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18 Il quadro congiunturale GUIDA 2008 I 09 AL MERCATO DELL’EDILIZIA

La filiera del cemento *

La struttura produttiva
Le modificazioni strutturali che hanno
interessato il settore nel corso degli
ultimi quindici anni hanno determinato
un assetto dell’industria del cemento
italiana che si può ormai considera-
re stabile. Le razionalizzazioni inter-
venute, a livello societario e a livello
produttivo, hanno determinato la
chiusura degli impianti più vecchi e
meno efficienti e il contemporaneo
abbandono delle tecnologie produt-
tive a maggior consumo di energia
(“via umida”) in favore di tecnologie
più moderne ed efficienti (“via secca”
e “semisecca”). Alla luce di quanto
venutosi a determinare l’industria del Fotografia C.I.M.E.S.
cemento nazionale si caratterizza per
alcuni elementi quali: Relativamente al numero e alla tipolo- calo inferiore al punto percentuale,
• la distribuzione capillare degli ap- gia degli impianti è da osservare che mantenendo un peso pari al 36,0%
parati produttivi su tutto il territorio nel 2007 vi è stata un’ulteriore riduzio- della produzione. La ripartizione della
nazionale; ne del numero di impianti attivi da 91 a produzione negli impianti di dimensio-
• un’elevata numerosità di imprese 90, con una diminuzione degli impianti ne inferiore non presenta anch’essa
attive nel settore; di macinazione (da 32 a 30) e l’incre- sostanziali mutamenti, a ulteriore ri-
• un livello tecnologico molto elevato mento di una unità degli impianti a ci- prova del fatto che gli assetti raggiunti
degli impianti. clo completo (da 59 a 60) per il riavvio siano il risultato di processi di razio-
La numerosità delle aziende operan- di una linea di cottura ferma da anni. nalizzazione volti al raggiungimento di
ti nel settore cementiero in Italia si è Ciò non fa variare la diffusione capillare dimensioni critiche che consentissero
incrementato nel 2007 di una unità degli impianti sul territorio nazionale, la massimizzazione delle economie
raggiungendo le 29 unità, valore ele- i quali sono localizzati per il 47% nel di scala e dell’efficienza energetica
vato che conferma la diversità italiana Settentrione, per il 18% al Centro e ed emissiva.
rispetto ad altri Paesi europei nei quali i per il 35% nelle regioni meridionali e
processi di fusione e acquisizione han- insulari, garantendo comunque la pre- La produzione e i consumi
no determinato una minore numerosi- senza costante di impianti non distanti di cemento in Italia
tà delle imprese presenti sul mercato. dai luoghi di consumo del prodotto. Dopo l’anno record registrato nel 2006
Il settore cementiero italiano si carat- Per quanto riguarda la tipologia dei la produzione di cemento in Italia ha
terizza inoltre per l’ampia eterogeneità forni attivi (80 contro 79 del 2006) viene mostrato nel 2007 una lieve flessio-
degli operatori, potendo contare sulla utilizzata esclusivamente la tecnologia ne, pari allo 0,7%, attestandosi su un
contemporanea presenza di gruppi secca o semisecca che, come detto, valore di 47,5 milioni di tonnellate
multinazionali e di aziende di medie consente di conseguire maggiore ef- che assegna nuovamente all’Italia la
e piccole dimensioni operanti a livello ficienza energetica. seconda posizione in area UE dopo
nazionale o anche soltanto a livello La quota produttiva realizzata in im- la Spagna. Il risultato dell’Italia è coe-
locale. pianti di grande dimensione (con ca- rente con il quadro generale europeo
pacità produttiva superiore al milione che, seppure caratterizzato da una
* AITEC - Associazione Italiana Tecnico
Economica Cemento, Relazione Annuale di tonnellate/anno) risulta sostanzial- crescita della produzione di cemento,
(luglio 2008) mente stabile, sebbene rilevi un lieve mostra un andamento decisamente
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Strutture e tamponamenti
Manufatti cementizi

più modesto rispetto a quello del


2006 (+1,9% contro +5,6%). Il livello Il quadro previsionale 2008
produttivo raggiunto è stato influen-
zato dal rallentamento della crescita L’outlook sul mercato interno del cemento delinea per il 2008 una flessione che si è già
manifestata nei primi mesi dell’anno. Tale previsione è strettamente legata all’anda-
del Paese e, in particolare, dall’an-
mento del quadro macroeconomico nazionale il quale, a sua volta, risente dell’elevata
damento negativo del settore delle
incertezza dello scenario internazionale, in particolare quello dei mercati finanziari. Nel
opere pubbliche che, rispetto agli in- quadro nazionale gli investimenti in costruzioni dovrebbero comunque registrare nel
vestimenti, presenta un assorbimento 2008, secondo i principali istituti di ricerca, un anno di sostanziale stabilità. Il comparto
specifico di cemento più elevato degli delle opere pubbliche potrebbe rappresentare il “motore” per la domanda di cemento
altri comparti. Sul risultato comples- dalla fine 2008 in poi, alla luce anche dell’elevato ammontare di risorse disponibili in base
all’ultima trimestrale di cassa che potrebbero essere impegnate per il finanziamento
sivo del 2007, tuttavia, vi è stato un
del piano strategico delle infrastrutture.
effetto positivo legato all’andamento Ai fattori economici di natura esogena è da aggiungere, inoltre, la variabile legata agli
dei consumi del primo trimestre che, aspetti meteorologici di impatto significativo sull’andamento del settore. Peraltro i
con un incremento del 9,2% rispetto dati meteorologici sui primi mesi del 2008 hanno evidenziato un’influenza negativa sui
all’analogo periodo dell’anno prece- consumi nazionali di cemento; il numero di ore lavorative interessate da precipitazioni è
cresciuto a dismisura nei primi mesi del 2008 al Centro e al Nord del Paese influenzando
dente, ha parzialmente compensato
negativamente il consumo di cemento nei cantieri edili.
il negativo andamento dei trimestri
successivi.
A livello di ripartizione geografica si
rileva un decremento della produzio- Ripartizione della produzione tra le maggiori aziende nel 2007
ne che risulta essere maggiormente Gruppi e aziende associate AITEC %
Italcementi (1 azienda e 27 unità) 26,8
significativo al Sud del Paese (-3,0%) e
Buzzi Unicem (1 azienda e 12 unità) 16,9
più contenuto nelle Isole (-0,3%), con
Colacem (1 azienda e 9 unità) 13,9
una situazione stazionaria al Centro
Cementir (1 azienda e 4 unità) 7,1
e al Nord (rispettivamente +0,3% e
Holcim (1 azienda e 3 unità) 5,8
+0,0%). Analogamente alla produzione Cementi Rossi (1 azienda e 4 unità) 4,9
anche i consumi interni di cemento Sacci (2 aziende e 4 unità) 3,4
mostrano un decremento rispetto al Cementizillo (1 azienda e 2 unità) 2,7
2006 pari all’1,1%. Nel 2007 la produ- Lafarge Adriasebina (1 azienda e 2 unità) 2,3
zione di clinker in Italia è stata pari a Cal.me (1 azienda e 3 unità) 1,9
33,8 milioni di tonnellate (+1,7% sul Monselice (1 azienda e 1 unità) 1,7
2006), a fronte di consumi interni pari Cementi Moccia (1 azienda e 1 unità) 1,2

a 36,6 milioni di tonnellate. Ancora una Cementi della Lucania (1 azienda e 1 unità) 0,5

volta si ha la riprova dell’insufficien- Altre aziende / Other firms (15 aziende e 17 unità) 10,9
Totale / Total (29 aziende e 90 unità) 100,0
za della produzione italiana di clinker
che rende necessario il ricorso alle
importazioni (2,8 milioni di tonnellate un minore impiego di clinker, con- Ripartizione della produzione
nel 2007). sentendo di compiere significativi per caratteristiche tecniche e
Prosegue, anche nel 2007, il trend di progressi verso il rispetto dei gravosi composizione
decremento nel rapporto tra consumi impegni di riduzione di emissioni di L’analisi della ripartizione qualitativa
di clinker e produzione di cemento, il CO2 che sono stati assegnati al setto- della produzione di cemento, suddivisa
cui valore si attesta al 77%. Tale an- re. Nel corso del 2007 la produzione di per tipologia, non presenta nel 2007
damento è la conferma dell’impegno leganti idraulici per le costruzioni (LIC) delle sostanziali variazioni rispetto a
profuso dalle aziende produttrici di è stata pari a 1,26 milioni di tonnella- quanto rilevato nel 2006 e, in generale,
cemento nel produrre tipologie di ce- te, in lieve flessione rispetto all’anno rispetto alle dinamiche ormai consoli-
mento che, a parità di resa, richiedono precedente. datesi da alcuni anni a questa parte. In
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Strutture e tamponamenti
Manufatti cementizi

particolare si conferma il Portland di mi- Ripartizione delle cementerie per classi produttive nel 2007
scela (CEM II) quale tipologia di cemento N° t %
maggiormente prodotto nel Paese con Fino a 100.000 t 11 784.981 1,7
da 100.001 a 300.000 t 22 4.578.987 9,6
una quota di poco superiore al 76%;
da 300.001 a 600.000 t 25 11.454.309 24,1
all’interno di tale categoria il Portland da 600.001 a 1.000.000 t 18 13.586.180 28,6
composito al calcare costituisce, da solo, oltre 1.000.000 t 14 17.137.180 36,0
circa il 66% della produzione. La secon- Totale 90 47.541.637 100,0
da tipologia di cemento maggiormente Fonte: Relazione annuale AITEC

prodotta nel Paese è ancora una volta il


cemento pozzolanico (CEM IV), con un ad alta e ad altissima resistenza (clas- consolidando gli assetti venutisi a de-
peso che sfiora il 12% della produzione si 42,5 e 52,5) il cui peso percentuale terminare da circa un decennio a questa
totale, su livelli simili a quelli rilevati nel (49,0%) è ormai pari a quasi la metà della parte. In particolare il settore del calce-
2006. Dall’analisi dei dati di produzione produzione nazionale. Le diverse tradi- struzzo preconfezionato si conferma
si rileva un recupero dell’incidenza rela- zioni costruttive presenti nel territorio il comparto di maggiore rilevanza tra
tiva al Portland (CEM I), al 6,9%, mentre determinano un impiego eterogeneo le varie destinazioni di prodotto assor-
vi è da rilevare un lieve decremento del di tali tipologie di cementi (dal 41,0% al bendo, con le centrali di betonaggio, il
cemento d’altoforno (CEM III), al 4,3%, in Nord al 58,0% al Centro), che si fanno 48,5% della produzione nazionale (pari
calo rispetto ai livelli record del 2006 ma preferire per le ottime prestazioni che a 23 milioni di tonnellate). Il canale della
su valori superiori a quelli mediamen- essi offrono in termini meccanici e in rivendita registra, invece, un rallenta-
te rilevati nell’ultimo decennio. Vi è da termini di rapidità di esecuzione delle mento passando dal 23,0% del 2006
osservare, infine, un lieve incremento opere in cantiere. al 21,6% del 2007 con una perdita, in
anche del cemento composito (CEM termini assoluti, di un milione di tonnel-
V) la cui quota, sebbene marginale, si Le destinazioni del cemento late. Tale flusso di destinazione si sposta
attesta sui livelli massimi dell’ultimo I canali di destinazione della produzione prevalentemente verso il canale delle
decennio (circa l’1%). in uscita dalle cementerie (destinazioni imprese di costruzione che raggiunge
L’analisi della distribuzione della produ- intermedie) mostrano una sostanzia- un peso sulla produzione nazionale pari
zione di cemento per classi di resistenza le stabilità nel 2007 rispetto a quan- all’8,1% e, in misura inferiore, verso il ca-
evidenzia il trend crescente dei cementi to già rilevato negli anni precedenti, nale dei premiscelatori che sfiora i 2 mi-
lioni di tonnellate con un peso del 4,1%.
Rimangono invariati, rispetto al 2006, le
consegne di cemento verso il segmento
di prefabbricazione e verso l’estero con
pesi rispettivamente dell’11,0% e del
5,6%. I canali di distribuzione del ce-
mento rappresentano comunque, nella
maggioranza dei casi, una destinazione
intermedia tra l’azienda cementiera e
il mondo delle costruzioni. Per coprire
questo gap informativo AITEC svolge, già
da diversi anni, un’analisi statistica sulle
destinazioni finali del cemento, distinte
per comparto, che possono essere così
espresse:
• Edilizia residenziale 36,1%
• Opere pubbliche 33,5%
• Edilizia strumentale 30,4%