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IL FOGLIO

DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: VIA VICTOR HUGO, 1 - 20123 - MILANO

ANNO II NUMERO 2

Oltre le tasse

Difficolt e inciampi
della Prodinomics sulle
misure per lo sviluppo
Organizzazioni sociali e forze politiche,
anche di governo, giudicano
insufficienti le misure adottate

La prudenza di Bankitalia
Roma. Nelle intenzioni di Romano Prodi,
con il decreto di Capodanno dovrebbe
aprirsi la seconda fase della politica economica del governo. La prima, quella destinata alla stabilizzazione dei conti pubblici, si
intenderebbe chiusa con la Finanziaria approvata alla fine di dicembre; la seconda,
inaugurata con alcuni sgravi settoriali (auto,
edilizia, zootecnia), dovrebbe puntare allo
sviluppo delleconomia reale. I risultati della prima fase non lasciano per ben sperare
nelle prospettive della seconda. Basterebbe
a questo proposito ricordare che il deficit
pubblico nel corso del 96 ha subito ben cinque successivi aggiustamenti, passando dai
109 miliardi programmati dal governo Dini,
ai 137 mila e oltre con i quali si chiuso lanno. Anche per questo il governo ha deciso di
anticipare la seconda fase della Prodinomics, che nelle intenzioni iniziali doveva
prendere il via solo alla fine del 97, quando
fosse stata certa, o quasi, lammissione nel
primo gruppo dellUme. Il varo anticipato di
misure destinate allo sviluppo sembrato a
molti anche frettoloso e poco coordinato.
Tanto che laccoglienza riservatagli
sia dai sindacati che
dalle imprese stata, a dir poco, tiepida. Sergio Cofferati,
segretario generale
della Cgil si mostrato scettico: Il
pacchetto di aiuti varato dal governo non
apre nessuna fase
due ma la logica
conseguenza del percorso intrapreso con
ROMANO PRODI
la
Finanziaria.
Niente pi, insomma, che alcune contromisure per gli effetti
depressivi della manovra economica. Mentre Innocenzo Cipolletta, direttore generale
della Confidustria, sul Sole 24 Ore, ha diffidato il governo dal mettere in relazione gli
sgravi di fine danno con il contratto dei metalmeccanici: Se ci accadesse - scrive Cipolletta - il piccolo vantaggio promesso dalle misure del decreto, sarebbe cancellato da
un processo inflattivo.
I dubbi persistenti di Antonio Fazio
Ma che la fase dello sviluppo non sia ancora iniziata dimostrato, oltre che da una
politica fiscale ancora molto restrittiva, anche da una politica monetaria assai prudente. Nel 1996 lofferta di moneta aumentata in Italia ad un tasso tra il 3 e il 3,9
per cento, mentre in Gran Bretagna, Germania e Francia cresciuta rispettivamente del 9, 10 e 6 per cento. La cautela dellautorit monetaria deriva in larga misura dal
fatto che non si considera ancora debellato
il germe dellinflazione a lungo periodo. Sul
tavolo del Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, ci sono le analisi dellandamento
dellindice dei prezzi al consumo al netto
delle imposte dirette, da cui si ricava che
oggi linflazione viaggia ad un tasso non
molto pi basso della media degli ultimi
quattro anni e ancora pari quasi al doppio
di quello dei partner europei. Cos anche
nella maggioranza i commenti sono ancora
molto cauti: Non esiste una cesura netta
tra fase uno e fase due, dice Lanfranco
Turci, responsabile economico del Pds, la
fase del risanamento dei conti non finita
e anzi durer ancora a lungo, mentre quella dello sviluppo si affaccia appena con i
provvedimenti di fine danno. I grandi temi
della cosiddetta fase due sono altri e di l
da venire: la riorganizzazione della ricerca
scientifica, il rilancio dellEnea nel doponucleare, un rapporto diverso tra imprese,
banche e Stato nel mezzogiorno, un piano
informatico per il paese, oltre naturalmente allapplicazione del Patto sul lavoro. Non
baster tutto il 97 per questi obiettivi e soprattutto non basteranno le risorse, a meno
di non utilizzare parte degli introiti delle
privatizzazioni. Drastico il giudizio di Marco Taradash, capogruppo di FI in commissione Bilancio: La fase due di Prodi una
bufala: il governo ha solo dato con la mano
destra quello che aveva tolto con la sinistra:
il rilancio delleconomia lo si fa guardando
al mercato, non al sindacato. Dal fronte
confidustriale ci si limita ad apprezzare
senza enfasi le novit del governo: Sono
misure opportune anche se non sufficienti,
dice Mario Cantoni, presidente delle piccole imprese di Confindustria, ma da qui a
parlare di una nuova fase ce ne corre: nulla
ancora stato fatto per loccupazione e il rilancio delleconomia. Sulla fase due di Prodi, siamo solo alle buone intenzioni. E, infine, anche la Confcommercio mostra molto
scetticismo: Se davvero si apre una fase di
sviluppo, dice il presidente Sergio Bill,
ancora avvolta nella nebbia: quando ripartiranno le privatizzazioni? Da dove si prenderanno i quattrini per il buco di primavera? E cosa si far per il rilancio delloccupazione? Se Prodi ha qualche idea si sbrighi a tirarla fuori, per ora si sentono solo
chiacchiere.

quotidiano

TEL. 02/8639181 - FAX 02/878596 - SPED. ABB. POST. C. 26 ART. 2 LEGGE 549/95 - MILANO

DIRETTORE EDITORIALE GIULIANO FERRARA

La Giornata
* * *
In Italia

* * *
Nel mondo

PER MANCUSO CE UN FASCICOLO


SU UN DEPUTATO DI NOVARA in procura a Milano. Lex Guardasigilli ha dichiarato al Foglio: Pacini Battaglia e
DAmbrosio, compagni di smentite.
Per quanto riguarda questultimo, non
ha smentito un bel nulla, giacch non
avevo chiesto se Scalfaro fosse indagato, bens, come il Foglio ieri precisava,
se a Milano trovasi un incartamento
anonimamente intitolato a un deputato di Novara, comoda formula criptica
per indicare lattuale presidente della
Repubblica come percettore di illeciti
e clandestini contributi.
In precedenza il pm aggiunto di Milano Gerardo DAmbrosio aveva invitato Filippo Mancuso a rivelare alla
procura ci di cui a conoscenza.

DURE CRITICHE A MILOSEVIC


DALLA CHIESA ORTODOSSA SERBA.
Il Santo Sinodo e la Conferenza episcopale, convocati in riunione straordinaria dal Patriarca Pavle, hanno diffuso un comunicato congiunto nel quale si deplora fortemente e pubblicamente il comportamento del governo
e lo si esorta a rispettare la volont
espressa liberamente dal popolo nelle annullate elezioni amministrative
del 17 novembre.

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E di 138.500 miliardi il fabbisogno


dello Stato nel 96. Lo rende noto un comunicato del ministero del Tesoro.

* * *

Fisichella: Costituente letale per An,


perch lelemento proporzionale in essa contenuto porterebbe allisolamento
lopposizione di destra a favore di un
nuovo centro. Pierferdinando Casini
(Ccd) propone Francesco Cossiga presidente della Bicamerale: una garanzia.
Le riforme non le fa la sola maggioranza dice Franco Marini (Ppi) che indica nella Bicamerale la vera via per
rinnovare le istituzioni. Sui referendum
Marco Pannella sollecita la Consulta a
giudicare secondo Costituzione piuttosto che secondo giurisprudenze politiche di regime, dimostrando di non essere lestrema isola di arroccamento
del vecchio sistema.

* * *

Contrada presenta ricorso in appello


contro la sentenza di condanna. In primo grado lex funzionario del Sisde
stato giudicato responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa.

* * *

La Lega critica gli incentivi allauto


decisi dal governo: Quello di Prodi
un provvedimento varato solo per dare
una mano ad Agnelli. Un governo che
ricorre a questi espedienti, che drogano il mercato saldando gli interessi
della politica con quelli delle grandi famiglie industriali rivela assoluta mancanza di cultura liberale. Contro il decreto di fine 96 il Carroccio ripropone
la ribellione fiscale.
Il Wall Street Journal scettico su
Romano Prodi e sulla tenuta del suo
governo. Il quotidiano americano individua le maggiori difficolt dellesecutivo nelle inchieste di Mani pulite, nelle
mancate privatizzazioni e nel desiderio
di Massimo DAlema di scaricare il premier appena possibile.

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Caso Pacciani, Lotti si autoaccusa:


Ho sparato anchio. Giancarlo Lotti
dice di aver ucciso due tedeschi il 10
settembre dell83. Il legale di Lotti,
Alessandro Falciani, nega che il suo assistito abbia fatto ammissioni.

* * *

Metalmeccanici, Fiom contraria a modificare la proposta di mediazione del


governo per il recupero salariale dellinflazione (200.000 lire).
Per la Cisal il vero ostacolo per il
contratto dei metalmeccanici laccordo del 93, ormai da rivedere.

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Delitto Pecorelli, unistanza dei legali


di Giulio Andreotti e Claudio Vitalone
sar presentata al pm Fausto Cardella.
Gli avvocati chiedono di ridurre di almeno la met i 600 testimoni.

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LAntitrust assolve Telecom dallaccusa di pubblicit ingannevole mossale


da alcune associazioni di consumatori.

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Borsa di Milano. Indice Mibtel in ribasso: 10.488 (-0,79%). La lira guadagna


10,07 punti sul dollaro (1.520,50) e ne
perde 0,48 sul marco (983,19).

* * *

Cresce in Francia il mercato dellauto.


Il bilancio finale del 1996 ha fatto registrare un incremento delle vendite del
10,5%, grazie anche a un attivo dell1,8%
nel mese di dicembre. In grande evidenza la Fiat, che ha ottenuto una crescita del 40,8%.

* * *

Siria, 9 morti per una bomba esplosa


in una stazione di autobus nel centro di
Damasco. Lattentato avvenuto marted, ma solo ieri le autorit siriane
hanno diramato la notizia, attribuendo
la responsabilit dellattentato ad agenti israeliani del Mossad.

* * *

Israele, arrestato un presunto complice


dellattentatore di Hebron. Sarebbe stato a conoscenza delle intenzioni del suo
commilitone e non avrebbe informato
le autorit.

* * *

Contrattazioni sospese a Wall Street in


mattinata per eccesso di ribasso. Lindice Dow Jones aveva registrato un calo di cinquanta punti nominali rispetto
alla chiusura di marted.

* * *

Scarcerato in Belgio lex ministro


Alain van der Biest. Era stato arrestato
quattro mesi fa con laccusa di essere
coinvolto nellomicidio dellex vice-premier Alain Cools. Van der Biest resta
comunque indagato.

* * *

Zaire, Mobutu promette elezioni democratiche in primavera. In questo


modo porteremo a termine il processo
di democratizzazione, ha detto il presidente nel suo discorso di fine anno.
I ribelli zairesi dellAlleanza democratica delle forze di liberazione del
Congo (Adfl) hanno conquistato la
citt di Bunia. Nei combattimenti sono
morte oltre 300 persone.

* * *

Migliaia di hutu arrestati in Ruanda


perch sospettati di genocidio. Laccusa di aver partecipato alluccisione di
800mila tutsi nel 1994.

* * *

Esonerati in Per alcuni alti ufficiali


prigionieri dei terroristi. Si tratta dei
generali Maximo Rivera, capo della polizia antiterrorismo, e Guillermo Bobbio, responsabile della Sicurezza.
I terroristi Tupac Amaru hanno liberato altri sette ostaggi. Sono 74 gli
uomini ancora nelle loro mani.

* * *

Libia, condannate a morte 8 persone


per spionaggio. Il Tribunale di Tripoli
le ha ritenute colpevoli di aver fornito
informazioni attinenti alla sicurezza nazionale ai servizi segreti americani.

* * *

Il cardinale Ruini partito per Cuba


insieme con una delegazione della Conferenza episcopale italiana. Il vicario
del Papa incontrer le autorit politiche e sociali dellisola caraibica.

* * *

Riapre lambasciata pakistana a Kabul.


Secondo il quotidiano di Islamabad The
News la sede sarebbe quasi pronta e il
personale gi in Afghanistan. Il Pakistan considerato il principale finanziatore dei Taleban.

* * *

Iraq, aerei turchi hanno bombardato


le basi curde nel nord del paese per il
secondo giorno consecutivo.
Questo numero stato chiuso in redazione alle 19,45

OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO

TONINO ADIEU

VENERD 3 GENNAIO 1997 - L.1500

Le citt

Non facciamoci declassare

Grandi opere per il Duemila


nella Vecchia Europa
Vancouver progetta il futuro

LItalia conterebbe di pi
allOnu se fosse meno
timida in politica estera

LA SUA CARRIERA di eroe senza

macchia chiusa, un proscioglimento potr restituirgli un dicastero, non


la reputazione (editoriale pagina 3)

PERCHE I SOCIALISTI EUROPEI

sono primi al Parlamento di Strasburgo, ma fuori da quasi tutti i governi del continente
(pagina 3)

LE VARIANTI DELLA VARIANTE


di valico. La storia infinita di un tratto di strada che tiene in coda gli italiani e fa litigare i ministri (pagina 3)
Paradossi senesi

Montepaschi daprivatizzare,
anzi da municipalizzare
Il sindaco pidiessino vuole impedire
che la banca diventi autonoma
Siena. Il sindaco pidiessino Pierluigi Piccini continua a guidare una strenua battaglia contro la privatizzazione del Monte dei
Paschi di Siena. Marted saranno nominati i
quattro membri della deputazione della
Fondazione spettanti al comune, oltre ai due
designati dalla Provincia e ai due del ministero del Tesoro (confermati Giovanni Grottanelli De Santi ed Enzo Cheli). Punto di
partenza della vicenda lesplicita intenzione del sindaco di Siena di fare in modo che
i membri della Fondazione nominino nel
maggio prossimo i membri del consiglio di
amministrazione della Societ per azioni
Monte dei Paschi di Siena con un vincolo
preciso: impedire la privatizzazione della
banca. E questo sia nel caso che la privatizzazione venga incentivata attraverso facilitazioni fiscali, da respingere, sia nel caso che
venga imposta attraverso una legge, da impugnare in tribunale. Per ottenere questo risultato, il sindaco di Siena ha inserito nel
bando per le nomine il potere di revoca da
parte del comune di Siena dei membri della
Fondazione in caso di contrasto con gli indirizzi programmatici del Comune.
E evidente che, attraverso lauto-attribuzione al Comune dei poteri di revoca dei
membri della Fondazione nel caso che questi agiscano in contrasto con gli indirizzi
programmatici del comune, si introduce
un governo diretto della giunta e del sindaco sulla gestione della banca. E una vera e
propria municipalizzazione di fatto del
Monte dei Paschi. Ma questa la strada che
il Pds di Siena ha deciso di percorrere, e
non da oggi, tanto dallaver gi provocato
una sentenza del Tar della Toscana che ribadisce la totale autonomia gestionale dei
membri della Fondazione, cos come di
quelli del Cda della Societ per azioni, tenuti solo al rispetto dello Statuto e non allobbedienza verso indirizzi programmatici
del comune o di altri.
Limpraticabilit giuridica di questa pretesa stata evidenziata subito, tanto che,
quando il sindaco lavanz durante la discussione per la definizione dello Statuto
della Fondazione, si sent rispondere dallallora capo di gabinetto del ministero del
Tesoro, Carmine Lamiranda: Signor sindaco se lo levi dalla testa, giuridicamente impossibile prevedere poteri di revoca. Ma il
sindaco Piccini li ha introdotti lo stesso, nonostante che lagenzia internazionale Standard & Poors abbia abbassato il rating di affidamento del Mps, proprio per le ingerenze del Comune nella sua gestione.
Laspetto pi sconcertante della vicenda
che non pochi osservatori avevano sperato
che il Pds senese non avrebbe pi tentato di
governare direttamente la banca attraverso
il comune, dopo che Massimo DAlema aveva presieduto in novembre, proprio a Siena,
il convegno sulla privatizzazione delle banche. Sembra invece di capire che Pierluigi
Piccini sia certo che il vertice del Pds appoggi la sua strenua lotta per il controllo del
Monte dei Paschi. Franco Belli, dellUlivo, titolare della cattedra di Economia e legislazione bancaria alluniversit di Siena, non
usa i mezzi termini: Come si pu immaginare che possa funzionare una deputazione
della Fondazione composta da soggetti autonomi (i due membri nominati dal ministero
del Tesoro e i due nominati dalla Provincia)
e soggetti (i quattro nominati dal comune)
vincolati da una sorta di giuramento di fedelt? Queste sono faccende con le quali la
senesit o la difesa della Fondazione hanno
poco a che fare. Solo dopo aver capito che
esiste il diritto con le sue regole, si pu tirare in ballo la senesit. Seguitando su questa
brutta strada in discesa, lastricata di troppo
facile populismo, si va verso lo sfascio della
Fondazione e della banca.

COPENAGHEN. Un percorso subacqueo per


avvicinare la Scandinavia allEuropa
I paesi del nord Europa stanno lavorando alla realizzazione del collegamento che
avviciner Svezia e Danimarca al cuore del
continente. Si tratta di un progetto complesso che punta a collegare la parte continentale della Danimarca con lisola dove
sorge la capitale Copenaghen (18 km attraverso lo stretto di Storebalt) e questultima
con la citt di Malm sulla costa svedese (16
km attraverso lo stretto di Oresund). Come
per il tunnel sotto il canale della Manica,
obiettivo dellimpresa sostituire il sistema di collegamenti per via marittima con
altri pi rapidi e immediati. Il primo troncone dellopera richiede la realizzazione di
ponti, tunnel e di unisola artificiale. La
scelta di una soluzione in galleria perforata per i tunnel sottomarini, da poco terminati, ha comportato notevoli problemi tecnici: il lavoro, infatti, stato condotto a 80
metri sotto il livello del mare dove la pressione dellacqua non consente di lavorare
per pi di due ore consecutive; la diversa
natura dei terreni, poi, ha richiesto la messa a punto continua di tecniche specifiche.
Iniziati nell88, i lavori dovevano durare
quattro anni, per un costo di 900 milioni,
ma tempi e costi si sono raddoppiati. Per il
tratto tra Copenaghen e Malm, si sta adottando una soluzione meno ardita per i tratti subacquei: un tunnel immerso, costruito
per parti in superficie e posizionato poi in
profondit. I lavori, avviati nel 95, dovrebbero concludersi nel 2000.
VANCOUVER. I cittadini discutono e pianificano la citt del prossimo secolo
Per quattro anni a Vancouver, la principale citt canadese sul Pacifico, migliaia di
cittadini sono stati coinvolti in incontri e dibattiti pubblici per delineare le strategie e
i possibili scenari di sviluppo per il prossimo secolo. Popolazione, traffico, qualit ambientale, collegamenti, sono stati analizzati
e discussi in pubblico con il comitato di pianificazione regionale. La maggiore preoccupazione emersa la progressiva scomparsa degli spazi aperti a causa dellincontrollata espansione urbana. Per porvi rimedio stata quindi proposta una cintura verde attorno alla citt. In parallelo si cerca di
rendere autosufficienti le citt satellite, riducendo cos il pendolarismo. Come terza
mossa si prevede un sistema di trasporti basato su treni leggeri e autobus. Per coordinare la pianificazione ogni ente locale dovr stipulare accordi con il consiglio regionale sulluso del suolo e sulle previsioni di
crescita. I limiti posti potranno creare malcontenti, ma i vantaggi dovrebbero essere
notevoli: riduzione del 20% del traffico autostradale entro il 2021, diminuzione del
37% dellinquinamento da gas di scarico, tagli delle spese per le strade del 30%.
HANNOVER. Per lExpo del 2000 previsti
300.000 visitatori al giorno
Hannover si prepara per lExpo dellanno 2000. Si prevede un afflusso medio di
300.000 visitatori al giorno, con punte di
mezzo milione. Per reggere limpatto, nel
settore dei trasporti sono stati stanziati complessivamente circa quattro miliardi di
marchi (qualcosa meno di 4.000 miliardi di
lire). Sar ampliato laeroporto di Langenhagen, da cui, grazie ai sette treni allora che saranno messi a disposizione dal servizio ferroviario regionale, si potr raggiungere direttamente la zona dellExpo in 20
minuti. Per il 2000 sar anche pronta la linea del Tgv che collegher Hannover e Parigi, via Amsterdam e Bruxelles, mentre
lalta velocit ferroviaria tedesca faciliter
le connessioni con Berlino, Monaco e Francoforte. Anche il trasporto pubblico urbano
oggetto di interventi di modernizzazione:
una nuova linea metropolitana in via di
realizzazione. Alle opere stradali destinato solo il 10% dei fondi disponibili: Hannover ha gi una buona rete di viabilit e inoltre si vuole dissuadere il visitatore a muoversi con la propria automobile.
TOKIO. Lo yen attrae globetrotter di tutto il
mondo, soprattutto israeliani
Nonostante la recessione, lo yen resta
sempre una moneta forte. Lo sanno bene
gli economisti, ma anche i globetrotter con
sacco a pelo, la cui filosofia di fine secolo
sembra essere quella di vendere qualunque cosa sui marciapiedi di Tokio e delle altre citt giapponesi e poi partire per altre
meno costose parti del pianeta. Le strade di
Tokio e delle altre citt giapponesi si sono
riempite di suonatori, v cumpr e ogni sorta di mestieranti, tutti di pelle bianca e prevalentemente europei. I pi intraprendenti,
da un po di tempo a questa parte, sono gli
israeliani: soggetti a tre anni di servizio militare, hanno forti motivazioni per programmare una fuga temporanea per il mondo.
Non tutto per fila liscio: Beer Sheba, unorganizzazione criminale israeliana, si infiltrata con la diffusione di oggetti contraffatti e lo spaccio di stupefacenti. Le autorit di
frontiera nipponiche hanno rafforzato i controlli sui giovani israeliani, spesso perquisiti integralmente. Altre occasioni di malaffare sono tradizionalmente le ragazze, una
merce che si vende bene su qualunque
mercato. Ma anche i giovani europei possono esibire la loro muscolatura nei night per
sole donne e guadagnare in questo modo
qualche bigliettone infilato negli slip.

Intervista col nostro ambasciatore Paolo


Fulci, che spiega la difficile partita per
la riforma del Consiglio di sicurezza

Linteresse militare degli Usa


New York. Con un affettuoso sonetto
daddio composto dallambasciatore inglese Sir John Weston (Per Paolo Fulci principe di New York/ siam tutti pronti a stappare lo champagne), il Consiglio di sicurezza dellOnu ha salutato a fine anno il suo
presidente uscente. Era la fine non solo di
un mese di presidenza italiana, ma del turno biennale di partecipazione dellItalia ai
lavori del Consiglio. Per il futuro, per, il
ruolo del nostro paese nellOrganizzazione
incerto. Tutto ruota attorno alla lotta
per la riforma del Consiglio di sicurezza,
che ha visto nellultimo anno Roma impegnata a scongiurare un suo declassamento,
che deriverebbe dallinclusione di Germania e Giappone, ma non dellItalia, in forma
permanente nel vertice dellOnu. Ritengo
che le prospettive siano buone, ci dice
lambasciatore Fulci, facendo notare che lo
stesso rappresentante tedesco, Tono Eitel,
ha recentemente attenuato i toni trionfalistici, parlando di una probabilit di vittoria
del 50 per cento per la linea di Bonn.
La fiducia italiana si fonda su un cambio
di strategia. Anzich
puntare esclusivamente sul successo
della propria proposta di riforma (una
rotazione ravvicinata su base continentale dei membri
non permanenti del
Consiglio), Roma ha
deciso di farla convergere con quella
dei 116 paesi non
allineati, che riflette maggiormente lo
PAOLO FULCI
status quo, ma salva
comunque il nostro
paese dallumiliazione comportata dal
quick-fix nippo-tedesco. Con 116 membri,
i non allineati partono a soli 8 voti di distanza dalla maggioranza (124 voti) necessaria per lapprovazione da parte dellAssemblea generale. Su questo piano, opportunamente modificato, lItalia cercher ora
di far convergere almeno in parte gli 81 tra
consensi e espressioni dinteresse che
aveva gi accumulato.
Fulci fa notare che le prospettive italiane restano per imprevedibili, sebbene la
nostra popolarit allOnu sia oggi alta, come dimostra il fatto che negli ultimi due
anni lItalia ha vinto quindici elezioni in
maniera consecutiva, un record per un paese membro, e con voti sempre crescenti.
Lultima votazione chiesta qualche settimana fa dallItalia su una questione puramente simbolica la proclamazione di una
giornata dei media ha confermato questo successo. In quelloccasione gli Usa, che
da tempo sostengono apertamente Bonn e
Tokyo sulla riforma del Consiglio, nonch
un gruppo di altri paesi seccamente definiti da Fulci loro tirapiedi, si sono opposti.
Lappoggio americano ai tedeschi, che Fulci fa risalire anche allinfluenza dellex
ambasciatore in Germania, Richard Holbrook, sul dipartimento di Stato, considerato dal nostro ambasciatore tutto sommato dimportanza marginale. Nel 1963,
quando gli Usa si opposero a una modifica
del Consiglio (i membri non permanenti furono portati da sei a dieci) la riforma pass
lo stesso. Ma questo evidentemente non
migliora la situazione.
Cresce il ruolo strategico nel Mediterraneo
Per quanto abile e portata avanti con
grinta da Fulci, la linea italiana non pu
che rimanere, in fondo, puramente difensiva. Non meriterebbe, invece, di essere accompagnata da pi forti iniziative di politica estera? Se americani e europei si sono
convinti che un alleato come lItalia possa
accettare senza reagire una palese degradazione, ci non forse da imputare anche
allinerzia della Farnesina? A queste domande, Fulci risponde facendo notare che
nel suo discorso dellautunno scorso allOnu, il presidente Oscar Luigi Scalfaro ha
parlato di un possibile disinteresse italiano per lOrganizzazione, eufemismo per
dire di una possibile uscita dallOnu. Ma
conviene che in effetti, dovremmo smetterla con questa politica di timidezza e di timore reverenziale e che dobbiamo in modo sempre pi chiaro far capire che non intendiamo farci emarginare. Trova assurdo,
lambasciatore, che si pensi di declassare
una nazione situata su quello che oggi il
fianco cruciale dellalleanza, esposto al fondamentalismo islamico. Circostanza, del
resto, riconosciuta anche da Washington,
che ha ridotto ovunque le sue forze in Europa, ma non in Italia. Ma noi non possiamo dare agli Usa totale collaborazione senza chiedere nulla in cambio. Dobbiamo dire: manteneteci il dovuto riconoscimento.
Anche perch, ricorda Fulci, ogni volta
che lItalia ha richiamato gli alleati al rispetto dei limiti, come quando ha vietato
latterraggio degli Stealth americani negli
aeroporti italiani, la sua credibilit internazionale improvvisamente aumentata.

ANNO II NUMERO 2 - PAG 2

Signor direttore

Il centro non deve servire


a rendere perenne lUlivo
Per Follini (Ccd) alternanza garantita
solo dal progetto che parte dal Polo
Nei paraggi del centro si aggirano due
progetti politici e un equivoco. Lequivoco
riguarda la possibilit di mettere insieme
tutte le tessere del mosaico democristiano,
offrendo tre anni dopo un improbabile lieto fine alla favola di Martinazzoli: tutti al
centro, possibilmente nello stesso partito,
inevitabilmente pendolari. E un equivoco
che ricorre in maniera inversamente proporzionale alla sua praticabilit. Quelli
che dovrebbero essere i suoi promotori sono stati tutti eletti in uno schema di alleanze politiche che esattamente allopposto; e in qualche caso hanno guadagnato confortevoli posizioni di governo. In
compenso i suoi detrattori continuano ad
alzare le antenne della sospettosit finendo per vedere ritorni allantico anche dove la novit politica ha scavato fossati assai difficilmente valicabili.
Conviene dunque abbandonare lequivoco e misurarsi sui
due progetti rimasti in
campo. Il primo cerca
di costruire un forte
centro dentro le mura
del Polo; e, se possibile, di spostare quelle
mura un po pi in l.
In gergo si chiama (orribilmente) federazione di centro. Prevede un patto fra Forza Italia, Ccd e Cdu
che possa fungere da
calamita per tanti
centristi delusi da un
Ulivo
progressivamente spostato a sinistra. Postula per Berlusconi il definitivo
superamento del partito-azienda e per gli
ex democristiani labbandono di nobili ma
piccoli sentimenti: la nostalgia, il particolarismo. Implica, per gli uni e per gli altri,
una limitata discontinuit con il proprio
recente passato e un fiducioso investimento in un diverso futuro politico. Evoca
lo spirito del 27 marzo di due anni fa, andato perso lungo il cammino rocambolesco della scorsa legislatura.
Il secondo progetto mira a costruire
qualcosa del genere sul versante opposto.
Scommette sulla vittoria di Marini al congresso del Partito popolare, sulla vocazione governativa di Dini, sulla progressiva
aggregazione di tutti i moderati che il 21
aprile scorso si sono ritrovati sul bandwagon di Prodi. Immagina unarca di No di
tutti i democristiani non polisti che navighi nel mare dellUlivo ma in una direzione opposta a quella seguita fin qui: pi
lontano da DAlema, se possibile agli antipodi da Bertinotti. In nome di questa correzione di rotta cerca sponde - che non trover - tra i democristiani polisti.
Il manuale del perfetto maggioritario
Nella poesia del perfetto manuale maggioritario i due progetti potrebbero, e anzi dovrebbero essere compatibili. Il manuale recita infatti che tutte e due le parti
si muovono a ridosso del centro; e quanto
pi vi riescono tanto meglio il sistema funziona. Nella prosa della pi concreta
realt politica, invece, i due progetti sono
irriducibilmente alternativi: o riesce luno
o riesce laltro. E la riuscita si giocher nei
prossimi pochi mesi. Se il centro si forma
sul versante moderato, lItalia aderisce a
uno schema europeo: quello di Kohl o di
Aznar, ad esempio. Se il centro si forma
sul versante progressista, lItalia rischia
invece un supplemento di democrazia
bloccata. In un caso lalternativa , per cos dire, ad armi pari. Nellaltro la sproporzione delle forze minaccia di rendere eterna la peraltro fragile e contraddittoria
maggioranza ulivista.
Quanti nel Polo temono il rischio di rifare la Dc realizzando la federazione di
centro farebbero bene a valutare che se
mai la Dc si dovesse rifare dalla parte opposta il centrosinistra guadagnerebbe di
colpo una stabilit e una prospettiva che
finora ha dimostrato di non meritare. E
stata questa, del resto, una delle chiavi del
voto del 21 aprile scorso. Ed curioso che
ci sia nel Polo chi pensa, a proprio danno,
a una sorta di 21 aprile permanente.
Per la nostra parte noi ci siamo mossi
per dissipare lequivoco, dare corpo al primo progetto, contrastare il secondo. Continueremo a farlo. Abbiamo imparato che
convincere delle nostre ragioni gli alleati
qualche volta perfino pi difficile che
contestare le ragioni dei nostri avversari.
Ma, come si vede, spesso le due cose fanno
tuttuno.
Marco Follini
vicesegretario del Ccd

OGGI - Al nord, al centro e sulla Sardegna cielo molto nuvoloso o coperto con precipitazioni diffuse, nevose
sui rilievi al di sopra dei 1.000-1.500
metri. Al sud e sulla Sicilia iniziali
condizioni di cielo irregolarmente
nuvoloso, nel corso della giornata
intensificazione della nuvolosit associata a piogge sparse soprattutto
su Campania e Molise.
DOMANI - Su tutto il paese condizioni di cielo molto nuvoloso o coperto
con precipitazioni che potranno essere nevose anche a quote basse.

IL FOGLIO QUOTIDIANO

VENERD 3 GENNAIO 1997

CORRISPONDENZE

Cinema

Non basta pi la parola donore, giureranno anche i deputati inglesi


La classe dirigente inglese vede la vita come il
cricket o la caccia alla
volpe. Fino agli anni 50
la squadra nazionale di
cricket comprendeva
gentiluomini (dilettanti)
e giocatori (professionisti).
Oggigiorno entrambi, il cricket e

LEETTTTEERRAA D
L
DAA LLO
ON
ND
DR
RA
A
il Parlamento, sono senza dubbio formati da
giocatori. La caccia fornisce il termine
whip, bracchiere, per chi disciplina la muta dei parlamentari di un partito. Le loro arti oscure del bastone e della carota garantiscono che i membri votino per il governo sullonore del Parlamento. Nessun peccatuccio
privato sfugge al loro famoso libro nero.
Un governo conservatore in carica lipocrisia organizzata diceva il fondatore del
partito Disraeli, mentre un onorevole conservatore di vecchia stampo ha detto di recente: Il solo piacere lecito per un parlamentare un pacchetto di caramelle. Le dimissioni del ministro di Major responsabile
per la strategia elettorale, David Willetts, l11
dicembre porta a venti il numero di conser-

vatori colati a picco per peccatucci. Nove


per scappatelle extramatrimoniali - del tipo
tre in un letto, maestra di scuola domenicale
(studio biblico per bambini) inclusa. Uno
stato trovato impiccato nel suo appartamento
vestito di calze di nylon. Due erano gay non
dichiarati, un onorevole apertamente gay va
bene. La monogamia a puntate (divorzio dopo divorzio) quasi la norma nel partito conservatore e perfino le cinque amanti del ministro dei trasporti, detto Norris lo scopatore, sono politicamente tollerabili dal momento che non sono tenute segrete. Palmerston ebbe un figlio illegittimo a ottantanni. Il
suo oppositore Disraeli faceva di tutto per tenerlo nascosto per evitare una vittoria schiacciante di Palmerston alle elezioni.
Il Parlamento non sta cadendo in disgrazia
per la sua moralit privata, ma per quella
pubblica, e ora obbligato a mettere un po
di ordine in casa sua. Major stato costretto
a mettere in piedi linchiesta giudiziaria Scott
per indagare sulle presupposte menzogne dei
ministri al Parlamento in occasione della
vendita di armi allIraq da parte di organi del
governo contro le sanzioni del governo stesso.
Linchiesta ha rivelato la sofisticheria di
ministri che erano parsimoniosi con la verit e potevano sostenere che la met del

resoconto anche un resoconto. Nella non


scritta costituzione inglese queste inesattezze terminologiche sono roba da dimissione; almeno lo sono sempre state per i gentiluomini. Il pubblico anche scandalizzato
quando dei ministri abbandonano la carica
per entrare nel consiglio damministrazione
di ditte appena privatizzate da loro stessi.
Tutto questo sfociato nella Commissione
Molan presieduta da un giudice della Corte
superiore per stabilire le regole finora non
scritte di questo club che la Camera dei Comuni. Essa ha creato un Commissario parlamentare per indagare sulle infrazioni prima
di riportare il tutto davanti al Comitato Parlamentare per le Norme di Comportamento.
Legiziano Mohamed al-Fayed il proprietario di Harrods e Michael Howard, da ministro per il Commercio aveva lanciato uninchiesta ufficiale sul passato dellimprenditore. Ora, come ministro degli Interni lo stesso
Howard gli ha negato la cittadinanza britannica. Al-Fayed furibondo. Per replica andato al Sunday Times per rivelare come lui
fosse in grado di ottenere interrogazioni parlamentari per mille sterline; come risultato
due onorevoli conservatori sono stati sospesi
dalla Camera. Nel 94 al-Fayed riferiva al
Guardian che due ministri, Neil Hamilton e

Tim Smith, non avevano dichiarato i suoi regali, incluso un fine settimana sontuoso allhotel Ritz di Parigi, di cui fu ospite anche il
ministro del Tesoro, Jonathan Aitkin. Morale:
tre ministri dimessi.
Poich Hamilton, che ha legami con lestrema destra, ha fatto causa per diffamazione contro il Guardian, il giudice ha ordinato
che tutte le carte ufficiali fossero consegnate
alla corte entro ventiquattro ore. Per sbaglio
cera anche un promemoria a mano del nuovo bracchiere che diceva che il presidente
del Comitato Parlamentare per le Norme
vuole (wants) i nostri consigli. Questo
whip, David due cervelli Willets, molto
brillante ma difetta di buon senso. Ha cercato di convincere il Comitato che wants in
quella notarella non significa vuole ma
manca: unaccezione arcaica poco convincente. Un altro scalpo per al-Fayed. Ora gli
manca soltanto quello di Howard.
La parola bugiardo non pu essere usata dagli onorevoli membri, ma dora innanzi i testimoni davanti al Comitato dovranno
prestare giuramento, non baster pi la sola
parola donore. Non siamo pi agli ultimi sussurri di un club di gentiluomini, ma alla prima fase di una Costituzione scritta.
Richard Newbury

PROTAGONISTI DI FINE SECOLO

Retroscena di un conclave del 1978, quando i cardinali progressisti


scelsero il polacco Wojtyla per bloccare la strada al conservatore Siri
Il 1978 sar ricordato come lanno dei tre
papi. Nel giro di tre mesi muore Paolo VI e
viene eletto Giovanni Paolo I, questultimo
muore dopo soli 33 giorni di pontificato e viene designato come suo successore larcivescovo Wojtyla, che raggiunge il soglio di Pietro a soli 58 anni. Molte fonti concordano con
laffermare che Wojtyla abbia ricevuto una
manciata di voti (nove, secondo Romuald
TERZO DI QUATTRO ARTICOLI

Kukolowicz, lassistente del primate Wyszynski) anche durante il primo conclave, quello
dellelezione di Luciani. Si spiegherebbe cos il profondo turbamento che colse il futuro
Papa alla notizia della morte di Giovanni
Paolo I. Tutti dicevano che non sarebbe tornato, dichiarer un amico di Wojtyla, che
aveva accompagnato il cardinale allaereoporto trovandolo triste e depresso.
La morte di Albino Luciani aveva gettato
lo scompiglio nel sacro collegio. Era sconcertato e spaventato larcivescovo di Firenze Giovanni Benelli, grande regista dellelezione di Giovanni Paolo I, al quale era legato da profonda amicizia, cos come erano disorientati quasi tutti i suoi confratelli che un
mese e mezzo prima, il 26 agosto, in mezza
giornata avevano individuato il loro Papa e

lo avevano votato a larghissima maggioranza.


Mentre gli italiani entravano nel nuovo conclave divisi su due nomi, quello dello stesso
Benelli e quello di Giuseppe Siri, larcivescovo di Genova vicino agli ambienti pi tradizionali del cattolicesimo, cera un gruppo
sempre pi folto di stranieri che lavorava
per Wojtyla. In prima fila lamico fidatissimo
Andrej Deskur, il vescovo che in quei giorni
aveva intensificato gli inviti a pranzo e a cena di prelati e cardinali, presentando ai pochi che ancora non lo conoscevano il cardinale di Cracovia. Nonostante i mass media
abbiano avuto un qualche ruolo - seppur
marginale - nel conclave, a causa della pubblicazione anticipata e non autorizzata di
unintervista di Siri, nella quale il porporato
genovese si pronunciava contro la collegialit episcopale, i giornali nellottobre del 78
non azzeccarono i pronostici. Nessuno immaginava neanche lontanamente la possibilit dellelezione di un non italiano. Mentre
invece a questa possibilit lavorava da tempo larcivescovo di Vienna Franz Koenig,
considerato il grande elettore di Wojtyla. Il
porporato austriaco conosceva da molti anni
il giovane cardinale polacco ed era convinto
che la sua elezione avrebbe portato una ventata di rinnovamento nella Chiesa del post-

concilio. E lui a tessere pazientemente la


trama di incontri, dialoghi e trattative che
permetteranno a Karol Wojtyla di entrare in
conclave potendo contare gi su una solida
base elettorale. Quasi alloscuro di tutto rimase invece il primate Stefan Wyszynski:
quando Koenig gli dice che forse la Polonia
ha un suo candidato, il vecchio e irriducibile prelato risponde: Cosa? Vuol dire che dovrei andare a Roma?
Se lasciassi il mio paese sarebbe un trionfo
per i comunisti. C
anche unaltra persona aggiunge Koenig
riferendosi a Wojtyla.
No, fuori discussione. Non abbastanza
conosciuto.
Pochi
giorni dopo Wyszynski dovr arrendersi allevidenza e prendere atto di essersi sbagliato: Wojtyla conosciuto, anzi, conosciutissimo dai colleghi porporati del conclave. Una
conferma della buona fama di cui godeva il
futuro Giovanni Paolo II venuta nel febbraio del 1992 dal segretario di Wyszynski,
che ha raccontato in unintervista il diverso
impatto dei due cardinali polacchi alla vista
dei confratelli: il vecchio primate, entrando

alle Congregazioni generali e guardandosi


intorno, osserv: Non conosco nessuno.
Mentre Wojtyla disse: Io li conosco tutti. In
queste parole racchiusa anche la differenza tra i due grandi ecclesiastici della Polonia: il primo era rimasto quasi sempre in patria, e si era occupato dei non facili rapporti
fra la Chiesa e il regime. Il secondo aveva
viaggiato molto, tenendo i contatti con le varie comunit polacche sparse nel mondo. E
poteva vantare molti illustri sostenitori anche Oltreoceano, come ad esempio il cardinale John Krol di Philadelphia, figlio di polacchi immigrati negli Stati Uniti.
Unaltra considerazione importante riguarda il codice genetico dei primi sostenitori della candidatura di Wojtyla: Franz
Koenig era progressista, come lo era il brasiliano Aloisio Lorscheider, il quale - come riferiscono Carl Bernstein e Marco Politi nel
loro ultimo libro Sua Santit. Giovanni Paolo II e la storia segreta del nostro tempo - voleva un buon pastore, sensibile ai problemi
sociali, paziente, disposto a intraprendere un
dialogo e a cercare punti di contatto. Voleva
un buon pastore che optasse per una maggiore collegialit, per una maggiore comunicazione fra le conferenze episcopali e il Papa, maggiore partecipazione delle Chiese locali nei processi decisionali della Curia. Se
alcune di queste aspettative troveranno parziale conferma nel pontificato di Giovanni
Paolo II, non v dubbio che i progressisti
nella decisione di scegliere Wojtyla e sbarrare cos la strada allitaliano Giuseppe Siri
presero un abbaglio. Sar infatti proprio il
pontefice polacco ad iniziare unopera di
normalizzazione delle chiese latinoamericane, considerate troppo filomarxiste, e a ribadire con forza e insistenza la dottrina morale e il suo ruolo fondamentale nella vita di
fede. Per molti versi lopposto rispetto a
quello che si annunciava sarebbe stato il
pontificato di papa Luciani, pi aperto sui
temi della morale e sicuramente meno
incline a far
giocare alla
Chiesa cattolica un ruolo politico sulle scena internazionale. Una diversit di temperamento, di et
e di formazione personale, pur avendo entrambi i pontefici vissuto in prima persona il
Concilio Vaticano II.
Dopo le prime 24 ore del conclave, iniziato la sera di sabato 14 ottobre 1978, a dare la
spinta finale allelezione di Wojtyla sar la
divisione in due blocchi sulle candidature
degli italiani Siri e Benelli e la conseguente
consapevolezza della impossibilit per entrambi di farcela. Dio si servito della malignit degli uomini e della divisione degli
italiani dir il cardinale di Madrid Vicente
Enrique y Tarancon alluscita del conclave.
Importante per convincere gli ultimi indecisi sul nome del cardinale polacco sar la
pausa del caff dopo il pranzo di luned 16
ottobre. Luigi Ciappi, porporato domenicano
scomparso alcuni mesi fa, nel marzo del 92
racconter al mensile Trentagiorni che fu
proprio mentre venivano serviti i liquori che
i sostenitori di Wojtyla si diedero maggiormente da fare. Al secondo scrutinio di quella sera scrive Giancarlo Zizola nel suo libro
Il Conclave, larcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla raggiunse pi dei 75 voti necessari allelezione, addirittura 99 secondo la
lettera di un cardinale riportata da Giulio
Andreotti.
Tra le motivazioni che spinsero il sacro collegio a eleggere per la prima volta dopo secoli un Papa straniero, il primo proveniente
dallEst europeo, c quella di dar voce alla
cosiddetta Chiesa del silenzio, a quei cristiani soggiogati da decenni di regimi totalitari. Si sottolineava scrive ancora Zizola
che aveva avuto un peso determinante la
considerazione politica della fragilit della
piramide sovietica - secondo la tesi di Koenig
- e del contributo che un Papa polacco avrebbe portato al processo di crisi del sistema comunista, crisi che il Vaticano analizzava gi
allora come irriducibile e forse imminente.
Lelezione di Giovanni Paolo II fu salutata
con entusiasmo in Occidente (il nuovo Papa
aveva tenuto una serie di conferenze negli
Usa ed era molto stimato da uomini come
Zbigniew Brzezinski) e con viva preoccupazione al Cremlino.

Un Robert Altman nostalgico


rievoca il suo Middlewest
al ritmo del jazz anni Trenta
I MAGHI RANDAGI di Sergio Citti, con Silvio Orlando, Patrick Bauchau, Rolf Zacher
Doveva essere, nelle intenzioni di Pier
Paolo Pasolini, un pornoteocolossal: probabilmente, qualcosa a met tra Il Vangelo
secondo Matteo e La ricotta, rivisitazione della morte di Ges tra i ladroni, con una
comparsa di Cinecitt che sulla croce ci
muore davvero, di indigestione. Il soggetto,
dal titolo Il Re Mago Randagio era stato
scritto per Tot. Ora Sergio Citti, collaboratore di Pasolini fin dai tempi di Ragazzi di
vita (fu lui a garantire la genuinit delle
frasi in romanesco), lo ha ripreso e rielaborato, facendone una favola a sfondo morale.
I magi sono ridiventati tre, come vuole la
tradizione, e si aggirano come picari nellItalia di oggi. In realt, sono magi abusivi,
perch di mestiere farebbero i saltimbanchi, poveri in canna da quando hanno rinunciato a leoni e tigri per esibire nei loro
spettacoli la creatura pi feroce del creato.
Insomma, luomo, nientaltro che luomo, in
divise naziste o completi da mafioso: va da
s che il pubblico pagante non si diverte affatto. Labito fa il monaco, e pure il re magio.
Agghindati di tutto punto per far la loro parte in un presepe vivente, i tre adocchiano
una cometa e si mettono in viaggio. Dopo
molte peripezie (e altrettante citazioni pasoliniane) troveranno anche il bambinello.
KANSAS CITY di Robert Altman, con Jennifer Jason-Leigh, Miranda Richardson,
Harry Belafonte, Steve Buscemi, Dermot
Mulroney
Due citt, due stili musicali, due film che
a ventanni di distanza usano la colonna sonora come via daccesso privilegiata alla
storia, pi o meno recente, degli Stati Uniti.
Il country stava a Nashville come il jazz sta
a Kansas City, tappa obbligata, negli anni 30,
di tutti i grandi musicisti, da Lester Young a
Coleman Hawkins. Tra loro, cera un ragazzo quattordicenne di nome Charlie Parker,
che a quellepoca tirava tardi nei club insieme al futuro regista Robert Altman. Cos, mentre in Nashville lo sguardo (e la fotografia) era come raggelato, fedele allo stile che poi ritroveremo in America oggi,
questo film si colora di nostalgia per unepoca ormai scomparsa, fatta di jam session,
di sparatorie, di bordelli, di gioco dazzardo,
di gangster. Per rendere omaggio alla citt
della sua infanzia, Altman ha scelto il meglio che cera sulla piazza. A cominciare dai
jazzisti: Cyrus Chestnut, James Carter, Geri
Allen, Jesse Davis, David Murray, Joshua
Redman, Kevin Mahogany, chiusi in un albergo per tre settimane a improvvisare, tutti insieme appassionatamente. E poi due attrici tanto brave da rendersi irriconoscibili
ogni volta che le vediamo. Jennifer JasonLeigh una telegrafista divisa tra lamore
per Jean Harlow e quello per i romanzi gialli, mentre Miranda Richardson una signora annoiata e dedita alloppio, che in un
film cos non manca mai.
SPIRITI NELLE TENEBRE di Stephen
Hopkins, con Michael Douglas, Val Kilmer,
John Kani
Il leone, a pochi passi dallaccampamento, si aggira in cerca di prede umane. Ma noi
non lo vediamo: lunico segno della sua presenza, come nello Squalo di Steven Spielberg, una leggera increspatura nel mare
dorato della savana. (La savana tremante,
avrebbe scritto Emilio Salgari, che non si
era quasi mai mosso da casa.) Fa da contorno alla lotta delluomo contro il re degli
animali, che qui sono due, vendicativi e un
po deviati (uccidono per il puro gusto di farlo, accumulando teschi e scheletri in una
caverna), la costruzione della strada ferrata
tra Mombasa e il lago Vittoria. Correva lanno 1896, e gli invincibili leoni riuscirono a
bloccare uno dei pi ambiziosi progetti dellimpero britannico. Ora le loro teste imbalsamate sono in un museo di Chicago, dove si
celebra lavanzata delle ferrovie. Per far rivivere sullo schermo Ghost e Darkness,
Spirito e Tenebre (cos li avevano soprannominati gli indigeni), di leoni ce ne sono
voluti sei. Tra cui il californiano Sudan, ultimo erede di una stirpe leonina che da
quattro generazioni lavora nel cinema. Figlio darte anche Michael Douglas, guerriero malinconico ma non solitario, perch
va a caccia assistito da una trib di guerrieri Masai. I tramonti africani sono al loro meglio, e un paio di scene dazione, riprese in
soggettiva dalla parte della vittima straziata, piuttosto impressionanti.
1997: LINVASIONE DEGLI ULTRACORPI
CONTINUA
Ormai accertato: se abbiamo visto tanti
film di invasione, negli anni 50, perch sotto sotto cera la paura dei comunisti. Mentre
in Italia si evocavano i cosacchi in piazza
San Pietro, gli Stati Uniti sfornavano decine
di pellicole popolate da marziani senza un
briciolo di sentimenti. Resta da capire, ora
che il Muro caduto e perfino Fidel Castro
ammesso a cena in casa Agnelli, cosa c
invece allorigine della nuova ondata di film
a base di creature venute dallo spazio. Independence Day era solo linizio. Tra poco,
arriver Mars Attacks! (Attacco da Marte!)
di Tim Burton, con i marziani dalla testa
enorme (ci deve stare il cervellone) e gli abiti kitsch ricoperti di lustrini, tipo Star
Trek degli anni doro. Barry Sonnenfeld,
lasciata la Famiglia Addams, si dedica agli
umanoidi (Men in Black), e Paul Verhoeven agli immancabili insetti assassini
(Starship Troopers). Che Lucas minacci
altri tre episodi di Guerre stellari normale. Ma ora ci si mettono anche i francesi
emigrati a Hollywood: Luc Besson sta girando The Fifth Element, e Jeunet, dopo
Delicatessen, alle prese con Alien Resurrection. Si sente aria di mille e non pi
mille, come minacciavano i predicatori alla fine dello scorso millennio. Sbarca sulla
terra perfino un angelo, con le ali ripiegate
sotto il cappotto e la faccia di John Travolta: in Michael, di Nora Ephron.

ANNO II NUMERO 2 - PAG 3

IL FOGLIO QUOTIDIANO

VENERD 3 GENNAIO 1997

I socialisti pesano, ma non contano, nellEuropa della destra


Milano. Sono ancora - a cento e pi anni
dalla nascita - la famiglia politica pi numerosa del continente. I partiti socialisti e
socialdemocratici europei, oggi federati nel
Pse, formano il gruppo pi forte al Parlamento di Strasburgo, di cui hanno anche
(con il tedesco Klaus Hansch) la presidenza.
Ma la consistenza numerica dei deputati
del Pse dovuta anche alla modalit con
cui sono stati eletti: a scrutinio (pi o meno)
proporzionale. Unica eccezione, la Gran
Bretagna, dove in ogni caso il sistema maggioritario ha beneficiato nel 1994, i laburisti. Il Pse maggioranza relativa in unassemblea che non deve esprimere un governo. Se si guarda alla mappa politica continentale paese per paese, salta agli occhi come partiti che si rifanno alla tradizione socialista si trovino allopposizione in tutti in
principali paesi dellUnione. Con leccezione dellItalia.
I laburisti britannici languono allopposizione ormai dal lontano 1979, i socialdemocratici tedeschi dal 1982: sono date che
marcano un passaggio epocale, non una

semplice fisiologica alternanza. Molto pi


recenti sono invece le sconfitte dei socialisti francesi (1993 e 1995) e spagnoli (alcuni
mesi fa): per loro si trattato, al contrario,
dellepilogo di una lunga stagione di governo contrassegnata dalla popolarit dei rispettivi leader, Franois Mitterrand e Felipe Gonzalez. Al socialismo latino o mediterraneo - che negli anni Ottanta era succeduto alla socialdemocrazia centro e nordeuropea come forza egemone nella famiglia - sono rimasti tuttavia il Portogallo (dove pochi mesi fa il Ps ha riconquistato prima il governo, poi la presidenza della Repubblica) e la Grecia, dove la difficile transizione dal patriarca Papandreu, col suo populismo quasi terzomondista, al riformista
e tecnocrate Costas Simitis stata legittimata dalla recente vittoria elettorale. Altro
ramo della famiglia restano i paesi nordici, il Benelux e lAustria: paesi piccoli, anche se ricchi e moderni, e nei quali i socialdemocratici sono al governo (con la parziale eccezione della Svezia).
Anche le prospettive politico-elettorali a

breve e medio termine sono piuttosto differenziate. Se Tony Blair appare lanciato verso uninevitabile affermazione, nella prossima primavera, e dovrebbe finalmente riportare il (New) Labour al numero 10 di
Downing Street - ma proprio per questo ha
molto da perdere nellormai imminente
campagna elettorale - i socialdemocratici
austriaci e svedesi hanno subto di recente
brucianti sconfitte parziali, legate s, in buona parte, ai contraccolpi della recente adesione allUe, ma tali comunque da minare
oggi lautorit politica e domani le chance
elettorali. I socialisti francesi e spagnoli
sperano invece di capitalizzare sul fatto che
le battute darresto del 1995 (Jospin contro
Chirac) e del 1996 (Gonzalez contro Aznar)
sono state molto meno dure del previsto, e
consentono quindi qualche margine di recupero a breve, viste le difficolt a cui devono e dovranno far fronte i loro avversari
al governo. In Germania, infine, la Spd sembra ancora scontare la profezia-maledizione di Herbert Wehner, il vecchio leader che,
nel 1982, pronostic almeno 12 anni di op-

posizione per il suo partito. Il cambio di generazione - da Brandt e Schmidt ai vari Engholm, Lafontaine, Scharping e Schrder ha minato la credibilit della Spd come forza di governo moderna e responsabile. E il
massimo a cui oggi possa aspirare diventare lo junior-partner della Cdu-Csu in una
grande coalizione per il dopo-Kohl.
La difficolt dei Ps europei di carattere
strutturale. Fra gli anni 50 e 60 sono stati
egemoni anche quando erano allopposizione (tanto che conservatori e democristiani
praticavano politiche sociali ed economiche simili alle loro). Fra gli 80 e i primi 90
sono stati costretti (che fossero al governo o
no) ad adottare politiche che non erano le
loro, applicandole con meno durezza dei loro avversari neoliberisti. E se mantengono
tuttora un certo insediamento organizzativo
ed elettorale fra gli operai sindacalizzati,
nel ceto medio e fra gli impiegati pubblici di cui cercano di difendere gli interessi - si
trovano sulla difensiva di fronte ai grandi
processi di globalizzazione, che minacciano
direttamente le loro basi di consenso.

Le varianti e disattese promesse sulla Variante di valico


STORIA DI QUEL TRATTO AUTOSTRADALE CHE TIENE IN CODA GLI ITALIANI E FA LITIGARE MINISTRI E SOTTOSEGRETARI

Todos a la playa con Fidel


L

e nevicate che hanno imbiancato


mezza Italia fanno risaltare la preveggenza dei dirigenti politici, dei giornalisti e dei prelati che, con le pi varie motivazioni, si erano tempestivamente prenotati un bel viaggetto ai Caraibi. Fausto Bertinotti, che trascorre il
capodanno sorseggiando daiquiri con
la sua signora nei bar dellAvana, non
ha bisogno di giustificazioni: il sole dei
Caraibi e quello dellavvenire si sono
sempre congiunti nei suoi sogni di rivoluzionario in cachemire. Trascinato
dal suo fresco e simpatico entusiasmo
ha persino scoperto che Fidel Castro e
Karol Wojtyla parlano una lingua comune. Qualche daiquiri di troppo deve avere indotto il commentatore del
Corriere della Sera a celebrare con toni commossi la straordinaria popolarit di Bertinotti, calorosamente salutato dai turisti che hanno trovato rifugio allAvana dallimperversare del gelido Burian. Pi sobriamente Liberazione d conto degli incontri politici
del segretario con i dirigenti cubani,
alla ricerca di cosa proporre di fronte
allevidenza di un sistema di dominio
internazionale che ha esaurito ogni
margine riformistico. Se la gita a Cuba
dei dirigenti comunisti, con relativi

brindisi fraterni e previsioni apocalittiche sul crollo del capitalismo, tutto


sommato scontata, pi sorprendente
la staffetta che vede avvicendarsi prelati e monsignori italiani alla corte di
Fidel Castro. E rientrato da Cuba da
pochi giorni monsignor Libero Andreatta, responsabile dellOpera romana pellegrinaggi, al termine di una visita ufficialmente destinata a programmare fantomatici pellegrinaggi dei fedeli cubani, ma pi probabilmente dedicata a preparare il viaggio del cardinale Camillo Ruini, presidente della
Conferenza episcopale italiana, giunto
oggi allAvana. Ruini, a sua volta, si occuper del viaggio che dovrebbe portare a Cuba il Papa in ottobre. Anche il
porporato non sfugge alla regola della
dissimulazione diplomatica, al punto
da giustificare la sua presenza con lesigenza evidentemente improrogabile
di visitare le opere di carit realizzate sia a Cuba che ad Haiti dalla Chiesa
italiana. Per svernare a Cuba, Bertinotti trova argomenti politici, per nascondere gli incontri politici i prelati
accampano pretesti religiosi. Daltronde, persino Ernest Hemingway spiegava le sue baldorie cubane con dubbie
finalit sociali.

Libert di mercato per Belgrado


L

o spettacolare confronto di piazza


tra regime e opposizione continua a
Belgrado, dopo che la missione dellOcse guidata da Felipe Gonzalez ha dichiarato infondato lannullamento parziale delle elezioni amministrative promosso dal presidente della Serbia, Slobodan Milosevic. Dietro le quinte, per,
in ci che resta della Jugoslavia in atto un altro braccio di ferro: i dirigenti di
Jul, il partito comunista capeggiato dalla moglie di Milosevic, e i manager delle imprese di Stato, che controllano
lindustria e la finanza della Federazione serbo-montenegrina, cercano affannosamente una via duscita di fronte alle richieste del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. In
cambio dellalleviamento del debito
estero e della concessione di crediti a
condizioni di favore, di cui Belgrado ha
disperato bisogno, i due istituti pongono
pesanti condizioni.
La vertenza complicata dal fatto
che il governo della Federazione serbomontenegrina pretende di avere titolo
sulle cospicue propriet statali dellintera ex Jugoslavia mentre vorrebbe ad-

dossarsi solo una parte dei grossi debiti lasciati dallex Repubblica federale.
Il punto cruciale per costituito dalla
lista di privatizzazioni - centinaia di imprese sono coinvolte - che il Fondo monetario chiede siano attuate per risanare leconomia. Ci segnerebbe la fine di
Jul e sarebbe un brutto colpo per i burocrati di Stato su cui si regge il potere
di Milosevic.
Il governo e i dirigenti comunisti oppongono a questa richiesta il rischio di
chiusura di molti stabilimenti che non
reggerebbero alle dure regole del mercato e la conseguente ulteriore massiccia disoccupazione. Essi evocano il declino in cui precipitata leconomia
russa, a causa di privatizzazioni troppo
rapide. Ma il paragone inappropriato
perch in Serbia prontamente interverrebbero operatori di altri paesi europei
per ridare efficienza e mezzi a uneconomia dissestata dai burocrati statali.
Ed da queste privatizzazioni che dipende il ritorno effettivo della vita democratica e dellordine civile in Serbia.
Ci che non riesce a fare lOnu lo pu
fare la libert del mercato.

Roma. Giancarlo Elia Valori ha conquistato limmortalit, cos, lo scorso ottobre,


commentava sorridendo il senatore dellUlivo Franco Debenedetti. Oggetto dellironia
agrodolce era laccordo siglato tra lamministratore delegato della Societ Autostrade e il ministro dei Lavori pubblici Antonio
Di Pietro. Limmortalit pare acquisita - e
assieme a essa, pi concretamente, la realizzazione della Variante di valico - grazie
agli argomenti trovati da Giancarlo Elia Valori per convincere il ministro a prorogare
di ventanni la concessione alla Societ Autostrade, sino a tutto il 2038. Immortalit durata lo spazio di un mattino - cos come la
realizzazione immediata della Variante di
valico - perch costruita sui fragilissimi piedi di quel colosso politico che ha mostrato
dessere Antonio Di
Pietro. Ministro dalLE GRANDI
rapide conversioBUFALE DEL 1996 le
ni, dalle tante promesse e dal nulla di
QUARTO DI UNA
SERIE DI ARTICOLI fatto finale. Nulla di
fatto, questa volta, a
danno non tanto dellimmortalit di Giancarlo Elia Valori - che uomo dalle risorse
infinite, anche al riguardo - quanto della bistrattata Variante di valico.
Prima promessa rinnegata. A giugno, Antonio di Pietro riferisce al Parlamento le linee programmatiche del proprio dicastero
e si dichiara contrarissimo alla proroga ventennale della concessione a favore della Societ Autostrade: spiega ai parlamentari
che non defletter dallintenzione di indire
gare internazionali, favorire la libera concorrenza, evitare i rischi di monopolio e altro. Il 30 settembre la sorpresa: luomo di
Mani pulite (come ama chiamarsi, parlando
di s in terza persona) informa il Parlamento di avere cambiato completamente idea e
di avere deciso - senza consultare nessuno di prorogare di 20 anni la concessione. E la
libera concorrenza, le gare internazionali, il
mercato? Quisquilie. Cos il ministro dei Lavori pubblici inserisce la proroga in un articolo della Finanziaria, blindandola. In
una riunione tempestosa della commissione Lavori pubblici della Camera, Di Pietro,
col suo linguaggio colorito e un po approssimativo, spiega che la ragione di questa
proroga semplice: ha ottenuto in cambio
limpegno della Societ Autostrade di iniziare subito investimenti per pi di 8 mila
miliardi; primo tra tutti quello per la Variante di valico.
La svolta delluomo di Mani pulite
Seconda promessa rinnegata. A luglio il
ministro decide di iniziare la svolta delluomo di Mani pulite nelle opere pubbliche dando il via ai lavori per la Variante. Il
governo subisce per la prima volta le conseguenze del ciclone Di Pietro: polemiche
roventi, veti dei Verdi, impegni roboanti del
ministro, mediazioni di Romano Prodi. Il
destino del paese, della moralizzazione della politica, delloccupazione, del governo e
del millennio che si chiude paiono dipendere dalla sfida lanciata dalluomo di Montenero: si far o no la Variante di valico?
Quesito drammatico quanto altri mai, che
umerose sono le metafore del male
che la letteratura ha fornito allimmaN
ginario: dal mister Hyde di Robert Louis
Stevenson al Velo nero del pastore che,
nella novella omonima di Nathaniel
Hawthorne, turba gli animi dei fedeli, resi
inquieti dal fastidioso orpello che copre il
volto del loro parroco. Un posto donore se
lo merita certamente questo bellissimo
racconto di met Ottocento del pastore
evangelico Jeremias Gotthelf (pseudonimo
di Albert Bitzius, 1797-1854), considerato,
insieme a Gottfried Keller, il maggior narratore svizzero del secolo scorso.
E un libro che impression un lettore
come Elias Canetti ( Lessi Il ragno nero
e mi sentii perseguitato, come se quel ragno si fosse annidato nel mio viso scrive
nel brano che fa da postfazione) e ha per
tutte le carte in regola per affascinare anche i giovani appassionati delle storie di
Stephen King e gli accaniti fan del fortunato serial televisivo X-Files.
Una novella cupa e fantastica, strutturata su un soggetto che sembra fatto apposta per le indagini dei televisivi agenti dellFbi Fox Molder e Dana Scully, ma dotata
di una forza evocativa capace di renderla
emblematica e suggestiva come una fiaba
dei fratelli Grimm, mentre il mostruoso ragno ci appare allo stesso tempo come un
Alien dellOttocento e una potente metafora del male annidato allinterno di
quello che Sigmund Freud chiamer inconscio.

rimarr per appeso per aria. Alla fine, dopo il solito tira e molla, si arriva al classico
compromesso in Consiglio dei ministri.
Compromesso squisitamente doroteo: Antonio Di Pietro esce da Palazzo Chigi dichiarando di avere vinto: La Variante di valico
si far nella sua interezza. Dalla stessa porta per, poco dopo, esce Edo Ronchi, mini-

amministrazioni di sinistra) chiedono venga


raddoppiata. Antonio Di Pietro sa anche
che sulla Variante la sinistra divisa: la Cgil
di Sergio Cofferati con i Verdi a favore
della soluzione ferroviaria (una navetta che
trasporti i Tir), mentre la Uil di Larizza e la
Cisl di Sergio DAntoni sono per la Variante. Romano Prodi, invece, pi che favore-

Annunci e smentite lunghe un anno su una questione che a un certo


punto sembrava la pi importante per il paese. Ma una decisione
definitiva ancora non c. Le piroette di Di Pietro e lopposizione di
Ronchi, il ruolo di Valori e i timori del Pds. E con Costa si ricomincia
stro dellAmbiente che aveva partecipato si dice - allo stesso Consiglio dei ministri, e
sostiene... di avere vinto: La Variante di valico nella sua interezza non si far mai.
In realt, da quel che si comprende, s
deciso di avviare i lavori per i primi 17 chilometri e di riconvocarsi in futuro sul tema.
A questo punto Antonio Di Pietro ha chiaro
che i 5.250 miliardi richiesti dallinvesti-

mento sono gli alleati fondamentali del veto dei Verdi. Cos, a met settembre, sigla il
patto con Giancarlo Elia Valori: il ministro
proroga la concessione e sulla base di questo impegno la societ concessionaria accender mutui finanziari, garantiti dal gettito certo sino a tutto il 2038. E infatti chiaro che la Societ Autostrade non ha bilanci
in grado di finanziare autonomamente i
5.250 miliardi necessari per costruire la Variante; la prospettiva di reperirli incrementando le tariffe impraticabile e non c
possibilit che lo Stato li metta a disposizione, per di pi per una societ che dovr
essere presto privatizzata.
Antonio Di Pietro ha chiaro che - ben pi
dellAlta velocit ferroviaria - la Variante
gode di una grandissima popolarit. Il tratto tra Bologna e Firenze dellAutosole stato progettato per una portata di 20 mila veicoli il giorno: oggi ne sopporta malamente
40 mila in media, con punte di 60 mila. E
unarteria insufficiente, pericolosa, strozzata dai Tir, che da anni le amministrazioni locali dellEmilia e della Toscana (rette da

LIIBBRRII
L
Jeremias Gotthelf
IL RAGNO NERO
188 pp. Adelphi, Lire 15.000
Si comincia con un gustoso pranzetto organizzato in una placida valle svizzera per
festeggiare il battesimo dellultimo nato
del borgo. Ma lidilliaco quadretto di maniera assume subito contorni sinistri e la
luminosit della festa contrasta con un segreto tenebroso, perch il sacramento cristiano nasconde, nella cornice melodiosa
di quei luoghi ameni, la presenza incombente del demonio, con il quale i valligiani avrebbero stretto nel passato un antico
patto. Come nella novella di Hawthorne,
anche qui lo scrittore vuole dimostrare
che la maniera migliore per combattere il
male non allontanarlo e nasconderlo il
pi possibile alla nostra vista, ma, al contrario, tenerlo sempre ben presente davanti agli occhi e abituarsi a convivere con
esso. Lottare contro la malvagit significa,
secondo lautore, imparare a conviverci,
sforzandosi quotidianamente di opporre
alla sua minacciosa potenza, sempre sul
punto di sprigionarsi, le forze del bene e
della virt.

vole - e in questo senso si espresso in campagna elettorale - ma il programma elettorale dellUlivo al riguardo stato volutamente cos ambiguo dallessere incomprensibile. Carlo Ripa di Meana aveva gi tirato
a tal punto le polemiche pre-elettorali con
la coalizione che un impegno per la Variante avrebbe rischiato di far deflagrare una
guerra ambientalista. Un gioco di equilibri
delicati, di questioni di principio, in una regione che rappresenta il cuore della gestione del potere locale da parte del Pci-Pds da
cinquanta anni in qua.
La concessione alla Societ Autostrade
La soluzione trovata da Antonio Di Pietro
pare risolvere il problema, per lo meno sul
piano dei finanziamenti. La procedura non
affatto ortodossa ma proprio per questo,
in fondo, Romano Prodi lha chiamato al governo. Ma, allimprovviso, per la terza volta,
la promessa di Di Pietro risulta fondata sulla sabbia. Nel corso delle torrenziali riunioni sulla Finanziaria che si tengono a
Montecitorio nella sala della Regina, il 25
ottobre, il relatore della maggioranza, Salvatore Cherchi, del Pds, annuncia allimprovviso la decisione di stralciare larticolo
15 della Finanziaria, proprio quello che
contiene la concessione definitiva e irrevocabile della proroga a tutto il 2038 della concessione a favore della Societ Autostrade.
Cosa successo? Come mai nella seduta
del Consiglio dei ministri del 30 settembre
era stato approvato questo impegnativo articolo 15 e solo 25 giorni dopo, per iniziativa
politica del Pds, veniva bruscamente cancellato? Come mai il Pds decide di inferire
- Prodi evidentemente consenziente - un
colpo mortale alla prospettiva di un rapido
finanziamento della Variante di valico? I
Verdi trionfano e rivendicano al proprio peso politico il risultato. Pu essere. Ma il silenzio cupo con cui Antonio Di Pietro accoglie la notizia lascia adito ad altre ipotesi.
Alla terza promessa non mantenuta (limpegno a non prorogare la concessione, limpegno a costruire tutta la variante, limpegno a prorogare la concessione) luomo di
Mani pulite non reagisce come suo solito;
non lancia diffide, proclami, minacce di dimissioni. Strano. Ancora pi strano dellimprovviso voltafaccia del Pds.
Le spiegazioni possono essere molte e
una parte da una traccia evidente: limmortalit - per restare nello scherzo - di GianCos il saggio nonno della storia di
Gotthelf non ha paura del ragno nero, imprigionato molti secoli prima dai suoi avi
in una trave di legno del soffitto di casa.
Anzi, convinto che sia proprio quel piccolo mostro diabolico, che semin morte e
terrore nel villaggio ai tempi della societ
feudale, a cementare il bene della sua famiglia, ad assicurarle, per contrasto, il timore di Dio e a escludere ogni possibile
deviazione dalla retta via, come una benefica spada di Damocle. Il lungo flashback
che occupa la parte centrale del racconto
narra con accenti genuini e arcaici una vicenda medioevale ricca di macabri accadimenti (il pi terribile dei quali ambientato per contrasto in una tranquilla
notte di Natale) e appassionanti colpi di
scena che sarebbe imperdonabile anticipare al lettore. Tutto poi avvolto dalla
presenza incantata del paesaggio svizzero
chiuso dai monti, che il sole illumina con
trasparente nitidezza, in stridente contrasto con linquietante presenza del Maligno. Allo stesso modo, la scrittura di
Gotthelf appare tersa e limpidissima, anche quando, come tutte le favole che si rispettino, racconta nefandezze degne dei
peggiori film horror. Il tono epico e insieme casalingo che caratterizza le atmosfere del testo scaturisce dalla magica presenza della natura e dal suo carattere angelico e diabolico nello stesso tempo. Un
tono, da piccolo classico, ricorda da vicino
i racconti boemi di Adalbert Stifter.

carlo Elia Valori. Nella pigra oleografia dei


quotidiani italiani proprio lui il prototipo
del boiardo di Stato; nei fatti il manager
che pi si esposto sulla scena politica nel
corso del 96. La presentazione in societ
della lista di Rinnovamento italiano di
Lamberto Dini avvenuta proprio durante
un ricevimento ultraesclusivo nella lussuosa villa ove ha sede la presidenza della Societ Autostrade in via De Nibby, a Roma; il
parterre era formato dal fior fiore dei manager di provenienza Dc tuttora al potere,
formalmente o meno. Ecco allora che pu
essersi acceso il campanello dallarme che
ha scosso il Pds. Limprovvisa conversione
di Antonio Di Pietro dal no deciso alla
proroga alla concessione al s pi impegnativo e il controllo diretto ed esclusivo su
un piano dinvestimenti per 8.500 miliardi
nel quinquennio, avrebbero potuto essere il
prodotto di un accordo politico che avrebbe
legato le fortune manageriali di Giancarlo
Elia Valori e quelle politiche di Antonio di
Pietro? Lipotesi credibile.
Bretella intera o solo 17 chilometri?
La bistrattata Variante di valico subisce
il suo ennesimo rinvio e - uscito Di Pietro
dal governo - lanno si chiude con un ripetitivo battibecco che la riguarda. E di questi giorni luscita di Gianni Mattioli, verde,
sottosegretario ai Lavori pubblici che spalleggia il ministro dellAmbiente Edo Ronchi e ribadisce: Sulla Variante di valico
c da rispettare laccordo raggiunto dal governo questestate: per ora solo una bretella di 17 chilometri da Aglio a Canova. Questo per loggi, per il futuro Dio provvede.
Ma ai Verdi risponde il neoministro per i
Lavori pubblici, Paolo Costa: La Variante
di valico va fatta bene. Quindi tutta. Il che
porta, di nuovo, la lite a squassare il ministero, anche perch Costa spalleggiato
dallaltro sottosegretario Antonio Bargone
del Pds. Squasso del ministero dei Lavori
pubblici e crisi col ministero dellAmbiente che cos viene ricostruita dal segretario
della Uil, Sergio Larizza, buon amico, anzi
ottimo amico di Giancarlo Elia Valori: Sulla Variante di valico, non c possibilit di
equivoci. C in giro un ministro che mente
ed bene che il presidente del Consiglio
stabilisca la verit. Il ministro che mente - accusa non carina - secondo Sergio Larizza Edo Ronchi. Antonio Di Pietro, infatti davanti a tre ministri, due sottosegretari, i sindacati e tutte le associazioni dimpresa, secondo Larizza, ha dichiarato - in
sede di riunioni sul Patto per il lavoro - che
il governo ha approvato lintera Variante
di valico, i 17 chilometri della bretella sono
soltanto il primo lotto.
Chi mente dunque? Il ministro dellAmbiente Edo Ronchi o lex ministro Di Pietro? E la domanda che sarebbe gravida di
conseguenze in un paese normale, ma evidentemente non cos in Italia. Il 1996 si
chiude anche con questo interrogativo irrisolto. Resta solo da constatare, a scorno della Variante di valico, che questa domanda
ormai relegata nelle pieghe delle pagine interne dei quotidiani. Un anno da dimenticare, per la Variante di valico.

50 ANNI FA
3 GENNAIO 1947
Successo di Leon Blum, presidente del
Consiglio francese, nella lotta al carovita:
la sua spettacolare e coraggiosa decisione
di ribassare dimperio del cinque per cento tutti i prezzi dal primo gennaio, una misura che i soloni delleconomia ritenevano assurda, sta dando i suoi frutti. Il biglietto della metropolitana sceso a quattro franchi; laffrancatura delle lettere a
quattro e mezzo; i prodotti siderurgici diminuiscono; tabacco, alcol, teatri, cinema,
tutti i generi di importazione, elettricit e
benzina calano del cinque per cento; alla
stessa stregua i liberi professionisti, medici, levatrici, dentisti, notai, avvocati sono tenuti a diminuire del cinque per cento le loro parcelle. La gente soddisfatta
e i giornali titolano in prima pagina: I
prezzi indietreggiano.
Quanti italiani ancora in Russia? 10, 20
mila? Di pi? Nessuno in grado di rispondere con precisione. Ma lallarme
delle famiglie dei prigionieri, che continuano a riempire di appelli i giornali, si fa
angoscioso quando il governo sovietico annuncia che i rimpatri sono stati completati. E tutti gli altri prigionieri? A questo
punto si deve sperare che quella sovietica
sia una menzogna. O sono vere tutte quelle storie di stenti e di morte che si sentono sui campi di lavoro forzato nellUrss?

ANNO II NUMERO 2 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

VENERD 3 GENNAIO 1997

Quando il grande Calamandrei sculacci Scalfaro per eccesso di pudore


Signor direttore - Lepisodio commentato dal
Foglio giorni fa nel pezzo Tot, Oscar e la malafemmina costituisce ormai una preziosa perla,
ed anche una piccola poesia. Mi permetto accluderLe il commento che rese allora Piero Calamandrei il quale, esattamente come Tot, gi
avanzava parecchi dubbi sulla professionalit di
questo genere di moralisti a buon mercato.
Fece scandalo qualche anno fa sui giornali la
crisi di frenesia da cui fu preso quel deputato,
che, in un afoso pomeriggio dagosto, mentrera
seduto al tavolino di una trattoria di Roma, vide
sedersi al tavolino accanto una giovane signora,
accompagnata dal marito, la quale, sfilatosi il bolerino, rimase vestita di un di quei succinti abiti
estivi che si chiamano prendisole. Al veder quelle spalle nude, il deputato moralista, offeso nel

suo pudore, perse il lume dagli occhi e ricopr di


improperi la signora scostumata. Come deputato, niente da dire. Ma il male che costui era un
magistrato. Se domani gli elettori non lo rieleggeranno e torner a fare il giudice, come potr
un avvocato, che sia chiamato a difendere davanti a lui un imputato di oltraggio al pudore,
aver fiducia nella sua serena equanimit? I giudici devono essere (o almeno cercar di apparire)
non dico uomini mediocri, ma uomini medi: anche nel pudore, quanduno giudice, non bisogna esagerare.
Luigi Quintarelli, Venezia
Grazie. Di cuore.
Signor direttore - Chiamati in causa dallEle-

fantino a proposito del Burian, il cosiddetto


vento siberiano che imperversa in questi giorni
non solo nelle nostre regioni, ma anche, e soprattutto, sui giornali, sulle riviste e nei tg, specifichiamo che in lingua russa esistono due vocaboli dai quali la parola in questione (di per s introvabile) pu essere fatta derivare. Il primo
Buria che significa tempesta, burrasca, bufera, mentre il secondo Buran che vuol dire
specificatamente tempesta di neve. Pu essere
interessante notare come buria sia sostantivo
femminile quando buran , di contro, maschile. Poich, peraltro, il citatissimo burian un
vento, senzaltro da ricordare che in lingua turca asiatica esiste il vocabolo buran, nel senso di
vento turbinoso. (Per inciso, potrebbe essere interessante uno studio a proposito delle reciproche

influenze linguistiche tra turco e russo che devono essere necessariamente molteplici visto che le
lingue turche sono regolarmente parlate da un
gran numero di popoli in numerosi paesi una
volta facenti parte dellUnione Sovietica - ad
esempio Azerbaigian, Turkestan, Altaj, Alto Jenise, Jacuzia, ampie parti del Medio Volga, degli
Urali, della Crimea, della Tracia orientale e cos
via elencando). Per quel che riguarda il vocabolo italiano buriana (che secondo alcuni deriverebbe proprio dal turco), esso particolarmente
usato a Roma tanto che lo troviamo in un bel sonetto del Belli - il n 26, scritto nel 1830 - nel quale il poeta dice: far buriana, nel senso di fare
chiasso e creare trambusto (e cos - ci sia concesso un ricordo personale - ancora usato nella
nostra famiglia), peraltro nel significato di tem-

porale di estensione e intensit limitata. La parola rintracciabile nella lingua italiana fin dal
1797, e nel senso di nebbia la si trova fin dal
1813. Nel padovano e nel vicentino abbiamo borana per nebbia, mentre in Emilia e Toscana
boriana. Quel che certo che Emil Frantisek
Burian - del quale, anche, sarebbe utile tracciare
un breve ritratto, regista, scrittore e compositore
ceco, nato e morto a Praga (1904/1959) - col freddo di questi giorni non centra niente.
Mauro della Porta Raffo
Il Gran Pignolo non si smentisce mai. La
sua mania di accertamento (la sindrome
fu scoperta su se stesso da Alberto Ronchey
tanti anni fa) una buriana di
estensione e intensit illimitata.

Diario americano
Non inglese lidioma dei neri
americani, il sapore degli
hamburger, le lapidi interattive
VOGLIA DI SUSSIDI dietro la linguistica
delle autorit scolastiche californiane
Ebonics una parola coniata di recente in California per indicare una lingua nuova. Si ispira poeticamente allebano, che
per gli americani sinonimo di pelle nera. Ed stata utilizzata dagli amministratori scolastici del distretto di Oakland per
identificare quello che finora era per tutti
un dialetto, e cio linglese parlato dai neri
americani. Per i professori di Oakland quellidioma non un dialetto, ma una lingua
vera e propria, alla quale mancava soltanto
una denominazione ufficiale. Lebonics,
infatti, rappresenterebbe il retaggio di tutta lesperienza africana e americana dei neri che vivono negli Stati Uniti. Sarebbe erroneo e poco rispettoso considerarlo un dialetto dellinglese. Lebonics quello che
perch esprime sia il genio particolare della razza sia loppressione che essa ha storicamente subito a opera dei bianchi. In
realt tutta loperazione ha anche una motivazione economica. Lo Stato americano
spende ogni anno 750 miliardi di lire per i
sussidi allistruzione degli studenti che parlano una lingua diversa dallinglese, cio soprattutto portoricani, messicani e cinesi. Ma
di questa provvidenza non hanno mai potuto beneficiare i neri. Linvenzione dellebonics permetterebbe di ovviare a questa lacuna, con un sostanzioso vantaggio economico anche per i professori e i dirigenti della burocrazia scolastica. Ma i diretti interessati non sembrano essere molto daccordo. Io sono nero e parlo inglese, ha detto
a nome suo e di molti compagni il sedicenne Aaron Andrews. Dire che il mio inglese
non inglese un insulto. Il leader nero
Jesse Jackson ha chiosato parlando di rimbecillimento di tutte le parti nella controversia razziale.
IL FIGLIO DI MARIO CUOMO diventa ministro e c chi lo pronostica alla Casa Bianca
Un Cuomo arrivato finalmente in una
posizione di comando a Washington, ma
non il vecchio Mario. E il giovane Andrew, suo figlio, di 39 anni, che Clinton ha
scelto come nuovo ministro per la politica
degli Alloggi e le Questioni urbane. Andrew somiglia moltissimo al padre, per il
modo un po enfatico di parlare, il tono della voce, lo sguardo acuto e spiritoso. Politicamente, per, da lui molto diverso. Non
infatti un democratico di sinistra o liberal vecchio stile, ma un neodemocratico
centrista e pragmatico, come tutti quelli
scelti da Bill Clinton per il suo nuovo gabinetto. Andrew, che sposato a Kerry Kennedy, la figlia di Robert, ha cominciato a occuparsi di politica a 16 anni, quando aiutava nelle campagne elettorali il padre (Attaccava i miei manifesti e strappava quelli
di quellaltro, ricorda Mario), poi ha fatto
lavvocato e si votato al problema dei senzatetto fondando Help, la pi grande organizzazione di aiuto agli homeless degli Usa.
E possibile che arrivi un giorno a quella
candidatura alla presidenza che il padre rifiut nel 1992. Di sicuro, per ora, lui luomo politico giovane pi stimato da Al Gore,
ed quindi probabile che il candidato democratico alla presidenza nel 2004 lo porti
con s alla Casa Bianca come vice.
MCDONALDS CAMBIA il gusto dei suoi panini per battere la concorrenza
I dirigenti di McDonalds sono rimasti di
stucco quando il loro ufficio di ricerche di
mercato ha constatato che gli hamburger
dei suoi rivali, Burger King e Wendys, sono
pi buoni. Il sapore, infatti, sarebbe pi netto e i condimenti armonizzati meglio. Il
quartier generale dei dodicimila ristoranti
McDonalds (alcuni gestiti direttamente, altri da concessionari) ha cos lanciato immediatamente una campagna interna di miglioramento qualitativo, con lo slogan massimizzare il gusto. Essa dovuta anche al
fatto che gli incassi della catena durante il
1996 sono leggermente diminuiti. Due provvedimenti immediati: dora in avanti sale e
pepe verranno messi sullhamburger durante la cottura e non, come fatto finora, alla fine; e la lattuga di contorno non passer
pi per il microonde.
VANNO A RUBA A MANHATTAN le pietre
tombali interattive con biografia rotante
Brevettate appena un mese fa dallarchitetto Hali Weiss col proposito di rendere
meno impersonali i defunti, le pietre tombali interattive con biografia rotante si vendono gi molto bene (dieci-quindici milioni
di lire luna). Sono acquistabili presso la
nuova impresa di onoranze funebri Living
Monuments, di Manhattan. Il visitatore preme un tasto qualunque, e un cilindro con
elaborate iscrizioni inserito nella lastra di
marmo verticale gira raccontandogli vita,
morte ed eventuali miracoli dellestinto.

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