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4/5/2015

Sentenze

Cassazione
Civile
Cass.civ.Sez.I,Sent.,17022014,n.3674
Fatto Diritto P.Q.M.
CREDITORE
PEGNO
RESPONSABILITA'PATRIMONIALE

REPUBBLICAITALIANA
INNOMEDELPOPOLOITALIANO
LACORTESUPREMADICASSAZIONE
SEZIONEPRIMACIVILE
CompostadagliIll.miSigg.riMagistrati:
Dott.RORDORFRenatoPresidente
Dott.DIAMATOSergiorel.Consigliere
Dott.BERNABAIRenatoConsigliere
Dott.DIVIRGILIORosaMariaConsigliere
Dott.CRISTIANOMagdaConsigliere
hapronunciatolaseguente:
sentenza
sulricorso19810/2007propostoda:
UNIPOL BANCA S.P.A. (c.f./p.i. (OMISSIS)), in persona del legale rappresentante pro tempore
elettivamentedomiciliatainROMA,VIAFEDERICOCESI72,pressol'avvocatoALBISINNILUIGI,che
la rappresenta e difende unitamente all'avvocato SESTA MICHELE, giusta procura a margine del
ricorso
ricorrente
contro
FALLIMENTONUOVAULISSEEDIZIONIS.R.L.
intimato
avversolasentenzan.581/2006dellaCORTED'APPELLOdiBOLOGNA,depositatail01/06/2007
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 15/01/2014 dal Consigliere Dott.
SERGIODIAMATO
udito, per la ricorrente, l'Avvocato BUONAFEDE ACHILLE, con delega, che si riporta e chiede
l'accoglimento
uditoilP.M.,inpersonadelSostitutoProcuratoreGeneraleDott.FIMIANIPasquale,chehaconcluso
perl'accoglimentodelricorso.

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Svolgimentodelprocesso
Consentenzadel1giugno2006laCortediappellodiBologna,inriformadellasentenzaemessain
data 7 dicembre 2002 dal Tribunale della stessa citt, dichiarava l'inefficacia nei confronti del
fallimentodellas.r.l.NuovaUlisseEdizioni(dichiaratoil(OMISSIS))dell'attoindata22ottobre1991
concuiP.E.elabancas.p.a.Banecavevanopattuitolacostituzioneinpegnodititoli, da parte del
primo ed a garanzia di crediti della seconda nei confronti della s.r.l. Nuova Ulisse Edizioni con la
stessasentenzala Corte territoriale condannava la s.p.a.Unipol Banca, subentrata nei rapporti gi
facenticapoallas.p.a.Banec,arestituirealpredettofallimentolasommadiL.70.000.0000(pariad
Euro36.151,98)oltreinteressidalladomandaalsaldo.Inparticolare,perquantoancorainteressa,la
Cortediappelloosservavache:1)ilpegnocostituitodaP.E.afavoredellas.p.a.Banecavevanatura
di pegno regolare poich i titoli di Statocostituitiin pegno erano stati esattamente individuati "per
tipo (B.T.P.), quantit (valore nominale di L. 70 milioni), scadenza (ottobre 1993), tasso praticato
(12,50%),numerodidossier(depositon.(OMISSIS)),codiceABI(n.(OMISSIS))"epoichnl'atto
costitutivodelpegnonleallegatecondizionigeneralidicontrattoprevedevanolafacoltdellabanca
didisporredeititoli
inoltre, le parti avevano stipulato un patto di rotativit, incompatibile con un pegno irregolare,
prevedendo la facolt del creditore pignoratizio di riscuotere i titoli alla scadenza e di impiegare gli
importiriscossinell'acquistodialtrettantititolidellastessanaturaecosdiseguitoadognisuccessiva
scadenza, con l'avvertenza che anche i nuovi titoli sarebbero stati soggetti all'originario vincolo di
pegno2)ititoliinquestione,gravatidalpegnopereffettodeldirittodisequelapropriodellegaranzie
reali,venneroacquistatidallagarantitas.r.l.NuovaUlisseEdizioni,comepotevadesumersidalchiaro
tenoredellaletteradel31gennaio1992,aventeperoggetto"conferimentotitolidapartediP.E. a
favoredisocietdelgruppoNuovaUlisseEdizioni",conlaqualeilP.avevachiestoallabancaBanec
"diprovvedereaquantonecessariopertrasferiredettititoliinaltrettantidossiers...fermorestando
la disponibilit di lasciareinuovidossiersinpegno delle linee di credito di ciascuna societ". A tale
chiaraespressionedellavolontdelP.diattuareiltrasferimentoallas.r.l.NuovaUlisseEdizionidella
propriet dei titoli costituiti in pegno la banca aveva, del resto, conformato la sua condotta in
occasione della comunicazione dell'estratto conto al 31 dicembre 1992, contenente il riscontro
contabiledellavenditadeititoli,edinoccasionedellacostituzioneinmoradelP.,alladatadel1luglio
1992,nellasuasolaqualitdifideiussore3)poichlas.r.l.NuovaUlisseEdizioniavevaacquistatoi
titoli,ilcuratoredelsuofallimentoeralegittimatoafar valere l'inopponibilit della garanzia ai sensi
dell'art. 2787 c.c. sotto tale profilo, mentre la certezza della data della costituzione del pegno
risultava dal timbro postale apposto sulla relativa scrittura ed i titoli oggetto della garanzia erano
sufficientementeindividuatinell'atto,risultava,invece,manchevolel'indicazionedelcreditogarantito.
A tal fine,infatti, doveva ritenersi insufficiente il riferimento alla linea dicredito di L. 210.000.000
utilizzabile per 10.000.000 per scoperto di conto corrente e per 200.000.000 per anticipazioni su
effetti o ricevute presentati salvo buon fine, atteso che mancava qualsiasi concreto riferimento ai
rapportisuiqualieradestinataadinciderel'aperturadellanuovalineadicreditoe,inparticolare,al
contosulqualele linee di credito andavano ad innestarsi. Ne conseguiva cheilpegno, valido tra le
parti,noneratuttaviaopponibileaiterzie,pertanto,alcuratoredelfallimento.
UnipolBancas.p.a.proponericorsopercassazione,deducendoseimotivi.
Ilfallimentononhasvoltoattivitdifensiva.

Motividelladecisione
Conilprimomotivolaricorrentededucelaviolazionedegliartt.1851,1346e1378c.c.,lamentando
che erroneamente la Corte di appello aveva escluso che nella fattispecie ricorresse una ipotesi di
pegno irregolare. Infatti, la descrizione dei titoli concessi in garanzia non era preclusiva
dell'applicazione dell'art. 1851 c.c., poich anche nella fattispecie ivi prevista l'oggetto del pegno
dovevaesserenecessariamentedeterminatoinoltre,lasentenzaimpugnatanon aveva considerato
che il P. aveva autorizzato la banca a tenere depositati i titoli presso la Banca d'Italia anche
includendoli in un certificato rappresentativo cumulativo di altri titoli della stessa specie con
conseguente perdita della individualit e specialit dei titoli concessi in garanzia. Infine,
contrariamenteaquantoaffermatodallaCorteterritoriale,ilpattodirotativitnonpu considerarsi
incompatibile con il pegno irregolare, in quanto in tal caso il patto incide sull'eventuale debito
restitutorio della banca per la parte dei beni costituiti in garanzia che eccedono l'ammontare dei
creditigarantiti.
Conilsecondomotivolaricorrentededuceilviziodimotivazione,lamentandochelaCortediappello,
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da un lato, aveva ritenuto che i titoli fossero stati specificamente individuati, trascurando
l'autorizzazione ad includerli in un certificato cumulativo e, d'altro canto, aveva escluso la volont
dellepartidiporreinessereunpegno irregolare, omettendo di considerare, in violazione degli artt.
1362e1363c.c.,tutteleclausolecontrattualie,inparticolare,l'art.10dellecondizionigenerali,che
autorizzava la banca "a recuperare il suo credito, senza bisogno di preavviso, di intimazione, di
costituzioneinmora,dipreviaescussioneediparticolariformalitperilrealizzodeivaloricostituitiin
pegno"elaclausoladell'attocostitutivodelpegnocheprevedevailmeccanismocompensativotipico
delpegnoirregolare.
Il primo ed il secondo motivo possono essere esaminati congiuntamente in quanto strettamente
connessi e sono infondati. Al riguardo giovaricordare che, secondo la consolidata giurisprudenza di
questa Corte, si rientra, "nella disciplina del pegno irregolare, qualora il debitore, a garanzia
dell'adempimento della sua obbligazione, abbia vincolato al suo creditore un titolo di credito o un
documento di legittimazione individuati, conferendo a quest'ultimo anche la facolt di disporre del
relativo diritto, come delineato dall'art.1851c.c.,norma (riferita all'anticipazione bancaria, ma che
costituisce tuttavia la regola generale di ogni altra ipotesi di pegno irregolare) in base alla quale il
creditore garantito acquisisce la somma portata dal titolo o dal documento, che dovr restituire al
momentodell'adempimentoo,incasodiinadempimento,dovrrendereper quella parte eccedente
l'ammontaredelcreditogarantito,determinatainrelazionealvaloredellecosealtempodellarelativa
scadenza"(eplurimisCass.16giugno2005,n.12964
Cass.5novembre2004,n.21237).
Neconsegue che il pegno irregolare determina, in caso di adempimento, non l'obbligo di restituire
l'idem,corpus,ecionellaspecieititoliricevuti,mailtantundemeiusdemgenerisequalitatise,in
caso di inadempimento, l'obbligo di restituire res eiusdem generis e qualitatis per l'eventuale
eccedenza tra il valore delle cose al momento della scadenza del credito garantito e l'importo di
quest'ultimo.Inaltreparole,larestituzionesitrasformada obbligazione di specie in obbligazione di
genere.
Esattamente,pertanto,laCorteterritoriale,haritenutol'incompatibilitconilpegnoirregolarenondi
ungenericopattodirotativit(che,comunque,secondoCass.5marzo2004,n.4507,"inassenzadi
diversaprevisione,noninsintoniaconiconnotatieconlafunzione,sostanzialmente satisfattiva,
del pegno irregolare") ma di un patto che preveda, come nella specie, "la facolt del creditore
pignoratiziodiprovvedereautonomamenteallariscossionedeititoliallaloroscadenzaediimpiegare
d'ufficiogliimportiriscossinell'acquistodialtrettantititolidellastessanaturaecosdiseguitoaogni
successiva scadenza deititoliprovenientidal rinnovo o dai rinnovi, con l'avvertenza che gli importi
riscossieititoliconessiacquistatisarebberostatisoggettiall'originariovincolodipegno(v.clausolan.
3delcontratto)"(pagg.8e9dell'impugnatasentenza).Lariscossionedeititoliallascadenza,enon
la vendita in qualsiasimomento,el'acquisto di titoli della stessa natura rendono, infatti, evidente,
comeritenutodallasentenza impugnata, la mera surrogazione dell'oggetto di un pegno regolare e
nonl'attribuzioneallabancadellafacoltdidisporredeititoli.
Insensocontrariononpossonoassumererilievoleclausole,invocatedallaricorrente,direttesoltanto
a semplificare la procedura prevista dall'art. 2797 c.c., in caso di inadempimento del debitore e di
conseguentevenditadeititoli,conferendoalcreditorelafacoltdiprocederedirettamenteallavendita
ecompensareintuttooinparteilpropriocreditoconildebitoderivantedallariscossione.Infatti,"la
disciplinadettatadall'art.2797c.c.,derogabileconsensualmente,nonsolomediantelaprevisionedi
forme di vendita diverse da quelle prescritte dal secondo comma, ma anche mediante la dispensa
dall'intimazionealdebitoreedalterzogaranteedalrispettodeltermineperl'opposizione,ilcuiunico
scopoconsistenelconsentirealdebitoreedalterzodatoredelpegnodiadempierespontaneamenteo
diopporsiallavendita,senzachel'omissioneditaliformefacciavenirmenolariferibilitdellavendita
alla realizzazione della garanzia pignoratizia, purch essa sia il risultato dell'accordo intervenuto in
propositotralepartiperilsoddisfacimentodelcreditore"(Cass.28maggio2008,n.13998).
Neppurepudarsirilievo,perescludereunaipotesidipegnoregolare, alla inclusione dei titoli in un
certificatocumulativo.La"dematerializzazione"deititolidicredito,infatti,pursuperandolafisicitdel
titolo,nonincompatibileconilpegnoregolare,consentendoneformediconsegnaeditrasferimento
virtuali, attraverso meccanismi alternativi di scritturazione, senza la movimentazione o senza
neppurelacreazionedelsupportocartaceo(Cass.27ottobre2006,n.23268Cass.14giugno2000,
n.8107).
Con il terzo motivo la ricorrente deduce la violazione dell'art. 1321 c.c., art. 1325 c.c., n. 1, artt.
2697, 2702 e 1362 c.c., lamentando, da una parte, che la sentenza impugnata aveva desunto
l'avvenuto acquisto dei titoli, da parte della s.r.l. Nuova Ulisse Edizioni, sulla base di una
comunicazioneunilateraledelP.,inidoneaacontenereunamanifestazionedivolontcontrattuale,e
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non producendo, come sarebbe stato necessario, la delibera assembleare contenente l'atto di
conferimentoelamentando,d'altrocanto,chelaCortediappelloavevaattribuitorilievo,aifinidella
prova dell'avvenuto trasferimento, al successivo comportamento della banca, che era estranea al
pretesoaccordoedilcuicomportamento,pertanto,dovevaritenersiirrilevanteaisensidell'art.1362
c.c..
Con il quarto motivo la ricorrente ripropone sotto il profilo del vizio di motivazione le censure gi
proposteconilterzomotivo.
Ilterzoedilquartomotivopossonoessereesaminaticongiuntamenteesonoinfondati. Invero, nel
caso in cui il terzo datore di pegno trasferisca ad un terzo, ivi compreso il debitore garantito, la
propriet dei beni o la titolarit dei crediti costituiti in pegno, ilcreditore pignoratizio certamente
estraneo alla vicenda traslativa, dovendo soltanto subirne gli effetti, nel senso che gli obblighi di
rendicontoedieventualerestituzioneesistentineiconfrontidelterzodatoredipegnositrasferiscono
infavoredelterzo,unavoltache il creditore pignoratizio ne abbia ricevuto comunicazione (arg. ex
art.1264c.c.).Ilcreditoregarantito,pertanto,nonpupretenderelaprovadeltrasferimento.Nella
specieilterzodatoreP.hacomunicatoallabancailtrasferimentodeititolielabancahaadeguatola
propriacondottaallanuovasituazione.
In questa prospettiva, con conseguente correzione della motivazione, devono essere inquadrati i
rilievi della Cortedi appello sulla comunicazione effettuata dal P. e sulla condotta successivamente
tenutadallabanca.
Conilquintomotivosideduconolaviolazioneelafalsaapplicazionedell'art. 2787 c.c., lamentando
cheerroneamentelasentenzaimpugnataavevaritenutochel'attocostitutivodelpegnononavesse
individuatoilcreditogarantito,che,viceversa,eraindividuatoconl'esattaindicazione,pertipologiaed
ammontare,dellelineedicreditogarantite,consideratoanchecheilcreditogarantitotraeva origine
esclusivamente dal rapporto di affidamento, mentre il rapporto di conto corrente rappresentava
soltantolostrumentoelamodalitconcretaperl'utilizzodellaconcessalineadicredito.
Conilsestomotivosiripropongonosottoilprofilodelviziodimotivazionelecensuregipropostecon
ilquintomotivo.
Ilquintomotivofondato.Inproposito,sidevepremettereche,laCorteterritorialehaesattamente
interpretatolaportatadell'art.2787c.c.,comma3,allastreguadellagiurisprudenzadiquestaCorte,
affermando che "affinch il credito garantito possa ritenersi sufficientemente indicato, non occorre
che esso venga specificato, nella scrittura costitutiva di pegno, in tutti i suoi elementi oggettivi,
bastandochelascrittura medesima contengaelementiidonei a consentirne l'identificazione (cfr., e
plurimis, Cass. 12luglio1991, n. 7794)". La Corte territoriale ha anche ricostruito, senza che sul
punto siano state sollevate obiezioni, la portata della pattuizione nel senso che, come dalla stessa
risultava testualmente, la garanzia reale era stata concessa "in relazione alla linea di credito di L.
210.000.000utilizzabileper10.000.000Scop.dic/ce200.000.000Anticiposueffettie/oricevute
scadenza Revoca". In tale situazione, tuttavia, la sentenza impugnata incorsa in una falsa
applicazione dell'art. 2787, terzo comma, affermando che i suddetti elementi non consentivano
l'individuazionedelcreditogarantito.Ilviziodifalsaapplicazionedileggecheriguardailmomentoin
cuisiapplicalanormaalcasoconcreto,dopoavereindividuataedesattamenteinterpretatalaprima
edopoaverericostruitoesattamenteilsecondoneisuoielementidifattoricorrequandoinrelazione
allafattispecieconcretasitraggonodallanormaconseguenzegiuridichechecontraddiconolasuapur
correttainterpretazione(cfr.Cass.26settembre2005,n.18782
Cass.25maggio1987,n.4698).Nellaspecie,ilrapportodalqualederivava il credito garantito era
specificamente individuato a nulla rilevando l'omessa menzione del rapporto di conto corrente sul
qualeirisultatidell'aperturadicreditoeranodestinatiaconfluire.
Invero, la circostanza che le operazioni connesse ad un contratto di apertura di credito vengano
eseguiteincontocorrentenonprivaiduecontratti della loro autonomia (Cass. 13 aprile 2006, n.
8711).
Ne consegue che l'indicazione del credito complessivamente concesso e delle modalit (scoperto di
conto corrente e anticipo su effetti e/o ricevute) nelle quali lo stesso poteva essere usufruito
integravanogliestremirichiestidall'art.2787cit..
Ilsestomotivorestaassorbito.

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accoglieilquintomotivodelricorsoedichiaraassorbitoilsesto
rigetta gli altri motivi cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di
cassazione,allaCortediappellodiBolognaindiversacomposizione.
CosdecisoinRoma,nellaCameradiConsiglio,il15gennaio2014.
DepositatoinCancelleriail17febbraio2014
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