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Letteratura chitarristica del Cinquecento

La chitarra fa il suo ingresso nel mondo della musica europea nel Medioevo, quando gli arabi
introducono la kuitra (o ki-tar), a fondo ricurvo e corde metalliche: la commistione con uno
strumento simile, ma a fondo piatto (come la fidicula latina), fa nascere uno strumento a cassa ovale
leggermente rientrante, fondo piatto, corde in budello. Contemporaneamente si nota anche
l'esistenza di uno strumento inglese e fondo piatto e di uno tedesco a fondo ricurvo, detto quinterne
o gittern. Quest'ultimo strumento ancora descritto nei libri teorici di Sebastian VIRDUNG
(Musica Getutsch..., Basilea 1511) e Martinus AGRICOLA (Musica instrumentalis deutsch,
Wittenberg 1529). Il numero delle corde era variabile da 4 a 7, e sub parecchie varianti nel corso
del tempo.
I primissimi esempi di composizioni per chitarra rinascimentale (a quattro ordini di corde) sono
contenuti in raccolte per vihuela oppure per liuto. Ecco uno schema delle composizioni apparse in
Italia e in Spagna:

Nome dell'autore

Titolo del libro

Luogo e anno di
pubblicazione

Alonso MUDARRA

Tres libros de musica


en cifras para vihuela

Siviglia, 1546

Miguel de
FUENLLANA

Libro de musica para


vihuela, intitulado
Orphenica lyra

Siviglia, 1554

Melchioro de
BARBERIS

Opera intitolata
Contina, Libro decimo

Venezia, 1549

composizioni per
chitarra rinascimentale
contenute
quattro Fantasie, una
Pavana e una
Romanesca
sei Fantasie e tre
elaborazioni di
composizioni vocali
quattro Fantasie per
sonar sopra la Chitara
da sette corde

In Francia invece la situazione appare notevolmente diversa: vengono infatti stampate intere
raccolte dedicate alla chitarra a quattro ordini. A Parigi, tra il 1551 e il 1554, gli editori Adrien LE
ROY e Robert Ballard pubblicano cinque libri: Premier (Second, Tiers, Quart, Cinqiesme) libre de
tabulature de guiterre. Di questi, il primo (1551) e il terzo (1552) sono composti da Le Roy stesso
(con Preludi, Fantasie, Canzoni e ritmi di danza quasi tutti francesi), e il quarto (1552) curato dal
compositore bavarese Gregoire BRAYSSING (Fantasie, trascrizioni da Salmi e Canzoni francesi);
il secondo (1555) e il quinto (1554) comprendono invece lavori per voce e chitarra intavolati
sempre da Le Roy (contengono rispettivamente Canzoni francesi e trascrizioni di vari autori a 3 e 4
voci).
Sempre a Parigi e nello stesso periodo gli editori Granjon e Fezandat pubblicano libri di Simon
GORLIER (Le troysieme libre contenant plusieurs duos, et trios... mis en tablature de guiterne,
Parigi 1551, con trascrizioni di musiche vocali a 2 e 3 parti) e di Guillaume MORLAYE (Le
premier libre de chansons, gaillardes, pavanes...reduictz en tabulature de guiterne, Parigi 1552; Le
second libre de chansons, gaillardes, pavanes... reduictz en tabulature de guiterne, Parigi 1553;
Quatriesme libre contenant plusieurs fantasies, chansons, gaillardes... reduictes en tabulature de
guiterne, Parigi 1552). In Belgio viene pubblicato Selectissima elegantissimaque, gallica, italica et
latina in guiterna ludenda carmina, a cura degli editori Pierre Phalse e Jean Bellre (Lovanio e
Anversa, 1570): contiene Fantasie e passi di danza di diversi autori, e non altro che la versione
latina di un manuale teorico-pratico sul liuto, chitarra e cetra di Le Roy e Ballard ( Briefve et facile

instruction..., Parigi 1551), grazie al quale conosciamo tutto quello che riguarda la chitarra a quattro
ordini.

Chitarra rinascimentale a quattro


ordini di corde

Letteratura chitarristica del Seicento e del


Settecento
La produzione chitarristica barocca vede dapprima una decadenza nello stile (prima met del
secolo) per poi rifiorire.
La chitarra a cinque ordini di corde (che venne chiamata "spagnola" per la grande diffusione che
aveva appunto in Spagna) cambi tecnica esecutiva: non pi tecniche contrappuntistiche complesse,
ma sottolineatura della musica accompagnandola con accordi, secondo l'uso spagnolo (taer
rasgueado): tali accordi venivano scritti con un nuovo metodo, che sostituiva le note (o i gruppi di
lettere o numeri, come nell'intavolatura) con lettere dell'alfabeto che indicavano l'accordo da
eseguire.
Il primo compositore a utilizzare lettere per indicare gli accordi dello spagnolo Juan CARLOS y
AMAT, che teorizz il sistema in Guitarra espanola.... (Barcellona 1586), anche se il
perfezionamento di questo sistema fu ad opera del fiorentino Girolamo MONTESARDO , autore
di Nuova inventione d'intavolatura per sonare li balletti sopra la chitarra spagniuola, senza numeri
e note, Firenze 1606. Numerosi i compositori che, in Italia e all'estero, pubblicavano i propri lavori
con l'accompagnamento in accordi per chitarra: tra questi ricordiamo Giovanni Girolamo
KAPSBERGER, Giovanni Ambrosio COLONNA, Angiolo Michele BORTOLOTTI, Antonio
CARBONCHI (che pubblic un sistema di 'scordature' -cio accordature diversa dalla normale- in
dodici diverse maniere, per creare effetti particolari), e Giovanni Paolo FOSCARINI, detto
L'ACADEMICO CALIGINOSO o IL FURIOSO. Ancora in Spagna Luis de BRICENO, col
suo metodo (pubblicato per a Parigi nel 1626) insegnava a eseguire il rasgueado con un metodo a
cifre e lettere.
Il secondo periodo vede invece un rifiorire dello stile contrappuntistico sulla chitarra (che per non
abbandoner pi anche lo stile ad accordi), con un aumento della raffinatezza esecutiva e un
interessamento verso lo strumento anche da parte dei gruppi sociali pi 'alti'. Tra gli autori per
chitarra di questo momento d'oro, il pi noto sicuramente Francesco CORBETTA (1615 ca. 1681). Nato nel Pavese, percorse l'Italia, la Spagna, la Francia e la Germania durante la sua vita
movimentata, facendosi apprezzare ovunque sia come compositore che come esecutore. Fu attivo
alla corte del Duca di Mantova, che nel 1656 lo invi a quella di Luigi XIV di Francia, che aveva
mostrato un tale interesse per la chitarra da creare un nuovo incarico di corte, quello di matre de
guitare du Roy. Sull'esempio del re, suonavano la chitarra principi e principesse, ai quali i
compositori dedicavano le proprie opere. Il Corbetta giunse in questo ambiente e si fece subito
ammirare per la sua arte, per poi trasferirsi alla corte inglese di Carlo II nel 1660, dove ricevette il
titolo di gentiluomo di camera della regina. Per tutto il resto della sua vita fece la spola tra queste
due corti, per morire infine a Parigi. Le sue composizioni sono redatte in tutti e tre gli stili
dell'epoca: a sole botte, a intavolatura nota per nota, e i due modi assieme. Il suo stile galante,
ricco di abbellimenti, propriamente "francese".
Di altri chitarristi contemporanei di Corbetta, ricordiamo Domenico PELLEGRINI, attivo a
Bologna (la sua citt natale) per tutta la sua vita, importante perch sembra sia stato il primo a
utilizzare le unghie della mano destra per pizzicare la chitarra; Giovanni Battista GRANATA,
allievo di Corbetta, e Lodovico RONCALLI, il quale scrisse un solo libro, ma che acquis fama
alla fine dell'Ottocento grazie alle trascrizioni delle sue opere da parte dello studioso Oscar
Chilesotti e alla versione per orchestra di una sua Passacaglia, rielaborata da Ottorino Respighi.
In Francia la chitarra era quindi, come si gia detto, tenuta in grande considerazione da tutta la
nobilt: la spinta innovatrice di Corbetta fu continuata dal suo allievo e successore come maestro
del re, il francese Robert de VISE (1650 - 1725): di lui, anche se ebbe un posto preminente a
corte, non abbiamo che scarsissimi dati biografici. Sappiamo solo che pubblic tre libri di musiche
per chitarra (tutti dedicati al re) nel 1682, 1686 e 1689, oltre ad un libro di brani per liuto e tiorba
(di cui era un grande virtuoso). Altro francese, attivo al Grand Opera di Parigi, fu Franois

CAMPION (1668 ca - 1748): le sue composizioni si basano su un sistema di otto diverse


accordature, che favorirono ancora una volta il sistema delle strappate e andarono contro un uso pi
'artistico' della chitarra: ma ci si stava avviando di nuovo verso un periodo di decadenza.
In Spagna, dopo Luis de Briceno, bisogna oltrepassare la met del secolo per trovare un
compositore di rilievo nella figura di Gaspar SANZ (1640 - 1710): studioso di filosofia e teologia
all'Universit di Salamanca in giovent, si trasfer in Italia dove cominci a coltivare le sue
passioni, studiando organo e chitarra a Napoli. I suoi progressi furono notevoli al punto che, tornato
in patria, divenne insegnante di Don Giovanni d'Austria, al quale dedic il suo trattato Instruccin
de Musica sobre la guitarra espaola, Saragozza 1674, il pi importante per chitarra a cinque
ordini apparso in quel secolo, al punto che ebbe ben otto edizioni almeno in poco pi di vent'anni.
Nel sistema di regole (due serie, la prima di otto e la seconda di undici), Sanz d alcune spiegazioni
sulla meccanica dello strumento (corde, tastiera ecc.) e sul sistema di notazione, oltre alla
spiegazione dei due stili dell'epoca, il rasgueado e il punteado. Altro compositore spagnolo di una
certa importanza Santiago de MURCIA, maestro di chitarra della regina di Spagna, con il quale
si chiude anche in Spagna l'epoca del suonare nota per nota e si torna, lentamente ma
inesorabilmente, allo stile rasgueado: l'ultima pubblicazione spagnola, del 1774, segna anche la fine
della scrittura in intavolatura: da quel momento tale sistema verr abbandonato e si passer alla
scrittura in notazione musicale su un solo rigo.
Il Settecento un periodo piuttosto buio per la letteratura chitarristica, anche se segna il momento
dell'evoluzione pi importante dal punto di vista strutturale: verr infatti aggiunto un sesto ordine di
corde, e subito dopo si elimineranno i raddoppi. Nasce tuttavia un nuovo interesse per lo strumento
in Francia, verso il 1760, dove compositori, spesso di non grande levatura artistica, approntarono
metodi, studi e un repertorio vasto (anche se mediocre), per la clientela, anche in questo caso
rappresentata dalla corte reale e dalla nobilt in genere. Quello che viene stampato all'epoca sono
raccolte contenenti trascrizioni o arrangiamenti di arie d'opera, variazioni su canti in voga, pi arie
di danza e sonate non proprio eccelse, per una e anche due chitarre. Questo fenomeno non si
manifest solo in Francia, ma pure in Inghilterra e in Germania. Ci stiamo per preparando al vero
secolo d'oro per la chitarra: l'Ottocento.

Riproduzione moderna di una chitarra


barocca a cinque ordini di corde

Letteratura chitarristica dellOttocento


Il contributo dato dallItalia alla letteratura chitarristica ottocentesca pi che notevole, sia per
quantit che per qualit, anche se i nostri migliori chitarristi raccolsero allestero, pi che non in
patria, le loro maggiori soddisfazioni artistiche ed economiche.
Su queste emigrazioni sono state tentate alcune spiegazioni: in primo luogo, lo scarso interesse per
la musica strumentale pura da parte dei mecenati, impresari e pubblico ed in secondo luogo la
mancanza di editori, per cui la diffusione delle musiche era possibile soltanto attraverso copie
manoscritte.
Un posto eminente lo detiene il napoletano Ferdinando CARULLI (Napoli 1770-Parigi 1841).
Arriv alla chitarra quasi da autodidatta, dopo essersi dato al violoncello.
Stabilitosi a Parigi nel 1808, svolse da prima una brillante attivit concertistica, per poi dedicarsi
allinsegnamento.
Il suo Methode de Guitare op. 241, Parigi 1810, pensato per la chitarra a sei corde. La prima
edizione italiana usc a cura dellEditore Ricordi nel 1858.
Tra le sue composizioni, pi di 300 numeri dopera, tra le quali figurano brani per chitarra sola, per
duo di chitarre, per violino e chitarra, Trii (fl. vl. e chit.), flauto e chitarra, oltre ai Concerti per
chitarra e piccola orchestra darchi e il Concerto per fl. chit. e orchestra.
Le pagine che ci sono note rivelano una scrittura assai pulita, genialit di idee ma non sono cose di
un grande compositore, anche se hanno il loro fascino e la loro esecuzione risulta quindi sempre
interessante.
Uno degli autori pi rappresentativi del secolo certamente il pugliese Mauro GIULIANI
(Bisceglie 1781 Napoli 1829 o Vienna). Emigr dallItalia nei primi anni dellOttocento, e si
trasfer a Vienna nel 1806, rimanendoci stabilmente, salvo rare parentesi, fino al 1819. Si dedic
alla composizione, al concertismo e allinsegnamento. Per la sua straordinaria abilit nel trattare la
chitarra, fu ammesso non solo negli ambienti di corte, ma anche in quelli artistici, stringendo
amicizia con i pianisti Hummel, Moscheles, Diabelli, il violinista Mayseder, oltre a diventare amico
di Beethoven. Rientrato a Roma nel 1820, raccolse numerosi successi. Secondo alcuni biografi,
pass gli ultimi anni della sua vita a Napoli, secondo altri ritorn a Vienna. Ha lasciato circa 150
numeri dopera, e molte altre composizioni non catalogate. Dopo la sua morte, usc a Londra una
rivista di studi chitarristici e musica, che si intitolava The Giulianad.
Le sue opere annoverano:
Tre concerti per chitarra e orchestra darchi (lultimo scritto per la chitarra terzina, uno strumento di
dimensioni pi piccole e accordato una terza minore sopra laccordatura standard invenzione di
Giuliani stesso), numerose composizioni per chitarra sola (ricordiamo la Sonata op. 15, le sei
Rossiniane, le Giulianate), per due chitarre, per flauto o violino e chitarra, per pianoforte e chitarra,
e musica da camera con chitarra (insieme a flauto e violino, quartetto darchi, ecc.), Studi per
chitarra sola, musiche per voce e chitarra. Importante anche il suo Metodo per chitarra op. 1.
Ma il chitarrista pi famoso dellepoca rimane Fernando SOR (Barcellona 1778-Parigi 1839). La
sua prima educazione musicale la ebbe nel celebre monastero di Montserrat, studiando canto,
composizione, organo e chitarra. Non ancora ventenne fece rappresentare la sua prima opera, il cui
successo lo port alla nomina di organista della cappella privata della duchessa dAlba e di maestro
di chitarra della figlia. Alla morte della duchessa rimase privo del posto e cominci ad occuparsi
anche di altro, come impiegato amministrativo, ed ebbe anche un avvio nella carriera militare come
simpatizzante dei francesi durante le guerre napoleoniche. Per questo motivo fu costretto a stabilirsi
a Parigi, per poi passare a Londra, dove per vivere insegn canto e composizione. Rientrato a Parigi
nel 1823, conobbe laltro grande chitarrista spagnolo Dioniso AGUADO, formando con lui un duo
di successo. Nel 1825, insieme alla moglie (eccellente ballerina) and a Mosca, dove rimase fino al
1828, raccogliendo successi sia come operista e compositore di balletti, sia come chitarrista (da
notare che in Russia la chitarra era a sette corde, intonata re-si-sol-re-si-sol-re).

Per lalto virtuosismo raggiunto, fu chiamato il Paganini della chitarra.


Della sua importanza in campo didattico, sufficiente parlare del Trait pour la guitare (Parigi
1832), dove si trovano in sintesi tutte le esperienze di un grande chitarrista. Costruzione dello
strumento, corde, produzione e qualit del suono, posizione delle mani, diteggiatura, trascrizioni,
sono alcuni capitoli di unopera, condotta con un rigore critico e scientifico, utilissima ancora oggi.
Lelenco completo delle musiche chitarristiche di Sor comprende 63 numeri dopera, per lo pi per
chitarra sola (le altre opere sono per duo chitarristico).
Altri chitarristi, considerati minori, sono:
Matteo CARCASSI (Firenze 1792-Parigi 1853). uno dei pi grandi concertisti dellOttocento.
Dopo il 1822 (e un soggiorno a Parigi, dove seppe farsi notare nonostante il dominio di Carulli)
cominci lunghe tournes a Londra, in Germania ed in Italia, per poi tornare a vivere a Parigi, dove
chiuse la sua esistenza. In campo didattico da notare il suo Metodo op. 59, e i 25 Studi melodici e
progressivi op. 60, mentre le altre opere chitarristiche sono pagine di grande contenuto virtuosistico.
Francesco MOLINO (Firenze 1775-Parigi 1847). Lasciata Firenze viaggi molto facendosi notare
per lalta classe della sua scuola. Si stabil a Parigi nel 1820, come concertista di chitarra e
insegnante. La sua didattica condensata nel Nouvelle Methode complete de Guitare (tradotto
anche in italiano e tedesco). Tra le sue composizioni figurano pezzi per sola chitarra, o anche per
violino e pianoforte).
Ricordiamo inoltre i nomi di Luigi LEGNANI, Filippo GRAGNANI, Giulio REGONDI, oltre al
violinista Niccol PAGANINI, che compose numerose musiche per chitarra, ma non vennero
pubblicate con lautore in vita, forse perch da lui considerate opere minori.

Matteo Carcassi (1792 - 1853)

Letteratura chitarristica del Novecento


La seconda met dellOttocento vede nascere diverse figure di virtuosi chitarristi, pi concertisti che
compositori, anche se questa attivit non veniva esclusa a priori, vista la scarsit di occasioni che i
chitarristi avevano di farsi sentire in concerto, sfavoriti dalla grande popolarit del pianoforte, pi
capace di sfumature dinamiche e strumento romantico per eccellenza. Tra questi chitarristi,
ricordiamo Giulio REGONDI in Italia, Johann Kaspar MERTZ in Germania.
Il pi importante comunque lo abbiamo in Spagna, ed Francisco TARREGA ( Villareal 1852
Barcellona 1909). Ebbe la fortuna di operare in un momento in cui la sonorit della chitarra tornava
a farsi apprezzare, anche a causa di quella che era stata la sua sfortuna un appena qualche decina di
anni prima (sonorit molto tenue, poco volume). Fece i suoi studi musicali presso il Conservatorio
di Madrid, affermandosi come pianista e compositore, per poi passare alla chitarra (imparata da
autodidatta). In breve tempo divent un virtuoso di gran classe, tanto da poter intraprendere
numerose tournes in patria e allestero. Scoprendo effetti e sonorit particolari, influ anche
sullevoluzione tecnologica della chitarra , il cui volume di voce venne potenziato e reso pi duttile
dallespressione. Si ritir dal concertismo nel 1906, per una paralisi al braccio destro. Con Tarrega
scomparve uno dei migliori interpreti di tutti i tempi e fin praticamente anche lepoca dei grandi
virtuosi avvolti nella leggenda, per dopo di lui la chitarra venne riabilitata, entrando finalmente a
far parte del consesso degli altri strumenti seri. Tra le sue composizioni, numerose le trascrizioni
di pagine pianistiche e orchestrali, ma anche brani originali (Preludi, Studi, Mazurche, Recuerdos
de la Alhambra, Capriccio Arabo)
La scuola di Tarrega venne continuata da Miguel LLOBET (1878 1938). Avviato da ragazzo alla
pittura, allo studio del violino e del pianoforte, si innamor ben presto della chitarra e nel 1889
lasci tutto per dedicarsi a questo strumento. Divent quindi discepolo di Tarrega, dal quale apprese
la tecnica e tutti i segreti dellesecuzione. nel 1901 cominci alcuni giri artistici per la Spagna. Nel
1904 si stabil a Parigi, allora capitale del mondo artistico e culturale. A Llobet va il merito di aver
sviluppato quanto aveva appreso dal suo maestro, sviluppando le caratteristiche naturali di ciascuna
corda e del qualit espressive dello strumento. Come compositore non fu fecondo, limitandosi a
trascrizioni di autori spagnoli suoi contemporanei e allarmonizzazione del canto popolare catalano,
a lui congeniale.
Altro allievo di Tarrega Emilio PUJOL, che oltre ad essere un importante esecutore, anche un
profondo musicologo per quel che riguarda la chitarra, la vihuela e la loro letteratura. Ha avuto il
merito di codificare linsegnamento di Tarrega (che non ha mai pubblicato un metodo) con il suo
Escuela razonada de la guitarra, di risvegliare linteresse per la musica antica (in particolare
spagnola).
Siamo quindi entrati nellepoca segoviana. Andres SEGOVIA (1894 1992) cominci da
autodidatta, dando gi nel 1913 il suo primo concerto per chitarra a Madrid, e nel 1922 raggiunse
fama mondiale con un concerto alla Carnegie Hall di New York. Da quel giorno ogni sua
apparizione concertistica ha segnato un crescente successo di critica e di pubblico. Le sue personali
interpretazioni hanno riportato la chitarra nelle sale da concerto di tutto il mondo, come strumento
solista e concertante. Ha curato trascrizioni e pubblicazioni, favorendo la nascita di un nuovo
repertorio chitarristico da parte di autori suoi contemporanei (Joaquin Rodrigo, al quale dobbiamo il
primo concerto per chitarra e orchestra dellepoca contemporanea, Heitor Villa-Lobos, Mario
Castelnuovo-Tedesco, Federico Moreno-Torroba, Joaquin Turina e altri).
Se per la strada indicata da Pujol e Segovia, tendente a rivalutare il patrimonio antico sia liutistico
e chitarristico, e il ricorso al folclorismo spagnolo e sudamericano diede risultati assai felici, questa
stessa strada poteva relegare la chitarra in una determinata zona del passato ed essere confinata tra
le strutture del folclorismo.
A reagire per prima a questa tendenza fu leditrice Casa Ricordi, che commission ad alcuni
compositori moderni, non necessariamente chitarristi, alcuni brani per chitarra: nacque cos l

Antologia per chitarra con compositori come Auric, Camargo-Guarnieri, Ghedini, Malipiero,
Petrassi, Poulenc, Rodrigo, Sauguet, Surinach. Il linguaggio chitarristico qui in molti casi piegato
alle nuove tendenze compositive, che inseriranno la chitarra in quegli sperimentalismi prima della
dodecafonia, e poi delle altre scuole musicali (atonalismo, aleatoria, minimalista, ecc). Per la
prima volta, i compositori non chitarristi si affacciano nel mondo della sei corde, dando origine a
pagine importantissime nel repertorio del nostro strumento. tra questi autori, ricordiamo Paul
HINDEMITH, Hans Werner HENZE, Bruno BETTINELLI, Benjamin BRITTEN, Mauricio
OHANA, Reginald SMITH-BRINDLE. Tra i chitarristi-compositori spicca la figura di Leo
BROUWER (1939) a tuttoggi il compositore contemporaneo pi eseguito al mondo. I suoi lavori
migliori si hanno dopo il suo ritiro dalle scene concertistiche (a causa di un incidente che gli fa
perdere luso di tre dita della mano destra), con composizioni anche di largo respiro utilizzanti tutte
le tecniche compositive conosciute. Un importante lavoro, dopo La Espiral Eterna e El Decameron
Negro, la Sonata para guitarra, di stile neoclassico.

Andres Segovia (1894 - 1992)