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n 6
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ma che
sottometto le
mie opinioni
al giudizio
dei più saggi
e all’autorità
della Chiesa

n°10_15febbraio
n°1_24
n°6_24 ottobre
Marzo 2010
2008
2009
Hanno collaborato:
hanno
Matteo Giunta
Alessandro Franca
Carlo Maria
Andrea Petrucci
Cirino
Cecilia Giampaoli/grafica/

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Carlo M. Cirino e Cecilia M. Giampaoli 1/2


Via Petrucci 19, 61121 Pesaro
Porcile (Pasolini, 1969)
«Io non ho opinioni. Ho tentato di averne,
linea del teatro didascalico di Brecht, ma come
spiega lo stesso autore: «In tutto il presente
manifesto, Brecht non verrà mai nominato. Egli è
Los Olvidados (Buñuel, 1950)
La realtà è ripugnante, insopportabile,

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e ho fatto, in conseguenza, il mio dovere. stato l’ultimo uomo di teatro che ha potuto fare costrittiva e non c’è via di fuga.
Così mi sono accorto che anche come una rivoluzione teatrale all’interno del teatro Tutto viene a mancare,
rivoluzionario ero conformista» (Julian). stesso: e ciò perché ai suoi tempi l’ipotesi Buñuel non apre nessuna via di fuga spaziale,
Animali che si nutrono di uomini, uomini che si era che il teatro tradizionale esistesse […] non concede evasione ulteriore alla morte.
comportano come animali. Sembra di essere finiti Oggi, invece, ciò che si mette in discussione è Il sogno di Pedro (uno dei protagonisti)
all’interno di un libro di Orwell o di fronte il teatro stesso: la finalità di questo manifesto non è certo un volo in un luogo altro
ad un quadro di Grosz quando si entra, è dunque, paradossalmente, la seguente: il teatro ma è bensì un incubo orribile.
con lo sguardo, in Porcile di P.P. Pasolini. dovrebbe essere ciò che il teatro non è».
Un dramma: il dramma di una vita affrontata Nel 1969 Pasolini traspose la tragedia nel film L’accanimento e la passione con cui è trattato
come solo un poeta può affrontarla: senza omonimo, effettuando, in questo passaggio, il film richiama nettamente i grandi protagonisti
cristallizzazioni, senza omologazione, libera, diversi cambiamenti anche di grande rilievo: passati dell’arte spagnola.
ma talmente libera da smarrirsi in un osceno innanzi tutto Pasolini attua, riguardo al cinema, Su tutti il pittore Francisco Goya.

7.
amore per se stessa fino a svanire senza rumore un’operazione antitetica a quella apportata L’idea di ombra contrapposta alla luce
dalla società che, con i suoi schematismi al teatro: egli cerca di elaborare un "cinema si riflette in ogni elemento dell’opera,
tradizionali, le impone una forma, un aspetto, di poesia", un cinema delle sensazioni dove anche nella coscienza e nel pensiero
un senso. Julian è il diverso: conosce le leggi la tecnica cinematografica sia utilizzata dei protagonisti.
della società ma le rifiuta, si rifugia in se in funzione della riproduzione di tali sensazioni
stesso e se stesso non sa chi sia. (esempi di cinema di poesia sono: "Uccellacci La violenza e il desiderio di possesso,
Vive di un amore che non può rivelare a nessuno e uccellini" e "Teorema"). Nel film Porcile, sono il solo mezzo che hanno i protagonisti
poiché nessuno saprebbe accettarlo, un amore: grazie alla mescolanza tra testo teatrale per conoscere gli altri e sé stessi.
«una foglia sperduta, una porta cigolante, e espressione cinematografica, avviene una sorta L’assenza di amore rende ciechi e malvagi,
un lontano grugnito». Nella sua giovinezza il di fusione tra queste due elaborazioni teoriche, le estensioni dei loro corpi sono bastoni e sassi
ragazzo è posto di fronte ad una scelta, ma egli e questa commistione è evidenziata al meglio dalla usati come arma per colpire,
è un individuo inalienabile, è puro, è la vittima variazione più evidente tra la versione teatrale per dare morte e per infliggere danno,
sacrificale destinata a sparire nel silenzio; e quella cinematografica: l’inserimento di una qui si fa un salto lungo millenni se si pensa
nel silenzio di cui lui stesso si circonda seconda linea narrativa. La trama principale che quelle armi e quelle maniere erano costume
non riuscendo ad avere opinioni, a scegliere presente anche nella tragedia ruota attorno a degli antichi uomini della pietra.
l’omologazione con l’ordine costituito o la lotta Julian, figlio di un grande industriale tedesco; Buñuel non offre capri espiatori al pubblico,
contro di esso. Il ragazzo, infatti, rappresenta il ragazzo, fidanzato con Ida, è amato da lei ma impedendo quindi a tutti noi di riversare
anche il dramma di una adolescenza che si non ricambia affatto questo amore e i dialoghi su qualcuno il disagio provocato
trascina, una maturità che non arriva; è proprio tra i due appaiono come dei veri e propri giochi, dall’esperienza filmica.
la maturità, infatti, che impone il dovere di una accentuati dal linguaggio estremamente poetico
scelta, scegliere oggi l’io di domani, scegliere e dalla recitazione fredda e impassibile: Andrea Petrucci

la propria parte. Porcile viene scritto nel 1966 tipicamente brechtiana. Julian, come viene
come testo teatrale; in questo periodo il poeta, definito all’inizio del film, è un «figlio né
pensatore, regista e scrittore si trova obbediente né disobbediente» e per questa
ad affrontare una profonda disperazione sua stasi, per questa «inalienabilità» egli

tor-
esistenziale e scrive, oltre Porcile, altre verrà sacrificato, sarà costretto a scomparire
cinque tragedie: Calderon, Affabulazione, Pilade, nel silenzio, quel silenzio che Herdhitze
Orgia e Bestia da stile. Nello stesso periodo, impone ai contadini. La seconda linea narrativa
l’autore, del quale è noto l’intento educativo, si svolge in un contesto rinascimentale,
elabora un manifesto per un nuovo teatro anche se le aride alture dell’Etna contribuiscono
che egli definisce «teatro della parola». a creare un’atmosfera fuori dal tempo. Un uomo,
Questo si contrappone, con l’intenzione smarrito in questa landa desolata, uccide
di sostituirli, al teatro borghese (teatro chiunque scopra ad errare in quei luoghi
tradizionale) e al teatro dell’urlo (teatro e dopo aver gettato i crani delle sue vittime

men-
sperimentale). Il nuovo teatro deve essere in un cratere, come in una sorta di rito,
veicolo di idee e fonte di riflessioni; non deve si ciba della loro carne. Finirà per costituire
intrattenere il pubblico e farlo divertire come una vera e propria comunità cannibale, la quale
il teatro borghese né colpirne l’irrazionalità presto verrà soppressa dai soldati di un vicino
abolendo il testo e abusando dell’azione scenica villaggio. L’intreccio tra queste due linee
come fa il teatro dell’urlo. Le ideologie sono narrative è sapientemente elaborato dal regista;
i veri protagonisti di questo nuovo teatro; esistono dei rapporti tra l’uno e l’altro
i personaggi, infatti, più che individui sono protagonista, non del tutto immediati; in certi
tipi: rappresentano un’idea ed è per questa momenti sembrano esserci delle incongruenze

ta
ragione che gli attori devono abbandonare e in certi momenti appaiono persino antitetiche,
il fascino personale e la forza espressiva fino a che, nel finale, le due storie ritrovano,
per lasciare spazio alla chiarezza delle idee o smarriscono il proprio protagonista.
esposte. Sembrerebbe, questa operazione svolta
da Pasolini, una nuova rivoluzione teatrale sulla Matteo Giunta Los Olvidados

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