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Barbara Antoniel
DISPENSA RIASSUNTIVA - VENEZIA 1

Breve storia di Venezia


1. LINEE DI STORIA VENEZIANA: NASCE UNO STATO TRA TERRA E MARE
Chiamata Venetia la "X Regio"
nell'Impero Romano era
costituita grosso modo dai
territori che oggi conosciamo
come Veneto, Friuli, Trentino e
Istria. Il confine meridionale
era rappresentato dal mare
Adriatico: un'ampia zona
soggetta a progressivi
mutamenti orografici, con
fiumi di ampia portata che,
combinando la loro azione con
quella dei flutti marini, davano
origine a un ambiente di tipo
paludoso, con numerose
lagune. Si trattava di un
ecosistema "dinamico", una
sorta di "via di mezzo" fra l'ambiente dell'entroterra, relativamente stabile, e quello marino.
Questa zona, che faceva parte della terra dei Veneti, assimilati all'Impero, era in epoca romana,
abitata da pescatori, "salinari" (addetti, cio, alle saline), tutti esperti nell'arte di costruire e
manovrare imbarcazioni adatte all'ambiente lagunare e fluviale. La stessa zona, tra l'altro, forse per la
sua "tranquillit", era usata come "luogo di villeggiatura" dai ricchi abitanti delle vicine citt romane
(come Padova, Altino, Aquileia).
Col progressivo disgregarsi dell'Impero e con invasioni dei popoli germanici, in particolare nel VI
secolo, le zone lagunari finirono coll'offrire un rifugio a quanti vedevano le loro terre e i loro beni in
balia degli invasori: avventurarsi via fiumi e canali non era facile, per chi non conosceva la zona, e i
lidi sabbiosi costituivano un'ottima protezione da un eventuale attacco (dal mare). Fu in particolare,
l'attuale laguna di Venezia a vedere crescere maggiormente la sua popolazione. Naturalmente questo
signific anche un profondo mutamento della composizione sociale nel territorio lagunare: molti
profughi erano benestanti o proprietari terrieri o allevatori delle citt dell'entroterra, come Altino e
Oderzo. I primi centri che si vennero a creare furono Malamocco (su un lido), Torcello (un'isola allo
sbocco del fiume Sile) e un altro gruppo di isole al centro della laguna, la futura Venezia.
Se l'entroterra era in mano alle popolazioni germaniche, le lagune restarono, invece, nell'orbita latina,
come parte dell'Impero d'Oriente, dipendendo direttamente da Ravenna. Fin dall'inizio, dunque, si
stabilisce un profondo legame col mondo bizantino. Alla fine del VII secolo gli abitanti delle lagune
non erano pi governati dai "tribuni marittimi", i comandanti militari bizantini, ma avevano un
comando autonomo sotto un "dux", da cui il termine "doge". Nasce in tal modo la prima forma di
stato veneziano (seppur legato a Bisanzio): il "Dogado".

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Verso l'810 il governo del "doge" Agnello Particiaco si sposta da Malamocco e si insedi nella zona
di Rivo Alto, al centro della laguna. qui che per convenzione comincia la "Storia di Venezia".

2. LINEE DI STORIA VENEZIANA:


LA CONQUISTA DEL LEVANTE
C' una strana storia che riguarda il trafugamento del corpo di S. Marco avvenuto in Egitto; la
tradizione vuole che per nascondere alle guardie portuali egiziane il corpo quando venne trafugato,
"scaltri" mercanti lo nascondessero sotto uno strato di carne di maiale, notoriamente aborrita dai
musulmani. Nella prima met del X secolo furono due i mercanti veneziani che trafugarono da
Alessandria d'Egitto le spoglie di S. Marco evangelista, e la leggenda narra che lui si fosse rifugiato
su una delle isole realtine, dopo un naufragio. Il corpo viene quindi "ri-portato" a Rivo Alto e
tumulato nell'erigenda cappella del doge, quella che sar la Basilica di S. Marco. Aldil di leggende e
trafugamenti avventurosi, quel che interessante da un punto di vista storico la presenza di
mercanti veneziani nel Levante gi dal IX secolo!
Ci significa che, all'epoca, i "navigatori lagunari" avevano gi iniziato ad estendere il raggio della
loro azione. In effetti, a quel tempo Venezia ha gi cominciato a lottare per il controllo
dell'Adriatico: deve farlo per sopravvivere, per difendere i propri interessi mercantili e per...
accumulare ricchezze. Come tutte le potenze marittime, infatti, Venezia alterna azioni di "polizia
marittima", per proteggere i propri scambi e gli interessi di quell'Impero d'Oriente che ora pi che
mai lei rappresenta, ad azioni di vera e propria "pirateria". In questo modo arriva a controllare tutto
l'Adriatico. Grazie all'abilit della sua "marina militare" ottiene decisivi riconoscimenti
dall'Imperatore d'Oriente ed eccezionali privilegi per i suoi mercanti. Alla fine dell'XI secolo, i
veneziani sono i principali clienti e i principali fornitori di Bisanzio!
Ma l'abilit della marineria veneziana era integrata da un'altrettanta abile "diplomazia", che porta il
giovane stato ad una serie di fruttuosi accordi commerciali (oltre a quelli gi stipulati con Bisanzio e
l'Imperatore germanico) con i principi nordafricani, siriani ed egiziani. Ormai Venezia vuole
diventare il tramite dei traffici tra l'Oriente e la penisola, perci inizia una serie di azioni e di guerre
contro i porti rivali dell'Adriatico (Ancona, Zara, Ragusa) e contro i pirati slavi, passando dal
"controllo" al "dominio" del mare. La presa di Bisanzio fu favorita da un artificio bellico dei
Veneziani.
per con le Crociate che Venezia ha l'occasione di incrementare la propria posizione sullo
scacchiere del mediterraneo orientale e di risolvere il suo ambiguo rapporto con Bisanzio. Nel
periodo delle prime tre crociate i veneziani avevano avuto l'occasione di accumulare notevoli
ricchezze con le razzie e, soprattutto, col controllo e coi vantaggi dei commerci in varie aree del
Levante. Ma fu con la IV Crociata che la Repubblica di S. Marco comp il "salto di qualit" e si
inser nel novero delle potenze marittime. Fu un'impresa guidata dagli stessi veneziani, che
riuscirono a trarne i massimi vantaggi: lungi dal liberare i luoghi santi e prendendo spunto dalla crisi
interna all'Impero d'Oriente, la spedizione port, nel 1204, alla conquista e al saccheggio di Bisanzio
e allo smembramento del suo Impero. Alla fine, Venezia conquister "un quarto e mezzo dell'Impero
romano", il che si tradurr nel possesso di tutta una serie di isole, porti e fortezze costiere nell'Egeo e
nello Ionio: l'inizio del suo Impero Marittimo.

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3. LINEE DI STORIA VENEZIANA:


ASCESA DELLO STATO ("MERCANTILE")
Il successo riportato con la IV Crociata dava modo a Venezia di consolidare i suoi traffici con la
"Romnia" (ci che era stato l'Impero d'Oriente) e l'"Oltremare", cio quelle zone costiere della Siria
e della Palestina in cui i crociati avevano fondato i loro effimeri regni. Porti come Tripoli (del
Libano), Tiro, Acri, Giaffa, Haifa costituivano dei centri commerciali ben appetiti, poich vi
giungevano delle mercanzie estremamente pregiate e molto richieste in Occidente come spezie
(provenienti dalle Indie), tessuti e prodotti di lusso.
Ma la concorrenza diventa facilmente rivalit e questa pu a sua volta mutarsi in conflitto. quello
che successe tra Venezia e Genova. La repubblica marinara genovese si era insediata anche lei
nell'Oltremare e, per gli aiuti dati ai Crociati, aveva ottenuto pi privilegi. Ad una serie di incidenti
avvenuti in Tiro, seguirono quattro violente guerre, che nello spazio di circa 120 anni, sfiancarono e
provarono duramente le due contendenti. L'ultimo conflitto fu il pi drammatico per Venezia, perch
vide compromessa la sua stessa sopravvivenza: pressata a nord-est dal re d'Ungheria e dalla Signoria
padovana dei Carrara, si ritrov coi Genovesi in laguna, dato che nel 1378 conquistarono Chioggia.
Ma fu tutta la citt a unirsi strettamente nel momento di maggior pericolo e Venezia riusc a resistere
e a riconquistare Chioggia. La pace che ne segu (Torino, 1381) lasci irrisolti i problemi di fondo
che avevano provocato il lungo conflitto con Genova, ma alla lunga, il solo fatto di essere
sopravvissuta e aver mantenuto le colonie principali la resero la vera vincitrice della lotta.
Il pericolo corso durante la guerra di Chioggia, convinse i Veneziani della necessit di un controllo
sul retroterra, per impedire che una qualsiasi potenza bloccasse le vie di accesso alla laguna, vitali sia
per la sopravvivenza che per i commerci e per l'approvvigionamento di materie prime. Inizi cos
una fase di espansione in terraferma. Alleandosi al Signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti,
Venezia stermin i Carraresi di Padova e, agli inizi del '400, conquist Padova, Vicenza e Verona.
Poco pi tardi acquist anche Bergamo e Brescia, penetrando profondamente in Lombardia. In
questo periodo la potenza navale raggiunge l'apogeo e la Repubblica di S. Marco assume
l'appellativo di "Serenissima" e il doge quello di "Serenissimo Principe".

4. LINEE DI STORIA VENEZIANA:


IL DIFFICILE CONFRONTO CON I GRANDI STATI NAZIONALI
L'espansione in terraferma aveva sancito, per Venezia, il ruolo di "potenza", con tutto ci che poteva
comportare: i territori, dopo averli conquistati, bisogna anche difenderli e una politica espansionistica
attira sempre le invidie e le preoccupazioni degli altri Stati.
Cos Venezia si trov impegnata su due fronti estremamente ambiziosi: il predominio sul mare e
quello sulla penisola italiana. Ma alla fine del '400, grandi avvenimenti stavano sconvolgendo il
mondo: le nuove scoperte geografiche e il nuovo ruolo degli Stati nazionali. Le prime non fecero
sentire immediatamente il loro influsso sulla vita della Repubblica di S. Marco, ma le seconde s.
L'invasione dell'Italia da parte dei francesi nel 1494 apriva un'era nuova per tutti gli Stati peninsulari
e Venezia si trov impegnata con entit statali molto pi potenti. Il giro di alleanze e la sua strategia
la port nel 1495 a conquistare avamposti in Puglia, area chiave per il controllo di Adriatico e Ionio,
e ad ottenere la ricca citt di Cremona. Ma, concentrandosi troppo sulla penisola, perse di vista il suo

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impero marittimo e nel 1499 i Turchi la privarono d'importanti citt sulle coste albanesi e greche.
Con la pace del 1503 Venezia rinunci alle sue pretese su queste citt, dimostrando di pensare pi ai
territori italiani che alla potenza navale.
Lo spregiudicato gioco di alleanze e il suo ruolo di prima potenza italiana (come in effetti era
diventata) produssero una colossale alleanza contro di lei: nel 1509 si costitu la lega di Cambrai che
vedeva quasi tutta l'Europa contro Venezia. Dopo aver tentato di spezzare diplomaticamente la
coalizione, Venezia mise in piedi un esercito colossale per uno stato italiano: 20.000 uomini. Per
errori strategici ,esso per fu sonoramente battuto ad Agnadello, in Lombardia, e costretto alla
ritirata. La sconfitta scaten la ribellione delle citt assoggettate, cosicch Venezia si ritrov
assediata, come nella IV guerra con Genova. Ma ancora una volta il pericolo suscit il patriottismo in
laguna, mentre nelle provincie artigiani e contadini si accorgevano dell'arroganza e della ferocia
degli invasori e si aggregavano alle truppe riorganizzate. Dopo sette anni di guerra, riuscendo anche
a rovesciare diplomaticamente molte alleanze, Venezia riusc a riguadagnare il grosso dei territori di
terraferma perduti.
Dopo questa esperienza Venezia segu una politica di neutralit e, con la diplomazia, riusc a
difendersi dagli invasori che imperversavano nel resto della penisola. Ma il confronto con le "grandi
potenze" vedeva ridimensionata la sua forza sul mare, data la crescite delle marinerie dell'Impero
Turco e di quello Spagnolo.

5. LINEE DI STORIA VENEZIANA:


ULTIME GLORIE, NONOSTANTE TUTTO
La nuova situazione che si era venuta a creare con la formazione e il consolidamento di grandi
imperi a est e a ovest del Mediterraneo, metteva Venezia in una posizione difficile; d'altro canto
Venezia si era dissanguata con le guerre italiane e ora si trovava in difficolt anche sul mare: le flotte
spagnola e turca la costringevano ad un continuo sforzo di adeguamento.
Intanto nuovi e pericolosi concorrenti si affacciavano sulla scena mercantile, ma Venezia riusc per
un certo periodo a tener loro testa, anzi, nel corso del XVI secolo si verific una significativa ripresa
dei traffici per i mercanti veneziani, che detenevano ancora buone basi come Cipro, Creta e Corf
fino al 1570.
All'inizio del 1570 il sultano turco sequestra navi veneziane nel Bosforo e nei Dardanelli e manda un
ultimatum alla Serenissima. Il governo di Venezia respinge l'ultimatum e si mobilita
diplomaticamente, ma a luglio una flotta turca sbarca a Cipro e assedia la capitale.
Venezia cerca di mobilitare altre potenze e, inaspettatamente, trova un alleato in papa Pio V, che
vede la possibilit di un'ennesima "crociata". Tra mille difficolt politiche e diplomatiche si riesce a
mettere insieme una coalizione, la "Lega Santa", i cui principali fautori erano Venezia, gli Asburgo
(e certo il Papa).
Il risultato fu la grande vittoria navale di Lepanto (1571) che, purtroppo, non port a Venezia i
benefici sperati.
Lepanto, in pratica, costitu una grande "vittoria morale", celebrata in citt in mille modi, ma non
imped alla potenza navale veneziana di imboccare la via del declino. Il periodo che segu vide

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l'affermarsi di altre vie di traffico (quelle oceaniche) e il progressivo venir meno delle rotte nel
Mediterraneo. Il XVII secolo si presenta come un periodo di stasi economica e politica. Venezia,
sorda a quanto sta avvenendo negli oceani, cerca di riaprire le vie del commercio Levantino e di
mantenere i suoi ultimi possedimenti. Ma alla met del '600, l'Impero Turco la impegna in una lunga
lotta per il possesso di Creta, fra l'indifferenza delle altre potenze impegnate nella "Guerra dei
trent'anni". Nel 1669 anche Creta perduta.
Venezia si rifar qualche anno pi tardi col suo comandante Francesco Morosini, che diverr anche
Doge. Egli strapper ai Turchi il Peloponneso, che la pace di Carlowitz del 1699 confermer come
ultima conquista veneziana.

6. LINEE DI STORIA VENEZIANA:


LA FINE
L'ultima conquista, difficile da mantenere per
la lontananza, non ebbe vita lunga: nel 1714 i
Turchi si ripresero senza eccessivo sforzo il
Peloponneso, approfittando della solitudine
"politica" di Venezia. Tentarono poi di
prendere anche Corf, ma la resistenza della
Serenissima si acu e stavolta le vennero in
aiuto alcuni stati cristiani, fra cui gli Asburgo
d'Austria. Anche grazie al loro aiuto Venezia
riusc a conservare Corf (1716), ultimo
baluardo di quello "stato da mar" che tanto
inorgogliva la Venezia del passato.
Nell'Adriatico ormai le flotte da guerra
straniere operavano tranquillamente senza il
permesso di Venezia, come avveniva in
passato. Ormai la potenza navale veneziana
solo un'ombra: la sua cantieristica , di fatto,
sorpassata e dopo la guerra di Corf
l'Arsenale si limiter a produrre meno di una
nave all'anno; il ruolo di "dominatrice
dell'Adriatico" un ricordo lontano e la
"temibile" flotta da guerra veneziana stenta a
proteggere i convogli mercantili dagli
attacchi corsari.
Nel contempo la citt gode un'incredibile stagione artistica: i suoi palazzi, le sue chiese i suoi luoghi
pubblici si arricchiscono di un gran numero di opere d'arte, tanto che il Governo decide di farle
inventariare per impedire che finiscano all'estero; Venezia , infatti, meta di viaggio di molti
forestieri facoltosi e il suo aspetto e i suoi tesori artistici ne guadagnano l'ammirazione e il desiderio
di conservarne un ricordo tangibile. Ecco, quindi, nasce una scuola pittorica detta dei "vedutisti",
che realizzano celebri "vedute di Venezia" (ricordiamo, fra tutti i vedutisti, il Guardi e il Canaletto).
All'interno dei palazzi e degli edifici pubblici furoreggia, invece, l'arte di Giovanni Battista Tiepolo,
autore di bellissimi affreschi. Suo figlio Giandomenico, assieme a Pietro Longhi, si specializza nella

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pittura "di genere", rappresentando deliziose scene di vita sociale e familiare. Nei teatri imperversa la
vena creativa di Carlo Goldoni. Nella sua bottega di scultore Antonio Canova crea il "Dedalo e
Icaro", prototipo di quella scultura neoclassica che lo render celebre in tutto il mondo. E questi sono
solo alcuni esempi.
Mentre la vita del patriziato cittadino si trascina tra feste e attivit artistiche, nuovi grandi
avvenimenti stanno sconvolgendo il mondo: le rivoluzioni americana e francese; l'avvento di
Napoleone. Quando il Bonaparte invade la pianura padana, Venezia rinuncia ad appoggiare Bergamo
e Verona che si erano ribellate all'avanzata napoleonica. Cerca di ricorrere ancora una volta all'abilit
diplomatica, ma l'ambizioso comandante francese passa all'attacco. La classe dirigente veneziana,
imbelle e troppo preoccupata di perdere i possedimenti in terraferma, accetta le incredibili condizioni
e delibera la fine della Serenissima. il 12 maggio 1797.
Solo il popolo, artigiani e bottegai in primis, capisce che dietro le "libert" strombazzate da
Napoleone c' la rovina. Si ribella e viene preso a cannonate dal ponte di Rialto. Ma aveva ragione:
dopo qualche giorno Napoleone col suo esercito entra in Venezia e la saccheggia; ancora qualche
mese e la citt viene ceduta all'Austria, diventando, cos, suddita dell'Imperatore.