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Primo Piano

MESSAGGERO VENETO GIOVED 10 SETTEMBRE 2015

sesso e scuola lo scontro politico


mozione sulleducazione sessuale

Fi e Lega denunciano lasse


tra grillini e centrosinistra

Si torna in aula fra le polemiche


Anche in Fvg bufera sul gender
Nascono comitati contro la delegittimazione della famiglia tradizionale
Sponda dal centrodestra. Pd e Arcigay: bufala ingigantita via internet
di Maura Delle Case
UDINE

Il timore che sui banchi di scuola si finisca per parlare di educazione sessuale e della fantomatica teoria del gender dilaga
anche in Friuli Venezia Giulia
dove fioriscono comitati spontanei di genitori in allarme e le
prese di posizione da parte di
amministratori e sacerdoti si
fanno eco.
Dicono no alleducazione
sessuale impartita nelle aule
scolastiche. Timorosi si tratti di
unoperazione grimaldello finalizzata a pensionare la famiglia tradizionale. A rinfocolare
le polemiche il Ddl sulla Buona scuola, reo - secondo i detrattori - dimportare leducazione sessuale in aula. Poco importa che per smentirlo si sia
scomodato nientemeno che il
sottosegretario del Miur Davide Faraone, sconfessando - tiene a precisarlo il presidente
dellArcigay Fvg, Giacomo Deperu - non gi la presenza di
una teoria gender nel Ddl, ma
lesistenza tout court di questa

teoria. Il punto messo da Faraone non servito.


Come detto, molti genitori
sono sul piede di guerra. Nella
destra Tagliamento tra i pi attivi c il Comitato delle famiglie che gi durante lestate si
era espresso senza possibilit
dappello. Gender a scuola?
No grazie, aveva tagliato corto
la co-fondatrice del sodalizio di
stanza a Sacile, Tiziana Spagnulo, che poi aveva aggiunto:
Non vogliamo che la scuola si
occupi di progetti proposti
dallArcigay. Lincontro promosso per approfondire i rischi
legati alla fantomatica teoria
era stato un successo. Con un
teatro andato in overbooking
e una platea a dir poco accesa. I
toni si erano infiammati e continuano ad esserlo anche oggi.
Complici le letture del Ddl sulla
Buona scuola che denunciano
il pericolo di una deriva didattica verso temi ritenuti di esclusivo appannaggio delle famiglie
e spingono a salire in trincea
nuovi genitori, gli ultimi tra
Caneva e Polcenigo, ma anche
amministratori locali. Sempre

da Sacile, lassessore alla sicurezza Placido Fundar si dice


preoccupato. Il fatto presentato in modo innocente ma temo - afferma - che sia direttamente collegato al tema delle
Unioni civili affrontato dal Senato e che alla lunga si riveli un
cavallo di Troia utilizzato ad arte per arrivare a modificare la
definizione costituzionale di famiglia. La posizione di Fundar non isolata. Il diritto di cittadinanza sui banchi di scuola
gi stato negato alleducazione sessuale anche dal sindaco
di Prata di Pordenone. E non
solo. Tanto che il dilagare delle
prese di posizione da parte di
amministratori locali e lallarme innescato a cascata tra le famiglie ha spinto il consiglio regionale a prendere posizione
approvando marted un ordine
del giorno - proposto dal Movimento 5 Stelle e approvato assieme alla maggioranza di centrosinistra - che impegna la
giunta a promuovere momenti
dincontro tesi a chiarire i contenuti del Ddl. Che nulla hanno
a che vedere - a sentire il sotto-

segretario
del
Ministero
allistruzione - con leducazione sessuale in senso stretto.
Tantomeno con il gender.
Volerlo trovare nelle linee
della riforma Buona scuola significa cercare quello che non
c, ha detto dal canto suo il
sindaco di Pordenone, Claudio
Pedrotti. Anche perch, la teoria del gender non esiste, tuona infine Deperu. E non lo dico io, ma istituzioni del calibro
del Miur, della giunta e dellufficio scolastico regionale. Cosa
serve di pi? Una bolla papale?. Chiarito che la teoria gender una fandonia, scrive Faraone su Facebook a proposito
della Buona scuola: Abbiamo
previsto
lintroduzione
delleducazione alle pari opportunit e alla conoscenza consapevole dei diritti e dei doveri
delle persone come base e premessa per prevenire e contrastare ogni tipo di discriminazione che poi degenera in violenza. Una basilare norma di civilt che dovrebbe vederci tutti
daccordo. In Fvg per altro un
progetto simile, A scuola per

Riccardo Riccardi

Massimiliano Fedriga

UDINE

Le priorit in Friuli Venezia


Giulia non sono quelle delleconomia, delloccupazione, dello
sviluppo e dellimmigrazione.
No. La cosa pi importante per i
grillini combattere nelle scuole la discriminazione di genere,
attraverso strumenti didattici
che presentano spesso una singolare visione della famiglia e
dei ruoli allinterno di essa. Anche in consiglio regionale divampa la polemica attorno
allipotesi che sui banchi di
scuola faccia capolino leducazione sessuale. Il capogruppo di
Forza Italia, Riccardo Riccardi,
commenta con amarezza mascherata da ironia lodg che - approvato dai consiglieri di M5s e
maggioranza - impegna la giunta a promuovere incontri sulla riforma della scuola finalizzati a
chiarirne i contenuti. Secondo
Riccardi sarebbe preferibile tornare
ad
insegnare
ai
ragazzi leducazione
civica,
ricordando loro che, oltre ai diritti, ci sono anche i doveri, a cui
bisogna assolvere per rafforzare
il carattere partecipativo della
cittadinanza. Bene alla lotta alle discriminazione - dice dal can-

to suo la consigliera della Lega


Nord, Barbara Zilli, ribadendo la
propria contrariet rispetto
allordine del giorno -, ma questo non pu comportare limposizione di un modello di societ
che prevede leliminazione delle
naturali differenze tra i sessi. Bene, benissimo la lotta serrata
contro odiose forme di sopraffazione e razzismo, ma siamo decisi a sbarrare il passo a coloro che
svendono i valori fondanti della
nostra societ. Zilli denuncia
laperta propaganda contro la
famiglia naturale, realizzata con
la proiezione di film e sitcom
gay nonch con la diffusione di
fiabe rivedute e corrette in chiave omosessuale. Esempi di come linformazione che in certe
scuole si sta facendo tuttaltro
che corretta, al punto che invece
di ridurre le discriminazioni di
fatto le incrementa. Contro
lodg anche il segretario regionale del Carroccio, Massimiliano
Fedriga secondo il quale affermare che linserimento della teoria del gender nelle scuole non
costituisca un serio pericolo per
i bambini equivale a mentire alle famiglie per testare sulla pelle
dei minori nuovi modelli sociali.
(m.d.c.)

conoscerci, gi esiste ed realizzato da Arcigay in collaborazione con lufficio scolastico regionale. Finanziato nel 2009
dalla giunta Tondo e successivamente dallesecutivo Serracchiani. Nellultimo anno scolastico ha coinvolto una rete di 18
istituti, lievitati a 24 per lanno
alle porte, segno tangibile di apprezzamento. La filosofia la

medesima della Buona scuola.


Sono progetti che non riguardano leducazione sessuale o
temi scabrosi - spiega il leader
di Arcigay -, ma la convivenza
civile delle persone, promuovono lattenzione e il rispetto per
omosessuali e transessuali, insegnano ai giovani che il linguaggio pu ferire amici o amiche. Il resto propaganda.

Donne pagate per consentire leterologa


Gigli: la Regione acquista ovociti allestero dove non c gratuit. Il ministro Lorenzin promette verifiche
di Donatella Schettini
PORDENONE

Beatrice Lorenzin

Gian Luigi Gigli

A poche settimane dallavvio


anche in Fvg della fecondazione eterologa con gameti acquistati allestero, il deputato
udinese del gruppo Per lItalia, Gian Luigi Gigli, avanza il
sospetto che le donne donatrici estere siano pagate. E non
lha convinto neppure la risposta alla sua interrogazione
al question time della Camera
di ieri del ministro Beatrice
Lorenzin che ha garantito severi controlli. Per avviare leterologa a fronte della indispo-

nibilit di gameti raccolti localmente, lEgas (lente per la


gestione accentrata degli acquisti) ha avviato una gara europea per individuare i fornitori. Cinque cliniche sono risultate in possesso dei requisiti necessari, quattro spagnole
e una della Repubblica Ceca.
Ma per il deputato friulano
pilatesto sostenere che la gratuit della donazione nellacquisto di gameti dallestero effettuato dalla Regione garantita dal paese di origine.
Rispondendo allinterrogazione, Lorenzin ha spiegato
che la donazione di ovociti e

seme maschile in Italia volontaria e gratuita e ha annunciato controlli rigorosi per il rispetto delle norme. La linea
dellItalia quella della volontariet e gratuit come previsto dalla legge. E se nella quota ricevuta per la copertura
delle sole spese, ha detto il ministro, i centri dovessero nascondere qualche forma di riconoscimento economico al
donatore o alle donatrici rischierebbero un reato perseguibile dufficio.
Secondo Gigli invece sembra strano che, mentre in Italia le donazioni di ovociti so-

no a zero, perch le potenziali


donatrici rifiutano i rischi per
la propria salute connessi al
prelievo, in Spagna evidenzia esistono centri privati
molto reclamizzati sui siti internet che dispongono di un
numero di donazioni tali da
vendere gameti anche al Fvg.
Il sospetto che le donne
donatrici siano in realt pagate molto forte. LItalia vieta il mercato di cellule, organi
e tessuti, sangue compreso,
per evitare lo sfruttamento
del bisogno. Far finta che questo non accada in centri che
allestero sono votati a un lucroso business ci fa somigliare alla scimmietta che non vede, non parla e non sente. Lo
sfruttamento delle donne straniere non meno grave di
quello che cerchiamo di evitare nelle connazionali.