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Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

in famiglia
asualmente ho sentito questa storia
alla TV: un ragazzo,
venuto legalmente
dallAfrica per raggiungere la madre che aveva
trovato lavoro in Italia, dopo
qualche tempo si era ritrovato
solo e senza mezzi a causa
della morte per tumore della
mamma.
Era ben presto diventato
facile preda degli spacciatori
ed era entrato nel giro della
mafia. Per non aveva resistito
a lungo e si era autodenunciato. Alla domanda del giornalista come mai si era deciso a
questo passo, ha risposto: non
potevo vivere, cos, non mi
riconoscevo pi, mi sembrava
di essere un altro. Con questa
gente non si pu parlare di
sentimenti, ma solo di roba e di
soldi.
Mi venuto di pensare ai
nostri ragazzi che si divertono a
seviziare i compagni pi deboli, persino a dar fuoco a un
povero barbone addormentato sulla panchina di una stazione, o a tentare di far deragliare un treno per andare su you-

tube. In questi casi sentimenti e


intelligenza sembrano completamente offuscati se non proprio inesistenti e, da quanto
traspare dalle cronache, si
direbbe che i protagonisti di
queste tristi storie spesso non si
rendono neppure conto della
gravit dei loro atti e delle
relative conseguenze.
Siamo inclini a pensare che
luso sconsiderato dei mezzi
informatici li induca a confondere il virtuale con il reale, ma
anche vero che i nostri piccoli non vengono educati al
senso della responsabilit personale e men che meno al
senso del dovere, sicch via
via che crescono non si pongono limiti nel loro operato.
Rousseau avvertiva: se Emilio,
giocando a palla, ha rotto il
vetro della finestra della sua
camera, non correte subito ai
ripari, ma fategli patire per
qualche notte il freddo che
penetra dallester no. Sar
meno sbadato nel futuro.
In realt gli adulti o non
badano o tendono a minimizzare: sono ragazzi; oh i giovani di
oggi!; let, metteranno giudi-

Luigi Cosentino e Stefania Guagenti

Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

Fabio Furnari e Giusi Giammello

zio. Neppure quelli che hanno il


dovere di educare li aiutano a
misurare gli effetti delle loro azioni, a prevederne le conseguenze e quindi ad abituarsi a riflettere e ad esercitare quellautocontrollo che varrebbe a evitare
atti a volte irreparabili.
Del resto si deve riconoscere che anche gli adulti, a tutti i
livelli, non danno buon esempio. Il recente terremoto
dellAbruzzo ha fatto insorgere
sospetti che la calamit naturale stata aggravata dal
mancato rispetto delle norme
edilizie in zone sismiche. Si riuscir ad accertare le eventuali
responsabilit? E quandanche si accertassero, chi potr
restituire i morti ai loro cari?
Ma torniamo ai giovani. Ad
esempio, oggi fa tendenza
bere alcolici al bar, al pub, o in
discoteca e le statistiche ci
dicono che il primo drink a
11/12 anni.
Ragazzate, si dice, dopo
qualche sbornia lasceranno.
probabile, ma anche probabile che non pochi ragazzi si
accorgeranno troppo tardi
degli effetti dellalcol, che non
sono meno devastanti di quelli
della droga.

Stefano Gianci e Mariagiovanna Napoli

Francesco Montemagno e Veronica Peccarisi

Il problema della prevenzione sempre pi urgente. La


legge 328/2000 e lAccordo di
Programma Quadro, cosiddetto A. P. Q. Giovani, assicurano
finanziamenti agli Enti locali
per affrontare le emergenze
educative e rieducative in
sinergia con la famiglia, la
scuola, le agenzie educative,
religiose e non, del territorio. Si
riconosce che necessario
offrire ai giovani spazi di dialogo e di relazione con la guida
di adulti significativi che possano costituire validi modelli; luoghi in cui si condividano atti-

vit formative, artistico-culturali, sportive, amicizie sincere e


dove si possa sperimentare
una socialit improntata al
rispetto dellaltro, delle cose
comuni e delle regole, alla solidariet, al riconoscimento
delle proprie possibilit e dei
propri limiti, nonch delle
capacit altrui e dei vantaggi
della cooperazione.
Le associazioni di volontariato e culturali, le cooperative
sociali, i cittadini attivi che
hanno a cuore il bene comune, possono avere un ruolo in
tutto questo. Ma non si pu
aspettare ladolescenza per
intervenire, sarebbe troppo
tardi. Resta primario il compito
della famiglia nelleducazione,
che comincia dal concepimento e si fonda sul positivo
che, mediante l'amore, le cure
e lesempio dei genitori, si struttura giorno per giorno nella psiche del bambino.
La famiglia il luogo privilegiato per leducazione dei
sentimenti e lorientamento ai
valori umani e cristiani, che
dovranno illuminare e supportare il pensiero e lagire della
persona. Quelle esperienze
educative e culturali di cui ho

25 anniversario di matrimonio
di Luigi Messina e Domenica Boria

detto sopra devono essere


offerte anche ai bambini,
come occasioni importanti per
fare emergere capacit, attitudini, interessi seri e costruttivi
e fare acquisire stili di vita, abilit, autostima, amore per il
bello e il bene, premesse
necessarie per orientarsi a
costruirsi un progetto di vita e
soprattutto quelle difese interiori per rifiutare nelladolescenza le eventuali proposte
negative provenienti dal gruppo o come si usa dire dal branco.
Francesca Nestler Giordano

Battesimo di Angelo Mingiardi

Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

La visita di
P. Innocenzo
da Caltagirone,
Generale
Cappuccino,
a Savona e
a Genova
nel 1649
Monumento del Servo di Dio - particolare
P. Innocenzo Marcin benedicente del Prof. Luigi Angelico

superiori devono visitare a cadenze regolari


notorio le comunit
delle province loro affidate e, in ambito pi vasto, il
superiore generale le province del
rispettivo ordine. Da tale norma
non si discosta lordine cappuccino, sebbene dopo qualche anno
le visite vengano dimenticate e la
loro impressione sia scalzata da
quella suscitata dallultima: inevitabile, giacch come sentenziava
lImperatore filosofo: Tutto dura
un giorno, sia chi ricorda, sia chi
ricordato (Marco Aurelio,
Ricordi, IV, 35).
Ma alcune visite restano nella
memoria per pi generazioni e si
conquistano un posto negli annali
delle cronache e nei libri di storia.
Questo il caso di P. lnnocenzo,
nato a Caltagirone il 23 ottobre
1589, accolto fra i Cappuccini
della Provincia di Siracusa: frate di
santa vita, osservantissimo della

regola, adorno di ogni virt


umana e cristiana, caro ai fedeli e
ai confratelli che lo vollero generale dellOrdine.
Appunto in codesta mansione
P. Innocenzo aveva visitato le province della Germania, delle
Fiandre, della Francia e della
Spagna, segnalandosi, suo mal
grado, per prodigiose grazie,
segnalati miracoli, incredibile concorso di popoli, tanto da suscitare
preoccupazione nelle autorit civili che gli assegnavano manipoli di
soldati per difenderlo dalla venerazione della folla.
Nella penultima visita compiuta
in Francia, si segnalarono prodigi
strepitosi: mediante il segno di
Croce tracciato sulla fronte dei
fedeli da P. Innocenzo, ciechi riacquistarono la vista, zoppi luso
delle gambe, malati la sanit. La
Divina Provvidenza si serviva evidentemente del Suo servo fedele.
Non meraviglia, per tanto, se il

21 novembre 1649 una folla salisse alla chiesa dei Cappuccini in


Savona, non appena apprese la
venuta del Generale. Il convento
cappuccino, eretto sulle alture di
Savona, in localit chiamata
Villetta, lanno 1538 , era stato
ricostruito nel 1610 ed il 30 agosto
1626 Mons. Francesco Maria
Spinola, vescovo diocesano, aveva
consacrato la chiesa. Il complesso
era allora un poco isolato rispetto
alla citt, ancora racchiusa fra le
mura medioevali, accessibile
merc tortuosi riss (strade lastricate di ciottoli tondi), tutto circondato da orti, campi e boschetti. Il
complesso tuttora posseduto ed
officiato dai cappuccini liguri. Il
Generale vi fu ospite durante la
settimana di visita.
Savona apparteneva alla
Repubblica di Genova da poco
pi di un secolo, dal 1528, ed era
amministrata da un governatore
nominato ogni anno dal potere

centrale, bench nelle questioni


ordinarie ed interne sussistessero
gli anziani e le altre magistrature
e consuetudini stabilite dagli
Statuti dellantico e glorioso
comune medievale sabazio. Nel
1649 era governatore il magnifico
Gio Tommaso Serra, patrizio
genovese. Vescovo era il teatino
Francesco Maria Spinola (162464), allora assente dalla citt e
supplito dal vicario il Canonico
Benedetto Malfante. Nel suo quarantennale di vescovato il presule
dovette contrastare esorbitanti
pretese del Governatore e difendere i diritti della diocesi da pi
parti attentati.
Gli abitanti risultavano nella
stragrande maggioranza buoni e
religiosi e la citt ospitava un rilevante numero (se paragonato alla
esiguit delle anime) di conventi
maschili e femminili e di confraternite laicali. Il 18 marzo 1536
poi in una valle di Savona era
apparsa la Beata Vergine di
Misericordia, che subito conobbe
amplissima venerazione e per
secoli fu tra i santuari mariani pi
illustri, dopo quello lauretano. La
stessa provincia cappuccina ligure
si pose sotto la protezione della
Madonna della Misericordia.
A livello economico e demografico Savona passava un lungo
periodo di torpore, ed anzi lanno
innanzi vari quartieri presso il
Molo erano stati in gran parte
distrutti, con rovine rilevantissime
e quasi un migliaio di morti. La
notte del 7 luglio 1648 infatti un
fulmine aveva acceso il deposito
di munizioni custodite nel castello
di S. Giorgio, causando lo scoppio
di oltre mille barili di polvere da
sparo.
Fra le comunit religiose tragicamente provate, si menzionano i
Padri Scolopi, i quali persero sette
confratelli (il fondatore S.
Giuseppe Calasanzio li ricordava

piangendo) ed il sacro complesso


appena costruito, nonch le
Carmelitane scalze dello Spirito
Santo.
Queste concise notizie ci sembrano indispensabili per inquadrare la visita del Generale cappuccino al convento di S. Giuseppe in
Savona.
E per ascoltare la voce di un
testimone cediamo la parola a Fra
Angelo Lamberti, patrizio savonese, entrato nei Cappuccini lanno
1628 e morto nel 1675. Nei ritagli
di tempo, espletati i doveri religiosi, egli manifest il suo amore per
lOrdine e per la citt nata, rivedendo ed ampliando gli annali di
Savona compilati da Gio Vincenzo
Verzellino (1562-1638), impressi
solo a fine Ottocento ed ancor
oggi ritenuti fededegni e fondamentali. Le pagine susciterebbero
molteplici considerazioni, ma
essendo diffuse e perspicue, ne
basti il riporto, cos da non abusare dellospitalit concessaci.
Gian Luigi Bruzzone

Giunto questo Padre in Savona,


incredibile i] concorso delle genti,
che si port al convento de
Cappuccini, posciach non solo
quelli della citt e suburbii, ma
anco quei di Varazze, Celle,
Albisola, Vado, Quiliano e
Spotorno, lasciavano quasi disabitate le loro terre, concorrendo tutti
per vedere questo servo di Dio, in
modo tale, che non potendo capire
i popoli nella chiesa, n tampoco
nel convento, n nelle strade,
parevano eserciti accampati o
schierati in quella pianura in faccia del convento situata. La chiesa
de Cappuccini, in tutti quei sei
giorni, chegli si ferm in Savona,
stette sempre ripiena da tutte lore
del giorno sino a notte, aspettando
tutti la sua benedizione e dudire
la sua messa, e communicarsi da
lui, siccome seguiva giornalmente,

communicandosi infinita gente,


onde gli conveniva ogni mattina
far pi giri intorno tutta la chiesa,
dallaltare sino alla porta di essa
per communicare, e con grandissima difficolt per la gran calca
delle persone; facendo ancora gli
stessi giri per la chiesa quando
benediceva e segnava in fronte col
segno della santa Croce. Ricev
visite dal signor Governatore e dal
signor Vicario del Vescovo (trovandosi assente esso Vescovo) e
volendo poi il Padr e Generale
andar a render la visita a suddetti signori, con gran fatica pot
ridursi alla porta del convento, per
uscir fuori di esso, tanto erano
pieni i dormitorii, le scale, i chiostri e per dove doveva passare di
gente; ma giunto pur alla porta, e
veduto da esso' la moltitudine del
popolo che al di fuori laspettava
(sparsasi gi la voce della sua
uscita dal convento per render le
dette visite) avendo egli per prova,
che non avrehbe potuto muover
passo nellandar da suoi piedi per
la calca delle genti, risolse salir a
cavallo, ed in tal modo, non senza
anche gran travaglio si port alla
citt, soddisfacendo prima allimportune instanze e divozione delli
monasteri di S. Ter esa, di S.
Chiara e dellAnnunciata, di dove
poi and dal signor Governatore e
dal signor Vicario del Vescovo,
accompagnato per sempre da
molti alabardieri tedeschi ed altri
soldati con archibugi ed armi dasta, assegnatili dal signor
Governatore, per far stare lontana
la gente, acci potesse proseguire il
suo camino, senza pericolo di
restar soffocato dalla calca; e per
verit fu molto opportuno e necessario tal ripiego. Ritor nato il
Generale al suo convento, attese
alle sue funzioni della visita, per
solamente di notte tempo, posciach di giorno non gli veniva permesso dalle molte visite di signori e

Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

signore, che tutti per loro divozione bramavano vederlo, riverirlo o


parlargli; e singolarmente molti
signori savonesi andarono a bella
posta al convento a pregarlo si
compiacesse benedire la Citt per
li tanti travagli patiti nel precedente anno; il che prontamente
fece, con vestirsi la cotta e stola, ed
affacciatosi a quella finestra del
dormitorio che riguarda tutta la
Citt, dopo molte preci recitate a
proposito della funzione, la benedisse, assistendovi tutti quei Padri
ed anco i suddetti signori, che tutti
consolati si partirono; ed a nome
della Communit fu poi il
Generale molto copiosamente
regalato delemosine per uso del
convento, oltre anco le moltissime carit, che furono
mandate da particolari
signori cittadini, che pur
fur ono in grandissimo
numero.
Dopo essersi il detto
Padre trattenuto in Savona
dalli 21 novembre, sino alli
27 si part, inviato a
Genova, dove non fu minore, anzi maggiore la commozione del popolo al suo
arrivo, e fu tale e tanto il
concorso della gente, che
pare impossibile a credersi.
Ebbe visite dalla pi principal nobilt di quella Citt, e
molti riceverono grazie particolari. Aveva questo Servo di Dio
il dono di penetrare linterno degli
uomini, il che si conobbe da due
particolari casi occorsi in Genova.
Il primo fu dun signore, il quale
fece grandissima instanza dabboccarsi seco per la sua consolazione spirituale, ed ottenuto lintento, entrato in sua stanza, prostrato a suoi piedi, lo suplic a
voler pregare per lui e dargli la
sua benedizione; gli rispose il
Padre con queste precise parole:
La benedizione di Dio non cade

sopra chi non si contenta di mangiare alla sua propria mensa, ma


vuol mangiare alla mensa altrui,
volendo riprennere con tal modo
di parlare quel signore, perch
aveva mala pratica con una
donna maritata, onde partito da
lui tutto confuso, esclam con un
Cappuccino suo confidente ed
amico, con queste parole, sempre
dirottamente piangendo: O Padre!
Questo Generale un santo,
posciach niuno, eccetto Iddio, e
me, sa chio tenga la tal pratica, e
pure egli me lha manifestata; n
tampoco veruna persona sapeva la
mia risoluzione di venir a parlare
a questo Padre; eppure egli mha
subito saputo dire lo stato mio.

Laltro caso fu dun altro signore, che ricerc la benedizione da


questo Servo di Dio, a cui egli
rispose, che la benedizione di Dio
non cadeva sopra persone sanguinarie e che tengono continuamente le mani imbrattate di sangue
umano, il che udito da tal signore,
rimase stupito, e come fuori di se,
pensando in qual modo avesse
potuto sapere lo stato suo, mentre
a Dio solamente ed a se stesso era
noto lesser egli stato omicida.
Nella partenza poi che fece

Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

questo Padre Generale da Genova


per inviarsi a Roma, il senato serenissimo lonor duna galera sino
a Livorno, ed anco per pi oltre se
egli avesse desiderato. For nito
chebbe la carica del generalato, si
ritir alla sua pr ovincia di
Siracusa in Sicilia, e fu assegnato
dallubbidienza a stare di famiglia nel convento di Calatagirone
sua patria, dove esercitandosi
nelle virt sante, e negli esercizii
pi bassi e vili del monastero,
finalmente ricco di meriti, forn
santamente i suoi giorni in detto
convento nellanno 1655 add 16
novembre, in et danni 66.
Alla sua morte vi fu grandissimo concorso de popoli, e seguirono molti miracoli e grazie.
Fu sepolto nella cappella
dove si sogliono seppellire gli
altri frati, in una cassa per
di legno, posta quattro palmi
sotto terra; ma per esser il
luogo assai umido, passati
quattro anni fu cavato di l,
e fu trovato il suo corpo tutto
intiero; bench consumati
fossero labito e le mutande,
di maniera che stava in
piedi come se fosse vivo; e
quei pezzetti dabito e
mutande avanzati, distribuiti furono per divozione, e
per essi oper Iddio diversi
miracoli, e concesse molte
segnalate grazie, per intercessione di questo suo fedel Servo;
laonde il Padre Procuratore generale de Cappuccini, mand da
Roma in Sicilia a posta il Padre
Zaccaria da Bologna Cappuccino,
per raccorre le debite relazioni
della vita e miracoli di detto Padre
Innocenzio, avendone formato un
gran volume.

ANNUALE COMMEMORAZIONE DEL SERVO DI DIO

P. INNOCENZO MARCIN
A CALTAGIRONE DOMENICA 27 SETTEMBRE 2009

TRIDUO DI PREPARAZIONE
24 - 25 - 26 settembre
Ore 7,30 S. Messa
Ore 17,00 Rosario
S. Messa con Omelia
Preghiera per la
glorificazione del
Servo di Dio.
Domenica 27 Settembre 2009 ore 17,30

SOLENNE CONCELEBRAZIONE
presieduta da

S. Ecc. Rev.ma Mons.

ANGELO AMATO

Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi


che terr il discorso commemorativo
con la partecipazione di

S. E. Mons.

VINCENZO MANZELLA

Vescovo di Caltagirone

G.V. Verzellino-[A. Lamberti], Delle memorie ... di Savona, Savona 1891, vol. II, pp.
328-331.

Evan Luigi Bruzzone

PACE E BENE
Caltagirone, giugno 2009

I CAPPUCCINI DI CALTAGIRONE

Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

.... Vi voglio raccontare


come PADRE INNOCENZO si
fatto conoscere da me.
Mia moglie stata operata di
tumore alla mammella, dopo
che si ripresa un po dallintervento siamo andati a Milano
per una visita oncologica.
Eravamo ospiti di mia sorella, un pomeriggio, mia moglie
stava aiutando mio nipote a
farsi i compiti e io ero sulla
sdraio, cercavo di appisolarmi
ma non riuscivo a prendere
sonno, ero con gli occhi chiusi
ma non dormivo, anche perch
il bambino faceva un po di
capricci.
Allimprovviso comparsa
davanti ai miei occhi chiusi
unimmagine di un volto che io
non avevo mai visto, ho aperto
subito gli occhi ma non vedevo
niente, li ho richiusi e di nuovo
vedevo la sua immagine, che mi
rimasta scolpita in mente.
Non sapevo cosa pensare,
dicevo tra me e me ma chi
questo? non ho detto niente a
nessuno mi sono alzato e la
cosa finita l.
Dopo qualche settimana
siamo ritornati a casa, naturalmente dopo tre settimane fuori
cera un bel po di posta che
mia cognata aveva messo sul
tavolo.
Abbiamo controllato tutta la
posta, tra cui cera anche un
giornalino di PADRE INNOCENZO che non era indirizzato a
noi. Mia moglie lo ha messo da
parte dicendomi che non era

nostro, rimasto li sul tavolo per


tre giorni, non ci facevo caso,
passavo l vicino tante volte ma
non mi accorgevo di niente.
Ad un tratto guardando quel
giornalino e pur sapendo che
non era nostro, come spinto da
qualche cosa, lho dovuto aprire. Apro a caso una pagina e i
miei occhi si posano su una
riga dove diceva anche in altri
casi come quando mi sono operata di tumore alla mammella
PADRE INNOCENZO mi stato
vicino.
Era una testimonianza di una
signora ma quello che mi ha
colpito che i miei occhi si
sono posati su quella frase e
non era certo una coincidenza.
Ho fatto leggere questa cosa
a mia moglie ed rimasta colpita pure lei.
Io ancora non mi ero reso
conto, non avevo guardato limmagine di PADRE INNOCENZO,
sfogliando il giornalino ho visto
il suo volto e solo allora mi
sono reso conto che quello era
il volto che avevo visto qualche
settimana fa a Milano.
Ho raccontato tutto a mia
moglie e subito abbiamo pensato che non era un caso, PADRE
INNOCENZO voleva farsi conoscere da me, cosi come abbiamo potuto siamo andati a trovarlo, a pregare sulla sua tomba
e a ringraziarlo che tutto era
andato bene, lo pregheremo
sempre affinch tutto vada per
il meglio.
N. N.

Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

ROMA - PADRE INNOCENZO ha salvato mio figlio Giovanni di 57


anni. La notte del 9 gennaio 2009, mio figlio fu colto da un fortissimo
malore con dolori al braccio sinistro, alla spalla, al petto e dolori addominali. Fu portato al pronto soccorso dove gli venne diagnosticato
ischemia alla coronaria del cuore. Mi sono rivolta con tutto il cuore a
PADRE INNOCENZO (premetto che anni fa mi apparso) e gli dissi
Vai Tu da Giovanni, aiutalo. Infatti dopo qualche giorno mio figlio mi
disse di aver visto PADRE INNOCENZO sul monitor, apparecchio per
controllare la pressione e i battiti cardiaci, a met busto e con il saio
colore marrone. Dopo pochi giorni mio figlio fu dimesso.
Ho promesso a PADRE INNOCENZO di venire con mio figlio a
pregare sulla sua tomba.
Giuliana Maninetti

P. Antonino Nestler, Vice-Postulatore del Venerabile P. Innocenzo,


festeggiato dai suoi parenti nel giorno dei suoi 80 anni.

Suore del S. Cuore da Ragusa, Rosolini (SR) e Caltagirone

Secondo gruppo Scuola media - Castagnolo di Agrigento

Primo gruppo Scuola media - Castagnolo di Agrigento

Centro EDA - Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci - Mussomeli (CL)

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Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

Egr. Vice Postulatore


Convento Cappuccini - Caltagirone
Sono una persona anziana vissuta, fin da giovane, sotto la protezione del Servo di Dio, Padre Innocenzo che, in modo mirabile, mi ha sempre, in ogni necessit elargito innumerevoli grazie.
Ora scrivo per comunicare quello che io stimo un miracolo ricevuto: la guarigione di mio figlio.
Per parecchi mesi, prima dellestate 2007, mio figlio, anni 49, fu tormentato da forti mal di gola che nessun antibiotico riusciva a lenire.
Furono eseguiti molti esami e furono consultati vari medici specialisti e tutti consigliarono lasportazione delle tonsille anche
se, data let, si sarebbe potuto andare incontro a possibili inconvenienti.
Fu fissata una data per loperazione. Gi nellattesa io cominciai a pregare Padre Innocenzo. Intanto il male avanzava con febbri
e forti tremori notturni. Mio figlio perdeva giornalmente le forze e visibilmente mostrava un pallore rilevante. Padre Innocenzo
ascolt le mie preghiere ed apr una via inaspettata per la guarigione.
Un giorno, infatti, in seguito a vari eventi, per una visita in un ospedale, mio figlio incontr un medico di tuttaltra specializzazione, un gastroenterologo, il quale, al vedere il pallore e lo stato generale di mio figlio, si stup che riuscisse ancora a stare in
piedi e si premur per farlo immediatamente ricoverare.
Il ricovero, pur difficile, anchesso, secondo me, fu una grazia del cielo ed avvenne qualche giorno dopo.
Eseguiti altri esami, mio figlio venne subito trasferito in un ospedale pi attrezzato, il Policlinico Gemelli, con la diagnosi di
endocardite che nulla aveva a che fare con loperazione alle tonsille che, date le condizioni di mio figlio, se fosse stata eseguita, gli sarebbe potuta essere fatale.
Si trattava, invece di un batterio che, moltiplicatosi pericolosamente, lo aveva mal ridotto e gli aveva rovinato una valvola cardiaca.
Subito i medici ricorsero ad antibiotici potenti e mirati da iniettare ininterrottamente, notte e giorno, mediante endovena, per
almeno tre mesi. Gli stessi medici, del reparto malattie infettive, dichiararono subito la gravit del male che avrebbe potuto far
sorgere gravissime conseguenze.
Un pomeriggio, infatti, me presente, mio figlio fu colpito da una sincope e cadde a terra di colpo non dando pi segni di vita.
Alto e pesante come egli , inoltre, batt fortemente la testa con conseguente emorragia cerebrale. Io lo credetti morto. Portato subito, ancora incosciente, al reparto delle cure intensive, poche si presentavano le speranze di salvezza. Allora pregai e pregai, notte e
giorno, stretta al petto limmagine di Padre Innocenzo, finch un giorno, tornato al reparto, un medico dichiar che, nonostante
quanto successo, mio figlio non aveva riportato alcun danno neurologico. Era per me un miracolo.
Ancora quasi incredula, non so se nello stesso giorno, guardando il cielo da una finestra della camera dellospedale, pregai
ancora con fervore.
Padre Innocenzo! dissi silenziosamente voglio comunicare questo miracolo, ma giacch anche altre preghiere sono salite
al cielo per mio figlio, ti prego, fammi chiaramente capire che stato un tuo miracolo, impetrato da Te.
Ed ecco che, come risposta alla mia preghiera, vidi dun tratto, sorgere pian piano, uno splendido arcobaleno che, dalla parte opposta del cielo, veniva meraviglioso verso di me. Esultai. Era la risposta alla mia preghiera. Tuttavia, forse per la mia troppa precisione,
ancora pregai: Padre Innocenzo, per altri forse questo segno potrebbe non bastare. Ti prego, dammi un segno ancora pi evidente. Ed
ecco che un altro arcobaleno sorse nel cielo. parallelo al primo. E non era un riflesso, perch era ben definito. Lo feci notare a mio figlio
e allinfermiera che in quel momento era nella stanza. N io n loro avevamo mai visto due arcobaleni insieme, paralleli e splendidi.
La malattia non era per debellata ed un altro mese dansia terribile sorgeva. Infatti, ora mio figlio si trovava a vivere tra due
pericoli gravissimi. Da una parte su lui gravava il pericolo di altre sincopi, di altri emboli forse mortali, possibili in ogni momento, a detta dei medici, finch non fosse stato operato al cuore, mentre, daltra parte, era inoperabile per via dellemorragia cerebrale non ancora del tutto scomparsa e che rendeva loperazione pericolosissima.
In quel terribile mese pregai ancora tanto Padre Innocenzo e con tanta fede. Notte e giorno avevo sempre con me la sua
immagine miracolosa.
Infine tutto and bene.
Per le preghiere di Padre Innocenzo, Dio ha salvato la vita di mio figlio.
Spero di poterlo sempre ringraziare.
Ora ringrazio chi legger questa lettera e mi scuso per essermi tanto dilungata.
Con molta riverenza
Maria Bottiglieri - Roma

CANADA
Ringrazio PADRE INNOCENZO da Caltagirone per
avermi accontentato in tutto
quello che gli ho chiesto e lo
prego perch mi aiuti in tutti
i miei bisogni e mi protegga.
Sono devoto da pi di settanta anni.
Campo Calogero
U.S.A.
Ringrazio PADRE INNOCENZO da Caltagirone per aver
ascoltato le mie preghiere e
spero che sempre protegga
me e la mia famiglia
Scudera Jos

DELIA
Per riconoscenza e gratitudine a PADRE INNOCENZO.
Lazzara Maria Augello

Circolo Didattico
Mario Rapisardi
Infanzia e Primaria
di Catania
Convitto Nazionale
M. Cutelli
Scuola Media
di Catania
Gruppo
Chiesa Santa Marta,
Fondo Consiglio
di Messina,
col Parroco
Don Nino Fazio

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Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

Un frate
innamorato
della sua vocazione
3

6
1. Gruppo della Chiesa Madre di Burgio (AG)
con lArciprete Don Giuseppe Coppola e col Sindaco Vito Ferrantelli
2. Gruppo da Gangi (PA)
3. Gruppo da Moio Alcantara (ME)
4. Gruppo della Chiesa Madre di Salemi (TP)
guidato dal Signor Sebastiano D'Angelo
5. Gruppo da Trapani
6. Gruppo della Parrocchia di S. Pietro di Modica (RG)
con il parroco Don Carmelo Lorefice
7. Gruppo della Parrocchia Maria SS. dell'Elemosina di Biancavilla (CT)

Alle ore 7.45 del 31 gennaio tornato alla Casa


del Padre P. Pacifico Formica.
Nel gennaio del 2008 lavevamo portato ad Ain
Karin visto che le sue condizioni di salute, peggiorate dopo il suo trasferimento da Sortino a Siracusa,
richiedevano unassistenza attenta e continua.
Ricordo ancora la freschezza e la commozione con le
quali lungo la strada che portava da Siracusa a
Carlentini indicava a me e a F. Emiliano i posti in cui
aveva trascorso periodi significativi della sua infanzia.
Dopo il primo mese di fisiologico disagio di adattamento, aveva maturato una serenit saggia e sorridente, diventando anche punto di riferimento per gli
altri ospiti che, a volte, chiedevano il suo conforto e
i suoi consigli.
Particolarmente forte e di sostegno stato il rapporto che Mons. Sortino, responsabile della Casa, ed,
in particolare, la direttrice Suor Anna hanno creato
con P. Pacifico. Egli ne parlava con tanto affetto e
tanta gratitudine, nutriva nei loro confronti sentimenti di profonda stima e fiducia. Sento il dovere di ringraziare dal profondo Suor Anna e Mons. Sortino per
il modo affettuoso, competente, rispettoso e attento

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con cui si sono rapportati con P. Pacifico. Toccante


stato sentire la loro vicinanza e il loro dolore alla
morte del nostro confratello.
Mi ha sempre edificato il fatto che ogni volta che
andavamo a fargli visita, P. Pacifico ci accoglieva
sempre con un sorriso sereno e affettuoso, chiedeva
con interesse notizie di tutti i frati della Provincia e
voleva essere aggiornato sulle novit nella Chiesa e
nellOrdine. La passione per la nostra vita rimasta
forte e presente in lui anche quando soffriva per gli
acciacchi degli anni e della salute. Credo che lassistenza accurata e il monitoraggio puntuale dei farmaci gli abbiano permesso di esprimere il fondo del
suo cuore: uomo di fede, buono, accogliente, senza
pretese, affettuoso, sorridente e capace anche di simpatico umorismo. Nel suo testamento spirituale ha
scritto tra laltro: Non c stata mai in me la volont
di ostacolare quanto deciso dai Superiori.
Protesto di essere vissuto sempre nellaccettazione
della serafica Povert, che ho sempre considerato
come il presidio della mia vita religiosa... e conclude: Ritengo, infine, di dover chiedere scusa e perdono a tutti quei Confratelli che, nella mia immancabile
fragilit, avessi potuto deludere o offendere.
Nato a Sortino il 12 ottobre 1919, Giuseppe
Formica era entrato in noviziato nel 1935, aveva
emesso la professione perpetua il 27 ottobre 1940 ed
era stato ordinato sacerdote a Siracusa il 20 giugno
1941.
Nel 1969 viene eletto Ministro Provinciale. Sono i
difficili tempi post-conciliari che anche la nostra provincia vive in modo sofferto e problematico.
P. Pacifico tenta di stare al passo con i cambiamenti in modo prudente e attento. Nel capitolo del
1971 viene riconfermato Provinciale.
A nome della Provincia sento, infine, il dovere e
la gioia di esprimere un grazie fraterno a P. Pacifico
per la sua presenza, il suo impegno, le sue fatiche.
La sua lunga esistenza (avrebbe compiuto in ottobre
90 anni) di frate e di sacerdote sempre innamorato
della sua vocazione una preziosa eredit di fede
sincera e profonda, di interesse appassionato alla
nostra vita, di serio impegno a vivere il nostro carisma. Ci mancheranno i suoi interventi, le sue precisazioni, il suo sorriso divertito e ammiccante, le sue
battute.
Mentre ringraziamo il Signore per il dono che
stato per noi P. Pacifico. Lo affidiamo al nostro fratello e padre Francesco perch lo accompagni nelle
braccia del Padre.
(dalla circolare del P. Provinciale)

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Il Servo di Dio P. Innocenzo da Caltagirone

Ringraziano P. Innocenzo
(dallItalia)

Abbruzzese Nicolina (Lagonegro, PZ) - Addario Concettina Garozzo


(Siracusa) - Alaimo Stefania (Trapani) - Amato Giovanni (Gravina di Catania)
- Aprea Iolanda (SantAgata dei due Golfi, NA) - Arancio Giuseppe (Avola,
SR) - Avena Nicola (Palermo)
Bagnoli Franca (Pontedera, PI) - Barreca Giovanni (Roma) Berto Maria
Antonietta (Torino) - Bernardo Agostino (Caserta) Bonadei Attilia (Rovetta,
BG) - Bonadonna Giuseppe (Enna) Borgogna Maria Anna (Procida, NA) Bracchi Enrichetta (Cepina Valdisotto, SO) - Buzzotta Carmela (Palermo)
Cavigioni Pierangela (Gargafulo, NO) - Cavallo Paolo (Vigevano, PV) Caracciolo Clementina (Monreale, PA) - Cafararo Giuseppe (Sorrento, NA) Candura Prof. Sabina (Caltanissetta) - Capecchi Piero (Cecina, LI) - Cannizzo
Maria (Vittoria, RG) - Casamento Prof. Cristina (Bagheria, PA) Casarini
Libero (Gambara, BS) - Cassenti Carmela (Milena, CL) - Caltamano Rosa
(Siracusa) - Cannici Leonarda (Gratteri, PA) - Casetto Elena (Adria, Roma) Calvo Carmela (Priolo, SR) - Calabrese Adele (Noto, SR) - Cardaci Carmela
(Regalbuto, En) - Cavasino Pietro (Marsala, TP) - Campisciano Giuseppa
(Bisacquino, PA) - Cernuto Angela (Fiumedinisi, ME) - Cir Candiano Ilva
(Cosenza) - Contrafatto Vito (Caltagirone, CT) - Collura Angela (Aragona,
AG) - Consarino Alma (Catanzaro) - Curcio Anna Grazia (Catania) - Cumbo
Giuseppina (Polaveno, BS) - Currenti Giuseppa (Bronte, CT)

Morabito Gianfranca (S. Lazzaro Di Savena, BO) - Musso Antonio (Ragusa)


Nardoni Maria Liliana (Perugia) - Nicolaci Francesco (Novate Milanese)
Occhipinti Giovanna (Ragusa) - Oliva Francesco (Reggio Calabria) - Oliva
Luigia (Collecchio, PR)
Parisi Gino (Caltagirone, CT) - Pastor Pasqualina (Genova) Pazzone Caterina
(Sassari) - Pazzone Giovanna (Sassari) Pagano Dr. Giuseppe (Caltagirone, CT)
- Perazzoli Pasquina (Sangano, TO) - Perazzoli Mantovani Lena (Moncalieri,
To) -Persi Fausto (Alessandria) - Pippa Nicola (Guidonia, Roma) - Pierami
Lucia Rossi (Piazza Al Serchio, LU) - Placanica Maria in Porchia (Lamezie
Terme) - Ponziano Carmela (Trabia, PA) Profet Pietro (Palermo) - Puglisi
Antonina (S. Cipirello, PA) - Pulvirenti Maria (Caltagirone, CT)
Raiti Giuseppe (Sortino, SR) - Ramponi Benilde c/o Gurrei (Rivarolo) - Re
Stella (Roma) - Rinzivillo Tommaso (Pozzallo, RG) - Rizza Dora (Siracusa) Romano Luigi (Caltagirone, CT) Ruggiero Carolina (Capri, NA)
Saffer Bisoffi Rosina (Trambileno, TN) - Sauna Francesco (Gela, CL) - Schella
Teresa (Larino, CB) - Soraci Rosaria (Spadafora, ME) - Span Ciro (Bagheria,
PA) - Spica Rosalia (Montelepre, PA)
Taccone Alberto (Foggia) - Talarico Filomena (S. Giovanni in Fiore, CS) Trapanotto Francesca (Caltagirone CT)

Di Marca Antonio (Porto DIschia, NA) - Di Masi Filippo (Roma) - Di Paola


Alfia Natalina Asia (Catania) - Di Giovanni Maria (Livorno) - Di Franco Anna
Catalano (Augusta, SR) - Dimartino Maria (Ragusa) - Di Franco Piera
(Ragusa) - Dellaquila Angelo (Caltagirone, CT) - Dolcimascolo Francesco
(Enna) - Duomolo Teresa (S. Angelo in Formis, CE)

Uccello Francesca (Canicattini Bagni, SR) - Usella Grazia Boeddu (Ottana, Nu)

Falcone Giacoma (Caltagirone, CT) - Fazzone Maria (Alvignano, CE) - Failla


Dina Papale (Caltagirone, CT) - Fiattini Vittorio (Balangero, TO) - Filizzola
Giuseppe (Pregnana Milanese) - Fiorenza Maria Grazia (Catania) - Formia
Egle (Tonengo Di Mazz, TO) - Formia Maria (Tonengo Di Mazz, TO) Fraziano Fam. (Butera, CL) -Fuggini M. (Torino) -

Zampino Salvatore (Caltagirone, Ct) - Zizza Cristina (Guidonia, Roma)


Zuliani Rita (Udine)

Galvano Nicol (Pieve Emanuele, MI) - Garione Ivana (Tonengo Di Mazz, TO)
- Garione Paola (Tonengo Di Mazz, TO) - Gentile Lunietto (Tremestieri, ME) Gervasio Pancrazia Maria (S. Venerina, CT) - Ghiggini Ilda (Lerici, SP) Giuliana Vincenza (Palermo) - Giorgi Rita Rosa (Sasso Marconi, BO) Giulioni
Zacconi Giuseppa (Montefano, MC) - Grasso Andrea e Filomena (Procida, NA)
Iaccarino Cappiello Anna (Piano di Sorrento, NA) - Iaconis Biagio Di
Giovanni (S. Giovanni in Fiore, Cs) - Iacuzzo Vincenza (Cerda, PA) - Iacobelli
Vincenza Usai (Citt di Castello, PG) - Il Grande Silvia (Castrovillari, CS) Italia Gozzo Santina (Solarino, SR)
Labisi Giovanna (Comiso, RG) - Laviana Francesca (Francavilla, ME) - La Russa
Silvio (Castelvetrano, TP) - Langiu Giovanna (Sassari) - Lanza Giuseppe
(Biancavilla, CT) - Licitra Giorgio (Comiso, RG) - Lignano Nunzia (Gela, CL) Li Mandri Giuseppe (Palermo) - Lombardo Ins. Enzo (Palazzolo Acreide, SR)
Marzullo Campl. La Cerbiatta (Messina) - Mannina Anna (Ventimiglia Di
Sicilia) - Mattia Margherita (Caltagirone, CT) -Massini Tosca (Firenze) Marselli Marta (Fossola, MS) -Mantello Nicolina (Crucoli,- Torretta) Messano Maria Luisa (Pegli, GE) - Megna Claudio (Palermo) Medico Rosalia (Bisacquino, PA) - Mendola Rosalia (Alessandria di Rocc.) Milazzo Giuseppina (Cant, CO) - Milloni Enus (San Sepolcro, AR) Miglioranza Lazzaretti Marisa (Ischio, VI) - Miniaci Agostino (Bagni di
Tivoli) - Morello Angelo (Grammichele, CT) - Montalto Maria Rita
(Augusta, SR) - Modica Diego (Torino) - Modica Maria Rita (Scicli, RG) -

Vassallo Vincenza (S. Cataldo, CL) - Venier Maria (Forgaria nel Friuli) Venier Elvis - Rina - Alice (Udine) - Verrillo Carmela (Frosolone, IS) - Vinci
Franca (Catania) - Vivala Anna (Torino) - Vittonatto Elisa e Sara (Tonengo di
Mazza, TO) - Volpe Bruna (Avellino)

(dallEstero)
Conigliaro Vito (U.S.A.) - Cuschera Boccolon Anna (Canada) - Coniglione C.
(Australia) - Castellino Alfonsina (Canada)
DAlessandro Teresa (Canada)
Farruggio Stefana (U.S.A.)
Gangemi Giuseppina (Australia) - Galante Diego e Maria (U.S.A.) - La Paglia
Agata (Australia)
Musumeci Carlo (U.S.A.) - Monitto Santina (Australia) - Marrone Giovanna (Canada)
Minardi Giovanna (U.S.A.) - Fam. Novara (Canada) - Nigro Rosa (U.S.A.)
Parlapiano Anna (U.S.A.)
Russo Maria (U.S.A.) - Scudera Jos (U.S.A.) Szucs Lina (Francia)
Tosco Antonio (U.S.A.) - Torcasio Giuseppina (Australia) Volpicelli Carolina (Nuova Zelanda) - Villella Angela (Australia)

RINGRAZIANO PADRE INNOCENZO PER GRAZIE RICEVUTE


Corrado Sabina (Milano) - Dalessandro Luigi (Caltanissetta) Moltisanti Vincenza (Ragusa) - Parrella Emma (Roma) Rafele Angelo (Catanzaro) - Rampello Giuseppina (Agrigento)
- Riso Maria (Caltagirone, CT) - Silletta Maria Antonietta (S.
Giovanni in Fiore, CS) - Truglio Rosina (Barcellona, ME)