaritella, Segretario UIL MilanoLombardia, Antonio Victor, Presidente del Sindacato per l'Alimentazione Fora
Sindical di San Paolo - Brasile, Romano Bellissima, Segretario UIL Pensionati.
Il Brasile ha presentato il Sistema Unico di Assistenza Sociale, a difesa di
bambini e anziani

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expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

La mancanza di cibo colpisce le popolazioni dal punto di vista economico, culturale


e sociale. Con questa premessa Passaro ha aperto i lavori che hanno messo in
risalto gli ottimi rapporti tra il sindacato italiano e quello brasiliano a seguito di
iniziative comuni nella difesa dei ceti deboli. Tevisio ha affermato che Expo Milano
2015 una esposizione a misura di tutti i cittadini, e grazie alla Carta di Milano il
pubblico si impegna con una firma a una condotta che garantisca il diritto al cibo
per tutti. I pensionati spesso sono costretti a cercare il risparmio a tutti i costi, a
discapito di una dieta corretta, e il futuro potr essere garantito solo con
investimenti nella ricerca agroalimentare. Balzani ha richiamato lattenzione sulle
fragilit emergenti (dette anche nuove povert) che rischiano di spostare il
problema dallambito sociale a quello sanitario. Le citt devono essere i primi
laboratori per permettere ai bambini di familiarizzare con i cibi biologici e le pratiche
ambientali. Anche Fermi ha sottolineato limportanza della Carta di Milano come
eredit culturale di questa Esposizione Universale, mentre Pesaro si addentrato
nella proposta sociale dello Stato di San Paolo in Brasile. A San Paolo dal 2000
vengono implementati - ci spiega il Ministro delle Politiche Sociali - due programmi
di sicurezza alimentare, che appartengono al Sistema Unico di Assistenza Sociale:
uno per i bambini e uno dedicato agli anziani. Con un intervento sul territorio, sono
stati messi in atto azioni di trasferimento del reddito per le mamme dei bambini volti
a garantire la loro frequenza scolastica, con un piano che prevede anche la
distribuzione del latte nelle scuole e le vaccinazioni necessarie. Per la fascia degli
over 65 anni, viene garantita una pensione minima e il programma Bomprato offre
un piatto completo al giorno al costo equivalente di 1 euro presso 50 ristoranti
accreditati.
Limpatto dei programmi Fame Zero e Bomprato
Mantegazza si soffermato sulle quattro strategie che il sindacato dovrebbe
seguire per garantire un alimentazione sana: iniziando dal combattere la povert,
motivo principale della fame del mondo; garantire unautosufficienza alimentare per
tutti i Paesi; rispettare lambiente; e combattere il lavoro nero e lo sfruttamento nel
settore agricolo". Expo Milano 2015 - ha affermato nel suo intervento Ortiz rappresenta uno degli esempi positivi per stabilire i nuovi paradigmi nel mondo.
Condivisione ed equilibrio tra produttivit e sostenibilit alla base del programma
Fame Zero messo in atto dalla FAO e dal Governo brasiliano, che mappa le
persone pi bisognose e permette di costruire un sistema di distribuzione del cibo.
Inoltre liniziativa Bomprato garantisce condizioni alimentari minime per gli anziani.
Barbagallo intervenuto al termine della mattinata soffermandosi sul futuro di Expo
Milano 2015, sia per la nascita di un possibile movimento per il cibo che per
utilizzare questo Sito Espositivo per studiare la fame nel mondo. Ma in qualunque
ipotesi, non riusciremo a ottenere risultati se continuano le guerre finanziarie nel
pianeta, cha accrescono la distanza tra poveri e ricchi. La democrazia non si
esporta, e dovremo diminuire le spese per gli armamenti in modo da destinare i
soldi a chi soffre di fame.

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expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

IL CIBO DELLA MENTE: LEVENTO ORGANIZZATO DA COOP


FOTOGRAFA GLI ADOLESCENTI ITALIANI A TAVOLA

Un convegno per indagare i percorsi di conoscenza degli adolescenti italiani tra


corpo e mente. lidea alla base della giornata Il cibo della mente, organizzata
da Coop per approfondire il tema di Expo Milano 2015 Nutrire il Pianeta, Energia
per la Vita. Dopo Mangiare un atto politico, lappuntamento dedicato agli
squilibri tra filiere, e We not me. Il cibo di tutti, sulle forme di economia
partecipata, lattenzione di Coop si sposta su giovani e alimentazione.
La ricerca
La giornata ha avuto come preludio la presentazione della ricerca Adolescenza,
alimenti per crescere conclusa nellaprile scorso e realizzata in collaborazione
con Coop da SIMA, Societ Italiana di Medicina dell'Adolescenza, e
dall'Associazione "Laboratorio Adolescenza" su un campione rappresentativo di
oltre 2000 studenti di terza media (et compresa fra i 12-14 anni). Dallo studio
emerge che gli adolescenti italiani mostrano una grande consapevolezza e buone
conoscenze alimentari. Circa il 70-80% (percentuale che varia a seconda

52
expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

dellalimento)

sa
rispondere
correttamente
sulla
presenza prevalente di
proteine o vitamine o
carboidrati nellalimento
considerato. L'alimento
pi "conosciuto" risulta
essere la frutta (l'85,5%
sa che contiene in
grande
prevalenza
vitamine), mentre il pi
"misterioso"
sono
i
legumi (oltre il 43%
crede che contengano vitamine o carboidrati). Inoltre il 70% ha sentito parlare di
OGM, pi del 44% d una definizione corretta di consumo equo e solidale e il 16%
di filiera corta. Anche il non spreco alimentare un argomento ritenuto interessante
e il 55% degli intervistati ne parlano in famiglia, spesso o qualche volta.
Alimentazione e giovani

Quando per si passa dalla teoria alla pratica la situazione si capovolge: la regola
aurea dei 5 pasti al giorno ben lontana dallessere rispettata (solo il 32% del
campione) e se pranzo e cena sono sostanzialmente appuntamenti irrinunciabili la
merenda di met pomeriggio oramai uneccezione (solo il 33% del campione). A
pranzo e a cena il pane e la pasta la fanno da padroni, dolci e salumi non mancano
mai, ed molto basso il consumo abituale di pesce e legumi. Le verdure
compaiono quotidianamente, ma per poco pi del 40% del campione.
Un impegno costante e ultratrentennale
Con questo incontro, Coop ribadisce un impegno ultratrentennale che la vede
presente nelle scuole italiane con percorsi di educazione al consumo consapevole
che formano i consumatori di domani ha sottolineato Enrico Migliavacca,
vicepresidente vicario di Ancc-Coop. Tra i relatori della giornata, il
cantautore Roberto Vecchioni che ha dato consigli ai giovani, parlando di sogni,
impegno e speranza. un momento difficile per lItalia, ma il futuro fare in modo
che sempre pi persone si innamorino di fronte a un quadro, a una scoperta
scientifica o a unazienda che lavorano bene con i propri operai - ha
sottolineato Vecchioni -. Servono convegni, riflessioni, progetti e cultura. Sostengo
queste iniziative dedicate ai giovani visto che ho 50 anni di insegnamento sulle
spalle e apprezzo la Coop perch sa fare qualit, pensando al portafoglio di tutti,
soprattutto dei meno fortunati.

53

IL POPOLO VENETO N2-2015

expo

CONGRESSO MONDIALE
DEGLI AGRONOMI

Soluzioni comuni per vincere la sfida di nutrire il Pianeta. Questo lobiettivo del
sesto Congresso Mondiale degli Agronomi - dal titolo Cibo e Identit -, che si tiene
(per la prima volta in Italia) a Expo Milano 2015 da marted 15 settembre fino a
venerd 18 settembre, giorno in cui verr presentata la Carta mondiale
dellagronomo, un documento-guida sul futuro del cibo che confluir nella Carta di
Milano come contributo tecnico. Levento organizzato dalla World Association of
Agronomists, Civil Participant di Expo Milano 2015 con il Padiglione La Fattoria
Globale del futuro 2.0. Nella prima giornata, oltre ai saluti dapertura, si sono tenute
le relazioni introduttive ai diversi gruppi tematici di lavoro, che prenderanno il via da
domani.
In attesa di un nuovo Rinascimento
Lagricoltura il cuore dello sviluppo dellumanit - ha commentato Marco Granelli,
Assessore alla sicurezza e inclusione sociale del Comune di Milano -. Milano, che
il primo Comune dItalia per aree agricole, porta ancora le testimonianze di come >

54
expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

linnovazione in agricoltura possa creare sviluppo e cultura. Grazie al vostro


contributo, confidiamo in un nuovo Rinascimento: la forza con cui gli agronomi si
dedicano alla ricerca pu dare le risposte che tutta lumanit attende.
Occorre fare una sintesi tra le esigenze industriali e lagricoltura biologica ha
dichiarato Barbara Degani, sottosegretario allAmbiente che in Italia, dal 2012 al
2013, cresciuta del 12% in estensione territoriale. Altri due temi al centro del
dibattito parlamentare nazionale sono il consumo di suolo (secondo dati ISPRA
perdiamo 55 ettari al giorno) e lo spreco alimentare, rispetto al quale serve una
nuova mentalit del consumatore finale.
La sfida che attende tutti, sconfiggere la fame, vi vedr protagonisti assoluti e noi
saremo al vostro fianco: vogliamo infatti condividere con voi la scelta di stare dalla
parte della terra - ha assicurato Alessandra Stefani, Vice Comandante del Corpo
Forestale dello Stato.
I Comuni al centro della sfida globale
LItalia un territorio fragile - ha spiegato Fabrizio Brignolo, Sindaco di Asti, in
rappresentanza dellANCCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani e non pu
prescindere dal contributo degli agronomi. I Comuni italiani, con il loro lavoro
quotidiano, devono sentirsi parte di questo sforzo globale. Infine Alberto
Chiavarino, del Ministero dellAgricoltura argentino, ha dato lappuntamento al
settimo congresso, che lanno prossimo si terr, per lappunto, nel Paese
sudamericano.
Limportanza della condivisione
Ha parlato di unit degli agronomi di tutto il mondo, Maria Cruz Diaz Alvarez,
presidente della World Association of Agronomists. necessario che gli agronomi
di tutto il mondo lavorino insieme - ha ricordato Diaz Alvarez -. Studi e
problematiche sono gli stessi, ma le soluzioni per raggiungere lobiettivo di nutrire il
Pianeta sono diverse fra loro. Per questo necessario mettere insieme le nostre
conoscenze e professionalit.
Lobiettivo di questo Congresso formulare una Carta dei principi della
governance (pianificazione, progettazione e monitoraggio) della Fattoria Globale
utile per il confronto professionale e scientifico, ma soprattutto utile alle comunit
locali e ai cittadini consumatori del mondo - ha sottolineato Andrea Sisti, Presidente
di CONAF e Participant Director di WAA -. Expo Milano 2015 un modello per le
citt di domani. L'Esposizione Universale in questi mesi ci ha mostrato come si
possa organizzare la produzione di cibo nei centri urbani: fattorie verticali, orti,
flussi veicolari ad energia pulita. Il nostro congresso vuole essere un momento
aggregante e di compartecipazione delle scelte per il futuro del cibo.

55
expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

GRANDE SUCCESSO PER LA FESTA DELLA BIRRA

In occasione dellOktoberfest, lEsposizione Universale vuole rendere omaggio ad


un prodotto genuino con una storia millenaria come la birra, apprezzata a livello
internazionale. Dopo le feste del latte, del gelato, della frutta e del pane, ecco un
altro momento conviviale per tutti i nostri visitatori.
Con queste parole il Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano
2015, Giuseppe Sala, in compagnia, tra gli altri, di Tania Cagnotto, campionessa
del mondo di tuffi, del Presidente di AssoBirra, Alberto Frausin e della Chef
Ambassador Viviana Varese, ha aperto ufficialmente le celebrazioni per la Festa
della Birra.
Una giornata caratterizzata da migliaia di brindisi e boccali di birra spillati, a
cominciare dal padiglione della Germania, con tavolate tipiche della festa che si
tiene a Monaco di Baviera ed una selezione di birre pregiate.

56
expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

E se in Belgio, sempre alla presenza di Giuseppe Sala, si tenuta addirittura la


cerimonia di insediamento della Chevalerie du Fourquet des Brasseurs, con i
rappresentanti rigorosamente in abiti tradizionali, le iniziative si sono susseguite tra
i padiglioni: dalla
Francia,
con
degustazioni di birre
dOltralpe,
al
Cile, dalla Gran
Bretagna, con
un menu a base di
fish & chips e
birra,
sino
alle
degustazioni in
Israele,
Laos,
Messico,
Slovacchia,
Repubblica
Ceca e Guinea
Bissau.
Numerose anche le
iniziative
sul
Cardo, con i gusti di
gelato alla birra
offerti da Rigoletto e
i brindisi, a cura
del birrificio Angelo
Poretti,
della
nuova cotta di 7 Luppoli Non filtrata La Mielizia, aromatizzata al miele di castagno.
Al Cluster del Cacao e del Cioccolato, ecco assaggi originali di birra e cioccolato,
grazie alla collaborazione tra Vanini e Poretti. Spazio, naturalmente, alla Bottega
Birra Moretti, dove Il Baffo, testimonial dellazienda, ha presenziato a corsi di
spillatura e degustazioni, con i visitatori che hanno particolarmente apprezzato le
Regionali in Terrazza aromatizzate alla mela, ai fiori di zagara, ai salumi e ai
mirtilli.

57
osservatorio lavoro

IL POPOLO VENETO N2-2015

CRONACA DI 7 MESI DI MORTI SUL LAVORO ANNUNCIATE

Un bilancio agghiacciante in cui da Gennaio a Luglio si contano 643 infortuni


mortali, 171 dei quali avvenuti in itinere. E rispetto allo scorso anno lincremento dei
decessi registrati in occasione di lavoro del 9,5 per cento. Lombardia, Toscana,
Campania e Veneto continuano a tenere le fila della tragica graduatoria del numero
di morti. Il Nordest ancora larea con il pi elevato rischio di mortalit rispetto alla
popolazione lavorativa.
Sette mesi di morti sul lavoro in Italia per un bilancio agghiacciante in cui, da
gennaio a luglio, si contano 643 vittime. Sono 171 i lavoratori che hanno perso la
vita in itinere e 472 coloro che sono deceduti in occasione di lavoro, con un
incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 pari al 9,5 per cento.
A raccontare questa prima immagine dellemergenza morti bianche la pi recente
indagine dellOsservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre sulla
base di dati Inail.
Numeri complessivi terrificanti che narrano una morte quotidiana con una media di
oltre 90 vittime al mese. Incomprensibile come ancora non vengano consegnate
risposte concrete a questa che una piaga sociale conclamata - sottolinea Mauro

58
osservatorio lavoro

IL POPOLO VENETO N2-2015

Rossato, Presidente dellOsservatorio dove le morti, molto spesso, non sono


dovute ad una tragica fatalit, ma sono
piuttosto la conseguenza pi tremenda
e visibile della scarsa diffusione della
cultura della sicurezza.
La Lombardia, come sempre, la
regione maggiormente colpita con 70
vittime in occasione di lavoro, seguita
dalla Toscana (46), dalla Campania
(43), dal Veneto (42), dal Lazio (39),
dallEmilia Romagna (36) dalla Sicilia
(35) e dal Piemonte (33). Seguono:
Puglia (29), Abruzzo (16), Marche (15),
Trentino Alto Adige (14), Umbria (12), Friuli Venezia Giulia, Calabria e Sardegna
(8), Liguria (7), Basilicata (6) e Molise (5).
Sul fronte del rischio di mortalit rispetto alla popolazione lavorativa per macroaree,
il Nordest che continua a far rilevare il dato peggiore con un indice di 32,7 contro
una media nazionale di 21,1. Seguono: il Sud (31,1), le Isole (23), il Nord Ovest
(16,2) e il Centro (15,4).
A livello regionale, invece, nei primi sette mesi del 2015 il Molise ad indossare la
maglia nera con un indice di 50,3. E non va meglio in Umbria (33,5) e in Basilicata
(33,3).
Il settore delle Costruzioni conta il maggior numero di vittime (59 pari al 12,5 per
cento del totale degli infortuni mortali). Al secondo posto le Attivit Manifatturiere
(11 per cento); al terzo posto Trasporti e Magazzinaggi (9,5 per cento). Al quarto,
invece, troviamo il Commercio allingrosso e al dettaglio, Riparazione autoveicoli e
motocicli con il 7,4 per cento delle vittime.
Quarantenni e cinquantenni i lavoratori pi spesso coinvolti dagli infortuni mortali.
Per la precisione il 36,7 per cento di tutte le vittime del Paese aveva unet
compresa tra i 45 e i 54 anni e il 23,9 per cento tra i 55 e i 64 anni.
Le donne che hanno perso la vita nei primi sette mesi dellanno in occasione di
lavoro sono state 27.
Gli stranieri deceduti sul lavoro sono 77, pari al 16,3 per cento del totale.
A livello provinciale Roma a guidare la triste classifica con 24 morti bianche,
seguita da: Milano (20), Bari (16), Napoli (15), Brescia (12), Salerno (11), Palermo,
Torino e Treviso (10).

59
osservatorio lavoro

IL POPOLO VENETO N2-2015

7 MESI DI MORTI SUL LAVORO A NORDEST


Sette mesi di morti sul lavoro a Nordest. 64 le vittime registrate da Gennario a
Luglio 2015 con un incremento del 14,3 per cento rispetto allo scorso anno. In
Veneto sono stati 42 gli infortuni mortali, 14 in Trentino Alto Adige e 8 in Friuli
Venezia Giulia. A Treviso il maggior numero di vittime del Nordest (10), seguono
Bolzano (8), Vicenza e Verona (6), Rovigo, Padova e Pordenone (5), Udine e
Belluno (2) e Trieste (1).
Una media drammatica che, da gennaio a luglio 2015, parla di almeno 9 vittime sul
lavoro al mese e di un incremento della mortalit del 14,3 per cento rispetto ai primi
sette mesi del 2014.
questo il racconto che giunge attraverso le rilevazioni statistiche delle morti
bianche a Nordest elaborate dallOsservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega
Engineering di Mestre sulla base di dati INAIL. Sono stati 64, infatti, gli infortuni
mortali registrati in occasione di lavoro nei primi sette mesi dellanno in Triveneto su
un totale di 472 in tutto il Paese.
Ed il Veneto a mostrare il lato pi drammatico dellemergenza con 42 infortuni
mortali che portano la regione al quarto posto a livello nazionale per numero di
vittime dopo la Lombardia (70), la Toscana (46) e la Campania (43).
Sono invece 14 le morti bianche registrate in Trentino Alto Adige e 8 in Friuli
Venezia Giulia. Mentre a far rilevare il maggior numero di decessi sul lavoro
Treviso con 10 vittime, seguita da Bolzano (8), Vicenza e Verona (7), Trento e
Venezia (6), Rovigo, Padova e Pordenone (5), Udine e Belluno (2) e Trieste (1).
I settori pi colpiti sono quello Manifatturiero, delle Costruzioni e dei Trasporti e
Magazzinaggi
(ciascuno
incide
per
il
12,5
sulle
vittime
totali).
La provincia in cui il rischio di mortalit pi elevato - rispetto alla popolazione
lavorativa - in Triveneto Rovigo (incidenza di 48,1 contro una media nazionale di
21,1).
A livello regionale il dato peggiore giunge nuovamente dal Trentino Alto Adige con
un indice pari a 29,3: al sesto posto nel Paese per incidenza di mortalit rispetto
alla popolazione lavorativa.
Le lavoratrici decedute da gennaio a luglio 2015 a Nordest sono state 6. Gli
stranieri che hanno perso la vita da gennaio a dicembre sono stati 17.

60
osservatorio lavoro

IL POPOLO VENETO N2-2015

AGRICOLTURA: IL BOLLETTINO DELLA MORTE DEL 2014

121 lavoratori su 189 hanno perso la vita sul trattore. 238 i feriti gravi sui campi.
Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Trentino Alto Adige le regioni con il maggior
numero di vittime. Ma lemergenza ovunque. Serve una riflessione collettiva della
politica che passi attraverso gli organi di sorveglianza affinch i controlli e le sue
ispezioni vengano intensificati e gli evasori della sicurezza sanzionati.
Intervento delling. Mauro Rossato, Presidente dellOsservatorio Sicurezza sul
Lavoro Vega Engineering di Mestre.
I dati non lasciano dubbi sulla gravit del problema delle morti in agricoltura. Le
fonti ufficiali, infatti, fanno sapere che nel 2014 i decessi nel settore sono stati 189 e
ben 238 i feriti gravi.
Questo quanto emerge dalla prima istantanea scattata dellOsservatorio INAIL
sugli Infortuni nel Settore Agricolo e Forestale. Unindagine dettagliata che mostra
chiaramente quanto sia sempre pi indispensabile occuparsi dellemergenza.

61

osservatorio lavoro

IL POPOLO VENETO N2-2015

Un appello che dovrebbe essere corale ed unire i lavoratori, le associazioni di


categoria, gli esperti di sicurezza insieme ai sindacati per arrivare davvero alla
diffusione della cultura della sicurezza nel settore agricolo. Unalleanza per
raggiungere con forza la politica affinch possa rispondere con voce alta e
programmi concreti, che contemplino incentivi e finanziamenti sufficienti a
consentire un sostegno nel rinnovamento del parco trattori in Italia.
Progetti mirati, insomma, ad impedire che i mezzi agricoli continuino ad essere la
prima causa di morte nei campi.
Sui 189 infortuni mortali descritti nel 2014 dallINAIL, infatti, ben 121 sono avvenuti
con il trattore. E il mezzo ha anche portato ad un bilancio di 118 feriti gravi sui 238
complessivi.
Come esperti in sicurezza sul lavoro invochiamo a gran voce gli enti di controllo
affinch compiano il loro dovere in modo pi diffuso e capillare. E affinch le
sanzioni per gli evasori della sicurezza vengano applicate con severit. Siamo
convinti, infatti, che colpire economicamente e con regolarit chi non rispetta le
normative sulla sicurezza possa tradursi in un messaggio forte di sensibilizzazione
per tutti coloro che continuano a fare i furbi diventando potenziali killer per se stessi
e per i propri dipendenti, oltre che essere sleali concorrenti delle imprese che
rispettano leggi e lavoratori.
Intanto il maggior numero di lutti nei campi, secondo lOsservatorio INAIL, viene
rilevato in Emilia Romagna con 25 vittime registrate nel 2014. Ed seguita dalla
Toscana (22) e dal Veneto con il Trentino Alto Adige (20 decessi). Un dato
questultimo che fa del Nordest e del Veneto in particolare unarea fortemente
coinvolta dallemergenza.
Ed anche il numero dei feriti gravi aiuta a comprendere il dramma che si consuma
quotidianamente nei campi. Nel corso del 2014 secondo lINAIL sono stati 238.
In Lombardia il numero pi elevato di infortuni gravi (35), seguita dallEmilia
Romagna (30), dallAbruzzo (29) e dal Veneto (26).
Serve, dunque, una riflessione collettiva che parta dalla politica e passi attraverso
gli organi di sorveglianza affinch i controlli e le ispezioni vengano intensificati e gli
evasori della sicurezza sanzionati.
Ci auguriamo che il Governo Renzi voglia finalmente dare una risposta a questi
appelli e che la morte dei lavoratori in agricoltura non rimanga un problema latente,
ma unemergenza da risolvere tempestivamente.

62
cultura

IL POPOLO VENETO N2-2015

BANGLADESH, INFERNO DI DELIZIE

Nellambito della rassegna Ultrasuoni. Youth 4 Human Right promossa da


Progetto Giovani - Assessorato alle Politiche Giovanili Citt di Valdagno, Venerd
18 settembre, alle ore 20.30, presso la Galleria Civica Villa Valle, sar presentato il
libro Bangladesh, Inferno di delizie di Stefania Ragusa. Evento in collaborazione
con il Guanxinet.
di Emanuele Bellato
Prima della lettura del libro Bangladesh, inferno di delizie (Vallecchi, 2008) di
Stefania Ragusa, le mie conoscenze sul Bangladesh erano piuttosto sommarie: la
tigre del Bengala, il poeta, scrittore e filosofo bengalese Rabindranath Tagore,
leconomista premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus (ideatore del
microcredito), la passione della popolazione per il gioco del cricket e la recente
chiamata del commissario tecnico romano Fabio Lopez sulla panchina della
nazionale asiatica. Pochi e confusi tasselli di un mosaico ben pi vasto e prezioso.

63
cultura

IL POPOLO VENETO N2-2015

Una lacuna, probabilmente, non solo personale. Per questo bisogna rendere merito
a Stefania Ragusa per aver scritto un libro su un paese praticamente ignorato
persino dalle guide turistiche che sale agli onori delle cronache solo quando
colpito da calamit naturali o per la minaccia del terrorismo fondamentalista.

64
cultura

IL POPOLO VENETO N2-2015

Pi che un diario di viaggio, Bangladesh,


inferno di delizie, mi sembrato un
racconto damore. Unaffinit elettiva con la
terra dei fiumi, non un colpo di fulmine,
bens uno sfiorarsi, un cercarsi reciproco,
una lenta conoscenza per scoprirsi alfine
niente affatto distanti. Cos questa se non
una storia damore, con annessi distacchi e
ritorni?
Dunque un amore passionale quello della
giornalista italiana per il Bangladesh, ma
non cieco. Corruzione dilagante, instabilit
politica, sfruttamento sessuale dei minori,
bavaglio allinformazione, violazione dei
diritti umani sono piaghe denunciate, da cui
i bangladesi* (*lautrice ha scelto di
utilizzare questa definizione rispetto a
bengalese che connota solo larea del
Bengala) non si sono ancora liberati.

Le catene che impediscono al Bangladesh di emergere sono molte, a partire dai


danni causati dal colonialismo britannico. Gli inglesi si ritirarono militarmente dalla
regione asiatica nel 1947, non prima di aver diviso il Bengala in due parti: quella
occidentale induista allIndia e quella orientale musulmana al Pakistan,
nonostante i 1600 km di distanza tra i due territori. La scellerata decisione provoc
un esodo di massa da entrambe le parti, distruggendo la tradizionale e tutto
sommato armoniosa convivenza tra religioni. Il Bangladesh ottenne lindipendenza
dal Pakistan solo nel 1971 con un sacrificio di 3 milioni di morti e 10 milioni di
profughi verso lIndia.

65
cultura

IL POPOLO VENETO N2-2015

Una liberazione effimera giacch il capitalismo di rapina occidentale non se n mai


andato via. Cambiano solo i nomi: una volta erano i commercianti della Compagnia
britannica delle Indie, poi vennero i funzionari di Sua Maest ed oggi comandano
gli avvoltoi delle multinazionali e delle banche. Denuncia Ragusa: Circa 190 mila
ettari di mangrovie e terre fertili, pi o meno il tempo di una generazione, sono stati
convertiti in bacini di acquicoltura. [] La coltivazione intensiva dei gamberi
cominciata allinizio degli anni 80, quando alcune agenzie di sviluppo (come la
statunitense Usaid) e istituzioni finanziarie (come la Banca Mondiale e la Banca di
sviluppo asiatica) decisero che questa poteva essere una buona carta da giocare
per creare posti di lavoro e ridurre la povert. Nei fatti si provocato lesodo
forzato dei contadini, nuove tensioni sociali culminate con disordini e morti ed un
impatto ambientale disastroso.
In questo inferno le delizie sono rappresentate: dai volontari e medici di
Progetto Sorriso nel Mondo, associazione onlus specializzata nel trattamento e
nella cura delle malformazioni e deformit cranio facciali; dai bambini salvati della
Tokai House; dal coraggio di Hazeera; dalle persone semplici come Tullia, ex
insegnante che dopo la pensione ha deciso di dare un respiro ancora pi ampio al
suo impegno per gli altri e Andrea, un elettricista italiano che vorrebbe trasferirsi in
Bangladesh non per fare business ma per vivere meglio; da padre Agustin,
missionario con lunico scopo di fare del bene come ha insegnato Ges senza
pretendere di convertire nessuno; dal guardiano musulmano della Chiesa armena
che divide lincarico con un collega ind; da Occhiali dorati speranzoso
nellavvenire delle nuove generazioni; da Ramon, olandese dadozione, impegnato
ad aiutare i bambini bangladesi perch non vengano sradicati dal loro territorio per

66
cultura

IL POPOLO VENETO N2-2015

Foto di Beatrice Mancini

finire in Occidente; da Sujan, giovane architetto laureato negli Stati Uniti, ritornato
in patria per aprire una piccola societ di progettazione ed in caso di necessit
anche guida-traduttore; da Robiul, professore loquace ma con una saggezza
antica; dalle libere donne di Rokeya della libreria femminista di Dhaka.
Non si tratta di grandi eventi, ma di piccoli, continui episodi, stralci di
conversazione che diventano minuscole e sparpagliate tessere di Bangladesh
spiega Stefania, interiorizzando lo stesso metodo utilizzato dal grandissimo
scrittore e giornalista Tiziano Terzani per entrare in sintonia con le persone ed i
luoghi visitati: Ogni posto una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo,
stare seduti in una casa da t a osservare la gente che passa, mettersi in un
angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa
che pu cominciare con una parola, con un incontro, con lamico di un amico di una
persona che si appena incontrata e il posto pi scialbo, pi insignificante della
terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanit
dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza pi bisogno di andare altrove. La
miniera esattamente l dove si : basta scavare*. (*Tiziano Terzani, Un indovino
mi disse. SuperTea, Bergamo 2015, pag. 239).
Alla domanda finale Allora Stefania: hai capito il Bangladesh?, lautrice risponde
con umilt e simpatia: Noooo! Avrei bisogno di altri cento viaggi. Di sicuro noi
lettori, grazie alla condivisione della sua esperienza, abbiamo imparato molto
>>

67

IL POPOLO VENETO N2-2015

cultura

perch lincontro con laltro arricchisce, fa cadere le barriere dellincomprensione e


della diffidenza, e questo oltremodo positivo e particolarmente necessario in un
periodo caratterizzato da rigurgiti xenofobi e razzisti in cui tornato di moda alzare
muri.
Per approfondire largomento Bangladesh potete inoltre visitare la mostra
fotografica Princess of Waterland allestita presso la Galleria Civica Villa Valle. Gli
scatti fotografici di Beatrice Mancini sono accompagnati dai testi di Marco Vichi. La
mostra sar visibile fino al 27 settembre tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00; il sabato
e la domenica anche dalle 10.00 alle 12.00. In collaborazione con Il Filo di Juta.

Rabindranath Tagore, A lungo durer il mio viaggio* (*Tagore, Poesie.


Gitanjali. Il Giardiniere. Newton, 2012. Traduzione di Girolamo Mancuso)
A lungo durer il mio viaggio
e lunga la via da percorrere.
Uscii sul mio carro ai primi albori
del giorno, e proseguii il mio viaggio
attraverso i deserti del mondo
e lasciai la mia traccia
su molte stelle e pianeti.
Sono le vie pi remote
che portano pi vicino a te stesso;
con lo studio pi arduo che si ottiene
la semplicit duna melodia.
Il viandante deve bussare
a molte porte straniere
per arrivare alla sua,
e bisogna viaggiare
per tutti i mondi esteriori
per giungere infine al sacrario
pi segreto allinterno del cuore.
I miei occhi vagarono lontano
prima che li chiudessi dicendo:
Eccoti!
Il grido e la domanda: Dove?
si sciolgono nelle lacrime
di mille fiumi
e inondano il mondo
con la certezza: lo sono!

68
expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

NATIONAL DAY DEL BANGLADESH

La ricca tradizione culturale bengalese stata protagonista del National Day


del Bangladesh. Il 20 settembre il palco dellExpo Centre ha ospitato Andrea
Olivero, Viceministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e il Ministro del
Commercio della Repubblica del Bangladesh, Tofail Ahmed.
Linnovazione e la crescita come motore verso la sostenibilit
La cerimonia di inaugurazione stata preceduta dalle danze e dalle performance
artistiche del Bangladesh Folk Cultural Group proveniente dalla Shilpakala
Academy, lAccademia nazionale dello spettacolo che ha tra i suoi compiti quello di
promuovere la cultura e di creare i servizi necessari per lo sviluppo. Proprio sul
tema dello sviluppo il Ministro Ahmed ha ricordato che dal 1971, epoca della
nostra Indipendenza, a oggi il Bangladesh molto cambiato. Ci siamo concentrati
sulla produzione agricola e oggi abbiamo un surplus tale da riuscire a esportare
prodotti lavorati in maniera sostenibile. Linnovazione e la crescita economica e
commerciale hanno contraddistinto le strategie politiche bengalesi negli ultimi anni,

69
expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

70
expo

IL POPOLO VENETO N2-2015

in merito a questo aspetto Olivero ha aggiunto che il Bangladesh ha raggiunto gli


obiettivi del millennio per lauto sostentamento.
La musica, la danza e il cibo: protagonisti del National Day del Bangladesh
A
conclusione
della
cerimonia
istituzionale, una parata ha guidato i
visitatori e le delegazioni al Padiglione
Bangladesh, allinterno del Cluster del
Riso, dove stata offerta una ricca
degustazione
di
prodotti
tipici,
provenienti dalle diverse tradizioni
gastronomiche
delle
regioni
bengalesi.
Danze,
musica
e
degustazioni hanno caratterizzato i
festeggiamenti
della
Giornata
nazionale bengalese. In serata presso
lAuditorium di Expo Milano 2015, si
tenuta una seconda esibizione in abiti tradizionali del Bangladesh Folk Cultural
Group.

71
arte

IL POPOLO VENETO N2-2015

MURALES BUTTERFLY
Opera dell'artista veneziano Michele Tombolini contro le violenze sui minori

Berlino - Krossener Strasse 36 - Friedrichshain. Murales e realt aumentata - arte e


tecnologia contro la violenza sui bambini. Inaugurazione sabato 19 Settembre, ore
19.30
Le storie chiamano a s colui che sa ascoltare, spalancando le porte di un mondo
nascosto, regalando immagini, colori, sogni e lasciando impronte in cui misurare i
nostri piedi.
Arte medicamento dellanima, arte veicolo di riflessione, arte motore di
partecipazione. Michele Tombolini, veneziano, classe 63, esposizioni in Europa e
Stati Uniti, presente alla 55 Biennale dArte di Venezia con Personal Structures,
da tempo sta lavorando ad un progetto Indelible Marks, che unisce arte e
tecnologia, ed ha come tema i bambini violati, la condizione che deriva da una
violenza subita. Questo suo percorso si arricchisce di un nuovo tassello, che
>>

72
arte

IL POPOLO VENETO N2-2015

porter lartista, il prossimo 19


settembre, a Berlino, nel
quartiere di Friedrichshain, ad
inaugurare
un
murales:
Butterfly. Un murales che
opera fisica e virtuale insieme,
grazie allutilizzo della realt
aumentata. Formatosi come
pittore, Tombolini sviluppa, nel
corso degli anni, un approccio
pi ampio ai mezzi di
comunicazione. Con Indelible
Marks
lancia
un
grido
dallarme al sistema. Le sue
figure di bambini e bambine
con bocche chiuse da croci,
farfalle,
pixels,
nella
condizione
di
non
espressione di s, colpiscono
dritto allo stomaco chi le sta a
guardare.
Hanno la forza di catturare
lattenzione e di racchiudere le
sensazioni di unidentit ferita,
il dolore di uninnocenza
violata. Sono singole figure e
insieme storie che vivono nel tempo e allinizio dei tempi, specchio della
complessit dellanimo umano. La verit oscurata da frange di capelli che
coprono in parte gli occhi, cos in Butterfly la figura di bambina-farfalla con
grandi ali azzurre, che Tombolini ha pensato per lesposizione a Berlino dimensioni h 13 m x 6 m - e che prender forma con lutilizzo di stickers sulla parete
di un palazzo in Kossener Strasse 36, quartiere di Friedrichshain. Una creatura
senza tempo e perci simbolo. In uno sfondo fiabesco e multicolore, da crisalide si
trasforma in farfalla, ma, al tempo stesso, la sua bocca appare con una croce
sopra. Sorta di Alice nel paese delle meraviglie contemporanea, Butterfly non pu
parlare, e rischia di reprimere le sue emozioni, mettendo in gioco la sua libert. La
censura uno dei temi che ossessionano Tombolini, ma quelle ali, torneranno a
battere (e lo faranno concretamente attraverso la realt aumentata), poich, pur in
preda allo spavento, l'anima pu sempre tornare alla vita, grazie alla sua forza
vitale. La bambina spiccher il volo, la sua autenticit sar protetta, la vitalit, la
spensieratezza, lassenza di malizia, la delicatezza, linnocenza e la sua libert
saranno salvaguardate, a patto di rimanere ad osservare incantati il gioco
dellinfanzia ad una giusta distanza, quella del rispetto e dello stupore.

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arte

IL POPOLO VENETO N2-2015

BUTTERFLY E LA REALTA AUMENTATA


Con Butterfly l'arte diventa realt
aumentata in continuo collegamento
con il web e i social network. Grazie a
DNA Cultura, societ italiana che
lavora da molti anni nellambito della
ricerca e dello sviluppo di soluzioni
tecnologiche e di animazione virtuale
per la promozione e la valorizzazione
dei beni artistici e culturali, si potr
scaricare lapp gratuita TOMBOLINI
dai principali store per apple e android,
con la quale il pubblico potr interagire
con lopera attraverso i social network,
postando
direttamente
alcuni
messaggi che verranno visualizzati
virtualmente sul muro. Oltre a questo
appariranno,
direttamente
sullo
schermo di smartphone o tablet,
anche una serie di video animazioni
3D, ideate dallartista per far
partecipare il pubblico. La bambinafarfalla di Tombolini disegnata sulla
parete del palazzo si trasformer per
mezzo di alcune animazioni virtuali, le ali cadranno a terra e la bambina scomparir
allinterno del muro, lasciando spazio a video-racconti nei quali Tombolini, con
montaggi video emozionali, esprimer il suo pensiero riguardo la violenza sui
minori. Butterfly riemerger poi dallo stesso muro in cui era stata imprigionata,
spiccando di nuovo il volo. Lopera sar dunque in continuo divenire, sorta di
performance sempre attiva, alimentata da chi vorr partecipare, grazie ai contenuti
che verranno condivisi e re-tweetati sui social. Del resto da quando Walter
Benjamin ha aperto la riflessione sull'opera d'arte nell'era della sua riproducibilit
tecnica (1936), la storia dell'arte ha visto evolvere la relazione tra l'artista e i nuovi
mezzi di comunicazione e Tombolini, grazie alla realt aumentata, potr interagire
direttamente con gli spettatori che diverranno parte attiva dellopera, in ogni angolo
del mondo, partendo da Berlino. La tematica da lui affrontata, le vie del traffico dei
bambini, le violazioni, potranno trovare una nuova amplificazione.
LA SCELTA DI BERLINO PER BUTTERFLY
Berlino una citt che Tombolini scopre tardi nel 2011, ma lenergia vitale che
trasmette allartista lo conquista a tal punto che non solo decide di esporvi ma nel
2015 vi si trasferisce. Berlino la citt dei muri, del Muro dellincomunicabilit, dello

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arte

IL POPOLO VENETO N2-2015

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arte

IL POPOLO VENETO N2-2015

stesso Muro con cui la citt divisa si riappropriata della sua identit, dello stesso
Muro che diviene galleria darte, lEast Side Gallery, simbolo di speranza. Qui
Tombolini progetta il suo grido muto per eccellenza, la sua bambina-farfalla, alta
pi di 13 metri, monumento che sfida l'indifferenza dei grandi.
LECPAT E LA PREVENZIONE ALLA VIOLENZA SUI MINORI
La violenza merita impegno soprattutto di prevenzione e contrasto. Per chi
commette un reato prevista una condanna ma la vittima dovr gestire il dolore del
ricordo. Servirebbe che ognuno si sentisse responsabile per ogni bambino. LEcpat
Italia Onlus - sede italiana di un network internazionale, ECPAT International,
impegnato, dal 1990, nella protezione dei minori da ogni forma di sfruttamento
sessuale commerciale, collabora dal 2014 con lartista Tombolini. Il ricavato del
catalogo di Indelible Marks stato interamente devoluto a questa Onlus. Questo
progetto artistico ha del resto la capacit di spostare l'attenzione da chi commette il
crimine e dalla vittima, alle conseguenze di chi il crimine lo subisce. Chiunque vi
entrer in contatto non sar un mero spettatore, ma si sentir investito dalla
responsabilit di doversi impegnare in prima linea.
OLTRE IL MURALES - IL CORTOMETRAGGIO DOPPIA LUCE
Dal progetto artistico di Tombolini sono nate molteplici collaborazioni. Con Diego
Loreggian, produttore cinematografico e direttore artistico, nata una sinergia che
ha portato alla presenza allinterno del cortometraggio Doppia Luce - possibile
progetto pilota di una serie tv - di alcune delle opere Indelible Marks di Tombolini.
La protagonista del corto, interpretata da Angie Alexander, uninvestigatrice
privata, che ha il potere, toccando le persone, di vederne il passato, e che
specializzata nella ricerca dei bambini scomparsi, innocenti da riportare al sicuro.
BIOGRAFIA MICHELE TOMBOLINI
Michele Tombolini nasce a Venezia nel 1963. Ha il suo studio a Marghera. Nel
corpus artistico di Tombolini occupa un posto di rilievo la pittura, a cui si dedica fin
da giovanissimo. Le opere che produce sono di grandi dimensioni, quasi a voler
contenere lenergia vitale e lo slancio interiore che generano un collegamento e un
contatto con la realt circostante. Performance, installazioni e sculture, i linguaggi
che pi sta esplorando dal 2011 ad oggi, mirano allo stesso obiettivo totalizzante,
espandendo i limiti della percezione verso la tridimensionalit. Da pi di ventanni
espone sia in Europa che negli Stati Uniti. Nel 2013 viene invitato ad esporre a
Personal Structures, Palazzo Bembo, in occasione della 55. Biennale dArte di
Venezia. Attualmente impegnato nella realizzazione di un importante murales nel
centro di Berlino, parte della serie Indelebili segni portata avanti insieme ad Ecpat
international e DNA Cultura.

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festival

IL POPOLO VENETO N2-2015

PADOVA CAPITALE DEL VINTAGE

Grande successo per ledizione 2015 del Vintage Festival Italia al Centro Culturale
San Gaetano che si riconferma manifestazione leader nel settore in Italia
Un grande successo di pubblico incorona ancora una volta Padova capitale del
vintage. La sesta edizione del Vintage Festival Italia ne ha sancito la radicale
trasformazione in un evento culturale completo e trasversale. Con un record di
presenze che ha registrato un indotto di 50.000 visitatori nelle giornate di
manifestazione tra gli accessi al Centro San Gaetano, sede istituzionale della
kermesse, e gli eventi serali fuori festival - largamente superato il record di 37.000
del 2014 - il Vintage Festival Italia si riconferma manifestazione leader nel
settore in Italia, catalizzatore di nuove tendenze e area di aggregazione
creativa, con unottica sempre pi allineata alle tendenze internazionali
nellambito delle kermesse buying & selling inspiration.
"Partecipazione, entusiasmo, idee, fascino e tanto, davvero tanto, buon gusto: sono
solo alcuni degli ingredienti delledizione 2015 del Vintage Festival che ha appena
chiuso i battenti attirando a Padova, i padovani, i turisti, tantissimi giovani e tutte le
persone che hanno raggiunto le location deputate a fare da cornice a questo
>>

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festival

IL POPOLO VENETO N2-2015

evento. Evento che, numeri alla mano, ha riscosso un grandioso successo - ha


commentato il vicesindaco e assessore al commercio Eleonora Mosco - Devo
dire che la novit dello chic-nic, laperitivo magico allombra di Giotto che ha
riqualificato i giardini dellArena Romana, ha premiato il coraggio di
questAmministrazione che ha proposto un percorso di contaminazione, lungo tre
giorni, tra arte, commercio, storia, cultura dei luoghi, ricerca stilistica, design,
creativit. Sono soddisfatta, personalmente, come amministratore pubblico, come
padovana. Concludo con un grazie, caloroso agli organizzatori e a tutti coloro che
hanno vissuto e condiviso questa fantastica esperienza contribuendo, a vario titolo,
alla migliore riuscita dellevento".
Evento unico in Italia per la sua capacit di interazione fra vecchie e nuove
generazioni in un mix di moda, cultura, design e comunicazione, Vintage Festival
Italia per un weekend ha reso Padova un fulcro di esperienze e linguaggi dopo aver
beneficiato della spinta di visibilit data dallappuntamento inaugurale al Casin
di Venezia in concomitanza con la 72esima Mostra del Cinema che ancora una
volta ha attirato lattenzione da parte di numerosi turisti stranieri. Il merito va al
grande lavoro dellAssociazione Vintage Factory, un team di giovani padovani
che di anno in anno lavora per reinventare e offrire alla citt un format tra i pi
attesi, seguiti e apprezzati.

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festival

IL POPOLO VENETO N2-2015

La vera novit del Vintage Festival Italia 2015 stato laperitivo fuori-festival
Chic Nic, iniziativa ideata e curata dallAssociazione Vintage Factory in
collaborazione con Santi Event e Villa Barbieri. Cocktail ricercati, street food
gourmet,green culture, live music, laboratori creativi, esposizioni artistiche e di
design hanno animato nei tre giorni di festival dalle ore 18 alle 24 i Giardini
dellArena (Arena Romana, fronte Cappella degli Scrovegni) per la prima volta
aperti a questo genere di eventi. Una scommessa vinta, un successo di
pubblico che ha riscoperto una delle location pi belle della citt per
lassoluto
pregio
storico-artistico, trasformata
per
loccasione
in
unelegante area culturale dedicata al relax e alla socialit dallatmosfera shabby
chic con allestimenti curati al minimo dettaglio.
Vintage Festival Italia 2015 ha presentato unampia offerta culturale: 15
workshop e 10 incontri con importanti professionisti della moda, del design, della
comunicazione e dello spettacolo, tra cui ricordiamo Carlo Massarini, Stefano
Seletti, Mara Maionchi, Chef Rubio, Carlo Antonelli, Gianni Berengo Gardin,
Platinette e Nico Vascellari. Un totale di 25 appuntamenti gratuiti che hanno
registrato il tutto esaurito. A completamento 16 mostre ad ingresso gratuito dai
contenuti trasversali tra moda, design, arte e fotografia, e il concerto inaugurale,
sempre gratuito, di Giuliano Palma a Caff Pedrocchi che ha visto la piazza gremita
al massimo delle sue capacit.

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festival

IL POPOLO VENETO N2-2015

Vintage Festival Italia 2015 organizzato da Andrea Tonello e Associazione


Vintage Factory con la partecipazione diFondazione Foresta e Androlife e si
avvale del patrocinio della Regione Veneto e della collaborazione del Comune di
Padova, Assessorato alle Politiche Giovanili e Commercio. Partners della
manifestazione: Vodafone, Nikon, Sky, Wella, Moscot, Crash Baggage, Lago,
Fisherman's Friend, Ceccato Mortors, Mini, Despar, Shenker, Network
Impresa, Proraso, Impossible, Berti, Caff del Doge e Deus Ex Machina.
Il Vintage Festival Italia sostiene Fondazione Foresta e Androlife, che grazie alle
donazioni pervenute dagli accessi allarea mercato, sono riusciti a
raccogliere 37.000 euro che contribuiranno a sostenere i progetti della Fondazione,
molto attiva nella prevenzione e nella ricerca contro patologie legate al sistema
endocrino, riproduttivo e malattie sessualmente trasmissibili e correlate allaging.
Con Save The Student la Fondazione si impegna inoltre nel fronteggiare la fuga dei
ricercatori allestero, sostenendo gli studenti meritevoli attraverso qualsiasi forma di
ausilio.
Una risposta di pubblico che rispecchia la generosit della cittadinanza e che ha
trovato straordinario riscontro anche nel web. Pi di 360.000 visualizzazioni
sono state registrate solo nellultimo mese dal sito internet del Festival; pi di
635.000 persone coinvolte dalla comunicazione e dalle campagne su Facebook;

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festival

IL POPOLO VENETO N2-2015

raggiunti i 56.000 social followers tra Facebook, Instagram e Twitter; pi di 167.000


visualizzazioni totali sul nostro canale di YouTube e 3200 immagini inviate per il
Vintage Contest Fotografico In Viaggio in collaborazione con Vodafone, Il Mattino
di Padova e ISFAV.
Una viralit che testimonia linteresse verso questa manifestazione che stata
progressivamente in grado di allargare il proprio bacino di pubblico non solo in tutta
Italia, ma anche varcando i confini nazionali grazie al sempre crescente interesse
da parte di utenti provenienti da tutta Europa e da altri paesi del mondo. Da
registrare le apprezzate iniziative spontanee di esercenti, negozi e singoli bar e
locali del centro nellorganizzare piccoli eventi, mostre e concerti in concomitanza
con il Festival, segno della capacit della manifestazione nel creare opportunit di
crescita e rete per le attivit che circondano gli appuntamenti della kermesse. Infine
il boom di oltre 3.000 iscrizioni allAssociazione Vintage Factory che si
impegner a valorizzare la fiducia del proprio pubblico per ideare e proporre
prossimamente nuovi eventi esclusivi da offrire ai propri soci e a tutta la
cittadinanza.
Tutti i numeri del Vintage Festival 2015:
Sold out di tutti gli appuntamenti in auditorium e nelle sale adibite a laboratori
artistici:
pi di 3400 partecipanti tra lecture e workshop

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festival

IL POPOLO VENETO N2-2015

50.000 presenze di indotto totale


10 incontri con ospiti illustri
15 workshop
16 esposizioni artistiche
8 eventi fuori festival
635.000 persone coinvolte su Facebook
Pi di 360.000 accessi al sito ufficiale del festival solamente nell'ultimo mese
56.000 Social Followers (Facebook, Twitter, Instagram)
Pi di 3200 fotografie invitate al Vintage Contest In Viaggio
Pi di 3000 iscrizioni allAssociazione Culturale Vintage Factory

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musica

IL POPOLO VENETO N2-2015

OLTRE 150 MILA PERSONE


AL CONCERTO DI LIGABUE

Ho sempre potuto sapere una cosa: che potevo contare su di voi e questa stata
una costante di questi 25 anni, ha scritto oggi su Facebook Luciano Ligabue, dopo
il mega concerto di ieri sera al Campovolo di Reggio Emilia, da lui definito il suo
concerto pi lungo di sempre.
Il 19 settembre 2015 un giorno che rester indelebile nei cuori dei fan di Ligabue
accorsi al Campovolo per festeggiare i 25 anni di carriera del cantautore. E stato
uno show dei record, con 150 mila fan arrivati da tutta Italia e pi di mille
dallestero, con un incasso di 7 milioni e mezzo di euro, il pi alto mai realizzato in
Italia da un artista italiano con un solo concerto.
Un impianto da oltre 560 casse e 19 torri acustiche, lambizioso progetto di
riproporre sul palco per intero le canzoni di due dischi che hanno segnato la
carriera del rocker di Correggio, ovvero il suo primo album omonimo, Ligabue, del
1990, e Buon compleanno Elvis, del 1995, nonch nel terzo tempo dello show le >>

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musica

IL POPOLO VENETO N2-2015

migliori canzoni tratte da Giro del mondo, il disco contenente i suoi ultimi singoli C
sempre una canzone, A modo tuo, I campi in aprile e Non ho che te. Ad
accompagnare Liga sul palco i ClanDestino, la band che lo ha affiancato allinizio
della sua carriera, la Banda, la sua formazione del 1995, e il suo gruppo attuale,
composto da Michael Urbano alla batteria, linseparabile Fede Poggipollini, alle
chitarre con Niccol Bossini, Davide Pezzin al basso e Luciano Luisi alle tastiere.
Ligabue, giacca e occhiali da sole, e un pupazzo di Elvis Presley come mascotte,
ha cantato per oltre tre ore, facendo emozionare, ballare e cantare il pubblico.
Lo show iniziato sulle note di Balliamo sul mondo, passando per tantissimi grandi
successi, da Bambolina e barracuda, a Piccola stella senza cielo, da Marlon
Brando sempre lui a Non tempo per noi, da Sogni di rock n roll a Il giorno di
dolore che uno ha, da Certe Notti a Ho perso le parole e Urlando contro il cielo,
regalando momenti emozionanti come quando le immagini sul maxischermo hanno
ricordato le persone scomparse care al Liga, tra cui il padre Giovanni Ligabue,
Angelo Carrara, primo manager, e Feiez.
Il mega concerto si concluso con i fuochi dartificio e la standing ovation dei 150
mila presenti. Sono passati 25 anni dallinizio della sua carriera, ma lentusiasmo e
lenergia di Ligabue e la capacit di trascinare ed emozionare il pubblico con le sue
canzoni, rimasta immutata nel tempo.
*Foto dalla pagina fb di Luciano Ligabue

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musica

IL POPOLO VENETO N2-2015

LIBERE, INNO ALLA FORZA E AL CORAGGIO


DELLE DONNE: INTERVISTA CON DEBORAH IURATO

di Francesca Monti
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Deborah Iurato, giovane cantante dal
talento cristallino e dalla voce straordinaria, vincitrice delledizione 2014 del talent
Amici di Maria De Filippi. Dopo lEp desordio Deborah Iurato, certificato disco di
platino, lo scorso novembre Deborah ha pubblicato il nuovo album Libere,
prodotto da Mario Lavezzi insieme a Nicol Fragile, da cui sono stati estratti singoli
di grande successo come Lamore vero, Dimmi dov il cielo, Libere. A giugno,
invece, in occasione dei Wind Music Awards, la cantante ha presentato Da sola,
un brano inedito, scritto da Giovanni Caccamo.
In questa intervista che ci ha gentilmente concesso (grazie anche a Vincenza Petta
della Daniele Mignardi Promopressagency), Deborah Iurato ci ha parlato del disco
Libere, delle prestigiose collaborazioni con Fiorella Mannoia, Rocco Hunt e
Giovanni Caccamo, del desiderio di collaborare in futuro con Loredana Bert e di

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musica

IL POPOLO VENETO N2-2015

partecipare al Festival di Sanremo, del singolo che uscir a breve Fermeremo il


tempo, in duetto con Marco Rotelli e dei prossimi progetti.
Deborah, il tuo disco Libere un inno alla forza e al coraggio delle donne.
Com nato questo bellissimo album?
Il disco nato dopo che sono uscita vincitrice dal talent Amici, da un momento
allaltro mi sono trovata in un mondo tutto nuovo e non sapevo nemmeno cosa
fosse. Visto che ho fatto tanti sacrifici per arrivare dove sono adesso, ho sempre
creduto in me stessa e anche la mia famiglia ha sempre creduto in me, volevo
proporre qualcosa che facesse capire alle donne, alle ragazze, che possono
>>

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musica

IL POPOLO VENETO N2-2015

capitare dei momenti difficili in cui non ti senti apprezzata, per c sempre uno
spiraglio di luce che ti permette di credere in te e in quello che fai. Da l nato
Libere, un inno alle donne sullimportanza di credere in quello che si fa e di avere
la forza di dire no quando ce n bisogno.
Allinterno del disco figurano importanti collaborazioni, da Fiorella Mannoia,
che ha scritto per te due brani e che stata anche tua ospite nel concerto
allAuditorium Parco della Musica di Roma, a Rocco Hunt e Giovanni
Caccamo. Come sono nate queste collaborazioni?
Con Fiorella era nata una collaborazione ad Amici, quando ha scritto per me il
brano Anche se fuori inverno, poi ha voluto scrivere unaltra canzone (Dimmi
dov il cielo, ndr) anche per questo mio nuovo disco e io sono stata felicissima di
questo, perch Fiorella oltre ad essere unartista a 360 gradi anche una
bellissima persona e una grande amica. Quindi per me stata unemozione poter
cantare un altro pezzo firmato da lei. Rocco Hunt invece lho conosciuto un anno e
mezzo fa al Summer Festival, cera una bella sintonia tra noi, allora lho chiamato
chiedendogli se gli andava di fare una collaborazione per il disco, lui ha accettato e
ha scritto per me il brano Sono molto buona, in cui duettiamo insieme. Giovanni
Caccamo invece un mio carissimo amico, siamo anche compaesani, stavamo
lavorando per creare qualcosa di nuovo che nel disco ancora non cera e insieme al
chitarrista Placido Salamone nata Da Sola, canzone a cui sono molto
affezionata e che mi piace per lo stile, per la novit, per lenergia. Magari la gente
abituata a sentirmi cantare in un determinato modo, invece con questa canzone
siamo un po usciti dai canoni soliti.
In unaltra tappa del tuo tour, quella al Teatro Dal Verme di Milano, hai avuto
come ospite unaltra grande artista della musica italiana: Loredana Bert. In
futuro magari ci sar un duetto anche con lei?
Chiss, io lo spero, anche perch Loredana un pilastro della musica italiana rock
e averla avuta sullo stesso mio palco stata unemozione fortissima. Quando
chiami grandi artiste come Loredana o Fiorella Mannoia per chiedere se vogliono
venire come ospiti al tuo concerto e loro dicono di s, una grande soddisfazione.
Il 27 maggio 2014 hai vinto Amici e da l iniziata questa fantastica
avventura nel mondo della musica. Che ricordi hai di quella serata?
Mi ricordo tutto come fosse ieri, perch gi arrivare in finale e uscire con un disco
per me era come una vittoria, per vincere il talent stato eccezionale, non ci sono
parole. Il primo pensiero che ho avuto stato per la mia famiglia, mio padre, mia
mamma che hanno creduto in quello che facevo e mi hanno sempre sostenuta. E
stato un insieme di emozioni che ricorder per sempre.

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musica

IL POPOLO VENETO N2-2015

In questo ultimo anno hai


fatto tantissime cose, hai
anche cantato Se fossi
un angelo nella casa di
Lucio Dalla e aperto i
concerti
di
Lionel
Richie
Quando mi arrivata la
notizia che dovevo cantare
un pezzo di Lucio Dalla
nella sua casa ho provato
unemozione fortissima. La
casa di Lucio ricorda lui in
toto, dalle foto al pianoforte,
dalla musica ad ogni
angolo, cantare l stato
qualcosa di spettacolare.
Per quanto riguarda Lionel
Richie
quando apri i
concerti di grandi artisti
internazionali come lui penso non ci siano parole per descrivere quello che provi in
quel momento.
Il Festival di Sanremo uno dei tuoi obiettivi?
S, il Festival un obiettivo che ho in testa. E innegabile che vuoi provare
lemozione di cantare allAriston, vuoi toccare quel palco. Sanremo una di quelle
cose che vorrei fare.
Pochi giorni fa sulle tue pagine social hai annunciato che a breve uscir il
brano Fermeremo il tempo, in duetto con Marco Rotelli. Ci puoi raccontare
qualcosa in pi su questa collaborazione?
La collaborazione con Marco, un ragazzo dolcissimo, nata in quanto lui ha scritto
questo pezzo e mi ha chiesto se potevamo cantarlo insieme. Io ho accettato perch
la canzone bella, poi perch Marco una persona simpaticissima e ci siamo
trovati bene a livello lavorativo. Ora aspettiamo solo luscita del pezzo.
Quali progetti hai in programma?
Stiamo lavorando per il nuovo disco. Sono piena di adrenalina e di emozione,
perch quando inizi un progetto il fatto di creare cose nuove ti ispira e ti d la forza
per credere in quello che fai. Lalbum il mio prossimo obiettivo.

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tv - cinema - teatro

IL POPOLO VENETO N2-2015

PROVACI ANCORA PROF! 6:


INTERVISTA CON LUIGI DI FIORE

di Francesca Monti
Abbiamo avuto il grande piacere di intervistare Luigi Di Fiore, bravissimo e
affascinante attore di cinema, di serie tv e di teatro, tra i protagonisti della fiction
Provaci ancora Prof! 6 in onda su RaiUno.
Luigi ha lavorato con i pi grandi maestri del cinema italiano, ha studiato alla
bottega teatrale di Vittorio Gassman e ha esordito a teatro in Elvira o la passione
teatrale, spettacolo diretto da Giorgio Strehler. Nel corso della sua prestigiosa
carriera ha interpretato tantissimi ruoli e ha preso parte a serie di successo, da La
Piovra a Il Commissario Nardone, passando per I Cesaroni, Rosso San
Valentino, Unaltra vita, nonch alla soap Un posto al sole.
In questa intervista che ci ha gentilmente concesso, Luigi Di Fiore ci ha parlato di
Ruggero Pellegrini, il personaggio che interpreta in Provaci ancora Prof! 6, dei >>

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tv - cinema - teatro

IL POPOLO VENETO N2-2015

suoi esordi, dei ruoli a cui rimasto pi legato, di Crossing Lines e The Borgia,
produzioni internazionali in cui ha lavorato, dei prossimi progetti e di tanto altro.
Luigi, tra i protagonisti della fiction Provaci ancora Prof! 6, nel ruolo del
preside Ruggero Pellegrini. Pu parlarci del suo personaggio?
Ruggero Pellegrini, il nuovo preside della scuola, un personaggio tronfio, pieno
di s, presuntuoso, persino leggermente squilibrato da un punto di vista psichico. E
stato difficile riuscire a dargli uno spessore di verit, la forte caratterizzazione, di cui
necessitava il personaggio, mi poneva a rischio di non riuscire ad evitare la
trappola della macchietta che poteva scattare da un momento allaltro. La grande
maestria di Enrico Oldoini e Francesca Marra mi ha dato grande sicurezza sul
percorso che stavo facendo. Mi hanno incoraggiato e rassicurato, ora sono pronto
al giudizio del pubblico. E stato molto divertente interagire con gli studenti (giovani
attori molto preparati) con i quali ho instaurato un rapporto dolce ed affettuoso
(Ovviamente al di fuori delle scene, molto accese, che dovevamo girare).
Quale pensa sia il segreto del successo di questa fiction?
Francamente non penso di essere la persona adatta per esprimere un giudizio
sugli ingredienti che servono per il successo di una serie. Sono convinto, in linea
generale, che se una cosa la fai con intento sincero, mettendoti a disposizione col
cuore, credendoci fino in fondo, poi i risultati arrivano. Bisogna essere preparati,
studiare, impegnarsi, lavorare molto. In ultima analisi, credo che la quantit di
sudore che hai spremuto dai tuoi intenti siano la misura ideale per capire se un
prodotto avr successo oppure no.

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tv - cinema - teatro

IL POPOLO VENETO N2-2015

Che tipo di studente stato?


Ho avuto i miei alti e i miei bassi. Ho capito per tempo limportanza dello studio, la
passione per il sapere. Da quel momento in poi la strada si lastricata di bellezza.
Ha studiato alla bottega teatrale di Vittorio Gassman e ha esordito a teatro in
Elvira o la passione teatrale, spettacolo diretto da Giorgio Strehler. Che
ricordi ha di quel periodo?
Mi ricollego alla risposta precedente. Sono stati anni che non posso che definire
sublimi. Sono stato molto fortunato. Sapevo di esserlo anche in quel momento. Di
avere un grande privilegio ma, allo stesso tempo, una grande responsabilit. Vengo
da una famiglia molto semplice dove la cultura era un aspetto secondario rispetto
alla ricerca del pane quotidiano. Sono stato proiettato in una delle scuole di
recitazione pi prestigiose del panorama italiano di quegli anni, dopo una durissima
selezione, dove in primis Gassmann (la doppia enne voluta), ma anche maestri
del calibro di Paolo Giuranna, Jeanne Moreau, Adolfo Celi, Alvaro Piccardi, Yves
Le Breton, mi hanno obbligato a fare i conti con me stesso. Si studiava dalle 10
alle 15 ore al giorno, alle volte si saltava anche il sonno notturno per essere
preparati al meglio. Pi di una volta qualcuno di noi, allinsaputa del portiere (che
noi chiamavamo Cerbero), ha fatto in modo di essere chiuso dentro la scuola per
poter studiare tutta la notte.

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tv - cinema - teatro

IL POPOLO VENETO N2-2015

Poi sono approdato nel Gotha del Teatro italiano, al Piccolo Teatro di Milano sotto
la guida, che definire magistrale sarebbe poco pi di un eufemismo, del maestro
Giorgio Strehler. Mi voleva bene, cos come Gassmann, e cerco di ripagarli
affrontando sempre con grande impegno e seriet il mio lavoro. Questa leredit
che mi hanno lasciato e cerco sempre di esserne allaltezza.
Ha interpretato tante fiction, da La Piovra a Il Commissario Nardone, da I
Cesaroni a Rosso San Valentino. C un personaggio che le rimasto
maggiormente nel cuore?
Indubbiamente il personaggio di Quadri nella Piovra perch stato il mio debutto
in televisione. Non parlo mai volentieri di ascolti e di share ma pensare che quel
prodotto raccoglieva ad ogni puntata 15/20 milioni di spettatori fa veramente
impressione. Un capitolo a parte lo dovrei aprire per raccontare il rapporto daffetto
profondo nato con Vittorio Mezzogiorno ma sarei costretto a dilungarmi troppo.
Sono molto affezionato anche al mio maresciallo Corrado Muraro ne Il
Commissario Nardone. Ha segnato una sorta di rinascita dopo un periodo
abbastanza oscuro dove facevo molta fatica. Devo ringraziare Fabrizio Costa, che
conduceva la regia di quel prodotto, con il quale nata, in seguito, anche una
profonda amicizia.
Recentemente labbiamo vista in tv nel ruolo del dottor Silverio Vitiello, nella
serie Unaltra vita, che ha riscosso un immenso successo
Ci tenevo moltissimo a lavorare con Cinzia TH Torrini. In pi avevo lopportunit di
esprimermi nella lingua dei miei avi napoletani. Non potevo assolutamente perdere
unoccasione cos ghiotta. A costo di apparire monotono devo dire che anche qui
nata una splendida amicizia con Vanessa Incontrada. Sono persuaso che il grande
merito del successo della serie sia dovuto al grande cuore di Vanessa, una
persona semplice, limpida, equilibrata e questo passa oltre lo schermo e raggiunge
lanima degli spettatori.
Un altro dottore, Luca De Santis, il personaggio che interpretava in Un posto
al sole rimasto nei cuori degli spettatori. Torner prima o poi nella soap?
E una domanda che mi sono sentito proporre spessissimo. Sono passati ormai 15
anni dalla mia uscita e ancora si ricordano in molti di quella mia esperienza. Devo
aver fatto un buon lavoro.
Ha lavorato in produzioni internazionali come Crossing Lines e The
Borgia. Che differenze ha riscontrato rispetto alle produzioni italiane?
Le differenze ci sono, la cura del prodotto assai pi maniacale. Siamo in un
ambito internazionale e un diverso respiro appare obbligatorio. Il rammarico sta nel
fatto del perch non abbiamo prodotto noi I Borgia visto che stiamo parlando di >>

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tv - cinema - teatro

IL POPOLO VENETO N2-2015

personaggi storici della nostra Storia. Crossing Lines un prodotto squisitamente


americano, anche se girato in Europa. E stato un piacere rivedere Gabriella
Pession in versione action". Ho assistito quasi in diretta al suo fidanzamento con
Richard Flood. Auguri a loro e alla loro splendida creatura (Vabb, mi sto lasciando
andare al gossip).
Che consiglio si sente di dare ad un giovane che vuole intraprendere il
mestiere di attore?
E molto semplice. Studiare. Studiare. Studiare. La cosa pi indigeribile che una
certa televisione, aggiunta a veri e propri lestofanti, che approfittano della buona
fede di tante persone, danno lillusione che si possa accedere al mestiere
dellattore attraverso altre strade che non siano quelle della preparazione. Per
come la vedo io, la professione dellattore rappresenta limmagine e linconscio
collettivo di un intero popolo. La responsabilit enorme. Il pericolo che si
confonda con larte dellapparire lerrore pi bieco ed ottuso che si possa
compiere.
Da milanese cosa ne pensa di Expo 2015?
Non sono riuscito a farmi unidea precisa. Troppi sono stati gli scandali legati alla
corruzione, gli ennesimi. Non se ne pu davvero pi. Trovo che il costo del biglietto

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sia esorbitante per una famiglia, per cui una grande


fetta di popolazione rimasta esclusa. Hanno
rimediato in corsa con le riduzioni serali ma non
sono state sufficienti a garantire anche il godimento
della visita agli spazi espositivi per via degli orari
troppo a ridosso della chiusura. Se sar un
successo penso che sia giusto goderne i benefici, se
ci saranno, e fare i complimenti agli organizzatori.
Nel mio piccolo proporrei, in caso di successo, un
bel premio di produzione a quella valanga di giovani
che sono stati impiegati in questi mesi per garantire
il buon funzionamento dellEXPO e che sono stati
vergognosamente sotto pagati da una cultura del
capitalismo
coniugata
esclusivamente
allesasperazione del profitto.
In quali progetti la vedremo prossimamente?
Innanzitutto sono in trepida attesa delluscita (voci di corridoio dicono novembre) di
Baciato dal sole, fiction in sei puntate prodotte dalla Pepito produzioni di Agostino
Sacc, scritto da Maria Grazia Sacc, Alberto Taraglio, Alessandro Sermoneta, per
la regia di Antonello Grimaldi. Una storia che parla di televisione senza essere
autoreferenziale. Parla del dietro le quinte, tecniche ed umane di un talent di
successo. E stato il pi bel lavoro della mia carriera e spero che sar premiato dal
pubblico. Al centro della storia c il personaggio interpretato da Guglielmo Scilla,
un ragazzo dal talento vivido. Sentirete moltissimo parlare di lui. Nel cast, tra gli altri
spiccano Barbora Bobulova, Giuseppe Zeno, Lorena Cacciatore, Gennaro
Iaccarino, Nina Torresi. Io interpreto il mentore del personaggio di Guglielmo,
Guerino Guidi, colui che lo condurr verso il successo e che vive amaramente i
compromessi che si costretti a subire. Un protagonista ricchissimo di sfumature
assai complesse. E stata una vera gioia interpretarlo.
Ho finito da poco di girare, per la regia di Fabrizio Costa, Il mio vicino di casa
prodotto dalla Pepito produzioni al fianco di uno spumeggiante Sergio Rubini e
della sempre splendida Barbora Bobulova.
Il 23 settembre esce nelle sale A Napoli non piove mai, film del carissimo amico
Sergio Assisi a cui ho partecipato in amicizia.
Ma c un progetto al quale tengo moltissimo. Un ritorno al Teatro con Passione
damore tratto dalla Sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj, per la regia di Giovanna
Carrassi e Tullia Alborghetti, prodotto dalla Maxima Film, in collaborazione con
Alessandro Berdini, presidente dellATCL. Lapprodo che stiamo immaginando per
la prima assoluta di grande prestigio. Speriamo bene.

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SQADRA ANTIMAFIA 7:
INTERVISTA CON PAOLO PIEROBON

di Francesca Monti
Il 9 settembre su Canale 5 iniziata la settima attesissima serie di Squadra
Antimafia, una delle fiction pi amate dai telespettatori. Tra i protagonisti c
lenigmatico e spietato agente dei servizi segreti Filippo De Silva, interpretato da sei
stagioni dal bravissimo Paolo Pierobon, che abbiamo avuto il piacere di intervistare.
Originario di Castelfranco Veneto, Paolo ha preso parte a tantissimi spettacoli
teatrali, lavorando con grandissimi registi, dal maestro Luca Ronconi a Elio De
Capitani, solo per citarne alcuni. Ha partecipato a film di successo come Guarda il
cielo (Stella, Sonia, Silvia) di Piergiorgio Gay, Come lombra e Il mio domani di
Marina Spada, Vincere di Marco Bellocchio, Il capitale umano di Paolo Virz. In
questa intervista che ci ha gentilmente concesso (grazie anche a Victoria Pistoia di
Sosia&Pistoia S.r.l.), Paolo Pierobon ci ha parlato di Filippo De Silva, dei
>>

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IL POPOLO VENETO N2-2015

personaggi
che
ha
interpretato a cui pi legato
e dei prossimi progetti
teatrali,
mandando
un
amichevole
e
simpatico
saluto ai nostri lettori.
Paolo,
in
Squadra
Antimafia
interpreta
il
camaleontico
e
indistruttibile Filippo De
Silva. Pu darci qualche
anticipazione su cosa gli
accadr
nella
settima
serie?
Mi spiace tanto ma non posso dirvi nulla a proposito....Per contratto devo essere
una tomba.
De Silva si evoluto ed cambiato molto nel corso delle sei stagioni della
fiction. Cosa la affascina di questo personaggio, uno tra i pi amati dal
pubblico?
Pi che affascinarmi mi ipnotizza, mi parla dentro e al mio risveglio mi fa dire, fare
e pensare cose brutte, perfide e cattive.. mi diverte molto... di ottima
compagnia...!.
Qual la scena, tra quelle girate in Squadra Antimafia, che le piaciuto
maggiormente interpretare?
Tutte ...da quelle apparentemente insignificanti a quelle pi spettacolari, perch si
nutrono a vicenda, ma alle scene al carcere dell' Ucciardone a Palermo in Squadra
Antimafia 3 e al manicomio in Squadra Antimafia 4 sono particolarmente
affezionato.
Quale pensa sia il segreto dellimmenso successo della serie?
Un gruppo di lavoro fantastico: serio, preparato e appassionato.
Com nata la sua passione per la recitazione?
Agli inizi era una passione clandestina, segreta...da non dire a nessuno.. poi
andata bene e il segreto si rivelato.

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Ha lavorato con grandi


registi,
dallindimenticabile Luca
Ronconi
a
Elio
De
Capitani, passando per
Virz e Bellocchio. C un
personaggio tra quelli
interpretati a cui
rimasto pi legato?
Lo spacciatore zio Davide
nel film "Il capitale umano"
di Paolo Virz e il
professore ucraino nel film
"Come l'ombra" di Marina
Spada... A teatro, tutti i
personaggi interpretati!
Un regista con cui le
piacerebbe lavorare
Erich von Stroheim.
Che consiglio si sente di
dare ad un giovane che
vuole intraprendere il
mestiere di attore?
Mamma mia, non mi sento
cos vecchio da dare gi
consigli
a
un
attore
giovane....
In quali progetti sar impegnato prossimamente?
Sar al Piccolo Teatro di Milano in un progetto di cui Ronconi aveva gi deciso il
cast, con la regia del suo assistente, il veneto Giorgio Sangati: "Le donne gelose" di
Carlo Goldoni, e poi con "La morte di Danton" diretto da Mario Martone.
Un saluto ai nostri lettori de Il Popolo Veneto
Veneto pare che derivi da "wen", radice indoeuropea di "amare", veneti da
"wenetoi" cio amati o amabili o comunque amichevoli (Cit. Wikipedia)... Quindi un
saluto amichevole ai vostri lettori e amorevolissimo al Veneto, terra stupenda dove i
miei genitori sono nati e hanno trascorso la loro giovent.

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LONORE E IL RISPETTO 4:
INTERVISTA CON LINA SASTRI
di Francesca Monti
Abbiamo avuto il piacere di intervistare
Lina Sastri, attrice e cantante eccezionale,
tra i protagonisti della fiction di Canale 5
LOnore e il rispetto 4, in cui interpreta
Maria Pia Giordano, dando ancora una
volta prova del suo immenso talento e della
sua intensit interpretativa. Lina Sastri ha
debuttato in teatro con Eduardo De Filippo,
ha lavorato nel corso della sua carriera con
i pi grandi registi del cinema, da Nanni
Moretti a Giuseppe Bertolucci, da Nanni
Loy a Giuseppe Tornatore, da Woody Allen
a John Turturro a Pupi Avati, conquistando
tre David di Donatello e due Nastri
dargento.
In questa intervista che ci ha gentilmente
concesso (grazie a Nicola Conticello di
NCmedia Ufficio Stampa), Lina Sastri ci ha
parlato di Maria Pia Giordano, il
personaggio interpretato ne LOnore e il
rispetto 4, e dei prossimi progetti teatrali e
televisivi in cui la vedremo recitare.
Signora Lina, nella fiction LOnore e il rispetto 4, in onda su Canale 5 e
amatissima dal pubblico, interpreta Maria Pia Giordano. Pu presentarci il
suo personaggio?
Sono entrata a far parte di questa fiction, molto seguita dalla gente perch tratta
un tema popolare, nella quarta stagione. Mi fa piacere aver fatto unesperienza
diversa, che non avevo mai fatto prima, interpretando un ruolo molto interessante.
Maria Pia una madre legatissima al figlio Michele, lo ama enormemente, una
donna tipicamente siciliana e per rendere al meglio il volto del personaggio la mia
immagine stata appesantita, con parrucca e trucco pesante, anche perch la
fiction ambientata negli anni 60. E una donna benestante, moglie di un mafioso,

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tradita dal marito quindi non felice, che ha


trovato il senso della sua vita nellamore
verso il figlio. Quando scopre che Michele
omosessuale, ha una prima reazione
addolorata e anche arrabbiata, perch non
capisce questa cosa. Infatti allepoca
scoprire di avere un figlio omosessuale, in
Sicilia e allinterno di una famiglia di
stampo tradizionale e mafioso, era
abbastanza traumatico. Ma poi Maria Pia
sceglie la felicit di Michele, che
innamorato di un uomo, che addirittura in
questo caso il fidanzato della sorella.
Quando capisce che un amore vero, che
quel figlio dolce, mite, ha diritto alla felicit,
che non deve appartenere a quel mondo
violento, colluso, di cui fanno parte lei e il
marito, sceglie di salvarlo, di dargli una
mano.
Maria Pia ha una mentalit forse pi
aperta rispetto agli altri personaggi
Pi che avere una mentalit aperta ha un
grande amore verso suo figlio e vive
quello che lamore ti fa vivere, la libert, senza regola, senza chiusura, perch
lamore, che sia di una donna verso un uomo, soprattutto di una madre verso un
figlio o di un figlio per una madre, non ha regole, lamore un rischio, va oltre le
cose consentite. Trovo che sia molto bello questo risvolto del mio personaggio, che
poi avr un ulteriore sviluppo nel corso della serie. Ma non sveliamo altro.
Come si preparata per interpretare questo ruolo?
Io non faccio una preparazione particolare. Io arrivo dal teatro, che la mia terra,
la mia vita, la mia patria. Adesso sto per cominciare le prove de La Lupa di
Giovanni Verga che andr in scena il 17 novembre al Teatro Quirino di Roma, ho
appena interpretato la Madonna a teatro, nella Passio Hominis, la Passione di
Cristo con la regia di Calenda, questestate a San Miniato, spettacolo che sar
messo in scena il 9 novembre nella Cattedrale di San Lorenzo a Firenze, e forse
anche in presenza di Papa Francesco. Ho finito di girare Le nozze di Laura, film di
Pupi Avati, una storia damore ambientata in Calabria, in cui interpreto unaltra
Madonna, Maria, moglie di Giuseppe, madre di Lui, una sorta di Ges, un ragazzo
dei giorni nostri. Ho interpretato due Madonne in contemporanea. Ho un mio modo

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IL POPOLO VENETO N2-2015

di prepararmi, quello di
cercare
di
mantenere
intatta
la
prima
impressione che ho avuto
del personaggio, dalle
parole che dice o dalle
azioni che fa o far
allinterno della storia, che
possono essere negative o
positive. E un po come
quando conosci per la
prima volta una persona e
ti fai unidea su di lei.
Con Pupi Avati ha lavorato anche nel film tv Il sole negli occhi, in cui
interpretava Miriam, un film che raccontava la storia di un bambino siriano in
fuga dalla guerra, tema purtroppo di grande attualit
S, ma anche ne Le nozze di Laura c un amore tra una ragazza calabrese e un
ragazzo di colore, anche qui si toccato in qualche modo questo tema. Una cosa
la realt, vivere la vita con le scelte che ti porta a fare e unaltra cosa un film in cui
sai come va a finire la storia. Indubbiamente la realt del nostro Paese e sar
sempre pi caratterizzata dalla mescolanza tra razze, con persone che arrivano in
Italia, in fuga da realt difficili, di miseria o a volte di guerra. Sono persone che non
hanno niente da perdere, che arrivano in un mondo che sembra che abbia molto da
offrire ma realmente non cos. Noi ci troviamo a vivere la presenza molto
numerosa di tutte queste persone che poi non trovano la loro collocazione. Si vive
in uno stato di emergenza, non solo noi in Italia, ma nel mondo intero, noi abbiamo
le coste, siamo circondati dal mare, siamo una penisola, quindi siamo raggiungibili
da tutti i punti di vista, ma regolamentare tutto questo urgente, necessario,
importante. E giusto accogliere i rifugiati di guerra o chi arriva da una situazione di
grande miseria, fame, paura, dolore, indigenza, sofferenza, ma anche necessario
regolamentare tutto ci, altrimenti c il rischio che si crei soltanto un bacino di
raccolta della delinquenza. Bisogna capire che ormai il mondo si trova in questa
situazione, che non si pu pi definire unemergenza ma uno stato di cose che va
affrontato.
In quali progetti la vedremo prossimamente impegnata?
Cominciamo le prove, la prossima settimana, di La Lupa con la regia di
Guglielmo Ferro, e debuttiamo il 17 novembre, il giorno del mio compleanno, al
Teatro Quirino di Roma. La prossima stagione faremo la tourne in giro per lItalia.
La Lupa un personaggio che stato interpretato a teatro da Anna Magnani con la
regia di Zeffirelli, nel 1957, proprio al Quirino, ottenendo un grande successo, poi

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tv - cinema - teatro

IL POPOLO VENETO N2-2015

stato fatto al cinema da Monica


Guerritore con la regia di Lavia,
ma in teatro da allora non
stato pi proposto. La Lupa un
classico,

stata
anche
presentata al Festival di Venezia
2015 la versione restaurata del
film
di
Alberto
Lattuada
degli anni 50, con protagonista
lattrice algerina Kerima. E una
bella prova. Sono personaggi,
cos come la madre di Lonore
e il rispetto, che possono
essere fatti in un modo piuttosto
che in un altro. La Lupa pu
essere ritenuto anche un
personaggio scandaloso, invece
una contadina, vedova, che ha
cresciuto una figlia da sola,
una donna libera, affamata
damore. Chiaramente questo,
vista la sua condizione di
vedovanza,
ai
primi
del
Novecento era vista come una
cosa scandalosa. E una donna
diversa, che dice la verit, che
presa da una grande passione,
pericolosa, dolorosa, tragica, per
questo uomo, per questo amore
per il quale sacrifica tutto quello che ha, la sua casa, la sua terra, sua figlia, e alla
fine sacrificher anche la sua vita. E una grande tragedia. Il 9 novembre verr
invece messa in scena, come dicevo prima, la Passio Hominis di Calenda nella
Cattedrale di San Lorenzo a Firenze e poi speriamo di rappresentarla anche
durante il Giubileo a Roma. A gennaio ci sar la messa in onda su Raiuno del film
Le nozze di Laura, di Pupi Avati. La prossima primavera, dopo aver terminato La
Lupa a teatro, mi dedicher alla musica.
Si parla anche di una quinta serie de LOnore e il rispetto e di una sua
possibile partecipazione a Il bello delle donne 4
Per quanto riguarda LOnore e il rispetto 5 se ne parla ma io al momento non so
niente, non so nemmeno che fine far la mia signora. Anche per Il bello delle
donne non c ancora nulla di concreto.

101
sport

IL POPOLO VENETO N2-2015

BEBE VIO DORO NEL FIORETTO


Unimmensa Beatrice Bebe Vio, a soli 18 anni ha
conquistato ilprimo titolo iridato di fioretto
femminile paralimpico ai Mondiali di Eger
(Ungheria), bissando loro europeo conquistato nel
2014 e ottenendo la qualificazione anticipata
per Rio 2016. Dopo aver sofferto agli ottavi contro
Yui Chong Chan (Hong Kong), battuta 15-11, la
campionessa azzurra salita in cattedra e ha
battuto nettamente Alesia Makrytskaya (15-2 ai
quarti), Jingjing Zhou (15-6 in semifinale) e la
padrona di casa Gyongyi Dani (15-4 in
finale). Non mi rendo ancora conto di essere la
campionessa del mondo!, ha affermato Bebe Vio,
Al momento la gioia pi grande aver
conquistato il biglietto per Rio e questo era il mio
obiettivo. La giornata non era iniziata bene, ma
finita alla grande. Che bello poi sentire tutti i
ragazzi della squadra incitarmi e fare il tifo per me.
E una bella emozione che dedico a tutti quelli che mi stanno accanto e a Simone
Vanni che mi dice cosa fare quando sono in pedana.
Per lItalia poi arrivata unaltra splendida medaglia iridata, il bronzo del bravissimo
Marco Cima nel fioretto maschile categoria B. Il campione azzurro si fermato in
semifinale contro il cinese Daolinang Hu, poi vincitore finale del titolo, col punteggio
di 15-9. Dopo aver superato la fase a gironi, Marco Cima ha sconfitto nel turno dei
16 il bielorusso Nikolai Bezyazychny per 15-6 e poi, ai quarti, l'ucraino Anton
Datsko col punteggio di 15-11. Andare a medaglia era il mio obiettivo e l'ho
centrato. Ho dato tutto e ringrazio il Club Scherma Roma ed il mio maestro Elvis
Gregory. Questa medaglia la dedico a mio padre. Sta attraversando un periodo
difficile per problemi di salute e spero che questo bronzo lo aiuti a stare meglio, ha
detto Marco.