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Epicuro considerato come il filosofo del piacere e il massimo

rappresentante delledonismo. Egli vede spesso nei bambini, oltre che negli
di, il modello del vero piacere e considera la filosofia una ricerca del piacere
secondo la ragione. Il piacere che il filosofo deve ricercare lassenza di
dolore (aponia) e assenza di turbamento (atarassia).
Il piacere tutto ci che esclude un male; il filosofo sopprime tutto ci che in
lui potrebbe portare al male, allontana tutto quello che potrebbe nuocerlo,
farlo soffrire e impensierire. Per Epicuro il piacere tale solo se in riposo; i
piaceri in movimento provocano, infatti, uneccitazione violenta negli uomini.
Vero piacere quello stabile: esso accessibile a tutti poich sorge quando
sono soddisfatti i bisogni naturali e necessari legati alla salute del corpo e alla
tranquillit dellanima. Anche i bisogni naturali ma non necessari vanno
tenuti sotto controllo perch possono privare gli uomini dellequilibrio
interiore ed essere causa di affanno. I desideri ed i bisogni non naturali e non
necessari sono effimeri e dannosi perch causa di comportamenti insensati,
di aspirazioni impossibili. Epicuro distinse tre parti della filosofia: la canonica,
la fisica e letica. Epicuro chiam canonica la logica o teoria della conoscenza,
in quanto la consider diretta a dare il criterio della verit e quindi un canone,
cio una regola per orientare luomo verso la felicit.

La fisica di Epicuro ha lo scopo di escludere dalla spiegazione del mondo ogni


causa soprannaturale e di liberare cos gli uomini dal timore di essere alla
merc di forze sconosciute. Per raggiungere questo scopo la fisica deve
essere: 1. materialistica, cio escludere la presenza del mondo di ogni anima
o principio spirituale; 2. meccanicistica cio avvalersi nelle sue spiegazioni
unicamente del movimento dei corpi escludendo qualsiasi finalismo. La vita
politica, Epicuro consigliava al saggio di rimanerne estraneo. Il suo precetto
vivi nascosto. Lambizione politica fonte di turbamento e ostacolo al
raggiungimento della atarassia:La corona dellatarassia
incomparabilmente superiore alle corone dei grandi imperi.

Alessandro era figlio del re Filippo II di Macedonia e della moglie, Olimpiade,


principessa di origine epirota; dal ramo paterno vantava una discendenza da
Eracle, mentre dalla parte materna egli annoverava tra i suoi antenati l'eroe
omerico Achille.Secondo la leggenda, in parte da lui stesso alimentata dopo
essere salito al trono, e riferita da Plutarco, il suo vero padre sarebbe stato lo
stesso dio ZeusIn soli dodici anni il celeberrimo condottiero conquist
l'Impero Persiano, l'Egitto ed altri territori, spingendosi fino agli attuali
Pakistan, Afghanistan e India settentrionale.Le sue vittorie sul campo di

battaglia, accompagnate da una diffusione universale della cultura greca e


dalla sua integrazione con elementi culturali dei popoli conquistati, diedero
l'avvio al periodo ellenistico della storia greca.Il suo straordinario successo,
gi durante la sua vita, ma ancor pi negli anni successivi alla sua morte,
ispir una tradizione letteraria nella quale egli appare come un eroe
mitologico, assimilato ad Achille.Dopo la morte, il suo impero fu suddiviso tra
i generali che lo avevano accompagnato nella sua spedizione e si costituirono
i regni ellenistici, tra cui quello tolemaico in Egitto, quello degli Antigonidi in
Macedonia e quello dei Seleucidi in Siria, Asia Minore, e negli altri territori
orientali. La vita e la figura di Alessandro Magno hanno presto assunto
colorazioni mitiche. Le storie a lui riferite si ritrovano non solo nelle
letterature occidentali: nel Corano, ad esempio, il misterioso Dhu al-Qarnayn
(il Bicorne o letteralmente "Quello dalle due corna") viene per lo pi
identificato con lui. Morir a Babilonia il 10 giugno del 323 a.C. avvelenato
oppure per una recidiva della malaria che aveva contratto in precedenza.

Niccol Macchiavelli nacque a Firenze nel 1469 Ebbe un'educazione


umanistica basata sui classici latini.Un documento della sua formazione
culturale testimonia il suo interesse per una cultura materialistica ed epicurea
proprio negli anni in cui a Firenze trionfava lo spiritualismo e l'ardente
religiosit di SavonarolaNel 1501 sposa Marietta di Corisini avendo da lei 6
figli. Nel 1512 i Medici riacquistano il potere smantellando l'assetto
repubblicano e allontanando per un anno Machiavelli da Firenze e dalle
cariche pubbliche. L'anno successivo, accusato di una congiura ai danni dei
medici, viene incarcerato e torturato. Il rimedio alla consapevolezza del torto
subito, alla coscienza del proprio valore, alla mediocrit di vita conseguente
all'ozio forzato, Machiavelli lo trova nell'attivit intellettuale e nella
meditazione sui problemi politici di cui aveva fatto esperienza nella
repubblica fiorentinaNegli anni successivi, pur prendendo parte a circoli
intellettuali anti-medicei, continua a cercare il favore dei medici: dedica il
Principe a Lorenzo (1515-16) e chiede con insistenza di essere adoperato per
qualche cosa. Nel 1520 ottiene l'incarico di storico ufficiale (nascono da ci le
istorie fiorentine). Nel 1527, in seguito al sacco di Roma il Papa Clemente VII
fu indebolito e conseguentemente fu rovesciato il governo mediceo a Firenze
e fu ristabilita la repubblica. Machiavelli richiese di essere re integrato come
segretario ma la richiesta, a causa dei precedenti rapporti coi Medici, fu
rifiutata. Machiavelli mor qualche mese dopo. PRINCIPE - N. Machiavelli Il
"Principe" espone fondamentalmente le norme che sono necessarie a un
sovrano per fondare uno stato e conservarlo. Ad esempio, il Machiavelli dice
che un principe deve preferire lessere temuto allessere amato; deve
sacrificare la virt allinteresse dello stato; deve, quando lo richiedono le
necessit politiche, saper anche mancare la parola data: mi rendo conto che

erano tristi mezzi, ma in quei tempi burrascosi e movimentati si credevano


necessari per raggiungere il grande scopo che lautore faceva oggetto delle
sue meditazioni: lunificazione dellItalia. La teoria che il fine giustifica i mezzi,
fu pi tardi criticata e ritenuta immorale, ma, per me, il Machiavelli ha voluto
andare dietro alla realt vera delle cose, ha cio considerato le cose come
sono e non come dovrebbero essere. Non gi che egli non apprezzi la virt,
ma in quellet di prepotenze e di violenza soltanto un principe energico e
senza scrupoli avrebbe potuto far dellItalia uno stato unito e potente. Ed
proprio questo lideale che sta in cima ai pensieri di Machiavelli. Passiamo ad
analizzare il libro nei suoi vari capitoli: si comincia con una dedica al
Magnifico Lorenzo De Medici il Giovane. E impossibile che il Machiavelli
riconosca in questo mediocre signore il suo principe ideale. La lettera perci
diretta alluomo cos virtuoso che sappia attuare i suoi insegnamenti. Nel
primo capitolo si parla di che tipo sono i principati e come si conquistano.
Possono essere ereditari o nuovi, ma tra i nuovi si distinguono quelli nuovi del
tutto, come Milano con Francesco Sforza, o quelli che vengono aggiunti ad un
principato che li conquista, come Napoli col re di Spagna. Si conquistano o
con le proprie armi o con quelle di altri, o per fortuna o per virt. Il Machiavelli
mette alla base del successo di ogni azione umana la fortuna, elemento
superiore alla volont umana, e la virt, la somma delle capacit personali.
Comunque per il Fiorentino, luomo virtuoso pu vincere gli ostacoli postigli
dalla fortuna. Egli, insomma, considera la fortuna come unoccasione che
luomo virtuoso sa sfruttare. Quindi il secondo capitolo tratta in particolare dei
principati ereditari e il terzo dal titolo "I Principati Misti", di quanto sia difficile
mantenere un principato nuovo, come accadde a Luigi XII con li ducato di
Milano. In questo capitolo parla anche di due tipi di principati misti: quelli
vicini e simili per usanze al principato conquistatore, che sono anche i pi
facili da mantenere, e quelli lontani e diversi, che sono i pi difficili. Secondo
Machiavelli, la cosa migliore per conservare il secondo tipo di principato,
che vengano mandate delle colonie e che il principe vi risieda, cosa appunto
che Luigi XII non fece. E in questo capitolo che si nota il pensiero politico del
Machiavelli: il popolo in armi pu respingere anche il pi agguerrito degli
eserciti.
Nasce a Caprese,in Casentino,ma ad appena un mese tutta la famiglia si
trasferisce a Settignano,sui colli di Firenze.Compie i primi studi artistici alle
bottega del Ghirlandaio nella quale vi viene collocato,tredicenne,dal
padre;ma ben pi importante il periodo trascorso nel giardino di San
Marco nel quale,sotto la guida di Bertoldo,Lorenzo il Magnifico faceva
studiare tutti i giovani artisti dellepoca.Dagli studi compiuti nel giardino di
San Marco Michelangelo apprende la copia di modelli antichi dalla quale poi
deriver la sua poetica:limmagine che vuole realizzare da un pezzo di
marmo esiste di gi allinterno del blocco,basta solo liberarla dal materiale in
eccesso.Dopo la morte di Lorenzo il Magnifico si allontana per fare ritorno alla

casa del padre e,dopo una truffa ad un compratore,decide di partire per


Roma nel 1496 per appianare la situazione.Qui trover un ambiente molto pi
idoneo rispetto che a Firenze aiutandolo nella formazione,permettendo cos di
fare ritorno a Firenze,nel 1501,molto pi arricchito e formato.In questo
periodo Firenze sotto dominio di Carlo VIII ed molto impegnativo per
Michelangelo poich compone molte opere tra le quali il David.Nel 1505
chiamato per la seconda volta a Roma da Papa Giulio II per la progettazione
della sua tomba che dopo varie vicissitudini sar deludente rispetto al
modello pensato originalmente da Michelangelo che lo definir la tragedia
della mia vita;affrescher inoltre la volta della Cappella Sistina.Nel 1523
Giulio II muore e viene eletto Papa Leone X dei medici il quale convince nel
1518 Michelangelo a firmare un contratto per realizzare la facciata della
Basilica di San Lorenzo a Firenze. Dopo aver ultimato la facciata e lannessa
Sagrestia Nuova per la Basilica di San Lorenzo,nel 1534,Michelangelo torna
per lultima volta a Roma per dipingere il Giudizio Universale sulla parete di
fondo della Cappella Sistina;finito il lavoro resta a Roma e nel 1546,morto
Antonio da Sangallo Il Giovane,gli viene affidata la direzione di tutti i maggiori
lavori architettonici a Roma.Il 18 febbraio del 1564 muore a Roma ed il suo
corpo viene segretamente trasportato a Firenze per impedire al Papa di
trattenerlo a Roma e successivamente sepolto nella Basilica di Santa Croce.
Michelangelo predilige la scultura in pietra, poich afferma che nel marmo la
scultura gi all'interno del blocco stesso, e quindi il compito dello scultore
quello di togliere la materia in eccesso in modo tale da tirar fuori la scultura;
famosissimi sono a questo proposito gli incompleti: statue lasciate- secondo
volont dell'artista- incomplete e abbozzate. I corpi di Michelangelo,sia in
pittura che in scultura, a parte rare eccezioni, sono titanici, muscolosissimi,
persino quelli delle donne (come si pu benissimo vedere all'interno della
cappella sistina).

Il Giudizio Universale il secondo grande affresco realizzato da Michelangelo


nella sua vita e, come il primo, anchesso collocato nella Cappella Sistina.
Tra i due passato un intervallo di quasi venticinque anni, e ci non poteva
non mutare alcune visioni artistiche di Michelangelo. Se nella volta prevale
una visione eroica della storia dellumanit, nel Giudizio Universale
limmagine trasmette un sentimento di maggior tragicit.

Liconografia tradizionale di questo soggetto era pi convenzionale, con una


rappresentazione a scomparti separati. In alto Ges in trono, circondato dagli
apostoli e pi in alto dagli angeli. In basso su aree distinte: a destra il
paradiso con le anime dei beati e dei giusti; a sinistra linferno con le anime
dei dannati. Nel comporre questo affresco Michelangelo non sconvolse

completamente liconografia tradizionale del soggetto, ma diede


allimmagine un significato inedito: come se ci presentasse il mondo al suo
ultimo istante, un attimo prima che Ges, con il braccio alzato, pronunci il
giudizio finale sullumanit.

Michelangelo riesce a trasmettere tutta la forza del terrore per questo istante
supremo, quando il destino si compie inesorabilmente e non c pi tempo o
possibilit di riparare ai propri errori. Listante rappresentato da Michelangelo
finisce per avere un significato universale, perch come se rappresentasse
lattimo in cui la vita finisce e non c pi speranza alcuna.In questa
inesorabile fine, destino di tutti gli uomini, Michelangelo coinvolge tutto,
anche ci che luomo ha creato: nellaffresco non c infatti traccia alcuna di
architetture, o di altre opere delluomo, a significare che alla fine non rester
pi nulla. Una visione tragica del destino dellumanit, che in questo affresco
ha una rappresentazione insieme monumentale e commovente.Lintero
affresco dominato dalla figura umana, presentata quasi sempre totalmente
nuda. I corpi sono quelli tipici dello stile michelangiolesco, rappresentati con
grande espressivit e potenza. Lenorme quantit di nudi, presenti in questa
immagine, suscit non poche perplessit tanto che, gi alla morte di
Michelangelo, nel 1564, la chiesa intervenne per coprire alcune delle nudit
pi manifeste. Venne dato incarico al pittore Daniele da Volterra di apportare
alcune modifiche allaffresco di Michelangelo, proprio per realizzare panneggi
su alcune parti intime delle figure. Nonostante ci, laffresco non ha perso la
sua forte potenza espressiva che oggi, dopo i recenti restauri di ripulitura, si
presenta ancora come una delle opere pittoriche pi intense della storia
dellarte.