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Spinoza

Il metodo geometrico
Il metodo geometrico stato proposto da Spinoza in due occasioni: nellEtica, e in un
breve testo di esposizione dei fondamenti della filosofia cartesiana. Spinoza non lo
considera affatto una novit, n ravvisa alcuna stranezza nella sua applicazione alla
filosofia. C una precisa ragione teorica che possiamo enunciare attraverso questa
sequenza di proposizioni:
a) Spinoza parte dallassunto cartesiano che la mente possiede conoscenze che sono
in s chiare e distinte, e dunque note per s (si tratta di idee, termine che indica
qualsiasi contenuto di cui la mente abbia coscienza: qui facciamo riferimento a quelle
che Spinoza indica come adeguate);
b) queste conoscenze possono essere linguisticamente espresse in due distinte forme,
che tuttavia si equivalgono rispetto alle idee di cui sono espressione: definizioni e
assiomi; la differenza non riguarda le idee che esprimono (di per s note alla mente in
quanto chiare e distinte), ma la loro natura linguistica;
c) infatti le definizioni sono proposizioni che chiariscono concettualmente unidea
espressa in estrema sintesi attraverso un solo termine (o breve sequenza di termini,
ad esempio causa di s), che viene definito e quindi chiarito nella sua precisa
articolazione linguistica; termine e idea in questo modo possono corrispondere luno
allaltra in modo completo evitando ogni ambiguit della lingua, realizzando cos un
ideale di perfetta adeguazione tra le parole e ci che esse designano;
d) gli assiomi invece sono proposizioni che danno per scontata la precisione
linguistica dei termini utilizzati e enunciano unidea vera, concepita in modo
adeguato, nel suo contenuto;
e) Spinoza considera poi ciascuna idea (sia essa abbinata ad un solo termine o
chiarita da una proposizione) non come un tutto chiuso in se stesso ma come il nodo
di una rete; per conseguenza, chiarito concettualmente un nodo, mediante quello che
Cartesio chiamerebbe un movimento continuo del pensiero (dunque senza salti logici)
possibile passare ad altri nodi, fino a ricostruire la trama compiuta dei pensieri su
un certo tema;
f) Spinoza chiama proposizioni le nuove idee che possono essere raggiunte partendo
dalle idee di per s note (cio dalle definizioni e dagli assiomi); esse divengono in
questo modo note e possono quindi essere il punto di partenza per nuovi passaggi ad
altri idee;
g) Spinoza chiama dimostrazioni i percorsi e le tappe del movimento continuo del
pensiero che passa senza salti da una idea allaltra nella rete dei pensieri che
costituisce la trama della mente; la conoscenza delle idee rimane sempre adeguata se
la rete delle dimostrazioni continua, cio non ha salti: niente vuoti, niente oscurit
logiche, cio idee (nodi della rete) non trasparenti per la ragione discorsiva
delluomo, cio non chiare e distinte per la mente;
h) chiama corollari le proposizioni che seguono senza passaggi intermedi - quindi
senza bisogno di dimostrazioni, ma con un unico e semplice movimento del pensiero da una proposizione, da un assioma, da una definizione (in ultima analisi da unidea,
perch tutti questi termini definiscono forme di approccio diverso a una sola cosa: le
idee concepite adeguatamente dalla mente);
i) in ultimo chiama scolio una riflessione discorsiva che serve essenzialmente a tre
cose: a chiarire discorsivamente dubbi di natura in genere linguistica o derivanti da
cattive abitudini della mente (lemendazione dellintelletto un compito primario:
altrimenti va in crisi la possibilit di ottenere idee adeguate); a dare forme di
argomentazione che utilizzano limmaginazione, e quindi facilitano il passaggio del
pensiero alle sue forme pi alte (ovviamente in questo modo la conoscenza non pi
adeguata, ma possono essere utili dei ponti per raggiungere i vertici del pensiero
puro: limmaginazione, se ben guidata, un utile ponte tanto come, se mal guidata,

dannosa); a legare la pura trasparenza del pensiero a se stesso (realizzata nello


studio della rete delle proposizioni) alle pratiche della vita e allesperienza comune
degli uomini.
E facile osservare che il metodo geometrico non un metodo di esposizione come gli
altri: lunica forma del pensiero che segua realmente la dinamica dellarticolazione
del pensiero discorsivo (non intuitivo) adeguato. Va per notato che allinterno di una
rete ci si pu muovere in moltissimi modi e tutti corretti, purch si rispetti il principio
del passaggio da un nodo allaltro senza salti, senza oscurit, senza intromissioni di
piani diversi (ad esempio del piano dellesperienza e dellimmaginazione). Spinoza
quindi pu liberamente costruire percorsi dimostrativi dogni tipo, esattamente al
modo in cui nella rete delle strade di una citt ci si pu muovere seguendo moltissimi
percorsi.
E quindi del tutto coerente che Spinoza abbia proposto nellEtica un percorso volto
ad un preciso fine (quello di chiarire la potenza della mente, in questo modo
mostrando come essa sia libera) e abbia quindi costruito i passaggi teorici per
giungervi scegliendoli tra molti possibili (da un nodo-idea si pu in molti modi
passare a tutti gli altri).
E altrettanto coerente che abbia proposto una versione more geometrico della
filosofia di Cartesio (cio di una filosofia che considera geniale, ma non esatta),
perch il metodo non descrive una sequenza lineare e necessaria, ma i movimenti
lungo le idee della mente qualunque esse siano (a rete, non linearmente). Ovviamente
se le idee da cui si muove (indicate da un termine e quindi bisognose di una
definizione, o da una proposizione concepita come di per s evidente, cio da un
assioma) sono in realt concepite in modo non adeguato (questo pensa Spinoza di
alcuni dei principi di fondo del cartesianesimo), la rete delle proposizioni e delle
dimostrazioni giunger a contraddizioni. Ma questo parla a favore, e non contro, la
bont del metodo geometrico (che consente, infatti, il ragionamento per assurdo).
Va osservato che Spinoza ha proposto a fini didattici la sua versione more geometrico
del pensiero cartesiano: come strumento per chi era impegnato nello studio del
pensiero cartesiano.
C quindi piena coerenza metodologica e didattica nel proporre ai nostri studenti di
trasferire more geometrico alcune delle pagine spinoziane stese discorsivamente.
Non si far altro, proponendo questo, che applicare la stessa metodologia che
Spinoza ha didatticamente utilizzato. E vero che, al contrario di Cartesio, Spinoza
non ha enunciato in regole i principi del metodo geometrico ma
- queste regole sono ricavabili dai suoi scritti (la sintesi proposta nella pagina
precedente ne un esempio di estrema sintesi, utile a fini didattici; la letteratura
critica su Spinoza fornisce analisi estremamente dettagliate sul tema);
- agli occhi di Spinoza non si tratta daltro che delle stesse regole che i matematici
seguono da Euclide in avanti, e non c quindi bisogno di una esposizione, trattandosi
di qualcosa di molto noto.
Proponiamo quindi un percorso di lavoro al computer a pi tappe.