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Giulio Tremonti
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Giulio Tremonti
Giulio Tremonti.jpg

Ministro dell'economia e delle finanze


Durata mandato
8 maggio 2008
16 novembre 2011
Presidente
Silvio Berlusconi
Predecessore
Tommaso Padoa-Schioppa
Successore
Mario Monti (ad interim)

Durata mandato
22 settembre 2005
8 maggio 2006
Presidente
Silvio Berlusconi
Predecessore
Domenico Siniscalco
Successore
Tommaso Padoa Schioppa

Durata mandato
11 giugno 2001
3 luglio 2004
Presidente
Silvio Berlusconi
Predecessore
Ottaviano Del Turco (Finanze)
Vincenzo Visco (Tesoro)
Successore
Silvio Berlusconi (ad interim)

Vicepresidente del Consiglio dei Ministri


Durata mandato
23 aprile 2005
8 maggio 2006
Presidente
Silvio Berlusconi
Predecessore
Gianfranco Fini
Marco Follini
Successore
Massimo D'Alema
Francesco Rutelli

Ministro delle finanze


Durata mandato
10 maggio 1994
17 gennaio 1995
Presidente
Silvio Berlusconi
Predecessore
Franco Gallo
Successore
Augusto Fantozzi

Vicepresidente della Camera dei deputati


Durata mandato
4 maggio 2006
28 aprile 2008
Presidente
Fausto Bertinotti

Dati generali
Partito politico
Indipendente (2013-presente)
Precedente:
PSI (fino al 1993)
AD (1993-1994)
PS (1994)
FI (1994-2009)
PdL (2009-2012)
Lista Lavoro e Libert-3L (2012-2013)
Tendenza politica
Conservatorismo sociale
on. Giulio Tremonti

Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita
Sondrio
Data nascita
18 agosto 1947
Titolo di studio
Laurea in Giurisprudenza
Professione
Avvocato, docente universitario
Partito
PS (1994), FL (1994), Forza Italia (1994-2009), PdL (2009-2012), 3L-Lista Lavoro
e Libert (2012-2013), Indipendente
Legislatura
XII, XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo
Misto (1994-1996), FI (1996-2008), PdL (2008-2013),

Coalizione
Pentapartito (1987), PpI (1994), PpL (1996), CdL (2001, 2006), PdL-LN-MpA (2008)
Circoscrizione
Lombardia 1 (1994), IV (Lombardia 2) (1996, 2008), VII (Veneto 1) (2001), XXIII
(Calabria) (2006)
Incarichi parlamentari
XII Legislatura:
Componente della VI COMMISSIONE (FINANZE): dal 6 dicembre 1994 all'8 maggio 1996
, dal 28 luglio 1998 al 17 settembre 2004 e dal 23 novembre 2011 al 14 marzo 201
3,
Componente della XI COMMISSIONE (LAVORO): dal 25 maggio 1994 al 6 dicembre 1994,
I Governo Berlusconi: MINISTRO DELLE FINANZE dal 10 maggio 1994 al 17 gennaio 19
95;
XIII Legislatura:
Componente della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali: dal 4 f
ebbraio 1997,
Componente della Commissione parlamentare consultiva in materia di riforma fisca
le ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 662: dal 24 marzo 1997;
XIV Legislatura:
III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI): dal 17 settembre 2004 al 27 aprile
2006,
II Governo Berlusconi: MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE dal 10 giugno 2001
al 3 luglio 2004 e dal 22 settembre 2005 al 5 maggio 2006,
III Governo Berlusconi: VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI dal 23 aprile
2005 al 5 maggio 2006,
III Governo Berlusconi: MINISTRO SENZA PORTAFOGLIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLI
O DEI MINISTRI dal 23 aprile 2005 al 22 settembre 2005;
XV Legislatura:
VICEPRESIDENTE della CAMERA DEI DEPUTATI: dal 4 maggio 2006 al 28 aprile 2008,
PRESIDENTE del COMITATO DI VIGILANZA SULL'ATTIVITA' DI DOCUMENTAZIONE: dal 29 gi
ugno 2006 al 28 aprile 2008,
PRESIDENTE della COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLE VERIFICHE DI PROFESSIONALITA': d
al 29 giugno 2006 al 28 aprile 2008,
Componente della XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea): dal 6 giugno 2
006 al 28 aprile 2008 e dal 21 maggio 2008 al 10 settembre 2010;
XVI Legislatura:
VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE): dal 10 settembre 2010 al 23 nov
embre 2011,
IV Governo Berlusconi: Ministro dell'Economia e delle finanze dal 7 maggio 2008
al 16 novembre 2011
Pagina istituzionale
sen. Giulio Tremonti

Bandiera italiana
Parlamento italiano

Senato della Repubblica


Partito
indipendente
Legislatura
XVII
Gruppo
Lega Nord e Autonomie (19 marzo - 7 maggio 2013), GAL (dall'8 maggio 2013)
Coalizione
Popolo della Libert
Incarichi parlamentari
Componente 6 Commissione permanente (Finanze e tesoro): dal 7 maggio 2013,
Membro Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale: dal 19
luglio 2013
Pagina istituzionale
Giulio Carlo Danilo Tremonti (Sondrio, 18 agosto 1947) un politico, avvocato e a
ccademico italiano, Ministro delle finanze nel governo Berlusconi I (1994-95) e
Ministro dell'economia e delle finanze nei Governi Berlusconi II (2001-2004), Be
rlusconi III (2005-2006) e Berlusconi IV (2008-2011). Ha ricoperto la carica di
vicepresidente di Forza Italia dal 2004 al 2009, quando il partito confluito nel
Popolo della Libert. Nel 2012 lascia il PdL e fonda il movimento "3L" (Lista Lav
oro e Libert). stato visiting professor a Oxford, a Cambridge e in altre prestigi
ose universit tra cui la Universit di Yale.Vedovo[1], stato sposato con Fausta Bel
trametti.

Indice [nascondi]
1 Biografia 1.1 Studi e inizi
1.2 Carriera accademica
1.3 Carriera politica 1.3.1 Ministro dell'Economia e delle Finanze nei Governi B
erlusconi
2 Procedimenti giudiziari
3 I Tremonti Bond e la Banca del Sud
4 Alleati politici
5 Critiche sul condono fiscale
6 Critiche da parte di alcuni economisti
7 Pubblicazioni
8 Opere
9 Curiosit
10 Note
11 Bibliografia
12 Altri progetti
13 Collegamenti esterni
Biografia[modifica | modifica wikitesto]
Studi e inizi[modifica | modifica wikitesto]

Giulio Tremonti nato da una famiglia, da parte paterna, originaria di Lorenzago


di Cadore in provincia di Belluno e, da parte materna, originaria di Benevento.
Dopo aver frequentato il Liceo Classico "Piazzi" di Sondrio, si laureato in giur
isprudenza all'Universit di Pavia, alunno del Collegio Fraccaro. Il suo maestro f
u Gian Antonio Micheli che era succeduto a Calamandrei nella cattedra di Diritto
processuale civile a Firenze. Tremonti, di famiglia liberale, si avvicina alle
idee socialiste dopo l'universit, durante il servizio militare prestato come sold
ato semplice.
Carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]
Nella prima met degli anni settanta, appena ventisettenne, diventa docente di Dir
itto tributario nell'universit in cui era stato allievo. Alla fine degli anni set
tanta comincia a fare attivit professionale in una societ di consulenza e revision
e internazionale. Soltanto a partire dagli anni ottanta si avvicina alla politic
a. Comincia a collaborare per il Corriere della Sera chiamato da Piero Ostellino
(collaborer dal 1984 al 1994) e a scrivere alcuni libri politici per Laterza, Mo
ndadori, Il Mulino.
Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]
Candidato nelle liste del PSI alle politiche del 1987 in quanto vicino a Gianni
De Michelis, tra il 1979 e il 1990 fu uno stretto collaboratore e consigliere de
gli ex ministri delle Finanze Franco Reviglio e Rino Formica. Per un breve perio
do, nel 1993, ha fatto parte di Alleanza Democratica, e poi del movimento politi
co fondato da Mario Segni, il Patto Segni, con il quale venne eletto deputato ne
l 1994. Appena eletto, Tremonti pass, attraverso la Fondazione Liberaldemocratica
, a Forza Italia e vot la fiducia al primo governo Berlusconi, nel quale divenne
Ministro delle finanze.
Rieletto alla Camera dei deputati nel 1996 e nel 2001 nelle liste di Forza Itali
a, entr a far parte del secondo governo Berlusconi come Ministro dell'economia e
delle finanze. Fu cos il primo titolare del Ministero dell'Economia e delle Finan
ze, dicastero che era stato istituito mediante l'accorpamento del "Ministero del
Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica" e del "Ministero delle F
inanze". Dopo pi di tre anni nell'incarico fu costretto alle dimissioni il 3 lugl
io 2004: in quel periodo la maggioranza dell'epoca and incontro ad un periodo di
crisi, dovuta alle forti divergenze in materia di economia con Gianfranco Fini,
allora vice Presidente del Consiglio.
La disputa raggiunse toni elevati, al punto che Fini denunci dei "conti truccati"
nella legge finanziaria del 2003, relativi alla differenza di due miliardi di e
uro fra manovra annunciata e riduzioni effettivamente ottenute, che Tremonti add
usse a ragioni contabili.[2] Alla fine, rassegn le dimissioni, e l'interim del su
o ministero fu assunto dal Presidente del Consiglio Berlusconi. In seguito il di
castero venne assegnato a Domenico Siniscalco, cui spett il compito di impostare
la legge finanziaria per il 2004.
Il terzo governo Berlusconi sorto il 23 aprile 2005, all'indomani della crisi po
litica che aveva investito la Casa delle Libert dopo la sconfitta delle elezioni
regionali del 2005, vide inizialmente ancora il suo successore, Siniscalco, conf
ermato all'economia e finanze. Silvio Berlusconi in quella occasione scelse Trem
onti come vicepresidente del Consiglio insieme a Gianfranco Fini, ma, pochi mesi
dopo, Siniscalco si dimise sia per divergenze sulle scelte finanziarie, sia per
non avere ottenuto l'appoggio del Governo per la sua richiesta di dimissioni de
l governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. Il 22 settembre 2005, Tremonti
fu nuovamente richiamato al ministero dell'Economia e delle Finanze per la stes
ura della ultima legge finanziaria prima delle elezioni per il sopraggiunto term
ine temporale della legislatura. Lasci l'incarico il successivo 8 maggio 2006, po
chi giorni prima della fine della legislatura, cedendo l'interim a Berlusconi pe

r gli ultimi 9 giorni.


Dal 4 maggio 2006 al 28 aprile 2008 (XV Legislatura) stato uno dei vicepresident
i della Camera dei deputati. Terminata la legislatura in cui stato all'opposizio
ne contrapponendosi al Governo Prodi II, tornato dall'8 maggio 2008 al 16 novemb
re 2011, esattamente due anni dopo, al vertice del ministero economico per la qu
arta volta con il Governo Berlusconi IV.
Il 12 novembre 2011, con le dimissioni di Silvio Berlusconi da Presidente del co
nsiglio dei ministri, termina la sua attivit di ministro.
Il 6 ottobre 2012, a Riccione fonda il movimento "3L" (Lista Lavoro e Libert per
la Patria), in netta opposizione con il Governo Monti.[3] Il movimento raggiunge
in dicembre un accordo elettorale con la Lega Nord per le Politiche 2013 e per
le regionali in Lombardia; detta lista ottiene appena lo 0,5% in Lombardia. Con
questa formazione viene eletto senatore il 15 marzo 2013 per la XVII legislatura
. Il movimento non risulta pi attivo dal 2013. Aderisce poi al gruppo parlamentar
e Grandi Autonomie e Libert.[4]
Nel maggio 2014 riunisce nella Sala Koch del Senato l'Officina, il laboratorio d
i idee che favor la vittoria del centrodestra nel 2001, cui partecipano esponenti
di spicco di Forza Italia (Paolo Romani e Augusto Minzolini), del Nuovo Centrod
estra (Luigi Casero e Maurizio Sacconi), di Fratelli d'Italia (Ignazio La Russa)
, della Lega Nord (Giancarlo Giorgetti), di Grandi Autonomie e Libert (Luigi Comp
agna e Mario Ferrara) e altri (Gianni Letta, Giuliano Urbani, Franco Frattini) u
fficialmente per discutere di Europa, politiche economiche e monetarie ma che in
realt ha l'obbiettivo di riunire il centrodestra in viste di future elezioni pol
itiche.[5]
Attualmente anche presidente dell'Aspen Institute Italia e saltuario collaborato
re del Corriere della Sera.
Ministro dell'Economia e delle Finanze nei Governi Berlusconi[modifica | modific
a wikitesto]
Durante l'incarico di Ministro nel primo Governo Berlusconi, Tremonti promosse l
a legge per la defiscalizzazione degli utili di impresa reinvestiti nelle attivi
t produttive. La Legge Tremonti prevedeva un alleggerimento delle aliquote per le
riserve di capitale, ammortamenti, investimenti in formazione, attrezzature e m
acchinario.
Introdusse una No-Tax-Area (2003) e ridusse le aliquote marginali in ogni scagli
one di reddito IRPEF (2005). stato protagonista di una riduzione delle tasse sui
profitti aziendali IRES (dal 36% al 33% ora al 27,5%) e ha abolito le imposte s
ugli utili investiti. Tremonti ha inoltre abolito le imposte sulle donazioni, su
lle successioni (2001) e ha definitivamente abolito l'ICI sulla prima casa nel 2
008.[6]
Rispetto al tema della moneta, propose a Wim Duisenberg, l'emissione di euro di
carta da parte della Banca centrale europea. La proposta dell'euro di carta fu i
ntrodotta anche per arginare il rincaro dei prezzi in seguito all'introduzione d
ella nuova moneta in quanto, secondo il Ministro, alle banconote si d pi valore di
quanto non si dia alle monete[7]. Propose, inoltre, l'emissione di titoli dell'Un
ione europea (da lui definiti Union Bond) per ripagare le grandi opere pubbliche
nell'Unione senza aggravare la situazione del debito pubblico.
Per ci che riguarda, invece, i mercati nell'ambito della globalizzazione, Tremont
i stato un fervente sostenitore di misure di protezione dell'economia italiana d
alle economie indocinesi. Questa posizione, sulla cui efficacia sono stati solle
vati dubbi anche nella stessa maggioranza[8][9], evidenziando la necessit di comp

etere con la Cina anzich imporre dazi, ha portato dapprima l'UE ad introdurre le
quote di esportazione per alcuni prodotti ed infine ad adottare gli stessi dazi
doganali, confortata anche dall'allargamento dei dazi proposti dagli USA nel 200
5.
La produzione tessile italiana, che a marzo 2005 lamentava una contrazione occup
azionale di 44.000 posti di lavoro a causa della concorrenza cinese, stata parzi
almente protetta da tali misure, anche se nel settore delle scarpe, si ottenuta
una paradossale esclusione dai dazi delle scarpe per bambini, che rappresentano
un'importante fetta di mercato[10]. Gli accordi del WTO negli anni novanta preve
devano un tempo di dieci anni per attuare una graduale apertura del mercato euro
peo dell'abbigliamento alle esportazioni cinesi. Tale misura ha aperto a una cri
si di livello europeo, che metteva a rischio circa 1 milione di posti di lavoro
nel settore tessile. I sostenitori dei dazi accusano la Cina di praticare una co
ncorrenza sleale, di non riconoscere ai lavoratori i diritti minimi.
Sempre nel 2005, Tremonti ha sollevato la questione dei "residui passivi" una qu
ota di debito pubblico nel bilancio dello Stato cui non stata corrisposta l'emis
sione di una uguale quantit di moneta. Nella Finanziaria del 2005 stata anche ins
erita la cosiddetta pornotax, un'imposta del 25% sui redditi derivanti dalla ven
dita, noleggio, produzione e distribuzione di materiale pornografico, definita d
a Tremonti un'imposta etica sul modello francese[11].
Nel 2008 propone la "Robin Hood tax" sui profitti delle compagnie energetiche, p
roponendo di investire i relativi fondi in servizi per la classe povera.
A settembre 2009 entra in vigore un suo decreto che introduce una penale dell'1%
per ogni mese di ritardo nei confronti delle banche che ostacolano il diritto d
i surroga dei mutuatari. Nello stesso periodo propone di tassare le plusvalenze
della Banca d'Italia con la gestione della riserva aurea nazionale, e la propost
a viene modifiata, subordinandola al consenso della banca centrale e della BCE.
Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]
Il 21 marzo 2012 risulta essere indagato dalla Procura di Roma insieme al suo ex
consigliere politico Marco Mario Milanese, per il quale il 22 settembre 2011 st
ata respinta dalla Camera la richiesta di arresto [1] per corruzioni in cambio d
i nomine fatte dal Ministero dell'Economia, per finanziamento illecito di un dep
utato. L'inchiesta ruota intorno agli appalti Enav e ai fondi neri di Finmeccani
ca relativamente ad un appartamento in Via Campo Marzio a Roma dove Tremonti avr
ebbe alloggiato da luglio 2010 a luglio 2011 il cui canone di affitto di 8500 sa
rebbe stato pagato dal Milanese, cos come i lavori di ristrutturazione da 250 mil
a euro da un imprenditore amico dello stesso, in cambio di nomine in aziende par
tecipate dallo Stato su cui decideva tutto Milanese per nome di Tremonti, che sa
puta la notizia ha lasciato l'appartamento asserendo di aver accettato l'offerta
di Milanese sulla casa perch si sentiva spiato dalla Guardia di Finanza durante
il suo soggiorno nella caserma romana denunciandone la divisione in cordate riva
li. Il 28 marzo 2013 Milanese stato condannato a 8 mesi di carcere. [2]. Per Tre
monti il processo si concluso con il patteggiamento della pena a quattro mesi di
reclusione, convertiti in una pena pecuniaria di 30 mila euro e una multa di 10
mila euro [3].
A ottobre 2014 indagato per corruzione: nel 2009 l'allora ministro dell'Economia
avrebbe ricevuto 2,4 milioni di euro per dare il via libera all'acquisizione de
lla societ americana DRS Technologies da parte del gruppo Finmeccanica[12].A genn
aio 2015 il Tribunale dei Ministri di Roma ordina al procuratore Edmondo Bruti L
iberati di chiedere al Senato l'autorizzazione a procedere contro Tremonti. Il r
eato ipotizzato la corruzione legata a una tangente da 2,4 milioni di euro che n
el marzo 2009 l'allora ministro dell'Economia del Governo Berlusconi avrebbe inc
assato da Finmeccanica (controllata dal Tesoro stesso) al fine di modificare il
parere inizialmente contrario all'acquisto per la somma estremamente elevata di
3,4 miliardi di euro nel luglio 2008 della societ statunitense Drs, fornitrice de

l Pentagono [13]. Nell'esame del caso il Senato approva all'unanimit la proposta


della Giunta delle Elezioni e delle Immunit riguardo alla domanda di autorizzazio
ne a procedere nei confronti di Tremonti per il reato di corruzione per atti con
trari ai doveri d ufficio. Il Senato si inoltre dichiarato incompetente in merito,
restituendo gli atti all autorit giudiziaria in quanto non si tratterebbero di rea
ti inerenti alle sue funzioni da Ministro nonostante fosse stato compiuto il gio
rno stesso del suo giuramento a Ministro nel 2008, poche ore prima.[4][5]
I Tremonti Bond e la Banca del Sud[modifica | modifica wikitesto]
Ritornato al Ministero del Tesoro nel quarto governo Berlusconi, Tremonti ha dat
o il via ai cosiddetti Tremonti Bond per fronteggiare in Italia gli effetti dell
a crisi economica che ha investito il pianeta nel 2008: si tratta di contributi
in denaro utilizzabili dalle banche affinch queste continuino a garantire credito
alle imprese. In sostanza, i bond servono alle piccole e medie imprese che avran
no pi credito per affrontare la crisi. Per controllare che i Bond vadano nella dir
ezione auspicata sono chiamati a intervenire delle apposite commissioni prefetti
zie.[14]
Il 15 ottobre 2009 Tremonti ha poi emanato un disegno di legge per creare una "B
anca del Sud", al fine di risollevare le sorti economiche del meridione d'Italia
. Ha spiegato in proposito che le banche attualmente presenti nel Mezzogiorno fan
no raccolta al sud ma non fanno impieghi; ha sostenuto che tutti i grandi paesi eu
ropei hanno banche regionali proprie e che questa nuova banca nasce dal territorio
per poi confluire in una struttura unica, un modello disegnato dallo Stato ma r
ealizzato dai privati.[15]
Alleati politici[modifica | modifica wikitesto]
Tremonti considerato dalla base elettorale del Carroccio "un leghista con la tes
sera di Forza Italia", per la sua vicinanza di pensiero alle idee federaliste di
Umberto Bossi e per la sua amicizia personale col Senatr[16][17]. Interviene all
a manifestazione organizzata dalla Lega Nord in occasione della riapparizione di
quest'ultimo sulla scena politica l'11 gennaio 2005 a Lugano (Ticino), dopo 306
giorni dall'incidente, presso l'ultima dimora del federalista lombardo Carlo Ca
ttaneo. Con Bossi, Tremonti aveva stretto verbalmente un patto di leale collabor
azione chiamato dai media "Asse del Nord". All'incontro presente anche una deleg
azione della Lega dei Ticinesi (un movimento politico localista ad ispirazione c
antonale elvetico) guidata dall'imprenditore luganese Giuliano Bignasca.
A seguito della fondazione del Popolo della Libert, Tremonti ha trovato la vicina
nza anche di altri personaggi politici del centro-destra che condividono la sua
filosofia politica basata sulla cosiddetta economia sociale di mercato, da lui d
escritta tra l'altro nel suo libro La paura e la speranza. Tra coloro che si ric
onoscono nelle sue posizioni vi sono in particolare il presidente della Lombardi
a Roberto Formigoni, e il sindaco di Roma Gianni Alemanno.[18]
Critiche sul condono fiscale[modifica | modifica wikitesto]
Per anni Tremonti stato fortemente critico nei confronti dei condoni utilizzati
dai vari governi della Prima Repubblica.
In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe. In Italia lo si fa prima d
elle elezioni, ma mutando i fattori il prodotto non cambia: il condono comunque
una forma di prelievo fuorilegge
(dal Corriere della Sera, 25 settembre 1991[19])
Nonostante ci, nel corso dei due Governi Berlusconi, Tremonti var diversi condoni
fiscali per i quali ricevette molte critiche da parte dell'opposizione parlament
are (che defin quei provvedimenti come tesi a favorire politicamente un regime di

illegalit permanente a vantaggio degli evasori fiscali) nonch una denuncia da par
te dell'UE per il condono Iva del 2002 che, permettendo la sanatoria di una evas
ione relativa a pochi mesi prima, di fatto aveva indotto ad omettere i versament
i dovuti e violato i principi di equit[19],[20].
Critiche da parte di alcuni economisti[modifica | modifica wikitesto]
Nonostante Giulio Tremonti non sia un esperto di economia in quanto tributarista
, cio da giurista, ha sempre avuto un ruolo di primissimo piano nelle scelte e ne
gli indirizzi economici tracciati dai governi presieduti da Silvio Berlusconi. C
i gli ha attirato le critiche di alcuni economisti propriamente detti. Lo stesso
collega di governo Renato Brunetta nel 2009 ha sostenuto che Tremonti non un econ
omista, ma un giurista[21]. Dal canto suo Tremonti ha polemizzato pi volte con gli
economisti invitandoli a tacere con l'espressione silete economisti, adattamento
del noto tacete giuristi di Carl Schmitt. A suo dire gli economisti sarebbero infa
tti colpevoli di non aver saputo predire la crisi scoppiata nel 2008.[22][23]
Sar soprattutto l'attacco lanciato da Tremonti il 28 agosto 2009 dal meeting di C
omunione e Liberazione (gli economisti, disse, sono come maghi che dovrebbero chied
ere scusa e starsene zitti per un anno, ne guadagnerebbero tutti[24]) a spingere
il 3 settembre sedici economisti la maggioranza dei quali fa riferimento a Lavoc
e.info (Giorgio Basevi, Pierpaolo Benigno Franco Bruni, Tito Boeri, Carlo Carrar
o, Carlo Favero, Francesco Giavazzi, Luigi Guiso, Tullio Jappelli, Marco Onado,
Marco Pagano, Fausto Panunzi, Michele Polo, Lucrezia Reichlin, Pietro Reichlin,
Luigi Spaventa) a replicare sulle pagine del Corriere della Sera e de la Repubbl
ica con una lettera a Tremonti che chiede agli economisti di tacere perch non acce
tta critiche al suo operato, rinfacciandogli che negli anni in cui il Ministro ha
avuto la responsabilit della politica economica (2001-2005, quando il suo primo d
ocumento di programmazione prometteva un nuovo miracolo economico , e 2008) la cres
cita italiana ha esibito un divario negativo di oltre 5 punti rispetto alla cres
cita europea. In definitiva, vorremmo comprendere come egli si proponga di trasf
ormare in realt le sue speranze sul futuro del paese.[25][26]
Carlo Scarpa, in particolare, rispose che prendersela con tutta la categoria non
era corretto anche perch alcuni economisti del settore avevano dato l allarme. Ad e
sempio, lo aveva fatto uno come Nouriel Roubini, economista di origine turco-ira
niana che insegna a New York, quello che nel 2006 a Davos Tremonti invit a tornars
ene in Turchia perch os criticare la politica economica del governo di allora[27]. I
l 7 settembre Tremonti, pur mantenendo il suo giudizio sugli economisti-maghi, t
ent di smorzare i toni proprio davanti agli studenti della Bocconi sostenendo che
in fondo tutte le scienze hanno la stessa parit, siamo tutti umili lavoratori all
a vigna del sapere.[28]
Nel 2010 il Collettivo noiseFromAmeriKa, un gruppo di economisti italiani che la
vora in maggioranza negli Stati Uniti e formato da Alberto Bisin, Michele Boldri
n, Sandro Brusco, Andrea Moro, Aldo Rustichini, e Giulio Zanella, ha criticato T
remonti nel libro Tremonti. Istruzioni per il disuso per la sua presunta pochezz
a e supponenza: Tremonti ha francamente scocciato. Non tanto per quello che fa in
qualit di ministro dell Economia, visto che fa veramente poco, ma soprattutto per
quello che dice. Siccome fa politica ed uomo potente, quello che dice conta: ori
enta l opinione pubblica e definisce i termini del dibattito. Questo non un bene.
Da un lato, afferma troppo frequentemente cose false o incoerenti. Dall altro, qua
nto fa spesso erroneo o in contraddizione con quanto asserisce si dovrebbe fare.
Insomma, ha scocciato[29]. Ai libri economici di Tremonti vengono dunque rimprov
erate le sue visioni oniriche, frasi roboanti e la sicumera di essere l unico al mo
ndo investito, in modo misterioso, da una qualche sorta di conoscenza esoterica
da usare per dispensare previsioni (solitamente apocalittiche) e offrire soluzio
ni magiche.[29]. L'opera ha conosciuto una seconda edizione ampliata nel 2011 col
sottotitolo e continuano a chiamarlo Voltremont[30]

Prima di loro Giovanni La Torre nel libro "Il Grande Bluff. Il Caso Tremonti" (M
elampo Editore, 2009) aveva sostenuto che le tesi esposte da Tremonti nei suoi l
ibri erano strampalate, contraddittorie e prive di contenuto scientifico e che l
a caratteristica che le accomunava era la "verbosit", nonch il sostenere una cosa
e il suo contrario in modo da poter dire in seguito "io l'avevo detto" qualunque
cosa fosse accaduta nella realt. Lo stesso presunto "antimercatismo" di Tremonti
viene attaccato, e a questo proposito si fa riferimento al contenuto del libro
dello stesso Tremonti "Lo Stato Criminogeno", che pare il manifesto pi mercatista
che sia mai stato scritto. Infine si sostiene che il Tremonti "profeta della cr
isi" non trova riscontro in alcuno dei suoi scritti precedenti la crisi medesima
, trattandosi bens semplicemente di una riuscita montatura mediatica. L'immagine
di Tremonti "maitre penser" uno dei misteri mediatici italiani che non trova alc
un fondamento nell'attivit pratica e teorica del personaggio. La Torre ha poi fir
mato nel 2012 il numero monografico di Critica Liberale (n. 197) che riprende in
esame il "pensiero" tremontiano cos come espresso nel libro "Uscita di Sicurezza
".[senza fonte]
Il punto vero della querelle sta tutta nell'incapacit dei critici di Tremonti a c
omprendere un pensiero eclettico che sfugge, apertamente, da qualsiasi inquadram
ento secondo gli schemi correnti liberismo/statalismo, destra/sinistra, mercatis
mo/protezionismo. Critici come Boldrin e La Torre non riescono ad immaginare un
pensiero alternativo alle presunte intoccabili leggi sacre del mercato, per cui
qualsiasi elaborazione scientifica che non pretenda di ossequiare tale "sacralit
del mercato", che in realt del tutto incompatibile con la scienza economica, appa
re a loro inconcludente e contraddittoria. Considerando il pulpito dal quale vie
ne la predica, ossia l'ortodossia neo-classica travolta nei suoi dogmi dalla nuo
va Grande Crisi del 2008, come l'ortodossia classica fu travolta dalla Grande Cr
isi del 1929, le critiche dei Boldrin e dei La Torre si rivelano per quello che
sono ossia il lamento degli sconfitti contro chi sa mettere in evidenza le cause
, innanzitutto filosofiche, della loro sconfitta.[senza fonte]
Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]
Durante gli anni ottanta Giulio Tremonti scrisse regolarmente sul quotidiano di
indirizzo comunista il manifesto con lo pseudonimo di lombard.[31][32] Autore di
diverse opere a sfondo economico-finanziario, Giulio Tremonti ha scritto Lo Sta
to criminogeno, Le cento tasse degli italiani, La fiera delle tasse, Il federali
smo fiscale (sulla proposta di devolution avanzata dalla Lega Nord), Il fantasma
della povert, Rischi Fatali, in cui presenta i problemi economici della nuova Eu
ropa in relazione alla rapidissima crescita della Cina, e l'ultimo La paura e la
speranza sempre sui temi della globalizzazione e dei rapporti con il colosso or
ientale.[33]
Opere[modifica | modifica wikitesto]
Imposizione e definitivit nel diritto tributario, Milano, A. Giuffre, 1977.
Le cento tasse degli italiani, con Giuseppe Vitaletti, Bologna, il Mulino, genna
io 1986. ISBN 88-15-01132-3
La fiscalit industriale. Strategie fiscali e gruppi di societ in Italia, Bologna,
il Mulino, gennaio 1988. ISBN 88-15-01797-6
La fiera delle tasse. Stati nazionali e mercato globale nell'et del consumismo, c
on Giuseppe Vitaletti, Bologna, il Mulino, gennaio 1991. ISBN 88-15-03334-3
Il federalismo fiscale. Autonomia municipale e solidariet sociale, con Giuseppe V
italetti, Roma-Bari, Laterza, gennaio 1994. ISBN 88-420-4357-5
La riforma fiscale. Otto tasse, un unico codice, federalismo (vedo, pago, voto),
Milano, Mondadori, gennaio 1995. ISBN 88-04-40492-2
Il fantasma della povert. Una nuova politica per difendere il benessere dei citta
dini, con Edward Nicolae Luttwak e Carlo Pelanda, Milano, Mondadori, 1995. ISBN
88-04-40066-8
Lo Stato criminogeno. La fine dello Stato giacobino. Un manifesto liberale, Roma
-Bari, Laterza, 1997. ISBN 88-420-5298-1

Meno tasse pi sviluppo. Un progetto per uscire dalla crisi, Milano, Il Giornale,
1999.
Guerre stellari. Societ ed economia nel cyberspazio, con Carlo Jean, Milano, Fran
coAngeli, 2000.
Rischi fatali. L'Europa vecchia, la Cina, il mercatismo suicida. Come reagire, M
ilano, Mondadori, ottobre 2005. ISBN 88-04-55011-2
La paura e la speranza. Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per su
perarla, Milano, Mondadori, marzo 2008. ISBN 978-88-04-58066-9
Uscita di sicurezza, Milano, Rizzoli, gennaio 2012. ISBN 978-88-17-05774-5
Curiosit[modifica | modifica wikitesto]
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Corrado Guzzanti imita Giulio Tremonti stato oggetto dell'imitazione del comico r
omano Corrado Guzzanti: il personaggio apparso per la prima volta nel 2002. Cele
bri gli sketch sui tentativi del Ministro di "fare cassa", dal taglio delle gamb
e delle sedie per risparmiare sui conti pubblici al tentativo con i videopoker.
Per motivi fiscali, ha denunciato nel 2009 uno dei redditi imponibili netti pi ba
(176.897
ssi tra i parlamentari, dopo anni di cifre assai pi consistenti: 39.672
lordi).[34]
Note[modifica | modifica wikitesto]
1.^ E' morta la moglie di Giulio Tremonti, port il saluto dei malati a papa Ratzi
nger - Il Messaggero - Libero 24x7
2.^ Governo nella bufera, si dimesso Tremonti in la Repubblica, 3 luglio 2004. U
RL consultato il 6 dicembre 2012.
3.^ Tremonti lancia movimento 3L, "i politici devono essere giovani" in Agenzia
Giornalistica Italia, 6 ottobre 2012. URL consultato il 6 dicembre 2012.
4.^ Elezioni, c' l'accordo tra Lega Nord e Tremonti. Maroni: "Per Regione Lombard
ia e politiche" in TGcom24, 5 dicembre 2012. URL consultato il 6 dicembre 2012.
5.^ Toh, rispuntato Giulio Tremonti
6.^ il Governo Prodi II aveva gi introdotto una detrazione di 200 euro per il pag
amento dell'ICI sull'abitazione principale
7.^ Tremonti propone l'euro di carta in Rai net news, 25 agosto 2002. URL consul
tato il 20 aprile 2008.
8.^ Scarpe, la Cina accusa l'Europa in TG fin, 24 febbraio 2006. URL consultato
il 20 aprile 2008.
9.^ Mattia Feltri, Martino: Tremonti sbaglia sui dazi cinesi. Il governo ha tagl
iato poco le tasse in La Stampa, 31 marzo 2006. URL consultato il 20 aprile 2008
.
10.^ Calzature: dazi UE a Cina, Vietnam ma per Italia poco. Mandelson esclude sc
arpe bimbi, sport; Urso, misure deboli in ANSA, 23 febbraio 2006. URL consultato
l'8 marzo 2008.
11.^ Manovra, pronto maxiemendamento Tremonti: 'Non ci sar alcun condono' in La R
epubblica economia, 13 dicembre 2005. URL consultato l'8 marzo 2008.
12.^ Il Fatto Quotidiano, Corruzione, Tremonti indagato a Milano. Prese tangente
da Finmeccanica .
13.^ Tremonti, il tribunale dei ministri vuole l'autorizzazione a procedere. Il

reato: corruzione, 28/01/2015.


14.^ Misure contro la crisi: al via i Tremonti-bond.
15.^ Nasce la Banca del Mezzogiorno. Tremonti: Non sar un carrozzone.
16.^ Voce - Il grande bluff. Il caso Tremonti
17.^ La Torre Giovanni: Il grande bluff. Il caso Tremonti. Vita, opere e pensier
o del genio dell'economia italiana
18.^ Articolo da AltriMondi del 23/03/2009.
19.^ a b I condoni mai pi e gli incassi dimenticati
20.^ Giulio Tremonti (FI) - Ministro dell Economia e delle Finanze - micromega-onl
ine - micromega
21.^ Rinvio per i tagli a Irap e Irpef 4 miliardi a piccoli e welfare
22.^ Tacete economisti, avete sbagliato tutte le previsioni
23.^ Tremonti agli economisti: state zitti, le vostre analisi sempre errate
24.^ Aiuti alle banche? Prima la gente No di Tremonti a bonus e speculazione
25.^ Non staremo zitti
26.^ Gli economisti e la crisi: Ecco perch non possiamo restare in silenzio
27.^ E SI VOLEVA RICACCIARE ROUBINI IN TURCHIA
28.^ Con gli economisti prove di tregua
29.^ a b http://www.noisefromamerika.org/var/uploads/Librotremonti/tremonti-iniz
io.pdf
30.^ Commenti e recensioni a Tremonti. Istruzioni per il disuso
31.^ Giuseppe Caldarola, Draghi e Tremonti eterni duellanti per l'Italia post-Ca
v. in Il Riformista, 12 ottobre 2010. URL consultato il 6 dicembre 2012.
32.^ Marco Ventura, Giulio Tremonti, il "cavallo pazzo" della politica italiana
in Panorama, 24 aprile 2012. URL consultato il 6 dicembre 2012.
33.^ Giulio Tremonti, Federalismo e valori, ancore di salvezza in La Padania, 6
marzo 2008. URL consultato l'8 marzo 2008.
34.^ Articolo da ilSalvagente.it del 16/03/2010.
Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]
Beniamino Lapadula, Il fal delle tasse e dei diritti. Il progetto reazionario del
ministro Giulio Tremonti, Roma, Ediesse, 2002. ISBN 88-230-0450-0
Guido Caldiron, La destra sociale da Sal a Tremonti, Roma, Manifestolibri, 2009.
ISBN 978-88-7285-470-9
Giovanni La Torre, Il grande bluff. Il caso Tremonti. Vita, opere e pensiero del
genio dell'economia italiana, Milano, Melampo, 2009. ISBN 978-88-89533-44-4
Collettivo noiseFromAmeriKa: Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andr
ea Moro e Giulio Zanella, Tremonti, istruzioni per il disuso, Napoli-Bari, L'anc
ora del Mediterraneo, 2010. ISBN 978-88-8325-263-1
Giampiero Castellotti e Fabio Scacciavillani, Tremonti, il timoniere del Titanic
, Roma, Editori Riuniti, 2011. ISBN 978-88-359-9063-5
Giovanni La Torre, "Tramonti", numero monografico di "Critica Liberale" n.197, m
arzo 2012 www.edizionidedalo.it
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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]
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Giulio Tremonti su Openpolis, Associazione Openpolis.


Registrazioni audiovideo integrali di Giulio Tremonti sul sito di Radio Radicale
Movimento 3L
Predecessore
Ministro delle finanze
Successore
Emblem of Italy.svg
Franco Gallo 10 maggio 1994 - 17 gennaio 1995 Augusto Fantozzi
Predecessore
Ministro dell'economia e delle finanze
Successore
Emblem of Italy.svg
Ottaviano Del Turco (Finanze);
Vincenzo Visco (Tesoro) 11 giugno 2001 - 3 luglio 2004 Silvio Berlusconi
ad interim I
Domenico Siniscalco 22 settembre 2005 - 8 maggio 2006 Silvio Berlusconi
ad interim II
Tommaso Padoa-Schioppa 8 maggio 2008 - 16 novembre 2011 Mario Monti
ad interim III
Controllo di autorit
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