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UNIVERSIT DI ROMA LA SAPIENZA

FACOLT DI SCIENZE UMANISTICHE


DIPARTIMENTO DI STUDI EUROPEI E INTERCULTURALI
CATTEDRA DI LETTERATURA SPAGNOLA
NORME PER LA PRESENTAZIONE DI LAVORI,
TESINE E TESI

PREMESSA
Poich la tesi un lavoro intellettuale con auspicate connotazioni di apporto
personale, pu sembrare dissonante imbrigliare il tutto con regole minuziose,
talora meramente formali (come quelle di natura tipografica). Ma per chiunque
elabori un prodotto comunicativo, cio un prodotto destinato ad altri, letica della
comunicazione esige che ci si rivolga allaltro con un messaggio che sia a posto
sotto ogni profilo, contenutistico e formale. A tale idea corrispondono le
indicazioni che seguono.

PARADIGMI FORMALI
Si calcolino circa 1800 battute per pagina, vale a dire circa 25-30 righe de 60
battute ciascuna; margini a scelta, tenuto conto della lunghezza media del rigo; ma
devono essere quattro: a destra, a sinistra (si tenga conto dello spazio per la
rilegatura!), superiore e inferiore (p. es.: margine: sinistro: cm 3,5; destro: cm 2;
superiore e inferiore: cm 2). Le pagine vanno numerate fin dallinizio della tesi; il
n di pagina va sempre nella stessa posizione (in alto o in basso).
La versione definitiva del lavoro verr presentata stampata su fogli A4 su una
sola facciata (eccezione: tesi di traduzione con testo a fronte); le versioni
precedenti da correggere si possono stampare su carta da riciclo, eventualmente
gi stampata sul retro.
I capitoli dovrebbero cominciare sempre a nuova pagina ed avere un titolo
sufficientemente descrittivo.
Si ricordino le norme della spaziatura: mai prima di un segno di punteggiatura,
sempre dopo un segno di punteggiatura; sempre prima e dopo parentesi, mai dopo
inizio parentesi n prima di fine parentesi. I puntini di sospensione si scrivono
attaccati alla parola che li precede.
Si usi all'inizio di frase , non E'.

Paragrafo
Nel testo
Paragrafi giustificati con rientro a sinistra di 0,5 cm o 6 punti alla prima riga;
interlinea 1,5. Corpo 12.
Citazioni lunghe (se pi estese di due - tre righe, vanno separate)
Paragrafi giustificati con rientro sia a destra che a sinistra di 1 cm, interlinea
singola. Corpo 11.
Se la citazione breve, viene introdotta e chiusa da tra virgolette a sergente
oppure a caporale, senza usare il corsivo. Se si sopprime una parte della
citazione, si segnala la elisione cos: [...] (esattamente 3 punti). Si badi sempre a
mantenere gli elementi sintattici necessari per la comprensione della citazione.
Si tenga conto del fatto che le virgolette usate per parole singole o per
espressioni brevi possono segnalare un uso ironico; vanno quindi evitate se
lintenzione non questa.
Se oggetto del lavoro un testo di un autore, si pu evitare la nota a pi di
pagina con la localizzazione bibliografica; in tal caso alla fine della citazione si
colloca tra parentesi il n di pagina: p. es. (p. 5).

Se si cita un testo poetico, i versi vanno trascritti in colonna (se la citazione


breve, la divisione dei versi si indicher con la barretta / preceduta e seguita da
uno spazio). Quando si cita un testo di poesia, si deve citare anche il n dei versi
(v. *) o (vv. **); dove ci sia una divisione in strofe, conviene citare anche il n
della strofa; p. es. (str. 1, vv. 3-5).
Se si cita un testo poetico, il rientro a sinistra
di 3 cm, interlinea singola. Deve essere mantenuto
lallineamento verticale a sinistra; non si usi la posizione
centrato, a meno che il testo originale a stampa la usi,
il che accade molto raramente (i testi poetici scaricati da Internet
presentano spesso questa anomalia, ma i testi di riferimento
devono essere sempre tratti da o molto attentamente controllati su
testi a stampa di edizioni curate.

Se si tratta di un brano teatrale, per es. La vida es sueo e si vogliono riportare


i versi 1-5 del primo atto della prima scena, si indicher in sequenza: I. 1. 1-5.
Le citazioni vanno controllate MOLTO accuratamente, anche cinque-sei volte,
per evitare errori di trascrizione (i quali abbondano invece nei testi trascritti in
Internet), e comunque PRIMA della consegna per la correzione.
Nelle note

Paragrafi giustificati con rientro a sinistra di 0,5 cm, interlinea singola. Corpo
11
Le note NON SONO un recipiente dove si mettono disordinatamente i dati
bibliografici. Le note servono ad identificare la fonte dalla quale tratta una
informazione oppure a fornire ulteriori considerazioni, citazioni e rinvii, che
altrimenti appesantirebbero il testo, rischiando di far perdere il filo a chi
legge. Esse contribuiscono inoltre a documentare la seriet di una ricerca.
importante inserirle sin da subito nel testo, per evitare di dimenticare col
tempo da dove si era tratta l'informazione. Per quanto concerne la loro
collocazione, si prevede il posizionamento a pi di pagina. Le note servono
per spiegare, chiosare, ampliare o criticare ci che presente nel testo.
Per evitare il plagio, ogni volta che si riporti un pensiero altrui, anche se
scaricato da Internet, necessario segnalarlo con estrema precisione in nota,
pena l'invalidamento della tesi in qualsiasi fase della sua stesura.

Abbreviazioni pi comuni:
ibid.= per indicare lo stesso luogo o pagina allinterno di un titolo citato
ivi = per indicare lo stesso luogo con pagina diversa
op. cit. = opera citata (quando sostituisce interamente il titolo). Conviene per
sostituire il titolo completo con la sua parte iniziale o con una sigla.
cfr. = confronta, vedi anche.
passim = qua e l (quando non ci si riferisce ad una pagina precisa ma ad un
concetto ripreso pi volte in tutta un'opera)
p. = pagina; pp. xx-zz = per pi pagine, o per un brano che si svolge per pi di
una pagina.
Si badi allo spazio tra lindice numerico della nota e il testo della stessa. Le
note vanno chiuse con un punto.
Nei lavori di traduzione vanno registrati in nota tutti i cambiamenti avvenuti,
con brevi motivazioni; se, come conviene, vengono citate definizioni tratte da
dizionari, si cita in modo esatto il testo della/e definizione/i pertinente/i. Gli
interventi diretti del relatore (o del correlatore) vanno segnalati in nota; p. es.
(relat.) o (correlat.).
Esempio:
532 recorrer > percorrere > calcare. In Tam recorrer: percorrere. girare,
visitare, perlustrare. In Pit. percorrere. [....] calcare. Nel contesto si parla di
teatro, perci ho considerato pi appropriato calcare.
[...]
821 suponer la ruina > supporre > causare > provocare la rovina (relat.)
Carattere

Preferibile il carattere Times New Roman; si consiglia il corpo 12 per il testo e


per la bibliografia, il corpo 11 per le citazioni separate e per le note.
Il corsivo (che nelle correzioni manoscritte appare indicato da una
sottolineatura) si usa SEMPRE per citare i ttoli delle opere e le parole o
espressioni straniere; inoltre, a scelta di chi scrive, per richiamare lattenzione sul
concetto (senza abusare di questo scopo).
Il grassetto va usato soltanto per i titoli di ogni capitolo o sezione; le
MAIUSCOLE solo nella bibliografia, per i nomi degli autori; la sottolineatura di
solito non si usa nei testi a stampa.
Bisogna saper inserire da subito la , gli accenti (acuti in spagnolo!) e i segni
diacritici dello spagnolo: attraverso Inserisci Simbolo cercando nelle tabelle
apposite, oppure assegnando attraverso Scelta una combinazione per ottenere i
grafemi , , , , , , , , , , , , , , , , ? ! ; oppure con Alt + un
numero apposito sul tastierino numerico: Alt + 160 per , + 162 per , + 161
per , + 163 per , + 164 per , + 165 per , + 129 per , + 135 per , ecc. (si
vedano le tabelle ASCII).
Se bisogna scrivere molto in spagnolo, converr inserire la tastiera spagnola,
per mezzo del Pannello di controllo, opzioni internazionali (ma bisogna
imparare le posizioni, spesso diverse, sulla tastiera); una volta attivata la tastiera,
si pu alternare con quella italiana.
Si consiglia comunque di disattivare il correttore automatico, se si scrive in
unaltra lingua. E si badi alle correzioni automatiche indebite, come Mondatori al
posto di Mondadori.
Per questi e altri punti delle norme si pu consultare utilmente il volume DI
GIROLAMO, COSTANZO; TOSCHI, LUCA. La forma del testo: guida pratica alla
stesura di tesi di laurea, relazioni, articoli, volumi, Bologna, Il Mulino, 1988.

PROCESSO DI ELABORAZIONE
La stesura di una tesi di laurea magistrale un'attivit che comporta un
impegno dello studente a tempo pieno e una forte motivazione a contribuire,
attraverso il lavoro di tesi, allo sviluppo delle conoscenze nel campo di
riferimento. Occorre innanzitutto un forte interesse per uno specifico ambito, in
quanto il laureando dovr confrontarsi con esso per parecchio tempo. Tale
interesse deve tradursi in un'idea promettente: un argomento o un problema che,
in qualche suo aspetto, possa essere affrontato in modo innovativo. Per maturare
un'idea si pu ricorrere a suggerimenti di terzi e a un'analisi della letteratura, vale
a dire di ci che hanno gi fatto gli altri. Anche se si dispone di un'idea, l'analisi
della letteratura deve essere effettuata per accertarsi che tale idea presenti
comunque degli elementi di originalit e novit.

Per le tesi triennali prevedibile che il grado di originalit sia spesso limitato.
In tali casi, la tesi costituisce un lavoro che il candidato ha personalmente
assemblato sulla base della letteratura e della documentazione esistenti. In tal
modo, il contenuto finisce per non essere nuovo: tuttavia, lo il modo come
stato organizzato ed esposto, lo sono il corredo bibliografico e di documentazione,
nonch le eventuali considerazioni del laureando sul tema. L'originalit cos intesa
condizione indispensabile per rendere accettabile la tesi. Quasi tutte le tesi
comprendono parti pi o meno estese riprese da lavori precedenti: una minima
correttezza scientifica, per, impone che tali parti siano riportate fra virgolette e
attribuite all'autore. pi apprezzabile una tesi compilativa (una sorta di rassegna
di ci che su un determinato argomento stato scritto), dalla quale emerge con
chiarezza ogni fonte, piuttosto che un lavoro che occulti pi o meno
coscientemente riproduzioni di altri testi (le quali, ove individuate, portano alla
necessit, quanto meno, di rielaborare la tesi e di rinviarne la discussione). Proprio
allo scopo di rendere possibile una verifica delle fonti, una tesi per essere
accettabile deve essere corredata da un apparato adeguato di note. Ogni
affermazione ed ogni citazione devono essere supportate da una nota che indica da
dove sono state tratte (da quale opera e a quale pagina).
Si tenga conto del fatto che ogni docente pu seguire un numero limitato di
tesi, e che la priorit in linea di massima segue lordine di richiesta e di
assegnazione. Un fattore importante la media conseguita negli esami di lingua e
di letteratura spagnola e in quelle delle materie affini (p.es. letteratura
ispanoamericana).
Una volta concordato con il docente relatore loggetto della tesi/ina, l'idea deve
essere opportunamente elaborata sino a diventare un progetto; si tratta di un
documento di due o tre pagine, nel quale devono comparire:
la letteratura esaminata in via preliminare;
gli obiettivi della tesi, le ragioni sottostanti alla loro scelta e una prima
formulazione delle domande di ricerca a cui si intende rispondere;
gli strumenti / metodi di indagine da utilizzare per raggiungere gli obiettivi;
un indice della tesi con un'indicazione di massima sul contenuto dei diversi
capitoli come pure sulle parti originali del lavoro;
la bibliografia preliminare consultata per stendere il progetto (ogni consegna
parziale dell'elaborato conterr la bibliografia completa utilizzata fino a quel
momento).
L'indice un oggetto dinamico. In fase iniziale, quando il contesto pi
incerto, consente una prima e provvisoria programmazione del lavoro da svolgere.
Al procedere del lavoro, e alla conseguente diminuzione dell'incertezza, viene
inevitabilmente modificato; ogni cambiamento implica ovviamente una revisione
nella programmazione del lavoro non ancora svolto. Se ci sono impegno e
capacit la tesi giunger sicuramente in porto; tuttavia, potranno esserci
significative differenze rispetto al progetto iniziale.
La tesi di laurea presenter la seguente struttura generale:

Indice
Introduzione
Corpo della tesi
Conclusioni
Bibliografia
Allegati eventuali

Introduzione
L'introduzione deve contenere gli elementi fondamentali che servono a far
comprendere il lavoro, anche a chi non abbia il tempo di leggerlo in tutte le sue
parti. L'introduzione deve inoltre illustrare con chiarezza gli obiettivi e le ragioni
sottostanti alla loro scelta, fornire alcuni cenni in merito alla letteratura rilevante,
presentare gli strumenti utilizzati (la metodologia) e l'organizzazione essenziale in
parti e in capitoli.
La chiarezza degli obiettivi del lavoro fondamentale per poterne controllare
la coerenza, il rigore del metodo seguito e l'utilit del materiale utilizzato (sia
teorico che empirico). Chi legge l'introduzione deve poter rapidamente controllare
l'effettiva utilit di ogni singola parte o capitolo rispetto agli obiettivi del lavoro.
In molti casi, per ottenere una valida formulazione degli obiettivi occorre
definire con precisione le ipotesi dalle quali si muove e la tesi che si intende
dimostrare (nel caso di studi a carattere deduttivo) o le domande di ricerca
esplorative (nel caso di studi a carattere induttivo). Sebbene le ragioni sottostanti
alla scelta degli obiettivi siano spesso evidenti, pu essere utile menzionarle per
far capire bene l'origine del lavoro svolto. Tali ragioni possono essere legate alla
mancanza di una letteratura completa sull'argomento o a lacune concettuali
nell'apparato teorico considerato, oppure possono dipendere da nuove ipotesi In
sintesi L'introduzione costituisce la prima parte della tesi ed estende quanto
contenuto nel sommario, orientando meglio la lettura. In essa vanno inserite le
informazioni che stanno a monte, logicamente e cronologicamente, al lavoro
svolto nella tesi. Si compone essenzialmente dei seguenti punti:
spiegazione della natura del problema considerato
descrizione dei contenuti reperibili in letteratura relativamente al problema
in questione, corredata da esaurienti citazioni bibliografiche
scopo del lavoro
indicazione dei metodi di soluzione del problema
elenco schematico del contenuto dei vari capitoli.
La tesi di traduzione riporter nell'introduzione:
a) notizie sull'autore del testo esaminato e sull'opera; se disponbili,
informazioni sul traduttore; in ogni caso vanno riportate scrupolosamente le
fonti dei dati:

b) analisi del testo o del testi esaminati, tenendo conto in particolare del
contributo della traduzione nel lavoro di analisi stesso;
c) casistica dei principali problemi traduttivi riscontrati nella propria
traduzione o in quella di altro traduttore, tenuto conto dei principali
fenomeni di linguistica contrastiva.
Corpo della tesi
Anche la parte centrale della tesi, inevitabilmente, avr una struttura che varia
in funzione dell'ambito disciplinare e della metodologia impiegata, oltre che
dell'approccio di ricerca induttivo o deduttivo. In questo documento ci limitiamo
ad alcune indicazioni generali. Ciascun capitolo deve trattare in modo organico un
unico argomento o pi argomenti tra loro strettamente correlati; la suddivisione di
ogni capitolo deve rispettare un criterio logico, nel senso che gli argomenti trattati
devono susseguirsi nello stesso ordine con cui sono collegati concettualmente. Nei
capitoli centrali si dovr:
illustrare lo stato della questione e fare una rassegna della bibliografia
esistente: bibliografia ragionata che descriver tutti i testi pertinenti e
rilevanti per largomento ed eventualmente ne riporter brevi citazioni
fondamentali, se queste non verranno usate successivamente per esteso
nella tesi/ina. Verranno enumerati i diversi punti di vista o argomenti,
illustrati eventualmente dalle citazioni brevi. ( importante evitare l'analisi
dettagliata di contributi solo marginalmente attinenti all'argomento trattato
nella tesi. Se si ritiene che un certo argomento meriterebbe un maggiore
approfondimento, pur essendo marginale ai fini del lavoro di tesi, meglio
rinviare alla letteratura. Per esempio: "su questo argomento esiste una vasta
letteratura. Fra i contributi maggiori si segnalano xx (2003), yy (1998) e zz
(1992)");
illustrare il modello teorico o lo schema interpretativo sul quale si fonda il
lavoro;
illustrare il contesto empirico in cui si inserisce il lavoro;
presentare gli strumenti impiegati (la metodologia di ricerca);
presentare e discutere i risultati ottenuti.
Spesso in una tesi sono presenti riferimenti interni: con essi si parla di qualcosa
che gi stato trattato in un capitolo precedente e si rimanda, in parentesi, ai
numeri di quel capitolo, o paragrafo, o sottoparagrafo. I riferimenti interni servono
a non ripetere troppe volte le stesse cose ma servono anche a mostrare la coesione
dell'intera tesi.
Citare sempre le fonti bibliografiche assolutamente OBBLIGATORIO
negli scritti scientifici e si pu dire che sia una delle principali differenze fra lo
stile scientifico e quello giornalistico: tutte le affermazioni che uno fa e le formule
che uno usa o sono originali dell'autore, ed in tal caso la cosa deve essere ben
evidenziata nel testo insieme alle debite argomentazioni e dimostrazioni, o sono
tratte da lavori di altri, ed in tal caso deve esserci la citazione bibliografica della

fonte; il lettore dovrebbe essere sempre avere la possibilit di controllare le


argomentazioni e dimostrazioni.
Conclusioni
Le conclusioni sono parte integrante della tesi, della quale rappresentano
l'ultimo capitolo a coronamento del lavoro svolto. Non sono un riassunto, bens
costituiscono il momento di verifica della struttura argomentale e della
metodologia adoperate nella elaborazione dei dati e delle informazioni. Infatti, se
il lavoro ben strutturato, cio se le idee a qualunque livello della tesi
rappresentano una sintesi di quelle ai livelli precedenti, la stesura delle
conclusioni sar agile, perch immediata conseguenza del lavoro gi svolto.
Le conclusioni devono essere chiare e sintetiche. Affinch siano efficaci, deve
esistere un ordine, un procedimento logico nelle idee ivi esposte. In particolare,
occorre richiamare il metodo di ragionamento seguito nel lavoro, riportando i
risultati pi importanti che sono emersi. Inoltre, bisogna menzionare i possibili
futuri sviluppi della ricerca e fornire eventuali indicazioni di carattere normativo,
oltre che le limitazioni dello studio condotto.
Le conclusioni vanno armonizzate con l'introduzione; in esse si deve dare
giustificazione e dimostrazione delle prese di posizione. Le conclusioni devono
essere brevi e comporsi dei seguenti punti:
indicazione di ci che si esposto e del suo significato
analisi comparativa e commento critico dei risultati presentati
spiegazione motivata delle parti omesse o non approfondite
indicazione dei possibili ulteriori sviluppi.
Indice
L'indice della tesi, redatto in forma provvisoria all'inizio del lavoro, sar rivisto
alla fine in forma definitiva, e collocato all'inizio della tesi, subito dopo il
frontespizio. La modalit con cui deve essere scritto riportata qui di seguito a
titolo di esempio:
Sommario
1. Introduzione

pag. 3

2. Titolo del primo capitolo


2.1 Titolo del primo paragrafo del primo capitolo

pag. 9

................
2.5 Titolo del quinto e ultimo paragrafo del primo capitolo

pag. 33

................
6. Titolo dell'ultimo capitolo
6.1 Titolo del primo paragrafo dell'ultimo capitolo

pag. 115

................
6.3 Titolo del terzo e ultimo paragrafo dell'ultimo capitolo

pag. 137

7. Conclusioni

pag. 145

Appendice A
................
Appendice D
Bibliografia
Si veda l'esempio in Appendice.
La stesura
Tutta l'universit concepita per aiutare lo Studente ad agire in modo
autonomo. Alle scuole elementari il bambino viene preso per mano poi,
progressivamente, gli viene richiesto di fare sempre di pi per conto suo.
All'universit deve imparare a sbrigarsela da solo in molti aspetti del suo percorso
(ci dipende da limiti organizzativi, ma anche da una consapevole strategia
formativa). La tesi fondamentalmente il saggio finale, la prima occasione e la
dimostrazione di tale acquisita autonomia.
La stesura di una tesi un lavoro di notevole impegno che richiede, e a sua
volta stimola, capacit di:

invenzione tematica
organizzazione sistematica
rigore argomentativo.
Si tratta di requisiti generali per ogni tipo di istruzione superiore.

L'impegno richiesto nello svolgimento della tesi tanto pi utile e produttivo


quanto pi il laureando convinto della validit della tesi di laurea come
momento di arricchimento e ricerca personale. Si tenga presente che la tesi offre
le seguenti possibilit:

consente, in generale, di approfondire contenuti gi presenti negli


insegnamenti del piano di studio;

consente, nel particolare, di affrontare e analizzare un determinato


argomento, che potrebbe interessare dal punto di vista professionale;

permette di acquisire una preparazione complementare a quella,


prevalentemente teorica, ottenuta seguendo i corsi, approfondendo le
proprie conoscenze su strumenti e metodologie;

pu costituire una referenza in fase di ricerca occupazionale.

La forma nella stesura della tesi/ina non ha minore importanza dei contenuti.
Occorre pertanto imporsi il massimo rispetto della grammatica e della sintassi
della lingua italiana.
A tutto vantaggio della chiarezza espositiva, buona norma evitare i periodi
lunghi, l'eccesso di incisi, il frequente uso del corsivo, del grassetto e delle
sottolineature nel testo. Quando si cambia argomento si va a capo.
In tutti i casi il testo dovr essere perspicuo e scorrevole pur omettendo la
lettura della nota (che costituir in tal modo una sorta di parentesi concettuale).
Si eviteranno in ogni caso allargamenti prolissi del discorso e ripetizioni di
argomenti gi svolti. Largomentazione deve seguire un filo logico ed essere ben
costruita; non verranno ammesse le giustapposizioni di appunti o di testi
accumulati disordinatamente, nella speranza che qualcuno ci capisca qualcosa. Il
destinatario ideale della tesi deve essere pensato come uno studente che non
necessariamente conosce largomento nella stessa misura di chi scrive la tesi/ina o
di uno studioso; se ne tenga conto per quanto riguarda la chiarezza e la
completezza dellargomentazione.
Per una trattazione esauriente di tutti gli aspetti di natura formale,
dall'impaginazione al trattamento di note e bibliografia, si raccomanda anche la
consultazione di: LESINA, ROBERTO, Il nuovo manuale di stile: guida alla
redazione di documenti, relazioni, articoli, manuali, tesi di laurea, Bologna,
Zanichelli, 1994.
***
La tesi/ina va concepita come il risultato finale di un'elaborazione e un dialogo
fra lo studente e il relatore, attraverso incontri frequenti, non come un prodotto
autonomo da presentare in sede di discussione. Pertanto lo studente dovr
sottoporre via via al proprio relatore parti della tesi che verranno lette e
commentate. Lo studente si dovr presentare ai colloqui successivi, negli orari per
il ricevimento o in appuntamenti prestabiliti, con il testo o i testi oggetto della
tesi/ina e un breve riassunto del lavoro svolto fino alla data in questione;
obbligatorio approntare schede di TUTTO IL MATERIALE impiegato, a
cominciare dai manuali di letteratura e dai testi di metodologia, per continuare con
gli studi e con gli articoli sullargomento della tesi. Le schede bibliografiche
devono essere il pi possibile complete fin dallinizio, in modo da consentirne
luso preciso nelle note. La presentazione delle schede obbligatoria e previa a
qualunque lettura del docente.
Uso di Internet: si tenga conto del fatto che la maggior parte del materiale
informativo e critico che si trova in rete di scarsa qualit e affidabilit; se usata
bene, invece, la Rete pu fornire molti dati, contiene qui e l siti molto utili, come,
ad esempio, alcune banche dati a libero accesso; siti di presentazione o di
discussione del tema in oggetto; indicazioni sulle riviste e sulle biblioteche, anche

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italiane, che contengono le annate, o singoli numeri, delle riviste scientifiche che
interessano; ecc.
Fin dallinizio ogni versione sar preceduta da un frontespizio, che deve
presentare le indicazioni: Universit degli Studi di Roma La Sapienza / Facolt
di Scienze umanistiche / Dipartimento di Studi Europei e interculturali / Corso di
laurea o di studio pertinente / titolo della tesi (anche se provvisorio) / nome e
cognome dello studente, numero di matricola (nelle versioni in fase di correzione
anche il numero di telefono e lindirizzo di e-mail) / il nome del relatore (e del
correlatore per il V.O.) e lanno accademico. Ogni versione sar corredata
dell'Indice, sia pure provvisorio. Si veda l'esempio in Appendice.
Le pagine devono avere la numerazione fin dall'inizio della tesi. Le pagine del
volume dovranno essere numerate con numeri arabi. La numerazione dovr
effettuarsi conferendo il numero 1 alla prima pagina del primo capitolo, senza
riprendere da 1 all'inizio di ciascun capitolo successivo.
Le versioni scritte che si presenteranno al docente dovranno essere redatte
subito secondo le NORME, pena la non accettazione, e contenere capitoli
terminati o sezioni complete. Ogni testo corretto dal docente dovr essere
riportato assieme alla nuova versione per consentire il controllo delle modifiche
eseguite. Le mancate modifiche in seguito a segnalazione del docente sono
considerate come punteggio negativo nel voto finale.
Non in nessun caso prevista la correzione sulla versione elettronica di una
tesi/ina.
I laureandi durante la stesura della tesi dovranno mantenersi in contatto con il
docente e riferire periodicamente sul procedere del loro lavoro, anche in assenza
di significativi sviluppi, ad evitare che la loro tesi venga considerata "decaduta" e
magari affidata ad altri.
Si ricorda che non un dovere del docente leggere e correggere le stesure
provvisorie della tesi. Questo servizio viene comunque fatto volentieri ma non si
pu pretendere una correzione scolastica: chi ha ancora problemi con il lessico e
la sintassi cerchi di risolverli prima di presentarsi all'esame di laurea; non
pensabile di laurearsi nella nostra Facolt senza saper scrivere in corretto italiano.
Ogni volta che lo studente si reca dal relatore per la tesi/ina, sar opportuno
ricordargli qual l'argomento della tesi/ina; cosa stato prodotto dall'ultima volta;
a che punto e il lavoro. verosimile che il relatore segua varie tesi/ine e si occupi
di varie altre faccende, per cui si ricorder dello studente, ma non necessariamente
nei minimi dettagli.
Il controllo successivo delle diverse parti prerequisito di quella della
versione finale, e questa a sua volta prerequisito per la firma del foglio di
prenotazione. NOTA BENE: la versione finale completa dovr essere consegnata

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30 GIORNI PRIMA della firma; trascorso tale termine, la tesi dovr essere
presentata, se pronta, nella sessione successiva di tesi.
Assieme alla copia cartacea stampata e rilegata, verr consegnata una copia
della versione elettronica al relatore (indipendentemente dalla copia destinata alla
segreteria).
La copia rilegata non dovr necessariamente riprodurre il frontespizio sulla
prima di copertina; invece il dorso (il bordo esterno che unisce la prima e la
quarta di copertina) dovr indicare gli elementi essenziali delloggetto della tesi,
in forma sintetica: autore del testo esaminato, titolo eventualmente abbreviato
del testo oggetto della tesi, oppure il tema, se generale, in modo che sia facilmente
individuabile su uno scaffale per la ulteriore consultazione.
La qualit di una tesi non misurata dal numero delle pagine o dallo spessore
della copertina. La media delle tesi per una laurea triennale nelle nostre discipline
va dalle 40 alle 60 pagine; per la laurea specialistica le dimensioni vanno dalle
100 pagine in poi.
Si prevede una durata minima di 12 mesi per una tesi di vecchio ordinamento;
di 6 mesi per una tesi di nuovo ordinamento. Questa durata comprende sia il
tempo di stesura e di modifiche dello studente, sia il tempo di controllo e di
correzione del docente.
Il tempo impiegato dal docente per le correzioni dipende in buona parte dal
periodo nel quale vengono consegnati i lavori da controllare; ovvio che durante i
periodi di lezione, e ancor pi di esami, il tempo a disposizione minore;
conviene dunque tenere conto dei periodi pi liberi per il docente, e considerare
che nei periodi di esame il ricevimento possibile solo occasionalmente e come
eccezione. Nei periodi precedenti alla consegna delle tesi hanno la priorit gli
studenti che discuteranno la tesi nella sessione pi vicina.
Il calcolo dei tempi deve escludere una chiusura frettolosa della tesi, per
qualsivoglia circostanze.
Sintesi del processo

Collegarsi ad un docente interessato a condividerla, tenendo conto delle competenze


specifiche del docente in questione
Tradurre l'idea in progetto confrontandosi con il docente relatore
Completare l'iter accademico superando gli esami eventualmente mancanti
Iniziare le attivit per far evolvere il progetto in tesi. Mantenersi aggiornati sui
problemi/argomenti oggetto della tesi (biblioteche, convegni, dibattiti, media)

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Rispettare e presidiare Nel procedere alla stesura,


le procedure necessarie verificare gradualmente con il
per coordinarsi con la
relatore i passaggi in cui si
segreteria studenti
articola l'organizzazione della
tesi (da introduzione a
riassunto)

Gestire i tempi di lavoro,


soprattutto in chiusura,
coordinando i fabbisogni dei
diversi soggetti coinvolti nella
tesi (lo studente, il relatore, la
segreteria, gli attori esterni)

Prepararsi alla discussione in sede d'esame

Discussione
Il laureando deve riassumere la tesi in modo sintetico, ordinato, semplice e
chiaro. Si tenga presente che nella Commissione di solito soltanto il relatore
conosce in forma specifica l'argomento mentre gli altri commissari possono non
essere esperti del settore trattato. quindi opportuno che l'esposizione tocchi i
punti essenziali, senza soffermarsi sui dettagli se non per una breve
esemplificazione; da porre invece in rilievo, senza approfondire i particolari:

che cosa ci si proponeva di fare e perch si scelto quel dato argomento

come lo si svolto, evidenziando i contenuti originali e i contributi personali

i risultati che si sono ottenuti e la loro importanza.

buona regola prepararsi il testo della presentazione per iscritto, provarla ad


alta voce. Si calcoli un tempo di ca. cinque minuti; tranne che per il corso di
laurea in Lettere, la parte iniziale dellesposizione dovr essere svolta in spagnolo.
Ovviamente il laureando deve essere pronto a chiarire anche i particolari non
approfonditi se questi sono richiesti dai commissari in sede di discussione.
****

BIBLIOGRAFIA FINALE
La bibliografia di estrema rilevanza, in primo luogo perch permette di capire
a quale livello siano arrivati gli studi intorno all'argomento prescelto, quindi
perch fornisce un indicatore del tipo di lavoro che stato svolto e, da ultimo,
perch indispensabile per il lettore interessato ad approfondire i temi trattati.
Nella scelta di un testo lo studente dovr essere in grado di valutare con
rapidit se questo possa essergli utile. Un primo orientamento nella selezione del

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materiale fornito dalla fama dell'autore e dalla sua specifica competenza rispetto
all'argomento, dalla validit (specializzazione) della casa editrice o della rivista.
Le riviste sono fonti di notevole utilit, soprattutto quando l'argomento recente e
non esistono ancora libri che lo affrontino in modo completo oppure quando si
voglia riportare il pi recente orientamento su di un argomento.
Nel corso della stesura della tesi verranno consultati molti volumi, sia pure
senza leggerli tutti dalla prima all'ultima riga. La bibliografia dovr contenere
l'elenco di tutte le opere utilizzate in relazione allargomento della tesi/ina. Non
vanno invece citate le opere che non sono state effettivamente consultate, anche se
esse compaiono nelle bibliografie di altri autori: tutto il materiale deve essere stato
visionato in prima persona. Citazioni di un testo non consultato direttamente ma
visto in un altro testo vanno identificate con tutti i riferimenti bibliografici in nota
a pi di pagina.
Si tenga conto delluso del doppio cognome nellambito ispanico: di solito
quello paterno seguito da quello materno; quindi corretto citare Garca Mrquez,
NON Mrquez, e lindicazione deve essere completa nella bibliografia. Luso del
solo cognome materno, come ad es. Lorca, rappresenta piuttosto una eccezione;
Lorca si pu citare con questa forma nel testo della tesi/ina, sar per corretto
indicarlo come Garca Lorca nei riferimenti bibliografici.
Paragrafi sporgenti giustificati, con rientro di 0,5 cm dopo la prima riga; interlinea
singola; spaziatura di 6 punti prima di ciascun paragrafo.
Libro
COGNOME, NOME (in maiuscoletto, Titolo (sempre in corsivo), citt (in lingua
originale), casa editrice (nome senza casa editrice, editorial, ecc., salvo quando
forma parte integrante del nome), anno (anno della prima edizione, e n
delledizione quando non la prima, con numero arabo in esponente allanno
citato, es. 2000, 20053), n. di voll. (quando sono pi di uno).
Non si useranno le maiuscole iniziali per i vari lessemi del titolo, secondo prassi
anglosassone; non, p. es. La Vida es Sueo, ma La vida es sueo.
Traduzione (si cita per la trad. usata)
BATAILLON, MARCEL, Erasmo y Espaa, trad. di Antonio Alatorre, Mxico D. F.,
Fondo de Cultura Econmica, 1950, 19662 (rasme et lEspagne. Recherches sur
lhistoire spirituelle du XVIe sicle, Paris, E. Droz, 1937).
CURTIUS, ERNST ROBERT, Letteratura europea e Medio Evo latino, ed. a. c. di
Roberto Antonelli, trad. A. Luzzato et alii / trad. A. Luzzato, M. Candela e C.
Bologna, Firenze, La Nuova Italia, 1992, 19952 (Europische Literatur und
lateinisches Mittelalter, Bern, A. Francke, 1948).

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CURTIUS, ERNST ROBERT, Literatura europea y Edad Media Latina, trad. di Margit
Frenk e Antonio Alatorre, Madrid, Fondo de Cultura Econmica, 1955, 2 voll.
(Europische Literatur und lateinisches Mittelalter, Bern, A. Francke, 1948).
Libro antico con successive edizioni.
ANTONIO, NICOLS: Bibliotheca Hispana vetus, sive hispani scriptores qui ab
Octaviani Augusti aevo ad annum Christi MD flouererunt, (Roma, Antonio de
Rubeis, 1696); 2 ed. a c. di Francisco Prez Bayer, Madrid, Joaqun de Ibarra,
1788; ed. facs. Torino, La bottega dErasmo, 1963; ed. facs. Madrid, Visor, 1996,
2 voll.
ANTONIO, NICOLS: Bibliotheca Hispana nova, sive hispanorum scriptorum qui ab
annos MD ad MDCLXXXIV flouere notitia, (Roma, Nicolai Tinassi, 1672); 2 ed.
a c. di Toms Antonio Snchez e Juan Antonio Pellicer, Madrid, Joaqun de
Ibarra, 1783; edd. facs. Torino, La bottega dErasmo, 1963, Madrid, Visor, 1996,
2 voll.

Edizione
TORRE, FRANCISCO DE LA, Obras, a cura di Francisco de Quevedo, Madrid, Imprenta
Real, 1631 (es. 2/47799 della B.N. di Madrid). (in caso di edizione antica con
pochi esemplari).
TORRE, FRANCISCO DE LA, Poesa completa, a cura di M. Luisa Cerrn Puga, Madrid,
Ctedra, 1984.
LEN, FRAY LUIS DE, Poesie, a cura di Oreste Macr, Napoli, Liguori, 1989 (ed. con
testo italiano a fronte).
Manuale
PROFETI, MARIA GRAZIA, ed., Let doro della letteratura spagnola: il Cinquecento,
Firenze, La Nuova Italia, 1998.
CARAVAGGI, GIOVANNI, La poesia lrica, in Maria Grazia Profeti (dir.)., Let
doro della letteratura spagnola: il Cinquecento, Firenze, La Nuova Italia, 1998,
pp. 297-349. (capitolo del manuale precedente)
RICO, FRANCISCO (dir)., Historia y crtica de la literatura espaola. poca
contempornea: 1939-1980, a c. di Domingo Yndurin, Barcelona, Crtica, 1980.
MAINER, JOS-CARLOS, La vida cultural (1939-1980), in Francisco Rico (dir.)
, Historia y crtica de la literatura espaola. poca contempornea: 1939-1980, a

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c. di Domingo Yndurin, Barcelona, Crtica, 1980, vol. 8, pp. 5-16. (capitolo del
manuale precedente)
Libro collettivo e capitolo di libro collettivo
MORETTI, FRANCO, ed., Il romanzo, Torino, Einaudi, 2001-2003, 5 voll.
ORLANDO, FRANCESCO, Statuti del soprannaturale nella narrativa, in Franco
Moretti, ed., Il romanzo, Torino, Einaudi, 2001, vol. I, pp. 195-226.
Articolo di rivista
COGNOME, NOME, Titolo dellarticolo, Rivista, numero in cifra (anno), pp. xx-xx.
CERRN PUGA, M. LUISA, Censure incrociate fra Italia e Spagna: il caso di Petrarca
(1559-1747), Critica del testo VI/1 (2003), pp. 221-256.
Articolo di rivista poi in libro
MENNDEZ PELAYO, MARCELINO, Pginas de un libro indito. Prez de Oliva (El
maestro Fernn), La Ilustracin Espaola y Americana, 9-10 (1875); anche in
Biblioteca de traductores espaoles, Madrid, CSIC, 1953, vol. IV, pp. 58-75.
Sito Internet (webgrafia o sitografia)
Nel caso si siano utilizzate risorse elettroniche, alla bibliografia finale dovr seguire
la Webgrafia con tutti gli indirizzi web indicati nel testo. bene assicurarsi che la
pagina web cui si fa riferimento esista ancora. Deve essere riportata lindicazione
della pagina sulla quale si trova il testo, non genericamente il nome del sito o la
pagina home del sito. Per quanto possibile, si dovr identificare lautore del testo
o il responsabile della sezione, che verr considerato come un curatore.

16

UNIVERSIT DI ROMA LA SAPIENZA


FACOLT DI SCIENZE UMANISTICHE
DIPARTIMENTO DI STUDI ROMANZI

DICHIARAZIONE

Il sottoscritto / La sottoscritta...........................................................................
DICHIARA
Di avere letto accuratamente e compreso le NORME PER LA
PRESENTAZIONE DI LAVORI, TESINE E TESI e di impegnarsi a non fare uso di
elaborati o brani di elaborati copiati o fotocopiati da testi stampati o reperiti via
Internet senza citare con precisione la fonte, pena lannullamento della tesi o tesina
per plagio.
Firma
Roma

- -200

APPENDICE A
ESEMPIO DI FRONTESPIZIO, DI INDICE, DI PAGINA

Facolt di Scienze Umanistiche


Corso di laurea in Lingue e letterature moderne

Dipartimento di Studi Europei e interculturali


Tesi di letteratura triennale in Letteratura spagnola

La Celestina (edizione Valencia 1514).


ANALISI DELLATTO QUARTO

Laureanda:
Barbara Spolitu
n. matricola: 970821

Relatore:
Prof. Norbert von Prellwitz

Anno Accademico
2003-2004

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INDICE
INTRODUZIONE: UN TESORO FRA LE MANI

1 NEI PANNI DI CELESTINA: TRA PREOCCUPAZIONI E


GIOCHI DASTUZIA

1.1 DUBBI E CONSIDERAZIONI DI CELESTINA: IL SOLILOQUIO

1.2 LA VENDITRICE DI FILO: CELESTINA A COLLOQUIO CON


LUCRECIA

17

1.3 IMPRUDENZA E FRAGILIT DI ALISA

24

2 DUE PERSONAGGI FORTI A CONFRONTO:


CELESTINA E MELIBEA

33

2.1 VECCHIAIA E GIOVENT: CELESTINA E MELIBEA

34

2.2 ERES T CELESTINA: MELIBEA RICONOSCE


LA PROTAGONISTA

42

2.3 IL CLIMAX DI ATTESA E DI TENSIONE: LE


NECESSIDADES AJENAS

46

3 NEI PANNI DI MELIBEA: FURIA E VENCIMIENTO

52

3.1 LA FURIA DI UN NOME: CALISTO

53

3.2 TUTTO PER UN SEMPLICE MAL DI DENTI: LA DUPLICE


CONCESSIONE DELLA PREGHIERA E DEL CORDONE

64

3.3 VITTORIA FINALE DI CELESTINA E CEDIMENTO DI MELIBEA:


CONCLUSIONI
71
BIBLIOGRAFIA

89

SITI INTERNET

91

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CELESTINA. (Aparte) Hija Lucrecia, ce! Yrs a casa y darte he una lexa con
que pares essos cavellos ms que oro. No lo digas a tu seora. Y aun darte he
unos polvos para quitarte esse olor de la boca que te huele un poco; que en el
reyno no lo sabe fazer otri sino yo, y no ay cosa que peor en la muger parezca.
LUCRECIA. (Aparte)O, Dios te d buena vegez, que ms necessidad tena de
todo esso que de comer!
CELESTINA. (Aparte) Pues, por qu murmuras contra m, loquilla? Calla,
que no sabes si me avrs menester en cosa de ms importancia. No provoques a
yra a tu seora, ms de lo que ella ha estrado. Dxame yr en paz.1

Stanca di sentirsi parlar dietro e soprattutto preoccupata per un eventuale


nuovo scatto dira di Melibea, la mezzana decide di prendere in mano la
situazione e parlare (sempre evitando di essere ascoltata dalla giovane) con
Lucrecia, di nuovo ostacolo da superare. La donna, finora serva leale che sta sulla
difensiva per proteggere la propria padrona, viene facilmente comprata dalle
parole di Celestina. La vecchia conosce il modo in cui prendere i servi fedeli che
si ostinano a non voler tradire il proprio padrone, come rappresentato dallo
schema che segue:
Celestina

Persuasione
dei servi fedeli

Seduttrice
e
manipolatrice

Lucrecia
e
Prmeno

Li ferisce dicendo loro quello che non hanno

Promette loro quello che vogliono

ROJAS, FERNANDO DE, La Celestina, ed. di Peter E. Russell, Castalia, Madrid, 1991, pp.
324-325.

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