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LA NASCITA DELL'ERMENEUTICA

WILHEM DILTHEY
LA NASCITA DELL'ERMENEUTICA
Quel processo, nel quale noi conosciamo una interiorit a partire da segni dati sensibilmente
dall'esterno, noi lo chiamiamo comprendere (Verstehen).
E quindi il fenomeno del comprendere deve avere dappertutto caratteristiche comuni.
Esegesi o interpretazione il comprendere a regola d'arte documenti scritti. Pertanto l'esegesi il
punto di partenza della filologia, che l'arte di saper trattare i documenti scritti.L'esegesi si
mantenuta in vita grazie alla filologia. Ogni arte procede secondo regole. Quindi l'esegesi diede vita
all'esposizione delle sue regole e dal conflitto fra queste regole nasce l'ermeneutica. D. vuole
dimostrare come dall'esigenza di una comprensione approfondita e universalmente valida sorse la
virtuosit filologica e da essa la codificazione delle regole e il loro ordinamento e dal conflitto di
quelle regole l'ermeneutica, l'analisi del comprendere in cui si trovato il punto di partenza sicuro
per la codificazione delle regole.
1.
L'interpretazione dei poeti, condotta a regola d'arte, si svilupp in Grecia dalla necessit
dell'insegnamento e di critica di Omero e altri poeti nell'epoca dell'illuminismo greco. Questa base
ottenne una base pi profonda presso i Sofisti. Aristotele poi, il grande classificatore e analizzatore
del mondo organico,, degli Stati e delle produzioni letterarie, nella Retorica, insegn a scomporre la
totalit di una produzione letteraria nelle sue parti, a distinguere forme stilistiche.
E la Poetica aristotelica, in modo ancor pi esplicito, pose a tema la forma interna ed esterna della
poesia e gli elementi in essa operanti. L'arte dell'interpretazione e la sua regolamentazione comp un
secondo importante passo avanti con la filologia alessandrina (in particolare Aristarco), che era nata
come arte dell'interpretazione di testi e della determinazione del loro valore: una delle ultime e pi
originali creazioni del mondo greco. A causa del conflitto della scuola alessandrina con la scuola di
Pergamo, che sosteneva il principio dell'interpretazione allegorica, il metodo della scuola
alessandrina si and rafforzando.
2.
A partire dal Rinascimento, l'interpretazione e la sua regolamentazione entrarono in una nuova fase.
Nei quattro secoli seguenti abbiamo a disposizione una ricca letteratura ermeneutica. Lo sviluppo
dell'ermeneutica si divide in due grandi correnti: una filologica, avente per oggetto l'interpretazione
delle opere classiche e l'altra specificamente teologica, corrispondente all'esegesi biblica.
Quest'ultimo filone diventa particolarmente rilevante in seguito all'avvento della Riforma e alle
dispute religiose del XVI secolo.Flacio divenne consapevole di questo per le dispute del XVI
secolo. Gli anabattisti e i cattolici sostenevano l'oscurit della sacra Scrittura.I principali esponenti
della tradizione protestante tedesca, in sintonia con il principio dell'autosufficienza della scrittura, si
pongono per primi il problema di raggiungere una comprensione universalmente valida del
messaggio biblico. La definitiva costituzione dell'ermeneutica si deve all'interpretazione biblica. Tra
questi scritti, la prima opera significativa e forse la pi profonda fu la Clavis aurea di Flacio Illirico
del 1567.
Per la prima volta in quest'opera l'insieme delle regole dell'interpretazione scoperte fino ad allora
diede forma ad un edificio dottrinale. Ci avvenne grazie al postulato secondo cui solo seguendo
queste regole con un procedimento condottto a regola d'arte sarebbe stato possibile raggiungere una
comprensione universalmente valida. Ma l'opera di Flacio ancora ancorata al problema religioso.
Proprio questo limite sar evidenziato nell'ambito del dibattito nell'et dell'Illuminismo, quando le
regole esegetiche verranno progressivamente liberate dalle finalit teologiche e dogmantiche cui
erano precedentemente subordinate. Con Baumgarten, che una figura di primo piano
dell'ermeneutica settecentesca, il filone dell'ermeneutica sacra ricorre sempre con maggior
frequenza a quel tipo di interpretazione oggettiva. Concep l'arte dell'interpretazione come un
procedimento razionale che privilegia la lettera del testo e mira a cogliere l'intenzione dell'autore.

colui che, attuando la separazione della spiegazione grammaticale del testo biblico dalla sua
intermpretazione teologica, ha favorito l'emancipazione dell'ermeneutica dall'orizzonte dogmatico.
La Bibbia divenne un documento da leggere e interpretare filologicamente e storicamente come
ogni altro reperto; di conseguenza, non era pi necessaria l'ermeneutica sacra con le sue regole
speciali ma l'ermeneutica generale che poteva essere applicata a qualsiasi testo, quindi anche a
quello biblico. D. rivolge una critica all'impostazione storica e filologica delle teorie ermeneutiche
razionalistiche dell'illuminismo. Primo perch non concepiscono l'ermeneutica come una vera e
propria scienza ma si limitano ad analizzare i testi secondo il punto di vista oggettivo, che era
grammaticale, storico, estetico e retorico. L'opera veniva cos scomposta in un insieme di elementi e
veniva a mancare una visione d'insieme dia dal punto di vista linguistico che contenutistico. Nonsi
poneva minimamente il problema di come potesse avvenire il reale processo della comprensione del
sigificato n tanto meno quello della genesi dell'opera. D. da risalto al contributo fondamentale di
Schleiermacher, per il quale diventa fondamentale non tanto applicare ad un testo regole generali
esteriori, quanto rivolgere l'attenzione a quell'atto creativo originario da cui nasce ogni produzione
letteraria o artistica al fine di ricostruirne la genesi. Questa origine, identificata con la forma
intuitiva e creativa del comprendere costituisce il fondamento generale dell'ermeneutica e
conferisce a questa disciplina una forma scientifica. E mette in risalto due forme di interpretazione,
quella grammaticale e quella psicologica, con particolare risalto a quest'ultima.
Con Schleiermacher avviene la fondazione definitiva di un'ermeneutica scientifica. Fino al allora
l'ermeneutica era stata nel migliore dei casi un edificio di regole. Andando al di l di queste regole,
Schleiermacher risal all'analisi del comprendere, vale a dire alla conoscenza di questo stesso atto
intenzionale, e da questa conoscenza deriv poi la possibilit di un'interpretazione universalmente
valida. La novit principale consiste nel passaggio dalla ricerca delle regole, che costituiva
l'obiettivo principale dell'ars interpretandi, all'analisi del comprendere. In altre parole, si trattava di
individuare ed esaminare quell'atto intenzionale dello spirito umano che condizione di possibilit
e fondamento di ogni pratica interpretativa. Questa trasformazione divenne possibile nel momento
in cui Schleiermacher elev la sua riflessione al piano filosofico, utilizzando il metodo della
filosofia trascendentale tedesca, grazie anche all'influsso della concezione fichtiana dell'io come
facolt creatrice autonoma. Fu proprio questa cornice filosofica ad offrire i mezzi adatti
all'elaborazione e alla soluzione del problema ermeneutico dal punto di vista generale: con la svolta
attuata da Schleiermacher l'ermeneutica diventa una scienza o una teoria autonoma e dunque una
svolta filosofica. L'analisi del comprendere viene condotta focalizzando su quel processo creativo
da cui nasce la forma di una determinata opera letteraria. Quindi, insieme al significato linguistico e
concettuale di una determinata opera, si arriva a cogliere anche la connessione che essa intrattiene
con il pensiero e le intenzioni dell'autore. Nell'esercizio dell'interpretazione, l'individualit
dell'autore e quella del suo interprete non si trovano una di fronte all'altra come due realt che non
possono essere messe a confronto ma siccome entrambe si sono formate sul fondamento
dell'universale natura umana, questo rende possibile la comunicazione degli uomini tra loro nel
discorso e nella comprensione. Proprio questa base comune, che unisce le singole individualit, apre
un orizzonte di comunicazione intersoggettiva e permette di giungere ad una comprensione
universalmente valida. Secondo D. con l'interpretazione psicologica si mette in risalto anche i limiti
di ogni interpretazione perch si pu cogliere l'individualit altrui fino a un certo punto.
D valorizza anche l'altra parte della teoria ermeneutica di Schleiermacher., quella grammaticale.
Esiste un nesso che unisce interiorit ed esteriorit. Questo nesso ha una forma circolare, e pu
essere considerato un principio specifico dell'ermeneutica introdotto per risolvere le difficolt che si
incontrano nell'esercizio dell'interpretazione. In primo lugo il ciircolo presente nell0analisi di una
determinata opera ed insegna che la totalit di un opera deve essere compresa a partire dalle singole
parole e dai loro collegamente e tuttavia ogni completa comprensione di un singolo elemento
presuppone gi quella del tutto. In secondo luogo poi il circolo si ripete nel caso del rapporto della
singola opera con la mentalit e l'evoluzione del suo autore e nuovamente nel rapporto tra
quest'opera particolare e il genere letterario a cui appartiene. Quindi grazie a Schleiermacher si ha
una generalizzazione del compito ermeneutico, in cui il comprendere non ha pi di mira aspetti

settoriali del processo interpretativo come quello grammaticale, storico ed estetico-retorico, ma


concerne il significato o la validit universale di una determinata creazione umana. L'ermeneutica
diventa cos autonoma rispetto all'esegesi biblica e la filologia.
3. le costanti della ricostruzione genetica.
Dilthey considera l'ermeneutica un prodotto della modernit e fa dipendere il suo atto di nascita
dalla comparsa del Protestantesimo. In secondo luogo ritiene che la configurazione autonoma di
questa disciplina sia avvenuta attraverso una graduale emancipazione dai presupposti teologici e
dogmatici che in precedenza l'avevano fortemente condizionata. In terzo luogo individua nel
contributo di Schleiermacher il punto culminante del l'intero processo evolutivo che corrisponde
alla costituzione dell'ermeneutica scientifica. Quando la Riforma mette in discussione l'autorit
della Chiesa romana e della tradizione nel campo dell'interpretazione scritturale, il problema di
un'autentica comprensione del messaggio religioso depositato nella scrittura diventa pi che mai
urgente.
4. La riflessione sul comprendere
La riflessione diltheiana ha come principale obiettivo la rivendicazione dell'autonomia delle scienze
dello spirito rispetto a quelle della natura. Dilthey tenta di conferire una fondazione psicologica alle
scienze dello spirito. D. si rende conto che il sapere immediato, ottenuto per mezzo
dell0introspezione, non sufficiente a garantire la conoscenza di altrep ersone perch rimane chiuso
nell'orizzonte soggettivo. Per superare queste difficolt, afferma che ognuno di noi ha la capacit di
riprodurre la vita psichicca altrui e quindi diventa possibile conoscere l'interiorit altrui che non
diversa da quella che ognuno percepisce di se stesso. Proprio questo schema che viene definito
metodo comparativo, permette la comprensione dell'individualit altrui in senso non soggettivistico.
Ermeneutica quindi una specifica forma di comprensione dell'individualit altrui che avviene sulla
base di un'affinit tra la personalit dell'interprete e quella dell'autore. Questo comporta che la
riflessione sul fenomeno del comprendere non sia pi esclusivamente circoscritta all''esperienza
della coscienza, ma tenga conto anche delle espressioni in cui i vissuti si sono oggettivati. Ogni
vissuto infatti tende a esprimersi all'esterno, a concretizzarsi in forme fissate tramite voce o scritti.
Tutte queste espressioni possono essere conoscciute e analizzate dall'esterno attraverso un approccio
che assume la forma concreta dell'interpretazione o dell'esegesi.
5. interpretazione e oggettivit
ermeneutica: teoria della comprensione di opere scritte. Per superare i limiti dell'introspezione
bisogna integrare lo schema con il ricorso a manifestazioni esteriori come fatti sensibili, gesti , voci
e azioni che attestano l'esistenza di altre persone e aiutano a descrivere l'immagine dell'interiorit
altrui, ma che sono anche di grande utilit per la comprensione di se stessi. Quindi comprendere non
solo dipendente dall'esperire vissuto ma cerca di cogliere le esperienze vissue per via indiretta
prendendo le mosse dalle loro espressioni sensibili nel mondo esterno. Tuttavia, affinch questo
processo conoscritivo raggiunga un livello scientifico di oggettivit e sia riconosciuto come
universalmente valido, deve sottostare ad alcune condizioni. In altre parole, rivolgendo la nostra
attenzione alle opere possiamo raggiungere quel grado di conoscenza oggettiva che costituisce
l'obiettivo delle scienze dello spirito.
6. il compito dell'ermeneutica
l'ermeneutica dovrebbe ora inserirsi a pieno titolo all'interno di una pi generale teoria della
conoscenza e diventare il procedimento fondamentale di tuttel el utleriori operazioni delle scienze
dello spirito. incontestabile che l'ermeneutica costituisceuna parte importante della riflessione
metodologica pi generale sul fenomeno del comprendere e che rappresenta uno dei riferimenti
principali per la soluzione del problema conoscitivo delle scienze dello spirito. Ci sono tre aporie:
una se possibile una conoscenza scientifica dell'individuale e D. propone la soluzione nel
riconoscere che in nessuna manifestazione individuale estranea pu trovarsi qualcosa che non sia
contenuto anche nella realt vivente che la coglie. La seconda aporia riprende il circolo ermeneutico
e la difficolt della interconnessione fra le parti e il tutto. La terza aporia riguarda la distinzione fra
spiegare e comprendere e lascia intendere che in realt sono fra loro connesse. In D. compare

l'intenzione di concepire l'ermeneutica come teoria generale del comprendere e dell'interpretare, in


grado di conferire alle scienze dello spirito una fondazione filosofica. Il pi alto trionfo
dell'ermeneutica comprendere l'autore meglio di quanto egli abbia compreso se stesso.
POSTFAZIONE
DILTHEY E IL PARADIGMA ERMENEUTICO
Nata come pratica esegetica di testi e documenti, l'ermeneutica, dalle sue remote origini in Grecia
fino ai nosri giorni, ha subito una profonda evoluzione e una radicale trasformazione. Nell'uso
odierno siamo soliti indicare con il termine ermeneutica almeno tre cose, certamente connesse, ma
non identiche:
1. attivit di spiegazione di un messaggio o di un insieme di segni non immediatamente chiari
ed quindi sinonimo di interpretazione o esegesi
2. ricerca di regole o di metodi per il concreto esercizio dell'interpretazione
3. teoria che si propone di stabilire la natura e i limiti del conmprendere, inteso come
autonomo fenomeno umano ala base di ogni pratica interpretativa.
E' importante ricostruire la sua evoluzione storica al fine di delimitare con maggior precisione
l'attuale campo tematico di questa disciplina. Dilthey, nel suo saggio, il primo che ha messo in atto
quest'impostazione.
1. LA RICOSTRUZIONE STORICA