Sei sulla pagina 1di 2

Episodio 1: Un ritorno che vale un destino.

Gardenia un posto sempre tranquillo, almeno per molte parti della citt. Citt
oramai famosa per le fate molti cittadini residenti vivono sotto la fama della
cittadina. Non molti per hanno questa conoscenza e questa vita tranquilla. Un dojo
aveva restaurato una vecchia villa decaduta, creando uno spazio in periferia per chi
volesse imparare le arti marziali. A gestire questo un signore di mezzet, capelli
grigi, con quella tonaca da maestro Shaolin. Affianco a lui un vecchio signore
orientale, parla poco la lingua ma capace di imprimere qualcosa a menti aperte
alla disciplina.
<<Tuo cuore impaziente>> la voce del vecchio era tangibile, quasi a esprimere
qualcosa di sincero, notando il suo socio e fondatore guardare una foto, riguardante
un ragazzino, davanti alla scuola.
<<Si, la lettera parlava di oggi, spero che la sua autostima sia aumentata come
diceva la lettera e che sia finalmente rispettato, fin troppe volte per colpa altri ha
sofferto.>>

Alla stazione dellautobus tutti guardavano con aria stranita il posto, come se
arrivati a destinazione Inferno. Tutti erano a trovare il proprio bagaglio tranne uno
che, come con un senso radar aveva riconosciuto la sua. Capelli neri lunghi fino al
collo, aveva addosso una felpa con un cappuccio, in testa a nascondere il suo volto,
occhi castani profondi. I jeans visibilmente usati e scarpe tipo sneackers. Sul braccio
un braccialetto di pelle tagliato manualmente. Stava camminando senza una met
cercando indicazioni delle strade, fino a trovarsi nelle vicinanze di qualcosa che
sembrava un bar allaperto, ragazze a servire ai tavoli. Si siede un attimo
guardandosi attorno, neanche un men, una leggera fame lo ha colpito. Prende
qualcosa di goloso, da mangiare col cucchiaino. Il posto lo gradisce, persone
tranquille che parlano tra di loro. Tre di essi per non sembrano dello stesso parere
disturbando una coppia, una ragazza capelli biondi e un ragazzo dai capelli neri
corti. Indossano una casacca con un marchio sul retro.
<<Ciao bellezza, il tuo amico non sembra in gran forma, non ti stanchi di essere
con un perdente?>>
Il ragazzo fermo quasi spaurito, notando che sono anche armati di un coltello e di
uno bastone. Il proprietario vorrebbe intervenire ma ha paura. Mentre la persona col
coltello sta per spaventare di pi il ragazzo, mentre sta alzando il braccio, sente che
un oggetto lo colpisce a esso facendogli cadere il coltello in pieno.
<<Chi ha lanciato il cucchiaino!!!>> Si fa serio, incavolato mentre gli altri soci
guardano attorno anche loro incavolati.
<<Scusate avete visto il mio cucchiaino?>> Quel ragazzo si alza in piedi, neanche
spaventato. I due si avvicinano con fare aggressivo, con il bastone in mano, ma

appena provano a colpire egli schiva il colpo del primo sfruttando laltro per
bloccare. <<Sapete che due contro uno, entrambi armati, non una bella cosa.>>
Quello che ha perso il coltello lo riprende <<Allora c un errore, siamo in tre>>
Il ragazzo tira la borsa ai due al tavolo dopo aver preso quello che sembra un mini
bastone <<Non perdetemelo e non rubate le cose.>>
I tre teppisti guardano