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Anno XLIV - n. 1 - gennaio-febbraio 2010 - Sped. A. P. Comma 20/c - art. 2 - Legge 662/96 - Cagliari.

DOMENICANI
STORIA - Progetto Savonaroliano.
EDITORIALE - L’uso dei mass-media
DOMENICANI Anno XLIV - gennaio-febbraio 2009 - n. 1
bimestrale d’informazione La Vergine del Rosario,
della Provincia Romana con Bimbo benedicente in
braccio, dà a san Domenico
di S.Caterina da Siena
la corona del Rosario. Avanti
c’è san Pio V, il Papa che istituì
Anno XLIV – n. 1
sommario

la festa del Rosario e a fron-


gennaio - febbraio 2010 te san Tommaso d’Aquino, il
dottore angelico, e S. Caterina
c/c postale n. 41482894 da Siena. La grande tela è a s.

DOMENICANI
int. Convento S. Domenico Sisto, uno dei primi Conventi
Padri Domenicani dell’Ordine, oggi sede genera-
09127 Cagliari – Italia lizia delle Suore domenicane.

Autorizzazione del
Tribunale di Firenze del
4 gennaio 1967 - n. 1800 SOMMARIO
Direttore Editoriale.
P. Eugenio Zabatta o.p.
Responsabile 3 Da “ad gentes” a “inter gentes”. P.ez.
P. Fausto Sbaffoni o.p. 4 Tra le risorse… l’uso dei mass-media.
P. Eugenio Zabatta op.
Direzione e Redazione:
piazza S. Domenico, n. 5 Spiritualità
09127 CAGLIARI 8 Il Santo Padre Domenico.
Benedetto XVI.
2 Tel. 070 65 42 98 14 S. Tommaso d’Aquino, genio e santità.
cell. 339 18 22 685 Benedetto XVI.
e.mail 16 Voi siete tutti fratelli.
zabatta.eugenio@tiscali.it P. Carlos A.Costa, MO.
CON APPROVAZIONE
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

Storia domenicana.
ECCLES. E DELL’ORDINE
22 Il progetto savonaroliano…
SPED. A. P. Comma 20c Pier Tommaso Messeri.
Art. 2 – Legge 662/96 - CA
Eventi
copertina: ROMA. Basilica San 26 Onorificenza per P. Adriano Oliva op.
Sisto all’Appia. La B. Vergine tra P. Daniele Ols op.
santi Domenicani (Pala d’Altare).
30 Le Giornate di Formazione Permanente
Fr Gian Matteo Serra op.

Notizie di cronaca.
34 Bibbiena. S. Maria del Sasso.
P. Giuseppe Serrotti op.
36 La Famiglia Domenicana.
42 Pubblicazioni (Agiografia). •••
editoriale

Da “ad gentes” a “inter gentes”

editoriale
Nell’evangelizzazione, per l’edifi- pre più come missione ”inter gentes”.
cazione della Chiesa, siamo mandati Per la Chiesa primitiva, come per
soprattutto “ai lontani”, ai “non-cre- l’Europa cristiana la missione consi-
denti” come recita il numero 98 delle steva nell’andare fuori verso le nazioni
Costituzioni dell’Ordine:«Sull’esempio pagane (gentes). In tal modo avevamo
di San Domenico… sappiano i frati che “paesi che mandano missionari” e “pae-
sono inviati a tutti gli uomini, di ogni si che ricevono missionari”. Formavano
categoria e nazionalità, credenti e non la chiesa missionaria, i primi; la chiesa
credenti… volgano il loro animo ad di missione, i secondi.
evangelizzare e a impiantare la Chiesa Oggi non è più così! Vari motivi
fra le genti”. hanno provocato un cambiamento ra-
Di riflesso, lo stesso anelito per “i dicale. Per lo scadere delle vocazioni
lontani” viene comunicato anche ai sacerdotali e religiose, l’Europa non è
nostri laici, dato che la loro Regola più l’unica e principale culla dei mis-
conferma: «Rientra nella vocazione del sionari. È già arrivato il tempo in cui
laico domenicano promuovere l’unità dall’Asia, Africa e America Latina ven-
dei cristiani e il dialogo con i non-cri- gono da noi i missionari.
stiani, i non-credenti» (Reg. n. 12). Ma più che i missionari, vengono tra
Il carisma del nostro Ordine è stato noi “le genti”, i membri, cioè, di altre
sempre ordinato al bene della salvezza religioni. “Genti” forzate ad emigrare 3
di tutti gli uomini. per la ricerca di un rifugio, per fuggire
Oggi poi il “dialogo interreligioso” dalla povertà. All’alba di questo terzo
è al primo posto nella Chiesa e farsene millennio si sono calcolati oltre 150
maggiormente carico è urgente! L’atti- milioni di emigranti internazionali: la domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
vità missionaria è stata in ogni tempo società sta divenendo sempre più plu-
il “termometro” segnalatore della stes- riculturale e il contatto con persone di
sa vitalità dell’Ordine che cresce e si varie religioni diventa quotidiano.
diffonde in misura della operosità nella Le “gentes” non sono solamente
predicazione. quelle che sono fuori, lontano: esistono
Di conseguenza l’annuncio ai lonta- qui tra noi, quelle attorno a noi. Così,
ni è stata anche la via per dare impulso come la missione “ad gentes“ sottoli-
alle nostre Comunità e diffusione alle neava la necessità dell’annuncio, “l’in-
nostre Fraternite. ter gentes” accentua l’indispensabilità
del dialogo nella missione.
Questo è stato fin ora il linguaggio «Tutti i fedeli e tutte le comunità cri-
che abbiamo giustamente usato, ma stiane sono chiamate a praticare il dia-
con i nuovi sviluppi nel contesto socia- logo» (Ris Missio, 57), tanto più siamo
le, culturale e geografico la missione tenuti noi domenicani, per vivere il no-
“ad gentes” deve essere compresa sem- stro carisma. (p. e. zabatta) • • •
Il Sacerdote
nell’era del cyberspazio.
L’uso dei mass-media
Il sacerdote resterà sempre il ful-
cro della diffusione del messaggio
evangelico «qualunque sia la strada TRA LE RISORSE
da percorrere per raggiungere l’uo-
mo, anche se si tratta di una strada PER REA
telematica». Lo sostiene l’arcivesco-
vo Claudio Maria Celli, presiden-
te del Pontificio Consiglio delle Co- (in margine agli “Atti del Capitolo
municazioni sociali, intervistato a ri-
guardo della Giornata Mondiale del-
le Comunicazioni. «La Chiesa, memore del comando
«Missionario a tavolino» è una del Signore che dice: “predicate il Van-
espressione, dice il presule, certa- gelo ad ogni creatura” (Mc 16,15) pro-
mente suggestiva, ma direi, lonta- muove con ogni cura la Missioni»1.
na più che dalla realtà, dalla natura Ormai esercitata ed esperta in que-
delle cose… Tuttavia ritengo che sia sta promozione, in questo “dovere”
essenziale vedere i grandi progressi (LG, 21), la Chiesa sa che non basta
nel campo della comunicazione co- conoscere cosa annunziare, ma per-
me un aiuto e, magari, uno stimolo ché l’annuncio sia capito e accolto, è
per ampliare il campo di ascolto e le necessario conoscere bene non solo le
occasioni di dialogo… persone a cui viene rivolto l’annuncio,
C’è una sensibilità sempre più ma anche come rivolgerlo.
4 forte riguardo al bisogno di una for- La parola di Dio è necessariamente
mazione dei sacerdoti, religiosi, reli- legata al modo come essa è annunciata
giose e agenti di pastorale nel cam- e al come è vissuta nella Comunità cri-
po comunicativo. stiana. Rimangono pressanti le doman-
Certo! Non si tratta semplice- de: “Come comunicare Dio, oggi? Co-
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

mente di una formazione strumenta- me parlare di Lui all’uomo del nostro


le rivolta alle tecnologie; anche que- tempo?
sta è importante, poiché è necessa- Il contesto intellettuale e sociale at-
rio essere attrezzati tecnicamente e, tuale che sottopone al vaglio la fede
direi, professionalmente. Il dato fon- con i suoi contenuti e lo stile di vita
damentale è quello di cogliere le di- cristiana richiede, da parte della Chie-
mensioni più profonde dei processi sa, uno “sforzo teologico” continuo per
comunicativi che via via emergono. affrontare la situazione in modo da da-
La persona umana come sogget- re nuovo vigore all’annuncio della pa-
to comunicativo si esprime attraver- rola del Signore agli uomini «oggi più
so un’attrezzatura tecnica che vei- strettamente congiunti da vari vincoli
cola un nuovo linguaggio, un modo sociali, tecnici e culturali»2.
di capire il mondo (…). Se non è ben condotto l’annuncio,
infatti, è messa in gioco la nostra cre-
(Cf. L’Oss. Romano, 23/1/2010, p. 8). dibilità di cristiani dinanzi allo sguardo
NECESSARIE

formazione
AGIRE
Provinciale” del 2009, p. 25)

dell’ateo, del pagano, del musulmano del prossimo con il quale procedere in-
o dell’ebreo che chiedono “le certez- sieme nella stessa direzione.
ze” che solo noi, discepoli del Cristo, Ma quanto molteplici e variegate so-
possiamo dare3. no le “problematiche” che concorrono
La “comunicazione” di Dio, che ini- a questo invito! L’annuncio della paro-
zia con l’annuncio della Sua parola, è la soffre difficoltà che possiamo classi-
oggi una sfida importante per la Chiesa ficare in: “esterne” se causate dalle va-
e per noi che le apparteniamo. Per vin- rie correnti di non sane filosofie quali
cere questa sfida deve sapere annun- il relativismo e l’indifferentismo5 e dif-
ciare il Vangelo, strumento indispensa- ficoltà “interne” se pensiamo sempli-
bile di comunicazione. cemente alle eresie che corrompono il
Come trovare un linguaggio che sia dato rivelato. Anche lo stesso concetto
“inteso” da coloro ai quali viene pre- di Dio, che si trova nelle varie culture 5
dicato? Un linguaggio comprensibile e religioni, è parzialmente o del tutto
agli uomini e donne della nostra epo- erroneo6.
ca, senza tradire il Vangelo stesso! Si aggiunga a queste difficoltà, quale
La comunicazione della parola, scandalo grave, la controtestimonianza domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
l’annuncio, è come invitare a “fare un di molti cristiani: il loro scarso senso
cammino”: non si limita – è bene no- sociale, la loro “etica individualistica”,
tarlo - ad una metodologia teologica, e altre incoerenze, che costituiscono un
ma implica uno stile di vita, un modo contributo non trascurabile al sorgere
di essere e di farsi discepolo di Gesù. dell’ateismo in molti uomini, in modo
Non a caso il libro che racconta gli che “si deve dire piuttosto che nascon-
“Atti” della prima Comunità cristiana, dono e non che manifestano il genuino
parlando del nuovo stile di vita del cri- volto di Dio e della religione”7.
stiano, usa il termine “cammino”. Se- Purtroppo a queste difficoltà socio-
guire il cammino equivale, poi, ad ave- ambientali e culturali, spesso si ag-
re una determinata “condotta di vita”4. giunge nell’annuncio di Dio l’uso im-
Anche il termine: “conversione”, di proprio dei mezzi di comunicazione
cui facciamo uso comunemente, signi- sociale posti al servizio della comuni-
fica uscire dal proprio cammino (cf. Lc cazione della parola.
10) per entrare nel sentiero dell’altro, Per essere al passo, infatti, la Chiesa
non può rinunciare di entrare nel pro- Consiglio o altre iniziative, quali quel-
cesso comunicativo del tempo storico le con i laici delle Fraternite, potranno
che sta vivendo. realizzarsi più facilemente con l’aiuto
Per farsi capire dall’uomo contem- dei mass-media.
poraneo, la Chiesa non può non tener Sarà indispensabile avvalersi, per-
formazione

conto dell’uso dei mass-media che è il ciò, dei mezzi della comunicazione,
modo più comune, e più efficiente del apprenderne le regole che l’accompa-
resto, di comunicare oggi. gnano. Far questo è necessario per il
Dal “Medioevo” – ha detto qualcu- successo di qualunque comunicazio-
no – siamo passati all’evo dei media, al ne, tanto più se – come nel nostro ca-
“Media-evo”. Quella attuale è proprio so - si tratta della comunicazione della
l’era dei mezzi o strumenti di comuni- parola di Dio.
cazione e non usarli vuol dire isolarsi. La voce della Chiesa, a partire dai
Consapevoli dell’importanza dei suoi documenti, che hanno lo scopo
mezzi di comunicazione per il nostro di favorire la comprensione del Vange-
carisma della predicazione, i Padri ca- lo ordinato alla comunicazione di Dio
pitolarri (2009) trattando appunto della stesso, ha bisogno – per arrivare al cuo-
Predicazione, hanno raccomandato «la re dell’uomo – di strumenti, dei mass-
stampa di un sussidio che faccia cono- media. Uguale bisogno dei media lo
scere la Provincia e susciti interesse per abbiamo anche noi domenicani quale
l’Ordine» e di «migliorare i nostri siti reale “risorsa per reagire” e averne dei
internet” , ma anche a incrementare la vantaggi reali.
predicazione mediante l’arte. Lo stes- In sintonia con lo spirito del Capito-
so «avvio di processi di collaborazione lo Provinciale, che si riflette negli Atti,
con le Suore domenicane» raccoman- questi richiami sui mezzi della comu-
6 dato al Superiore provinciale e al suo nicazione vuole essere un contributo
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

PISTOIA. Convento S. Domenico. Sala riunioni. Convegno di Formazione.


a favorire l’impegno della Pro-
vincia nell’impegno che vie-
ne dettato negli Atti dell’ultimo
Capitolo provinciale. Forse è il
caso, specialmente da parte dei
più responsabili, di riprendere
in mano il Direttorio “Comuni-
cazione e Missione”8, così ricco
di suggerimentti per la Predica-
zione.
Il Direttorio “disegna” la
nuova presa di coscienza della
Chiesa nel settore della comuni-
cazione, il campo che le appar-
tiene per sua stessa natura. Con
la Chiesa, perseguendo il nostro
carisma, potremo «diffondere la
luce con ripercussione, in qualche mo- 1.
Cost. dogm. Lumen Gentium (LG) n. 16.
do, sopra tutto il mondo»9. 2.
LG, 1.
Tale nuova coscienza ha significato, 3
. Cf CCEE – KEK, Charta Oecumenica. Un
per la Chiesa, ritrovarsi più dentro alla testo, un processo, un segno della Chiesa in
storia dell’umanità, al pari del Verbo di Europa, ed. Claudiana. Torino, 2007, 34-39
Dio Incarnato che non ha disdegnato 4.
Il termine greco hodòs significa, infatti,
di assumere la natura umana e adattarsi queste due cose insieme. Lo stile di vita
al suo “linguaggio”: Egli ha voluto “abi- (modo di pensare e agire) che delimita la
tare in mezzo a noi”10. Tale presa di co- Comunità cristiana all’interno del mondo 7
scienza sarà vantaggiosa anche per noi ebreo e pagano e che S. Paolo indica con
“camminare secondo lo Spirito” (Rom.
della “Provincia Romana di S. Caterina
8,4).
da Siena”. 5.
“Perfino la civiltà moderna, non per se
L’utilizzo appropriato e costante de- stessa, ma in quanto troppo irretita nella
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
gli strumenti di comunicazione, propri realtà terrena, può rendere spesso più
della società del nostro tempo, porterà difficile l’accesso a Dio” (GS 19).
profitto anche alla comunicazione del- 6.
La “Gaudium et Spes”, costituzione
la Parola di Dio e attraverso questa, far pastorale del Conc. Vat. II, (GS) al n. 19,
sì che diventino «discepole tutte le na- fa un luminoso elenco dei molteplici
zioni”11. atteggiamenti degli uomini dinanzi a
È questo, infatti, il compito affidato Dio, partendo da coloro che negano la
Sua esistenza, a coloro che si creano una
dal Risorto, fin dalle origini, ai discepo-
propria rappresentazione di Dio.
li in Galilea: la regione della predica- 7.
GS, 19
zione di Gesù. A chi sfugge che l’uni- 8.
CEI, Direttorio per le Comunicazioni
versalità del messaggio di pace e di sal- sociali, Comunicazione e Missione (CeM),
vezza, a tutto il mondo, è partito pro- Ed. Vat. 2004.
prio da quella terra che oggi è dimenti- 9.
GS, 40
cata e dilaniata dalla guerra? 10.
Gv 1,14.
(p.eugenio zabatta op). 11.
Mt. 28,19. •••
formazione

8
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

ROMA. Chiesa della SS. Trinità, Michele De Meo (2002): S. Domenico di Guzman.
All’udienza generale del mercoledì, 3 febbraio 2010,
Il Santo Padre Benedetto XVI parla de:

spiritualità
IL SANTO PADRE DOMENICO
il fondatore dell’Ordine dei Predicatori

Dedicata a san Domenico di Guz- e di ardore soprannaturale, per la tua


man la catechesi nell’aula Paolo VI: carità senza confini e il fervore dello
questo grande santo ci rammenta che spirito veemente ti sei consacrato tut-
nel cuore della Chiesa deve sempre t’intero col voto della povertà perpetua
bruciare un fuoco missionario. all’osservanza apostolica e alla predi-
Dal Pontefice l’invito rivolto a tutti, cazione evangelica ». È proprio questo
pastori e laici, a coltivare «la ‘dimensio- tratto fondamentale della testimonian-
ne culturale’ della fede affinché la bel- za di Domenico che viene sottolineato:
lezza della verità cristiana possa essere parlava sempre con Dio e di Dio. Nel- 9
meglio compresa». la vita dei santi, l’amore per il Signore
Nella Chiesa per servire e non per e per il prossimo, la ricerca della glo-
cercare carriera o potere. ria di Dio e della salvezza delle anime
camminano sempre insieme. domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
«Cari fratelli e sorelle, la settimana Domenico nacque in Spagna, a Ca-
scorsa ho presentato la luminosa figu- leruega, intorno al 1170. Apparteneva
ra di Francesco d’Assisi, quest’oggi vor- a una nobile famiglia della Vecchia Ca-
rei parlarvi di un altro santo che, nel- stiglia e, sostenuto da uno zio sacerdo-
la stessa epoca, ha dato un contribu- te, si formò in una celebre scuola di Pa-
to fondamentale al rinnovamento della lencia. Si distinse subito per l’interes-
Chiesa del suo tempo. Si tratta di san se nello studio della Sacra Scrittura e
Domenico, il fondatore dell’Ordine dei per l’amore verso i poveri, al punto da
Predicatori, noti anche come Frati Do- vendere i libri, che ai suoi tempi costi-
menicani. tuivano un bene di grande valore, per
Il suo successore nella guida del- soccorrere, con il ricavato, le vittime di
l’Ordine, il beato Giordano di Sasso- una carestia.
nia, offre un ritratto completo di san Ordinato sacerdote, fu eletto cano-
Domenico nel testo di una famosa pre- nico del capitolo della Cattedrale nel-
ghiera: «Infiammato dello zelo di Dio la sua diocesi di origine, Osma. Anche
se questa nomina poteva rappresentare Diego, un vero e zelante pastore, notò
per lui qualche motivo di prestigio nel- ben presto le qualità spirituali di Dome-
la Chiesa e nella società, egli non la in- nico, e volle avvalersi della sua colla-
terpretò come un privilegio personale, borazione. Insieme si recarono nell’Eu-
né come l’inizio di una brillante car- ropa del Nord, per compiere missioni
riera ecclesiastica, ma come un servi- diplomatiche affidate lo­ro dal re di Ca-
spiritualità

zio da rendere con dedizione e umiltà. stiglia. Viaggiando, Domenico si rese


Non è forse una tentazione quella della conto di due enormi sfide per la Chie-
carriera, del potere, una tentazione da sa del suo tempo: l’esistenza di popo-
cui non sono immuni neppure coloro li non ancora evangelizzati, ai confini
che hanno un ruolo di animazione e settentrionali del continente europeo, e
di governo nella Chiesa? Lo ricordavo la lacerazione religiosa che indeboliva
qualche mese fa, durante la consacra- la vita cristiana nel Sud della Francia,
zione di alcuni vescovi: «Non cerchia- dove l’azione di alcuni gruppi eretici
mo potere, prestigio, stima per noi stes- creava disturbo e l’allontanamento dal-
si. Sappiamo come le cose nella socie- la verità della fede.
tà civile, e, non di rado nella Chiesa, L’azione missionaria verso chi non
soffrono per il fatto che molti di coloro conosce la luce del Vangelo e l’opera
ai quali è stata conferita una responsa- di rievangelizzazione delle comunità
bilità, lavorano per se stessi e non per cristiane divennero così le mète apo-
la comunità» (Omelia. Cappella Papale stoliche che Domenico si propose di
per l’ordinazione episcopale di cinque perseguire. Fu il Papa, presso il quale il
ecc.mi presuli , 12 Settembre 2009). vescovo Diego e Domenico si recarono
Il vescovo di Osma, che si chiamava per chiedere consiglio, che domandò a

10
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

ROMA. S. Sisto.
Affresco di P. Besson
nel Capitolo:
Il s. Padre Domenico
resuscita il nipote
del card. Orsini.
quest’ultimo di dedicarsi alla predica-
zione agli Albigesi, un gruppo eretico
che sosteneva una concezione dualisti-
ca della realtà, cioè con due principi
creatori ugualmente potenti, il bene e
il male. Questo gruppo, di conseguen-

spiritualità
za, disprezzava la materia come prove-
niente dal principio del male, rifiutan-
do anche il matrimonio, fino a negare
l’incarnazione di Cristo, i sacramenti
nei quali il Signore ci «tocca» tramite
la materia, e la risurrezione dei corpi.
Gli Albigesi stimavano la vita povera Giordano di Sassonia, nato dai
e austera – in questo senso erano anche conti di Ebemstein in Westfalia il
esemplari – e criticavano la ricchezza 1176, fu l’mmediato successore di
del clero di quel tempo. Domenico ac- San Domenico, dal quale ereditò la
cettò con entusiasmo questa missione, parola eloquente, la tenerezza del
che realizzò proprio con l’esempio del- cuore e lo zelo appassionato per por-
la sua esistenza povera e austera, con tare tutti gli uomini alla conoscenza
la predicazione del Vangelo e con di- e all’amore di Gesù Cristo. Nel 1219
battiti pubblici. A questa missione di trovandosi a Parigi, già laureato nel-
predicare la Buona Novella egli dedicò le scienze sacre, fu conquistato dal-
il resto della sua vita. I suoi figli avreb- la parola del beato Padre Domenico,
bero realizzato anche gli altri sogni di decidendo di vestire l’abito di Frate
san Domenico: la missione ad gentes, Predicatore nel 1220, mercoledì del-
cioè a coloro che ancora non conosce- le Ceneri nel convento di Saint Jac- 11
vano Gesù, e la missione a coloro che ques. Ma presto Dio chiamò a sé il
vivevano nelle città, soprattutto quelle fondatore del nuovo Ordine, per cui
universitarie, dove le nuove tendenze nel 1222 i confratelli, ad unanime
intellettuali erano una sfida per la fede consenso lo vollero suo primo suc- domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
dei colti.
  Questo grande santo ci ram- cessore. Fu propagatore felicissimo
menta che nel cuore della Chiesa deve del suo Ordine, portando le case da
sempre bruciare un fuoco missionario, trenta a trecento e il numero dei frati
il quale spinge incessantemente a por- da ca. trecento a quattromila. Gior-
tare il primo annuncio del Vangelo e, dano divenne il primo storiografo di
dove necessario, ad una nuova evan- s. Domenico e del suo Ordine. Tor-
gelizzazione: è Cristo, infatti, il bene nando dalla Terra santa in Europa,
più prezioso che gli uomini e le donne per il naufragio della nave dinanzi
di ogni tempo e di ogni luogo hanno alla costa di Pamphilia, presso Atta-
il diritto di conoscere e di amare! Ed lia, Giordano con i compagni fra Ge-
è consolante vedere come anche nella rardo e fra Giovanni, trovò la morte
Chiesa di oggi sono tanti – pastori e fe- il 13 febbraio 1237. Leone XII, il 10
deli laici, membri di antichi ordini re- maggio 1826, ne confermò il culto.
ligiosi e di nuovi movimenti ecclesiali La festa si celebra nell’Ordine Domi-
– che con gioia spendono la loro vita nicano il 13 febbraio.
per questo ideale supremo: annunciare ce di san Domenico: «Egli accoglieva
e testimoniare il Vangelo!  ogni uomo nel grande seno della ca-
A Domenico di Guzman si asso- rità e, poiché amava tutti, tutti lo ama-
ciarono poi altri uomini, attratti dalla vano. Si era fatto una legge personale
stessa aspirazione. In tal modo, pro- di rallegrarsi con le persone felici e di
gressivamente, dalla prima fondazio- piangere con coloro che piangevano»
spiritualità

ne di Tolosa, ebbe origine l’Ordine dei (Libellus de principiis Ordinis Praedica-


Predicatori. Domenico, infatti, in pie- torum autore Jordano de Saxonia, ed.
na obbedienza alle direttive dei Papi H.C. Scheeben, [ Monumenta Histo-
del suo tempo, Innocenzo III e Onorio rica Sancti Patris Nostri Dominici, Ro-
III, adottò l’antica Regola di sant’Ago- mae, 1935]).  
stino, adattandola alle esigenze di vita In secondo luogo, Domenico, con
apostolica, che portavano lui e i suoi un gesto coraggioso, volle che i suoi se-
compagni a predicare spostandosi da guaci acquisissero una solida formazio-
un posto all’altro, ma tornando, poi, ai ne teologica, e non esitò a inviarli nel-
propri conventi, luoghi di studio, pre- le Università del tempo, anche se non
ghiera e vita comunitaria. pochi ecclesiastici guardavano con dif-
In particolar modo, Domenico vol- fidenza queste istituzioni culturali. Le
le dare rilievo a due valori ritenuti in- Costituzioni dell’Ordine dei Predicato-
dispensabili per il successo della mis- ri danno molta importanza allo studio
sione evangelizzatrice: la vita comu- come preparazione all’apostolato. Do-
nitaria nella povertà e lo studio.  An- menico volle che i suoi frati vi si dedi-
zitutto, Domenico e i frati predicatori cassero senza risparmio, con diligenza
si presentavano come mendicanti, cioè e pietà; uno studio fondato sull’anima
senza vaste proprietà di terreni da am- di ogni sapere teologico, cioè sulla Sa-
12 ministrare. Questo elemento li rendeva cra Scrittura, e rispettoso delle doman-
più disponibili allo studio e alla predi- de poste dalla ragione. Lo sviluppo
cazione itinerante e costituiva una te- della cultura impone a coloro che svol-
stimonianza concreta per la gente. Il gono il ministero della Parola, ai vari
governo interno dei conventi e delle livelli, di essere ben preparati. Esorto
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

provincie domenicane si strutturò sul dunque tutti, pastori e laici, a coltivare


sistema di capitoli, che eleggevano i questa «dimensione culturale» della fe-
propri Superiori, confermati poi dai Su- de, affinché la bellezza della verità cri-
periori maggiori; un’organizzazione, stiana possa essere meglio compresa e
quindi, che stimolava la vita fraterna e la fede possa essere veramente nutrita,
la responsabilità di tutti i membri del- rafforzata e anche difesa.
la comunità, esigendo forti convinzioni
personali. La scelta di questo sistema In quest’Anno Sacerdotale, invito
nasceva proprio dal fatto che i Dome- i seminaristi e i sacerdoti a stimare il
nicani, come predicatori della verità di valore spirituale dello studio. La qua-
Dio, dovevano essere coerenti con ciò lità del ministero sacerdotale dipen-
che annunciavano. La verità studiata e de anche dalla generosità con cui ci si
condivisa nella carità con i fratelli è il applica allo studio delle verità rivela-
fondamento più profondo della gioia. te.
  Domenico, che volle fondare un
Il beato Giordano di Sassonia di- Ordine religioso di predicatori-teologi,
CAGLIARI. Chiesa San Giacomo,
volta della sacrestia:
Affresco del S. Padre Domenico.

poggio della Santa Sede, si era

spiritualità
diffuso in molti Paesi dell’Europa
a beneficio della Chiesa intera.
Domenico fu canonizzato nel
1234, ed è lui stesso che, con la
sua santità, ci indica due mezzi
indispensabili affinché l’azione
apostolica sia incisiva.
Anzitutto, la devozione ma-
riana, che egli coltivò con tene-
rezza e che lasciò come eredità
preziosa ai suoi figli spirituali,
i quali nella storia della Chiesa
hanno avuto il grande merito di
diffondere la preghiera del santo
Rosario, così cara al popolo cri-
stiano e così ricca di valori evan-
gelici, una vera scuola di fede e
di pietà.
In secondo luogo, Domenico,
che si prese cura di alcuni mo-
13
ci rammenta che la teologia ha una di- nasteri femminili in Francia e a
mensione spirituale e pastorale, che ar- Roma, credette fino in fondo al valore
ricchisce l’animo e la vita. I sacerdoti, i della preghiera di intercessione per il
consacrati e anche tutti i fedeli possono successo del lavoro apostolico.
Solo in Paradiso comprenderemo
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
trovare una profonda «gioia interiore»
nel contemplare la bellezza della verità quanto la preghiera delle claustrali ac-
che viene da Dio, verità sempre attuale compagni efficacemente l’azione apo-
e sempre viva. stolica! A ciascuna di esse rivolgo il
Il motto dei Frati Predicatori – con- mio pensiero grato e affettuoso.
templata aliis tradere – ci aiuta a sco- Cari fratelli e sorelle, la vita di Do-
prire, poi, un anelito pastorale nel- menico di Guzman sproni noi tutti ad
lo studio contemplativo di tale verità, essere ferventi nella preghiera, corag-
per l’esigenza di comunicare agli altri giosi a vivere la fede, profondamente
il frutto della propria contemplazione. innamorati di Gesù Cristo. Per sua in-
Da quando Domenico morì nel 1221, tercessione, chiediamo a Dio di arric-
a Bologna, la città che lo ha dichiarato chire sempre la Chiesa di autentici pre-
patrono, la sua opera aveva già avuto dicatori del Vangelo.
grande successo. (L’Osservatore Romano,
L’Ordine dei Predicatori, con l’ap- giovedì 4 febbraio 2010, p.1). • • •
Come armonizzare fede e ragione di fronte alle questioni cruciali del nostro
tempo? Il Papa Benedetto XVI addita l’esempio del grande teologo e filosofo, san
Tommaso d’Aquino, che seppe confrontarsi con la tradizione greca, il pensiero
ebraico e il pensiero arabo.
spiritualità

TOMMASO d’AQUINO
genio e santità
«Il Papa traccia un breve ritratto in- «Oggi, memoria di san Tommaso
tellettuale di san Tommaso. Breve ma d’Aquino, grande dottore della Chie-
intenso! Egli ci ricorda che san Tomma- sa, desidero proporvi alcune riflessio-
so è un uomo di profondo senso della ni sulle finalità e sulla missione specifi-
tradizione e di dialogo, di apertura ai ca delle benemerite istituzioni culturali
problemi del suo tempo. della Santa Sede…
Si nutriva della Scrittura e dei Pa- Una delle Pontificie Accademie è
dri della Chiesa e specialmente di san- intitolata a San Tommaso d’Aquino,
t’Agostino, questo è molto importan- il Doctor Angelicus et communis, un
te, ma allo stesso tempo era molto al modello sempre attuale a cui ispirare
corrente della cultura del suo tempo: l’azione e il dialogo con le diverse cul-
14 conosceva la filosofia araba e anche ture. Egli, infatti, riuscì ad instaurare un
ebraica. Senza contare poi della sintesi confronto fruttuoso sia con il pensiero
che ha saputo fare del pensiero greco arabo, sia con quello ebraico del suo
antico. tempo, e, facendo tesoro della tradizio-
Tutto questo rende Tommaso di una ne filosofica greca, produsse una stra-
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

grande attualità per affrontare anche ordinaria sintesi teologica, armoniz-


l’odierna temperie culturale. zando pienamente la ragione e la fede.
Il Papa è consapevole dei grandi Egli lasciò già nei suoi contemporanei
guasti spirituali che questa cultura può un ricordo profondo e indelebile, pro-
causare alla gioventù. E proprio a que- prio per la straordinaria finezza e acu-
sto proposito sottolinea la capacità pe- tezza della sua intelligenza e la gran-
dagogica di san Tommaso…» dezza e originalità del suo genio, oltre
(Card. G. Cottier,op.). che per la luminosa santità della vita.
Il suo primo biografo, Guglielmo
da Tocco, sottolinea la straordinaria e
pervasiva originalità pedagogica di San
Riportiamo parte del discorso tenuto Tommaso, con espressioni che posso-
dal Papa Benedetto XVI ai membri delle no ispirare anche le vostre azioni: San
Pontificie Accademie il 28 gennaio – da Tommaso – egli scrive - «nelle sue le-
Avvenire, 29/1/09, p. 4). zioni introduceva nuovi articoli, risol-
spiritualità
ROMA. S.Maria sopra Minerva. Cappella Carafa. F. Lippi (sec. XV).
ROMA. S. Maria sopraS.Minerva.
Tommaso Cappella
d’AquinoCarafa. S. Tommaso.
sconfigge l’errore.Filippino Lippi (sec. XV)

veva le questioni in un modo nuovo tificie Accademie siano oggi più che
e più chiaro con nuovi argomenti. Di mai istituzioni vitali e vivaci, capaci di
conseguenza, coloro che lo ascoltava- percepire acutamente sia le domande
no insegnare tesi nuove e trattarle con della società e delle culture, sia i bi-
metodo nuovo, non potevano dubitare sogni e le attese della Chiesa, per of-
che Dio l’avesse illuminato con una lu- frire un adeguato e valido contributo e 15
ce nuova: infatti, si possono mai inse- così promuovere, con tutte le energie
gnare o scrivere opinioni nuove, se non ed i mezzi a disposizione, un autentico
si è ricevuta da Dio un’ispirazione nuo- umanesimo cristiano.
va? (Vita S: Thomae Aquinatis, in Fontes domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
S. Thomae Aquinatis notis histhoricis et Ringraziando, dunque, le Pontificie
criticis illustrati, ed. D. Prummer M.-H. Accademie per la generosa dedizione
Laurent, Tolosa, s.d., fasc. 2, p. 81). e per l’impegno profuso, auguro a cia-
Il pensiero e la testimonianza di scuna di arricchire le singole storie e
S. Tommaso d’Aquino ci suggerisco- tradizioni di nuovi, significativi progetti
no di studiare con grande attenzione attraverso cui proseguire, con rinnova-
i problemi emergenti per offrire rispo- to slancio, la propria missione. Vi assi-
ste adeguate e creative. Fiduciosi nella curo un ricordo nella preghiera e, nel-
possibilità della «ragione umana», nel- l’invocare su di voi e sulle istituzioni
la piena fedeltà all’immutabile deposi- a cui appartenete l’intercessione della
tum fidei, occorre – come fece il “Doc- Madre di Dio, Sedes Sapientiae, e di
tor Communis” – attingere sempre alle San Tommaso d’Aquino, di cuore im-
ricchezze della Tradizione, nella co- parto la benedizione apostolica».
stante ricerca della «verità delle cose».
Per questo, è necessario che le Pon- SS. Papa Benedetto XVI •••
Segue alla seconda (“Domenicani” n. 5 – 2009, p. 184-187), la terza parte della
lettera che il Maestro dell’Ordine ha inviato a tutta la Famiglia domenicana
(cf Internet: http://curia.op.org/.
spiritualità

“VOI SIETE TUTTI FRATELLI”


lettera ai frati dell’ordine dei predicatori
- terza parte -

II. I SOGNI DEGLI ALTRI “Che cosa ne abbiamo fatto dei sogni
(I sogni dei nostri fratelli) che abbiamo portato nella vita religio-
sa? Che ne abbiamo fatto dell’amore
Conosciamo la storia di Giuseppe e iniziale?” (cf. Ap 2,4).
i suoi fratelli. Essi lo legano, lo vendo-
no ai mercanti… Ciò nonostante il Si- L’onestà di Giuseppe però non è ri-
gnore stava con lui. Questa è una fra- compensata e nuovamente egli si trova
se che nella vita di Giuseppe è ripetuta coinvolto nella menzogna. Sappiamo
come una antifona responsoriale, co- quello che gli è successo con la moglie
me una litania. di Potifàr. Non mi riferisco alle tenta-
Giuseppe poi è venduto a Potifàr, zioni che sorgono quando, alle volte, i
16 funzionario del Faraone. Potifàr apprez- sogni (l’amore iniziale) si intiepidisco-
za rapidamente le qualità di Giuseppe no nel susseguirsi dei giorni, dei lavori,
e lo nomina maggiordomo mettendolo dei compiti che ci occupano: la quo-
a capo della sua casa ed affidandogli tidianità… del quotidiano! Semplice-
l’amministrazione di tutti i suoi beni. mente desidererei soffermarmi su due
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

Ahi! Dei sognatori sono nominati aspetti che toccano da vicino il signi-
amministratori! In questa storia, però,… ficato attuale della nostra fraternità do-
questo avvenimento aiuta – in qualche menicana.
maniera – il nostro fratello Giuseppe Mi colpisce molto, quando visito
insegnandogli a far calare a terra i suoi le province e le comunità, il ricorso –
sogni (stiamo attenti, non dico “a smet- troppo facile - alla denuncia ed all’ac-
tere di sognare”, ma “a far calare a terra cusa, soprattutto quando si giudicano
i suoi sogni”, a farli diventare realtà! a le persone e le loro intenzioni. Lo fac-
personificarli!). Man mano che passa- ciamo molte volte per giustificarci, per
no gli anni, i diversi compiti affidatici prendere le distanze dai problemi reali
nelle nostre comunità e dalle istituzio- o da quanto realmente sta succedendo.
ni ci aiutano a personificare i nostri so- Lo facciamo per prendere le distanze
gni. Ogni riunione di fratelli (ad esem- da quello che sta succedendo a un fra-
pio, i capitoli) dovrebbe essere d’aiuto tello, da quello che sta succedendo a
per ritornare alla domanda già posta: noi stessi! (non siamo così immuni dal
tipico meccanismo di gettare sugli altri sioni della “santità”. Vale la pena sof-
le nostre afflizioni personali). fermarci sulla giustizia di Giuseppe.
Mi vengono quindi in mente le pa-
role con le quali l’Apocalisse descrive Sono celebri i principi fondamen-
il compito del diavolo: “l’accusatore tali del Diritto attribuiti al giurista Ul-
dei nostri fratelli, colui che li accusava piano: “Honeste vivere, alterum non

spiritualità
davanti al nostro Dio giorno e notte” lædere, suum cuique tribuere” (vivere
(12,10). Al contrario, la Prima Lettera onestamente, non danneggiare nessu-
di San Giovanni, ci consola ed inco- no, dare a ciascuno il suo)1.San Tom-
raggia sempre quando constatiamo che maso d’Aquino è debitore di questa
“se qualcuno ha peccato, abbiamo un tradizione romana classica ed afferma
Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il che giusto è colui che pratica la giu-
giusto” (2,1). Qual è il nostro “compi- stizia. Ebbene, “essere giusto” non si-
to” quando ci rapportiamo con i nostri gnifica operare secondo giustizia ogni
fratelli: siamo i loro accusatori o i loro tanto o in casi isolati. Quando parlia-
difensori? mo della virtù della giustizia intendia-
mo per essa la perpetua e costante vo-
Giuseppe andò a finire in carcere… lontà di dare a ciascuno il suo (“il suo”
Ma il Signore fu con Giuseppe, gli ac- è “quello che spetta a ciascuno” oppu-
cordò benevolenza… Infatti fece in mo- re “il suo diritto”). Perciò, una delle ca-
do che egli si guadagnasse la simpatia ratteristiche principali della giustizia è
del capo delle carceri e questi affidò a la “alterità”, la presenza dell’“altro”. La
Giuseppe tutti i prigionieri detenuti nel giustizia esige sempre la relazione con
carcere. A cominciare da quel momen- l’altro. Questa giustizia “ad alterum” è
to egli diresse tutto quello che si face- la manifestazione per eccellenza della
va colà. Il capo delle carceri non vigi- rettitudine integrale della persona, che 17
lava assolutamente su nulla di quello include tutte le sue relazioni con gli al-
che aveva affidato al sognatore, perché tri, compreso l’uso delle cose ed anche,
“il Signore fu con Giuseppe” e faceva sebbene in modo molto analogico, con
prosperare tutto quello che realizzava. se stesso. Da qui la sua corrispondenza domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
Il sognatore sembra lasciare definitiva- con il significato stesso di “santità”.
mente questo “ruolo” per trasformarsi Fra Giordano di Sassonia ci aiuta a
in un buon amministratore. Sappiamo tradurre tutto questo nel linguaggio e
in che cosa consiste l’amministrare. nel modo di vita dell’Or­dine. Secon-
Dare a ciascuno quello di cui ha biso- do le Vitæ Fratrum di fra Gerardo de
gno, non necessariamente “quello che Frachet, quando un secolare domandò
chiede”! a fra Giordano qual era la regola che
Giuseppe non era stato pagato fino professava, egli rispose: “La regola dei
ad allora secondo giustizia. Ha cono- Frati Predicatori è questa, “honeste vi-
sciuto l’odio dei suoi fratelli, dopo, in vere, discere et docere” (vivere onesta-
casa di Potifàr, ha pagato duramente mente, studiare, ed insegnare); queste
la sua lealtà. Ciononostante, Giuseppe sono le tre cose che David domandò
era un uomo giusto. Questa, nell’An- al Signore quando disse: “Insegnami la
tico Testamento, è la virtù per antono- bontà, la scienza e la disciplina” (cf. Sal
masia che comprende anche le dimen- 118 (119),66)2. >
Ritorniamo però alla storia del “so- che anche Giuseppe apprenda o sco-
gnatore”. Mentre Giuseppe si trova in pra, in questa tappa della sua vita, pur
carcere, sono condannati alla prigione in un carcere, che anche gli altri si ral-
due funzionari del re di Egitto, il cop- legrino e si rattristino, sognino ed ab-
piere maggiore ed il panettiere maggio- biano degli incubi.
re: sono quelli che assicurano il pane Giuseppe è un carcerato, ha medi-
spiritualità

ed il vino quotidiano al Faraone! tato a lungo una volta, mille volte, la


Entrambi, nel corso della notte, sua storia, però non si è rinchiuso nei
hanno avuto un sogno, ciascuno con propri pensieri, né si è lasciato paraliz-
il proprio significato. Apparentemente zare da una sterile concentrazione su
Giuseppe da tempo ha smesso di so- di sé. Attento e contemplativo, condi-
gnare (o almeno non se la sente più di videndo lo stesso carcere, egli sembra
raccontare a qualcuno i suoi sogni). Le solo capace di scoprire il volto depres-
esperienze che gli erano toccate lo ave- so dei due funzionari del Faraone. Al-
vano riportato a una dolorosa realtà: il lora domanda loro: “Perché oggi avete
disamore dei suoi fratelli, la moglie di la faccia così triste?” (Gen 40,7). Non
Potifàr, il carcere… tante menzogne, si tratta di un rimprovero di disappro-
accuse e denunce! vazione, si tratta di una constatazione
Durante le visite alle diverse provin- che – dentro un carcere – acquista un
ce e comunità, oppure leggendo gli At- certo rilievo: si potrebbe forse avere
ti dei Capitoli, è interessante osservare un’altra faccia quando si viene privati
come i fratelli ci trasmettono le realtà della libertà? Giuseppe vede più in là.
che vivono. Alcune – senza dubbio – Veramente non c’è domanda più sem-
appaiono veri incubi; altre manifestano plice o quotidiana che questa: “Perché
belle esperienze vocazionali che dila- hai questa faccia triste?”. Tuttavia quan-
18 tano l’anima e fanno sognare un futuro ta vita può contenere! La vita comuni-
migliore. taria di ogni giorno ci familiarizza con
Giuseppe è un amministratore. frasi – anch’esse quotidiane – che so-
L’amministrare “per gli altri”, tenendo no piene di vita. Ci sono dialoghi che
presente “le necessità degli altri”, fa sì iniziano nella maniera più semplice e
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

Gerusalemme. Domenicani celebrano nel Cenacolo Francescano.


terminano in modo molto fecondo. Co- de di essere suoi strumenti. Intendere,
nosciamo la semplice richiesta di Gesù comprendere, contemplare quello che
alla Samaritana: “Dammi da bere” (Gv succede ai fratelli (i loro sogni, le aspet-
4,7). Anche l’interrogativo rivolto ai di- tative, le illusioni, paure, angustie), tut-
scepoli di Emmaus: “Che cosa sono to questo esige da parte nostra silenzio
questi discorsi che state facendo tra voi e pazienza (pace e scienza); ascolto e at-

spiritualità
lungo il cammino?” (Lc 24,17). Sappia- tenzione; prudenza e docilità; senso del
mo anche come si concludono entram- mistero, del sacro, nella vita degli altri.
bi gli incontri. Sono storie vocazionali. La prudenza è la principale delle
I compagni di prigione di Giusep- virtù morali, quindi guida e maestra.
pe dicono: “Abbiamo fatto un sogno e Però per essere prudenti è importanti
non c’è chi lo interpreti”. Giuseppe ri- essere docili. La “docilitas”, parte della
conosce umilmente: “Non è forse Dio virtù della prudenza, non consiste sol-
che ha in suo potere le interpretazio- tanto nell’accettare ciò che ci dice l’ al-
ni? Raccontatemi dunque” (Gen 40,8). tro, ma anche nel “sapere-lasciarsi-dire-
Questo episodio della vita di Giusep- qualcosa”.
pe mi sembra significativo. Egli non è Sappiamo quel che è successo a
l’unico che fa dei sogni. Anche “gli al- Giuseppe. Il sognatore di un tempo in-
tri” fanno i loro sogni (o incubi!). Non terpreta ora i sogni dei suoi compagni
è sufficiente, come nella sua gioventù di sorte (per uno il sogno è tornare a
(nella nostra?), pretendere che gli altri vivere, per l’altro un incubo e la mor-
si fermino ad ascoltare i nostri sogni… te). I vaticini si sono compiuti. Giusep-
Arriva il momento in cui è necessario pe raccomandò al coppiere di non di-
scoprire non solo l’“esistenza” o “pre- menticarsi di lui, una volta uscito dal
senza” dei fratelli, ma che è fondamen- carcere… ma questi se ne dimenticò
tale interessarci di quello che succede (come facilmente si dimenticano i so- 19
loro ed è vitale sapere che anche loro gni). Ancora una volta Giuseppe soffre
fanno dei sogni ed hanno dei progetti. nella propria carne la noncuranza de-
gli altri.
Quanto è importante conoscere i so- domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
gni degli altri! Mi riferisco specialmen- Nella nostra vita comunitaria e apo-
te ai sogni dei fratelli, i sogni di quelli stolica molte volte soffriamo diverse
che vivono con noi ed i sogni di tutti difficoltà; sono esperienze di libertà li-
coloro che condividono, in una forma mitate dalle diverse circostanze della
o altra, la nostra vita: colleghi o com- vita: determinati compiti, lavori, occu-
pagni di lavoro, i destinatari della no- pazioni, malattie fisiche, psicologiche
stra predicazione ed anche quelli che o dello spirito, incomprensioni, malin-
predicano a noi. Penso ai sogni della tesi, ecc.
gente, ai sogni di quelli che chiamiamo Alla luce della difficile esperienza
“l’insieme della gente” oppure “la gen- di Giuseppe possiamo considerare le
te comune”. Il cerchio si va ampliando, nostre attitudini e le nostre relazioni
è necessario conoscere le facce ed i so- con i fratelli. Giuseppe, infatti, è un fra-
gni di quelli che desideriamo servire… tello, come noi. Dinanzi alle difficoltà
È vero, “interpretare” è opera di Giuseppe non si atteggia a vittima lec-
Dio, però sappiamo che Lui ci chie- candosi le proprie ferite. Perché tendia-
mo ad accusare sempre gli altri di tutto bile ai suoi compagni per aiutarli in tut-
quello che ci succede, come se sola- to quello che gli è possibile. In questo
mente gli altri fossero i responsabili o modo Dio va purificando il suo cuore
i colpevoli della nostra sorte? Giusep- e la sua intelligenza, la sua anima, la
pe non nutre neppure un senso tragi- sua vita!
co della vita. Non esauriamo e dimi- Ci può anche accadere che giochia-
spiritualità

nuiamo la nostra fraternità rimuginan- mo a nascondiglio con i fratelli, con la


do interminabili e sterili lamentele co- vita, con Dio, occultandoci dietro i di-
me: “La vita non ha alcun significato” versi modi di autocommiserazione – o
oppure “Noi, non te l’avevamo detto?”. di autosufficienza – più o meno camuf-
A volte sembriamo profeti di sventure, fate di umiltà4. A poco a poco queste
più interessati ad avere ragione che a attitudini ci vanno alienando da tutto
quello che possa o no succedere. Giu- (dalla realtà) e da tutti (dalla comunità
seppe non riduce le difficoltà che sta fraterna).
attraversando a una questione di “col-
pe” (proprie e/o altrui) o di “colpevoli”. La storia di Giuseppe acquista via
Non sogliamo buttare su di noi la colpa via una drammaticità che sembra an-
di tutto, forse cercando tortuosamente dare in crescendo. Ora accade che an-
la compassione degli altri? Non pen- che il Faraone sogna, ma che i maghi
siamo che tutto quello che ci succede ed i saggi dell’Egitto non riescano a
è per colpa di “qualcuno”? Giuseppe spiegarne il significato! Allora, lo sme-
non cova nel suo cuore desideri di ven- morato coppiere si ricorda di Giuseppe
detta o di rivincita. A noi può succede- e “il sognatore” viene chiamato a inter-
re invece, quando cadiamo nella tenta- pretare i sogni della più grande autorità
zione di imitare Erodiade, la compagna d’Egitto. Giuseppe nuovamente insiste:
20 di Erode, di esigere su di un vassoio la “Non io, ma Dio darà la risposta per la
testa dei supposti nemici, che conside- salute del Faraone” (Gen 41,16).
riamo ostacoli al nostro benessere o fe- La vita da frate, da fratello, senza al-
licità! Non è triste perfino esibire il pro- cun’altra pretesa che questa: essere fra-
prio dolore, la violenza fisica o psico- tello, ci porta a dare ascolto alle gioie e
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

logica, come ripiego per fare pressione alle speranze, alle tristezze ed alle an-
oppure per punire la comunità?3 Giu- gustie degli uomini e donne di oggi5.
seppe non passa il giorno ad appellarsi Quanti bambini e giovani, donne e uo-
alle autorità per commuoverle di quan- mini, fratelli e sorelle fanno sogni per
to gli succede. A volte, oltre a trascor- loro, per le loro famiglie, per i loro po-
rere la vita nel commiserare noi stessi, poli, per i loro paesi! Il ministero della
pretendiamo che anche gli altri ci com- fraternità esige di ascoltare, conoscere
miserino. È un atteggiamento molto co- ed interpretare questi sogni. Perché a
modo quello di collocarsi nel ruolo di volte non creiamo lo spazio necessario
“vittime”! In definitiva, nella situazione affinché i nostri fratelli possano raccon-
che gli tocca di vivere, apparentemente tarci i loro sogni? Quali situazioni o at-
senza uscita, il figlio prediletto di Gia- titudini lo rendono difficile?
cobbe non opta per l’autolesionismo Il Faraone riconosce la prudenza
perché tutti lo commiserino. Egli pone e la sapienza di Giuseppe e lo nomi-
la sua fiducia in Dio e si rende disponi- na Primo Ministro, ponendolo a capo
di tutto il territorio d’Egitto. Giuseppe il perseguitato, chiedono a Dio “non ci
aveva trenta anni. Potremmo dire che dimentichi”. Anche Dio chiede al suo
ha terminato la sua formazione, “è rite- popolo che non dimentichi la sua Al-
nuto maturo, poiché ammaestra gli altri leanza e i suoi Comandamenti, la sua
uomini e assume vari incarichi”6. opera creatrice, liberatrice e salvatri-
In questa tappa della sua vita Giu- ce. È importante fare/conservare me-

spiritualità
seppe non si lascia più trasportare dai moria. Sappiamo il significato etimolo-
sogni della sua adolescenza. Può or- gico di “ricordare” (re: ritornare / cor-
mai voltar la pagina di una vita burra- cordis: cuore) e di “remember” (re: ri-
scosa o tormentata, di una vita – fino tornare / member: organizzare o unire
allora – triste e amara. I nomi che dà ai quello che è sciolto o – precisamente
suoi due figli manifestano questo suo – “smembrato”). Giuseppe deve ricor-
desiderio: Manasse (“Dio mi ha fatto dare e ritornare a unire i pezzi sciol-
dimenticare ogni affanno e tutta la casa ti della sua storia, una storia legata a
di mio padre”) ed Èfraim (“Dio mi ha quella dei suoi fratelli.
reso fecondo nella terra della mia af- Una volta terminati gli anni dell’ab-
flizione”). bondanza, il popolo sentì fame e chie-
Il buon amministratore è l’uomo re- se gridando al Faraone che gli desse da
alista per eccellenza: semina e miete, mangiare. Questi rispose: “Andate da
raccoglie e distribuisce, vigila e sorve- Giuseppe; fate quello che vi dirà” (Gen
glia, controlla ed amministra, valuta e 41,55). Sono parole simili a quelle in-
misura, paga e riscuote. Nel Vangelo dirizzate da Maria ai servitori in Cana
Gesù usa l’immagine dell’amministra- di Galilea, in una difficoltà simile: è ve-
tore in varie parabole – ricordiamo spe- nuto a mancare il vino nel mezzo di
cialmente quella dei talenti – per parla- una festa di nozze».
re della fedeltà. (continua) • • • 21
Giuseppe è un uomo fedele e lo ma-
nifesta nel suo lavoro di amministrato-
1.
Eneus Domitius Ulpianus (… Roma
re: è stato fedele nel poco e lo sarà nel 228).
molto. Fino a questo momento stiamo
2.
Geraldus de Frachet, Vitæ Fratrum (ed.
Reichert, MOPH t.1), II pars, c. XLV, III.
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
assistendo ad un finale felice e lunga- 3.
Il lamentarci per quanto ci infastidisce
mente atteso. Se nell’Antico Testamen- o ci disturba non ha nulla a che vedere con
to la benedizione di Dio si manifestava la correzione fraterna che ci è insegnata da
principalmente nella buona salute, la Gesù nel Vangelo (cf. Mt 7,15; 18,15-18).
discendenza e l’abbondanza dei beni, La correzione fraterna consiste nel tendere
allora possiamo dire che Giuseppe fi- – mossi dalla carità – non alla punizione,
nalmente è benedetto da Dio! Giusep- ma al progresso dei fratelli. San Tommaso
pe amministra la ricchezza d’Egitto, ha la considera uno degli atti esterni o effetti
formato una famiglia nella terra che lo della carità (cf. S. Th., II-II, q. 31, prol. e q.
ha accolto come suo figlio adottivo, è 33).
4.
Cf. Benedetto XVI, Omelia nella Mes-
giusto e saggio, teme Dio! Ora potrà di-
sa di apertura della XI Assemblea Generale
menticare la sua triste storia! Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (2 Ottobre
Sappiamo però che – almeno nella 2005)
Bibbia – non è cosa buona “dimentica- 5.
Cf. Gaudium et Spes 1.
re”. Il popolo, l’uomo giusto che soffre, 6.
Cf. LCO 1 § VI.
GIROLAMO SAVONAROLA Riletture storiche domenicane. Savon
(Ferrara 1452 - Firenze 1498)

A 23 anni ha la vocazione e diventa


Frate Predicatore dell’Ordine Domeni-
cano. Dopo pochi anni di predicazione
viene su desiderio di Lorenzo de Medi-
Il Progetto Sa
ci accolto nel Convento di San Mar-
co a Firenze da dove inizia con forza
un’opera oratoria critica verso ogni tipo
per una Rifo
di regime tirannico di governo della cit-
tà in particolar modo si scaglia contro
la corruzione e l’immoralità proprie, a
nella Firenze
suo dire, della classe magnatizia della
città di Firenze. Voleva che si creasse un
rinnovamento della società sul modello
cristiano.
Durante la sua opera predicatoria PIER TOMMASO MESSERI 1
si formarono dei filoni di pensiero che
inevitabilmente sfociarono in fazioni
politiche: I palleschi, sostenitori della L a figura di Girolamo Savonarola
famiglia Medici e quindi avversari del è stata al centro ed è tutt’ora oggetto di
frate; I piagnoni, contrari all’attuale reg- dibattiti. Senza dubbio, il Frate ferrare-
gimento del governo cittadino. se ebbe non comuni doti di uomo po-
Alla morte del Magnifico, la situazi- litico, dimostrate innanzitutto dall’ope-
one politica nell’ area fiorentina dege- ra diplomatica attuata nel difficile pas-
nerò e a causa di contingenze esterne
saggio dal dominio mediceo a quello
22 alla realtà cittadina, la calata in Italia di
repubblicano. Infatti, in quel frangente
Carlo VIII, i Medici rappresentati dal fi-
glio di Lorenzo, Piero, furono cacciati egli grazie al suo carisma e abilità di
dalla città. capire la politica contingente del mo-
Il partito dei palleschi d’ora in poi mento e del luogo, riuscì a mantene-
cerco’ con tutti i mezzi di avversare e re una situazione di equilibrio a livello
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

screditare il Savonarola anche dinanzi interno dello Stato e anche sul piano
al Papa Alessandro VI. internazionale, riuscendo a difendere i
Nonostante questo a Firenze il frate diversi interessi della Signoria della cit-
fu messo a capo di un governo e pro- tà di Firenze, nell’evolversi dello scac-
mosse una forma statale di forte ispi-
chiere europeo.
razione religiosa dove Cristo fu fatto
Il Savonarola, in linea con il conte-
re di Firenze. A causa delle numerose
lamentele promosse contro di lui alla sto storico in cui è vissuto, pone tutta
corte pontificia, e le sue parole sul bi- la sua azione riformatrice socio-istitu-
sogno di rinnovazione nella Chiesa, il zionale nell’ottica religiosa. Partendo
Savona­rola venne scomunicato e do- dal concetto di “rinnovatio” cerca in
po una rivolta popolare fu per ordine tutti i modi di usare la politica come
del Papa, ucciso e bruciato, assieme a strumento, finalizzato alla rinnovazio-
due suoi confratelli, in piazza della Si- ne dell’essere umano, tutto in una pro-
gnoria il 24 Maggio 1498. Le sue ceneri spettiva teologica.
vennero subito dopo gettate in Arno.
Il Priore di S. Marco è consapevo-
narola e il discorso profetico.

storia domenicana
avonaroliano
orma Politica
e di fine 400

le della crisi radicale che travaglia tutto accesa, contro una forma Statale di ti-
il mondo cristiano, e si propone il fine po tirannica. Nella sua opera politica,
di un suo integrale e duraturo rinnova- il Frate si avvale di uno strumento, se
mento1. così si può definire, molto usato nel pe-
È da questo punto, che bisogna ine- riodo storico nel quale egli opera, quel-
vitabilmente partire per comprende- lo della “profezia”. Dal cinquecento al
re pienamente la difficile opera che il seicento il concetto di profezia per-
Frate Girolamo si era proposto di attua- corre e divide ogni ambiente cultura-
re: da questa concezione di crisi uni- le, sia laico sia interno alla chiesa. Nel
versale infatti prende il via un progetto periodo preso in esame, il concetto di
di politica, chiaramente di stampo to- profezia e più precisamente di “discor- 23
mistico, improntato e costituito intorno so profetico” appare soprattutto come
alla figura dell’uomo, visto come “esse- strumento indispensabile per spiegare
re cristianamente sociale”. ai più, con simboli e immagini, ciò che
C’è da porre l’accento su come il al più presto sarebbe dovuto o potuto domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
Savonarola colga l’intreccio di politica succedere. La profezia è un’esposizio-
e religione, riuscendo a tenersi voluta- ne finalizzata a essere compresa da tut-
mente al di fuori di un completo coin- ti senza distinzione di classe sociale. Il
volgimento nella nuova forma governa- discorso profetico è annunciato trami-
tiva che voleva attuare per raggiungere te l’uso di esempi e figure metaforiche
la sua opera di riforma. Esula nel suo tratte da vicende sacre dei libri della
iter politico, qualsiasi atteggiamento di Bibbia, da discorsi e sermoni dei profe-
tipo integralista; in lui è presente e con- ti o santi della chiesa cattolica, e cerca
tinua solo la polemica, sempre molto di spiegare in maniera basilare, chiara

1.
Pier Tommaso Messeri è nato a Firenze il 29 Luglio 1983, ha conseguito la maturità
classica ed è laureato in scienze giuridiche all’Università degli Studi di Firenze. Egli sta
prendendo, inoltre, la laurea in scienze storiche, indirizzo storia moderna, presso la facoltà
di lettere e filosofia dell’Università di Firenze. Il titolo che si pone a capo di questo articolo
è quello della sua tesi di laurea riguardante il Savonarola. •••
storia domenicana
e accessibile al popolo, il perché o il tica”2. Questa rinascita deve avere co-
come di una situazione in atto o da ve- me base la tutela e interesse del bene
rificarsi. comune, il fiorire dei commerci, del
Per il Savonarola, tramite e grazie al lavoro, una perfetta dualità tra sistema
modello dettato dalle Sacre Scritture, sociale ed economico, sostenendo più
e soprattutto dall’Antico Testamento, volte all’interno dei suoi sermoni la ne-
l’annuncio profetico non si esaurisce cessità di una politica popolare per il
con la previsione di una situazione che rifiorire e il prosperare dei commerci3.
dovrà accadere. Per lui l’annuncio è Girolamo Savonarola cerca con tut-
soprattutto un “appello etico religioso” te le sue forze di riportare il sistema
finalizzato all’attuazione di un cambia- politico della città del giglio alla de-
mento nella vita dei fedeli: una conver- mocrazia. Egli cerca di ricostituire una
sione e una riforma, “reformatio”, della “Repubblica” di antico stampo. Per il
condotta privata e delle istituzioni ec- ferrarese la primaria cura era focalizza-
clesiastiche e politiche. ta verso la classe del popolino, com-
Tramite appunto il modello profeti- posta da poveri e umili commercianti
co, il Savonarola si propone di muta- da troppo tempo esclusi da ogni ufficio
re la politica della Firenze del tempo. amministrativo.
Nelle numerose sue prediche il Frate fa Cercò e fece approvare delle leggi
della profezia lo strumento indispensa- per alleviare la miseria in città, pensan-
bile e sempre presente per cercare di do infatti di costituire una realtà sociale
attuare la famosa “rinnovatio”, che, co- nella quale il diritto doveva essere ga-
me sostiene ripetutamente il ferrarese, rante e incentivo per una ripresa eco-
non può passare per attuarsi comple- nomica, che alleviasse le sofferenze al-
tamente che da una “rivoluzione poli- l’interno del popolino; creò e fece isti-
24
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

FIRENZE. Museo S. Marco. Anonimo sec. XV. Martirio di G. Savonarola.


storia domenicana
tuire un Monte di Pietà, un fondo per zione repubblicana, della antica clas-
le ragazze povere bisognose di dote; se dirigente fiorentina5. Recano nuovi
incoraggiò e promosse numerosissime impulsi al pensiero tomistico savonaro-
riforme giurisprudenziali e fiscali che liano. Il pensiero per l’attuazione di un
colpissero i grandi evasori, sempre per- sistema popolare attraversa tutto il 400.
seguendo il sogno di riforma dei costu- Nella sua opera di riformatore teologi-
mi e della morale, legata al riconosci- co-politico il Savonarola non fu il pri-
mento della dignità umana. mo. Prima di lui, già altri esponenti re-
Il concetto di dignità umana è stato ligiosi degni di rispetto, come San Ber-
al centro della speculazione savonaro- nardino da Siena e il domenicano San
liana sia in campo religioso sia civile. Antonino Pierozzi, avevano già incitato
L’esigenza di un governo di stampo in più occasioni il popolo fiorentino a
popolare era già stata avvertita da mol- una svolta politica di riforma6. Una ri- 25
ti illustri personaggi dell’epoca e ante- forma a tutto campo per arrivare a ri-
cedenti al Savonarola, basti pensare al conquistare la dignità umana non po-
Masaccio e a Donatello. Proprio alla teva non interessare la sfera socio-poli-
situazione storica presa in esame ap- tica di un popolo. domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
partiene la necessità di una “libertà po- Il Frate di San Marco entra nell’av-
polare” e il Savonarola come aposto- ventura politica come più volte ha egli
lo del cattolicesimo è chiamato essen- stesso sottolineato, non volutamente,
zialmente a liberare, in chiave politica i ma perché ci è stato trascinato con for-
cittadini di Firenze dalla schiavitù della za dagli eventi, faceva parte della sua
tirannide operata all’ epoca nella città missione. La politica mantiene per il
dalla famiglia Medici. Seguire il mes- Savonarola una fondamentale mora-
saggio savonaroliano significa voler es- le teologica ma allo stesso tempo non
sere liberi. Il cristianesimo è quella reli- cessa di essere anche una “techne po-
gione, grazie alla quale l’uomo si libera litikè”, articolata in azioni specifiche,
da ogni legame e da ogni ordinamen- adattata agli uomini e alle circostanze7.
to governativo, che non sia la parola di Il priore domenicano non si fa porta-
Cristo4. tore di un progetto politico fondato su
Le proposte per un governo repub- una pura spiritualizzazione, ma assicu-
blicano non cadono nel vuoto, l’ispira- ra anche onori e ricchezze per il po-
storia domenicana
polo capace di instaurare una forma di
governo popolare e repubblicano. vedi computer
La critica politica savonaroliana è
improntata quasi esclusivamente contro
il governo tirannico e la famiglia Me-
dici. Aspre critiche sono rivolte contro
questa espressione politica, inadatta a
una realtà sociale come quella italiana
e più specificatamente fiorentina, il cui
popolo è ingegnoso, ed è audace e non
può dunque essere sorretto da uno solo
senza essere tiranneggiato8. A Firenze,
in Italia, è la democrazia repubblicana
che si mostra strettamente congiunta
alla fede cristiana per la capacità che
essa ha di favorire e promuovere quel
bene comune da cui procede l’ascesa
dell’uomo verso la divinità. Combatte-
re contro il tiranno, a favore del gover-
no civile, significa battersi per l’affer- P ADRIANO OLIVA OP.
mazione e trionfo di Cristo tra gli uomi-
ni. Il Frate ha compreso due situazioni
di un’importanza fondamentale: che la P Adriano Oliva, domenicano,
religione è l’elemento indispensabile della nostra Provincia Romana di
per fondare un nuovo Stato e per re- S. Caterina da Siena, presidente della
26 staurare un antico ordinamento, e che Commissione Leonina e membro
la religione è un eccezionale strumen- dell’Istituto di ricerca
to di direzione della massa popolare. e di storia dei testi,
ha ricevuto, da parte
1.
M. Ciliberto, Storia della civilta’ To- dell’«Istituto delle Scienze umane
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

scana, Firenze, 2001. e sociali» del Centro


2.
G.F.Young, .I Medici. Firenze, 1935. Nazionale della Ricerca Scientifica,
3.
V. Magni, L’Apostolo del Rinascimen- la medaglia di bronzo, che premia
to, Firenze, 1939.
il suo lavoro di ricercatore,
4.
M. Cacciari, Atti della celebrazione
nel corso di una cerimonia
del 500 anniversario di fra’ Girolamo Savo-
narola, Firenze, 1998. che si è svolta
5.
P. Villari, La storia di Girolamo Savo- il 19 novembre 2009, presso
narola e de’ suoi tempi, Firenze, 1930. la sede dell’IRHT.
6.
F. Cordero, Savonarola Pensieri Politi-
ci, Bari, 1986. L’opera di Adriano Oliva ci insegna
7.
M. Cacciari, Atti della celebrazionee che, per Tommaso, la teologia è
del 500 anniversario di fra’ Girolamo Savo- una “scientia usualis” che sa porre
narola, Firenze, 1998. al suo servizio, nel rispetto
8.
P. Villari, La storia di Girolamo Savo-
della loro autonomia,
narola e de’ suoi tempi, Firenze, 1930. le risorse delle altre discipline.
CENTRO NAZIONALE DELLA RICERCA SCIENTIFICA (CNRS)
Istituto francese delle Scienze Umane e Sociali.

ONORIFICENZA PER
P. ADRIANO OLIVA op

eventi
presidente della Commissione Leonina

Il 19 novembre scorso, una rappre- cra doctrina. Avec l’édition du prologue


sentanza seletta dei medievisti di Pa- de son commentaire des Sentences,
ris, più una nutrita delegazione di fra- Paris, J. Vrin («Bibliothèque thomiste,
ti del convento di Saint-Jacques (e un 58»), 2006, pp. 416.
frate della Minerva), si erano riuniti al- Ecco qui appresso, in traduzione ita-
l’avenue d’Iéna, fra Trocadéro e arco di liana, il discorso che, in tale circostan-
trionfo dell’Étoile, presso l’IRHT (Institut za, ebbe a pronunciare la dott.sa A.-M.
de Recherche et d’Histoire des Textes), Eddé, direttrice dell’IRHT.
per far corona al nostro confratello P. “Benvenuti a tutti. Siamo molto fe- 27
Adriano Oliva, Presidente della Com- lici e molto orgogliosi di celebrare la
missione leonina e ricercatore del CN- consegna della medaglia di bronzo ad
RS, il quale veniva insignito della me- Adriano Oliva. È troppo giovane perché
daglia di bronzo del CNRS (Centre na- si debba ripercorrere tutta la sua carrie- domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
tional de la Recherche scientifique). ra; tengo però a sottolineare – anche se
Come recita il testo ufficiale: «La così facendo rischio di offendere la sua
medaglia di bronzo del CNRS ricom- modestia – ch’egli ha fatto una entrata
pensa il primo lavoro di un ricercatore, trionfale al CNRS (1.10.2006), poiché,
che così si afferma come specialista di meno di due anni dopo, riceve una me-
valore nel suo campo. Questa ricom- daglia di bronzo. Si deve dire, è vero,
pensa è un incoraggiamento a prose- che la sua opera era già ben avviata pri-
guire le ricerche ben avviate e già fe- ma di quella data.
conde». L’IRHT conta fra i suoi membri nu-
Nel caso specifico, tale distinzio- merosi colleghi formati ai metodi esi-
ne (elargita con parsimonia) intendeva genti dell’École des chartes, dell’École
premiare le ricerche di P. Oliva sul me- normale supérieure, o dell’École prati-
dioevo e, in particolare, la sua opera que des hautes études. A. Oliva porta
Les débuts de l’enseignement de Tho- eccezionali competenze attinte ad al-
mas d’Aquin et sa conception de la sa- tre fonti, italiane e svizzere. Si è notato,
d’altronde, che, in questi ultimi anni, i te in opera un metodo esigente: «non
migliori candidati al CNRS in filologia, accettare come buono alcun elemento
ecdotica, paleografia, erano assai spes- senza averlo prima sottomesso a veri-
so italiani. fica» (Conclusion, p. 341); si impone,
poi, per l’indefessa meticolosità nel-
A. Oliva ha una formazione esem- la ricerca e nella discussione delle va-
plare in questo campo: rianti. Tutto ciò è esposto nei capitoli i,
Diplomato nel 1988 della Scuola ii e iii: dapprima sono discussi i principî
Vaticana di Paleografia, Diplomatica dell’edizione, segue la descrizione dei
eventi

e Archivistica (descriveva già allora i testimoni manoscritti, e poi lo studio


manoscritti dell’Archivio del Convento della tradizione testuale.
della Minerva). Ma questa cura del dettaglio è tut-
1992: licenza in teologia presso la t’altro che oziosa, poiché essa permette
Pontificia Università S. Tommaso. non soltanto di stabilire il testo su ba-
1993: membro della Commissione si sicurissime, ma anche di far appari-
leonina, che cura, da centotrent’anni re, mediante lo studio delle modifiche
a questa parte, l’edizione critica delle portate da Tommaso stesso al suo testo,
opere di S. Tommaso; ne diventa presi- il movimento del suo pensiero o della
dente nel 2000. Vi ha raccolto il meglio sua evoluzione dottrinale.
di una tradizione portata al suo vertice Non vi è migliore giustificazione dei
dai PP. René Antoine Gauthier, Pierre- lavori che conduciamo qui: il lavoro fi-
Marie Gils, Bertrand Georges Guyot e lologico più tecnico e più austero, ed
Louis-Jacques Bataillon, con i quali ha
lavorato in stretta collaborazione.
2002: Dottore in Teologia presso
28 l’Università di Friburgo (Svizzera) con
una tesi, scritta in francese, che sarà
pubblicata nel 2006 con il titolo Les
débuts de l’enseignement de Thomas
d’Aquin et sa conception de la sacra
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

doctrina. Avec l’édition du prologue de


son commentaire des Sentences, Paris,
J. Vrin (« Bibliothèque thomiste, 58 »),
2006, pp. 416. Con questa opera, si af-
ferma come uno dei migliori specialisti
di Tommaso d’Aquino e per essa riceve
la medaglia di bronzo del CNRS.
Ho soltanto dato una scorsa a que-
sto libro, ma Jean-Pierre Rothschild [di-
rettore della Seziona latina dell’IRHT, di
cui fa parte A. Oliva] ha avuto la gen-
tilezza di comunicarmi alcuni appunti
al riguardo:
Si tratta di un lavoro che si caratte-
rizza anzitutto per la probità e che met-
esso solo, rivela testi, significati o in- gy in the Studia of the Religious Orders
flessioni che continuamente spingono and at the Papal Court», Notre Dame
a rivedere o affinare le interpretazioni (Indiana), University Notre Dame, 8-10
dottrinali. October 2008, di un autografo inedito
E queste stesse dottrine non sono del segretario di Tommaso d’Aquino.
delle astrazioni. Qui ancora, A. Oliva Da questo punto punto di vista, A.
s’impegna con la massima cura a rico- Oliva quasi s’identifica con il personag-
struirne il contesto letterario ed istitu- gio oggetto centrale dei suoi studi: «Il
zionale, oggetto del suo capitolo v. Egli libro di Adriano Oliva ci insegna che,

eventi
inizia con una lucida critica delle no- per Tommaso, la teologia è una “scien-
stre supposte conoscenze: «si vanno ri- tia usualis” che sa porre al suo servi-
petendo tanti luoghi comuni riguardo zio, nel rispetto della loro autonomia,
all’insegnamento universitario, ma essi, le risorse delle altre discipline; questa
spesso, sono soltanto la trasformazione stessa tesi ce ne offre un esempio assai
di episodi singolari in regola generale, degno di nota» (L. J. Bataillon, Thomi-
valida per qualsiasi epoca» (p. 341). stica 2006, p. 36).
Così, lo studio dottrinale si trova rial- La ricerca di A. Oliva illustra perfet-
lacciato alla storia e ne consegue una tamente, sotto questo aspetto, le mis-
mutua illuminazione: in questo modo sioni dell’IRHT: studiare le condizioni
è stabilita la cronologia delle modifi- di produzione dei testi, rinvenire la lo-
che del testo e la centralità del dibattito ro circolazione, identificare i copisti,
sullo statuto della teologia a Parigi, alla le opere, gli autori, descrivere i ma-
metà del secolo xiii è dimostrata. noscritti, stabilirne la genealogia, far-
Lo avrete capito: la produzione di A. ne l’edizione critica, senza perdere di
Oliva (oltre alla sua tesi, un secondo li- vista la loro finalità storica, filosofica,
bro, in collaborazione con Ruedi Imba- teologica o letteraria... 29
ch, sulla filosofia di Tommaso d’Aquino A quale scopo, diranno coloro i qua-
[Vrin, 2009], tre direzioni di libri o di li non sono familiari delle nostre disci-
numeri tematici di riviste e una quindi- pline? Per stabilire la storia delle dot-
cina di articoli) va ben al di là dell’inse- trine su solide basi, per capire il modo domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
gnamento di Tommaso d’Aquino. di diffusione delle correnti di pensiero
È tutto «il funzionamento delle strut- nell’Occidente latino, fra Greci, Ebrei,
ture della conoscenza filosofica e teo- Arabi. Per andare contro la tendenza
logica della prima metà del xiii seco- dei nostri contemporanei a «credere ad
lo all’università di Parigi » a costituire una verità testuale immediata» e per-
l’oggetto della sua ricerca, una ricer- ché, quale buon filosofo (e verosimil-
ca caratterizzata, oltre che dal rigore mente buon teologo), A. Oliva rimane
scientifico, dall’intreccio delle disci- persuaso che porre bene la domanda è
pline: filosofia, teologia, ma anche di- importante quanto dare la risposta.
scipline erudite che ne costituiscono il A nome di tutto l’IRHT, mi permetta
basamento: paleografia, codicologia, di felicitarLa calorosamente e di dirLe
ecdotica, filologia. Questo incrociarsi quanto siamo felici e orgogliosi di aver-
gli permette ricchissime scoperte, come La fra di noi.”
quella che ha recentemente presentata
al colloquio «Philosophy and Theolo- P. Daniele Ols op. •••
Accettare di continuare
la propria formazione
«LE GIOR
FORMAZIONE
Continuare a formarsi significa ag-
giornarsi per tenersi in armonia con il
tempo e con le esigenze della propria
missione. Sì! La formazione permanen-
te è come il respiro, qualcosa che ac-
compagna la vita presbiterale e religio-
Pistoia. Convento S.Domen
sa nel suo incedere, ordinario e straor-
eventi

dinario; è il suo ritmo costante, ciò che


la realizza secondo il piano di Dio.
È azione divina, dunque dono e gra- Dopo il capitolo provinciale, cele-
zia, la formazione, prima di essere fa- brato nell’ultima estate, un nuovo im-
tica umana, ma richiede, comunque, portante appuntamento di provincia :
la piena disponibilità dell’uomo, la sua l’incontro di formazione permanente.
docibilitas (non solo la docilitas), ovve- L’argomento, deciso straordinaria-
ro la libertà, intelligente e attiva, di im- mente dal Capitolo per via dei tempi
parare da ogni persona e in ogni conte- ristretti, è stato “Il servizio dell’autorità
sto, a ogni stagione ed età, per lasciarsi e l’obbedienza”, titolo del documen-
istruire e arricchire da qualsiasi fram- to che la Congregazione per gli Istituti
mento di verità e di bellezza che si tro- di Vita Consacrata e le Società di Vita
va attorno a sé. Apostolica ha pubblicato l’11 maggio
Decisiva diventa, allora, la capacità 2008. Il tema era già stato lo stesso del-
di relazione con le persone ma anche l’ultima Conferenza Nazionale dei Su-
30 con la propria età che avanza, con gli periori Maggiori.
anni. Questo “mutare” ci fa avvertire
maggiormente l’urgenza, il bisogno di
riqualificarci, di aggiornarci continua-
mente per venire incontro alle sfide del-
la società globalizzata che si presenta
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

sempre più come società multicultura-


le, multireligiosa, con situazioni nuove
da affrontare.
I giovani, protagonisti dell’immedia-
to futuro, vengono da queste nuove
esperienze culturali; essi rappresentano
un’espressione culturale, molto diversa
da quella di prima. Per ciò che riguarda
la loro formazione si dovrà chiaramen-
te tener conto di questa nuova espe-
rienza culturale, cui vengono o verran-
no sottoposti e del conteso sociale in PISTOIA. Convento San Domenico.
cui sono chiamati a servire la Chiesa e G. Cristiani, Madonna con bimbo
gli uomini. detta dell’umiltà (part.) sec. XV.
RNATE DI
PERMANENTE»
nico, 27-30 dicembre 2009

eventi
Le giornate di formazione si sono
svolte come d’abitudine nel convento
San Domenico di Pistoia dal 27 al 30
dicembre 2009.
L’agenda, sufficientemente inten-
sa, ha visto affrontato il documento su
due sguardi diversi ma complementa-
ri. Il primo giorno è stato animato da
Mons. Agostino Gianfranco Gardin,
Segretario della Congregazione della
Vita Consacrata e Arcivescovo di Trevi-
so, che, avendo lavorato al testo, ha po-
tuto ripercorrerlo delineandone i punti
di forza e allo stesso tempo quelli in 31
cui, data la delicatezza dell’argomen-
to sono stati affrontati in maniera piu’
generale.
Il documento consta di tre parti: domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
Consacrazione e ricerca della volontà
di Dio (nn. 4-15), Autorità e obbedien-
za nella vita fraterna (nn. 16-22) e in-
fine la dimensione della missione (nn.
23-31).
Il documento non è caratterizzato da
un linguaggio normativo, quanto piut-
tosto una riflessione finalizzata ad una
ricezione più ampia. A detta di Mons.
Gardin, l’eco della lettura del docu-
mento è stato abbastanza positivo.
L’obbedienza è un cammino peren-
ne nella vita del cristiano, un elemento- PISTOIA. S. Domenico.
sintesi, come lo ha definito Mons. Gar- Sala Riunioni. Un gruppo di religiosi
din, del cammino di sequela a Cristo. presenti all’incontro.
La struttura del documento in se vuole versi, e quello che rimane ancora più
rispecchiare questo. La prima è l’ultima sensibile è la riflessione intorno alla
parte tratta dell’obbedienza, e include realtà fiorentina. Il tutto si è comunque
in se , è il cuore del testo, il compito svolto in un clima di fraternità.
dell’autorità. Le giornate sono state guidate da fr
Il giorno seguente p. Giancarlo Bru- Alessandro Salucci, della comunità di
ni, dei Servi di Maria, ha trattato l’argo- S. Maria Novella, che dal Capitolo Pro-
mento in maniera piu’ generale e, sen- vinciale è stato nominato Promotore
za voler cadere nel banalismo, potre- della Formazione Permanente.
eventi

mo definirlo, spirituale. Durante l’ultimo giorno si è fatto an-


Denso della sua esperienza e della che un giro di tavola per sentire qual-
sua vicinanza alla Parola di Dio, si è che proposta o suggerimento per un
riflettuto in primis sull’obbedienza ma- eventuale argomento per le giornate
dre di tutte le obbedienze: l’obbedien- di formazione del prossimo anno. So-
za all’esistenza, alla vita. Senza una ri- no state avanzate varie proposte: a fra
conciliazione con questa obbedienza, Alessandro il compito di vagliarle, e di
ogni altro discorso risulta secondario. organizzare le prossime giornate.
Non sono mancati, durante questi La collaborazione e lo spirito di re-
giorni, i momenti di scambio. I pome- sponsabilità di tutti permetterà che
riggi erano dedicati piuttosto alla di- questo momento importante di provin-
scussione aperta e al dibattito. cia sia sempre maggiormente promos-
L’ultimo giorno, come da tradizio- so e recepito come opportunità forte
ne, c’è stato un momento assemblea- non solo di studio, ma anche di incon-
re che verteva soprattutto sulla recente tro fraterno.
pubblicazione degli Atti del capitolo.
32 Gli argomenti trattati sono stati di- (fr Gian Matteo Serra op).
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

PISTOIA. Convento san Domenico.


CAGLIARI. Panorama. La cupola bianca appartiene alla Chiesa S. Domenico.

cronaca
CAGLIARI- La Famiglia Domenicana riunita.
Nessuno dei vari gruppi, residenti a ternita del Rosario, il gruppo famiglia
Cagliari, che a qualche titolo fa parte “oltre la porta”, il coro, il gruppo mis-
della famiglia domenicana, è mancato sionario e quello di Selargius.
all’incontro programmato nella Cripta Attività e gruppi più o meno consi- 33
del Convento S. Domenico. stenti perchè alcuni sono stati fondati
Anche se un po’ in ritardo rispetto da anni, mentre altri sono in fase di ini-
all’inizio effettivo – era già il 31 ottobre zio o di ripresa. Di questi gruppi, gli
2009 - l’incontro è stato voluto per ini- assistenti sono naturalmente i frati della domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
ziare tutti insieme l’anno sociale. Comunità che si impegnano volentieri
Questo intento ci ha fatto ritrova- cercando di armonizzare il tutto con le
re non solo uniti nella preghiera, ma attività specifiche che svolgono per l’in-
anche – come riporta la cronaca con- segnamento teologico, la predicazione
ventuale del giorno - “per favorire una e la pastorale sacramentale, presso le
più profonda conoscenza delle attività parrocchie, chiamati da vari parroci o
svolte dalle singole entità, ordinata ad presso gruppi giovanili.
una maggiore collaborazione e stima”. Alcuni dei religiosi ricoprono inca-
Dopo la S. Messa concelebrata, il richi provinciali di promozione o inca-
Padre Priore dei frati ha introdotto l’in- richi diocesani come quello del rettore
contro riferendo ai presenti le attività della chiesa, oppure della pastorale fa-
svolte dai singoli frati e ugualmente, miliare diocesana.
via via, i responsabili hanno riferito le L’incontro, è stato di vero gradimen-
attività del proprio gruppo: la fraternità to per tutti ed è terminato con un rin-
laica, le suore domenicane, la confra- fresco consumato fraternamente nel-
la grande sala del chiostro, vicino alla
BIBBIENA - S. M
Santuario
cripta.

Pure numerosi ci siamo ritrovati per


l’estrazione dei santi protettori dopo la
prima Messa dell’Epifania.
Tutti i gruppi sunnominati sono stati
interessati a quest’altra “nota domeni- Brevi notizie dell’anno 2009.
cronaca

cana” di inizio d’anno che ci accomu-


na proprio come famiglia domenicana
Sfogliando la cronaca dell’anno
(oltre il tempo, in prospettiva della bea-
scorso, risaltano due note particolar-
titudine dell’aldilà).
mente importanti: una presenza più
Ugualmente per tutto l’anno, tranne
numerosa di fedeli e turisti, con punte
il periodo estivo, i religiosi sono impe-
molto alte in alcune ricorrenze, e il mi-
gnati a turno per la lezione di cateche-
nistero di Padre Giovanni qui a S. Ma-
si, ogni giovedì sera, presso la bibliote-
ria, dopo aver terminato definitivamen-
ca conventuale, per un’ora intera.
te l’attività di Telesandomenico.
L’interesse delle persone per gli ar-
gomenti trattati sembra piuttosto buono
P. Giovanni ha potuto dedicarsi com-
e anche il dibattito che segue è abba-
pletamente al Santuario e grande è sta-
stanza vivace. Il tema di quest’anno era
to pure il contributo che egli, nel mese
come obbligato: il sacerdozio. di agosto, ha dato in una realtà missio-
E come famiglia domenicana ri- naria del Congo, nella città di Kikwit,
ceviamo, ogni anno, veramente lie- che si trova a circa 500 km. dalla capi-
ti, il giorno della festa di S. Tommaso tale Kinshasa. A Kikwit, una Comunità
34 d’Aquino (28 gennaio) i seminaristi dei di Monache Trappiste, provenienti da
due seminari (diocesano e regionale) e Vitorchiano, sta costruendo monastero
molti studenti della Facoltà teologica di e chiesa; di questa Comunità fa parte Sr
Cagliari con il preside e alcuni profes- Patrizia Calosci, di Arezzo, cresciuta e
sori. Una tradizione ormai radicata, la formata nel gruppo giovanile San Do-
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

visita degli studenti, in onore di S. Tom- menico, animato da Padre Giovanni.


maso, patrono delle scuole cattoliche e In questa esperienza missionaria,
onore dell’Ordine domenicano! egli si è adoperato anche nei lavori ma-
nuali, per la sistemazione delle vetrate
Cogliamo occasione, infine, per co- della chiesa e del monastero. L’interes-
municare che sono quasi terminati i la- se e l’entusiasmo nato in lui, visitando
vori di ripulitura della zona del Con- la missione, lo ha comunicato a mol-
vento che viene riservata «all’acco- te persone, in particolare ad un gruppo
glienza per la pastorale giovanile e vo- di giovani di Bibbiena, che lo stanno
cazionale» in conformità alle decisioni aiutando in varie iniziative per questa
del capitolo provinciale che a questo causa.
scopo «ha individuato in modo parti-
colare i conventi di Cagliari e Siena» Qui a S. Maria del Sasso, a propo-
(Atti CP 2009, n. 38). sito e a favore delle Missioni, va ricor-
(Cronista del convento). dato “il mercatino dell’Immacolata”. È
ARIA DEL SASSO. Meritano di essere ricordate a parte

e Convento
le feste  natalizie! Arricchite dal solito
grandioso artistico presepe, ogni anno
viene comunicato un messaggio par-
ticolare. In questo Natale l’attenzione
è stata rivolta, naturalmente, all’Anno
Sacerdotale.
I bravi presepisti di Camaiore sono

cronaca
questa una iniziativa che cresce di an-
riusciti ad interpretare al meglio con
no in anno, producendo sorprendenti
suggestive immagini quanto voleva es-
frutti. Questo mercatino si è ormai af-
sere comunicato: * l’attesa di Cristo,
fermato nella zona e viene visitato da
attraverso le antiche profezie, * l’acco-
numerose persone.
glienza del Figlio di Dio nel grembo di
Ma soprattutto la vita  spirituale, che
Maria, * la nascita di Cristo a Betlem-
viene vissuta nel Santuario, ha ottenuto
me, “Casa del pane”,  * Gesù posto in
ottime risposte da parte dei fedeli.
Ben curate sono state le varie cele- una mangiatoia, * il Verbo di Dio fat-
brazioni, quelle ordinarie e le più so- to carne e nostro cibo, che ci è dona-
lenni, come la Pasqua, il mese di mag- to nell’Eucaristia attraverso il ministero
gio, la solennità dell’Apparizione del- dei sacerdoti.
la Madonna che ricade il 23 giugno, la Il presepe è stato visitato da mi-
solennità  di S. Domenico “l’8 agosto” gliaia di persone, offrendo a tutti una
e, infine, l’Ottavario di settembre, in profonda e ricca catechesi. L’Eucari-
onore della Madonna del Buio. stia, donandoci il Cristo, rappresenta
Un buon apporto alla Liturgia lo ha la continuazione del mistero della In-
dato pure il Coro del Santuario, ora carnazione e della Nascita di Gesù.
cresciuto con le voci  argentine di un Il presepe è rimasto aperto e sempre vi- 35
bel gruppo di bambini, volenterosi ed sitato fino al 21 febbraio 2010.
entusiasti. p. Giuseppe Serrotti op.

domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

BIBBIENA. Santa Maria del Sasso. Un’istantanea del grande presepe.


ROMA-Prati - Prima riunione della Fld.
Il giorno 11 gennaio 2010, alle ore ai quali abbiamo partecipato con una
16,30, si è svolta la prima riunione del- raccolta di aiuti l’anno scorso.
la fraternita domenicana alla presenza La seconda comunicazione ha ri-
della priora Amalia Russo e del nostro guardato il ritiro spirituale che si terrà il
cronaca

assistente spirituale padre Graziano 12-13 e 14 marzo al Santuario di Santa


Lezziero, anche nostro parroco. Maria del Sasso in Bibbiena.
Dopo la preghiera d’apertura con ri- Ci è poi stato ricordato che a giu-
guardo alle persone malate e molto an- gno ci sarà un bel pellegrinaggio in Ter-
ziane, P. Graziano ci ha dato delle im- ra Santa per una quarantina di persone,
portanti comunicazioni: il 21 febbraio quindi prenotarsi in tempo.
è stata organizzata dalla nostra Parroc- La nostra priora Amalia Russo ci ha
chia un incontro a L’Aquila con la par- letto qualcosa su uno dei santi del me-
rocchia di S. Maria Assunta in Pagani- se, beata Villana dè Botti, terziaria do-
ca per vedere quei luoghi terremotati e menicana e ci ha fatto un breve profilo
i lavori di ristrutturazione della chiesa, su San Tommaso d’Aquino, che sarà in-
vocato nella S. Messa del
28 gennaio per aiutare
tutti gli studenti.
Il Padre Graziano ha
iniziato a parlare del se-
condo tema dell’anno: la
36 speranza (il primo era sta-
to: la fede).
Infine c’è stata la con-
sueta estrazione del santo
protettore per ognuno di
noi e per gli assenti.
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

La riunione si è con-
clusa con la preghiera e
con l’apertura di un pa-
nettone e un brindisi per
l’anno che dovremo tra-
scorrere.
Luciana Marapodi, fld.

ROMA- Prati.
S. Maria del Rosario.
Facciata.
POPOLI (PE) - La fraternita laica domenicana
festeggia S. Tommaso d’Aquino.

Volentieri, come sempre, abbiamo chiese tutte danneggiate dal terremoto.


celebrato dal 25 al 28 gennaio la fe- Una bella notizia ci conforta: probabil-

cronaca
sta di S. Tommaso d’Aquino. Essa è sta- mente per la Pasqua prossima, finiti i
ta per noi motivo di gioia e di crescita lavori di riparazione, potrà essere ria-
spirituale. perta al culto la chiesa parrocchiale di
Il nostro parroco ed assistente della San Francesco.
fld, don Panfilo, che ha guidato e ani- A San Tommaso d’Aquino, che ri-
mato le funzioni, ci ha illustrato di que- splende nella Chiesa come maestro di
sto grande santo il profilo e l’opera ec- sapienza e modello di santità, elevia-
cezionale. mo le nostre preghiere perché ci aiuti a
La nostra devozione per il Dottore cercare ed amare Dio con tutte le no-
Angelico – così è chiamato S. Tomma- stre forze e a farlo conoscere.
so – è immensa: molteplici le sue virtù,
tra cui spicca l’umiltà; notevoli le sue Emilia Lattanzio,
doti intellettive ed umane; sconfinato il segretaria della fld di Popoli.
suo amore a Cristo. Per tutta la sua vi-
ta S. Tommaso è stato impegnato nel-
lo studio della teologia e dalla preghie-
ra continua ha tratto forza e vigore per
trasmettere, secondo l’ideale domeni- 37
cano, le verità della fede con l’insegna-
mento, gli scritti e la predicazione.
CARTA
In questi giorni abbiamo potuto
esprimere, insieme a numerosi fede-
SOLO
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
li, presenti nonostante la pioggia e il
freddo pungente, la nostra devozio-
ne al santo, con la recita del Rosario PARTE CENTRALE
e con la partecipazione alla S. Mes-
sa. Siamo state molto contente che un
giorno del triduo, di preparazione alla
festa, sia coinciso con l’ultimo merco-
ledì del mese, giorno in cui facciamo
l’Ora di Guardia, cioè la solenne reci-
ta del Rosario in onore della Madonna,
per la quale S. Tommaso ci ha lasciato
l’esempio di filiale venerazione.
Certamente questa festa sarebbe riu-
scita molto più suggestiva se fosse sta-
ta celebrata in una delle nostre belle POPOLI. Chiesa San Domenico.
AREZZO.
Basilica S. Domenico
(sec. XIII). Interno.
cronaca

AREZZO-S.Domenico. Attività della Fraternita.


Per la preparazione alla celebrazio- seguito il Rosario e la S. Messa, ma so-
ne del S. Natale abbiamo dedicato tut- prattutto sabato, 9 gennaio, ci siamo ri-
ta una giornata. Il sabato, 19 dicembre, trovati insieme numerosi.
alle 9,30 eravamo già riuniti, nella cap- Come gli anni precedenti, abbiamo
pella della Chiesa San Domenico, in fatto la cerimonia dell’estrazione dei
38 adorazione a Gesù Eucaristia, esposto santi protettori. Il Parroco di san Do-
solennemente. Avvicendandoci e ac- menico e il nostro presidente, Gasto-
compagnandoci con letture di testi bi- ne Dragoni, hanno guidato l’estrazione
blici e domenicani abbiamo prolunga- leggendo le virtù e l’esempio dei santi.
to la nostra presenza fino alle ore 12. Il richiamo di numerosi santi appar-
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

Nel pomeriggio, alle 15,30, nella tenuti alla nostra famiglia Domenicana,
nostra sede presso il chiostro di San Do- santi anche laici come noi, ci ha spro-
menico, abbiamo partecipato alla con- nati non solo a perseverare nella nostra
ferenza tenuta dal nostro promotore P. vocazione domenicana con fedeltà,
Alberto Viganò che è venuto dal con- ma anche ad impegnarci maggiormen-
vento di Perugia. L’argomento verteva, te nella ricerca di Dio e del nostro pro-
naturalmente, sul mistero del Natale e gresso spirituale.
non sono mancati riferimenti anche al- Nel comunicare le nostre notizie,
l’Anno Sacerdotale in atto. Ritornati in attraverso la rivista “Domenicani”, che
chiesa alle 17,30 abbiamo preso parte contribuisce a farci sentire famiglia, vo-
alla recita del Rosario e alla S. Messa lentieri rivolgiamo a tutti i nostri cor-
prefestiva. diali saluti.
Il martedì, 22 dicembre alle ore
15,30, abbiamo avuto l’incontro di for- (Gastone Dragoni,
mazione a cui, naturalmente, ha fatto presidente della Fld di Arezzo). •••
MONTEPULCIANO - Notizie del Laicato e il
presepe vivente
Si è svolto nei locali del Santuario
COMPUTER
agnesiano il VI Presepe Vivente. Il Pre-
sepe si è collocato nelle due date del

cronaca
24 dicembre, nel dopo cena, con la
veglia del Vescovo Diocesano Rodolfo
Cetoloni e nel pomeriggio del 6 gen-
naio con l’arrivo dei Re Magi a cavallo
per le vie del Corso cittadino.
Numerosi i quadri allestiti dai qua-
si sessanta figuranti molti dei quali ve-
ri artigiani di Montepulciano che si so-
no prestati a proporre la loro preziosa
opera artigiana per far rivivere l’evento
del Natale di Gesù. Suggestivo il qua- fanno parte del Gruppo “Amici del Pre-
dro vivente rappresentate sant’Agnese sepe”, sia attivamente come figuranti e
con alcune monache in atteggiamento anche con la tenera e gradita presenza
di preghiera e nel filare la lana. del piccolo Lorenzo, figlio della con-
Il Laicato di Montepulciano ha par- sorella Sabrina, che ha impersonificato
tecipato sia nell’organizzazione del- Gesù Bambino.
l’evento, dato che alcuni di noi laici (Lucia Tremiti)
39

domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

MONTEPULCIANO. Il quadro vivente rappresentate sant’Agnese.


TERAMO-PESCARA - Apertura dell’anno
sociale e ritiro spirituale delle due Fraternite

Scambiandosi le visite le consorelle «Dopo la Messa siamo andate in


laiche domenicane, di Pescara e Tera- sala riunioni - scrive la segretaria Ma-
cronaca

mo, hanno voluto iniziare insieme l’an- riantonietta Marchese - dove, a grandi
no sociale e insieme hanno trascorso linee, abbiamo programmato il lavoro
una giornata di ritiro in preparazione al dell’anno. Il tema degli incontri verterà
Natale scorso. Lodiamo l’iniziativa e ri- sulla lettera enciclica del Papa, Caritas
feriamo le notizie pervenuteci: in Veritate, alla luce delle lettere di S.
Caterina».
A Pescara, presso la chiesa San Giu- È poi proseguito l’incontro: sono sta-
seppe, sede della fld, è avvenuto il pri- te fatte varie proposte, tra cui quella del
mo incontro, il 13 ottobre 2009, per ritiro prenatalizio ed è stata presentata,
l’inizio delle attività del nuovo anno. e letta in parte, la lettera del Maestro
L’incontro è iniziato con la S. Mes- dell’Ordine, intitolata “Siete tutti fra-
sa, che è stata celebrata dal P. Maurizio telli”. Per quanto ci riguarda facciamo
Carosi, assistente, in suffragio di Romo- nostre “le raccomandazioni a vivere in
lo, fratello di Maria Pietrangeli, maestra maggiore comunione tra noi”.
di formazione. Il canto dei vespri ha concluso l’in-

40
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

PESCARA.
Chiesa S. Giuseppe.
La Fraternita riunita, “alle
prese” con il nuovo Direttorio:
lettura e commento.
TERAMO. S. Domenico.
Alcune laiche riprese
dopo la celebrazione
della S. Messa,
con l’assistente
P. Maurizio Carosi op.
Vicino alla chiesa
è stata ben sistemata

cronaca
la Sede della Fraternita
laica Domenicana.

contro che è stato veramente gradito da sione del ritiro si è concentrata sul sa-
tutte le partecipanti. cerdozio e non pochi spunti, di coin-
volgimento, li ha offerti il santo Curato 41
A Teramo, il 30 novembre 2009, è d’Ars, eletto a modello dei sacerdoti e
avvenuto il secondo incontro, deciso a patrono di questo anno.
per trascorrere insieme una giornata di Anche il pranzo, consumato in lieta
ritiro, guidata dal P. Maurizio. La stessa fraternità, tutte assieme, in un ristoran- domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1
segretaria pescarese ci scrive: «Accol- te teramano, ha contribuito a farci sen-
te con cordialità dalle nostre consorel- tire una sola famiglia. «Ritornate nella
le nella nuova sede – che è poi la se- nostra casa domenicana, abbiamo re-
de centrale di tutti i laici domenicani citato il S. Rosario, mentre P. Maurizio
abruzzesi - dove abbiamo ammirato confessava alcune consorelle e nella
con quanta cura è stata da loro arre- cappella attigua alla chiesa S. Dome-
data e resa accogliente: dallo stemma nico abbiamo partecipato alla Messa.
dell’Ordine riprodotto a mosaico nel- Tutte ci siamo accostate all’Eucaristia e
l’ingresso fino alle linde e vaporose abbiamo ringraziato il Signore di que-
tendine alle finestre. Spiccano il busto sta giornata indimenticabile, ricca di
in gesso di S. Caterina e l’immagine di preghiera, riflessione e fraternità».
S. Domenico che sembrano porgerci il
benvenuto e invitarci alla preghiera». (dalle notizie inviate da
Essendo ormai iniziato l’Anno Sa- Mariantonietta Marchese,
cerdotale, indetto dal Papa, la rifles- segretaria della fld di Pescara).
P
UBBLICAZIONI

per la nostra Biblioteca

Congregazione per gli Istituti di Vita pecie fiscali suddivise sia per ente che per
Consacrata e le Società di Vita Apostolica, tematiche (contabile, fiscale, lavoristica,
Il Servizio dell’Autorità e l’obbedienza, ed. canonica e civilistica).
Vaticana, Città del Vaticano 2008, pp.54. Il lavoro offre, quale novità rispetto a te-
Il documento consta di tre parti: Con- sti similari in materia, una serie di schemi,
sacrazione e ricerca della volontà di Dio formulari, procedure e check-list consulta-
(nn. 4-15), Autorità e obbedienza nella vita bili sia sul testo che tramite il cd-rom, nel
fraterna (nn. 16-22) e infine la dimensione quale vengono anche riportate le principali
della missione (nn. 23-31). fonti legislative nonché di prassi tributaria e
Il testo del documento è stato scelto canonica, al fine di poter espletare tutti gli
come base di riflessione per le giornate adempimenti di ordinaria e straordinaria
di formazione permanente tenute a fine amministrazione nel rispetto della norma-
dicembre dello scorso anno a Pistoia (cf. tiva civilistica, canonica e tributaria.
p. 33) ed è stato commentato, per quella L’analisi comparata delle diverse tipo-
circostanza, da Mons. Gardin, che vi aveva logie di enti dal punto di vista civilistico,
lavorato alla stesura. canonico, fuscale, contabile e lavoristico,
offrendo una panoramica esaustiva in gra-
do di orientare l’operatore nonché il pro-
fessionista che si avvicina allo studio e alla
gestione di siffatti enti, rende l’opera stru-
42 mento agile ed operativo per individuare
con immediatezza e precisione l’esatta ap-
plicazione della norma civile, tributaria e
canonica per ogni adempimento sia esso di
carattere ordinario e straordinario.
domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

A. PANEPINTO e M.BLASI, Il manua-


le degli Enti Ecclesiastici, linee guida ai più
rilevanti adempimenti fiscali, contabili, la-
voristici e canonici, Ed. Buffetti, 2009, pp.
325 (e.39.00).

Il testo è indirizzato a coloro che opera-


no nel settore degli enti non profit (opera-
tori, consulenti e responsabili di comunità)
ed in particolare negli Enti Ecclesiastici, of-
frendo una disamina delle principali fattis- •••
Libri di
AGIOGRAFIA

pubblicazioni
DOMENICANA
ne consigliamo la lettura.
F. VALLS I TABERNER, San Raimondo
di Penyafort, Padre del Diritto Canonico, ed.
ESD, Bologna, 2000, pp. 320.

P. G. CAPPELLUTI, Beato Nicola Paglia


di Giovinazzo, ed. Mezzina, Molfetta, 1997,
pp. 228.

V. ROBLES e A. DIBISCEGLIA, Don


Antonio Palladino, servo di Dio, ed. Mezzina,
Molfetta, 2007, pp.130.

P.G. IMBRIGHI, Benedetto XIII, il Dome-


nicano Pier Francesco Orsini, ed Domenica-
ne, Roma, 2007, pp.110.
43
A: BAGLIONI, B. Colomba da Rieti, Mo-
nastero Domenicane Perugia, 1989, pp. 191.

P. SOLDI, Verso l’Assoluto, Pier Giorgio


domenicani - gennaio- febbraio - 2010 - n. 1

Frassati, ed Gribaudi, Torino, 1982, pp.128.

•• •
Messaggio della 43a Giornata Mondiale
delle Comunicazioni Sociali.

«L’accessibilità di cellulari e computers,


unita alla portata globale e alla capillarità
di internet, ha creato una molteplicità di
vie attraverso le quali è possibile inviare, in
modo istantaneo, parole ed immagini ai più
lontani ed isolati angoli del mondo…
Sebbene sia motivo di meraviglia la
velocità con cui le nuove tecnologie
si sono evolute in termini di affidabilità
e di efficienza, la loro popolarità tra gli
utenti non dovrebbe sorprenderci, poiché
esse rispondono al desiderio fondamentale
delle persone di entrare in rapporto
le une con le altre.
Questo desiderio di comunicazione e
amicizia è radicato nella nostra stessa
natura di esseri umani e non può essere
adeguatamente compreso solo come risposta
alle innovazioni tecnologiche.
Alla luce del messaggio biblico, esso va
letto piuttosto come riflesso della nostra
partecipazione al comunicativo e unificante
amore di Dio, che vuol fare dell’intera
umanità un’unica famiglia.
Quando sentiamo il bisogno di avvicinarci
ad altre persone, quando vogliamo conoscerle
meglio e farci conoscere, stiamo rispondendo
alla chiamata di Dio – una chiamata che è
impressa nella nostra natura di esseri creati
a immagine e somiglianza di Dio, il Dio della
comunicazione e della comunione».

(Benedetto XVI, messaggio 2009).

“DOMENICANI” n. 1 / 10
gennaio - febbraio
PROVINCIA ROMANA DI S. CATERINA DA SIENA
piazza S. Domenico, n. 5 - 09127 Cagliari
Tel. 070-65 42 98 - cell. 339 18 22 685
fax 070-662837 - ccp. 41 48 28 94
e.mail: zabatta.eugenio@tiscali.it

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