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Cresce il dissenso dei conservatori in Vaticano

di Antony Faiola
in www.washingtonpost.com del 7 settembre 2015 (traduzione: www.finesettimana.org)
In una soleggiata mattina all'inizio di quest'anno, una troupe televisiva entr in un appartamento ben
arredato appena fuori delle antiche porte della Citt del Vaticano. Perfettamente vestito negli abiti
neri e fascia scarlatta dei principi della Chiesa cattolica romana, il cardinale Raymond Burke, nato
nel Wisconsin, sedeva nella sua poltrona splendidamente rivestita e sembrava esprimere un
avvertimento a papa Francesco.
Convinto conservatore e burocrate vaticano, Burke era stato retrocesso dal papa alcuni mesi prima,
ma la sua battaglia non era per s. Francesco sosteneva un'epoca pi democratica, dava spazio a
voci progressiste sui cattolici divorziati nonch su gay e lesbiche. Di fronte alla telecamera, Burke
disse che si sarebbe opposto ai cambiamenti progressisti e sembrava mettere in guardia Francesco
sui limiti della sua autorit. Occorre essere molto attenti riguardo al potere del papa, disse Burke
alla troupe televisiva francese.
Il potere del papa, avvertiva Burke, non assoluto. E aggiungeva: Il papa non ha il potere di
cambiare la dottrina.
Le parole di Burke celavano un crescente senso di allarme tra i severi conservatori, evidenziando
quella che sarebbe presto apparsa come una guerra di civilt sul pontificato di Francesco e la
potente gerarchia che governa la Chiesa cattolica romana.
In questo mese, Francesco far il suo primo viaggio negli Stati Uniti, in un momento in cui i suoi
alleati progressisti lo salutano come un rivoluzionario, un uomo che solo la settimana scorsa ha
ampliato il potere dei preti di perdonare alle donne che commettono quello che l'insegnamento
cattolico definisce il peccato mortale di aborto, durante il recentemente annunciato anno di
misericordia che inizier in dicembre. Domenica, ha fatto appello ad ogni parrocchia cattolica
d'Europa perch offra accoglienza ad una famiglia di rifugiati tra le migliaia di richiedenti asilo che
rischiano tutto per fuggire dalla Siria devastata dalla guerra e da altre sacche di conflitto e povert.
Tuttavia, mentre sovverte le convenzioni ecclesiali, Francesco si trova alle prese con reazioni
conservatrici rispetto al crescente slancio progressista all'interno della Chiesa. In numerose
interviste, comprese quelle con sette alti esponenti ecclesiali, i ben informati dicono che il
cambiamento ha lasciato la gerarchia pi radicalizzata sulla direzione della Chiesa che su qualsiasi
altro punto dal tempo dei grandi papi riformatori degli anni sessanta.
La ribellione conservatrice si esprime in molte forme sicuramente in commenti pubblici, ma
anche nella crescente popolarit di siti web cattolici conservatori, che sostengono coloro che
dissentono da Francesco; in libri e materiale promozionale diffuso dal clero conservatore che cerca
di controbattere alla tendenza progressista; e in indiscrezioni ai media di informazione mirate contro
i riformatori vaticani.
Nei suoi commenti recenti, Burke si limitava a constatare dei fatti. Nonostante gli ampi poteri del
papa, la dottrina della Chiesa serve come una specie di costituzione. E per i riformatori il brutale
contrattacco teologico da parte dei conservatori complica gli sforzi per tradurre in cambiamenti
tangibili lo stile innovativo del papa.
Almeno non ci avveleniamo pi reciprocamente i calici, ha detto il Rev. Timothy Radcliffe, un
prete britannico progressista e alleato di Francesco, nominato in maggio ad un influente incarico in
Vaticano. Radcliffe ha detto di aver accolto positivamente la possibilit del dibattito aperto, e
perfino del dissenso critico all'interno della Chiesa. Ma ha dichiarato di provare lui stesso timore
per alcune delle cose che stiamo vedendo.
Testare la ritrovata libert
Piuttosto che rivendicare prese di posizione chiare, il papa sta pi sottilmente, spesso
implicitamente, sostenendo i leader progressisti della chiesa che premono per cambiamenti radicali,

e inoltre ampliando decisamente i parametri del dibattito sulle riforme e sulla loro estensibilit. Ad
esempio, in occasione dell'apertura di un incontro di vescovi anziani l'anno scorso, Francesco disse
alle persone presenti: Non permettete a nessuno di dire: 'Questo non lo puoi dire'.
Da allora, i progressisti hanno testato i limiti della loro nuova libert, con un vescovo belga che
arrivato a chiedere che la Chiesa cattolica riconosca formalmente le coppie dello stesso sesso.
I conservatori controbattono che nel clima di crescente pensiero progressista, loro sono stati spinti
in una posizioni in cui difendere la vera dottrina della Chiesa ti fa apparire come un nemico del
papa, ha dichiarato un anziano esponente vaticano a proposito della necessit dell'anonimato per
poter parlare liberamente.
Abbiamo un problema serio adesso, una situazione molto allarmante, dove i preti e i vescovi
cattolici dicono e fanno cose che sono contro ci che la Chiesa insegna, parlando di unioni
omosessuali, di comunione per coloro che vivono in adulterio, ha detto quell'esponente vaticano.
Eppure il papa non fa nulla per farli tacere. Quindi se ne deduce che ci che il papa vuole.
La disputa all'interno
Una dose della lunga storia di intrighi della Chiesa si riversata nel pontificato di Francesco,
particolarmente quando il papa ha ordinato una ristrutturazione radicale delle oscure finanze
vaticane. Sotto Francesco, sono stati estromessi i vertici della banca del Vaticano, in quanto si
trattava del comitato composto totalmente da italiani della sua agenzia di vigilanza finanziaria.
Uno dei modi di contrapporsi stato quello di indiscrezioni negative fatte trapelare a favore dei
media di informazione italiani. Gli esponenti vaticani sono ora convinti che l'ultima grande fuga di
notizie in ordine di data quella dell'enciclica papale sull'ambiente a giugno fu fatta per avidit
(fu venduta ai media) piuttosto che per vendetta. Ma altre rivelazioni hanno preso di mira figure
chiave del rinnovamento introdotto dal papa compreso il conservatore scelto per dirigere le
riforme delle finanze papali, il cardinale australiano George Pell, che in marzo fu al centro di
indiscrezioni riguardanti la sua tendenza si diceva allo sfarzo.
Pi spesso, il dissenso si sviluppa su terreni ideologici. La critica ad un papa regnante sicuramente
straordinaria dei vescovi progressisti hanno qualche volta sfidato il predecessore di Francesco,
Benedetto XVI. Ma in un'istituzione che si nasconde dietro il paravento di una tradizionale fedelt
al papa, quello che sciocca molti quanto la critica a Francesco sia diventata pubblica.
In una lettera aperta alla sua diocesi, il vescovo Thomas Tobin di Providence (RI) scriveva:
Cercando di adattarsi ai bisogni del tempo, come suggerisce papa Francesco, la Chiesa corre il
pericolo di perdere la sua voce coraggiosa, profetica, di controcultura, una voce che il mondo ha
bisogno di ascoltare. Da parte sua, Burke, il cardinale proveniente dal Wisconsin, ha definito la
Chiesa sotto Francesco una barca senza timone.
Perfino Pell sembrato togliergli autorevolezza su temi teologici. Commentando l'invito del papa
ad un'azione forte sui temi climatici, Pell disse al Financial Times in luglio: La Chiesa non ha
ricevuto mandato dal Signore di pronunciarsi su argomenti scientifici.
Negli ambienti conservatori, la parola confusione anch'essa diventata un eufemismo per
censurare il papato senza menzionare il papa. Ad esempio, 500 preti cattolici in Gran Bretagna
hanno scritto una lettera aperta quest'anno, in cui si parlava di molta confusione nell'
insegnamento morale cattolico, a seguito del sinodo dei vescovi sulla famiglia dello scorso anno,
in cui Francesco apr le cateratte del dibattito, da cui derivarono proposte per una nuova linea nei
confronti di cattolici divorziati o gay.
Quelle proposte furono alla fine stemperate nel testo votato, che mostr quanto fosse ancora ampio
il potere dei conservatori. Questo ha posto le premesse per una resa dei conti il prossimo mese,
quando i vescovi della Chiesa si riuniranno per la prosecuzione del sinodo, che si trasformer,
secondo i pronostici degli osservatori, in un altro scontro violento. Spetter poi al papa l'ultima
parola per qualsiasi cambiamento il prossimo anno.
I conservatori hanno lanciato una campagna contro un possibile cambiamento di linea che
garantirebbe ai cattolici divorziati e risposati il diritto di accostarsi alla comunione durante la
celebrazione dell'eucaristia. Lo scorso anno, cinque alti esponenti tra cui Burke e il cardinale di

Bologna Carlo Caffarra, hanno stilato quello che diventato noto come il manifesto contro tale
cambiamento. In luglio, un DVD distribuito a centinaia di diocesi in Europa e in Australia, a cura di
membri del clero cattolico conservatore, sosteneva la stessa linea. In esso Burke, che ha presentato
argomenti simili in varie conferenze cattoliche, metteva drammaticamente in guardia da un mondo
in cui gli insegnamenti tradizionali sono ignorati.
Ma siamo sempre nella Chiesa cattolica, dove il rispetto gerarchico una tradizione pi forte di
qualunque altra. Piuttosto che prendere di mira il papa, i vescovi e i cardinali conservatori mirano ai
loro pari del campo progressista. Che comprende il cardinale tedesco Walter Kasper, il quale ha
ironizzato dicendo di essere un bersaglio alternativo per i membri del clero non abbastanza
coraggiosi per criticare direttamente il papa.
Tuttavia i conservatori rispondono che i progressisti stanno oltrepassando i loro confini, dando la
loro interpretazione dei pronunciamenti del papa che stato pi ambiguo di quanto Kasper e i suoi
alleati siano disposti ad ammettere.
Sono nato papista, sono vissuto da papista, e morir da papista, ha detto Caffarra. Il papa non ha
mai detto che i cattolici divorziati e risposati potrebbero ricevere la comunione, e tuttavia le sue
parole sono state distorte per dar loro un significato sbagliato.
Alcuni degli alleati del papa insistono sul fatto che il dibattito proprio ci che Francesco vuole.
Penso che le persone parlino con franchezza perch si sentono fortemente e appassionatamente
convinte della loro posizione, e non penso che il Santo Padre lo veda come un attacco personale nei
suoi confronti, ha detto l'arcivescovo di Chicago, Blase J. Cupich, ritenuto uno stretto alleato del
papa. Il Santo Padre ha dato la possibilit di discutere apertamente di questi problemi; non ha
predeterminato dove porter il dibattito.