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IL FOGLIO

Redazione e Amministrazione: L.go Corsia Dei Servi 3 - 20122 Milano. Tel 02/771295.1

ANNO XII NUMERO 37

Blitz: 15 arresti, 70 indagati

LeBrsonosempreconnoi
Preparavano attentati a
Libero,Eni,Cav.e Ichino
Tra i fermati ci sono anche sette delegati
sindacali della Cgil. Il rapporto con
il centro sociale Gramigna di Padova

Indagine avviata nel 2004


Milano. Non volevano colpire il cuore
dello stato, ma fare propaganda armata.
In linea con il modello movimentista della seconda posizione delle Br che si scisse
dallala militarista di Mario Moretti nel
1984 (e che port fino alle Br-Pcc di Nadia
Lioce). Sono gli eredi dellUnione dei comunisti combattenti, Ucc, che nel 1986 rivendic lattentato ad Antonio da Empoli,
capo del dipartimento economico della
presidenza del Consiglio, e lomicidio del
generale Licio Giorgieri. Ieri una vasta
operazione antiterrorismo, coordinata dal
pm Ilda Boccassini e condotta contemporaneamente a Milano, Torino, Padova,
Trieste, ha portato allarresto di 15 persone (70 gli indagati) che avevano formato
una cellula rivoluzionaria per la costruzione del partito comunista politico militare.
Il loro ideologo e capo della cellula Alfredo Davanzo, nome di battaglia Antonio,
che viveva da anni in semi- clandestinit.
Noto alle forze dellantiterrorismo, era stato condannato nel 1982 a dieci anni di carcere per rapina, si era rifugiato in Francia ed era tornato in Italia
circa un anno
fa per guidare
un
gruppo
marxista-leninista che aveva reclutato i giovani nei centri sociali (come il Gramigna di Padova) e
militanti pi anziani sia fra delinquenti di
piccolo cabotaggio sia fra delegati sindacali della Cgil (8 su 15 ). Fra i loro obiettivi cera il giuslavorista Pietro Ichino, la casa di Berlusconi a Milano, il giornale Libero, lEni di San Donato Milanese, le emittenti tv Sky e Mediaset. Tutti simboli importanti per questi rivoluzionari che si incontravano una volta al mese, si spostavano in treno, in autobus e in bicicletta, e comunicavano solo a voce .
Secondo Ilda Boccassini erano molto
pericolosi. Si sentivano in guerra contro
lo stato, avevano in corso la preparazione
di azioni, erano disposti a tutto, ha detto
la pm milanese. Lindagine scattata dopo la perqusizione di uno scantinato a Milano nel 2004. Filmati di addestramenti
nella campagna padana, armi, documenti
che seppur privi di unarticolazione teorica, erano inequivocabili. Il loro foglio di
propaganda rivoluzionaria si chiamava
Aurora, era noto agli inquirenti da anni e
parlava di azioni dimostrative e obiettivi
simbolici che con le Br di Nadia Lioce,
che hanno ucciso DAntona e Biagi, avevano in comune il target lavorativo. Infatti il
loro giornale clandestino ipotizzava la costituzione di cellule rivoluzionarie in ogni
fabbrica.
Ci che allarma di pi, proprio la loro contiguit con il mondo del lavoro, dice al Foglio, il senatore di An Alfredo
Mantovano. Fra gli obiettivi, cera un giuslavorista, e fra i membri della cellula
esponenti sindacali. Questi arresti ci invitano a essere prudenti quando nella discussione sul mercato del lavoro si demonizzano i riformatori. In ogni caso, a differenza di altri, io non ho mai pensato che il
terrorismo politico in Italia si fosse estinto, osserva lex sottosegretario del ministero dellInterno. Dopo un anno di pedinamenti e appostamenti, abbiamo visto
che il cerchio non si allargava e avevamo
prove sufficienti per fermarli, ha spiegato al Foglio lispettore Giovanni Calesini,
direttore del servizio centrale dellantiterrorismo. Anche se i loro obiettivi possono
sembrare secondari, erano molto pericolosi. Infatti secondo il ministro Giuliano
Amato loperazione antiterrorismo servita a sventare unattentato. Probabilmente questa volta siamo intervenuti in tempo, ha dichiarato.
Sono dei marziani
Sono dei marziani, ha dichiarato il
capo della Digos di Padova, dove i militanti della cellula rivoluzionaria erano legati al centro sociale Gramigna. Nemici
acerrimi dei disobbedienti, ritenevano
che lunico antagonismo legittimo fosse
quello armato. Nel loro mirino, cera anche un obiettivo israeliano. Nelle loro
conversazioni accennavano alla fabbricazione di un esplosivo fornito da un amico
palestinese, mentre in unaltra intercettazione due brigatisti si rammaricano di
aver saputo tardi di un concerto di una
banda dellesercito israeliano a Milano.
Avremmo potuto organizzare qualcosa di
simpatico, dicono durante una conversazione in un bar in corso Garibaldi. Nei loro pensieri cera anche il Foglio. Lhanno
menzionato due degli arrestati, Bruno
Ghirardi e Claudio Latino, nel giugno del
2006. Si parla del Foglio e si dimostra di
conoscerne lubicazione, si legge nellordinanza di custodia cautelare. Giuliano
Ferrara il capo dei sionisti, oltre a essere stato una spia della Cia, hanno commentato fra loro.

quotidiano

Poste Italiane Sped. in Abbonamento Postale - DL 353/2003 Conv. L.46/2004 Art. 1, c. 1, DBC MILANO

MARTED 13 FEBBRAIO 2007 - 1

DIRETTORE GIULIANO FERRARA

La Giornata
* * *
In Italia

* * *
Nel mondo

BLITZ CONTRO LE NUOVE BRIGATE


ROSSE. ARRESTATE 15 PERSONE. Nel
nord Italia, tra Padova, Milano, Torino e
Trieste una serie di operazioni della polizia ha scoperto i piani terroristici di alcuni gruppi assimilabili alle nuove Brigate
rosse della cosiddetta seconda posizione. Arrestato anche lex brigatista di prima posizione, Alfredo Davanzo. Coinvolti
anche sette militanti della Cgil. Il ministro
dellInterno, Giuliano Amato: Probabilmente siamo riusciti a prevenire un attentato. Tra gli obiettivi unabitazione dellex premier, Silvio Berlusconi, il professor Pietro Ichino, e alcune aziende come
Eni, Sky, Mediaset, e la sede milanese del
quotidiano Libero.
Pietro Ichino: Bisogna andare avanti
senza chinare la testa.

IN IRAQ OLTRE CENTO MORTI IN UN


GIORNO PER UNA SERIE DI ATTENTATI.
Ieri tre bombe sono esplose nei mercati di
Baghdad, a un anno dallattacco alla moschea di Samarra, che segn linizio della
fase pi violenta degli scontri tra sciiti e
sunniti. Due cittadini tedeschi, madre e figlio, sarebbero stati rapiti.
LAlta corte irachena ha condannato a
morte lex vicepresidente,Yassin Ramadan.

* * *

Il Papa: Non sovvertire le leggi divine. Lo


ha detto ieri Papa Ratzinger intervenendo
al Congresso internazionale sul diritto naturale dellUniversit Lateranense. La famiglia unintima comunione di vita che
trova stabilit per ordinamento divino. Il
bene dei coniugi ha detto Benedetto XVI
non ammette interventi da parte di nessuno. Colpendo la famiglia si ferisce la societ. Secondo indiscrezioni, la Congregazione per la dottrina e per la fede sta lavorando a un documento chiarificatore per i
cattolici: non possono votare delle leggi che
siano contrarie ai principi cristiani.
Il premier Romano Prodi sui Dico: Le
polemiche non mi toccano, sono sereno.

* * *

Fu il vice di Powell a bruciare Plame.


Nel processo di Washington allex consigliere di Dick Cheney, Lewis Scooter
Libby, i giurati hanno ascoltato un nastro
del giugno del 2003 in cui lex vicesegretario di stato, Richard Armitage, rivela al
giornalista Bob Woodward lidentit dellagente segreto della Cia Valerie Plame.

* * *

Quattro razzi Qassam contro Israele. Lattacco a Sderot stato rivendicato dalle Brigate Abu Reish, gruppo vicino a Fatah, il
partito del presidente Abu Mazen.
Sderot la prima localit dove verr installato il sistema antimissile voluto dal ministro della Difesa Amir Peretz.

* * *

Il presidente croato contro Napolitano. Stipe Mesic ha attaccato il discorso del presidente Napolitano, in ricordo delle Foibe.
Mesic ha detto che nelle parole di Napolitano ci sarebbero elementi di razzismo.
Il ministro degli Esteri, Massimo DAlema, ha convocato lambasciatore croato.

* * *

Coppie di fatto in crescita costante. Secondo lIstat, sono state 500 mila nel 2005 le
coppie che hanno deciso di formare una famiglia al di fuori del matrimonio. In Italia
le libere unioni non sono per ancora cos
frequenti come nelle altre realt europee.

Bruxelles applicher le sanzioni contro


Teheran e Pyongyang: prevedono il congelamento dei beni delle persone legate ai
due regimi.
Ieri il presidente iraniano, Mahmoud
Ahmadinejad, ha negato il coinvolgimento
del suo paese negli attacchi in Iraq.

* * *

* * *

* * *

Abu Omar chieder dieci milioni allItalia.


Limam scarcerato due giorni fa al Cairo ha
reso nota lintenzione di ottenere un risarcimento danni dallItalia: Sono ridotto a
un relitto di essere. Su di lui in Italia pende un ordine di custodia per terrorismo.

* * *

Spogli elogia i rapporti Italia-Stati Uniti.


Lambasciatore americano, Ronald Spogli:
Italia e America si muovono simultaneamente, i rapporti sono pi solidi che mai.

* * *

Il debito pubblico al massimo storico, lo


ha reso noto la Banca dItalia. La cifra supererebbe i 1.600 miliardi di euro.

* * *

Borsa di Milano. Mibtel -0,59 per cento.


Leuro chiude a 1,29 dollari.

Gates in Pakistan incontra Musharraf. Il


segretario alla Difesa americano, Robert
Gates, ha incontrato a Islamabad il presidente pachistano, Pervez Musharraf. Al
centro dei colloqui lappoggio alle truppe
della Nato contro i talebani.

* * *

Attaccata una base americana in Giappone.


Ieri c stata unesplosione vicino alla base
militare statunitense Camp Zama, a sud di
Tokyo. Lattacco sarebbe opera della guerriglia nazionalista giapponese, che si oppone alla presenza americana nel paese.

* * *

In Somalia tre morti in attentati. Ieri sono


esplose cinque bombe a Mogadiscio.
Questo numero stato chiuso in redazione alle 21,00

La Guerra fredda nel deserto


Putin a Riad. Mosca offre ai sauditi e al Quartetto arabo una sponda
alternativa allAmerica. In ballo energia, nuovo medio oriente, ombre e
sanzioni iraniane. Intanto il ministro Ivanov d un aiuto alla Nato a Kabul
Roma. Per rilanciare il ruolo internazionale del Cremlino, Vladimir Putin sbarcato in medio oriente per un tour regionale in
Arabia Saudita, Qatar e Giordania. Dopo
aver tuonato contro Washington, la Nato e lo
scudo missilistico americano, il presidente
russo sta sfoderando charme e proposte economiche a Riad e Amman, che fanno parte
del cosiddetto Quartetto arabo (che include
anche Egitto ed Emirati arabi) impegnato in
queste settimane a spegnere lincendio tra
le fazioni palestinesi. La Russia che appartiene al Quartetto originale, composto da
Stati Uniti, Europa e Onu, incaricato di monitorare lattuazione della road map ha finora dimostrato maggior consuetudine con
il terzo e ben pi temibile Quartetto composto da Iran, Siria, Hezbollah e Hamas.
Nonostante sia formalmente impegnata a
contenere le ambizioni nucleari di Teheran,
Mosca ha remato contro le risoluzioni del
Consiglio di sicurezza sullIran. Quanto a
Hamas, Putin ha ricevuto una sua delegazione un anno fa proprio mentre Stati Uniti e
Unione europea ribadivano la distanza dal
gruppo palestinese. Spinta dallimperativo
energetico e dallesigenza di bilanciare linfluenza statunitense in medio oriente ma
anche nel Caucaso e in Asia centrale la
Russia cerca di ritagliarsi uno spazio di manovra, sottolineando la sua autonomia dalla
politica americana. Mosca esalta il proprio
multilateralismo e si offre come alleata alternativa a Washington, e nel 2005 stata
premiata, ottenendo lo status di osservatore
presso lOrganizzazione della conferenza
islamica. Nonostante una lunga lista di contrariet che vanno dallo scudo missilistico,
che gli Stati Uniti si apprestano a installare
in Europa, alla paura che, rovesciato il regime iraniano, lassetto strategico nella regione emerga stravolto tutto a sfavore della
Russia, Putin abbastanza accorto da non
voler pregiudicare in modo irreversibile i
rapporti con la Casa Bianca. Mentre il presidente lanciava la sua invettiva alla conferenza di Monaco, il suo ministro della Difesa, Sergei Ivanov, porgeva un ramoscello dulivo, offrendo assistenza russa alla missione
della Nato in Afghanistan nella ricostruzione e nellintelligence. Allambasciata russa
a Riad la visita di Putin stata definita storica, e non si tratta di unesagerazione diplomatica. La missione del presidente russo

corona un lungo cammino di avvicinamento


iniziato nei primi anni Novanta e culminato
con la visita dellallora principe ereditario
Abdullah a Mosca. Arabia Saudita e Russia
hanno intrattenuto relazioni fino al 1938,
quando Stalin chiuse la sua rappresentanza
diplomatica nel regno. Negli anni Ottanta ci
furono tentativi di riavvicinamento naufragati sia a causa di quella che i sauditi chiamarono la natura belligerante dellUnione Sovietica nei confronti dei musulmani sia
in conseguenza del crollo del prezzo del petrolio tra il 1985 e l86, una caduta rovinosa
da 30 a 10 dollari il barile che fer leconomia sovietica e persuase Mosca che ci fosse
un accordo tra Washington e Riad.
Opportunit di cooperazione sul nucleare
In una stagione in cui le relazioni russoamericane sono tuttaltro che idilliache e lesigenza di arginare il potere iraniano non
pu che spingere lArabia Saudita a calmierare il prezzo del petrolio, per la Russia il
consolidamento di un canale con Riad di
grande peso strategico, tanto che ieri Putin
ha detto di voler indagare opportunit di
cooperazione anche nellambito dellenergia
nucleare. Nel 2004 lArabia Saudita ha concesso alla compagnia russa Lukoil i diritti
per lesplorazione di uno dei maggiori giacimenti di gas al mondo, localizzato vicino a
Ghawar e noto come Zona A. Secondo i
giornali sauditi, pi di 130 uomini daffari
sauditi e 60 russi sono stati invitati a un incontro con Putin destinato a gettare le basi
per una serie di accordi nellindustria e nei
servizi. Il Cremlino spera anche di portare a
casa unintesa sulla vendita di tank.
I colloqui tra Putin e re Abdullah sono di
particolare interesse anche per Teheran
cui ieri i ministri dellUe hanno confermato
le sanzioni a partire dal 21 febbraio che ha
intavolato con lArabia Saudita una trattativa su Libano e Iraq, e conta nella mediazione dellalleato russo per ammorbidire Riad.
Secondo il quotidiano al Hayat, sono del tutto speculari le aspettative dei paesi sunniti.
La tappa in Qatar, terzo produttore di gas dopo la Russia e lIran, marca la riappacificazione dopo il gelo seguito allarresto di due
cittadini russi. Ad Amman Putin incontrer
anche il rais palestinese Abu Mazen: sar
lennesima occasione per dare risalto alla
sua veste di interlocutore regionale.

OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO

BERLINALE

LALLARME EUGENETICO
DI DIDIER SICARD
SIAMO AI PRELIMINARI DEL-

Falsari uniti contro i nazisti


Noia nel carcere con Mandela
Tedio con De Niro e gli spioni

LA SELEZIONE DELLA SPECIE.


Il presidente del Consiglio consultivo nazionale francese di etica
spiega al Foglio le ragioni del suo
allarme sulluso eugenetico della
diagnosi prenatale. C un disprezzo della diversit e unossessione della normalit. Ci si rivolge
alla scienza come se fosse loracolo
di Delfi, con la presunzione di evitare il tragico e di risolvere il problema della felicit
(Marina Valensise nellinserto I)

Hopa resiste a Mittel

Sinceppa la gioiosa macchina


da guerra prodian-bazoliana
La pace non fatta. Il Sole 24 Ore
annuncia nuovi affondi su DAlema
Roma. La guerra non finita. Lo schema
che fino a ieri vedeva Giovanni Bazoli e la
sua SantIntesa, con la benevolenza di Palazzo Chigi, inseguire e disperdere a uno a
uno tutti gli avversari ancora rimasti in
piedi forse, magari, chiss potrebbe
darsi che quello schema non corrisponda
pi del tutto alla realt. E che quella guerra data troppo presto per vinta non solo
non sia finita, ma attenda ancora di vedere
scendere in campo tutti i contendenti.
A testimonianza del fatto che la guerra
non finita, sul Sole 24 Ore di sabato, Fabio Tamburini scrive testualmente: C
grande attesa per le intercettazioni raccolte nei mesi decisivi delle indagini sullex amministratore della Banca popolare
italiana Gianpiero Fiorani. Nei prossimi
giorni i testi integrali verranno consegnati ai magistrati e, di conseguenza, diventeranno pubblici (sic, ndr) permettendo di
comprendere e valutare meglio responsabilit, intrecci tra politica e affari, connivenze riprovevoli. E forse trasformandosi
in pena mediatica (sic, ndr) per chi, pur
non avendo commesso reati, ha avuto comportamenti discutibili. E ancora, a scanso di equivoci: Linteresse giustificato
anche dallintreccio tra le vicende della
scalata di Fiorani allAntonveneta e quelle (sic, al plurale, ndr) di Giovanni Consorte, lex amministratore delegato dellUnipol, artefice del successo della compagnia,
da sempre legato a Massimo DAlema. Come dire che la guerra del 2005, quella delle paginate di intercettazioni su tutti i
maggiori quotidiani, e delle accuse ai vertici dei Ds su collateralismo, questione
morale, affarismo, non ancora finita. Eppure tutti da definire restano ancora, a
ben vedere, campo di battaglia, schieramenti, eserciti. Sul terreno finanziario, infatti, la notizia di ieri il rinvio della fusione Mittel-Hopa. La celebre Hopa di
Emilio Gnutti (prima che le conseguenze
giudiziarie delle scalate del 2005 non lo
mettessero fuori gioco), la bicameralina
della finanza, quella in cui stavano le
coop rosse e gli speculatori della vil razza
padana tanto invisa al salotto buono. Lassorbimento della finanziaria che ancora
detiene tra le molte altre una significativa partecipazione in Olimpia (scatola di
controllo di Telecom Italia), tra i molti
concretissimi vantaggi, aveva infatti per
Bazoli anche il dolce sapore della cerimonia dincoronazione, dinanzi ai feudatari
sconfitti e ancora sanguinanti. La solenne
incoronazione di Giovanni Bazoli il federatore, come tale omaggiato anche da Marco Tronchetti Provera, proprio in questi
giorni, che si dichiarava ben contento di
ritrovarselo come socio. Tutto rinviato.
Prima Draghi, poi Profumo, infine Bernheim
Rinvio non significa abbandono, naturalmente, sebbene i gelidi commenti di
entrambe le parti, ieri, non facessero certo presagire soluzioni imminenti. Fatto sta
che la cristallina purezza di quello schema che da mesi, quale che fosse la partita,
indicava automaticamente in Giovanni Bazoli il vincitore sul terreno economico e in
Romano Prodi il beneficiario politico ha
registrato ieri la prima sensibile incrinatura. Un segnale che arriva dopo le parole
del governatore della Banca dItalia Mario
Draghi contro la dual governance, quella
che caratterizza non solo SantIntesa, ma
anche unaltra manciata di fusioni, tutte
riconducibili alla galassia bazoliana (e di
dual governance si parlava da tempo anche per Mediobanca). A Mario Draghi era
poi seguito Alessandro Profumo, sulla
stessa linea. E poi lintervista di Antoine
Bernheim a Repubblica, la settimana
scorsa, in cui il presidente (in scadenza) di
Generali fresco vicepresidente di
SantIntesa faceva marcia indietro sul
nuovo colosso del credito. In termini impropri e volgari, ma che pure hanno avuto
corso in questi giorni nei raffinatissimi
ambienti finanziari, Bernheim cambiava
cavallo. Interessato alla propria rielezione al vertice di Generali, da candidato di
SanPaolo-Intesa passava di fatto con il
fronte opposto. A testimoniare, se non altro, lesistenza di un fronte opposto. Un
fronte che ieri avr avuto, verosimilmente,
qualche motivo di soddisfazione.

DIE FLSCHER di Stefan Ruzowitzky, con Karl


Markovics (concorso)
Finora, il pi originale e il meglio girato tra
film in gara. I falsari,
tutti ebrei, lavorano nel
campo di concentramento di Sachsenhausen. I nazisti vogliono
fabbricare sterline e dollari, per distruggere
le economie dei paesi nemici. Qualche prigioniero si adatta per sopravvivere, qualche
altro cerca di sabotare limpresa.
LETTERS FROM IWO JIMA di Clint Eastwood, con Ken Watanabe (fuori concorso)
Il secondo film del venerato maestro sulla
pi cruenta battaglia tra americani e giapponesi si lascia vedere con meno fatica del primo. Viene il sospetto che a Clint la guerra e
il machismo piacciano ancora parecchio, e
approfitta dei nemici per dirlo. Se lo dicesse
degli americani, addio Oscar.
IN MEMORIA DI ME di Saverio Costanzo, con
Marco Baliani (concorso)
Prima i palestinesi nei territori occupati,
ora i problemi della fede. Saverio Costanzo
adatta un romanzo di Furio Monicelli, Il gesuita perfetto, aggiungendo un obbligatorio
rimando a Dostoevskij, e eliminando quasi
del tutto lomosessualit. A Venezia, nel convento di San Giorgio, il
novizio Andrea mette alla prova la sua vocazione. Bisogna capire o
basta amare? La versione con i dialoghi
del Grande silenzio
di Philip Groening.
LES TMOINS di Andr Tchin, con Emmanuelle Bart (concorso)
Volevo fare un film storico, spiega il regista. Ha girato una pellicola sullAids, ambientata negli anni Ottanta. Prima la spensieratezza e le coppie aperte (ti amo troppo per costringerti alla fedelt dice Emmanuelle Bart al marito nordafricano). Poi gli
ospedali, lo strazio e il lutto.
THE GOOD SHEPHERD di Robert De Niro,
con Matt Damon (concorso)
Not boring, but tedious la sentenza di
Variety per il secondo film di Robert De Niro. Lattore e regista gi sogna la trilogia: altri due film per rivelare i segreti della Cia
dal 1961 fino a oggi. Matt Damon viene arruolato subito dopo luniversit. Alla poesia, e alla moglie Angelina Jolie, preferisce
i maschi che parlano in codice.
WHEN A MAN FALLS IN THE FOREST di
Ryan Eslinger (concorso)
Sfigato numero uno: un pulitore di uffici
che non parla con nessuno. Sfigato numero
due: una moglie triste che ruba nei grandi
magazzini. Il marito non pi allegro, il vicino di casa sprofonda sotto i sensi di colpa
per un vecchio incidente. Prodotto da Sharon Stone, che recita infagottata e spettinata.
GOODBYE BAFANA di Bille August, con
Diane Kruger (concorso)
Nelson Mandela e la guardia carceraria
James Gregory. Bafana lamico (nero) del
poliziotto, che di sopruso in sopruso scopre gli orrori dellapartheid. Il problema
si chiama Bille August: regista senza mai
un guizzo.
TUYAS MARRIAGE di Wang Quanan, con
Nan You (concorso)
Tuya ha un marito zoppo e un pozzo
troppo lontano da casa, nella sperduta
Mongolia. Vorrebbe risposarsi. Ma nessun
marito nuovo accetta di badare anche al
vecchio. La fatica di vivere fatta film. Finch un vicino offre un pozzo come regalo di
fidanzamento.

C un problema. Il soldato italiano in Afghanistan. Laggi, dove la


guerra infuria e il terrorismo allopera.
Mica nel senso se debba ancora starci o venir via. Nel senso di
quel che fa, larmata nostra al fronte. Intanto sta tirando su una bella chiesa, come
ci ha detto sul Corriere il tenente Nicola
Piccolo. Ma poi cosaltro fa? La riconversione delle colture, ecco. Zafferano, al posto delloppio. Campi di zafferano. Distese
di zafferano. Un oceano di zafferano. E mica solo questo. Le piantine. Stanno mettendo diecimila piantine da frutto perfette per
i mille metri di quota: Uno spettacolo, i
giornalisti stranieri sono rimasti a bocca
aperta. Lo zafferano, la chiesa, la frutta. E
poi? Poi pure la scuola femminile. Costruita laltro giorno. E chiss cosaltro ancora
nel prossimo futuro: il potenziamento del
peperone, forse, lespansione della mela
renetta, il ritorno della fragolina di bosco
sugli altipiani insanguinati. Mai porre limiti alle campagne militari. La guerra infuria, il terrorismo allopera. Il problema
che tenere laggi dei battaglioni anche
molto combattivi, va bene, ma spietati fino
a questo punto un po dansia la mette.

La legge e le leggi

Luno-due del Papa e di


Ruini sui Dico. Cattolici
democratici in difficolt
Il presidente della Cei annuncia un
documento meditato e impegnativo
per chi segue il magistero della Chiesa

Ceccanti sappella al Vangelo


Roma. Ieri gli apostoli del Dico hanno dovuto registrare due autorevoli affondi dei
vertici della chiesa cattolica, dal Papa che
sempre il Primate dItalia e dal presidente della Cei. Ha cominciato il cardinale Camillo Ruini, il quale, a margine dei lavori di
un convegno dellOpera Romana Pellegrinaggi, rispondendo alle domande dei giornalisti sui Dico ha sottolineato che su questa
questione sono gi state dette da parte nostra tante cose importanti e, credo, che tutto
ci era necessario. Il porporato ha quindi
affermato che a questo proposito potr essere importante una parola meditata, ufficiale, che sia impegnativa per coloro che accolgono il magistero della Chiesa e che possa
essere chiarificatrice per tutti. Le agenzie
stavano battendo le reazioni alle parole di
Ruini che intervenuto il Papa, con un discorso pronunciato ai partecipanti al Congresso internazionale sul diritto naturale,
promosso dallUniversit Lateranense, il cui
rettore il vescovo Rino Fisichella. Benedetto XVI ha
detto: La legge naturale in
definitiva il solo, valido baluardo contro larbitrio del
potere o gli inganni della
manipolazione ideologica. La
prima preoccupazione per
tutti, e particolarmente per
chi ha responsabilit pubblica, quindi aiutare perch
possa progredire la coscienza
morale. E le applicazioni
concrete di quanto affermato, il
Papa le ha individuate anzitutto nel rispetto
della famiglia, intesa come quellintima comunit di vita e damore coniugale, fondata
dal Creatore. Nessuna legge fatta dagli uomini ha ribadito pu perci sovvertire la
norma scritta dal Creatore, senza che la societ venga drammaticamente ferita in ci
che costituisce il suo stesso fondamento basilare. Dimenticarlo significherebbe indebolire la famiglia, penalizzare i figli e rendere
precario il futuro della societ. Il doppio intervento Ruini-Ratzinger servito a chiarire,
qualora ce ne fosse ancora bisogno, quale sia
il pensiero delle alte gerarchie ecclesiastiche, sul tema della famiglia e quindi dei Dico. Ruini ha in pratica annunciato un pronunciamento formale della Cei sul disegno di legge Pollastrini-Bindi fortemente voluto da Romano Prodi. Pronunciamento che non dovrebbe sorprendere pi di tanto, visto che nel
passato, quando nella legislazione italiana
vennero introdotti il divorzio e quando venne
depenalizzato laborto, e durante le campagne referendarie successive, la Cei intervenne pi volte, in modo autoritativo e con il pieno sostegno di Paolo VI e Giovanni Paolo II,
per ricordare a tutti i cattolici quale fosse
linsegnamento del magistero al proposito.
LOsservatore Romano cita Bachelet
Finora sui Dico lepiscopato italiano ha
fatto conoscere il suo pensiero attraverso la
stampa (Avvenire e agenzia Sir), o attraverso
interviste o interventi di singoli vescovi. Lintervento ufficiale e impegnativo preconizzato da Ruini difficilmente potr essere
attuato prima del prossimo Consiglio permanente previsto per fine marzo, quando con
ogni probabilit il Papa avr gi scelto il
nuovo presidente della Cei, il quale per, anche alla luce del discorso di Ratzinger durante gli stati generali della chiesa italiana
celebrati a Verona lo scorso ottobre, difficilmente si discoster dalla barra ruiniana. E
ovvio comunque che i principali interlocutori del futuro documento della Cei non saranno i cosiddetti laici, atei o devoti che siano,
ma i cattolici. E in particolare quei cattolici democratici che sono in prima linea per
la promozione dei Dico, cui sembrano dare
anche un valore evangelico. Come documenta il messaggio di ringraziamento a chi ha sostenuto i Dico del cattolico democratico Stefano Ceccanti, il principale consulente del
ministro Pollastrini: Credo che abbiamo fatto anche una cosa evangelica. Per chi crede,
Matteo 25, 25 vale anche verso gli irregolari:
ci sar chiesta ragione se non avremo dato
loro i diritti che meritano. Cattolico democratico anche il premier Prodi, cattolica
democratica il ministro Bindi. E alla stessa
realt appartengono i rari ecclesiastici che
sono scesi in campo apertamente a favore,
come il vescovo emerito di Ivrea Luigi Bettazzi, che fu ausiliare di Bologna con il cardinal Giacomo Lercaro, o padre Luigi Lorenzetti, teologo moralista dei dehoniani.
Ma contro i cattolici fautori dei Dico non
ci si devono aspettare solo pronunciamenti
ufficiali della Cei, ma anche punture di spillo da parte ad esempio dellOsservatore Romano. Come quella apparsa a pagina sei delledizione di domenica dove si approfittato
della ricorrenza dei 27 anni dallassassinio di
Vittorio Bachelet - il maestro di Rosy Bindi
con queste parole: Ci particolarmente
caro ricordarlo oggi come coerente e luminoso apostolo di quella famiglia una e indissolubile nella quale come affermava nel 1966
nel corso di una conferenza tenuta a Loreto
la comunit italiana ha trovato e trova una
viva forza spirituale, sociale e civile.

ANNO XII NUMERO 37 - PAG 2

Voto Obama e Sark


La sindrome della Casata Bianca
e quella dello Stato Rosso sono i tic
paternalisti di Hillary e Sgolne

NEO-DEM

Sgolne e Sarkozy, seppure con pi esitazioni e qualche pudico artificio retorico


(se fossi un francese) ho confessato una
simpatia per il secondo. Rilette entrambe
le dichiarazioni, mi sono chiesto se in me
non agisca, magari a livello inconscio, un
certo pregiudizio misogino, che mi induce
a sospettare di entrambe le donne che possono diventare ci che mai nessuna donna
diventata. Per poterlo escludere, e riconciliarmi dunque con la mia coscienza di
progressista, mi sono impegnato a trovare
una spiegazione pi razionale e meno reazionaria. Ecco i risultati.
A me pare che queste due signore, seppur donne e madri, cavalchino entrambe
un messaggio sostanzialmente paternalista.
Pi che di lasciar correre i figli delle loro
rispettive nazioni, promettono di proteggerli dai rischi della vita; pi che stimolare la
loro ansia di libert e di azzardo, puntano
a placarne le paure. Il simbolismo paternalista di Hillary, per esempio, evidente. Il
contenuto della sua candidatura, la forza
quasi irresistibile della sua candidatura,
sta nellesibizione di rassicurante appartenenza a un establishment fatto di esperienza e di soldi, di abitudine al potere, di controllo degli apparati, e di dimestichezza con
il cinismo: potremmo chiamarlo il complesso della Casata Bianca. Se Hillary vincesse
le elezioni, diverrebbe infatti possibile
qualcosa senza precedenti nella storia della democrazia occidentale: un trentennio di
massimo potere concentrato in due sole famiglie. Quattro anni di Bush padre, otto anni di Mr Clinton; otto anni di Bush figlio e
quattro/otto anni di Mrs. Clinton. Una saga
quasi ereditaria. E ci deve essere qualcosa
di profondamente malato in una democrazia che chiude la porta con tanta ostinazio-

MARTED 13 FEBBRAIO 2007

Ecco perch bisogna insegnare Darwin nellora di religione


LETTURA COMPARATA DELLA TEORIA DELLEVOLUZIONISMO E DEL PRIMO CAPITOLO DEL LIBRO DELLA GENESI

i celebrato ieri, anniversario della nadal magazine del Corriere su S scita di Darwin (12 febbraio 1809), il
Darwin Day, e bench non sia un troppo
chi preferirei tra Hillary e Obama, non
Ihonterrogato
fedele adepto del Profeta laico, desidero
avuto esitazioni e ho scelto il secondo.
Interrogato dal Foglio su chi preferirei tra

IL FOGLIO QUOTIDIANO

PROPOSTA NON DEL TUTTO INDECENTE NEL DARWIN DAY

anchio associarmi alla sagra. Come afferma il sottotitolo di un articolo di Giulio Giorello sul Corriere del 5 febbraio, vero che
Darwin (Santo Darwin) neg il Creazionismo, ma negare il Creazionismo non esclude lidea di Dio. Mi parso quindi opportuno dire la mia sul nesso tra lEvoluzione
di Darwin e il testo del Genesi 1, nel quale
si presenta la Creazione ad opera di Dio.
La mia proposta (insegnare Darwin nellora di religione) meno indecente di quanto
possa sembrare. Levoluzionismo una cosmologia dellOttocento, una storia della vita sulla Terra e, nelle versioni pi aggiornate, una cronologia delluniverso. Per la suddivisione del tempo in ere, per la successione della flora e delle faune, per la finale
comparsa delluomo, la sua derivazione dal
Genesi 1 incontestabile. Nelle due Genesi,
quella biblica e quella laica, da uno stesso
logos (Elohim o la Selezione) emergono in
tempi successivi flore e faune diverse, che si
avvicinano alluomo e finalmente gli lasciano in eredit la terra. Le due versioni, quella sacra e quella laica, sono ambedue attualiste, nel senso che narrano la realt
geologica (Lyell) e quella vivente (Darwin)
senza ricorso al catastrofismo, bens attraverso gli stessi processi che si verificano nelloggi sotto i nostri occhi. Ci che fu quello che sar, ci che avvenne quello che avverr dice Kohelet perci nulla nuovo
sotto il sole (Ecclesiaste, 1-9).
Il Genesi 1 una narrazione naturalistica. Pur non essendo un libro che possa dirsi scientifico, la Bibbia inizia con una teoria
sulle origini del mondo. Cos inizia il prologo de Le origini del pensiero scientifico
di Giorgio de Santillana. Nel Genesi 1 non
vi sono catastrofi, diluvi, mostri abbattuti,
ierogamie, dei che creano se stessi, titanomachie, spade e sangue. La regia del Dio
unico garantisce che tutto proceda regolarmente e senza incidenti. Il libro stato scritto come un resoconto scientifico, senza metafore e senza parabole. Al confronto, il Genesi 2, scritto alcuni secoli prima, popolato di magie, di alberi proibiti, di un genio
del male, di un Dio adirato, di peccato e di
castigo. Nel suo zelo riduzionista, la versione darwiniana non contempla la Grandezza

che ha presieduto alla creazione, bench, in


chiusura della sua Origine Darwin dichiari che le molte potenze della vita sono state insufflate (breathed) originariamente dal
Creatore in poche forme o in una.
Alla mia proposta didattica si obietter
che mentre il Genesi Rivelazione, lEvoluzionismo una Scienza, con i suoi professori, le sue cattedre, le sue riviste Non sono certo il primo a insinuare che lEvoluzionismo, per la mancanza di formulazione
teorica e di riscontro fattuale nella realt
ha la natura di un mito (cfr. Darwinism,
The refutation of a Myth, di Sren Loevtrup, 1987). Esso non si trova tra le materie
del corso universitario di Scienze naturali,
non gode di una formulazione soddisfacente, e le materie su cui si basa: paleontologia,
sistematica, embriologia, anatomia comparata sono nate tutte prima di Darwin e
non hanno ricevuto alcun contributo dalle
sue teorie. La formulazione dei grandi problemi della storia della vita (ha una direzione? modellata da forze interne o esterne?
avvenuta per gradi o per salti?) ha preceduto il pensiero evolutivo e non ha trovata
alcuna soluzione entro il paradigma darwiniano (S. J. Gould).
La Prolusione obbligatoria
Coloro che oggi affermano di occuparsi di
evoluzione si trovano o tra i genetisti di popolazione o tra gli evoluzionisti molecolari, studiosi di materie sconosciute ai tempi
di Darwin. Dei primi si deve dire che si occupano di studi di frequenze di mutazioni
neutrali che poco hanno a che fare con la
grande ipotesi dellEvoluzione. Dei secondi
si pu dire (con F. Jacob) che non sono le
mutazioni (nel Dna) che hanno generato la
diversificazione tra gli organismi. Gli studiosi dellEvoluzione, in conclusione, o si
occupano di materie che non si sono giovate del darwinismo, o di temi che sfiorano
appena marginalmente il problema dellorigine delle specie. LEvoluzionismo una
sorta di Prolusione obbligatoria ai libri di
Storia Naturale, che lo proclamano come
un incipit canonico, e poi si interessano
daltro. Le asserzioni centrali del darwinismo, che hanno improntato il secolo: quella
del puro Caso allorigine dellevoluzione
(Monod), quella del progressivo e graduale
trasformarsi delle specie, quella delluomo
che discende dalle scimmie, non hanno al-

cun fondamento fattuale. Da tempo esse


hanno abbandonato la pubblicistica scientifica, ma ancora imperano nei testi scolastici medi, nella divulgazione metropolitana,
nella pubblicit commerciale e nella filosofia dei nostri tempi.
Linnovazione dellEvoluzionismo rispetto al pensiero che lo ha preceduto non riguarda la asserita successiva comparsa delle forme viventi sulla Terra, chiaramente rivelata nel Genesi 1. Riguarda piuttosto la visione gnostica di unorigine malvagia del
mondo, ricondotto gradualmente a forme
accettabili per la lenta opera della Ragione.
Per citare una paradossale, ma testuale, affermazione darwiniana, lEvoluzione il
processo per cui un orso polare, a forza di

spalancare la bocca, si trasforma in balena.


Questa visione grottesca si contrappone alla rappresentazione, che diremmo platonica, per la quale le diverse forme ci sono
gi, nella potenza del mondo, ed emergono
in ondate successive senza la filiazione delle une dalle altre. Un tale quadro stato asserito, in conclusione del Novecento, da un
grande zoologo come Grass e da un botanico esploratore come Croizat. La vita rappresentata come un tralcio sotterraneo
(uno stolone di fragola, Grass), da cui
emergono in tempi e luoghi lontani getti di
forme diverse. Questi sono geneticamente
simili, ma non discendono luno dallaltro.
N pi ne meno che gli organi di un animale, che sono generati qua e l nellembrione
in sviluppo, da una indifferenziata linea sta-

minale, senza che il cuore derivi dal cervello o il fegato dalla milza, ancorch essi siano geneticamente identici.
La Scienza della fine del Novecento si
riavvicinata al catastrofismo pre-darwiniano. In primo luogo fallendo nella ricerca
dei cosiddetti anelli intermedi, poi riconoscendo le Grandi Estinzioni che hanno, a
ondate successive, quasi spopolato la Terra,
aprendo il terreno desertificato alla espansione di forme nuove, non derivate dalle
precedenti. La teoria di Stephen Jay Gould
e Niles Eldredge (1972), anticipata da Ernst
Mayr (1954), sullevoluzione a salti (punctuated equilibria) ha seriamente pregiudicato il continuismo darwiniano.
Ma questa scienza, e la teoria evolutiva
fuori della scienza incontraddicibile e
inconfutabile. Non affatto chiaro, scrisse
K. R. Popper (1969), che cosa potremmo considerare come possibile confutazione della
teoria della selezione naturale. Essa va tramontando sul piano filosofico e sociale perch linteresse delluomo si va spostando
dalla cosmologia alla escatologia. Le catastrofi e i diluvi, esclusi dal principio, si addensano minacciosi alla fine dellumanit.
Leffetto serra, lo scioglimento delle calotte polari, lallagamento delle terre basse, la
contaminazione dei cieli e dei mari, il proliferare degli armamenti, la fame nel mondo, le specie in estinzione e altre sciagure,
reali o esagerate, sono diventati gli incubi
dominanti, ben pi pressanti dellorigine
della balena e del peccato originale. Incombe il Crepuscolo degli dei, galoppano i Cavalieri dellApocalisse e lEvoluzione con la
sua logica opportunistica e con i suoi inavvertibili spostamenti non ha pi nulla da dire. Ci assicurano che essa continuer anche
senza lanomalia umana, anzi la nostra eliminazione sarebbe un sollievo per la Teoria, affrancata dalle nostre indebite interferenze, e per la Terra, liberata da questo abitante irregolare.
LEvoluzionismo segna un momento importante nella storia delle religioni, quello
che stato chiamato la morte di Dio. Nella storia della Scienza il momento delle
proposte fallite, degli anelli mancanti, della
storia naturale come gioco di societ. La mia
proposta di introdurlo nella lezione di Storia delle Religioni non cos insensata. Il solo augurio che non sia lultimo capitolo.
Giuseppe Sermonti

UN MONDO PIU PICCOLO VUOLE UNA POLITICA PIU GRANDE

Lo shopping, la sobriet, lo snobismo e una e-mail impertinente


ozze di latta. La junior manager Stefania Zumbo vuole/deve regalare qualN
che cosa al marito professore. Ma esistono

ne agli homines novi, agli outsider, a chi incarna il rischio della novit. Unoscura paura del cambio, che preferisce lalternanza
familiare al governo dellalternanza, e che
apre scenari inquietanti nel resto del mondo libero (a quando Cherie?, a quando Piersilvio?). Provenendo da un paese che ha inventato la rivoluzione e ha codificato il ricambio della classe dirigente come essenza stessa della democrazia, capirete che fa
un po paura.
Il simbolismo paternalista di Sgolne
invece di altro genere, pi culturale che
familiare (seppure anche l la famiglia
conta). Potremmo definirlo il complesso
dello Stato Rosso, rosso come il tailleur.
Pur non avendo mai pronunciato in due
ore di discorso dinvestitura la parola socialismo (nessun leader europeo che ambisca realisticamente a essere eletto pu
pi permettersi di farlo) il suo programma poggia solidamente sullidea, cos antica e cos socialista, che ci debba pensare lo stato. Enumero le proposte riportate
dai giornali: cure mediche gratuite per
tutti fino ai sedici anni, pillola gratis per
le ragazze fino a venticinque, intervento
pubblico per lacquisto della prima casa,
aumento del cinque per cento delle pensioni pi basse, regolamentazione statale
per le tariffe bancarie, aumento del venti
per cento del salario minimo garantito
per legge, e centri educativi rafforzati,
alloccorrenza con inquadramento militare, per i baby-delinquenti.
Tutto il contrario di Kennedy
L dove Kennedy invitava gli americani
a domandarsi che cosa loro potevano fare
per lAmerica, Sgolne elenca ai francesi che cosa la Francia pu fare per loro. E
promettere a un paese sofferente di una
seria difficolt ad adeguarsi alla societ
del rischio che ci penser lo stato; raccontare a una nazione di cui pure si lamenta
lalto debito pubblico che ci sono le risorse per finanziare lEldorado, un modo,
per lappunto, per metterlo a nanna tranquillo, e fargli dimenticare gli incubi della mondialisation. Nanny-State, lo chiamano gli inglesi: lo stato-balia. (Contro il
quale si erse invece la precedente grande
Lady della politica mondiale, quella di
Ferro, che fond curiosamente la sua fortuna su un simbolismo del tutto opposto
alle lady dei giorni nostri: non a caso i vignettisti erano soliti raffigurarla come
una Pivetti, in latex sado-maso e con il
frustino in mano).
Naturalmente il messaggio delle due signore candidate non si esaurisce in questo fastidioso tic paternalista cui abbiamo
fatto le pulci; n siamo cos ingenui da dubitare che, se elette, esse sapranno correggerlo con le dure necessit del governo. Pur tuttavia quel tratto distintivo e comune c, e me ne accontento per spiegarmi perch, al netto di ogni pregiudizio misogino, in fin dei conti mi stiano pi simpatici i due maschietti, decisamente pi
sexy ed eccitanti.
Antonio Polito

ancora, i doni per uomo? Lei pensa subito


a un orologio, ma il prof. ha gi uno Swatch
comprato allaeroporto per cinquanta euro,
e mai indosserebbe certi cronometroni che
pesano mezzo chilo e che i ladruncoli vengono a Roma per rubarli, perch a Napoli
sono praticamente spariti. Sotto il Vesuvio,
gli alberghi regalano agli ospiti orologetti
da niente, con la pizza margherita sul quadrante, molto pi belli e precisi di qualsiasi Trofex o comesichiama. Ecco, un accendino Dunhill, perch il marito fuma ancora,
talmente bizzarro e autolesionista. Per
detesta anche le ostentazioni, quindi accende i veleni soltanto con i Bic usa & getta,
che costano meno di un euro. Una bella
penna? Idem. E poi se le dimentica dappertutto. Mica si pu regalargli un pennarello.
Ci sarebbe un parapioggia inglese, di seta e
con il manico di ciliegio. Ma gli ombrelli li
vendono per strada, a cinque euro. Secondo lui, bastano quelli.
Snobismo? Certo, ma c del metodo, in
questo piccolo panorama. Ed esso consiste
nellarte senza fine varia di sottolineare
le distanze (Proust). In tutto il mondo arricchito, assistiamo al trionfo dei prodotti
di lusso, delle spese madornali, della passione per le etichette, per le vacanze, per
le barche, per le auto, per gli alberghi e

per i ristoranti che si autodefiniscono


esclusivi. E allora qualche minoranza incomincia a sottolineare le distanze scegliendo la sobriet, e guardando dallalto
in basso (ma in silenzio) gli esibizionismi
dei nuovi ricchi, la ridondanza degli oggetti dorati che sembrano soltanto status symbol di una condizione rampante e (quindi)
triviale. Non per caso, quando mor, Leopoldo Pirelli fu celebrato (anche) per la
sua discrezione: perch non ostent mai la
propria ricchezza con eccessi darroganze
e di pennacchi.
Stiamo parlando di mode? In parte, s. Da
Roland Barthes in poi, sappiamo che chi
possiede maggiori difese culturali non
sente la necessit di piegarsi alle brezze
che seducono gli insicuri. Eppure esiste uno
spirito del tempo (Zeitgeist) che inebria anche gli insospettabili, e che li colpisce capricciosamente. Negli anni Settanta, unintelligentissima e potentissima signora milanese mi disse: Ho visto alla Standa un bellissimo paio di orecchini. Me li far fare
uguali da Gi Pomodoro. La settimana
scorsa, a Roma, ho ascoltato il dialogo tra
due amiche eleganti, di fronte a una vetrina
di Tods: Ti piace, quella borsa? S, aspetto che ne facciano una falsa, cos me la compro. Tra la snob dellantica Milano e quella della nuova Roma, qual la differenza?
La prima decise di spendere molto per un
oggetto che costava poco, la seconda vuole

spendere poco per una borsa che costa molto, ma che comunque potrebbe permettersi.
Che cosa ha influenzato questultima scelta? Il conclamato impoverimento dei ceti
medi? Il crollo dellottimismo nazionale?
Forse s. Ma forse anche vero che per gli
eleganti (e per ora) buttare i soldi non di
moda: sono sicuro che, oggi, la signora di Milano non esprimerebbe in pubblico il progetto di farsi copiare gli orecchini della
Standa da un famoso scultore.
Cambiano drasticamente e trasversalmente i consumi, gli stili di vita, le aspirazioni dei singoli gruppi. Non sempre sono
imposte dalla necessit, le scelte del low
cost nei viaggi, dellagriturismo per le vacanze, del minimalismo per i regali. La sobriet, spesso, corrisponde (addirittura) a
una collocazione morale, a un rifiuto politico dello spreco. Perfino questi futili segnali dovrebbero allertare la nostra classe dirigente e convincerla a osservare la realt
con occhiali nuovi, cio a conoscere per
deliberare (Einaudi). Grazie alla velocit
dei trasporti, alla globalizzazione, alla televisione e a Internet, il pianeta fisico diventato pi piccolo. Ma il mondo politico
immensamente pi grande, perch oggi
dobbiamo (pre)occuparci di culture, conflitti, trasformazioni, identit nazionali che, fino a ieri, non ci disturbavano. Un qualsiasi
governo responsabile avrebbe il dovere di
analizzare i segnali che arrivano dal piane-

ta e dalla societ, di prevederne le conseguenze e di decidere le strategie, senza farsi sorprendere dal boom di Bangalore e di
Shanghai, senza stupirsi per lovvio (e tragico) fallimento della spedizione irachena.
Senza scandalizzarsi (impreparato) di fronte allo strapotere planetario della finanza.
Un proverbio sumro ci aveva avvertito: Il
denaro come gli uccelli, non conosce confini.
Sarebbe urgente lasciare negli scaffali i
vecchi libri e ripartire da zero, osservando
le nostre piccole trasformazioni, scoprendo
che i delinquenti di Catania non sono affatto figli della solita emarginazione sociale,
analizzando senza pregiudizi la nuova condizione degli operai, i rapporti delle periferie con gli immigrati, le aspirazioni non
classiste indotte dallindividualismo di
massa. E poi decidere. Sulla Tav e su Vicenza, ma anche sul nucleare. Allarghiamo
lo sguardo. Oggi, il golfista pi ricco e famoso (Tiger Woods) scuro di pelle, ed bianco Eminem, il re del rap. Regina dei mari
Alinghi, una barca svizzera. Il mondo cambia e diventa strano, signora mia. Ieri m
arrivata una e-mail pubblicitaria, firmata
Veronica Natali: Ciao, come butta? Tutto
bene a letto? Se hai problemi di prestazioni (). Vuoi aumentare le dimensioni dello
strumento?. Grazie, apriamo un tavolo, dialoghiamo. Il personale politico, no?
Giuliano Zincone

Pi che quella invisibile del mercato dietro lo sviluppo indiano si vede la mano Usa
Come mai lIndia passata in poco tempo
dallo sviluppo lento a quello rapido? Certamente la globalizzazione ha trasformato la
povert in fattore competitivo e quindi in
SCENARI

capitalizzazione. Ma fino al 2004 andava pianino perch la crescita, oltre che dalla mancanza di infrastrutture, era limitata da una
democrazia funzionante di eredit britannica in una societ dove un terzo della popolazione era ceto modernizzante ed il resto
bloccato da tradizionalismo e assistenzialismo. Da un lato, fin dagli anni 90 lIndia ha
mostrato capacit autonome di progresso,
ma dallaltro questo era meno veloce dei rit-

PICCOLA POSTA
di Adriano Sofri

Ho letto le frasi agghiaccianti


di Elie Wiesel, sul Corriere di
ieri. Era dai giorni bui della
mia prigionia che non provavo
un terrore simile Ogni volta
che tengo un discorso in qualche parte del
mondo c un gruppo di negazionisti che mi
aspetta Purtroppo la Terra sta diventando
un posto molto pericoloso. Ho letto un articolo di Adi Schwartz per Haaretz, che rende conto di uninchiesta comparata su opinioni e sentimenti di tedeschi e israeliani.
Lex ambasciatore israeliano in Germania,
racconta, Avi Primor, aveva conservato un
quotidiano tedesco del 1946 secondo cui ormai era passato un anno, ed era tempo di
non guardare pi indietro, di non pensare
pi alla guerra e a quello che era successo,
e guardare al futuro. Nel 1995, a mezzo seco-

mi economici impressi in Cina dalle sue lite neoimperiali. Nel 2005 una parte del mercato si accorse che lo stellare sviluppo cinese generava troppe sovracapacit, che non
era trainato dalla tecnologia, ma dalla competitivit sleale valutaria e sociale, che era
drogato da investimenti stranieri diretti giustificati da profezie pi che da analisi razionali e che era una bolla destinata a sgonfiarsi. Inoltre i partner cinesi spesso non
erano affidabili, le tutele giuridiche vaghe.
Tale sensazione spost parecchi attori del
business globale, tra cui la Fiat, dalla Cina
allIndia con sviluppo trainato dalla tecnologia, dotata di credibilit legale e socialmente stabilizzata dalla democrazia. Ma la

sensazione fu solo in parte spontanea e molto di pi indotta. LAmerica si accorse che


lIndia era un alleato chiave per contenere
il potere cinese in Asia, per isolare la vocazione nucleare dellIran che New Dehli sosteneva per co-interessenza e per tenere
calmo il Pakistan. Ma non era possibile
unalleanza esplicita per la persistenza nel
sistema politico indiano sia di un forte nazionalismo, a destra, sia della posizione di
non allineamento, a sinistra. Pertanto qualche stratega decise di dare allIndia dei benefici incentivanti per via silenziosa: sabotaggio comunicativo riservato dellattrattivit cinese ed esaltazione di quella indiana,
accesso al business globale per lite india-

ne, fine delle sanzioni di fatto accese a met


degli anni Novanta per il riarmo nucleare
non concordato, sussurri al mercato di investire in India. Questo fatto geopolitico il
turbo del boom. La Cina reagisce con seduzioni allIndia, ma questa sar cooptata nel
G8 e Pechino no (vedi: www.lagrandealleanza.it). Questa informazione viene qui offerta
gratuitamenete agli scenaristi di Prodi che
sono usi informare di pi il presidente del
Consiglio onde fargli fare bella figura a New
Dehli. Sono invece pi parchi di informazioni con il ministro egli Esteri, che continua a
sognare affari italo-cinesi mentre il vero business in India.
Carlo Pelanda

lo dalla fine della guerra, lo stesso Primor


fu impressionato dalle discussioni e commemorazioni senza fine della Shoah in Germania, seguite dai sondaggi sulla maggioranza
tedesca che si dichiarava sazia di sentirne
parlare. Due ossessioni, dice Primor, che si
opponevano, quella del ricordo e dellinterrogazione, e quella delloblio e della rimozione. E oggi? Unindagine della Fondazione Bertelsmann mostra che il 58 per cento
dei tedeschi vorrebbero lasciarsi alle spalle il passato, mentre il 78 per cento degli
israeliani dellopinione opposta. Ancora il
78 per cento degli israeliani pensa che latteggiamento degli israeliani verso la Germania resta influenzato dalla memoria della
persecuzione, mentre solo il 52 per cento
dei tedeschi crede che essa condizioni gli
israeliani. Primor ritiene tuttavia che la
Shoah occupi i tedeschi pi che gli israeliani, e che i tedeschi abbiano pi problemi

con gli israeliani che non il contrario. Tant


vero che linvio di truppe tedesche tra le forze Onu in Libano, e il rischio che tedeschi e
israeliani venissero a contatto, hanno suscitato molta pi ansia in Germania che non in
Israele. Il punto pi sconvolgente dellindagine riguarda laffermazione secondo cui
quello che lo stato di Israele sta facendo ai
palestinesi non diverso in sostanza da
quello che i nazisti fecero agli ebrei: un
terzo dei tedeschi risponde di concordare,
del tutto o in parte. (Il 59 per cento dice di
dissentire del tutto o in parte). Stessa percentuale per la dichiarazione che Israele
sta conducendo una guerra di sterminio nei
confronti dei palestinesi. A parte lantisemitismo proprio, valutato a un 15-20 per
cento della popolazione tedesca, e ritenuto
costante nel tempo (e anche abbastanza
equivalente in altri paesi europei), il paragone fra persecuzione nazista e persecuzio-

ne israeliana contro i palestinesi, e la definizione della politica israeliana come colonialista, sono pi diffusi oggi nella sinistra che nella destra. Lindagine contiene
altre domande, e risposte in alcuni casi
contraddittorie con quelle citate. Ha un interesse particolare la domanda sulla minaccia rappresentata dal programma nucleare iraniano per Israele: il 62 per cento
dei tedeschi convinto della minaccia, il
32 per cento ritiene che un attacco israeliano sarebbe giustificato. Fra i cittadini
israeliani, il 75 per cento ritiene lIran nucleare una minaccia, e l80 per cento considera giustificato un attacco israeliano allIran. Quanto al retaggio pacifista della
Germania, secondo lindagine il 58 per cento dei tedeschi risponde che non c alcuna
situazione in cui si possa giustificare limpiego della forza militare, contro un 39 per
cento che lo ammette.

Stato della musica


La ribalta insolita ed
adolescenziale degli attempati
Billy Joel e Randy Newman
ggi parliamo di uomini seduti al piano.
Due persone duna cert et, circondaO
te dal rispetto generale, dal momento che
sono tra i migliori autori e interpreti della
canzone americana. Raccontiamo di come
entrambi, in questi giorni, siano saliti alla ribalta in modo insolito, rivelando una natura
quasi adolescenziale, una certa dose dinsicurezza e dirrequietezza, restituiti alla loro
originale natura di modesti piano men. I due
sono Billy Joel e Randy Newman. Che sarebbe come dire costa est e costa ovest, New
York e L.A., Knicks e Lakers. 57 anni il primo 63 il secondo, diverse dozzine di canzoni
meravigliose di cui non ci stancheremo mai.
Ebbene tutti e due hanno cominciato il 2007
con un exploit che dirazza dalla loro ormai
assodata carriera da classici.
Billy Joel se n andato a Miami, in occasione del Superbowl, la finale del campionato pro di football, levento sportivo pi seguito dAmerica, e si preso lonore e lonere di
cantare in solitudine, solo lui e il piano
linno americano che apre sempre levento,
di fronte a 80mila spettatori sugli spalti e oltre 100 milioni in diretta tv, mentre i team si
mettono la mano sul cuore, la gente impazzisce, e nel cielo sfrecciano squadriglie di
rombanti jet da cerimonia. Bene: prima dello show, in conferenza stampa, Billy uno
rotto a tutte le esperienze, venuto su nei peggiori bar di Long Island, sopravvissuto a un
matrimonio con Christie Brinkley, a un tentativo di suicido, e a una precedente esperienza come esecutore dellinno al Super
Bowl dell89, lo stesso nel quale lo show di
met tempo fu affidato a un infame chiamato Elvis Presto e al suo orripilante medley di
brani del vero Elvis insomma dicevamo
che Billy ha confessato ai giornalisti dessere nervoso per limminente performance e
di sperare di restare alla larga da una stecca memorabile. Arriva la sera della partita,
lannunciatore lo introduce: Per onorare
lAmerica, il membro della Rock n Roll
Hall of Fame.... Billy Joel. Lui suona i primi accordi al piano, comincia a cantare O
say, can you see, by the dawns early light e
l, esattamente alla sesta nota, stona in modo umiliante. Il pubblico resta perplesso,
smette di cantare. Ma ormai Billy in ballo.
Va avanti, tira dritto veloce, non vede lora
di chiudere. Adesso tutti aspettano il momento clou di Star-Spangled Banner, quello in cui lesecutore nellultimo verso, dopo
aver pronunciato Over the land of the free,
prende tempo, lascia che lentusiasmo della
folla diventi un grido collettivo di partecipazione. Invece Billy non si ferma neppure un
secondo, va dritto a chiudere: ...of the free
and the home of the brave. Suona lultimo
accordo e se ne va. Poveraccio. Da ora avr
un altro incubo a popolargli i sonni. Almeno
sappia che per noi resta sempre linsuperato autore di Movin Out. Pi che una canzone, uno stile di vita.
La canzone contro George W.
E ora Randy. Lui uno che si prende sul
serio, che da anni si guadagna la pagnotta
scrivendo colonne sonore per cartoons ma
che scrive anche canzoni intitolate Political
Science, analizzate dagli editorialisti pi
importanti della nazione. Questa volta ha
ascoltato il discorso dellUnione pronunciato da George W, poi ha preso penna e carta
da musica, e ha buttato gi la sua risposta,
A Few Words in Defense of Our Country, le
cui parole sono state pubblicate in anteprima sul NY Times, nella pagina Op-Ed (misteriosamente purgata: il mondo paese). La
canzone bella, toccante e irritante. Voglio
dire qualche parola / in difesa del nostro
paese / la cui gente non cattiva n malvagia
/ e anche i nostri capi / che sono i peggiori
che abbiamo mai avuto / non si pu dire siano il peggio che questo mondo abbia visto. /
Vogliamo leggere i libri di storia?. Ci parla
dei Cesari, che erano froci, pazzi e pervertiti. Ci parla di Stalin e Hitler, ci parla dei colonialisti che fregavano il buon selvaggio. Dice che ci sono un paio di tipi coi cognomi italiani nella Corte suprema che ditaliani cos
non se nerano mai visti. Un pamphlet reso
possibile dallinsofferenza palpabile, per
non dire ribollente del paese. Non ho mai
visto una simile incompetenza nellamministrazione, ha dichiarato Newman a Newsweek. Almeno Nixon conosceva le regole e
pensava come infrangerle. Dice che il modo
in cui stato gestito Katrina stata la goccia
che ha fatto traboccare il vaso. Ma dice anche che ha visto Borat e che alluscita si
chiesto quale altro paese al mondo avrebbe
mai tollerato e lodato un simile sputtanamento. Morale: anche lui dice di essere fiero
di sentirsi americano ma dessere altrettanto desideroso di un cambiamento radicale.
Limpazienza della musica straborda perfino
nel pop, a due anni dalle elezioni. Ormai
questi peana hanno un pubblico assicurato.
Ma lAmerica deve anche tener i nervi saldi.
Non lasciarsi andare alla corrente, continuare a fare il suo. Dipendiamo un po tutti da
lei lo sappiamo, no?
Stefano Pistolini

PREGHIERA
di Camillo Langone

Nostra Signora di Fatima, coi pastorelli sei stata


chiara: In Portogallo si conserver sempre il dogma della fede. Per novantanni dopo la situazione si fatta torbida, il
referendum portoghese sullaborto non si
capisce chi labbia vinto. Gli abortisti, eccitati dallodore del sangue, dicono di
avere prevalso anche se non stato raggiunto il quorum. Mettendo la democrazia
dove vorrebbero mettere i feti, tra i rifiuti speciali. La battaglia sar durissima e
promettiamo di combatterla fino in fondo
ma ti chiediamo una licenza da oggi a
marted grasso: sono gli ultimi giorni di
Carnevale e noi devoti siamo impegnati a
scegliere le maschere e a organizzare un
fantastico gioco della bottiglia.

ANNO XII NUMERO 37 - PAG 3

EDITORIALI
Carattere contro populismo
Sarkozy vuole decidere, Royal vuole sedurre: una scelta che ci riguarda

eccato che per pigrizia la sinistra italiana si sia messa sulla scia della democrazia partecipativa e seduttiva di Sgolne Royal e non arrivi a capire il valore politico generale di innovazione del
decisionismo di Nicolas Sarkozy. Lasciamo stare il noioso quiz del chi vincer?: e che ne sappiamo, oggi? Da una
parte il sorriso materno di una candidata che dice: Ho bisogno di voi, e formula proposte sociali vaghe senza copertura finanziaria, rafforzando la propria immagine presidenziale con qualche incursione a destra nel senso dellordine. Dallaltra la grinta maschile, virile, di un
candidato che dice: La crisi francese
non istituzionale ma morale, una questione di volont e di carattere, e propone una sua tavola di rotture e aperture,
di valori e criteri di cittadinanza fondati
sulla responsabilit, sul merito e sulla libert. Come andr a finire, questo duello che riguarda da vicino tutta la politica
europea e lintera identit occidentale,
lo si vedr. Per ora pi importante capire che cosa significhi.
Domenica scorsa Sarkozy ha riunito i
suoi alla Mutualit, che come se Berlusconi avesse tenuto una sua convention
alla Camera del lavoro di Milano. Il candidato della destra repubblicana francese ha molto polarizzato la lotta politica
nel braccio di ferro con il presidente in
carica, vincendolo per ko tecnico allinsegna di un progetto di radicale discontinuit con la versione impolverata e statica del gollismo impersonata dalle vecchie classi dirigenti claniste, antiamericane, antiliberali. Si appropriato cos

anche del concetto e di una pratica di


movimento, che adesso trasferisce sul
terreno proprio della battaglia presidenziale, quello definito da De Gaulle come
lincontro di un uomo e di una nazione. E
lo fa citando campioni della storia francese della gauche, come Jean Jaurs e
Leon Blum, attirando interesse e sostegno dalla sinistra eretica dei Max Gallo,
degli Andr Gluksmann, degli Alain
Finkielkraut, e assestando colpi duri al
candidato centrista Franois Bayrou.
Sarkozy tutto progetto, programma, visione, nazione e classe dirigente esperta
del professionismo politico, e affetta una
assoluta noncuranza per il populismo
morbido dellascolto ininterrotto, della
societ civile che si erge a tribunale delle istituzioni, della genericit indecisionista incarnata dalla sua rivale. Ma il
cuore dellavventura sarkozista nella
fine della condanna ideologica del liberalismo, anche a destra, nel chiudere i
conti aperti in modo magniloquente con
gli americani, il cui modello sociale e costituzionale il candidato afferma con coraggio di rispettare e di apprezzare.
Sarko propone una riconciliazione ed
un patto fondati sulla politica come
pragmatismo riformatore, come sfida
personale e culturale, come mandato e
decisione. La destra italiana, che di opacit culturale soffre da sempre, e la sinistra, che intorno al lavoro, alle istituzioni, alletica pubblica e al vero significato della cittadinanza nellEuropa moderna si arrabatta intorno a idee vecchie,
dovrebbero prestare orecchio al rumore
della battaglia in corso in Francia.

Senza fondo
Il giusto allarme del G8 sugli hedge fund insegna qualcosa anche sullF2I

l G8 ha dato un allarme sugli hedge


fund, fondi speculativi che promettono un reddito garantito. Come sembra
essere lF2I, il Fondo italiano per le infrastrutture, stando alle interviste rilasciate dallamministratore delegato, Vito Gamberale, che ha garantito un rendimento di lunga durata appena un po
sotto il livello di mercato.
Sembra che questi fondi manovrino
1,4 migliaia di miliardi di dollari e forse pi. Si finanziano infatti con un indebitamento da cinque a sette volte il capitale proprio (sette per F2I, secondo le
dichiarazioni di Gamberale), in modo
che ogni euro in pi guadagnato rispetto al denaro preso a prestito moltiplicato per 5-7 volte. In Germania hanno
provocato e provocano irritazione perch fanno offerte elevate per lacquisto

di societ che poi sperano di rivendere


e perch hanno lucrato sulle oscillazioni dei titoli delle societ in cui sono entrati. Berlino, perci, vorrebbe una loro maggiore regolamentazione. Il G8 ha
deciso invece di esigere una trasparenza degli incroci finanziari che li caratterizzano. Infatti, ora, si cominciano a
preoccupare anche gli Stati Uniti, memori del dissesto del 98 del Long Term
Capital Management, in cui furono
coinvolti esponenti della Fed e investimenti di soggetti come la Banca di Italia. Il Tesoro americano salv Ltcm per
evitare un rischio di sistema. Tale rischio, secondo alcuni osservatori, si potrebbe riprodurre oggi, dato il rialzo
dei tassi sul denaro a prestito, mentre
gli investimenti non danno pi i rendimenti dellepoca del boom.

La non rivoluzione dei garofani


Lisbona coltiva la sua eccezione e non esige laborto come una conquista

scandaloso: per la seconda volta


(la prima fu nel 1998) il Portogallo
ha mostrato di non sentire affatto lurgenza di modernit, lansia di avvicinarsi alla Spagna, o persino allItalia. E
scandaloso, nessun quorum stato raggiunto per modificare la legge sullaborto (che non lo vieta, ma prevede linterruzione di gravidanza nelle prime
dodici settimane in caso di rischio per
la vita o la salute mentale della madre,
fino a sedici se la gravidanza stata
causata da una violenza, e fino alla ventiquattresima in caso di malformazioni
del feto), e il quaranta per cento di coloro che sono andati a votare si sono
espressi per il no. Hanno detto, insomma, che la legge funziona bene cos. Nonostante la campagna referendaria sia
stata potente e guidata dal premier in

persona, e nonostante il ceto politico


abbia evidentemente una gran voglia di
non sentirsi pi in clamoroso ritardo rispetto alla storia. Mentre lEuropa sinterroga mollemente sui limiti della
scienza, su uneugenetica accettabile e
gentile e su magnifiche possibilit ancora inesplorate di manipolazione, il
Portogallo ride in faccia anche al proprio primo ministro e sceglie il super
eccezionalismo. Preferisce restare fuori moda: certamente avr presto lannunciata riforma libertaria dellaborto,
per via legislativa, ma ha appena dimostrato, con un gesto enorme che non potr mai passare per indifferentismo etico, di non avvertire alcun passionale bisogno di inseguire il resto del mondo, e
soprattutto di non considerare linterruzione di gravidanza una conquista.

Limpegnativa dei vescovi


Sui Dico Ruini non vuole lasciare scappatoie ai cattolici adulti

l cardinale Camillo Ruini ha preannunciato una posizione ufficiale e


meditata dei vescovi italiani sul disegno di legge governativo sulle coppie di
fatto. E difficile che lulteriore meditazione possa produrre mutamenti sostanziali nellorientamento radicalmente critico, che ha raccolto peraltro gi il
consenso pubblico di tutto lepiscopato
che si finora espresso. Il senso del documento annunciato sar quindi, probabilmente, non solo quello di spiegare con maggiore precisione la posizione della chiesa italiana, ma di farlo in
modo stringente e impegnativo per coloro, come ha detto Ruini, che accolgono il magistero della chiesa. Ha poi aggiunto che la chiesa si esprimer in
maniera chiara e vincolante sullargomento. Sembra di capire che ai vescovi

non sia piaciuta lostentata noncuranza


con la quale rilevanti settori cattolici
della maggioranza hanno accolto i loro
appelli precedenti. Non siamo allanatema, esplicitamente escluso in un precedente comunicato, ma alla vigilia di
un passaggio assai critico. Una richiesta impegnativa di allineamento, infatti, ha un senso preciso, prelude a
una specie di selezione tra chi si sente
vincolato e chi no. E qui che si stabilir
lo spartiacque di cui ha parlato lAvvenire di qualche giorno fa. Il passaggio
dalla critica allaffermazione di un vincolo un atto che non ha molti precedenti e che fa intuire la decisione con
la quale i vescovi intendono svolgere la
loro funzione pastorale, quella che il
pastore esercita guidando, non solo
consigliando il gregge.

IL FOGLIO QUOTIDIANO

MARTED 13 FEBBRAIO 2007

Cento parole per la Francia / 1. Solo il partito si entusiasma per il ritorno in grande stile al passato premitterrandiano

Con il rosa nel pugno Sgolne risveglia la vecchia sinistra


Parigi. Il Patto presidenziale di Sgolne Royal ha suscitato molti finalmente!. Dopo il lungo discorso di domenica al parco delle esposizioni di Villepinte, la candidata socialista alle elezioni presidenziali del 22 aprile riuscita almeno a rassicurare il popolo della sinistra. Avevamo paura, ammettono molti dei 15 mila militanti e simpatizzanti
del Partito socialista. On va gagner lo slogan scandito
dalla sala segolista durante e dopo il discorso. Finalmente
c una nana de gauche, ha gioito un blog simpatizzante.
Finalmente la candidata del Ps ha un programma, dichiarano anonimamente alcuni responsabili del partito. Finalmente la sinistra ha una ragione per crederci, scrive Libration. Ma non tutta la sinistra. C chi continua a preferire
Nicolas Sarkozy. Andr Glucksmann, Pascal Bruckner, Alain
Finkielkraut, Bernard-Henry Lvy (pur con qualche tormento), Max Gallo, Roger Hanin hanno lasciato la loro famiglia
politica dorigine, apportando il loro sostegno al candidato
dellUmp o rendendo pubbliche le loro esitazioni su Royal.
Nemmeno le promesse di Sgolne sul Darfur, la Cecenia e
lintransigenza contro tutti i dittatori hanno convinto gli intellettuali e i filosofi stanchi della vecchia sinistra. Glucksmann non ha rilasciato dichiarazioni, ma da casa del filosofo fanno sapere al Foglio che nulla cambiato rispetto al
suo intervento sul Monde a favore di Sarko. Altre defezioni

si annunciano: secondo il Canard Enchain, Bernard Tapie,


collega di governo di Sgolne sotto la direzione di Pierre
Brgovoy, sarebbe sul punto di allinearsi al leader dellUmp. Per lo storico repubblicano Max Gallo, le cento proposte di Royal per una Francia pi giusta e pi forte sono un
programma vago fatto di pragmatismo dapparenza. Meglio Sarko, perch il suo modo di riflettere le nostre tradizioni mi sembra pi vicino al mio pensiero, dice Gallo al
Corriere. Vero che ci sono richiami a Franois Mitterrand,
ma si tratta soltanto di un omaggio formale.
La societ francese cambiata da quando, ventisei anni
fa, tonton Mitterrand arriv allEliseo, ma Royal ne ripropone le ritualit, le tattiche, perfino una certa concezione
dello stato nella vita di ciascun individuo. Se non c pi la
rivincita dei salariati contro le imprese capitalistiche come sottolinea al Foglio Xavier Timbeau dellOsservatorio
francese delle congiunture economiche ritornano le rinazionalizzazioni, la scuola laica repubblicana e il protocollo
sociale europeo. Nel programma economico di Royal ci sono spese nuove importanti cui non stata data soluzione
sul fronte delle entrate, dice Timbeau. Nellobiettivo di ridurre il debito c molta postura, un modo per dire sono
seria, senza che vi sia nulla di davvero vincolante. In realt,
nelle cento proposte c di tutto, tanto che Timbeau vi vede

unispirazione blairista, anche se fortemente condizionata


dai valori tradizionali francesi della famiglia, della comunit e dello stato. Royal offre uno specchio in cui ciascuno
pu vedere ci che vuole, spiega Andr Grjebine, direttore
di ricerca alla Fondazione nazionale di scienze politiche. In
Francia la sinistra tradizionale insabbiata da decenni in
un discorso statalista e manicheo dispirazione marxista, aggiunge Grjebine. Se nel Regno Unito, in Germania e nei paesi scandinavi, i partiti socialdemocratici hanno la preoccupazione di apportare soluzioni realiste a problemi concreti,
il Ps francese riuscito raramente ad abbordare i grandi
problemi della societ senza essere inibito dai riferimenti
dogmatici. La dottrina socialista rimasta agli anni Sessanta e Royal ne rimane ancorata. Il risultato, secondo Grjebine, un programma desueto, nostalgico di un passato superato. Come ai tempi di Mitterrand, la sinistra di governo
intimidita dallestrema sinistra, dice Finkielkraut. Per arrivare allunit, almeno al secondo turno, occorrono concessioni programmatiche che vadano sempre pi nella direzione della vecchia sinistra e un minimo comune denominatore ideologico: Lodio verso Sarkozy. La vera novit semmai
unaltra: Finalmente dice Timbeau i francesi dovranno scegliere tra un approccio liberale e uno stato fortemente presente nella vita del paese.

Un piano per la Francia / 2. Il candidato gollista ringrazia Glucksmann, Gallo e Finkielkraut, e rilancia la rupture

Nel tempio della gauche Sarkozy si prende la nuova sinistra


Parigi. Sgolne Royal era intenta a lanciare il suo patto presidenziale a Villepinte, nella banlieue operaia di Parigi, quando il gollista Nicolas Sarkozy ha riunito i
suoi comitati di sostegno nel cuore del
Quartiere latino, alla Maison de Mutualit,
tempio della mobilitazione di sinistra. Fu
qui che nel giugno 1935 si tenne il Congresso degli scrittori per la difesa della cultura, grande parata internazionale voluta da
Stalin e organizzata da Willi Mnzenberg,
che stava per sfuggirgli di mano quando
lesule antifascista Gaetano Salvemini sal
sul palco e prese a parlare di Victor Serge,
lanarchico prigioniero politico di Stalin:
Non mi sentirei in diritto di protestare
contro la Gestapo e lOvra, se mi mi sforzassi di dimenticare che esiste anche una politica sovietica.
Domenica, in occasione del discorso
sullouverture di Sarkozy, cera nellaria

la stessa elettrica eccitazione. Il candidato


del centrodestra si rivolgeva alla sinistra.
E lassenza di convinzioni a rendere settari, ha esordito Sarko, mentre chi sicuro
dei propri valori non teme il confronto con
gli altri. Ha continuato stendendo un velo
sulle vecchie contrapposizioni ideologiche,
sui riflessi condizionati, per esaltare invece il patrimonio comune. Ha reso omaggio
al nuovo sostenitore Andr Glucksmann,
difensore della causa cecena: Quando mi
parla della tragedia della Cecenia, voglio
riprendere la sua battaglia per conto mio;
ad Alain Finkielkraut, quando mi parla
del fallimento della cultura, gli devo assicurare che posso reagire; a Max Gallo,
quando mi parla della nazione e della Repubblica, voglio che sappia che ho capito.
Ha continuato sul registro dellunit, contro luso manicheo della storia, contro le divisioni tra destra e sinistra, per lassunzio-

ne invece di una storia nazionale indivisibile, grazie alla quale oggi possibile incarnare i valori della destra repubblicana
senza sentirsi eredi di antisemiti e collaborazionisti. E possibile citare i maestri di
pensiero della sinistra come Jean Jaurs e
Lon Blum senza tradire se stessi. Perch
Jaurs, centanni fa, parlava del lavoro come oggi la sinistra incacape di fare, aveva unidea della scuola che il contrario di
quella proposta negli ultimi ventanni dai
governi socialisti. E perch Lon Blum, non
il capo del Fronte popolare, ma lintellettuale visionario, fu negli anni Venti uno dei
primi a intuire che dietro il comunismo cera il totalitarismo, e che la dittatura del
proletariato sarebbe sfociata in una dittatura tout court, esercitata su un popolo immenso da una minoranza senza mandato.
La democrazia, ha spiegato Sarko, oggi
soffre di una crisi morale, non perch c

troppa politica, ma perch non ce n abbastanza. Poich la politica volont, deve


compiere scelte di valore, perch non si
pu accompagnare un movimento senza volerlo influenzare (come fa Sgolne), e perch lordine non la gerarchia ontologica
dei controrivoluzionari, ma la scala di valori, la legge dello stato di diritto, rispettata
da tutti. Per questo si pu essere inflessibili sui principi, come nel caso delleutanasia, ma rispettosi della sofferenza del singolo. Si pu perseguire la rottura, ma esaltare la funzione presidenziale, alta e imparziale, una forma di devozione, anzi di di
ascesi, senza nemmeno un cenno di saluto
al presidente uscente Jacques Chirac. Piccolo capolavoro di un genio politico, che in
pochi anni riuscito, contro la volont del
sommo capo, a sfilargli il partito, a rovinargli il candidato, e ora anche a metterlo, senza scampo, con le spalle al muro.

Atteso oggi lesito delle presidenziali. Berdymukhammedov, unico vero candidato, punta sul sociale. Per lOsce un passo avanti

La crisi del pane spaventa il dentista favorito al voto turkmeno


Mosca. In queste ore le autorit turkmene stanno scrutinando le schede delle elezioni presidenziali di domenica.
E la prima volta che si sono presentati pi candidati, anche
se c un superfavorito da mesi il pi conosciuto di tutti,
nonch il dentista del Turkmenbashi, Saparmurat Niyazov,
morto allimprovviso due mesi fa e gli altri pretendenti
(sconosciuti allinterno dello stessto paese) fanno comunque
parte dellunico partito del Turkmenistan. Secondo i dati ufficiali, ha votato quasi il 99 per cento degli aventi diritto, ma
lopposizione in esilio ribatte che laffluenza stata del 25
per cento e che non riconoscer il voto, qualunque esso sia,
in quanto non stata unelezione libera. Gli osservatori internazionali dellOsce e dellOnu per la prima volta accettati nel paese hanno dichiarato: Quello che abbiamo visto non corrisponde agli standard della nostra organizzazione, ma dobbiamo riconoscere che il fatto che il paese stia
tentando di fare qualcosa che assomigli a elezioni libere
gi un bel passo avanti. Il pi pretendente degli altri, come chiamato Gurbanguly Berdymukhammedov, dato ancora come favorito, anche se alcuni commentatori insinuano dubbi: il ritardo nella comunicazione del risultato finale che dovrebbe arrivare oggi, mentre la convalida del
Consiglio popolare, organo supremo, prevista per domani
fa pensare che qualcosa sia andato storto. Forse a cau-

sa dellunico elemento di incertezza: la mancanza di farina.


Fuori dalla capitale scarseggia il pane: code infinite, panetterie che paiono campi di battaglia. Secondo le dicerie,
Niyazov sarebbe stato ingannato dai suoi cortigiani che
avrebbero ridotto al minimo la semina e, scoperto il complotto, sarebbe morto di crepacuore.
Di fronte al discontento, Berdymukhammedov che oltre
a essere lex dentista di Niyazov ha lasciato che si spargesse
la voce che lo vuole figlio del Turkmenbashi ha promesso
di restaurare le pensioni; di ripristinare il funzionamento
degli ospedali soppressi dal suo predecessore fuori della capitale; di ristabilire lobbligatoriet della scuola fino a dieci
anni invece che a otto come ora. Alcuni dei detenuti di
Ovadan-Depe prigione dei nemici personali di Niyazov sono stati trasferiti a casa, per ora agli arresti domiciliari, e
una parte del carcere stata abbattuta. Sul fronte esterno, i
commentatori hanno sottolineato le resistenze da parte del
governo turkmeno di assecondare la volont della Duma, il
Parlamento di Mosca, che faceva pressioni per inviare osservatori russi (che non sono stati accolti). Ci sono stati altri due
eventi eloquenti: il governo turkmeno ha concluso una serie
di accordi economici con la Cina e il ministro degli Esteri,
Rashid Meredov, ha ricevuto un rappresentante del dipartimento di stato americano, Evan Feigenbom, per discutere

sia di collaborazione economica sia di sicurezza in Asia centrale. A Mosca si confidava in possibilit supplementari per
consolidare linfluenza russa nella Repubblica turkmena.
Come ha detto Andrei Grozin, capo dellufficio dellAsia centrale del Centro studi sui problemi della Comunit degli stati indipendenti, chiunque sia il nuovo presidente, sar interessato ad avere risorse politiche e finanziarie. C soltanto una struttura che ha una rete di influenza sulle lite locali in Turkmenistan: Gazprom. I nuovi leader turkmeni dipendono dai gasdotti del colosso russo: gli accordi firmati da
Niyazov per ora sono stati confermati, ma sempre pi chiaro che la dipendenza pesa. Berdymukhammedov ha dichiarato possibile la costruzione in due anni di un gasdotto
verso la Cina per la fornitura di 30 miliardi di metri cubi
lanno, met della produzione annua turkmena. E diventata
anche attuale lidea di un gasdotto verso lEuropa attraverso
il Mar Caspio: lidea appoggiata da Washington. Un altro
progetto, promosso dagli Stati Uniti il gasdotto verso lIndia e il Pakistan via Afghanistan non sembra attuabile almeno nei prossimi anni. Ma molti aspettano di vedere che
cosa faranno i successori di Niyazov con lIran: lex dittatore
voleva duplicare le forniture di gas (attualmente 7 milioni di
metri cubi) e consentire la costruzione del gasdotto attraverso lIran verso il Golfo Persico.

In An si litiga fra multiculturalisti e non, Fini: Basta crociate. Al Senato il ddl di Matteoli e Baldassarri sulla famiglia

La destra pensante litiga sui valori, quella operosa abolisce lIci


Roma. Alleanza nazionale cerca di attrezzarsi allo scontro delle civilt e delle idee
fossanche per negarli e lo fa dividendosi
in modo un po lunare. Ieri Gianfranco Fini
ha presieduto un seminario culturale (Forum delle idee) che si tenuto a Roma, a
porte semichiuse. Si discusso di un breve
documento redatto da Fabio Granata (assessore siciliano), timbrato dal capo del partito e ispirato a un multiculturalismo morbido. Lala conservatrice di An (da Alfredo
Mantovano a Daniela Santanch e Francesco Storace) aveva gi mostrato alla vigilia
di non apprezzare liniziativa. E ieri ha polemizzato in modo fair ma determinato contro alcuni concetti cari al nuovo corso finiano: il vago meticciato da cui nascerebbe
la civilt occidentale, il politeismo generico sotto il quale, pi che un nuovo paganesimo, sonnecchierebbe il vecchio relativismo della Nuova destra franco-italiana di
ellesauriente e un tantino lezioso sito web dedicato allautrice, le coperN
tine dei suoi libri e gli oggetti stravaganti
che ne popolano i racconti appaiono incorniciati da graziosi passe-partout di legno. Latmosfera generale, tra lilla e violetto, notizie e spunti iconografici, di un
fiabesco inquietante, la stessa che si respira in questa prima fortunata raccolta
di Kelly Link, esperimento di scrittura
fantastica che mischia fiabe popolari e
narrativa horror, romanzi rosa e saghe poliziesche. Garofano, Giglio, Giglio, Rosa
un estratto della corrispondenza che un
marito defunto invia alla moglie, di cui
non riesce a ricordare neppure il nome.
Lalbergo dellaldil in cui si trova lambito da una spiaggia di onde che hanno
odore di tappezzeria bagnata, di pelliccia bruciata, ed popolato dai loolies,
fantasmi pallidi e ciccioni che riaffiorano
da deliranti paure adolescenziali. In Acqua che scola dalla groppa di un cane nero, Carroll riesce a sedurre Rachel Rook,
ma quando questultima lo porta a casa

Alain De Benoist e Marco Tarchi (fra i relatori cera anche la classicista Monica Centanni). Mantovano si esposto pi di altri:
Fateci sapere se la prospettiva che parte
da Fiuggi e passa per la Carta dei valori
cambiata. Attenti a sovrapporre la multietnicit al multiculturalismo. E infine: lidentit italiana si fonda su tre colli: Golgota, Acropoli e Campidoglio. Il consigliere
Rai Gennaro Malgieri era daccordo con lui
ma ha provato a declinare il tema attraverso il principio della accoglienza. L dove
fra gli ospiti pi o meno sottaciuti c lislam. Poi arrivato Fini, si detto allibito dalle critiche, ha difeso il concetto di
contaminazione e pluriculturalismo e
ha chiuso la discussione censurando chi inciampa nel ridicolo, facendo crociate. Storace ha drammatizzato la questione: Fini
ci sta facendo immergere nellabisso del relativismo. I finiani si rinfacciano fra loro

LIBRI
Kelly Link
NE SUCCEDONO
ANCHE DI PIU STRANE
248 pp. Donzelli, euro 21
dai suoi per le dovute presentazioni inizia
il vero incubo e si disvelano i rabbrividenti retroscena della famiglia. Il padre
di Rachel possiede una bizzarra collezione di nasi finti e ogni giorno, a seconda
dellestro e dellumore, cambia la sua protesi facciale. La signora Rook ha invece
una gamba di legno su cui inciso il nome
della sorellina gemella di Rachel affogata nel vicino laghetto. Un destino di perdite e mutilazioni che finir per coinvolgere anche il povero studente Carroll, in-

un eccesso di confusione e tradiscono un ritardo storico nellaffrontare principi culturali cos dirimenti. Granata spera di rimodulare il dibattito con un manifesto pubblico in gestazione fino al 21 aprile. Per quella
data sar finalmente visibile il profilo della
fondazione Fare Futuro della quale oggi
Fini presenta il comitato promotore.
In materia di battaglie identitarie, meno
faticoso e decisamente pi palpabile il disegno di legge che oggi presenteranno a Palazzo Madama i senatori di An Altero Matteoli (capogruppo) e Mario Baldassarri. In
breve, il provvedimento prevede lintroduzione del coefficiente familiare con sgravi fiscali di circa 12,7 milioni euro da coprire grazie al sovrappi di gettito ottenuto dal
Tesoro nel 2006 (+37,1 miliardi rispetto al
2005). Al che si aggiunge lesenzione dallIci
sulla prima casa (con alleggerimento fiscale di 2,3 miliardi di euro). Questultima non
trigandolo in una rete di fosche coincidenze magiche. I due novelli sposi di
Scarpe e matrimonio se ne stanno seduti sul letto di una camera dalbergo a guardare un programma televisivo in cui Miss
Arkansas, Miss Texas, Miss Alabama e loro consorelle inscenano balletti acquatici
e resurrezioni di morti, quando improvvisamente appare la vecchia moglie di un
dittatore che collezionava le scarpe degli
uomini giustiziati dal marito.
Lingrediente classico del doppio emerge nel Fantasma di Louise, in cui una
ragazza convive con il fantasma di unomonima amica dinfanzia. Le due Louise,
che collezionano avventure amorose con
una lunga serie di violoncellisti, si trovano alle prese con un essere piccolo, nudo
e peloso che non vuole abbandonare la
casa. Gli stratagemmi per liberarsene attingono a un fantasioso arsenale di magie,
che non risparmia neppure le canzoni di
Patsy Cline e il vecchio country di Johnny
Cash, che a quanto pare ha un effetto
tranquillante sugli spiriti molesti.

fa male ricordarlo stata la migliore proposta formulata da Silvio Berlusconi nella


seconda sfida televisiva pre-elettorale contro Romano Prodi. Sicch non difficile immaginare che liniziativa di Matteoli e Baldassarri incontrer il consenso di Forza Italia. Il pacchetto famiglia vale complessivamente 19 miliardi. I soldi ci sono, la volont di tagliare le tasse sulla prima casa
unidea da centrodestra riformista e potrebbe per lo meno incuriosire i moderati dellUnione. Matteoli aggiunge: Ci saranno altre misure che consentono di dedurre dallIrpef le spese scolastiche per i figli e quelle per lassistenza e le cure sanitarie sostenute per i nonni conviventi con il nucleo familiare. Intendiamo sostenere la funzione
sociale ed economica che la famiglia deve
continuare a svolgere nelle forme che la
stessa Costituzione indica. Traduzione di
Baldassarri: Altro che pacs.

OGGI Nord: giornata di sole e piuttosto asciutta, eccetto addensamenti sui


rilievi alpini . Centro: nuvolosit al primo mattino su Lazio e zone interne appenniniche. Altrove schiarite sempre
pi ampie. Sud: nubi irregolari, ma
con tempo asciutto; generale miglioramento entro sera.
DOMANI Nord: nuvolosit in aumento ma con fenomeni scarsi in mattinata.
Centro: nuvoloso sullalta Toscana con
piogge e rovesci sparsi in serata su Versilia, Apuane, Pisano e Fiorentino.
Siud: addensamenti su versante tirrenico con fenomeni piuttosto scarsi.

ANNO XII NUMERO 37 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

MARTED 13 FEBBRAIO 2007

Disarmonie giudiziarie.Abu Omar libero,ora lo arrester la procura di Milano?


Al direttore - In anteprima linizio dellultimo diario di Bush: Caro diario, non voglio la
guerra, detesto la guerra. Colonnello non voglio
piombo, voglio pace per tutto il mondo.
Gianni Boncompagni
Al direttore - Sentimentale, deluso, circondato da incapaci. Forti, questi diari di Berlusconi scovati da DellUtri!
Maurizio Crippa
Al direttore - Leggo dal Corriere online di oggi, allibito, che nei confronti di Abu Omar, nel
giugno del 2005 il gip Guido Salvini ha emesso
unordinanza di custodia cautelare in carcere
con laccusa di terrorismo internazionale. Finora confesso che non avevo capito che fosse la
stessa procura di Milano ad aver emesso quellordinanza. Come italiano allestero penso che

sicuramente mi sar sfuggito qualche passaggio, ma mi piacerebbe davvero una parola definitiva di chiarimento su un tribunale che,
confondendo le idee a tutti su chi agisce nel diritto e chi al di fuori di esso, come unIdra, con
una testa rinvia a giudizio il terrorista e con
laltra coloro che hanno contribuito alla sua
cattura servendo lo stato e la causa globale anti-terrorista. E un caso di protagonismo o di
mera disarmonia giudiziaria ?
Andrea De Angelis, via web
Al direttore - Grazie grazie grazie per quel
confortante commento su Inland Empire di
Lynch: ieri in quattro amici siamo usciti dopo
circa unora, trovando insopportabile tutta questa genialit a 5 stelle! Mi lascia ancora pi
perplessa il fatto che gli altri spettatori se lo stavano sorbendo in religioso silenzio e che altri

amici, che ammiriamo per la loro cultura e la


loro intelligenza, hanno pure gridato al capolavoro! E invece ci vuole ben qualcuno che dica
che una sequela di immagini e di scene scollegate fra loro, molto peggio di quello che avviene
nei miei pur sconclusionati sogni, non fa un
buon film e che Buuel, Almodvar, Hitchcock,
o anche Lars von Trier sono ben altra cosa.
Attilia Giuliani, Milano
Al direttore - Platone, chiamato in causa da

Alta Societ
Nella quiete di Sullivan Street al Village si sente la bella voce di Manuela Arcuri: E mo ndo annamo?.

Roger Scruton per la sua concezione delleros (il


Foglio, 9 febbraio), nella citt ideale ammetteva
solo la sessualit riproduttiva. Il filosofo ateniese esprimeva cos quellaspirazione alla continenza e al controllo delle passioni che diventer
centrale nel cristianesimo. Oggi, almeno in questa parte del mondo, le inclinazioni sessuali di
molte persone hanno poco a che vedere con linvestimento genetico nelle generazioni future.
Non so se ormai siamo burattini di ormoni egoisti, per riprendere la famosa metafora di Richard
Dawkins, ma la realt questa. Che la chiesa vi
si opponga con forza non solo legittimo, ma del
tutto coerente con il suo magistero morale. Spetta tuttavia alla discussione pubblica alla cultura, alletica, alle leggi che essa genera affrontare i problemi posti dal cambiamento dei
costumi e dai tortuosi sentieri della natura. In
tale discussione, ovviamente, le gerarchie eccle-

siastiche hanno pieno diritto di cittadinanza. Gli


schiamazzi di tanti custodi dellortodossia laica
sono a questo proposito abbastanza ridicoli.
In una discussione, in ogni caso, contano gli argomenti che si portano. A me non sembra convincente e efficace, ad esempio, quello secondo
cui sulla scorta della tradizione giudaico-paolina la convivenza fra omosessuali costituirebbe una minaccia mortale per la finalit della
procreazione. Se il criterio fosse questo, del resto,
anche la castit assoluta andrebbe parimenti
biasimata. Per venire allattualit, comunque,
quanti temono che le proposte del governo sulle
unioni di fatto preparino un avvenire senza pi
prole, devono stare tranquilli. Provveder a mettere le cose a posto il calcolo inconscio dellevoluzione; o, se non piace Darwin, la volont
della specie di Schopenhauer.
Michele Magno, Roma

La piazza e la base
Dopo lavvertimento di Napolitano
si assottiglia la fronda del Prc
e Prodi e DAlema frenano Parisi
E caccia ai dissidenti. Rifondazione comunista li sta tampinando a uno a uno. Il
leader di Rifondazione, Franco Giordano,
e i due capigruppo di Camera e Senato,
PASSEGGIATE ROMANE

Gennaro Migliore e Giovanni Russo Spena, non disperano di limitare a due i loro
dissenzienti perch sono sul punto di conquistare alla causa Heidi Giuliani e Claudio Grasso (che in corso davvicinamento alla maggioranza del partito).
Nel caso in cui non si riuscisse a convincere con le buone i dissidenti di Rifondazione comunista, quali potrebbero essere le sanzioni disciplinari da infliggere
loro per spingerli a cambiare idea? C
chi ritiene che debbano essere messi fuori dal gruppo parlamentare (non dal partito, per) e chi ritiene invece che occorra
una soluzione pi soft. Per esempio? Per
esempio la minaccia di non candidarli
nella prossima legislatura.
Ma perch mai c una cos grande fibrillazione sui dissidenti quando manca
pi di un mese allesame da parte dellaula del Senato del decreto che rifinanzia la missione in Afghanistan? I leader
della sinistra radicale hanno cercato di
spiegarlo ai loro per convincerli a votare
secondo la disciplina di gruppo e di coalizione. Il problema che il presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha
gi fatto sapere che se la maggioranza non
sar autosufficiente sulla politica estera
sar inevitabilmente crisi di governo perch il Quirinale non potrebbe fare finta di
niente di fronte al fatto che il decreto sullAfghanistan passato con i voti determinanti della Casa delle libert.
E questa la stessa ragione che ha spinto
Romano Prodi ad attenuare il senso delle
frasi rilasciate da Arturo Parisi sulla necessit di rimanere in Afghanistan fino al
2011. Poi lo stesso ministro della Difesa ha
dovuto parzialmente rettificare il tiro.
Gi, perch il presidente del Consiglio
non aveva affatto gradito la sua uscita in
un momento delicato come questo. Lo
stesso dicasi per i vertici dei Ds, che avevano giudicato inopportuna lesternazione del ministro della Difesa. E si vocifera
anche che il ministro degli Esteri, Massimo DAlema, abbia valutato negativamente le parole di Parisi. Parole, peraltro,
molto diverse da quelle pronunciate dal
titolare del dicastero della Farnesina, che
in questi giorni ha sempre battuto sul tasto dellimpegno civile che andava rafforzato e della natura della missione che andava cambiata.
Ma tutti sanno che se a Vicenza vi saranno scontri tra la polizia e i manifestanti la
situazione, inevitabilmente, peggiorer.
Del resto il viceministro dellInterno, Marco Minniti, ha gi avvertito che le forze
dellordine interverranno con estremo rigore sia negli stadi sia nelle piazze. Per
questo motivo gli esponenti della sinistra
radicale pi vicini ai movimenti hanno
gi avviato una trattativa diplomatica con
Luca Casarini e gli altri per essere sicuri
che non vi saranno provocazioni. Ma il fatto che una parte seppur ristretta di manifestanti non controllabile. Perci tutto affidato al fato (e al servizio dordine
del sindacato).
INNAMORATO FISSO
DI MAURIZIO MILANI

Ci siamo! In edicola allegano animali da affezione al quotidiano. Prima


o poi era una cosa da fare. Ha iniziato il Sole24ore a regalare assieme con il giornale un pesce rosso. La settimana
dopo con un euro in pi
cera allegato il gattino; seguito il Giornale, con lUpupa (5 euro pi il prezzo
del quotidiano). Adesso anche il Foglio
regala i fringuelli. Uno esce dalledicola
con il giornale sottobraccio e molla luccellagione per aria. Subito i cacciatori
di Brescia hanno messo gi dei capanni
davanti alle 5800 rivendite di giornali
della citt e provincia. PAM PAM! Allegria! La caccia cultura, tradizione.
Interviene il sindaco di Kyoto: Vergogna non avete altro di meglio da fare!.
Cacciatori: Ma fatti gli affari tuoi, testa
a forma di mandorlato Balocco.

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ANNO XII NUMERO 37 - PAG I

di

IL FOGLIO QUOTIDIANO

MARTED 13 FEBBRAIO 2007

Marina Valensise

arigi. Didier Sicard convinto di dire delle banalit. E se uno osserva


comunque che limportante dirle, e soprattutto che a dirle sia lui, il presidente del Consiglio consultivo nazionale di
etica si schernisce. Da quando ha denunciato nellintervista al Monde la deriva eugenetica della medicina contemporanea, dice di ricevere messaggi di
insulti. Sulla sua segreteria telefonica,
qualcuno ha lasciato detto: Vous avez
ptez les plombs espressione non proprio accademica per indicare che con le
sue dichiarazioni ha fatto saltare i fusibili. Chi stato, un collega? Penso di s,
visto che mi chiamava per nome risponde Sicard. Nel mondo medico e
scientifico sono un po sospetto, come se
fossi contro il progresso scientifico, ma
non vero. Non sono un omeopata che
si occupa di piante e rimedi naturali.
Ma il grande internista dellHpital Cochin, antesignano nelle ricerche sul vaccino antiaids, e anticonformista al punto da denunciare, per primo, i rischi
connessi alla somministrazione della
pillola Ru486, dopo lincidente che costato la vita a sua figlia Oriane Shevin,
non si scompone. Meglio abbondare in
luoghi comuni, piuttosto che lasciar
correre col silenzio, il pericolo che grava sulla collettivit. Ho la sensazione
che la nostra societ sia continuamente superata non dalla scienza, ma dalle
nuove tecniche di cui dispone senza
darsi il tempo per riflettere su quello
che fa dice Sicard un sabato mattina,
nel suo studiolo di ex capo servizio e
oggi consulente al terzo piano del pavillon Auchard, nellospedale Cochin.
E come se fosse prigioniera di due fattori: da un lato unemozione personale
o familiare, che diventa emblematica
di una situazione generale; dallaltro lato alla forza delle immagini che rivelano una realt inaspettata. Questo stato
di fatto, secondo Sicard, rinvia alla societ della televisione, dove la realt
dellimmagine trasmessa in tv viene a
avere la funzione di dire la verit del
mondo. La societ contemporanea, in
altri termini, sempre meno pronta a
mettere in questione ci che le viene
mostrato. E siccome il mercato della
tecnica (non della scienza, ma della tecnica) insiste Sicard ha per vocazione
di estendere il suo territorio, la medicina si trova nella stessa situazione: ci
sono sempre pi immagini e sempre
pi cifre, dallinteresse pi o meno importante, che permettono di sostituire
la realt del corpo con la virtualit dellimmagine .
In sostanza, la nostra societ tutta televisiva, portata a enfatizzare limmagine come ultima verit delle cose, manca
di distanza critica. Non ha pi capacit
di discernimento. E questo, secondo Sicard, vale non solo nel campo della procreazione assistita, ma in ogni settore
della ricerca medica: Per esempio, uno
che ha mal di schiena perch ha sollevato un peso, si fa fare una radiografia.
La radiografia rivela che ha un artrosi.
Il suo immaginario sar prigioniero dellimmagine consegnata dalla radiografia. Allo stesso modo, nella procreazione
assistita, limmagine dellecografia assume unimportanza esorbitante. E in nome del principio di precauzione, indurr il medico a un comportamento
nuovo, che consiste nel cercare immagini non perfette, ma normali.
Solo che lossessione della normalit
non ha senso, spiega Sicard. Perch
una statistica. Si sa cos profondamente anormale, ma i limiti della normalit
sono senza fine. E non c nulla di pi
tragico dellumanit normale. Lanormalit sempre stata la speranza dellumanit. Il normale emerge dallanormale. Noi siamo una societ che non sa
pi accettare lanormale. Incoraggiamo
la biodiversit ma intanto vogliamo che
lumano sia il normale possibile. E un
paradosso che ha qualcosa di assurdo.
Non che Sicard difenda qui linesplorabile di una gravidanza o voglia accanirsi nel dolore di un bambino anormale. Ma convinto che lumanit stia

SIAMOAI PRELIMINARI DELLA


SELEZIONE DELLA SPECIE
Eugenetica, positivismo e ossessione della normalit
Cos la tecnoscienza sfregia la vita umana. Parla Didier Sicard
perdendo molto nell inseguire la minima anormalit come se fosse una fonte
di sofferenza. Il paradosso che la ricchezza di una vita non legata alla forma di un bambino. E questa per lumanit una perdita culturale enorme
spiega Sicard. Perch gli esseri umani
che hanno la disgrazia fisica di essere
portatori di handicap possono mobilitare unenergia creatrice di cui lumanit
futura si verrebbe completamente a privare, solo per lossessione del normale
che ormai domina ovunque.
Sicard che di cultura protestante,
un laico che sinchina alla scommessa
di Pascal, dice di credere nel libero ar-

C un disprezzo della diversit.


Cosa vuol dire cervello normale?
La ricchezza di una vita non
legata alla forma di un bambino
bitrio e anche nella grazia, perch luomo responsabile dei suoi atti, ma anche amato e usa laggettivo triste per
definire questo normale che ossessiona i moderni. Un normale convinto ormai che lessere umano non altro che
una forma. In fondo, non altro che il
rifiuto delle differenze, il disprezzo della diversit. Ridurre come talvolta la
medicina propone la procreazione di
un essere a ci che geneticamente bene, una tendenza in crescita, che porta a un generale impoverimento. Ma
anche un mercato molto attivo, che sviluppa ogni anno redditi e profitti miliardari. Certo dice Sicard, sorridendo dallalto del suo metro e novanta
pensi a quando sar possibile acquistare su Internet il kit di autotest attraverso il quale ciascuno di noi potr aver accesso alle informazioni su decine e de-

cine dei propri geni. A quel punto, due


innamorati, prima di decidere di mettersi insieme e far figli, andranno col loro autotest da un esperto per sapere se
sono geneticamente compatibili per
procreare un bambino normale.
Sarebbe uno scenario da incubo, che
leva ogni poesia allamore cieco e al mistero del caso che sovrintende la nostra
venuta al mondo. E il passo preliminare alla selezione della specie, commenta meno romanticamente il professor Sicard. Siccome troppo gravoso
mettere al mondo un bambino malato,
si vorr sapere in anticipo se esistono
le condizioni per evitarlo. E uno scenario da grand guignol, da teatro dei
burattini. La scienza sta per sconfinare
nel ciarlatanismo. Propone alla tecnica
nuovi test, e la tecnica apre un nuovo
mercato, che sfocia in unenorme truffa
morale e intellettuale. Lo scenario del
resto non tanto lontano, se Sicard per
dimostrarlo cita le ultime ricerche sul
gene della mucoviscidosi. In Europa e
in Francia una persona su trenta portatrice di una mutazione di questo gene. Se fa un figlio con unaltra persona
portatrice della stessa mutazione, c
un rischio di uno su quattro che esso
sia malato di mucoviscidosi. Ora in
Francia, ogni anno, nascono 830 mila
bambini siamo un paese ancora fecondo di cui i malati di mucoviscidosi
sono 80-90. Eppure, anche se il rischio
irrisorio, la domanda di test per individuare la mutazione genetica sui genitori fortissima, pur essendo una fonte
dangoscia per loro e il risultato, fra laltro, privo di senso dal punto di vista
scientifico. Certo, il milione e seicentomila di persone, potenziali genitori
su media annua, che volessero sapere
se sono portatori del mutazione del gene della mucoviscidosi, si sottoporreb-

bero al test solo una volta nella vita.


Ma c gente che vorrebbe imporlo a
tutti a 18 anni, prima che cominciassero a avere figli osserva Sicard. E molti sono tentati di estendere la diagnosi
genetica anche al colesterolo, al rischio
di Alzheimer, e persino allemofilia nelle donne che potrebbero trasmetterla.
Insomma, vorrebbero andare a cercare
nelle persone ci che potrebbe essere
fonte di minaccia per la nascita di un figlio attraverso lincrocio dei geni dei
suoi autori. E la societ di fronte a tutto ci resta indifferente. Un bel giorno
i test arriveranno su Internet, in vendita con lautokit. La gente li chiede perch li considera un progresso. Il mercato precede la riflessione e linfluenza. Noi siamo un paese che sin dallilluminismo si crede molto razionale e
razionalista, demanda alla scienza la
soluzione del problema morale e la felicit. La societ oggi chiede alla scienza di sradicare le malattie genetiche, di
non propagarle, come se fossero batteri. E questo il giudizio colettivo.
Dunque non solo la diagnosi prenatale a preoccupare Sicard, ma la cos
detta perfezione dellimmagine unita allassenza di una riflessione collettiva
nella societ contemporanea. Oggi esiste per esempio la risonanza magnetica
che permette di completare lecografia,
guardando il cervello del feto. E normale? Ma sollecitare risposte a questa
domanda impossibile. Cosa vuol dire,
infatti, un cervello normale? Nessuno lo
sa, ma la medicina continua a scivolare
nellabisso della ricerca di normalit.
Non sar che la societ oggi non pi
capace di accoglienza, perch non sa
pi scommettere sul futuro, e ha semplicemente disimparato a sperare? C
una crescente intolleranza, risponde
Sicard. Un tempo la scienza era meno

capace di predizione. E cera la divinazione. Oggi ci si rivolge alla scienza come se fosse loracolo di Delfi, ma lo si fa
con la presunzione di poter evitare il
tragico, che minaccia ogni cosa, e
confondendo predizione e prevenzione.
Lo si visto col problema dei disturbi
del comportamento dei bambini che
hanno meno di tre anni. Il governo francese, in seguito a un rapporto dellInserm, ha proposto che i bambini che allasilo si comportano in modo asociale,
con atti di aggressivit brutale giudicati insopportabili, vengano schedati su
un libretto della salute e identificati come portatori dei segni di pre-delin-

Ci si rivolge alla scienza come


fosse loracolo di Delfi, con la
presunzione di evitare il tragico e
risolvere il problema della felicit
quenza futura. Negli Stati Uniti si propone di calmarli col Ritalin. Oggi si
chiede alla medicina di calmare i bambini irrequieti. I comportamenti esagitati, spiegano i cosiddetti esperti, sono
produttivi di comportamenti devianti in
futuro, e dunque bisogna fare opera di
prevenzione, e prendere di conseguenza misure di inquadramento, trasmettendo il dossier ai sindaci dei comuni
interessati. Ma una soluzione tragica:
perch iscrivendo i segni premonitori
della devianza nel libretto sanitario di
un bambino, si rischia di farne un dato
obiettivo, che rinvia allo stesso individuo unimmagine di delinquenza alla
quale, da adulto, rischia di conformarsi.
Lossessione di predire il futuro a scopo
preventivo contiene una tentazione politica fortissima. Tutto questo non anche il segno di unincapacit di accetta-

La Cina infine ammette, troppo poche femmine


Roma. Il governo cinese ha ammesso, per la prima volta in forma ufficiale, che la politica del figlio unico
obbligatorio sta causando nel paese un
grave deficit di femmine, destinato a
peggiorare nel tempo. Lo ha detto
Zhang Weiqingun, direttore della Commissione nazionale per la popolazione
e la pianificazione familiare, in un comunicato ripreso dal South China Morning Post del 24 gennaio e commentato dallagenzia di stampa Zenit. Nel
2005 sono nate in Cina 100 femmine
ogni 118 maschi, ma in certe zone del
paese la proporzione stata di 130 maschi per ogni 100 femmine, a fronte di
una media di 104-107 maschi per 100
femmine nei paesi industrializzati. Il
motivo della sparizione delle bambine
cinesi tristemente noto, almeno da
quando lo denunci nel 1992 leconomista e premio Nobel Amartya Sen. A
rafforzare la tradizione che storicamente favorisce i maschi rispetto alle
donne, si aggiunta la rigida politica
di contenimento delle nascite, che im-

pone un solo figlio o (solo in alcune zone e per certe etnie), due al massimo,
sempre che la prima nata sia femmina.
Questo regime demografico totalitario,
impacchettato nella burocratica e rassicurante definizione di pianificazione familiare, fa s che siano diffusissimi sia gli infanticidi di bambine, soprattutto nelle zone rurali, sia, come
ha ammesso lo stesso Zhang Weiqingun, la pratica dellaborto selettivo
delle femmine. Se questo tasso di squilibrio maschi-femmine dovesse essere
confermato, stato calcolato che nel
giro di 15 anni ci saranno 30 milioni di
uomini in et di matrimonio in pi rispetto alle donne. Una situazione che
comincia ad apparire come fortemente destabilizzante anche per il governo
di Pechino. Il quale, tuttavia, non sembra avere nessuna intenzione, almeno
per adesso, di recedere dalla politica
del figlio unico. E se pure non incoraggia apertamente gli aborti selettivi delle femmine, continua comunque a rifiutarsi di prendere qualsiasi misura

per prevenirli o punirli. Alla Commissione nazionale cinese per la popolazione e la pianificazione familiare, che
aveva proposto di considerare come
reato laborto finalizzato alla selezione
del sesso, il Congresso nazionale del
Popolo ha risposto, lo scorso giugno, rifiutando di accogliere il provvedimento. In India, dove pure diffusa la pratica di eliminazione delle femmine
(Amartya Sen ha calcolato che sono almeno 60 milioni le bambine cancellate, tra Cina e India), nel 2006, dopo i dati degli ultimi censimenti, stata varata una legge che considera reato luso
delle ecografie allo scopo di individuare il sesso dei nascituri per procedere allaborto selettivo delle femmine. In Cina, invece, al campanello dallarme demografico non sembra rispondere altro che una preoccupata
presa datto della situazione. Il direttore della Commissione nazionale per
la popolazione e la pianificazione familiare ventila tuttal pi alcuni correttivi, come la riduzione delle sanzio-

ni pecuniarie per le famiglie povere


che contravvengono allobbligo. Ma,
nel frattempo, il capo della Commissione per la pianificazione familiare
della provincia di Zhejiang ha annunciato (lo riporta Asianews) di esporre
alla pubblica riprovazione, rendendone noti i nomi, le famiglie ricche che
violano volontariamente la politica del
figlio unico, perch in grado di pagare
le multe. La sanzione di 50 mila yuan
circa 6.200 dollari non preoccupa infatti le coppie abbienti, tanto che c
chi, recidivo, ha pagato fino a un milione di yuan per avere un altro figlio.
Allinizio di dicembre, un attivista cinese cieco, Chen Guangcheng, stato
condannato a quattro anni e tre mesi
per aver danneggiato beni di propriet dello stato e per aver incitato le
persone a intralciare il traffico. Soltanto pretesti, secondo i suoi difensori.
Luomo in realt stato punito per aver
denunciato le violazioni dei diritti
umani, in nome della politica del figlio
unico, commesse nella citt di Linyi.

re la natura, e di intervenire sui casi di


interazione tra ambiente e personalit.
Certo, ma il futuro rider di noi, promette Sicard. Tra ventanni rideremo
dellimportanza eccessiva che la scienza genetica ha nella nostra cultura. Allora avr la stessa immagine che oggi
ha per noi lo spiritismo del Settecento.
Dunque, per quanto preoccupato, il
presidente del comitato bioetico francese resta ottimista? Siamo arrivati a
un tale positivismo, a una tale fiducia
in quel che dice la scienza, mentre la
storia della scienza dimostra che ogni
generazione rimette in discussione leredit del passato. Dunque sono ottimista. Lunico timore che ho riguarda la
formazione dei giovani cervelli. Luniversit dovrebbe essere il luogo del
pensiero, ma ormai orfana di pensiero, avverte Sicard che ha insegnato a
lungo nelle Universit, tenendo corsi di
semiologia medica, cure palliative e
bioetica, e che ancora continua a salire
in cattedra. Quando comincio a trattare di questioni filosofiche, vedo che gli
studenti posano la penna, smettono di
prendere appunti, e mi guardano perplessi, come per chiedermi: dove vuole
arrivare? Dicono di aver bisogno di
idee chiare, non vogliono essere confusi. E poich linsegnamento del passato
non c pi, per loro esiste solo il presente. Lo studente di oggi convinto
che la scienza cominci con lui. Non conosce linterrogazione epistemologica
sulla storia della medicina. E ingenuamente persuaso che il presente racchiuda una verit eterna.
E che dire allora, quanto alleterno
presente, dei cinque fattori che non
sembrano lasciar scampo alle pretese
predittive della tecnica, piegata alla
scienza? Lindustria biotech preme sul
mercato, la pubblica amministrazione
vuole ridurre le spese sanitarie, le cliniche private fiutano il business, i genitori chiedono certezze e i medici vogliono evitare processi. E possibile
ignorare questa convergenza di interessi? C un ultimo elemento aggiunge Sicard ed la redditivit del
malato. Il malato infatti deve rendere.
La malattia va integrata in un circuito
tecnico e commerciale. Sicch, la biomedicina continua a svilupparsi sempre di pi sullesclusione dei malati
che non rendono. Handicappati, drogati, vecchi, sono malati che costano e non
rendono. Pi la medicina progredisce
in capacit di conoscenza e capacit
tecniche, pi si riduce il suo territorio
di accesso. Quanto al che fare, Sicard,
da vero uomo di scienza abituato a dialogare sui massimi sistemi col filosofo
Paul Ricoeur, non si fa illusioni e nemmeno ne dispensa. Non sono un guru,
dice, lanciando un sorriso disarmante
dallalto dei suoi occhi turchini. Io non
ho soluzioni. Quando mi invitano a parlare in tv, mi danno tre minuti per dire
cosa dobbiamo fare. E assurdo. Bisogna fare uno sforzo di riflessione, pensare il senso stesso dellaiuto che intendiamo offrire alle persone. E i media oggi dovrebbero mostrare una maggior capacit ad accogliere la riflessisone e a promuoverla.
Quanto allembrione, e alla diagnosi
preimpianto, non c scampo, vero.
Eppure, c qualcosa di molto importante che si gioca in una gravidanza, anche se per ora resta unintuizione. Non
credo che esista maggior fiducia biologica tra un embrione allo stato di feto e
sua madre, dice Sicard. In quella situazione di fragilit c una reazione
biologica fusionale, un legame profondo, non si sa ancora se legato ai neuroni, alle proteine, che non va minacciato
perch dipendere da un unico essere
questione di vita o di morte. Immaginare che la diagnosi biologica possa minacciare questa fusione per tutto il corso della gravidanza, dando la sensazione che si possa espellere il feto in qualsiasi momento, mi pare potenzialmente
una fonte dangoscia insopportabile per
lumanit. Come se la testa del figlio
delluomo, per riprendere la metafora
evangelica, non avesse pi un cuscino
sul quale poggiare, non trovasse pi alcun luogo dove trovare riposo.

ANNO XII NUMERO 37 - PAG II

IL FOGLIO QUOTIDIANO

MARTED 13 FEBBRAIO 2007

SON 30ANNI CHE LA BINDI PREPARA I DICO


Una legge figlia del cattolicesimo democratico e della sua scelta religiosa
S

e non fosse per il suo schematismo datato, questo eterno provincialismo tendente a ridurre le polemiche di civilt allombelico delle relazioni tra uno staterello del Mediterraneo e una chiesa universale bimillenaria, langoscia dei laici corsi al capezzale
di Prodi sarebbe del tutto comprensibile. Il
fatto che il problema esploso in quel cautissimo atto di governo che porta la firma
dun premier cattolicissimo, redatto da un
cattolicissimo ministro, per dirla con il Fondatore di Repubblica, va molto al di l della
bagatellare vicenda italiana e pone la chiesa
di Benedetto XVI, come quivi si lesse, alla
controffensiva generale sui grandi temi globali del neosecolarismo come ideologia guida delloccidente. Spiace dirlo, ma il giochetto psicologico dei superlativi scalfariani
e il vecchio adagio dellingerenza clerico-fascista sembrano armi spuntate, adesso. Prodi, cercando di far malleva sulla tradizione
culturale egemonica nella chiesa italiana
(grazie a una interpretazione progressista
del Vaticano II, quella che pone laccento
sulla carit a scapito della verit), ha
provato a convincere Papa Ratzinger spiegando gli sgangherati pacs allitaliana come
un male minore, un compromesso necessario per salvare la capra di un governo eticamente sbilanciato su correntoni Ds, rosapugnanti e rifondaroli, col cavolo martiniano
delle attenzioni e tutele giuridiche per i diversi, i deboli, gli ultimi eccetera.

Il saggio di Alberto Melloni


In questo senso la sirena pi suadente si
ancora una volta rivelata nella prosa del
professor Alberto Melloni. Che con un piccolo ma ben tornito saggio petrarchesco, psicologico, colto, raffinato, ci ha dato la cifra
dellarte retorica posseduta da quanti provano a tirare il Papa della Deus caritas est
dalla parte secolarista. In nome di che? Ma
certo, nel nome di una generazione nella
quale molti si sono costruiti un matrimonio
a tappe: nel quale la convivenza appare e
scompare, nel quale anche la sanzione contestuale duna unione pu costituire una soglia, e nella quale pu darsi arrivi poi un
matrimonio un po meno appicicaticcio di
quelli stipulati negli ultimi tempi in chiesa
e in comune, e che, secondo Chiara Saraceno, durano in media quattro (diconsi quattro!) anni. Il meglio che possa dire questa
parte di cattolicesimo che ammicca a Lutero senza coglierne il pensiero forte e le conseguenze radicali, sono appunto le constatazioni del professor Melloni. E tutto? No, non
tutto. Perch qui il veleno non sta nellistanza vagamente protestante che invece potrebbe riflettersi in un saggio come quello
che il professore ha dedicato a chiesa madre e matrigna. Qui il veleno sta nellastuta
e toccante divagazione. Infatti che centrano
le constatazioni di sociologia della religione
con il giudizio (nettamente negativo) sui

pacs allitaliana, a cui la chiesa si oppone


non perch danneggiano la famiglia cristiana, ma perch la chiesa (e anche Pierluigi
Battista) ritiene siano destinati a produrre
sul cruciale piano delle politiche sociali e
di solidariet problemi pi gravi di quelli
che ci si ripromette di affrontare? Insomma, fingono di non capire che il problema a
cui richiama la chiesa non n religioso, n
psicologico n diplomatico. Fingono o tacciono il problema che il non possumus interpella ogni laico perch semplicemente
una sfida di carattere globale, razionale, politico, antropologico e sociale.
Perch infatti Cei e Papa tengono duro e,
anzi, accentuano la pressione sulla linea
del logos di Regensburg? Ma chiaro. E come se ci dicessero: forse non ci siamo capiti, ma il matrimonio e la famiglia non li abbiamo inventati noi. Il matrimonio non lha
inventato Ruini e la famiglia non la prima cellula della societ (o per dirla con
Palmiro Togliatti, a cui si deve la definizione dellarticolo 29 della Costituzione italiana, societ naturale fondata sul matrimonio) perch lo dice Ratzinger. Matrimonio
e famiglia non servono per salvare lanima
nellal di l, ma a salvare una comunit politica nellal di qua. Matrimonio e famiglia
sono le istituzioni che accompagnano luomo da quando luomo uscito dalla caverna
e, diversamente dalle formiche e dagli oranghi, da che luomo ha inventato quella cosa
che sia chiama polis. Matrimonio e famiglia
sono istituti alla base di tutte le civilt e
qualcosa che ha a che vedere con il primato anche giuridico occidentale, anchesso di

Quello della famiglia su cui Papa


e Cei usano toni cos duri non un
problema di morale sessuale, ma
una sfida di carattere globale
radice greco-romana, pagana, giudaica e
cristiana. Queste sono le cose semplici, elementari e laiche svicolate nella conversazione pubblica e, purtroppo, da tanti cattolici. Tutto lintervenire, scrivere, giudicare
della chiesa non tanto per sorreggere il
moccolo alla famiglia cristiana. Che in crisi come sono in crisi tutte le buone famiglie
di questo mondo. La chiesa d battaglia per
difendere ragione ed evidenza di alcuni dati elementari, fattuali e umani. D battaglia
per dire ai laici che venuto il momento di
tirare fuori le palle. Perch conviene anzitutto alla societ laica la sopravvivenza dellistituto civile matrimoniale e familiare.
Perch conviene al mondo secolarizzato
che non proliferino unioni sbrindellate fino
al parossismo del matrimonio gay e dellabolizione del nome del padre e della madre. Perch spetta ai laici difendere il mondo comune della paternit e maternit cer-

tificata in doveri certi e concreti oltre che in


diritti incerti e astratti. Perch come gi fa
con la nozione di sviluppo sostenibile, anche con i diritti la societ si trova nellevidente necessit di fissare una soglia di sostenibilit. Chiaro che ciascuno e tutti siamo portatori sani di diritti. Ma non siamo in
paradiso e si capisce che uno stato non pu
correre appresso a diritti infiniti.
Non per questioni di morale sessuale o
matrimoniale che la chiesa si mette in mezzo anche in questo affare di similpacs. La
chiesa conosce la sua storia. Sa che una certa Teodora, ad esempio, al tempo in cui non
si poteva far altro che il matrimonio, essendo lei figura del primo monachesimo femminile (che precede quello maschile), dunque lantesignana di Rosy Bindi, piuttosto
che sposarsi come imponeva la legge civile
dellepoca, prefer, come usava allora per le
renitenti al matrimonio, farsi condannare al
postribolo. La chiesa non ha affari privati da
difendere in questa storia. Tant che san
Paolo, quello che accusato di essere il vero fondatore del cattolicesimo, consigliava
di non sposarsi e di vivere dedicati soltanto
alla gloria di Cristo nel mondo. Diceva anche che matrimonio e famiglia sono soltanto
un rimedio al bruciare dei sensi. Dunque la
chiesa non difende il matrimonio e la famiglia perch cristiani, ma perch innanzitutto convenienti alla sopravvivenza della specie e della comunit umana. Stessa cosa valga per i sodomiti. Ce nerano e ce ne sono,
come dimostrano le cronache su preti e dintorni, anche nella chiesa. E normale. Ma
non per questo la chiesa li pu approvare. E
ci per la semplice, empirica, razionale considerazione che lordine della natura e della societ non pu conformarsi a un modello che, di fatto, con tutto il sentimento possibile del caso, proclamerebbe la pratica
estinzione del mondo. Insomma, bench non
se lo auguri, la chiesa non ha mai avuto il timore n di finire in pasto ai leoni, n di andare in guerra nelle legioni di Cesare. Se oggi pone con forza la questione dellordinata
alleanza uomo-donna e della sua naturale
forma giuridica che la famiglia, lo fa consapevole di andare sotto nei sondaggi, nelle
fiction, in tutti i mezzi di comunicazione (occidentali). Lo fa, perch la chiesa non legata allora e al giorno del culto della religione del sentimento fluido o dellorientamento trasgender. Lo fa perch legata al
passato, al presente e al futuro del mondo.
Di qui, in un certo senso si capisce perch
questo Papa stia simpatico perfino agli ortodossi e presto, cos si dice, potrebbe riuscirgli ci in cui ha fallito persino il suo gigantesco predecessore, cio una storica visita a
Mosca. Si capisce, tale simpatia, anche da
cose marginali. Come lostinato diniego russo a ospitare gaypride sul suo territorio. Un
radicale niet che quel fenomeno di Putin
non giustifica come ha giustificato il suo sindaco di Mosca, in quanto atto satanico, ve-

leno moralmente mortale per i bambini.


No, non ha detto perch Mosca non Sodoma, ma, dice Putin, perch il nocciolo del
problema che la Russia ha un problema
demografico, e questo tutto.
Ora, per tornare alle immagini che Repubblica cerca di sfocare facendole passare
per un vecchio scontro tra laici e clericali,
fissate bene quelle due foto depoca. Rosy
Bindi che d sfogo a tutta la sua amarezza
nei confronti della chiesa, la sua chiesa, che
non ha capito la sua intelligente e profonda
opera di mediazione con correntoni, rosapugnoni e ricomunisti. Fissate bene quello
scatto che immortala il nostro presidente

del Consiglio alla messa, il giorno dopo lapprovazione dei piccoli pacs, nellatto devoto
di ricevere la comunione sotto lo sguardo religioso e compunto di un giovane chierichetto di SantEgidio. Aveva capito tutto Ezio
Mauro, che due giorni prima del patatrac, il
giorno dopo il non possumus dellAvvenire, aveva cercato di correre in disperato soccorso democrat. Niente da fare. Per il dossettiano davvero finita la stagione della
convivenza, ambigua, ma protetta da schiere di colletti bianchi, chierici e vescovi amici, con Pietro, il Papa, al quale ovviamente
si pu sempre disobbedire e opporre altra
verit, ma senza il quale non ci si pu pi dire obbedienti alla chiesa. A suo modo lopzione per la scelta religiosa fatta dalla pi
istituzionale e ufficiale delle associazioni
cattoliche agli inizi degli anni Settanta era
stata unoperazione geniale. Separate le sfere del privato e del pubblico, la laicit intesa come autonomia dalla fede, e una fede ridotta a ispirazione amica delluomo,
e di unamicizia analoga a quella che possiamo avere noi con Adamo ed Eva, tanto cara ai Lazzati e Dossetti, quellidea di laicit
ha attivato per decenni un alibi portentoso.
Manteneva i professanti il maritainismo politico nellaureola mistica, devota, ortodossa
verso santa madre chiesa e, al tempo stesso,
dava loro mani libere per operare da principi di questo mondo. Quando Paolo VI intu
lequivoco era tardi. Il suo pontificato volge-

va al termine e il proiettarsi dellombra cupa di un cristianesimo disincarnato ma fedele segugio delle forze storiche del potere
mondano, forse ne affrett anche la morte.
Certo che un pensiero non cattolico si stava insinuando dentro la chiesa. Certo che un
odore di zolfo (us proprio quelle parole
Paolo VI fumo di satana) si andava diffondendo nei sacri palazzi e in quei grandi convegni che nel nome del Vaticano II e dellaggiornamento e della promozione umana,
scardinavano il pensiero cattolico. Ma per
trentanni lequivoco funzion. Ruini poteva
essere considerato un amico e sodale dagli
stessi che dal giorno in cui ha fatto irruzione sulla scena politica il meteorite Berlusconi visto come il diavolo. E nonostante
il pontificato del polacco detestato da Dossetti, sia dentro le curie di chiesa, sia nella
Dc, il cattolico-democratico faceva il suo regolare corso donore fino ai gradini pi alti,
nelle partecipazioni statali come nelle curie arcivescovili. Avevano scelto la fresca
ombra della religione, ma le linee telefoniche con la politica erano rimaste dirette e
bollenti. Avevano la Dc, potevano lasciare
che fossero quei pazzi ciellini a fare tutte le
battaglie etiche ordinate dalla chiesa. Dal
divorzio allaborto, loro potevano nascondersi o glissare. Come mai non erano in
piazza negli anni Settanta? Perch avevano
fatto la scelta religiosa. Detto questo
chiaro che non hanno mai condiviso queste
cose pannelliane.
Un lungo equivoco
Ma lequivoco andato avanti a lungo,
mentre il moralismo clerical-fascista degli
anni Cinquanta e Sessanta si trasformava
negli anni Ottanta e Novanta in un moralismo eguale anche se di segno opposto. Una
volta erano i comandamenti legati al sesso a
fare indignazione. Adesso, di comandamenti ne rimasto praticamente solo uno,
non rubare. Quelli della scelta religiosa erano gli stessi della Dc di sinistra, quelli del
moderno potere bancario al nord e delle
sempiterne clientele statali al sud. Il punto
di congiunzione pi alto fu la Dc demitiana
del 1987, sostenuta in chiave anticraxiana
dalla Repubblica di Scalfari e poi risparmiata dal repulisti di tangentopoli. Daltronde agli inizi del 1990 perfino Massimo
DAlema era di casa ai convegni della Fuci
e la congiunzione astrale tra borrelliani e
martiniani fu in certo qual senso provvidenziale, oltre che necessaria. Se Milano era infatti una citt da bere, non si pu dire che la
principale curia lombarda fosse domiciliata
su Marte. Ma insomma, il cardinal Martini
sped la sua bella letterina privata alla vedova di Bettino, ma si guard bene da non
seguitare in quella linea di dialogo preferenziale, naturalmente spirituale e apostolico, prima con il partito di cui Enrico Berlinguer aveva dipinto a Scalfari la superiorit
antropologica delle mani pulite (fu un in-

tervista del 1981), poi con quella magistratura combattente che sulla base di una ragione molto sociale apr unazienda giusto nel
tribunale di Milano. Tutto ci durato fino
al referendum sulla legge 40. Dove la scelta
religiosa dei cattolicissimi riusc ancora
una volta a scantonarla grazie alla riaffermazione della buona, vecchia, saggia libert
di coscienza. Su cosa ti vanno a cadere? Dove succede lincidente, adesso? Ma pensa te,
succede su questa pinzillacchera del Dico.
Su una leggina da ragionieri della partita
doppia che, forse fingendo di non capire o
forse non capendo proprio la lezione ratzingeriana, crede di cavarsela con il comico
escamotage della raccomandata spedita al
compagno/a di coppia di fatto e la dichiarazione contestuale (non congiunta), del
piccolo pacs. Eh, s, ha ragione il direttore di
questo giornale. Se vero che le leggi informano la cultura, vero anche il contrario. Di
qui il sillogismo perfetto: la legge Bindi altro non che figlia pi che legittima di una
certa cultura cattolica. Che cominci con la
scelta religiosa, pass per la Dc di sinistra,
continu dopo Tangentopoli in quella forma
di cesaropapismo che la religione della Costituzione. E ora compie la sua parabola facendosi assorbire nella religione della secolarizzazione (sia pur moderatamente, si intende, il cattolico il moderato per antonomasia). In un certo senso anche il capolavoro di Marco Pannella. In un certo senso, si
capisce. Perch, si capisce, nonostante sia
quella pochezza che , la leggina Bindi ha un
valore simbolico devastante. Chiss se Prodi
ne consapevole. Pannella secondo me s.

Scelsero la fresca ombra della


religione, ma le linee telefoniche con
la politica del laicato cattolico adulto
erano rimaste dirette e bollenti
Non ha ottenuto le stelle della rivoluzione
zapateriana che auspica. Ma chiaro, stilato
il suo programma ultrasecolarista, aver ottenuto il risultato di aver costretto il leader
cattolicissimo dellUnione a dire di no a
Benedetto XVI e alla Cei, una vittoria storica. Dunque, per il dossettismo la fine di
una grande storia. Mentre per la chiesa di
Ratzinger e per una minoranza ateo-ratzingeriana, anarco-resurrezionalista, femminista alla Evelyne Sullerot o comunista alla
Pietro Barcellona, prosegue laffascinante
confronto-scontro con la postmodernit. Con
il professore Papa davvero finito il tempo
degli equivoci e degli alcol forti dellideologia? Chiss. Certo che con Benedetto XVI
venuto il tempo della ragione, dellamicizia
e persino dellincertezza e dellironia dentro
e fuori la chiesa. Come chiamarlo se non il
tempo della sana e consapevole laicit?
Luigi Amicone