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che-fare.

com

https://www.che-fare.com/in-difesa-dei-poor-media/

In difesa dei Poor Media


Il titolo di questo testo rende omaggio al
saggio In Defense of the Poor Image, in cui
lartista e scrittrice tedesca Hito Steyerl (2009)
descrive quella specie di spinta che
limmagine povera unimmagine che stata
caricata, scaricata, condivisa, riformattata e
rieditata acquisisce circolando in rete. Io
sostengo che, nel campo delleditoria digitale,
i poor media, cos come le immagini povere,
sono in grado di trasformare la qualit in
accessibilit.
Essi confermano il potenziale di duplicazione
e diffusione del libro come medium. Al
contrario, i rich media sono il prodotto di una
dottrina commerciale basata su una
concezione ornamentale della tecnologia
digitale, una retorica hollywoodiana di
coinvolgimento, e unidea reazionaria del
processo editoriale.

Prima parte: I rich media


San Francesco regala il suo mantello a un povero, Giotto, 1297-1299

Indice di interesse temporale in Google Trends per il termine rich media. Fonte: https://www.google.com/trends/explore?
q=%22rich+media%22#q=%22rich%20media%22&cmpt=q&tz

Per poter elaborare il concetto di poor media, necessario innanzitutto esplorare la nozione di rich media. Riferendosi
al suo sistema pubblicitario, Google ne fornisce la seguente definizione: Un annuncio rich media contiene immagini o
video e implica una certa forma di interazione con lutente. [] Mentre gli annunci di testo pubblicizzano tramite parole
e quelli di visualizzazione tramite immagini, gli annunci Rich Media consentono al pubblico di eseguire molti tipi di
attivit sullannuncio. Infatti, il pubblico pu espandere lannuncio, renderlo mobile, attivare lespansione e la
compressione e cos via. (What Is Rich Media? 2013). Secondo Wikipedia il termine rich media sinonimo di
multimedia interattivi (Multimedia 2015).

Banner pubblicitario con rich media archiviato dal Banner Ad Museum, 2001. Fonte:
http://web.archive.org/web/20001017172752/http://www.banneradmuseum.com/Galleries/richmedia.html

I rich media sono emersi in un periodo in cui la banda stava aumentando e le gif animate venivano sostituite dai
banner interattivi creati in Flash. Siamo nel 2001 e Rich media il termine in voga, ma molti sono ancora alloscuro di
cosa siano veramente i Rich media. [] Lespressione Rich media si riferisce allutilizzo di diverse tecnologie che
potenziano lesperienza del ricevente. I Rich Media possono essere interattivi, e possono essere monitorati per
determinare quanti tra i riceventi hanno aperto, visualizzato o risposto a una campagna (An Overview of Rich Media
2001).
Sebbene lespressione rich media sembra aver avuto origine nel settore pubblicitario e il suo utilizzo nel tempo
appare fluttuante, credo che essa rifletta con precisione la miscela di convinzioni e aspettative relative a quella che
allepoca si chiamava editoria elettronica, successivamente divenuta digitale. Come discuter, anche la sua
connotazione derivata dal marketing riecheggia nellambito editoriale.
Come accade con il Daily Prophet sfogliato da Harry Potter, i rich media hanno lo scopo di dar vita a un artefatto
altrimenti inerte aggiungendo un elemento magico alla pagina stampata. Anche il pioniere informatico Alan Kay
(2001) parla di magia: secondo lui le metafore utilizzate nelle interfacce utente non dovrebbero letteralmente seguire il
mondo fisico ma esprimere ci che l non si pu fare: se [lo schermo] simile a un foglio magico, allora laspetto
magico che conta.

Un ebook fatto con iBooks Author. Fonte: https://www.apple.com/education/ipad/ibooks-textbooks/

Nel gennaio del 2012 la Apple lancia iBooks Author, un software per creare ebook arricchiti che possono includere
gallerie, video, diagrammi interattivi, oggetti 3D, formule matematiche e altro ancora (iBooks Author 2012). Grazie ai
rich media, i contenuti prendono vita come non accadr mai in un libro stampato (iBooks Author 2012). iBooks
Author non necessita approfondite conoscenze tecniche n la capacit di scrivere codice. Gli utenti possono infatti
scegliere tra parecchi template preconfezionati e personalizzarli secondo i propri bisogni utilizzando uninterfaccia
WYSIWYG. Una volta realizzati, i libri possono essere resi immediatamente disponibili nello store di Apple.

Un esempio tipico di linguaggio commerciale delleditoria digitale, 2015. Fonte: http://publishingperspectives.com/2015/03/is-metabook-the-next-evolution-of-the-book/

Questo tipo di sfavillanti enhanced books prodotti, distribuiti e venduti allinterno dellecosistema Apple ci che in
genere viene in mente a editori, designer e lettori quando si parla di futuro del libro. Nonostante il fatto che i libri
arricchiti rappresentino una piccola, poco redditizia fetta della produzione complessiva di ebook (Huffington Post
2012), sia i professionisti del settore che il pubblico restano ancora sbalorditi di fronte a libri che si trasformano nel
tempo, libri che parlano, libri che si autodistruggono, libri che reagiscono allumore del lettore, libri che si connettono al
luogo fisico in cui vengono letti, ecc. Apparentemente questa avanguardia. La verit la ruota viene continuamente
reinventata.
Per poter fornire giusto un assaggio della complessa storia dei rich media e per ampliare la definizione accennata
sopra, discuter brevemente alcune tecnologie, idee, e momenti particolari che hanno contribuito a sviluppare tale
nozione nellambito delleditoria digitale.
E-Literature e narrativa ipertestuale

La definizione corrente di letteratura elettronica (e-literature o e-lit) fornita dallElectronic Literature Organization (ELO)
include opere con importanti aspetti letterari che traggono vantaggio dalle capacit e dai contesti offerti dai computer
stand-alone o interconnessi (What Is E-Lit?). Molti generi possono essere considerati parte di ci; uno di questi la
narrativa ipertestuale.

Una schermata di afternoon, a story di Michael Joyce. Fonte: http://www.upf.edu/pdi/dcom/xavierberenguer/recursos/ima_dig/_7_/estampes/d2_14.html

I primi romanzi interattivi come afternoon, a story di Michael Joyce (1990) e Victory Garden di Stuart Moulthrop (1992)
sono oggi considerati delle pietre miliari. Queste pubblicazioni sono caratterizzate una notevole quantit di percorsi
narrativi scelti dal lettore/utente. Entrambi i romanzi sono stati realizzati utilizzando Storyspace, un software creato da
David Bolter e dallo stesso Michael Joyce (un altro programma di successo per produrre narrative ipertestuali era
HyperCard della Apple).

Una schermata dellinterfaccia di Storyspace. Fonte: http://www.mprove.de/diplom/text/2.1.11_storyspace.html

Queste opere pioneristiche, insieme allo sviluppo della teoria dellipertesto, contribuirono ad alimentare lidea, coltivata
dagli e-writers, secondo cui linterattivit e le possibilit non-lineari offerte dal link ipertestuale potessero rivoluzionare
la letteratura (vedi Hayles 2002, 27). Sulla rivista the New York Times Book Review, Robert Coover (1992) sanciva la
fine dei libri intesi come esperienze statiche, monolitiche e unidirezionali. Al contrario, con le sue reti di lexia collegati,
le sue connessioni di percorsi alternativi [], lipertesto presenta una tecnologia radicalmente divergente, interattiva e
polivocale, che favorisce una pluralit di discorsi a dispetto di unespressione definitiva e libera il lettore dalla
dominazione dellautore.
Gli Expanded Books della Voyager
In un episodio di Computer Chronicles del 1993, Bob Stein presenta alcuni prodotti della Voyager, societ che ha
fondato nel 1985. Tra di essi, A Hard Days Night dei Beatles un esempio di CD-ROM multimediale dove le
tradizionali categorie delleditoria iniziano a convergere.
Jurassic Park Expanded Book, Voyager Company, 1991. Fonte: http://alfabravo.com/2011/08/early-ebooks-and-whythey-failed/
Stein mostra anche gli Expanded Books: una serie di ebook su floppy disk per Macintosh che sembrano un libro e si
comportano come un libro (Electronic Publishing 1993). Tra questi, Il Ritratto di Dorian Gray include funzioni come la
ricerca testuale e la possibilit di evidenziare e commentare dei brani. Il conduttore riconosce che ci rappresenta pi
uno strumento di ricerca che un libro, tuttavia non sembra completamente soddisfatto e chiede dunque se sono
presenti degli elementi grafici. Stein lo rassicura dicendo che il toolkit prodotto dalla Voyager permette di creare ebook
che includono film, audio, immagini, ecc. Come mostra questo estratto, i primi ebook soffrivano di un complesso di
inferiorit. La multimedialit era la cura: i video e laudio rendevano un ebook unico e pi accattivante di un libro
stampato.
LiPad
Steve Jobs descrive le funzionalit chiave delliPad, 2010. Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=_KN5zmvjAo
Nel 2010 viene presentato il primo iPad. Durante la sua introduzione pubblica, Steve Jobs ne descrive le funzionalit
principali, ovvero le funzioni che questo nuovo dispositivo in grado di svolgere in maniera migliore rispetto allo
smartphone e al computer portatile. Queste sono: navigare in Internet, leggere email, guardare le foto e i video,
ascoltare musica, giocare ai videogiochi, e, infine, leggere libri. Grazie alla sua maneggevolezza e allalta definizione
del monitor multi-touch, liPad diviene presto lambiente naturale per le applicazioni dei rich media, fondendo le
operazioni chiave elencate prima.

La Digital Publishing Suite


Schermata dalla pagina web che presenta lAdobe DPS. Fonte: http://www.adobe.com/products/digital-publishingsuite-enterprise/features.html?promoid=KKSDH
Nellattuale contesto editoriale, iBooks Author non lunico software proprietario disponibile per produrre pubblicazioni
con rich media. Principalmente utilizzata per creare magazine multimediali, la Adobe Digital Publishing Suite (DPS)
stata recentemente nominata la soluzione leader per leditoria digitale (Adobe Digital Publishing Suite 2012). La
DPS permette di creare, pubblicare, e ottimizzare applicazioni mobile content-centric un altro nome per le
pubblicazioni arricchite. Presumibilmente, le applicazioni DPS sono immersive e coinvolgenti, grazie ai sofisticati
trattamenti del testo con video, audio, animazione, e altri elementi altamente interattivi. Per non traumatizzare i suoi
utenti, Adobe ha progettato la DPS come unappendice di InDesign, mantenendo il suo flusso di lavoro orientato alla
stampa praticamente intatto.
Social Reading
Tom Gauld per il New York Times, 2011. Fonte: http://www.nytimes.com/2011/03/06/magazine/06Riff-t.html
Il concetto di social reading emerso verso la met del 2011 (Social Reading 2015) quando piattaforme come
Goodreads pi tardi acquisita da Amazon crescevano velocemente e gli e-reader come il Kindle iniziavano a
permettere agli utenti di condividere le proprie attivit di lettura sui social media. Secondo la definizione fornita da
OpenBookmarks, il social reading tutto ci che circonda lesperienza di lettura dei libri elettronici (What Is Social
Reading? 2011), come nel seguente esempio:
Stai leggendo un ebook. Trovi un passaggio che ti piace, selezioni il testo e lo invii via email a un amico.
Perch considero il social reading un aspetto dei rich media? Perch alcune delle funzionalit che fanno parte della

lettura sociale come condividere le sottolineature sono spesso incorporate allinterno degli enhanced book.

All Together Now


Una schermata tratta da Shakespeares Sonnets della Touch Press
Shakespeares Sonnets, un ebook come app per iPad creato dalla casa editrice londinese Touch Press, un esempio
riconosciuto nel campo delle pubblicazioni arricchite. I Sonnets incarnano molte delle caratteristiche dei rich media
descritte sopra. Per esempio, ogni sonetto recitato da un attore famoso. Le interpretazioni sono incorporate nel libro
in forma di video coinvolgenti. I sonetti sono accompagnati da due differenti serie di annotazioni. anche possibile

sfogliare unedizione del libro del 1609 in quarto. Oltre a fondere testi, video e immagini, il libro rappresenta

unesperienza sociale di lettura dato che gli utenti possono condividere brani via email, Facebook o Twitter.
Riassumendo, i libri in rich media sono arricchiti da multimedialit, interattivit e funzionalit sociali. I rich media
promettono unesperienza di lettura attiva, coinvolgente e pubblica, grazie a delle intuitive naturali forme di
interazione, pressoch infiniti sentieri di esplorazione, e artefatti visivi dinamici e in alta definizione. Mentre i libri fisici
sembrano al confronto obsoleti e inesorabilmente condannati allestinzione, il processo per sviluppare i rich media
spesso idoneo al flusso di lavoro della stampa a cui i designer sono abituati, che viene quindi rinforzato.
La povert dei rich media
Che cosa cambiato dallepoca degli Expanded Books di Voyager su floppy disk? Non molto. Ok, i libri non sono pi
entit isolate bens parte di unesperienza condivisa, ma lidea di socialit che promuovono sembra il pi delle volte
racchiusa allinterno degli stretti confini dei social media dominanti. Il social reading pu essere qualcosa di pi che
twittare brani. Lo stesso Bob Stein della Voyager ha pi tardi fondato lInstitute for the Future of the Book, che tra le
alte cose si concentra sulle tecnologie del social reading. Una di queste CommentPress, unestensione di
WordPress che permette a utenti multipli di commentare ogni paragrafo, frase o parola di un determinato testo. Sia il
testo che i commenti non sono bloccati nel libro, al contrario possono essere estratti tramite copia-incolla o RSS feed.
Come si visto prima, la definizione di OpenBookmarks ampia. Ecco qui un altro esempio:
Stai leggendo un libro su un dispositivo, ma a met ti sposti su un altro ereader. La tua posizione e i tuoi bookmark
vengono automaticamente sincronizzati.
Il formato file di iBooks non permette tutto ci appieno. I rich media spesso traggono vantaggio dagli sforzi compiuti
per sviluppare degli standard aperti per leditoria digitale senza dare nulla indietro. Bench il formato protetto di iBooks
si basi sullo standard EPUB, esso non pu essere letto da altri lettori ebook. Se da un lato iBooks permette
funzionalit custom, dallaltro impedisce agli utenti di abbandonare lecosistema Apple. Ed Bott riassume cos la
strategia di Apple: Inserire una categoria di prodotto supportando uno standard ampiamente utilizzato, estendere lo

standard con capacit protette e poi sfruttare quelle differenze per svantaggiare i concorrenti (Bott 2012). La
conservazione unaltra questione rilevante: come ci si comporta con molti standard in competizione? Guardando
indietro, non molto sopravvissuto dellera dei CD-ROM multimediali.
Sia gli enhanced ebook che i libri come app sono sottoposti a una verifica qualitativa per poter apparire negli scaffali
virtuali di Apple o Google. Ci che queste societ intendono con qualit non cos semplice come possa sembrare.
Per esempio, un libro di Seth Godin stato rifiutato da Apple poich includeva link multipli al negozio di Amazon
(Godin 2012). Geometric Porn, unapp che mostra descrizioni non esplicite di organi o attivit sessuali (Geometric
Porn 2012) stata sospesa sia da Apple che da Google. Questi esempi indicano che il conflitto di interessi e la
censura non riguardano solo gli ebook interattivi, ma limpatto su questi ultimi si rivela spesso maggiore. Gli utenti
possono comunque installare unapp o scaricare un file di iBooks da unaltra fonte che non sia Apple Store o Google
Play, ma si tratta di un processo poco pratico e frustrante.
Allinterno dellideologia dei rich media, il coinvolgimento attraverso la multimedialit e linterattivit considerato un
valore intrinseco. Le gestualit multi-touch e le transizioni sono reputate una modalit dinterazione con i dispositivi
digitali non mediata e quindi pi profonda. La realt differente: per Dragan Espenschied (2013), Azioni semplici
come ricerca, scrittura, revisione testi, calcolo e verifica diventano inutilmente difficoltose da eseguire []. La tastiera
fisica offre invece la pi semplice interfaccia a due livelli: gli utenti alle prime armi si possono orientare visivamente, e
se si avvalgono di alcune funzioni pi spesso o pi in dettaglio, possono utilizzare precise combinazioni e scorciatoie
da tastiera per eseguire funzioni che sono presenti nelle loro menti piuttosto che sullo schermo del computer.

Prototipo di Dynabook concepito da Alan Kay presso lo Xerox PARC, 1970. Fonte:
https://www.parc.com/newsroom/media-library.html
In molti hanno paragonato liPad al Dynabook, un dispositivo prototipato di Alan Kay (quello del foglio magico) nel
1972, che non stato mai effettivamente realizzato a causa delle limitazioni tecnologiche del tempo. Alan Kay (2013)
stesso non ha approvato il paragone, dato che il DynaBook era stato pensato come dispositivo per la produzione
intellettuale. LiPad, al contrario, orientato al consumo di contenuti. Non c bisogno di scrivere codice per
rendersene conto, strutturare un breve saggio risulta gi sufficientemente scomodo.

Rich media uno slogan da addetti al marketing. Nellambito delleditoria digitale, lidea stessa dei rich media a
essere reclamizzata. Come accade nellepisodio di Computer Chronicles, non il contenuto multimediale che conta,
ma la sua stessa presenza, allinterno di una narrazione pi ampia in cui lo sfavillio e lalta risoluzione corrispondono
al progresso tecnologico. Allo stesso modo linterattivit presente in quanto tale, agendo come pubblicit gratuita per
il dispositivo, il software di lettura e lecosistema editoriale in generale. Gli accessori aggiungono una magia multitouch ai libri su iPad e Mac (iBooks Author 2012). Questa non la magia autentica di cui parlava Alan Kay;
piuttosto un mero mucchio di trucchi chiassosi come i primi banner sul web.
Alcune esitazioni stanno emergendo: Abbiamo inseguito le distrazioni e le abbiamo chiamate miglioramenti. Con
questo tono caustico, Peter Mayers (2013), designer di ebook, riassume sul New York Times la recente storia
delleditoria digitale multimediale. Invece di rich media, forse dovrei parlare di media barocchi, media che ostentano
la propria opulenza tramite una user experience ornamentale.
I software come iBooks Author e Adobe DPS sono semplici da usare: non richiesta la scrittura di codice e il processo
di lavoro del designer non cambia. Per costruire il tuo libro, trascina quel che vuoi, dove vuoi. (iBooks Author 2012).
Anche se gli utenti possono creare i propri widget, iBooks Author orientato alla customizzazione. La DPS
unintegrazione di inDesign. Entrambi sono il risultato di unidea molto precisa di cosa sia leditoria e di come si debba
praticare. Unidea sviluppata tenendo a mente la stampa e con la fretta di raggiungere o costruire un pubblico digitale.
Prestandosi bene ai volumi di grosse societ editoriali, questi strumenti producono pubblicazioni e flussi di lavoro
reazionari. Generalmente si ritiene che i rich media non siano costosi in termini di tempo, denaro e lavoro. Questo
vero fino a quando i paradigmi codificati nel software vengono accettati. Florian Cramer (2014) la mette in questi
termini: [] cerchiamo soluzioni pragmatiche di lavoro non soluzioni di design stilose che, pur impressionando, non
rappresentano un modello funzionale alla vita reale [] Concentrarsi su progetti showcase stato il tallone dAchille
di tutti gli sforzi delleditoria elettronica e multimediale dallavvento del CD-ROM negli anni 90 in poi.

Una notifica push di iOS


Uno degli ambiti in cui si suppone che i rich media abbiano un effetto rivoluzionario listruzione. Il presupposto che
i nativi digitali siano completamente a loro agio con la tecnologia digitale, quindi i metodi e gli strumenti di
apprendimento si devono adattare a questa nuova modalit cognitiva secondo cui i libri di testo tradizionali
risulterebbero statici, noiosi e quindi obsoleti. La discussione generalmente supportata dalle frequenti statistiche che
dimostrano lestinzione dei lettori forti. La soluzione risiederebbe nei libri in cui ci sono immagini da guardare, oggetti
3D che puoi toccare, approfondimenti, video e file audio da scoprire. (iBooks Textbooks for iPad 2012).
Il filosofo italiano Roberto Casati (2013) chiama questo fenomeno colonialismo digitale. Condividendo le

preoccupazioni di Alan Kay, egli pone laccento sul modo in cui i rich media scoraggiano la produzione intellettuale.
Casati afferma inoltre che essi impongono il multitasking come condizione continua e faticosa. Oltre alle notifiche
push, un bestiario di altre distrazioni abita lambiente delliPad. Secondo alcuni dei primi sostenitori della e-literature,
lhyperlink avrebbe dovuto rivoluzionare la letteratura. Oggi, la rassicurante consequenzialit e la pacifica inattivit dei
libri tradizionali sembra offrire una via di fuga da questo martellante sovraccarico di informazioni.
I rich media riflettono i privilegi dei paesi ricchi. Molte pubblicazioni arricchite sono sviluppate senza considerare le
condizioni hardware e della rete su scala globale. Nel 2012, il pi leggero tra i primi otto libri di testo disponibili in
iBooks pesava pi di 700Mb. Alcuni erano addirittura pi pesanti di 2Gb (Brownlee 2012). Tali file richiedono molto
spazio disponibile e una connessione molto veloce.
I rich media sono ci che i contenuti multimedia interattivi rappresentano

Una schermata da Blackbar. Fonte: http://mrgan.com/blackbar/press/


Un chiarimento necessario: non ho nulla in contrario alla multimedialit o allinterattivit. Dopotutto, questo testo
include video e link. Ci sono parecchie pubblicazioni interattive che apprezzo. Blackbar la mia preferita: una distopia
in forma testuale in cui il lettore deve indovinare una serie di parole censurate per poter procedere. Blackbar stato
creato nel 2013, ma poteva benissmo risalire a 30 anni fa. un libro o un gioco? Chi pu dirlo Con rich media non
intendo semplicemente i contenuti multimediali o interattivi, bens il miope entusiasmo commerciale nei confronti di
queste funzionalit. In molti casi inserire contenuti multimediali e interattivi allinterno degli ebook ha senso dal punto
di vista del business. La Rete un ambiente eccezionale per la multimedialit e linterattivit. Attualmente i browser
interpretano i codici HTML, CSS, e JavaScript in maniera decisamente migliore rispetto ai motori di render dei lettori
ebook. Purtroppo per i siti web non sono cos facili da vendere. Lincoln Michel (2014) suggerisce un territorio
ulteriore: A dispetto della regolare promozione pubblicitaria dei libri arricchiti/ipertesti/app/libri interattivi, non ne vedo
una diffusione al di fuori di pochi mercati specifici come quello dei libri dellinfanzia e dei libri di testo. Il problema che
abbiamo gi unintera industria devota alla narrativa interattiva: quella dei videogiochi. Tuttavia, gli editori vedono se
stessi come produttori di libri e quando pubblicano libri enhanced promuovono indirettamente il dispositivo di lettura: la
gente sarebbe interessata alliPad senza nessuna applicazione che ne mostri il potenziale?

Parte 2: I poor media

Mentre i rich media enfatizzano le caratteristiche del libro come tecnologia di uso e consumo, i poor media esprimono
e corroborano il suo potenziale di duplicazione e diffusione. Poich il modo in cui linformazione strutturata pu
incoraggiare o, al contrario, inibire la duplicazione, i poor media includono anche le tecnologie di produzione.
Bibbia di Lutero, 1545. Fonte: http://library.dts.edu/Pages/TL/Special/sc_bibles.shtml
Come quello di rich media, poor media un concetto ampio dotato di varie sfaccettature. Prima di delineare una
definizione, descriver alcuni episodi in cui leditoria digitale appare come una pratica sostenuta, stimolata o attivata
dai poor media. Prima di tutto una considerazione: lintera storia del libro, non soltanto dallavvento delle reti digitali,
pu essere interpretata come la rinuncia a una certa idea di qualit materiale in favore di una pi veloce duplicazione
o un raggio dazione pi ampio. Secondo Cory Doctorow (2004), ogni nuovo medium di successo ha sacrificato la sua
essenza di artefatto il livello in cui esso popolato da pezzi di atomi su misura, intelligentemente inchiodati insieme
da esperti artigiani a favore della facilit di riproduzione. La Bibbia di Lutero non era decorata come le bibbie
miniate dai monaci dal secolo precedente, i samiszdat antisovietici prodotti in copia carbone erano fragili e vulnerabili,
le zine mimeografate erano per lo pi economiche e disordinate.
Naturalmente le tecnologie di duplicazione economiche non erano utilizzate soltanto da attivisti e dissidenti. Pubblicit
per il Mimeograph, 1939. Fonte: http://pixshark.com/mimeograph.htm
Progetto Gutenberg
Il computer mainframe Xerox Sigma V. Fonte: https://ediebresler.wordpress.com/2011/09/09/long-live-the-e-book/

Nel 1971, durante la notte del quattro luglio, Michael S. Hart, allepoca studente presso il corso in Human-Machine
Interfaces dellUniversit dellIllinois, utilizz il tempo disponibile presso il mainframe computer della sua universit
(tempo che valeva allepoca milioni di dollari) per dattilografare e distribuire pubblicamente il testo della Dichiarazione
dIndipendenza degli Stati Uniti. In unepoca in cui i computer erano per lo pi utilizzati per processare dati, sfruttarli
per la distribuzione di contenuti non era una scelta ovvia. Secondo lo stesso Hart (1992), il pi grande valore creato
dai computer non sar lelaborazione informatica, bens la conservazione, il recupero e la ricerca di ci che
archiviato nelle nostre biblioteche.
Edwin Abbott Abbott, Flatland: a Romance of Many Dimensions, 1884. Frontespizio.
Michael Hart era profondamente cosciente del potenziale di duplicazione dei computer, che considerava una forma di
tecnologia replicativa. Questa attitudine, insieme alladozione del Plain Vanilla ASCII,, uno standard per il testo
universalmente accessibile, port allo sviluppo di Project Gutenberg, una piattaforma su base volontaria la cui
missione di incoraggiare la creazione e la distribuzione degli eBooks (Hart 2004). Tutti i libri presenti su Gutenberg
sono rilasciati in pubblico dominio e sono liberamente scaricabili.
Frontespizio di Flatland, versione del testo non formattato convertito nel 2008. Fonte:
www.gutenberg.org/cache/epub/201/pg201.txt
Alle volte le intrinseche limitazioni del testo non formattato hanno portato allo sviluppo di soluzioni interessanti per
includere le illustrazioni e gli elementi paratestuali di una pubblicazione. Si prenda in considerazione questo
frontespizio di Flatland creato nel 2008. Evidentemente si tratta allo stesso tempo di qualcosa di meno e di pi di una
copia neutrale.
E-Zines
Ritorniamo per un attimo allepisodio di Computer Chronicle. Jerod Pore, parlando della sua e-zine Factsheet Five su
The WELL, loda la disponibilit istantanea offerta da internet, sottolineando quanto poco costoso sia produrre e

distribuire unopera sia in termini di tempo che di denaro. Allo stesso tempo non dimentica di rimarcare che leditoria

elettronica come quella su carta non gratuita se si considerano le risorse naturali.


Vomit e-zine. Fonte: http://textfiles.com/magazines/VOMIT/vomit001.txt
Come i primi ebook del progetto Gutenberg, le e-zine erano originariamente formattate come testo ASCII. Allinizio
erano diffuse attraverso il sistema BBS (bulletin board system). Secondo Jason Scott (1999), archivista presso

textfiles.com, Invece di perdere file di testo individuali nel mare delle BBS, molti scrittori scelsero invece di muoversi

verso il modello della Rivista, dove potevano collegare insieme i file di testo e pubblicarli come un gruppo. Questo
rafforzava la possibilit di sopravvivenza dei file e faceva s che i file diventassero piuttosto pesanti, un segnale di
qualit per gli utenti dei siti.
Bookwarez
Testata di Tor Library, una collezione bookwarez accessibile in Deep Web. Fonte: http://am4wuhz3zifexz5u.onion/
Parlando di ebook, Cory Doctorow (2004) indica un fenomeno che va sotto il nome di bookwarez. Dal punto di vista
di Doctorow, gli ebook non sono necessariamente delle pubblicazione digitali prodotte e distribuite da una casa editrice
vera e propria, ma possono altrettanto essere edizioni elettroniche piratate o non autorizzate di un libro, di solito fatte
tagliandolo a pezzi e scansionandone una pagina alla volta, per poi trasformare le immagini in ASCII attraverso un
programma di riconoscimento dei caratteri e in seguito rivedere il testo manualmente. Questi libri sono pieni di errori
introdotti dal programma di conversione (OCR).
Markdown
Schermata dalleditore Mou che mostra sia la fonte di Markdown che il risultato tradotto in HTML. Fonte:
http://25.io/mou/
Creato da John Gruber nel 2004, Markdown un pratico linguaggio di marcatura che permette di creare un testo
facilmente convertibile in HTML (ma anche EPUB, PDF e altro ancora). Al contrario dellHTML, Markdown
facilmente leggibile dallocchio umano: per esempio < em>corsivo< /em> diventa *corsivo*. Al contrario del formato
.doc, Markdown non necessita di un elaboratore di testi dedicato: si pu scrivere in Mardown su TextEdit come su
Gedit o TextPad. Markdown un prodotto della cultura di internet. Esso comprende segni di formattazione ad hoc che
erano usati normalmente nelle email e nelle chat e sono stati pi tardi resi popolari attraverso le piattaforme di blog
[] (Digital Publishing Toolkit Collective 2014). Sebbene limitato e in qualche modo rigido, Markdown incoraggia la

duplicazione e la creazione di istanze multiple di un testo in differenti formati. Esso facilita inoltre larchiviazione dato

che la sua struttura semantica manifesta.


EPUB
TrekStor Pyrus Mini, il pi piccolo lettore E Ink disponibile sul mercato. Fonte: http://the-digitalreader.com/2013/01/24/review-hands-on-with-the-worlds-smallest-ereader/
Originariamente sviluppato intorno al 1998, lEPUB (allepoca OEB) uno standard aperto per libri digitali sviluppato
dallInternational Digital Publishing Forum (IDPF). EPUB 3, la sua versione versione pi recente, pu includere audio,
video ed elementi interattivi programmati con Javascript. Ciononostante lo considero parte dei poor media. Ecco
perch: Un concetto chiave dellEPUB che la presentazione del contenuto si deve adattare allUtente anzich
lUtente si debba adattare a una particolare presentazione del contenuto (International Digital Publishing Forum
2011). Invece di imporre le proprie caratteristiche, un file EPUB cerca di fare il meglio che pu in ogni situazione, dai
piccoli lettori E Ink ai tablet multi-touch. Inoltre la sua architettura interna cristallina e facilmente accessibile. Un libro
EPUB in sostanza un sito portatile: una serie compressa di file HTML e CSS insieme a metadati e struttura.
PDF
Transaction Record di Michael Nardone, 2014. Pubblicato da Gauss PDF come un file PDF. Fonte: http://www.gausspdf.com/post/75707986262/gpdf097-michael-nardone-transaction-record
Il formato PDF fu creato da Adobe pi di 20 anni fa sulla base di PostScript un linguaggio che ha profondamente
contribuito alla nascita del Desktop Publishing e pi tardi rilasciato come standard aperto. Praticamente tutti i word
processor possono esportare PDF. Questo formato usato per tipi di documenti estremamente diversi tra loro, dai
romanzi agli scontrini fiscali. Sebbene sia possibile introdurre elementi interattivi e video, qui mi riferisco alla sua

quintessenza: un biglietto aereo stampato o mostrato su uno smartphone, oppure il manuale che spieghi lo

smartphone stesso, o ancora il rendiconto quadrimestrale che la societ dello smartphone pubblica per i suoi
investitori (Gitelman 2014). Bench i PDF fossero originariamente pensati per la stampa, i browser ordierni li
mostrano senza che sia necessario scaricarli. Come nota Alessandro Ludovico (2014), il PDF pu essere visto come
una sorta di sotto-medium, poich da uno standard di produzione passato a essere uno standard indipendente.
Print on Demand
Doppia pagina tratta da Dear Lulu, un libro sperimentale prodotto nel 2008 che riflette sulle limitazioni del sistema
POD. Fonte: http://p-dpa.net/work/dear-lulu/
Il Print on demand (POD) un sistema che permette di stampare anche una sola copia di un libro e di rendere
questultimo disponibile per la vendita senza alcun investimento preventivo. Si pu considerare ci editoria digitale? Mi
piace pensare di s. I libri in POD rappresentano un genuino ibrido di processi digitali e analogici: immesso attraverso
il regolare sistema postale, il libro fisico la punta delliceberg di uninfrastruttura che trae vantaggio dalla stampa
digitale, dal Desktop Publishing, dal formato PDF e dal Web 2.0. Inoltre, come N. Katherine Hayles (2007) ci ricorda,
Le tecnologie digitali sono ora cos profondamente integrate con i processi di stampa commerciali, che la stampa
dovrebbe essere considerata pi propriamente un particolare output del testo elettronico piuttosto che un medium
completamente a s.
Dal punto di vista di un graphic designer, il POD molto limitante: la scelta spesso tra paio di carte diverse e una
serie di formati standard. Quando il numero di libri ordinati esiguo, la stampa in bianco e nero lunica che
conviene. Tuttavia, i libri in POD sono prodotti e distribuiti rapidamente: carico il PDF, ottengo un ISBN e il mio libro
pronto per essere acquistato (o scaricato). Immediatamente dopo, posso revisionarlo quante volte desidero. La
versione trionfa sulledizione. Non c bisogno di nessun intermediario, oltre alla piattaforma POD scelta.
I poor media favoriscono la duplicazione e incrementano la circolazione. Sono leggeri. Essi suggeriscono un utilizzo
attivo: di frequente possono essere convertiti, dissezionati, remixati, riorganizzati, aggiornati. La modesta semplicit
dei poor media non contraddice la possibilit di preservarli. Laura di riproduzione che portano con s ne amplifica la

resilienza: molte copie mettono lopera al sicuro affermano gli archivisti. La povert dei poor media in realt una

forma di frugalit, poich caratterizzata da una conscia e serena rinuncia allornamento a favore dellaccessibilit e
della diffusione. Laspetto spartano dei poor media potrebbe non essere bello, ma senza dubbio affascinante.
Pubblicato originariamente in inglese allinterno di Printed Web 3, curata da Paul Soulellis, 2015, qui sul blog
dellautore Traduzione dallinglese di Veronica Giossi.