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CORTE DI CASSAZIONE

SENTENZA N. 2957
10 FEBBRAIO 2010

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SENTENZA

Considerato che è stato dall'Agenzia delle entrate proposto ricorso per cassazione, affidato ad
unico motivo, avverso la sentenza del 10/2/2006 della Commissione Tributaria Regionale della
Lombardia di rigetto del gravame interposto nei confronti della decisione della Commissione
Tributaria Provinciale di (.....) di accoglimento dell'opposizione spiegata dal contribuente (...) in
relazione ad avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle entrate di (.....) a titolo di IRPEF e
S.S.N. e sanzioni per l'anno d'imposta 1994;

vista la requisitoria scritta del P.G. con la quale si è richiesta pronunzia ex art. 375 c.p.c. di
accoglimento del ricorso per manifesta fondatezza;

rilevato che la ricorrente non ha presentato memoria né vi è stata richiesta di audizione in camera
di consiglio;

osservato che l'intimato non ha svolto attività difensiva;

considerato che con l'unico motivo di ricorso la ricorrente denunzia violazione e falsa applicazione
degli artt. 28, 30 d.p.r. n. 633 del 1972, 21 d.lgs. n. 546 del 1992, 1242, 1246 cc, 8 L. n. 212 del
2000, in relazione all'art. 360, 1° co. n. 3, c.p.c.;

osservato che, come questa Corte ha già avuto modo di affermare, in materia tributaria la
compensazione è ammessa, in deroga alle comuni disposizioni civilistiche, soltanto nei casi
espressamente previsti, non potendo derogarsi al principio secondo cui ogni operazione di
versamento, di riscossione e di rimborso ed ogni deduzione è regolata da specifiche, inderogabili
norme di legge. Né tale principio può ritenersi superato per effetto dell'art. 8, comma 1, L. n. 212
del 2000 (ed. statuto dei diritti del contribuente), il quale, nel prevedere in via generale l'estinzione
dell'obbligazione tributaria per compensazione, ha lasciato ferme, in via transitoria, le disposizioni
vigenti (demandando ad appositi regolamenti l'estensione di tale istituto ai tributi per i quali non
era contemplato, a decorrere dall'anno d'imposta 2002), ovvero per effetto dell'art. 17 d.lgs. n. 241
del 1997, il quale, nell'ammettere la compensazione in sede di versamenti unitari delle imposte, ne
ha limitato l'applicazione all'ipotesi di crediti dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi
soggetti e risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate successivamente alla
data della sua entrata in vigore (v. Cass., 25/5/2007, n. 12262; Cass., 30/6/2006, n. 15128; Cass.,
30/6/2006, n. 15123);

considerato che nel ritenere ammissibile “la compensazione invocata dal contribuente con il
proprio credito I.V.A. per l'anno 1994” in quanto “il principio generale contenuto nell'art. 1242 cc,
espressamente richiamato nella sentenza appellata, secondo cui la compensazione di partite di
debito-credito opera di diritto” il suindicato principio è stato invero disatteso dal giudice
dell'appello nell'impugnata sentenza;

ritenuto che la censura è pertanto fondata ed il ricorso va accolto, dell'impugnata sentenza


imponendosi pertanto la cassazione, con rinvio ad altra Sezione della Commissione Tributaria
Regionale della Lombardia, che facendo del suindicato principio applicazione procederà a nuovo
esame, e provvedere anche in ordine alle spese del giudizio di cassazione;

P.Q.M.

Accoglie il ricorso. Cassa l'impugnata sentenza e rinvia, anche per le spese del giudizio di
cassazione, ad altra Sezione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia.

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