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DIRITTO COMMERCIALE

Definizione: Il DIRITTO COMMERCIALE quella parte del Diritto Privato che si occupa dellimpresa.
Fondamentale, in quanto pone le regole del gioco e disciplina i rapporti tra gli
imprenditori.
Origini: Il Codice di Commercio (1882) fu il primo a regolare il fenomeno del Commerciante (NON
dellimprenditore, getta per le basi del Diritto Commerciale). Successivamente il Codice
Civile (1942) definisce con precisione la figura dellimprenditore.
Perch?: Il Diritto Commerciale nasce dallesigenza di tutelare e disciplinare gli interessi conflittuali
delle varie categorie di terzi che sono in diverso modo legati allattivit dellimpresa e
che non sono regolati dal Dritto Privato. Sorge dunque la necessit di leggi e norme
complesse, che siano in grado di risolvere questi conflitti.
ART. 2082 C.C.:
Limprenditore colui che esercita professionalmente unattivit economica organizzata, diretta alla produzione
o allo scambio di beni o servizi.

DallART. 2082 C.C. emerge il concetto di impresa: essa NON un atto, bens unattivit, intesa
come sequenza di atti. Limprenditore colui che esercita attivit dimpresa.
Lattivit dimpresa deve essere:
1. Produttiva: potenzialmente idonea a generare nuova ricchezza;
2. Esercitata Professionalmente: esercitata stabilmente (non necessariamente nel continuo o
nellarco di tutto lanno);
3. Organizzata: per essere tale, limprenditore deve coordinare i fattori di produzione, ossia
gestire il capitale (requisito di per s sufficiente) ed eventualmente organizzare il lavoro
altrui (Ex: medico e avvocato non sono imprenditori);
4. Economica: effettuata attraverso il metodo economico, quindi potenzialmente proiettata,
quantomeno, al pareggio tra costi e ricavi.
Statuto Generale dellImprenditore: Serie di norme a cui sono soggetti e di cui possono avvalersi
esclusivamente gli imprenditori, stabilite dal legislatore. Ne sono un esempio i Segni Distintivi
(Ditta, Insegna e Marchio).
La qualifica di imprenditore attribuibile NON solo alle persone fisiche ma anche agli enti
istituzionali creati dallordinamento e non realmente esistenti (la FIAT, la Repubblica Italiana).
NB: Essi non sono dunque IMPRESE, bens IMPRENDITORI!
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TIPI DI IMPRENDITORI: Imprenditore Commerciale (ART. 2195 C.C.) e Imprenditore Agricolo (ART.
2135 C.C.). I diversi tipi di imprenditori sono soggetti a norme differenti: questa disparit risulta
evidente nellapplicazione della Disciplina del Fallimento, ai quali possono essere sottoposti
soltanto gli imprenditori commerciali, che secondo lopinione del legislatore sono soggetti al
rischio dimpresa, ma non al rischio naturale, che invece proprio dellattivit agricola.
Imprenditori Agricoli
1 Problema: Levoluzione dellattivit agricola negli anni ha fatto s che la figura dellimprenditore
agricolo venisse accostata a quella dellimprenditore industriale. In particolare, si sono
formati due orientamenti, secondo i quali:
1. E imprenditore agricolo chi svolge la propria attivit in modo tradizionale, senza
lausilio di strumenti tecnologici;
2. E imprenditore agricolo chi, prescindendo dalle modalit, svolge unattivit che
concerne lo sviluppo di un ciclo biologico naturale.
Ai fini della classificazione ha prevalso il secondo orientamento ed stato assunto dal
legislatore a partire dal 2001, nel 2 comma dellART. 2135 C.C..
ART. 2135 C.C.:
E imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attivit: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento
di animali e attivit connesse.
Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento si intendono le attivit dirette alla cura e allo
sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria al ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano
o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
Si intendono comunque connesse le attivit, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla
manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto
prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dallallevamento di animali, nonch
le attivit dirette alla fornitura di beni o servizi mediante lutilizzazione prevalente di attrezzature o risorse
dellazienda normalmente impiegate nellattivit agricola esercitata, ivi comprese le attivit di valorizzazione del
territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalit come definite dalla legge.

2 Problema: Prima del 2001 il Codice Civile, al 1 comma dellART. 2135 riportava il termine
bestiami che causava problemi di interpretazione (non includeva, ad esempio, i
polli) e venne dunque modificato in animali.
Il 3 comma dellART. 2135 C.C. parla delle cosiddette Attivit Connesse: esse sono attivit di per
s commerciali ma che rientrano nellinsieme dellimpresa agricola se sono verificati due requisiti:
1. Limprenditore deve essere agricolo;
2. Deve essere rispettato il Criterio della Prevalenza, ossia nellesercizio dellattivit connessa
devono essere utilizzati prevalentemente prodotti derivanti dallattivit agricola principale.
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Imprenditori Commerciali
LART. 2195 C.C. definisce lImprenditore Commerciale, fornendo una classificazione di 5 diversi
tipi di attivit commerciali.
ART. 2195 C.C.:
Sono soggetti allobbligo di iscrizione, nel registro delle imprese, gli imprenditori che esercitano:
1) Unattivit industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;
2) Unattivit intermediaria nella circolazione dei beni;
3) Unattivit di trasporto per terra, per acqua o per aria;
4) Unattivit bancaria o assicurativa;
5) Altre attivit ausiliarie delle precedenti.
Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attivit e alle imprese commerciali si applicano, se non
risulta diversamente, a tutte le attivit indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano.

Esistono tuttavia attivit (Ex: estrazione di materie prime, agenzie matrimoniali o investigative)
che NON rientrano nelle 5 categorie sopraelencate. Secondo una tesi poco condivisa esisterebbe
un 3 tipo di impresa: lImpresa Civile. Questa categoria non esiste realmente, anche perch
opinione comune che il termine intermediazione, nel testo dellarticolo, vada inteso col
significato di scambio, risolvendo dunque il problema.
Limprenditore commerciale inoltre soggetto allo Statuto dellImprenditore Commerciale e alla
dottrina del fallimento.
DIMENSIONI: Piccoli Imprenditori (ART. 2083 C.C.) o Medio-Grandi Imprenditori (definiti per
differenza dai primi e non esplicitamente disciplinati dal legislatore).
ART. 2083 C.C.:
Sono piccolo imprenditori I coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che
esercitano unattivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della
famiglia.

Esiste dunque anche in questo caso un criterio di prevalenza, dal punto di vista qualitativo e
quantitativo.
Il Piccolo Imprenditore NON soggetto alla Disciplina del Fallimento. La legge fallimentare,
inizialmente, dettava una definizione di piccolo imprenditore in funzione del minimo imponibile (al
tempo, pari a 900.000 L.). Dopo poco per questa definizione inizia a vacillare a seguito di alcuni
eventi (Istituzione dellIRPEF, dichiarazione di incostituzionalit) e in quanto il capitale in
questione diviene irrilevante a causa della crescente inflazione (veniva meno il criterio
dimensionale). LART. 2083 C.C. viene quindi preso a modello anche dalla legge fallimentare stessa,
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finch nel 2006, con una riforma, viene stabilit una nuova definizione di piccolo imprenditore
(tuttora vigente) in base a 3 criteri.
NB: Le Societ Commerciali NON sono MAI Piccoli Imprenditori!
Impresa Sociale: Impresa che produce beni o servizi di utilit sociale (istruzione, assistenza,
sanit). Caratteristica di tale impresa la presenza del metodo economico
(copre i costi con i ricavi) ma lassenza dello scopo di lucro: gli utili prodotti non
possono essere distribuiti ai soci e sono reimpiegati per finanziare lattivit
dimpresa.
Vantaggi: Se il patrimonio sociale superiore ai 20.000 viene meno la responsabilit illimitata e
solidale dei soci (societ di persone) per le obbligazioni contratte dalla societ.
Limpresa sociale deve essere costituita per atto pubblico e non sono soggette al fallimento: il
ministero ha il compito di controllare il suo operato e, qualora vengano meno i requisiti previsti
dalla legge, viene fatta sciogliere mediante Liquidazione Coatta Amministrativa.
Fallimento: essere soggetti a fallimento significa sottoporsi a norme speciali che tutelano i
creditori, i quali si spartiscono i beni e il patrimonio dellimprenditore fallito (che non
pu, per legge, essere un imprenditore piccolo o agricolo); inoltre, limprenditore
fallito subisce conseguenze anche sul piano di alcuni diritti personali (Ex: Condanna in
bancarotta).

Problema: NellART. 2082 C.C. il legislatore NON specifica se lattivit economica debba o meno
essere Lecita: dunque un requisito necessario, ai fini della qualifica di imprenditore?
NO.
Cosa significa Impresa Lecita? Si effettua la seguente distinzione:

Impresa Immorale: contraria allordine pubblico, a norme imperative e al buon costume;


NON unimpresa (secondo la dottrina e la giurisprudenza).
Impresa Illegale: riservata a particolari categorie di soggetti (Ex: banca non munita di
autorizzazione); considerata unimpresa ( percepita come meno nociva della prima
fattispecie, anche se non sempre vero).

Tuttavia, questa distinzione presenta alcuni problemi: in primis, alcune attivit illecite divengono
lecite in presenza di determinate condizioni (Ex: distribuzione farmaceutica di sostanze
stupefacenti, industrie di armamenti) e in secondo luogo ci sono attivit che sono considerate
illecite nel nostro paese ma lecite allestero. Motivo ancora pi importante per, che la qualifica
di Imprenditore Commerciale , come detto, una tutela verso i terzi, i quali sono alloscuro
dellattivit immorale o illegale svolta dallimprenditore, che alternativamente non potrebbe
essere soggetto a fallimento.
In ogni caso, chi commette un illecito non potr MAI giovarsene. Questo principio emerge come
criterio generale dellordinamento, tramite un processo di analogia juris.
Ci che nullo non produce effetti per il Diritto Privato ma li produce per il Diritto Commerciale.
Impresa per Conto Proprio: impresa non rivolta al mercato ma alluso proprio. Si considera
impresa in quanto per il legislatore sufficiente che sia
potenzialmente rivolta al mercato (in futuro potrebbe rivolgervisi).
Professioni Intellettuali svolte senza licenza o autorizzazione: costituiscono un pericolo per la
collettivit, in quanto i soggetti che le svolgono potrebbero non avere la competenza per farlo (Ex:
medico senza licenza). NON sono considerate attivit dimpresa. Perch?
Innanzitutto per legge: secondo lART. 2238 C.C., il mero esercizio della professione intellettuale
NON determina attivit dimpresa.
ART. 2238 C.C.:
Se lesercizio della professione [intellettuale] costituisce elemento di unattivit dimpresa, si applicano anche le
disposizioni del titolo II [Del lavoro nellimpresa].
In ogni caso se lesercente una professione intellettuale impiega sostituti o ausiliari, si applicano le disposizioni
delle sezioni II, III, IV, del capo I del titolo II.

In passato, esaminando lART. 2082 C.C., era opinione comune che nellesercizio della professione
intellettuale mancasse il requisito dellOrganizzazione. Ma questo non sempre vero nellattuale
realt economica (Ex: il radiologo organizza capitale, beni e mezzi indispensabili allesercizio della
sua professione).
Anche il Criterio Economico presente nellattivit di un professionista intellettuale (anche se non
stato sempre cos in altri tempi: il pagamento di un compenso era associato in via esclusiva alle
pratiche mercantili).
La dottrina NON attribuisce la qualifica di imprenditore alle professioni intellettuali per non
accostare la loro figura a quella del commerciante (comportando uno svilimento dal punto di vista
del ruolo sociale che esse svolgono).
Problemi: ad esempio, il farmacista offre sia una professione intellettuale (nel momento in cui
concede consulenze) che una mera attivit di erogazione delle merci (vendita di
medicinali). Secondo lART. 2082 C.C. dunque, esso qualificabile come imprenditore.
ART. 2232 C.C.:
Il prestatore dopera deve eseguire personalmente lincarico assunto. Pu tuttavia valersi, sotto la propria
direzione e responsabilit, di sostituti e ausiliari, se la collaborazione di altri consentita dal contratto o dagli usi e
non incompatibile con loggetto della prestazione.

La regola che ci si deve avvalere solo del contratto dopera intellettuale vale solo per i soggetti che
eseguono professioni protette.

IMPUTAZIONE DELLATTIVITA DIMPRESA: Quali sono i criteri tramite cui identificare il soggetto
che limprenditore?
Principio della spendita del nome: criterio formale secondo cui limprenditore colui in nome del
quale vengono svolti atti relativi allimpresa (anche se questi
atti fossero effettuati direttamente da altri).
Problema: Limprenditore potrebbe dunque, per schermarsi (Ex: da eventuali creditori), NON
spendere il proprio nome, impiegando il proprio patrimonio tramite altri individui o
tramite societ di capitali ad hoc, con capitali irrisori (cosiddette scatole vuote); si
verifica dunque una evidente lesione degli interessi di terze parti.
Per il Prof. Ferri, esisterebbe allinterno dellordinamento un Criterio del potere di direzione (oltre
a quello sopracitato della spendita del nome), che stabilisce linscindibilit tra potere e
responsabilit. Questo criterio si ricava dal fatto che in alcune societ, a fronte del potere di
amministrazione esiste una maggiore responsabilit per gli imprenditori, relativamente alle
obbligazioni sociali. Limprenditore occulto (descritto dal problema di cui sopra) dunque
responsabile nella stessa misura dellimprenditore palese ma NON pu fallire.
Il Prof. Viggiavi invece sostiene che, sulla base del Codice, anche limprenditore occulto passibile
di fallimento (Ex ART. 147 C.C. 2 comma, ora presente nell ART. 147 4 comma della Legge
Fallimentare).
Socio Occulto: colui che non ha palesato allesterno il fatto di essere socio.
Societ Occulta: societ di cui non data notizia allesterno (nota ai soli soci).
Per Viggiavi, nella fattispecie prevista dallART. 147 (sul fallimento di socio occulto e per
estensione di societ occulta) si pu includere anche limprenditore occulto, poich forma di fatto
una societ occulta con limprenditore palese (cosiddetto prestanome).
Per il Prof. Campobasso, tuttavia, queste teorie non sono verosimili, in quanto NON esiste nella
disciplina societaria il criterio del potere di direzione, e comunque non varrebbe per tutti i tipi di
societ (Ex: il caso delle societ di capitali diverso da quello delle societ di persone).
Ad ulteriore dimostrazione della non esistenza di questo criterio, Campobasso osserva che lART.
147 considera che se le decisioni sono prese dalla societ, sono prese anche in nome del socio
occulto. Cos, anche per lestensione alle societ occulte, sufficiente il criterio formale della
spendita del nome, senza lintroduzione di criteri sostanziali come quello del potere di direzione.
Quindi, secondo lattuale ordinamento italiano, limprenditore occulto NON soggetto a
fallimento.
Un motivo in pi che se non fosse cos verrebbero lesi gli interessi dei creditori dellimpresa
palese dellimprenditore occulto, i quali non erano a conoscenza dellimpresa occulta e
dovrebbero spartirsi il patrimonio insieme ai creditori dellimpresa occulta.
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Impresa fiancheggiatrice: unimpresa occulta che presta garanzie in modo regolare, a nome di
unimpresa palese (fiancheggiata). Le due imprese, normalmente societ
di capitali, sono soggette a fallimento e se ne gioveranno solo i creditori
che hanno ricevuto una garanzia.
Come si identifica dunque limprenditore? Tramite il Principio formale della spendita del nome.
Lacquisto o la perdita della qualifica di imprenditore dipendono invece dal Principio di effettivit:
si diviene imprenditore nel momento in cui si pongono in essere degli atti dimpresa. Si pu essere
iscritti allalbo anche se questa fattispecie non sussiste, ossia non si svolge attivit dimpresa.
Per le societ si credeva che il primo atto fosse liscrizione stessa allalbo: nella realt ci si regola
come per le imprese.
Qual dunque il primo atto dimpresa? Si distinguono due diversi casi:
1. Presenza di attivit organizzative precedenti alla costituzione dellimpresa;
2. Assenza di organizzazione preliminare (Ex: impresa acquisita, quindi gi avviata).
Nel primo caso, qualora gli atti preparatori determinino in modo significativo la volont di svolgere
lattivit dimpresa, questi comportano lacquisto della qualit di imprenditore per chi li pone in
essere.
Nel secondo caso invece lattivit dimpresa, per essere iniziata, necessita di professionalit, ossia
labitualit dellesercizio, che deve essere svolto in modo continuo e stabile.
Anche la fine dellimpresa dipende dal Principio di effettivit. La chiusura dellattivit preceduta
dalla liquidazione, dopodich limprenditore si cancella dal libro delle imprese.
Prima del 2006, secondo il Codice Civile lattivit dimpresa per limprenditore (persona fisica)
terminava con la cancellazione dallalbo, mentre per lART.10 della Legge Fallimentare poteva
essere richiesta dai creditori la dichiarazione di fallimento entro un anno dalla suddetta
cancellazione.
Inoltre, per le societ commerciali la fine dellattivit avveniva dopo la riscossione dellultimo
credito e il pagamento dellultimo credito e questo creava una enorme discrepanza tra
imprenditore persona giuridica e imprenditore persona fisica: durante la liquidazione un debito
poteva essere tralasciato e ricomparire dopo anni.
Nel 2006 vengono finalmente equiparati limprenditore persona fisica e giuridica, stabilendo la
fine della loro esistenza dopo un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese. Tuttavia il
creditore pu ancora rivalersi sulla societ, qualora dimostri che dopo la cancellazione lattivit
dimpresa sia continuata, facendo appello al Principio di effettivit.

LAzienda lo strumento tramite cui limprenditore esercita limpresa, disciplinata dal legislatore
e costituisce una deroga al Diritto comune.
ART. 2555 C.C.:
Lazienda il complesso dei beni organizzati dallimprenditore per lesercizio dellimpresa (2082).

Il primo elemento caratterizzante lazienda lorganizzazione (dei beni, a fine produttivo, con lo
scopo di effettuare lattivit dimpresa).
I beni sono tutte quelle cose che possono costituire rapporti giuridici (questi ultimi NON rientrano
nel concetto di azienda secondo Campobasso) e non devono essere necessariamente di propriet
dellimprenditore (Ex: leasing).
Avviamento Oggettivo: quel valore che lazienda ha in virt della capacit di produrre reddito. I
beni, complessivamente intesi, hanno maggior valore dei beni
singolarmente presi.
Avviamento Soggettivo: la capacit dellimprenditore di formare e conservare la clientela. Il
legislatore si interessa della salvaguardia e della tutela di questa capacit.
TRASFERIMENTO:
Il Trasferimento pu avere ad oggetto lintera azienda o un suo ramo (purch sia in grado di
svolgere autonomamente attivit dimpresa). Per stabilire se si in presenza di trasferimento o di
semplice alienazione di beni necessario analizzare gli effetti che latto produce: NON rileva il
nomen juris. Le due fattispecie hanno differenti impatti tributari.
ART. 2557 C.C.:
Chi aliena lazienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal trasferimento, dalliniziare una nuova
impresa che per loggetto, lubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dellazienda ceduta. Il
patto di astenersi dalla concorrenza in limiti pi ampi di quelli previsti dal comma precedente valido, purch non
impedisca ogni attivit professionale allalienante. Esso non pu eccedere la durata di cinque anni dal
trasferimento. Se nel patto indicata una durata maggiore o la durata non stabilita, il divieto di concorrenza
vale per il periodo di cinque anni dal trasferimento. Nel caso di usufrutto o di affitto dellazienda il divieto di
concorrenza disposto dal primo comma vale nei confronti del proprietario o del locatore per la durata
dellusufrutto o dellaffitto. Le disposizioni di questo articolo si applicano alle aziende agricole solo per le attivit
ad esse connesse, quando rispetto a queste sia possibile uno sviamento di clientela.

Il Divieto di concorrenza previsto dallART. 2557 C.C. derogabile (pu essere non previsto), ha
portata relativa (pu essere esteso per oggetto MA mai impedire di svolgere attivit dimpresa,
andrebbe contro la Costituzione) ed non superiore a 5 anni. Il divieto vale anche se lalienante
usa un prestanome.
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Problema: possibile applicare lART. 2557 C.C. in assenza di trasferimento di azienda? In


particolare ci si chiede se c trasferimento in caso di:
1. Eredit. NO, perch un passaggio ex lege dellimpresa;
2. Assegnazione ad uno dei soci in sede di liquidazione. NO;
3. Cessione di partecipazioni. SI, se la cessione tale da consentire di esercitare un
potere dominante allinterno dellazienda.
La giurisprudenza comunitaria ritiene che ci sia trasferimento ogni qualvolta muti limprenditore.
Modalit del trasferimento:
Il Codice, allART. 2556, prevede la forma scritta per il trasferimento dazienda , con due tipologie:
1. Forma ad probationem: richiesta ai fini delliscrizione nel registro delle imprese e serve
per rendere il trasferimento opponibile ai terzi in sede di giudizio (come prova);
2. Forma ab substantiam: quella specificamente richiesta dalla legge a seconda del tipo di
azienda oggetto del trasferimento ed necessaria ai fini della validit dellatto stesso.
Successione nei contratti:
I contratti in corso desecuzione si trasferiscono in capo allacquirente senza la volont del terzo
ceduto, il quale potr recedere entro 90 giorni dalla conoscenza della cessione (pubblicazione nel
registro delle imprese) qualora dimostri che lacquirente non in grado di adempiere
allobbligazione contratta. Secondo il Codice possono trasferirsi tutti i contratti che non abbiano
carattere personale, quelli cio in cui la personalit dellalienante (contraente) fondamentale ai
fini del contratto.
Sorti dei crediti/debiti dazienda: ART. 2559-2560 C.C.
Quando si cede lazienda si cedono anche i crediti. Il debitore, dal momento in cui a conoscenza
del trasferimento (liscrizione della cessione ha funzione di pubblicit) tenuto a pagare il suo
debito allacquirente, tuttavia comunque liberato se paga in buona fede allalienante.
I debiti sono diversi: il creditore non indifferente tra chi deve risarcire il suo credito. Dei debiti
rispondono dunque sia lacquirente che lalienante, se i creditori non liberano lalienante dalla
responsabilit. Rispondono solidalmente dei debiti che risultano dai libri contabili obbligatori,
mentre dei restanti risponde solo lalienante, con una deroga prevista per i debiti da lavoro (NON
iscritti nei libri contabili, di cui sono responsabili entrambi).
Registro delle Imprese: costituisce lanagrafe delle imprese esistenti, individuali e collettive. Ha
funzione di pubblicit legale, serve cio a rendere disponibile ai terzi un
fatto scritto. Fu previsto nel 1942 ma inserito solo nel 1997 (Decreto di
Attuazione: 1993), inizialmente solo per le imprese commerciali, poi
allargato alle altre. Si divide in 1 sezione ordinaria e 4 sezioni speciali, nella

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prima vengono iscritti gli imprenditori commerciali (non piccoli) e le


societ commerciali. Nelle altre:
1. Piccoli imprenditori, artigiani, imprenditori agricoli e imprenditori
agricoli individuali;
2. Societ tra professionisti;
3. Imprese di utilit sociale;
4. Gruppi di societ.
Lufficio preposto alla deposizione nel registro valuta esclusivamente la validit formale dellatto
senza analizzarne il contenuto. Se latto ritenuto valido diventa dunque opponibile ai terzi.
Quali sono gli effetti della registrazione?
1. Pubblicit legale;
2. Efficacia costitutiva: assoluta (verso tutti, Ex: registrazione dellatto costitutivo dimpresa)
o parziale (valida solo nei confronti di alcuni soggetti, Ex: fusione);
3. Efficacia normativa: la registrazione comporta il sottoporsi a determinate discipline (Ex: il
fallimento).
Societ regolare (irregolare): iscritta (non iscritta) al registro delle imprese.

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Scritture Contabili: sono quei documenti che rappresentano in valori monetari e/o economici
landamento di una certa attivit dimpresa, ossia la situazione patrimoniale
dellimprenditore. Il Codice stabilisce che limprenditore commerciale (non
piccolo) tenuto a redigere queste scritture, cos come tutte le societ di
capitali (incluse le Onlus) anche se non esercitano attivit dimpresa.

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