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OCCHIO
CAVIT ORBITARIA
Le cavit orbitarie sono cavit ampie pari e simmetriche del cranio poste nella parte alta della faccia ai lati del
naso, accolgono il bulbo oculare e gli annessi. Hanno forma simile a quella di una piramide quadrangolare,
hanno una disposizione con assi che convergono posteriormente e medialmente in corrispondenza della sella
turcica dellosso sfenoide, gli assi delle due orbite formano un angolo aperto di circa 45. Non sono
complanari ma leggermente ruotate verso lesterno. Allapice della piramide a cui si pu assimilare la cavit
orbitaria c il foro ottico da cui emerge il nervo ottico, alcune pareti non sono direttamente a contatto ma ci
sono delle discontinuit, cio delle aperture allungate in prossimit degli spigoli, quindi ci sono due angoli
suturali e due angoli che presentano aperture,: fessura orbitaria superiore (tra grande e piccola ala dello
sfenoide) che immette nel foro che immette nel canale ottico) e tra parete laterale e pavimento la fessura
orbitaria inferiore compresa tra grande ala dello sfenoide e osso mascellare. Attraverso la fessura orbitaria
superiore la cavit orbitaria comunica con la cavit cranica, attraverso la fessura orbitaria inferiore comunica
con la fossa infratemporale e pterigomascellare o pterigopalatina. In corrispondenza della parete superiore
fossa lacrimale che accoglie la ghiandola lacrimale e pi medialmente presente la spina trocleare o
troclea che forma un anello con il contributo di tessuto connettivo allinterno del quale passa il tendine del
muscolo obliquo superiore innervato dal nervo trocleare 4 paio dei nervi encefalici. Nella parete mediale
tra la cresta lacrimale anteriore e posteriore c la fossa lacrimale che contiene il sacco lacrimale che accoglie
le lacrime che verranno convogliate nel canale naso lacrimale. Nella parete inferiore c un forellino che fa
seguito alla fossa del sacco lacrimale: linizio del canale naso lacrimale che si apre in corrispondenza delle
cavit nasali.
La fessura orbitaria superiore attraversata da tutte le strutture che raggiungono o che escono
dalla cavit orbitaria, ad eccezione dellarteria oftalmica e del nervo ottico che decorrono nel canale
ottico. l III, il IV ed il VI paio di nervi cranici (rispettivamente oculomotore comune, trocleare ed
abducente), la vena oftalmica e la prima branca del nervo trigemino (V paio di nervi cranici), ovvero
il nervo oftalmico.
La cavit orbitaria oltre a contenere il bulbo oculare contiene anche altre strutture importanti come:
-

Corpo adiposo: posto attorno al bulbo oculare e alle strutture che ad esso afferiscono. Riempie
tutti gli spazi compresi tra le varie strutture, sensibile agli ormoni tiroidei infatti in caso di

ipertiroidismo il suo volume aumenta notevolmente esoftalmo.


Capsula di Tenone: un involucro connettivale che avvolge in parte il bulbo oculare e altre
strutture annesse al bulbo come parte del nervo ottico. Si estende dalla guaina durale del nervo
ottico fino allorlo sclero-corneale, ossia fino al punto di confine tra sclera e cornea. La dura madre
si estende fino a ricoprire il nervo ottico perch il bulbo oculare con il nervo ottico non altro che
unestroflessione del diencefalo verso lesterno, al livello del tratto iniziale del nervo ottico
ritroviamo anche il liquor contenuto nello spazio sub aracnoideo. Alle volte possibile accusare un

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edema della papilla, cio un difficoltoso ristagno del sangue venoso al livello della papilla del nervo
ottico che causa u rialzamento della papilla stessa e ci pu essere causato da unaumentata
ipertensione endocranica. La capsula di Tenone aderisce al bulbo oculare solo al livello della sua
porzione anteriore, cio nel punto di passaggio tra sclera e cornea e al livello del nervo ottico, per il
resto risulta libera. In corrispondenza dellequatore del bulbo oculare la capsula di Tenone fornisce il
passaggio ai tendini dei muscoli che si inseriscono sul bulbo oculare.

Muscoli estrinseci dellocchio: sono muscoli striati di derivazione somitica, gli unici della testa insieme
a quelli della lingua, gli altri hanno origine branchiale. Sono 7 di cui 4 sono retti, 2 sono obliqui, pi
lelevatore della palpebra superiore.

Retti: si distinguono in superiore, mediale, inferiore e laterale. Originano con un tendine comune
a forma anulare, detto anello tendineo di Zinn, posto nel fondo della cavit orbitaria dove
circoscrive il foro ottico e lestremit mediale della fessura orbitaria superiore. I muscoli retti si
inseriscono sulla sclera allaltezza dellequatore e si dipartono ognuna dalla omonima porzione
dellanello tendineo. Lanello tendineo comune di Zinn Lo spazio da esso circoscritto viene diviso in due
parti da un setto fibroso: la parte supero-mediale, corrispondente al foro ottico, d passaggio al nervo ottico e
allarteria oftalmica prima diramazione intradurale dell'arteria carotide interna; la parte infero-laterale, in
rapporto con lestremit mediale della fessura orbitaria superiore, d passaggio ai nervi oculomotore,
nasociliare, abducente e alla vena oftalmica superiore. In corrispondenza della linea di inserzione sullosso,
lanello tendineo prende rapporto con la guaina durale che avvolge il nervo ottico. (Il nervo naso-ciliare origina
dal nervo oftalmico in corrispondenza della fessura orbitale superiore dello sfenoide, Il nervo oftalmico un
nervo sensitivo e rappresenta la branca di minore dimensione del nervo trigemino. Emerge dal margine
anteriore convesso del ganglio semilunare del Gasser, in posizione mediale),

Obliqui: si distinguono in superiore e inferiore. Il muscolo obliquo superiore prende origine dal
contorno mediale del foro ottico, si porta in avanti, segue la parete mediale della cavit orbitaria e
con il suo tendine si impegna nella troclea (struttura fibrocartilaginea che si inserisce nella fossetta
trocleare dando luogo a una struttura simile a una puleggia), poi il muscolo si porta lateralmente per
inserirsi sul quadrante supero-laterale della sclera. Lobliquo inferiore origina invece dallosso
mascellare, subito sotto la fossa del sacco lacrimale, si porta lateralmente passando sotto al retto
inferiore e si inserisce sul quadrante infero-laterale della sclera, al di dietro dellequatore.

Muscolo elevatore della palpebra superiore nasce dallanello tendineo comune e si porta
alla palpebra

Lobliquo superiore n. trocleare 4, il retto laterale n. abducente 6. Retto mediale, inferiore,


superiore, obliquo inferiore, elevatore della palpebra superiore n. oculomotore 3.

Congiuntiva o sacco congiuntivale una membrana connettivale piuttosto sottile che


riveste la faccia interna della palpebra e che da qui portandosi indietro si riflette sulla sclera
del bulbo, una volta sulla sclera, la congiuntiva si porta in avanti terminando laddove la
sclera si continua con la cornea: ci ci permette di distinguere una congiuntiva palpebrale e

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una congiuntiva del bulbo oculare. Il punto di riflessione della congiuntiva prende il nome
di fornice congiuntivale. la congiuntiva normalmente vascolarizzata, nal caso di una
congiuntivite,, si ha una congiuntiva iperemica. La congiuntiva quindi non deve rivestire la
cornea perch essa non trasparente in quanto ben vascolarizzata.

BULBO OCULARE

La sua forma non perfettamente sferica,


costituito da due segmenti di sfera affrontati con
diverso raggio di curvatura: si distingue un
segmento anteriore e un segmento posteriore
corrispondenti rispettivamente dalla cornea e alla
sclera. La cornea corrisponde a 1/6 anteriore del
bulbo oculare, quel segmento con minor raggio
di curvatura, quindi pi convessa rispetto alla
sclera che costituendo 5/6 posteriori ha un raggio
di curvatura maggiore. Nel bulbo oculare in senso
antero-posteriore si riconoscono due assi:
-

Asse anatomico (24-25mm) linea che congiunge il polo anteriore al polo posteriore del bulbo)
Asse visivo o visuale: lasse percorso dal raggio luminoso, segue il raggio luminoso dal momento
in cui proviene dallesterno e attraversa tutti i mezzi diottrici (dallav. al dietro cornea, umor acqueo,
cristallino e corpo vitreo) per andare al centro della corna, nella cosiddetta fovea centrali (piccola

depressione della retina in cui si ha la massima discriminazione visiva a disposizione,.


Equatore del bulbo: punto posto ortogonalmente allasse anatomica del bulbo, qui distante dal polo
anteriore e posteriore a questa altezza arrivano i muscoli retti (superiore, mediale, inferiore e
laterale)

Dal bulbo oculare distinguiamo tre tonache che dallesterno verso linterno sono
-

Tonaca fibrosa: rappresentata per 1/6 anteriore dalla cornea e per i 5/6 posteriori dalla sclera (parte
dellocchio che cambia colore in persone con ittero), cornea e sclera sono in continuit in

corrispondenza del limbus o solco sclero-corneale.


Tonaca vascolare o uvea (processo infiammatorio: uveite) si costituisce di tre parti che dallavanti

al dietro sono iride, corpo ciliare e coroidea


Tonaca nervosa o retina: distinta a sua volta in retina visiva in cui sono presenti i fotorecettori e
retina cieca a sua volta distinguibile in retina cieca ciliare (porzione di retina cieca in rapporto con il
corpo ciliare) e in una retina cieca iridea, porzione di retina cieca che riveste la porzione posteriore
delliride.

Nel bulbo distinguiamo oltre alle tre tonache: fibrosa, vascolare e nervosa, anche

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-

Cristallino: unico mezzo diottrico del bulbo di cui pu essere modificato lindice di rifrazione

modificando la sua forma tramite lazione del muscolo ciliare.


Camera anteriore: spazio compreso tra faccia posteriore della cornea e faccia anteriore delliride.

Occupata dallumor acqueo.


Camera posteriore: spazio compreso tra iride, corpo ciliare e cristallino, anchessa ripiena di umor
acqueo. Lumor acqueo viene prodotto al livello della camera posteriore, attraversa la pupilla, cio il
margine delliride e raggiunger la camera anteriore dove viene riassorbito. Il corpo ciliare ha anche
una componente muscolare data dal muscolo ciliare, muscolatura intrinseca, si occupa di modificare
la forma del cristallino per la messa a fuoco di oggetti vicini al di sotto dei 10metri. Esiste anche un
muscolo sfinteriale capace di restringere la pupilla sotto controllo parasimpatico, il costrittore della

pupilla al livello delliride, e un dilatatore della pupilla sotto controllo ortosimpatico.


Camera vitreale: spazio occupato dal corpo vitreo.

TONACA FIBROSA:

CORNEA: rappresenta il 1/6 anteriore della tonaca fibrosa del bulbo oculare, essa anteriormente a
contatto con lambiente esterno mediante la mediazione del liquido lacrimale. priva di vascolarizzazione
perch deve essere trasparente, infatti il primo mezzo diottrico incontrato dal raggio luminoso, durante la
vita embrionale risulta vascolarizzata cos come altre strutture quali i cristallino e il corpo vitreo, ma mai al
termine dello sviluppo. La cornea non corrisponde esattamente a una sezione di sfera, infatti essa presenta
uno sviluppo orizzontale (in media 12mm) leggermente maggiore rispetto a quello verticale (in media
11mm). La faccia anteriore della cornea presenta un raggio di curvatura maggiore rispetto a quello della
faccia posteriore, quindi nella parte centrale la cornea pi sottile. Lo spessore medio della cornea nelluomo
di circa 1mm, ma al centro diminuisce a 0,8mm, mentre nella parte pi laterale arriva anche ad 1,1mm.
La cornea umana costituita da 5 strati che dallesterno verso linterno sono:
1) Epitelio corneale Epitelio pavimentoso composto non cheratinizzato (per non inficiare sulla
trasparenza), costituito da 5-6 strati di cellule, deve essere resistente a stress meccanici, di cui il pi
profondo di questi 5-6 strati costituito da cellule basali fondamentali per il rinnovamento
dellepitelio stesso. Le cellule degli strati intermedi sono dette cellule alari o wing cells. Al livello
dellorlo sclero-corneale tale epitelio si continua con quello della congiuntiva, questa continuit
anatomica tra i due epiteli non rappresenta un problema, in quanto gli epiteli non sono
vascolarizzati. Il film lacrimale protegge, lubrifica e nutre lepitelio corneale, quindi ha anche
funzione trofica. Le cellule dello strato pi apicale presentano dei corti microvilli necessari per
ostacolare la fisiologica discesa per gravit del film lacrimale. Lepitelio cornale innervato
moltissimo dalla branca oftalmica del trigemino, in particolare dal nervo naso-ciliare.
2) Membrana limitante esterna o di Bowmann o elastica anteriore, corrisponde alla lamina basale
dellepitelio esterno. 12micron
3) Stroma corneale: la parte preponderante della cornea, ossia l80-90% di essa con spessore di circa
500micron. costituito da un connettivo le cui fibre collagene e la matrice mucopolisaccaridica
extracellulare hanno lo stresso indice di rifrazione, il raggio luminoso deve attraversare questa
struttura e uscire integro per andare nella fovea centrale. Le fibre e la matrice si dispongono a
formare circa 50 lamelle sovrapposte, in ognuna di queste lamelle le fibre si dispongono
parallelamente ed in modo equidistante tra loto. Inoltre le fibre di una lamella sono disposte
ortogonalmente a quelle della lamella antistante e retrostante con questa particolare struttura il
raggio luminoso che attraversa lo stroma corneale non subisce alcuna deviazione.
4) Membrana limitante interna o di Descemet: corrisponde alla membrana basale dellendotelio
corneale, ha spesso inferiore rispetto a quella della membrana di Bowmann. costituita da sottili
fibre collagene.
5) Endotelio corneale: un epitelio semplice costituito da cellule con allinterne molti organuli
citoplasmatici, esse dovranno garantire gli scambi con lumor acqueo. Anche le cellule dellendotelio
corneale possiedono al livello della citomembrana rivolta allumor dei corti microvilli con stessa
funzione di quelli disposti pi superficialmente nellepitelio corneale. Lumor acque non un
semplice filtrato del sangue, le strutture che prendono contatto con il sangue effettuano uno scambio
selettivo, sono le cellule della retina e i vasi provengono dalla corioidea della vascolare.

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Umor acqueo accolto nella camera anteriore dellocchio, lo spazio posto tra cornea e iride, deve essere
trasparente per permettere il passaggio del raggio luminoso ma anche avere funzione trofica per le strutture
che non possono essere vascolarizzate, una di queste la cornea ma anche i cristallino, una trama vascolare
impedirebbe il passaggio del raggio luminoso. Lepitelio a contatto con laria viene nutrito mediante il
liquido lacrimale che per non potr nutrire gli strati sottostanti, allora lo stroma corneale ad esempio viene
nutrito per diffusione tramite lendotelio, la mancanza di giunzioni serrate dellendotelio permette il
passaggio dellumor allo stroma corneale, le giunzioni serrate dellepitelio corneale impediscono il passaggio
del liquido lacrimale allo stroma, quindi il film lacrimale non pu passare allinterno. Lo stroma tende ad
assorbire acqua, la presenza di giunzioni serrate tra cellule dellepitelio corneale impedisce il passaggio di
acqua dal liquido lacrimale allo stroma, mentre la mancanza di giunzioni serrate tra le cellule dellendotelio
cornale non impedisce il passaggio di acqua dallumor acqueo allo stroma corneale.

SCLERA: rappresenta i 5/6 posteriori della tonaca fibrosa del bulbo oculare, ha colorito biancastro ed
costituita da tessuto connettivo fibroso denso. Su di essa si inseriscono i muscoli estrinseci dellocchio (al
livello dellequatore i due retti, al livello del quadrante supero-laterale lobliquo superiore e nel quadrante
infero laterale lobliquo inferiore.) spessa circa 2mm e d attacco ai muscoli estrinseci dellocchio ad
eccezione del muscolo elevatore della palpebra superiore. La sua faccia esterna a contatto con la capsula di
Tenone e con la congiuntiva bulbare, mentre la sua faccia interna a contatto con una parte della corioidea,
in particolare con lepitelio pigmentato della sovra corioidea (lo strato pi esterno della corioidea).
Osservando al di dietro del bulbo oculare si nota al livello della sclera il foro di uscita delle fibre del nervo
ottico, cio gli assoni delle cellule gangliari della retina, questa porzione detta anche lamina cribrosa della
sclera. In mezzo al nervo ottico c larteria centrale della retina, ramo dellarteria oftalmica, intorno ci sono i
fori per il passaggio i vasi e nervi ciliari posteriori. Questo punto di fuoriuscita delle fibre corrisponde a
quel punto in cui il nervo ottico da intrabulbare diventa intraorbitario. Intorno ai numerosi forellini della
sclera che nel complesso danno luogo al foro di uscita del nervo ottico ritroviamo anche una serie di altri
forellini che invece danno passaggio ai vasi e nervi ciliari posteriori, i vasi ciliari posteriori sono
limpalcatura vascolare della tonaca vascolare.
Anche il sistema dei vasi ciliari alimentato dallarteria oftalmica, mediante le arterie ciliari posteriori e anteriori. Le
arterie ciliari posteriori, mediale e laterale, danno origine a un certo numero di rami brevi (arterie ciliari posteriori brevi)
e a un solo ramo lungo (arteria ciliare posteriore lunga). Le arterie ciliari posteriori brevi (circa 20) perforano la sclera
tutto intorno al nervo ottico e, con alcuni rami, nello spessore della sclera stessa, costituiscono un cerchio arterioso
attorno alla parte intrabulbare del nervo (anello di Haller).
Al livello dellequatore la sclera presenta i fori di passaggio per le 4 vene vorticose (superiore, laterale,
inferiore e mediale), importanti per il drenaggio venoso del bulbo oculare, tributarie della vena oftalmica.
Pi avanti ancora la sclera presenta i fori per il passaggio dei vasi ciliari anteriori, le arterie ciliari anteriori
(derivano dalle arterie muscolari provenienti dalloftalmica, Le arterie ciliari anteriori hanno origine dai rami
muscolari dellarteria oftalmica e, in numero di 6-8, raggiungono la sclera che perforano in prossimit dellinserzione
dei muscoli retti, dopo aver dato origine ai rami episclerali. Danno rami al corpo ciliare e contribuiscono a costituire il
grande cerchio arterioso delliride. ) sono importanti per la vascolarizzazione del bulbo e anche dei muscoli
estrinseci dellocchio, soprattutto per parte del corpo ciliare e delliride.

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Le arterie ciliari sia anteriori che posteriori provvedono alla vascolarizzazione della tonaca vascolare.
Il punto di passaggio tra sclera e cornea detto limbus o orlo sclero-corneale, non ha un profilo
verticale ma obliquo in modo che lultima parte della sclera sormonti una piccolissima parte della
cornea, detta regione limbale di passaggio di circa 1,5mm.

TONACA VASCOLARE o UVEA (somiglia ad un chicco duva nera al quale stata tolta la buccia):
-

Iride
Corpo ciliare
Corioidea

IRIDE: lultima parte delluvea, costituisce la


parte anteriore della tonaca vascolare ed posta a
totale contatto con lumor acqueo. Al suo interno
sono presenti gli altri due muscoli intrinseci del
bulbo oculare: muscolo sfintere della pupilla
innervato dal parasimpatico e il dilatatore della
pupilla innervato dallortosimpatico. (esame
allocchio si usa atropina per impedire che colpito
dalla luce la pupilla si restringa per lazione del
muscolo sfinteriale della pupilla). Muscolo sfinteriale
e ciliare entrano in gioco per la messa a fuoco.
Liride un diaframma che presenta una faccia
anteriore che delimita posteriormente la camera
anteriore e una faccia posteriore che delimita
anteriormente la camera posteriore. Liride ha un margine pupillare che delimita il foro pupillare il cui
diametro pu variare in base alla quantit di luce presente o dalla condizione emozionale dellindividuo,
oltre al margine pupillare presente anche un margine ciliare in rapporto con il corpo ciliare, vicino allorlo
sclero-corneale.
Faccia anteriore delliride: di colore variabile e aspetto irregolare per la presenza di fessurazione dette cripte,
diverse per ognuno di noi. La zona di passaggio tra faccia anteriore e cornea corrisponde alla parte periferica
della camera anteriore ed detta angolo irido-corneale, qui ritroviamo uno dei due apparati di
riassorbimento dellumor acqueo. Faccia posteriore delliride: totalmente a contatto con la parte iridea della
retina cieca e ci le conferisce un aspetto caratteristico scruto per la presenza dellepitelio pigmentato.

Struttura delliride:
-

Endotelio: singolo strato di cellule appiattite che si continua con quello della cornea lungo langolo

irido-corneale. Discontinuo per mediare gli scambi con lumor.


Stroma: la parte centrale delliride, costituito da connettivo lasso quindi fibre collagene, fibrociti,
cellule pigmentate e macrofagi. In corrispondenza del margine pupillare presente un anello di
fibrocellule muscolari lisce che costituisce il muscolo sfintere della pupilla (anteriore centrale e
circolare) innervato anchesso da fibre postgangliari parasimpatiche che si dipartono dal ganglio
ciliare. Anche questo muscolo di contrarsi nel riflesso di accomodazione durante il quale viene
cambiato forma del cristallino e viene diminuito il diametro del foro pupillare. Il restringimento del
foro pupillare importante per due motivi
o Minore il calibro del foro pupillare e maggiore la profondit del campo visivo

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o

Con il restringimento della pupilla si evita laberrazione cromatica, infatti quando la pupilla
si restringe, il fascio luminoso in entrata costretto maggiormente ad attraversare la
porzione centrale del cristallino e non quella laterale, questo evita la scomposizione del
fascio luminoso, scomposizione che quindi maggiore quando un fascio luminoso attraversa

la porzione laterale di una lente biconvessa.


Epitelio pigmentato: la parte iridea della retina, continuazione della parte ciliare, formata da due
strati: uno interno rivolto alla camera posteriore molto pigmentato, uno esterno al cui interno sono
presenti cellule mio epiteliali che costituiscono nel complesso il muscolo dilatatore della pupilla
(posteriore e disposto radialmente) innervato da fibre postgangliari ortosimpatiche che partono dal
ganglio cervicale superiore e che giungono in scatola cranica decorrendo satelliti dellarteria carotide
interna (entra attraverso il foro carotico )contribuendo alla formazione del suo plesso. Tali fibre
giungono in cavit cranica seguendo il nervo oftalmico, prima branca del trigemino. Si portano nella
cavit orbitaria attraversando la fessura orbitaria superiore. Il ganglio cervicale riceve a sua volta
fibre ortosimpatiche pregangliari che partono dalla parte superiore della colonna intermedio-laterale

(lamina 7)
Muscolo sfintere della pupilla: il nucleo edinger- westphal (nucleo oculomotore accessorio) il
nucleo visceroeffettore parasimpatico del III paio di nervi encefalici (nervo oculomotore comune).
Innerva attraverso il ganglio ciliare i muscoli costrittore della pupilla e ciliare.) la sede dei neuroni
parasimpatici pregangliari, le sue fibre seguono il nervo oculomotore e terminano nel ganglio ciliare.
Le fibre parasimpatiche del ganglio ciliare raggiungono i muscoli ciliare e sfintere della pupilla

tramite i nervi ciliari brevi.


Muscolo dilatatore della pupilla: le fibre pregangliari ortosimpatiche che partono dalla parte
craniale della colonna intermedio-laterale al livello di T1 e T2 ed entrano nella catena
dellortosimpatico e si fanno ascendenti fino a raggiungere il ganglio cervicale superiore, posto in
vicinanza della biforcazione della carotide comune, quindi al livello della quarta vertebra cervicale.
Dal ganglio, fibre postgangliari si accompagnano al plesso carotico interno, entrano nella cavit
orbitaria tramite il nervo oftalmico. Le fibre decorrono poi nel nervo naso-ciliare, alcune attraversano
il ganglio ciliare, ci transitano solo ed entrano nel bulbo tramite i nervi ciliari brevi, altre arrivano
allocchio tramite i nervi ciliari lunghi. Altre fibre postgangliari ortosimpatiche contribuiscono
allinnervazione del muscolo elevatore della palpebra superiore.

CORIOIDEA rappresenta la porzione posteriore della tonaca vascolare, precisamente i 2/3 posteriore del
bulbo, essi si spinge in avanti fino a un punto detto ora serrata della retina, il punto di passaggio tra retine
cieca e retina visiva. La corioidea si estende fino a dove presente la retina visiva, infatti tra le due strutture
vi uno stretto rapporto funzionale. Il margine tra retina visiva e cieca un margine festonato, sfrangiato.
La corioidea altamente vascolarizzata, costituita da 4 strati, i quali dallesterno vero linterno sono:
1) Lamina sovra corioidea o frusca: costituita da collagene, fibroblasti e cellule pigmentate dette
melanociti con funzione sconosciuta.
2) Lamina vascolosa: formata da vasi arteriosi, le arterie ciliari posteriori brevi e vene omonime.
Nel suo ambito si riconoscono due strati sulla base del diametro dei vasi che li costituiscono, quello
pi esterno detto strato di Haller ed costituito da vasi con calibro maggiore, quello sottostante
detto strato di Sattler ed costituito da vasi di calibro minore. Le arterie ciliari posteriori brevi

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danno rami per la corioidea, le ciliari posteriori lunghe danno rami per il corpo ciliare. La portata
ematica della corioide altissima.
3) Lamina corio-capillare: costituita da un enorme e finissima capillarizzazione delle arterie ciliari
posteriori brevi, fondamentale per il trofismo dello strato dei fotorecettori della retina, trofismo
mediato dallepitelio pigmentato della retina. Lepitelio pigmentato della retina che svolge funzioni
importanti si occupa della gestione dello strato dei recettori della retina fagocitando le parti
recettoriali esaurite, scuro quindi impedisce la riflessione dei raggi luminosi e in questo modo
impedisce ad es. che i recettori adiacenti si stimolino a vicenda, importante anche per il trofismo
per lo strato dei fotorecettori e per il riciclo dei pigmenti fotosensibili. Quindi il corio capillare
importante per il trofismo dello strato dei fotorecettori della retina perch al livello della fovea
centralis la retina costituita esclusivamente dallo strato dei recettori e siccome la fovea rappresenta
il punto massimo di discriminazione visiva, certamente non pu essere vascolarizzato in modo
diretto, ma il suo trofismo deve avvenire per diffusione dalla corioidea. Al livello della fovea centralis
il corio capillare ha uno spessore maggiore. I capillari per permettere scambi efficaci sono fenestrati
e piuttosto grandi.
4) Membrana di Brunch o lamina vitrea: costituita da connettivo, non ci sono cellule. in rapporto
diretto con lepitelio pigmentato della retina, cio lo strato pi superficiale della retina e corrisponde
a quello strato di questa ultima a diretto contatto con i fotorecettori. La membrana di brunch funge
da membrana basale tra lendotelio dei corio-capillare, lo strato pi esterno dei fotorecettori.
organizzata in 5 strati che dallesterno verso linterno sono: membrana basale del corio capillare,
lamina esterna di collagene, strato di elastina, zona interna costituita da collagene e membrana
basale per lepitelio pigmentato della retina. Quindi la membrana di Brunch non un unico strato
connettivale. Lintegrit della membrana di Brunch fondamentale: una sua alterazione si traduce in
unalterazione dellinterfaccia tra il corio-capillare e lepitelio pigmentato della retina, quindi
comporta problemi alla diffusione di sostanze nutritive dalla corio-capillare allepitelio pigmentato
della retina e da qui allo strato dei recettori. 1) La membrana del Brunch una membrana
semipermeabile che permette il passaggio di molecole nutritive, ha anche 2) una funzione di
supporto perch d attacco alle cellule dellepitelio pigmentato della retina, ha funzione respiratoria
e partecipa alla formazione della barriera emato-retinica. 3) La membrana di brunch anche
coinvolta nella riparazione dellepitelio pigmentato della retina. Nel corso di alcune patologie si
pu accumulare materiale al livello dellepitelio pigmentato della retina prima e della membrana di
Brunch dopo, ci comporta unanomalia del trofismo e quindi una degenerazione maculare (macula
lutea, fovea, fovea centralis sono la stessa cosa). Il drenaggio venoso della corioidea avviene ad opera
delle vene vorticose.

CORPO CILIARE: la seconda delle tre parti che costituiscono la tonaca vascolare, si interpone tra
corioidea e iride. Inizia dove termina la corioidea nel punto di passaggio tra retina visiva e cieca
ciliare, cio in corrispondenza dellora serrata, infatti il rivestimento interno cio la faccia posteriore
del corpo ciliare rivestita da retina cieca ciliare. Ha forma circolare. Si divide in
-

Parte orbicolare: la parte posteriore, detta anche pars plana (si parla di planite), presenta

una struttura simile a quella corioidea, caratterizzata da molte pieghe dette orbicolari
Pars plicata o corona ciliare, la parte anteriore, presenta molti processi ciliari 80-90, sono
come estroflessioni, sono una specializzazione vascolare costituite da una porzione pi

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interna dove troviamo vasi sanguigni provenienti dalle ciliari posteriori lunghe. svolgono
un ruolo importante nella produzione dellumor acqueo, per la sua produzione gioca un
-

ruolo importante anche la retina cieca che riveste il corpo ciliare.


Una struttura muscolare detta muscolo ciliare, uno dei tre muscoli intrinseci dellocchio,
ha forma anulare e in sezione trasversale appare triangolare con apice prospiciente
allangolo irido-corneale. Il muscolo ciliare posto tra la parte anteriore della faccia esterna
del corpo ciliare e la parte anteriore della faccia interna della sclera, costituito da mio
cellule con andamento diverso e per questo distinguiamo:
o Porzione esterna: le fibre si dispongono in modo longitudinale, dette fibre
meridiane e rappresentano circa il 90% delle fibre totali. Queste fibre costituiscono il
muscolo di Brucke. Originano dallo sperone della sclera si portano indietro, la loro
o

contrazione determina lo spostamento in avanti del corpo ciliare.


Una porzione interna in cui le fibre si dispongono in modo circolare, corrispondono
al muscolo di Muller, la loro contrazione determina un restringimento del muscolo
e quindi un rilassamento delle fibre della zonula ciliare di Zinn con conseguente
aumento dellindice di rifrazione del cristallino. Il muscolo di Muller
fondamentale per laccomodazione, le sue fibre di sviluppano verso i due anni,
quindi allinizio della vita la vista non perfetta.

Il muscolo ciliare innervato da fibre parasimpatiche postgangliari provenienti dal ganglio


ciliare il quale presente in cavit orbitaria e riceve fibre pregangliari dal nucleo di
Edginger-Westphal, un nucleo posto nel mesencefalo che fa riferimento al nervo
oculomotore (3)
o

Sul corpo ciliare, sia sulla pars plicata quindi tra gli spazi compresi tra i processi
ciliari, sia nella pars plana, si inseriscono le fibre zonulari, che nel complesso
costituiscono lapparato sospensore del cristallino o detto apparato zonulare, cio
quella struttura che permette al cristallino di mantenere il suo rapporto con il corpo
ciliare. Le fibre sono anulari hanno composizone diversa dal collegene, si
inseriscono radialmente sul cristallino. Il muscolo ciliare fondamentale per
laccomodazione: processo di adattamento del cristallino necessario per la visione
distinta degli oggetti, la contrazione del muscolo ciliare causa un rilassamento delle
fibre della zonula ciliare di Zinn che determina il cambiamento del raggio di
curvatura delle facce del cristallino, soprattutto quella anteriore che diventa pi
convessa.
La faccia esterna del corpo ciliare in diretto rapporto con la sclera, lo strato pi
interno del corpo ciliare ricoperto da una porzione della retina cieca detta in
questo caso retina ciliare, responsabile della produzione dellumor acqueo ed
formata da due strati che dallesterno verso linterno sono:
Epitelio pigmentato che poggia direttamente sulla superficie interna del
corpo ciliare, in continuit con la retina visiva

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Strato di cellule non pigmentate che guardano direttamente verso la camera


posteriore.

UMOR ACQUEO: lumor acqueo uno dei quattro mezzi diottrici del bulbo oculare, quindi
trasparente, chiaro e leggermente alcalino con indice di rifrazione di 1,33. ma svolge anche un
ruolo nel mantenimento della pressione endo-oculare. prodotto dallepitelio ciliare della retina,
al livello della camera posteriore del bulbo( esistono tre camere anteriore, posteriore e camera
vitreale), viene riassorbito in corrispondenza dalle camera anteriore. Viene accolto nella camera
posteriore e anteriore del bulbo oculare. Lumor acqueo viene costantemente prodotto e riassorbito,
importante anche per il trofismo del cristallino e della cornea. Viene prodotto a partire dal
plasma sanguigno ma rispetto ad esso ha una composizione diversa, esiste infatti una barriera
emato-acquea e per questa sono fondamentali le cellule dellepitelio non pigmentato che hanno
giunzioni serrate.
Per la sua produzione esiste una modalit passiva e una modalit attiva. Per modalit passiva
viene prodotto mediante diffusione e ultrafiltrazione del capillare attraverso lo stroma per
giungere poi allepitelio pigmentato. Dallepitelio pigmentano non pu giungere direttamente
nella camera posteriore a causa delle giunzioni serrate, da qui in poi la modalit di produzione
dellumor sar attiva, con dispendio di energia da parte delle cellule dello strato non pigmentato
della retina cieca che riveste il corpo ciliare. Rispetto al plasma c una minor concentrazione di
proteine per mantenere una certa trasparenza, alta anche la concentrazione di vitC (nei pazienti
con cataratta, opacizzazione del cristallino, hanno livelli minori di acido ascorbico al livello
ematico, quindi anche al livello dellumor acqueo, vitC un antiossidante e se ce ne ho meno
contribuisce alla catarattogenesi.)
Per il suo riassorbimento, questo avviene al livello della camera anteriore del bulbo oculare,
precisamente nellangolo irido-corneale posto nella prossimit del limbus (punto di passaggio tra
sclera e cornea). A questo livello presente un sistema trabecolare sclero-corneale, cio un
insieme di trabecole che delimitano degli spazi detti spazi di Fontana, gli spazi di Fontana
convogliano nel canale di Schlemm o detto seno venoso della sclera ( si va verso le vene). Dal
canale di Schlemm lumor acqueo che deve essere riassorbito si insinua prima nelle vene acquee
(sono strutturalmente delle vene ma non passa sangue, ma solo umor acqueo perch a questo
livello la pressione dellumor supera quella del sangue. Dalle vene acquee si passa alle vene
episclerali poste sopra la sclera.
La pressione endo-oculare serve per garantire la turgidit dellocchio, il flusso di umor acqueo
viene regolato per differenza di pressione e in condizioni normali la pressione endonucleare
20mmHg, mentre quella del sangue contenuta nelle vene episclerali che ricevono lumor di circa
13mmHg, quindi ho 7mmHg di vantaggio, se tale pressione aumenta si ha la base del glaucoma,
generalmente non considerato patologico un valore compreso tra 10 e 21 mmHg. In un paziente
in cui lequilibrio tra produzione e riassorbimento viene a mancare pu avere ipertensione endo-

13
oculare con conseguente glaucoma, laumento della quantit di umor acqueo causa problemi
soprattutto alla retina perch il sistema spinge verso questa. Esistono due tipi di glaucoma
-

Ad angolo aperto angolo sclero-corneale ad una sorta di invecchiamento del sistema


trabecolare di deflusso: lumore acqueo raggiunge il trabecolato, ma non viene
sufficientemente filtrato in quanto questultimo strutturalmente alterato (ostruzione dei

canali di scarico).
Ad angolo chiuso posizionamento anomale delliride. Nel glaucoma ad angolo chiuso
lumore acqueo non riesce a raggiungere il sistema trabecolare di deflusso perch langolo
formato da iride e cornea troppo stretto: liride si addossa lentamente alla cornea
ostruendo completamente il passaggio.

Sebbene non possa essere curato, il glaucoma pu essere ben controllato con una terapia adeguata.
Il drenaggio dellumor avviene sia nel sistema trasecolare per circa 85%, il resto viene drenato
dalla cosiddetta via uveo-sclerale la quale si compone di un sistema trabecolare con delle lacune
in comunicazione con la camera anteriore, questi spazi sono attraversati dallumor,esso raggiunge
il tessuto uveale che riveste la faccia esterna del muscolo ciliare e viene riassorbimento ma a
differenza di quello precedente, il sistema di riassorbimento uveo-sclerale pressione
indipendente e in questo punto stato osservato un dispositivo simile dal punto di vista immunoistochimico al tessuto linfatico.
-

Sistema trabecolare riassorbimento pressione dipendente.


Sistema uveo-sclerale riassorbimento pressione indipendente.

14

CRISTALLINO: forma di lente biconvessa asimmetrica, la sua faccia anteriore meno convessa
della posteriore. In corrispondenza della regione equatoriale del cristallino si inseriscono le fibre
zonulari che si dispongono sia in corrispondenza di esso che dietro, esse sono il collegamento con
il muscolo ciliare, questo detto apparato sospensore del cristallino e tali fibre sono tese tra la
corona ciliare (pars plicata) e la parte anteriore dellorbicolo ciliare da una parte e la regione
equatoriale del cristallino dallaltra. Tali fibre sono disposte radialmente intorno al cristallino, si
distungono in anteriori e posteriori, derivano dallepitelio della parte ciliare della retina e sono
digerite dallelastasi e non dalla collagenasi. Il cristallino deve modificarsi quindi deve essere per
forza costituito da un materiale elastico, messo in soluzione fisiologica i cristallino assume forma
sferica, ma deve essere comunque resistente.
Il cristallino lunico mezzo diottrico in cui possiamo modificare lindice di rifrazione, la forma
del cristallino modificabile grazie alla presenza del muscolo ciliare, un muscolo liscio. La
modificazione del cristallino avviene tramite il riflesso di accomodazione, tale riflesso
fondamentale per permettere ai raggi luminosi di convergere nel punto di fissazione della retina
corrispondente a una regione della stessa, caratterizzata da un diametro di circa 350micron.
Nel paziente miope i raggi luminosi convergono prima di giungere sul punto di fissazione, per cui
il suo occhio necessita di una lente divergente accessoria per spostare pi indietro il punto di
convergenza. Un paziente ch ha perso lelasticit del cristallino detto presbite, calo del potere di
accomodazione dell'occhio, si manifesta come difficolt a mettere a fuoco da vicino.
termine ametropia indica un'anomalia di rifrazione dell'occhio. In un occhio otticamente normale, ad accomodazione
rilassata (in condizione cio di rifrazione statica), i raggi paralleli, provenienti da un punto oggetto posto all'infinito,
convergono sulla retina a formare un punto immagine, che in questo caso coincide con il fuoco immagine del sistema
ottico oculare. Quando questa condizione ottica ideale rispettata siamo in presenza di emmetropia. Le ametropie
possono essere di tre tipi fondamentali: Ipermetropia (dal greco: , in eccesso, , misura, , occhio, dove la
misura in eccesso riferita alla lunghezza focale), la condizione in cui il fuoco immagine si trova oltre il piano retinico.
Miopia (dal greco: , chiuso , occhio, dall'abitudine dei miopi di fessurare le palpebre per vedere meglio), la
condizione in cui il fuoco immagine si trova davanti al piano retinico.[2] Astigmatismo (dal greco: , privativo
, punto), la condizione in cui non si ha la presenza di un singolo punto focale. Da questo elenco esclusa una
condizione oculare affine, la presbiopia (dal greco: , vecchio, e , occhio), che rappresenta invece un difetto di
accomodazione.
Durante il riflessi di accomodazione si ha la contrazione del muscolo di Muller con conseguente
rilassamento delle fibre zonulari di Zinn, i cristallino non subendo pi la tensione delle fibre assume forma
maggiormente sferica, soprattutto la faccia anteriore del cristallino diventa pi convessa, in questo modo il
cristallino aumento il suo indice di rifrazione. La forma del cristallino non cambia per in continuazione,
infatti la contrazione del muscolo ciliare avviene solo se si osserva un oggetto posto massimo a 5m di
distanza, quindi il riflesso di accomodazione si innesca quando si osserva un oggetto da vicino, ad esempio
quando si legge.

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Il cristallino lunico mezzo diottrico dellocchio di cui possibile modificare lindice di rifrazione, una
lente biconvessa di consistenza duro-elastica, limmagine che attraversa il cristallino al livello della retina
sar ribaltata, cio ci che posto superiormente a destra, sulla retina sar rappresentato inferiormente e a
sinistra. lungo la regione equatoriale del cristallino si inseriscono le fibre zonulari dello Zinn.
La faccia anteriore del cristallino meno convessa della posteriore, in rapporto con la camera posteriore,
con liride e la pupilla ed quella che si modifica maggiormente. La faccia posteriore pi convessa e poggia
sulla fossa ialoide. Il cristallino avvolto dal cristalloide, una capsula che rappresenta una membrana
basale piuttosto spessa costituita da collagene soprattutto 4, connettivo, laminina ecc. la cristalloide una
barriera contro batteri e virus, quando il cristallino non ancora sviluppato la rosolia pu colpirlo e dare
cataratta congenita. La cristalloide anche una riserva di fattori di crescita, non dunque solo una barriera.
Al di sotto della capsula detta cristalloide si trova lepitelio del cristallino formato da cellule cubiche che
divengono cilindriche verso lequatore. Tali cellule si trasformano nelle fibre del cristallino, cio in cellule
allungate che vanno a costituire la maggior parte della sostanza propria del cristallino, tra le fibre non
presente matrice extracellulare si evita il problema della rifrazione Le proteine che costituiscono la parte
interna delle cellule sono dette proteine cristalline, sono una componente peculiare delle fibre e
rappresentano il 90% circa delle proteine del cristallino. Il potere di rifrazione varia dalla periferia 1,38 al
centro 1,5 perch varia la concentrazione delle proteine cristalline dal 15% nelle fibre corticali al 70% in
quelle centrali.

CORPO VITREO: un o dei quattro mezzi diottrici, quello posto pi posteriormente. Occupa la camera
vitreale, quella pi ampia tra le camere del bulbo. Aderisce alla retina visiva specialmente in corrispondenza
dellora serrata, si discosta leggermente dalla retina ciliare. Il corpo vitreo presenta al davanti la fossa
ialoidea su cui poggia la faccia posteriore (+convessa) ha indice di rifrazione di 1,334. Il corpo vitreo una
massa gelatinosa, incolore e amorfa formata per met circa da acquea, in esso si possono distinguere una fase
liquida formata acido ialuronico e acqua e una fase solida formata da una sottile rete di fibre collagene. Alla
periferia sono presenti cellule detti ialociti deputati alla produzione di acido ialuronico e fibre collagene. In
seguito a fenomeni ossidativi le fibre collagene che costituiscono il corpo vitreo tendono a frammentarsi
formando filmaneti di forme diverse che fluttuano allinterno del liquido e proiettano unombra sulla retina,
questi filamenti sono chiamati dagli inglese mosche volanti. Con let pu ridursi, tirare la retina e
provocarne il distacco. Non vascolarizzato al termine dello sviluppo.
canale ialoideo (o canale di Cloquet o hyaloid canal) un canale che percorre il corpo vitreo dell'occhio, dalla
papilla ottica (punto in cui le fibre nervose convergono per formare il nervo ottico) fino alla fossa ialoidea
(parte posteriore del cristallino). Nel periodo fetale conteneva l'arteria ialoidea che portava nutrimento al
cristallino e che, tranne in alcuni casi dove pu rimanere e creare problemi, assente in et adulta.

16

TONACA NERVOSA
Retina: le informazioni provenienti dalla retina non sono tutte destinate a produrre una visione. Il termine
via ottica e via visiva hanno diverso significato. Appartengono alle vie visive anche circuiti nervosi
importanti per il riflesso di accomodazione, per il riflesso pupillare e per la regolazione dei cicli circadiani,
sono sistemi che si basano non sullinformazione proveniente da una certa immagine ma piuttosto dalla
quantit di luce che giunge alla retina.
la tonaca nervosa del bulbo, la pi interna delle tre. Aderisce alla tonaca vascolare fino al margine
pupillare, lora serrata una linea di confine in corrispondenza della quale la retina modifica la sua struttura
(scomparsa dei recettori) che separa la retina in due parti: retina visiva e retina cieca. La retina cieca si
suddivide a sua volte in retina ciliare (importante per la capacit dellepitelio pigmentano e non di produrre
umor) e retina iridea. Sia la retina cieca che la retina visiva sono costituiti da due foglietti a contatto tra loro:
-

Un foglietto esterno detto epitelio pigmentato: a contatto con lo strato interno della tonaca
vascolare, o meglio con la sua lamina vitrea di Brunch. formata da un singolo strato di cellule
ricche di pigmento, la melanina. Ha varie funzioni: impedisce la riflessione dei raggi luminosi, agisce
come una camera scura dellocchio e pu svolgere questa funzione non tanto perch scura ma grazie
al rapporto che contrae con il segmento esterno dei fotorecettori, infatti lepitelio pigmentato si
frappone tra i vari recettori. Altre funzioni importanti del foglietto esterno la rimozione apicale dei
segmenti esterni dei fotorecettori che sono andati incontro a esaurimento funzionale, infatti ha
anche attivit fagocitaria. Recupera allo stesso tempo in parte il materiale fotosensibile, ricco infatti
di vitamina A che rappresenta un precursore, quella non recuperabile diventa lipofuscina. Il foglietto

esterno media gli scambi tra corio capillare e fotorecettori.


Un foglietto interno o retina propriamente detta: aderisce molto allo strato esterno solo in
corrispondenza dellora serrata e papilla ottica, per questo la retina pu distaccarsi in seguito a
traumi, nel punto i ncui si stacca si perde la visione. La rinite pigmentosa avviene se i processi di
fagocitosi sono insufficienti perch la retina non + adesa saldamente allepitelio pigmentato. il
foglietto interno della retina costituito da 10 strati. Ne ricordiamo solo 3 1) strato di fotorecettori
2) strato di cellule bipolari 3) strato di cellule gangliari

Il retinale, o aldeide della vitamina A, una delle molte forme della vitamina A. Il retinale, il cui nome deriva
dalla sua presenza nella retina dell'occhio, un cromoforo polienico che, legato a delle proteine dette opsine,
costituisce la base chimica della vista.
I fotorecettori si distinguono in coni (3 tipi) importanti per la visione cromatica e bastoncelli (1 tipo)
importanti per la visione in bianco e nero. Tutti e 4 i tipi sono in contatto con le cellule bipolari le quali
entrano in contatto con le cellule gangliari, dalle cellule gangliari parte la via visiva.
Dei recettori possiamo individuare varie parti, importante soprattutto il segmento esterno, essendo la parte
pi esterna del recettore lunica dove pu avvenire la trasduzione del segnale.

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Bastoncelli: caratterizzato da un segmento esterno di 30-50micron. Sono i pi numerosi circa 100milioni,
sono assenti nella foveola e praticamente anche nella fovea ad eccezione della sua parte pi periferica. Nella
regione extrafoveale e periferica della retina sono molto pi abbondanti rispetto ai coni. Sono pi sensibili
alla luce rispetto ai coni e sono maggiormente concentrati al livello della zona periferica della retina, rispetto
ai coni. I bastoncelli hanno bassa soglia di attivazione, quindi sufficiente poca luce per attivarli e avere una
trasduzione del segnale. I bastoncelli hanno la capacit di adattarsi alloscurit, infatti possono scaricare
meglio dopo un certo arco di tempo nelle stesse condizioni di luce, anche se dopo un certo periodo la visione
rimane la stessa. i bastoncelli hanno la caratteristica di consentire la visione cromatica dei colori. Sinaptano
con le cellule bipolari. Il loro pigmento la rodopsina.

Coni: hanno un segmento esterno di 12micron. Si trovano nella fovea. Hanno una maggior soglia di
eccitazione, consentano la visione cromatica e permettono di avere una visione distinta cogliendo i dettagli
pi fini. Sono maggiormente concentrati nella fovea centralis dove si ha il massimo grado di discriminazione
visiva, e infatti qui ci sono concentrati altamente e inoltre sono presenti dei coni foveali che sono leggermente
pi sottili del normali rispetto agli extrafoveali. Nella foveola abbiamo solo i coni che sono in rapporto 1:1
coni le cellule bipolari gangliari per permette una maggior capacit discriminativa (se su un recettore
convergono tante fibre si ha maggior sensibilit ma minor capacit discriminativa, nei coni foveali accade
lopposto cio ununica fibra va su un recettore quindi la capacit discriminativa altissima). Sinaptano con
le cellule bipolari.
Le porzione pi importante del fotorecettore il segmento esterno che dato da numerose pieghe della
citomembrana, le parti pi nuove del segmento esterno sono quelle poste pi in basso, mentre quelle pi
apicali sono quelle pi vecchie che quando andranno incontro a esaurimento funzionale verranno fagocitate
dalle cellule dellepitelio pigmentato della retina. Questa struttura del segmento esterno consente una
maggior superficie sulla quale esporre il pigmento fotosensibile.

Quando il recettore viene raggiunto che succede? In condizioni di oscurit il fotorecettore


depolarizzato, cio i canali sono aperti, mentre iperpolarizzato quando viene esposto alla luce cio i canali
si chiudono. Si tratta di una novit perch di solito quando un recettore viene stimolato si depolarizza, nel
caso dei fotorecettori invece accade lopposto. Nei Bastoncelli abbiamo inoltre numerosi canali per il Na+
aperti in condizione di buio, perch nella cellula ci sono alte concentrazioni di cGMP che tiene aperti i canali.
Il GMP ciclico gioca un ruolo fondamentale. Appena la rodopsina viene colpita dal raggio (formata da
opsina e 11-cis retinale) diventa 11-transretinale, stimola lopsina che attivata induce lattivazione della
trasducina che a sua volta attiva la 5-fosfodiesterasi che causa lidrolisi del GMP ciclico presente e ci induce
una diminuzione della sua concentrazione intracellulare che induce la chiusura dei canali ionici sodio,
quindi il fotorecettore si iperpolarizza.
La luce viene assorbita in primo luogo da un cromoforolegato alla proteina recettrice. Tale cromoforo, che pu
appartenere tanto ai coni che ai bastoncelli, l'11-cis-retinale. [9] Esso, legandosi alla proteina opsina con formazione di
una base di Schif, forma il pigmento visivo rodopsina. Quest'ultima, quando viene a contatto con un fotone di luce,
subisce una fotodecomposizione, o imbianchimento, che porta alla dissociazione della molecola con formazione di retinale
tutto-trans e opsina. Nella fotodecomposizione viene generato il potenziale d'azione che si propaga attraverso il nervo
ottico fino all'encefalo. Quando la luce interagisce con l'11-cis-retinale, catalizza la sua conversione a tutto-transretinale, che determina un cambiamento conformazionale nella "opsina" (parte proteica della rodopsina) trasformandola
in opsina attiva. Questa proteina attivata, attiva una seconda proteina, una proteina Gt, la trasducina, che a sua volta
attiva una specifica GTP Fosfodiesterasi, che scinde il cGMP in GMP e determina un abbassamento della

18
concentrazione del cGMP: i canali per il Na+ lungo la membrana della cellula a bastoncello si chiudono, si determina
una variazione del potenziale di membrana (iperpolarizzazione). La membrana essendo polarizzata non rilascia il
GABA (-amminobutirrato, un neurotrasmettitore inibitorio), in questo modo le cellule del nervo ottico non essendo
inibite possono generare l'impulso nervoso, che arriver al nostro cervello tramite il nervo ottico.

In sintesi. Esiste un solo tipo di bastoncello tre tipi diversi di coni in base alla lunghezza donda captata. I tipi
di coni sono rossi, verdi e blu. I due tipi di recettore hanno diversa capacit di adattamento alla condizione
di scarsa illuminazione, infatti i bastoncelli sono pi sensibili dei coni a queste condizioni perch hanno
bassa soglia di stimolazione e hanno una maggiore sommazione spaziale rispetto ai coni, cio pi bastoncelli
fanno riferimento ad ununica cellula gangliare, mentre il rapporto tra coni e cellule gangliari 1:1. In
condizioni di scarsa illuminazione, essendo i bastoncelli recettori a bassa soglia di stimolazione e facendo
riferimento a un certo numero di essi ad ununica fibra, lo stimolo percepito da ogni singolo bastoncello del
gruppo si somma a quello percepito dagli altri bastoncelli che fanno riferimento alla stessa fibra, in questo
modo la sommatoria in grado di eccitare l fibra. Il singolo stimolo percepito dal singolo bastoncello non
pu eccitare la fibra. Questo implica per scarsa discriminazione dello stimolo.
Nella percezione della visione le cellule gangliari svolgono un ruolo sia nella percezione dei movimenti sia
nella percezione dei dettagli, essi sono infatti sensibili agli stimoli luminosi e dispongono di un pigmento
fotosensibile detto melanopsina.
Le cellule gangliari possono essere stimolate sia dalle cellule bipolari a sua volta stimolate dai
fotorecettori, sia direttamente dalla luce. Le cellule gangliari sono importanti per la regolazione dei cicli
circadiani. Gli assoni delle cellule gangliari formano il nervo ottico, fanno sinapsi nel talamo, precisamente
nel corpo genicolato laterale, nel tubercolo quadrigemino superiore e nellipotalamo al livello del nucleo
sovra chiasmatico e paraventricolare. Il campo
recettivo della retina che fa riferimento a cellule
gangliari ha unorganizzazione opposta tra centro e
periferia:
-

Cellula gangliare centro-on: eccitata, cio


depolarizzata, quando la luce diretta ai
coni nel centro del campo recettivo e inibita

quando la luce colpisce i coni periferici.


Cellule gangliari centro-off: inibita
quando la luce diretta al centro del campo
recettivo ed eccitata quando diretta alla
periferia dello stesso.

Le cellule gangliari si dividono anche in


-

Cellule M (magno): rappresentano circa il


10% del totale delle cellule gangliari, hanno
corpi cellulari voluminosi e un campo
recettivo ampio, risposte fasiche, proiettano
agli strati magni cellulari del corpo genicolato laterale. Veicolano informazione generali dello stimolo

19
e sono importanti per la percezione del movimento (scansione veloce e sequenziale di tante
-

immagini)
Cellule P (parvi): rappresentano circa l80%-90% del totale. Hanno corpi cellulari di piccole
dimensioni e danno luogo a risposte toniche. Sono sensibili ai colori, in particolare allopponenza
rosso-verde e blu-giallo. Proiettano agli strati parvi cellulari del corpo genicolato laterale. Veicolano
info circa i dettagli dello stimolo.

La papilla ottica il punto di emergenza degli assoni delle cellule gangliari della retina, i quali costituiscono
il nervo ottico. La papilla ottica ha forma circolare e talvolta ellittica, con colore chiaro. posta in prossimit
del polo posteriore del bulbo oculare e presenta al su ocentro una piccola depressione detta escavazione
fisiologica dalla quale emergono i vasi retinici che decorrono nello spessore del nervo ottico.
La macula lutea una piccola parte di retina leggermente ellittica a maggor asse orizzontale di circa mm
posta al livello del polo posteriore del bulbo oculare, lateralmente a questo, il suo centro corrisponde
allestremit posteriore dellasse visivo del bulbo. La
sua parte periferica rilevata mente quella centrale
presenta una fossetta dove la retina risulta
particolarmente sottile, cio la fovea centralis. Nella
fdovea centralis risulta esserci un ostrato sottile di
fotorecettori perch gli strati pi interni si fanno da
parte. La macula lutea si presenta come un tratto di
retina pi scuro perch essendo pi sottile in
prossimit di essa si vedono in trasparenza
maggiormante i vasi dalla coro-capillare. detta
lutea perch nel cadavere assume aspetto giallo, in
assenza di vascolarizzazione infatti si rendono pi
evidenti le componenti gialle che costituiscono gli
assoni dei coni foveali.
Nella fovea centralis riconosciamo una regione
centrale particolarmente depressa che prende ilo
nome di foveola, il massimo punto di
discriminazione visiva della retina. Al livello della
fovea ritroviamo solo coni particolarmente sottili, la
fovea centralis quella porzione di retina visiva
particolarmente sottile perch gli strati pi interni a
quelli dei fotorecettori si fanno da parte lasciando
maggiormente esposti i fotorecettori qui presenti. Qui
le cellule bipolari sono pi piccole e dette quindi
nane. La fovea centralis il punto massimo di discriminazione della retina visiva. Mentre i coni sono pi
abbondanti a livello maculare, i bastoncelli sono invece predominanti nella periferia retinica. Il punto cieco
fisiologico dellocchio, cio il punto in cui non possiamo avere percezione dello stimolo corrisponde alla
papilla del nervo ottico dove gli assoni di tutte le cellule gangliari si raccolgono a costituire la porzione
intrabulbare del nervo ottico.

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Vascolarizzazione della retina: lo strato dei fotorecettori nutrito, con linterposizione della lamina
vitrea di Brunch, per diffusione tramite la coro-capillare della coroidea. Lepitelio pigmentato e gli altri
strati della retina sono vascolarizzati dallarteria centrale della retina, ramo delloftalmica, ramo staccato
dalla carotide interna. larteria oftalmica entra in cavit orbitaria attraverso il canale ottico insieme al nervo
ottico. Larteria centrale decorre per un breve tratto insieme al nervo, poi in prossimit del bulbo, affonda
nello stesso nervo, cos raggiunge il bulbo dove si rende visibile al livello della papilla del nervo ottico. In
corrispondenza della papilla del nervo ottico si divide in 4-5 rami che giungono alla retina, ad eccezione
dello strato dei fotorecettori. Larteria centrale lunica osservabile per mezzo di strumenti appropriati
dallesterno, la sua valutazione alla base di valutazioni cliniche per alcune patologie come diabete.
Altre arterie importanti: arterie ciliari brevi e lunghe, rami delloftalmica. Le posteriori brevi circondano il
canale sclerale del nervo ottico formando il cerchio arterioso di Zinn-Haller e sono impalcatura vascolare
della coroidea. Il drenaggio venoso svolto dalle 4 vene vorticose. Le posteriori lunghe,2, si portano in
corrispondenza del corpo ciliare per dare vasi destinati a diventare i processi ciliari. Alla costituzione
dellimpalcatura vascolare del corpo ciliare e delliride partecipano anche la arterie ciliari anteriori che si
staccano da rami a destino muscolare dellart. oftalmica.

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VIA VISIVA: dalla retina alla corteccia visiva primaria.


Il campo visivo cosa diversa dal campo retinico, il raggio
luminoso attraversa una lente biconvessa quindi sul campo
retinico limmagine risulta ribaltata, ci che sta nel campo visivo in
alto e a destra corrisponde sul campo retinico in basso e a sinistra.
Luomo cacciatore, grande parte del nostro campo visivo
binoculare per cui si ha migliore percezione della distanza. Si
parla di emiretine: nasale e temporale. La retina viene anche
divisa in quadranti che si distinguono in nasali, temporali,
superiore e inferiori.
Le fibre della via visiva sono organizzate dalla retina fino alla
corteccia di riferimento in modo retino-tipicamente organizzata.
Ogni campo retinico proietta a una parte precisa dellarea visiva
primaria. La macula ha a disposizione una grande superficie
cerebrale.
Il chiasmo ottico corrisponde allincrociamento parziale sulla
linea mediana delle fibre di ciascun nervo ottico provenienti dai
quadranti nasali della retina, al chiamo ottico seguono i due tratti
ottici che sono dati dalla mescolanza dei due nervi ottici. La parte
laterale del campo visivo proiettata verso lemiretina nasale
omolaterale e emiretina temporale contro laterale. In caso di
perdita totale o compressione del chiasmo ottico come in caso di
adenoma ipofisario si ha la perdita delle porzioni laterali del
campo visivo. L'emianopsia consiste nella perdita di met del
campo visivo. Pu colpire la met destra/sinistra o la met
alta/bassa del campo visivo. Il tratto ottico veicola
prevalentemente info provenienti dal campo visivo contro laterale, essendo costituito per met da fibre
provenienti dallemiretina temporale omolaterale che riceve informazioni dal campo visivo anchesso contro
laterale. Le fibre del tratto ottico giungono al corpo genicolato laterale omolaterale, cio a un nucleo
talamico di relay sensitivo specifico per la via visiva, esso suddiviso in strati. Nel corpo genicolato laterale
ci sono strati magni cellulari e strati parvi cellulari nei quali giungono rispettivamente i prolungamenti
centrali delle cellule gangliari M e P della retina. Il corpo genicolato laterale appartiene al talamo dorsale ed
costituito da sei lamine, gli strati parvi cellulari vanno dal 3 al 6, mentre gli strati magni cellulari vanno
dal 1 al 2. Al di sotto di ogni lamina ci sono strati conio cellulari.

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Ad ogni corpo genicolato laterale giungono fibre
provenienti dallemiretina temporale omolaterale e
allemiretina nasale contro laterale.
1.

Strato magnicellulare giungono fibre delle cellule

2.

gangliari M dellemiretina nasale controlaterale


Strato magnicellulare giungono fibre delle cellule

3.

gangliari M dellemiretina temporale omolaterale


Strato parvi cellulare giungono fibre delle cellule

4.

gangliari P dellemiretina temporale omolaterale.


Strato parvi cellulare giungono fibre delle cellule

5.

gangliari P dellemiretina nasale controlaterale.


Strato parvi cellulare giungono le fibre delle cellule

6.

gangliari P dellemiretina temporale omolaterale.


Strato parvi cellulare giungono fibre delle cellule
gangliari P dellemiretina nasale controlaterale.

Dal corpo genicolato laterale partono fibre che giungono


alla corteccia visiva primaria area 17 di Brodmann,
posta in corrispondenza del labbro superiore e inferiore
della scissura calcarina, corteccia etero tipica granulare

1) Cellule gangliari corpo


genicolato laterale del talamo
o via della percezione per
forma e volore o via della
percezione dei movimenti
corteccia visiva primaria.
2) Area visiva primaria aree
visive secondarie di secondo
ordine e ordine superiore o
corpo calloso per corteccia
visiva primaria contro laterale
x unificare le info prov dai due
occhi o mesencefalo per
controllare movimento oculari
e messa a fuoco.,
precisamente collicolo
superiore per i movimenti
saccadici e orientamento degli
occhi e testa versi stimoli,
organizz,, retinotopicamente,
oppure nuclei area pretatta
per riflesso pupillare.

spessa circa 1,5mm. Tale proiezione talamo-corticale: proiezione genicolo-calcarina, essa costituisce quasi la
totalit delle porzioni sottolenticolare e retro lenticolare della capsula interna. Dopo aver costituito queste
porzioni di capsula interna, le fibre della proiezione genicolo-calcarina si irradiano formando unampia
banda che abbraccia il ventricolo laterale, si portano cos indietro verso il lobo occipitale dove presente

larea visiva primaria giungendo alla porzione di corteccia visiva primaria posta nel labbro superiore della
scissura calcarina. Alcune fibre della radiazione vanno a costituire lansa di Meyer, un insieme di fibre
provenienti dalla proiezione genicolo-calcarina che prima si porta in avanti nel lobo temporale al si sopra del
corno inferiore del ventricolo laterale, poi curva indietro e raggiunge la corteccia visiva nel lobo occipitale,
queste fibre giungono alla porzione di corteccia visiva primaria presente al livello del labbro inferiore
della scissura calcarina.
Una lesione del lobo temporale che coinvolge lansa di Meyer provoca un difetto nel campo visivo superiore
del lato opposto, mentre una lesione al lobo parietale che coinvolge quelle fibre della proiezione genicolocalcarina che passano al di sopra della scissura calcarina provoca un difetto nel campo visivo inferiore contro
laterale.
Esiste una rappresentazione retino-tipica nella corteccia visiva primaria:
-

Sul labbro superiore giungono info provenienti dallemriretina superiore, cio quelle provenienti dai

campi visivi inferiori.


1/3 della corteccia visiva primaria, a partire dal polo posteriore fa riferimento alle info provenienti
dalla macula, proseguendo in avanti le porzioni di corteccia visiva primaria fanno riferimento a
porzioni sempre pi periferiche (o anche anteriori considerando che si parla di una struttura sferica)
della retina visiva.

Oltre alla corteccia visiva primaria area17, presente anche la corteccia visiva associativa che
rappresentata dalla maggior parte della corteccia della faccia inferiore del lobo temporale, corteccia

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importante per il riconoscimento di colore e forme, e dalla parte della corteccia associativi dei lobi parietale e
occipitale importanti per percepire il movimento degli oggetti. Le cellule gangliari M, sono fondamentali
per percepire i movimenti, le cellule gangliari P per percepire colori e dettagli, cos anche nelle cortecce
associative visive vi una rappresentazione precisa, le proiezioni che partono dalle cellule gangliari e che
giungono alle aree associative visive si distinguono in due vie.1
1) Via ventrale o via del what pathway o via del cosa: serve per il riconoscimento di un oggetto,
una via costituita da quelle fibre che veicolano le info trasportate allorigine dalle cellule gangliari P e
che giungono alla corteccia associativa della faccia inferiore del lobo temporale la quale importante
per il riconoscimento dei dettagli (colore e forma di un oggetto). Nella sindrome di Gruber-Groussy
si ha agnosia visiva cio non si riconoscono gli oggetti e il paziente li porta alla bocca per studiarli.
2) Via dorsale o via del where pathway o via del dove: costituita da fibre che veicolano le info
trasportate in partenza dalle fibre delle cellule gangliari M che si portano in aree associative visive
del lobo parietale occipitale le quali sono quindi fondamentali per la percezione del movimento. Tra
queste aree associative visive dei lobi occipitale e parietale vi in particolare larea v5, unarea di
alto livello discriminativo, unalterazione bilaterale dellarea v5 causa achinetopsia, cio incapacit di
percepire i movimenti degli oggetti. Verso lacqua, vedo solo prima la brocca piena e poi il bicchiere
pieno e brocca vuota alla fine.
Da ricordare larea del Wernicke unarea associativa sia per le vie uditive che visive, larea di Broca
collabora con larea di Wernicke e grazie a queste correlazioni posso dire il nome di un oggetto quando lo
vedo.

VIE OTTICHE RIFLESSE


Riflesso di accomodazione: un riflesso
necessario per modificare il cristallino affinch
la messa a fuoco delloggetto che stiamo
fissando si mantenga nello strato dei
fotorecettori e soprattutto in corrispondenza del
segmento esterno di questi ultimi. diverso
parlare del riflesso di accomodazione di un
occhio e del riflesso di accomodazione di
entrambi. Il riflesso di accomodazione si
esplicita solo quando necessario mantenere a fuoco la visione di un oggetto a distanza ravvicinata,

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massimo 5 metri, per maggiori distanze non c necessit di agire su cristallino. La capacit di
accomodazione diminuisce nella vecchiaia a causa di una progressiva perdita di elasticit del cristallino.
Accomodazione:
-

Il cristallino si sposta in avanti a causa della contrazione del muscolo di Brucke costituito dalle fibre
meridiane del muscolo ciliare, nel mentre diminuisce il grado di tensione dellapparato sospensore
del cristallino per una contrazione del muscolo di Muller, quella parte di muscolo ciliare costituito
da fibre circolari. Il muscolo ciliare si contrae in seguito alla stimolazione di fibre postgangliari
parasimpatiche provenienti dal ganglio ciliare, nel quale fanno sinapsi le fibre parasimpatiche
pregangliari che partono dal nucleo di Edinger-westphal, queste fibre fanno riferimento al nervo
oculomotore 3
-

Il cristallino poi aumenta il suo grado di


convessit soprattutto a carico della sua

faccia anteriore
Aumenta quindi lindice di rifrazione del
cristallino con conseguente mantenimento
del punto focale al livello dello strato dei
fotorecettori presenti nella fovea, soprattutto
in corrispondenza del segmento esterno

degli stessi fotorecettori.


Diminuzione del diametro pupillare, agisce
il muscolo sfintere della pupilla innervato
dal parasimpatico, questa diminuzione del
calibro funzionale sia ad aumentare la
profondit di campo sia per evitare

laberrazione cromatica da sfericit.


Convergenza degli occhi: ossia rotazione dei
bulbi in direzione opposta, si muovono i
bulbi per contrazione dei retti mediali dei
due occhi, retto mediale innervato
dalloculomotore, ma nel mentre si ha un

inibizione della muscolatura antagonista quindi retto laterale innervato dallabducente.


Ruolo importante della corteccia visiva e collicolo superiore che correlato con la sua parte pi
esterna con le info che riceve dalla retina e con la sua parte pi profonda con info correlate a funzioni
motorie per la gestione della motilit oculare.

Il collicolo superiore improntante nel controllo dei movimenti oculari e orientamento dello sguardo, alcuni
nuclei del collicolo superiore proiettano al nucleo talamico latero-psoteriore e al pulvinar, tali nuclei
proiettano ad aree di ordine superiore.
Organizzazione retino topica della cort visiva: macula caudalmente, parte periferica della retina
cranialmente,. Il campo visivo di sinistra combacia con area visiva di destra

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Riflesso pupillare: quel riflesso che regola il diametro pupillare in risposta
dellintensit della luce che colpisce la retina. Presenta un braccio afferente e uno
efferente.
-

Braccio afferente: parte della retina, giunge ai nuclei pretettali, sono


nuclei mesencefalici, questi nuclei nellinsieme costituiscono larea
pretettale del mesencefalo detta cos perch vicina al tetto del
mesencefalo rappresentata dalla lamina quadrigemina. Larea pretettale
invia info al nucleo di Edger-Westhphal, dal quale parte il braccio
efferente del riflesso. Larea pretettale proietta sia l nucleo di EdgerWestphal omolaterale checontro laterale anche se prevalentemente la
proiezione ipsilaterale, quindi se punto la luce in un occhio ottengo
una risposta diretto mediante il restringimento del diametro pupillare
di quellocchio ma anche una risposta consensuale nellocchio dove non

ho puntato la luce.
Braccio efferente: rappresentato da fibre pregangliari che partono dal
nucleo di Edger-Westphal e che giungono al ganglio ciliare dal quale si
dipartono fibre parasimaptiche postgangliari responsabili
dellinnervazione dello sfintere della pupilla.

Midriasi: La midriasi la condizione fisiologica di dilatazione della pupilla


dell'occhio in assenza di luce. L'instillazione di alcune sostanze nell'occhio (uso
topico) pu provocare dilatazione del diametro pupillare, d es. atropina.
Miosi:riduzione diametro pupillare.
Un ruolo importante nel riflesso pupilla svolto dalle cellule gangliari della
retina, esse sono infatti responsabili della costrizione pupillare che si verifica
durante quel breve periodo che segue subito dopo lo spegnimento di una luca puntata per pi di trenta
secondi nellocchio. Quando si punta una luce per un certo tempo si ha un restringimento pupillare che
permane anche quando la luce viene spenta, in questo breve arco di tempo non sono i coni e i bastoncelli a
scaricare ma direttamente le cellule gangliari che esprimono melanopsina.
importante anche anche la lunghezza donda della luce, per lunghezze donda lunghe, cio luci rosse si
stimolano i coni e quindi delle cellule gangliari con conseguente costrizione, mentre per lunghezze donda
brevi si ha una stimolazione dirette delle cellule gangliari con conseguente costrizione.
La permanenza della costrizione dopo lo spegnimento della luce si ha perch con determinate lunghezze
donda brevi si sono stimolate le cellule gangliari che esprimono melanopsina. la permanenza della
costrizione causa il fenomeno dellabbagliamento a causa del quale non si riesce a vedere subito in modo
ottimale.

Dilatatore della pupilla: innervato da fibre postgangliari ortosimpatiche che appartengono al plesso
carotico, prendono origine dal ganglio cervicale superiore al quale giungono fibre pregangliari provenienti
dal segmento craniale della colonna intermedio-laterale del midollo. Le fibre postgangliari originate dal
ganglio cervicale superiore si accompagnano alla carotide interna contribuendo alla costituzione del plesso

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carotico. Con essa le fibre postgangliari entrano in cavit cranica attraversando dapprima il canale carotico,
decorrono poi insieme alla carotide interna finch essa raggiunge il nervo oftalmico. Dopo che si
accompagnano al nervo oftalmico, in particolare al nervo naso
ciliare, alcune attraverseranno il ganglio ciliare (il ganglio ciliare
parasimpatico, attraversano solo) andando a costituirei nervi ciliari
brevi, altri invece giungono al bulbo andando a costituire i nervi
ciliari lunghi. Altre fibre postgangliari ortosimpatiche provvedono
poi allinnervazione del muscolo elevatore della palpebra superiore,
muscolo che da un punto di vista motorio viene innervato dal nervo
oculomotore.

Figura 1the pupillary dilation pathway.

MOVIMENTI OCULARI
Tra i muscoli estrinseci dellocchio ritroviamo anche il muscolo elevatore della palpebra superiore, se tale
muscolo non si contrae correttamente si ha la cosiddetta ptosi palpebrale, ovvero un abbassamento
patologico della palpebra superiore. Il muscolo elevatore superiore della palpebra innervato
dalloculomotore, terzo paio dei nervi encefalici. Il nucleo delloculomotore posto nel mesencefalo in
prossimit della sostanza grigia periacqueduttale, tra il collicolo superiore e il nucleo rosso. Il nervo
oculomotore ha un nucleo costituito da un complesso nucleare essendo responsabile dellinnervazione di
diversi muscoli, tale suddivisione alla base della possibilit di modulare la contrzione dei muscoli innervati
dallo stesso nervo, es: se contraggo il retto superiore allo stesso tempo ho una inibizione modulata della
contrazione della muscolatura antagonista quindi del retto inferiore, sempre innervato dalloculomotore.

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Lorigine apparente del nervo si ha al livello della fossa interpeduncolare, in prossimit della sostanza
perforata posteriore, quindi sulla faccia ventrale del mesencefalo. Il nervo oculomotore emerge e si porta in
cavit orbitaria attraversando dapprima il seno cavernoso, uno dei seni della dura made, ai lati del corpo
dello sfenoide, poi passa nella fessura orbitaria superiore e giunge in cavit orbitaria dove si divide in:
-

Ramo superiore per retto superiore ed elevatore superiore della palpebra


Ramo inferiore per il retto mediale, retto inferiore e obliquo ingeriore. Insieme alle sue fibre
decorrono delle fibre parasimpatiche pregangliari destinate al ganglio ciliare e originate dal nucleo
di edger-westphal (il nervo oculomotore il primo ad avere fibre parasimpatiche, gli altri sono
7,9,10)

Il nervo trocleare presente nel mesencaflo, in vininanza al collicolo superiore, la sua origine reale si osserva
al di sotto della lamina quadrigemina, sulla faccia dorsale del mesencefalo. Il nervo trocleare lunico dei
ervi encefalici ad avere origine apparente sulla faccia dorsale del tronco. Emerso il nerbo, circonda il tronco
encefalico, entra in cavit prbitaria passando dalla fessura orbitaria superiore, in cavit orbitaria passa
allinterno dellanello tendineo di Zinn e si porta al muscolo obliquo superiore.
Nervo abducente: il suo nucleo posto nella parte inferiore del ponte, circondato dal primissimo tratto
delle fibre del nervo facciale. Lorigine apparente del nervo abducente si ha al livello del solco bulbo-pontino,
sopra le piramidi bulbari. Emerso, attraversa il seno cavernoso, passa attraverso la fessura orbitaria superiore
e si distribuisce al solo muscolo retto laterale.

CAMPI OCULARI FRONTALI:area 8. Essi proiettano direttamente alla formazione reticolare pontina
mediana e direttamente al collicolo superiore, lo stesso collicolo superiore proietter alla formazione
reticolare pontina mediana, quindi si pu dire che i campi oculari frontali proiettano sia direttamente che
indirettamente tramite il collicolo superiore alla formazione reticolare pontina mediana. La formazione
reticolare pontina mediana il centro per il controllo dei movimenti oculari sul piano orizzontale e
proietter ai nuclei del nervi abducente (retto laterale) e oculomotore (retto mediale).
La funzione del collicolo superiore invece fondamentale per il controllo dei movimenti saccadici degli
occhi, fini movimenti che servono a mantenere la fissazione su un oggetto in movimento, riceve anche
impulsi direttamente dai centri corticali del lobo parietale (aree associative come la v5) che forniscono
informazioni sul movimento degli oggetti nel campo visivo, e riceve impulsi direttamente da centri corticali
del lobo frontale per il controllo dei movimenti degli occhi. I neuroni degli strati superficiali ricevono impulsi
dalla retina, pare che il collicolo superiore sia coinvolto anche nellaccomodazione, i neuroni degli strati pi
interni proiettano alla formazione reticolare paramediana, tuttavia gli strati pi profondi del collicolo
superiore proiettano anche ad altri nuclei presenti nel tronco encefalico, come il nucleo interstiziale rostrale
e il nucleo interstiziale di Cajal che sono importanti per il movimento degli occhi sul piano verticali, per
cui essi proiettano anche ai nuclei dei nervi oculomotore e trocleare.

Danno area 17 areteria cerebrale posteriore, difetto nel campo visivo contro laterale.
Area visiva primaria 17= V1 detta corteccia striata divisa i nsei strati principali il 4 ulteriormente sottotiviso in
sottolamine una di queste la stria di gennari. Al 4 strato arriva la maggior parte delle proiezioni del nucleo genicolato
laterale.

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area visiva di ordine superiore 18= V2, area visiva 19= V3,V4,V5