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CAPITOLO 1

Psicologia cognitiva : studia i processi interni volti a comprendere e ad


interagire con l' ambiente e a prendere le decisioni pi opportune
( attenzione , percezione, apprendimento, memoria, linguaggio, probelm
solving, ragionamento, pensiero).
- comprende l' attivit cognitiva umana analizzando il comportamento dell'
individuo che esegue diversi compiti.

i neuroscienziati cognitivi manifestano pi o meno lo stesso interesse, anche


se la loro attenzione si focalizza pi su ci che accade nel cervello quando l'
individuo esegue dei compiti cognitivi. L' espressione psicologia cognitiva pu
comunque essere usata in maniera pi ampia ed includere anche la
neuropsicologia cognitiva.

Modi per studiare l' attivit cognitiva umana :


1.tecniche d' immaging cerebrale (pet, tomografia ad emissione di positroni)
fMRI (risonanza magnetica funzionale)
2.tecniche elettrofisiologiche (registrano segnali elettrici generati dal
cervello)
3. studio delle lesioni cerebrali, con il presupposto che da questo si possono
comprendere informazioni sulla funzione delle diverse aree cerebrali.

4 diversi approcci allo studio dell' attivit cognitiva umana.

A. PSICOLOGIA COGNITIVA SPERIMENTALE ( studio dell' attivit cognitiva


a partire dall' evidenze comportamentali)

'56 diversi eventi fondamentali per lo sviluppo della psicologia cognitiva


(CONGRESSO ALL' ISTITUTO DI TECNOLOGIA DEL MASSACIUSETS):
Chomsky presenta teoria del linguaggio
Miller presenta studio sul carattere magico del 7 nella memoria a breve
termine

Modello computazionale (general problem solver) di newell e simon


Visione della formazione dei concetti di tipo cognitivista
molti psicologi approvano il modello dell' elaborazione delle informazioni
(presentazione di uno stimolo che sia evento o compito, attiva diversi
processi cognitivi interni che producono poi risposta - tipo di elaborazione dal
basso verso l' alto, influenzata dallo stimolo in ingresso). si parla di
elaborazione seriale perch si verifica solo un processo alla volta.
elaborazione top-down : processo di risposta non attivato dallo stimolo ma
dalle aspettative su questo. non sempre l' elaborazione seriale, ma pu
essere anche parallela ( pi processi cognitivi che si verificano allo stesso
tempo ( es. guidatore principiante vs. esperto)
- gli studi della psicologia cognitiva sono stati per molto tempo eseguiti su
soggetti sani in condizioni di laboratorio controllate e atte ad analizzare i
processi implicati in alcune funzioni.
problema studiato, impurit del compito : compiti cognitivi richiedono un'
associazione complessa di compiti diversi che rende difficile interpretazione
dei risultati, (es. studio processi inibitori quando si deve inibire risposta
dominante, stroop test)
grande quindi l' influenza della psicologia cognitiva negli studi successivi,
Ad es da questi studi che sono nati i modelli computazionali
LIMITI
1. mancanza di validit ecologica. risultati non sempre generalizzabili a quelli
della vita reale
2. i risultati possono fornire solo delle misure indirette dei processi interni
implicati nell' attivit cognitiva ( i processi alla base di un compito si
susseguono uno alla volta?)
3. teorie espresse solo in termini linguistici che rendono difficile capire quali
previsioni ne conseguono. si possono sviluppare modelli computazionali che
descrivono meglio le ipotesi di una teoria.
4. specificit del paradigma : risultati di un compito o paradigma talvolta
specifici solo per quel paradigma
5. teorie applicabili solo ad una gamma ristretta di compiti cognitivi. manca
architettura teorica che chiarisca le relazioni tra le diverse componenti del
sistema cognitivo

B. NEUROSCIENZA COGNITIVA
studio intensivo del cervello e del comportamento.
cervello : 50 miliardi di neuroni
4 lobi per ogni emisfero ( met della sfera)
frontali, parietali, temporali, occipitali
frontali e parietali divisi dal solco centrale.
scissura laterale separa lobo temporale dal frontale a parietale
solco parieto-occipitale sperara gli occipitali dai parietali e temporali
vengono usati dei termini per descrivere in modo pi preciso le aree del
cervello che si attivano durante l' esecuzione di un compito :
dorsale : superiore o verso l' alto
ventrale: inferiore o verso il basso
anteriore : verso il davanti
Posteriore : verso il dietro
laterale : al lato
mediale : situato al centro.
aree cerebrali di brodmann in base alla struttura cellulare dei tessuti.
tecniche per ricavare informazioni dettagliate sulla struttura e funzionamento
del cervello, dove e quando hanno luogo dei processi cognitivi, se due
compiti richiedono attivazione stesse parti del cervello nello stesso modo
oppure no.
tecniche valutate in base alla risoluzione spaziale (quali aree si attivano) e
temporale (quando si attivano).

REGISTRAZIONE A UNIT SINGOLA ( Consente studio singoli neuroni)


hubel usa questa tecnica per studiare la neurofisiologia dei processi visivi
nelle sciemmie e nei gatti. studio molto precisio dell' attivit del singolo
nerone in uno spettro molto ampio d' intervalli di tempo
POTENZIALI EVENTO-CORRELATI (ERPS)

Elettroencefalogramma che studia l' attivit elettrica del cervello a partire


dalle misurazioni effettuate sul cuoio capelluto. gli elettrodi rivelano minime
variazioni dell' attivit elettrica del cervello che vengono viaualizzate sullo
schermo di un tubo a raggi catodici tramite oscilloscopio. per risolvere un
problema importante dell' eeg,, ovvero attivit cerebrale spontanea che pu
oscurare l' impatto dell' elaborazione dello stimolo sulla registrazione eeg,
viene presentato lo stimolo pi volte. ogni segmenteo di eeg legato ad ogni
stimolazione, viene estrapolato ed allineato rispoetto al momento d'
insorgenza dello stimolo stesso, e poi vene calcolata la media di tali segmenti
eeg. risoluzione temporale eccellente, possono indicare il momento in cui si
verificato un processo nell' arco di pochi millisecondo. un' onda formata da
una serie di picchi positivi (p) o negativi (n). ogni picchio descritto facendo
riferimento al tempo in millisecondi dopo la presentazione dello stimolo. es.
P400 picco positivo a 400ms dallo stimolo. erp per risolvere controversie
teoriche. gli erps forniscono informazioni pi complete sulla durata dell'
attivit cerebrale, anche se non descrivono quali regioni del cervello sono
maggiormente coinvolte nell' elaborazione. pi utili nell' analisi di processi
semplici.

PET (Tomografia ad emissione di positroni)


vengono invividuati positroni (particelle atomiche) emessi da sostanze
radioattive. viene somministrato del liquido con isotopi radioattivi che si
accumula nel cervello e si sposta nnella parte della corteccia che diventa
attiva. i positroni acquisiti vengono tradotti in immagini che esprimono i livelli
di attivit di varie parti del cervello. risoluzione spaziale molto alta ma non
temporale. rintracciano cambiamenti dell' attivit dai 30 ai 60 secondi, e non
rilevano le rapide variazioni dell' attivit cerebrale legate a diversi processi
cognitivi. misura indiretta dell' attivit cerebrale

MRI e fMRI
la prima una tecnica di neuroimmagine di carattere per solo strutturale e
non funzionale (vengono eccitati gli atomi del cervello tramite utilizzo di onde
radio)
la seconda oltre ad informazioni strutturali, ne fornisce anche di funzionali.
come funziona la fmri? i neuroni in funzione consumano ossigeno e l'
ossiemoglobina viene trasformata in deossiemoglobina che produce
distorsioni nel campo magnetico locale. tale distorsione viene valutata dalla
fmri fornendo una misura della concentrazione di deossiemoglobina nel

sangue. viene analizzato quindi il BOLD (contrasto ematico dipendente dal


livello di ossigeno ematico) le variazioni del segnale BOLD a dovute all'
aumento dell' attivit neurale richiedono del tempo. risoluzione temporale
della fMRI fi circa 2-3 secondi.
es. utilizzo fmri. capire perch i partecipanti ad un esperimento ricordano
meglio alcuni elementi rispetto ad altri (utilizzo fmri evento correlata. si
considerano gli schemi di attivazione cerebrale di ogni partecipante in modo
distinto per gli elementi ricordati e quelli non ricordati). ( maggiore attivit
nelle aree frontali e dell' ippocampo pr le parole successivamente ricordate
rispetto a quelle non ricordate).
limiti : misura indiretta attivit neurale
2. distorsioni del segnale bold in alcune regioni cerebrali
3. scanner rumoroso , posizione scomods.

Magneto encelografia (MEG)


utilizzo superconduttore per l' interferenza dei quanti che misura campi
magnetici prodotti dall' attivit del cervello. eccellente risoluzione temporale
ma utilizzo costoso.

TMS.
Inibisce con dei campi magnetici l' attivit di alcune zone del cervello
(creando delle piccole lesioni) , per comprendere qual la funzione dell' area
interessata. se si notano dei buoni deterioramenti nel compito a seguito della
stimolazione di una data area, allora quell' area necessaria a svolgere
quello stesso compito.
es. esp di zatorre e johnson.

COMMENTO COMPLESSIVO
la tms pu confermare se una data area necessaria per l' esecuzione di un
compito, mentre con gli studi di neuroimaging, si pu ipotizzare solo un'
asociazione tra compito ed area attivata. tms produce lesioni ma rispetto agli
studi neuropsicologici, si possono controllare le aree interessate, possibile
paragonare la prestazione di un individuo in presenza ed assenza di lesioni
con TMS, e non produce strategie di compensazione come invece accade in

situaziomi di lesioni. limiti : Non molto chiaro l' effetto sul cervwllo, riduce l'
attivazione nelle aree cerebrali interessate-.
2. pu essere usata per le aree al di sotto del cranio ma non quelle ricoperte
da muscoli.
3 difficile stabilire la precisa area cerebrale quando si impiega la tms.
gli studi delle neuroscienze cognitive avanzano molto.
6 questioni .
1. nessuna tecnica fornisce spiegazioni magiche sull' attivit cognitiva
umana. erraro pensare che le configurazioni di attivazione cerebrale
forniscano evidenza diretta dell' elaborazione cognitiva
2. quasi tutte le tecniche di imaging rivelano solo associazioni
3. quasi tutte le tecniche di imaging si basano sull' ipotesi di una
specializzazione delle aree cerebrali, che pu valere per processi di base, ma
non per funzioni cognitive pi elevate, per le quali plausibile un'
integrazione e coordinazione
4. gli studi di neuroimaging sono rilevanti per verificare le teorie cognitive?
al giorno d' oggi molti degli studi sono utili per risolvere controversie nell'
ambito della psicologia cognitiva es.
1. natura delle immagini visive. attivazione corteccia visiva primaria o BA17
(che si attiva nelle fasi iniziali della percezione visiva)
2. elaborazione stimoli trascurati. si credeva che anche gli stimoli trascurati
ricevessero stessa elaborazione accurata.

5. Secondo i ricercatori, le aree si attivano rispetto ad un funzionamento gi


di base. si parla o di aumento dell' attivit, o di diminuzione. il funzionamento
del cervello molto complesso
6. mancanza di validit ecologica in alcune situazioni sperimentali
neuroscientifiche

NEUROPSICOLOGIA COGNITIVA

studio di prestazioni di individui con lesioni cerebrali che forniscono


informazioni sul funzionamento normale delle aree cerebrali.
es. paziente AC che non riconosceva gli oggetti, ma solo riguardo le
informazioni visive, non riguardo es. commestibili o conoscenze uditive.
da ci si ipotizzato come non esista un singolo sistema di riconoscimento
degli oggetti. la nostra conoscenza delle propriet visive di un oggetto
immagazzinata diversamene dalle altre propriet.

assunti base.
1.modularit. sistema cognitivo formato da moduli dominio specifici con
funzionamenti
relativamente indipendenti e rispondenti solo ad una particolare classe di
stimoli. si pensa per anche a domini processori generali che coordino le
risposte degli specifici moduli
2. modularit anatomica : ogni modulo posizionato in un' area specifica e
identificabile del cervello. molto importante altrimenti sarebbe poi difficile
identificare bene i moduli e valutare la loro natura
3. uniformit dell' architettura funzionale tra le persone. se fosse falso i
risultati non sarebbero generalizzabili
4. sottrattivit. una lesione danneggia e riduce ma non pu aggiungere
qualcosa al sistema. tale ipotesi pi probabile in et adulta.

la neuropsicologia studia soprattutto tramite il metodo delle dissociazioni,


quando un dato compito viene eseguito bene (memoria a breve termine) e un
altro no (lungo termine), che un po' rafforza l' idea della modularit dell'
architettura cognitiva. il problema sta per nel fatto che un paziente potrebbe
riuscire in un problema perch uno complesso e l' altro no.
doppia dissociazione. es. A. eseguo 1 a livello normale e 2 a livello diminuito
B esegue 1 a livello diminuto e 2 a livello normale. se si dimostra
dissociazione, non ci si pu appellare al livello di difficolt del compito.

studi condotti generalmente con gruppi


limiti : le compromissioni dei pazienti non sono omogenee, utile condurre

per studi su gruppi nelle prime fasi per avere un' idea generale e poi
perfezionare il tutto con l' analisi dei gruppi singoli. anche nei singoli ci sono
piccoli problemi. una menomazione selettiva in un compito potrebbe riflettere
: strategia eccentrica del paziente, modo in cui funziona un sistema
riorganizzato, lacuna pre-morbosa. si ripete l' esperimento con altri casi
singoli.
llimiti neuropsicologia. si pensa che una lesione fornisca evidenze dirette sull'
impatto della lesione su sistemi cognitivi. alcuni soggetti per possono
camuffare i danni tramite strategie compensatorie per gestire la lesione.
2. molti lavori di ricerca neuropsicologica si basano sull' assunto della
serialit, anche se molte aree cerebrali sono attivate in modo integrato
durante l' esecuzione di compiti
3. le lesioni di solito hanno estensioni differenti
4. ampie differenze di et ,

SCIENZA COGNITIVA COMPUTAZIONALE

Distinzione tra modelli computazionali e intelligenza artificiale

CAPITOLO 2
PERCEZIONE VISIVA
Elaborazione del movimento
Questa funzione svolta principalmente dall' area v5 o anche tm (temporale
media). Dall' analisi tramite le tecniche di neuroimmagine, gli scienziati
hanno scoperto come questa area si attivasse molto quando i partecipanti all'
esperimento vedevano punti in movimento contrapposti o statici. Per
dimostrare l' effettiva relazione causale tra area e funzione, gli scienziati
hanno usato la tms e hanno notato che inibendo l' attivit di quell' area la
percezione del movimento rimaneva quasi del tutto eliminata. A
dimostrazione di questo ci sono anche i pazienti con achinetopsia, in cui gli
oggetti statici vengono percepiti normalmente, rispetto a quelli in
movimento. (l.m lesione bilaterale all' area del movimento : localizzava
glioggetti statici e profondit, ma percezione del movimento compromessa.
Anche un' altra area legata al movimento, lamst (mediale superiore
temporale). I pazienti con danno in questa region infatti eseguivano
normalmente alcuni test sulla percezione del movimento, ma comunque
incontravano vari problemi nella percezione di questo.
Differenza tra percezioe del movimento di primo ordine e second ordine
primo : differenze di forma nella variazione luce-ombra per la percezione del
movimento.
Secondo : vengono tenuti in considerazione altri elementi per percepire il
movimento.

es. studi di rizzo con pazienti con disturbi che presentavano doppia
dissociazione.
C' poi da dire che non necessariamente la v5 l' unica ad essere legata al
movimento e questo ci conferma l'idea della connessione tra le diverse aree
del sistema nervoso.

Binding problem : come le varie caratteristiche del movimento vengono


integrate per fornire una percezione integrata e coerente.
Diversi approcci:
1. sostenere che la specializzazione funzionale minore di quanto
pensasse zeki. Alcuni studiosi hanno ritenuto l' esistenza di numerose

interazioni tra le aree cerebrali implicate nella forma e nel movimento


2. sincronia : la presentazione di un' oggetto causa una diffusa
elabrazione visiva e una percezione visiva coerente data dall' attivit
sincrona di varee zone neurali che si assocerebbe alla consapevolezza
visiva. Questo per non dimostra che la sincronizzazione causi
percezione consapevole. Studi dimostrano come il colorr percepito
circa 80-100ms prima del movimento
3. la percezione dipende da configurazioni di attivit neurale nel tempo.
Limiti di zeki (specializzazione funzionale) : le varie aree implicate nell'
elaborazione visiva non sono specializzate in modo cos netto

l' elaborazione visiva precoce nelle aree v1-v2 pi estesa di quanto


suggerito da zeki

DUE SISTEMI VISIVI : PERCEZIONE E AZIONE


qual la funzione della visione?

Il sistema visivo costruisce un modello intern del mondo esterno

due sistemi visivi ognuno con funzione diversa [milner e goodale]:

1. visione per percezione (strato ventrale) (visione del cosa


2. visione per azione ( strato dorsale)

NORMANN : sistema dorsale : elabora le informazioni visive per il controllo


del comportamento nel proprio ambiente..
sistema ventrale : conoscere il proprio ambiente
evidenze sperimentali. Cerebrolesi.
Alcuni pazienti con danno dorsale potrebbero presentare deficit per la visione
legata all' azione, mentre altri con dorsale per quella legata alla perrcezione.
es. atassa ottica con lesioni allo strato dorsale (solco intraparietale e lobulo
parietale superiore).
Difficolt nell' eseguire movimenti sotto il controllo visivo.

Lesione stato ventrale? Agnosia visiva, disturbo riconoscimento oggetti ,


anche se le informazioni visive raggiungono la corteccia.
Es paziente d.f che manifestava ampie difficolt nel distuinguere es . Oggetti
colorati

Evidenze sperimentali nelle illusioni ottiche

azione : pianificazione + risposte motorie


Gran parte delle nostre azioni ha luogo rapidamente senza necessit di
pianificazione( rispondiamo ad uno stimolo immediatamente), mentre
altre sono meno rapide e pi pianificate ( percepiamo per organizzare i
metodi per utilizzarlo), e per questo a volte usano il percorso
percezione per azione e altre volte visione per percezione. (entrambi i
sistemi proiettano infatti sulla corteccia motoria primaria). Quindi a
voltr anche il sistema ventrale implicato nel processo percezione- per
azione e questo lo possiamo capire dalla distinzione tra metodo
efficace e medoto appropriato nell' usare gli oggetti (utilizzo efficace
immagazzinato che dipende dallo stato ventrale). Si notato in un
esperimento, che i soggetti che dovevano utilizzare la memoria per
apprendere una lista di coppie associate di parole, non riuscivano ad
afferrare gli oggetti in modo appropriato. La maggior parte dei compiti
in cui gli osservatori prendono in mano un oggetto, secondo gli
studiosi, implica elaborazione anche dello strato ventrale e dorsale. L'
interessamento del sistema ventrale importante in alcune situazioni :
1) necessaria la memoria ( v' un lasso di tempo tra
presentazione dello stimolo e movmento)
2) disponibile del tempo per pianificare il movimento
3) necessario pianificare quale movimento eseguire
4) azione poco praticata o complicata ( quindi quando le azioni non
sono automatiche)
5) lo strato dorsale sarebbe sempre implicato nell' esecuzione di
azioni, anche se quello ventrale stato coinvolto
precedentemente nell' azione di pianificazione.

Alcuni pazienti con atassia ottica dovevano eseguire movimenti


immediatamente o pochi secondi dopo la presentazione di un oggetto
stimolo. La loro prestazione era migliore quando potevano usare la
memoria e quindi affidarsi allo strato ventrale che non era deficitario.
Altra prova a conferma dell' interessamento dello strato ventrale nella
pianificazione delle azioni : i partecipanti decidevano di usare due mani
per afferrare l' oggetto quando l' asta era pi corta ed aveva le alette
rivolte verso l' esterno, quindi i processi visivi che implicano la
pianificazione pi che la programmazione, implicano lo strato ventrale,
quindi, la teoria di percezione-azione molto importante, perch
promuove l' esistenza di due sistemi visivi separati (doppia
dissociazione in neuropsicologia a dimostrazione)
studi successivi hanno poi dimostrato anche la connessione tra i due
sistemi, chiarendo anche le situazioni in cui il sistema ventrale
implicato nei processi di afferrare, indicare ecc.
limiti
1. lo strato ventrale influenza le risposte di azioni quando queste
non sono immediate, e infatti le risposte corticali agli stimoli
visivi sono molto pi veloci nelle aree dorsali che in quelle
ventrali
2. tutte le teorie vengono rigettate quando viene proposta una
migliore. (ipotesi del frame and fill : l' elaborazione rapida
fornisce la struttura [frame] per un' elaborazione pi precisa
nello strato ventrale che fornisce riempimento [fill]
3. i due strati interagiscono l' un l' altro. Complesse interazioni tra
le due aree. Ad esempio alcuni pazienti con atassia ottica
presentano percezione visiva compromessa per gli stimoli
presentati in visione periferica.
PERCEZIONE SENZA CONSAPEVOLEZZA
Non sempre la percezione consapevole, infatti alcuni soggetti con
lesioni a carico di V1 soffrono di blindsight (possono rispondere in
modo appropriato a stimol senza vederli consapevolmente. Non
necessariamente la lesione d V1 la causa del blindsight, visto che le
lesioni in quest' area hanno effetto su tutto il sistema visivo, causando

attivazione ridotta delle aree successive di elaborazione visiva. I


pazienti che presentano blindsight a quanto pare possono anche usare
un tratto che collega il nucleo genicolato laterale all' area del
movimento visivo omolaterale V5/TM che bypassa V1.
Tipi di blindsight:
1.azione : capacit di prendere o indicare oggetti nel campo cieco
perch usano percorso dorsale di elaborazione
2 attenzione : possono individuare oggetti e movimento e
consapevolezza degli oggetti anche se affermano di non vederli
(percorso dorsale e area del movimento)
3. agnosopsia : capacit di usare ventrale e distinguere forme e
lunghezze d' onda, pur negando consapevolezza degli stimoli
visivi.

Evidenze sperimentali :
paziente d.b (rimozione chirurgica della corteccia occipitale destra
compresa gran parte della corteccia visiva primaria)
sapeva individuare se uno stimolo veniva presentato nell' aria cieca e
trovare la posizione anche se riferiva di non avere esperienza
consapevole nel campo cieco.
Oppure g.y riusciva a distinguere se un volto aveva espressione felice
o spaventata. Blindsight affettivo : capacit di fare distinzioni tra
espressioni emotive in assenza di consapevolezza visiva.
Alcuni pazienti per mostravano velocit di reazione rallentata ad uno
stimolo presentato nella parte integra del campo visivo, quando uno
stimolo luminoso veniva presentato anche nella parte cieca.
Alcuni pazienti con blindsight possono avere una percezione visiva
residua e sostengono d' esser consapevoli che sta accadendo qualcosa
anche se non riescono a vedere nulla.
Blindsight tipo 1 : non consapevolezza
tipo 2 : consapevolezza che stia per accadere qualcosa

blindsight molto diverso dalla visione consapevole normale.


g.y stimolo presentato nella parte superiore o inferiore del campo
visivo. In alcune sessioni doveva riferire la parte del campo visivo in cui
veniva presentato lo stimolo, in altre la parte opposta a quella reale.
Presentato nel campo cieco, g.y rispondeva indicando il punto reale e
non quello opposto sia nelle sessioni d' inclusione che di esclusione
(egli aveva accesso alle informazioni della posizione ma senza
consapevolezza)

PERCEZIONE INCONSCIA
storia di vicary (presentazione stimoli per un trecentesimo di secondo,
molto al di sotto della soglia di consapevolezza) falsa ma ha prodotto
comunque studi sulla percezione inconscia.
Tre modi in cui sono presentati stimoli al di sotto della percezione
consapevole :
- stimolo debole
stimolo per breve tempo
stimolo bersaglio seguito subito da stimolo di disturbo (masking)
con l' obiettivo di inibire l' elaborazione dello stimolo bersaglio.

Come possiamo decidere se l' osservatore ha percepito in modo


consapevole alcuni stimoli visivi? Due limiti di soglia o criteri:
limite soggettivo : incapacit di un individuo di riferire
consapevolezza dello stimolo
limite oggettivo : incapacit dell' individuo di prendere accurate
decisioni a scelta forzata su uno stimolo ( es. indovinare al di
sopra del livello della casualit se lo stimolo una parola o no )

gli osservatori a volte mostrano consapevolezza di uno stimolo in base


al limite oggettivo anche quando questo non supera soglia soggettiva.

Evidenze sperimentali : i soggetti dovevano decidere se una cifra


bersaglio visibile, fosse minore o maggiore di 5. veniva per presentata
29ms prima del bersaglio una cifra masking che era congruente o
incongruente.
3 risultati : non v' era percezione consapevole, i soggetti riferirono di
non aver visto le cifre nascoste e quando si chiedeva se lo stimolo
nascosto fosse + o di 5, la risposta era casuale (misura oggettiva)
2. risposta con cifre bersaglio pi rapide quando le cifre erano
congruenti invece che incongruenti in presenza dell' indizio, v'
era una certa elaborazione inconscia delle cifre nascoste
3. l' effetto di congruenza scompariva in assenza dell' indizio (era
necessaria attenzione perch si verificasse percezione inconscia)
in un esperimento veniva presentata la lettera b o h per 10ms o 15 e si
doveva dire la lettera non presentata. Con l' intervallo lungo, l'
esattezza delle risposte era dell' 83% dei casi, mentre con quello breve
solo del 43%, al di sotto del caso. Vi era un certa elaborazione dello
stimolo.
Alcuni studiosi hanno inoltre notato tramite la fmri e i potenziali evento
correlati che, durante l' elaborazione di parole masking, v' era una
rilevable attivit, anche se molto minore rispetto all' attivit che si
presentava qundo venivano presentate parole non mascherate. Oppure
l' entit dell' attivazione legata all' elaborazione di una parola non
mascherata, era minore quando veniva presentata la stessa parola in
maniera masking. Tramite eeg stata poi paragonata l' attivit
cerebrale associat all' elaborazione di parole a livello conscio e
inconscio.
Prima eeg : attivit neurale sincronizzata in numerose aree cerebrali,
anche corteccia prefrontale
Seconda eeg : attivazione sufficiente a produrre elaborazione
ragionevolmente accurata.
Studi sull' esistenza della percezione inconscia tramite evidenza

sperimentale nel settore del neuroimaging (sostanziale elaborazione


anche semantica degli stimoli in assenza di consapevolezza visiva)
insieme ai risultati con soggetti blingsight. Sviluppare teorie esplicative
dettagliate della percezione inconscia
erdelyi : percezione come frutto di meccanismi multipli in cui la
consapevolezza rappresenta lo stadio finale di elaborazione. Quindi in
questi casi lo stimolo riceverebbe una sufficiente elaborazione
percettiva da influenzare almeno alcuni aspetti del comportamento, in
assenza di esperienza percettiva conscia

PERCEZIONE PROFONDIT E DIMENSIONI


come un' immagine retinica bidimensionale viene trasformata in una
percezione 3D
indizi monoculari, binoculari e oculomotori
1. monoculari. ( o anche pittorici perch usati dagli artisti per creare
impressione di scene tridimensionali dipingendo su tele
bidimensionali)
- prospettiva lineare : linee parallele che puntano in una
direzione distante sembrano avvicinarsi l' una all' altra con l'
aumentare della distanza. Pu creare profondit
- prospettiva aerea : gli oggetti pi lontani perdono contrasto e
sembrano sfumare
- tessitura o densit : il gradiente (tasso di variazione) di
tessitura degli oggetti cambia man mano che l' oggetto si
allontana da noi
- interposizione : oggetto pi vicino copre alla vista parte dell'
oggetto pi lontano

- ombreggiatura : l' ombra sugli oggetti favorisce percezione di


profondit
- familiarit delle dimensioni : si possono fare stime accurate
della distanza di un oggetto, conoscendo la sua reale dimensione

- parallasse di movimento (indizio dinamico di profondit)


calcolo profondit e distanza in base all' apparente rapidit con
cui questi oggetti sembrano spostarsi mentre ci muoviamo.
INDIZI BINOCULARI E OCULOMOTORI

oculomotori : indizi basati sulla contrazione dei muscoli che


circondano gli occhi
es. convergenza : gli occhi si girano tanto pi all' interno per mettere a
fuoco u oggetto quanto pi l' oggetto vicino
accomodamento : variazioni della capacit ottica prodotta dall'
ispessimento del cristallino quando mette a fuoco un oggetto vicino

indizi binoculari :

visione stereoscopica : si basa sulla disparit binoculare, ovvero


la differenza tra le immagini proiettate sulla retina dei due occhi
quando si osserva una scena. L' accomodamento , convergenza ecc. a
quanto pare sono efficaci solo per stimare la profondit in distanze
relativamente brevi. Anche la visione stereoscopica diventa per meno
efficace a distanze maggiori. Quasi tutte le regioni della corteccia
visiva contengono dei neuroni che rispondono fortemente alla disparit
binoculare, e gli strati ventrale e dorsale sono quindi molto coinvolti
nella visione stereoscopica.

Bisogna fare distinzione tra disparit relativa e assoluta :


differenze tra le immagini di un singolo oggetto presentato ad
entrambi gli occhi

relativa : differenze nelle disparit assolute tra due oggetti


(consente di valutare la relazione spaziale tra i due oggetti nello spazio
tridimensionale

Come vengono combinati i vari indizi di profondit??


due possibilit : additivit e la selezione (vengono usate solo le

informazioni derivanti da un singolo indizio)


jacobs sostiene invece che quando combiniamo le informazioni
provenienti da indizi multipli, attribuiamo maggior peso a quelli
attendibili rispetto a quelli non attendibili (flessibilit della valutazione
in base al contesto)

gli inizi meno ambigui (che forniscono informazioni pi coerenti,


vengono considerati pi attendibili)

un indizio viene considerato attendibile se le deduzioni basate su


di esso sono coerenti con quelle basate su altri indizi disponibili
evidenze sperimentali a favore dell' additivit e della teoria di jacobs
a quanto pare l' integrazione tra i vari indizi si verificherebbe nel solco
caudale intraparietale.
Quindi di solito le informazioni di diversi indizi sono combinate in modo
additivo, ma spesso vi sono situazioni in cui indizi diversi sono in
conflitto tra di loro e quindi in questo caso vale molto l' idea di jacobs
costanza percettiva : tendenza a mantenere immutate le propriet
degli oggetti al variare delle condizioni di osservazione
COSTANZA DIMENSIONE

tendenza di qualsiasi oggetto ad apparire della stessa dimensione,


indipendentemente dal fatto che la sua dimensione nell' immagine
retinica sia grande o piccola. Prendiamo in questo caso in
considerazione la sua distanza apparente. es. un oggetto se si trova a
grande distanza, anche se la sua immagine retinica molto piccola,
pu essere considerato grande. Concetto legato all' ipotesi dell'
invariabilit dimensione/distanza. : per una data dimensione d'
immagine retinica, la dimensione percepita di un oggetto
proporzionale alla distanza percepita. Le informazioni sulla distanza
forniscono informazioni sulla dimensione dell' oggetto, infatti alcuni
esperimenti hanno dimostrato come distorcendo le informazioni sulla
distanza, venivano distorte anche quelle sulla dimensione

PERCEZIONE OGGETTI VOLTI E MOVIMENTO

organizzazione percezione.
Separazione percettiva : quali parti delle informazioni visive sono
collegate tra di loro e formano oggetti distinti. La separazione
percettiva completata prima che si verifichi il riconoscimento degli
oggetti.
Primo tentativo di studio della separazione degli oggetti da parte della
psicologia della gestalt (corrente psicologica formata da psicologi
tedeschi emigrati negli usa durante le due guerre)
secondo loro il principio fondamentale dell' organizzazione delle
percezioni la legge della pregnanza : tra le numerose organizzazioni
dal punto di vista geometrico, verr presa in considerazione quella che
possiede la forma migliore, pi semplice e pi stabile. Altre leggi
possono essere incluse in questa:
1.
legge della prossimit : gli elementi visivi tendono ad essere
raggruppati insieme se sono vicini l' un l' altro
2.
legge della somiglianza : elementi simili vengono raggruppati
insieme
3.
legge della continuit o buona continuazione : mettiamo insieme
gli elementi che minimizzano i cambiamenti di direzione
4.
legge della chiusura : parti mancanti di una figura vengono
inserite per completare la figura stessa

evidenze negli studi.


Identificare nella serie l' elemento diverso
quando la serie era semplice ma non di facile organizzazione ci
volevano in media 1,9 secondi
serie complessa ma organizzata in modo semplice : 0,75 secondi.

Altre leggi : destino comune gli elementi visivi che sembrano


spostarsi insieme vengono raggruppati insieme.

Importanza della separazione figura-sfondo nell' organizzazione


percettiva.
L' oggetto percepito come figura ha una forma distinta e viene
considerato davanti allo sfondo.
Cosa succede quando leggi differenti entrano in conflitto?
1.
gli elementi visivi in uno schema sono inizialmente raggruppati
per prossimit, ma vengono usti poi ulteriori processi se gli elementi
temporaneamente raggruppati risultano diversi in base a una o pi
caratteristiche.

errata combinazione tra gli elementi di un gruppo, ma


associazione esatta tra i gruppi, gli osservatori usano prossimit o
somiglianza

combinazioni sbagliate nei gruppi e tra i gruppi, viene scelto il


colore.
Un limite potrebbe essere che venivano per lo pi usate figure
artificiali, bene verificare se i risultati possano adattarsi a stimoli pi
realistici.
Uno studio di geisler e colleghi individuava due principi diversi da
quelli enfatizzati dalla gestalt :
1.
segmenti adiacenti di qualsiasi contorno hanno orientamento
molto simile
2.
segmenti di qualsiasi contorno che sono distanti hanno in genre
orientamento diverso.
Uno studio di elder e goldberg invece metteva in evidenza le leggi
della gestalt. Infatti la prossimit era un indizio molto importante
quando bisognava decidere quali contorno appartenessero ad un
oggetto, o anche la buona continiazone.
Nuovo principio di organizzazione visiva di palmer e rock : connessione
uniformee e verrebbe prima di quello per prossimit

qualsiasi regione con propriet visive uniformi (colore, tessitura,


luminosit) viene organizzata come singola unit percettiva. Uno
studio successivo ha per rilevato che il raggruppamento per
connessione uniforme non avviene prima della prossimit, e pu
essere importante quando si presentano pi oggetti, ma non uno o due
oggetti
i gestalt hanno sostenuto che le varie leggi di raggruppamento
funzionano bottom-up. A quanto pare noi distinguiamo figura-sfondo
ancor prima di riconoscere l' oggetto stesso.
Gli studi hanno per dimostrato che entrambi i processi (bottom-up e
top-down) sono importanti nell' organizzare la percezione degli oggetti
e nell' articolazione figura-sfondo.

TEORIE SUL RICONOSCIMENTO DEGLI OGGETTI


L' identificazione degli oggetti uno stato primario dell' elaborazione
visiva ed importante per interagire con il mondo e riflettere su di
esso
david marr il teorico pi importante sul riconoscimento degli oggetti.
Teoria computazionale dei processi implicati nel riconoscimento degli
oggetti, suggerendo diverse rappresentazioni che forniscono
informazioni sempre pi dettagliate sull' ambiente visivo:

abbozzo primario : descrizione bi-dimensionale delle principali


variazioni d' intensit luminosa dell' input visivo, e informazioni sui
margini, profili e macchie.

Abbozzo 2.5-D : Descrizione della profondit ed orientamento


utilizzando informazioni dalla sfumatura, tessitura, movimento,
disparit binoculare.

Rappresentazione modello 3-D : descrive tridimensionalmente le


forme degli oggetti e la loro posizione relativa .
La teoria di biederman invece un ampliamento di quella di marr

Teoria dei geoni.

Oggetti costituiti da forme di base note come geoni (ioni geometrici)


es, cubi, cilindri, sfere, archi, cunei. Esistono circa 36 geoni differenti
che possono essere combinati in un numero infinito di modi. L' enorme
variet di descrizioni di oggetti fornita dai geoni deriva in parte dalle
diverse relazioni spaziali possibili tra di essi. Estrapolate le componenti
di un oggetto visivo e le relazione tra queste, v' un confronto con le
rappresentazioni di oggetti immagazzinate nella memoria, insomma l'
identificazione di un oggetto visivo dipende da quale rappresentazione
immagazzinata in memoria si adatta meglio alle informazioni basate
sui geoni provenienti dall' oggetto.
Prima fase : estrapolazione dei margini in base alle differenze nelle
caratteristiche superficiali (es. luminosit, tessitura o colore)
seconda : decidere come frazionare un oggetto visivo per stabilire il
numero di parti che lo costituiscono
necessario poi decidere quale informazione relativa ai margini
rimanga immutata indipendentemente dall' angolo di osservazione.
Propriet invarianti dei margini :
curvatura : punti su una curva
linee parallele : le serie di punti disposti in parallelo
co-terminazione : margini che finiscono in un punto comune
simmetria: contrapposta all' asimmteria
co-linearit : punti in una linea retta. Il riconoscimento degli oggetti
dipende dall' individuazione dei geoni, che possono essere individuati
da tanti punti d' osservazione.

Parte importante della teoria di biederman in merito alle propriet degli


invarianti : principio di non casualit: regolarit nell' immagine visiva
riflettono regolarit reali nel mondo reale e non dipendono da
caratteristiche di un determinato punto di osservazione. Es. una linea
retta nell' immagine visiva riflette un margine retto nel mondo reale,
ma pu anche non essere cos
come riconosciamo gli oggetti quando le condizioni sono sub-ottimali?
(es. altro oggeto oscura in parte l' oggetto bersaglio)

1, le propriet invarianti possono essere individuate anche se


possibile individuare solo parte dei margini.
2.posto che le aree concave di un contorno siano visbili, possibile
colmare le parti mancanti
3.
sono disponibili numerose informazioni accessorie per
riconoscere oggetti complessi e qundi essi possono essere identificati
anche quando manca parte dei geoni
evidenze sperimentali
secondo biederman il riconoscimento degli oggetti non dipende dal
punto di osservazione

CAPITOLO 4
ATTENZIONE E PRESTAZIONE
agiscono sull' attenzione componenti emotive e motivazionali
attenzione : selettivit del processo di elaborazione presa di possesso
da parte della mente di uno solo tra tanti oggetti che si presentano
possibili o di un solo pensiero o in un corso d pensieri. L' essenza dell'
attenzione risiede nella focalizzazione o nella concentrazione della
coscienza

ATTENZIONE FOCALIZZATA UDITIVA


fenomeno del cocktail party studiato da colin cherry : capacit a
seguire una conversazione sola mentre molte persone parlano
contemporaneamente (quest' abilit si basa sull' uso delle differenze
fisiche es. sesso di chi parla, intensit della voce, posizione) per
focalizzare l' attenzione su di un messaggio uditivo. Infatti se cherry
faceva sentire due messaggi contemporaneamente ai due orecchi della
stessa voce era difficile differenziare i due messaggi solo sulla base del
significato. In un esperimento un messaggio veniva ombreggiato e
quindi ripetuto ad alta voce, mente un altro veniva inviato all' altro
orecchio e si notava come pochissime informazioni dell' altro
messaggio venivano elaborate. Quindi il messaggio trascurato non
veniva elaborato n posto in memoria.
Teoria di broadbent.
Test di memoria : presentate tre coppie di numeri in modo dicotico : tre
numeri differenti erano presentato uno dopo l' altro ad un orecchio,
mentre altri 3 contemporaneamente all' altro orecchio. Tendenza a
ricordare numeri orecchio per orecchio,
ipotesi legate ai risultati :

due stimoli presentati contemporaneamente accedono in


parallelo ad un registro sensoriale

uno stimolo passa attraverso un filtro sulla base di caratteristiche


fisiche mentee l' altro rimane nel registro per essere elaborato
successivamente


tale filtro necessario per prevenire il sovraccarico del
meccanismo a capacit limitata che elabora lo stimolo completamente.
Secondo questa teoria, si spiega anche il risultato del test dei numeri,
per cui il fltro seleziona un input alla volta sulla base delle
caratteristiche fisiche pi salienti legate ai due input. Non sempre per
il messaggio trascurato in fase di elaborazione precoce viene scartato.
Dagli studi si notato come il grado di somiglianza tra due messaggi
importante per la memorizzazione del messaggio non soggetto ad
ombreggiamento. Se all' ombreggiamento si associavano parole
presentate udivitamente, l' apprendimento era scarso mentre se a
questo si associavano parole presentate per immagini, l'
apprendimento era decisamente soddisfacente.
Un qualche significato viene comunque elaborato anche in assenza di
consapevolezza?

Venivano mostrate due liste di parole uditivamente, con il compito di


elaborarne una e ignorarne un' altra. Quando una parola
precedentemente associata ad uno shock elettrico veniva presentata
tra le parole da trascurare, si verificava reazione fisiologica, anche se
la parola era molto simile per suono o per significato alla parola
associata allo shock ( il che signfica che le informazioni del messaggio
trascurato erano state comunque elaborate). I soggetti con capacit di
memoria di lavoro scarsa, sono meno abili a controllare il focus di
attenzione.
TEORIA DI TREISMAN

tramite la tecnica dell' ombreggiamento, treisman scopr che soggetti


a volte ripetevano una parola che era stata presentata all' interno di un
messaggio trascurato
fenomeno dell' affioramento : quando la parola decisamente
plausibile nel contesto del messaggio soggetto a ombreggiamento, l'
analisi dell' informazione trascurata secondo la treisman solo
attenuata. L' analisi dello stimolo procede tramite gerarchia che inizia

da analisi basata su indizi fisici, pattern sillabici , per poi proseguire su


strutture grammaticali e significati. A volt gli stimoli elaborati
parzialmente all' interno del messaggio trascurato, superano la soglia
della consapevolezza.

Teoria di deutsch e deutsch


tutti gli stimoli verrebbero analizzati completamente, ma solo un input
determina risposta in base alla sua importanza nella situazione. In uno
stdio i partecipanti dovevano ombreggiare uno di due messaggi, e
interromperlo premendo poi un pulsante quando individuavano parole
bersaglio in uno dei due messaggi. Secondo treisman il messaggio non
ombreggiato avrebbe ricevuto analisi meno accurata, mentre secondo
deutsch non vi sarebbe verificata differenza. In realt l' individuazione
di parole bersaglio era maggiore nel messaggio ombreggiato. E infatti
anche studi neurofisiologici non supportano la teoria dei deutsch.
Soggetti sottoposti ad ascolto dicotico e prestavano attenione ad uno
dei due messaggi uditivi. Il compito consisteva nell' ndividuare parole
bersaglio presentate nel messaggio soggetto ad ombreggiamento o in
quello trascurato e vennero registrati i potenziali evento correlati. Dopo
100ms dallo stimolo sonda, gli erps erano maggiori quando era
presentato nel messaggio non trascurato.
Ritorno di broadbent.
Broadbent ha comunque sostenuto l' esistenza di un registro sensoriale
che conserva per un breve lasso di tempo le informazioni non
elaborate. Per poter accedere elaborare tutti gli stimoli trascurati,
dovremmo rivolgere rapidamente l' attenzione alle informazioni nell'
appropriato registro sensoriale, ma sono necessari circa 500 ms per
distogliere l' attenzione.
Spiegazione dell' elaborazione semantica occasionale degli stimoli
trascurati:
secondo treisman dipende da un filtro difettoso.
Altra spiegazione slittamento : l' attenzione viene spostata verso
stimoli presumibilmente trascurati.

In conclusione vi un' elaborazione ridotta degli stimoli trascurati


rispetto a quelli cui si presta attenzione

ATTENZIONE FOCALIZZATA VISIVA


La visione la modalit sensoriale pi importante e in essa coinvolta
un' area della corteccia maggiore rispetto alle altre modalit sensoriali.
poi pi facile controllare i tempi di presentazione degli stimoli visivi
anzich di quelli uditivi.
Due sistemi di attenzione visiva :
1.

volontario, endogeno , diretto all' obiettivo

2.

involontario, esogeno, guidato dallo stimolo.

Posner : attenzione nascosta (l' attenzione si pu spostare in un


diverso punto dello spazio in assenza di movimenti oculari)
esperimento : rispondere pi rapidamente possibile quando si
accendeva una luce. Prima della luce veniva presentato indizio centrale
o periferico , indizi a volte validi ( che indicavano dove sarebbe
comparsa la luce) e a volte non lo erano. Gli indizi validi favorivano
velocit di risposta maggiore rispetto a quelli non validi che
diminuivano la velocit di risposta. Se tra gli indizi, solo pochi erano
validi, questi influenzavano la prestazione solo se erano periferici.
Due sistemi diversi :
sistema endogeno : controllato dalle intenzioni e dalle aspettative del
soggetto, in seguito alla presentazione di indizi centrali
sistema esogeno : sposta automaticamente l' attenzione e si attiva in
presenza di indizi periferici non importanti . Stimoli inattesi

Due sistemi di corbetta e shulman :


1.
dall' alto verso il basso(rete dorsale) , costituito da rete dorsale
fronto-parietale (funzionamento influenzato dalle attese
2.
basso verso l' alto (rete ventrale), rete ventrale frontoparietale
dell' emisfero destro. Si attiva quando viene presentato stimolo
inatteso e potenzialmente importante. Questi due sistemi
interagirebbero. Rete ventrale interruzione del circuto, attenzione
visiva deviata dal focus corrente.
Evidenze sperimentali
studi di neuroimaging.
Quando i soggetti aspettano uno stimolo al quale non sono ancora stati
esposti, si attivano il solco posteriore intraparietale, solco postcentrale, solco precentrale e solco frontale superiore.
Per quanto riguarda il sistema guidato dallo stimolo ( es individuare
stimoli a bassa frequenza) si attivavano aree come giunzione temporoparietale, solco intraparietale campo oculare frontale e giro frontale
medio.
Per i compiti usati per valutare le aree celebrali che si attivano in
seguito all' utilizzo del sistema attenzionale dorsale, erano diversi
rispetto a quelli usati per valutare il ventrale, non ci sono studi di
confronti.
Per ovviare a questi problemi, alcuni studiosi hanno messo su questo
esperimento :

risultati : non v' era sovrapposizione nelle aree associate al top down e
bottom up (sistemi separati).
Si parla per di correlazione tra tipo di attenzione e attivazione sistema
legato a questo.
Come si dimostra se il sistema dorsale influenza l' attenzione e la

percezione?

L' attenzone guidata dallo stimolo catturata pi da elementi di


disturbo che da elementi salienti
attenzione focalizzata visiva simile alla luce prodotta da un riflettore
che illumina e rende visibile ogni cosa all' interno di un' area piccola
del campo visivo, ma che rende impossibile vedere cio che sta al di
fuori del fascio di luce del riflettore. Oppure lente di un obiettivo che
allarga l' area coperta dal fascio luminoso. Quindi agli effetti prodotti
dalla luce del rifletttore, mentre altri la paragonano alla lente di un
obiettivo (obiettivo zoom) che permette di allargare o ridurre l' area
coperta dal fascio luminoso. Studi a conferma in cui le prestazioni sono
migliori quando l' attenzione pi focalizzata su un obiettivo. Vi per
un allargamento di questa teoria, ovvero quella dei riflettori multipli,
secondo cui l' attenzione focalizzata visiva molto pi flessibile
rispetto a quanto si era ipotizzato nel modello obiettivo zoom.
possibile infatti mostrare attenzione divisa e quindi diretta a due o pi
regioni dello spazio non adiacenti.

Cosa viene selezionato nell' attenzione focalizzata visiva? Possiamo


prestare attenzione ad un' area o ad una regione dello spazio, o ad un
oggetto o a pi oggetti, oppure focalizzare attenzione su un' area dello
spazio e su un dato oggetto insieme

sulla posizione : es. maggiore elaborazione dello stimolo sovrapposto


all' ovale cui si prestava attenzione

sull' oggetto : oggetti sovrapposti ma differenza nell' elaborazione in


base ai risultati della fmri in base all' oggetto che era oggetto di
attenzione. Oppure i pazienti neglect che non riescono a a prestare
attenzione agli stimoli presenti nel campo visivo sinstro
sull' oggetto e sulla posizione :

gli stimoli trascurati ricevono invece una minore elaborazione rispetto


a quelli verso cui viene posta attenzione