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EDITORE MARRAPESE - ROMA STACI DEC OCH Gh Oe ACEO RRO CCL Zac ae) hy COUCH Ur COR DUM CORE CAC RL Cat STCINCSStm ORLA CCL RAr ET UGCA Cri Grice LRM OOS) SRC neg CONC CCLRC RO COM CU LU LR CO Uc) Le CAPER ACM MUR CRECRO LEC rALco MCD RECON CCR) MCR TT eLiCO) CONC TUMOURS ECA CORR ULC ON ERC CRE UO MCRUTRE Sa coie ie UU OCCURED aon eM ECC ECL CAs CORR IORTI CONE PU CELE td ORR CUETO NM ROTOR [CLURTLCR CUCM AR] Do Ree ORCL) Leak cL i (OOM ORACLE f SOURCE RCRA ACM SR ORC ORC) CCRC RCCL AUG CUCM Ce Lec Cram ILA e | MURLOCS) LIC EBLUL OSCE CC IMIRCMETUMEO OCR UMM Ra Mee O Lal cleo tC td SRE OIRCIUUU RE AEA ont gn CCC RMON Uitiny Ory QUCC eR LAU ORU CCAM OCC m IMEI OMIM UUM ace arc lac Co CMCC RIMMER YMC neha Meat re RCL SLL @ Bi JN Ri Cy POAC MATER OL RR CAL TOC SCOUT) COUR CLEA ER La 1c) ECC ROR RC CAUOUUR Ora Rate Lat (ERO COLOR OEE PLU BSCRECMO IC) UU AAt MUR tee) mL) OCC S MAC MLA URC Pay Ce RUC MAC OC elias me aeRO CMC TO} MACULAR CUERCCM CRUE MEAL SR CMU CO SALE P Ra CUM CRO UCL ACh Ar LAG PU Leela ad MAC RCM LLCO RCL LAVAIC ECU UVES BaGCCRa AU URC) Ca aoc] MoeC EMC te Cnn CCR CLTUTL EG OLA COU COMO AERC URC ORUI CRU ROR COC ORAS IMGT g PM CUCTRUNT MIRROR a aU RED BC LIO MUS CLLR) ULC | fl Bere OCC ig POAT RU eo ans tL) 6d Bay — Isevq ZI Ul Opojyour ons [I Busesul paeyonos BERTON CLUES RCSL “Oa Bist ra MC) RLU MEL CYA lc) ts Md Ue a i it “nog “gf addyryg ‘21217911, UU Oe CUCU LC ULE | BAM CL CMe | diet calc Serie Maca) R at | ae Utd POS) ML) te) a CYR ¢ & LO SPORT CHE FA DA RE Che lo si voglia 0 no, lo sport fa parte integrante della nostra societd. Basta vedere I’aumento costante del profes- sionismo in questo ambito per convincersene, Praticato da molto tempo e fortemente consigliato da una © due generazioni, ha conosciuto una curva ascendente per esplodere adesso. Sembra stabilito che ciascuno di noi prati- chi un’attivita fisica. Questa affermazione, sostenuta da molti professionisti della salute, & sufficientemente perentoria tanto da non aver bisogno di giustificazioni, né da essere mai rimessa in di- scussione. Questo nuovo dogma, presentato come la sola al- ternativa alla vita moderna e al sedentarismo, non sfugge pertanto alla critica, né ai suoi grandi sostenitori. «Ragazzi, vi dico che creeremo dei brutti vecchi>. Se questa frase di Michel Crauste, celebre giocatore di rugby francese, trova la sua giustificazione nell’intensita della sfida fisica che caratterizza questo sport, essa 8 ugual- mente inaccettabite. Come possiamo tollerare che I’attivita fisica, che sembra 3 reliquiario di tutte le virti e che @ finalizzata al migliora- mento del corpo, ne sia invece distruttrice? Nondimeno, quotidianamente sportivi e sportive in atti- vita o a riposo, si lamentano di dolori che non permettono di praticare la loro disciplina, cosi gratificante come poteva sembrare prima. Sport di svago o di competizione, anche di alta competi- zione, non perdono forse di vista che gli scopi primari sono il piacere, la bellezza, la salute? in nome della liberta di scelta che si deve rispettare, cia- scuno é libero di torturarsi, di deformarsi, di ammalarsi at- traverso lo sport. Non si vedono infatti donne dedicarsi al culturismo? Si ritiene che il corpo umano, e principalmente il sistema muscolare articolare, 2 Io strumento privilegiato degli sport fisici. Percid, se l’attivita scelta diventa generatrice di dolo- ri, deformazioni o impotenze di qualsiasi genere, essa perde Ja sua valenza di formazione per assumere quella di danno per le strutture. Qualunque sia la pratica sportiva, questo inconveniente & inconfutabile. L’elevazione del livello non fa che acuire if problema. Gli allenatori lo sanno bene, constatano ogni giorno che alcuni atleti segnano il passo o regrediscono in maniera inspiegabile. La loro competenza non @ in discus- sione: ogni attivita sportiva genera inconvenienti che si pos- sono superare soltanto con il rispetto di un certo numero di principi fondamentali, ma spesso sconosciuti ¢ grazie all’ ap- plicazione di una metodologia estremamente precisa. Esposta alla fine della prima parte di questo libro, la me- todologia mette in discussione la maggior parte delle idee sulla muscolazione, la ginnastica e lo sport in generale. Il 4 lettore si rassicuri, le critiche infatti troveranno giustificazio- ne nell’illustrazione i nuovi concetti. Non si pud costruire su basi solide prima di non aver fatto tabula rasa degli anti- chi concetti. E perd molto difficile rendere interessante un esposto tecnico. II nostro atleta sara alla fine pronto all’ora fatidica malgrado i suoi handicap? La risposta la troverete nei pros- simi capitoli. Ecco un tono che non @ facile mantenere per evocare dei problemi relativamente complessi. Allla fine questo libro cerchera di rendere semplice, chia ro e conciso cid che sembra inizialmente oscuro. Gli adepti della velocita di ogni genere, compreso Vambito della lettu- ra, potranno approfittare dei , pid il diversivo sportivo appare essenziale... con gli in- cidenti per corollario, Cosa possiamo aspettarci da un moto- te di Formula Uno eccessivamente surriscaldato durante la corsa, se non che si rompa? Sarebbe preferibile che tutti i praticanti di sport amatoria- le e non, si sottoponessero, a scopo preventivo, ad una valu- tazione generale dell’ armonia d’insieme di tutte te stratture, E quasi sistematico consigliare, a un bambino che ha una posizione scorretta, di praticare sport. Questo significa non considerare la pigrizia istintiva del nostro corpo. Per realizzare qualunque movimento ci serviamo dei mu- scoli e delle articolazioni in buono stato, piuttosto che impe- gnare le strutture perfettamente funzionanti. Lo sport dun- que non pud essere paragonato ad una rieducazione. Una cattiva attitudine morfologica, dorso troppo rotondo o piatto, iperlordosi lombare ecc., intralcia i movimenti naturali. Un corpo imperfetto non arrivera alle performances che si aspetta e si esporra a fastidi. Alcune ferite non lasciano dubbi sulla loro origine: shock diretto, caduta 0 distorsione. Ci si interroga sulle ragioni profonde delle tendiniti, delle contratture o dei dolori dei le- gamenti in genere? Quando un muscolo @ troppo rigido, il suo stiramento brutale pud comportare lacerazioni, la sua contrazione vio- lenta produce micro-sollecitazioni tendinee. Il cattivo collo~ camento di una articolazione tira dolorosamente sui lega- menti 0 provoca delle distorsioni a ripetizione. Quante volte siamo tentati di scendere sul campo o di at- traversare lo schermo della televisione per dire ad un atleta: «Se potessimo associare il suo talento a quello che sappia- mo fare noi per correggerle if dorso, lei sarebbe invulnerabi- lel», La tendenza alla normalizzazione dell’ apparato muscolo- scheletrico* deve essere preliminare a tutte [e attivita sporti- ve. Abbiamo visto che un gesto sara tanto piil efficace quan- to pid i muscoli che 16 realizzano Saranno preventivamente irati, Ma anche se questi non sono moito rigidi, arrivano ‘sempre ad un punto di allungamento massimo al di 1a del quale non & pit! possibile andare. Altre parti del corpo vanno in loro aiuto. B per questo che nel momento del servizio, un tennista si incurva a livello lombare per andare al di 18 del!’estensione naturale della sua spalla, dando cos? maggiore ampiezza al suo movimento verso J'avanti. Cid & perfettamente logico, la forza ottimale che bisogna mettere nella battuta della palla, non pud avve- nire con la semplice contrazione dei muscoli del braccio. Pid un movimento é globale, pid fa partecipare dei muscoli, ancor pitt & potente e preciso. Ma cid non avviene senza inconvenienti. La ripetizione dell’accentuazione della lordosi lombare non pud che inco- raggiare la retrazione dei muscoli spinali in questa regione. I reni si fissano in posizione troppo arcuata con due conse- guenze: una impossibilita ad inarcarsi di pit quando ct bi- 36, Bisogna can- cellare via via ali inconve- nienti legati all’attivita fi- sica. Per essere ef- ficace e senza danno, gli ammor! menti devono avvenire ri- spettando re- gole precise. sogno e una difficolta a fare il movimento contrario che @ quello di piegarsi in avanti. Affinché una compensazione sia utile, occorre che essa sia provvisoria e non permanente. Dopo ogni attivita sportiva bisogna dunque procedere ad una cancellazione dei compensi che gli sono propri con un ri- torno alla normalita. Solo una morfologia corretta pud offrire Ja duttilita di adattamento necessaria agli sforzi specifici. Allenatori e sportivi che si trovano tutti i giomi di fronte ai problemi di irrigidimento muscolare, non hanno aspettato Ja pubblicazione di questa opera per tentare di ammorbidire i gruppi muscolari troppo rigidi. Gli stiramenti che sono praticati abitualmente non sono sufficientemente efficaci per molteplici ragioni. Ciascuno dei nostri muscoli possiede varie funzioni: fles- sori o estensori, adduttori*, o abduttori*, rotatori verso I’in- temo o verso l’esterno. Se tiriamo uno di essi nel senso con- trario alla sua fisiologia principale, in estensione se & fless re, tentera di recuperare la lunghezza acquisita nella sua fun- zione secondaria. Chi si preoccupa della rotazione interna delle ginocchia che si crea ogni volta che tentiamo di allun- gare la leggendaria rigidita dei nostri ischio-crurali? Cid significa che per essere efficace, uno stiramento deve ayvenire in senso contrario a tutte le fisiologie del muscolo, e cid complica il lavoro. Inoltre un tentativo di allungamento aumenta provviso- riamente la tensione del muscolo che comprime pertanto un po’ di pid le articolazioni sottostanti. Cosi, partendo dalla posizione in piedi, una flessione del tronco in avanti tira be- ne sui muscoli posti dietro la coscia... che aumentando la 37 pressione sull’articolazione del ginocchio, non fanno certo piacere ad un menisco* sofferente. Peggio, i nostri muscoli tonici sono organizzati sotto for- ma di catene. 5 grazie alla correlazione esistente tra le sue differenti maglie, che la nostra muscolatura assicura dei compiti complessi come, per esempio, la stazione eretta, Gli sportivi sono senza dubbio tra i meglio collocati per ammettere facilmente l’evidenza di, questo principio: essi sentono bene che if minimo tentativo mirante a tirare verso loro I’estremita di un piede, si propaga a poco a poco all’in- sieme dei muscoli posteriori defla gamba, del ginocchio e della cosci Ogni tentativo di allungamento all’estremita della catena comporta un accorciamento in un punto qualunque della stessa. Gli spinali ne offrono l’esempio migliore. Voler stira- re Ja nuca aumenta la curva lombare: inversamente, la can- cellazione dell’insellatura lombare porta ad un appiattimen- to del dorso o ad un aumento della lordosi cervicale. Immaginiamo che pi persone legate fra loro con le brac- cia si fancino im un ballo. Se una di essa inciampa, trasciner’ tutte le altre squilibrandole. Nello stesso, modo, un muscolo che si irrigidisce & indis- sociabile dalla catena mascolare alfa quale appartiene. Per allungarlo é indispensabile tirare alle due estremita di questa Catena impedendo tutte Je compensazioni. Cid implica che solo stiramenti globali possono essere realmente. efficaci. Da quando esiste la ginnastica, un errore di osservazione, ha sempre fatto confondere elasticita legamentosa e musco- lare. 38 Per allungare un clastic bisagna tira- rele due estremit. Sard Jo stesso per una cor- da muscolare che va dalla testa ai piedi. Se alcuni possiedono una lunghezza dei legamenti che permette loro di iperestendere i gomiti o le dita, non @ detto che anche i muscoli della statica siano altrettanto elastici ed ipercedevoli. Nessuno ? per- Questa confusione & dovuta al fatto che lo stato reale fettamente ela- dei muscoli tonici @ rilevato attraverso la messa in tensione stico nei my-_dellinsieme della catena a cui appartengono. scoli statici. Questo errore non @ affatto trascurabile, poiché ven- gono qualificati come «elastici» e dispensati da esercizi di stiramento, soggetti che presentano rigidita muscolare. Un tentativo di stiramemo —__Inversamente, la correzione della nuca crea un’accentua- dell iperlordosi lombare au- zione della regione lombare __ menta la curva cervicale ae = signa are ~ shire il > prio «vis. LA DIFESA DI SE STESSI Abbiamo ricordato succintamente i meccanismi di com- pensazione che il nostro corpo utilizza per sfuggire al dolo- te. Occorre ora approfondire il loro funzionamento, poiché sono essi che determinano il buono 0 cattivo rendimento dei nostri muscoli. Questi sviluppi sono indispensabili per chi vuole comprendere realmente cid che avviene ne} corpo umano, quando @ sottoposto allo sforzo e aggredito in pid modi. Alcune semplificazioni dovrebbero rendere questi principi pid facilmente assimilabili da tutti La pratica di uno sport & indissociabile dalla volonta (¢ ne serve una buona dose!), ma ogni sportivo sa che deve svi- luppare il suo «vissuto>, cio’ fare in modo di eseguire i ge- sti in maniera pitt automatica possibile. Tl livello conscio é allora liberato per altri compiti. E cosi che un debutante del tennis deve pensare sempre al suo piazzamento, al suo gioco di gambe, alla preparazione del lancio della palla, ecc.; un giocatore provetto compie auto- maticamente tutti questi movimenti e cid pli permette di 4l analizzare il gioco del suo avversario 0 di scegliere il tipo di colpo che vuole effettuare. Pit um’ attivita @ complessa e dipendente da fattori ester- ni, pid questo arricchimento del bagaglio dell’inconscio & essenziale, Tutto cid sembra evidente e siamo portati a minimizzarne Vimportanza. Il nostro inconscio pud ribellarsi ad un ordine che non pud accettare? Una persona che si trova accidentalmente sott’acqua, sa molto bene che deve restare in apnea per non respirare ac- qua ed essere in pericoto di vita. Malgrado tutto, mataugura- tamente inspira, poiché iJ suo sistema automatico rifiuta una decisione che mette in pericolo ossigenazione del sangue, Dato che il nostro inconscio regola fe funzioni pitt vitali: respirazione, circolazione, digestione ecc., pud prendere i} sopravvento sulle altre considerazioni. Confrontati ad aggressioni meno drammatiche, i nostei meccanismi automatici di difesa cercano di conciliare capre € cavoli: cercare di evitare dolori e disagi di ogni sorta sal- vaguardando le funzioni fondamentali. Sarebbe in effetti as- surdo che il rimedio sia peggiore det mate, arrivando a non tenersi in piedi per non soffrire pill per una semplice con- trattura dorsale. Come un esercito ben gerarchizzato, il nostro sistema au- tomatico deve rispondere alle aggressioni in maniera modu- lata, in funzione del livello di capacita di ciascuno dei suoi componenti, dal semplice soldato (neurone) fino al pitt alto in grado (centri nervosi automatici superiori), e cid cercando sempre di preservare Vessenziale. 2 I nostro si- stema nervo- so inconscio ha responsa- bilita taimen- te important che pud op- porsi alla vo- lonta. Tmeceanismi automaticé di difesa cerca- no di evitarci dolori e disagi salvaguar- dando le fun- zioni essen- aiali. 1 corpo pud deformarsi, un gesto per- dere la sua -fficacia per ragioni per- ‘ettamente sconosciute. Per comprendere meglio, andiamo a solleticare la nostra armata! Se si sente un rumore sospetto nelle vicinanze del cam- po, una sentinella di grado inferiore va ad informarsi sull’o- rigine dello stesso. Adempie a questa mansione di propria iniziativa, senza aver bisogno di riferirlo ai suoi superiori Cio significa che delle piccole aggressioni possono essere regolate automaticamente senza allertare it comandante del- Vesercito, cio’ il livello cosciente. Si valuti interesse ed i pericolo di una tale organizzazio- ne. Per vivere senza essere disturbato, occorre mobilitare delle difese che, se efficaci, non hanno i mezzi di apprezzare I’im: patio che pud avere, al termine, la ripetizione di tali incidenti. Si possono dunque sviluppare silenziosamente delle patologic. Nell’ambito di cui ci occupiame, il corpo si deformera, un gesto sar’ falsato, un movimento perdera tutta la sua effi- cacia per ragioni perfettamente sconosciute. Anche se un al- lenatore attento se ne accorge, se si consulta con un terapi- sta, Pinteressato non pud aiutarlo a scoprire wna causa che ignora lui stesso. Se avviene un attacco in piena regola, le autorita superio- ri sono avvisate. Il dolore o V'inabilita diventano cascienti, ma la risposta dipende, ancora una volta, dall’uomo di trup- pa. Appena risvegliato da un allarme che lo disturba, il gene- rale in capo avra premura di ordinare che lo si lasci tranquil- Io, affidando i piccoli bisogni ai suoi subordinati. Ritrovia- mo questo esempio nella distorsione della caviglia che crea compensi. La vittima & stata cosciente di una aggressione, ma non pud misurarne Je conseguenze, né sapere realmente se @ guarita. a Nel secondo caso, il prezzo & pesante da pagare, poiché Ie difese sono mobilitate in petmanenza, i compensi defor- manti e perturbatori dei movimenti naturali si fissano. Abbiamo visto che possono anche persistere dopo la spari- Zione della spina irritativa*. In caso di conflagrazione acuta, il comandante in capo & allertato in permanenza, la consultazione diventa necessaria ed @ un male minore poiché un intervento potra infine essere preconizzato in presenza di sintomi, Si pud, senza temere d’ingannarsi, stimare al 90% della popolazione il numero delle persone che hanno sofferto al- meno una volta dj dolori alla colonna vertebrale. Cid si spie- ga facilmente. La colonna vertebrale, non contenta di essere vittima dei suoi mnscoli e del suo funzionamento complesso, ¢ anche strumento privilegiato dei meccanismi di difesa. Con le sue 24 ossa mobili e le sue enormi possibilita di torsioni in tutti i sensi, questo asse a serpente permette molto bene di com- pensare durevolmente uno squilibrio del bacino e di adattar- si immediatamente ad un gesto che si compie male. Quante volte sportivi o sedentari ci hanno confidato di sentire «incastrata qualche cosa nel dorso facendo un falso movimento»? B un’auto-diagnosi, ammirevole nella sua semplicita e dovrebbe teoricamente metterli a riparo del ci- clo infernale degli anti-infiammatori seguiti dalle infiltrazio- ni per condurli da un terapista capace di sbloccare Ia situa- zione. Ma, nel dominio della salute, i] buon senso & spesso una opzione, 44 Timeccanismi di compensa- zione sono suf ficientemente efficaci per anestetizzare un dofore. La colonna vertebrale « la vittima pri vilegiata dei meccanismi di difesa. Le nostre sensazioni so- no falsate. Finiamo di credere cor- rette attitudi- ni e movi- menti che non lo sono pit. Ea volonta propone, il li- vello incon- scio del corpo dispone. I meccanismi di difesa sono dunque un’arma a doppio ta- lio. E possibile misurare meglio gli inconvenienti se si com- prende bene che, nell’ affanno di non alterare, il livello con- scio tollera la mobilizzazione della sua armata incosciente e dei suoi molteplici imbrogli che gli permettono di vivere senza disagio. Questa interpretazione soggettiva fa conside- rare giusto cid che non lo é: sentirsi perfettamente dritto con una colonna vertebrale deviata o accettare uno sforzo che non si potrebbe sopportare. L’aspetto pid insidioso di questi comportamenti si mani- festa nel corso della nostra rieducazione poiché quando ten- tiamo di riequilibrare una cattiva attitudine, i nostri pazienti hanno, in un primo momento, l'impressione che si alteri qualche cosa che a loro sembrava perfettamente normale. Occorre procedere alla sparizione delle cattive informazioni ticreando sensazioni giuste. II nostro corpo ed il nostro sistema muscolo-articolare devono dunque reagire in funzione di considerazioni con- traddittorie: proteggersi adempiendo a cid che gli si doman- da. Nello sport, la nostra volonta potra utilizzare solo cid che il nostro corpo inconscio vorra mettere a sua disposizione. «Parla al milo inconscio, la mia parte cosciente @ malata!» La chiave del miglioramento dei risultati sta, nello sporti- vo, nella capacit’ che ha un terapista di regolare sia i proble- mi conosciuti che quelli che ignora. 45 La dissuasione muscolare: i meccanisasi automatici di difesa Aspetti positivi Inconvenienti 4 Di fronte alle aggressiuni Indispensabili Vigilanza permanente che in generale Bfficaci comporta una tendenza all'i- Automatic: pertonicita cronica Di fronte alle aggression minime Amministrano gli aggiustamen- i ricorrenti (soprattutto se ripe- titivio cronici) Evitano che Je lesioni minime iungano alla coscienza Compensazioni, deformazioni € rigidita di ogni genere senza poterne determinare l’origine Di fronte alle aggressioni che sono gid pervenute alla coscienza ‘Occultamento a livello incon- scio La causa & anestetizzata senza essere trattata. Li proprio le ‘compensazioni possono fissarsi anche se la causa scompare Di fronte alle aggression: massive 0 acute. Fanno cid che possono per di- minuire il dolore Forti deformazioni che manca- no d'efficacia, Invalidita Relazione con Ja parte cosciente Permetie di vivere tranquillo fa- cendo eredere che tutto va bene Fanno accettare per vero cid che non lo 2 pid. Si oppongono dunque ad un ritorno alla nor- malit L MOSTRAMI COME TI MUOVI, TI DIRO CHI SEI! Perché facciamo dello sport? 1 bisogno di trovare un diversivo nella vita odierna, spe- cialmente nelle grandi citta, la prima risposta che viene. L’homo-automobilis sogna giustamente di ossigenarsi, Tl piacere di comunicazione con compagni 0 avversari, i note- voli miglioramenti ottenuti nell’ambito dell’climinazione delle tossine e della circolazione, sono argomentazioni inne- gabili. Un adolescente scarsamente sviluppato 0 un adulto obeso, con muscoli dinamici rilassati, hanno senza dubbio bisogno di muoversi. Queste spiegazioni sono perd troppo semplicistiche per essere soddisfacenti, cos} come in rappor- to alle ragazze i maschi hanno pid bisogno dello sport per affermarsi. Le implicazioni psicologiche sono dunque nu- merose, Tutto cid supera largamente il compito di questa opera e, per ritornare pid. semplicemente alla fisiologia, bi- sogna domandare di nuavo al nostro bambino di darci rispo- ste meno superficiali. Se tenersi in piedi per lui & primordiale, gli occorre, in 47 seguito, spostarsi per nutrirsi da solo, fuggire 0 comunicare. E quindi naturale mettere in pericolo il suo prezioso equili- brio statico. Per camminare occorre tenersi in appoggio su un solo piede, afferrare qualche cosa spostandosi presuppone un’in- dipendenza fra braccia e gambe. In questa prima fase, cosi determinante per I’avvenire, il bambino va ad affinare la coordinazione dei suoi gesti. I giochi, attivita fisiche di tutti i generi, sono aspetti di questo indispensabile apprendimen- to che Jo condurra all’indipendenza. Tl movimento @ dunque non soltanto naturale, ma prima di tutto indispensabile. Istintivamente cerchiamo di assicurarci la padronanza del nostro corpo, Lo sport é il prolungamento codificato di questo desiderio di ottimizzazione delle nostre capacita e, accessoriamente, un mezzo per liberare un surplus di energia. Quando arriva I’eta della forza decrescente ¢’é bi- sogno di conservare cid che sta per sfuggire e che spinge ver- so gli stadi la gente che spesso ne era stata lontana. Io cammino, dunque vivo! La maggior parte dei nostri comportamenti fondamentali.non 2 altro che-un-mezzo per_ liberarci dalla paura. Le (gioie assaporate nello.sforzdved il _Superamento di sé assumono allora tutto il loro significato, ‘Se ammettiamo dunque che ragioni profonde incoscienti so- no all’ origine di una agitazione fisica che sembrava dovuta a cause piil futili, cid @ sufficiente per giustificarla. Amiamo dunque il movimento che riarmonizza le linee. Se le attivita sportive, per naturali che siano, presentano contemporaneamente vantaggi ed inconvenienti, ¢ a questi ultimi che noi dobbiamo rimediare, andando a cercare altro- ve soluzioni originali. Solo |’eliminazione di queste conse- guenze negative pud riconciliare il chinesiterapista pit pun- tiglioso con Jo sportivo piit arrabbiato: Io strumento corpo- reo, sbarazzato delle sue deformazioni ¢ dei suoi dolori di- 48 Fare sport @ naturale. Le forme e le funzioni di- pendono in gran parte dalla morfo- logia. “modella. venta, ipso-facto, pid in forma, Il resto & solo questione di talento, motivazione, allenamento intelligente ¢ lavoro. Gli sportivi occasionali, i pit numerosi, coloro che si aspettano di eliminare con gli sforzi domenicali gli abusi e di migliorare la loro forma generale, non otterranno nulla senza pagare il prezzo proibitivo delle conseguenze maggiori. La ricerca del perfettdequilibrio muscolo-schéletrico Weve essere il filo conduttore di ogni tentativo di eliminazione dei danni sportivi. Avvicinarsene il pid possibile durante gli alle- namenti & la sola condizione del rendimento nello sforzo. A questo punto bisogna intendersi sulla nozione di perfe- zione. Se essa costituisce lo scopo da raggiungere, & pur sempre un mito ed inoltre @ individuale. E anche fuori que- stione voler trasformare un piccolo grasso in wn grande min- gherlino. Ma I’uno come I’altro sono pid! 0 meno lontani dalla perfezione personale. Poiché siamo capaci di distinguere il bello dal brutto, possiamo anche identificare i difetti pid appariscenti delle persone che ci stanno accanto. Lat formp che osserviamo-dipendond dal ossaturajche le In dorso armonioso dona portamento;14 sospen- sione de} petto nella donna dipende dal buono 0 cattivo col- locamento delle spalie, ecc. Lo stato di questa impalcatura condiziona i\ rendimento degli organi. Nessuno spera di vedere funzionare una radio ammaccata dopo una caduta. La struttura muscolo-scheletri- ca dell’uomo @ fortunatamente meno rigida, pud dunque adattarsi, ma é altrettanto vero che deformazioni importanti possono alterare circolazione, digestione, respirazione, ecc. 49 Unico ed indivisibile sul piano psico-somatico*, l'uomo lo & anche a livello delle forme e delle funzioni. Ritrovare Varmonia delle forme @ dunque molto pid che un aspetto estetico, il rimodellamento della struttura centrale, pitt di ogni altra, condiziona la nostra vita. aA es Sensibilita Energia Psichico: YON 4 NOS Forme [=-|_Struttura |= Funzioni NPE Somatico 9 Fig. 7 - La struttura muscolo-scheletrica 2 l'impalcatura del nostro corpo: ne determina la forma, influenza le funzioni, condiziona i movimenti e pud alterare la psiche. La sua deformazione é di- spendiosa energicamente e perturba la sensibilita, Come @ bello ammirare un Apollo o una Venere perfetti, non ci resta che migliorare ciascuno dentro di noi. Cid presuppone di riconoscere cid che ci allontana dalla nostra personale armonia ottimale. La sfida & complessa ma non impossibile. Un’analisi ben fatta della morfologia rivela in effetti qua- 50 Ji gruppi muscolari statici si sono retratti al punto di modifi- care la posizione naturalé del nostro scheletro. Un torace troppo prominente tradisce la rigidita dei muscoli inspirato- ri; una regione lombare troppo inarcata lipertonia degli spi- nali a questo livello; le ginocchia in dentro, la rigidita degli adduttori, La perdita di elasticita ¢ le limitazioni di ampiezza arti- colare che questa osservazione rivela, condizionano in se- guito la mancanza di efficacia dei movimenti nello sport. Come il musicista che affina il suo orecchio partendo dalla perfetta conoscenza del soifeggio, cosi un buon specia- lista def sistema muscolare, che ha ogni momento in testa la nozione di perfezione, sa riconoscere le aumerose false note nella divisione corporea di ciascuno. Voler diventare uno scuitore dell’ uomo richiede una rigo- rosa competenza in anatomia come in fisiologia, un solido senso di osservazione, una logica nella deduzione ed il gusto del bello. Il risultato 2 in misura dello sforzo, poiché saper ricono- scere quali sono le nostre catene muscolari pit rigide fa condizione fondamentale alla base di ogni trattamento intel- ligente. Quanto esposto prima, permette in seguito, grazie al rimodellamento delle forme e al riequilibrio della struttura, di ritrovare salute, forza e bellezza. 51 HO UN APPUNTAMENTO DAL MIO GLOBALISTA La tradizione olistica* considera che la natura vivente & costituita da tutte le cose che interagiscono e che ogni parte possiede le caratteristiche dell’insieme. Come negare I’evidenza di questo principio, quando cia- scuno di noi ammette che la propria identita individuale & contenuta nei geni trasmessi dai genitori? Quando siamo convinti che la psiche e il fisico sono ambiti alle volte molto distinti ¢ pertanto indissociabili? Quanto @ evidente per ogni sportivo che una crisi di fega- to lo pud rendere inabile allo sforzo o inversamente che Jo stress di una competizione pud provocare una reazione inte- stinale? Questo concetto @ generatore di conflitti fra ardenti di- fensori e non meno vigorosi detrattori, come se si trattasse di aderire ad un dogma e non di constatare una semplice evidenza. Tre sono le ragioni da esprimere immediatamente: Yi- 53 gnoranza, i falsi globalisti con la loro incoerenza e l’assenza di risultati, infine la facilita di ogni azione analitica con il suo corollario: gli interessi commerciali. La terza ragione @ evidente, & pit semplice eseguire una moda mediata, di fare della muscolazione cieca senza porsi problemi o costruire materiale di {ucro (soprattutto in ambi- to sportivo), piuttosto che esaminare seriamente i problemi nel loro insieme. Basta aprire un giornale, pitt 0 meno spe- cializzato, per essere assaliti da pubblicit& deliranti su appa- recchi geniali o metodiche miracolose che permettono di ri- trovare subito e, se possibile senza sforzo, forma, bellezza e salute. Niente di tutto cid sara proposto nei capitoli successivi € si consiglia a chi lo credeva, di sbrigarsi a cambiare questa opera con «Come diventare campioni olimpici in otto gior- ni». Non pud esistere né truco, né alcuna ricetta: la comples- sita dell’ uomo non fo pud permettere. Solo l’applicazione metodica e minuziosa di alcuni prineipi potr& portare a risul- tati spettacolari. Lignoranza pud essere imputata ad una mancanza di for- mazione corretta 0... ad una colpevole assenza di curiosita. I contrabbandieri che lavorano nei nostro ambiente ne fanno spesso perdere ogni credibilit&: la loro presenza si giustifica malauguratamente attraverso l’apparente ermeti- smo, accuratamente mantenuto da alcuni, del concetto olisti- co. Il desiderio di abbracciare tutto in una volta assume un carattere talmente impossibile che li rende misteriosi, se non in odore di divinitA, ciarlatani visionari, desiderosi di arriva- re a tutto senza passare per il particolare. 54 Non esiste e non ci sara mai una ri- cetta miraco- tosa. Tn ambito > muscolare esh sere globale | significa sti- rare nello stesso tempo tutti i muscolt di una stessa catena. Non si pud essere che «parzialmen- te globali». Lo spirito globalista 2 pertanto relativamente semplice da capire per chi 2 capace di accettare un altro pseudo-parados- so. Essere globali significa cercare di armonizzare le intera- zioni esistenti in ogni ambito particolare. Associare un vago massaggio, qualche movimento di ginnastica e un po’ di psicologia primaria a tre consigli die- tetici, & privo di ogni interesse e contrario al nostro procedi- mento. Prendiamo per esempio Ia rieducazione posturale globale che cerca di migliorare I’apparato muscolo-scheletrico del- L'uomo. Proprio per questo, per il semplice fatto che i nostri muscoli siano organizzati sotto forma di catene e che una di- storsione della caviglia possa provocare un problema a livel- lo lombare 0 alla spalla, come abbiamo visto, siamo obbli- gati a praticare stiramenti globali mettendo in relazione nel- lo stesso tempo gli effetti e le loro cause. Cié facendo, limitati come siamo nelle nostre capacita, non possiamo occuparci di problemi puramente medici o dell indispensabile tecnica gestuale specifica necessaria alla pratica di questo o quell’altro sport. Queste questioni sono di competenza di altri professionisti. Noi siamo globali a livello di specialisti del sistema mu- scolo-articolare. Il sogno di molti globalisti @ quindi, attraverso la loro specialit&, di avere accesso all’ insieme dell individuo. Ma se 2 evidente che una manipolazione genetica modifica lo svi- luppo dell’ organismo vivente, bisogna riconoscere, quando le differenze della crescita sono gia attuate, che un pollice non ha niente a che vedere con un dente. 55 Si sarebbe tentati di dire che tutto @ in tutto, ma non reci- procamente. Provare ad aprire il maggior numero di porte con una sola chiave @ procedimento necessario e quindi rispettabi- le, ma il pass-partout universale rimane una chimera... Alcune volte I’importanza della nostra ossatura @ tale che nel nostro mestiere siamo spesso tentati di invertire l’espres- sione «psico-somatico» e di usare il termine «somato-psi- chico». Nessuno saltella né trova la vita bella se é vittima di una sciatica lancinante. La pratica sportiva diventa impossi- bile, il morale 2 colpito. Pit una funzione @ essenziale, pid a sua perturbazione & creatrice di angoscia. Essere depressi pud derivare unicamente da turbe del corpo. In tutte le rap- presentazioni schematiche, la struttura deve porsi sempre al centro. Se lo specialista di un sistema muscolare deve rispet- tase i professionisti che sanno trattare cid che é al di fuori dalla loro capacita (soprattutto se essi stessi sono colpiti dal virus globalista) esso occupa, malgrado tutto, un posto privi- legiato che gli permette un’efficacia che supera il semplice ruolo della sua competenza. Malgrado i cattivi processi fatti ¢ gli avvocati che difen- dono 1a causa, il concetto olistico ritorna di moda. Gli ago- puntori e gli omeopati sono stati, da sempre, i tradizionali guardiani di questa fiamma, Pid vicini a noi, dei nutrizioni- sti globalisti sono venuti a prestar loro manforte. Ma, come sempre in questi casi, l'infatuazione porta ad esagerazioni settarie, semplificazioni puerili e recuperi inte- ressati. Elencare la lista dei metodi di trattamenti analitici che si credono globali occuperebbe tutto un capitolo. Vanno ad affermarsi tali, anche delle tecniche manipolative che re- golano successivamente questo 0 quell’altro problema arti- colare, piuttosto che mobilizzazioni pid o meno generali del corpo. 56 Correggere la struttura cen- trale musco- lo-scheletrica permette spesso di gua- rire altri ma- i. Essere globali significa cor- reggere si- multanea- mente. Bisogna trat- tare nello stesso mo- mento le cat- fave attitudini ei dolori lo- calizzati. Occorre affermarlo ancora: non ¢’@-globalita senza_si- multaneita. Solo loceupazione totale dello spazio abolisce il tempo. Questo principio generale di connotazione «einste- niana» & indeformabile. Come abbiamo scoperto osservando i meccanismi di au- todifesa, una cattiva attitudine portera immancabilmente a delle sofferenze e, inversamente, un dolore localizzato por- terd a dei compensi. E la presenza di alterazioni importanti della morfologia che spiega la frequenza delle cadute dopo trattamento osteopatico (manipolazione articolare), anche se Jo stesso & correttamente eseguito. Nell’ambito ristretto della meccanica corporea, essere. globale esige per lo meno, di essere capace di correggere si- multaneamente le grosse deformazioni (macro-comporta- menti*) ed i dolori (micro-lesioni articolari*). 57 PIU E LUNGO, PIU & ... FORTE Molte critiche sono state fatte sull’attivita fisica sconsi- derata. Si pud constatare che esse sono legate ad errori fon- damentali che, fino ad oggi, hanno giustificate cid che si crede di sapere sul funzionamento dei muscoli. Questa presa di coscienza dolorosa deve ora permetterci di proporre solu- zioni logiche ed efficaci ai problemi delto sport. I differenti modi di allungare i muscoli statici al di 1a del- Ja loro retrazione naturale non solo si assomigliano — tranne qualche variante ~, ma spesso rilevano grande empirismo Tutto cid non é una critica in sé, non essendo Vempiri- smo che Jo sfruttamento di ricette che hanno il merito di una certa efficacia fugace. Il fatto di non rispettare le regole che reggono i fenomeni della stessa categoria limita i risultati; questi non possono essere ottenuti per puro caso, ma devono potersi caratterizzare per ta riproducibilita ogni qual volta ce ne sia bisogno. Queste regole, sconosciute in fisiologia, sono al contrario 59 impiegate quotidianamente nell’ ambito della fisica della materia. I materiali visco-elastici* sono quelli il cui compor- tamento si avvicina di pid alle caratteristiche di elasticita muscolare. Resta inteso che ogni organismo vivente si differenzia dalla materia inerte per a sua facolta di autoregolazione. B cosi per il tono che comanda |’attivita minima dei muscoli della statica. Ma aon & meno vero che le regole della fisica, in quanto proposte inconfutabili, condizionano fe reazioni del’'ano come dell’altro. L'asta manovrata da chi fa il salto in alto, compie la sua stessa traiettoria in virti delle leggi di gravitd. Stirare un corpo elastico in maniera tale che conservi in seguito un certo allungamento permanente si chiama defor- mabilita*, I suoi principi, relativamente semplici, sono in parte trasferibili a livello delle differenti fibre elastiche, con- tenute nel muscolo con le riserve che sono state appena esposte. Essi rispondono alla formula semplificata: Allungamento Forza delfo stiramemo guadagnato = X Tempo dopo la trazione Coeficiente di elasticita* Lo ) In primo luogo questa Junghezza. guadagnata-&-diretta- mente.proporzionale al tempo di.trazione: cid significa che | stiramenti prolungati, mantenuti pid a lungo possibile, sa- | ranno pit efficaci delle trazioni brusche. 66 Gili stiramenti prolungati so- no pit efficaci delle flessioni brusche. Stirare a hin go permette di diminuire Ia forza di trazione. Questo punto @ fondamentale e fara senza dubbio piacere ad alcuni poiché conferma le loro constatazioni. Tutto cid condanna quindi, in maniera formale e definiti- va, tutti gli stiramenti brutali gia dannosi per definizione ed i molleggi elastici* che hanno avuto il loro periodo di gloria. La lunghezza supplementare ottenuta @ direttamente le- gata alla forza di estensione esercitata sul muscolo. Il secondo principio appare evidente. Come allungare qualcosa senza mettervi 1a forza necessaria? Curiosamente Ia sua associazione con il primo principio induce ad applica- zioni pseudo-paradossali. E cosi che tentare di stirare un muscolo al di la del suo punto di rigidita con una forza di un chilogrammo per 50 secondi, avra lo stesso effetto di uno stiramento di 50 chilogrammi per un secondo. Sono evidenti tutte le applicazioni possibili di questo principio nel mondo della rieducazione che si indirizza prin- cipalmente a pazienti fragili e doloranti. Sara possibile gra- zie a stiramenti dolci e prolungati nel tempo, diminuire la forza di trazione per arrivare allo stesso risultato. Questo co- Stituisce uno dei principi della rieducazione posturale globa- le. Ed & da tener presente sia nel malato sia negli sportivi, specialmente quando si tratta di allungare gruppi muscolari stressati o sensibili. Nell’allenamento sportivo occorre aumentare contempo- raneamente la forza ed il tempo, ma cid si pud applicare so- lo a gruppi muscolari presi individualmente, essendo impos- sibile una messa in tensione globale con forte tensione, vista V’addizione delle forze che essa implica. 61 Per cid che concerne la materia inerte. gli stiramenti otte- nuti su maccbine possono prolungarsi per molto tempo. La si ferma la trasposizione possibile a livello dei muscali, poi- ché @ evidente che stiramenti di qualche decina di secondi sembrano gia un’eternita a coloro che li praticano. Non si pud che incoraggiare a mantenerli il pitt a lungo possibile in funzione della propria resistenza e sensibilita. Arrivare a stirare al di 1a del punto di rigidita* di un gruppo muscolare @ gid sufficientemente complesso, poiché cid deve avvenire in senso opposto a tutta la fisiologia del muscolo, evitandone tutte le compensazioni, per giustificare il mantenimento prolungato in postura di allungamento. In rapporto alla durata dello sforzo, il tempo di lavoro vera- mente efficace si riduce. Nella rieducazione posturale globale ci interessa solo la restituzione della normalita, L’elasticita ideale @ dunque quella che permente di ottenere le ampiezze articolari a tutti ilivelli. Nel quadro della riabilitazione, tutto cid ci basta. Per le persone che sono sufficientemente elastiche a livello lega- mentoso é interessante |’applicazione, per esempio nella danza, per permettere di andare al di Ia di questa normalita. La lunghezza guadagnata lo @ a lungo? Per cid che concerne la materia inerte il risultato @ defini- tivo: il materiale non ritorner mai pid alla sua dimensione originale. Per cid che riguarda invece il sistema muscolare, tutto dipende dalla soppressione della causa. Un dolore 0 uno squilibrio che non sono stati corretti obbligano i musco- lia riacquistare la loro ipertonicita, e cid non pud che accor- ciare di nuovo le fibre elastiche ed il muscolo nel suo insie- me, 62 Come migliorare il tono-trofismo senza irrigidire? La ri- sposta & cruciale nello sport e pud esserlo ancor di pit in co- loro per i quali lo sviluppo del volume muscolare 8 priorita- tio. Supponiamo di essere avversari in una partita di braccio di ferro con un antagonista pid robusto. Malgrado la contra- zione dei nostri muscoli flessori del gomito, saremo costretti a distendere il braccio fino alla sconfitta finale. Lo sforzo muscolare fornito & eccentrico, cio& in allungament6 in op- posizione allo sforzo del nostro avversario che concentri- co, poiché egli ci ha attirato a lui. E questo secondo tipo di-contrazione. in.accorciamento, che & semtipre impiegato nella muscolazione classica, con gli inconvenient che abbiamo visto: questo genere di lavoro portera alla fine alla perdita di lunghezza normale dei mu- scoli tonici > a Bloccare la respirazione. Inarcare il dorso o la nuca. Staccare il bacino dal suolo. 173 ‘Tendete progressivamente le ginocchia senza chiudere le cosce. 174 Cercate di tendere completamente le ginocchia. Trate le punte dei piedi verso di voi. Mantenete il contat- 10-dei giutei col muro e del sacro con il suolo. 175 INSISTENZE A Insistenza personale sull' apertura Insistenza sull’ apertura con l'assistente. 116 Insistenza personale sull’apertura. Insistenza sull’apertura con I’assistente. Principali compensazioni da evitare: Bloccare la respirazione. Staccare il bacino dal suolo. Nota: L’assistente non fa altro che mantenere la posizione. La contrazione dei muscoli del soggetto & debole, Non deve vincere Ia resistenza dell’ assistente. La contrazione si effettua alla fine di una espirazione profonda. E mantenuta per tre secondi. Il soggetto cerca di gua- dagnare in ampiezza. L’insistenza pud ricominciare, e via di seguito. 179 PROGRESSIONE ® Avvicinate le ginocchia, Ruotate leggermente le ginocchia verso Vesterno. Tirate le punte dei piedi ‘vet50 di voi. INSISTENZE Insistenza sulla flessione dorsale dei piedi con I'assistente. 180 PROGRESSIONE @ Incrociate al massimo il ginocchio piegato, senza ruotare il bacino, che mantenete con I'altra mano. Ricominciate dal lato opposto. Nota: Tutte le correzioni devono effettuarsi contemporaneamente, insistendo sull’espira- zione profonda. 181 ° Principali compensazioni da evitare: Insistere durante I'inspirazione, ruotare il bacino. 183 PROGRESSIONE ®@ Piegate le due ginocchia el massimo senza staccare il bacino dal suolo. 184 INSISTENZE ' EN Mie I Cercate di allargare le ginocchia senza vincere la resistenza delle mani. Senza srrotondare Ja regione Jombare. Senza staccare il hacino, 185 AUTO-POSTURA DA SEDUTI Gruppi muscolari particolarmente stirat La grande catena posteriore - Gli spinali - I muscoli inspiratori. Gli adduttori - La fascia lata. I muscoli glutei profondi - Gli ischio-tibiali - I polpacci. PROGRESSIONE oO Seduti contro il muro, ginocchia piegate ¢ divaricate, appoggiate sulle mani per tirare indietro i glutei a contatto della parete. ® Mettete i piedi a contatto pianta a pianta e con le mani tirate i talloni if pit possibile verso di voi 186 Riposizionate le braccia lungo il corpo, Abbassatevi e liberate le spalle cercando di metterle a contat- 10 con il muro. Nota: Tutte le correzioni devono effettuarsi contemporaneamente, insistendo sull’espira- Zione profonda, 187 All aperto, I’autopostura pud effettuarsi con I’aiuto dell’assistente. La colonna vertebrale deve essere verticale € rispettare le curve fisiologiche. Divaricate le ginocchia al massimo, senza perdere il contatto del bacino contro il muro. 188 Principali compensazioni da evitare: Bloccare la respirazione. Rilasciare I appoggio del cranio, Inarcare il dorsa 0 la nuca. Arrotondare la segione lombare. Staccare il bacino dal muro. 189 ‘Tendete progressivamente le ginocchia cercando di non serrare le cosce ¢ senza lasciare I'appoggio della nuca e del bacino. 190